venerdì 23 novembre 2012

Viaggio in Irlanda - Shannon Contea di Clare

Per questo reportage userò il verde: colore dell'Irlanda.
In un momento economicamente difficile per l'Italia e l'Europa bisogna distrarsi un po', alleggerire la pesantezza della politica che riempie la nostra vita perché ne condiziona tutti gli aspetti.
Allora che cosa c'è di meglio che ricordare un bel viaggio che abbiamo fatto in un'epoca in cui i guai economici di questa Europa non erano giunti fino a questo punto?
Il viaggio in Irlanda l'ho fatto nel 2006 ed è uno dei viaggi della mia vita che ho amato di più.
Confesso che amo più i viaggi in Europa che, ad esempio, negli Stati Uniti d'America.
Sono, evidentemente, intrisa di cultura europea, dunque il viaggio in USA non tocca profondamente la mia fantasia, i miei sentimenti più piacevoli da ricordare, anche se certo può soddisfare delle curiosità. Ma non mi ha lasciato le sensazioni che mi ha lasciato, ad esempio, l'Irlanda.
Mi è piaciuta tutta, ne ho ammirato la natura selvaggia...
La parte che mi è piaciuta di meno è quella invasa dagli inglesi.
Perché di invasione si tratta, in quanto cosa ci fanno lì? 
Gli inglesi ce l'hanno nel sangue il colonialismo e si sono permessi di criticare noi, colonialisti da operetta, tragica, ma sempre operetta vicino a loro!
Non mi sono antipatici gli inglesi, beninteso, ho anche amici inglesi, ma questo pezzetto di Irlanda che occupano è una cosa ingiusta e non si può non dirlo.
Uccidere non va bene, però capisco le rivolte dell'IRA contro l'occupazione del loro suolo.

Siamo partiti il 25 luglio 2006 con un volo Ryanair nel tardo pomeriggio e siamo arrivati a Shannon, nel sud ovest dell'Eire, nella sera.
Abbiamo pernottato in un Bed&Breakfast in una località vicina all'aeroporto: New-Market-on-Fergus.
Siamo nella Contea di Clare.

Tutto il viaggio, organizzato alla perfezione tramite Internet da un mio familiare, si è svolto alloggiando nei Bed&Breakfast molto diffusi in Irlanda. Un modo per aiutare l'economia delle famiglie e per i viaggiatori un modo per conoscere meglio gli irlandesi e le loro varie realtà.
New-Market-on-Fergus - Bed&Breakfast "Country Haven",  gestito da una famiglia giovane e simpatica

Orrore!!


Da: Il Corriere della Sera.it
Quelle 90 poltrone in più per tagliare i parlamentari

Primo sì a un ddl per eleggere una commissione di riforma della Costituzione. Con stipendi da deputati: indennità incluse

Di SERGIO RIZZO


(Ansa)(Ansa)
ROMA - L'ultimo a rammaricarsi pubblicamente è stato Gianfranco Fini: «Abbiamo perso una grande occasione. La politica non ha capito che si doveva fare di più, per esempio con il taglio dei parlamentari». Dichiarazione di due mesi fa, quando il presidente della Camera certo ignorava l'esistenza di un'ipotesi suggestiva. Cioè che le politiche di marzo ci potrebbero regalare un numero di eletti addirittura superiore a quello attuale: 1.035 anziché 945. Novanta poltrone in più.
Non è uno scherzo. È quello che stabilisce un disegno di legge approvato a razzo dalla commissione Affari costituzionali del Senato con l'unica opposizione dell'Italia dei valori, il cui rappresentante Francesco «Pancho» Pardi ha invano cercato di demolirlo, e subito fiondato in Aula dove giovedì ha rischiato di essere ratificato al volo. Che cosa dice? Prevede semplicemente l'elezione a suffragio universale di una commissione Costituente che dovrebbe occuparsi della revisione della seconda parte della Carta costituzionale. Ne dovrebbero far parte novanta persone, che non potrebbero ricoprire altri incarichi elettivi, come quello di parlamentare o consigliere regionale. Con il risultato inevitabile di far crescere, sia pure per un solo anno (tanto dovrebbe durare l'incarico) il numero delle poltrone.
A loro saranno affidati interventi come il taglio dei parlamentari, l'abolizione del bicameralismo perfetto, i poteri del presidente della Repubblica... Il tutto mentre nei cassetti di Palazzo Madama giacciono proposte di legge a bizzeffe sugli stessi argomenti. Sulla riduzione del numero dei parlamentari si era perfino raggiunto un accordo fra tutti i partiti: 508 deputati e 254 senatori. Poi la cosa era sfumata.
Dunque il Parlamento non riesce a tagliare il numero degli eletti, pure in presenza di un accordo, poi però riesce a istituire a tempo di record, guarda caso, una commissione di novanta membri che deve provvedere al taglio.
Il disegno di legge è frutto dell'unificazione di numerose proposte variamente datate. E destinate probabilmente a sonnecchiare fino al termine della legislatura se il leader dell'Api Francesco Rutelli, autore di una di esse e relatore insieme a Pasquale Viespoli (prima Pdl, poi Fli, quindi Responsabile), non le avesse improvvisamente rianimate chiedendo e ottenendo il primo agosto scorso la corsia preferenziale della procedura d'urgenza. Che ha però conosciuto un intoppo ieri quando è mancato il numero legale. Se ne riparlerà la prossima settimana, e non si può escludere il moltiplicarsi dei mal di pancia, finora piuttosto isolati. Anche perché c'è la questione dei soldi. Questa commissione Costituente avrà infatti un costo che dovrà essere coperto, in parti uguali, dalla Camera e dal Senato. E lo stipendio dei Novanta? «Il trattamento economico dei membri della commissione Costituente è pari a quello dei membri della Camera dei deputati, ivi comprese le indennità accessorie», hanno proposto Luciana Sbarbati e il suo collega Giampiero D'Alia. Il conto? Una ventina di milioni in un anno. Per fare una riforma che, come ha ricordato Pardi, secondo l'articolo 138 della Costituzione è invece compito del Parlamento. Un po' caruccio di questi tempi, no?






secondo l'articolo 138 della Costituzione è invece compito del Parlamento".


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Quanto a Fini, che secondo questo articolo del Corriere della Sera, sarebbe: "L'ultimo a rammaricarsi pubblicamente è stato Gianfranco Fini: «Abbiamo perso una grande occasione. La politica non ha capito che si doveva fare di più, per esempio con il taglio dei parlamentari». Ricordo a tutti quanto da me riportato nel mio post del 25 ottobre 2011 dal titolo "Bossi: "La gente ci ammazza"
DA: LETTERA 43 quotidiano on-line
Martedì, 02 Agosto 2011

Camera, inammissibile tagliare il vitalizio


Scontro tra Fini e l'Idv Borghesi sull'abolizione del privilegio. 


Scontro nell'Aula di Montecitorio tra il presidente Gianfranco Fini e il deputato dell'Italia dei Valori, Antonio Borghesi. In discussione l'ammissibilità di un ordine del giorno, proposto dallo stesso Borghesi, sull'abolizione del vitalizio ai parlamentari. O meglio, come ha spiegato il deputato, per la sua sostituzione con una erogazione dell'Inps, l'Istituto nazionale previdenza sociale, commisurata ai contributi versati. 

QUESTIONE DI PRINCIPI. Fini, al contrario, ha parlato di una «soppressione di un diritto acquisito per gli ex parlamentari» che «sarebbe in contrasto con i principi generali dell'ordinamento, trattandosi di posizioni ormai consolidate».
Ancora, pur senza volersi esprimere sul merito della proposta, Fini ha aggiunto che «l'ordine del giorno interviene impropriamente in una materia, quale quella delle competenze degli enti pubblici previdenziali, che non può che essere regolata da una legge ordinaria dello Stato».

Borghesi: «Fini ha cambiato le regole a gioco iniziato»

Immediata, e dura, la replica di Borghesi. «Il 21 settembre dello scorso anno, un ordine del giorno esattamente uguale a quello che è stato qui da me depositato sui vitalizi è stato ammesso, è stato discusso, è stato votato da questa Assemblea», ha osservato il deputato Idv. «Devo arguire che è cambiato qualcosa da settembre ad oggi. Il fatto che il Presidente decida queste nuove regole dopo che gli ordini del giorno sono stati depositati mi lascia altamente perplesso, perché è come intervenire a gamba tesa quando il gioco è già iniziato».

L'analogo tentativo di eliminare il vitalizio per i parlamentari da parte di Borghesi era stato bocciato dall'Aula con 498 'no' e soli 22 'sì' a settembre 2010. 
Fini e tutti gli altri parlano come gli conviene di momento in momento, mentre non ci sono soldi per quello che serve a noi (scuole, mezzi pubblici, sanità ecc.) ma per loro sempre!

giovedì 22 novembre 2012

Berlusconi e Di Pietro sono stati i due unici prodotti di Tangentopoli (poiché pulizia morale quella stagione non l'ha prodotta) (Cacciari)

Nel medesimo articolo di Massimo Cacciari su "L'Espresso", da cui ho tratto il frammento che ho commentato nel mio post precedente a questo, c'è la considerazione che ho usato testualmente per il titolo del presente post.

Mi ha colpito perché sintetizza un pensiero che mi si è affacciato diverse volte nella mente in questi ultimi due anni...
Un parallelo fra queste due figure antagoniste che, però, mostrano strani punti di contatto.

Sul fatto che,  mentre si svolgevano i processi di Tangentopoli, sotto sotto tutto continuava come prima, ho già scritto, riportando anche la fonte di confidenze ricevute: una donna, nubile, che aveva una relazione adulterina con un avvocato urbanista con le mani in pasta in questa Italia che ritiene un diritto fingere correttezza e operare con spregiudicatezza. 

Dunque Cacciari non dice nulla di nuovo ammettendo che Tangentopoli NON HA PRODOTTO PULIZIA MORALE: ha prodotto, invece, due partiti costruiti da due uomini apparentemente opposti: Silvio Berlusconi e Antonio Di Pietro.

Entrambi hanno avuto un interesse a farlo.
Berlusconi perché non aveva più il suo sponsor politico: Bettino Craxi.
Di Pietro perché ha pensato bene di sfruttare la fama morale che il suo lavoro, ben protetto da Borrelli, gli aveva dato.
Entrambi si dichiarano, con faccia tosta, cattolici, pur avendo due mogli, una ex ed una in carica, viventi. Nessun cattolico vero si conduce in codesto modo, ritenendo l'unione matrimoniale un Sacramento.
Entrambi danno lavoro a molta gente.
Berlusconi con i soldi di imprenditore, ma non solo, anche con i nostri, visto che prende i soldi che il popolo non gli voleva dare per il partito e con quelli stipendia molta gente: una vera corte.
Di Pietro idem, tranne che lui usa solo i soldi del finanziamento al partito per pagare parecchi raccomandati che hanno trovato, ad esempio nelle sedi regionali di IdV, un modo per lavorare nelle segreterie.
Entrambi ci fanno pagare i loro avvocati.
Ghedini ha avuto in regalo una poltrona pagata da noi in Parlamento anche se ci informano che non ci va mai. Una bella rendita.
Maruccio veniva dallo studio di Scicchitano che segue tutti i processi per querele date o prese ed altro di Di Pietro. Un avvocato di IdV mi disse che la poltrona a Maruccio Di Pietro la doveva dare perché "doveva pagare pegno a Scicchitano".
Peccato che il lauto compenso di Consigliere Regionale a Maruccio lo paghiamo sempre noi contribuenti e, non bastandogli, ha anche rubato ed ora è in carcere.

Distanti, ma vicini.

Lezione di Diritto Costituzionale agli ignoranti


(AGI) - Parigi, 22 nov. - Monti "e' senatore a vita e non si puo' candidare al Parlamento perche' e' gia' parlamentare" spiega il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dall'ambasciata italiana a Parigi. " Non e' un particolare da poco, anche se qualche vota lo si dimentica" aggiunge il capo dello Stato rispondendo alle domande dei giornalisti sulla posizione del premier spinto da alcuni a candidarsi e sollecitato a mantenere una posizione di neutralita' da altri.
In punta di Costituzione puntualizza che innanzitutto l'attuale premier non si puo candidare per un seggio parlamentare, essendo gia' senatore a vita. Per il capo dello Stato, tra l'altro, "sicuramente in campagna elettorale" sarebbe preferibile preservare una condizione di terzieta' per il presidente del Consiglio.
  Discorso diverso, invece, per quanto riguarda la situazione dopo il voto.
Arriva poi una precisazione in risposta al senatore Pdl Carlo Giovanardi, che accusa Napolitano "di aver già dato a Monti l'incarico di formare il nuovo governo".  "Il presidente  non sponsorizza alcuna soluzione di governo per il dopo elezioni - si legge in una nota del Quirinale  - Ha solo richiamato in modo inconfutabile i termini obbiettivi in cui il problema della formazione del nuovo governo si porra' una volta concluso il confronto elettorale nel rapporto tra le forze politiche e il nuovo Capo dello Stato"
DOPO IL VOTO I PARTITI POSSONO COINVOLGERE MONTI
Monti, proprio per il suo status di senatore a vita, "ha un suo studio a Palazzo Giustiniani dove potra' ricevere chiunque, dopo le elezioni, volesse chiedergli un parere, un contributo, o un impegno". "E' verissimo - prosegue il Presidente della Repubblica - che ci sono alcune forze politiche o movimenti, non so come chiamarli perche' la situazione oggi e' fluida, che pensano che Monti potrebbe continuare a fare il presidente del Consiglio, dopo il voto, in un governo politico e non piu' tecnico. E' un diritto o una facolta' che ha qualsiasi partito".
  Ma il Capo dello Stato tiene a precisare quale potrebbe essere l'iter piu' corretto: "dopo le elezioni il mio successore alla Presidenza della Repubblica terra' le consultazioni e in quella sede ogni partito potra' esporre le sue preferenze e le sue proposte sulla personalita' a cui conferire l'incarico". "Bisognera' vedere che specie di governo si fara' - aggiunge il Presidente Napolitano - quali saranno i risultati del voto, altrimenti facciamo tutte ipotesi campate in aria". 

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Se qualcuno avesse ancora dei dubbi sull'ignoranza costituzionale di certi rappresentanti dei partiti Napolitano li ha dissolti ricordando quello che per molti è ovvio.
Ma prima di aprire bocca questa gente non riflette?
Non ricorda o non sa che un senatore a vita non può candidarsi a fare il deputato o per il Senato, visto che già ci sta "a vita"? 
Un esempio? Massimo Cacciari che così scrive su "L'Espresso" rivolto direttamente al Prof. Mario Monti:
"Presidente, ancora uno sforzo. Dia ascolto alla sua vocazione politica! E se non la possiede, la finga! Si candidi. Solo la sua candidatura a capo di un suo movimento può prosciugare molta astensione, e ancora più consensi attrarre da altre aree politiche in crisi. Solo la sua candidatura può sparigliare i giochi di questi agonizzanti partiti e costringerli a coerenti scelte di alleanza e governo. Lo faccia, se non altro, per salvare le fatiche sopportate fin qui. Virtù insegna che ci si ritira soltanto dopo aver vinto o aver fallito. Non resti a metà: i tiepidi, dice l'Apocalisse, saranno sputati nel giorno del Giudizio."
Cacciari sfoggia la sua cultura umanistica di filosofo con citazioni anche in latino, ma non ha il minimo dubbio sul fatto che un senatore a vita non può fare quello che lui gli chiede.
Faccia il professore di filosofia allora, Cacciari, e non pretenda di fare il politico: ignorante!  

martedì 20 novembre 2012

Invito a Conferenza Stampa "Più Libri più liberi"

Ciascuno di noi mostra fin da piccolo le proprie inclinazioni: io già dalle scuole elementari scrivevo poesie che illustravo con disegni. Ho un quaderno, di quelli con la copertina nera, che però si è stracciata e consunta col tempo e dunque l'ho dovuta gettare, in cui sono queste ingenue e tenere poesiole.

Da adolescente, oltre a tenere costantemente un diario, ho iniziato a scrivere novelle e qualche tentativo di romanzo.
Si cambia, si matura, e quando rileggevo gettavo tutto... Mi sembrava rozzo ed ingenuo ciò che avevo scritto. Ho conservato solo una novella di quando avevo 20 anni che ho pubblicato con Universitalia insieme ad altri racconti successivi.

Quello che mi faceva maturare erano le letture... ovviamente, oltre alla diretta esperienza di vita.

Ho letto Moravia, di cui salvo solo due libri: "Gli Indifferenti" e "Agostino"; ho letto Buzzati di cui ho amato l'analisi della realtà che può essere vista su vari piani, da varie angolazioni e... ho amato molto Elsa Morante... Bulgakov... Dostoevski e tanti altri, ho amato poco gli scrittori americani, sia gli statunitensi che i sudamericani, ad eccezione di Vargas Llosa: tutti mi hanno aiutato a maturare anche la scrittura, oltre al pensiero.

Ho pubblicato il mio primo racconto lungo nel 2006. Sono andata alla Mostra della Piccola e Media Editoria fin dal suo inizio. Non ho mai pagato il biglietto di ingresso essendo un Autore. Però è la prima volta, quest'anno, che ricevo non soltanto la pubblicità della Manifestazione, che si terrà dal 6 al 9 dicembre 2012 nel solito posto, il Palazzo dei Congressi all'EUR, ma anche l'invito alla Conferenza Stampa che si tiene stamane, alle h. 11:30, presso il Tempio di Adriano a Piazza Di Pietra a Roma.

Mi sono chiesta: "Perché?" 
Non credo in qualità di scrittrice, altrimenti l'avrei ricevuto anche negli anni precedenti, credo in qualità di blogger...
Se è così mi fa piacere.
Volevo andarci, stamane avevo preparato anche i vestiti... ma sono ancora in vestaglia guardando il cielo grigio che copre i Castelli Romani e, suppongo, anche Roma.
Al pensiero, non tanto di scendere in auto fino ad Anagnina, quanto di prendere la Metropolitana ed arrivare fino al rione  Colonna dove sono nata, mi sento stanca.
Eppure, come tutti, sono molto legata a quei luoghi della mia prima infanzia. Una curiosità: non sapevo che Via della Mercede, 54 (all'epoca il civico sul portone accanto alla Sala Umberto era quello) era facente parte di Palazzo Marini, l'ho scoperto quando ho ricevuto gli inviti alle riunioni dell'Associazione G. Dossetti che si tenevano, appunto, a Palazzo Marini con ingresso sul lato opposto a Via della Mercede... in Via del Pozzetto.
Una vecchia tessera di mio padre rilasciata il 3 ottobre 1946, un mese prima della mia nascita, dal Ministero delle Poste e Telecomunicazioni, in cui si legge il domicilio di Via della Mercede, 54. Oggi i numeri civici non corrispondono più. Mi colpisce la scritta Regno d'Italia:  c'era stato il referendum del 2 giugno 1946 con la scelta Repubblica o Monarchia ma ancora non erano state cambiate le intestazioni sui documenti emessi dai vari apparati dello Stato.
Con l'entrata in vigore della nuova Costituzione della Repubblica Italiana, De Nicola assumerà per primo le funzioni di Presidente della Repubblica Italiana
(1 gennaio 1948).


domenica 18 novembre 2012

Ancora sull'ergastolo ostativo

Coerentemente con la scelta di firmare per l'abolizione dell'ergastolo ostativo, Bianca Berlinguer, che ha il merito di aver avuto un grande padre, direttrice del TG RAI3, ha mandato in onda un servizio in cui si fa un vero spot all'ergastolano Carmelo Musumeci meritevole di aver avuto il tempo, in carcere, per dedicarsi agli studi fino alla laurea e di aver scritto dei libri!
Ho già scritto il mio pensiero su questo argomento nel post del 12 novembre scorso intitolato "Dei delitti e delle pene, delle vittime e dei carnefici", rispettando comunque le opinioni diverse dalla mia.
Sono andata, poi, a documentarmi meglio su questo ergastolano che ha una corrispondenza epistolare con il Prof. Veronesi, fautore della sua uscita dal carcere.

Fonti varie dai Media sul WEB:

Chi è il siciliano Carmelo Musumeci? Una prima risposta la dà, via mail, Nadia Bizzotto - volontaria esperta di celle e chiavistelli - che va  a trovarlo in carcere: "E' nato ad Aci Sant'Antonio nel 1955 ma è emigrato dalla Sicilia da quando aveva 6 anni. Ha vissuto sempre e si è fatto una famiglia in Versilia, vicino a Viareggio dove vive tuttora la sua famiglia. Gestiva bische clandestine e traffico di stupefacenti entrando in conflitto con altre bande rivali, per questo motivo e per la natura della sua associazione è stato condannato in base al 416 bis, senza però avere mai contatti con la mafia siciliana. Condannato all’ergastolo si trova nel carcere di Spoleto. La sua famiglia vive in Toscana. Oltre alla compagna, ha due figli, Barbara e Mirko e due nipotini, Lorenzo e Michael.

 Qualche altro dettaglio si ritrova negli archivi dei giornali. Scrive "Repubblica" in un pezzo intitolato "Attacco alla piovra nel cuore della Toscana": "Sono spuntati all' alba, all' improvviso. Hanno circondato ville, perquisito appartamenti, arrestato almeno ventisei persone, messo quasi kappao uno dei clan mafiosi che da mesi insanguina la Versilia. Coordinati dal reparto operativo speciale di Livorno, i Carabinieri sono entrati in scena a Pisa, Livorno, Pistoia, Lucca, Massa, La Spezia, Montecatini. In mano avevano decine di avvisi di garanzia da presentare a uomini di punta, luogotenenti e gregari della banda che, secondo gli investigatori, si muove in Toscana agli ordini di Carmelo Musumeci. Fra gli arrestati c' è anche lui: il presunto boss.. Carmelo Musumeci, catanese, pregiudicato, fino a qualche tempo fa ospitato da parenti in Francia, da sempre in contatto con la Toscana, sarebbe il capo del clan al quale appartenevano molti degli uomini arrestati ieri dai carabinieri. Sarebbe lui l' uomo che con i suoi amici fidati ha combattuto negli ultimi mesi una guerra spietata con una banda rivale". Nel pezzo si parla di vendette e omicidi compiuti dalle due fazioni.

Il Musumeci scrive di sé stesso:
La mia storia giudiziaria è semplice, lo dice la motivazione di condanna che mi ha condannato per un omicidio alla pena dell’ergastolo, che, nonostante la grande differenza fra verità vera e quella processuale, ha stabilito: "In un regolamento di conti il Musumeci Carmelo è stato colpito da sei pallottole a bruciapelo, salvatosi per miracolo, in seguito si è vendicato e per questo è stato condannato alla pena dell’ergastolo".

"Molti di noi sono stati criminali perché spinti fin da bambini e ragazzi alla violenza da uno Stato ingiusto e assente."
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Ecco, ci risiamo. La colpa delle proprie azioni è "della società"!
Quante volte negli anni dal 1968 in poi ho sentito questo ritornello! 
No! Non è così! E se Musumeci scrive questo non è cambiato affatto come dice, con argomenti "scientifici" opinabili, Veronesi!
Egli dà la colpa allo Stato ingiusto ed assente!
Non ha affatto preso coscienza che c'è sempre una possibilità di scelta e che nessuno "ti spinge"... Altro che libertà ad un simile personaggio!
Non ha il senso della SUA COLPA! E che colpa!
Posso portargli l'esempio di mio padre, uno come tanti italiani che di scelta ne ha fatta un'altra, quella di lavorare umilmente, senza fare del male a nessuno! Partendo da niente!
Nato in un paesino che non aveva l'acquedotto, ma solo 2 fontane pubbliche da cui usciva un'acqua dichiarata non potabile dall'ufficiale d'igiene pubblica, dove in inverno cadeva sempre la neve, essendo di mezza montagna nell'Appennino, portava ai piedi degli zoccoli di legno: proprio come nel film "L'albero degli zoccoli" di Olmi... A 16 anni è venuto a Roma con la classica e vera valigia di cartone dentro cui sua madre gli aveva messo solo le classiche maglie e calze di lana ruvida. E' andato a lavare i piatti nelle cucine delle trattorie e, pagato l'affitto di un lettino presso una cugina povera come lui e la pulizia della sua scarna biancheria, risparmiava liretta su liretta per inviare un po' di soldi a sua madre. 
Non è andato a rubare, a truffare, a rapinare. Si è piegato umilmente cercando di studiare anche, poi di imparare come si serviva in Sala e a poco a poco è progredito... Rubava le ore al sonno e alla stanchezza per studiare. Quando sono nata io era un impiegato statale, dopo che una guerra fascista gli aveva portato via anni e salute...
Cosa avrebbe dovuto scrivere mio padre dello Stato? Se avesse rubato o ucciso poteva dire che era lo Stato che ce lo aveva spinto?   

Il Musumeci scrive:
​«Morto che parla», ironizza amaramente una voce da dentro una cella. Sono gli "ergastolani ostativi". Murati vivi perché, a giudicare dal regime carcerario che gli è imposto, essi sono il peggio, la feccia, i "mostri" a cui non deve neanche essere concesso di poter sperare, un giorno, di scoprirsi finalmente cambiati e meritevoli di un’altra possibilità. Perciò, espulsi per sempre dal consesso umano.

INFORMAZIONI SU I  2 tipi di ergastolo esistenti in Italia:
Non tutti sanno che nel nostro Paese coesistono l’ergastolo ordinario e quello ostativo ai benefici. Il primo concede al condannato la possibilità di usufruire di permessi premio, semilibertà o liberazione condizionale, tanto che la grande maggioranza dei 1.546 ergastolani rimarranno in cella per non più di ventisei anni, quando scatta la possibilità della cosiddetta "liberazione anticipata". Il secondo, al contrario, nega fin dalla sentenza e in modo perpetuo ogni vantaggio penitenziario. Nessuna redenzione.

Vediamo perché:

Nato negli anni ’90, quale muscolare risposta dello Stato alla guerra dichiarata da Cosa nostra con le stragi di Capaci, Via d’Amelio, e poi le bombe di Milano, Roma e Firenze, l’ergastolo ostativo è la pena prevista per tutti gli imputati condannati per associazione mafiosa o per reati assimilabili, cioè favoriti dall’ambiente mafiogeno.

 Una definizione che si rivelerà ambigua. Sono circa un centinaio i reclusi rassegnati all’idea di uscire di prigione solo a bordo di un carro funebre. Ma non tutti sono "mafiosi" così come li intendiamo di solito. «Un rapinatore preso in flagrante a Scampia viene giudicato secondo criteri di contiguità ambientale alla camorra – osserva Carlo Fiorio, docente di Procedura penale all’Università di Perugia –, mentre lo stesso reato commesso a Trento viene inquadrato in modo differente e meno rigido». Per effetto di alcune norme anche ammettere la propria colpa, ma tacere le responsabilità altrui, è causa di ergastolo perenne. «Il dettato costituzionale è chiaro, quindi se l’ordinamento non prevede la possibilità di uscire dal carcere a condizioni raggiungibili, la pena dell’ergastolo va contro l’articolo 27 della Costituzione», ha detto Valerio Onida, presidente della Corte Costituzionale dal 1996 al 2005, in una riflessione apparsa sull’ultimo numero della rivista del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria Le due città.

Gli "ostativi", dunque, sono colpevoli due volte: per aver commesso un reato e per non aver cooperato alle indagini. 


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Mi colpisce quel "muscolare risposta dello Stato alla guerra dichiarata da Cosa nostra": quel muscolare sottindente uno Stato che VUOLE fare il forte davanti a chi? A Cosa nostra!!
E meno male che VUOLE farlo! Lo facesse di più!! 
A questi signori che vogliono abolire questa scelta dello Stato non viene in mente che fanno un favore alla Mafia?
Perché allora si riempiono la bocca di parole tipo: "lotta alla mafia"? Non si sentono questi signori un poco in contraddizione?
E cosa vuol dire che vengono puniti ANCHE per "non aver cooperato alle indagini"?
Come la scardini un'organizzazione criminale? Qui non si sta giocando a rimpiattino fra ragazzini che... "non è bello fare la spia!"
Ricordano questi signori, che vogliono abolire queste provvidenze che lo Stato ha messo in atto per difendere la Società da questo cancro, cosa hanno fatto a Firenze? Hanno ucciso una bimba di 8 anni e una di pochi mesi!!
Per i soldi questi non si fermano davanti a niente! Questi disprezzano la gente come mio padre che si sacrifica, che si piega, che soffre e, contro un avverso destino, cerca di andare avanti e di migliorare. Gente che sulle magre entrate paga le tasse che servono a costruire strade, scuole, ospedali e... carceri.
Certo con la droga si "guadagna" bene, ci si può permettere dei lussi... e sono soldi esentasse! 
Omicidio di mafia




Polverini senza ritegno


Da: Il Messaggero.it

Lazio, Polverini: Zingaretti uno zimbello
per governare la Regione servono attributi

«Per governare questa Regione ci vogliono gli attributi, e non mi aspettavo che questa sinistra prendesse il solito zimbello, spostandolo da un posto all'altro, da candidare al governo di una istituzione così importante».
Così la presidente dimissionaria della Regione Lazio Renata Polverini, riferendosi al candidato del Pd Nicola Zingaretti. 

Si vede che lei si sente "donna con palle"!
Io trovo che non di palle si è trattato, consentire di portare da UN MILIONE DI EURO a 14 MILIONI DI EURO il gruzzolo da cui TUTTI i partiti, che erano nel Consiglio Regionale da lei presieduto, potevano attingere per CURARE LA LORO ATTIVITA' POLITICA, bensì di MISERIA MORALE verso tutti i cittadini che debbono pagare l'IRPEF Regionale aumentata, i ticket sulle visite sanitarie e sui medicinali aumentati e il resto.
Zingaretti non mi piace e non mi fido neppure di lui, l'ho scritto, ma noi elettori possiamo dirlo: lei no!

Ci vogliono "le palle" per governare e festeggiare in codesta maniera


Israele vuole lo Stato Palestinese, Hamas NON vuole Israele


Da: ISRAELE.NET 15-11-2012     
Capire Gaza, capire Israele
Editoriale del Jerusalem Post
La recente escalation di attacchi sul sud di Israele è stata innescata da terroristi della striscia di Gaza, verosimilmente affiliati alla Jihad Islamica palestinese, quando sabato scorso hanno sparato un razzo anti-carro contro una jeep delle Forze di Difesa israeliane in normale servizio di pattuglia sul versante israeliano del confine, nei pressi del kibbutz Nahal Oz. I quattro soldati della Brigata Givati a bordo della jeep sono rimasti feriti, uno in modo molto grave (versa ancora in pericolo di vita e rischia di perdere la vista).
Dopo quell'attacco condotto totalmente a freddo, più di 150 fra razzi e colpi di mortaio palestinesi sono stati sparati contro centri civili del sud di Israele come Ashdod, Ashkelon, Gan Yavne, Netivot, Sderot e altri. Centinaia di migliaia di abitanti della zona – uomini donne e bambini – vivono nella costante paura di essere colpiti da un razzo o da un proiettile di mortaio.
Non è la prima volta che terroristi della striscia di Gaza controllata da Hamas lanciano raffiche di attacchi prendendo deliberatamente di mira civili israeliani. Gli abitanti del sud di Israele conoscono purtroppo molto bene i mortai e i razzi Qassam e Grad sparati dalla vicina Gaza. Solo dall'inizio di quest’anno sono stati sparati un migliaio di ordigni su città e cittadine del sud di Israele. Quest’ultima escalation di attacchi ha convinto molti, anche nel governo e nell’establishment della difesa, della necessità che Israele ripristini la sua forza deterrente con una reazione più decisa e determinata all'aggressività dei terroristi.
Lo Stato d’Israele – come ogni altro Stato sovrano – ha il dovere morale di proteggere i propri cittadini dalle aggressioni del terrorismo. Non a caso la responsabilità di proteggere i cittadini costituisce un principio dell’Onu, adottato nel 2005 sulla scorta dei massacri in Rwanda, fondato sul concetto che la sovranità non rappresenta solo un diritto, ma anche una responsabilità. Se Israele non facesse tutto ciò che è in suo potere per garantire agli abitanti nel sud la necessaria protezione dal terrorismo estremista islamico, si macchierebbe di una grave inadempienza anche sul piano del diritto internazionale. A quel punto la comunità internazionale avrebbe l’obbligo di intervenire per garantire ai cittadini israeliani la dovuta protezione dai terroristi che operano dalla striscia di Gaza controllata da Hamas.
Purtroppo, però, troppi nella comunità internazionale non solo non fanno nulla per fermare i terroristi che dalla striscia di Gaza prendono di mira innocenti civili israeliani, ma si rifiutano anche solo di riconoscere il fondamentale diritto d'Israele di difendere i suoi cittadini. Le legittime operazioni militari israeliane – lanciate per contrastare gli attacchi terroristici che partono dalla striscia di Gaza – vengono falsamente descritte come atti d’aggressione non provocati.
Un esempio eclatante di questa tendenza nei consessi internazionali a delegittimare moralmente il diritto di Israele all'autodifesa è dato dal Rapporto Goldstone. Richard Goldstone e gli altri membri della commissione di indagine nominata dal Consiglio Onu per i Diritti Umani, dopo l’operazione anti-Hamas “piombo fuso” del gennaio 2009, accusarono ingiustamente i militari israeliani d’aver intenzionalmente preso di mira i civili palestinesi nella striscia di Gaza. Alcuni mesi dopo che il rapporto era stato pubblicato e l’immagine d’Israele era stata diffamata, con un editoriale apparso sul Washington Post Goldstone ammise che Israele “come linea di condotta non ha preso intenzionalmente di mira i civili”. La realtà, infatti, è che Israele fa tutto ciò che è in suo potere per evitare di colpire civili nella striscia di Gaza, anche ricorrendo alle tecnologie più avanzate e mettendo a repentaglio la vita dei propri soldati. Ma quando Hamas e le altre organizzazioni terroristiche si mimetizzano di proposito da civili, posizionano se stessi e le loro armi nei centri più popolati e usano i civili come scudi umani, è chiaro che i civili rischiano di essere colpiti. Troppo spesso queste morti tragiche e non volute vengono falsamente descritte come “crimini di guerra” non solo da Hamas e dalle altre organizzazioni terroristiche, ma anche da ong e agenzie Onu per i dritti umani che in teoria dovrebbero essere “obiettive”, come la commissione Goldstone.
Israele potrebbe essere sul punto di intraprendere un’altra operazione militare nella striscia di Gaza con lo scopo di ripristinare la sua deterrenza e proteggere gli abitanti del sud del paese dai terroristi di Gaza. Se una tale operazione deve essere intrapresa, è necessario fare uno sforzo per spiegare alla comunità internazionale come stanno le cose. Può darsi che l’opinione mondiale sia prevenuta contro Israele, ma non si deve abbandonare la speranza. Chiunque, nella comunità internazionale, abbia un minimo di onestà intellettuale non potrà non riconoscere che, se soltanto i palestinesi di Gaza abbandonassero la violenza e si riconciliassero con l’esistenza di Israele, il conflitto finirebbe immediatamente.

(Da: Jerusalem Post, 12.11.12)

Nella foto in alto: un’immagine dal video con cui i Comitati di Resistenza Popolare palestinesi hanno orgogliosamente rivendicato l’attacco a freddo contro la jeep israeliana (in territorio israeliano) che ha scatenato l’ultima ondata di violenze. Per vedere il filmato:
http://www.jpost.com/Defense/Article.aspx?id=291632

Le Forze di Difesa israeliane hanno diffuso una foto aerea che mostra una postazione di lancio di razzi a lungo raggio di Hamas posizionata nel quartiere Zeitoun di Gaza a pochi metri da una moschea e da un parco giochi. Si veda:
http://www.idfblog.com/2012/11/14/live-updates-idf-terror-targets-gaza

Telecom inquietante

Questa è una delle tante storie che noi CITTADINI, secondo la nostra Costituzione Italiana, subiamo dallo Stato e dai suoi Apparati, che così facendo dimostrano di ritenerci SUDDITI di un POTERE superiore che dobbiamo solo subire, (come alla fine fanno in molti rinunciando alla lotta impari), non riuscendo MAI ad ottenere verità e Giustizia. 
In questo blog ho trattato vari temi in proposito:
*l'odissea per ottenere un rimborso di biglietto per treno soppresso per sciopero, nonostante sia previsto nel Regolamento delle FF.SS.;
*l'odissea per ottenere un rimborso dalla Regione Lazio per un bollo pagato su auto acquistata secondo la Legge n. 31/2008 che esentava dal pagamento della tassa automobilistica per anni tre. Pagamento forzato dalla omissione, da parte del Ministero dell'Economia e delle Finanze, di esaminare la pratica dei requisiti dell'auto ai fini di tale esenzione a 2 anni dall'acquisto, con conseguenza che nei terminali ACI tale auto risultava scoperta di bollo per gli anni 2009 e 2010.
Ad oggi ancora attendo il rimborso di parte della cifra che sono stata costretta a pagare con gli interessi di mora e so, da Infobollo Lazio, che il costo di esazione non è rimborsabile.
Morale: lo Stato è inadempiente ma paga il contribuente per le sue omissioni!! 
*l'odissea del pagamento della depurazione fognature ad ACEA ATO2 dal 2007 contro l'evidenza documentata che tali fognature le stanno costruendo soltanto ora, anno 2012, e contro varie sentenze della Cassazione in favore dell'utenza;
*l'odissea ancora in corso contro una inquietante Telecom per ottenere il rimborso di una interruzione di linea ADSL per giorni 15 ......
Riassunto delle puntate precedenti, vedi i post sotto riportati:

martedì 26 giugno 2012

Telecom dissociata?

venerdì 18 maggio 2012

Telecom zero in condotta!


Non voglio abusare della pazienza di chi mi legge e dunque riassumo ancora partendo dall'ultima risposta dell'impiegato Telecom di turno, trincerato dietro l'anonimato di un nome senza cognome:


Asti, 13/11/2012

N. Prot. C9194515

Oggetto: Contatto del 11/11/2012 n. 97645511

Gentile ................,

Come da controllo dei nostri sistemi, la tua richiesta di rimborso non può essere accolta, in merito al guasto del servizio ADSL, in quanto lo stesso è da imputarsi a Modem privato del cliente e non a noleggio di Telecom Italia.

Paola

Considerazioni:
1 - Giustamente l'anonima impiegata dell'Apparato fintamente privato Telecom si rivolge al suddito utente con il "TU";
2 - L'anonima impiegata risponde a "cavolo di cane" come se non conoscesse NULLA del corposo carteggio precedente;
3 - Il carteggio precedente consta, oltre che di innumerevoli fax, messaggi nell'Area Clienti del sito Telecom e defatiganti telefonate al 187, (queste non costituiscono carteggio, ma gli impiegati, sempre diversi, dovrebbero scriverne qualcosa per lasciarne traccia!) anche di ben 2 raccomandate con ricevute di ritorno: la prima, riportata nel mio post del 18 maggio 2012, spiega in modo inequivocabile che il Modem o Router (come lo si voglia chiamare) dell'utente E' PERFETTAMENTE FUNZIONANTE con tanto di testimoni!
4 - Dove è finita la lettera del 17 maggio 2012 in cui Telecom ammette un "guasto particolarmente complesso?". Era il Modem dell'utente il  "guasto particolarmente complesso" come da dichiarate "verifiche tecniche"?

E' evidente che, rispondendo ogni volta una cosa diversa firmata di volta in volta da anonimi Paola, Carlo, Laura, ti prendono per stanchezza.
Hai già speso i soldi per 2 raccomandate, il tuo tempo, ti sei arrabbiato... Anche se vai da un avvocato della Federconsumatori comunque il contributo che devi dare equivale già al rimborso che Telecom ti deve: euro 70 !!!
  
Questo consente lo Stato, che dovremmo essere noi secondo la già ricordata Costituzione Italiana, ma che in realtà è un qualsivoglia Governo che nulla fa perché noi si sia trattati secondo Leggi e Regolamenti, che pure ci sono, lasciando che gli Apparati come Telecom ci trattino in codesto modo.
Ho già verificato con ACEA ATO2 che i molto ben pagati uomini che siedono nel Consiglio di Amministrazione se ne fottono degli utenti e dei loro diritti, non mi debbo dunque aspettare niente dal figliolo della Dott.ssa Cancellieri che da poco siede nella poltrona di direttore finanziario di Telecom!

CARROZZONE privato per modo di dire...

sabato 17 novembre 2012

Anna Giulia Camparini


Da: La Repubblica.it del 22 ottobre 2011 

Caso Anna Giulia: bimba dichiarata adottabile, legale genitori accusa presidente tribunale

Modena, 22 ott. - (Adnkronos) - "A tutt'oggi i genitori di Anna Giulia e il sottoscritto avvocato non hanno alcuna notizia della decisione del Tribunale per i minori di Bologna e soprattutto non siamo ancora in grado di sapere le motivazioni della 'presunta' sentenza. Motivo, per il quale, in data 20 ottobre il sottoscritto avvocato si e' rivolto al Presidente del Tribunale per i minori Millo, per chiedere spiegazioni". E' quanto si legge in una nota dall'avvocato Francesco Miraglia, legale di Massimiliano Camparini e Gilda Fontana, i due genitori di Reggio Emilia ai quali e' stata sospesa la patria potesta' e che nel 2010 sottrassero la bimba ai servizi sociali, fuggendo prima in Slovenia e poi in Svizzera. Secondo l'avvocato, "il Tribunale per i minori di Bologna si e' preoccupato in modo particolare di 'notificare', prima di tutto, l'adottabilita' di Anna Giulia all'opinione pubblica attraverso i mass-media giorni e giorni prima che ne fossero informati i genitori. E' imbarazzante - sostiene - da parte di un Presidente di Tribunale sostenere che se l'opinione pubblica ha riportato la notizia di adottabilita' e stralci del contenuto della decisione sia colpa dei ritardi degli ufficiali giudiziari. Quando lo stesso Presidente, invece, si e' sentito in dovere lunedi' 17 ottobre alle ore 12 di informare telefonicamente la redazione della trasmissione 'Chi la visto' della sentenza di adottabilita', era perfettamente a conoscenza che i genitori e l'avvocato nulla sapevano". "Questa e' forse e' colpa dei ritardi degli ufficiali giudiziari? Ancor piu' imbarazzante e' l'escamotage che un Presidente di Tribunale usa per giustificare il suo comportamento verso i mass-media cercando di farlo passare come diritto di cronaca", aggiunge. 

Per il presidente del tribunale dei minori di Bologna Maurizio Millo, invece, "il tribunale ha agito secondo la legge. Quando ho parlato con i giornalisti avevamo già depositato la decisione del tribunale da molti giorni, così come era stata disposta immediatamente la notifica all'avvocato dei due coniugi. Dopo il deposito della decisione mi hanno iniziato a chiamare i giornalisti e dato che il provvedimento esisteva non c'era nessun segreto. L'avvocato Miraglia non si può lamentare, sono state seguite le procedure previste dalla legge: che lui lo venga a sapere prima, dopo o durante, dal momento in cui è stata disposta la notifica non è più un nostro problema. La notifica viene affidata agli ufficiali giudiziari, noi non c'entriamo nulla".

Quanto alla decisione di trasferire la bambina da Reggio, Millo ha precisato che "rientra tra i doveri del tribunale provvedere alla collocazione del minore quando risulta adottabile, non sono i genitori naturali né l'avvocato a dover sapere dove o a chi è stata affidata. L'avvocato piuttosto inviti alla prudenza i suoi assistiti, perché pare che sia stata messa una taglia per rintracciare la bambina e questa è una cosa scorretta oltre che illegale". Su quest'ultimo aspetto, però, il legale difende i genitori di Anna Giulia: "Per quanto riguarda la cosiddetta taglia il presidente del tribunale è perfettamente a conoscenza di quanto i genitori siano del tutto estranei".

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Ricordate?   I genitori di Anna Giulia Camparini


giovedì 26 maggio 2011


Per essere genitori degni bisogna essere benestanti e in ottima salute, altrimenti.......

Dalle statistiche che mi invia il servizio del blog, questo post di più di un anno fa è stato fra i più letti e continua ad esserlo.
Una mia amica, molto diversa da me e dunque con pareri spesso divergenti dai miei, mi ha detto a questo proposito:
"Ma tu che ne sai chi sono questi per prendere posizione in loro favore?"
Certo. Quello che so lo apprendo dai giornali e dalla trasmissione "Chi l'ha visto?" che si è a lungo occupata del problema di questi genitori disperati e della nonna paterna della bambina. Ho seguito, poi, il caso sui media più svariati, ma non ho letto gli atti che hanno condotto i giudici a CANCELLARE l'identità di una bambina italiana, con un nome ed un cognome, con due genitori regolarmente sposati che l'amano disperatamente e che la vogliono, con una nonna che ne aveva chiesto l'affido in subordine ai genitori, dichiarati non adatti a fare i genitori dai giudici, e che non l'ha ottenuto, evidentemente anche lei indegna di essere la nonna di sua nipote, e dunque anche lei da cancellare dalla vita della sua discendente.
I giudici hanno stabilito che la bambina avrà un nuovo nome, un nuovo cognome, nuovi genitori, nuovi nonni, senza alcun legame biologico con lei, come una apolide degli affetti.
Si sono assunti una gran bella responsabilità: non vi è dubbio.
Dunque quello che è nelle loro carte, e che io e tutti gli altri che si sono interessati al caso non sappiamo, deve essere di una gravità siderale.
Il buon senso, comune a tutti gli uomini di buona volontà, mi dice che i genitori naturali possono essere cancellati dalla vita dei propri figli solo se:
a) hanno compiuto atti incestuosi su di loro;
b) hanno attentato alla loro incolumità fisica mettendone a rischio la salute e la vita.
In queste due tristi evenienze possono rientrare innumerevoli casi e circostanze diverse ma tutte che, in sostanza, confluiscono in quanto riassunto.
Non sapendo se il caso di Anna Giulia Camparini rientra in queste due tristi eventualità, ha ragione la mia amica nel dirmi:
"Ma tu che ne sai?"
Certo. Lo dirà il futuro. La bambina avrà nella memoria questi due genitori, perché non l'hanno abbandonata in fasce in un Istituto, e lei giudicherà allora i giudici: se hanno fatto bene o se hanno fatto male.
Per quella che è la mia esperienza di vita di bambini adottati TUTTI si chiedono: "Chi sono io? Da dove vengo?" Anche quando sono stati adottati in fasce, dunque abbandonati appena nati e i loro genitori adottivi li hanno informati mentre crescevano con tutte le cautele del caso.
Un mio amico, ora morto, scoprì di essere un figlio adottato quando andò a fare le carte per fare il militare. I suoi ottimi genitori adottivi non avevano mai avuto il coraggio di dirglielo: scoppiò un vero dramma e lui si diede da fare disperatamente per sapere chi era la sua madre naturale. Credo senza riuscirci.
Circostanze differenti, stessa reazione.
Due ragazzini adottati una a sette anni ed uno a nove anni, ricordano perfettamente le loro vite precedenti e le loro trascorse vicende: fortemente traumatiche quelle della bambina, solo dolorose, per abbandono della madre e morte del padre che si occupava di lui, quelle del bambino.
Entrambi hanno grande sofferenza psicologica nonostante i buoni genitori adottivi.
L'esperienza, invece, della trasmissione "Chi l'ha visto?" riporta continuamente casi di adulti, alcuni addirittura anziani, che cercano pateticamente i loro genitori naturali. Vogliono vederli, conoscerli, anche aiutarli se avessero bisogno, senza rancore per essere stati abbandonati...
Il diritto naturale è evidentemente molto forte.