Da: ANSA.it
Mi lascia perplessa la ragione per cui la Corte Costituzionale ha giudicato illegittimo il ballottaggio. Perché per le elezioni dei Sindaci invece si applica? Se una norma è incostituzionale dovrebbe esserlo per tutto.
Hanno lasciato invece i capilista e le pluricandidature, immagino un residuo del "Patto del Nazareno" voluto da Berlusconi... Forse "un regalo" del comune amico con Bettino Craxi Giuliano Amato?
giovedì 26 gennaio 2017
Come voteremo?
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Politica
Nata a Roma nel 1946. Ha pubblicato "Normalità Apparente" nel 2006 e "Il Romanzo dell'Università" nel 2007 per i tipi dell'Editore MEF-Firenze; "L'Uomo Cane" nel 2010 e "Mostri e Ritratti" nel 2011 per i tipi dell'Editore Universitalia di Onorati S.r.l.-Roma. Una sua poesia è stata pubblicata nell'Antologia "Fili di Parole " di Giulio Perrone Editore S.r.l.-Roma nel 2008.
mercoledì 25 gennaio 2017
Per ridere un po': Le comiche: "Pompa su e pompa giù"

Pompa su e pompa giù
Mad Di Parteforever: "Mamy fa un lavoro importante! Non d'Ufficio come Moglie Boh?! Lei sta in un posto "caldo" operativo! In un ufficio è la morte civile! L'elicottero del Papa non si alza se lei non alza il telefono!"
Mamy & Figlia: Mamy "Questa scema va oltre, va sempre oltre.. Solo il mio Zerby Contenti mi pompa così! Per un periodo ha detto che stavo nell'Ufficio dentro il Quirinale con tono importante, poverino, meno male che non ha detto a fare cosa. Figlia: "Rispondevi al telefono continuamente per questo Mad ha detto "un posto caldo". Era calda la cornetta del telefono."
Franca Di Nomedifatto: "Sono molto imbarazzata di dover dire a Moglie Boh? che Mamy dopo quasi 30 anni di servizio non è come sembrava un'impiegata di buon livello... Mi spiace perché è una sua parente e lei è così garbata e fine.. E me ne ha parlato come se fosse... insomma qualcuno più importante di quello che ho visto sul data base del personale...
Moglie Boh?: "Franca temeva di offendermi, era molto imbarazzata, ma credeva cheMamy fosse qualcuno là dentro.. Sai, ha detto, conoscendo me.. Invece dopo 30 anni è ancora un'impiegata di V livello. Debbo dire che sono meravigliata anch'io..
Marito Boh? : "Beh, io non mi meraviglio del pompaggio, della spocchia e del nulla che c'è sotto. Ma ogni tanto pure a me viene da dire: Booooh?!!!"
Mad Di Parteforever: "Mamy fa un lavoro importante! Non d'Ufficio come Moglie Boh?! Lei sta in un posto "caldo" operativo! In un ufficio è la morte civile! L'elicottero del Papa non si alza se lei non alza il telefono!"
Mamy & Figlia: Mamy "Questa scema va oltre, va sempre oltre.. Solo il mio Zerby Contenti mi pompa così! Per un periodo ha detto che stavo nell'Ufficio dentro il Quirinale con tono importante, poverino, meno male che non ha detto a fare cosa. Figlia: "Rispondevi al telefono continuamente per questo Mad ha detto "un posto caldo". Era calda la cornetta del telefono."
Franca Di Nomedifatto: "Sono molto imbarazzata di dover dire a Moglie Boh? che Mamy dopo quasi 30 anni di servizio non è come sembrava un'impiegata di buon livello... Mi spiace perché è una sua parente e lei è così garbata e fine.. E me ne ha parlato come se fosse... insomma qualcuno più importante di quello che ho visto sul data base del personale...Marito Boh? : "Beh, io non mi meraviglio del pompaggio, della spocchia e del nulla che c'è sotto. Ma ogni tanto pure a me viene da dire: Booooh?!!!"
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Nata a Roma nel 1946. Ha pubblicato "Normalità Apparente" nel 2006 e "Il Romanzo dell'Università" nel 2007 per i tipi dell'Editore MEF-Firenze; "L'Uomo Cane" nel 2010 e "Mostri e Ritratti" nel 2011 per i tipi dell'Editore Universitalia di Onorati S.r.l.-Roma. Una sua poesia è stata pubblicata nell'Antologia "Fili di Parole " di Giulio Perrone Editore S.r.l.-Roma nel 2008.
Notizia curiosa...
Da: Repubblica.it
Al Fullscan non si sfugge. Una volta che lo strumento ha inquadrato la targa di un’auto, tempo pochi secondi e scatta un bip con l’indicazione della violazione. Ed è stato così che, nel corso dei controlli sulla Pontina, la polizia locale di Sabaudia ha scoperto che un carro funebre aveva l’assicurazione scaduta da mesi. Il mezzo, che in quel momento stava trasportando una salma ed era seguito dal corteo delle auto dei parenti, è stato dunque inseguito, bloccato e sequestrato, salvo infine ottenere l’ok a proseguire solo per raggiungere la chiesa dove era fissato il funerale.
Troppe le auto che circolano senza revisione e senza copertura assicurativa e tante anche quelle rubate o riciclate. Un pericolo che si aggiunge a quello del mancato rispetto dei limiti di velocità, visto che quando mezzi del genere vengono coinvolti in qualche sinistro difficilmente le vittime riescono ad avere qualche garanzia, a partire da quelle risarcitorie. Sulla Pontina, una tra le arterie più pericolose d’Italia, per frenare tale fenomeno viene così utilizzato il “fullscan”, strumento che rileva le targhe dei mezzi in transito, essendo collegato a banche dati sia italiane che estere, e individua possibili irregolarità.
Proprio impiegando tale apparecchiatura, nello scorso fine settimana, la polizia locale di Sabaudia si è così imbattuta nel caso di un carro funebre che stava trasportando un feretro e che aveva l’assicurazione scaduta da marzo dell’anno scorso. I vigili hanno a quel punto dovuto inseguire il mezzo sulla Pontina e bloccarlo, mentre i parenti del morto, che seguivano il carro in corteo, assistevano increduli alla situazione. Il carro funebre è stato sequestrato, ma la polizia locale ha comunque garantito la conclusione del trasporto, permettendo al carro di raggiungere la chiesa di Gaeta dove era fissato il funerale, per poi farsi raggiungere lì da un secondo carro e con quello trasportare il feretro al cimitero. Il “fullscan” non perdona.
Sabaudia, polizia all'inseguimento del carro funebre sulla Pontina
Il mezzo aveva l'assicurazione scaduta. Il blocco sotto gli occhi increduli dei partecipanti a un funerale
di CLEMENTE PISTILLIAl Fullscan non si sfugge. Una volta che lo strumento ha inquadrato la targa di un’auto, tempo pochi secondi e scatta un bip con l’indicazione della violazione. Ed è stato così che, nel corso dei controlli sulla Pontina, la polizia locale di Sabaudia ha scoperto che un carro funebre aveva l’assicurazione scaduta da mesi. Il mezzo, che in quel momento stava trasportando una salma ed era seguito dal corteo delle auto dei parenti, è stato dunque inseguito, bloccato e sequestrato, salvo infine ottenere l’ok a proseguire solo per raggiungere la chiesa dove era fissato il funerale.
Troppe le auto che circolano senza revisione e senza copertura assicurativa e tante anche quelle rubate o riciclate. Un pericolo che si aggiunge a quello del mancato rispetto dei limiti di velocità, visto che quando mezzi del genere vengono coinvolti in qualche sinistro difficilmente le vittime riescono ad avere qualche garanzia, a partire da quelle risarcitorie. Sulla Pontina, una tra le arterie più pericolose d’Italia, per frenare tale fenomeno viene così utilizzato il “fullscan”, strumento che rileva le targhe dei mezzi in transito, essendo collegato a banche dati sia italiane che estere, e individua possibili irregolarità.
Proprio impiegando tale apparecchiatura, nello scorso fine settimana, la polizia locale di Sabaudia si è così imbattuta nel caso di un carro funebre che stava trasportando un feretro e che aveva l’assicurazione scaduta da marzo dell’anno scorso. I vigili hanno a quel punto dovuto inseguire il mezzo sulla Pontina e bloccarlo, mentre i parenti del morto, che seguivano il carro in corteo, assistevano increduli alla situazione. Il carro funebre è stato sequestrato, ma la polizia locale ha comunque garantito la conclusione del trasporto, permettendo al carro di raggiungere la chiesa di Gaeta dove era fissato il funerale, per poi farsi raggiungere lì da un secondo carro e con quello trasportare il feretro al cimitero. Il “fullscan” non perdona.
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| Foto * 20 novembre 2016 |
Lode alla Polizia Municipale di Sabaudia!
Certamente non potevano sequestrare il mezzo con dentro il morto ma, una volta recato là dove doveva, in questo caso la chiesa dove doveva svolgersi il funerale, giusto e sacrosanto il sequestro!
L'applicazione della Legge va sempre fatta, giacché ad ogni violazione corrisponde un danno a qualcuno. In questo, come in altri casi, in caso di incidente provocato da un mezzo circolante, sprovvisto di Assicurazione, la vittima è colui che si trova con un danno non risarcibile e di difficile recupero chiedendo i danni in sede civile a chi circolava senza Assicurazione.
Un caso di cui sono venuta a conoscenza di recente è quello di incidente provocato da auto con targa di un Corpo Diplomatico. Nonostante i Carabinieri siano intervenuti all'istante, in quanto seguivano di poco il mezzo incidentato dall'auto CD, essi non hanno potuto stilare un verbale in quanto può farlo, a quanto mi dicono, solo la Polizia Municipale, intervenuta solo quando la persona ferita dalla incauta manovra dell'auto CD, era stata portata via dall'ambulanza prontamente intervenuta sul posto.
I sempre Benemeriti Carabinieri hanno potuto solo parlare con i testimoni che spontaneamente hanno rilasciato le loro generalità.
La persona, vittima dell'improvviso tentativo di conversione del senso di marcia da parte dell'auto con targa CD, fortunatamente non ricoverata dopo le prime cure del Pronto Soccorso, si è rivolta ai Carabinieri i quali l'hanno informata che la Polizia Locale aveva scritto sul verbale che NON c'erano testimoni (essendo intervenuti dopo, gli stessi non erano rimasti ad attenderli), ma che comunque si poteva fare un'integrazione al verbale su richiesta, immagino, della vittima.
L'altra informazione sorprendente riguarda l'Assicurazione: nonostante il vigente Fullscan il conducente del mezzo con targa CD non ha fornito l'Assicurazione e i Carabinieri, che l'hanno pregato di portarla presso la locale Stazione prima possibile, stanno ancora aspettando che l'uomo dalla pelle nera si degni di farlo.
L'articolo 131 del Codice della Strada così recita:
Codice della Strada
Art. 131. Agenti diplomatici esteri.
1. Le violazioni alle
disposizioni del presente codice commesse da agenti diplomatici e consolari
accreditati in Italia, o da altre persone che, con riguardo a tali violazioni,
godano, nei limiti previsti dalle norme internazionali, delle immunità spettanti
agli agenti suddetti, sono segnalate dagli uffici o comandi dai quali dipendono
coloro che le hanno accertate al Ministero degli affari esteri, per le
comunicazioni da effettuarsi per via diplomatica.
2. Per le autovetture e gli autoveicoli adibiti ad uso promiscuo appartenenti agli agenti diplomatici, agli agenti consolari di carriera e alle altre persone indicate nel comma 1, il Ministero dei trasporti e della navigazione, su richiesta del Ministero degli affari esteri, rilascia ai sensi delle vigenti norme, previe visita e prova, quando prescritte, la carta di circolazione e provvede all'immatricolazione, assegnando speciali targhe di riconoscimento, nei tipi e nelle caratteristiche determinate con decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione, di concerto con il Ministro degli affari esteri.
3. Le violazioni commesse alla guida di veicoli muniti delle targhe speciali di cui al comma 1 da soggetti diversi da quelli indicati nel comma 1 sono perseguite nei modi ordinari di legge, oltre alla segnalazione per via diplomatica nei confronti del titolare dell'autoveicolo.4. La validità delle speciali targhe di riconoscimento e delle carte di circolazione rilasciate a norma del comma 2 scade al momento in cui cessa lo status diplomatico di colui al quale il veicolo appartiene. La relativa restituzione deve aver luogo non oltre il termine di novanta giorni dalla scadenza.
5. Le disposizioni del presente articolo si applicano a condizione di reciprocità, salvo gli accordi speciali con le organizzazioni internazionali.
2. Per le autovetture e gli autoveicoli adibiti ad uso promiscuo appartenenti agli agenti diplomatici, agli agenti consolari di carriera e alle altre persone indicate nel comma 1, il Ministero dei trasporti e della navigazione, su richiesta del Ministero degli affari esteri, rilascia ai sensi delle vigenti norme, previe visita e prova, quando prescritte, la carta di circolazione e provvede all'immatricolazione, assegnando speciali targhe di riconoscimento, nei tipi e nelle caratteristiche determinate con decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione, di concerto con il Ministro degli affari esteri.
3. Le violazioni commesse alla guida di veicoli muniti delle targhe speciali di cui al comma 1 da soggetti diversi da quelli indicati nel comma 1 sono perseguite nei modi ordinari di legge, oltre alla segnalazione per via diplomatica nei confronti del titolare dell'autoveicolo.4. La validità delle speciali targhe di riconoscimento e delle carte di circolazione rilasciate a norma del comma 2 scade al momento in cui cessa lo status diplomatico di colui al quale il veicolo appartiene. La relativa restituzione deve aver luogo non oltre il termine di novanta giorni dalla scadenza.
5. Le disposizioni del presente articolo si applicano a condizione di reciprocità, salvo gli accordi speciali con le organizzazioni internazionali.
Tutto chiarissimo. Ma la domanda è: queste targhe CD sono inserite nel sistema Fullscan ?
Visto che a rilasciarle è comunque il Ministero dei trasporti, sia pure su richiesta del Ministero degli affari esteri, è tale Ministero che deve controllare che tali targhe NON circolino fuori dalla Legge Italiana senza Assicurazione, dunque tali targhe dovrebbero essere lette dal sistema Fullscan come tutte!
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| FullScan in azione |
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Criminalità stradale,
Sabaudia
Nata a Roma nel 1946. Ha pubblicato "Normalità Apparente" nel 2006 e "Il Romanzo dell'Università" nel 2007 per i tipi dell'Editore MEF-Firenze; "L'Uomo Cane" nel 2010 e "Mostri e Ritratti" nel 2011 per i tipi dell'Editore Universitalia di Onorati S.r.l.-Roma. Una sua poesia è stata pubblicata nell'Antologia "Fili di Parole " di Giulio Perrone Editore S.r.l.-Roma nel 2008.
martedì 24 gennaio 2017
Cosa c'è di vero?
Non sapevo nulla di questo accostamento fra il caso dei fratelli Occhionero e Antonio Di Pietro quando era Ministro delle Infrastrutture del Governo Prodi.
Un'amica me ne ha parlato e sono andata a documentarmi.
Questo articolo di La Voce delle voci, che potete leggere per intero cercandolo sul WEB, mette insieme la volontà di Di Pietro, di realizzare un grande spazio interporto vicino al Porto di Taranto per lo stoccaggio delle merci che arrivano e partono via nave e lo scalo ferroviario, e la volontà del giovane Giulio Occhionero di partecipare ad un simile progetto con le sue competenze.
Fin qui nulla di male: cercare di inserirsi in un progetto importante se si hanno competenze a capacità professionali è solo da ammirare, piuttosto che cercare il solito postarello statale sicuro per tutta la vita. Di Pietro, d'altra parte, difende pubblicamente, in una intervista a Radio Cusano Campus, il progetto a suo avviso utile al Paese e a cui, afferma, si pensava da almeno dieci anni, dunque da prima che egli sedesse sulla poltrona di quel Ministero.
Ma l'articolo di La Voce delle voci esplora, mettendo insieme tanti indizi, la possibilità reale di voci che sono corse già all'epoca di Mani Pulite su Antonio Di Pietro, che egli avesse rapporti con la CIA, grande ed invisibile mestatrice negli equilibri politici dei Paesi strategici per la NATO, come siamo noi, Italia, data la posizione geografica nel Mediterraneo.
Ma prove certe non ce ne sono, né il fatto che l'appartenenza accertata di Giulio Occhionero ad una loggia massonica e la sua partecipazione lavorativa ad un progetto poi non realizzato, che piaceva anche al Ministro Di Pietro, significhi un legame fra CIA, massoni e politica italiana...
Come ha detto ai giornalisti che la intervistavano Marisa Ferrari Occhionero "Appartenere ad una loggia massonica non è un reato."
Purché non si trami contro lo Stato come fece la P2, aggiungo io..
Da: La Voce delle voci
Un'amica me ne ha parlato e sono andata a documentarmi.
Questo articolo di La Voce delle voci, che potete leggere per intero cercandolo sul WEB, mette insieme la volontà di Di Pietro, di realizzare un grande spazio interporto vicino al Porto di Taranto per lo stoccaggio delle merci che arrivano e partono via nave e lo scalo ferroviario, e la volontà del giovane Giulio Occhionero di partecipare ad un simile progetto con le sue competenze.
Fin qui nulla di male: cercare di inserirsi in un progetto importante se si hanno competenze a capacità professionali è solo da ammirare, piuttosto che cercare il solito postarello statale sicuro per tutta la vita. Di Pietro, d'altra parte, difende pubblicamente, in una intervista a Radio Cusano Campus, il progetto a suo avviso utile al Paese e a cui, afferma, si pensava da almeno dieci anni, dunque da prima che egli sedesse sulla poltrona di quel Ministero.
Ma l'articolo di La Voce delle voci esplora, mettendo insieme tanti indizi, la possibilità reale di voci che sono corse già all'epoca di Mani Pulite su Antonio Di Pietro, che egli avesse rapporti con la CIA, grande ed invisibile mestatrice negli equilibri politici dei Paesi strategici per la NATO, come siamo noi, Italia, data la posizione geografica nel Mediterraneo.
Ma prove certe non ce ne sono, né il fatto che l'appartenenza accertata di Giulio Occhionero ad una loggia massonica e la sua partecipazione lavorativa ad un progetto poi non realizzato, che piaceva anche al Ministro Di Pietro, significhi un legame fra CIA, massoni e politica italiana...
Come ha detto ai giornalisti che la intervistavano Marisa Ferrari Occhionero "Appartenere ad una loggia massonica non è un reato."
Purché non si trami contro lo Stato come fece la P2, aggiungo io..
Da: La Voce delle voci
DI PIETRO, GLI AFFARI & LA CIA / DA QUEL TA.BU. CON GLI OCCHIONERO…
15 gennaio 2017 autore: Andrea Cinquegrani
Da Occhionero a Montenero. Una pista bollente quella che porta dai (con)fratelli spioni saliti alla ribalta delle cronache al paese che diede i natali ad Antonio Di Pietro e all’affare TABU, o meglio TA.BU. che sta per Taranto Business, la mega struttura portuale fortemente voluta dall’allora ministro delle Infrastrutture, in perfetta sintonia con la Westlands targata Occhionero e i vertici americani. E proprio negli Usa l’ex pm – oggi tornato, racconta, a fare il contadino – aveva parecchi amici, che aveva iniziato a coltivare già prima dello scoppio di Mani pulite. Una story tutta da raccontare, con tanto di 007 al seguito.
L’EMENDAMENTO OCCHIONERO FIRMATO DI PIETRO
Partiamo da Taranto. Tutti ne scrivono, dell’affaire, ma nessuno tra i grandi media (sic) fa cenno al ruolo giocato dal Di Pietro ministro del governo Prodi in quel 2007. Tranne un fugace cenno di Repubblica: “Nella legge finanziaria del 2007 arriva un comma che autorizza la realizzazione di infrastrutture portuali strategiche in deroga ai piani regolatori per il solo porto di Taranto. Una norma disegnata come un abito di sartoria e che Conte (Michele, all’epoca presidente dell’Autorità portuale tarantina, ndr) viene sollecitato a rispettare durante un incontro convocato a Roma dall’allora ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro”. Stop.
Si era opposto con decisione, Michele Conte, a quel mastodontico (capace di lievitare, tra un passaggio e l’altro, dagli iniziali 800 milioni di euro a 1 miliardo e poi a 1 miliardo e 200 milioni, così come gli addetti, che s’impennano da 2.500 a quota 5 mila!) ma opaco progetto che stava molto a cuore a Di Pietro e agli amici a stelle e strisce, amministrazione Bush in testa, passando per la Us Navy e l’ambasciataUsa. E’ infatti proprio il consigliere politico dell’ambasciata yankee in Italia,Barbara Leaf, a portare per mano gli Occhionero brothers negli ambienti politici di casa nostra che contano, a cominciare dal dicastero delle Infrastrutture, dove è sbarcato il pm di Mani Pulite.
Per saperne di più senza ipotesi e restando sui fatti:
Da: TARANTO BUONASERA.IT
Andiamo con ordine. Nelle carte dell’inchiesta sulla presunta attività di spionaggio e dossieraggio esercitata da Occhionero con la sorella Francesca sono emersi elementi che hanno a che fare proprio con il porto di Taranto. Tra i file “custoditi” sui server utilizzati dai due fratelli finiti agli arresti, era archiviata una cartella denominata “Tabu”, acronimo che starebbe per Taranto Business. All’interno, account e password collegati all’Autorità Portuale di Taranto. Il business sarebbe stato proprio quello che Occhionero, forte di appoggi massonici, voleva mettere a segno qui tra i Due Mari.
La vicenda, inziata intorno al 2005, prese sostanza a cavallo tra il 2007 e il 2008. A seguirla era stato Michele Conte, dapprima come segretario generale e poi come presidente dell’Autorità Portuale. «Giulio Occhionero - racconta Michele Conte a TarantoBuonasera - si presentò come titolare della americana Westlands Securities (società registrata a Malta nel 1998, ndr), una società di consulenza internazionale che operava anche in borsa. Occhionero era accompagnato da lettere di accredito di banche inglesi o americane». Il progetto era di quelli faraonici: «Proponeva un investimento di 800 milioni di euro per realizzare ciò che in effetti era previsto nel piano regolatore portuale: l’allargamento del molo ovest, quello che oggi teoricamente dovrebbe ospitare la cassa di colmata per i dragaggi, e l’utilizzo dell’ex yard Belleli per realizzare un terminal container e un impianto di trasformazione di prodotti agroalimentari. In pratica, una sorta di distripark. Occhionero parlava di occupazione per cinquemila addetti».
Cifre che fecero rapidamente girare la testa a imprenditori e rappresentanti delle istituzioni, che accolsero con grande entusiasmo il progetto dell’ingegnere nucleare dedito a curiosare nei computer e negli smartphone di uomini di governo, banchieri, imprenditori, militari e prelati di alto rango. Un progetto che aveva incantato persino l’allora ministro per le infrastrutture Antonio Di Pietro. «In verità - rivela Conte - quando chiesi con quali fondi sarebbe stato finanziato questo massiccio investimento, Occhionero mi parlò di fondi pensionistici statunitensi. Ebbi allora l’impressione che potesse trattarsi di qualcosa di piuttosto vago e allora chiamai il consolato americano a Napoli per chiedere informazioni. Mi risposero che non sapevano assolutamente nulla».
Una informazione sufficiente per indurre l’allora presidente dell’Autorità Portuale a procedere con estrema cautela. «Occhionero mi si presentò con la bozza di un atto di concessione che stravolgeva i termini della legislazione italiana, perché capovolgeva le responsabilità giuridiche attribuendole in capo allo Stato. Ovviamente rispedii tutto al mittente». Ma il fantomatico investimento fa gola a molti e Di Pietro decide di convocare una maxi riunione al ministero, a Roma: «C’era anche il commissario anticorruzione, il prefetto Serra. Tra me e Di Pietro ci furono contrasti e addirittura mi si accusava di ostacolare quel progetto perché avrei avuto in animo di favorire altri interessi. A quel punto dissi a Di Pietro di assumersi lui le responsabilità delle decisioni. Di Pietro si convinse a procedere con il meccanismo del project financing. Bisognava quindi presentarsi al Cipe con un progetto preliminare. Servivano diecimila euro: da quel momento della Westandls Securities e dell’investimento da 800 milioni perdemmo le tracce». Ci fu però un tentativo di rivalsa di Occhionero proprio su Michele Conte: «Fu promossa un’azione giudiziaria nei miei confronti. L’anno scorso quella denuncia è stata archiviata».
Enzo Ferrari
Direttore Responsabile
Direttore Responsabile
Di Pietro a Radio Cusano Campus:
“Se tornassi indietro quel porto a Taranto lo farei ancora. L’idea di creare un sistema di stoccaggio e scambio tra le merci che arrivano via mare e quelle che devono salire su treni e camion è necessario, lo è ancora ora e quando sono arrivato al ministero io se ne parlava già da dieci anni. Sono ancora convinto che quell’opera andava fatta e che quella proposta era una proposta seria. Non firmai una legge ad hoc per Occhionero, firmai una legge per costruire un interporto per accogliere le merci che arrivano via nave e via ferrovia. Quel comma è un comma sacrosanto che andava e che va fatto e che la proposta che venne fatta a suo tempo era giusta”.
Da: AGEN PRESS.it 17 gennaio 2017
Cyberspionaggio. I fratelli Occhionero restano in carcere. Rischio inquinamento prove e reiterazione reato
Agenpress – Restano in carcere Giulio e Francesca Maria Occhionero
Il gip Maria Paola Tomaselli ha respinto l’istanza di scarcerazione avanzata dai difensori dei due, gli avvocati Stefano Parretta e Roberto Bottacchiari, accusati dalla procura di cyberspionaggio. Per il giudice c’è il rischio di inquinamento delle prove e di reiterazione del reato. Nei prossimi giorni i difensori depositeranno istanza al tribunale del Riesame.
I fratelli Occhionero sono accusati di procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato, accesso abusivo a sistema informatico aggravato e intercettazione illecita di comunicazioni informatiche. I due sostengono che non c’entrano nulla, “non siamo spie”, dicono, e sostengono di essere vittime di un’inchiesta che va avanti da mesi.
Il sospetto degli inquirenti è che i due abbiano carpito e archiviato su server esteri, per motivi ancora ignoti, una serie enorme di dati, e nell’ordinanza di custodia cautelare, il gip spiega come la vicenda non sia una “isolata iniziativa dei due fratelli ma che al contrario si collochi in un più ampio contesto dove più soggetti operano nel settore della politica e della finanza”.
Sarebbero “circa 20mila le vittime accertate sinora” dalla Polizia Postale nell’ambito dell’inchiesta ‘Eye Pyramid’, che ha portato alla luce una centrale di cyber spionaggio che “aveva lo scopo di monitorare e sottrarre informazioni a istituzioni, pubbliche amministrazioni, studi professionali e imprenditori”. Ma “molte di più potrebbero emergerne dall’analisi dei server dislocati negli Stati Uniti e sequestrati grazie alla collaborazione della Cyber Division dell`Fbi”.
Ricordiamo che nella lista degli account ‘hackerati’ dall’organizzazione capitanata dai fratelli Giulio e Francesca Occhionero scoperta dalla Polizia postale, figurano anche quelli di Matteo Renzi, di Mario Monti, dell’ex governatore della Banca d’Italia Fabrizio Saccomanni; di Piero Fassino, Ignazio La Russa, Mario Canzio e dell’ex comandante della Guardia di Finanza Saverio Capolupo. Spiati anche Vincenzo Scotti, Walter Ferrara, Alfonso Papa, Paolo Bonaiuti, l’ex ministro Maria Vittoria Brambilla, Luca Sbardella, Fabrizio Cicchitto, Daniele Capezzone, Vincenzo Fortunato, il ministro Paolo Poletti. L’ex presidente della Regione Campania Stefano Caldoro e il senatore Domenico Gramazio.
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| gennaio 2017 |
Mi viene da sorridere leggendo questi nomi di cui, basta leggere i commenti dei lettori sotto i vari articoli dei giornali on-line, gli Italiani non dimostrano di avere grande stima e men che meno fiducia!
Non vado a cercare sul Codice Penale il reato di "procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato", ma rilevo che difficilmente gli Italiani vedono nei nomi elencati lo Stato e la sua Sicurezza... Temo che in quei nomi vedano ben altro.. Alcuni poi, come la Brambilla, strappano il sorriso! Per non parlare di Capezzone e Bonaiuti! Chi non ricordasse nemmeno chi sono può farsi un giro sul benemerito WEB, a cui alcuni (e si capisce bene il perché) vorrebbero mettere "la mordacchia" di mussoliniana memoria...
Poletti se lo ricordano tutti, invece, se non altro per il recente invito fattogli da giovani laureati italiani ad andarsene a... altro Paese, financo a portargli a domicilio il simbolico biglietto per partire..
Di altri ancora basta ripassare un po' di cronache giudiziarie, di cui alcuni (e si capisce bene il perché) vorrebbero il "diritto all'oblio"... Ne prendo uno a caso:
Da: Wikipedia - Vincenzo Scotti
Vicende giudiziarie wikitesto]
Rinviato a giudizio per peculato e abuso d'ufficio per lo scandalo Sisde, le accuse penali sono poi decadute per sopravvenuta prescrizione. La Corte dei Conti gli ha imposto di risarcire allo Stato 2.995.450 euro, giudicandolo colpevole insieme all'ex direttore del Sisde, Alessandro Voci, di aver fatto acquistare un palazzo a Roma con fondi riservati del Sisde a un prezzo maggiorato di 10 miliardi di lire per la creazione di fondi neri. È stato assolto dall'accusa di corruzione nella gestione della nettezza urbana e in quello dei Mondiali di Italia
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lunedì 23 gennaio 2017
Come leggere i commenti
Ogni tanto torno a ridare alcune delucidazioni su come funziona il blog: i Commenti sono Anonimi a meno che non si voglia firmarli con il proprio nome.
Da quando esiste questo blog non mi è mai capitato di cestinarne qualcuno, a meno che non fossero spam che erano riusciti a superare il filtro spam automatico operato dalla piattaforma di Blogger.
Sotto ogni post, a sinistra, c'è la scritta Commenti con, se ce ne sono, il numerino accanto.
Cliccando su di essa si apre la pagina dei commenti.
Qualora si voglia leggerli direttamente sotto il post basta scorrere il calendario di lato a destra dove appaiono gli anni e, a tendina, i mesi e i giorni. Cliccando su ogni giorno si apre a tendina il titolo dei post pubblicati a quella data: cliccando sul titolo si apre il post con i commenti sotto nella veste grafica del post stesso.
Volendo non scrivere Commenti, sotto ogni post c'è un'opzione per dare un giudizio breve cliccando sulla corrispondente casellina: divertente, interessante, eccezionale.
Da quando esiste questo blog non mi è mai capitato di cestinarne qualcuno, a meno che non fossero spam che erano riusciti a superare il filtro spam automatico operato dalla piattaforma di Blogger.
Sotto ogni post, a sinistra, c'è la scritta Commenti con, se ce ne sono, il numerino accanto.
Cliccando su di essa si apre la pagina dei commenti.
Qualora si voglia leggerli direttamente sotto il post basta scorrere il calendario di lato a destra dove appaiono gli anni e, a tendina, i mesi e i giorni. Cliccando su ogni giorno si apre a tendina il titolo dei post pubblicati a quella data: cliccando sul titolo si apre il post con i commenti sotto nella veste grafica del post stesso.
Volendo non scrivere Commenti, sotto ogni post c'è un'opzione per dare un giudizio breve cliccando sulla corrispondente casellina: divertente, interessante, eccezionale.
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domenica 22 gennaio 2017
Finalmente qualcuno ne parla
Da: La Repubblica.it
All'Aquila il terremoto del 2009 ha probabilmente già rilasciato l'energia che si era accumulata nel sottosuolo. A Montereale le quattro scosse di magnitudo superiore a 5 di mercoledì potrebbero aver attenuato parte della tensione sotterranea. Ma in mezzo si trova una "lacuna": un'area dove non ci sono state scosse e dove presumibilmente le faglie sono ancora "sotto pressione". Lo sciame successivo ai terremoti del 18 gennaio, poi, sta marciando a passo spedito, con una media di 500 scosse al giorno: più di quelle che gli esperti si aspetterebbero.
Il problema della sicurezza, ribadisce la Commissione nella sua relazione, riguarda anche "infrastrutture critiche quali le grandi dighe". Nella zona del sisma ce ne sono tre, nel lago di Campotosto. Il secondo bacino idroelettrico più grande d'Europa, con i suoi 14 chilometri quadri, si trova 10-15 chilometri a est degli epicentri delle forti scosse di mercoledì scorso. L'Enel venerdì ha ribadito "la totale assenza di situazioni anomale". Ma in caso di terremoto di magnitudo fino a 7, di problemi potrebbero invece sorgerne.
Le tre dighe sono quelle di Poggio Cancelli, all'estremità nord del lago, quella di Sella Pedicate all'estremità sud e quella di Rio Fùcino, al centro sulla sponda est. Proprio sotto a quest'ultima passa una faglia sismica attiva. "Ipotizziamo che sia capace di generare un terremoto di magnitudo 6.5-6.6" spiega Fabrizio Galadini dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Dal 24 agosto in quella zona non c'erano stati segni di riattivazione della faglia. "Ma le scosse del 18 gennaio sono state molto vicine. E da allora con la neve è stato impossibile condurre rilievi".
Già il terremoto dell'Aquila nel 2009 sollevò il problema delle dighe di Campotosto. Il rischio è che un sisma possa causare uno smottamento lungo le sponde, creando un "effetto Vajont". In caso di un crollo imponente e repentino, i 10 metri di distanza tra il livello dell'acqua e la sommità della diga potrebbero non essere sufficienti a contenere un'onda di tsunami. Un'altra eventualità è che il sisma spacchi il terreno in superficie proprio in corrispondenza della diga. Nel 2009 Eucentre, il Centro europeo di ingegneria di Pavia, pubblicò un rapporto in cui metteva in guardia contro questa eventualità, definita "improbabile" ma "disastrosa", soprattutto per dighe di calcestruzzo come Rio Fùcino. La faglia di Campotosto potrebbe aprire una frattura nel terreno ampia fino a 90 centimetri, provocando, secondo il rapporto, "danni anche gravi che potrebbero determinare una fuoriuscita di acqua".
Terremoto, la Commissione Grandi rischi: "Possibili altre scosse fino a magnitudo 7. Si controllino scuole e dighe"
La relazione. "Invitiamo i cittadini a fare attenzione, ma senza panico"
di ELENA DUSIROMA. "Non ci sono evidenze che la sequenza sismica sia in esaurimento". Le faglie attive dal 24 agosto 2016 - data della disastrosa scossa di Amatrice - "hanno il potenziale di produrre terremoti di elevata magnitudo (6-7)". La Commissione Grandi rischi, nella sua relazione per la Protezione Civile, invita a mantenere alta la guardia. "Non possiamo essere rassicuranti" spiega il presidente Sergio Bertolucci. "Ma non vogliamo nemmeno creare panico. Bisogna essere prudenti, e per un cittadino questo potrebbe voler dire ad esempio contattare un ingegnere strutturista per controllare la stabilità della propria casa. Per gli edifici pubblici, l'invito è quello di monitorare in maniera sistematica scuole, ospedali e dighe". Le zone in cui potrebbe ancora verificarsi un terremoto di magnitudo fino a 7 sono quelle attorno alla faglia che corre da nord-ovest a sud-est, tra il Monte Vettore e il Monte Gorzano. Qui, prosegue la Commissione, ci sono aree "che non hanno registrato terremoti recenti di grandi dimensioni". A preoccupare i sismologi è in particolare il tratto che va da Montereale all'Aquila.All'Aquila il terremoto del 2009 ha probabilmente già rilasciato l'energia che si era accumulata nel sottosuolo. A Montereale le quattro scosse di magnitudo superiore a 5 di mercoledì potrebbero aver attenuato parte della tensione sotterranea. Ma in mezzo si trova una "lacuna": un'area dove non ci sono state scosse e dove presumibilmente le faglie sono ancora "sotto pressione". Lo sciame successivo ai terremoti del 18 gennaio, poi, sta marciando a passo spedito, con una media di 500 scosse al giorno: più di quelle che gli esperti si aspetterebbero.
Il problema della sicurezza, ribadisce la Commissione nella sua relazione, riguarda anche "infrastrutture critiche quali le grandi dighe". Nella zona del sisma ce ne sono tre, nel lago di Campotosto. Il secondo bacino idroelettrico più grande d'Europa, con i suoi 14 chilometri quadri, si trova 10-15 chilometri a est degli epicentri delle forti scosse di mercoledì scorso. L'Enel venerdì ha ribadito "la totale assenza di situazioni anomale". Ma in caso di terremoto di magnitudo fino a 7, di problemi potrebbero invece sorgerne.
Le tre dighe sono quelle di Poggio Cancelli, all'estremità nord del lago, quella di Sella Pedicate all'estremità sud e quella di Rio Fùcino, al centro sulla sponda est. Proprio sotto a quest'ultima passa una faglia sismica attiva. "Ipotizziamo che sia capace di generare un terremoto di magnitudo 6.5-6.6" spiega Fabrizio Galadini dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Dal 24 agosto in quella zona non c'erano stati segni di riattivazione della faglia. "Ma le scosse del 18 gennaio sono state molto vicine. E da allora con la neve è stato impossibile condurre rilievi".
Già il terremoto dell'Aquila nel 2009 sollevò il problema delle dighe di Campotosto. Il rischio è che un sisma possa causare uno smottamento lungo le sponde, creando un "effetto Vajont". In caso di un crollo imponente e repentino, i 10 metri di distanza tra il livello dell'acqua e la sommità della diga potrebbero non essere sufficienti a contenere un'onda di tsunami. Un'altra eventualità è che il sisma spacchi il terreno in superficie proprio in corrispondenza della diga. Nel 2009 Eucentre, il Centro europeo di ingegneria di Pavia, pubblicò un rapporto in cui metteva in guardia contro questa eventualità, definita "improbabile" ma "disastrosa", soprattutto per dighe di calcestruzzo come Rio Fùcino. La faglia di Campotosto potrebbe aprire una frattura nel terreno ampia fino a 90 centimetri, provocando, secondo il rapporto, "danni anche gravi che potrebbero determinare una fuoriuscita di acqua".
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| Foto: gennaio 2017 |
Finalmente qualcuno ne parla.
Forse, dopo essere finita sotto processo per aver sottovalutato la possibilità ipotetica di un terremoto devastante come è stato quello recente de L'Aquila, la Commissione Grandi Rischi ora decide di avvisare per qualcosa di ipotetico, ma quasi ovvio, giacché più volte, parlandone in casa, l'avevo pensato anch'io. E aggiungo a questo elenco riportato nell'articolo la diga del Lago Scandarello di Amatrice che, se cedesse, allagherebbe tutta la Valle del Tronto fino ad Ascoli Piceno. Certo capisco la prudenza nel rendere palese questo ipotetico timore da parte degli addetti ai lavori, giacché per evitare simili disastri si può fare ben poco. Certo non si possono svuotare immensi bacini come i Laghi artificiali.
Anche il lago di Campotosto è artificiale: ricordo di aver dormito nella casa di cari parenti di mio padre che era su uno sperone prospiciente il Lago. Ricordo che con le care cugine, Evangelica che è morta tanto tempo fa e Maria che poi è emigrata in Canada, parlavamo di Poggio Cancelli, frazione di Campotosto, e di come potessero stare tranquilli i suoi abitanti avendo la diga davanti come un muro: di qua il paesino e di là del muro una massa inimmaginabile di acqua...
La diga è apribile quando l'invaso si alza molto. In questo caso il fiume Tronto, in cui si scarica l'acqua, sale di livello. Ai lati del fiume, sulle sponde, sorgono paesini come Fonte del Campo, Grisciano...
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Nata a Roma nel 1946. Ha pubblicato "Normalità Apparente" nel 2006 e "Il Romanzo dell'Università" nel 2007 per i tipi dell'Editore MEF-Firenze; "L'Uomo Cane" nel 2010 e "Mostri e Ritratti" nel 2011 per i tipi dell'Editore Universitalia di Onorati S.r.l.-Roma. Una sua poesia è stata pubblicata nell'Antologia "Fili di Parole " di Giulio Perrone Editore S.r.l.-Roma nel 2008.
Per ridere un po': Le comiche: "Finzione"

"Finzione"
Pollo Fiduciosi : "????"
"(Ma questo ci fa o c'è? E' più falso o più cretino?)"
"Ehm,... E' un operaio, una specie di tecnico, però non gli danno niente da fare e lui passeggia."
Defy Cavadent : "Ah! Eh!Eh!Eh!Eh!Eh!"
Pollo Fiduciosi : "(Ma che se ride questo? L'aveva capito allora che la Schizzata... la Schizzosa dice le balle.)"
Defy Cavadent : "Schizzosa mi ha dato un numero di telefono del suo Studio di Avvocato, Commercialista, Consulente del Lavoro ecc. ecc.... Ma non risponde mai nessuno...."
Pollo Fiduciosi : "(Ma questo che vuole da me? Continua a fare finta che quello che gli dice la Schizzata... la Schizzosa, insomma, sia vero? Finge.. è matto pure lui..)""Ehm,... Ma mi hai detto che la Squilibrat..., volevo dire Schizzosa, ti ha scribacchiato.., volevo dire scritto, su un foglio dei conti, recitando.., volevo dire dicendo, che lei è una commercialista e che tu li hai fatti vedere al tuo commercialista.. ehm, vero, e quello ha strabuzzato gli occhi dicendoti "Ma chi è che ti ha scritto questa roba delirante?"
Defy Cavadent : "E' così! Ma non capisco!"
Pollo Fiduciosi : "(Ma che c'è da capì? Finto ingenuo... Uno così di certo non lo è... Matto, cinico o che?)"
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Nata a Roma nel 1946. Ha pubblicato "Normalità Apparente" nel 2006 e "Il Romanzo dell'Università" nel 2007 per i tipi dell'Editore MEF-Firenze; "L'Uomo Cane" nel 2010 e "Mostri e Ritratti" nel 2011 per i tipi dell'Editore Universitalia di Onorati S.r.l.-Roma. Una sua poesia è stata pubblicata nell'Antologia "Fili di Parole " di Giulio Perrone Editore S.r.l.-Roma nel 2008.
sabato 21 gennaio 2017
Tragedia Resort Rigopiano: errori ed eroi
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| Come formiche gli uomini della salvezza, appartenenti a vari Corpi, visti dall'alto. |
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Cronaca nera
Nata a Roma nel 1946. Ha pubblicato "Normalità Apparente" nel 2006 e "Il Romanzo dell'Università" nel 2007 per i tipi dell'Editore MEF-Firenze; "L'Uomo Cane" nel 2010 e "Mostri e Ritratti" nel 2011 per i tipi dell'Editore Universitalia di Onorati S.r.l.-Roma. Una sua poesia è stata pubblicata nell'Antologia "Fili di Parole " di Giulio Perrone Editore S.r.l.-Roma nel 2008.
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