giovedì 26 gennaio 2017

Come voteremo?

Da: ANSA.it



Mi lascia perplessa la ragione per cui la Corte Costituzionale ha giudicato illegittimo il ballottaggio. Perché per le elezioni dei Sindaci invece si applica? Se una norma è incostituzionale dovrebbe esserlo per tutto.
Hanno lasciato invece i  capilista e  le pluricandidature, immagino un residuo del "Patto del Nazareno" voluto da Berlusconi... Forse "un regalo" del comune amico con Bettino Craxi Giuliano Amato?

mercoledì 25 gennaio 2017

Per ridere un po': Le comiche: "Pompa su e pompa giù"


Pompa su e pompa giù



Mad Di Parteforever: "Mamy fa un lavoro importante! Non d'Ufficio come Moglie Boh?! Lei sta in un posto "caldo" operativo! In un ufficio è la morte civile! L'elicottero del Papa non si alza se lei non alza il telefono!"

Mamy & FigliaMamy "Questa scema va oltre, va sempre oltre.. Solo il mio Zerby Contenti mi pompa così! Per un periodo ha detto che stavo nell'Ufficio dentro il Quirinale con tono importante, poverino, meno male che non ha detto a fare cosa. Figlia: "Rispondevi al telefono continuamente per questo Mad ha detto "un posto caldo". Era calda la cornetta del telefono."




Moglie Boh?: "Franca temeva di offendermi, era molto imbarazzata, ma credeva cheMamy fosse qualcuno là dentro.. Sai, ha detto, conoscendo me.. Invece dopo 30 anni è ancora un'impiegata di V livello. Debbo dire che sono meravigliata anch'io..
Marito Boh? : "Beh, io non mi meraviglio del pompaggio, della spocchia e del nulla che c'è sotto. Ma ogni tanto pure a me viene da dire: Booooh?!!!"

Notizia curiosa...

Da: Repubblica.it

Sabaudia, polizia all'inseguimento del carro funebre sulla Pontina

Il mezzo aveva l'assicurazione scaduta. Il blocco sotto gli occhi increduli dei partecipanti a un funerale


Al Fullscan non si sfugge. Una volta che lo strumento ha inquadrato la targa di un’auto, tempo pochi secondi e scatta un bip con l’indicazione della violazione. Ed è stato così che, nel corso dei controlli sulla Pontina, la polizia locale di Sabaudia ha scoperto che un carro funebre aveva l’assicurazione scaduta da mesi. Il mezzo, che in quel momento stava trasportando una salma ed era seguito dal corteo delle auto dei parenti, è stato dunque inseguito, bloccato e sequestrato, salvo infine ottenere l’ok a proseguire solo per raggiungere la chiesa dove era fissato il funerale.

Troppe le auto che circolano senza revisione e senza copertura assicurativa e tante anche quelle rubate o riciclate. Un pericolo che si aggiunge a quello del mancato rispetto dei limiti di velocità, visto che quando mezzi del genere vengono coinvolti in qualche sinistro difficilmente le vittime riescono ad avere qualche garanzia, a partire da quelle risarcitorie. Sulla Pontina, una tra le arterie più pericolose d’Italia, per frenare tale fenomeno viene così utilizzato il “fullscan”, strumento che rileva le targhe dei mezzi in transito, essendo collegato a banche dati sia italiane che estere, e individua possibili irregolarità.

Proprio impiegando tale apparecchiatura, nello scorso fine settimana, la polizia locale di Sabaudia si è così imbattuta nel caso di un carro funebre che stava trasportando un feretro e che aveva l’assicurazione scaduta da marzo dell’anno scorso. I vigili hanno a quel punto dovuto inseguire il mezzo sulla Pontina e bloccarlo, mentre i parenti del morto, che seguivano il carro in corteo, assistevano increduli alla situazione. Il carro funebre è stato sequestrato, ma la polizia locale ha comunque garantito la conclusione del trasporto, permettendo al carro di raggiungere la chiesa di Gaeta dove era fissato il funerale, per poi farsi raggiungere lì da un secondo carro e con quello trasportare il feretro al cimitero. Il “fullscan” non perdona.


Foto * 20 novembre 2016
Lode alla Polizia Municipale di Sabaudia!
Certamente non potevano sequestrare il mezzo con dentro il morto ma, una volta recato là dove doveva, in questo caso la chiesa dove doveva svolgersi il funerale, giusto e sacrosanto il sequestro!
L'applicazione della Legge va sempre fatta, giacché ad ogni violazione corrisponde un danno a qualcuno. In questo, come in altri casi, in caso di incidente provocato da un mezzo circolante, sprovvisto di Assicurazione, la vittima è colui che si trova con un danno non risarcibile e di difficile recupero chiedendo i danni in sede civile a chi circolava senza Assicurazione.

Un caso di cui sono venuta a conoscenza di recente è quello di incidente provocato da auto con targa di un Corpo Diplomatico. Nonostante i Carabinieri siano intervenuti all'istante, in quanto seguivano di poco il mezzo incidentato dall'auto CD, essi non hanno potuto stilare un verbale in quanto può farlo, a quanto mi dicono, solo la Polizia Municipale, intervenuta solo quando la persona ferita dalla incauta manovra dell'auto CD, era stata portata via dall'ambulanza prontamente intervenuta sul posto.
I sempre Benemeriti Carabinieri hanno potuto solo parlare con i testimoni che spontaneamente hanno rilasciato le loro generalità.
La persona, vittima dell'improvviso tentativo di conversione del senso di marcia da parte dell'auto con targa CD, fortunatamente non ricoverata dopo le prime cure del Pronto Soccorso, si è rivolta ai Carabinieri i quali l'hanno informata che la Polizia Locale aveva scritto sul verbale che NON c'erano testimoni (essendo intervenuti dopo, gli stessi non erano rimasti ad attenderli), ma che comunque si poteva fare un'integrazione al verbale su richiesta, immagino, della vittima. 
L'altra informazione sorprendente riguarda l'Assicurazione: nonostante il vigente Fullscan il conducente del mezzo con targa CD non ha fornito l'Assicurazione e i Carabinieri, che l'hanno pregato di portarla presso la locale Stazione prima possibile, stanno ancora aspettando che l'uomo dalla pelle nera si degni di farlo.
L'articolo 131 del Codice della Strada così recita:
Codice della Strada

Art. 131. Agenti diplomatici esteri.

1. Le violazioni alle disposizioni del presente codice commesse da agenti diplomatici e consolari accreditati in Italia, o da altre persone che, con riguardo a tali violazioni, godano, nei limiti previsti dalle norme internazionali, delle immunità spettanti agli agenti suddetti, sono segnalate dagli uffici o comandi dai quali dipendono coloro che le hanno accertate al Ministero degli affari esteri, per le comunicazioni da effettuarsi per via diplomatica. 

2. Per le autovetture e gli autoveicoli adibiti ad uso promiscuo appartenenti agli agenti diplomatici, agli agenti consolari di carriera e alle altre persone indicate nel comma 1, il Ministero dei trasporti e della navigazione, su richiesta del Ministero degli affari esteri, rilascia ai sensi delle vigenti norme, previe visita e prova, quando prescritte, la carta di circolazione e provvede all'immatricolazione, assegnando speciali targhe di riconoscimento, nei tipi e nelle caratteristiche determinate con decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione, di concerto con il Ministro degli affari esteri.

3. Le violazioni commesse alla guida di veicoli muniti delle targhe speciali di cui al comma 1 da soggetti diversi da quelli indicati nel comma 1 sono perseguite nei modi ordinari di legge, oltre alla segnalazione per via diplomatica nei confronti del titolare dell'autoveicolo.4. La validità delle speciali targhe di riconoscimento e delle carte di circolazione rilasciate a norma del comma 2 scade al momento in cui cessa lo status diplomatico di colui al quale il veicolo appartiene. La relativa restituzione deve aver luogo non oltre il termine di novanta giorni dalla scadenza. 

5. Le disposizioni del presente articolo si applicano a condizione di reciprocità, salvo gli accordi speciali con le organizzazioni internazionali.

Tutto chiarissimo. Ma la domanda è: queste targhe CD sono inserite nel sistema Fullscan ?
Visto che a rilasciarle è comunque il Ministero dei trasporti, sia pure su richiesta del Ministero degli affari esteri, è tale Ministero che deve controllare che tali targhe NON circolino fuori dalla Legge Italiana senza Assicurazione, dunque tali targhe dovrebbero essere lette dal sistema Fullscan come tutte!

FullScan in azione








martedì 24 gennaio 2017

Cosa c'è di vero?

Non sapevo nulla di questo accostamento fra il caso dei fratelli Occhionero e Antonio Di Pietro quando era Ministro delle Infrastrutture del Governo Prodi.
Un'amica me ne ha parlato e sono andata a documentarmi.
Questo articolo di La Voce delle voci, che potete leggere per intero cercandolo sul WEB, mette insieme la volontà di Di Pietro, di realizzare un grande spazio interporto vicino al Porto di Taranto per lo stoccaggio delle merci che arrivano e partono via nave e lo scalo ferroviario, e la volontà del giovane Giulio Occhionero di partecipare ad un simile progetto con le sue competenze.
Fin qui nulla di male: cercare di inserirsi in un progetto importante se si hanno competenze a capacità professionali è solo da ammirare, piuttosto che cercare il solito postarello statale sicuro per tutta la vita. Di Pietro, d'altra parte, difende pubblicamente, in una intervista a Radio Cusano Campus, il progetto a suo avviso utile al Paese e a cui, afferma, si pensava da almeno dieci anni, dunque da prima che egli sedesse sulla poltrona di quel Ministero.
Ma l'articolo di La Voce delle voci esplora, mettendo insieme tanti indizi, la possibilità reale di voci che sono corse già all'epoca di Mani Pulite su Antonio Di Pietro, che egli avesse rapporti con la CIA, grande ed invisibile mestatrice negli equilibri politici dei Paesi strategici per la NATO, come siamo noi, Italia, data la posizione geografica nel Mediterraneo.
Ma prove certe non ce ne sono, né il fatto che l'appartenenza accertata di Giulio Occhionero ad una loggia massonica e la sua partecipazione lavorativa ad un progetto poi non realizzato, che piaceva anche al Ministro Di Pietro, significhi un legame fra CIA, massoni e politica italiana...
Come ha detto ai giornalisti che la intervistavano Marisa Ferrari Occhionero "Appartenere ad una loggia massonica non è un reato."
Purché non si trami contro lo Stato come fece la P2, aggiungo io..

Da: La Voce delle voci

DI PIETRO, GLI AFFARI & LA CIA / DA QUEL TA.BU. CON GLI OCCHIONERO…


15 gennaio 2017 autore: Andrea Cinquegrani

Da Occhionero a Montenero. Una pista bollente quella che porta dai (con)fratelli spioni saliti alla ribalta delle cronache al paese che diede i natali ad Antonio Di Pietro e all’affare TABU, o meglio TA.BU. che sta per Taranto Business, la mega struttura portuale fortemente voluta dall’allora ministro delle Infrastrutture, in perfetta sintonia con la Westlands targata Occhionero e i vertici americani. E proprio negli Usa l’ex pm – oggi tornato, racconta, a fare il contadino – aveva parecchi amici, che aveva iniziato a coltivare già prima dello scoppio di Mani pulite. Una story tutta da raccontare, con tanto di 007 al seguito.

L’EMENDAMENTO OCCHIONERO FIRMATO DI PIETRO
Partiamo da Taranto. Tutti ne scrivono, dell’affaire, ma nessuno tra i grandi media (sic) fa cenno al ruolo giocato dal Di Pietro ministro del governo Prodi in quel 2007. Tranne un fugace cenno di Repubblica: “Nella legge finanziaria del 2007 arriva un comma che autorizza la realizzazione di infrastrutture portuali strategiche in deroga ai piani regolatori per il solo porto di Taranto. Una norma disegnata come un abito di sartoria e che Conte (Michele, all’epoca presidente dell’Autorità portuale tarantina, ndr) viene sollecitato a rispettare durante un incontro convocato a Roma dall’allora ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro”. Stop.
Michele Conte
Michele Conte
Si era opposto con decisione, Michele Conte, a quel mastodontico (capace di lievitare, tra un passaggio e l’altro, dagli iniziali 800 milioni di euro a 1 miliardo e poi a 1 miliardo e 200 milioni, così come gli addetti, che s’impennano da 2.500 a quota 5 mila!) ma opaco progetto che stava molto a cuore a Di Pietro e agli amici a stelle e strisce, amministrazione Bush in testa, passando per la Us Navy e l’ambasciataUsa. E’ infatti proprio il consigliere politico dell’ambasciata yankee in Italia,Barbara Leaf, a portare per mano gli Occhionero brothers negli ambienti politici di casa nostra che contano, a cominciare dal dicastero delle Infrastrutture, dove è sbarcato il pm di Mani Pulite.

Per saperne di più senza ipotesi e restando sui fatti:
Da: TARANTO BUONASERA.IT
Andiamo con ordine. Nelle carte dell’inchiesta sulla presunta attività di spionaggio e dossieraggio esercitata da Occhionero con la sorella Francesca sono emersi elementi che hanno a che fare proprio con il porto di Taranto. Tra i file “custoditi” sui server utilizzati dai due fratelli finiti agli arresti, era archiviata una cartella denominata “Tabu”, acronimo che starebbe per Taranto Business. All’interno, account e password collegati all’Autorità Portuale di Taranto. Il business sarebbe stato proprio quello che Occhionero, forte di appoggi massonici, voleva mettere a segno qui tra i Due Mari.
La vicenda, inziata intorno al 2005, prese sostanza a cavallo tra il 2007 e il 2008. A seguirla era stato Michele Conte, dapprima come segretario generale e poi come presidente dell’Autorità Portuale. «Giulio Occhionero - racconta Michele Conte a TarantoBuonasera - si presentò come titolare della americana Westlands Securities (società registrata a Malta nel 1998, ndr), una società di consulenza internazionale che operava anche in borsa. Occhionero era accompagnato da lettere di accredito di banche inglesi o americane». Il progetto era di quelli faraonici: «Proponeva un investimento di 800 milioni di euro per realizzare ciò che in effetti era previsto nel piano regolatore portuale: l’allargamento del molo ovest, quello che oggi teoricamente dovrebbe ospitare la cassa di colmata per i dragaggi, e l’utilizzo dell’ex yard Belleli per realizzare un terminal container e un impianto di trasformazione di prodotti agroalimentari. In pratica, una sorta di distripark. Occhionero parlava di occupazione per cinquemila addetti».
Cifre che fecero rapidamente girare la testa a imprenditori e rappresentanti delle istituzioni, che accolsero con grande entusiasmo il progetto dell’ingegnere nucleare dedito a curiosare nei computer e negli smartphone di uomini di governo, banchieri, imprenditori, militari e prelati di alto rango. Un progetto che aveva incantato persino l’allora ministro per le infrastrutture Antonio Di Pietro. «In verità - rivela Conte - quando chiesi con quali fondi sarebbe stato finanziato questo massiccio investimento, Occhionero mi parlò di fondi pensionistici statunitensi. Ebbi allora l’impressione che potesse trattarsi di qualcosa di piuttosto vago e allora chiamai il consolato americano a Napoli per chiedere informazioni. Mi risposero che non sapevano assolutamente nulla».
Una informazione sufficiente per indurre l’allora presidente dell’Autorità Portuale a procedere con estrema cautela. «Occhionero mi si presentò con la bozza di un atto di concessione che stravolgeva i termini della legislazione italiana, perché capovolgeva le responsabilità giuridiche attribuendole in capo allo Stato. Ovviamente rispedii tutto al mittente». Ma il fantomatico investimento fa gola a molti e Di Pietro decide di convocare una maxi riunione al ministero, a Roma: «C’era anche il commissario anticorruzione, il prefetto Serra. Tra me e Di Pietro ci furono contrasti e addirittura mi si accusava di ostacolare quel progetto perché avrei avuto in animo di favorire altri interessi. A quel punto dissi a Di Pietro di assumersi lui le responsabilità delle decisioni. Di Pietro si convinse a procedere con il meccanismo del project financing. Bisognava quindi presentarsi al Cipe con un progetto preliminare. Servivano diecimila euro: da quel momento della Westandls Securities e dell’investimento da 800 milioni perdemmo le tracce». Ci fu però un tentativo di rivalsa di Occhionero proprio su Michele Conte: «Fu promossa un’azione giudiziaria nei miei confronti. L’anno scorso quella denuncia è stata archiviata».
Enzo Ferrari
Direttore Responsabile

Di Pietro a Radio Cusano Campus:
 “Se tornassi indietro quel porto a Taranto lo farei ancora. L’idea di creare un sistema di stoccaggio e scambio tra le merci che arrivano via mare e quelle che devono salire su treni e camion è necessario, lo è ancora ora e quando sono arrivato al ministero io se ne parlava già da dieci anni. Sono ancora convinto che quell’opera andava fatta e che quella proposta era una proposta seria. Non firmai una legge ad hoc per Occhionero, firmai una legge per costruire un interporto per accogliere le merci che arrivano via nave e via ferrovia. Quel comma è un comma sacrosanto che andava e che va fatto e che la proposta che venne fatta a suo tempo era giusta”.
Da: AGEN PRESS.it      17 gennaio 2017

Cyberspionaggio. I fratelli Occhionero restano in carcere. Rischio inquinamento prove e reiterazione reato

Agenpress – Restano in carcere Giulio e Francesca Maria Occhionero
Il gip Maria Paola Tomaselli ha respinto l’istanza di scarcerazione avanzata dai difensori dei due, gli avvocati Stefano Parretta e Roberto Bottacchiari, accusati dalla procura di cyberspionaggio. Per il giudice c’è il rischio di inquinamento delle prove e di reiterazione del reato. Nei prossimi giorni i difensori depositeranno istanza al tribunale del Riesame.
I fratelli Occhionero sono accusati di procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato, accesso abusivo a sistema informatico aggravato e intercettazione illecita di comunicazioni informatiche. I due sostengono che non c’entrano nulla, “non siamo spie”, dicono, e sostengono di essere vittime di un’inchiesta che va avanti da mesi.
Il sospetto degli inquirenti è che i due abbiano carpito e archiviato su server esteri, per motivi ancora ignoti, una serie enorme di dati, e nell’ordinanza di custodia cautelare, il gip spiega come la vicenda non sia una “isolata iniziativa dei due fratelli ma che al contrario si collochi in un più ampio contesto dove più soggetti operano nel settore della politica e della finanza”.
Sarebbero “circa 20mila le vittime accertate sinora” dalla Polizia Postale nell’ambito dell’inchiesta ‘Eye Pyramid’, che ha portato alla luce una centrale di cyber spionaggio che “aveva lo scopo di monitorare e sottrarre informazioni a istituzioni, pubbliche amministrazioni, studi professionali e imprenditori”. Ma “molte di più potrebbero emergerne dall’analisi dei server dislocati negli Stati Uniti e sequestrati grazie alla collaborazione della Cyber Division dell`Fbi”.
Ricordiamo che nella lista degli account ‘hackerati’ dall’organizzazione capitanata dai fratelli Giulio e Francesca Occhionero scoperta dalla Polizia postale, figurano anche quelli di Matteo Renzi, di Mario Monti, dell’ex governatore della Banca d’Italia Fabrizio Saccomanni; di Piero Fassino, Ignazio La Russa, Mario Canzio e dell’ex comandante  della Guardia di Finanza Saverio Capolupo. Spiati anche Vincenzo Scotti, Walter Ferrara, Alfonso Papa, Paolo Bonaiuti, l’ex ministro Maria Vittoria Brambilla, Luca Sbardella, Fabrizio Cicchitto, Daniele Capezzone, Vincenzo Fortunato, il ministro Paolo Poletti. L’ex presidente della Regione Campania Stefano Caldoro e il senatore Domenico Gramazio.
gennaio 2017

Mi viene da sorridere leggendo questi nomi di cui, basta leggere i commenti dei lettori sotto i vari articoli dei giornali on-line, gli Italiani non dimostrano di avere grande stima e men che meno fiducia! 
Non vado a cercare sul Codice Penale il reato di "procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato", ma rilevo che difficilmente gli Italiani vedono nei nomi elencati lo Stato e la sua Sicurezza... Temo che in quei nomi vedano ben altro.. Alcuni poi, come la Brambilla, strappano il sorriso! Per non parlare di Capezzone e Bonaiuti! Chi non ricordasse nemmeno chi sono può farsi un giro sul benemerito WEB, a cui alcuni (e si capisce bene il perché) vorrebbero mettere "la mordacchia" di mussoliniana memoria...
Poletti se lo ricordano tutti, invece, se non altro per il recente invito fattogli da giovani laureati italiani ad andarsene a... altro Paese, financo a portargli a domicilio il simbolico biglietto per partire..
Di altri ancora basta ripassare un po' di cronache giudiziarie, di cui alcuni (e si capisce bene il perché) vorrebbero il "diritto all'oblio"... Ne prendo uno a caso:
Da: Wikipedia - Vincenzo Scotti

Vicende giudiziarie wikitesto]

Rinviato a giudizio per peculato e abuso d'ufficio per lo scandalo Sisde, le accuse penali sono poi decadute per sopravvenuta prescrizione. La Corte dei Conti gli ha imposto di risarcire allo Stato 2.995.450 euro, giudicandolo colpevole insieme all'ex direttore del Sisde, Alessandro Voci, di aver fatto acquistare un palazzo a Roma con fondi riservati del Sisde a un prezzo maggiorato di 10 miliardi di lire per la creazione di fondi neri. È stato assolto dall'accusa di corruzione nella gestione della nettezza urbana e in quello dei Mondiali di Italia 


lunedì 23 gennaio 2017

Come leggere i commenti

Ogni tanto torno a ridare alcune delucidazioni su come funziona il blog: i Commenti sono Anonimi a meno che non si voglia firmarli con il proprio nome.
Da quando esiste questo blog non mi è mai capitato di cestinarne qualcuno, a meno che non fossero spam che erano riusciti a superare il filtro spam automatico operato dalla piattaforma di Blogger.
Sotto ogni post, a sinistra, c'è la scritta Commenti con, se ce ne sono, il numerino accanto.
Cliccando su di essa si apre la pagina dei commenti.
Qualora si voglia leggerli direttamente sotto il post basta scorrere il calendario di lato a destra dove appaiono gli anni e, a tendina, i mesi e i giorni. Cliccando su ogni giorno si apre a tendina il titolo dei post pubblicati a quella data: cliccando sul titolo si apre il post con i commenti sotto nella veste grafica del post stesso.
Volendo non scrivere Commenti, sotto ogni post c'è un'opzione per dare un giudizio breve cliccando sulla corrispondente casellina: divertente, interessante, eccezionale.

domenica 22 gennaio 2017

Finalmente qualcuno ne parla

Da: La Repubblica.it

Terremoto, la Commissione Grandi rischi: "Possibili altre scosse fino a magnitudo 7. Si controllino scuole e dighe"



La relazione. "Invitiamo i cittadini a fare attenzione, ma senza panico"


Foto: gennaio 2017
Finalmente qualcuno ne parla.
Forse, dopo essere finita sotto processo per aver sottovalutato la possibilità ipotetica di un terremoto devastante come è stato quello recente de L'Aquila, la Commissione Grandi Rischi ora decide di avvisare per qualcosa di ipotetico, ma quasi ovvio, giacché più volte, parlandone in casa, l'avevo pensato anch'io. E aggiungo a questo elenco riportato nell'articolo la diga del Lago Scandarello di Amatrice che, se cedesse, allagherebbe tutta la Valle del Tronto fino ad Ascoli Piceno. Certo capisco la prudenza nel rendere palese questo ipotetico timore da parte degli addetti ai lavori, giacché per evitare simili disastri si può fare ben poco. Certo non si possono svuotare immensi bacini come i Laghi artificiali.
Anche il lago di Campotosto è artificiale: ricordo di aver dormito nella casa di cari parenti di mio padre che era su uno sperone prospiciente il Lago. Ricordo che con le care cugine, Evangelica che è morta tanto tempo fa e Maria che poi è emigrata in Canada, parlavamo di Poggio Cancelli, frazione di Campotosto, e di come potessero stare tranquilli i suoi abitanti avendo la diga davanti come un muro: di qua il paesino e di là del muro una massa inimmaginabile di acqua...  
Poggio Cancelli con la diga che regge l'enorme invaso del Lago artificiale di Campotosto.
Ovviamente si tratta di una diga che non ha feritoie apribili. C'è un'altra diga che da su un altro versante che ha le paratie apribili.
Il nastro bianco della strada, all'estrema sinistra della foto, da chiaramente la visione del dislivello del paese collocato più in basso rispetto all'enorme catino d'acqua contenuto dalla diga.


La diga è apribile quando l'invaso si alza molto. In questo caso il fiume Tronto, in cui si scarica l'acqua, sale di livello. Ai lati del fiume, sulle sponde, sorgono paesini come Fonte del Campo, Grisciano...

Per ridere un po': Le comiche: "Finzione"

"Finzione"

Defy Cavadent : "Pollo, ma che mestiere fa il marito di Schizzosa? Mi ha detto che è un Dottore, un Ricercatore, uno Scienziato."








Pollo Fiduciosi : "????"
"(Ma questo ci fa o c'è? E' più falso o più cretino?)"
"Ehm,... E' un operaio, una specie di tecnico, però non gli danno niente da fare e lui passeggia."



Defy Cavadent "Ah! Eh!Eh!Eh!Eh!Eh!"

Pollo Fiduciosi : "(Ma che se ride questo? L'aveva capito allora che la Schizzata... la Schizzosa dice le balle.)"


Defy Cavadent "Schizzosa mi ha dato un numero di telefono del suo Studio di Avvocato, Commercialista, Consulente del Lavoro ecc. ecc.... Ma non risponde mai nessuno...."

Pollo Fiduciosi : "(Ma questo che vuole da me? Continua a fare finta che quello che gli dice la Schizzata... la Schizzosa, insomma, sia vero? Finge.. è matto pure lui..)"
"Ehm,... Ma mi hai detto che la Squilibrat..., volevo dire Schizzosa, ti ha scribacchiato.., volevo dire scritto, su un foglio dei conti, recitando.., volevo dire dicendo, che lei è una commercialista e che tu li hai fatti vedere al tuo commercialista.. ehm, vero, e quello ha strabuzzato gli occhi  dicendoti "Ma chi è che ti ha scritto questa roba delirante?"

Defy Cavadent "E' così! Ma non capisco!"

Pollo Fiduciosi : "(Ma che c'è da capì? Finto ingenuo... Uno così di certo non lo è... Matto, cinico o che?)"

sabato 21 gennaio 2017

Tragedia Resort Rigopiano: errori ed eroi


Gli eroi sono i Vigili del Fuoco che chiamerei "I Vigili di Tutto" non solo del fuoco, visto quello che fanno i vari settori del loro Corpo.
Il rischio di vita ed incolumità per salvare gli altri è per loro altissimo!



Come formiche gli uomini della salvezza, appartenenti a vari Corpi, visti dall'alto.
Elicotteri e mezzi di terra al lavoro con rischio e fatica al limite della resistenza fisica.



Foto: gennaio 2017


Di fronte alle solite critiche di chi parla ma non agisce, mio figlio, medico, ha detto quello che avevo pensato anch'io; lo riporto come l'ha detto, alla romana: "C'annassero loro a fa' quello che stanno a fa' quelli!"
E lo ha detto animosamente come animosamente l'avevo pensato io, con la rabbia di chi detesta i parolai, buoni solo per criticare e che, se messi alla prova, se la farebbero sotto o cederebbero!
Errori ne ha fatti chi, ospite, non ha scelto di scendere prima che la neve bloccasse tutto. La prova sta nella testimonianza video di un giovane uomo che ha dichiarato al microfono del cronista di aver deciso di scendere quando ancora si poteva farlo e che, uno dei dispersi, di cui ha fatto il nome, l'aveva aiutato con una pala a scansare la neve che aveva davanti alle ruote dell'auto per poter partire. Dunque quel disperso poteva fare altrettanto. Dunque chi ha valutato di poter restare, come lui, ha fatto una scelta: in questi casi si può parlare di "libero arbitrio".
Chi non poteva scegliere, purtroppo per loro, erano tutti i dipendenti lavoratori nel Resort!
Chi poteva decidere per loro era il datore di lavoro, valutando che era il caso di chiudere, vista la situazione estrema fra terremoto e previsione di alto rischio per la neve.
Quei giovani per i quali avere un lavoro, in questa Italia ridotta come è in fatto di disoccupazione, era importante e vincolante.
Loro non potevano dunque decidere di andarsene, doveva farlo il datore di lavoro. E se sono morti là sotto la colpa di qualcuno è. 
La prevenzione è l'unica cosa che funziona per l'uomo, in tutti i settori.
I TG e i vari servizi televisivi hanno iniziato a filosofeggiare sulla Natura che a volte è cattiva con noi uomini...
La Natura è il pianeta in cui viviamo e le sue leggi fisiche e biologiche: a volte imprevedibile a volte si. Quando è possibile prevedere alla previsione segue la prudenza... Poi non ci si può lamentare né gli inetti si possono permettere di criticare.
L'inchiesta accerterà eventuali responsabilità di chi ha esposto tanta gente al pericolo, chi pur essendo libero di andarsene non l'ha fatto, chi non aveva i mezzi per aprire la strada e perché ecc. ecc..
Rimane la bellezza e l'abilità umana di chi di notte, in mezzo ad una bufera di neve, ha fatto con gli sci da fondo chilometri in salita fino al luogo della tragedia: non li pagava nessuno per farlo, solo la bellezza della loro interiorità e la forza e l'abilità nel compiere una simile impresa. Gente così brilla e illumina quei tanti miseri che non muovono un dito se non li pagano!