lunedì 10 dicembre 2012

Dalla padella Monti nella brace Berlusconi

Un breve commento su quanto ha detto Monti ed è stato riportato stasera in tutti i telegiornali. Più o meno ha detto che bisogna non capire nulla di Economia per dire che non si è fatto niente in questo suo anno di governo. La situazione era così compromessa che si doveva per forza agire come ha fatto per creare i presupposti della ricrescita.

Certo. Sono convinta che eravamo sull'orlo del baratro, dove ci avevano portato, come la Spagna e la Grecia, le scelte di spesa senza controllo dei nostri rispettivi governanti.
Ora siamo sotto schiaffo dei cosiddetti mercati che hanno finanziato il debito contratto dai governanti irresponsabili e ladri. In pratica siamo in mano agli usurai che vogliono gli interessi su quanto finanziato acquistando i nostri Titoli di Stato. Gli interessi agli usurai glieli dobbiamo pagare noi con ogni tipo di tassa ma, soprattutto, con quella più inaccettabile: la tassa sulla casa di abitazione. Spesso gravata del debito verso la banca che ha erogato un mutuo.

Mi spiace per il Grande Economista, ma questa persona ignorante di Economia che sono io crede che i soldi per pagare gli interessi del debito gonfiato dai nostri pessimi governanti si potevano trovare altrove, ma non tassando la casa dove la gente vive. 

Le tasse giuste non espropriano il cittadino contribuente del suo piccolo patrimonio. Questa tassa lo fa. Se una persona non dispone di un reddito annuo sufficiente per pagare l'IMU cosa fa? Una tassa o un'imposta debbono essere sostenibili per essere eque. Debbono tener conto del reddito di chi deve sostenere il loro versamento all'erario. Una tassa non può mangiarsi il patrimonio della gente.

Un giovane uomo sui 40 anni, unico sostegno della sua famiglia, con una casa di cui deve pagare il mutuo per i prossimi 30 anni, mi diceva: "Se dovessi ereditare la casa dei miei genitori non potrei tenerla. Non ho un reddito sufficiente per pagare l'IMU sulla mia casa e su quella che erediterei, mio malgrado. Ti rendi conto? Questa è una limitazione della mia libertà di scelta personale."
Certo, ho pensato anch'io, non si può neppure ereditare. Oltre alle tasse di successione ci sarà anche l'IMU e solo i ricchi, con alti redditi, potranno pagare l'IMU sulla casa ricevuta in eredità.
Non ci avevo pensato, mi veniva solo l'esempio di tanti pensionati che non ce la fanno con la loro pensione a pagare una tassa sulla casa che era la loro unica sicurezza.

Però, caro Monti, forse non glielo hanno fatto fare coloro che le dovevano dare la fiducia, ma fra una tassa che erode il piccolo patrimonio della povera gente costruito con rinunce per la sicurezza della fragile vecchiaia e i grandi patrimoni, forse avrebbe dovuto tassare quest'ultimi e le rendite finanziarie.  Lei sarà pure un Grande Economista, ma togliere tutto ai poveri lasciando il superfluo ai ricchi non è il massimo della Scienza Economica.  


Difficile Natale: colpa di chi ci deruba dell'avvenire


Inizio a fare gli Auguri a chi legge questo blog: mancano solo 2 settimane e per molti sarà un Natale difficile.
La colpa è di chi, invece di servire il Paese, anche ben pagato, ha venduto questo alto onore alla propria avidità sconfinataSono stati tanti negli ultimi decenni, sono stati troppi ed ora l'Italiè ridotta così.

Cerchiamo comunque di essere sereni con le persone con le quali stiamo bene. Evitiamo quelle che non ci amano. A volte, proprio a Natale, molti sono costretti, per convenienze familiari, a stare con persone sgradevoli, malevole... Cercate di evitarle stando loro lontano quanto più possibile e parlandogli lo stretto necessario: se si è in tanti non è difficile.
 Sarà un Natale freddo per chi ha perso il lavoro e ha il gelo della paura per l'avvenire nel cuore. Il grande Eduardo De Filippo diceva che ci sono i "giorni pari" e "quelli dispari": sembra che si alternino e allora aspettiamo i "giorni pari", dobbiamo lottare perché tornino...
Un Natale verde speranza



A TUTTI !!!!

Siamo derubati e ci tolgono tutto


Da: Inviato Speciale

Ospedali da chiudere: polveriera-sanità nel Lazio

Autore: . Data: lunedì, 10 dicembre 2012Commenti (1)
Domani a Roma, davanti alla sede della Regione Lazio, protesteranno medici, infermieri e pazienti contro i tagli disposti dalla giunta dimissionaria e dal Commissario per la Sanità, Enrico Bondi, che porterebbero alla progressiva chiusura di sei ospedali della Capitale. Stamattina al ministero dell’Economia si svolgerà un vertice tra il Commissario e i direttori generali, per mettere nero su bianco la nuova rete ospedaliera regionale.
Gli ospedali romani sono ormai una polveriera: dal Cto al San Filippo Neri, fino al Pertini, allo Spallanzani e al Forlanini la scure della ristrutturazione (quasi 2mila posti letto a fronte del buco di circa 780 milioni di euro) preoccupa e indigna gli operatori del settore così come gli utenti che vedono messo a serio rischio il diritto alle cure garantite dal Pubblico.
Il tema in discussione ha evidentemente un rilievo nazionale, se è vero che pochi giorni fa il dimissionario premier Mario Monti aveva dichiarato (scatenando a sua volta polemiche) che il Sistema sanitario nazionale “potrebbe non essere garantito se non si individuano nuove modalità di finanziamento”. L’annotazione del presidente del consiglio ha un corrispettivo in alcune cifre allarmanti: quattordici miliardi di tagli previsti in tre anni, da qui al 2014, con la chiusura delle aziende con meno di 80 posti letto (250 gli ospedali a rischio) e 12mila tra medici e personale a rischio.
Nel Lazio le ricadute sociali di questo piano sono pesantissime. Nei giorni scorsi, il personale medico e paramedico che ha presidiato il piazzale del San Filippo Neri ha denunciato la possibile chiusura dell’unico ospedale che copre una vasta area nella porzione ovest della Capitale e il personale ha denunciato i propositi di smantellamento di reparti da poco conclusi: si tratta di quelli del padiglione D, per il quale vennero stanziati 15 milioni di euro e che venne inaugurato nell’ottobre 2010, quando l’annuncio di tagli alla sanità laziale era già stato ampiamente ventilato: se si aggiunge che la struttura entrò in funzione l’anno successivo, la vicenda assume contorni surreali.
Non mancano dettagli ancora più sconcertanti: le telecamere di alcuni telegiornali sono entrate nei due nuovi reparti inaugurati sei mesi fa (destinati all’attività medica intra moenia) e non ancora aperti al pubblico: costati ai contribuenti laziali poco meno di 2 milioni di euro, potrebbero presto morire insieme a tutto l’ospedale.
Il clima non cambia spostandosi all’Eastman (punto di eccellenza dentistico), al Sant’Eugenio, all’Oftalmico o nelle realtà religiose (cliniche o ospedali convenzionati): il loro budget è stato ridotto di 96 milioni di euro e tra questi è minacciata la chiusura dell’Idi (l’Istituto dermopatico dell’Immacolata), uno dei presidi d’eccellenza nella Capitale in materia di dermatologia.
“Il rischio reale è di non riuscire più ad erogare i servizi essenziali ai cittadini”, dicono i sindacati. Eppure, denunciano le categorie della sanità di Cgil, Cisl e Uil, si segnalerebbe una carenza di posti letto: ammonterebbero addirittura a 7mila quelli mancanti in residenze sanitarie assistenziali per anziani e malati cronici.
“Chiediamo al commissario Bondi di attivare subito un tavolo permanente sulla crisi della sanità – ha spiegato il responsabile sanità della Cisl Fp di Roma, Roberto Chierchia – non si può riorganizzare alla cieca. In tutte le strutture coinvolte i lavoratori si stanno mobilitando, coinvolgendo anche i cittadini, per svolgere grandi assemblee pubbliche in cui sottoscrivere petizioni perché questi ospedali restino attivi. Non si può andare avanti nei tagli senza rendersi conto che il sistema viene messo in crisi. A pagare sono i lavoratori e i cittadini”.
Nella giornata di ieri la protesta si è spostata al Cto (ubicato nel popolare rione della Garbatella): tutte le categorie professionali si sono unite per iniziare un presidio a oltranza, “per dire no all’operazione di smantellamento della sanità pubblica”.
“Il commissario Bondi – ha sostenuto Ivano Peduzzi, capogruppo di Rifondazione comunista alla Regione Lazio – non può fare orecchie da mercante di fronte a una mobilitazione così massiccia: la tenacia dei lavoratori va premiata e ascoltata. Le loro ragioni sono sacrosante e le ribadiranno a gran voce martedì alla grande manifestazione in difesa della sanità pubblica che si terrà sotto la giunta regionale: noi saremo con loro per chiedere il ritiro immediato dei decreti che hanno dato il colpo di grazia alla sanità laziale”.
Il commissario Bondi “e la Regione Lazio di Renata Polverini stanno smantellando la sanità pubblica del Lazio – ha aggiunto Luigi Nieri, capogruppo regionale di Sinistra Ecologia e Libertà, intervenendo al presidio davanti al Cto – mettendo in pericolo eccellenze sanitarie della nostra Regione: il Cto vanta competenze e professionalità importanti, non possono essere un governo e una giunta dimissionari a programmare il futuro della sanità laziale; Bondi sospenda ogni decisione e fermi lo scempio di un ulteriore taglio di migliaia di posti letto e la cancellazione di tanti posti di lavoro”.
Alla manifestazione di dopodomani è prevista la partecipazione anche di associazioni datoriali e di cittadini, uniti dallo slogan ‘Chi taglia distrugge’. “Per la prima volta – ha sottolineato Gianni Nigro della Fp-Cgil Roma e Lazio – scenderemo in piazza tutti insieme per dire a Bondi: fermati, aspettiamo l’insediamento della nuova giunta”.

COMMENTI:
    cristina di chio ha detto:


  • Sono un’infermiera del san filippo neri di roma.
    Non sono solo preoccupata per il mio lavoro, ma anche per quello che potrebbe succedere ai cittadini se questi ospedali chiudessero definitivamente.
    Ho subito un intervento di ernia discale al CTO tanti anni fà, e la preparazione e professionalità dei colleghi mi ha piacevolmente colpita.
    Ho lavorato per alcuni mesi allo IRCCS Spallanzani e mi sono trovata benissimo…ho conosciuto la bellezza e la complessità di dividere la giornata con malati di HIV e tossicodipendenti, i medici disponibili e preparati, i ricercatori che lavorano per risolvere la cura delle malattie infettive con borse di studio di 500 E al mese…che ne sarà di loro?
    L’Eastmann, l’Oftalmico…sono centri unici nel Lazio, non ne esistonoaltri simili…vogliono costringerci a curarci gli occhi ed i denti solo a pagamento…e beato chi può permettersi il dentista o l’oculista privato…
    Nel mio ospedale c’è un nuovo acceleratore lineare, nuovi reparti, nuove attrezzature,,,abbiamo investito sugli”armadi intelligenti” per abbattere il costo dei farmaci…abbiamo nuove divise, lenzuola, carrelli…e di punto in bianco ci vogliono chiudere…e tutti i soldi spesi per migliorarci come verranno recuperati???,,,il nostro primario di cardiochirurgia ha investito su di noi per creare un centro d’eccellenza…il nostro primario di chirurgia vascolare è uno fra i migliori in Europa e siamo tutti fieri di poter lavorare con lui…il primario di chirurgia d’urgenza è bravo,sempre gentile con noi e con i pazienti,…impossibile non volergli bene…siamo l’unico centro a Roma nord e provincia con la possibilità di far effettuare le IVG alle donne che lo richiedono….perchè, invece di tagliare di punto in bianco interi ospedali non tagliamo chi ci ha portato sull’orlo del baratro???,,,chi ha mal gestito la NOSTRA “cosa pubblica”,,,???la nazione, le regioni, le province, i comuni,,,…le aziende sanitarie, i trasporti,le scuole, i giornali, la televisione…????

domenica 9 dicembre 2012

Beppe Grillo


Da: "Il Messaggero.it

Scrive sul suo blog Beppe Grillo:
«Disprezzata la volontà degli italiani». «Con le dimissioni di Rigor Montis lo specchio oscuro del Paese è andato in mille pezzi e ogni italiano, nel frammento a lui più vicino, può vedere la dissoluzione dello Stato - scrive Grillo - Un salto nel buio. Non è ancora Caporetto, non ancora l'otto settembre badogliano, ma qualcosa di molto simile. Chi può va alle scialuppe. Monti, quando ne aveva la possibilità, non si è rivolto ai cittadini, all'opinione pubblica per liberarsi dalla tutela dei partiti. Ha dimostrato il coraggio di Don Abbondio. E ora ne paga le conseguenze. L'immagine del montismo che rimarrà nella memoria degli italiani sarà la foto pubblicata su Twitter con Casini, Bersani e Alfano seduti nelle poltrone di velluto di palazzo Chigi, sorridenti a sorseggiare il tè con Monti allampanato e orgoglioso alle loro spalle. "Guardateci", sembravano dire "Noi siamo noi e voi non siete un cazzo". La partecipazione popolare alle decisioni fondamentali della Nazione è stata buttata nel cesso dai partiti prima e dai tecnici poi. La volontà degli italiani è diventata una variabile indipendente dalle logiche del Sistema. Disprezzata con la parola "populismo"».

«Attenzione alla rabbia degli italiani». Grillo ricorda la lettera aperta scritta a Monti il 24 novembre 2011, invitando a «lasciare l'incarico» a non «ripetere gli stessi errori e nefandezze dei politici che l'hanno preceduta non le farebbe onore». «L'annus horribilis di Monti - conclude Grillo - lascia dietro di sè sciagurate conseguenze. Un Paese allo stremo e nessun problema strutturale, istituzionale, industriale, elettorale, sociale minimamente risolto. Macerie. Un vuoto dove si inseriranno come salvatori i responsabili dello sfascio del Paese, i gemelli siamesi pdl e pdmenoelle, e l'estrema destra che già presenta le sue liste in mezza Italia. Chi è causa del suo mal pianga se stesso. Monti, quando esce spenga almeno la luce. Il Movimento 5 Stelle è in corsa contro il tempo per presentare le sue liste. Da aprile siamo passati a marzo e ora a febbraio. E poi? Napolitano le indirà il giorno della Befana che vien di notte con le scarpe rotte? Fanno quello che vogliono. Attenzione alla rabbia degli italiani. Ci vediamo comunque in Parlamento. Sarà un piacere».
Domenica 09 Dicembre 2012 - 15:41

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Non so se queste analisi lucidissime, che condivido pienamente, le scrive da solo o gliele scrive qualcuno (il guru del guru Casaleggio?), ma sono di estrema intelligenza.
Mi è piaciuta, in particolare, questa analisi:
"...lo specchio oscuro del Paese è andato in mille pezzi e ogni italiano, nel frammento a lui più vicino, può vedere la dissoluzione dello Stato..."
Una metafora perfetta quel:  nel frammento a lui più vicino... 
Io vedo i miei frammenti: tre figli puliti, onesti, generosi con il prossimo, paghi del loro lavoro sudato, strappato alle raccomandazioni corrotte con anni ed anni di studio severo, di sacrificio lavorativo vero... Concorsi dati tanti, tanti vistisi rubare da commissioni corrotte, da concorrenti che si fanno largo con la disonestà... Non hanno quel che meritavano per quello che sono e stanno dove stanno perché non si sono arresi, perché, nonostante questa società marcia li respingesse, sono riusciti ad imporre le loro eccellenze, anche se il loro Paese le sottopaga, le boicotta, addirittura le vuole cancellare.
Dovunque sento l'odio degli onesti per questo sistema che ripaga solo i furbi, i disonesti, i corrotti, che sono coloro che andranno a votare quelli che potranno consentirgli di continuare così.
Sì, viene voglia di... ma non posso scriverlo.

sabato 8 dicembre 2012

Rocca Priora incassa: ma cosa mi dà?

Il Comune nel quale risiedo da oltre 33 anni dimostra, a dir poco, una totale indifferenza alle istanze dei cittadini come la sottoscritta, cioè quei cittadini che pagano le tasse ma non vedono alcun ritorno da esse.
Rocca Priora
Ho pagato l'ICI fin dalla sua istituzione, quando, all'inizio, fu chiamata ISI: acronimo di Imposta Straordinaria sugli Immobili che, come tutte la imposte e tasse in Italia, una volta introdotta non è stata più "Straordinaria" ma è diventata Ordinaria! Tranne per il periodo in cui Berlusconi l'ha tolta sulla prima casa ma, comunque, ne abbiamo dovuta pagare la metà sulla parte di proprietà di mio marito, che aveva spostato la residenza nel comune della casa al mare per risparmiare un po' sull'ENEL e su qualche altro balzello.
Una nota: nel 2000, in corso d'anno, il comune di Rocca Priora abbassò l'aliquota ICI e, per nostra ignoranza o scarsa informazione, noi pagammo il saldo alla medesima aliquota dell'acconto di giugno. NESSUNO CI SCRISSE PER RIDARCI LE CIRCA Lit. 45.000 CHE IL COMUNE AVEVA INCASSATO.
Perché?
Invece il Comune ci ha scritto chiedendoci la differenza di aliquota sulla metà della nostra casa pagata al 5 per mille invece che al 7, essendo mio marito residente in altro comune, con in più la sanzione per il nostro errore.
Morale: se il Comune di Rocca Priora incassa in più si tiene il denaro, se ti sbagli a dargliene di meno te lo richiede con la mora. Dov'è il corretto rapporto democratico fra cittadino ed Istituzione?    

Oltre a questi bei soldi che il Comune di Rocca Priora prende sulla nostra casa, incassa anche quelli della TARSU che, a causa di disavanzo di bilancio (è stato commissariato almeno 2 volte), è particolarmente esosa: per una casa di circa mq. 160 scarsi paghiamo euro 470 annui.
Non abbiamo la raccolta differenziata e spesso i cassonetti abbondano di rifiuti speciali che gente incivile vi lascia intorno.
Esistono varie leggi che consentono di elevare multe a chi lascia i rifiuti speciali dove non deve, essendoci isole ecologiche che il comune ha creato ed in cui noi abbiamo sempre conferito questo tipo di rifiuti, in passato anche pagando una piccola somma in più che veniva richiesta qualora si volesse il ritiro a domicilio.
Il Comune si è attivato per sanzionare gli incivili? Non lo sappiamo, ma ci appare inane.
Alcuni anni fa si attivò per scovare gli evasori. E questo è davvero un argomento interessante ed anche divertente.
Dovetti andare in comune con la documentazione della mia casa per scoprire che i metri quadri che avevo dichiarato erano superiori a quelli reali. Dunque stavo pagando di più!
Abbiamo poi dovuto chiudere alcuni ingressi che facevano entrare acqua quando pioveva a vento e li abbiamo condonati versando il dovuto. 

A condoni scaduti, però, abbiamo continuato a vedere sorgere dépéndences ovunque, tettoie, piccoli edifici nei giardini, ampliamenti vari... La domanda che si pone al contribuente che, come me, paga fino all'ultimo metro quadro di casa ICI e TARSU è: cosa fa il Comune di Rocca Priora per far pagare a questi disinvolti abusivisti i metri quadrati fatti in più?
Cosa fa per recuperare ICI e TARSU che sono legate strettamente ai metri quadrati di casa?  
Oppure conta soltanto sui soldi della gente come me?

Perché allora non adotta il sistema di far pagare la TARSU in base al numero degli abitanti nella casa?
Noi siamo in 2 e produciamo rifiuti per due persone, non sono i nostri scarsi mq. 160 che producono rifiuti, come è ovvio.

Paghiamo sulla bolletta ENEL tasse che vanno al comune.
Paghiamo l'IRPEF comunale fra me e mio marito, pensionati, che per il 2011 ammonta, da CUD, a circa euro 600.

Non abbiamo le fognature: hanno finito di mettere le tubazioni da poco e forse potremo richiedere l'allaccio fra un paio di anni: ci è stato detto da un geometra che dirigeva i lavori e che conosciamo... Però il Comune di Rocca Priora, da delibere comunali che il Comitato per l'Acqua di questo comune ha in fotocopia, incassa da ACEA ATO2, che funge da riscossore, i soldi della depurazione fognature che vengono fatturati dal 2007 a chi le fognature, il Sindaco lo sa, non le ha.
Abbiamo i pozzi, nel nostro caso l'abitabilità rilasciata dal comune con il timbro dell'Ufficiale Sanitario, e provvediamo alla loro manutenzione.
Certo ci si chiede se il Comune controlla l'abusivismo edilizio non solo per l'evasione fiscale di cui sopra, ma anche per l'inquinamento ambientale, per il dissesto idrogeologico che la cementificazione non controllata da concessioni edilizie provoca, e se ricorda, il Sindaco, che questa zona è soggetta a rischio sismico e dunque alle sue regole edilizie, nonché al controllo delle Belle Arti: lo so in prima persona per vicende che hanno riguardato la concessione edilizia data alla Società C.E.S.I., costruttore della lottizzazione dove ho acquistato la mia casa.

Credo che tutte queste riflessioni siano più che legittime, dato che a me questo Comune NON RESTITUISCE NULLA IN SERVIZI DI ALCUN GENERE del fiume di denaro che ho versato in questi 33 anni.
Passiamo ad esempi concreti.
Abbiamo chiesto più volte, anche di persona e garbatamente, al Sindaco, di provvedere alla viabilità della nostra strada in cui per l'aumento del traffico, dovuto all'asfaltatura della strada che attraversa il bosco di Colle Iano, esistono delle criticità. Una di queste è proprio all'imbocco con la S.S. 215, dove, causa un'edicola posta subito dopo una curva, sostano auto di solita gente incivile a chiudere il lume del senso di marcia.
Trentatré anni fa, quando qui era solo pace e silenzio, esisteva un'isoletta spartitraffico che, qualora ripristinata adesso che esiste un grosso flusso automobilistico, salvaguarderebbe l'incolumità di chi transita sia in uscita che in entrata dalla strada statale, impedendo parcheggi abusivi, entrate contro mano ecc. ecc..
Ma il Sindaco ci ha comunicato di persona che, dopo consulto con l'ufficio tecnico comunale, ha appreso che l'isola spartitraffico è diventata proibita (?) perché "qualcuno potrebbe farcisi male".
E se invece nell'entrare nella strada comunale dalla statale o viceversa si sbatte, a causa dell'assembramento delle auto parcheggiate malamente davanti all'edicola, "qualcuno non si    fa male"??? 
Strane analisi davvero! 
Non c'è più neppure la segnaletica orizzontale che divide i due sensi di marcia, in modo da favorire meglio chi vuole parcheggiare a spina occupandone interamente uno, oppure entrare ed uscire contromano! Il segnale di STOP non si legge più! Forse la vernice bianca costa troppo!!

Infine parliamo  dei dossi messi lungo la via comunale per evitare le corse folli dell'aumentato flusso di auto.
Benemeriti. 
Ma non ho fatto in tempo a congratularmene con il Sindaco e a ringraziarlo con apposita e-mail che conservo, che uno di questi è stato smantellato: motivo, (appreso direttamente da un anziano operaio che, insieme ad altri, con camion e grossi mezzi stava eseguendo il lavoro), il dosso dava fastidio al proprietario di una villa che affacciava sulla strada, perché lì le auto dovevano rallentare e nel passarvi sopra facevano vibrare la sua casa.
Senza parole.
In una via laterale, Via Olimpia, invece, sono stati messi 2 dossi alti e stretti, con tanto di cartelli ravvicinati per segnalarli, pur non riguardando il tratto di via in cui passa il maggior traffico proveniente da Rocca di Papa e diretto verso la statale 215. 
Qualcuno si è chiesto: "Chi ci abiterà per ottenere questi trattamenti speciali?"

Per la raccolta delle acque piovane sulla via comunale il condominio dove abito ha fatto una causa al comune che è durata 10 anni. Appena fuori dal piccolo comprensorio, nei giorni di grosse piogge, si entrava in un lago impercorribile a piedi. In questo lago, chiamato dai miei figli adolescenti spiritosamente "il Lago Mediano" (dal nome della via), spesso rimanevano impantanate auto, dato che l'acqua arrivava anche a cm. 50! Più di una volta c'è rimasta anche la camionetta dei Carabinieri.
Sembra una barzelletta, e forse lo è tanto la realtà è paradossale.
Avrebbe dovuto fare causa al Comune chiunque passava per la via comunale per ragioni varie: l'abbiamo fatta noi Condominio per tutti. Non credo che abbiamo mai ripreso le spese, anche se la causa l'abbiamo vinta.
Il Comune di Rocca Priora, costretto dalla magistratura, ha fatto dei lavori rabberciati, che non sono quelli che il nostro perito di parte aveva suggerito, creando una tubatura per il deflusso delle acque piovane che nessuno viene mai a pulire.
Risultato: passati un po' di anni il  "Lago Mediano" c'è di nuovo.
I miei figli, intanto cresciuti, hanno acquistato le loro case altrove! 

Servizio fotografico sulle "bellezze" e le "cure" che il Comune elargisce in cambio dei miei soldi (e di quelli dei cittadini come me!!):


Questo è un marciapiede all'inizio di Via Mediana, poco prima dell'imbocco sulla S.S. 215. E' in queste condizioni da almeno un anno. A cosa serve un marciapiede se non ci si può transitare senza rischiare storte o fratture?


Sempre sulla via Mediana i marciapiedi del tratto vicino alla S.S. 215. Lo scivolo, fatto per legge per i portatori di carrozzina, è completamente ricoperto di terra e fango, dunque inusabile. Giustamente nessuno viene a rimuovere la sporcizia perenne tanto nessuna carrozzella potrebbe transitarvi: guardate come sono stretti e come i vari pali in esso infissi riducano il già esiguo spazio. Cosa li hanno fatti a fare gli scivoli? Ma per rispettare la legge sulla carta naturalmente! Poi se possono transitarvi solo le carrozzelle di inesistenti portatori di handicap lillipuziani poco importa!!
Quanto delle mie tasse e delle tasse di quelli come me è finito nella parcella per questo progetto ridicolo? 
Questo secondo tratto di marciapiede è lasciato alla ricopertura delle erbacce che vi crescono fino a ricoprirlo.


Questa a lato è Via Olimpia, defilata strada di scarso traffico. In Via Mediana i dossi sono bassi, larghi e radi, nonostante l'elevato traffico. Uno, come illustrato, è stato rimosso, con grande dispendio di mezzi e di costi per il contribuente, perché dava fastidio al proprietario di una villa (??). Stranamente quello che dà fastidio a me ed al mio condominio lo possiamo ottenere solo facendo causa al Comune... Chissà come avrà fatto quel solitario proprietario ad ottenere camion, ruspe, operai per eliminargli il fastidio... E chissà perché solo in un breve tratto della lunga via Olimpia sono stati messi, invece, 2 dossi, particolarmente alti e stretti, tanto che l'auto che vi transita deve quasi fermarsi altrimenti spacca tutto... Due dossi e due cartelli stradali per un tratto di soli m. 100 al massimo, più o meno all'altezza del civico 34... Mi hanno detto che un cartello stradale può costare anche euro 1000 e per segnalare i due dossi ce ne sono due! Uno per ogni senso di marcia. Solo in quei 100 metri, dopo possono pure correre... Eppure ci sono ville in ambo i lati della via per tutto il suo lungo percorso... Mistero!  










Via Olimpia, secondo cartello per il senso di marcia inverso.


Via Olimpia: primo dosso
  Via Olimpia: secondo dosso dopo non più di 100 metri... poi possono pure correre...

venerdì 7 dicembre 2012

Suicidio pietoso ed assurdo


Da: Il Fatto quotidiano

Kate incinta, suicida infermiera dell’ospedale dopo la finta telefonata

Jacintha Saldanha era stata vittima di uno scherzo da parte di due dj australiani che si sono finti Carlo e la regina Elisabetta. La donna era finita nella bufera perché aveva passato la chiamata a un altro paramedico dell'ospedale dove lavorava e dove era ricoverata la duchessa di Cambridge

E’ stata trovata morta Jacintha Saldanha, l’infermiera dell’ospedale di Londra Edward VII, dove era ricoverata Kate Middleton. Qualche giorno fa era stata vittima di uno scherzo telefonico da parte di Michael Christian e Mel Greig, due dj di una radio australiana che si erano finti il principe Carlo e la Regina e avevano chiesto notizie della duchessa di Cambridge. Secondo le prime ricostruzioni, pare che si tratti di suicidio. (video di “Zoominit”) 

Il Mirror ha riferito che alle 9.30 della mattina i soccorsi hanno trovato la donna priva di sensi in un appartamento vicino all’ospedale, nel quartiere londinese di Marylebone, nella zona di Regent’s Park. L’infermiera era finita nella bufera perché aveva passato la telefonata a un’altra infermiera senza fare le opportune verifiche. In questo modo la radio aveva poi trasmesso in diretta un aggiornamento sulla gravidanza di Kate.
Jacinta lavorava al King Edward da più di quattro anni. Da quanto si apprende ha risposto lei al telefono perché alle 5.30 del mattino non c’erano centraliniste in servizio. Secondo quanto riferito dal sito della Bbc l’ospedale, comunque, non aveva avviato nessun procedimento disciplinare nei suoi confronti. In un comunicato il King Edward Hospital ha confermato la morte e ha espresso “profondo cordoglio” definendo la vicenda “uno shock”. Dopo l’episodio della telefonata “lo staff dell’ospedale le è stato vicino in questo momento difficile” si legge nel comunicato in cui la si descrive come “un’infermiera esperta e molto stimata dai colleghi”.
Un altro comunicato diffuso da St. James Palace riferisce che Kate e William “esprimono profonda tristezza nell’apprendere della morte di Jacintha Saldanha” e inviano “pensieri e preghiere alla famiglia, gli amici e i colleghi in questo momento così triste” sottolineando come la duchessa di Cambridge sia stata “meravigliosamente accudita da tutti e in ogni momento al King Edward VII”.

!!!!!!!!!!
Inaccettabile, assurdo, allucinante e insieme pietoso e amaro il suicidio di questa giovane infermiera, al pensiero dei suoi figli bambini lasciati soli, senza la loro mamma!
Ho letto i commenti più svariati sotto questo articolo.
Assurdo dare la colpa alla Famiglia Reale, ma certo il fatto che lo scherzo riguardava loro ha avuto il suo peso sulla psiche di questa donna, sicuramente molto fragile, e loro dovrebbero tenerne conto, e dato il lignaggio e la fortuna pensare a quei bambini concretamente e non cavarsela solo con un comunicato "di tristezza", sentimento che colpisce chiunque legga questa notizia. 
Per il resto ritengo che gli autori dello scherzo avranno avuto un trauma che resterà per sempre nella loro mente e nelle loro coscienze, anche se non potevano certo immaginare che potesse avere simili conseguenze... Quindi non getterei loro la croce addosso...
E' un gesto abnorme, esagerato, la vita non si getta via così, per un ingenuo errore, soprattutto se si hanno figli: a loro doveva pensare la giovane infermiera e non alla figuraccia, ai rimbrotti o alla paura di perdere il posto. Un posto si può ritrovare, ma i suoi bimbi non avranno più la madre. 

Sanità Pubblica cancellata per lo spread


Da: La Repubblica.it

Ospedali, ecco il piano di Bondi tagliati 1770 posti letto

Il fronte più caldo è quello della ristrutturazione del San Filippo Neri: in pericolo la cardiochirurgia. A rischio chiusura l'Eastman (Odontoiatria)

di ANNA RITA CILLIS
Questa mattina, alle dieci in punto, Enrico Bondi incontrerà i manager delle aziende sanitarie del Lazio. La partita che si gioca in queste ore è tra le più delicate: la rimodulazione di ospedali e Asl con inevitabili accorpamenti e, in alcuni casi chiusure, che già hanno portato a una catena di proteste.

Tra le ipotesi messe sul tavolo giusto una settimana fa dal commissario ad acta, c'era il taglio di circa 1770 posti letto di cui oltre 110 per l'oncologia, 450 nel campo dell'ortopedia e traumatologia, 350 in chirurgia generale, 77 per la pediatria e un centinaio per la cardiologia e la dermatologia. In più: la riconversione in strutture residenziali di ospedali come il Nuovo Regina Elena e quelli di Subiaco, Amatrice, Anagni e Acquapendente.

Ma il fronte più caldo riguardava la "ristrutturazione" ipotizzata per il San Filippo Neri che, secondo le proposte messe in campo da Bondi lo scorso 30 novembre, avrebbe potuto dire addio a 130 posti su circa 500 e, a farne le spese sarebbero stati reparti di alto livello come quello di cardiochirurgia, la cardiologia, la chirurgia vascolare e quella toracica oltre a neurologia. Ma nel piano di massima di Bondi non erano state escluse neppure le unità complesse e quelle territoriali per le quale si paventava la riduzione di 605 strutture (da 1670 a 1065) e il taglio di altrettanti primari.

Ipotesi fin qui e che comprendevano, tra l'altro, la chiusura dell'ospedale Eastman, l'unico nella Capitale specializzato in odontoiatria e con annesso pronto soccorso (ogni anno accoglie circa 300mila pazienti), come il trasferimento delle specializzazioni del Forlanini al San Camillo, la chiusura dell'attività di ricovero dell'Inrca sulla Cassia, il trasloco di tutti i reparti di ricovero del Cto al Sant'Eugenio. Il tutto potrebbe essere completamente riscritto, però: nelle scorse ore, infatti, i tecnici di Bondi si sarebbero rimessi al lavoro per elaborare un nuovo documento anche in vista dei "suggerimenti" presentati l'altro ieri dai direttori sanitari.

Ma le contestazioni dilagano: al San Filippo Neri, Spallanzani, Cto e Pertini (che potrebbe perdere 70 posti letto) i dipendenti sono in stato di agitazione. E questa mattina nei primi due ci saranno delle assemblee pubbliche.

E a scendere in campo, oltre ai sindacati, è anche il fronte politico che fa muro  -  in maniera bipartisan  -  contro il rischio chiusure e possibili accorpamenti. I tagli dei posti letto non convincono, infatti, Esterino Montino, capogruppo in Regione del Pd: "Avvertiamo il commissario Bondi che i tecnici della Polverini, i dirigenti dell'assessorato e quelli dell'Agenzia della sanità pubblica del Lazio, stanno fornendo indicazioni sbagliate  -  fa notare  -  il piano predisposto seguendo le loro indicazione vorrebbe tagliare il doppio dei posti letto necessari a rientrare nei limiti imposti dalla legge: 1800 invece di 900. Secondo i nostri numeri invece, i posti in eccedenza sono solo 956".

L'invito a "scendere in piazza a tutti i cittadini" arriva invece da Enzo Foschi e Massimiliano Valeriani, del Pd: "Dobbiamo essere in tanti per far arrivare un chiaro segnale a Bondi perché comprenda che è possibile razionalizzare la sanità con strumenti come l'istituzione di una centrale unica di acquisti, eliminando consulenze d'oro e utilizzando risorse interne". Per Francesco Storace, segretario de La Destra "non si può andare avanti a colpi di forbici nella sanità. Il commissario Bondi non può prendere a rasoiate le nostre strutture". Intanto la direzione del Gemelli ha siglato l'accordo con  i sindacati per il nuovo contratto di lavoro per i dipendenti del policlinico.
(07 dicembre 2012) 
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Fino a poco tempo fa qualcuno continuava a riempirsi la bocca con concetti di questo tipo:
Bisogna dare l'assistenza sanitaria a tutti! Anche a chi non ha versato mai una lira di contributi, certo! Agli zingari, agli immigrati che arrivano con i barconi dall'Africa, a quelli che arrivano dai Paesi dell'Est! A tutti, se siamo un Paese civile!
Se opponevi un ragionamento pragmatico eri un fascista come minimo!
Qui bisogna finirla di dire scemenze e bisogna fare i conti con la realtà.
Gli ospedali sono stati costruiti con i soldi dei contribuenti, non dei nomadi, non di coloro che arrivano all'arrembaggio delle nostre coste.
I soldi non ci sono più: lo spread vuol dire questo.
Lo Stato ha speso più di quello che aveva. Sicuramente i contribuenti sono stati derubati dai politici, che hanno gonfiato a dismisura la spesa pubblica per le note ragioni che conosciamo e che siamo stufi di ridirci e ripeterci... Ma il risultato è che prima di cominciare a tagliare con il "machete" sale operatorie che abbiamo pagato, professionalità costruite con anni di sacrifici, e tutto il resto, allora togliamo immediatamente i "regali" a chi non ha mai tirato fuori una lira per costruire questa Italia!
Non si può pagare un carrozzone governativo, definito "Casta", che costa più che in ogni altro Paese, non si può continuare ad elargire ad un furbo parassitismo italiano e proveniente dall'estero assistenza sanitaria gratuita e tagliare con l'accetta a destra e a manca il meglio di quello che il Paese ha.
Tagliamo i parassiti non le eccellenze!
Tagliamo le consulenze milionarie agli "amici" degli "amici"...

Questo che sta facendo Bondi e pure quello che ha fatto in questo anno Monti lo so fare pure io: prendo l'accetta e taglio indiscriminatamente! Faccio pagare tutto a chi già paga!
Ma che esperti di Economia sono mai questi?!!
Macellai sono, perché di macelleria sociale si tratta! 

giovedì 6 dicembre 2012

Disabilità


Da: La Stampa 03/12/2012 

“Siamo tutti imperfetti, ecco perché”




A Torino un grande evento contro i pregiudizi sulla disabilità: 
“Ognuno è portatore di talenti”
GIANLUCA NICOLETTI
TORINO
Per la prima volta in Italia si sentirà parlare di disabilità come di un tema che interessa tutti, non solo chi la soffre sulla pelle o chi ne ha «in appalto» la gestione materiale. Questa sera a Torino - in occasione della Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità istituita dall’Onu - vede la luce ufficialmente una «macchina da guerra»: aiuterà a diffondere il concetto che non esiste uno «stato di natura perfetto», a cui debba tendere chiunque, e che diverse possono essere le proprie risorse psico-fisiche. 

Una rete di 220 università, italiane e di altri 45 Paesi europei e dell’area del Mediterraneo, garantirà la diffusione del principio secondo il quale nessuno deve essere messo in difficoltà di fronte a un modello di «normalità» per lui irraggiungibile, ma ognuno deve essere valutato come portatore di un patrimonio sorprendente di talenti, anche se «fuori standard», sia nel suo fisico sia nella sua capacità cognitiva o relazionale.  

E’ finalmente un salto avanti fondamentale, fuori dalla stagnazione, di un pensiero civile sull’umanità «imperfetta» e che non può essere limitato a un solo e concreto problema di welfare. Capita spesso, in ognuno di noi, di sentire riaffiorare un ottuso pregiudizio: è quella rassicurante certezza che il «diverso» sia figlio di un dio minore e che non debba interferire con il nostro, già problematico, quotidiano. E’ un inconfessabile pensiero che mai pubblicamente nessuno esternerebbe, ma che galleggia spesso nel sentire comune, anche se avevamo sperato di poterlo seppellire sotto la calce del politicamente corretto. La cosmesi lessicale, quella che ci fa dire «diversamente abile» o «neuro-diverso» o «non vedente», poco ha cambiato nella sostanza la nostra cultura generale sulla diversità.  

Ora il progetto torinese della Fondazione Ircdd -Istituto di ricerca per la comunicazione della disabilità e del disagio - potrebbe essere una risposta concreta all’indifferenza che, per esempio, costringe i malati di Sla a fare lo sciopero della fame in diretta streaming, perché i media ufficiali si accorgano di loro. Il presidente della Fondazione è il professor Liborio Termine, che racconta di aver avuto l’ idea dopo aver letto un’intervista alla cantautrice inglese Corinne Bailey Rae: lì l’artista diceva che, per lei, il vero tabù sarebbe stato l’essere disabile. Tutto nasceva da un sondaggio fatto nel Regno Unito tra i bambini con handicap, in cui molti si dicevano convinti che, crescendo, sarebbero guariti o morti. E questo solo perché in televisione non era mai capitato loro di vedere un adulto disabile.  

E’ perciò importante che nasca proprio da un network di università il pensiero di una nuova comunicazione tra mondo della «normalità» e quello della «disabilità e del disagio». Oggi è fatale che le risorse pubbliche siano alla lesina, ma questa situazione deve attivare il principio di una risposta specializzata, non puramente assistenziale, ma dotata di strumenti culturali capaci di valorizzare ogni talento ed esperienza che il diverso può offrire ai cosiddetti normodotati. 

Lo spauracchio della congiuntura economica non deve ingenerare un atteggiamento selettivo, basato su parametri di normale efficienza: sarebbe figlio di quella mentalità distorta, secondo la quale nella Germania del 1936, in un libro scolastico, si poneva questo problema di matematica: «Sono 300 mila i malati mentali di cui si prende cura lo Stato. Quanto costano in tutto queste persone a 4 marchi a testa? E quanti prestiti matrimoniali a 1000 marchi l’uno potrebbero venire concessi, utilizzando questo denaro?». 

Nessuno porrà mai più la questione in termini così crudi, ma, perché non ci sia nemmeno un’eco dell’idea che il disabile sia un peso, non basterà commiserare e predicare una caritatevole comprensione. La Fondazione si propone di elaborare modelli e canali di comunicazione nei due sensi: dalla «normalità» alla «disabilità» e dalla «disabilità» alla «normalità», con l’ambizione di diffondere la percezione che tutti noi abitiamo un universo condiviso, le cui dinamiche più felici non sono generate dall’omologazione, ma dalla «varietà». Solo così essere disabile per qualcosa significherà essere abile in qualcos’altro. Nulla di meno di una delle tante possibili maniere di sentirsi comunque parte dell’umanità. 


Questa sera alle ore 20.30 al Teatro Carignano di Torino si terrà una serata-spettacolo per la presentazione della Fondazione Istituto di ricerca per la comunicazione della disabilità e del disagio – I.R.C.D.D. Con il titolo «Punti di vista» saranno presentate opere realizzate per l’evento da grandi artisti come Bernardo Bertolucci, Pippo Delbono, Franco Fontana. Interverranno anche Martina Caironi, Giancarlo Caselli, Alessandra Comazzi, Ernesto Ferrero, Gianluca Nicoletti (autore dell’articolo di questa pagina), Amara Lakhous, Gianluca Pessotto, Gustavo Zagrebelsky: personaggi provenienti da mondi professionali diversi che porteranno il loro contributo sul tema della disabilità e del disagio. Lo spettacolo di questa sera intende costituire un primo momento di apertura e avvio di confronti e colloqui tra realtà strettamente connesse e tuttavia percepite come separate. La serata è gratuita e aperta al pubblico fino a esaurimento posti. 

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L'evento era a Torino, dunque poteva andarci solo chi era in quella città. La Fondazione però ora c'è e questo conta. 
La persona disabile può avere doti che chi non è disabile magari non ha.
Le disabilità possono essere di tante specie.
La disabilità psichica, ad esempio, non vuol dire necessariamente che chi ne è affetto non possa essere migliore di chi ha la fortuna di essere sano.
Ho conosciuto una madre affetta da una forma di schizofrenia che ha saputo dare a sua figlia valori e insegnamenti che madri sane, ma meno intelligenti e moralmente meno dotate, non hanno saputo dare alle loro figlie.
Nella persona disabile si nascondono tesori...

4 anni, disabile, ma guardate che sorriso

E' disabile mentale, ma è felice con il suo PC