sabato 3 giugno 2017

Le frustrazioni della Boldrini

Da: La Repubblica

Intervista alla presidente della Camera: "Manca la volontà politica, sono contraria a questa corsa al voto. Lo stop alla legislatura non è un destino scritto"


ROMA - Se c'è un'aria da "rompete le righe" nelle sedi dei partiti e nelle dichiarazioni di alcuni membri del governo, qualcosa arriva ormai anche in Parlamento. L'elenco di "opere incompiute" Laura Boldrini, presidente della Camera, lo tiene sul tavolo. Leggi che si sarebbero potute approvare e invece molto probabilmente non vedranno la luce. "Non perché non ci sia tempo o perché in Parlamento non si lavori - dice la presidente - ma perché manca la volontà politica". Tutti a lavorare giorno e notte per la legge elettorale ma per l'introduzione del reato di tortura, (tanto per citare uno dei provvedimenti orfano di voto finale "adottato" da Repubblica) non c'è fretta. Arrivato, dopo 30 anni d'attesa, alla quarta lettura, rimarrà molto probabilmente sospeso nel limbo. Al caso se ne discuterà la prossima legislatura. No, Boldrini non crede laicamente ai miracoli, però non getta la spugna e fa un invito alle forze politiche: "Facciamo uno sforzo finale per non deludere il Paese".

Presidente, ieri, su Repubblica, Michele Ainis ha citato Goethe: "Una vita inutile è una morte anticipata". La XVII legislatura rischia la morte anticipata e si trascina dietro decine di disegni di legge approvati da uno solo dei rami del Parlamento. Uno spreco.
"Ore di lavoro bruciate, emendamenti, audizioni. Io dico: ma perché? Il lavoro che abbiamo fatto è un patrimonio di questa legislatura, i provvedimenti che mancano all'appello sarebbero una buona eredità, sono attesi dall'opinione pubblica e sarebbe malaugurato deludere le aspettative. Voi citate il codice antimafia, il biotestamento, lo ius soli, il processo penale, la tortura, la legalizzazione dell'uso personale e terapeutico della cannabis. Ma io ne aggiungo altri che mi stanno a cuore e che so essere nel cuore di molti cittadini. Li ho appuntati su questo foglio. Glieli leggo".

Prego.
"Il cognome della madre ai figli, approvato dalla Camera nel settembre del 2014; il sostegno normativo agli orfani di femminicidio, già passato da noi nel marzo scorso; c'è il contrasto all'omofobia che porta il timbro di Montecitorio del 2013 ed è un provvedimento importante in un mondo di cyberbullismo e di violenza anche offline; ci sono anche i piccoli Comuni da salvaguardare, un tema in agenda da legislature, se vogliamo contrastare lo spopolamento che è un problema serio del Paese, soprattutto nel Centro Italia dopo il terremoto".

Lei presidente cosa può fare?
"Il mio compito è redigere un programma trimestrale e il calendario del mese, ovviamente tenendo conto delle richieste prioritarie dei gruppi, dell'equilibrio tra maggioranza e opposizione, della presenza dei decreti legge che, in nome dell'urgenza, hanno la priorità. La presidente ha un ruolo sostanzialmente di garanzia e coordinamento, non vota né in aula né negli organi decisionali. Il che non significa che non segua con attenzione le sorti di certi provvedimenti".

Come si sente di fronte al lungo elenco di opere incompiute?
"Un po' frustrata. Ma non dimentico che - in una fase politica travagliata - abbiamo anche approvato buone leggi: unioni civili, caporalato, reddito di inclusione, "dopo di noi". Abbiamo lavorato sodo".

Sarà sempre più difficile approvare lo ius soli, e le altre leggi rimaste a metà strada. Le sembra fatale andare a elezioni anticipate?
"No. Non è un destino già scritto. Prendo atto che i principali gruppi politici (Pd, M5S, Forza Italia, Lega) sembrano aver trovato l'accordo su un testo, come del resto ha chiesto da tempo il presidente Mattarella. Ma questo non vuol dire che la legislatura debba terminare ora".

Dotarsi di una legge elettorale non significa per forza dover buttare all'aria l'agenda parlamentare anzitempo.
"E infatti non c'è automatismo tra nuova legge e corsa al voto. Personalmente non sono convinta che sia di questo che ha bisogno il Paese. Abbiamo davanti l'aggiornamento del Def a settembre, la legge di bilancio... ma come presidente della Camera non posso non constatare che alcuni gruppi hanno espresso la volontà di andare al voto anticipato".

Addio ius soli.
" Mi auguro proprio di no. Se non si vuole deludere l'opinione pubblica un provvedimento come questo, che è una necessità, può essere ancora portato a casa. Per lo ius soli sarebbe davvero grave che il Parlamento non prendesse atto di come è cambiato il Paese".

Il primo luglio ci sarà anche lei al grande raduno del nuovo centrosinistra di Pisapia?
"Sì
certo. È un progetto che nasce per includere e allargare, per non rinunciare ad una visione di società aperta e innovativa. Senza paura, credendo nei diritti come motore per il futuro. Sui diritti l'area progressista ritrova identità e unità".


Se si legge il curriculum di "madame" Boldrini non si ha nulla da eccepire: ottima famiglia, ottime scelte di vita, ottimi studi, coerenza con le proprie idee maturate attraverso esperienze dirette e cercate.
Dunque rispetto per le sue idee che, però, non sono affatto le mie e nemmeno quelle di tantissime persone che mi capita di sentire, ascoltare, leggere... 
Diffido di chi parla delle proprie idee rafforzandole con le frasi: "Facciamo uno sforzo finale per non deludere il Paese".
No, non è il Paese che vuole quello che elenca in questa intervista la Presidente della Camera dei Deputati: questo è quello che vuole lei, che lei ritiene prioritario, insieme ad un gruppo di potere eterogeneo che si è formato SENZA LA VOLONTA' DEMOCRATICA DI UN VOTO POPOLARE.
Sono idee imposte dall'alto, che nascono da compromessi fra i vari poteri politici in gioco, tenuti su da alleanze di LORO UNICO INTERESSE, fragili e per questo più esposte ai compromessi: tu mi dai questo ed io ti faccio approvare quest'altro.
La gente che non ha avuto la possibilità di scegliere cosa fare nella vita come la signora Laura Boldrini, che non ha potuto viaggiare, fare le proprie esperienze, studiare serenamente all'Università, ma ha dovuto arrabattarsi dietro affanni della vita per sopravvivere economicamente, che ha dovuto dedicare il suo tempo a familiari per la cui assistenza non esiste alcun aiuto dallo Stato Italiano, non ritiene prioritario ciò che lei mette in calendario:
"Il mio compito è redigere un programma trimestrale e il calendario del mese, ovviamente tenendo conto delle richieste prioritarie dei gruppi, dell'equilibrio tra maggioranza e opposizione, della presenza dei decreti legge che, in nome dell'urgenza, hanno la priorità."
Per chi vorrebbe votare per ripristinare la realtà della vita degli Italiani non è prioritario il disegno di legge sullo "Ius soli". Non dobbiamo popolare l'Italia che già ha un'alta densità umana per kmq..
"Se non si vuole deludere l'opinione pubblica un provvedimento come questo, che è una necessità, può essere ancora portato a casa. Per lo ius soli sarebbe davvero grave che il Parlamento non prendesse atto di come è cambiato il Paese".
Quale Paese? Quello ipocrita della "intellighenzia" di sinistra che con sufficienza dice di accogliere gli africani che arrivano sui barconi, basta però che non li distribuiscano nel comune di Capalbio dove molti di loro hanno il "buen retiro" di pensatori?
Esiste già un'ottima legge per chiedere la cittadinanza italiana, una legge che non la concede a cani e porci, come sarebbe con la legge sullo "Ius soli", svenduta a chiunque, ma che prevede non solo il nascere sul suolo italiano ma anche il crescervi fino alla maggiore età, poi la richiesta di averla che dimostri una volontà espressa. Oppure, anche senza essere nati su questo suolo italico, lavorarvi per almeno dieci anni contribuendo con le proprie tasse al sostentamento del Paese, indi chiedere di diventare cittadino italiano con una domanda che esprime una precisa volontà.
Invece una corrente di pensiero, che Boldrini e sodali dicono essere la volontà del Paese, dice che "gli Italiani non aspettano altro che dare la cittadinanza italiana ai tanti neonati nigeriani, senegalesi, marocchini, tunisini, somali, sudanesi ecc. ecc. che provvide donne, imbarcate sui barconi dopo aver pagato il passaggio fidando sulle navi che poi avrebbero fatto da staffetta fino alle nostre coste, hanno pensato bene di generare in terra africana arrivando qui già con il pancione bello gonfio.
Questo linguaggio, che farebbe storcere l'aristocratico naso a Laura Boldrini, è crudo e spoglio come la realtà dei fatti che l'ipocrisia di chi pretende di rappresentarci  vorrebbe idealistica e nobile.
L'Italia ha pagato un prezzo altissimo ad altre correnti di pensiero che pretendevano di parlare a nome di tutti gli Italiani, tanto da far dire agli allora alleati germanici che in Italia "erano tutti fascisti". Non era vero affatto. Gli Italiani hanno subito, allora come adesso. Giacché per farli ribellare gli devi proprio togliere tutto. Finché hanno un minimo di tranquillità esistenziale tirano avanti, in mezzo a mugugni, critiche e disincanti, ma vanno avanti.
Sapranno votare quando Lady Boldrini e compagni ce lo permetteranno di nuovo "democraticamente", bontà loro? 
Se daranno forza a chi ritiene prioritario il "reato di tortura", come se ci fosse ancora in piedi Via Tasso a Roma, votino ancora per Boldrini e compagni. In attesa io vorrei invece che si desse alle Forze dell'Ordine la possibilità di fare serenamente il loro lavoro, unico baluardo per chi non ha la scorta e le auto blù, pagate dai contribuenti, come Boldrini.
Il resto delle leggi citate e calendarizzate da Boldrini sono sovrastrutture a leggi già esistenti che, se correttamente applicate da una magistratura deludente ed ondivaga, sarebbero più che sufficienti per punire: 
chi discrimina e offende senza ragione alcuna un altro essere umano, senza dover ricorrere alla parola limitante che è omofobia; 
chi attua gesti di prepotenza e sopraffazione con vari mezzi, compresa la rete, senza ricorrere alla parola alla moda del momento "cyberbullismo".
E che dire delle leggi che, secondo questa donna che occupa la Terza Carica dello Stato, "il popolo aspetta ansiosamente", come l'ex Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi diceva ugualmente della Legge sul falso di bilancio, tipo aggiungere il cognome della madre a quello del padre, in modo che finiremo come certi nomi dei nobili spagnoli lunghi due righe di scrittura! Oppure "l'uso terapeutico della cannabis" !!
Qualsiasi sostanza, alcool o marijuana, psicofarmaci e pasticche varie fino alle droghe pesanti, altera la mente e la prova è nella cronaca nera, negli incidenti stradali in cui qualcuno paga per la libertà di qualcun altro di assumere sostanze.
In tutte queste norme liberiste e garantiste per chi si comporta peggio non si tiene in alcun conto di chi invece rispetta le regole e non desidera alterare le proprie facoltà mentali con niente, tantomeno giustificando tale pratica prima con "la modica quantità per uso personale" ed ora con l'ipocrita "uso terapeutico". Secondo Boldrini con queste leggi così prioritarie si lascerebbe "una buona eredità" al Paese, giacché questi provvedimenti  "sono attesi dall'opinione pubblica e sarebbe malaugurato deludere le aspettative".
Ma quale opinione pubblica? Non certo la mia e quella di tanta gente, la più svariata per cultura e stato sociale, con cui mi capita di parlare!
Per questo l'altera ma gentile signora auspica di restare ancora sulla sua comoda poltrona e che tutti i deputati e senatori, eletti con una legge dichiarata incostituzionale dalla Consulta, rimangano al loro posto fino a maturare la pensione, sempre sostanziosa, in modo da lasciarci queste insostituibili leggi che cambieranno il Paese, in degradata discesa, sicuramente in meglio!

Da: IMOLA OGGI  

La figlia della Boldrini scortata da poliziotti “belli”. E’ polemica

Laura Boldrini con la figlia Anastasia
Un vero e proprio giallo sta coinvolgendo la famiglia della presidente della Camera, Laura Boldrini. Dopo che sul sito del settimanale “l’Espresso” era stato pubblicato un articolo dal titolo: “La famiglia Boldrini è sotto scorta. E i poliziotti sono di bell’aspetto”, si era subito scatenato il prevedibile tam tam, con relativa diffusione su tutti i social network.
Poi l’inizio del mistero e dei veleni. Come mai è scomparso quel pezzo? Chi è stato a prendere la decisione? Chi l’ha voluta? Errore o censura? Purtroppo non si è ancora venuti a capo del giallo.
In realtà l’articolo non è scomparso ed è ancora reperibile qui, nella cache di google
http://webcache.googleusercontent.com
L'articolo pubblicato dal settimanale "L'Espresso", ancora trovabile sul web alla data di questo articolo di IMOLA OGGI.it 12 aprile 2014: alla data del presente post al link pubblicato da IMOLA OGGI.it non è più trovabile e neppure nell'Archivio di espresso.repubblica.it/archivio
Potenza del potere!

Secondo quanto riportava l’Espresso, Anastasia, la figlia della Boldrini – che studia e lavora a Londra – quando viene in italia è scortata da poliziotti “giovani e di bell’aspetto”. Il motivo? Semplice, per non dare nell’occhio rispetto a colleghi più anziani che avrebbero destato curiosità in compagnia di una giovane. Ma a questo punto la polemica si è fatta ancora più rovente. Non solo perchè l’articolo non si trova più
Intanto il Dipartimento della Pubblica Sicurezza ha precisato che “i dispositivi di scorta e tutela nei confronti di persone esposte a rischio sono disposti in modo autonomo dagli Uffici competenti. In particolare si sottolinea che ogni azione a tutela del soggetto interessato non è sottoposta all’approvazione dello stesso, considerando le esigenze di sicurezza prioritarie sulla volontà del singolo. Da ultimo si evidenzia che l’individuazione degli operatori preposti ai compiti di tutela e sicurezza, dipende dall’Ispettorato di P.S. Viminale ed avviene esclusivamente in base a criteri di professionalità e competenza”.

giovedì 1 giugno 2017

Addio piccola grande Ayse

 Ayse Deniz Karacagil, 24 anni


Nelle foto sorride sempre: è bella, giovane, innocente, coraggiosa: una eroina. Perché è eroico combattere contro l'ingiustizia che tutto corrompe. Lei era pura e combatteva. Purtroppo è morta, ma combattendo con i curdi e contro il Daesh, quindi per una causa giusta. 
Era stata condannata a oltre 100 anni di carcere per le proteste legate a Gezi Park, a Istanbul: nel suo Paese.
E' morta a Raqqa.

La Morte ci coglie dove vuole e come vuole..

Da: Roma Today
Serenella Bini trovata morta: la 71enne cadavere a Fiano Romano

Fiano Romano, Serenella Bini trovata morta vicino all'autostrada

Serenella Bini, sparita lo scorso 22 maggio, è stata ritrovata priva di vita in località Scorano. Sul corpo non sono presenti segni di violenza


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Una notizia triste che ho appreso da "Chi l'ha visto" ieri sera. Mi ha colpito perchè era una bella signora della mia stessa età.
Da quanto ricostruito con il solito rigore, tipico di questa benemerita ed insostituibile trasmissione, l'ultimo contatto telefonico che la signora ha avuto con una sua amica, che l'aveva chiamata al cellulare, era presso la fermata della Metro Cornelia. L'amica ha riferito che l'ha sentita come distratta, le rispondeva come se la sua testa fosse altrove. Dopo di che il silenzio, ella non rispondeva neppure allo squillo del cellulare. Una donna che passava in auto l'ha vista camminare lungo la strada dove non avrebbe dovuto essere e la sera, al buio, l'ha vista un uomo, il quale è stato così civile da tornare indietro, fermarsi e chiederle se aveva bisogno di qualcosa, se voleva telefonare a qualcuno, ma la signora non gli ha risposto e l'ha guardato solo con gli occhi sbarrati. L'uomo, esempio di purtroppo rara civiltà, ha chiamato allora il 112 avvertendo che una signora anziana, forse in difficoltà, camminava da sola al buio sul ciglio della strada, dando indicazione del luogo esatto. Pare che i Carabinieri competenti per territorio gli abbiano risposto che si sarebbero subito recati sul posto e l'uomo si è tranquillizzato. Invece da quel giorno, il 22 maggio, la signora è stata ritrovata solo il 31 e non più in vita. 
Fino a quel giorno Serenella Bini era stata una signora sana ed autonoma, tanto da trasferirsi a Fiano, lasciando la casa di Casal Lumbroso a Roma, per stare vicino alla casa di riposo dove viveva sua madre 98enne. Aveva delle amiche nel quartiere dove aveva vissuto e  ci tornava spesso: anche quel 22 maggio. Stava ritornando a Fiano con i mezzi pubblici facendo un percorso che aveva fatto tante volte. Dunque cosa può esserle accaduto?
Dalle testimonianze raccolte si possono solo fare delle ipotesi che l'autopsia confermerà o smentirà. La mia ipotesi è che la signora abbia avuto un inizio di emorragia cerebrale che le ha creato dei problemi neurologici da spaesamento, dunque ha sbagliato autobus, o è scesa alla fermata sbagliata, e si è messa in cammino senza riuscire neppure a chiedere aiuto. In questa mia ipotesi ci sta il fatto che non rispondeva al cellulare e non ha risposto all'uomo che civilmente si è interessato di una signora anziana che camminava sola al buio sul ciglio di una strada fuori città.
Alla fine l'emorragia si è espansa e la signora è caduta.
Ci fu un episodio che mi colpì, sempre su "Chi l'ha visto": un signore era sparito dopo essere andato a pescare a Fiumicino. Altri pescatori sullo stesso molo riferirono che se ne era andato presto perché aveva un forte mal di testa. Si era allontanato in auto guidando verso casa. Per un anno intero non si trovò né lui né la sua auto: casualmente qualcuno, facendo pulizia nella macchia della tenuta Presidenziale, quasi al limite del confine con la strada che lui avrebbe dovuto percorrere per tornare a casa, trovò l'auto con lui dentro morto. Si ricostruì che l'emorragia in atto, che aveva causato il mal di testa feroce, l'aveva ucciso mentre cercava di tornare a casa, l'auto senza controllo aveva piegato la recinzione che delimitava la tenuta dalla strada e, continuando il suo percorso, si era infilata nella macchia i cui cespugli l'avevano tenuta nascosta alla vista per un anno. Chissà chi avrà ritirato su la rete e i pali che la sostenevano pensando di fare una cosa giusta, senza sapere che quello poteva essere un indizio per chi lo ha cercato disperatamente su e giù lungo il percorso che lui avrebbe dovuto fare sulla strada di ritorno a casa.
Rita Coltellese *** Scrivere: Roberto Straccia e gli altri

Ha ucciso la madre

Da: TGCOM 24

Catania, vedova uccisa al cimitero: arrestato figlio dopo tre anni di indagini

Il movente sarebbe da ricondurre a dissidi familiari. A incastrarlo il suo Dna, trovato sulle tracce biologiche rilevate sul luogo del delitto

Svolta nelle indagini sull'uccisione di Maria Concetta Velardi, 59 anni, uccisa il 7 gennaio del 2014 nel cimitero di Catania, dove si era recata per una visita alla tomba di famiglia: la polizia di Stato ha arrestato il figlio, il 44enne Angelo Fabio Matà, per omicidio aggravato. Il movente sarebbe da ricondurre a dissidi familiari. A incastrarlo il suo Dna, trovato sulle tracce biologiche rilevate sul luogo del delitto.
La donna fu trovata uccisa, con la testa fracassata da un grosso masso di pietra lavica, non distante dalla cappella di famiglia. A denunciare il ritrovamento fu proprio il figlio, sottufficiale della Marina militare, che spostò la grossa pietra, sporcandosi le mani di sangue e chiese aiuto a un custode che ha avvisò la polizia. Agli investigatori disse che intorno alle 17 era andato a prendere un caffé al bar e che quando era tornato aveva trovato la madre senza vita.

Il movente della rapina venne subito escluso, poiché la donna aveva indosso una collana e un suo bracciale fu trovato vicino al masso. Le indagini si indirizzarono così anche sul figlio, che fu indagato assieme ad altre quattro persone, poi uscite dall'inchiesta: due presunti "spasimanti" della vedova e una coppia di romeni che frequentava il cimitero.

Matà, tramite i suoi difensori, aveva esposto la tesi che al delitto avesse partecipato una donna e che ad assassinare la madre fossero stati in due. Aveva per questo chiesto la riesumazione della salma per verifiche su ferite alla schiena della vittima per verificare se fossero state provocate da unghiate. La richiesta è stata però rigettata dal Tribunale.

Ora, dopo tre anni di indagini, gli investigatori ritengono di avere "univoci e concordanti indizi di colpevolezza nei confronti del figlio della vittima".

Dal sito della trasmissione "Chi l'ha visto?"
Catania, 31/5/2017 - Clamorosa svolta nelle indagini sull'omicidio di Maria Concetta Velardi, 59 anni, uccisa il 7 gennaio del 2014 nel cimitero di Catania. Su ordine del gip la polizia ha arrestato il figlio Angelo Fabio Matà per omicidio aggravato. Il suo Dna sulle tracce biologiche rilevate sul luogo del delitto. Il movente sarebbe da ricondurre a dissidi familiari. Secondo la ricostruzione della Polizia di Stato l'omicidio è stato commesso tra le 15:30 e le 15:45 quando il figlio si sarebbe trovato al cimitero, dove testimoni hanno sentito le urla di una lite. Prima tornare e 'scoprire' il corpo della madre, per crearsi un alibi Matà sarebbe passato con l'auto da un meccanico e poi in un bar, portando con sé il cellulare della donna. Sul suo cellulare, passato a una donna per chiamare il 118, ci sarebbe stato del sangue. La Polizia Scientifica di Palermo e Catania ha inoltre accertato che Maria Concetta Velardi avrebbe graffiato il figlio con la mano destra: suo il Dna rilevato sul materiale genetico sotto due unghie della mano destra della vittima. Sangue misto a quello della madre è stato trovato sugli abiti e sullo sportello dell'auto di Matà. Mentre sono stati attribuiti a un trascinamento i segni sul dorso della vedova. Un centinaio di oggetti hanno collocato solo madre e figlio vicino alla cappella di famiglia, così come le due grosse pietre usate per uccidere la donna, del peso di 23 e 18 kg. Tracce di sangue della donna anche sulla portiera posteriore destra dell'auto del figlio.




Essendo fin dall'inizio una spettatrice della trasmissione "Chi l'ha visto" non mi meraviglio più dell'accento sincero con cui gli assassini mentono.
Gli addetti delle Forze dell'Ordine, i magistrati inquirenti, lo sanno bene, ma i cittadini qualsiasi come me possono fare questa scioccante esperienza solo vedendo i filmati in cui gli assassini parlano guardando dritto negli occhi chi li intervista su una persona scomparsa, che si scoprirà poi essere stata uccisa o, come in questo caso, quando già si sa che è stata uccisa ma non si sa ancora da chi. 
Mentono recitando meglio del più abile degli attori, dunque si scopre di quanto sia capace l'essere umano in fatto di menzogna e di finzione, pur di coprire la proprie malefatte.
In questo caso per dire a quest'uomo assassino bisogna aspettare i tre gradi di giudizio, ma certo il suo DNA sotto le unghie della madre, il suo sangue frammisto a quello di lei, e tutte le prove elencate purtroppo non lasciano molti dubbi.
Questa povera, graziosa signora, ha avuto una sfortuna enorme: ha perso il marito presto, ha perso un figlio per un tumore, e l'unico che le era rimasto l'ha uccisa.
Ora solo chi la conosceva può dire se magari era una madre che sbagliava ingerendo nella vita affettiva di suo figlio, ma anche se fosse appartenuta a quel genere di madri, dato che purtroppo ce ne sono tante, è stata sfortunata, perché arrivare ad uccidere è uno scalino sanguinoso che anche i figli più vessati non arrivano a scendere.
Leggendo all'epoca di questa tragica vicenda avevo trovato anomalo che la donna si recasse ogni giorno al cimitero e passasse il suo tempo dentro la tomba in muto colloquio con il marito e il figlio morti. Ma poteva essere spiegabile con il fatto che quel doppio dolore le aveva tolto ogni voglia di vivere e solo lì si sentiva bene, vicino a loro.
Quello che invece ho trovato ancora più anomalo era che il figlio, ormai ultraquarantenne, l'accompagnasse ogni giorno.
Costui è un sottufficiale della Marina Militare, un uomo che si era separato dalla moglie e che era tornato a vivere con la madre. Dunque una persona che aveva fallito la sua unione e che non si era emancipato dal rapporto con la figura materna, e che forse aveva da essa una dipendenza psicologica patologica.
Come tutti i cimiteri di ogni città ci sono sempre mezzi pubblici per raggiungerli, un servizio ovvio e doveroso per i cittadini sprovvisti di patente di guida che vogliono visitare i propri cari scomparsi.
Quest'uomo invece, pur lavorando, ogni giorno accompagnava la madre al cimitero in un ossessivo e triste rito. Ha detto che abitualmente, mentre lei era dentro la cappella, lui andava in un bar dei dintorni a prenderle il caffè che le portava con un bicchierino chiuso da asporto: attenzioni altrettanto esagerate ed anomale.
Sicuramente nel processo verrà esplorata anche la psicologia del profondo di quest'uomo che, a oltre quarantanni, era così dipendente dalla figura di una madre dolente per affetti che non aveva più e che lui sentiva di non riuscire a compensare.
Maria Concetta Velardi la donna uccisa 
Le indagini:
Da: LiveSiciliaCatania.it  

La "messinscena" del figlio 
dopo l'omicidio della madre 

di 

L'omicidio di Maria Concetta Velardi al cimitero: la ricostruzione degli investigatori.

CATANIA - Le tracce del dna di Fabio Matà trovate su due delle unghie della madre Maria Concetta Velardi, uccisa a colpi di pietra il 7 gennaio 2014 al cimitero di Catania, sono una delle prove chiave che hanno portato all'arresto del militare con l'accusa di omicidio. Le indagini della Squadra Mobile sono state meticolose, certosine e articolate. Fondamentali per l'inchiesta gli esami della Polizia Scientifica su una miriade di reperti trovati sulla scena del crimine e anche sulle tracce biologiche rivenute sul vialetto del camposanto di Catania in cui la vedova ha trovato la morte. Per la polizia il figlio della Velardi dopo l'omicidio ha organizzato e strutturato una messinscena tale da costruirsi un alibi. Che però è risultato troppo debole.

TRAMORTITA, TRASCINATA E UCCISA - Gli investigatori della sezione Omicidi della Squadra Mobile trovano Maria Concetta Velardi riversa supina sull'asfalto in una stradina delimitata da alcune cappelle, accanto al capo due grossi massi di pietra lavica. "Si tratta di pietre di 23 e 18 chili", spiega Antonio Salvago, dirigente della Mobile ai cronisti. "Per questo - spiega - abbiamo immediatamente capito che l'assassino doveva essere un uomo di una certa consistenza fisica, che doveva essere capace di caricare questo tipo di peso". Le prime attività tecniche fanno capire ai poliziotti che la vedova era prima stata tramortita con una pietra più piccola e poi trascinata fino al vicolo dove poi le hanno fracassato la testa e il torace. Vano il tentativo della donna di parare i colpi: dall'autopsia è emerso che aveva diverse fratture al braccio con cui, forse d'istinto, si era riparata. Dall'esame del medico legale Giuseppe Ragazzi emerge un altro dato inquietante: Maria Concetta è morta dopo un'agonia di almeno 45 minuti.

L'ORA DEL DECESSO E LA MESSINSCENA DEL FIGLIO.  L'autopsia fissa l'orario del decesso tra le 15.30 e le 15.45. "In quel lasso di tempo abbiamo elementi che provano che Fabio Matà era all'interno del cimitero", spiega ancora Antonio Salvago. E' questo il primo dato che smonta le dichiarazioni dell'arrestato, che appena sentito racconta di essersi allontanato intorno alle 17 per andare al bar a prendere il caffè e dopo il suo ritorno ha fatto la macabra scoperta. Ma i controlli incrociati delle celle dimostrano che il figlio della Velardi non è andato solo al bar, salutando i clienti in maniera "insolita", ma anche dal meccanico. Una stranezza, questa, visto che non vi è mai stata una chiamata all'officina per segnalare magari un guasto all'autovettura. Inoltre Matà si porta dietro il cellulare della madre. "Un altro fatto anomalo, perché lui era solito chiamare spesso la madre quando si trovava al cimitero. E inoltre era solito non lasciarla mai da sola. Caso vuole - afferma il capo della Mobile - che quel giorno si comporta in modo diverso rispetto alle sue abitudini".

LA CHIAMATA AL 118. Non è stato Fabio Matà ad allertare le forze dell'ordine. E nemmeno il custode del cimitero, come era emerso da una prima ricostruzione dell'omicidio. A chiamare il 118 è una signora che usa il telefono di Matà. "C'è una donna riversa piena di sangue", dice la donna mentre in sottofondo si sentono le urla disperate dell'uomo, oggi finito in manette. Il militare, sentito dagli inquirenti, ha raccontato che dopo la telefonata e dopo aver provato a spostare le pietre per rianimare la madre prende la macchina per cercare il custode e chiedere aiuto. Ma all'interno dell'auto non è stata trovata una sola goccia di sangue, ma la donna che ha telefonato per chiedere i soccorsi racconta di un cellulare intriso di sangue. Ancora contraddizioni.

GLI INDIZI E IL DNA. Non solo le pietre sono state analizzate ai laboratori della Scientifica, ma anche le tracce biologiche, i recipienti per innaffiare i fiori, il materiale trovato sulla tomba e anche sulla macchina di Matà. "Sulla portiera posteriore destra abbiamo trovato una piccola macchia di sangue - dice Salvago - dalle analisi della Scientifica è stato scoperto che si tratta di Dna di Matà misto a sostanza ematica della madre". Per gli inquirenti potrebbe essere materiale biologico provocato da un graffio della vittima o da una ferita procuratosi con lo sfregamento delle pietre. "Da tutti i reperti analizzati sono stati riscontrate tracce di Dna della vittima e del figlio, di nessun altro", spiega Alessandro Drago della Polizia Scientifica. "Su due delle unghie della mano destra della Velardi, infine, abbiamo trovato il dna di Fabio Matà", aggiunge ancora Drago. E, come detto, sarebbe questo uno degli indizi schiaccianti. Quel ciuffetto di capelli trovato sulle mani della vittima? Prova secondo la difesa cruciale per l'inchiesta. I test della scientifica hanno determinato che si trattava dei capelli della stessa vittima. Ma non è il solo indizio che sbaraglia l'intera ricostruzione dei consulenti ingaggiati da Fabio Matà. I graffi sulla schiena della Velardi non sarebbero altro - secondo la Mobile - che i segni del trascinamento del corpo verso il viottolo del camposanto.

LE URLA. Una donna quel pomeriggio ha sentito delle urla. Lo ha raccontato agli inquirenti che per non lasciare aloni nella ricostruzione hanno svolto un'attività di estrema precisione. "Abbiamo analizzato frame dopo frame anche le immagini di video sorveglianza", racconta Montemagno della sezione Omicidi. I poliziotti e la Scientifica sono andati a ritroso, guadando i filmati, per riscontrare i racconti della testimone e verificare se ci fosse compatibilità con l'orario del decesso emerso dall'autopsia. Le attività tecnico-scientifiche hanno portato a un risultato positivo. Per gli inquirenti quindi tra madre e figlio sarebbe scoppiata una lite, degenerata poi nel tragico delitto. A sentire le urla inoltre non è stata solo una donna, ma in totale tre persone.

IL MOVENTE. "Fabio Matà covava del rancore nei confronti della madre perché rappresentava un ostacolo per i suoi progetti di vita personale". Non scende nel dettaglio Antonio Salvago quando spiega ai cronisti il movente che avrebbe portato l'indagato a uccidere Maria Concetta Velardi. "Dissidi personali", aggiunge. Il militare di Maristaeli tra poche settimane si sarebbe sposato con la fidanzata che lo ha affiancato in ogni conferenza stampa e in ogni sopralluogo. Questa mattina i poliziotti sono andati nella casa di San Giovanni Galermo dove viveva con la madre e lo hanno arrestato. Tre anni dopo l'omicidio.






lunedì 29 maggio 2017

Coppie celebri

A margine, ma non tanto, del G7 2017, si è scatenato il gossip su due coppie in particolare: Donald Trump e la sua terza moglie Melania, naturalizzata statunitense ma slovena di nascita e formazione, essendo emigrata negli USA solo da adulta per il suo lavoro di modella in campo internazionale, e la coppia Brigitte Trogneux ed Emmanuel Macron.
La caratteristica che accomuna queste due coppie è la differenza di età fra i coniugi: 24 anni fra Donald e Melania, 24 anni fra Emmanuel e Brigitte.
Ma mentre i tanti anni che Donald ha più di Melania non fanno scandalo ma vengono ritenuti più o meno normali, gli anni di differenza nella coppia Emmanuel e Brigitte suscitano sconcerto e critiche feroci, giacché ad averne di più è la donna.
Sicuramente è più inusuale, ma il motivo profondo delle critiche nasce dal concetto del fascino femminile, sempre legato alla fisicità e poco all'intelletto e alla personalità.
Dunque, nonostante le innumerevoli foto, prese in momenti diversi, che mostrano una coppia innamorata i cui gesti fanno intuire un'intesa totale e profonda, le malignità si sprecano.
Eppure non ci sono appigli di interesse: Emmanuel è figlio di due medici così ben messi da poter mandare il figlio in scuole prestigiose, prima nel liceo retto da gesuiti di Amiens, dove ha conosciuto la sua amata professoressa, poi nel liceo parigino ancora più prestigioso dove i suoi genitori lo mandarono a finire il liceo sperando di staccarlo dall'infatuazione per la sua insegnante.
Brigitte è una donna appartenente alla ricca borghesia imprenditoriale di Amiens. Dunque sicuramente il legame fra i due si regge su una fortissima intesa mentale e la sessualità, soprattutto fra le persone più evolute, parte dal cervello, l'organo sessuale sicuramente più eccitante di qualsiasi altra parte del corpo.
Certo Brigitte è molto carina, fine e chic, porta benissimo i suoi anni, è più accettabile di certe 40-cinquantenni sformate e piene di cellulite e non è vero, come qualche maligno ha insinuato, che ha fatto ritocchi al botulino, in quanto il suo viso mostra un'espressività che il botulino paralizza distendendo i muscoli facciali, però ha le sue rughe.


Comunque non è che fosse una bellezza neppure da giovane, come mostrano foto dell'epoca in cui era l'insegnante del suo futuro secondo marito.
Forse l'unica cosa che si nota sono i due incisivi dell'arcata superiore che ha fatto un poco aggiustare...
Ed ecco il bel Macron adolescente e la sua insegnante



Ancora un'immagine della coppia quando erano insegnante e discente.

Quello che, invece, personalmente mi riesce difficile capire è la scelta di lei, di Brigitte, non per l'età, qualora libera e sola di disporre di sé stessa, ma perché sposata e madre di ben tre figli. Questo scoglio non riesco psicologicamente a capire come possa averlo superato, per quanto travolgente fosse la corte di Emmanuel.
Troppi tabù, costituiti da sensi di colpa, mi avrebbero ostacolato, verso il marito e verso i tre figli. Il ferire i sentimenti degli altri per me sarebbe stato un ostacolo insormontabile.
Non lo è stato per questa donna che ha superato tutto, anche le critiche della sua famiglia di origine, fratelli e genitori, per non parlare della gente di Amiens. Ed eccola lì, vincitrice su tutti: circondata dall'affetto dei figli, dei sette nipotini e dall'amore del bell'Emmanuel Presidente della Repubblica di Francia.  
Brigitte in una foto fatta probabilmente a Scuola

domenica 28 maggio 2017

Stranezze de Il Fatto Quotidiano

Continuano le stranezze sul sito on-line del Fatto. Sotto un articolo dello scrittore Saviano che titola così:

Saviano: “Il patto Renzi-B. è nei fatti, ormai il Pd fa leggi di destra”

ho commentato dopo aver fatto la registrazione tramite facebook, ma non accetta il commento "perché anonimo"

Rita ColtelleseImpostazioni | Disconnetti
5 commenti

Non sono permessi commenti anonimi

?????

Ma se loro stessi mettono automaticamente il mio nome? 
Questo il commento:

Non comprendo questi interventi continui di questo scrittore che ha scritto sulla Camorra, e va bene, sul traffico di droga, e va bene... Ma cos'è? Per questo è diventato un oracolo? Un guru che tutti vanno a consultare? Chiamato in televisione dai vari Fazio.. De Filippi.. Fazio che però ha ospitato anche l'ex-capo di Lotta Continua, nonché, sancito da vari processi, mandante dell'assassinio del Commissario Calabresi. Non capisco, davvero non capisco certi miti creati dai media.


sabato 27 maggio 2017

Immobili abusivi: Demolizioni e intasamento dei Tribunali

DA: STUDIO CATALDI

Abusi edilizi: arriva il "condono"

Il Ddl in via di approvazione detta dei criteri di priorità per l'esecuzione delle demolizioni che, nei fatti, lascia illesi molti immobili
immobili abusivi
di Valeria Zeppilli – Dopo il passaggio in Senato, il Ddl sugli immobili abusivi (qui sotto allegato) ha subito alcune piccole modifiche che lo "rispediscono" alla Camera. Resta fermo il fatto che con esso si introduce una sorta di condono (sebbene tecnicamente non se ne possa parlare) per gli immobili abusivi adibiti a casa di abitazione.

Le priorità per le demolizioni

Il disegno di legge, infatti, fissa dei criteri di priorità da seguire per l'esecuzione delle demolizioni e la cui valutazione è affidata al pubblico ministero.
In particolare, nel determinare quali immobili demolire, il PM dovrà valutare innanzitutto se ci sono e quali sono gli immobili di rilevante impatto ambientale o costruiti su area demaniale o su area soggetta a vincolo ambientale e paesaggistico, sismico, idrogeologico, archeologico o storico artistico. Dovrà valutare, poi, se ci sono e quali sono gli immobili che, per qualsiasi motivo, rappresentano un pericolo per la pubblica o privata incolumità e gli immobili che sono nella disponibilità di soggetti che o hanno subito una condanna per i reati di associazione mafiosa o sono stati colpiti da misure prevenzione.
Tra questi, andranno demoliti prima gli immobili che non sono ancora stati ultimati (sia che siano in corso di costruzione, sia che i lavori siano fermi) e dopo tutti gli altri.
Gli immobili che non rientrano in tali categorie vengono lasciati dopo e nei fatti, verosimilmente, resteranno molto spesso "illesi".

Il ruolo del Prefetto

Gli ordini di demolizione, concretamente, saranno affidati al Prefetto, che si occuperà anche di disporre la rimozione delle macerie e gli interventi a tutela della pubblica incolumità.
Ad occuparsi dei lavori saranno delle imprese giudicate tecnicamente e finanziariamente idonee, anche a seguito di affidamento a trattativa privata ove ne sussistano i presupposti.
Al Prefetto viene poi concessa la possibilità di avvalersi anche delle strutture tecnico-operative del Ministero della difesa, per il tramite dei provveditorati alle opere pubbliche e previa convenzione stipulata tra il Ministero della difesa e il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

Fondo per le demolizioni

Alle demolizioni sarà dedicato un apposito fondo, per il quale si attende un apposito decreto attuativo affidato al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, che dovrà emanarlo di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, con il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo e con il Ministro dell'economia e delle finanze.
Esso servirà a finanziare i Comuni per l'integrazione delle risorse che si rendono necessarie per gli interventi di demolizione delle opere abusive.

Banca dati sull'abusivismo edilizio

Il Ddl prevede, poi, l'istituzione di una Banca dati nazionale sull'abusivismo edilizio presso il Ministero delle infrastrutture. Essa sarà alimentata dagli enti, dalle amministrazioni e dagli altri organi competenti a qualsiasi titolo in materia di abusivismo, i quali dovranno condividere e trasmettere tutte le informazioni relative agli illeciti e ai provvedimenti che sono stati emessi in materia.
Ddl immobili abusivi 
Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara                                                     



Il Decreto non è stato ancora approvato, dunque non sono da considerarsi definitive le sue scelte, si possono solo fare delle riflessioni ed io ne faccio prendendo a campione uno dei territori più devastati dall'abusivismo edilizio, almeno dal 1979, anno in cui ho comperato la mia villetta di Rocca Priora in provincia di Roma, acquistata da costruttore in una piccola lottizzazione approvata dal Comune di Rocca Priora, tanto è vero che ho preteso ed ottenuto dalla Soc. CESI, venditrice, il certificato di abitabilità rilasciato dal Comune, con tanto di timbro anche dell'Ufficiale Sanitario per la messa a norma della fossa biologica.
Poi qualche tempo dopo mi suona al cancello un distinto e compito signore dichiarando di essere un tecnico del catasto che gira per la lottizzazione per completare la pratica, avviata dalla Ditta costruttrice, di richiesta di accatastamento. Sono molto contenta dato che la ricevuta di tale richiesta era allegata al rogito e dunque la mia casa verrà accatastata. Il signore mi mostra il tesserino su mia richiesta ed io lo faccio accomodare in casa. Con tono un po' avvilito l'onesto tecnico mi dice che già è stato in altre villette della lottizzazione e che "gli tremano i polsi". Non capisco e chiedo il perché, mi spiega: "Signora qui per costruire c'era bisogno della preventiva approvazione delle Belle Arti, perché c'è il vincolo paesaggistico. I disegni depositati alle Belle Arti sono diversi da quelli depositati in Comune. Questo vuol dire che l'Ufficio Tecnico del Comune, per avere l'approvazione delle Belle Arti, ha mandato ad esse un disegno diverso, fraudolentemente ne ha ottenuto il consenso, ma al posto della sua camera da letto con balcone nei disegni mandati alle Belle Arti c'è una terrazza con fioriera." 
Così tutti i proprietari delle dodici villette, io compresa, capirono che, quello che diceva in dialetto l'operaio rimasto a custodia dell'ultima villetta rimasta invenduta, era vero: "Qua pe' queste case il Sindaco e l'Ingegnere della Commissione Edilizia se so' presi tre giorni de' galera!"  E sono pure pochi, penso io, per l'inganno e i fastidi che ne sono seguiti. Io, come gli altri, dovemmo sanare un abuso edilizio di cui non eravamo autori ma vittime! 
La legge dovrebbe rifarsi sugli autori dell'abuso e non sulle vittime.
Ora, da qualche anno, sembra che nei rogiti sia stato messo il veto a farli se l'immobile presenta anche un minimo abuso edilizio, pena la nullità dell'atto e la perdita del sigillo notarile per il notaio. Ma sembra che ci siano notai che accettano di farlo omettendo di citare nell'atto le parti costruite o aggiunte in abuso. Lo fanno sperando nella mancanza di controlli o denunce sul loro operato.
Ora, se questo decreto rimane come è, Rocca Priora e le case che in questi anni ho visto venir su come funghi dopo la pioggia, qualora non sanate con i condoni del 1985 e 1994, resteranno per sempre non sanabili dato che il Ddl in approvazione recita che sono esclusi da ogni possibilità gli immobili: "costruiti su area soggetta a vincolo ambientale e paesaggistico, sismico,", e il territorio di questo Comune, da mia diretta esperienza, è sottoposto a vincolo ambientale e, come si è visto per i recenti terremoti del Centro Italia, ma anche prima, è anche territorio sismico.