domenica 25 settembre 2016

Ma i 5 Stelle sono... anche questo... Purtroppo!

Da: Il Post

Il deputato M5S, “Zeitgeist” e i microchip

Durante la puntata di martedì sera di Ballarò è stata trasmessa un’intervista a Paolo Bernini, neo deputato del Movimento 5 Stelle eletto in Emilia Romagna. Bernini, che ha 25 anni, ha parlato di un documentario sulle teorie del complotto che gli «ha fatto vedere il mondo in modo completamente diverso», Zeitgeist, e ha detto (facendo riferimento a una vecchia leggenda metropolitana):
«Non so se lo sapete ma in America hanno già iniziato a mettere i microchip all’interno delle persone, è un controllo di tutta la popolazione»

Paolo Bernini

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
on. Paolo Bernini
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Paolo Bernini daticamera.jpg
Luogo nascitaCento
Data nascita3 luglio 1987
Titolo di studioLaurea in tecnologia della comunicazione
Professionestudente
PartitoMovimento 5 Stelle
LegislaturaXVII
GruppoM5S
CircoscrizioneXI (Emilia Romagna)
Pagina istituzionale
Paolo Bernini (Cento3 luglio 1987) è un politico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Entra a far parte del Meetup "Amici di Beppe Grillo" di San Pietro in Casale nel 2009 e nello stesso anno si candida a Sindaco nella medesima città con la "lista civica Beppegrillo.it" prendendo il 4,6%[1] dei voti risultando non eletto.
Alle parlamentarie[2] del Movimento 5 stelle del dicembre 2012, si candida proponendosi come ambientalista, animalista, vegano e sbattezzato[3]. Risulterà ricevere un totale di voti 116 voti e verrà inserito come sesto in lista[4] alla Camera dei Deputati nella circoscrizione XI Emilia-Romagna per il Movimento 5 Stelle.
Alle elezioni politiche del 2013 viene eletto deputato della XVII legislatura della Repubblica Italiana nella circoscrizione XI Emilia-Romagna per il Movimento 5 Stelle.

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

L'On. Bernini ha ricevuto l'attenzione della stampa per alcuni suoi interventi, dentro e fuori il Parlamento, basati su teorie del complotto e leggende metropolitane.
  • Nel marzo del 2013 ha affermato che in America verrebbero inseriti microchip nel corpo umano per tenere sotto sorveglianza la popolazione.[5][6]
  • A settembre ha sostenuto che l'attentato al World Trade Center «fu un lavoro interno» definendo la versione ufficiale come «palesemente falsa».[7]
  • A novembre ha messo in dubbio la morte di Osama bin Laden.[8]
  • Nel giugno del 2013[9], del 2014[10] e in quello del 2015[11] si è recato nei pressi del Gruppo Bilderberg con Carlo Sibilia per porre l'attenzione sul meeting che, secondo loro, avrebbe lo scopo di influenzare la politica internazionale.
  • Ha firmato un disegno di legge presentato alla Camera dei Deputati nel febbraio 2014 in cui si legge che esistono collegamenti tra le vaccinazioni e alcune malattie, compreso l'autismo: un'ipotesi avanzata da Andrew Wakefield rivelatasi poi una frode scientifica.[12]
  • Ha focalizzato la sua attenzione sulle ricerche condotte su macachi nello stabulario di Modena, diffondendo in rete un video[13] smentito pochi giorni dopo da Pro-Test Italiapoiché contenente informazioni decontestualizzate e manipolate ad arte.[14]
  • In seguito all'attentato alla sede di Charlie Hebdo del gennaio 2015 ha rilanciato un articolo di Aldo Giannuli su Facebook aggiungendo che tutte le più recenti guerre che hanno coinvolto gli Stati Uniti d'America hanno origine da finti attacchi nemici ("false flag").[15]
  • In occasione di un tragico incidente avvenuto durante le prove del Palio di Siena per la carriera del 2 luglio 2015, ha depositato una interrogazione parlamentare sulla morte della cavalla Periclea e dichiarato di aver incaricato il suo ufficio legale di valutare gli estremi di una denuncia per maltrattamento ed uccisione animale[16]: l'iniziativa ha provocato una forte reazione da parte del MoVimento 5 Stelle di Siena che si dissocia con forza dalle sue iniziative "decisamente affrettate e a dir poco approssimative sul nostro Palio."[17]

sabato 24 settembre 2016

Donne diverse, storie diverse... forse uccise dai mariti

Se a ciascun l'interno affanno si leggesse in fronte scritto, quanti mai, che invidia fanno, ci farebbero pietà.
METASTASIO 



L'invidia è un sentimento misero, proprio delle anime miserabili, purtroppo diffusa e sempre esistita e i versi del Metastasio ne danno conto.
Leggendo i commenti sotto gli articoli dei giornali che riportano l'ennesimo delitto avente per vittima una donna, sposata e madre, mi rendo conto che neppure la tragedia dà spazio alla triste pietà.
Il dermatologo figlio di professore universitario, dalle foto bello, benestante, avrebbe ucciso con violenza inaudita la moglie, fedifraga, madre dei loro tre bambini.
Un amico riporta le sue impressioni il giorno prima del delitto, quando li ha incontrati alla festa per il compleanno di uno dei loro piccoli.

Da: Il Resto del Carlino 

Omicidio di Ravenna, l’ultimo pomeriggio: "Tranquilli e insieme alla festa del figlio"

Un amico racconta il giorno prima della tragedia

Ravenna, 24 settembre 2016 - «Avevamo trascorso un pomeriggio di gioia e festa». Sono i ricordi addolorati di un amico d’infanzia di Giulia Ballestri. Un amico che giovedì, il giorno prima della tragedia, aveva passato la giornata insieme alla famiglia Cagnoni, che in una sala per bambini stava festeggiando il compleanno del figlio più piccolo.
«Sapevo dei problemi che da tempo stavano vivendo nella loro vita di coppia – ricorda l’uomo, mentre ripercorre gli ultimi istanti in cui ha visto l’amica ancora in vita – e sapevo anche del nuovo compagno di Giulia. Nonostante questo mi erano però sembrati tranquilli».
Un ultimo pomeriggio di quotidianità familiare, senza sguardi o segni particolari che potessero far presagire un malumore da parte del dermatologo toscano. «Lui è sempre stato un uomo introverso, questo era risaputo. Tutto il contrario di Giulia, che invece era solare e sorridente con tutti. Ci conoscevamo da quando eravamo bambini».
Una famiglia unita attorno all’amore per i propri tre figli, come li ricorda anche il parroco della chiesa di San Rocco, nonostante il rapporto sentimentale tra Matteo e Giulia si fosse logorato ormai da tempo.
Appunto: sembravano. Il verso del Metastasio è celeberrimo per questo.
Un conto è sembrare ed un conto è essere.
E questo vale anche per l'altro tristissimo caso di questi giorni: quello della anziana professoressa sgozzata con un colpo di coltello nella sua casa, nella sua cucina, mentre rigovernava dopo aver avuto a cena uno dei suoi figli.
Due donne diverse, due madri, l'una con figli piccoli, l'altra con figli ormai sistemati altrove, nonna, forse uccise da mariti che si professano innocenti al di là delle immediate apparenze...
Una tristezza infinita...
Matteo Cagnoni, bellissimo uomo, con la moglie, definita da molti giornali bellissima nelle foto non appare propriamente tale, pur essendo una donna piacente.

La moglie del dermatologo di famiglia facoltosa è finita a 40 anni a bastonate...
Da ciò che scrivono i giornali, pur continuando a convivere con il marito, aveva un amante.
Credo che se un matrimonio è in grave crisi l'errore più grande che una donna possa fare sia farsi un amante. Non può che essere una complicazione in più, un pasticcio esistenziale che non può che portare disordine, tensione e altro male.
Soprattutto se si è madre di bimbi piccoli credo che bisognerebbe prima di tutto liberarsi del marito con una separazione di fatto, avendo i mezzi economici e dunque disponendo di più di un'abitazione. Una madre, inoltre, dovrebbe pensare essenzialmente ai propri piccoli, proteggendoli, non basta fingere serenità ad una festa di compleanno... Quando non si vive più con il marito, se proprio si vuole, si può iniziare un'altra storia, in modo pulito.
A mio avviso la povera vittima ha sbagliato in questo.
Il marito, se come sembra è stato lui, ha sbagliato molto di più.
Non ha pensato ai suoi bambini e alla vita loro, così distrutta da un evento folle come l'omicidio della loro madre. Purtroppo niente possono l'educazione e la cultura su una fragilità psichica... La sofferenza può essere grandissima,  ma non può arrivare all'omicidio per liberarsene... Se questo accade siamo di fronte ad una personalità problematica e fragile. Poveri bambini innocenti...

L'altra donna, che appare sorridente nelle foto con un marito sempre presente ed affettuoso, dopo una vita di lavoro era in pensione e poteva vivere una serena vecchiaia godendosi i frutti dell'impegno di una vita. Invece è finita con una coltellata alla gola.. Un gesto inconsulto del marito durante una banale lite? Ma si può prendere un coltello e, con uno scatto, infilarlo in un punto vitale come la gola per una discussione? Dove è il controllo su sé stessi? Dove il senso del limite dei propri gesti?

Cosa c'è dietro la fronte di questi uomini apparentemente normali?
Quali pensieri, quali frustrazioni, per arrivare a tanto?



venerdì 23 settembre 2016

Come lavorano i 5 Stelle

Da anni, famiglie non certo ricche, hanno dato i propri sudati risparmi ad AIC, Consorzio di Cooperative Edilizie che opera in Roma da circa 50 anni. Dal momento del versamento per alcuni sono passati anche 6 anni fra alterne vicende Amministrative che riguardano il Comune di Roma, (così comunicano il Presidente ed il Vicepresidente del Consorzio AIC), senza che si vedesse nemmeno lo scavo delle agognate case...
Ora un Socio si è rivolto all'Assessore ai Lavori Pubblici del Municipio competente per il P.d.Z. Tor Vergata trovando accoglienza ed ascolto, questa la risultanza:

La situazione si è ribaltata!!!
Ricorderete tutte le lettere inviate alle precedenti amministrazioni comunali per i nostri problemi E le mancate risposte...
Non ci crederete.... oggi l'Assessore ai llpp del nostro municipio, Salvatore Vivace, si è recato personalmente presso l'AIC per avere informazioni dirette sulle reali intenzioni della cooperativa relativamente al piano di zona Tor Vergata.
L'Assessore ha ritenuto necessario fare questo ulteriore passo per dare risposte concrete alle numerose famiglie che da anni aspettano la costruzione di una casa in parte già pagata.
L'AIC, sorpresa per la visita,  si è manifestata disponibile a dare risposte rapide sostenendo che anche loro sono penalizzati dalla situazione che si è venuta a creare. 
Hanno ammesso che grazie all'impulso dei giorni scorsi si sta procedendo alla stipula del contratto, atteso da anni.
L'Assessore Vivace, da parte sua, ha dato la disponibilità all'AIC ad intervenire, qualora fosse necessario, per sollecitare l'attuazione dell'iter amministrativo proponendosi come interlocutore diretto!



Non tutti i 5 Stelle sono così, purtroppo, giacché tentai di interessare il consigliere della Regione Lazio Davide Barillari, da me votato, ai problemi del Patrimonio trascurato della Regione Lazio nel Pontino e lui se ne infischiò altamente. Per ottenere un minimo di attenzione e di cura degli eucalipti (pericolosissimi come dimostrano vari verbali degli ottimi VV.FF. di Latina) ho dovuto personalmente interpellare l'Ufficio Patrimonio della Regione, insistendo ed insistendo, inviando detti verbali e foto per ottenere finalmente un minimo appalto per la cura parziale degli alberi in questa zona.


Da: LATINA NOTIZIE
22-05-2012
Tutela delle fasce frangivento, Galetto annuncia una proposta di legge per la vendita e gestione ai privati

Centinaia di chilometri quadrati con piantagioni di eucaliptus, pini marittimi e pioppi a fare da argine contro le raffiche di vento per proteggere le colture dell’Agro Pontino e non solo. Sono queste le cosiddette ‘fasce frangivento’, quasi tutte presenti nella provincia di Latina, perché create durante il periodo fascista, a protezione delle terre appena bonificate e trasformate in insediamenti agricoli.

Oggi queste barriere naturali, che tanto hanno contribuito allo sviluppo del territorio pontino, versano in condizioni critiche, tanto da essere oggetto di un’audizione nella commissione Risorse umane, demanio, patrimonio, affari istituzionali, enti locali, tutela dei consumatori e semplificazione amministrativa, del Consiglio regionale del Lazio. Presente l’assessore regionale Fabio Armeni. E’ stato il presidente della commissione, Stefano Galetto, a spiegare i motivi dell’incontro di oggi con i rappresentanti delle istituzioni interessate alla questione. “Le fasce frangivento – ha detto – costituiscono un limite, un argine agli eventi climatici calamitosi che si abbattono sulla costa laziale. In particolare, nella provincia di Latina si trova circa il 95% delle fasce frangivento della Regione, costituendo oramai anche un simbolo distintivo per quel territorio.

Il problema attuale – ha proseguito Galetto – riguarda la gestione e la manutenzione di questi terreni vitali per l’equilibrio del sistema ambientale. La Regione non ha le risorse economiche per provvedere a tutti gli interventi necessari alla tutela e alla cura di migliaia e migliaia di alberi. Occorre pensare a un coinvolgimento dei privati, attraverso un meccanismo di alienazioni vincolate ad azioni di manutenzione e gestione delle fasce frangivento”. Per questo motivo, Galetto ha annunciato che presenterà una proposta di legge di modifica alla legge regionale n. 22 del 1995, “per rendere – ha spiegato – più snelle e meno burocratiche le procedure di alienazione già previste dalla legge, cercando il massimo confronto non solo con tutti i soggetti istituzionali aventi un ruolo nella gestione delle fasce frangivento, ma anche con i comuni e con le associazioni delle categorie produttive della zona”.

Non contrari a questa soluzione si sono mostrati il direttore generale del Consorzio di bonifica dell’Agro Pontino, Michele Meloni, e Paolo Mecci, dirigente regionale dell’Area Politiche di ottimizzazione dei beni demaniali. Decisamente contrario si è invece dichiarato Carlo Perotto, responsabile del settore ‘Pianificazione urbanistica’ della provincia di Latina, secondo il quale il “possibile depauperamento delle fasce frangivento sarebbe una iattura per il nostro territorio”.

Perotto ha poi spiegato che quei terreni hanno un ruolo importante per l’agricoltura e per l’ambiente, ma anche per la tutela della fauna, in quanto costituiscono dei “corridoi ecologici che vanno dal mare alla montagna” che garantiscono un habitat naturale e protetto a numerose specie animali. Contro la possibilità di vendere ai privati le fasce frangivento, Perotto ha proposto un’azione di rilancio, attraverso lo sfruttamento di fonti di energie alternative e la raccolta di legname". Questo si legge da un comunicato della Regione Lazio.(com/alf - AGENPARL

Come si vede il problema esiste e non è un'isteria di una vecchia ambientalista, tanto è vero che, quando venne una delegazione dell'Ufficio Patrimonio della Regione Lazio e un compito signore mi disse: "Signora, si tolga dalla testa che questi alberi vengano tagliati." Io, capendo che forse non aveva letto le mie e-mail, risposi: "Assolutamente no! Non l'ho mai detto e nemmeno pensato, conosco la loro funzione insostituibile: ma debbono essere curati!" 

giovedì 22 settembre 2016

Lessico giornalistico ridicolo

Il Tirreno


Baltimora, morto un altro ragazzo afroamericano dopo colluttazione con i poliziotti

L'ultima vittima si chiamava Tawon Boyd, 21 anni ed era disarmato.
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L'Unione Sarda

Usa, bloccato a terra da polizia: muore 21enne nero a Baltimora

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askanews

Un altro afroamericano muore a Baltimora dopo colluttazione con la polizia

Schiacciato a terra da tre agenti era in terapia intensiva


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Il Secolo d'Italia

L'ho già scritto e mi scuso se mi ripeto: giusto scrivere nero, trattandosi di un particolare, il colore della pelle, che serve a definire una persona, essendo una sua caratteristica che serve per descriverla, come tutti i caratteri fisionomici.

Scrivere e dire invece afroamericano è per me una stupida forma priva di senso e razzista. Lo usa spessissimo, anzi sempre, la corrispondente dagli USA della RAI Giovanna Botteri e trovo strano che nessuno se ne infastidisca.

Ma  afroamericano "de che??!!". Americano di sicuro, ma l'Africa è lontanissima da qualsiasi americano nero da secoli e secoli!!! 

Da Wikipedia un poco di memoria storica:
Nel XVI secolo, le grandi potenze europee (SpagnaPortogalloInghilterra e Paesi Bassi) iniziarono a creare insediamenti in America. Gran parte dei vantaggi economici erano legati alla creazione di piantagioni (per esempio di canna da zucchero); soprattutto con la penetrazione portoghese in Brasile, a questo si aggiunse la prospettiva di ricavare dalle colonie risorse minerarie. In entrambi i casi si richiedeva l'uso di grandi quantità di manodopera per il lavoro pesante. Inizialmente, gli europei tentarono di far lavorare come schiavi gli indigeni americani; questa soluzione tuttavia risultò insufficiente, soprattutto a causa dell'alta mortalità delle popolazioni native dovuta a malattie importate dai conquistatori europei (come il vaiolo) e alla loro conformazione fisica non adatta a quel genere di lavoro.
Nello stesso periodo, gli europei entrarono in contatto con la pratica nordafricana di far schiavi i prigionieri di guerra. I re locali delle regioni nella zona dei moderni Senegal e Benin spesso barattavano questi schiavi con gli europei. Gli schiavi africani erano decisamente più adatti, dal punto di vista fisico, a sopportare il lavoro forzato, perciò i portoghesi e gli spagnoli se li procurarono per mandarli nelle colonie americane, dando inizio al più grande commercio di schiavi della storia, quello attraverso l'Oceano Atlantico. La tratta degli schiavi attraverso l'Atlantico assunse rapidamente proporzioni senza precedenti, dando origine nelle Americhe a vere e proprie "economie basate sullo schiavismo", dai Caraibi fino agli Stati Uniti meridionali.
Già prima della scoperta dell'America, comunque, i portoghesi avevano circumnavigato il continente africano e...
Il 16 giugno 1452 papa Niccolò V scrisse la bolla Dum Diversas, indirizzata al re del Portogallo Alfonso V, in cui riconosceva al re portoghese le nuove conquiste territoriali, lo autorizzava ad attaccare, conquistare e soggiogare i saraceni, i pagani e altri nemici della fede, a catturare i loro beni e le loro terre, a ridurre gli indigeni in schiavitù perpetua e trasferire le loro terre e proprietà al re del Portogallo e ai suoi successori.

Raggi: bene così!

Da: Il Tirreno
Raggi, no alle Olimpiadi. "Irresponsabile dire sì"
Il sindaco di Roma non si presenta all’incontro con il Coni e va in trattoria. «Non vogliamo debiti e cemento». Malagò: «Non sa che dice». Renzi tace



ROMA. «È da irresponsabili dire sì a questa candidatura». Virginia Raggi affonda Roma 2024 in un pomeriggio assolato di fine settembre nel quale, oltre a spiegare che la città non se lo può permettere («Ci viene chiesto di assumere altri debiti per i romani e per tutti gli italiani, non vogliamo che lo sport sia utilizzato come pretesto per ulteriori colate di cemento»), si è presa anche la soddisfazione di umiliare i vertici del Coni e del Comitato promotore saliti al Campidoglio per incontrarla. Il sindaco non si è presentata all’orario fissato appena dopo pranzo e dopo 37 minuti di inutile attesa il numero uno dello sport Malagò, livido e inviperito, ha abbandonato il Comune insieme alla delegazione (tra cui Pancalli e Bianchedi) che lo accompagnava.
Raggi ha spiegato di essere stata trattenuta da «impegni istituzionali», anche se in realtà era in trattoria con un suo assessore. Ma è apparso evidente che il sindaco ha voluto marcare anche fisicamente la distanza da un progetto non solo mai condiviso, ma detestato dal gruppo dirigente M5S. Come è emerso chiaramente dalle sue parole durante la conferenza stampa interrotta dagli applausi dei suoi sostenitori. «Ci ricordiamo bene come sono andati i Mondiali di nuoto del 2009. Siamo pieni di impianti inutilizzati che restano lì come gusci vuoti» ha attaccato Raggi ricordando anche i Mondiali di Italia ’90.
«Abbiamo finito di pagarne il mutuo nel 2015, mentre quello per i Giochi di Torino 2006 è ancora acceso» ha puntualizzato il sindaco che nella furia anti-olimpica ha tirato in ballo persino le Olimpiadi di Roma nel ’60. «Nel nostro debito monster da 13 miliardi, 1 miliardo è ancora l’indennità di esproprio per quei Giochi» ha spiegato Raggi, incassando la replica di uno stizzito Malagò. «Falsità e populismo, interpellai il commissario al debito del Comune: era il debito commerciale complessivo, gli espropri di Roma ’60 erano solo una minima parte».
Raggi, cercando di allontanare il sospetto di aver assunto una posizione ostile a prescindere ha citato i casi di Boston, Amburgo e Madrid, «città nelle quali i sindaci hanno avuto posizioni fortemente contrarie». Poi l’appello alla pancia della città. «Io sono sindaco dei romani - ha rivendicato - e la mia valutazione è che queste Olimpiadi non sono sostenibili, portano solo ulteriori debiti, tuttavia siccome vogliamo che lo sport diventi parte integrante della vita dei cittadini di questa città, vogliamo riqualificare i servizi».
Raggi, dopo aver spiegato che il no alla candidatura non è mai stato in discussione («C’era la tregua olimpica dovuta a Rio, abbiamo solo rimandato una scelta già presa»), ha garantito che la Giunta, pur senza il fiume di denaro di Roma 2024, si impegnerà per sistemare le strutture sportive esistenti. «L’impianto di Tre Fontane dei Mondiali di nuoto diventerà un impianto paralimpico, la Vela di Calatrava diventerà una Città della conoscenza - ha spiegato Raggi.
In serata il Coni ha convocato una conferenza stampa nella quale un torrenziale Malagò ha sfogato la sua delusione. «Il no fa male, dispiace moltissimo, perché sono cambiate le regole del gioco ed era possibile fare bene. Il preventivo di spesa era di un decimo rispetto a Sochi 2014». Il dirigente ha ricordato che Roma era stata candidata in quanto «con l’Agenda 2020 sono cambiate le regole del gioco e dispiace che Raggi non lo abbia ricordato. Eravamo disposti a rivedere il dossier, eravamo pronti al referendum».
Poi il presidente del Coni, che potrebbe chiedere i danni al Campidoglio, si è tolto un sassolino dalla scarpa dando implicitamente degli incompetenti ai vertici del Comune. «Do un consiglio a Virginia Raggi, anche se serve un atto formale è meglio se non presenta la mozione che ha preparato. Si
può trovare su Wikipedia, e parla di città ritirate che non si sono mai presentate. A differenza di altri, io so bene di cosa si parla quando si parla di Olimpiadi».
Nessun commento da parte del premier Matteo Renzi. Parla solo il ministro Delrio: «La città perde un’opportunità».
Da: La Stampa

Roma 2024, Malagò: chi firmerà commetterà un delitto

Gli amministratori non votino la delibera, se lo fanno se ne assumeranno la responsabilità” Il “piano B” del Comitato Olimpico: commissario straordinario per superare il veto della sindaca
ROMA


C’è un punto di non ritorno dentro alla storia dei possibili Giochi di Roma. E, questo attimo, cade quando l’ottimismo del presidente del Coni Giovanni Malagò lascia spazio alla convinzione di essere finito in una sorta di gioco senza uscita: la Raggi non c’è, il suo ufficio è vuoto, inutile chiedere dove sia finita. «Se è così, noi ce ne andiamo..», dice Malagò. Ma come è possibile tutto questo? E la trasparenza, lo streaming, la cortesia nei rapporti? Tutto finito, riflette un Malagò vittima, per una volta, del suo essere sempre, e comunque, positivo davanti a quella che assume le sembianze di una presa in giro in piena regola. Malagò è sorpreso, deluso, anche irritato perchè tutto si sarebbe aspettato, ma non uno sgarbo personale tanto ingombrante. «Ma come, al di là delle posizioni, ci siamo sempre rispettati ed ora mi trova un invito con la porta chiusa. E, subito dopo, il no annunciato al mondo...», dice ai suoi collaboratori nel viaggio di ritorno verso la casa dello sport azzurro.  

Il no della Raggi scuote le fondamenta dello sport, non solo tricolore. Ma non ferma Malagò perchè «...sarebbe un delitto perdere un’occasione come questa». Cosa può accadere ora che il sindaco ha fatto conoscere la sua verità? «Consiglio di non votare la mozione che darebbe un significato formale a quanto annunciato dalla Raggi», fa sapere il presidente del Coni. L’atto formale è quello che serve per cancellare la delibera della precedente giunta capitolina: nel giugno di un anno fa l’assemblea diede il via libera perchè Roma si candidasse. «Gli amministratori che, eventualmente, firmeranno la delibera dovranno assumersi le loro responsabilità...»,dice Malagò. Tradotto: il Comitato promotore Roma 2024, in diciassette mesi, ha speso fondi pubblici ricevuti tramite una legge dello Stato per circa undici milioni di euro e la Corte dei Conti non potrebbe che drizzare le antenne davanti ad un no votato dall’assemblea capitolina. 

La Raggi spegne le luci sui possibili Giochi di Roma e lo fa disertando l’incontro con il numero uno dello sport italiano per colpa di un pranzo in una trattoria vicina alla Stazione Termini. Malagò non fa in tempo ad uscire dal Campidoglio che riceve la telefonata del premier Renzi: i due si vedranno questa mattina e, in campo, torna prepotentemente l’ipotesi scartata dal numero uno del Coni quando i rapporti con la Raggi erano senza strappi. «Un commissario governativo che mandi avanti la candidatura? Tecnicamente è possibile, ma, così, daremmo una brutta immagine di noi al Comitato Olimpico Internazionale...», disse Malagò una settimana fa. Adesso, lo scenario è cambiato ed un intervento del governo non si può escludere. 
Roma vede allontanarsi la suggestione a cinque cerchi e, come un effetto a cascata, dal tavolo rischiano di sparire importanti variabili. L’elenco è puntuale ed arriva dal Coni in una sorta di riflesso incondizionato: senza la candidatura, si complica l’organizzazione della tappa romana degli Europei del 2020 e anche il Giubileo del 2025. «Ci dispiace - scrive il Comitato promotore - che le opere ed infrastrutture che dovranno essere fatte per l’anno giubilare ricadranno a carico del bilancio della città. Con i Giochi invece...». I Giochi ed il Giubileo: dai primi, la città riceverebbe un miliardo e settecentomila dollari dal Cio per ridisegnare parti di Roma da mettere in vetrina anche una volta calato il sipario sulle Olimpiadi. Tutto finito in attesa che l’assemblea ratifiche quello che la Raggi ha deciso. 

I poteri forti vogliono incassare e arricchirsi per poi lasciare le "grandi opere" come si è già visto. Loro hanno il malloppo e noi lo scorno di vedere quanto ho ricordato nel sottostante post:
Rita Coltellese *** Scrivere: Virginia il cambiamento Giachetti nessun cambiamento
Quindi Raggi fa bene.
Roma e la sua provincia NON hanno trasporti efficienti, NON hanno strade decenti, NON hanno strade e giardini puliti dai rifiuti, NON c'è un cittadino, di qualsiasi idea politica, che sia appena soddisfatto di come vanno le cose a Roma.
Le Olimpiadi non sono una soluzione, ma un aggravio.
Servono solo ai soliti comitati d'affari dei soliti noti per arricchirsi sempre più. Il lavoro per le maestranze è una scusa: dopo la festa TUTTI A SPASSO COME PRIMA!  
Malagò dice che abbiamo speso già tanti soldi?
E quelli buttati per i progetti del ponte sullo stretto di Messina?
Siamo abituati alle vostre rapine, ma proviamo a difenderci. Speriamo che Virginia ci riesca, giacché sentire che si vorrebbe imporre la scelta tramite un Commissario Governativo mi fa pensare a cosa accadrebbe se passasse il SI al referendum sulle Riforme del Governo Renzi. Dittatura?
La democrazia, già zoppa, resterebbe senza gambe!
E pensare che, data la fiducia che avevo riposto sul nostro Presidente del Consiglio dei Ministri, pensavo di votare SI, in buona fede.
Ma se le sue riforme, presentate bene, finiscono come sta accadendo con quella della Scuola, debbo dire che ho paura!
L'impianto della Legge 107/2015, mi dice una persona di famiglia Dirigente Pubblica, è giusta nel suo intento... Mi fido, perché è persona competente ed efficiente, ma lei stessa ammette che l'applicazione che ne stanno facendo i burocrati del MIUR è un massacro per tutti!
E se accadesse dopo una Riforma così importante come quella, già imperfetta, che andrà a referendum? 
Che controllo ha Renzi sui burocrati a cui proclamò di "voler fare la guerra"?
Lo sa che in agosto i dirigenti ministeriali stavano quasi tutti in ferie nonostante l'imminenza dell'inizio a settembre dell'anno scolastico e le relative pressanti incombenze? Lo sa che ad oggi nel Lazio, in specie nella provincia di Roma, NON sono ancora uscite le graduatorie per i professori "mandati al confino", a centinaia di chilometri da casa loro, che hanno chiesto o l'assegnazione provvisoria o l'utilizzazione per sopravvivere? 
Si accontenta di quello che dice la Ministra ex governo Monti con il suo melenso e brutto sorriso? 
Sa dello scandaloso sciopero messo in opera dai dipendenti del Provveditorato di Roma perché i loro uffici verranno spostati in una nuova sede sempre a Roma? Mentre i professori "mandati al confino" a centinaia di chilometri da casa loro aspettano i comodi di chi protesta solo per essere stato spostato all'interno della medesima città?
Se non lo sa, abbia pazienza, ma non posso che votare NO al referendum.