domenica 11 novembre 2012

Unioni omosessuali sì, matrimonio no

Da: Fanpage.it

Una bambina con due papà gay scrive a Obama. Lui risponde.

La commovente lettera di Sophia, una bambina americana di 10 anni che vive con i suoi due papà, una coppia gay. Lei si rivolge al presidente, anche per chiedergli come fare quando tutti a scuola la deridono. Obama, dopo qualche giorno, risponde alla piccola.


Barack Obama è stato nuovamente eletto e sarà il presidente degli Stati Uniti per i prossimi quattro anni. Per raccontare questa storia, però, bisogna fare un passo indietro, a qualche giorno prima dell’election day di ieri. È la storia di una bambina americana di 10 anni, il suo nome è Sophia Bailey Klugh, figlia di una coppia gay: Sophia non ha una mamma e un papà ma, appunto, due papà, Jonathan Bailey e Triton Klugh. Lei, che dai suoi genitori si sente amata, non ha nessun problema, a parte il fatto che a scuola, per la sua condizione familiare un po’ diversa da quella dei suoi compagni, spesso viene derisa. Per questo motivo decide di rivolgersi proprio a Obama, quel presidente a cui va il suo ringraziamento per il sostegno ai matrimoni gay. A Obama scrive: “Volevo solo dirti che sono felice che sei d’accordo che due uomini possano amarsi perché ho due papà e loro si amano. Ma a scuola gli altri bambini pensano che questo sia disgustoso e strano e questo mi ferisce. Scrivo a te perché sei il mio eroe. Se tu fossi me e avessi due papà che si amano, e i bambini a scuola ti prendessero in giro per questo motivo, che faresti? Rispondimi, per favore!”. Sophia è convinta che la vittoria di Obama sia una cosa giusta, per questo motivo gli fa i suoi auguri affinché possa guidare ancora il Paese: “Renderesti il mondo un posto migliore”. E, non dimenticando di mandare un saluto alle due figlie del presidente, la piccola si firma: “la tua amica Sophia”.


La lettera della piccola Sophia al presidente Obama.





E la risposta di Barack Obama, dalla Casa Bianca, non si è fatta attendere nonostante gli impegni della campagna elettorale: il presidente ringrazia la piccola Sophia della sua bellissima lettera sulla sua famiglia, che “leggerla lo ha reso orgoglioso e speranzoso riguardo il futuro della nazione”. “In America - risponde Obama -  non esistono due famiglie che siano uguali. Noi celebriamo questa diversità. Riconosciamo che a prescindere che si abbiano due papà o una mamma quello che conta più di tutto è l’amore che mostriamo l’un l’altro. Tu sei molto fortunata ad avere due genitori che si prendono cura di te. Loro sono fortunati ad avere una figlia eccezionale come te. Le nostre differenze ci uniscono. Tu e io siamo benedetti dal vivere in un Paese dove siamo nati uguali, dove non importa come sembriamo esteriormente, dove siamo cresciuti o chi siano i nostri genitori”. Il presidente si rivolge a Sophia e a lei dice come fare con quei compagni che trovano “disgustosa” l’unione dei suoi genitori: “Una buona regola è trattare gli altri nel modo in cui speri trattino te. Ricorda ai tuoi compagni questa regola se ti dicono qualcosa che ferisce i tuoi sentimenti”. Poi il presidente conclude: “Mi dispiace di non essere venuto a cena, ma saluterò Sasha e Malia da parte tua”. Cordialmente, Barack Obama.


                                E Obama risponde a Sophia.

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Molto carino, molto edificante. Sull'amore non si discute ma, a mio avviso, neppure sulla psicologia naturale, a meno di non volerla buttare tutta come un cumulo di baggianate che gli studiosi del campo hanno sperimentato e scritto sulle pubblicazioni e sui libri.
Da sempre esiste il processo di identificazione del bambino e, da sempre, la femminuccia prende a modello la figura femminile ed il maschietto quella maschile nel processo di crescita e formazione. 
Come sarà il processo di identificazione di Sophia? 
Trovo che ci sia un bel po' di egoismo in queste scelte delle coppie omosessuali regolarizzate dalle leggi dei Paesi che hanno accettato di equiparare queste unioni al matrimonio naturale. Dissento. Ripeto quanto ho già scritto: Unioni civili legali ma non Matrimonio civile che, necessariamente, debbono avere una legislazione diversa.
Riconoscere l'unione omosessuale può essere legittimo, equipararla all'unione naturale no.
Se la natura ha creato due distinte identità genetiche, XX ed XY, non possiamo ignorarne la differenza, anzi, le differenze dei caratteri sia fisici che psicologici. Forzare la natura è un atto di suprema arroganza degli uomini. Assecondare l'omosessualità rispettandola nelle sue manifestazioni più civili e affettive va bene, stravolgere la psicologia di individui in formazione non va bene. E' una forzatura.
Altra forzatura che non tiene conto della realtà, testimoniata da tanti adulti che non hanno conosciuto i genitori naturali, è che l'individuo cerca sempre la sua identità biologica... Anche da anziano si chiede: "Da dove vengo io?"
Sophia si chiederà chi l'ha portata in seno per nove mesi? Chi è la sua madre biologica di cui ha 23 cromosomi nel patrimonio genetico?
Questa riflessione vale anche per chi decide, altrettanto egoisticamente, di avere figli da donatori sconosciuti che hanno generato un embrione. Queste alchimie verranno taciute all'individuo che ne deriva? Lo si ingannerà sulla sua origine? Oppure gli si dirà la verità lasciandolo poi fluttuare in un vuoto che la psicologia umana ancora non ha imparato a colmare? 

Ancora Amletici dubbi... ed esasperazione

Da: AGORA VOX

Report e la ricongiunzione contributi che sa di furbata


Tra le iniziative per non abolire i privilegi della casta e non far tracollare definitivamente l'INPS lo scorso governo si è inventato una norma per rendere "onerosa" la ricongiunzione contributi.
Pare che onerosa, secondo il dizionario in uso al parlamento, significhi impossibile.
Dal 1979 c'è la possibilità di ricongiungere in un unico fondo i contributi versati a diverse casse previdenziali. I contributi possono essere riferibili all’assicurazione generale obbligatoria, ad altre forme alternative o alle gestioni speciali per i lavoratori autonomi gestite dall’Inps (ex articolo 2 della legge 29 del 1979).
Di fatto questa legge è stata sostanzialmente modificata dal 1 luglio 2010 trasformando l’operazione a pagamento. Con l’entrata in vigore della legge n. 122/2010, per domande presentate a decorrere dal 31 luglio 2010, l’onere calcolato risulta mediamente incrementato a seguito dell’applicazione dei coefficienti rilevati dalle tabelle di cui al D.M. 31/08/2007.
La trasmissione di Rai 3 metteva in evidenza che alcuni lavoratori si erano visti richiedere dall'INPS fino a 300 mila euro per la ricongiunzione contributi.
Facendo 2 calcoli scopriamo che, nei 17 anni di vita residua media (82 anni-65 = 17X12 = 204 mesi) il lavoratore in oggetto dovrebbe percepire una maggiorazione di 1470 euro al mese oltre la normale pensione per rientrare del solo capitale esborsato senza contare gli interessi.
Una cosa ridicola e che sa di pizzo così come commentato da uno dei lavoratori in trasmissione.
La Fornero ha difeso a spada tratta il provvedimento ricordando che se si "vogliono privilegi di debbono pagare" dimenticando, forse per comodità, che quei lavoratori avevano già pagato quei contributi, volutamente scippati.
I parlamentari della maggioranza presenti al parlamento quando si è votata la norma, intervistati, hanno detto che  secondo loro la norma era iniqua ma l'hanno votata lo stesso.
La Lega, per bocca di Massimiliano Frederiga, dice di aver segnalato al ministro Sacconi l'anomalia ma di aver comunque votato per la fiducia al provvedimento, "pur giudicandolo iniquo".
Un onorevole del PDL, Cazzola, dice: "Hanno votato il provvedimento" quando l'intervistatore lo corregge "come 'Hanno votato'? L'avete votato tutti no?", il deputato, visibilmente in difficoltà, si corregge.
Il programma metteva in evidenza anche il fatto che un giovane che apra la partita iva deve pagare il 28%del proprio reddito all'INPS; calcolato su 11000 euro di reddito paga circa 4000 euro l'anno, per prendere una pensione, dopo 40 anni di contributi pari alla pensione sociale, pari a 500 euro o poco più.
Sempre facendo due conti scopriamo che 4mila euro per 40 anni fanno 160 mila euro che diviso la vita residuale dell'individuo fa 784 euro/mese, che l'INPS, stando le cose cosi come sono oggi, non potrà mai restituire.
Questo senza calcolare interessi, calcolando gli interessi più bassi del mercato su somme prestate, il valore di 160 mila ero va a sommarsi ad almeno 100 mila euro di interessi.
Abbiamo parlamentari, come Dini, che arrivano a 40 mila euro mensili di pensione, un divario immenso rispetto a coloro che prendono 1/80 di questa cifra, e come se non bastasse i privilegi dei parlamentari, sono stati blindati, anzi se li sono blindati da soli.
Altra nota dolente sono i contributi ENASARCO, chi non ha versato almeno 20 anni li ha irrimediabilmente persi.
Insomma, l'Italia dei furbetti non è solo quella che evade le tasse ma è anche quella che si inventa, senza tanti giri di parole, come rubare, oltre al futuro, anche i contributi versati, tutto in nome di una salvezza nazionale sempre più ardua da raggiungere, i cui guasti sono stati determinati dalla stessa classe politica che vorrebbe risolvere il danno procurato.


?!?!?!?!?!?!

E' disperante leggere queste notizie! Ma come si può tollerare questo massacro del DIRITTO operato a colpi di provvedimenti e leggi incostituzionali?
Uno Stato che smentisce se stesso che Stato è? Uno Stato che non mantiene i patti con i cittadini, che viola la Carta Costituzionale, che Stato è?
Ma come possono senza vergogna parlare di "antipolitica"?
I politici pretendono che la gente accetti queste scelte politiche quando "loro" hanno leggi fatte ad hoc per le loro pensioni che non esigono che pochi anni di contribuzione... e possono cumularne anche più di due, mentre a noi non è concesso... 
Come possiamo continuare a sopportare tutto questo?
Ora sembra che abbiano trovato i soldi per i cosiddetti esodati... E quelli che hanno chiesto il ricongiungimento dei contributi? Debbono rinunciarci... oppure tentare in massa di rivolgersi alla Corte Europea di Strasburgo... per violazione dei diritti fondamentali...
Può uno Stato imporre la contribuzione e poi non restituire?
E' come pagare il pizzo, come ha giustamente scritto qualcuno. 
Il cittadino è stato a poco a poco trasformato in un soggetto privo di diritti a cui si impongono solo tasse e balzelli, come quando c'erano i signorotti, i prepotenti...
Non sono parole: sono fatti! Non sono similitudini peregrine: è realtà tangibile!
Chi scrive è felicemente pensionata, non scrive dunque per sé, ma non possiamo vivere solo per i nostri privati interessi in modo gretto e meschino... Spero che la gente esca dal proprio isolamento, dalla propria vigliaccheria e "senta" che i problemi degli altri sono anche i suoi problemi, altrimenti scivoliamo verso l'abbrutimento sociale.


sabato 10 novembre 2012

La figlia del Ministro Fornero è come tanti


Da: L'occidentale

In difesa di Silvia Deaglio, vera eccellenza italiana

10 Novembre 2012
Silvia Deaglio
silvia-deaglio.jpg
Una busta contenente una lettera di minacce è stata recapitata al professore associato di Genetica Medica, Silvia Deaglio, all’Università di Torino, dove la medesima insegna. All'interno del plico, un foglio bianco formato A4 su cui era incollato una foto con un ritaglio del presidente del Consiglio Mario Monti assieme al ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali - e ordinaria di Diritto del Lavoro all’Università di Torino - Elsa Fornero. Poco più in basso, una scritta: ''Quando arriverà il furore del popolo saranno c….amari''.
Il perché di un simile 'omaggio' è presto detto: Silvia Deaglio, come noto, è la figlia di Elsa Fornero. Nonché di Mario Deaglio, ordinario di Politica Economica presso la Facoltà di Economia (sempre) dell’Università di Torino ed editorialista economico de La Stampa. Ora, evidentemente, avvenimenti del genere non vanno né sottovalutati né enfatizzati. L'episodio, però, si presta a talune considerazioni.
Da alcuni mesi a questa parte, Silvia Deaglio è vittima di un simil-gioco al massacro mediatico. Ovvero, insegna nella stessa università di mamma e papà. Ergo, è una raccomandata. Due più due: quattro. Semplice, no? Assolutamente no.
Silvia Deaglio ha un Curriculum Vitae straordinario. E' una vera eccellenza italiana. E la malcapitata, sul tema, ha più volte tenuto a ribadire un dato tanto banale quanto inequivocabile: “Per me parla il CV. Analisi lapidaria, cristallina. Di fronte a un Curriculum simile non resta che batterle le mani. Farle i complimenti. Chapeau. Le pubblicazioni, le onorificenze, le esperienze professionali e gli inviti a seminari e lezioni si sprecano. Insegna Genetica Medica, poi, materia eufemisticamente complessa e importante. Eppure è detestata.
Odiata da quella cultura 'de sinistra' – per dirla alla Giuliano Ferrara – d’antan, secondo cui è l’eguaglianza - meglio, l'egualitarismo - a tutti i costi a prevalere sempre e comunque sul merito. Provare a discutere con chi, da sinistra, ha già condannato - dall’alto di una sorta di Tribunale del Popolo post-moderno - la povera Deaglio per via di quella madre (e di quel padre) è praticamente impossibile. Una battaglia donchisciottesca. In altre parole, è figlia di. E dietro non può che esservi 'la magagnetta familistica'. Non il talento, l’impegno e il sacrificio. 'La magagnetta'.
Una volta per tutte, minacce (vergognose) a parte: Silvia Deaglio è semplicemente brava. Al di là dei genitori che ha. Non scelti da lei, peraltro.
Commenti
 Anonimo
10/11/12 14:51 @ no non era un'eccellenza... non aveva mai preso più di 28 quando frequentava all'epoca i geni erano altri, era una studentessa nella media... fonte conoscenza 

Marco
10/11/12 15:42 @ Da quale pulpito
Se mammina sua evitasse di lanciare sassi nel vespaio del risentimento (e pensasse a combinare qualcosa di concreto da ministro, invece di fare la saccente con evidenti mire quirinalizie), andrebbe tutto molto meglio. Prenda esempio da Bianca Berlinguer: "figlia di" ed intoccabile presenza al tg3 da un paio di ere geologiche (al punto che pare l'abbiano inserita tra gli immobili nell'attivo del bilancio Rai, tanto erano abituati a vederla da quelle parti). Da sempre schierata dalla parte dell'opinione dominante e continuamente attenta a pestare i piedi giusti (da chi credete che abbia imparato la sua arte di cortigiano Fabio Fazio?), mai una volta che la si sia sentita dire qualcosa di male contro i figli di papà od il fenomeno delle raccomandazioni in Rai. Se, però, con una figlia che lavora nella stessa università di mami e papi (qui non è in discussione la bravura, ovviamente) e con modi odiosamente dottorali, si prende a prestito un termine straniero, pure pronunciandolo a boccuccia stretta, e si dà di schifiltose a persone sinceramente convinte, da decenni di velenosa propaganda, di essere vittime del malcostume e della malapolitica (e non invece dei propri limiti), non ci si può poi meravigliare della puntuale pioggia di insolenze. Del resto, già qualche mese fa un pistoletti di neo sottosegretario aveva tentato la fuga in avanti, decretando urbi et orbi la condizione di inferiorità umana di chi ad una certa età non si è ancora sistemato. In quel frangente, la reazione fu inequivocabile. Perchè Fornero non ha fatto tesoro di quella pirlata e non ha prima guardato al pulpito da cui stava per pontificare? 

Silvia
10/11/12 16:00 @ ci vuole un bel coraggio...
Complimenti per l'articolo perchè ci vuole un bel coraggio a dire che la sinistra preferisce l'egualitarismo alla meritocrazia quando durante il ventennio di governo Berlusconi, il cui enturage era composto da personaggi di oggettivo dubbio merito (se non quello di possedere un bel "fondo schiena" o labbra rifatte...), non si è mai sentito parlare di alcun tipo di riconoscimento al merito! La sinistra premia la meritocrazia anche con la pari opportunità per tutti, quello che Lei probabilmente confonde con l'espressione "egualitarismo a tutti i costi". Non metto in dubbio la bravura e la professionalità della figlia della ministra Elsa Fornero e aggiungo... ci mancherebbe altro!!!! (visto anche che si occupa di medicina e salute..). Ma non bisogna guardare molto lontano per vedere persone assolutamente "capaci" che non hanno le medesime opportunità. Naturalmente non condivido e aborro il gesto compiuto e spero sia solo un atto isolato, tutta la solidarietà alla famiglia Deaglio.
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La figlia della professoressa universitaria Fornero e del professore universitario Deaglio non è differente da tanti altri figli "di".
Il giornalista scrive che ha un ottimo curriculum. Nessuno ne dubita: tutti i figli "di" ce l'hanno! Anche quando sono scarpe conclamate, che non sarà il caso di codesta giovane signorina o signora a cui, apprendiamo da questo articolo, hanno già fatto vincere un posto di professore associato! E mi pareva che fosse ancora soltanto ricercatore!
Come si fa ad avere un bel curriculum se si è figlio "di"? Ma lo sa chiunque sia stato dentro qualche università italiana negli ultimi 40 anni!
Si fa vincere un concorso per un dottorato di ricerca al rampollo. Lo vince se è bravo ma anche se non lo è. Vi pare che i colleghi di papà o mamma o entrambi non ascoltino i genitori anche se di altro Ateneo? Gli si mette vicino uno bravo che ha bisogno di fare carriera e batte quella strada per riuscirci. Se non è figlio "di" deve "portare la borsa", eufemismo che questo vuol dire. Ad esempio produrre lavori scientifici in cui il figlio "di" metterà anche il suo nome nella pubblicazione: sia che sia bravo ma anche se non lo è. Se c'è la possibilità di andare all'estero andrà, sicuro che al suo ritorno non sarà tagliato fuori dai concorsi, come avviene a molti figli di nessuno che dello stage all'estero non se ne fanno nulla, se qualcuno in Commissione (tutti professori universitari) non ha interesse a volerlo. 
Insomma il CV non dimostra nulla IN QUESTO PAESE.
Può essere davvero brava, ma può anche non esserlo affatto. 
La verità si sa solo nell'ambiente del suo campo di ricerca dove sanno quanto del suo merito c'è in quei lavori citati nel suo curriculum. 

Non lo vuole più nessuno

Da: Il Giornale.it

Alfano, attento alle bugie Il bacio di Fini è mortale

Il leader Fli, per uscire dall’angolo, propone un grande polo moderato però non si scusa con gli elettori traditi. L’unità del centrodestra è giusta ma non con lui

Che fai mi riaccetti? Gian­fran­co Fini osserva quel­lo che sta accadendo nel Pdl e spera di ritrovare una ca­sa. O almeno, ci prova. L’idea è questa: Alfano liquida il Cava­liere e poi tutti insieme si costru­isce il grande centro dei mode­rati. 
La risposta che arriva da de­stra e dintorni si può riassume­re in quattro parole: tutti ma non Fini. Qui non conta neppu­re l’opinione di Berlusconi, di Alfano, degli ex colonnelli di An o di questo o quel parlamenta­re. Qui pesa il no dei suoi ex elet­tori, quelli che il presidente del­la Camera ha deluso, tradito, ri­pudiato. E perso. Quelli che si sono sentiti giudicati dal suo li­vore, dalla rabbia, dal disgusto. Quelli che ancora ricordano il suo «mi dimetto se la casa di Montecarlo appartiene a mio cognato». E stanno ancora aspettando.
Da quando ha rotto con il Ca­valiere, l’uomo in grigio si è per­so in lunghe immersioni estive,ha messo su un partitino che non lascia  traccia, ha subaffittato un posto letto nell’appartamento di Casini vista centro e si è ar­roccato sulla poltrona di Mon­tecitorio come se fosse una zat­tera di salvataggio. È arrivato il momento di riciclarsi. Il probl­e­ma è che non ha più un capitale politico da spendere.

Eccone un altro che cerca di appiccicarsi a qualcuno ma non lo vuole più nessuno.
Potrebbe provarci con Antonio Di Pietro che, in fondo, è un uomo di destra che si è riciclato a sinistra: ricordate le sue posizioni sulle botte alla Diaz di Genova? All'epoca difendeva i poliziotti picchiatori che, con il loro comportamento, hanno offeso il degno lavoro dei poliziotti corretti.
Gianfranco Fini aveva lavorato bene per portare fuori dalle nostalgie fasciste il suo partito... poi si è venduto tutto come Esaù per un piatto di lenticchie... a Montecarlo. 

Dal Circolo Larus Legambiente di Sabaudia

Vandali al Villaggio della LegalitàPDFStampaE-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 09 Novembre 2012 18:50

Ennesimo atto vandalico al Villaggio della Legalità di Latina, Legambiente: le intimidazioni non fermeranno il lavoro al fianco di Libera
L'ennesimo atto vandalico che si è consumato presso il Villaggio della Legalità di Borgo Sabotino nel Comune di Latina, con la distruzione delle quattro telecamere di videosorveglianza che monitorano gli ingressi e la struttura, non fermerà in alcun modo il lavoro al fianco di Libera portato avanti dalle associazioni e dai cittadini per far rinascere la splendida area del territorio pontino.

“Le intimidazioni non fermeranno il lavoro dei cittadini, le nostre attività per far rivivere il territorio di Borgo Sabotino, insieme a Libera e alle altre associazioni continueranno sempre più intensamente –hanno dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, e Alessandro Loreti, presidente del Circolo Legambiente Arcobaleno di Latina-. Abbiamo intenzione di lavorare per portare là centinaia di ragazzi con i nostri campi di volontariato ambientale e vorremmo realizzare proprio al Villaggio della Legalità Serafino Famà la nostra prossima Festambiente Latina. E' fondamentale che le istituzioni diano al più presto un segnale di impegno concreto che rafforzi e sostenga il lavoro dei cittadini a favore del riutilizzo sociale dei beni confiscati. Siamo fiduciosi che la Magistratura individuerà al più presto i responsabili di questi vandalici atti e la loro matrice.”

Amletici dubbi


Da: La Repubblica.it

La beffa dei ricongiungimenti onerosi
l'Inps stanga chi ha cambiato lavoro

Quattrocentomila italiani hanno versato i contributi a soggetti diversi. Ed ora è scattata la trappola: per non perdere parte dell'assegno, queste persone sono sottoposte a un prelievo enorme. Per colpa di Tremonti  

di VALENTINA CONTE

SCANDALO. Truffa. Furto legalizzato. Strozzinaggio di Stato. Abominio legislativo. Vessazione irrazionale È l'indignazione di cittadini esasperati che riversano rabbia e ansia nelle redazioni di tv e giornali. Tanti scrivono anche a Repubblica, per ricordare l'assurda storia delle "ricongiunzioni" dei contributi, gratuite dal 1958, diventate all'improvviso "onerose" nel luglio del 2010. Una storia nata con la legge 122 del governo Berlusconi-Tremonti.

Ma che poi nessuno più è riuscito a correggere. L'ultimo tentativo è naufragato proprio in questi giorni, in Commissione Lavoro, dove si riscrive il ddl Stabilità. L'amarezza e la delusione intanto montano. Nell'estate di due anni fa, una "manina" inserì in extremis l'articolo 12 al decreto 78, la manovra estiva di Tremonti, poi diventata legge 122. La Ragioneria certificò: nessun onere. E la norma passò.

Lì si diceva che le ricongiunzioni verso l'Inps, fino ad allora senza oneri, avrebbero avuto un prezzo. Ovvero quello del riscatto della laurea, calcolato in base alla riserva matematica. Così, in modo retroattivo, dal primo luglio (la legge era del 30 luglio) a tutti coloro che hanno fatto domanda di pensione e che nella vita hanno cambiato lavoro una volta o più (e dunque pure ente di previdenza) è arrivata la lettera dell'Inps con i calcoli. Se vuoi far confluire i contributi versati, devi pagare. Come se avessi studiato per dieci, venti, trent'anni. Sì, ma quanto? Moltissimo, da 70

mila a 200, anche 300 mila euro. In un caso di una nostra lettrice, persino 600 mila euro (...) 

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Chi ha votato per il governo Berlusconi e subisce questo danno può  ora pentirsi e non votare mai più per questo partito.

Ma quello che non si capisce è perché "... nessuno più è riuscito a correggere. L'ultimo tentativo è naufragato proprio in questi giorni, in Commissione Lavoro,..." Tutto si puo' fare se si vuole... Quando si tratta di cancellare diritti certi ed acquisiti dei cittadini i politici lo fanno, dunque?
Allora è il governo di Monti che non riesce a correggere l'ingiustizia perpetrata dal governo Berlusconi?
Gli italiani, dunque, possono ancora scegliere: non votare più i partiti che appoggiano questa truffa ai danni dei cittadini.
Non è una semplificazione: è pragmatismo.

Non sanno per chi votare? Non ci vadano. Che si dia un segnale forte a questa politica di rapina e di rovina per i cittadini che mantengono sulle spalle questo Paese.

Inutile votare i parolai che di concreto non hanno fatto nulla, se non cavalcare ogni dissenso solo quando questo si è reso palese.

Grillo non dà alcuna garanzia, forse la danno i giovani che si sono messi sotto il simbolo del Movimento 5 Stelle, ma lui come persona dice troppe sciocchezze ed è pericoloso perché le dice con arroganza.

Rimangono gli uomini come Renzi e Bersani: il nuovo e il vecchio.
Sarei tentata di vedere cosa saprebbe fare Renzi... So, però, quello che ha fatto Bersani: ha tolto certe rapine bancarie inspiegabili salvando la gente da balzelli iniqui, ma ha appoggiato il governo Monti che non corregge quanto fatto da Tremonti...

C'è bisogno di gente capace ed onesta. Non è facile trovarla. 
A chi deleghiamo il timone della nave Italia senza che finisca sugli scogli?

venerdì 9 novembre 2012

Novembre: mese dei Morti

Richiamando il mio post del 14 gennaio di questo anno, che potete trovare attraverso l'elenco a destra di questa pagina sotto "ARCHIVIO", clic 2012, clic gennaio, clic 14, pubblico qui sotto un aggiornamento della situazione a 10 mesi di distanza, le foto sono di ieri:


Aiuola bonificata

Stessa vista da angolazione diversa


Stesso luogo come appariva il 12 gennaio di quest'anno

Ci si chiede: sono stati i Servizi Cimiteriali o si deve alla mano pietosa di privati?
Il luogo non è di qualche tomba ma fa parte del verde cimiteriale.
12 gennaio 2012
Ma la stessa sorte di "bonifica" non l'ha avuta una adiacente fontanella che 10 mesi fa appariva come sopra potete vedere, con detriti lasciati dai muratori addetti ai lavori sui loculi.
Ieri appariva così:

Sassi e rifiuti di piante "nascosti" sul retro della fontana


I Servizi cimiteriali fanno acqua... ma bisogna dire che anche certi visitatori di questi luoghi si dovrebbero solo vergognare. Un esempio: il bidone che si vede in foto era stracolmo e i rifiuti di fiori secchi, marci e carte varie trasbordavano tracimando a terra. E' bastato spingere, con un pezzo di carta a protezione della mano, e la mondezza non trasbordava più, anzi, se ne è potuta inserire dell'altra.
Fretta? Sciattume? Mancanza di senso civico? Fate voi.


giovedì 8 novembre 2012

L'acchiappa voti... perdi voti


Da: La Stampa.it


07/11/2012

Grillo gela Di Pietro: “Nessuna alleanza”


Antonio Di Pietro e Beppe Grillo

Il leader del Movimento 5 Stelle: “Correremo da soli”.
E sulla tv attacca: “Talk show vietati ai nostri eletti”
di: FLAVIA AMABILE

ROMA
Il Grillo post sbornia elettorale in Sicilia ha deciso di chiarire a tutti quali sono le regole per restare nel movimento. Finiti i tempi delle associazioni spontanee, dei comitati che nascevano senza nessun condizionamento se non la voglia di mandare a casa la Casta, ora l’ex-comico genovese ha fissato alcuni paletti scrivendo sul suo blog un post dal titolo molto americaneggiante «Grillo for Dummies», ovvero Grillo per stupidi.  

Perché «non tutti capiscono, non tutti vogliono capire, i più disinformano a pagamento sui giornali e nei salotti televisivi controllati dai partiti. È quindi indispensabile una guida for dummies per tutti coloro che hanno dubbi interpretativi, dietrologie, necessità di chiarimenti». 

Le regole sono elencate in ordine alfabetico iniziando dalla lettera «D» di Di Pietro. «Ha la mia amicizia - scrive Grillo - ma il M5S non si alleerà nè con l’Idv, nè con nessun altro. Il M5S vuole sostituire il sistema dei partiti con la democrazia diretta. In sostanza vuole la fine dei partiti basati sulla delega in bianco». 
L’elenco continua toccando tutti i punti più caldi, quelli su cui nei giorni scorsi sono nate le polemiche più accese, dalle primarie ai rimborsi.  

Alla lettera T si parla delle apparizioni televisive come quella di Federica Salsi che ha provocato la rottura con la consigliera comunale bolognese. «Non sono vietate interviste di eletti del M5S trasmesse in televisione per spiegare le attività di cui sono direttamente responsabili - scrive Grillo -. È fortemente sconsigliata (in futuro sarà vietata) la partecipazione ai talk show condotti abitualmente da giornalisti graditi o nominati dai partiti, come è il caso delle reti Rai, delle reti Mediaset e de La7». 

Ce n’è anche per l’Euro: la decisione «spetta ai cittadini italiani attraverso un referendum, questa è la mia posizione. Io ritengo che l’Italia non possa permettersi l’euro, ma devono essere gli italiani a deciderlo e non un gruppo di oligarchi o Beppe Grillo».  

Ma evidentemente Grillo deve essersi accorto che quello che aveva scritto non era sufficiente, almeno per alcune voci come i giornalisti televisivi e ha deciso di chiarire ancora meglio il suo pensiero via Facebook. Definisce Lerner, Fazio, Formigli, «pretoriani» o, con un termine più derisorio, delle «fate smemorine», delle «macchiette». 

«Chiunque sa - spiega - che i giornalisti televisivi sono lì per grazia ricevuta (e stipendio ricevuto) dai loro editori. E che i loro editori sono i partiti insieme alle lobby che li sostengono». «Lerner, Fazio, Formigli, per citare solo alcuni della truppa cammellata che imperversa nel piccolo schermo, sono le nuove fate smemorine il cui compito - scrive Grillo - è trasformare delle zucche vuote in statisti e attaccare con qualunque mezzo e ferocia chi mette in discussione il Sistema (del quale sono i pretoriani) e proteggere il loro portafogli». 

Le risposte non si sono fatte attendere. «Grillo non è più il vostro megafono. D’ora in poi dovrete abituarvi a chiamarlo il vostro capo» ironizza su Twitter Gad Lerner. Corrado Formigli sottolinea che «essere attaccati da un leader politico è per un giornalista un fatto positivo, il segno che ha fatto bene il proprio mestiere». Il segretario del Pri Domenico Nucara avverte che «quando si vuole la fine dei partiti, si desidera la dittatura». Vladimir Luxuria chiede di «non lasciarsi terrorizzare da questi diktat». E Fabio Arzarello, responsabile comunicazione del Pdci, parla di un «editto» che è segno di un «delirio di onnipotenza».

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Ognuno dice la sua. Anche l'artista Vladimir Luxuria, che da un giornalismo sciatto viene citato con questo "nome d'arte" anche quando era deputato con Rifondazione Comunista e dunque doveva essere citato con il suo vero nome: Vladimiro Guadagno. 
Ognuno ha diritto di dire la sua ma, confesso, che a mio avviso il valore delle cose che si dicono dipende dal valore di chi le dice.
Cito l'esempio di Vladimiro Guadagno perché penso che sicuramente è una persona intelligente ma non approvo il suo essere un maschio che gira vestito da donna. Non è serio. Se sei omosessuale sei comunque una persona che ha un DNA o XY o XX. E questo ha un significato biologico da cui non si può prescindere e che non si può ingannare. I gusti sessuali, invece, purché orientati verso soggetti adulti, possono essere qualsivoglia, purché non fastidiosamente ostentati. Dunque non stimo questo signore sia per il suo travestimento sia perché ritiene che l'essersi prostituito "per pagarsi gli studi universitari" possa essere edificante e giustificativo per il fine.
Poteva andare a fare le pulizie e sarebbe stato accettabile e dignitoso, anche se meno remunerativo. Dunque per me è un ipocrita.
Detto questo, dicevo che ognuno dice la sua con varia credibilità.
Grillo è sulla bocca di tutti. Ripeto ciò che ho già scritto: se Grillo è il catalizzatore della reazione ad una politica senza etica va bene, purché gli elementi della reazione siano come il limpido Favia, ad esempio, da lui cazziato. 

Roma, 7 novembre 2012 - ''Il movimento non deve ricalcare i vizi dei vecchi partiti. La fedeltà dovrebbe sparire, ci dovrebbe essere invece lealtà. Si è fedeli tra coniugi o a delle idee. La fedeltà cieca verso le persone è propria solo dei cani''. Lo afferma, intervistato dal Corriere della Sera, Giovanni Favia, consigliere dei Cinque Stelle in Emilia Romagna, indicato come 'dissidente' dopo il fuori onda con le critiche a Beppe Grillo e a Gianroberto Casaleggio, sottolineando che adesso ''abbiamo bisogno tutti di un bagno di umiltà''.
E' su questi freschi giovani idealisti che si può sperare. Grillo ha urlato la protesta e ha fatto da testa d'ariete nella mente superficiale di tanta gente che, però, non si interroga sui contenuti. Grillo è pericoloso, ad esempio, quando dice che si potrebbe anche uscire dall'Euro, senza pensare o capire fino in fondo quali sarebbero le conseguenze sull'economia del Paese e la gente superficiale lo ascolta perché non lo sa... 
Per questo io potrei votare i Favia sotto la bandiera del Movimento che riunisce questi giovani puliti, ma non le idee cialtrone di Grillo sulla politica nazionale. 
La protesta doveva avere una testa d'ariete per la rottura: Grillo funziona come protesta, ma non per il resto.
Ed ecco il furbo "acchiappavoti" Antonio Di Pietro che riceve da Grillo, sempre più calato nella parte di colui che dà le investiture, la patente di ONESTO. 
Certo, l'ho scritto, non sono le case che posseggono lui e i suoi familiari l'argomento che fa di Di Pietro una persona ormai perdente: le case se le è comperate con i suoi cospicui guadagni di avvocato, commissario di P.S., magistrato, parlamentare, e con quelli di sua moglie, avvocato più che benestante... No, il demone di Di Pietro è un altro e c'era fin dall'inizio, l'ho scritto e lo ripeto.
Non ricordo neppure il nome del primo coordinatore di IdV, in senso temporale, che nominò per il Lazio: alla comunicazione che stavano tirando dentro un tizio che poteva portare 300 voti, ma che era compromesso per una richiesta di mazzetta fatta ad un fornitore del comune dal suo segretario molto personale quando era stato sindaco di un piccolo centro, tale coordinatore rispose "Abbiamo bisogno di voti". Questa scelta, per chi aveva creduto che fosse il partito della trasparenza e della legalità, moltiplicata, in quanto era la linea imposta da Di Pietro ai suoi coordinatori di fresca nomina organizzativa del partito, fece sì che per "un punto Martin perse la cappa". Quel punto, che gli fece perdere il 4% e lo lasciò fuori dal Parlamento, era costituito dai voti degli illusi della prima ora, come me che non lo votai e me ne andai.
Il fetore della partitocrazia ha fatto sì che molti si riavvicinassero, nella seconda illusione che IdV fosse il meno peggio, e che molti si avvicinassero per la prima volta.
IdV è salita in percentuale. Ma Di Pietro non ha perso il vizio, il demone dell'"acchiappavoti" ha continuato a possederlo: dentro di tutto e di più... Ma fuori tutti quegli altri... gli idealisti disgustati e con loro i loro proseliti che venivano informati di quello che avveniva: nessun valore, nessun interesse per i bisogni dei cittadini nei territori, solo vuota demagogia...
Perdita di voti a rotta di collo!
Questo vuol dire che non sono le sue proprietà personali il problema, anzi, bensì la sua totale mancanza di finezza politica: la bulimia di arraffare pacchetti di voti con chiunque glieli garantisca gli fa perdere quelli che la sua bandiera della trasparenza e della legalità aveva attirato.
E ormai a quella bandiera non ci crede che qualche povero illuso residuale.
Lui continua  a proporsi come alleato, ma non lo vuole più nessuno. E' la sua politica che è sbagliata, non le case.

martedì 6 novembre 2012

Parliamo di Cinema

In mezzo a tanti problemi fa piacere ogni tanto distrarsi un po', magari con un film comico.
"Viva l'Italia" prometteva bene: per l'idea, un politico che dopo un ictus dovuto ad un rialzo di pressione durante un incontro con la sua giovane amante, perde i freni inibitori e comincia a dire la verità, e per il cast tutto di un certo pregio.
Invece si ride ma non molto, sia perché purtroppo quel che scorre davanti agli occhi dello spettatore è l'affresco di un'umanità squallida ma, purtroppo, vera, sia perché, proprio per dipingerla meglio nella sua volgarità, gli sceneggiatori hanno infarcito i dialoghi di parolacce pesanti.

Confesso che provo fastidio per la volgarità. Le parolacce, qualcuna, si possono anche dire, ma c'è un modo anche spiritoso di dirle, invece qui è solo pesantemente volgare e, soprattutto, continuo.

Inoltre, d'accordo che è una parodia di una società corrotta, ma anche in una parodia un minimo di verosimiglianza con la realtà ci deve essere.
A meno che non si faccia della comicità surreale, ma allora bisognava mostrarlo un po' di più che era surreale...
Ad esempio si descrive un ospedale che di reale ha l'opposizione del giovane medico, Raoul Bova, al suo scorretto primario che se ne infischia della chiusura del reparto, mentre lui si batte perché ciò non accada. Ma è irreale che per scongiurare questo si debba preoccupare di far riparare i macchinari non funzionanti con l'aiuto di un idraulico "ripara tutto".

Gli attori sono variamente bravi, ma a mio avviso diretti da una regia a "tirar via" nel legare certe scene, mentre in altre si dilunga troppo. Insomma la regia è un poco rozza. Mi dispiace per Massimiliano Bruno, che ho letto essere anche autore dei testi. Quello che trovo pregevole sia dal punto di vista registico che della sceneggiatura è l'idea che ha avuto di intervallare gli eventi del film con citazioni della Costituzione Italiana con debita ironia, dati i fatti.
Maurizio Mattioli e Michele Placido

Raoul Bova, con tutta la simpatia, lo trovo poco espressivo, Gassman un po' troppo sopra le righe, Ambra Angiolini si vede che ce la mette tutta... Bravo, anche con questa regia non perfetta, è Michele Placido. Brava, nella parte molto sacrificata della moglie, Imma Piro, bravo Edoardo Leo nella parte della guardia del corpo della Angiolini, attore già apprezzato in televisione per la sua studiata naturalezza nella recitazione; sempre bravissimo Maurizio Mattioli; dispiace vedere come è invecchiato male Sergio Fiorentini, anche se se ne apprezza la volontà di continuare a recitare e se ne ammira sempre la bella voce da doppiatore.

Ambra Angiolini e Edoardo Leo 

Infine bella l'inquadratura sul Promontorio del Monte Circeo visto dalla spiaggia di Sabaudia: ma qui, lo confesso, sono di parte.

domenica 4 novembre 2012

Italia dei Valori: fragile

Ho smesso da tempo di inviare commenti sui blog di Italia dei Valori e di Antonio Di Pietro. Via via che scoprivo tutta la insincerità del sistema. Su questo blog ho pubblicato già la prova che c'era censura se si scriveva quello che non piaceva. Si pubblica solo qualche commento di dissidenza, tanto perché non sia troppo palese che si pubblicano solo commenti di fedeli adoranti incensanti il "Santo Di Pietro" . Alcuni saranno quelli che racimolano qualcosa per vivere lavorando presso le sedi regionali, altri sono proprio dei "fedeli", assolutamente acritici.
Dato che mi arrivano ancora le newsletters dai due blog mi capita di leggere qualcosa ogni tanto.

Chiara 
  • Pietro Galati Ha scritto:

    Di questo passo il partito dell’astensione passerà al 60%, perchè, con tutta la stima e simpatia per il M5S, non è affatto detto che tutti i voti IdV andranno a Grillo.
    Infatti, il Partito dell’Astensione è quello che ti preserva dalle delusioni. Nel Blog di Grillo, più di metà della base sta minacciando il non voto se il Bepùn non si toglie dalle spalle ”l’onesto molisano che ha fatto degli errori” il quale ha peccato di nepotismo, familismo, blindatura del flusso dei rimborsi elettorali, candidature equivoche e via dicendo. E tutto questo in un partitello che raccoglie, sì e no, il 5% dei consensi ! Figuriamoci se il raggio d’azione fosse stato più ampio. :o
    Anzichè leggere Travaglio, già condannato per diffamazione e sicuramente poco imparziale quando si tratta di Di Pietro, perchè non ascoltate tutti i giovani attivisti di IdV fuoriusciti dal partito ? Perchè non credere alle ”mele sane” che hanno sperimentato la vita interna del partito e se ne sono andati via ? Come ? Ho capito, sono complottisti e vogliono distruggere l’ eroe. Ecco i casi più recenti di fuga dal partito dipietrista.
    * Enrico Sorrentino Pres.IdV Comitato reg.di garanzia Sardegna

    * Domenico Morace segr.IdV Bologna

    * Silvia Bandini ex Consigliere Com. IdV di Faenza

    * Roberta Papi ed altri si dimettono a Massa Carrara: IdV partito clientelare

    * Giulio Cavalli a Milano si dimette da coordinatore IdV
    * Sonia Alfano, espulsa da IdV senza aver mai avuto la tessera…
    La lista è praticamente infinita e, siccome il web è a portata di tutti, non è difficile procurarsi le informazioni che cerchiamo senza farsi imbeccare dal bolo alimentare di Travaglio. Ho detto informazioni, non opinioni, perchè in realtà molti giornalisti sono diventati opinionisti, difensori, accusatori, letterati, interpreti della linea politica editoriale. No grazie, non ci sto. Il mio cervello non sarà brillante come quello della Gabanelli o di Travaglio, ma finora mi è stato molto utile nella vita e continuerò ad usarlo. In quanto alla giornalista di Report, ripeto che su Di Pietro non ha affatto calcato la mano e che la legalità degli atti, le archiviazioni le assoluzioni per insufficienza di prova non sempre coincidono con la moralità e la trasparenza. Speriamo che stavolta questo post in versione soft per minorenni, passi :!:

    E' evidente dalla conclusione del post che CHIARA ha subito delle censure ai suoi commenti.
    Eppure scrive in modo corretto e lucido come pochi.
    Ho scritto un commento a Chiara cliccando su "Rispondi":
    NON E' STATO PUBBLICATO.
    Le davo ragione e dicevo che gli errori di Di Pietro non c'entravano nulla con il servizio di Report, come ho scritto nel mio blog nel post precedente a questo.
    Dunque perché la censura? 
    E' evidente che è un segnale di fragilità del sistema.