giovedì 6 ottobre 2016

Gossip sulla Buona Scuola

Da: TECNICA DELLA SCUOLA

Lady Renzi querela chi ha insinuato sulla sua assunzione. Il premier: contro lei piccineria morale

 Martedì, 04 Ottobre 2016


"Mia moglie ha provveduto a querelare chi di dovere; attaccare mia moglie che fa l'insegnante e ha fatto la supplente precaria per 11 anni è piccineria morale più che attacco politico”. Non è dato sapere chi ha ricevuto la querela da parte di Lady Renzi.
Le accuse lanciate nei suoi confronti arrivarono pure in Parlamento: con un post pubblicato sulla sua pagina FB, la senatrice Enza Blundo parlò di "legge ad uxorem" e di immissione in ruolo giunta grazie a "graduatorie secretate (per volere del premier)".I senatori, però, godono di immunità parlamentare. E difficilmente la senatrice Blundo ha ricevuto un esposto in tribunale che la riguarda da parte di Lady Renzi.

Da : Il Fatto Quotidiano
Un caso per tutti: quello di Roberta Russo, mamma docente di educazione musicale finita ufficialmente in Cadore da Viterbo. “Dopo 17 anni di precariato – racconta Roberta – svolto lavorando in giro per la mia provincia sono stata assunta in ruolo con la 107. Sono madre di due figli, un giovane adolescente e un bimbo di nove anni, moglie di un marito anch’egli in mobilità. Non sono più tanto giovane, ho 45 anni

Piccineria morale o ovvi dubbi confrontando questi due casi?
La gente che non conosce la complessità e tortuosità delle assegnazioni (per materie diverse, per punteggi professionali e familiari ecc.) si pone delle domande.
Certo se qualcuno afferma con certezza che la moglie del Presidente ha avuto un trattamento diverso dagli altri DEVE PORTARNE LE PROVE, altrimenti si espone ad ovvia querela.

Disastro Buona Scuola

Da: TECNICA DELLA SCUOLA


Algoritmo e profili di responsabilità per danno da software difettoso

 Lunedì, 03 Ottobre 2016
Molti chiedono di conoscere come ha funzionato l'algoritmo del MIUR che si è occupato di operazioni, affidate un tempo all'uomo, molto delicate per la collocazione e organizzazione delle risorse umane nel comparto istruzione. Una domanda legittima, alla luce degli errori che si sono verificati, peraltro riconosciuti anche se minimizzati da Viale Trastevere.
In realtà non è importante sapere come ha funzionato l'algoritmo, ma piuttosto come avrebbe dovuto funzionare. E qui non sembra molto difficile dare un riscontro perché è sufficiente analizzare la normativa per rispondere con completezza.
Il software doveva elaborare i dati e trattarli secondo quanto le norme prevedevano per la produzione degli effetti del reclutamento e dell'assegnazione dei posti nella mobilità territoriale. Vero è che da un'analisi attenta delle norme appaiono dei vuoti normativi che hanno riguardato sia la fase del reclutamento che quello della mobilità e che i programmatori del software non potevano ovviamente risolvere e su cui,  il MIUR in quei casi avrebbe dovuto mettere mano "conciliando", perché si tratta di un errore della macchina "scusabile".
Il danno invece che si è materializzato nei casi in cui non c'è corrispondenza fra le norme e il modo in cui dovevano essere applicate dall'elaboratore è cosa diversa e dal punto di vista delle responsabilità va affrontato non superficialmente perché lo stesso MIUR dovrebbe avere interesse a capire cosa sia successo.
Ed infatti, esclusa la responsabilità penale del produttore di software perché nel nostro ordinamento non vi sono norme penali richiamabili a questi casi rientranti nella categoria dei crimini informatici che puniscano fatti considerati dannosi o pericolosi a titolo di "colpa" ma solo in forma dolosa, ovvero con la consapevolezza dell'azione e di tutti gli elementi che compongono una fattispecie penalmente rilevante, la questione pone problemi molto complessi. Intanto è opportuno richiamare i casi di responsabilità per danni da software.
Il primo esempio che ci viene in mente è quello del commercialista  che presenta una denuncia dei redditi errata a causa di un software rivelatosi difettoso che ha prodotto sanzioni pecuniare e tasse per il cliente. Il professionista risponderà davanti al cliente ma potrà in via di regresso rifarsi nei confronti dell'azienda che ha programmato il software difettoso.

Il discorso potrebbe estendersi al caso della P.A. che si avvale dei servizi informatici di un terzo, naturalmente. Quanto alla prova del difetto e del danno si pone il problema di come identificare l'anomalia che non dovrebbe essere difficile nel caso sia riproducibile l'attività svolta, ovvero ripetere la stessa operazione lasciando immutato l'ambiente in cui si è operato (archivi e banche dati)  per accertare dove si è verificato l'errore. Se i risultati che si ottengono sono con gli stessi errori, ciò potrebbe servire non solo ad individuare cosa ha causato gli errori ma anche ad escludere l'eventuale intervento manuale di altri soggetti. Eventualità che se dovesse presentarsi aprirebbe questioni molto delicate. 
Non si gioca con la vita della gente.
So per esperienza di lavoro che i software possono essere fatti male.
La cosa funziona così: la Ditta che ha vinto l'appalto per fornire il software ad un determinato settore della Pubblica Amministrazione si interfaccia con gli impiegati amministrativi che dovranno gestirlo, chiedendo di leggi e regolamenti per la sua corretta applicazione e, soprattutto, di cosa hanno bisogno per ottenere il risultato.
Personalmente mi sono ritrovata a dover gestire un software per l'inventario di un Dipartimento già implementato attraverso una collaborazione fra chi già lavorava nella struttura e il titolare della Ditta di software. Alla fine dell'anno, a chiusura dell'inventario, mi sono resa conto che quello che faceva il software non era corretto rispetto a quanto richiesto da alcune regole amministrative. Ne è nata una discussione a distanza con il titolare della Ditta, peraltro persona preparatissima, che si trovava in un'altra città come sede. All'inizio egli ha tenuto duro, facendo obiezioni, ma io, che mi ero studiata bene la faccenda, ero sicura del fatto mio ed ho ribadito i miei concetti sul software che doveva essere cambiato per quell'aspetto di cui mi ero accorta che non dava un risultato corretto. Siccome "verba volant" e "scripta manent" ho messo in una e-mail le mie contestazioni verbali e alla fine il titolare della Ditta di software ha dovuto ammettere che avevo ragione, cambiando il software e adeguandolo al giusto risultato secondo le regole di legge e amministrative.
Dunque errori sono possibili eccome!
Perché minimizzare invece di correggere?
Certo qui la materia è umana, non sono buoni di carico o scarico, né la struttura è circoscritta ad una determinata struttura della P.A., qui è l'Italia intera e della vita e del lavoro della classe insegnante si tratta... Ammettere gli errori comporta un cambiamento gigantesco del "giro di giostra", come l'ha chiamato qualcuno...
Però la storia è sempre la stessa: GENTE CHE LAVORA MALE, o per incompetenza o per superficialità.      

martedì 4 ottobre 2016

Novelle Nuove: "Sciocche bugie"

Dalle statistiche che Blogger inserisce nella mia bacheca anche per ogni post pubblicato, ho notato che novelle e novelline pubblicate una prima volta non ricevono sempre lo stesso successo di ingressi della seconda volta. Qualcuna, infatti, ho inteso pubblicarla più volte  a distanza di tempo e stranamente ha ricevuto letture numericamente maggiori della prima volta.

Un esempio recente è stato il racconto "Senza ritegno", della serie  "Cronache di pazzie quotidiane" ripubblicata il 9 agosto scorso che ha superato i 200 lettori, mentre nella prima pubblicazione, del 2 aprile 2016, dove per altro era integrale, non ha toccato i 30!

Ripubblico dunque questo ironico raccontino, sperando che strappi qualche sorriso.

martedì 1 dicembre 2015


Sciocche bugie - da NOVELLE NUOVE

Novelle Nuove

Sciocche bugie

Dopo molto tempo che parlava con Serena, la nuova vicina, Clara, iniziò, con un poco di reticenza, a parlare del vecchio silenzioso che spesso era nel loro giardino guardando oziosamente i lavori di ristrutturazione che stavano facendo. Accennò alla parola "zio", poi in seguito parlò, sempre con una punta di imbarazzo, degli "zii di suo marito".
Serena trovava ridicola quella tardiva e quasi reticente ammissione di parentela, dato che l'aveva sentita tante volte chiamare da un giardino all'altro: "Zio!" Oppure: "Zia!"
Quanto doveva essere stupida quella donna per non pensare che la cosa non poteva che essere palese? Si chiedeva ironicamente Serena. Inoltre perché quella sciocca reticenza ad ammettere quel legame, che lei aveva capito subito giacché, appena arrivati, avevano immediatamente aperto un cancelletto fra la loro recinzione e il giardinetto di quegli abitanti che erano già lì da diversi anni.
Davvero questi erano così legati ad una squilibrata nota nella zona, che Serena e famiglia avevano evitato di frequentare, da cercare di nascondere la loro parentela? Oppure i loro parenti temevano di essersi fatti troppo coinvolgere nelle sceneggiate di quella donna pazza e che Serena e famiglia ne avessero avvertito qualcosa?
A Serena veniva da ridere, ma si stupiva sempre, nonostante l'esperienza di vita, di come certa gente nascondesse quelle che riteneva essere le proprie malefatte.
Essersi prestati ad ascoltare le calunnie e gli insulti che una donna dalla vita indecente rivolgeva a chiunque le dimostrasse apertamente il suo disprezzo, li preoccupava?
Cosa temevano?
Tutti, ma proprio tutti, dopo un po' che frequentavano quella donna dalla testa matta, si rendevano conto di chi era lei e delle stranezze del resto della sua famiglia. I parenti di Clara evidentemente si trovavano bene con lei, nonostante tutto, tanto da farle da spalla nelle sue frequenti ed ossessive sceneggiate volte ad incanalare lo sfogo della sua frustrazione per essere stata rifiutata da alcune persone e, soprattutto, scoperta nella sua realtà, che ella voleva infiocchettare. Guai a loro! Non la finiva più di infarcire di insulti, calunnie e derisione i suoi sproloqui contro queste persone. E fra queste c'erano anche Serena e la sua famiglia.
A Serena non importava un fico secco di quello che quella squinternata diceva, ma trovava singolare questo nuovo capitolo della "saga della pazza".
D'accordo, esisteva gente a cui, una donna così e quello zimbello di marito che si trascinava dietro, potevano piacere.. Ma arrivare al punto di voler nascondere il legame con i nuovi arrivati, era ridicolo!
"Che sciocchi!" Pensava Serena. "Cosa temono? Come ignoriamo le sceneggiate e gli insulti della pazza, ignoriamo anche loro. Se i loro parenti si sono fatti coinvolgere nelle sceneggiate forse se ne vergognano?"
Non si finisce mai di scoprire nuove contorsioni mentali nella gente che non sa vivere in modo libero e si autocondiziona con i propri timori, imponendosi comportamenti stupidi ed autolimitanti.
Serena era una persona libera da condizionamenti di ogni tipo. Si comportava liberamente nel rispetto del prossimo, senza sotterfugi, civilmente, ma sceglieva chi frequentare, non accettava i condizionamenti di maniera che certa gente si impone nel praticare forzosamente vicini e conoscenti anche se non gli piacciono, rifugiandosi poi in commenti ipocriti dietro le spalle.
Ma il massimo del risibile lo aveva raggiunto il suocero di Clara.
Era questo un uomo anziano, dall'eloquio pesante, che usava espressioni anche volgari. Mentre si svolgevano i lavori di ristrutturazione della casa appena acquistata dal figlio, egli era di sovente presente, anche per dare una mano. Ogni tanto dal cancelletto aperto sul retro entrava il silenzioso osservatore dei lavori che però non muoveva un dito. Ancora non si era mai sentita Clara chiamarlo "zio", né tantomeno lo aveva mai chiamato così il vero nipote, il marito di Clara.
Spesso il suocero di Clara attaccava discorso con il marito di Serena, se questi si trovava a svolgere qualche lavoro in giardino, vantandogli le doti di suo figlio con molto orgoglio di padre.
Un giorno si espresse anche sul vecchio silenzioso che, immoto, guardava i lavori.
"Ho ritrovato qui questo vecchio compagno di lavoro!" Disse al marito di Serena che l'ascoltava cortese col sorriso sulle labbra.
"Ha ritrovato qui il vecchio compagno di lavoro che è il marito di sua sorella?!" Rise Serena parlandone con suo marito. "Non si sono mai frequentati prima? Cognati!!" E rise di nuovo per quella inutile commedia.
"Che strane persone davvero. - Commentò il marito di Serena. - Perché non dire che sono parenti?"
"Perché evidentemente temono che noi sappiamo quanto hanno fatto da sponda alla pazza, che noi evitiamo, negli insulti e nelle calunnie che lei ci rovescia addosso."
"Insomma hanno la coscienza sporca e hanno confabulato tra loro di fingere che si sono conosciuti solo ora, incontrandosi qui per caso di vicinato?"
Serena rideva a tanta sciocca ed inutile pantomima. "Non si finisce mai di stupirsi della stupidità e falsità umana." Commentò. 

Dio a immagine dell'Uomo non c'è, ma la saggezza dei Capi Religiosi aiuta

Da: ADNKRONOS

Oggi è in atto una "guerra mondiale" per distruggere il matrimonio. Lo denuncia papa Francesco, parlando a braccio per oltre un'ora a preti, suore, religiosi e seminaristi nella chiesa dell'Assunta di Tbilisi. Il 
Pontefice punta il dito contro la cosiddetta teoria del 'gender': "Il grande nemico", accusa.
In un botta e risposta con i presenti, il Papa parla del rapporto di coppia: "Il matrimonio è la cosa più bella che Dio ha creato. La Bibbia ci dice che Dio ha creato l'uomo e la donna a sua immagine, cioè l'uomo e la donna che si fanno una sola carne sono l'immagine di Dio. Ho capito - dice rivolgendosi alla giovane Irina - quando spiegavi le difficoltà che vengono: l'incomprensione, le tentazioni. 'Mah, risolviamo la cosa con il divorzio e così ricominciamo di nuovo?'". Chiede a questo punto il Papa: "Chi paga le spese del divorzio? Due persone, ma paga Dio perchè quando si divorzia una sola immagine si sporca, paga Dio, e pagano i figli. Voi noi sapete quanto soffrono i bambini quando vedono le liti e la separazione dei genitori". Da qui il monito: " Si deve fare di tutto per salvare il matrimonio. La guerra fredda del giorno dopo è pericolosissima".
Il Papa invita a chiedere aiuto di fronte alle tentazioni di adulterio perchè dietro c'è il diavolo: "Ci sono situazioni più complesse quando il diavolo si immischia e mette una dona davanti all'uomo che gli sembra più bella della sua. O quando mette un uomo davanti a una donna che sembra più bravo del suo. Chiedete aiuto subito quando viene questa tentazione. Come si aiutano le coppie? Con l' accoglienza, la vicinanza, l'accompagnamento".

Il Vaticano è uno Stato ed uno Stato con i suoi scandali e il suo tanto denaro e tanto potere.
Il Papa attuale è un uomo di buona volontà, che ha cercato di fare un po' di pulizia.
Detto questo credo che il suo compito di guida spirituale, anche in nome e per conto di un Dio che purtroppo non c'è, lo fa con umiltà, saggezza e grande apertura.
L'ha detto: nella sua vita pastorale ha aiutato tanti omosessuali, ma certo è giusto che egli difenda il matrimonio naturale ed eviti gli stravolgimenti, gli incastri, le costruzioni di laboratorio per assecondare simulacri di matrimonio che non sono e non potranno mai essere quello che la Natura ha selezionato per l'Uomo.

Certo egli lo fa in nome di Dio, perché gli uomini sono come bambini di fronte all'esistente,  immersi come sono in un mondo incomprensibile ed inspiegabile, non bastando le Leggi della Fisica per capire... Essi sono preda della propria fragilità, della propria paura e il Dio immaginario è una soluzione confortante. Soprattutto quello presentato da Gesù Cristo e dalla sua filosofia di vita. Di questo parla Francesco, che ha scelto il nome del grande mistico, un poco folle, che tutti ammirano ma che nessuno imita nello stile di vita...

Ben vengano, dunque, le parole sagge di Papa Francesco ad aiutare il cammino degli uomini, altro non può fare che indicare un cammino morale. Un cammino che porti, quanto più possibile, al bene, all'equilibrio e all'ordine.
Altre idee, vestite di un'idea diversa di un Allah che non c'è, portano morte, odio, disordine... Meglio altre filosofie allora: il buddismo, il taoismo, l'induismo...
Pur avendo preso coscienza con l'esperienza di vita dell'assenza di Dio interessato alle sorti dell'uomo, confesso che la cultura cattolica, con la quale sono stata formata, ha lasciato in me il segno che quei valori di cui parla Francesco sono giusti.
Il Vaticano, però, è un'altra cosa. Leggete questi due libri, sono un poco noiosi ma documentano un Vaticano su cui non ci si possono fare molte illusioni:



domenica 2 ottobre 2016

Scuola: la realtà che ho documentato da un pezzo...

Da: Italia Oggi

Il premier: ciambella non riuscita, se fossimo stati più bravi... Siluro alla Giannini

Buona scuola, Renzi ora frena

Congelati fino al referendum i decreti attuativi della riforma
 di Alessandra Ricciardi 

Con tre miliardi di investimenti, e un piano straordinario di 120 mila assunzioni, Renzi si aspettava decisamente risultati migliori. E invece le contestazioni alla riforma della scuola arrivano copiose, non si tratta solo delle proteste di piazza organizzate dai sindacati, a cui il premier è quasi indifferente, ma dell'umore che si respira nelle scuole. Dove all'insoddisfazione dei docenti neo assunti, costretti a cambiare città per lavorare, alle polemiche per le difficoltà del concorso, che ha falcidiato metà dei candidati, alle contestazioni per la chiamata diretta degli insegnanti, e a migliaia di ricorsi e decine di sentenze dei Tar che stanno cambiando la geografia di graduatorie ed assunzioni, si somma lo sconcerto di migliaia di famiglie. Che ad anno scolastico iniziato si sono trovate con la classe del proprio figlio scoperta, con orari ridotti, con la promessa di una stabilizzazione nel giro di qualche settimana. Peggio di quando la riforma della Buona scuola non c'era, le assunzioni non si facevano e si andava avanti a supplenti.
Un annus horribilis, insomma, quello appena iniziato nella scuola, che ha fatto dire al premier Matteo Renzi: «Non tutte le ciambelle riescono con il buco. Se fossimo stati più bravi a gestire questa vicenda sarei stato più contento». Il riferimento è alla mobilità straordinaria, operazione messa in piedi per venire incontro alle richieste dei docenti del Sud e che, incrociata con le assegnazioni provvisorie, ha lasciato scoperte molte cattedre del Nord. L'accusa neanche troppo velata è all'indirizzo del ministro Stefania Giannini, e in generale all'amministrazione di viale Trastevere, rea di aver commesso errori tecnici e di strategia.
A palazzo Chigi si temono i risvolti negativi che il caos generato avrà sul referendum del 4 dicembre, andando ad ingrossare le ragioni del no nella categoria. Tanto che, dicono rumors governativi, il premier è fortemente deciso a bloccare fino a quella data i decreti attuativi della riforma, dalla nuova istruzione professionale all'istituzione di un modello generalizzato di offerta formativa per la fascia di età dei bambini 0-6 anni. Preferendo concentrarsi sulla legge di Stabilità. Sulla scuola «abbiamo preferito trovare le soluzioni per i professori che avrebbero dovuto muoversi, abbiamo permesso ad alcuni, soprattutto al Sud, di restare e abbiamo scoperto alcune cattedre al Nord..», ha detto Renzi.
La Giannini solo pochi giorni fa, in audizione congiunta camera-senato, ha fornito i dati dell'operazione del piano straordinario di mobilità: sono giunte al sistema 207 mila domande di trasferimento. Più del doppio rispetto allo scorso anno. Le conciliazioni per errori nei passaggi di sede sono state 5mila. Dati che devono fare i conti con una situazione strutturale della scuola italiana: l'80 degli insegnanti immessi in ruolo risiede al Sud di Roma, il 65% delle cattedre disponibili al Nord della Capitale. E ha ribadito, la Giannini, l'eccezionalità di quest'anno, con l'avvio di tante riforme insieme: dalla chiamata diretta allo svolgimento di una nuova tipologia di concorso alla mobilità, appunto.
Ragioni tecniche che non bastano a invertire il dato politico: lo strappo con la scuola, generato dalle prime uscite dello stesso Renzi a inizio mandato, non è stato affatto ricucito. Anzi. Intanto, cavalcando il caos, i sindacati di categoria, Flc-Cgil, Cisl scuola, Uil scuola e Snals, hanno scritto una lettera denuncia sui troppi errori di quest'anno al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

sabato 1 ottobre 2016

Piano.. piano.. si avvicina per tutti l'ora del congedo

Da: Il Fatto Quotidiano

Laura Troschel, morta l’attrice ex moglie di Pippo Franco

di 

Si è spenta all’età di 72 anni l’attrice Laura Troschel, protagonista del teatro, cinema e della televisione italiana. Ex moglie di Pippo Franco, con il quale aveva lavorato in televisione e a teatro, l’attrice era nata a Varese nel 1944.
Laura approdò giovanissima al cabaret con Castellacci ePingitore, sul palco del Bagaglino, di cui divenne Prima Donna; successivamente calcò le scene del teatro Brancaccio di Roma come protagonista di due brillanti commedie musicali. Più volte protagonista al cinema, per la televisione ha condotto, nel ’79, ‘C’era una volta Roma’ e nell’autunno dell’80 il programma di prima serata ‘Scacco Matto abbinato alla Lotteria Italia’. Tra le tante partecipazioni anche quelle nella serie ‘I ragazzi del muretto’ e nella soap opera ‘Un posto al sole‘.
Forte anche il suo legame col teatro: tra le sue partecipazioni più importanti ‘La bottega del caffè’ di Carlo Goldoni con Arnoldo Foà, ‘Last Minute’ con Sandra Milo e la sua ultima interpretazione da protagonista in ‘Incanto di natale’ di Paola Nicoletti.
I funerali si svolgeranno domani alle 12 nella Basilica di San Lorenzo fuori le mura, dopo la camera ardente che sarà aperta dalle 8,30 alle 11,00 presso il Policlinico Gemelli.
Mi ha colpito malinconicamente questa notizia..
Piano, piano si avvicina l'ora del congedo anche per me... Laura Troschel era poco più grande di me. 
Ho un ricordo personale di lei. L'ho vista per la prima volta a pochissima distanza esibirsi presso il primo Teatro Cabaret in assoluto aperto a Roma: "Il Carlino Ludovisi" di Anna Mazzamauro, se non ricordo male era in via Venti Settembre. C'erano anche l'allora marito Pippo e la bravissima Anna Mazzamauro...
Era bella e bravissima.  

venerdì 30 settembre 2016

Per fare chiarezza sul fumo giornalistico

Da: Studio Legale De Lalla

istanze ex art. 335 c.p.p.


La fase delle indagini preliminari è segreta.
Paradossalmente, in alcuni casi, possiamo essere indagati senza saperlo.
Oppure non abbiamo contezza a chi sia stata assegnata – a quale PM e con quale numero di iscrizione (numero che seguirà tutto il procedimento penale) – la denuncia che abbiamo presentato.
Ebbene, per alcuni reati, è possibile presentare un’apposita istanza (disciplinata dall’art. 335 c.p.p.) negli uffici preposti della Procura della Repubblica presso il Tribunale e decorsi 20 giorni lavorativi verrà emessa una certificazione che indicherà all’interessato (indagato o persona offesa da reato) il numero del procedimento penale, il titolo di reato per il quale si procede ed il nome del Magistrato al quale è affidato.
Diversamente, è possibile che indagini sul nostro conto o procedimenti che ci riguardano non siano da noi tempestivamente conosciuti.
Invero, il Pubblico Ministero non appena perviene al suo ufficio una notizia di reato provvede ad iscriverla su un apposito registro c.d. delle notizie di reato tenuto presso la sua segreteria senza che vi sia alcuna comunicazione all’interessato (il cd avviso di garanzia è notificato solo e solamente quando vi è da compiere un’attività alla quale può partecipare anche l’indagato altrimenti lo stesso non è informato della sua veste di persona sottoposta ad indagini).

Qualcuno ha fatto una denuncia e un magistrato ha ritenuto di aprire un fascicolo e sta indagando.
Ma, finché non troverà riscontri oggettivi di accusa nei riguardi della ex-consulente AMA Sig.ra Muraro, non le invierà l'avviso di garanzia.
 MURARO CON IL SINDACO DI ROMA RAGGI

Certo giornalismo, interessato da parti politiche, fa girare la faccenda contando sul fatto che la gente non ha chiaro, finché non si informa, cosa vuol dire essere indagato e nemmeno saperlo e aver ricevuto invece un avviso di garanzia.
Adesso gira pure che è indagata per abuso d'ufficio (avviso di garanzia? Non si sa, intanto si fa girare la parola indagata..).
L’abuso d’ufficio (art. 323 c.p.) è reato proprio, quindi può essere commesso soltanto da un pubblico ufficiale o da un incaricato di pubblico servizio.
Domanda ovvia: dato che la Sig.ra Muraro non era un Pubblico dipendente ma un privato cittadino pagato come consulente, come avrà fatto a commettere il reato di abuso d'ufficio?
Forse è stata anche incaricata, con un decreto ad hoc, di pubblico servizio? Ma, (lo scrivo perché sono stata un Funzionario Statale senza raccomandazioni che dunque si è sudata la sua qualifica studiando leggi e regole dello Stato), doveva essere incaricata con un decreto a firma del Sindaco, non so nemmeno se poteva bastare la firma del Presidente dell'AMA, essendo essa una Società Municipalizzata ma sempre una S.p.A., anche se partecipata dal Comune di Roma.
Altrimenti tutto quello che si gridacchia e si scribacchia in giro è solo fumo!

Il Ministro Giannini da i numeri a caso

Da: Blasting News L'INSERTO DELL'ARTICOLO



È il 30 settembre, la data ultima indicata dal ministro Giannini per assumere tutti i docenti per l'a.s. 2016/17: la realtà è che ancora le assunzioni non sono state completate, che molte classi non hanno docenti né supplenti e le lezioni sono in tilt. I ritardi sono abissali. 
Come fa notare il sindacato Anief, a Roma ci sono migliaia di docenti della Scuola secondaria che attendono da settimane le pubblicazioni. 
"un'altra" si scrive con l'apostrofo, ma tutto il resto va bene...

In alcune province d'Italia, mancano ancora le comunicazioni in merito alle assegnazioni e utilizzazioni provvisorie. Anche le supplenze sono in ritardo: in Sardegna le chiamate arriveranno non prima del 4 di ottobre.


NON C'E' NIENTE DA RIDERE, MA QUESTA RIDE SEMPRE: BEATA LEI!




Qualcuno informi questa donna che oggi è 30 settembre 2016 e che lei è un Ministro della Repubblica Italiana che aveva dichiarato quanto sopra riportato nell'articolo di Blasting News e altrove.
Dunque in una Repubblica non delle Banane dovrebbe spiegare PERCHE' QUANTO DA LEI DICHIARATO NON SI E' AVVERATO, OPPURE DIMETTERSI! I Professori non sono un branco di pecore in attesa dei suoi teatrini: sono persone acculturate a cui è affidata l'educazione delle generazioni future, sono persone che hanno una vita familiare. Forse lei non ce l'ha? O se ne frega? Cosa è questo, il Governo del "menga"?

Matteo Renzi continua a deludere

Da: Il Tirreno 30 settembre 2016


Referendum, Renzi: «Si vince con i voti del centrodestra»

Bersani: «Irresponsabile, non vede ciò che sta ribollendo» La minoranza del Pd attacca: «Perdiamo anima ed elettori»
 Con una intervista al Foglio, Matteo Renzi, che ieri ha cominciato la campagna elettorale a Perugia dove ha difeso il doppio turno ma si è detto disponibile a cambiare l’Italicum perché il «Referendum è più importante», delinea la strategia in vista del voto del 4 dicembre.
L’obiettivo è quello di andare a pescare nel grande serbatoio di Forza Italia e Fratelli d’Italia. Si tratta di una strategia che allarma la minoranza del Pd ma alla quale il premier non sembra intenzionato a rinunciare. E la conferma arriva in serata da Perugia: «Il referendum non è il congresso del Pd. E saranno decisivi i voti della destra. Un autorevole esponente della minoranza Pd mi ha criticato perché voglio prendere i voti di destra. Sì, forse è per questo che si chiama minoranza, io vorrei chiamarmi maggioranza. Se non prendi il voto degli altri ti chiami minoranza, io voglio essere maggioranza e cambiare le cose» taglia corto Renzi, che si dice disponibile a cambiare l’Italicum e punta tutto sulla spersonalizzazione del voto. «Sulla scheda elettorale in fondo non c’è scritto volete voi cancellare dalla faccia della terra il governo Renzi. Il governo Renzi può essere cancellato ogni giorno in Parlamento, in qualsiasi momento, o alle elezioni politiche, dai cittadini. Oggi si discute di altro. Oggi si discute di Italia, non di una persona».

Delude chi gli ha creduto naturalmente, non certo chi lo denigrava fin dall'inizio.
Comunque si sta danneggiando da solo.
Le persone che mi dicono che voteranno NO non lo fanno per mandare a casa il Governo da lui presieduto, ma voteranno NO nel merito.
Personalmente, come già scritto in altri post, pensavo di dargli ancora fiducia votando SI, anche se la riforma del Senato non mi convince.
Non mi convince perché è un "papocchio" e la diminuzione del numero dei mantenuti non mi commuove.
Qualcuno l'ha detto: allora, se si vuole risparmiare, perché non diminuire anche il numero esagerato dei deputati?
Gli USA al Congresso hanno 435 Deputati alla Camera dei Rappresentanti  e 100 Senatori al Senato: totale 535 persone a rappresentare 325.127.000 abitanti (censiti nel 2015).
L'Italia in Parlamento ha 630 Deputati alla Camera e 315 Senatori (senza contare quelli a vita che gli USA non hanno):  totale 945 persone a rappresentare 60.665.551 abitanti (censiti nel 2015).

Vi rendete conto dell'assurdo dispendio di denaro a mantenere tutti questi esseri inutili e deleteri?
Eliminando il Senato ma tenendolo in piedi con Consiglieri Regionali e Sindaci, dunque delegati, il recupero economico è risibile, giacché per le riunioni senatoriali ed altro, legato alla carica, comunque questi presenteranno il rimborso spese...
E ci restano sul gobbo 630 Deputati contro l'intero Congresso 
degli USA con  535 persone da mantenere.
Soffriamo di un inutile elefantismo di rappresentazione democratica, a cui si aggiungono i Parlamentini Regionali, fonte certificata di magna-magna!
Questa Riforma, frutto di mille emendamenti e compromessi, nasce storta e non risolutiva del vero problema.
L'Italia depredata dai politici, sotto ricatto della Germania che detiene i nostri Titoli di Stato del debito pubblico, provocato sempre dai politici che ci hanno governato negli anni, con picchi sotto i governi Andreotti e Craxi, non esce dalla palude con queste riforme, e mal depone come il governo attuale sta conducendo la riforma in atto della Scuola. 
Non vedo il polso del nostro decisionista Presidente del Consiglio, che lascia nelle mani di una incosciente, che sorride melensa mentre ci sarebbe da piangere, una situazione caotica, dando annunci di date di proroghe in scadenza che non vengono rispettate.
Credibilità ed efficienza zero.
Le Scuole e il personale addetto sono schiacciati dal lavoro per sopperire agli errori ed alla inefficienza del Ministero e dei suoi rami.
Ora sentiamo Renzi che confida nei voti delle destre per il SI al Referendum sul resto delle sue Riforme!
C'è chi si è chiesto se per caso non conti sul voto delle mafie, certo non di sinistra, trovando nell'annuncio sul Ponte dello Stretto un richiamo ad esse... Spero si tratti solo di pensieri cattivi!
Ma, personalmente, mi chiedo come può contare sui voti di Fratelli D'Italia ad esempio, visto la politica di eccessiva accoglienza che il suo governo ha fatto nei confronti degli arrivi africani, certo non in accordo con l'idea che ne hanno le destre! 
Certo Forza Italia è ben altra cosa... E lì forse sa di poterci contare..

   

giovedì 29 settembre 2016

Omicidio Gianna Del Gaudio

Il triste susseguirsi di delitti aventi come vittime le donne non può non far riflettere su come è veramente la nostra Società, che vuol dirsi civile.
In molti, troppi casi, gli assassini hanno furbescamente fatto sparire il cadavere garantendosi, non sempre per fortuna, l'impunità. In altri la Scienza riesce a dare prova di chi ha effettivamente ucciso.
Nel caso della povera professoressa Del Gaudio vengono un poco alla volta fuori particolari che saranno fondamentali per stabilire se veramente l'assassino è il marito, per ora unico indagato.
Il fendente alla gola è stato dato da dietro e questo dimostra una volontà omicida cattiva, più che un colpo sferrato di impeto durante una lite in cui l'assassino può aver perduto la testa.
Inoltre è stato così violento da quasi decapitarla.
In Medicina Legale sarà non difficile stabilire, dall'altezza del marito, se può essere stato lui a tagliarle la gola da dietro. E' evidente che una persona più alta della vittima è facilitata nell'atto omicidiario così come descritto. Per una persona alta come lei o di meno è più difficile.
Altra prova può scaturire dall'interrogatorio del figlio Mario e della sua compagna che avevano cenato con la vittima e suo marito, apprendendo da loro la descrizione degli abiti indossati dall'indagato durante la cena. I due si erano congedati da poco quando successivamente è avvenuto il delitto.
Dato che i vestiti indossati dal marito erano privi di macchie di sangue, qualora fossero gli stessi descritti da chi aveva cenato con lui sarebbe una prova a discarico. Ma se diversi il Tizzani dovrebbe spiegare perché mai si sarebbe cambiato in un'ora tarda e prima di andare a dormire.
Credo che a breve il marito sarà o totalmente scagionato, e in tal caso davvero si potrebbe ipotizzare un omicidio a scopo di furto, operato da un tossico fuori controllo per uccidere in modo tanto efferato e violento solo per un piccolo bottino, o incastrato dalle prove a suo carico.  
Dalle foto pubblicate l'indagato appare poco più alto della vittima