lunedì 8 maggio 2017

Inquinatori all'opera

Da: Il Messaggero

Sabaudia: moria di pesci circoscritta al canale romano, ancora ignote le cause

di Ebe Pierini
Di nuovo una moria di pesci a Sabaudia. Questa mattina il fenomeno si è verificato all'interno del canale romano e lì è rimasto circoscritto. Episodi simili non si sono verificati nè all'interno del lago, nè sul litorale, nè tantomeno negli altri canali che congiungono il lago di Paola al mare. Nel canale che congiunge il bacino alla foce di Torre Paola è possibile notare la presenza di cernie, anguille, meduse e pesci morti. Quelli che sono ancora vivi nuotano a fatica come fossero disorientati. Dell'accaduto sono state informate le autorità competenti. Sul posto si è recato il personale della Capitaneria di Porto di Sabaudia. Nel pomeriggio giungeranno anche i tecnici dell'Arpa per effettuare i prelievi necessari a compiere delle analisi per risalire alle cause della moria. 
Domenica 7 Maggio 2017 - Ultimo aggiornamento: 15:11 
Le cause non possono che essere sostanze nocive gettate o immesse con scoli dentro il canale.
Prima la schiuma, ora la fauna acquatica uccisa da chissà quali veleni. Si continua a  far finta di niente come se fosse un giallo difficile da risolvere... In uno spazio ambientale così ristretto non dovrebbe essere difficile scoprire chi inquina. E' un reato criminale.
Foto da: h24 Notizie - 2015: Pulizia del Canale Romano con una draga.
La ASL e il Comune dovrebbero controllare, inoltre, gli scarichi fognari, ma anche quelli delle cosiddette acque chiare (cucine, lavanderie ecc.), delle case costruite in zone prospicienti il Lago di Paola. La legge mi pare che sia chiara in proposito: o ti colleghi alla fognatura pubblica con regolare contratto con Acqua Latina o hai un pozzo a norma svuotabile periodicamente. ASL e Comune li fanno questi controlli?
Da: Radio Colonna
Un biologo esperto delle dinamiche lacustri, Armando Macali, sostiene che la fonte inquinante sia arrivata dal mare. «Osservando le lesioni – dice Macali – è fuori dubbio che i pesci siano stati investiti dall’ondata di un agente chimico estremamente aggressivo. I pesci avevano le mucose arrossate, l’epidermide lesionata. Altri erano agonizzanti. Penso possa trattarsi dell’azione di un rifiuto presente in elevatissima concentrazione. Una vicenda non scaturita per ragioni naturali: nel lago non vi erano infatti esemplari morti, che invece sono stati rinvenuti nel canale. I pesci, travolti dall’agente inquinante, non si sono potuti rifugiare nelle acque interne poiché bloccati dalle paratie». Toma alla ribalta la questione ambientale del lago di Paola. «Come si può pensare a sviluppare l’economia turistica, agricola e sportiva – si chiede Anna Scalfati – se non si arriva a punire chi inquina?»
Se è arrivata "un'ondata" dal mare, come ipotizza questo esperto, dato che l'imbocco del canale a mare è piuttosto stretto e a sud riparato dalla sporgenza del Monte Circeo vuol dire che la sostanza nociva è stata riversata in mare in un luogo molto vicino allo sbocco del canale, sia per entrare sia per essere così concentrata.
L'imbocco del Canale Romano a Torre Paola
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Macron: affascinante conquistatore

Quando, non sapendo chi fosse Emmanuel Macron, ho visto nei servizi dei TG chi erano i pretendenti alla carica di Presidente della Repubblica Francese, ho detto scherzosamente: "Ma che votassero questo, almeno quando lo guardano vedono un bel ragazzo!"
Certo la combattente Le Pen, che ha subito anche l'ostracismo, fino alla frattura, del padre, ha il difetto di mettere in discussione l'UE che, con una eventuale uscita della Francia, non sarebbe più nulla.
Poi, a poco a poco, è venuto fuori chi è questo uomo di 39 anni, dal bel viso sensibile con un naso aristocratico, e sicuramente ha destato curiosità il suo profilo psicologico per la sua scelta affettiva: innamorarsi della propria insegnante e non cambiare mai idea fino a sposarla nonostante 24 anni di differenza di età!
I superficiali hanno iniziato a commentare nei vari salotti e salottini televisivi questa grande differenza di età, chi arrivando ad insinuare una omosessualità di Emmanuel Macron che avrebbe scelto una amante-materna a copertura di codesta inclinazione, chi facendo superficialissime considerazioni sull'aspetto fisico di una donna tanto più anziana di lui.

A questo punto mi sono venute alcune riflessioni: la prima riguarda proprio Brigitte che, nonostante i suoi 63 anni, appare molto carina e piena di grazia, mentre tante volte, in passato, guardando in spiaggia i corpi già in rovina di donne ancor giovani, mi era venuto da pensare che certo l'età conta poco e, a volte, è molto meglio una donna anziana ben conservata che una donna con età anagrafica inferiore. 
Oltre questo di certo i superficiali non considerano che per molti il sesso è solo un fatto di modello cerebrale: insomma per molti di noi parte prima di tutto dall'organo cervello più che da altri organi.
Poi c'è il maschilismo sempre imperante ovunque sul Pianeta, che fa accettare una donna giovane, e magari anche molto bella, che ami un uomo anziano, giustificando la scelta con "la di lui personalità e/o intelligenza", mentre se è il contrario per la donna il fascino si ridurrebbe tutto e soltanto alla fisicità.   
Brigitte è colta ed è stata la guida scelta intellettualmente e cerebralmente dal trascinatore Emmanuel che, l'ha dichiarato lei stessa, ha vinto tutte le sue resistenze conquistandola, come oggi ha conquistato la Francia.

Non deve essere stato facile per Brigitte cedere ad un amore così determinato ed insistente nel tempo. Ella aveva una vita ben costruita: sposata, con tre figli, un lavoro che le piaceva come insegnante di lingua e letteratura francese presso un liceo privato retto da religiosi gesuiti... Come mandare in frantumi un matrimonio per seguire il maturo ex suo studente? Come superare non solo le convenzioni sociali, ma i sensi di colpa dentro sé stessa..? Alla fine l'ha fatto e nel 2007 si sono sposati.
Emmanuel, racconta oggi sua moglie, era maturo e spiccava su tutti i sui coetanei per modo di fare, scelte e letture.
Ed eccolo alla guida della Francia.

Inutile, forse, è riflettere sul fatto che studiava non in una scuola pubblica ma in un Istituto retto da religiosi cattolici.
Potrebbe essere stata una scelta dei suoi genitori, entrambi medici.
Certo la Chiesa Cattolica non contempla il divorzio, né l'adulterio, e il precetto "non desiderare la donna d'altri" è fra i suoi moniti...
Ma non è detto che ci sia contraddizione fra lo studiare in una scuola cattolica o insegnarvi e non rispettare tali precetti morali.
Nel caso di Emmanuel la scelta potrebbe essere addebitata ai genitori, nel caso di Brigitte a convenienze di lavoro... 

Il mondo è cambiato, forse, o forse Brigitte ed Emmanuel hanno avuto maggior fortuna della professoressa quarantenne che, in Francia, si suicidò, schiacciata dalla vergogna per aver intrecciato una relazione con un suo alunno diciassettenne i cui genitori la denunciarono per corruzione di minore e finì in carcere. Charles Aznavour scrisse una canzone ispirato da quel triste fatto:
Morire d'amore di Charles Aznavour
(Giorgio Calabrese – Charles Aznavour)
Cover di Mourir d’amour – Charles Aznavour
1971 
Sento sfuggirmi
dalle dita
ogni appiglio della vita
e so’ gia’ come finiro’
morire d’amore
visto che il mondo mi accusa
ogni altra via resta chiusa
non saprai quando me ne andro’
morire d’amore
morire d’amore
andar via senza tanti perche’
dove posso portare con me
solo cio’ che eravamo noi due
che eri tu
non ci sara’ altro incontro
tu eri l’alba
io il tramonto
me ne andro’ rimpiangendo te
morire d’amore
per amare te fino in fondo
posso dire basta al mondo

e sara’ logico per me
morire d’amore
ormai sulla mia vita e’ scesa
la rabbia triste della resa

ma non so rinunciare a te
morire d’amore
morire d’amore
andar via senza tanti perche’
dove posso portare con me
solo cio’ che eravamo noi due

che eri tu
non ci sara’ altro incontro
tu eri l’alba
io il tramonto
me ne andro’ rimpiangendo te
morire d’amore
morire d’amore
morir d’amore


sabato 6 maggio 2017

Giudici incomprensibili

da: IL MANIFESTO
Terremoto 2009, il governo chiede indietro i soldi
L'Aquila. Lettera choc alle famiglie delle vittime: «Restituite i risarcimenti del processo Grandi rischi». Alcuni imputati sono stati assolti e adesso il premier Gentiloni batte cassa

di 
Il premier Paolo Gentiloni rivuole i soldi per i morti del terremoto dell’Aquila. E, per questo, ne trascina in tribunale i familiari. In questi giorni, infatti, sono stati recapitati i primi atti di citazione in giudizio ai parenti di alcune delle 309 vittime del sisma del 6 aprile 2009. «La Presidenza del Consiglio dei ministri, codice fiscale 80188230587, in persona del Presidente pro tempore, rappresentata e difesa dall’Avvocatura dello Stato… premesso che…»: attacca così l’atto giudiziario che ha lasciato annichiliti i destinatari.
«A seguito del noto sisma che ebbe ad interessare la città di L’Aquila – prosegue il documento – fu instaurato un procedimento penale a carico di Barberi Franco ed altri, nel quale la Presidenza del Consiglio dei ministri era responsabile civile. Con sentenza numero 380 del 2012, depositata il 18 gennaio 2013, il Tribunale penale di L’Aquila condannò la presidenza del Consiglio dei ministri nella qualità di responsabile civile, ed in via solidale con gli imputati, al pagamento di provvisionale immediatamente esecutiva…».
Il riferimento è al processo alla commissione Grandi Rischi. Il 22 ottobre 2012 i sette componenti della commissione, organo scientifico divulgativo della Presidenza del Consiglio, sono stati condannati a 6 anni di carcere ciascuno per omicidio e lesioni colpose. Imputati Franco Barberi, allora presidente vicario della commissione; Bernardo De Bernardinis, già vice capo del settore tecnico del dipartimento di Protezione civile; Enzo Boschi, all’epoca presidente dell’Istituto nazionale di Geofisica e vulcanologia; Giulio Selvaggi, direttore del Centro nazionale terremoti; Gian Michele Calvi, direttore di Eucentre e responsabile del progetto Case; Claudio Eva, ordinario di fisica all’Università di Genova e Mauro Dolce, direttore dell’ufficio rischio sismico di Protezione civile.
L’accusa era di aver rassicurato la popolazione, dopo la riunione del 31 marzo 2009 a L’Aquila, a pochi giorni dalla catastrofe e dei lutti, sottolineando che non c’erano pericoli, e per aver sottovalutato il pericolo di un grave terremoto. Tutti colpevoli e risarcimenti immediatamente esecutivi, liquidati «entro 90 giorni a prescindere dalle eventuali e future cause civili»: le provvisionali furono stabilite dal giudice del Tribunale dell’Aquila, Marco Billi. Ma il 10 novembre 2014, in appello, 6 dei luminari alla sbarra sono stati assolti, dal collegio presieduto dal giudice Fabrizia Francabandera. Condanna a due anni di carcere soltanto per De Bernardinis, braccio destro dell’allora capo della Protezione civile, Guido Bertolaso.
La Corte, oltre a ribaltare il verdetto, ha anche falcidiato la stragrande maggioranza delle parti civili precedentemente ammesse e riconosciute. Il 20 novembre 2015 la Cassazione ha confermato la sentenza d’Appello. Lo Stato, dopo la sentenza di secondo grado, subito è andato all’assalto delle parti civili «tagliate» dai giudici. Con più lettere, Franco Gabrielli, ex prefetto dell’Aquila, allora capo della Protezione civile e ora capo della Polizia, ha intimato la restituzione dei soldi elargiti… Anche con atti «di messa in mora e intimazione di pagamento».
«Alla luce della pronuncia della Corte d’appello del 12 novembre 2014, in parziale riforma della prima sentenza… si invita e si diffida – scriveva Gabrielli – alla restituzione delle somme percepite e a corrispondere, senza indugio, … Il versamento dovrà essere effettuato mediante bonifico a favore della Banca d’Italia… sul conto corrente… intestato alla Presidenza del Consiglio dei ministri».
La maggior parte dei familiari delle vittime, indignata, non ha dato seguito alle raccomandate a firma di Gabrielli. Per varie ragioni: ad esempio per il fatto che la sentenza di secondo grado non ha revocato le provvisionali. Per il fatto che, comunque, le condanne ci sono state. Per il fatto che sulle responsabilità della Grandi Rischi ci sono ancora cause civili in corso e altre, a questo punto, ne potrebbero partire. Ma lo Stato non tergiversa e passa… alla carta bollata. Chiede indietro le somme versate «oltre agli interessi calcolati dal dì del percepimento e agli accessori, come per legge…».
«Una vergogna – commentano alcune mamme – Nel terremoto dell’Aquila non c’è mai fine al peggio».
Abbiamo una Costituzione che dicono sia una delle migliori del mondo, abbiamo delle Leggi che non possono contraddire la Costituzione, dunque sono Leggi democratiche. Bisognerebbe, l'ho già scritto altre volte, fare dei Testi Unici per materia, in modo da consentire un lavoro più semplice e più giusto ai giudici. Per ora il risultato, sia nel civile come nel penale, è ondivago, ma una Giustizia NON può essere ondivaga, deve dare un minimo di certezze: ma le certezze non ci sono e quando si affronta un giudizio, sia civile che penale, non hai alcun sentore di come andrà a finire. In questo caso c'è di mezzo il Governo addirittura, coinvolto in un giudizio penale, perché c'erano dei morti, dunque non bastava il solito "ricorso al TAR" per ogni cosa quando di mezzo c'è una qualsiasi Istituzione dello Stato!
La condanna c'è stata per il caso esattamente contrario al reato di "procurato allarme"! Bensì per averlo sottovalutato.
Dall'Archivio Penale 2015 n. 1
 gli imputati, secondo l’Accusa, “cagionavano, in occasione della violenta scossa di terremoto (magnitudo momento MW = 6.3, magnitudo locale ML = 5.8) del 06.04.2009 ore 3,32, la morte di [...] e il ferimento di [...], indotti a rimanere in casa per effetto esclusivo della condotta sopra descritta, nonostante le scosse di terremoto che si ripetevano numerose da mesi con frequenza e magnitudo crescenti, fino a quella del 6 aprile 2009 ore 03,32”. All’esito del giudizio di prime cure, il Giudice monocratico del Tribunale aquilano condannava gli imputati alla pena finale di sei anni di reclusione,
Ma se il giudice ha ritenuto che la responsabilità assuntasi da queste persone, accettando di essere in una Commissione pagata dallo Stato il cui giudizio ha un peso sulla popolazione, meritava addirittura la condanna per avere colpa della morte di persone rimaste fiduciosamente in casa, come ha potuto un altro giudice dire che non avevano alcuna colpa, ad eccetto di uno solo, peraltro non esattamente in posizione apicale? 
Incomprensibile, visto che i fatti sono gli stessi.
Non vi sembra la Giustizia lasciata all'arbitrio della "testa di giudice" di turno?
Fa paura. Questa non è alcuna Giustizia.
E mi torna in mente il povero Preside del Convitto de L'Aquila, che ha avuto la condanna più dura di tutti: della Commissione Grandi Rischi, poi assolta in appello, dell'unico condannato di essa a cui sono andati 2 anni, del Responsabile della Provincia per l'edilizia scolastica, che aveva lasciato l'edificio del Convitto nella sua fatiscente insicurezza ed ha avuto anche lui 2 anni, solo il Preside ha avuto 4 anni più l'interdizione dai pubblici uffici per altri 5... per aver sottovalutato il pericolo e aver lasciato che gli studenti poi morti restassero dentro l'edificio.
E non è la stessa cosa della Commissione Grandi Rischi? Restati in casa i cittadini de L'Aquila e restati in casa gli studenti del Convitto! In entrambi i casi c'è stata una sottovalutazione del rischio.. Con l'attenuante, per il Preside, di non essere né un geofisico, né un tecnico!!!
Non è folle questa "giustizia"? Sembra di stare nel mondo di "Alice nel Paese delle Meraviglie", con il Cappellaio Matto e gli altri alienati personaggi! 

Da: CGIL Scuola

Condannato il dirigente scolastico del Convitto dell’Aquila crollato nel terremoto del 2009

Non sono i soggetti che gestiscono le attività educative delle scuole che si devono occupare degli edifici; l’edilizia scolastica sia messa al primo posto negli investimenti pubblici; si ricostruisca un sistema efficace di responsabilità e di garanzia per la sicurezza delle scuole italiane.

16/11/2015
Il dirigente scolastico del Convitto ha pagato insieme al dirigente dell’amministrazione provinciale – condannato a due anni e sei mesi di reclusione – lo stato di incuria e di abbandono in cui si trovano le strutture che ospitano le scuole italiane.
È inaccettabile per un Paese civile e per il suo futuro, per la sicurezza e per l’incolumità di coloro che studiano e lavorano nelle scuole che ad essere condannato per le tragiche conseguenze dell’effetto del terremoto del 2009 sulle fatiscenti strutture della scuola sia il dirigente del Convitto


Il povero Prof. Bearzi colpevole secondo i giudici fino alla Cassazione di:
non aver previsto la scossa di terremoto che ha fatto crollare parte del Convitto uccidendo tre studenti;
non aver reso sicuro l'edificio, nonostante i Dirigenti Scolastici  non ne abbiano obbligo, facoltà e mezzi essendo questi deputati alle Province per tutti gli edifici della Scuola Media di Secondo Grado.
Alla Commissione Grandi Rischi assoluzioni e 2 anni solo ad un componente non apicale..
All'esterrefatto e distrutto Preside una pena pesantissima.
Misteri delle menti giudicanti. 


"Di padre in figlia"

Non vedo differenza fra certi sceneggiati televisivi, oggi chiamati "fiction", e i film adatti anche al cinema; forse l'unica differenza è la lunghezza che al cinema deve essere compressa in uno standard di massimo 3 ore.
Ho scorso le recensioni dei quotidiani sullo sceneggiato "Di padre in figlia" e a mio avviso sono ingiuste.
Mio marito ed io non abbiamo gli stessi gusti, nemmeno al cinema, eppure questo sceneggiato  è piaciuto molto ad entrambi. Facendo un parallelo con l'altro mandato in onda da poco "Sorelle", anche mio marito, che pure lo ha seguito soprattutto per Anna Valle, ha ammesso che "Di padre in figlia" ha una sceneggiatura più ricca ed interessante. Per questo trovo incomprensibili certi commenti negativi.
Qualcuno ha lamentato la lentezza, mentre per noi non ve ne è traccia, tutto si svolge in una sequenza di fatti non sempre prevedibili come scrive qualcun altro. E mio marito è uno che ama i convulsi film americani, dunque avrebbe dovuto avvertire la lentezza qualora ci fosse stata. Invece i tempi sono giusti, sono i tempi dello scorrere della vita.
Gli attori sono tutti bravissimi, ad iniziare dalla sempre bella Capotondi, espressiva in modo naturalissimo. 
Alessio Boni è un attore che riesce a calarsi nei personaggi più diversi animandoli con una recitazione sensibile.
Giovanni, a cui presta il volto esprimendo sentimenti interiori, è un uomo duro, che non si comporta sempre in modo corretto, è un uomo di tempi in cui il capo famiglia era il padre e lo Stato di Famiglia era un certificato in cui questo ruolo veniva specificato, poi venivano elencati la moglie e i figli. 

Vedendo un racconto che si svolge in quel periodo si avverte ancora di più quanto sia cambiata la nostra società: in qualcosa in meglio... per altre cose si sono persi dei valori che, comunque, servivano da puntello alle fragilità umane.
Giovanni ci viene mostrato subito come un gran lavoratore, ma anche uno che lascia sola la moglie incinta per andare al bordello dove ha una puttana preferita: 
interpretata dalla brava Francesca Cavallin.
Nonostante la moglie lo sappia rimane con lui e questo sembra essere uno status del tempo, in cui la donna subiva i tradimenti dell'uomo. Si scoprirà più tardi che la piatta reazione ai tradimenti dell'uomo Giovanni dipende dal fatto che sua moglie, interpretata da Stefania Rocca, non lo ha mai amato, ma ha avuto sempre nel cuore un ragazzo brasiliano come lei. Si scoprirà che Giovanni, italiano emigrato in Brasile a lavorare nelle piantagioni di tabacco, la voleva ma sapeva che lei, ragazzina di appena 16 anni, stava con il ragazzo del suo paese. Poi, un giorno, l'ha salvata dal tentativo di violenza dell'anziano padrone della piantagione dove lavorava anche lei, e mentre lottava con costui lei da dietro lo ha ucciso. Sono allora fuggiti e tutti hanno pensato che ad uccidere fosse stato Giovanni e lui lo ha lasciato credere. Riparati in Italia lui l'ha sposata ed ha avuto da lei 4 figli, di cui uno soltanto maschio.
Lei era analfabeta e dedita solo alla crescita dei figli.
Giovanni lotta per dare alla sua famiglia il meglio, ma lo fa anche slealmente, e questo è il suo lato peggiore: brevetta il sistema di creazione di una grappa speciale che era di ideazione del suo socio. Ne segue la frattura con il socio.
In famiglia comanda, ma senza successo. I suoi figli non lo seguono né lo stimano, e questo è peggio. Egli pensa di tenere tutti sotto controllo, invece poveretto non controlla niente.
L'unica che tiene alla sua attenzione è la figlia più grande, ma lui non la considera perché femmina e perde così l'unica che terrebbe alla sua stima. Si concentra tutto sul maschio. Uno dei totem di quel tempo: il figlio maschio!
Ma il ragazzo è fragile di carattere e legato alla sua gemella in modo anche morboso.
Questa è una ribelle che aspira ad una vita diversa ma certo non migliore visto che fuma marijuana e peggio, si riempie di multipli di orecchini su un unico orecchio, cosa che mi ricorda le povere capre a cui viene messo per ragioni di identificazione... Se ne va di casa umiliando il fratello che cerca di accontentare il padre lavorando con lui nel produrre grappa. 
La seconda figlia va a letto con due ragazzi contemporaneamente e rimane incinta, sposando quello con cui era fidanzata ufficialmente.
La maggiore fa una scelta giusta, anche se contrastata dal padre: va all'università. Qui si fa coinvolgere dalla contestazione studentesca di quegli anni e finisce in commissariato dove deve andare a riprendersela il padre. E qui Giovanni commette un'altra violenza morale nei riguardi di sua figlia: al ritorno a casa le fa trovare una levatrice del paese a cui chiede di visitarla per sapere se è ancora vergine. La figlia ne è offesa e traumatizzata e subisce la visita di controllo, ma la frattura con il padre, che l'ha delusa con la sua disattenzione e con la sua sfiducia e disistima, è totale.
Perderà poi la sua verginità senza trasporto, solo per togliersi il pensiero, con un amico operaio che si evolverà in sindacalista. Triste.
In tutto questo brilla, per l'incapacità a seguire e guidare i propri figli, la madre. 
Ella sembrerebbe solo una vittima di un uomo autoritario e brutale, ma in realtà è una donna assente psicologicamente dalla sua famiglia: non agire non è meno grave dell'eccesso di agire di Giovanni.
Via via che il racconto mostrava le debolezze, gli errori e gli egoismi dei componenti della famiglia, io compativo Giovanni e mio marito diceva: "Ma se è una bestia... Tu lo compatisci perché ti piace l'attore che lo interpreta." 
Certo che Alessio Boni mi piace, ma in realtà era proprio la morale che scaturiva dalle vicende del racconto che, alla fine, mi faceva compatire quest'uomo, sì brutale, ma in fondo non privo di una sua innocenza di sentimenti e di intenti.
Alla fine la seconda figlia abbandona il marito e, cosa ben più grave, le sue due bambine. Si da a vari uomini fallendo il suo tentativo di "una vita migliore", per poi capire che quella migliore era quella che aveva lasciato fregandosene dei sentimenti che calpestava. Infine rivelerà al suo mite marito che la prima figlia non è sua ma di quell'altro, che nel frattempo si è sposato, ha avuto un bambino, ed è diventato l'amante della sua sorella maggiore ancora nubile!
Proprio una bella famiglia! E hanno la faccia tosta di giudicare Giovanni?!  
La madre, insulsa, diventa amica della ex-prostituta diventata sarta e da lei si fa insegnare a leggere e scrivere. 
Così scrive al suo antico amore ma non ha il coraggio di imbucare la lettera. Avrà invece il coraggio di andarci a letto in una pensioncina più volte, quando lui verrà con la moglie in Italia. Si parlerà d'amore! Ma è soltanto accoppiarsi  l'amore? L'amore non è una serie di incontri sessuali brevi. E' altro.
Giovanni è inconsapevole di tutto, anche che suo figlio, d'accordo con un mascalzone, venderà la loro grappa evadendo l'IVA e Giovanni lo scoprirà solo quando la Guardia di Finanza entrerà nella sua azienda a mettere i sigilli. Gli operai sbigottiti resteranno senza lavoro e Giovanni, brutale, scorretto, ma non disonesto, rimarrà annichilito dalla vergogna. Sarà duro di parole con suo figlio, il suo orgoglio di figlio maschio... e quello cercherà la via più egoisticamente breve per uscirne: si sparerà.
A me Giovanni appare una vittima onestamente.
Quando poi la moglie, colpevolizzandolo, senza considerare che il figlio aveva fatto tutto da solo, tradendo per di più la fiducia del padre, gli dice che non lo ha mai amato, che ha sempre amato quell'altro e che ora se ne torna in Brasile, il povero Giovanni le dice invece che l'ha sempre amata nonostante i tradimenti, ma a questo punto lealmente lei ammette di averlo tradito pure lei e il "brutale" Giovanni la supplica pateticamente di non lasciarlo, corna o non corna...
Il figlio maschio tanto amato e portato in palmo di mano l'ha distrutto con il suo gesto definitivo e vile del suicidio.
Nemmeno la sua adorata azienda lo interessa più e pensa di venderla, ma la figlia maggiore lascia l'amante sposato, dopo che quello ha abbandonato moglie e figlio, e decide di prendere lei in mano l'azienda.
Per Giovanni è un balsamo sul cuore ferito.   

venerdì 5 maggio 2017

Dittatura della burocrazia


Nestore Pelliccia
25 min 5 maggio 2017
Aggiornamento delibera Di.cos. e altri operatori.
Per quanto risulta allo stato attuale, purtroppo la delibera che ci riguarda non ha fatto alcun passo avanti. Si trova ancora presso la segreteria della Dottoressa Graziano in attesa della sua firma! Motivo: la gran mole di arretrati! In pratica esattamente come circa 20 giorni fa al momento del nostro ultimo "accesso" agli uffici! E dire che è esattamente identica a quella che aveva già firmato Berdini il 24 dicembre 2016 e che tornó indietro e ricominció da capo, come se fosse appena partita, dopo le sue dimissioni! 
Il problema è che i tempi di tutto l'iter si allungano ...di quanto non è dato sapere! 
L'assessore del nostro Municipio (Salvatore Vivace) si dà tanto da fare ma francamente anche lui, di fronte alla macchinosa burocrazia romana, può molto poco. Persino il nuovo assessore Montuori (che ha sostituito Berdini) ancora sta cercando di capirci qualcosa! Ha promesso a Vivace che appena la nostra pratica arriverà suo tavolo, la firmerà e porterà in Giunta! Ma quando sarà? Soprattutto: con quali tempi di attesa? 
Vi riassumo l'iter della pratica: 
-dopo la firma della Graziano, capo del dipartimento, 
- firma dell'assessore,
- firma del segretariato,
- firma della giunta e la Delibera sarebbe così perfezionata. 
Poi si passa alle altre firme: 
- Convenzione,
- concessione edilizia,
Infine alla
- assegnazione dell'area. 
Solo a questo punto potranno iniziare i lavori! 
Meditate gente! 
Tutto questo, se si volesse veramente, si potrebbe fare in mese! 
Noi però sono anni e anni... 
Un appello a chi eventualmente può fare qualcosa ... io personalmente sono stanco di "pellegrinare" tra un ufficio e l'altro di quella giungla che è il IX dipartimento e subire altre umiliazioni! Sono un cittadino e esigo il giusto rispetto! 
Non so voi cari "compagni di sventura " ! 

Virginia Raggi
Nasce commissione di indagine sui piani di zona
L'Assemblea Capitolina ha approvato la proposta di delibera consiliare del M5S per la costituzione di una commis...
Altro...
Molti mi rinfacciano di dare ancora fiduciaa Renzi che ha fatto tante promesse mancatee, fra queste, la guerra senza quartierealla burocraziaGli Italiani sono ostaggio della burocrazia.Nulla è cambiato durante e dopo il governo Renzi.Non c'è logica, né le "tre E" dei Corsi che ho seguitoper diventare, un passetto per volta, Funzionario dello Stato: Efficienza, Efficacia ed Economicità! Efficienza ZERO!Efficacia non esiste in quanto non c'è compimento dell'iter amministrativo, che si trascina in tempi disumani, non compatibilicon il tempo della vita umana.Economicità è al contrario: ore lavoro pagate tante, in tempilunghissimi, ai burocrati inefficienti; stasi fuori dal comune buonsenso e dalla, tanto richiamata dai Codici, diligenza del buon padre di famiglia!Neppure i politici possono fare niente, a quanto pare, contro questi monoliti detentori della FIRMA!L'esempio corrente dell'Assessore del VII Municipio di Roma Salvatore Vivace, del Movimento 5 Stelle, ne è la prova vivente!Servono leggi o applicazioni delle leggi già esistenti chepuniscano i detentori della FIRMA?A mio avviso non si deve aumentare lo scartoffiume di leggi, basta applicare quelle esistenti: se si VUOLE si PUO' punire chi accumula pile di carte con scuse fuori da ogni realtà.Per ogni detentore di FIRMA che se ne va si ricomincia dacapo! Quando tutti i controlli su una pratica amministrativasono stati operati dai vari uffici chi subentra deve firmaree basta. Se ci si appiglia alla Responsabilità di FIRMA, la logica di chi è sano di mente suggerisce che sono i medesimi uffici che rifanno il tour delle medesime cartegià viste e controllate! Per fare un esempio: non è che le carte che stavano sul tavolo di Berdini aspettando la sua augusta FIRMA sono cambiate solo perché la penna è passata a Montuori!

mercoledì 3 maggio 2017

Petizione contro prostituzione oscena in strada

Rita Coltellese *** Scrivere: Petizione di cittadini

Questo link che riporto sopra annunciava la petizione per far presente alle Istituzioni il disagio dei cittadini di fronte al degrado di una strada percorsa da tutti, una strada provinciale che collega molti paesi e che conduce nella parte sud della provincia di Roma senza file asfissianti. In pieno giorno e da anni i cittadini, compresi bambini e minori, sono costretti a vedere uno spettacolo osceno inaccettabile in una nazione che voglia dirsi appena civile.
Alla fine l'indignazione si è ridotta a sole tre persone che hanno raccolto circa 100 firme.
Per non trascinare troppo a lungo la raccolta abbiamo deciso di chiudere con queste 100 firme e presentare un esposto all'Autorità Giudiziaria.
Vale la pena documentare ancora una volta che la gente sa lamentarsi, ma difficilmente agisce, aspettando sempre che a risolvere quello di cui si lamenta sia qualcun altro.
Senso civico bassissimo.
Le tre ostinate raccoglitrici di firme si sono sentite inoltre dire frasi che vale la pena riportare quale esempio di malcostume:
"Non serve a niente." 
Si può ribattere che NON FARE NULLA SERVE ANCORA MENO.
"A me non danno nessun fastidio."
Come dire: "L'oscenità di culi nudi, gesti oscenamente invitanti verso le auto in transito, mi stanno bene, non disturbano il mio senso estetico, né mi preoccupo se le vede un bambino, per me è normale che in un Paese civile ci sia questo spettacolo quotidiano da anni in pieno giorno."
Dunque lascio a chi legge la valutazione di persone che così si sono espresse.
Dico, allora, a chiare lettere, che certa gente deve tenersi il degrado senza lamentarsi sterilmente e a coloro a cui questo sta bene che stia a distanza dalla gente civile.
Questo il resoconto della consegna delle firme abbinate ad un esposto-querela ai Carabinieri competenti per territorio:
oggi mi sono recata presso il Comando Stazione dei Carabinieri di Artena RM. Sono giunta alle h. 10:10 circa. Ho suonato ad entrambi i citofoni all'esterno del cancello di ingresso. Non ho ricevuto alcuna risposta. Dentro erano visibili almeno n. 5 auto parcheggiate senza le insegne dei Carabinieri. Alle h. 10:25 circa ho chiamato con il mio cellulare il 112 spiegando dove ero e manifestando la mia meraviglia dato che so che in caserma dovrebbe restare almeno il piantone, quando gli altri escono per servizio.
Mi hanno spiegato che "al momento la caserma è chiusa e per depositare esposto e firme torni alle h. 14:00".
Debbo dire che è la prima volta che mi accade di trovare un Comando Stazione dei Carabinieri chiuso!
Vivo dal 1979 a Rocca Priora RM e mai ho trovato la Stazione dei Carabinieri di questo paese chiusa! A qualsiasi ora, mattino, pomeriggio e sera, sempre c'era un Carabiniere, almeno di piantone!
Non si finisce mai di imparare qualcosa di nuovo, anche ad oltre 70 anni!
Dunque si può chiudere una Stazione dei Carabinieri e lasciarla incustodita!
Al mio ritorno a casa mio marito mi ha consigliato di non ritornare ad Artena, essendo lontana, ma di portare il tutto ai Carabinieri di Rocca Priora, giacché, giustamente, loro poi trasmetteranno a chi è competente per territorio.
Saggio consiglio, ma ritengo di voler parlare direttamente con chi ha la responsabilità del controllo di quel tratto di strada con oscenità permanente, anche per sentire quali sono le difficoltà che incontrano i militi che in tutti questi anni non sono riusciti a debellare il fenomeno.
Quindi, ostinatamente, dopo aver pranzato, mi sono rimessa in marcia: 34 Km. fra andata e ritorno che sommati a quelli della mattina fanno Km. 68. Ma un impegno per il mio carattere va portato fino in fondo.
Alle h. 14:42 circa suonavo di nuovo al cancello del Comando Stazione di Artena. Non aprivano subito e, dopo vari tentativi, quando stavo per riusare il cellulare per richiamare il 112 pensando di aver fatto un altro viaggio a vuoto, un carabiniere è passato nello spazio antistante l'edificio e, intravedendolo attraverso le fitte sbarre del cancello, mi rivolgevo a lui dicendo: "Ah, ma allora c'è qualcuno?"
Debbo dire che non mi ha guardato con cordialità, né salutato, ma almeno mi ha aperto il pedonale, dicendomi bruscamente che l'auto non poteva entrare e che sgomberassi l'entrata.
Quando sono entrata, dopo una brevissima attesa, una giovane donna carabiniere ha preso molto frettolosamente la denuncia da me firmata e le firme allegate che ha voluto in originale. Data la frettolosità, che ha giustificato con un servizio esterno urgente, non ho potuto parlare a voce del problema, come mi ero prospettata, per capire la ragione dell'inazione sull'oggetto della denuncia petizione che presentavo, e un poco risentita ho sottolineato che ero passata anche la mattina e che la caserma era chiusa e senza piantone. Velocemente la donna carabiniere, di cui non so riconoscere i gradi, quindi non so che ruolo avesse, mi ha spiegato "Stiamo facendo le demolizioni su ad Artena e il magistrato ci ha dato la facoltà di chiudere, in questi casi si può fare. Ed ora dobbiamo tornare su."
Ha chiesto il mio numero di telefono, anche il cellulare, ma ho dato solo quello fisso di casa giacché il cellulare spesso è lontano da me, usandolo, come molte persone anziane, solo per necessità.
Questa la copia della ricevuta della denuncia, da cui ho oscurato alcuni miei dati sensibili. Con me ho n. 2 copie delle firme che in tutto sono 102.





Anatomia comparata della TARI fra Rocca Priora e Sabaudia

Mio marito ed io possediamo 3 case: 1 nel Comune di Rocca Priora, provincia di Roma, e 2 nel Comune di Sabaudia, provincia di Latina. Entrambe nella Regione Lazio.
Rocca Priora alla data del 31/05/2015 aveva 11.995 abitanti. I dati, dopo quasi 2 anni, non sembrano essere in crescita come lo sono stati negli ultimi 20, in cui sono arrivati molti trasferimenti dalla vicina Capitale, un po' per i prezzi delle case sicuramente più convenienti rispetto a Roma, un po' per la vivibilità che a Roma è diventata sempre più non a misura d'uomo, come noi avevamo già avvertito nel lontano 1979 scegliendo di vivere a Rocca Priora.
La scelta di Sabaudia è più recente: 2004, per l'esigenza di avere una casa al mare. Ne abbiamo 2 solo perché, avendo dopo 10 anni acquistato una villa con un grande giardino intorno, non riusciamo a vendere la villetta in quadrifamigliare acquistata precedentemente, causa la stasi del mercato immobiliare.
Sabaudia è una cittadina di 20.449 abitanti al 30/06/2016. 
Alla comparazione fra i due Comuni si può tranquillamente affermare che Sabaudia è una città, mentre Rocca Priora è un paese, non avendo in nulla le caratteristiche che possano meritarle la definizione di città.
Sabaudia ha iniziato la Raccolta differenziata nel 2012: 5 anni fa!
Dall'ordinanza del Sindaco:
.... in data 01/03/2012, a mezzo della Ditta “Impresa Sangalli Giancarlo & C” di Monza,  aggiudicataria del relativo appalto, è previsto l'inizio del  nuovo servizio comunale di raccolta dei rifiuti urbani, organizzato secondo il sistema integrato di raccolta approvato con DGC n.170/2010 e basato sulla modalità di raccolta domiciliarizzata c.d. “PORTA A PORTA”;

INIZIO
In base alle disposizioni date tutto il materiale iniziale (bidoni e buste) si dovevano ritirare presso la sede locale della Sangalli recando con sé copia della cartella TARI.
Posso testimoniare personalmente di aver assistito a cedimenti da parte del personale addetto di fronte a persone che venivano a ritirare il materiale senza avere con sé la cartella TARI, adducendo a motivo dimenticanza, "non lo sapevo"... Scuse, visto che le informazioni da parte del Comune erano state chiarissime! 
Starà poi all'Amministrazione Comunale controllare l'eventuale evasione!
A Rocca Priora è iniziata più tardi: 30 giugno 2014. Quasi 3 anni fa.
La ditta vincitrice dell'appalto è la Sarim.
L'addetto locale, a cui mi rivolsi per sapere quando avrebbero consegnato il materiale per la raccolta, disse che "il Comune aveva fatto la scelta di consegnare ad ogni indirizzo bidoni e buste".
Voci (malevole?) dicevano che per tale consegna erano stati assunti, "per fargli guadagnare qualcosa con i soldi della raccolta", dei giovani del luogo; voci cattivissime dissero che "erano stati scelti su basi di "conoscenze politiche al comune".
Non so se questo sia vero, naturalmente, ma so che tale consegna a domicilio è stata una scelta infelice, come documentai a suo tempo con vari post di cui sotto fornisco il link:

Rita Coltellese *** Scrivere: Rocca Priora parte male

Se avete letto il post dell'8 luglio 2014 ora sapete che avevano tolto i cassonetti comuni senza distribuire l'occorrente per la raccolta, almeno non a tutti. Nonostante "la consegna a domicilio" di tale materiale, sono dovuta andare personalmente almeno a prendere il bidone dell'organico nel punto locale della Sarim, giacché gli altri nemmeno li avevano, essendo "in distribuzione a domicilio".
Ma a quale domicilio? Chiesi al Responsabile della Sarim se il Comune aveva fornito loro gli elenchi dei paganti cartella TARI. La risposta fu vaga e polemica nei riguardi del Comune.  
Infine si scoprì che i giovani distributori lasciavano i bidoncini ovunque, senza controllo se a quell'indirizzo corrispondeva un'utenza TARI. Altra scoperta, sul giallo dei bidoni non consegnati, fu che i ragazzi lasciavano il materiale in molti casi in doppione davanti a ville che avevano due cancelli...

Rita Coltellese *** Scrivere: Bugie, verità e un confronto

E questa fu la partenza.

IMPORTO TARI
Oggi scopro che pago una TARI molto più alta per l'unica casa che ho nel Comune dove risiedo, Rocca Priora,  che per le 2 case, messe insieme in un'unica cartella TARI, nel Comune dove ha la residenza mio marito: Sabaudia.
Continuiamo nella comparazione: la villa di Rocca Priora ha più o meno gli stessi mq. di quella di Sabaudia, l'intestataria TARI è residente, come l'intestatario TARI della villa di Sabaudia, e in entrambe le cartelle sono indicati gli abitanti abituali in persone 2.
Nella cartella TARI di Sabaudia però si somma anche la TARI della seconda villetta di mq. 70 circa, sempre con abitanti abituali 2 come da denuncia fatta a suo tempo.
Come si spiega allora che comparando le due cartellead esempio, del 2016 a Rocca Priora pago Euro 382,00
e a Sabaudia Euro 298,00 ?                            
Questi sono documenti, mica chiacchiere!

SERVIZIO
A fronte di questa esosa TARI del Comune di Rocca Priora compariamo dunque anche il Servizio.
Rocca Priora, che all'inizio ha distribuito malamente "a domicilio" il materiale per la raccolta, ha reso pubblico un calendario annuale per il ritiro del materiale di consumo presso la sua sede in paese: giorni precisi e orari precisi, molto ristretti.
Sabaudia lascia a domicilio ciclicamente una grande busta sigillata con dentro i sacchi per la differenziata.
La qualità dei sacchetti è più o meno la stessa tranne che per i sacchetti dell'organico: ovviamente debbono essere biodegradabili, ma quelli che distribuisce la Sarim per Rocca Priora si lacerano già staccandoli gli uni dagli altri, si sfondano facilmente al contatto con il materiale organico che dovrebbero contenere... Questa cosa l'ho verificata parlando con altre persone che usufruiscono dei servizi del Comune di Rocca Priora ed è una costante. La stessa cosa non mi accade con i sacchetti per l'organico distribuiti dalla Sangalli per il Comune di Sabaudia.
A Rocca Priora, come a Sabaudia, ho grandi giardini, dunque sfalci da conferire in discarica.
Rocca Priora debbo portarli con la mia auto presso il centro ecologico in paese, a Sabaudia telefono al numero verde, prenotano il ritiro per un giorno preciso, metto fuori i sacchi dalla sera prima e loro ritirano senza spesa: è compreso nella TARI.
Stessa cosa per gli elettrodomestici: prenotazione al numero verde, si mette fuori dal cancello la lavastoviglie rotta (è un esempio di questi giorni) la sera prima del giorno prenotato per il ritiro e loro ritirano senza ulteriore spesa: è compreso nella TARI.
Rocca Priora a domicilio e per una TARI più cara di Sabaudia ritirano soltanto organico, plastica e vetro, carta, indifferenziato e pannolini. Tutto materiale che è compreso ovviamente anche nella raccolta porta a porta di Sabaudia.
Allora perché a Rocca Priora pago di più per avere un Servizio inferiore?
Aggiungo una nota che ormai è quasi una costante: chi svuota il bidoncino della carta lo fa con tale svogliatezza che rimane sempre un ricordino sul fondo: ieri l'ho fotografato. Al ritorno da Sabaudia abbiamo ritirato il bidone svuotato sabato scorso e, come avviene di sovente, era così:

Ho smesso anche di segnalarlo... Nel settore Ambiente del Comune nemmeno li leggono i reclami e Sarim non ha numero verde come Sangalli.