martedì 13 dicembre 2011

Ricevo e diffondo

Mi chiamano Medio Alto, ma il mio soprannome è Rintracciabile !!!
MASSIMO GRAMELLINI - LA STAMPA
Mi chiamano Medio Alto, ma il mio soprannome è Rintracciabile. Sono quello
che non può nascondersi, quello che paga. Anche stavolta. Il governo della
Libertà mi impone tasse svedesi per continuare a fornirmi servizi
centrafricani. E io le verserò fino all'ultimo centesimo, senza trucco e
senza inganno, da vero scandinavo. Poi però rimango un italiano e allora mi
si consenta di essere furibondo.

Punto primo. Mi sono scocciato di pagare per il funzionamento di una
giostra su cui non esercito alcun controllo. Il debito lo avete fatto voi e
lo saldo io. Ma avrò almeno il diritto di pretendere che la smettiate di
indebitarvi ? A quanto pare, no. Io vorrei che i miei soldi - frutto del
lavoro quotidiano e non di una eredità o di un gratta e vinci - servissero
a finanziare le scuole e gli asili-nido, a ripulire gli ospedali, a pagare gli stipendi
degli insegnanti, dei poliziotti e dei tanti impiegati che svolgono
con impegno la loro missione di servitori dello Stato.

Invece so già che verranno gettati fra le fauci del Carrozzone Pubblico,
che se li divorerà in un sol boccone per poi rivoltarsi famelico contro di
me, chiedendomi altro cibo. So già che la politica, cioè quell'accozzaglia
di affaristi senza ideali che ne usurpa il nome, li userà per tenere in
piedi gli enti inutili, le baracche elettorali, le torme di parassiti che
campano da decenni alle spalle  dei contribuenti.

Non è dunque il prelievo in sé a indignarmi. Ma la sua assoluta inutilità.
In attesa di riforme strutturali, che dopo vent'anni di chiacchiere sono
ancora e sempre «allo studio», i miei soldi serviranno solo a perpetuare un
sistema che non mi piace, a garantire la pace sociale dei furbi, non quella
dei poveri.

Punto secondo. Accetto di farmi spremere, ma non di farmi prendere in giro.
Quelli che vengono contrabbandati come tagli alla politica sono in realtà
tagli ai servizi degli enti locali, che si rivarranno sui cittadini, cioè
di nuovo, sempre e soltanto su di noi.

Punto terzo. Trovo giusto che, in tempi di crisi, chi guadagna meno di me
non contribuisca allo sforzo (anche se poi lo fa, con i tagli alle
tredicesime e alle pensioni). Mentre considero una vergogna che il collega
che guadagna quanto me, ma ha cinque figli a carico, non abbia diritto a
uno sconto. Il padre di una famiglia numerosa che incassa 90 mila euro lordi l'anno
(circa 4000 netti al mese) non è un Super Ricco e nemmeno un Medio Alto.

E' un Medio Impoverito che deve già versare più degli altri per i
medicinali e le tasse scolastiche dei figli, e che da domani non avrà più
neanche i mezzi per tentare di scuotere, con i suoi consumi,
l'encefalogramma piatto dell'economia. Mi sembra incredibile che la Chiesa,
sempre così lesta a dire la sua su gay e moribondi, non abbia saputo
imporre a un governo di sepolcri imbiancati la difesa reale della famiglia,
accontentandosi di conservare intatti, anche in questa tormenta, i propri
scandalosi privilegi fiscali.

Ultimo punto (ma è di gran lunga il primo). Mi sta bene che i poveri non
paghino. Ma perché non pagano neanche i ricchi veri? A Lugano le banche
hanno dovuto mettere fuori i cartelli: cassette di sicurezza  esaurite.
Segno che nei giorni scorsi un esercito di compatrioti ha  sfondato le
frontiere per andare a nascondere del denaro. Sono i  signori del secondo e
del terzo Pil (il nero e il mafioso). Quelli con  il Pil sullo stomaco.
Gli Irrintracciabili.

Scommettiamo che il più facoltoso di loro dichiarerà al fisco 89.999 euro?
Li disprezzo. Persino più dei politicanti. Giuro che d'ora in avanti non
avrò più pietà. Chiederò scontrini a tutti su tutto. E se mi diranno: «Ma
così, dottore, non posso più farle lo sconto», li  andrò a denunciare.

Poiché sono l'unico che paga, in questo accidenti  di Paese, voglio
cominciare a togliermi qualche sfizio anch'io.

!!!!!!!!!!!!!

BABY PENSIONATI: 
Esempi delle  PENSIONI PIU’ RICCHE


MauroSANTINELLI classe1947;ramo telefonia;pensione lorda annua1.173.205,15
mensile 90.246;al giorno 553.258,90; ente INPS
GiovanniCONSORTE classe 1948; ramo finanza; pensione lorda annua 372.000,00; 
mensile 28.593,00; al giorno 1.033,33;ente INPS
   
PENSIONE PER pochi GIORNI DI LAVORO

nome cognome, attività svolta per pensione/mese lorda; ente

Luca BONESCHI  parlamentare 1 giorno  3.108,00  Camera 
Piero CRAVERI  parlamentare 8 giorni  3.108,00  Senato 
Angelo PEZZANA parlamentare 8 giorni  3.108,00  Camera 
Toni NEGRI parlamentare 64 giorni 3.108,00 Camera 
Paolo PRODI parlamentare 126 giorni 3.108,00 Camera 
Clemente MASTELLA giornalista 397  giorni (? importo non pervenuto) INPGI 
Oscar Luigi SCALFARO magistrato 3 anni 7.796,85 INPDAP 

SUPERBABY PENSIONATI
pensione/mese lorda; ente

Manuela MARRONE in BOSSI insegnante 39 anni 766,37 INPDAP 
Giuseppe GAMBALE parlamentare 42 anni 8.455,00 Camera 
Antonio DI PIETRO magistrato 44 anni 2.644,57 Inpdap 
Rainer Stefano MASERA banchiere 44 anni 18.413,00 INPS 
Pier Domenico GALLO banchiere 45 anni 18.000,00 INPS 
Rino PISCITELLI parlamentare 47 anni 7.959,00 Camera 
Pier Carmelo RUSSO assessore Sicilia 47 anni 10.980,00 Regione Sicilia 
Mario SARCINELLI banchiere 48 anni 15.000,00 INPS 
Alfonso PECORARO SCANIO parlamentare 49 anni 8.836,00 Camera 
Vittorio SGARBI parlamentare 54 anni 8.455,00 Camera 

Esempio di 3 PENSIONI SENZA LIMITI DI CUMULO 

nome cognome pensioni/ mese lorde ente

Romano PRODI 
4.246,00 INPDAP 
4.725,00 Parlamento 
5.283,00 Unione Europea

Esempio di 2 PENSIONI SENZA LIMITI DI CUMULO

nome cognome pensioni/ mese lorde ente

Luciano VIOLANTE 
7.317,00 INPDAP 
9.363,00 Camera 

Esempio di 2 PENSIONI E UNO STIPENDIO SENZA LIMITI DI CUMULO 

nome cognome pensioni/mese lorde + stipendio lordo ente
Giuliano AMATO 
22.048,00 INPDAP 
9.363,00 Parlamento 
(?cifra non pervenuta) stipendio di Deutsche Bank 

Giulio ANDREOTTI 
5.823,00 INPDAP 
5.086,00 INPGI 
19.053,75 stipendio da parlamentare

Esempio di 1 PENSIONE E UNO STIPENDIO SENZA LIMITI DI CUMULO
nome cognome pensione/mese lorda + stipendio lordo ente  

Renato BRUNETTA 
4.352,00 INPDAP 
19.053,75 stipendio da parlamentare 
Giuseppe FIORONI 
2.008,00 INPDAP 
19.053,75 stipendio da parlamentare 

Rocco BUTTIGLIONE 
5.498,00 INPDAP 
19.053,00 stipendio da parlamentare

Achille SERRA 
22.451,00 INPDAP 
19.053,75 stipendio da parlamentare

NON HO POTUTO RIPORTARE L'INTERA TABELLA MA SO CHE E' NOTA A MOLTI.
Solo uno che è "fuori" dalla realtà, come ho scritto nel mio post precedente, può dire che è Monti che ha "tirato la polpetta avvelenata". Mi viene da cantare:

Ah! ça ira, ça ira, ça ira, .....

In Italia vige una doppia legge, evidentemente, una per "LORO" ed una per noi: mio padre, invalido di guerra, aveva la pensione di II categoria per una infermità che lo ha accompagnato tutta la vita e gliel'ha accorciata: gliela decurtavano perché lavorava e percepiva uno stipendio di impiegato dello Stato. In pensione idem: 2 pensioni per legge non si potevano cumulare. Ed erano cifre misere.

Che teatrino!!!

Da: Il Giornale.it

La crociata della Bindi, la regina dei benefit

La Bindi fa il pieno di indennità, ma spara su Monti perché vuole imporre tagli agli onorevoli.

di -

Roma - Per una volta, Rosy Bindi ha messo tutti d’accordo, a destra come a sinistra e persino nel suo partito. Non capita spesso, ma stavolta, con la sua dura intervista alla Stampa, la presidente del Pd ha dato voce ad una irritazione profonda contro il governo dei «professori» che serpeggia trasversalmente tra i parlamentari italiani: quell’articoletto sui compensi degli eletti, infilato dall’esecutivo nel decreto Salva-Italia è «una scivolata», «un errore che da un governo di competenti non ci si aspettava, e che paghiamo caro».


Perché «certo al governo non mancavano le competenze per sapere che sono i parlamenti che controllano i conti dei governi, e non viceversa».
Insomma, «una caduta di stile, che perdoniamo anche se in un momento come questo è grave». Certo, dice la Bindi, le indennità di deputati e senatori vanno tagliate, «subito e anche più della media europea», ma la commissione Giovannini è già al lavoro per farlo e nessuno nel Palazzo vuole rallentare o rinviare. Tanto più che sui vitalizi «abbiamo già giocato di anticipo», e che l’indennità parlamentare «non è più indicizzata dal 2001» (al contrario di quella dei magistrati, cui era agganciata fino ad allora), e in questa legislatura è già stata sforbiciata di ben 1500 euro. Dunque quella del governo è una intromissione superflua e pure indebita, che serve solo a contribuire alla campagna di «delegittimazione del Parlamento».
Un grido di dolore dell’unica «casta» su cui si sta abbattendo l’orrore popolare contro i privilegi del potere, e un - sia pur cauto - atto di accusa contro il governo. Certo, a Montecitorio c’è chi fa notare che forse la Bindi non era la più adatta a farsene portavoce, visto che da vicepresidente della Camera percepisce, oltre alla normale indennità, anche quella aggiuntiva di carica (oltre 5mila euro mensili lordi), la macchina con autista e l’appartamento di servizio al piano nobile del palazzo. Ma lei per prima mette le mani avanti e dice che «bisogna intervenire sui privilegi di presidenti, vice e presidenti di commissione».
E moltissimi nel Palazzo condividono i suoi sospetti e la sua ira. «Quella norma infilata nel decreto non è una svista ma una polpetta avvelenata», spiega ad esempio - dietro assicurazione di anonimato - un dirigente Pd. «Nel momento in cui sta varando una manovra impopolarissima, il governo di Supermario ha trovato il modo per dare in pasto all’opinione pubblica un capro espiatorio, il Parlamento dei privilegi, spostando su di noi la riprovazione generale e allontanandola da sé. E noi purtroppo li abbiamo aiutati, con la stupidità delle nostre reazioni difensive, a cominciare da quelle di Fini».
Di un «clima di odio» fomentato dalla stampa parla anche Guido Crosetto, Pdl: «I giornali titolano e polemizzano sul nulla. La norma prevista nella manovra Monti, è già legge. Già è previsto l’adeguamento, già è prevista la tagliola al primo gennaio». Sarà, ma ormai è difficile arginare le polemiche, che neppure la nota con cui Fini e Schifani assicuravano domenica che il Parlamento è pronto ad «assumere comportamenti in sintonia con il rigore che la grave crisi economica-finanziaria impone a tutti» ha affievolito. Casini e Di Pietro si accodano.
«Chi più ha più deve dare: entro il 31 dicembre, come deciso dal governo, ci devono essere tagli anche per noi», tuona il leader Udc. Mentre l’ex pm annuncia un emendamento per decurtare gli stipendi: «Mi auguro venga approvato".


Peccato, nota il deputato Pd Roberto Giachetti, che «né il governo né Di Pietro propongano emendamenti per decurtare il finanziamento pubblico ai partiti, compreso il suo: centinaia di milioni l’anno, decuplicati da quando un referendum radicale stravinto ne aveva abolito l’erogazione. Non sono anche questi costi abnormi della politica?».
!£$£$£$£$£$!

Non siamo in Siria e quindi possiamo ancora ridere di chi sta sulle poltrone del potere. Perché fanno ridere è accertato! Apprendiamo con piacere che: l’indennità parlamentare «non è più indicizzata dal 2001» (al contrario di quella dei magistrati, cui era agganciata fino ad allora), e in questa legislatura è già stata sforbiciata di ben 1500 euro (come faranno con 1500 euro di meno?!!! Lo stipendio, documentabile, di un professore di ruolo della scuola pubblica con un'anzianità decennale!!!).
Bindi da vicepresidente della Camera percepisce, oltre alla normale indennità, anche quella aggiuntiva di carica (oltre 5mila euro mensili lordi), la macchina con autista e l’appartamento di servizio al piano nobile del palazzo (scusate se è poco!!!!).
«Quella norma infilata nel decreto non è una svista ma una polpetta avvelenata», spiega ad esempio - dietro assicurazione di anonimato - un dirigente Pd. (poverini!! Mario Monti è un avvelenatore di cani.... ops! volevo dire di indefessi lavoratori parlamentari!)
... il governo di Supermario ha trovato il modo per dare in pasto all’opinione pubblica un capro espiatorio, il Parlamento dei privilegi, spostando su di noi la riprovazione generale e allontanandola da sé. E noi purtroppo li abbiamo aiutati, con la stupidità delle nostre reazioni difensive, a cominciare da quelle di Fini» (anime innocenti!!! Questo cattivone di Supermario, come lo chiama l'anonimo (coraggioso, mica vile!) dirigente del Pd, ha cercato un capro espiatorio!! Perché, chiuso nel suo mondo ovattato di benefit e soldi pubblici, lui non si era accorto che la gente, già molto prima che Napolitano corresse ai ripari chiamando Monti a rimediare i guasti, ne aveva abbondantemente le scatole piene della Casta!!!) E che dire di: ...li abbiamo aiutati, con la stupidità delle nostre reazioni difensive, a cominciare da quelle di Fini» ( a  Roma se dice: svejeteeee!!! Fini, povero cocco, ha dei precedenti in materia, fa finta di non sapere che a Borghesi obiettava di "diritti acquisiti", quindi secondo lui intoccabili, di "consolidate consuetudini"...).

NON C'E' PEGGIOR SORDO DI CHI NON VUOL SENTIRE E PEGGIOR CIECO DI CHI NON VUOL VEDERE, QUESTI PROPRIO SE LO VOGLIONO IL VAFF....... GRIDATO DA GRILLO, CHE NON APPROVO, PERO' SE LA TIRANO PROPRIO!!!


domenica 11 dicembre 2011

Quanto sono brutti i SUV!

Travolge utilitaria e fugge, morto un uomo gravissima figlia

L'investitore e' stato poi arrestato dai carabinieri

11 dicembre, 2011

(ANSA) - IVREA (TORINO), 11 DIC - Ha tamponato violentemente un'utilitaria, causando la morte del conducente e ferite gravissime per la figlia di quattro anni poi e' fuggito ma e' stato rintracciato da carabinieri. L'incidente sulla statale 26, fra Borgofranco e Montalto Dora (Torino). La Panda guidata da Oscar Clerico, 43 anni, di Borgofranco, e' stata travolta da una Bmw X6. L'uomo e' morto, la figlia e' ricoverata in condizioni gravissime al Regina Margherita di Torino. Ferita anche la moglie. (ANSA).


una Bmw X6

Mi spiace, ma lo penso e lo scrivo: spesso, troppo spesso, chi provoca incidenti gravi sono guidatori di SUV. Da automobilista ogni giorno vedo come guidano: si sentono "più su", si sentono i padroni della strada e fanno scorrettezze gravi, vista la mole del mezzo sono più pericolosi di altri veicoli.
Immagino le obiezioni: sono scorretti anche i guidatori di altri tipi di veicoli... Certo, ma nei guidatori di SUV deve scattare qualcosa che li fa agire in modo anomalo... Certo ci sono le eccezioni, ma confermano la regola.  Come esiste in alcuni individui l'identificazione con il proprio cane, che vogliono minaccioso ed aggressivo, così avviene per molti individui con la propria auto.
Altra considerazione: ci si lamenta del disavanzo di bilancio e le cause sono molteplici naturalmente... Ad una di queste contribuiscono molti italiani, facendo pendere la bilancia degli acquisti di automobili più verso le importazioni che verso auto costruite in Italia. I parcheggi e le strade sono piene di auto tedesche, francesi ecc.. Sicuramente più costose delle italiane. L' opinione giustificativa di questa scelta esterofila è che sono migliori. Non è vero, secondo me... Penso che siamo, in questo, un po' provinciali e sempre pronti a disprezzarci, anche quando non ce ne è motivo.

Argomento caldo, anzi caldissimo!

Da: Il Tempo.it Alberto Di Majo 11/12/2011

Niente tagli alla Casta 

Rivolta degli onorevoli

"ONOREVOLI" ALLA BUVETTE  della CAMERA

Nella manovra ridotte le indennità. Il presidente Fini: norma scritta male.

Il governo Monti ci ha provato. Al comma 7 dell'articolo 23 la manovra stabilisce che dal 1° gennaio 2012 gli stipendi di amministratori, sindaci, consiglieri e parlamentari siano equiparati a quelli europei. Nel caso di deputati e senatori 5.339 euro al mese netti. Invece dei quasi 12 mila che si mettono in tasca ora. Il provvedimento ha suscitato la rivolta degli onorevoli. È stato il presidente di Montecitorio, Gianfranco Fini, a chiarire che si tratta di una scelta «inopportuna»: Camera e Senato, infatti, hanno piena autonomia di bilancio. Dunque soltanto loro possono decidere se tagliare gli stipendi o no. Tra l'altro c'è una Commissione specifica, guidata dal presidente dell'Istat Giovannini, che, prima di qualsiasi modifica, fornirà uno studio esaustivo sugli stipendi dei politici italiani e di quelli europei. Ma la questione è più complessa. Perché lo stipendio dei parlamentari è, propriamente, soltanto l'«indennità», poco meno di 5 mila euro netti al mese. Gli altri 7 mila e più sono frutto di altre voci, come la «diaria», cioè le spese per il soggiorno a Roma (3.690 euro al mese) il «rapporto eletto-elettori», poco più di 3.500 euro netti al mese per organizzare eventi politici. Infine 4.090 euro per la segreteria, che tanti parlamentari trasferiscono soltanto in parte ai propri collaboratori. Dunque ridurre l'indennità e portarla al livello europeo non sarebbe un sacrificio, visto che è già vicina ai valori degli altri parlamentari dei Paesi dell'Ue. Piuttosto si dovrebbero diminuire le altre dotazioni. Ma possono farlo soltanto le assemblee di Montecitorio e Palazzo Madama. Lo chiarisce Fini: «Escludo che nel Parlamento ci possa essere un'azione dilatoria o di contrasto nei confronti di quello che inopportunamente il governo ha inserito nel decreto: la riforma delle indennità e del trattamento economico degli stipendi dei parlamentari, adeguandoli alla media di quelli degli altri Paesi europei». Fini ha ricordato la Commissione che dovrà «individuare una modalità che non si discosti troppo da quella già in atto negli altri Paesi europei». Poi ha aggiunto: «Questa Commissione terminerà il proprio lavoro nel più breve tempo possibile. Mi auguro che lo faccia nelle prossime settimane, dopodiché le due Camere tradurranno in apposite norme interne il risultato dei lavori. Nel decreto del governo la norma era stata scritta male nel senso che non è possibile intervenire per decreto nell'ambito di questioni che sono di competenza esclusiva delle Camere». Secondo il numero uno di Montecitorio «il governo è perfettamente consapevole dell'errore e la norma sarà corretta». Niente da fare, insomma. Gli stipendi dei parlamentari per ora non si toccano. Netto anche il vicecapogruppo del Pdl alla Camera, Massimo Corsaro, che precisa: «Non sarà un rinvio». «Entro trenta giorni» dalla presentazione del lavoro della Commissione, il Parlamento deciderà le riduzioni. Anzi, ha proseguito Corsaro, «noi parlamentari vogliamo dare garanzie che ci sarà l'adeguamento degli stipendi e che sarà fatto in tempi certi». Ma se l'indennità risulterà minore di quella degli altri parlamentari europei? L'aumenteranno? O, piuttosto, taglieranno la diaria e le altre voci? Non si sa. C'è chi s'indigna: «Nella drammatica crisi che vivono le famiglie italiane è francamente indecente la "rivolta" di alcuni parlamentari contro il taglio dell'indennità», tuona il leader dei Verdi Angelo Bonelli. Sì ai tagli anche dall'ex ministro Gelmini (Pdl) e dall'esponente Pd Matteo Renzi, che si sfoga su twitter: «È stato superato il senso del pudore». Ma c'è chi fa opposizione, anonima: «Sa quanto ho speso per arrivare in Parlamento?». (Ha fatto un investimento!! Altro che studiare per lauree, specializzazioni, pubblici concorsi!! Raccattare voti per andare in Parlamento o al Senato è il vero investimento!!)


Qualche voce sana si è levata fra quelli della Casta: le parole INDECENTE, SUPERATO IL SENSO DEL PUDORE, sono più che adeguate allo spettacolo che danno coloro che vorrebbero essere chiamati ONOREVOLI.
Non ci riuscì Borghesi per ben due volte (vedere i miei post precedenti sulle spese che sosteniamo per mantenere i disonorevoli: Legge di iniziativa popolare, Finanziamento pubblico ai partiti contro il referendum, Bossi:'La gente ci ammazza') ed ora sono con le spalle al muro ma difendono a colpi di "correttezza delle procedure" i loro privilegi.
Spero che gli italiani si ricorderanno, quando andranno a votare di nuovo, di chi vanno a mettere su quegli scranni.

sabato 10 dicembre 2011

François Cheng

L'Autore del libro "Le parole di Tianyi", "Le Dit de Tianyi", François Cheng, Accademico di Francia, cinese naturalizzato francese, ha pubblicato un poema sulla sua esperienza a Lerici dove l'ho incontrato nel settembre 2009, quando gli è stato conferito il Premio per la Poesia "LericiPea".
Per me è stato un onore essere invitata da lui, personalmente, ed una grande emozione.
L'ho conosciuto attraverso il suo libro "Le parole di Tianyi", uno di quei libri che, come per magia, toccano l'essenza più profonda del nostro essere, perché in esso trovi una parte di te stesso. E' una cosa misteriosa che supera lo spazio ed il tempo ed accade a chiunque ami la lettura. Per questo libri scritti in epoche lontane conquistano esseri umani nati in epoche successive ed il legame mentale con lo scrittore, ormai così distante nel tempo, è qualcosa di meraviglioso. La scrittura è l'unico mezzo di comunicazione che sconfigge il tempo e lo spazio: tutto si annulla in un presente in cui il lettore scopre che in un luogo lontano del pianeta, in un tempo diverso da quello che sta vivendo, una persona con esperienza e cultura differenti trasmette verità e sentimenti che chi legge prova.
A Lerici non si può non pensare a Shelley. François Cheng nel suo poema fa riferimento al poeta romantico che perì in quel mare che tanto amava.
La poesia è stata pubblicata sulla rivista letteraria "Po&Sie", n. 134 Editore Belin. 
Ne riporto qui la prima parte.

François Cheng

Élégie de Lerici
à Shelley 

Nous voici enfin réunis. Car jamais
Je n'ai oublié ton lointain appel
Lancé par-dessus les flots déchaînés,
Appel un jour entendu dans les tréfonds
D'une vallée chinoise... Ah! miracle
Du destin. Je me découvre ici, en ce lieu
De tes adieux, ta voix soudain à portée
Du coeur, du corps: coup de soleil
Brûlant encore, ou doux chuchotis, apaisé., posé ici
Oui, nous voici réunis, moi ayant franchi
Les passes de l'espace et les cycles du temps,
Toi , ayant à bout d'errance, posé ici
Ta singuliére empreinte. Blanche présence
De ce temple du chant, sur fond de collines
Surplombant la mer. Immuable brancher
Néanmoins transmuante: noble diadème
Dans le feu du couchant, astre géant
Au coer de la vaste nuit stellaire.


Per chi non conosce il francese tento qui una traduzione per la comprensione del testo:


Elegia di Lerici


a Shelley
Eccoci infine riuniti. Poiché mai
Ho dimenticato il tuo lontano richiamo
Lanciato al di sopra dei flutti infuriati,
Richiamo sentito un dì nelle profondità
Di una vallata cinese... Ah! miracolo
Del destino. Mi scopro qui, in questo luogo
Dei tuoi addii, la tua voce improvvisa a portata
Del cuore, del corpo: colpo di sole
Ancora bruciante, o dolce bisbiglio, acchetato.
Sì, eccoci riuniti, ho superato 
Le strettoie dello spazio e i cicli del tempo,
Tu andando, come errabondo, lasciasti qui
La tua singolare impronta. Bianca presenza
Di questo tempio della poesia, sullo sfondo di colline
Strapiombanti sul mare. Eterno candore
Tuttavia trasmutante: nobile diadema
Nel fuoco del tramonto, astro gigante
Nel cuore della vasta notte stellare.   
François Cheng e Rita
Comune di Lerici, settembre 2009

Senza parole...

10.12.2011 Da: TGCOM24
Indennità ridotte di 5mila euro, scatta la rivolta tra i parlamentari: "Spetta a noi decidere"

Dagli oltre 11mila euro mensili si passerebbe a poco più di 5mila come nel resto d'Europa

foto LaPresse
10:57 - Tagliamo tutto ma non le nostre indennità. La norma della manovra Monti che prevede un decreto per ridurre già da gennaio le indennità ai parlamentari equiparandole a quelle percepite dai colleghi del resto d'Europa non piace per niente ai politici nostrani. "Viola l'autonomia del Parlamento", fanno sapere da Montecitorio e Palazzo Madama.
L'indennità di un deputato italiano oggi ammonta a 11.704 euro, ovviamente al netto della diaria. E' di circa 6mila euro in meno (per la precisione 5.339) la media delle retribuzioni nell'eurozona. Cifre a cui guarda come modello il governo con l'obiettivo di ridurre i costi della politica. Cifre che farebbero venire un colpo ad Alessandra Mussolini, che al settimanale A ha dichiarato: "Togliere il vitalizio è istigazione al suicidio". (Senza ritegno!!!!)

I parlamentari preferirebbero invece adeguarsi a Strasburgo: un eurodeputato guadagna infatti quasi 6mila euro netti mensili, ma al netto dei generosi benefit, e i collaboratori sono a carico del Parlamento. I tecnici di Montecitorio  hanno fatto due conti e hanno scoperto che l'adeguamento all'Europarlamento farebbe quasi raddoppiare i costi della "casta" anziché ridurli.
!!£$£$£$£$£$£$!!

Perché dobbiamo tollerare questa massa di parassiti che, continuamente, ci dimostra di non avere etica, di non avere competenze, di non avere nulla per stare lì a decidere delle nostre vite? Le eccezioni confermano la regola, e restano eccezioni.

venerdì 9 dicembre 2011

ACEA ATO2 E BRIANZACQUE OBBEDISCONO A LEGGI DI STATI DIVERSI O ENTRAMBE A LEGGI ITALIANE?

ACEA ATO2


Consiglio d'Amministrazione


Componenti                     Carica                                



      
Sandro Cecili
Presidente
Salvatore Doddi
Vice Presidente (appartenente al partito Italia dei Valori)
Alessandro Filippi
Consigliere
Stefano Antonio Donnarumma Consigliere
Massimo Milani
Consigliere
Alfonsino Mei
Consigliere
Andrea Bossola
Consigliere
Emanuela Cartoni
Consigliere



Componenti        Carica 
Corrado Gatti
Presidente
Leonardo Quagliata
Sindaco effettivo
Stefano Gazzani
Sindaco effettivo
Nicola Lorito                                 Sindaco supplente
Roberto Cadoni
Sindaco supplente





Società di Revisione

Reconta Ernst&Young S.p.A.

Tutte queste brave persone sanno che ci sono zone servite da ACEA ATO2 che sono prive di rete fognaria, MAI COSTRUITA, ma la fatturazione intimidatoria del Servizio inesistente viene fatta dal 2007 e i cittadini ci pagano l'IVA al 10%.
I Sindaci lo sanno e non fanno nulla. Dicono ai cittadini di pazientare, altrimenti ACEA ATO2 toglie loro la fornitura dell'acqua (unico contratto che queste utenze possono aver sottoscritto non potendo chiedere allaccio a ciò che NON ESISTE). Altre voci messe in giro ad hoc, per disincentivare azioni legali, dicono che potrebbero, per ritorsione, iniziare a fare controlli sulle fosse biologiche cercando appigli per il loro rifacimento.
Una situazione vergognosa, indegna di un Paese civile. In altre zone d'Italia, altre Società che gestiscono questi Servizi (vedi il mio post precedente) hanno applicato le leggi rispettando i cittadini  in perfetto accordo con le Associazioni dei Consumatori.


Dal post precedente a questo:
BRIANZACQUE: "Il censimento, preventivamente illustrato e discusso con Federconsumatori e Adiconsum, andrà avanti fino al mese di maggio con un programma di lavori serrato.

Anche nei comuni di Idra, controllata al 100% da BrianzAcque, la verifica per stabilire chi non è servito dalla fognatura pubblica sta andando avanti, rispondendo così alle richieste degli utenti."

Anche la Federconsumatori di Frascati, da me personalmente consultata il 3 ottobre 2011, ha sconsigliato ricorsi o "class action" adducendo scarse o nulle possibilità di avere giustizia.
Un consiglio: la Sede di Frascati chiedesse lumi alla Federconsumatori che collabora con   BRIANZACQUE , vediamo se si riesce ad applicare le leggi anche nella zona dei Castelli Romani o se è "una terra di nessuno".

giovedì 8 dicembre 2011

Tasse giuste, tasse inventate...

Jolanda Bonino di Torino mi invia questa riflessione da porre all'attenzione di tutti:

"Rai uno: una suora in trasmissione ci informa che con il costo di una scatoletta di CIBO PER CANI si SFAMA UN BAMBINO in un paese del terzo mondo...

La informiamo che con il pagamento dell'ICI su ......tutti i beni immobili del Vaticano presenti sul suolo italiano e con la dismissione dei beni del Vaticano e dello IOR si sfamano tutti i bambini e tutti i randagi del mondo.
IL VATICANO NON PAGA ICI, IRPEF, IRES, IMU, TASSE IMMOBILIARI E DOGANALI, MA NEANCHE GAS, ACQUA E FOGNE... E' TUTTO A CARICO DEI CONTRIBUENTI ITALIANI... Possiede quasi  il 30% del patrimonio immobiliare Italiano e con l'8 per mille (che soltanto in minima percentuale va al terzo mondo) toglie quasi 1 Miliardo di Euro all'anno all'Italia... Tassare la Chiesa e i suoi possedimenti in Italia é giusto per gli Italiani e le italiane."

Lo spunto di riflessione mi fa pensare con ironia che, se l'informazione sul fatto che lo Stato del Vaticano non paga le fogne fosse vera (non ho verificato), sarebbe una beffa per tutti quegli italiani che pagano la tassa sulla depurazione fognature + IVA al 10% SENZA AVERLE, nel senso che non esistono in quanto non sono mai state costruite. Facendo una ricerca ho scoperto che questo allucinante fenomeno è diffuso in molti comuni di Italia e questo, insieme a tanto altro, ci fa capire che viviamo in una democrazia virtuale.
PORTO ALCUNI ESEMPI PRESI DALLA RETE: questo è un esempio che ACEA ATO2 dovrebbe seguire:


BRIANZACQUE APPLICA LA SENZENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE: PRIME RESTITUZIONI A 422 UTENTI DI SEREGNO, ALBIATE E SOVICO, TUTTI RESIDENTI IN ZONE NON SERVITE DALLE FOGNATURE.

In arrivo le bollette da cui è scalato l’importo già pagato e non più dovuto.

Monza, 26 gennaio 2009 – Come annunciato, BrianzAcque ha dato il via al programma per la restituzione dei canoni non più dovuti a seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 335 del 10 ottobre 2008. I rimborsi avverranno secondo un piano articolato, scadenzato e comprensivo di un censimento fra l’utenza.

I primi che, a partire dagli ultimi giorni di gennaio, riceveranno la bolletta contenente la detrazione delle quote di fognatura saranno i cittadini di Seregno, di Albiate e di Sovico. Si tratta di 422 utenti : 400 a Seregno (3,94 %) 3 ad Albiate (o,19%) 19 a Sovico (0,86%) che, in base ai controlli incrociati effettuati da BrianzAcque, dagli uffici comunali e dalle società patrimoniali di riferimento, risultano residenti in zone palesemente non servite dalla fognature, perché inesistenti.In totale, l’importo che verrà loro reso e che fa riferimento al periodo compreso tra il 1 ottobre 2007 fino al 10 ottobre 2008, ammonta a 16.061 Euro. Una volta completate le verifiche, gli altri comuni seguiranno a ruota: Desio, Macherio, Biassono, Lissone, Ceriano Laghetto, Varedo, Bovisio Masciago, Seveso, Cesano Maderno, Muggiò, Carate Brianza, Giussano, Meda, Verano Brianza e poi, tutti gli altri.

In parallelo all’attività di ristorno, prosegue il censimento destinato a individuare tutti coloro che, pur abitando in zone regolarmente servite dalla rete fognaria, ufficialmente non risultano allacciati e, di conseguenza, non pagano neppure la relativa tariffa. Costoro, insieme alla bolletta, riceveranno un modulo contenente un’ autocertificazione con cui BrianzAcque li invita a dichiarare se sono allacciati o meno e, in caso negativo, a mettersi in regola nell’arco di tre mesi, seguendo le procedure indicate dalla public company di viale Fermi. A giudicare dai primi dati emersi a Seregno, Sovico e Albiate il numero di chi, per le ragioni più diverse, non sarebbe ancora “connesso” alla fognatura pubblica pur avendone le possibilità, è considerevole e, di fatto, superiore a quello di chi è impossibilitato ad allacciarsi : a Seregno 562 (5,53%), ad Albiate 118 (7,3%), a Sovico 134 (6,1%).

Il censimento, preventivamente illustrato e discusso con Federconsumatori e Adiconsum, andrà avanti fino al mese di maggio con un programma di lavori serrato.

Anche nei comuni di Idra, controllata al 100% da BrianzAcque, la verifica per stabilire chi non è servito dalla fognatura pubblica sta andando avanti, rispondendo così alle richieste degli utenti. Il territorio di Idra è peraltro oggetto di una febbrile attività di collettamento ai depuratori che, entro dicembre 2009, porterà ad una percentuale di territorio “allacciato” superiore al 95%.

A seguito della sentenza della Corte Costituzionale con cui è stata “cancellata” quella parte della legge Galli che prevedeva per l’ utenza il pagamento anche se i servizi di depurazione e fognatura erano inattivi o inesistenti, si è venuto a creare un vuoto normativo che non esclude la possibilità di futuri interventi legislativi. Ecco perché, in generale, dopo il provvedimento della Consulta, tutte le società attive nel campo della gestione del servizio idrico, si sono mosse con estrema cautela o si sono orientate su posizioni attendiste.

Dal canto suo BrianzAcque, pur nel generale quadro di difficoltà, si è fin da subito messa al lavoro per dare applicazione alla sentenza prima, sospendendo l’applicazione della “maggiorazione” dei costi con conseguente diminuzione delle bollette a chi ne aveva certamente i diritti.
Invio questo post al Sindaco di Rocca Priora (RM) che da tempo è informato dalla cittadinanza, che non ha mai visto le fognature, che ACEA ATO2 deve smettere di fatturarle e lo Stato di incassare l'IVA al 10%.
Il Sindaco, ha inviato da tempo, ufficialmente, ad ACEA ATO2 l'elenco delle strade NON servite da alcuna Fognatura ma ACEA ATO2, imperterrita, continua a fatturare un SERVIZIO FANTASMA e i cittadini ci pagano anche l'IVA.
E' un'altra Italia questa?

Raccolta firme per l'inserimento degli alunni disabili nella Scuola Italiana

Ricevo dall'Avv. Clotilde Giurleo di Firenze e volentieri diffondo la seguente raccolta firme da inviare a:
ildelphino@libero.it


L'Associzione "Il Delphino" nasce nel 2003 e da subito si impegna per l'integrazione sociale dei minori con handicap, per la promozione dell'autonomia e della persona e per una sensibilizzazione alle problematiche dell'handicap. Il lavoro che l'associazione svolge ormai da 5 anni è di grande importanza per molte famiglie del nostro territorio attraverso le varie attività che l'associazione propone.
Se vuoi aiutare l’Associazione “IL DELPHINO ONLUS “ a promuovere diritti e progettare strategie di intervento finalizzate al miglioramento della qualità della vita dei bambini e adolescenti portatori di handicap del Mugello, puoi donare un po’ del tuo tempo come volontario oppure fare una donazione,

Puoi ricevere ulteriori informazioni scrivendo tramite mail a  ildelphino@libero.it
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APPELLO IN DIFESA DEGLI INSERIMENTI SCOLASTICI
DEGLI ALUNNI DISABILI NELLA SCUOLA ITALIANA

Premesso che:
la scuola pubblica si configura come servizio essenziale per la vita di una comunità e il diritto allo studio per ogni cittadino è un diritto soggettivo che trova il suo fondamento nei comma 3 e 4 dell'art. 34 della Costituzione;
le leggi nazionali dell'ordinamento italiano, in particolare la L.517/77 e la L. 270/82 hanno rappresentato un caposaldo nel cammino dell'integrazione per i soggetti diversamente abili anche in ambito scolastico e che trova nella L.104/92, legge quadro sull' handicap, idonee e specifiche garanzie e tutele in materia di assistenza, integrazione e diritti delle persone portatrici di handicap;
in particolare, detta legge riporta che l'integrazione scolastica ha come obiettivo lo sviluppo delle potenzialità della persona handicappata nell'apprendimento, nella comunicazione, nelle relazioni e nella socializzazione.

Verificato che:
il combinato disposto della c.d. Riforma Gelmini con i suoi decreti attuativi e le leggi finanziarie 2007 (L.296/06) e 2008 (L.244/07) hanno già comportato, di fatto, una riduzione generalizzata dell'assistenza scolastica relativamente agli insegnanti di sostegno ridefinendo i rapporti di assistenza ancorati ad una logica di razionalizzazione della spesa pubblica e abrogando precedenti normative di assegnazione di tali insegnanti in presenza di alunni con disabilità.

Vista:
la Legge 111 del 15.07.2011 «Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria» (conversione del DL 98/2011) che al titolo 1, capo III, articolo 19 - Razionalizzazione della spesa relativa all'organizzazione scolastica – che al punto 11 definisce le nuove norme per l’assegnazione degli insegnanti di sostegno e recita: <>.
Con questa manovra correttiva vengono di fatto ulteriormente compromesse le capacità del sistema di integrare gli alunni disabili nella scuola pubblica e di garantire il loro diritto all’istruzione impedendo l'attuazione effettiva di percorsi didattici rispettosi dei diritti della persona e dei livelli di appropriatezza ed è di difficilissima attuazione dato il taglio generalizzato delle compresenze nelle scuole di base.
Inoltre il taglio dei trasferimenti a Regioni e Enti Locali come previsto da detta manovra sta producendo anche effetti pesanti sui servizi sociali, di assistenza scolastica e sul trasporto pubblico, compromettendo il già fragile equilibrio dei servizi al cittadino e impossibilitando i comuni ad intervenire in sostituzione del Ministero come accaduto negli ultimi anni.

Tenuto conto che:
la Corte Costituzionale, con sentenza n.80 del 22 febbraio 2010, ha dichiarato illegittima la definizione di un limite massimo al numero dei posti degli insegnanti di sostegno e l’esclusione -in presenza di studenti con disabilità grave- della possibilità di assumere insegnanti di sostegno in deroga.
Tale sentenza, in forza del principio delle “effettive esigenze rilevate”, ribadisce come gli alunni con disabilità grave abbiano diritto a maggiori risorse e che i genitori di ragazzi certificati in situazione di gravità possono chiedere ore in “deroga” qualora ritengano che le ore assegnate siano insufficienti ad affrontare i problemi didattici del figlio.
La Corte ricorda che il diritto di istruzione dei disabili è oggetto di specifica tutela da parte sia dell'ordinamento interno che internazionale e richiama la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (13 dicembre 2006) ratificata e resa esecutiva in Italia con L. 3 marzo 2009 n.18.

I CITTADINI FIRMATARI DI QUESTO APPELLO CHIEDONO CHE LE CONDIZIONI DI DISCRIMINAZIONE E DI DIFFICOLTA’ A CUI SONO SOTTOPOSTI OGGI GLI ALUNNI DISABILI INSERITI NELLA SCUOLA ITALIANA VENGANO RIMOSSE CON LEGGI RISPETTOSE DELLA DIGNITA’ E DEI BISOGNI DI QUESTE PERSONE.

I CITTADINI FIRMATARI DI QUESTO APPELLO DICHIARANO DI APPOGGIARE LA DIFFIDA NEI CONFRONTI DEL MIUR PROMOSSA DALL’ASSOCIAZIONE IL DELPHINO ONLUS E DALLE ISTITUZIONI LOCALI CHE CONDIVIDONO QUESTA ISTANZA.

Segue foglio raccolta firme
 APPELLO IN DIFESA DEGLI INSERIMENTI SCOLASTICI
DEGLI ALUNNI DISABILI NELLA SCUOLA ITALIANA
RACCOLTA FIRME
  NOME E GOGNOME COMUNE DI RESIDENZA ESTREMI DOCUMENTO FIRMA

Strano: risposta letta come uno scolaretto di V elementare che legge male...

Massimo Donadi
Meno male che anche Donadi ha detto che la risposta era inintelligibile...

7 dicembre 2011 - Camera dei Deputati

Mafiosi, evasori e criminali, tutti in Svizzera grazie a Monti
Il governo protegge gli evasori e gli esportatori illegali di moneta all’estero, criminalità
organizzata compresa. La risposta del governo al question time presentato oggi 
dall’Italia dei Valori è di una gravità sconvolgente. E dispiace sottolineare che si tratta 
della risposta dello stesso Monti, solo illustrata dal ministro Giarda.
Di fronte alla disponibilità della Svizzera a stipulare un accordo per la tassazione dei capitali illegalmente esportati, accordo già fatto con Inghilterra e Germania, il governo italiano fa un passo indietro e rinuncia a 14 o 15 miliardi di euro trincerandosi dietro l’argomentazione di improbabili e risibili difficoltà che potrebbero essere sollevate dall’Unione Europea. E’ semplicemente indecente che nel momento stesso in cui il governo con la sua manovra finanziaria chiede a milioni di famiglie e di lavoratori sacrifici che ne peggioreranno drammaticamente le condizioni di vita, contestualmente getti la maschera e sveli la sua vera natura: quella di garante dell’evasione fiscale e di quelle banche che hanno aiutato evasori, mafiosi e criminali, a creare questi tesori sporchi all’estero. A questo punto ci è ben chiaro e non ci servono altre spiegazioni sul perché nella manovra manca anche soltanto traccia di una lotta all’evasione e all’elusione fiscale.