lunedì 23 marzo 2020

Sapiens con svarioni

Sapiens - Un solo pianeta è un programma televisivo di divulgazione scientifica condotto da Mario Tozzi. Va in onda su Rai 3 il sabato in prima serata dal 16 marzo 2019. Il conduttore, geologo e primo ricercatore del CNR

Stando confinati in casa è ovvio che si passino più ore davanti alla TV, anche se io cerco di farlo il meno possibile, così insieme a mio marito siamo capitati davanti alla trasmissione di questo Geologo che un tempo girava con picozza per far capire meglio che lo era, ma ora non più.

La TV è così: da spazio a chiunque risponda alla chiamata e più sei narcisista e ti rendi disponibile più ti chiama come ospite per dare la tua opinione anche se sei una nullità come Mughini o Alba Parietti.

Se poi riesci a farti degli amici perché sei un abile tessitore di rapporti che servono, ti chiameranno anche a fare il divulgatore come è accaduto a Tozzi .
Niente di male finché parla della Terra dal punto di vista geologico, è la sua materia, ma ora si è allargato, anzi, l'ignoranza dei Dirigenti RAI gli ha permesso di allargarsi e parla di tutto.
In pochi minuti mio marito, Fisico del CNR in pensione, e persino io che ho solo una buona cultura generale, abbiamo rivelato ben due svarioni.

Tozzi, parlando a raffica e mangiandosi le parole, stava illustrando il generatore elettrostatico di Van de Graaff , quando al posto di Volts ha detto Watt!
Dato che la trasmissione non era in diretta avrebbe potuto rimediare tagliando quel pezzo della registrazione una volta resosi conto dello svarione. Ma se ne è reso conto?
Per capire lo svarione prendiamo la semplice definizione del generatore elettrostatico di Van de Graaff da Wikipedia: 
Il generatore di Van de Graaff è un generatore elettrostatico in grado di accumulare una notevole quantità di carica elettrica in un conduttore, creando tra questo ed un elettrodo di riferimento, solitamente messo a terra, un'altissima tensione (si può arrivare fino a milioni di Volt).
Volt, appunto, non Watt.
Il Volt è l'unità di misura della differenza di potenziale, il Watt è l'unità di misura della potenza.
Non è errore da poco se vuoi fare il divulgatore scientifico, altrimenti divulghi errori, inesattezze, non Scienza.

L'altro svarione c'è stato quando in questa furia divulgatrice Tozzi non si è voluto togliere niente e si è lanciato anche nella famosa formula di Einstein 

peccato che invece di dire massa ha detto materia: due concetti fisici diversi che un Geologo dovrebbe conoscere bene.
Cosa divulga Tozzi così?
Debbo dire che sorridendo ho detto: "Se non sta attento rischia di diventare anche lui "cazzanger"".


Questa trasmissione, condotta da Roberto Giacobbo, ha attirato la satira del simpatico Crozza per la sua roboante inattendibilità scientifica




Roberto Giacobbo
Il comico Crozza e la sua costruzione satirica sulla  ridicola trasmissione Voyager

sabato 21 marzo 2020

1920 influenza "spagnola" 2020 infezione COVID-19

https://www.fanpage.it/attualita/coronavirus-lallarme-di-ilaria-capua-in-lombardia-sta-succedendo-qualcosa-che-non-si-spiega/

L'intervista, il cui link riporto sopra, dice tutto quanto sia possibile dire in questo momento su questa pandemia che sia certo e serio nei suoi dubbi e nelle sue domande.

La Scienziata Ilaria Capua ricorda che l'influenza denominata "spagnola" che nel 1920 fece 50 milioni di morti si diffuse nell'arco di 2 anni.
La differenza con il COVID-19 sta in questo: i mezzi di comunicazione e spostamento rapidi del tempo che viviamo hanno consentito la sua diffusione in poche settimane.

Quanti morti potrà fare?

Mia madre, parlando di persone scomparse, ogni tanto citava che quella tale persona "morì di spagnola". Persone che avevano attraversato il suo tempo: lei era nata nel 1909.
Per me, nata nel 1946, era un tempo remoto, in cui non vi erano le cure di oggi, la Scienza aveva fatto passi avanti...
Invece ha ragione la mia amica dai tempi della scuola, con cui abbiamo attraversato il tempo fino ad oggi, senza interruzione alcuna, Paola, che pur avendo una figlia Biologa che vive nei Laboratori dell'Istituto Superiore di Sanità di cui è dipendente, inveisce contro la Scienza che oggi altro non può fare se non confinare in isolamento le persone, come ai tempi del Boccaccio e del suo Decamerone.
L'ascolto nel suo sconcerto mentre cerco di difendere sua figlia, scienziata, e mio figlio medico...
E alla fine eccoci qua, come ai tempi della "spagnola" che portò via anche una zia materna di mio marito, allora appena 18enne... Di cui mia suocera parlava sempre con immensa tristezza...

All'improvviso siamo stati catapultati in un tempo remoto, in cui tutta la nostra civiltà deve fermarsi in un tempo sospeso, in attesa di vedere se il nemico invisibile ma fortissimo si fermerà nella sua implacabile invasione.

Pur essendo una privilegiata nel mio confinamento in una villa grande e comoda, con un giardino di 2.500 mq. in cui stiamo solo in 2, comincio a sentire una stanchezza psicologica per questa situazione, non tanto per la limitazione personale che vivo, quanto per l'intera situazione del mio Paese, per la gente che muore, per quella che vede andare in rovina le sue economie paralizzata nell'inevitabile isolamento. 
Inoltre ho paura dell'incertezza in cui ci mette questo nemico invisibile perché sento che ancora nessuno ha la soluzione. Il mio figlio medico, esperto nel polmone, dice che il micidiale COVID-19 potrebbe morire insufflando aria molto calda nei polmoni... I suoi colleghi a cui ha espresso la sua idea obiettano che tale aria calda potrebbe danneggiare le ciglia:
Le ciglia, microscopiche proiezioni vibratili simili a capelli presenti sulle cellule che rivestono le vie aeree, costituiscono uno dei meccanismi di difesa del sistema respiratorio. Con il loro movimento, le ciglia sospingono lo strato di muco liquido che ricopre le vie respiratorie.


Lo strato di muco intrappola gli agenti patogeni (microorganismi potenzialmente infettivi) e altre particelle, impedendo loro di raggiungere i polmoni.
Le ciglia vibrano a una frequenza superiore a 1.000 volte al minuto, spingendo verso l’alto il muco che riveste la trachea di circa 0,5-1 cm al minuto. I patogeni e le particelle intrappolati in questo strato mucoso vengono espulsi tramite la tosse o trasportati nella bocca e quindi ingeriti.

macrofagi alveolari, un tipo di globuli bianchi presente sulla superficie degli alveoli, costituiscono un altro meccanismo di difesa dei polmoni. Date le modalità dello scambio gassoso, gli alveoli non sono protetti da muco e ciglia, poiché la densità del muco ostacolerebbe il movimento dell’ossigeno e dell’anidride carbonica. In sostituzione di tali protezioni, i macrofagi alveolari individuano le particelle depositate, vi aderiscono, le fagocitano, uccidendo quelle vive, e le digeriscono. Quando i polmoni sono esposti a serie minacce, possono giungervi ulteriori globuli bianchi dalla circolazione sanguigna, specialmente i granulociti neutrofili, per contribuire alla fagocitosi e all’uccisione dei patogeni. Per esempio, quando un soggetto inspira un’elevata quantità di polvere o lotta contro un’infezione polmonare, vengono prodotti più macrofagi e viene reclutato un numero maggiore di neutrofili.
Non so se l'idea di mio figlio possa essere applicata adattando apparecchiature elettromedicali già esistenti alla bisogna... Non so se le perplessità dei suoi colleghi siano giuste.. E' giusto però che chi è addetto ai lavori come mio figlio si sprema le meningi cercando soluzioni di vario tipo.
Tentativi di cure ai tempi della "spagnola"

lunedì 16 marzo 2020

Cristiana Capotondi in cerca di Mr. Goodbar



Data la carenza di costruzioni televisive italiane godibili speravo in questo "Bella da Morire",  anche per la presenza di Cristiana Capotondi che a me piace molto, sia per l'aspetto sommamente gradevole sia perché è una bravissima attrice.

Ma, come al solito, i bravi attori non sono sufficienti a fare un buon prodotto, ed ecco che già dalla prima puntata cominciano ad apparire incongruenze che sono piccole e meno piccole crepe in questa costruzione.
La prima cosa che mi viene in mente è perché sceneggiati acquistati all'estero (tranne tante troppe "ciofeche" statunitensi) sono costruiti meglio? Spesso mi è capitato di vedere sceneggiati tedeschi, ma anche francesi, ben costruiti, coerenti e realistici in ogni minimo particolare, tanto da renderli credibili e godibili e non, come è capitato anche in questo sceneggiato, con imperdonabili stupidaggini che li rendono dei fumetti senza un minimo di credibilità?
L'ho già scritto per altre critiche che ho fatto su questo blog ad altri sceneggiati italiani, se si scrive di fantasy o di fantascienza stiamo al gioco: puoi scrivere tutte le incongruenze che vuoi, libertà alla fantasia! Ma se scrivi una sceneggiatura per qualcosa che vuole essere inserito nel reale non puoi perderti in vuoti che leghino gli eventi, oppure in ridicole incongruenze... Un buon prodotto si vede proprio dai particolari minimi che sono curati.

Qui abbiamo tre sceneggiatori che dai dati raccolti sul web hanno ricevuto riconoscimenti e premi, dunque mi stupisco ancora di più dei vuoti logici...
Andiamo ai fatti: sparisce una ragazza e chi la conosce bene, la sua famiglia, sa che non può essersi allontanata di sua volontà. Si può capire dunque la volontà del padre che la si cerchi subito perché pensa al peggio.
Quello che non si capisce affatto invece è che l'ispettrice di Polizia Capotondi pensa subito al peggio senza elemento alcuno (poteri paranormali?), ma non solo, decide che se è sparita la ragazza non può che esserlo nel lago dove affaccia la cittadina dove si svolge la vicenda.
Quindi la da immediatamente per morta (la sceneggiatura non da nessuna indicazione in proposito sulla ragione), poi la fa cercare subito nel lago chiedendo l'intervento dei poliziotti sub in un preciso tratto di esso!
Un lago grande! Ma lei sa che si deve cercare solo in quel tratto! La sceneggiatura non da nessun aggancio per dare un minimo di realismo a questa scelta,  che altrimenti non si spiega assolutamente.
L'esame autoptico e le scene con i genitori che vengono fatti entrare a riconoscere il cadavere, sono inverosimili fino al ridicolo.
Spesso ne abbiamo viste ad esempio negli episodi del Commissario Montalbano, dove il taglio era sempre volutamente ironico-comico e in quell'ottica erano perfette.
Ma qui siamo nel poliziesco tragico, almeno così si vuole narrare, ed è assurdo far vedere il cadavere sul tavolo autoptico che rimane lì anche dopo qualche giorno con il viso scoperto, tanto che la madre viene fatta entrare estemporaneamente per una visita successiva a quella del padre, avvenuta giorni prima, assolutamente imprevista. Ma il cadavere è sempre lì, con il viso scoperto, pronto per la scena tragica, invece di essere in un cassetto frigorifero più realistico che poteva essere aperto alla bisogna per la madre fuori di testa.
Ce ne sarebbero ancora, ma già questo basta a far capire la rozzezza della narrazione, che così diventa un poliziesco fumettistico.
Non basta la bravura della Capotondi, nè quella del bravo Matteo Martari a rendere la storia credibile per spettatori che si aspettavano un buon prodotto data la martellante pubblicità preventiva. Restano quelli di bocca buona che ingoiano di tutto.
Una citazione la merita la straordinaria Lucrezia Lante Della Rovere, già notata per la sua bravura nello sceneggiato (quello senz'altro meglio riuscito) "La strada di casa".


Per il resto questa sceneggiatura mi fa ricordare quello che disse a  mia figlia uno sceneggiatore, molto ben introdotto nelle produzioni, a cui l'aveva presentata Luciano De Crescenzo che, avendo conosciuto mio marito giacché aveva girato alcune scene di un suo film nella struttura astronomica che egli gestiva in quel periodo, appreso il desiderio di nostra figlia di scrivere sceneggiature aveva voluto carinamente a lui indirizzarla: "Niente di spontaneo, ci metti quello che il pubblico vuole, un po' di sesso, un po' di quello che tira al momento..." Mia figlia dopo poche "lezioni" ringraziò e se ne andò. 

Pescando qua e là forse hanno ritirato fuori il personaggio interpretato da Diane Keaton nel film del 1977 "In cerca di Mr. Goodbar", in cui una donna ancora giovane come l'ispettrice Capotondi, con un lavoro normale, in quel caso l'insegnante, di sera va nei bar cercando uomini per una sola notte.
Un personaggio dalla psicologia non certo normale, ma almeno a quel personaggio gli sceneggiatori, ispiratisi ad un romanzo a sua volta ispirato ad una storia di cronaca nera (la donna viene uccisa da uno dei suoi uomini occasionali), dettero una scusa per un simile squallido comportamento: la donna che cercava uomini nei bar aveva la schiena storta...

martedì 10 marzo 2020

L'ITALIA nella Fantascienza

In poco tempo l'Italia si è trovata immersa nella Fantascienza.
In uno di quei film apocalittici che tanto piacciono agli statunitensi con catastrofi epocali.
Ne hanno confezionati più d'uno sullo sterminio di intere popolazioni da parte dei virus.
Quello più noto è forse quello interpretato da Dustin Hoffman intitolato proprio "Virus letale", ma l'Italia oggi si trova immersa in una realtà che fino a ieri stentava ad accettare come reale, nonostante i ripetuti appelli e le ripetute spiegazioni, purtroppo contraddittorie, date dal governo attraverso tutti i media e, in particolare, la TV di Stato: la RAI.
Dato che in famiglia ho un figlio Medico Ospedaliero del Servizio Sanitario Nazionale che subito ci ha raccomandato di stare in casa ed avere meno contatti umani possibili, essendo mio marito ed io persone anziane, dunque soggetti più deboli per gli effetti letali del COVID-19, ci siamo mossi lo stretto necessario: solo per fare provviste.
Ebbene il 6 marzo, venerdì, ho messo guanti di protezione e, non avendo una mascherina, dato che mio marito le ha richieste in farmacia ma le avevano finite, ho messo un foulard di tessuto acrilico piegato doppio a coprire bocca e naso, inforcati gli occhiali e sono andata a fare la spesa.
Siamo a Sabaudia, provincia di Latina, cittadina tranquilla e non affollata nemmeno d'estate nonostante il mare. Per strada la gente camminava tranquilla come se gli appelli non ci fossero stati. In farmacia nessuno dei clienti aveva protezioni, solo le farmaciste avevano i guanti. 
Mi sono tenuta ad almeno un metro da ogni persona, finché sulla porta, che si apre automaticamente, una donna si è infilata in entrata proprio mentre io uscivo senza fermarsi un attimo per farmi passare e mantenere le distanze consigliate, fermandosi per di più sulla soglia girandosi a parlare con qualcuno che era all'esterno.
Sul marciapiede, davanti ad un negozio di frutta, un gruppetto di persone vicinissime le une alle altre stazionava chiacchierando e bloccando il passaggio. Sono passata in mezzo alla strada per non sfiorarli.
Al Supermercato ero l'unica che mostrasse un minimo di protezione. Qualcuno mi ha guardato fra il sospettoso e l'interrogativo. Mi sono tenuta a distanza da ogni persona, rinunciando a comperare la pizza visto che al banco del pane la gente era aggruppata anche se in poche persone e c'era spazio.
La guardia giurata di turno, nel suo giro, si è fermata due volte a mezzo metro da me guardandomi con aria interrogativa. Ho scantonato da lui per ripristinare la distanza minima consigliata di un metro.
Le cassiere erano tutte senza mascherina e guanti, pur essendo le più esposte in assoluto.
Ero io l'aliena o lo erano loro?
Sono uscita chiedendomi dove sono finite le mascherine che in farmacia risultano esaurite visto che per le vie di Sabaudia non ne ho vista nemmeno una?
Ieri leggo su un giornale locale on-line che il medesimo supermercato aveva delle file in ingresso perché facevano entrare uno alla volta! Dal 6 al 9 hanno capito?
Da: News24.it SABAUDIA – Coronavirus: a Sabaudia tutti in fila al supermercato, entra uno alla volta. Primi effetti del nuovo decreto del Governo sulla vita di tutti i giorni in provincia di Latina. Un noto supermercato di Sabaudia ha infatti imposto ai clienti l’ingresso uno alla volta per fare la spesa. Un provvedimento necessario sia per la tutela della salute dei clienti che dei lavoratori del supermercato. In ogni caso gli acquisti si stanno svolgendo in maniera ordinata e senza particolari tensioni.
D'accordo, io ho studiato Medicina e dato degli esami di tale Corso di Studi, ho un figlio Medico con 25 anni di anzianità di Laurea, con due Specializzazioni e specifica conoscenza sul polmone, e forse per questo ho capito prima il pericolo... Ma senza l'imposizione governativa possibile che la maggior parte della gente che ho visto girare non avesse capito? Questo può forse spiegare l'orrore in cui è precipitata per prima la LOMBARDIA?
Ma non spiega perché proprio l'Italia, così lontana dalla Cina dove sicuramente il COVID-19 si è sviluppato, sia stata così diffusamente infettata. Soprattutto alla luce di quanto pubblicato dal New England Journal of Medicine su una lettera firmata da vari medici tedeschi che rivelano che il primo infettato in Europa è un tedesco di 33 anni.
Di certo ha giuocato un ruolo fondamentale nella diffusione la sottovalutazione da parte NON DEL PERSONALE SANITARIO, ma della POLITICA, almeno di una parte di essa che condiziona in questo momento il Paese: i Partiti al Governo. 
27 febbraio 2020 - Il Presidente del PD, partito al Governo del Paese insieme al M5S , e Presidente della Regione Lazio, brinda a Milano aderendo all'invito del Sindaco PD della città di minimizzare l'allarme COVID-19 con un corale aperitivo.
Questa manifestazione di INCOSCIENZA si è accompagnata ad altre nell'intento di dare un messaggio di tranquillità alla popolazione che contrastava con quanto aveva già messo in allarme la Scienza, non a caso la dottoressa che aveva ricoverato quello che viene chiamato il paziente 1, un uomo robusto e sano di 38 anni, aveva chiesto alla moglie se l'uomo avesse avuto contatti con la Cina. Mentre la Sanità già era in allarme per le notizie che arrivavano dalla Cina, la Politica che pretende di guidare la vita di tutti noi si era limitata a bloccare i voli da e per la Cina, senza pensare che ci sono gli scali aeroportuali intermedi.
Questi sono i FATTI, non critiche, FATTI, se questi FATTI hanno consentito la diffusione del virus lo valuteranno i virologi e gli epidemiologi, ma rimane l'immagine di una classe politica al potere non cosciente del reale pericolo.
Il Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, ha dato il suo apporto preoccupandosi dell'inesistente razzismo andando a visitare una scuola romana in cui la presenza di bambini cinesi è molto alta.
Bellissima immagine ma non è questo che avrebbe dovuto fare il Presidente della Repubblica di fronte alle notizie terrificanti che già arrivavano dalla Cina. Bisognava spiegare che i cinesi che vivono in Italia ai fini del contagio sono come noi italiani, che il pericolo poteva arrivare solo da chi, italiano o cinese, venisse da quel Paese in piena epidemia.
Invece ci si è preoccupati di razzismo che, come per gli sbarchi continui dell'immigrazione illegale, NULLA CI AZZECCANO CON IL RAZZISMO!

Questa è la colpa e la responsabilità di chi sta al Governo dell'Italia in questo momento: insistere su un razzismo che non esiste invece di entrare nella realtà dei problemi.
Il M5S si è amalgamato alla sinistra in questo atteggiamento irreale e fuorviante e colpisce come così non fosse appena pochi mesi fa quando era al governo con la Lega di Matteo Salvini.
C'è IGNORANZA, non razzismo, e quei pochi che sono razzisti nella massa degli IGNORANTI sono al livello più basso, quando non sono dei veri e propri malati psichiatrici. Sempre comunque NON la maggioranza degli Italiani, popolo tollerante ed accogliente per tradizione e mentalità.
Questa epidemia ha messo in ginocchio il Paese sul piano economico, già non florido.
Le esplosioni nelle carceri sono dovute ad un sovraffollamento che, numeri alla mano, dipende dal massiccio numero di stranieri in Italia. Stranieri di bassa scolarizzazione, senza lavoro, spinti a delinquere. Chi nega queste evidenze statistiche dicendo con estrema superficialità che anche gli italiani delinquono o è incapace di capire il semplice calcolo percentuale o non vuole ammettere i dati reali per deformazione ideologica: rispetto al numero di stranieri presenti sul suolo italiano, sopratutto rumeni, bulgari, sudamericani e africani, la percentuale di quelli rinchiusi nelle carceri è altissima. Dovremmo, di fronte ai reati spesso reiterati, procedere alle espulsioni con fermezza, in modo da non trovarci fra l'incudine del sovraffollamento e il martello delle multe milionarie dell'UE per tale sovraffollamento.

L'Italia ha bisogno di una guida che ripristini l'osservanza delle REGOLE e il BUONSENSO, da tempo smarriti.
Eravamo sull'orlo del baratro: ora siamo nel baratro.


martedì 3 marzo 2020

L' Italia al tempo del c....... Parafrasando Garcia Marquez

L'Italia al tempo del colera?
No, l'Italia al tempo del coronavirus!
Parafrasando Garcia Marquez.


Come è possibile che l'Italia così lontana dalla Cina sia il Paese che si è impestato per primo e così diffusamente?
C'è chi dice che è solo il Paese che se ne è accorto per primo e ha iniziato a fare le analisi a tappeto.
C'è chi dice che negli USA un esame del tampone faringeo costi $ 1.200,00 e dunque poche Assicurazioni paghino una simile cifra.
In Italia invece tutto gratis, anche a chi non ha mai sborsato una lira di tasse e contributi: rom, extracomunitari anche senza permesso di soggiorno...
Siamo sempre sull'orlo del deficit per questo e per altre ragioni.
L'italiano onesto che paga tutto NON NE PUO' PIU'.

L'Europa Unita, che unita non lo è affatto ma è molto molto ipocrita, si è svegliata ora, marzo, solo perché sono iniziati casi di infezione da coronavirus in Germania, Francia ed altri Paesi Europei.
Da fine gennaio, mentre l'Italia iniziava a scoprire le infezioni in Lombardia e a tentare di combatterle, l'Europa Unita si è limitata a segnalare e controllare gli Italiani che entravano nell'area Schengen di cui fanno parte e a disincentivare i loro connazionali dall'andare in Italia, la quale ha iniziato ad avere per questo ingenti danni economici.
D'altra parte con un Ministro degli Esteri che pronunciava la parola latina virus "vairus" e un Presidente del Consiglio in maglioncino asserragliato dentro la sede nazionale della Protezione Civile che mandava al mondo messaggi drammatici credo che la povera Italia si sia trovata in pessime mani. 

Colpisce che la Russia appaia indenne, ma la spiegazione può essere che ha immediatamente chiuso le frontiere con la Cina.
Ma colpisce che sia indenne il Sud America e l'Africa...
Forse perché in quelle zone non vi sono controlli sanitari?
Come la Corea del Nord silente sui contagi mentre la Corea del Sud è impestata?

Ed eccolo qua lo schema dello schifoso filamento di RNA rivestito della sua capsula protettiva a base di proteine.
Un virus è sempre costituito da un filamento di RNA (acido ribonucleico)
 l'RNA è assemblato come una catena di nucleotidi, ma a differenza del DNA è più frequente in natura come un singolo filamento ripiegato su sé stesso, piuttosto che un doppio filamento accoppiato. Gli organismi cellulari utilizzano l'RNA messaggero (mRNA) per trasmettere le informazioni genetiche (mediante le basi azotate guaninauracileadenina e citosina, indicate con le lettere G, U, A e C) che dirigono la sintesi di proteine specifiche. Molti virus codificano le loro informazioni genetiche utilizzando un genoma a RNA.

sabato 29 febbraio 2020

Roman Polański



Ebbene si, lo confesso, a me Roman Polański piace anche da vecchio.
Ci sono uomini che trovo belli anche da vecchi. Un altro è stato Charles Aznavour.
Entrambi non alti, il loro fascino è dentro di loro, nel loro genio, nella loro personalità, che anima le loro fisionomie.
Ho letto delle reazioni isteriche di attrici varie al César che quest'anno gli hanno giustamente tributato: motivo un fatto accaduto 43 anni fa!
Nemmeno un omicidio, una strage o chissà quale indegno delitto questo genio, dalla vita piena di dolore e di traumi, avesse commesso.
Egli ebbe un rapporto sessuale con una ragazzina quasi 14enne nella villa di Jack Nicholson. Sembra le avesse somministrato droghe. Ma la ragazzina ha dichiarato di essere stata consenziente e da anni dice di lasciarlo in pace e di chiudere questa storia di persecuzione giudiziaria.
Nel 1977, quando avvenne il fatto, Roman aveva 44 anni, e certo non è stata una azione edificante approfittarsi di una ragazzina che poteva essere sua figlia, anche se consenziente. Ma ha ammesso la colpa, subito il processo, è stato anche un po' in carcere.. Ma può una cosa del genere inseguirti tutta la vita come una spada di Damocle?
Qui in Italia il marito di Alessandra Mussolini è stato indagato e condannato per essere andato abitualmente con delle 14enni che si prostituivano. Sempre minorenni erano, anche se non solo consenzienti ma per mercato di sé.
Da "La Repubblica":Un anno di reclusione e 1800 euro di multa. E' la pena patteggiata per il reato di prostituzione minorile da Mauro Floriani, marito di Alessandra Mussolini, davanti al gup Riccardo Amoroso per la vicenda delle baby squillo dei Parioli. Stando alla Procura, Floriani sarebbe stato il cliente di una delle due studentesse minorenni che si prostituivano in un appartamento del quartiere romano.

Negli USA sono più che implacabili, mentre qui in Italia la giustizia è forse troppo leggera.
Dunque questo genio viene inseguito da una giustizia che appare da Stato islamico più che democratico.
La tragedia del massacro di sua moglie Sharon e del suo bimbo, ormai all'ottavo mese di gestazione (la mia prima bimba è nata all'ottavo mese), è sufficiente per far impazzire un essere umano.
Roman e Sharon il giorno del loro matrimonio

Ma il piccolo ebreo di origini polacche, Rajmund Roman Thierry Polański, nato a Parigi nel 1933, ha subito molto altro: la sua famiglia in Polonia ha vissuto nel terrore dei nazisti, ma gli stessi conterranei, lo so per aver letto Amos Oz la cui famiglia era originaria della Polonia, non erano giusti con i polacchi ebrei. Sua madre è morta ad  Auschwitz, mentre il padre riuscì invece a sopravvivere al campo di concentramento di Mauthausen.

Nonostante il peso di questi devastanti dolori egli ha saputo conservare dentro di sé la bellezza dell'Arte e a comunicarla a chi ne sa godere.
Mi chiedo come possa apparire il mondo ad una persona geniale che ha sperimentato tanta perversa malvagità nella sua vita (fu anche quasi ucciso da un ladro che gli spaccò la testa), e che per una debolezza legata al desiderio sessuale, di cui la protagonista stessa non ne porta alcun risentimento, vive fino alla fine dei suoi giorni un tale accanimento persecutorio.
Roman da giovane



mercoledì 26 febbraio 2020

Storia di generosità umana e pazzia indotta

E' sempre difficile vedere bei film in TV e quando raramente capita è sempre a tarda sera.
Mi capitò con "La chiave di Sara" e con "Anche libero va bene", ieri sera mi è capitato con "Homesman".

Sono film che toccano i miei sentimenti e la mia intelligenza, non sono mai film che non facciano anche soffrire perché parlano di dolore e di verità.

Sono film che mio marito non reggerebbe mai, giacché per lui il cinema è evasione. 
Per me è comunicazione di sentimenti veri, anche se dolorosi e vissuti in storie lontane da me.. Però che ne comprendo i sentimenti. Non importa se sono personaggi inventati, sono però storie costruite su verità esistenti o esistite di vicende umane di sofferenza.

I più bei film mentre li sto vedendo mi fanno pensare: "Questo è tratto da un libro." E spesso è così.
Un romanzo da spessore alle psicologie dei personaggi, profondità, si sente che non sono frutto di scrittura di maniera, finalizzata al film, ma è il film che cerca di rendere in immagini la scrittura che sempre è il miglior mezzo di espressione.

"Homesman" ho capito che doveva discendere da un libro, e così è.

Lo scrittore è statunitense: Glendon Swarthout, nato nel Michigan e morto a 74 anni in Arizona.

"Homesman" l'ha scritto nel 1988 a 70 anni. Aveva scritto molti Romanzi e Racconti nel corso della sua vita, alcuni con sua moglie.
Nel leggere la sua biografia mi ha colpito che la moglie è morta solo l'anno prima del loro unico figlio, nato nel 1946, come me, e morto a 70 anni.

La storia di "Homesman" si svolge nel 1854 nel selvaggio ovest degli Stati Uniti di America, in cui molte giovani donne povere dell'est accettavano di sposare uomini che avevano un pezzo di terra nell'ovest, in questo caso nel Nebraska, in cui avevano costruito una fattoria e volevano fondare una famiglia.

La vita durissima, aggiungendovi disgrazie e violenza dei mariti, fa uscire di testa tre povere fragili donne che solo la pietà di un prete trarrà da quei luoghi organizzando il loro ritorno alle famiglie di origine nell'est.

Una scena che mi ha colpito più di tutte è quella di un uomo che si stende sopra sua moglie, in evidente distacco psichico, che giace in un letto con accanto una donna anziana, forse sua madre, o forse la madre di lui, ed egli, indifferente alla presenza della donna anziana e allo stato della moglie, compie su di lei un atto sessuale.
Una scena bestiale, come sicuramente ne accadono ancora nei luoghi socialmente degradati in ogni parte del mondo.
La donna della scena rimane lì dove è, poveretta, ormai in stato catatonico, non farà parte delle tre che invece saliranno sul carro chiuso condotto da una donna generosa e coraggiosa che tenterà di portarle all'est, presso un pastore protestante che ha accolto la richiesta del prete dell'ovest di riportare le poverette nei luoghi dove sono nate: in Iowa.




Come si può vedere dalla cartina il Nebraska confina con l'Iowa, ma gli spazi immensi, percorribili solo grazie ad un carro chiuso tirato da cavalli, costituivano un'impresa titanica per la giovane protagonista del film che si era preso l'incarico di consegnare le tre povere pazze al reverendo la cui moglie, interpretata dalla sempre splendida Meryl Streep, si prenderà cura amorevolmente e coraggiosamente di loro.
Ma durante la strada accadranno molte cose: incroceranno gli indiani che rubano tutto e si accontenteranno di un cavallo per mangiarlo.
Una delle pazze fuggirà, e sarà rintracciata a cavallo dietro ad un uomo a cui interessa brutalmente solo che "sappia allargare le gambe".
Troveranno una tomba di una bambina di 11 anni, in mezzo ad un deserto senza case né alberi, profanata dagli indiani per rubarne le vesti con cui è stata sepolta.
L'animo generoso e puro di Mary Bee Cuddy, la donna trentenne forte e decisa, vuole ricomporre quella tomba profanata, ma l'uomo rude ed egocentrico, che ella ha salvato dall'impiccagione per avere in cambio il suo impegno ad aiutarla nella nobile impresa di cui si è presa l'incarico, le dice realisticamente che non è possibile fermarsi in mezzo a quel deserto. 
Egli già ha dimostrato che il suo duro realismo è l'unico modo per risolvere situazioni estreme che si verificano in una terra aspra in cui gli uomini, autoctoni o coloni che siano, si comportano in modo bestiale: è stato lui che a gesti ha offerto il cavallo agli indiani intuendone le intenzioni liberando il fragile gruppo da chissà quali altre minacciose conseguenze, è stato lui a ritrovare la pazza fuggita e ad usare parole umane spiegando all'uomo che l'ha presa che "quella donna ha perso tre figli in pochi giorni per la difterite ed è per questo impazzita, e dunque la restituisse", ma a fronte del bestiale diniego del bruto ne nasce una lotta in cui il duro protagonista, interpretato da un Tommy Lee Jones da oscar, sta per perire, ma, colpo di scena, la pazza in un momento di coscienza spara al bruto che lo sta assassinando liberandolo.
Mary Bee Cuddy è interpretato dalla eccezionale attrice Hilary Swank, anche lei da oscar.
Il suo personaggio pur essendo una donna forte che regge la rudezza della vita dell'ovest ha il suo punto debole: vuole farsi una famiglia ma non trova nessun uomo disposto a sposarla. Durante il viaggio impara ad apprezzare l'arido George Briggs e arriva a proporgli se stessa, "posso ancora fare figli, ho una fattoria..", ma il rude uomo la rifiuta, vuole stare solo ad affrontare la vita. 
Quando lei gli fa questa patetica proposta stanno intorno al fuoco da lui acceso per passare la notte in bivacco con le tre trasportate in un luogo con alberi, mentre lei, per rimanere a ripristinare la tomba della bambina, nel raggiungerli si è persa e arriva sfinita dopo aver girovagato ed essere tornata nel punto di partenza. Ha un crollo e piangendo dice: "Perché non avete acceso il fuoco per me." Frase che può avere un doppio significato: il fuoco avrebbe potuto orientarla verso di loro che avevano continuato il cammino e il fuoco nel senso dell'agognato focolare che nessuno le vuole dare nonostante la sua generosità.
Crollerà: suicida, appesa ad un albero.
Briggs, sempre arido, continuerà per lei la strada fino a consegnare, con la stessa umanità vista quando parla con il bruto per liberare la povera pazza, le tre donne all'accogliente Meryl Streep.
Tommy Lee Jons dietro la macchina da presa essendo anche regista del film

martedì 25 febbraio 2020

Per ridere un po': Le comiche: "Devo fare tutto io!"

"Devo fare tutto io!"




"Sono il Presidente del Consiglio dei Ministri.. Non ce la faccio più perché parlo sempre io.. Per il Ministro della Sanità.. Per il Ministro degli Esteri... Ma allora questi lo stipendione che prendono che lo prendono a fare?"



"..Ma io non so cosa dire.. Io non ci capisco niente..
Non sono mica un medico io... parla tu che sei avvocato..
Io sono timido.. Un po' svagato.. Stringo le mani io..."

"Io faccio gaffe in continuazione.. Ho clamorosamente sbagliato il nome del presidente Xi Jinping, chiamandolo “Ping”... Per fortuna il traduttore ha corretto, ma qualcuno se ne è accorto lo stesso... Parla tu che è meglio..

"Eh no! E mo' basta! Ma lo stipendione che lo pigliate a fare?
Per stringere mani e fare figuracce? E io devo lavorà pure pe' voi? 
Eh no! E mo' me so' stufato! So' dovuto annà pure da quella 
donnetta popolana della D'Urso a risponne! Vacce te' Speranza!!!
Quella mi dava del tu, nemmeno avessimo mai mangiato insieme!
E io che sono un signore le davo del lei.. Ma lei niente, quella burina, ha continuato con tu, tu, tu... Un po' di rispetto!!"

giovedì 20 febbraio 2020

I Racconti di una cattivissima vecchia 10°: Difesa di una pazza immorale

Difesa di una pazza immorale


Sono una vecchia pessima, cattiva, se avete letto i miei 9 racconti precedenti lo sapete.
Ma a volte mi viene il dubbio di non esserlo abbastanza rispetto al mondo che mi circonda.
Ci sono persone che vivono in modo così lontano dalla morale e da un minimo di verità e di equilibrio che è bene prenderne le distanze per non essere coinvolti nelle loro pazzie. Io lo faccio.
Ma vedo che altre persone o sono profondamente cieche e stupide da non vedere oppure vedono e sta bene loro frequentarle.
Per ipocrisia, assecondandole, si comportano da pupazzi, burattini, fingendo che tutto quello che dicono e che fanno sia normale, salvo poi ridacchiare e sparlare alle loro spalle.
Penso che in entrambi i casi questo tipo di persone fa abbastanza schifo: i primi perché ottusi deficienti, i secondi perché ruffiani di gente che vive senza dignità.
Avendo allontanato una di queste persone perché, pur vivendo con il marito, aveva palesi rapporti con altri uomini, corteggiandoli anche sotto gli occhi dell'incredibile consorte, costei mi ha ricoperto di insulti e di calunnie: in particolare dicendo a chi l'ha voluta ascoltare che io ero matta.
Non so con quali invenzioni abbia infarcito la sua calunnia, so per certo che si è fatta aiutare per renderla credibile dalla figlia maggiore.
Lo so perché questa donna, con evidenti segni di squilibrio mentale, l'ha fatto anche con me, calunniando persone che evidentemente non le stavano bene per diverse ragioni e, vedendo la mia espressione incredula, chiamava sempre la figlia a confermare quanto mi stava dicendo.
Ora io ho una mente in grado di discernere ciò che mi viene detto, in base a chi mi sta di fronte e che so valutare, ma non tutti abbiamo lo stesso livello di intelligenza.
Nulla ho fatto per contrastare una simile calunnia sapendo che io sono la migliore smentita per chi ha un minimo di senso della realtà. Il resto è a tale livello intellettivo che non può essere considerato.
Ho sopportato dunque di essere chiamata dietro le spalle (ma non tanto da non saperlo) matta da una donna dalla vita immorale e che matta lo era realmente per tutta una serie di manifestazioni visibili.
Era una donna affetta da una vistosa mitomania che la spingeva ad inventare cose inverosimili: ricchezze esagerate quanto inesistenti, titoli accademici a fronte di una cultura poverissima, quasi elementare, malattie incompatibili con la vita e tanto altro.
Per quel che attiene la immoralità del suo vivere è stato subito evidente a mio marito e al mio figlio maggiore, mentre io, pur registrando visibili anomalie nel ménage familiare di questa donna, per uno scrupolo di coscienza ho evitato di pensare che fosse una puttana, fino a che non ne ho avuto, mio malgrado, prove certe che sono arrivate senza che io le abbia cercate.
Sento ora che qualcuno ha creduto alle sue millanterie su case possedute e ricchezze provenienti, a suo dire, da un'attività di "prostituzione di alto bordo".
Ebbene questa cattivissima vecchia, pure calunniata dalla pazza mitomane, ha inteso difenderla per amore di verità: d'accordo che qualcosa di vero c'è sulle corna del marito acquiescente, ho detto, ma che la folle esercitasse il più antico mestiere del mondo quale professione mi sembra troppo... Non ci sono tutte queste case.. La mia famiglia ne ha di più, costruite semplicemente con il lavoro e il risparmio, oltre che con oculati investimenti delle non ricche eredità di genitori e parenti... Dunque le millanterie della mitomane, per menti non molto intelligenti, sono diventate un boomerang che le si è ritorto contro, fino a farla diventare una vera e propria prostituta con i cui proventi avrebbe acquistato quello di  cui godono suo marito e le sue figlie.




domenica 2 febbraio 2020

Alexander von Humboldt e il Teide

Ogni tanto mi capita di tentare Autori nuovi nelle mie letture, così ho acquistato il libro di un giovane Autore tedesco: Daniel Kehlmann, giovane perché ha 5 anni meno del più piccolo dei miei figli...
Il libro si intitola "La misura del mondo" ed è il racconto romanzato di due personaggi veri che sono vissuti nella medesima epoca: il grande scienziato e matematico Gauss e il geografo von Humboldt.
Mentre di Gauss sapevo chi fosse, se non altro per qualche studio con uso delle gaussiane, di von Humboldt non avevo mai sentito parlare.
Il libro è istruttivo e a tratti molto divertente perché lo scrittore, nel tracciare il suo racconto, tiene conto di eventi reali dei due uomini di scienza e dei loro caratteri. Indubbiamente egli si è documentato per poi scrivere di loro. Ne viene fuori la descrizione della Germania dopo il Congresso di Vienna del 1815 e dei sommovimenti in una Confederazione di Stati germanici non in pace che fa da sfondo alle loro divertenti vicende.
Dopo questa lettura, in cui ho scoperto questo personaggio straordinario che è stato il barone von Humboldt, ho voluto saperne di più del suo viaggio, autofinanziato, nelle Regioni Equinoziali del Nuovo Continente ed ho acquistato un'antologia che riporta parti dell'Opera monumentale scritta da Alexander sul suo viaggio e sulle sue interessantissime esplorazioni scientifiche e geografiche in luoghi di cui egli ha riportato meticolosamente ogni particolare.
Il Barone Alexander von Humboldt

L'Opera da lui scritta, e pubblicata anch'essa a sue spese, consta di ben trenta volumi! Leggerne delle parti ritagliate per questa antologia è piacevole, non essendo per me abbordabile la pesantezza di una simile Opera!
Bisogna capire che i luoghi non erano visibili dall'alto come ora e dunque capire come era fatto il mondo non era impresa facile. Bisognava addentrarsi a piedi nelle zone da esplorare per conoscerle e poi descriverle, facendo disegni, misurando le altezze con barometri e le temperature con termometri... Nell'Opera originale, scritta in francese, von Humboldt elenca con precisione certosina tutti gli strumenti che imbarcò per il suo eccezionale viaggio.
Nel viaggio lo accompagnò un botanico francese, Aimé Bonpland, che descrisse piante del tutto sconosciute in Europa.
Uomini di scienza straordinari che uscirono vivi, per loro e nostra fortuna, da avventure di esplorazioni altrettanto straordinarie.
Aimé Bonpland

Dall'antologia che sto leggendo mi viene una riflessione sul paragrafo dell'Opera che riguarda il passaggio alle Isole Canarie, dove von Humboldt, insieme al suo compagno di avventure Bonpland, si fermò prima di affrontare la traversata dell'Atlantico e giungere nelle Americhe. 
La riflessione riguarda i miei ricordi personali sul Teide, che i due scienziati-esploratori risalirono fino al Picco.
Mentre von Humboldt descrive fedelmente l'Isola di Tenerife e il Teide, la mia mente va ai ricordi di 30 anni fa, quando da turista arrivai a Tenerife. Non sapevo nulla della sua Geografia, o almeno sapevo qualcosa dell'Arcipelago delle Canarie e che, pur essendo geograficamente africane, appartenevano alla Spagna.
Mi colpì subito la maestosità della montagna che svettava al centro dell'Isola, i bagni nell'Oceano interessandomi molto meno.
Dissi a mio marito: "Ma è un vulcano.." Non lo sapeva nemmeno lui ma la forma conica lo faceva pensare.
Lo convinsi a salire per conoscerlo meglio. In automobile naturalmente, e non già come fecero circa due secoli prima i due grandi uomini con la loro spedizione.
Ed iniziarono le meraviglie...
Dai banani carichi di frutti della pianura prospiciente il mare, salimmo sui primi pendii del Teide scoprendo, i miei occhi meravigliati, enormi piante di Stelle di Natale (nome scientifico Euphorbia pulcherrima ). 

Conoscevo tale pianta alta solo qualche decina di centimetri e queste erano alte diversi metri... Più su apparvero vigneti alla stessa altezza dal livello del mare di abeti verde cupo... Uno scenario impensabile per chi era abituato al clima dell'Italia.
Banani in pianura subito prima la salita del Teide



Arrivammo infine in un primo pianoro in cui la possente montagna mi incusse timore: avevamo davanti a noi una lunga strada asfaltata con ai lati neve, neve e ancora neve, la stessa ricopriva la parte di montagna che avevamo di fronte coperta in parte da nuvole che le davano ancor di più un aspetto maestoso. Dissi a mio marito che non volevo proseguire in mezzo a quella neve. Eravamo passati dagli alberi di banane a questo paesaggio freddo e misterioso solo salendo in meno di un'ora.
Ridiscendemmo.
Mi appare dunque meritevole di una sconfinata ammirazione l'impresa di von Humboldt e del suo compagno di esplorazioni Aimé Bonpland, che risalirono a piedi il vulcano con qualche mulo carico degli strumenti condotto da uomini locali assoldati allo scopo.
Teide