lunedì 10 ottobre 2011

Italia dei Valori ligure

Una mia amica ligure mi segnala il link sotto riportato che dovete copiare ed incollare sul browser, qualora non funzionasse semplicemente cliccandovi sopra, e vi condurrà ad un sito di una Associazione onlus che si chiama "Casa della legalità". Vi si parla del partito Italia dei Valori in Liguria.

Sotto ancora il link del sito:

Sono sempre più triste perché non vedo speranze per il futuro. A questo punto, forse, l'unico partito non infiltrato da mafie, camorre ecc. e dal loro fare affari con i nostri soldi, amministrati dai politici che si inseriscono, rastrellando voti, nelle poltrone e poltroncine del potere, è il Partito Democratico.
Altrimenti meglio non votare affatto per non essere complici di ciò che ci fanno.

domenica 9 ottobre 2011

Un'altra vittima

"Chi si mette alla guida di un'auto lo faccia essendo sicuro del proprio stato e delle proprie capacità." E' l'appello di Cindy Owens.

Per il resto rimando al mio post del 13 giugno 2011 e soprattutto a quello successivo del 21 agosto.

Sicuramente per chi si mette alla guida sotto l'effetto di alcool in forti dosi, peggio ancora di droghe, non si deve più parlare di omicidio colposo ma volontario. E' fin troppo ovvia la volontà di uccidere. L'auto è un mezzo per uccidere come una pistola: se la punto ed è carica il rischio che io possa uccidere è alto ed io lo so. Se guido un'auto con il cervello obnubilato da forti dosi di alcool e droghe, o solo una delle due cose, so che posso uccidere. Se non lo so, sono da ritenere incapace di intendere e non può essermi rilasciata una patente di guida.
La legge deve essere applicata senza prescindere dal buonsenso comune. Basta con assurde elucubrazioni giustificative.

Il caso clamoroso della bella e giovane ragazza statunitense ha fissato l'attenzione di tutti su un fatto purtroppo diventato frequente: chi uccide scappa. E' un altro segno del degrado morale della società italiana: altrove non so. Bisogna vivere in altri Paesi per sapere come vanno le cose lì.

In questo caso è un omicidio senza alcool e droghe, sembra. Perché per saperlo bisognava fare il test subito sull'uccisore. Il motivo da lui addotto, a cui i suoi familiari mostrano di credere, è il colpo di sonno. Questo toglierebbe la volontarietà all'atto, ma se uno si è alzato alle tre del mattino ed ha tirato sveglio, faticando in bicicletta per una gara, fino al momento del ritorno, dovrebbe pensare che è meglio fermarsi, schiacciare un pisolino, poi riprendere il viaggio. Un uomo maturo doveva pensarlo ed ora la mamma Cindy avrebbe ancora la sua "bambina". Sembra, alla logica comune, un bel castello costruito al solo scopo di sfangarla con il minimo della pena: buttando tutta la pena vera e per sempre solo sulla famiglia della vittima.
Il colpo di sonno toglie dunque la volontarietà dell'atto. Ma il massimo del teatro è in quel "non se ne è accorto". Dormiva profondamente da non vedere Allison sul suo parabrezza, poi volare e ricadere. Ha pensato di aver solo strusciato il guard-rail... Si è guardato in giro e... non ha visto nulla... Neppure un gatto! Per questo, ignaro, è risalito in macchina e se ne è andato! Così abbiamo eliminato anche l'omissione di soccorso! L'ignaro ha appreso, con disperazione racconta il figlio, dalla televisione di aver commesso il fatto! Quando hanno ritrovato il corpo ha detto: "Vuoi vedere che sono stato io???!!"

Mi chiedo se i magistrati non trovino che questo prenderli per il c...... sia un'aggravante, oltre all'essersi messo al volante ciucco di sonno e ad aver portato l'auto subito a riparare il giorno dopo in una provincia che non è né quella dove è avvenuto il fatto, né quella dove risiede e lavora. Quanti di voi, se strusciate un muretto o un guard-rail, si precipitano il giorno dopo dal carrozziere?


venerdì 7 ottobre 2011

Desolazione

DA: Quotidiano.net
Quotidiano nazionale

Omar Favaro in tv: se l'orrore fa audience


Torino, 7 ottobre 2011 - Ha la faccia da bravo ragazzo, la stessa di quando usciva dalla villetta di Novi Ligure. Con una faccia così e il passato che ci sta dietro, in un mondo normale Omar Favaro farebbe una cosa sola: non potendo dimenticare, cercherebbe almeno di essere dimenticato. Proverebbe a trovare il senso del ricordo e del perdono dentro di sé, cancellando le coordinate della propria espiazione sul sentiero che si deve per forza percorrere in solitudine. Invece ora che è un adulto con nome e cognome, e una vita da ricostruire, un lavoro da trovare, va in televisione. Dove, senza cattiveria, nel cortocircuito di logica e buongusto che rende ugualmente luminosi i premi Nobel, i calciatori e gli assassini, finisce per violentare i fantasmi e il dolore di chi è rimasto.


E’ un peccato che lo strazio dignitoso dell’ingegner De Nardo, l’unico a non avere mai aperto bocca nei postumi del massacro, non abbia insegnato niente. Né a chi ha ammazzato sua moglie e il suo bambino, né a chi sta alla regia di questa folle deriva spettacolare. Se la puntata di Matrix viene considerata un grande colpo giornalistico e rimedia ascolti conturbanti nel deserto di idee, significa che Omar non è l’unico colpevole, il solo a non essere ben consigliato. Da dove arriva l’ispirazione ad allestire di nuovo un goffo tribunale adesso che i conti sono chiusi e anche Erika sta per tornare libera? Come è possibile scambiare uno studio televisivo per un ufficio di collocamento? «This is not Hollywood» avevano scritto sui muri quei poveretti di Avetrana. E invece sì, tutto il mondo è paese.

AMANDA KNOX appena rispedita a Seattle ha già ricevuto un’offerta da una casa di produzione pornografica. E scriverà un libro, farà un film accontentandosi nel frattempo di vendere il suo inferno alle televisioni per milioni di dollari.

Una preghiera al papà di Erika De Nardo, ai genitori di Yara Gambirasio che hanno taciuto: provate a scriverlo voi un libro. Gratis, perché non avrebbe prezzo. Lasciate che vada da solo per il mondo a raccontare il frastuono della sofferenza e le ragioni del silenzio.

Viviana Ponchia

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Non ho molto da aggiungere a quanto ha scritto questa brava giornalista, se non un commento di DESOLAZIONE per come sta andando avanti questa società mondiale, anche grazie ad una televisione ed ad una editoria prive di valori che, però, evidentemente hanno un pubblico, perché, se così non fosse, sarebbe antieconomico.
Se questa è la biada di cui tante persone si nutrono, vuol dire che l'etica è l'ultima cosa di cui si interessano nella loro vita. O forse è assenza di intelligenza che induce a cercare l'orrore delle azioni sul viso di chi le commette: questo spiegherebbe certi commenti tipo "faccia da bravo ragazzo", "viso d'angelo", "ragazza della porta accanto". Allora a questa gente dico: state attenti alla ragazza della porta accanto, perché il fatto che vi abiti vicino non è un elemento che escluda la possibilità che sia un mostro. Il "colore" del cervello non si vede.

giovedì 6 ottobre 2011

"Questa è la verità processuale, non quella reale"

Da: La Stampa.it

Intervista di GUIDO RUOTOLO al Presidente della Corte d'Assise d'Appello


INVIATO A PERUGIA

Amanda e Raffaele possono anche essere responsabili della morte di Meredith, ma non ci sono le prove. Quelle che abbiamo valutato in dibattimento, non le abbiamo ritenute sufficienti a farli condannare». Claudio Pratillo Hellmann è un signore molto distinto, un vecchio magistrato benestante che, presidente della Corte d’assise d’appello, si è ritrovato a presiedere il processo per l’omicidio di Meredith Kercher. Pretore a Spoleto, poi presidente della sezione Lavoro della Corte d’appello e catapultato a presiedere un processo di cui avrebbe volentieri fatto a meno, e lui stesso non lo nega, con grande distacco e serenità commenta le polemiche che lo hanno coinvolto: «Siamo sereni, non ci hanno minimamente coinvolto le polemiche e il tifo da stadio che avevamo previsto».


Presidente, Amanda è libera a Seattle. Raffaele a casa, a Bisceglie. Liberi perché innocenti?

«Certo. Il dispositivo della sentenza non lascia margini di dubbio. Liberi, per non aver commesso il fatto. Ma questa è la verità processuale, non quella reale. Che può essere diversa».

Nella stanza di Mez c’era Rudy? Cosa è successo in via della Pergola, la notte del primo novembre del 2007?

«Certamente Rudy sa quello che è accaduto e non l’ha detto. Forse lo sanno anche i due imputati perché, ripeto, la nostra pronuncia d’assoluzione è il risultato della verità che si è determinata nel processo. Quindi forse lo sanno anche loro, ma a noi non risulta».

Amanda e Raffaele visti dall’altra parte. Dallo scranno della Corte, che impressione le hanno fatto?

«Due ragazzi di vent’anni. Ben educati, composti, provati da un’esperienza di questo genere».


La sera della sentenza, il tifo da stadio fuori al Tribunale. Urla: «Vergogna, vergogna». Impressionato?

«No. L’avevamo messo in conto. E prima di ritirarci in camera di consiglio l’avevamo anticipato. La piazza non conosceva il processo e devo dire con la massima serenità che mai siamo stati condizionati dall’attenzione dei mass media».

Presidente, a Roma, nei palazzi della politica, c’è già chi parla polemicamente di errore giudiziario, naturalmente riferendosi alle indagini e al processo di primo grado.

«Se fossi stato il pm avrei agito come hanno agito i pm del processo. Nessun errore da parte loro. Solo che abbiamo valutato diversamente le prove. Il codice stabilisce che basta un piccolo dubbio, purché ragionevole, per assolvere. E noi siamo stati coerenti con i nostri convincimenti».

E questo dubbio quando è che si è insinuato tra voi?

«Con la perizia, non c’è dubbio. Noi cercavamo la metodologia per la valutazione degli elementi genetici. E la risposta che cercavamo non l’abbiamo avuta».

I pm sono stati implacabili contro la perizia e i periti.

«Hanno difeso strenuamente il loro punto di vista. Per noi la perizia ha segnato un cambio di passo nel dibattimento».

Presidente, consenta il parallelo con un processo che ha diviso l’opinione pubblica nazionale: il processo Andreotti celebrato a Palermo. Pur documentati, i rapporti del senatore a vita con Cosa Nostra fino al 1980, il reato è stato prescritto. Dopo, l’insufficienza di prova.

«Nel nostro caso non abbiamo richiamato il secondo comma dell’articolo 530 del Codice (la vecchia insufficienza di prove, ndr). Non posso anticipare le motivazioni ma leggendole capirete. La nostra valutazione è che non è stato sufficiente l’impianto accusatorio ma indubbiamente gli elementi c’erano. Per noi, però, erano contraddittori, non soddisfacenti per arrivare alla condanna».

Se Rudy è colpevole di violenza sessuale e concorso in omicidio, chi ha ucciso Mez? E la vostra sentenza non entra in contraddizione con quella passata in giudicato di Rudy?

«Non c’è assolutamente un conflitto tra giudicati. La sentenza Guede riguarda un solo imputato. Nelle motivazioni, la Cassazione esordisce precisando che la pronuncia non può coinvolgere o avere riflesso nella vicenda di Amanda Knox e Raffaele Sollecito. Abbiate pazienza. Quando leggerete le motivazioni capirete».


Presidente Pratillo, il processo per l’omicidio di Meredith Kercher non ha assicurato gli assassini alla giustizia? Si può parlare di più colpevoli o dobbiamo accontentarci di un solo responsabile in concorso, Rudy Guede?

«Mi consenta un pensiero rivolto ai genitori di Meredith, alla loro sofferenza. Credo che dal punto di vista del processo, la verità purtroppo rimarrà insoluta. Noi non possiamo condannare senza prove».

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Ricordo che il giudice Priore disse la stessa cosa che ora dice il giudice Pratillo Hellmann: "questa è la verità processuale, non quella reale. Che può essere diversa" Lo disse in un'accesa discussione, trasmessa per radio dalla RAI, con il politico Giovanardi sulla verità su Ustica.
Tutti sappiamo che anche quelle vittime dell'aereo dell' ITAVIA abbattuto non hanno avuto giustizia.
Con le conoscenze ed i mezzi scientifici che abbiamo oggi, le perizie si basano essenzialmente su questi elementi.
Commentando non ricordo quale indagine, scrissi che mi chiedevo come facevano un tempo per individuare gli assassini: qualcuno mi rispose che una volta c'erano più innocenti in galera.
Oggi, però, forse ci sono più assassini in libertà.
Le vittime non possono parlare ed i loro parenti sono annichiliti dal dolore. Le loro vite sono inevitabilmente cambiate in peggio per sempre.
La prova principe dovrebbe essere che, mentre gli assassini uccidono, arriva qualcuno e li vede nell'atto di uccidere.
Ma gli assassini sono fortunati a quanto pare.
L'ultimo in ordine di tempo è l'omicidio stradale della giovane guida turistica statunitense appena giunta in Italia.
Sembra che la strada dove è stata ritrovata sia trafficata anche di domenica pomeriggio: quando è stata uccisa. Eppure nessuno ha visto nulla. L'assassino ha avuto un'incredibile fortuna: l'ha presa in pieno e non si è fermato neppure un attimo, e nessuno arrivava dietro di lui, nessuno era davanti a lui, nessuno giungeva dalla carreggiata opposta. Un attimo sospeso nel deserto, evidentemente.

mercoledì 5 ottobre 2011

E ti pareva...

Da: La Repubblica.it - oggi

Angelino Alfano l'ex Guardasigilli che ieri aveva parlato di "magistrati che non pagano mai".
All'attuale segretario del Pdl ha risposto, anche se indirettamente, il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, Michele Vietti: "Parlare di errori giudiziari - ha detto - di fronte a una sentenza di secondo grado che modifica il verdetto del Tribunale significa ignorare il funzionamento del nostro sistema giudiziario". Diretto l'attacco del segretario dell'Associazione nazionale magistrati, Giuseppe Cascini: "E' cattiva propaganda, ormai qualunque occasione è buona per parlare male dei magistrati".

"Ma quali errori, è la prassi". Vietti pone la questione su un piano tecnico: ciò che dice Alfano è sbagliato, non solo polemico: "Il sistema - ha detto a Radio1- prevede tre gradi di giudizio, e all'interno di questo sistema avvengono le inevitabili correzioni. Non credo sia uno scandalo che la Corte d'appello abbia preso una decisione diversa dal primo grado. Se questo dovesse scandalizzare non vedo a cosa servirebbe l'appello". Parlare di "errori" è doppiamente improprio, secondo il vicepresidente del Csm: "Mi stupisce sentir parlare di errori giudiziari. Gli errori giudiziari sono quelli in cui si appalesano colpe da parte del magistrato, qui sino a prova contraria stiamo parlando di valutazioni, sempre opinabili, soprattutto quando la sentenze si fondano su perizie molto sofisticate di carattere tecnico-scientifico che mutando, ovviamente, possono mutare le valutazioni da parte del collegio e quindi la valutazione definitiva del giudizio".
Basta tifo da stadio. Il processo, tra l'altro, non è affatto finito: "In questo caso - ha detto Vietti - si tratta di una diversa valutazione delle prove e quindi delle responsabilità degli imputati. Valutazione che potrebbe ancora mutare in sede di Cassazione, quindi inviterei tutti a essere prudenti".
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Alfano ha immediatamente portato acqua al suo mulino di incensatore dei casi giudiziari di chi l'ha "creato" politicamente, senza timore di apparite un ex Ministro della Giustizia della nostra Repubblica ignorante di Procedura Penale, con l'aggravante che è laureato in Giurisprudenza.

E' ovvio che, come molti di questi tempi, parla per interesse e non per vero convincimento.
I magistrati non potevano non ricordargli la lezione.
Errori giudiziari ce ne sono, ma non nel caso del processo di Perugia che ha ribaltato il giudizio di primo grado cancellandolo, peraltro con gravi dubbi che tale giudizio, purtroppo non discutibile, sia veramente giusto. Se ne fanno carico le coscienze che hanno deciso che i due imputati non erano presenti al fatto.
Vietti ricorda l'ovvio: "Valutazione che potrebbe ancora mutare in sede di Cassazione".
Già, ma chi la riacchiappa più la cittadina statunitense?
Sembra che non ci sia trattato di estradizione fra l'Italia e gli U.S.A. e noi non riusciamo ad ottenere gli assassini nemmeno dal Brasile, dove invece l'accordo per l'estradizione c'è.

Non nascondo un sentimento di avvilita frustrazione come italiana. Come essere orgogliosi di questo Paese visto come viene gestito da chi ha il potere?
Nella mia mente, ed ho scoperto poi nella mente di molti altri, è tornato il ricordo del Cermis.
Anche lì le vittime erano quasi tutte di altri Paesi, come la povera Meredith, ma il crimine è stato compiuto sul suolo italiano: il Presidente del Consiglio era all'epoca D'Alema.

Foto del genocidio del Cermis rimasto impunito

Avevo 15 anni quando mio padre mi condusse al cimitero americano di Anzio: non ho dimenticato quelle croci bianche e l'età di quei giovani. Siamo grati a tutti quei martiri per la nostra libertà: avevamo un cancro e loro sono stati la nostra chemioterapia..... Ma dopo più di 60 anni abbiamo pagato il nostro debito di riconoscenza spero! Ancora scaviamo e troviamo le loro bombe e quelle degli altri alleati.... Si sa, la chemio fa male... ma è necessaria...
Allora chiediamo ai nostri governanti che non si arrivi a pagare con il sangue di persone innocenti un debito che non può esserci più, altrimenti è usura!

martedì 4 ottobre 2011

Potere a pochi... Problemi a molti....

03-10-11


CGIL: "FIAT NON VUOLE REGOLE E NEGA RAPPRESENTANZA"

(ASCA) - Roma, 3 ott - ''E' la conferma dei nostri timori su di una scelta gia' compiuta e decisa da tempo da parte di chi non vuole rispettare le regole e nega la rappresentanza''.

Cosi' in una nota il segretario confederale della Cgil, Vincenzo Scudiere, commenta la decisione dell'amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, di uscire da Confindustria a partire da gennaio.

Purtroppo, prosegue, ''questa posizione trova sostengo da parte di un governo giunto al capolinea e che non ha mai avuto la capacita' di farsi rispettare e di far rendere conto alla Fiat delle scelte compiute. Un governo che ha sempre rincorso il Lingotto e che tutte le volte lo ripaga con scelte che non aiutano il Paese''. Inoltre, aggiunge il dirigente sindacale, ''e' spiacevole che proprio dalla piu' grande azienda italiana continuino ad esserci scelte che puntano a mettere in discussione i passi avanti fatti con gli accordi che hanno come obiettivo la ricostruzione di regole nell'ambito di nuove e rinvigorite relazioni sindacali''.

Scudiere sottolinea inoltre che ''intestardirsi nell'applicazione dell'articolo 8 poi, sta diventando un esercizio inutile perche' e' l'ulteriore pretesto dell'Ad di Fiat per giustificare decisioni industriali non chiare, insieme a piani industriali e ad investimenti tanto annunciati quanto frequentemente rimessi in discussione''.

''Sarebbe utile - conclude il sindacalista - che tutti la smettessero di rincorrere l'ingegner Marchionne, mettendolo di fronte alle proprie responsabilita', e difendessero allo stesso tempo gli accordi interconfederali sottoscritti''

Fonte della Foto AbruzzoWEB
il presidente della Fiat, John Elkann  (fratello di Lapo Elkann) e l'amministratore delegato, l'abruzzese Sergio Marchionne

Spigolando qua e là ..........

Da: Il Messaggero.it

Lapo Elkann blocca tram a Milano con il suv: multato e insultato dai passanti


 


Foto Paolo Salmoirago ANSA

ROMA - Ha parcheggiato la sua Jeep Grand Cherokee sulle rotaie del tram e se n'è andato. Per mezz'ora, il traffico in corso San Gottardo nel centro di Milano è rimasto bloccato per colpa di Lapo Elkann e del suo particolare suv di colore mimetico che ha bloccato un tram della linea 3. E quando è tornato per spostare la macchina, ha ricevuto non solo una doppia multa ma anche gli insulti dei passanti.
È successo oggi tra le 15.30 e le 16 circa e l'Atm ha dovuto allestire un servizio sostitutivo di autobus per raccogliere i passeggeri rimasti bloccati sui tram che avevano già imboccato il corso, prima che l'intera linea venisse deviata da piazza Abbiategrasso fino a piazza XXIV maggio.
Oltre alla sanzione per divieto di sosta, Elkann riceverà quindi una salatissima multa per interruzione di pubblico servizio che sarà tra i 1.000 e i 1.500 euro visto che i tecnici dell'Atm la stanno ancora calcolando tenendo conto di numerosi parametri, come il personale e mezzi impiegati per risolvere l'emergenza.
Maglietta blu e cappellino grigio calato in testa, Elkann è subito salito in macchina senza rispondere agli insulti. Quello provocato da Lapo non è un incidente raro per Atm visto che sono circa 1.500 gli episodi di questo genere che si verificano ogni anno a Milano all'anno, con circa 200 minuti ogni giorno di fermo dei mezzi bloccati da auto parcheggiate sulle rotaie.

Mercoledì 07 Settembre 2011 - 21:55 Ultimo aggiornamento: Lunedì 12 Settembre - 20:48

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Fondazione Italia USA Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.


La Fondazione Italia USA ((EN) Italy-USA Foundation) è una fondazione non profit sostenuta da contributi pubblici e privati ed è sorta sotto l'egida dell'Ambasciata degli Stati Uniti in Italia, alla presenza del ministro consigliere per gli affari pubblici della rappresentanza diplomatica degli Stati Uniti a Roma.

Ha come scopo di approfondire in Italia la cultura americana. La Fondazione, nelle finalità statutarie, dichiara infatti di voler promuovere l'amicizia tra Italia e Stati Uniti senza implicazioni commerciali ed economiche.

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Alla Camera dei Deputati il Premio America della Fondazione Italia USA

La cerimonia di conferimento del Premio America, promosso dalla Fondazione Italia USA, si terrà a Roma il 6 ottobre 2011, alle ore 17, presso la Camera dei Deputati, Sala delle Conferenze di Palazzo Marini, con l’adesione del Presidente della Repubblica Italiana, on. Giorgio Napolitano. I premiati per l’edizione 2011 sono Laura Biagiotti, stilista, Lapo Elkann,.........ecc. ecc.
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Da: Giornalettismo.com

 
4 ottobre 2011
Amanda Knox
Prima di partire per gli States la ragazza scrive alla Fondazione Italia Usa, che l’ha aiutata.

All’indomani della sentenza di assoluzione per l’omicidio di Meredith Kercher e a poche ore dalla sua partenza per gli Usa, Amanda Knox ha fatto avere una sua lettera alla Fondazione Italia Usa, i cui dirigenti sono stati costantemente al suo fianco durante i quasi quattro anni di detenzione.

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DI QUALI "NOBILI" CAUSE si occupa la  Fondazione Italia Usa ................
Meditate, gente, meditate ..................

"GIUSTIZIA" è fatta

DA: DiariodelWeb.it - ‎26/set/2011‎

PERUGIA - «Amanda, mentre scaricava i sospetti su Lumumba, ha dato dei particolari che solo lei conosceva perchè era nella stanza di via della Pergola durante l'omicidio»: l'avvocato Carlo Pacelli, legale del calunniato dalla ragazza americana Patrick Lumumba, non si è limitato a ripercorrere le «testimonianza calunniosa» che ha portato il suo assistito per un mese in carcere a essere ritenuto «il violentatore di via della Pergola», ma ha aggiunto particolari per attribuire il delitto di Meredith Kercher proprio ad Amanda Knox, in correità con Raffaele Sollecito e Rudy Guede.

«Nell'interrogatorio - ha continuato - dove fece il nome di Lumumba, senza nessuna costrizione da parte della polizia, ma solo per allontanare da sé i sospetti, affermò che era nella casa di via della Pergola insieme a Patrick, che poi si era appartato con Meredith in camera. Poi disse di avere sentito delle urla lancinanti. Urla di cui gli investigatori non ne erano a conoscenza. Infatti, solo dopo testimonianze attendibili si venne a sapere del grido disperato riecheggiato dopo che la ragazza era stata sgozzata. Amanda sapeva di quel fatto perchè era presente».

«La Knox cercò dopo l'omicidio di trasferirsi in Germania« - L'avvocato Carlo Pacelli, legale di Lumumba, tramite i tabulati delle intercettazioni ha anche messo in luce al processo come Amanda fosse assalita dal terrore in quei giorni subito dopo l'omicidio di Meredith e perciò avesse intenzione di recarsi in Germania. «Altro che disponibilità a collaborare. Amanda al telefono con un suo familiare residente in Germania aveva espresso la sua volontà di lasciare il Paese, ma l'idea fu lasciata cadere solo perchè la polizia le disse di non lasciare il Paese e di restare a disposizione». Per il legale di parte civile si tratta di un altro chiaro segno di colpevolezza.

Nella arringa ci si è soffermati sul lato oscuro di Amanda: «ragazza luciferina, falsa, di facili costumi come dimostra la facilità con cui aveva rapporti sessuali con ragazzi conosciuti da meno di un giorno». E ancora: «attrice che mostra il suo lato dolce, quando in realtà domina quello oscuro». L'avvocato non ha risparmiato anche argomenti intimi come «la passione per i vibratori» da parte della ragazza. Per tutto questo è stata chiesta la conferma della sentenza in primo grado.
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DA: La Stampa - ‎26/set/2011‎

Le foto hanno comunque prodotto il loro effetto anche perché il legale si è soffermato a lungo sulle modalità del delitto. Secondo la ricostruzione è stata la sua resistenza al rapporto sessuale a firmare l’azione delittuosa. Lei non voleva ed è stata minacciata prima con la punta del coltello sulla guancia sinistra come da piccola ferita riscontrata durante l’autopsia, dopo di che c’è stata un’escalation incredibile di violenza. Sono state contate oltre 40 ferite. Quelle al naso e alla bocca, viste nelle foto (Amanda e Raffaele erano gli unici a non guardare lo schermo, i loro occhi erano fissi sulla giuria), sono dovute al tentativo di soffocamento come quelle sotto la mandipola. Ma prima di ricevere il fendente fatale alla gola la ragazza è stata violentata . «Non ci sono lesioni da difesa» ha precisato l’avvocato Perna che ha trattato gli aspetti medico-legali.
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Se non ci sono lesioni da  difesa vuol dire che la vittima, LEI SI' INNOCENTE, non aveva le braccia libere che, altrimenti, sarebbero state fatte segno di tagli visto che l'arma usata per ucciderla era un'arma da taglio. Chi gliele teneva? Rudy Guede mentre la violentava? Con una mano il coltello, con l'altra entrambe le braccia della povera fanciulla?
Sembra una "giustizia all'americana": il nero unico assassino dentro, i due bianchi fuori.
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Sempre DA: La Stampa - ‎26/set/2011‎

Spregiudicata nel mentire, incantatrice come Circe e crudele come Messalina. «Quando il 5 novembre si è recata in Questura per accompagnare Raffaele e si è resa conto che il suo ragazzo stava cambiando versione ha perso il controllo e per salvarsi si è inventata la storia di Lumumba per depistare le indagini» ha ricostruito il legale. E ha aggiunto: nonostante sapesse di aver accusato un innocente («L’ha detto anche alla madre e ai suoi avvocati») per moltissimi giorni, fino a quando Lumumba non ha potuto dimostrare la sua innocenza, ha continuato a tacere con gli inquirenti. È una ragazza spregiudicata, un’impostora. In Questura è stata l’unica tra tutte le amiche di Meredith a non piangere, continuando a scambiarsi effusioni e baci con Sollecito».  (Dubbio mio e non solo mio: per tenerlo buono?)

Al centro dell’arringa di Carlo Pacelli difensore di Patrick Lumumba, è stata invece la figura di Amanda Knox, definita ragazza luciferina dal volto d’angelo, «fangosa fuori e nera dentro» dedita alle droghe, all’alcol, alla lussuria e in cerca di emozioni sempre più border line.

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Ho confrontato il mio pensiero su questo ribaltamento della sentenza di primo grado con quello di persone molto diverse da me e diverse fra loro: MI HANNO COLPITO I LORO COMMENTI, ne riporto alcuni:
Un uomo anni 53: "26 anni nel primo processo e niente nel secondo? Siamo in Italia.... che vuoi fare?"
Una donna anni 47: "Ma la porta era chiusa dall'interno... il vetro rotto con i vetri caduti all'esterno...come se fosse una messa in scena... e solo chi aveva le chiavi poteva preoccuparsi di mettere su una simile messa in scena per allontanare eventuali sospetti da sé."
Una donna anni 50: "Non si capisce.... proprio non si capisce...."
Una donna anni 65: "Che giustizia è questa? Tanti indizi corposi e concordanti sono elementi di prova... Basta poi il cavillo della prova scientifica che contrasterebbe quella della polizia scientifica e tutto crolla? Peggio per chi viene ammazzato in questo Paese... Chi  muore giace e chi vive si dà pace!"
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Madre, padre e sorella della povera Meredith


Madre e sorella della ragazza assassinata
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DA: "IGN - Portale di ADNKronos" di oggi:

"I Kercher non hanno mai usato i media, perché in un processo non si usano i media", ha detto l'avvocato Francesco Maresca, legale della famiglia Kercher, sottolineando la differenza con il comportamento dei Knox, che secondo l'avvocato "hanno creato l'ulteriore strumento della pressione mediatica". "Noi non abbiamo chiesto aiuto a nessuno, non abbiamo fatto nessuna fondazione", ha aggiunto ancora il legale. Quanto alla sentenza, l'avvocato ha detto: ''Come tutti i processi indiziari, possono ribaltarsi spesso sia in un verso che in un altro. Dobbiamo vedere che cosa diranno i giudici nelle motivazioni per giustificare la calunnia staccata da tutto il resto''. (Oltre che nei confronti di Lumumba, Amanda Knox è processata per calunnia anche nei confronti di 7 poliziotti ed una interprete usata dalla polizia durante un interrogatorio dell'indagata). 
''Ho piena fiducia nell'onestà intellettuale, ma leggere ogni giorno l'innocenza di Amanda, anche non volendo il pensiero può non essere più genuino'', ha detto ancora Maresca rispondendo a chi gli chiedeva se i giudici non siano stati influenzati dai media. ''Cosa penso della superperizia? - ha detto ancora il legale - Per noi quelli erano solo due elementi, ma ce n'erano molti altri''. ''Pensavamo che tutto il resto fosse più che sufficiente per confermare la sentenza di primo grado - ha aggiunto - Abbiamo un pacchetto di elementi valutato in un modo in un primo grado e in un altro nel secondo''.
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DA: "TubiAmo" di oggi (giornale on-line)

Persino il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, attraverso una nota ufficiale, ha espresso tutta la sua soddisfazione. Il caso di Amanda Knox in America aveva scatenato un mare di polemiche .......
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Obama mi piace ma mi delude perché penso che dovrebbe spendere i suoi comunicati ufficiali per cause migliori di questa. La cittadina statunitense è stata assolta con una sentenza che lascia esterrefatti e delusi tanti italiani, giacché ci sono dati di fatto su di lei che, anche se la sentenza non ne ha voluto tenere conto, danno un'immagine non certo edificante della persona. Guai dunque ai trionfalismi.
Inoltre gli U.S.A. non possono dare lezioni a nessuno riguardo alla Giustizia nei processi per omicidio: chiunque può rinverdirsi la memoria su tale argomento con un semplice giro sul WEB.

venerdì 30 settembre 2011

Acqua pubblica, acqua privata


Federico Fubini


L'orientamento globale del mio pensiero socio-politico non mi rende cieca e partigiana e sono pronta a ricevere quello che i fatti mi mettono davanti senza pregiudiziali.
Sono favorevole alla gestione dell'acqua pubblica, ma un'esperienza vissuta personalmente molto da vicino e di cui ho parlato in precedenti miei post, ("Delusione" 20/09/2011, "Mancanza di coerenza" 19/07/2011, "Commento al post sul sito di Italia dei Valori sul decreto per i rifiuti di Napoli" 02/07/2011), e anche sul blog di Italia dei Valori e di Antonio Di Pietro, mi fa riflettere su cosa c'è dietro certe verità sbandierate come tali, contando sul fatto che la gente non ha sempre tempo per approfondire ogni argomento e, spesso, si ferma alle parole di un leader politico di cui si fida. Ma se vedi un fatto da vicino e non ti nascondi la verità oggettiva, non puoi non pensare a cosa farà un certo politico in ambiti in cui tu non puoi vedere da vicino i fatti e le cose e devi accontentarti di una verità apparente.
Questo è l'incipit di un discorso più importante: oggi nella trasmissione radiofonica di RAI 3 "Prima pagina", rete non certo definibile di destra, condotta da Federico Fubini, giornalista del "Corriere della Sera", settore economico, ho ascoltato delle cose importanti e che danno ragione a quello che io ho constatato da vicino sulla gestione dell'acqua pubblica.
Fubini diceva che certi politici, che hanno portato avanti il discorso del referendum sull'acqua pubblica, hanno mentito alla gente sulla realtà che questo possa essere realmente economico e ben gestito per la comunità. Infatti, dice Fubini, i Consigli di Amministrazione delle Società Pubbliche che gestiscono le Acque sono spesso luoghi dove i partiti possono piazzare loro uomini, con aggravio di spese per la comunità che deve loro pagare i relativi emolumenti, e con loro vantaggio perché queste poltrone servono a costruire carriere politiche. E non è detto, diceva sempre Fubini, che una Società privata non abbia interesse a che il Servizio funzioni, rischiando i costi e dovendo ricavarne anche dei profitti.
Debbo dire che la dotta analisi di Fubini, che qui ho riportato con parole mie, mi ha colpito, in quanto dà ragione a quanto da me constatato.
Riassumo i fatti: un territorio del Lazio, servito da un Ente di Diritto Pubblico chiamato Consorzio Acquedotto Doganella S.p.A. deve passare la mano, suppongo per scelte politiche, ad una delle società figliate dalla ACEA, società pubblica che esiste dal 1909 (per vederne la storia e l'evoluzione si rimanda al sito di ACEA, Storia). Questa Società Pubblica si chiama ACEA ATO2, la seconda parte del nome è l'indicazione del territorio che gestisce. Il passaggio avviene nel 2007. Gran parte del territorio NON è servito da fognatura e lo smaltimento avviene tramite pozzi neri svuotabili a spese dei singoli cittadini. I contratti di questa parte di cittadini che Acquedotto Doganella S.p.A. passa ad ACEA ATO2 riguardano SOLO l'allaccio all'acqua. Ciò nonostante questi cittadini vedono assegnarsi la depurazione fognature + IVA al 10% nella prima bolletta che emette ACEA ATO2. Pensando ad un errore alcuni si recano presso i rispettivi comuni, altri scrivono direttamente ad ACEA. I comuni cercano di parlare con i Dirigenti di ACEA ATO2, mentre la Società risponde per scritto, a chi ha segnalato l'inesistenza della rete fognaria, che il cittadino deve dimostrare di avere un pozzo fatto secondo le ultimissime normative, altrimenti chiude l'accesso di acqua. Non sto scrivendo nulla che non sia documentabile con carte scritte.
I cittadini sono di diversi orientamenti politici e di diversi livelli culturali: dal contadino, essendo un territorio con zone rurali, al professore universitario, ma a tutti la risposta di ACEA ATO2 appare come un ricatto: paga o ti togliamo l'acqua e ti rifacciamo rifare i pozzi con spese (anche queste documentabili) che vanno da euro 10.000,00 a 30.000,00. 
Se la fognatura non c'è, si chiede il contadino come il professore universitario, perché debbo pagarla?
Non ci si aspetterebbe mai da una Società Pubblica una cosa simile: pensate se fosse stata privata! Forse si poteva denunciare per estorsione, ricatto, truffa, emissione di fatture false..... Non esistendo la struttura di cui ACEA ATO2 dichiara in fattura di aver effettuato la depurazione, se in questo Paese esiste ancora la possibilità di applicare il diritto sancito dalla Costituzione Italiana e regolamentato dai Codici Civile e Penale, penso che una Società Privata non la passerebbe liscia.
Nel C.d.A. di ACEA ATO2 c'è come Consigliere un uomo del partito in cui credevo: Italia dei Valori. A lui mi sono rivolta quando ho saputo che ne era diventato anche il Vicepresidente: non so per quali vie, non avendo lauree, che io sappia, né preparazione specifica nel ramo. Sò soltanto, da fonte certa, che egli ha solo e sempre fatto politica, prima nei socialisti. Speravo negli ideali di trasparenza e giustizia nei riguardi dei cittadini, già ingiustamente tartassati per vari versi, che, secondo me, dovevano spingere l'uomo di Italia dei Valori a correggere una fatturazione illegale. Mi ha risposto il silenzio per iscritto, a parte una risposta indiretta sul sito di Italia dei Valori. A voce, invece, debbo dire che mi aveva dato delle rassicurazioni, anche se vaghe. L'unica cosa che ho ottenuto dalla sede regionale del partito è stato farmi parlare con un avvocato cassazionista di IdV, che mi ha proposto di fare una Class-action insieme a tutti gli altri cittadini di cui mi sono interessata.
Parlando con la gente dei vari comuni del territorio interessato, ho constatato che hanno paura di dover spendere denaro per rifare lavori sui pozzi secondo le norme via via emesse negli anni (più comodo che costruire la rete fognaria di cui anni fa fu fatto un cospicuo stanziamento, su relativo progetto evidentemente), preferendo pagare una depurazione inesistente. A questo racconto vorrei aggiungere qualche aneddoto lievemente comico: una signora, recatasi presso gli uffici ACEA della zona a chiedere conto del perché le facevano pagare la depurazione fognature + IVA 10% visto che le fognature lei non le aveva, si è sentita rispondere da un volenteroso impiegato che "noi depuriamo le acque, per questo lei paga". Peccato che la scritta sulle fatture riporti testualmente ad es.: depurazione fognature euro 50,00 + IVA 10%, una voce totalmente a parte rispetto alle voci che riguardano la fornitura e la depurazione delle acque chiare ciascuna addebitata con precisione. 
E tornando a dar ragione a Fubini ed alle sue argomentazioni, ho constatato, e con me tutti i cittadini con cui parlo, che da quando la rete delle acque è passata ad ACEA ATO2 ci sono quotidianamente perdite, lungo le strade pubbliche che percorriamo e, in qualche caso, anche all'interno di comprensori privati, dalle bocchette principali da dove si diramano i tubi che vanno verso le varie utenze.
Rigagnoli di acqua anche molto consistenti si formano per giorni e la gente denuncia di aver chiamato la Società Pubblica che però non è intervenuta, mentre lo spreco di acqua continua.
E' inevitabile chiedersi come mai questo avviene con tanta frequenza e prima non avveniva. E' una constatazione che è sotto gli occhi di tutti i cittadini dei comuni prima gestiti da Acquedotto Doganella S.p.A., che pure non era indenne da critiche, ma che oggi fa dire: "Il peggio non è mai morto". 

Da il Mamilio.it : giornale on-line a contenuto locale
Frascati  - News del 05/08/10

La rete idrica fa acqua
Diverse perdite sul territorio cittadino. I residenti accusano: "L'Acea, chiamata, non interviene"



mercoledì 28 settembre 2011

Povera Meredith!


Da: "Il Messaggero.it" di oggi
Amanda, pronto un jet privato per lasciare l'Italia

di Nino Cirillo

ROMA - C’è un rebus attorno al quale un’intera comunità di specialisti - giornalisti, avvocati, uomini di cinema e perfino diplomatici - si sta arrovellando: se Amanda Knox verrà davvero assolta, se davvero le clamorose perizie venute fuori dal processo d’appello le restituiranno dopo quattro anni la libertà, come e quando lascerà l’Italia?
Perché che lasci l’Italia è sicuro, gli Stati Uniti l’aspettano, tutta un’opinione pubblica che non si è mai rassegnata, tutto un paese che la ritiene vittima - lei e il suo Raffaele - di un’enorme ingiustizia. Ma quando si tratta di Amanda ogni cosa diventa un affare di stato.
Non è certo difficile immaginare che addirittura l’ambasciata americana di via Veneto stia già studiando, forse abbia già un piano per far uscire velocemente e senza intoppi, sempre in caso di assoluzione, Amanda dall’Italia. Discretissimi funzionari sono all’opera, loro come «Friends of Amanda», l’associazione nata per sostenere questa battaglia anche con una raccolta di fondi di cui non si conosce ufficialmente l’ammontare ma sicuramente ricchissima.

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Che tristezza vedere come tanta gente sia pronta a mobilitarsi per una assassina presunta, calunniatrice accertata, perfida e cinica nei riguardi di una persona che le dava lavoro nel suo locale, un giovane padre e marito che ha vissuto l'angoscia del carcere senza nulla aver fatto: penso alla sofferenza della moglie e dei suoi bambini...

Che sensazione sgradevole sentire che, sembra, i cittadini statunitensi non accettano che una loro concittadina possa essere colpevole e, soprattutto, che venga giudicata dai Tribunali Italiani!! Mi sembra sommamente arrogante tutto questo.

Infine, se anche costei venisse assolta in appello, non credo possa lasciare il nostro Paese prima della sentenza della Cassazione.

Da "L'Unità.it"

Meredith/ Legale Lumumba: Amanda Knox si è tradita


Perugia, 26 set. (TMNews) - "Amanda, mentre scaricava i sospetti su Lumumba, ha dato dei particolari che solo lei conosceva perchè era nella stanza di via della Pergola durante l'omicidio": l'avvocato Carlo Pacelli, legale del calunniato dalla ragazza americana Patrick Lumumba, non si è limitato a ripercorrere le "testimonianza calunniosa" che ha portato il suo assistito per un mese in carcere a essere ritenuto "il violentatore di via della Pergola", ma ha aggiunto particolari per attribuire il delitto di Meredith Kercher proprio ad Amanda Knox, in correità con Raffaele Sollecito e Rudy Guede.