mercoledì 17 ottobre 2012

Amore di un padre e mostruosità di un altro


Da: La Repubblica.it

Padre salva 3 figli che rischiano di annegare e poi muore

Livorno, 16 ott. - Un uomo di 42 anni, Samuel Rubin, originario della Svizzera e padre di cinque figli, e' morto annegato questo pomeriggio nel tratto di mare di fronte a Rimigliano - fra San Vincenzo e Piombino - dopo aver salvato tre figli che stavano facendo il bagno in acqua. Secondo una prima ricostruzione al vaglio dei carabinieri, l'uomo si e' accorto che i tre figli che erano in acqua non riuscivano a rientrare a riva. Si e' cosi' gettato in acqua e, dopo averli riportati a terra, e' stato colto da un malore ed e' morto. Il drammatico episodio in cui ha perduto la vita il turista svizzero e' accaduto questo pomeriggio poco prima delle 15. L'uomo si trovava in spiaggia insieme alla moglie e ai cinque figli sul tratto di litorale alle spalle della spiaggia che costeggia la pineta e la strada provinciale della Principessa a Rimigliano, pochi chilometri a sud di San Vincenzo. In quel momento sulla spiaggia non si trovavano altre persone. Tre dei cinque figli di Samuel Rubin hanno deciso di fare il bagno malgrado il mare fosse agitato. Quando il quarantaduenne padre si e' accorto che non riuscivano a tornare a riva e rischiavano di venire inghiottiti dalle onde e dalla corrente, ha deciso di gettarsi in mare ed e' riuscito a portarli a riva. Lo sforzo per trascinarli a terra, pero', si e' rivelato fatale. L'uomo, colto da malore, si e' accasciato a riva e quando sul posto sono arrivati i soccorsi ogni manovra per cercare di rianimarlo - compreso l'utilizzo di un defibrillatore - si e' rivelata vana. E a quel punto al medico del 118 non e' rimasto altro da fare che costatarne la morte. Sul posto si sono recati anche i carabinieri che dovranno ricostruire nel dettaglio la dinamica dell'episodio.

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Da: "Pianeta mamma"

Rinviato a giudizio il papà del bambino gettato nel Tevere

Patrizio Franceschelli sarà processato il 4 dicembre con il rito abbreviato per l'omicidio del figlio di 16 mesi: l'uomo è accusato di omicidio volontario aggravato dal vincolo di parentela

di Barbara Leone 9 ottobre 2012


Testo alternativo
Lo scorso 4 febbraio aveva gettato il figlio di 16 mesi nel Tevere, Patrizio Franceschelli  è stato rinviato a giudizio e sarà processato il prossimo 4 dicembre con il rito abbreviato. L'uomo è stato accusato dal PM Attilio Pisani di omicidio volontario aggravato dal vincolo di parentela. Il gup Adele Rando ha deciso di non riconoscere l'aggravante dei futili motivi e dell'efferatezza.

L'uomo, la mattina del 4 febbraio, aveva sottratto il piccolo alla zia e alla nonna ed era scappato con lui. Arrivato all'altezza di Ponte Mazzini, a Roma, aveva poi gettato il figlio nel Tevere. Il corpo del bambino, che si chiamava Claudio, è stato ritrovato solo alla fine del mese di marzo, quando è riaffiorato dal fiume all'altezza di Fiumicino .
Quando il padre è arrivato oggi al Palazzo di Giustizia ci sono stati attimi di tensione. E lo stesso c'è stato al momento in cui l'indagato ha lasciato il tribunale, scortato dagli agenti della polizia penitenziaria.

patrizio_franceschelli
L'assassino del piccolo Claudio. Era suo padre!
Un gruppo di parenti e amici della famiglia si sono presentati davanti al Palazzo di Giustizia indossando magliette con la foto del piccolo Claudio. Ed hanno iniziato a gridare insulti e a lanciare sputi contro l'uomo.
Franceschelli nel mese di giugno è stato dichiarato dal perito del gip capace di intendere e di volere, anche se sono stati riscontrati in lui alcuni comportamenti sociopatici. Per questo è stato dichiarato idoneo a sostenere un regolare processo. Tra le parti civili che compariranno al processo, oltre alla famiglia del piccolo Claudio, ci saranno anche il Comune di Roma ed una associazione tutela le donne. All'udienza preliminare ha partecipato il vice sindaco Sveva Belviso, che ha ribadito la vicinanza del Comune alla famiglia del bambino.




Non ho molto da commentare: un padre vero che muore per salvare i suoi figli ed un mostro che non avrebbe mai dovuto riprodursi.
Nonostante lui, le immagini struggenti di Claudio ci mostrano un bambino bellissimo, veramente eccezionale anche nelle dolcissime espressioni.
Il mostro l'ha gettato nel fiume come se fosse un sacchetto della spazzatura: per levarlo dalle mani della nonna le ha spezzato un dito.
Ancora una volta dico che i magistrati, certi magistrati, mi fanno paura.
Come interpreta la legge un magistrato che NON riconosce l'efferatezza di un simile gesto come aggravante ed i futili motivi idem?!!
Cosa avrà nella sua mente questo magistrato come immagine di efferatezza? E quali sono i gravi motivi (per non riconoscere i futili!) che possono giustificare il rapimento di un bimbo per gettarlo nel Tevere dopo averlo tenuto al freddo nella neve?
Ho paura di questo giudice perché non ne afferro la logica, ammesso che ci sia!
Anche l'imputazione non condivido: c'era la premeditazione, perché l'aveva minacciato in precedenza dunque non è stato un atto impulsivo, ma ferocemente previsto nelle minacce.
Nemmeno le innumerevoli testimonianze, anche dei presenti al mostruoso gesto che l'hanno pregato di dissuadere da una simile orrenda intenzione, sono servite a far ragionare il magistrato che ha formulato il capo di imputazione: doveva essere "omicidio volontario premeditato aggravato dal vincolo di parentela".
Due poteri dello Stato: Politico e Magistratura, non danno alcun affidamento.
Viene voglia di scappare da questa Italia!

Il re è nudo


ANSA.it -
MILANO - "Questa legislatura regionale è giunta al termine". Roberto Formigoni prende la parola in Aula nel Consiglio regionale della Lombardia e sottolinea che i consiglieri del Pdl hanno messo a disposizione le proprie dimissioni.

Ci ha provato in tutti i modi a resistere ed alla fine ha dovuto cedere: con rabbia e con spirito vendicativo.
"No" a Maroni che vorrebbe candidarsi alla poltrona che lui è costretto a lasciare. 

Mentre il segretario della Lega, Matteo Salvini,  ha ricordato questa mattina il ruolo di governo occupato negli anni passati da Roberto Maroni, "il miglior ministro anti-mafia di sempre".

Ma Matteo Salvini dimentica l'episodio del mancato scioglimento del Consiglio Comunale di Fondi che l'allora Ministro dell'Interno del Governo Berlusconi, "il miglior ministro anti-mafia di sempre", non sciolse, lasciando che arrivasse a fine mandato, in modo che i figuri che lo componevano potessero ripresentarsi alle elezioni, nonostante una relazione di 500 pagine dell'ottimo Prefetto Frattasi della provincia di Latina li indicasse come inquinati dalla Camorra!

Povera Lombardia! 

Il problema non è soltanto la rottamazione di chi è al potere da anni, come dice Renzi, perché anche chi ha creato un partito che illude la gente parlando di onestà e di trasparenza, come l'ex-magistrato Antonio Di Pietro,  immette fresche e giovani leve rapaci che in poco tempo spendono un poco di "spiccioli": euro 700.000!!! Alla faccia delle difficoltà degli italiani ad andare avanti, sempre più vessati da tasse giuste e balzelli invece ingiusti.
Immagine presa da temi.Repubblica.it

Il re è nudo e spende troppo per vestiti trasparenti!
Ed è inutile che una pletora di parolai di tutti i colori si affanni in televisione a dire: "Che bel vestito!", perché un furbacchione si è  fatto dare tanti tanti soldi facendo credere al re folle che può sfilare così, NUDO, tanto nessuno oserà dire niente... Il popolo bambino punta il dito e finalmente non teme di vedere la realtà: E' NUDO! Non c'è nessun bel vestito, ma solo soldi rubati al popolo che non ha avuto nulla in cambio: SOLO L'ARIA e fra poco nemmeno  più quella!!



Municipalizzate nell'illegalità

Da Il Corrirere della Sera.it  Cronaca Roma 15 ott 2012

DEGRADO

«Fanghi tossici nel Tevere
dal depuratore Roma Nord»

Verso la richiesta di rinvio a giudizio per inquinamento ambientale. Chiusa l'inchiesta contro i tre responsabili dell'Acea

(Foto Ansa)(Foto Ansa)
ROMA - Perizie scientifiche e attività investigativa hanno confermato che il depuratore Acea Ato 2 di Roma Nord restituiva al Tevere acque reflue non trattate. O lavorate solo parzialmente. Uno sversamento di fanghi misti a gomma altamente tossico e «fraudolento» rispetto alla procedura prevista dal contratto di servizio fra Acea e Comune.
A conclusione delle indagini partite da una relazione della Forestale che attestava «ripetuti malfunzionamenti» dell'impianto, il pm Rosalia Affinito sta notificando agli indagati - i tre responsabili dell'impianto Acea, ora sotto sequestro - gli atti con l'accusa di inquinamento ambientale e frode nelle pubbliche forniture.
Sulla vicenda era intervenuta a suo tempo l'azienda a specificare che l'impianto di Roma Nord aveva «sempre garantito standard di efficienza depurativa elevatissimi, ben oltre i limiti imposti dalla Provincia». La conclusione delle indagini promette di chiarire anche un altro aspetto della vicenda, rimasto finora più defilato. Quello più strettamente commerciale. Perché i fanghi trattati dal depuratore vengono solitamente reimpiegati in agricoltura e, dunque, acquistati e rivenduti da imprese agricole. In questo caso sarebbe stata una società legata al gruppo Acea SpA, in possesso di una specifica autorizzazione della Provincia, a rilevare il materiale trattato dal depuratore.
Nell'anno in cui l'Unione Europea minaccia un esposto nei confronti dell'Italia per la mancata depurazione di «140 città medio-grandi» (siamo in ritardo nel recepire una direttiva del 1991), Roma e provincia fanno i conti con un servizio in sempre maggiore affanno. E se il depuratore che mescolava scorie alle acque fluviali è sotto sequestro da un anno (gestito da un commissario nominato dalla Procura, che ne certifica il corretto funzionamento) il caso dell'impianto di Roma Nord non sembra episodico. Dallo scorso giugno anche quello sulla Tiburtina è oggetto di verifiche da parte dei magistrati coordinati dall'aggiunto Roberto Cucchiari. Un approfondimento deciso in seguito alla denuncia presentata dagli abitanti di Colli Aniene in cui si descrive un quartiere ostaggio di odori nauseanti collegati all'impianto, con qualche episodio anche di infiammazioni agli occhi e irritazioni cutanee. Sulla base dell'esposto, corredato da seicento firme, il pm Maria Bice Barborini ha recentemente ipotizzato un reato ambientale (gettito di cose) e avviato le indagini.
Anno pessimo per gli Ato (acronimo per Ambito Territoriale Ottimale) Acea. Sempre a giugno di quest'anno il Corpo Forestale ha posto sotto sequestro il depuratore di Santa Maria in Fornarola a Santa Palomba (Albano). In quel caso l'impianto insisteva su un bacino d'utenza superiore alle sue capacità e l'azienda ha dovuto impegnarsi a sostituire le linee e a potenziarle. 
Ilaria Sacchettoni
isacchettoni@rcs.it
L'illegalità continua ed ACEA ATO2 ne è maestra.

lunedì 15 ottobre 2012

Polemiche


Da: Il Giornale.it
Ascoli Piceno, polemica sul quadro di Mussolini a scuola: tolto dall'Aula Magna dell'Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri


Realizzato nel 1939 dal pittore Aldo Castelli, il ritratto equestre del Duce era stato dipinto appositamente per la scuola. Una esaltazione dell'idea che gli istituti tecnici hanno pari valore rispetto ai licei, per quanti lo volevano ancora appeso. Un richiamo non gradito al fascismo per altri, in testa all'elenco l'Associazione dei Partigiani.
Aldo Castelli - 1939 - Ritratto equestre di Benito Mussolini

Il preside dell'istituto, Arturo Verna, con una lettera al Pd provinciale e ai Giovani democratici, ha confermato la rimozione del dipinto. Ha però voluto sottilineare che a motivare la scelta è stato soltanto il desiderio di evitare manifestazioni inutili, quando in realtà il ritratto di Mussolini non ha "valenze ideologiche", ma piuttosto una "finalità storico culturale". Secondo Verna l'operazione voleva "restituire gratuitamente alla città un'opera d'arte perduta".
La spiegazione data dal preside cita anche la Costituzione, sostenendo che "la scuola deve consentire la formazione umana e critica" grazie al "confronto libero e aperto tra posizioni culturali". E ancora "la scuola è la struttura più idonea a depotenziare i simboli".
Sulla vicenda che ha coinvolto la scuola di Ascoli ha detto la sua anche Casapound, che ha parlato di "censura stalinista dell'Anpi e delle forze di sinistra" nei confronti dei "cittadini ascolani e gli studenti dell'istituto". Il preside Verna "pecca di coraggio".

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Da: Giornalettismo
“Intitoliamo l’aeroporto a Mussolini”

15/10/2012 - La proposta del leader degli industriali di Forlì

Intitolare l’aeroporto di Forlì a Mussolini. Lo propone il capo degli industriali di Forlì e Cesena Massimo Balzani, mentre, ricorda Repubblica che riporta la storia, ad Ascoli Piceno, Arturo Verna, preside dell’istituto per ragionieri e geometri Umberto I, ha appeso alla parete dell’aula magna della scuola un ritratto del Duce in sella a un cavallo bianco. Gesto che ha scatenato un profluvio di polemiche da parte di sindacati e Anpi, facendo rapidamente tornare sui propri passi il preside della scuola.

Nel bel mezzo di questo grossolano tentativo di riscrivere le vicende italiane, il sindaco di Forlì Roberto Balzani, che di mestiere fa proprio lo storico, cerca di ritrovare un minimo di buon senso:
«È una sciocchezza così grande che nemmeno l’ho commentata » spiega a proposito della proposta di intestare al Duce l’aerostazione. «Tra l’altro, fu proprio il fascismo a volere il nome di Ridolfi, personaggio che piaceva molto per il suo valore di combattente ». A sconfessare il direttore degli industriali forlivesi è il vice presidente nazionale di Confindustria Aurelio Regina che ritiene la proposta «del tutto inopportuna ».

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Ovviamente sono iniziati subito gli accostamenti con il monumento al Maresciallo Graziani ad Affile.
Credo si tratti di tre episodi assolutamente scorrelati per motivazioni diverse:
Affile più che il fascio ha voluto ricordare un famoso, nel bene e nel male (forse più male), concittadino;
il Preside di Ascoli Piceno ha voluto, forse, rispolverare un'opera pittorica di pregio fatta proprio per quella scuola, a prescindere dal soggetto ivi ritratto;
il capo degli industriali di Forlì e Cesena, invece, forse è un nostalgico, perché un Aeroporto è un po' troppo!
E come ricorda il sindaco di Forlì, fu proprio Mussolini, negli Anni '30, a volere lo scalo di Forlì, attualmente il terzo in Emilia Romagna per traffico di passeggeri. Fu il governo fascista, inoltre, a decidere di intitolarlo a Ridolfi, valoroso combattente dell'aeronautica nativo di Forlì, scomparso nel 1919 per un incidente di volo.

domenica 14 ottobre 2012

Da un'amica di Foligno ricevo e pubblico



Bella no? Noi abbiamo gli operai di Taranto disperati, quelli dell'Alcoa idem, i giovani che non trovano lavoro e che debbono contare sulle pensioni dei padri, umiliati, depressi, le scuole dei nostri bambini che hanno anche solo euro 5000 l'anno per il funzionamento, ci raschiano il fondo del barile con le tasse ma non abbiamo in cambio adeguati servizi (strade rotte, sporche, buie, mezzi di trasporto che sono carri bestiame ecc. ecc.), sanità che dobbiamo "riparare" pagando ticket che erodono stipendi e pensioni, perché quello che ci hanno già sottratto per anni ogni mese non basta di fronte alla rapina... però abbiamo dei nababbi!
Nababbi che lo sono diventati buttandosi in politica, materia fatta di parole, che non produce niente se non leggi tutte a favore dei politici che si votano prebende faraoniche, benefit, vitalizi senza i contributi che abbiamo pagato noi e paghiamo per anni ed anni.
Gli esempi di questi nababbi ce li porge ogni giorno la televisione: Formigoni che fa vacanze da miliardario su yacht di lusso, ma non è un armatore come era Onassis, era un cattolico di Comunione e Liberazione, quanto di più vicino al Signore!
Il suo cattolicesimo reso in politica gli ha fruttato bene.
I figli di Bossi: uno un poco tardo nel capire quello che gli insegnavano alla Scuola Media Superiore che però sapeva contare bene i biglietti di Euro che non aveva certo guadagnato con il sudore della fronte, l'altro che girava con macchinone e chiedeva soldi al tesoriere Belsito il quale a sua volta ecc. ecc.
Fino ad arrivare ai Fiorito, giù giù fino ai Maruccio, appena arrivato che non si è fatto scappare l'occasione visto il contesto.

Bene! Produciamo ricchi! Con i soldi nostri ed i nostri voti!
Forse dobbiamo cambiare noi.

venerdì 12 ottobre 2012

La versione della Polizia sul prelievo forzoso di un bambino

DA: La Repubblica.it

La ricostruzione del Viminale. In un'informativa alla Camera il sottosegretario De Stefano ha ricostruito l'episodio. La polizia, con lo psicologo, lo psichiatra e il padre sono andati nella scuola per prendere il ragazzino, che si è rifiutato di seguirli. Il Viminale ha chiarito che gli altri alunni sono stati allontanati dalla classe. A questo punto il papà è riuscito con fatica a portarlo fuori dall'aula, ma nel corridoio la reazione del minore è diventata ancora più energica. "Il bambino - ha detto ancora De Stefano - appena uscito dall'edificio invocava con urla l'intervento dei familiari della madre che sono arrivati muniti di telecamere. Due poliziotti cercavano di fronteggiare i familiari mentre un terzo cercava di aiutare il padre a portare il figlio in auto. Nonostante la resistenza sempre più accesa dei familiari, i poliziotti sono riusciti ad allontanarli consentendone la partenza".

Da persona inesperta a me sembrano immagini prese da un cellulare... Dunque estemporanee. Una telecamera presuppone premeditazione dell'atto.

Ho evidenziato in neretto le parti che rivelano che il bambino, di 10 anni dunque abbastanza grande da capire e scegliere, NON VOLEVA ANDARE CON IL PADRE.
Anche se era influenzato dai risentimenti materni (cosa frequentissima) è ugualmente incomprensibile come un giudice ritenga di fare il bene del bambino estirpandolo dal suo ambiente quotidiano, in cui si trova bene, altrimenti sarebbe volato nelle braccia del padre, per rinchiuderlo in una Casa famiglia. Posto in cui, sembra, debba stare un anno!
Viveva con sua madre, suo nonno e sua zia ed ora vive in mezzo ad estranei. Aveva la sua casa, le sue piccole cose, le sue abitudini, i suoi amichetti... Anche uno stupido capisce la violenza terribile che gli è stata fatta con questa scelta discutibile. Già, discutibile, ma noi viviamo in un Paese dove con i Poteri non si discute, anche quando fanno cose sbagliate.
A chi ha chiesto scusa il rappresentante del Governo: alla madre? Al nonno? Il diritto di famiglia ha allargato alcuni diritti ai nonni, ad esempio di poter vedere i nipoti qualora uno dei genitori o entrambi non vogliano.
Qui si calpesta il diritto naturale in nome di non discutibili diagnosi di psicologi. E gli psicologi cosa dicono di un simile trauma da prelievo violento? Esiste un psicologia di comodo? Tutto ed il contrario di tutto?
Non ho mai sentito nessuno essere felice di essere portato a vivere in una Casa famiglia. A meno che non si venga sottratti ad un ambiente in cui si consuma violenza fisica sul minore o atti sessuali.
Non poteva il giudice scegliere l'affidamento condiviso previsto dal Diritto? Perché doveva punire l'unica persona innocente in questa storia? Perché di fatto questo hanno fatto.  

Sempre da "REPUBBLICA.IT"

La zia materna e il nonno del bambino di 10 anni, prelevato a forza l'altro ieri da scuola su ordine del Tribunale dei Minori, sono stati segnalati dalla Questura di Padova alla magistratura per le ipotesi di oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale e inosservanza di un provvedimento dell'autorità giudiziaria. Con loro, nella comunicazione di notizia di reato inviata alla Procura, comparirebbe anche una terza persona. Potrebbe essere uno dei genitori dei compagni di scuola del bambino, che avevano aiutato i parenti. Lo si apprende da fonti investigative che rivelano che ci sarebbe anche un secondo filmato girato dalla polizia scientifica, consegnato in Procura, e che potrebbe chiarire molte cose.

Non ho parole! Il braccio forte della legge si fa sentire, ragazzi! Stiamo tranquilli! Quando facciamo le nostre denunce vedrete che verranno ascoltate! 
Eppure sento tanta gente che sporge denunce per cose gravi e la legge non fa niente, e si sente sola, indifesa... Però denunciano chi difende i propri affetti, a torto o a ragione che sia. Inoltre è altamente educativo che si denunci anche il genitore di qualche compagno di scuola che è intervenuto di fronte ad una scena violenta. E' giusto: bisogna insegnare alla gente "a farsi gli affari propri"!
Tutti zitti e tutti fermi, altrimenti in galera!|
Ma che razza di Paese siamo diventati? 
  

giovedì 11 ottobre 2012

I bambini non si toccano

Bimbo Padova: la madre accusa, "non me l'hanno fatto vedere"

(AGI) - Roma, 11 ott. - "Sono andata nella casa famiglia con il pediatra e ho chiesto che il bambino venisse visitato, ma non mi e' stato permesso". E' la denuncia della mamma del bambino di 10 anni sottratto con la forza da scuola a Padova per essere portato in una comunita'. Il piccolo "e' stato portato in comunita' - spiega la mamma a Mattino 5 - perche' la Corte d'Appello di Venezia ha emesso un decreto sulla base del fatto che al bambino era stata diagnosticata la PAS (sindrome da alienazione parentale). Secondo la PAS, se il bambino non viene prelevato dalla famiglia materna e resettato in un luogo neutro, come una sorta di depurazione, non potra' mai riallacciare il rapporto con il padre. Tutto questo in base ad una scienza spazzatura che arriva dall'America, il cui promotore e' Gardner, un pedofilo morto suicida". VIDEO "In Italia - attacca la donna - ci sono modi piu' civili per far riallacciare i rapporti tra padre e figlio"; il bambino "vedeva suo padre in incontri protetti una volta alla settimana, ogni settimana". "Ieri sera sono andata nella casa famiglia nella quale e' stato portato mio figlio, ma mi hanno impedito di vederlo. Ero con il pediatra e ho chiesto che il bambino venisse visitato perche', visto il modo barbaro con il quale e' stato trascinato via da scuola, aveva sicuramente riportato qualche trauma, ma, soprattutto, volevo accertarmi del suo stato psicologico. Ma questo non mi e' stato permesso".

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Seguo la trasmissione "Chi l'ha visto" dal suo esordio e per questo vengo presa affettuosamente in giro in famiglia. Ieri sera mio marito, causa forse il raffreddore, si è rassegnato a rimanere a vederla insieme a me, anche perché era inutile migrare sull'altro televisore "tanto non c'era niente da vedere, solo spazzatura". E' rimasto e, come molti uomini, riesce a sopportare meno il dolore, dunque di fronte alla scena ripresa dal cellulare della zia che, evidentemente, era andata a prendere a scuola Leonardo e al modo come è stato trascinato via, mio marito si è indignato oltremodo e voleva denunciare i poliziotti i quali, fra l'altro, hanno detto alla zia che si ribellava: "Io sono un ispettore di polizia e lei non è nessuno."
Io difendo le Forze dell'Ordine ma debbo riconoscere che c'è gente che dovrebbe stare altrove e non svolgere un ruolo così delicato ed importante nella Società.
Giustamente c'è stata indignazione in tutta la Nazione e si sono mossi pure i due Presidenti di Camera e Senato. 
Non possiamo entrare nel merito della lite fra due ex-coniugi che si scarnificano pubblicamente sulla pelle del figlio, ma certo mi chiedo, come ho fatto per i coniugi Camparini a cui è stata sottratta la figlia e data in adozione come se loro e la nonna paterna fossero morti e sepolti, cosa possa aver fatto questa madre per essere cancellata dalla vita di suo figlio.
L'ho già scritto: i genitori NON debbono essere perfetti, perché la perfezione in natura non esiste. Possono anche farti soffrire per i loro problemi (a me è accaduto) ma il bimbo li ama, perché sono mamma e papà, e li preferisce ad ogni asettica perfezione... 
Questi Assistenti Sociali mi incutono timore, perché è stato dato loro un potere sulla vita altrui che non sempre sanno gestire. Certi magistrati poi anche peggio...
Senza entrare nel merito, dunque, della guerra fra questi due genitori, mi rende perplessa la notizia che il padre era presente alla cruenta scena in cui il bambino, evidentemente, non voleva andare con lui e con gli agenti, tanto è vero che si è fatto trascinare, dimenandosi, mentre un braccio strusciava sull'asfalto malamente, lo tiravano per le braccia, per le gambe... Questo padre non si è sentito stringere il cuore a trattare così il bambino che, una volta caricato a forza in macchina, ha detto che non respirava, per lo stress, credo, e per lo sballottolamento a cui l'avevano sottoposto?
Per non parlare della scena raccapricciante dell'arrivo degli agenti in classe, i compagni che vengono fatti uscire, immagino l'ansia che deve aver attanagliato questo bambino rimasto solo come una preda accerchiata dagli agenti voluti da suo padre...
Non prendono così neppure i mafiosi: hanno più rispetto.
Come scrissi per Federico Aldrovandi: non bloccano così neppure i cani pericolosi, lo so perché l'ho vissuto con i miei occhi, stanno attenti a non fare male a molossi ringhianti che aggrediscono l'uomo.
Signori, questo è un mondo alla rovescia. Diamoci una regolata di buonsenso, tutti: poliziotti, magistrati, genitori separati che si litigano i figli... 
Il padre dice che "il bambino è sereno e che lui l'ha salvato". Lo spero per lui perché sono traumi che restano per sempre e un domani potrebbe chiedergliene conto. Mi piacerebbe risentire cosa farà Leonardo fra 10 anni...
Il video mostra chiaramente una donna che corre verso un gruppo di persone e comincia ad urlare, è la zia del bambino: le riprese sono fatte con un cellulare e non con una cinepresa, come sembra che abbia detto la polizia secondo alcuni giornali.

Assassino contessa: giustizia "soft"




Da: Corriere della Sera.it

Delitto dell'Olgiata, condanna confermata:
16 anni per il domestico Winston

Processo d'appello per l'uomo reo confesso dell'omicidio della contessa Filo della Torre.

In primo grado condannato a 16 anni.Condanna confermata:16 anni per il domestico Winston.
Processo d'appello per l'uomo reo confesso dell'omicidio della contessa Filo della Torre. Lui: chiedo perdono

Alberica Filo della Torre uccisa nella sua casa il 10 luglio 1991 (Ansa)Alberica Filo della Torre uccisa nella sua casa il 10 luglio 1991 (Ansa)
ROMA - La prima Corte d'assise d'Appello di Roma ha confermato martedì la condanna a 16 anni per Winston Manuel Reyes, accusato dell'omicidio della contessa Alberica Filo della Torre, uccisa nelal sua villa all'Olgiata, alle porte di Roma, il 10 luglio 1991. La sentenza è stata pronunciata dalla Corte d'Assise d'Appello presieduta da Mario Lucio D'Andria dopo una riunione in camera di consiglio di poco più di un'ora. «Avremmo auspicato un trattamento sanzionatorio più grave». Così l'avvocato Giuseppe Marazzita, legale della famiglia di Pietro Mattei, vedovo della contessa Alberica Filo della Torre, dopo la lettura della sentenza.
«PERDONO» - «Mi rivolgo a tutti, avvocati, giudici e soprattutto alla famiglia Mattei; voglio solo chiedere perdono per quello che ho fatto». Winston Manuel Reyes, già condannato in primo grado a 16 anni nel processo per l'omicidio di Alberica Filo della Torre assassinata il 10 luglio 1991, ha rilasciato questa dichiarazione spontanea nel processo d'appello davanti alla I Corte d'assise d'appello di Roma che martedì lo giudica nel secondo grado di giudizio. Nessuna reazione a queste parole da parte di Pietro Mattei, marito della contessa, in tribunale insieme con il suo legale, l’avvocato Giuseppe Marazzita, che, dopo la lettura della sentenza ha aggiunto: «Si conferma l'impianto accusatorio basato proprio su quelle prove che eravamo stati noi della parte civile ad assicurare alla procura». «Ma non cerchiamo vendetta - ha detto il legale - solo giustizia, ciò che conta è la sentenza di condanna».

Una foto di Winston Manuel Reyes (Proto)Una foto di Winston Manuel Reyes (Proto)
ACCUSA: ERGASTOLO - Ma l'accusa chiedeva ancora l'ergastolo per il domestico. Il pg Donatella Maria Luisa Greco ha chiesto il massimo della pena nel corso del processo di secondo grado nei confronti dell’ex domestico il filippino negandogli tutte le attenuanti generiche che gli erano state riconosciute in primo grado dal gup Massimo Di Lauro che lo aveva condannato a 16 anni di reclusione il 14 novembre dello scorso anno per omicidio volontario.
«CONFESSIONE TARDIVA» - «Una confessione tardiva - ha sottolineato il pg Greco - fatta quando ormai c'erano tutte le prove contro di lui. Una confessione arrivata solo dopo vent'anni e comunque non proprio credibile visto che nasconde il furto dei gioielli e ammette solo quello che non può negare. Non si desume un sincero pentimento e per questo ci vuole la condanna all'ergastolo».


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Nemmeno se ti chiami  Filo della Torre e appartieni ad una importante famiglia ti salvi dall'ingiustizia.
Se gli inquirenti riescono ad individuare, anche se tardivamente, l'assassino, ci pensa una giustizia sempre più con la g minuscola a togliere la vera Giustizia.
Una donna con due figli piccoli, un marito innamorato, una vita bella, viene uccisa in casa sua da un ex domestico il giorno in cui deve festeggiare il suo decimo anniversario di matrimonio. 

Viene tormentato un ragazzo vicino di casa solo perché ha qualche problema di natura psichica.
E l'assassino tace, mentre quello soffre per qualcosa che non ha fatto.
Passano gli anni, la sofferenza del marito, anche sospettato, i bambini senza la loro mamma... saranno ripagati da soli 16 anni di carcere ad un assassino che dice di essere pentito, ma che non ha mai aperto bocca finché la prova del DNA non l'ha stanato. 
Mio marito dice che una pena così esigua è dovuta al processo breve per il quale ha optato consigliato dai suoi avvocati: spero che così non sia, altrimenti tutti gli assassini sceglieranno tale strada.

Attività politica pagata dai contribuenti: perché?


Da: La Repubblica.it

Dieci conti correnti, il tesoro di Maruccio
"Spostati 780mila euro in un solo anno"

La procura: al setaccio i movimenti sospetti segnalati dalla Banca d'Italia

di MARIA ELENA VINCENZI

Dieci conti, si diceva. Uno Unicredit (su cui risultano accreditati 92 euro), due presso la Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza, uno al Credito Artigiano e tre a Intesa San Paolo. Mentre quelli del partito su cui Maruccio ha messo e tolto denaro sono della Banca delle Marche. E sono state proprio quelle coordinate bancarie a ricevere le decine e decine di bonifici che il presidente Idv si è accreditato nell'ultimo anno dai conti del suo gruppo. Somme di cui ora i procuratori aggiunti Alberto Caperna e Nello Rossi e il pubblico ministero Stefano Pesci vogliono capire l'utilizzo. Intanto non c'è dubbio: per loro sono soldi destinati al gruppo e finiti nelle sue banche. Con bonifici (581mila) e con prelievi allo sportello (200mila). Tanto basta per configurare il peculato. E se, come ieri ha garantito Maruccio, sono fondi spesi per l'attività politica, verrà dimostrato. Molti gli aspetti da chiarire. Proprio per questo ieri i finanzieri del nucleo speciale di polizia valutaria sono andati a perquisire l'ufficio della Pisana e quattro immobili riconducibili a Maruccio. Una a Maierato, in Calabria, intestata ai suoi genitori, e tre a Roma: una casa in via Duodo, una in via della Balduina e uno studio in via Pereira. Queste ultime due, però, erano dismesse da qualche tempo. Quella in via Duodo, quartiere Prati, in cui il consigliere Idv risiede con la famiglia, è intestata alla moglie ed è stata acquistata lo scorso anno per un milione di euro. L'immobile, nove vani con box e garage, è gravato da un mutuo da tremila euro al mese. Una spesa, tra le tante, sulla quale si dovrà fare chiarezza.

Le fiamme gialle ora stanno vagliando il materiale contabile del gruppo trovato alla Pisana. E anche i computer trovati a casa del presidente Idv, che ieri mattina è stato svegliato dai finanzieri. Il prossimo passo dell'indagine, infatti, è capire dove siano finiti quei quasi 800mila euro.
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Non voglio aggiungere altro su questo ignobile scandalo che coinvolge un uomo fortemente voluto da Di Pietro e messo nei posti dove stava.
Voglio stigmatizzare quanto da lui detto a giustificazione: "sono fondi spesi per l'attività politica".
Questo giustifica tutto! Mentre in giro Di Pietro si affanna a parlare come tutti lo possono sentire, per contro questi di Italia dei Valori, insieme a TUTTI gli altri, ritengono una giustificazione spendere una cifra abnorme per un cittadino normale per non ben identificate spese per "attività politica"!
Non c'è bisogno di sottolineare l'enorme contraddizione!
Hanno votato tutti compatti il DIRITTO di darsi le prebende più alte d'Europa e di spartirsi i nostri soldi per attività politica"!
Ma l'attività politica se la pagassero da soli!
Perché noi dobbiamo finanziare la loro raccolta di voti? Perché di questo si tratta.
E' una perversa spirale: loro votano per i "rimborsi elettorali" strafregandosene del referendum che ci è costato milioni (seggi, schede, scrutatori) ed al quale abbiamo risposto NO a larghissima maggioranza; loro stabiliscono con leggine  e regolamenti ad hoc che i "rimborsi" non devono essere fatti a presentazione scontrino o fattura (come è scritto in Leggi e Regolamenti che regolano questa materia per tutto ciò che riguarda il Bilancio dello Stato e come debbono fare tutti i funzionari dello Stato che vanno in missione, ad esempio); loro affondano le mani in centinaia di migliaia di euro, quando non milioni, per attività vaghe, che nessuno controlla, tanto sono soldi degli altri, di coloro che si sono visti aumentare le tasse che già pagavano, di coloro che ora debbono pagarsi anche la sanità perché qualcuno ha rubato e c'è il disavanzo, di coloro che hanno figli che non trovano lavoro perché l'economia è bloccata dalla IMMERITOCRAZIA, fatta di corruzione che toglie l'ossigeno e i sogni ai meritevoli...

Leggete la Storia, basta andare a due secoli fa circa, la Rivoluzione Francese c'era già stata, ma già i privilegi cercavano di tornare... Avevano decapitato i nobili, tolto potere al clero, ma già, dopo il bagno di sangue del Terrore, si insinuava la Restaurazione attraverso Napoleone che reclutava i giovani per andare a morire per la sua gloria, perché lui si autoincoronasse Imperatore, perché lui mettesse tutti i suoi parenti ovunque in posti di potere. Levato di mezzo lui la gente voleva solo la pace e si piegava di nuovo ai Re... La borghesia, insieme ai poveri contadini, piegavano la schiena a sostenere i nuovi parassiti.

I Partiti ci hanno esautorato di ogni autoderteminazione, hanno fatto leggi che autorizzano la rapina, si sono votati immensi privilegi che li fanno vivere come miliardari con la differenza che i miliardari, se lo sono perché hanno fatto impresa, hanno lavorato e dato lavoro con i propri capitali, mentre questi PRENDONO il denaro pubblico per sé e per la loro corte di piccoli parassiti che chiedono lavoro che i vari consiglieri, deputati, senatori pagano con i nostri soldi. Fanno vivere un sottobosco di gente senza arte né parte ma che gravita loro intorno per avere quello che da soli non si sanno conquistare.

Vivono come i nobili che ghigliottinarono, con scorte pagate da noi, ci vanno pure a fare la spesa usandoli come servitori pagati da noi... E hanno l'aria sussiegosa davanti ai microfoni perché "chi approfitta sono sempre gli altri".
Come possiamo riappropiarci dei nostri soldi perché vadano per le scuole dei giovani, per gli ospedali, per i mezzi pubblici che spesso sono inaffidabili e sono carri bestiame, per gli investimenti per il lavoro, per l'ambiente sempre più offeso dalla bruttura del degrado?
Prima di tutto non votando più per simili soggetti ipocriti, che una cosa dicono ed un'altra ne fanno, trattandoci da idioti.

Ed ora, però, una riflessione su quello che siamo noi, popolo, che votiamo codesti soggetti. Possiamo sbagliarci, possiamo essere ingannati, ma quanti del nostro popolo italiano votano chiedendo qualcosa in cambio del proprio voto?
Chi vende il proprio voto vende sé stesso.
Eppure ci dicono che un delinquente PUO' DISPORRE DI 4000 voti, ad esempio. Chi sono quei 4000 individui che hanno venduto il proprio voto al delinquente perché possa disporne?
Sono anche e soprattutto costoro che riducono il Paese così.
Fatevi un esame di coscienza, se l'avete, si può e si deve vivere facendosi largo onestamente e non mettendosi in vendita.  

mercoledì 10 ottobre 2012

IdV: un Partito come tutti gli altri



Lazio: indagato capogruppo Idv, perquisita anche abitazione Maruccio


Roma, 10 ott. - (Adnkronos) - Al momento le perquisizioni della Guardia di Finanza disposte dai pm della procura di Roma Alberto Caperna e Stefano Pesci sono limitate al gruppo consiliare del Lazio dell'Idv e in particolare al suo capogruppo, Vincenzo Maruccio, che risulta indagato. Le perquisizioni riguardano l'ufficio di Maruccio in regione e la sua abitazione. Lo spunto per questo filone di indagine l'ha dato una segnalazione dalla Banca d'Italia che ha registrato movimenti di denaro sospetti.




Regione Lazio, indagato Maruccio: capogruppo Idv si dimette

ultimo aggiornamento: 10 ottobre, ore 12:35
Roma - (Adnkronos) - Vincenzo Salvatore Maruccio si sarebbe appropriato di 500mila euro, negli ultimi due anni, provenienti dai fondi più altri 200mila nell'anno in corso. L'indagine non rappresenta una costola dell'inchiesta che ha coinvolto Franco Fiorito. Il Tribunale del Riesame conferma l'arresto dell'ex capogruppo Pdl accusato di peculato. Spuntano nuove spese, viaggi in Costa Azzurra e hotel di lusso a Positano.

Perquisizioni questa mattina nella sede del Consiglio regionale del Lazio, in via della Pisana a Roma. Le perquisizioni riguardano l'ufficio del capogruppo Idv Vincenzo Salvatore Maruccio in Regione e anche nella sua abitazione.

Il capogruppo è indagato per peculato. Secondo quanto emerso dalle prime indagini, gli si contesta di essersi appropriato di 500mila euro provenienti dai fondi dell'Italia dei valori.

L'accusa di peculato si riferisce a una sottrazione dai fondi che poi sarebbero stati trasferiti parte sui conti di Maruccio e parte usati per spese che nulla hanno a che fare con l'attività del gruppo.

Oltre ai 500mila, agli investigatori risulta anche un prelievo di 200mila euro. Questo è avvenuto nell'anno in corso mentre gli altri sono stati presi negli ultimi due anni.

Immediato l'ultimatum di Antonio Di Pietro sulle dimissioni dell'esponente e Maruccio obbedisce lasciando i suoi incarichi. Pochi minuti prima delle decisione di Maruccio, il leader dell'Italia dei valori aveva comunicato, in sala stampa alla Camera, di aver imposto una decisione in termini molto ravvicinati al segretario regionale del partito e capogruppo in regione.

"La magistratura accerterà come stanno le cose - aveva detto Di Pietro - ma intanto una cosa e' certa: abbiamo dato tre ore a Maruccio per sospendersi dal partito, dimettersi da capogruppo, dimettersi da consigliere regionale e da coordinatore regionale. Questa e' la risposta concreta che la politica deve dare, quando interviene la magistratura.
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DI PIETRO CANDIDA SUO FIGLIO CRISTIANO ED E’ SUBITO POLEMICA

Antonio Di Pietro, leader dell’italia dei Valori, ha deciso di candidare suo figlio Cristiano alle elezioni regionali del Molise ed è subito scoppiata la bufera. Oltre alle polemiche del mondo politico che attacca il segretario nazionale dell’Idv, accusandolo di ‘favoritismi’ e sistema ‘patriarcale’ nelle candidature, gli iscritti dell’Italia dei valori del circolo di Termoli hanno deciso di stracciare le loro tessere in segno di protesta.
Antonio Di Pietro ha deciso di difendersi, rispondendo alle accuse, in un video messaggio pubblicato sul suo blog. “ A Montenero di Bisaccia abbiamo candidato Cristiano non perché è un figlio di papà senza esperienza politica – ha spiegato Di Pietro – Ha dovuto fare, e deve continuare a fare, la trafila come tutti gli altri iscritti all’Idv. Non si è svegliato una mattina per trovarsi candidato. Quando abbiamo creato il partito, dieci anni fa, si è rimboccato le maniche anche lui e ha contribuito, con me e con migliaia di altre persone, a costruirlo”.
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Debbo dire che quando ho sentito la notizia dal Giornale Radio mentre ero in automobile sono scoppiata in una gran risata!
Ho detto a voce: "Che bella notizia!!"
Non perché sia contenta di scoprire l'ennesimo scandalo e sottrazione di denaro pubblico, ma perché il marcio in Italia dei Valori viene fuori.
Per chi non avesse letto i tanti post che ho scritto sulla mia adesione e fuga dal Partito Italia dei Valori, faccio qui un riassunto:
mi iscrissi che era un semplice Movimento, senza soldi dello Stato, a chi si iscriveva, se poteva, veniva richiesto un "obolo" in più che io detti nella misura delle mie possibilità: Lit. 150.000.
Quando Antonio Di Pietro nominò i primi Coordinatori per ogni regione facendo una riunione qui a Roma con essi, alcune persone che io avevo interessato alla nascente aggregazione politica, andarono ad informare il Coordinatore per il Lazio che dovevano diffidare di una persona che, essendo stato sindaco di un piccolo centro, aveva la pecca che il suo segretario personale era stato beccato a chiedere una mazzetta di Lit. 30.000.000 di allora ad un fornitore del comune. La risposta fu lapidaria: "Noi abbiamo bisogno di voti."
Mi fu evidente che una tale linea di condotta non poteva che essere stata suggerita dal creatore del Movimento, altrimenti cosa li aveva riuniti a fare i Coordinatori di fresca investitura?
La delusione fu grande. Mi dissi: "Ma allora che differenza c'è da un Partito come la DC?"
Presi tutte le lettere che Antonio Di Pietro mi aveva scritto iniziando con "Cara Rita" e con la sua firma autografa, i volantini, la ricevuta del versamento al Movimento, le schede delle persone che avevo reclutato per il suo "Osservatorio sulla legalità" e che gli avevo inviato per fax nel suo studio in provincia di Varese e tutto il resto... e buttai tutto nell'immondizia.
Nel 2008, dopo che non votavo più da un po' e dopo aver strappato la tessera elettorale, decisi di tentare di nuovo. In fondo lui, l'ex-magistrato di "Mani Pulite", parlava bene in TV... Mi si riaccese la speranza di poter fare qualcosa per il mio Paese, nel mio piccolo piccolo...
Di nuovo tessera, attività politica ecc. ecc..
Ho conosciuto Maruccio ed ho distribuito volantini elettorali per lui... Ma già avevo visto nel Partito infinite piccole contraddizioni. 
Me ne sono andata da un po'... Dopo aver testato che, alle mie denunce di ciò che non andava e anche a quelle di altre donne di IdV non solo del Lazio, Antonio Di Pietro non rispondeva.
Ho visto andar via la gente migliore, quella motivata soltanto dall'impegno sociale, dalla voglia di fare bene in un Partito che credevamo diverso dagli altri.
Invece è come tutti gli altri. Perdete ogni speranza se pensavate di votare per questi qua...

Di Pietro sulla candidatura di suo figlio Cristiano, per la quale è passato sopra la testa dissidente di un'intera sede di IdV: " Ha dovuto fare, e deve continuare a fare, la trafila come tutti gli altri iscritti all’Idv. Non si è svegliato una mattina per trovarsi candidato. Quando abbiamo creato il partito, dieci anni fa, si è rimboccato le maniche anche lui e ha contribuito, con me e con migliaia di altre persone, a costruirlo”.
Peccato che quelli che "hanno fatto la trafila" stanno ancora a portare volantini, raccogliere firme nei gazebo, fare, insomma, "i portatori d'acqua", mentre suo figlio che, per meriti naturalmente, è entrato in Polizia dove è stato anche il padre, ora prende una bella prebenda di Consigliere Regionale. Eppure nel Partito del Molise ci sono fior di giovani molto più preparati di suo figlio.
Stessa cosa per Maruccio: lui nemmeno la trafila ha fatto. E' uscito letteralmente dal "cappello a cilindro" del prestitigiatore Antonio Di Pietro.
Nessuno l'aveva mai visto prima quando lo ha proposto come Coordinatore Regionale per il Lazio al posto del povero Stefano Pedica che, pur non essendo esente da pecche (smarrivano le tessere degli iscritti poco prima dei Congressi in cui si doveva votare), si dava da fare avendo sempre appiccicato il Segretario Regionale, l'ex-socialista Salvatore Doddi, poi diventato Vicepresidente del Consiglio di Amministrazione di ACEA ATO2, nonostante Di Pietro asserisca pubblicamente, a mezzo stampa, che "nei C.d.A. delle Società Municipalizzate ci mettono gli uomini dei Partiti e questo è un modo per dare soldi ai partiti, quando basterebbe un Amministratore Unico e si risparmierebbe". Ecco, è uno dei tanti esempi della duplicità del Presidente di Italia dei Valori.
Tornando su Maruccio seppi da un compagno di partito, un avvocato serio e di poche parole, che:
"Di Pietro deve pagare pegno a Scicchitano ."
"E chi è Scicchitano?" Chiesi meravigliata.
"E' l'avvocato di Di Pietro - rispose - quello che gli segue tutte le cause per le querele che gli fanno. Maruccio è un avvocato del suo studio."
Un calcio nel sedere a Stefano, "promosso" al Nazionale a organizzare eventi, che ha fatto buon viso a cattivo gioco, ma so che la sera prima della proclamazione di Maruccio a Coordinatore Lazio IdV piangeva sulla spalla di Salvatore Doddi.
Al Congresso c'era la parola d'ordine che si doveva votare per Maruccio. Le procedure di voto sono state quantomeno fantasiose... Spero che mi legga qualcuno che era presente e che ha il coraggio di confermare.
Dopo questo le Elezioni Regionali. Tutti sapevano che Maruccio "era il candidato di Di Pietro". Così, da perfetto sconosciuto nel Partito, è stato eletto e con lui la Rodano, anche lei uscita da poco dal solito "cappello a cilindro" e già candidata alle regionali.
Ecco, in IdV funziona così. Niente di male se si pesca nel "milieu" di gente di valore... ma... così...
Ed è così in tutta Italia nelle sedi IdV. Qualcosa esce sui giornali, ma molto rimane solo uno scambio di informazioni fra coloro che si sono conosciuti al raduno di Vasto.
Razzi e Scilipoti non sono un isolato "infortunio" del prestitigiatore, sono la norma. E' casuale che ci capiti un De Magistris (peraltro molto critico e messo a tacere in un'infuocata riunione della Dirigenza a porte chiuse, ma non tanto perché qualcuno non me l'abbia riferito). Sonia Alfano, lo ricordo, è indipendente... non tesserata.
Dunque, peggio per me che ci ho voluto credere, però ho imparato molte cose... Anche alla mia età c'è ancora tanto da vedere e da imparare.
Sempre quell'avvocato serio e di poche parole mi disse:"Questo del Consiglio Regionale è solo il primo passo per Maruccio, lui è destinato alla poltrona in Parlamento."
E bravo Di Pietro! Ora dice: "Questa e' la risposta concreta che la politica deve dare, quando interviene la magistratura." 
Eh no! Troppo comodo! Proprio stamane ad Agorà, la trasmissione della rete RAI 3, qualcuno dei presenti diceva che "I partiti NON debbono attendere che arrivi la magistratura, ma debbono avere dei meccanismi interni di autocontrollo."
Soprattutto, aggiungo io, quando c'è a disposizione TANTO DENARO PUBBLICO!
Capito Di Pietro? Soprattutto quando certi candidati li abbiamo scelti in prima persona per "pagare pegno", come mi disse quell'avvocato serio serio...
Non hai voluto ascoltare (ma forse non te ne è mai fregato niente, erano solo gli illusi a crederlo) le voci della gente pulita, e hai creato un partito di riciclati, basta che ti portavano voti, e poi hai concesso poltrone a chi ti serviva per privatissime ragioni (es. Scicchitano-Maruccio) e questo è il risultato.
Non basta andare in TV a fare le facce quasi da macchietta, citando "mia madre diceva... mia sorella dice..." come se fossero oracoli della saggezza popolare, per infinocchiare la gente se poi si scelgono le persone in base a parametri così discutibili.
Come diceva Angeletti ieri sera a "Ballarò", i soldi delle tangenti, di cui ti sei occupato come magistrato, li pagavano i Gardini per lavorare ai politici mascalzoni che ricattavano gli imprenditori, ma oggi sono i soldi delle tasse del popolo italiano a cui certi eletti attingono direttamente, non bastandogli la prebenda personale, molto più alta di qualunque eletto equivalente in Europa.
Nonostante io sia fuori dal Partito per scelta, continuano ad arrivarmi informazioni dirette, data la stima reciproca che c'è con le persone più pulite: l'ultima arriva dal recente raduno di Vasto. Una giovane molto motivata (non diciamo la sede) si è rivolta all'On. Rota denunciando lo scorretto comportamento di alcuni notabili della sua sede di riferimento: nepotismi ecc..
Risposta: "Noi abbiamo bisogno di voti". La giovane idealista ci è rimasta malissimo. 
Da quando me ne andai la prima volta ad ora non è cambiato nulla, anzi, visti i fatti odierni, è peggiorato.