mercoledì 23 gennaio 2013

Magistrato corrotto


Da: UMBRIA 24 News - 23 gennaio 2013 Ultimo aggiornamento alle 15:46

Roma, sesso in ufficio con trans in cambio di favori: arrestato il pm romano. Indagini a Perugia

La procura del capoluogo umbro è competente sulle inchieste che coinvolgono i magistrati romani 


E’ stato arrestato questa mattina dai carabinieri il pm di Roma Roberto Staffa. L’arresto è stato ordinato dal gip del tribunale di Perugia su richiesta della procura del capoluogo umbro competente per inchieste che riguardano magistrati romani. I reati contestati sono di concussione, corruzione e rivelazione di segreto d’ufficio.
Il magistrato Roberto Staffa

Secondo quanto riporta il Corriere.it  sarebbero stati alcuni filmati a incastrare Staffa. Le riprese avrebbero mostrato il magistrato insieme ad alcuni trans nel suo ufficio al quarto piano della palazzina B della procura. I viados sarebbero stati ricattati: se avessero accettato le avances del pm, avrebbero evitato, almeno in parte, guai con la giustizia. I rapporti tra il pm  e i trans sarebbero andati avanti per un anno e mezzo, finché uno dei viados – nell’ambito di un’altra indagine non avrebbe raccontato cosa accadeva nell’ufficio del pm arrestato. A quel punto, la procura di Roma ha inviato un’informativa ai colleghi di Perugia, che hanno piazzato le telecamere nell’ufficio di Staffaal termine dell’inchiesta hanno chiesto un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip di Perugia. 

Inchiesta partita dalla procura  L’inchiesta che ha portato all’arresto del pm romano Roberto Staffa sarebbe partita da una segnalazione compiuta dalla procura capitolina su comportamenti anomali attribuiti allo stesso magistrato. Le indagini sono poi state trasferite  a Perugia  per competenza. Incredulità e sconcerto negli ambienti del palazzo di giustizia di piazzale Clodio a Roma dopo la diffusione della notizia.

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Senza parole!! Si rimane senza parole! Se poi si legge di quali inchieste si era occupato il magistrato e di quali importanti strutture di legge aveva fatto parte... si rimane agghiacciati!
Come avere fiducia di questa gente che si occupa dell'applicazione della legge?
Che sappiamo noi di chi ha in mano il fascicolo che può riguardarci?
Sarà persona corretta? Integerrima? Saprà giudicare applicando bene la legge? 
Lo sconcerto e la sfiducia nascono da tanti, troppi casi in cui abbiamo constatato che i giudici sbagliano: per errore o volutamente.
Comunque il referendum in cui chiedemmo a maggioranza che pagassero per i loro errori è stato disatteso, come altri referendum in cui il popolo ha espresso a maggioranza una volontà che il Potere ha voluto ignorare.  

martedì 22 gennaio 2013

IdV Liguria ieri ed oggi

IERI - Un iscritto che ci credeva scriveva ad Antonio Di Pietro quello che vedeva e "l'uomo pieno di valori" non rispondeva:

Da: Savona News

 domenica 25 settembre 2011



Liguria: IDV a pezzi. Tonino, guarda giù, che ad andarsene qui sono i migliori






Italia dei Valori: Cosimo Melacca sbatte la porta talmente forte che se a Roma non capiscono e/o non sentono si organizza una colletta per una visita dall'otorino

Cosimo Melacca - Sotto la sua lettera ad Antonio Di Pietro

Dopo mesi di vana attesa di una tua risposta, nauseato e mortificato dalla mia squallida esperienza vissuta in IDV ligure, deluso dal tuo silenzio assenso e della tua totale indifferenza, allibito dalla mancanza di educazione di non aver mai ricevuto una risposta alle tante lettere scritte a te e ai tanti dirigenti del tuo partito, fatte di denunce che manifestavano l’anomala e alquanto discutibile conduzione del partito in Liguria da parte (dell’onorevole) Paladini che tratta e gestisce il partito più come un bene proprio che come una FORMAZIONE POLITICA, facendosi il padrone assoluto in modo verticistico e non democratico senza condivisione della base, coadiuvato da personaggi di poca stima politica da parte mia, come il Consigliere Regionale Quaini, insieme al quale hanno aperto le porte e le poltrone di IDV NON AI VOTANTI, ma a tanti MILITANTI ATTIVI della DESTRA di STORACE e ad amici vari senza coerenza politica o ad altri che magari fino a ieri erano solo immobiliaristi SENZA STORIA POLITICA o sindacale.
Critiche mosse, com’è ovvio e tengo a precisare, non a titolo personale bensì a livello POLITICO.
Con la presente, fatta questa premessa e pentito di avere con i miei voti, ma soprattutto con la mia reputazione, favorito in passato la crescita di IDV Liguria, SPINTO DAL SENSO DEL DOVERE PUBBLICO,
io sottoscritto COSIMO MELACCA,
che ricopro in modo totalmente gratuito le cariche Consigliere Comunale di Rialto, presidente regionale di Agriturist, vice presidente Regionale di ConfAgricolura, e vice presidente Nazionale di Agriturist
CHIEDO IN MODO CATEGORICO
DI ESSERE CANCELLATO DALLE LISTE E DAGLI ELENCHI DEGLI AMMINISTRATORI IDV, OLTRE CHE DA QUALSIASI MIA ASSOCIAZIONE AD ESSO.
DESIDERO
che questa mia dissociazione sia resa pubblica attraverso gli organi di informazione, considerato anche il mio ruolo sindacale e politico ci tengo che la gente sappia la presa di distanza dal partito IDV, ma soprattutto dai suoi amministratori regionali CON CUI IN NESSUN MODO VOGLIO ESSERE ACCUMUNATO.

Con il più totale senso di nausea per la mia prima e unica esperienza vissuta all’interno di un partito e speranzoso che, come è già successo per le amministrative su Savona (perdita di consensi vertiginosa), ciò che stai seminando attraverso LA GESTIONE POLITICA del signor Paladini tu possa un giorno, raccogliendo perdite su perdite, aprire gli occhi e capire i TANTI URLI DI DISPERAZIONE E COMPRENDERE IL MALE CHE HAI FATTO CON LA TUA INDIFFERENZA A TANTI CHE, COME ME, FIN DAI TEMPI DI MANI PULITE HANNO CREDUTO PROFONDAMENTE IN TE.

È proprio vero ciò che pensa e dice la gente a proposito di chi siede sulle poltrone del potere politico con gli stipendi da capogiro e tutti i privilegi di cui un parlamentare usufruisce: entra inevitabilmente a far parte della CASTA e si allontana troppo dai problemi della quotidianità del popolo che lavora, ed è costretta lavorando ad aspettare la pensione fino a 65 anni, a differenza dei politici che ci vanno molto prima.
AUGURI
Cosimo Melacca



MMMMMMMMMMMMMMMMMMM

OGGI

Da: Il Giornale.it

Liguria, spese pazze dell'Idv Intimo e cibo per gatti con i soldi della Regione

Biancheria intima, cravatte, regali di Natale, cene, viaggi. Indagati quattro consiglieri: Maruska Piredda (Idv), mentre Nicolò Scialfa e Marylin Fusco (Dl) e Stefano Quaini (Sel)

Albano forte, Romina fragile

Da:Quotidiano.net

Al Bano, il leone, firma la resa
«Ylenia è morta vent’anni fa»

Marco Mangiarotti
MILANO
DICHIARAZIONE di morte presunta di Ylenia Carrisi, scomparsa a New Orleans, Usa, il 31 dicembre 1994. La voce di Al Bano si incrina. «Non avrei mai voluto farlo, ho aspettato dieci anni oltre i termini di legge. E siamo a venti. Mi hanno convinto per mettere le carte in regola». Al Bano lo ha chiesto al Tribunale di Brindisi, con l’avvocato Sandro Caforio, e l’ufficio giudiziario ne ha ordinato la pubblicazione su alcuni giornali perché chiunque abbia delle informazioni sulla scomparsa di Ylenia ne dia notizia. Entro sei mesi.
Perché si è deciso a presentare istanza al tribunale?
«È un atto dovuto, dopo dieci anni dalla scomparsa. Non avrei mai voluto farlo, perché un lumicino di speranza un padre lo deve avere. Mi hanno convinto per ragioni tecniche: ho 70 anni, se dovrò morire lascerò le carte a posto ai miei figli».
Quando si è arreso?
«Non mi sono mai arreso. So come è andata non per cose raccontate, sono stato in prima linea al fianco della polizia americana e speranze concrete non ne ho avute più».
Quando ne ha avuto la certezza?
«Dopo un mese di ricerche, notte e giorno, al fianco del capo della Polizia di New Orleans. Abbiamo setacciato tutta la città e i dintorni. Alla fine ho capito tutto».
Quale è la verità?
«Quella del guardiano del molo...». (si interrompe)
Che ha dichiarato di aver visto una giovane donna buttarsi nel fiume?
«Sì».
Come ha fatto a vivere questi ultimi venti anni con questo macigno nel cuore?
«Lascia un’ultima speranza a un padre. Da essere umano. Ma la verità la sapevo».
La scomparsa di Ylenia l’ha anche allontanato da Romina. Avete presentato istanza insieme?
«Non ne ho parlato con Romina. Mi sono informato e mi hanno detto che, da divorziati, la poteva presentare anche un solo genitore. (pausa) Dove ha letto la notizia? In tv? Io oggi non ho visto niente...».
Questo passaggio pubblico rinnova il dolore.
«Mi hanno dato fastidio le solite insinuazioni cretine, inutili e acide. La gente vuole sempre mettere il dito nella piaga, nuove pagine di martirio. Non capisco tutto questo clamore mediatico. Questo è un Paese che non ti permette neanche di tenere il dolore per te stesso. Questo è uno Stato che non ti concede neanche quello che ti è dovuto. Lo trovo assurdo. Ingiusto».
Non avevi altra scelta?
«È un prezzo che devono pagare tutti in questi casi. Un padre non vorrebbe fare mai una cosa simile. Ho aspettato venti anni per questo pezzo di carta assurdo. Mi hanno fatto capire i problemi legali a cui saremmo andati incontro, in un momento di lucidità ho detto: facciamolo e buonanotte!».
Hai spento l’ultima fiammella?
«Subito ho capito. Ma il mio cuore mi diceva che invece non l’avrei accettato fino in fondo. Mai».
Prima di salutare («Ci vediamo a Sanremo»), ripete: «Morte presunta. Ricordatelo! Se mia figlia si ripresenta quella dichiarazione è carta straccia».
Ylenia Carrisi avrebbe oggi 43 anni. Nell’avviso del Tribunale è indicata la data di nascita, la data e il luogo della scomparsa e l’ultima residenza, in contrada Bosco a Cellino: «Con invito a chiunque abbia notizie a farle pervenire al Tribunale entro sei mesi dall’ultima pubblicazione». Al Bano ne avrebbe fatto volentieri a meno. Il diario di quel terribile mese nei bassifondi New Orleans vale più di qualsiasi testimonianza postuma. «L’ho capito subito». È un singhiozzo, un urlo silenzioso. Un ruggito lontano che raggela.

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La disgrazia, il dolore, può toccare ciascuno di noi e cambiarci la vita, rovinandocela, cambiandola sempre in peggio. Ma c'è chi, pur soffrendo tanto, sa affrontare la realtà e chi non ce la fa e la sfugge... Quindi si ammala. Dal punto di vista psichiatrico la malattia mentale altro non è che un distacco dalla realtà, in diverse forme... a cui i medici danno nomi diversi cercando di raggrupparle nosograficamente per poterle meglio capire e studiare.
Chi è forte, dunque, non è che soffre di meno di chi se ne parte con il cervello: soffre totalmente ma affronta la realtà. E questo è Albano Carrisi. Questione di carattere ma anche di origini contadine forse. Valori legati a persone semplici, abituate ad affrontare le difficoltà giorno dopo giorno, senza farsi tante domande, sapendo che "si deve fare e basta".
Romina, tanti anni fa, lo disse: "Albano è il mio passo sicuro."
I genitori di Romina Power
Aveva buoni sentimenti e valori dentro di sé Romina, altrimenti non avrebbe potuto amare Albano. Sua madre, Linda Christian,  aveva altri valori. 
Dopo il gesto assurdo di Ylenia Romina non ce l'ha fatta. Ha cercato un capro espiatorio: Albano, la sua severità di padre... 
Lui è stato grande: l'amava molto e ha aspettato che si riprendesse, anche per il bene degli altri figli. Poi sono iniziate le accuse.. e allora anche una persona riservata nei suoi affetti arriva a parlare e tutti hanno appreso che la ragazza usava droga da tempo e che Romina non le aveva dato un buon esempio fumando marijuana, cosa a cui lui era contrarissimo.. Ma cosa doveva fare? L'estrazione di Romina era così diversa da quella sua. Diverse le figure genitoriali, l'ambiente. Era già un miracolo d'amore che lei avesse accettato di fare base a Cellino San Marco...
In realtà tua madre può anche fumare marijuana, ma tu puoi scegliere di non accostarti mai alle droghe, per reazione, per essere diversa. Se questa ragazza così bella e così fortunata, con due genitori che si amavano, con due nonni che l'adoravano, ha scelto di drogarsi con ben altro che lo spinello... forse aveva un disagio mentale tutto suo, in cui la sua famiglia non aveva alcuna responsabilità.
Li ha distrutti. Ha diviso i suoi genitori, dato un dolore immenso ai suoi buoni nonni ed ai suoi fratelli.
Albano prova dolore a chiedere la morte presunta di Ylenia, ma deve farlo per necessità: come dice lui, da bravo uomo che viene dalla terra, "Per lasciare le cose a posto per i figli."

lunedì 21 gennaio 2013

Tutti contro tutti per l'assalto al Potere

Da: Il Sole 24ore

 Berlusconi pifferaio, Monti mascalzone, Bersani Gargamella. A un mese dalle elezioni è una campagna piena di insulti  In campagna elettorale la tensione, inevitabilmente, sale. E dal confronto allo scontro verbale il passo è breve. L'insulto, insomma, è  breve. 

L'insulto, insomma, è sempre dietro l'angolo. Se poi lo stile è british, come nel caso del premier dimissionato Mario Monti, o più nazionalpopolare con punte verso il turpiloquio, come per Beppe Grillo, dipende dalle caratteristiche del candidato o dall'effetto mediatico che si vuole avere sugli elettori.
Agli attacchi verbali tra i contendenti, gli elettori ci sono ormai abituati, da almeno quindici anni. E la tornata elettorale di questo 2013 non fa eccezione. Un contributo corposo alla campagna elettorale portata avanti a colpi di battute, colpi bassi, calembour e parolacce lo fornisce proprio il leader del Movimento 5 stelle. 

L'elenco è lungo e i bersagli non si contano più. Così, Silvio Berlusconi è lo "psiconano", "un uomo di 74 anni senza prostata", uno che è "sotto azoto da 10 anni", "testa asfaltata". Bersani è Gargamella", il mago cattivo che vuole catturare i puffi, o, a scelta, uno "zombie" o "un fallito".
Roberto Maroni è «un barbaro sognante, infatti sogna sempre di prenderci per il culo», mentre Matteo Renzi si becca un "ebetino di Firenze", Nichi Vendola un "supercazzolaro", un "buco senza ciambella". I parlamentari, infine, non sono altro che "larve ben pagate" e quindi, l'esortazione, conseguenziale, di Grillo agli onorevoli non può che essere "andatevene, facce di m...".
Ai livelli di Grillo, il Cavaliere non ci arriva, però l'ex premier non ha fatto mancare, in queste settimane di "tour" tra tv pubbliche e private, qualche regalo verbale agli avversari, tanto per mettere un po' di pepe alla campagna elettorale. Così Monti è "un matto" o "un mascalzone" e, insieme ai suoi alleati Casini e Fini, forma "il trio sciagura".
Sebbene Monti si sia presto adeguato al clima della campagna elettorale, mettendo da parte la cautela fin qui mostrata nel parlare della classe politica, non si è mai lanciato in improperi. Le sue stilettate agli avversari conservano comunque un certo aplomb. Al massimo, si è spinto nel definire Berlusconi un "pifferaio": come il protagonista della favola di Hamelin che incantava i topi con il suo flauto, così il Cavaliere ha incantato gli italiani, soprattutto sulla dolente questione delle tasse, ha detto Monti, che ha riservato al leader del Pdl un altro colpo basso, inferto con i guanti bianchi: "spesso all'estero ci è stato detto che non si vedeva un presidente del Consiglio da tempo...".
La replica di Berlusconi non si è fatta attendere: «Chi dice queste cose è un mascalzone, questa è una mascalzonata», ha detto il leader del Pdl rigettando le critiche sullo scarso impegno del suo governo contro la crisi: «lo spread è una cosa indipendente, queste sono menzogne, non è la realtà». E poi, io pifferaio?: «Anche lui ha fatto illudere noi, è veramente un bluff e ci siamo caduti tutti. Abbiamo tutti sperato che questo signore fosse quello che appariva. Probabilmente vuole tassarmi anche il piffero...".


L'attacco si allarga anche ai compagni di viaggio del premier, Fini e Casini: «Monti è in bella compagnia... ha scelto i peggiori politici, le peggiori persone che sfortunatamente mi è capitato di incontrare nella vita. Con Casini e Fini ha messo su un trio... già circola il nome: il trio sciagura. Una sciagura anche per l'Italia». E a sette anni di distanza è ricomparso sulla scena il "coglioni" che il Cavaliere aveva graziosamente elargito nel 2006 a quegli italiani che votavano a sinistra. Stavolta l'ex premier, ospite da Santoro, ha ricordato, a modo suo, il sostegno sempre avuto da una parte consistente degli elettori: «Ogni volta che mi sono presentato sono stato votato da 11-13 milioni di italiani. Tutti coglioni?». E al pubblico in studio che ha cominciato a fischiarlo, ha concesso il bis: "I coglioni siete voi».
L'ultima perla del Cavaliere è il "matto" con cui ha etichettato il suo bersaglio principale, Monti: «O pensa che gli italiani siano matti, o c'é in giro un matto che pensa di essere Monti...».
Tra i protagonisti di questa campagna elettorale c'è il leader di Sel Nichi Vendola, la cui colpa, secondo alcuni avversari politici, è quella di essere omosessuale. Più volte, infatti, il governatore della Puglia è stato aspramente attaccato per i suoi gusti sessuali: il consigliere comunale del Pdl di Vigevano, Andrea Di Pietro, ha sparato dal suo profilo facebook un "Vendola è viscido quanto la vaselina che usa».
Elegante anche l'affondo, ma in questo caso si è trattato di fuoco amico, dell'assessore al bilancio del Comune di Ferrara, il renziano Luigi Marattin, che ha esortato Vendola ad andare ad «elargire prosaicamente il tuo orifizio anale in maniera totale e indiscriminata». Un "vaffa" omofobo, condito con l'accostamente a Tony Blair, «la figura pù' fallimentare della sinistra europea, che ha sempre perso e fatto perdere". In punta di penna, o meglio di tastiera», anche l'invettiva di Giuseppe Ripa, assessore pidiellino al traffico a Lecce, che ha colpito il leader di Sel con un uno-due: «Signorina» e «gay disturbato». Poi, però, si è dimesso.
E Bersani? Per ora niente. Tanto che Fiorello, dalla sua edicola virtuale lo ha esortato ad "insultare" qualcuno, per non rimanere ai margini del ring verbale sul quale se le danno di santa ragione gli altri contendenti. E non ci sarebbe niente di male, in fin dei conti: anche il leader più potente del mondo, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, si è lasciato scappare qualche insulto nella campagna per le presidenziali (poi vinte) dello scorso anno: ha definito il suo sfidante un "cacciaballe", parola che in inglese suona ancora più volgare, "bullshitter".
Monti rivendica la svolta rispetto al passato e a enfatizzare politicamente il concetto ci pensa il presidente della Camera e leader Fli Gianfranco Fini che sintetizza la situazione che si presenta al giudizio degli elettori: da un lato «il Pdl è tornato al vecchio amore tornando all'alleanza con la Lega ed il Pd ha fatto nuovamente un'alleanza con Sel di Vendola. Noi rappresentiamo invece la novità».
Oggi la novità è che c'è «una coalizione che non è di centro ma è guidata da Monti e unisce persone di destra e di sinistra per presentare non un libro dei sogni, ma riforme possibili per superare questo bipolarismo stantio». Il capogruppo Fli alla Camera Benedetto Della Vedova, sceglie invece un tweet per replicare a Berlusconi: «Berlusconi parla di un leaderino matto che va in giro: chiaramente autobiografico».
A Porta a porta, infine, incrociano le lame il segretario del Pdl Angelino Alfano e il leader Udc Pier Ferdinando Casini che accusa: «Avete portato per quattro anni l'Italia allo sfascio e ora non potete prendervela con il medico Monti». Immediata la replica dell'ex ministro della Giustizia: «La situazione economica per cui la gente non vede la luce in fondo al tunnel e' tutta dovuta a questo anno di governo Monti». 
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I più eleganti e corretti, dunque, sono il Prof. Monti e Bersani!
Peccato che Monti si è messo con uno come Fini e Bersani si è fatto dare i soldi dall'Ilva per la sua precedente campagna elettorale, nonostante il suo partito riceva dalle casse dello Stato tanti milioni di euro da far girare la testa (ricordo sempre CONTRO il pronunciamento referendario degli italiani)! 

Roberto Maroni non è "un barbaro sognante" neanche un po': egli non sogna affatto. E', come molti della sua specie, una faccia non di bronzo, è troppo poco, di pietra! Prende le scope per spazzare via cosa?? Bossi è ancora lì e se non sbaglio si candida pure!

Gli insulti a Berlusconi sono di vecchia data: "psiconano" "testa asfaltata" l'ho letto centinaia di volte sul vecchio blog di Antonio Di Pietro scritto da chi lo seguiva... E scrissi che erano di cattivo gusto.

Ma sono niente a paragone di quello che certe persone dicono a Vendola! Una cosa vergognosa da quel che si legge in questo articolo. Questa è vera omofobia e della peggior specie! Vendola non si nasconde, non finge, non è un ipocrita, non è un vigliacco e non può essere ripagata così la sua sincerità nell'esprimere, dignitosamente, quello che è! Non si traveste, non dà scandalo con il suo comportamento omosessuale. Dunque questi commenti ed epiteti sono ancora più gravi e si ripercuotono contro chi li ha proferiti come un boomerang! 
Purtroppo non condivido appieno le sue scelte politiche, altrimenti lo voterei... e non è detto che non lo farò!

Monti ha dato del pifferaioBerlusconi e in effetti più che un insulto è una definizione calzante sul personaggio. Per contro egli ha reagito con il suo solito spirito che fa sorridere: " Probabilmente vuole tassarmi anche il piffero...", dimostrando senso dell'umorismo ma anche la sua fissazione per quella parte del suo corpo, emulo di Moravia che scrisse addirittura un libro su quella parte del suo corpo, intitolandolo "Io e Lui"!
Si capisce che si sia offeso per il "pifferaio " e che per questo abbia reagito con un improbabile "mascalzone" affibbiato a Monti che, certo ha sorpreso un po' tutti con la sua "ascesa in campo", però l'epiteto non gli si attaglia affatto e sembra più un boomerang, detto da Berlusconi, come anche la parola "matto"!! 


Halloween tragico per Federica come per Meredith


Da: TGCOM24

La famiglia di Federica: "La verità è lontana"

Giallo Anguillara, ancora tanti punti da chiarire

"Mia figlia aveva paura del buio e non può aver camminato da sola nella notte", sostiene la madre della 16enne trovata morta la notte di Halloween su una spiaggia del lago di Bracciano

foto Tgcom24

21/01/2013 - Non si danno pace i genitori di Federica Mangiapelo, la ragazza di 16 anni di Anguillara trovata morta su una spiaggia del lago di Bracciano il primo novembre 2012. Secondo la famiglia infatti, nonostante l'autopsia abbia stabilito che la giovane è morta per cause naturali, "la verità resta lontana". "Mia figlia aveva paura del buio e non può aver camminato da sola nella notte", sostiene la madre.
Il risultato dei medici legali che parlano di morte per "cause naturali inerenti l’apparato cardiocircolatorio" non li convince. Come riporta Il Messaggero infatti, la mamma di Federica, Rosella, "ha preso la decisione, qualche tempo fa, di farle lei delle indagini, aiutata dal suo avvocato, Andrea Rossi".

Molti sono gli aspetti della vicenda ancora da chiarire. Occorre far luce su quel  "buco" di 4 ore, dalle 2 di notte, quando il fidanzato l'ha vista per l'ultima volta alle 6 di mattina, quando è stato trovato il corpo. Tante sono le domande ancora senza risposta e che l'autopsia purtroppo non può chiarire.
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20/01/2013 - Non era drogata e neppure ubriaca: a uccidere Federica Mangiapelo, la ragazza di 16 anni trovata morta ad Anguillara lo scorso primo novembre, è stata una miocardite, una lesione in una zona del cuore impossibile da prevedere. Sono i primi risultati dell'autopsia che almeno chiariscono le cause del decesso della giovane: "cause naturali inerenti l'apparato cardiocircolatorio". Ma restano molti dubbi su quella notte di Halloween.
Agli atti c'è un solo indagato: Marco di Muro, 23 anni, fidanzato di Federica fino a quella tragica notte. Stavano insieme d circa un anno, la la loro era una relazione piena di litigi, di gelosia, di tensione: anche i genitori di Federica se ne erano accorti e avevano segnalato la loro preoccupazione ai carabinieri.

Poi il 31 ottobre: quella sera la 16enne esce con il fidanzato e non fa mai più ritorno a casa. Lui ha sempre detto di averla lasciata intorno alle due di notte, davanti a un supermercato in pieno centro, a 5 chilometri dal luogo in cui Federica è stata trovata morta. Avevano litigato ancora una volta, è Marco a dirlo, ma era convinto che la ragazza sarebbe andata a casa. E invece, alle sei del mattino la tragica scoperta.
Resta un buco di 4 ore pieno di punti interrogativi. Come ha fatto Federica a raggiungere da sola la riva del lago di Bracciano? Cosa ha fatto Marco in quelle ore? E perché, alle 4 del mattino, ha scritto su Facebook  "Federica ti voglio sempre bene"?. Domande alle quali l'autopsia non può dare risposta. Tutto quello che si sa è che Federica è stata stroncata da una miocardite, un cortocircuito in una zona ventricolare del cuore simile a quello che causò la morte del calciatore Morosini. Il resto è tutto da chiarire.
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Si può morire anche di paura, sotto minaccia durante un litigio violento. Se i medici legali non hanno trovato segni sul suo giovane corpo: né lividi, né graffi... può non essere stata aggredita perché è morta prima, per gli urli, per la violenza verbale e mimica di chi, dopo che era scesa dall'auto, l'ha seguita costringendola a risalire e, litigando, l'ha portata sul lungo lago.
Molto importanti sono le testimonianze: la prima quella dell'amico che era con loro che sembra abbia confermato il litigio e l'uscita della ragazzina dall'auto proprio in un punto del paese. Poi, però, questo ragazzo non ha visto altro e nulla esclude che il fidanzato non l'abbia raggiunta e costretta a risalire dicendole:"Ma dove vai a quest'ora, sali che ti riporto a casa." Invece, rabbioso, può essersi diretto verso il lago continuando la discussione e qui sarebbe importante verificare le testimonianze di chi può aver visto la fanciulla camminare a piedi da sola oppure no, incrociare eventuali testimonianze con le telecamere, qualora ce ne fossero state in quel percorso. Questo perché, si è visto spesso, le testimonianze possono essere fallaci e fuorvianti.
Quello che insospettisce gli inquirenti sull'agire del fidanzato sono alcuni indizi:
1) La ragazzina non aveva con sé la sua borsa nel punto in cui è stata ritrovata distesa sulla spiaggia lacustre; era rimasta nell'auto del fidanzato? Se sì, perché lui non l'ha riconsegnata ai genitori?
2) Perché lui le ha scritto un messaggio alle 4 del mattino? Per crearsi forse un alibi?
3) Perché l'indomani ha lavato accuratamente l'auto secondo alcuni testimoni?
Se fosse del tutto innocente, dato che le cause della morte sembrano essere solo nel cuore ed il corpo non presenta atti di violenza, non avrebbe nulla da nascondere.
O forse sa di averla incalzata e spaventata fino al punto che lei si è sentita male ed è rimasta esanime? Allora si sente colpevole perché, impaurito da un simile fatto grave ed inatteso, l'ha scaricata lì, dove l'hanno trovata morta, disfacendosi successivamente dei suoi effetti personali rimasti nella sua auto?
In questo caso l'imputazione sarebbe per omicidio colposo, con le aggravanti di omissione di soccorso ed abbandono di cadavere. Insomma, non ci sarebbe stata sicuramente l'intenzione di ucciderla, ma di averne provocato involontariamente la morte e potrebbe anche usufruire delle attenuanti generiche, dovute allo spavento per l'evento inatteso che avrebbe condizionato il successivo comportamento omissivo.      

domenica 20 gennaio 2013

Il "figo" latitante

Da: Il Secolo XIX
SAVONA 16 dicembre 2012

“Sexy” sabato nel centro di Savona


Valerio Arrichiello






Savona - La febbre del sabato pomeriggio. Il fascino da “guappo” di Fabrizio Corona e la botta di adrenalina di un flash mob sulle note di Gangnam Styleabbattono il freddo, surriscaldano Savona e, soprattutto, le savonesi.

Tutto avviene in meno di un’ora e nel giro di pochi metri. Si parte in via Pia, dove poco dopo le 16.30 arriva Fabrizio Corona che promuove la sua linea di borse MiaBag.
Un marchio contrassegnato dall’ indimenticabile“farfallina” di Belen lanciata al Festival di Sanremo. Ma se all’epoca a infiammarsi era stato il pubblico maschile stavolta ad andare in visibilio sono le donne. Mamme, figlie e anche qualche nonna tutte in fila fuori al negozio “Eventi” per scattare una fotografia insieme all’uomo che delle foto è stato per anni il re. Le più calorose lo abbracciano, le più coraggiose chiedono un bacetto. «Perché siamo qui? Semplice: perché Corona è troppo figo», la risposta più gettonata.
Da: IVG.it

Savona, arriva Fabrizio Corona mandando in visibilio ragazzine e pensionate


Fabrizio Corona a Savona

!?!?!?!?!?!?!?

Da: Il Corriere della Sera di oggi

Chissà se veramente Fabrizio Corona arriverà presto, in qualche commissariato di polizia, per consegnarsi spontaneamente e scontare la sua pena. O se invece è già lontano, all'estero, dove da sabato lo cerca anche l'Interpol, dopo che si è reso irreperibile non appena è scattata la condanna in via definitiva a cinque anni di reclusione, mille euro di multa e interdizione perpetua dai pubblici uffici per estorsione aggravata e trattamento illecito di dati personali ai danni del calciatore David Trezeguet. 

!?!?!?!?!?!?!?
Da: TGCOM24
"Avevo una relazione con Corona"
Lele Mora: "Per lui ho speso 2 mln"
Nuovi dettagli shock nell'ambito dell'inchiesta sul sul crac della Corona's. "Ebbi una relazione con Fabrizio Corona, spesi per lui circa 2 milioni di euro nel periodo 2004-2006. I soldi provenivano da fatture false", ha dichiarato ai pm Lele Mora. "Nel 2005 sono iniziati i litigi tra Corona e la Moric, avendo scoperto l'esistenza della nostra relazione, cosa che avevo sempre negato e che poi è emersa durante vallettopoli", ha aggiunto.


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Fabrizio Corona è un bel ragazzo senza remore e senza scrupoli.
Lele Mora ha detto anche che è stato il suo amante.
Di certo ricattava le persone con le sue foto...
La ex-moglie, Nina Moric, ha dichiarato che non ha morale in assoluto e molte altre cose...
Ciò nonostante le signore sopra descritte si sono sentite onorate di farsi fotografare con lui...
Che dire: non c'è discrimine morale. Non c'è condanna etica... Dunque se Corona ha il curriculum esistenziale che tutti possono leggere ovunque e viene accolto dalla gente così, vuol dire che in quelle persone che lo hanno osannato non vi è filtro morale e, aggiungerei, neppure culturale.
Non ci dobbiamo meravigliare se poi Berlusconi prende voti nonostante le olgettine, le minetti, le noemi, le ruby ecc. ecc..
Anche questo è popolo italiano!

I Poteri affidati al Prefetto Iurato dopo L'Aquila e che ricopriva attualmente

Dal sito del Ministero dell'Interno

Ispettorato Generale di Amministrazione

Il capo dell’Ispettorato Generale di Amministrazione 

Prefetto Giovanna Maria IURATO
email: giovannamaria.iurato@interno.it
L'Ispettorato Generale di Amministrazione svolge funzioni e compiti in materia di controlli, ispezioni e inchieste amministrative su incarico del ministro dell'Interno, su disposizione del Presidente del Consiglio, di altri ministri o su richiesta dei capi dipartimento dell'Amministrazione dell'Interno nonché le funzioni in materia dei servizi archivistici di competenza del ministero dell’Interno.

L’organizzazione dell’Ispettorato Generale è disciplinata dall’art. 3 del d.P.R. 7 settembre 2001, n. 398 e dal d.P.R. 8 marzo 2006, n. 154 che hanno riordinato gli uffici centrali di livello dirigenziale generale del ministero dell’Interno e dal D.P.R. 24 novembre 2009 n.210 che ha modificato la struttura organizzativa del ministero dell’interno.
I compiti espressamente attribuiti all’Ispettorato sono i seguenti:
  • svolgimento di ispezioni periodiche presso gli uffici centrali e periferici dell’Amministrazione dell’Interno, secondo il programma approvato annualmente dal ministro;
  • espletamento delle ispezioni straordinarie presso gli uffici dell’Amministrazione, nonché presso gli istituti ed enti dipendenti o vigilati dall’Amministrazione stessa;
  • svolgimento di ispezioni e di inchieste presso altri ministeri, istituti o enti pubblici da essa vigilati, su richiesta del Presidente del Consiglio dei ministri o di altri ministri.
Ad essi vanno aggiunti quelli conferiti con la Legge 23 dicembre 1996, n. 662 (art.1, comma 62) e dal decreto legislativo 30 luglio 1999, n.286 (artt. 2 e 10) riguardanti:
  • verifiche sui rapporti di lavoro a tempo pieno e parziale;
  • controllo sulla regolarità amministrativa e contabile dell’azione amministrativa posta in essere dai vari uffici;
  • verifica sulla corretta applicazione delle norme sull’autocertificazione;
  • rilevamento dei procedimenti non conclusi nei termini di legge.
Si procede anche alle analisi ed elaborazioni delle situazioni riscontrate ai fini dell’adozione da parte delle strutture competenti degli opportuni provvedimenti.

Inoltre, da ultimo, in attuazione dell’art. 1 della Legge n. 35 del 4.4.2012, con D.M. 31.7.2012 è stato attribuito al capo dell’Ispettorato Generale di Amministrazione il potere di sostituirsi al dirigente o al funzionario inadempiente in caso di inerzia o ritardo dell’ufficio competente alla conclusione del procedimento. Tali poteri sono esercitati nei modi e nelle forme stabilite dai commi 9-ter, -quater, -quinquies che prevedono:
  • la conclusione del procedimento entro il termine pari alla metà di quello originariamente previsto dalla legge o dal regolamento;
  • la comunicazione al ministro, entro il 30 gennaio di ogni anno, dei procedimenti, suddivisi per tipologia e struttura amministrativa, per i quali non è stato rispettato il termine di conclusione.
In base alla direttiva generale del ministro dell'Interno, che annualmente fissa gli obiettivi che i diversi uffici del dicastero devono conseguire, i dirigenti assegnati all'Ispettorato svolgono ispezioni ordinarie in ordine all'attività amministrativa posta in essere dagli uffici centrali e periferici (Uffici territoriali del governo-prefetture) dell'Amministrazione.
Le ispezioni hanno per oggetto il riscontro sulla regolarità amministrativa e contabile dell'attività relativa a determinate materie, che attengono ai compiti istituzionali degli uffici sottoposti a verifica. Le materie e le sedi da ispezionare sono individuate secondo un programma annuale proposto dall'Ispettorato ed approvato dal ministro, nel contesto della suddetta direttiva.
All'attività ordinaria sopra delineata, si può aggiungere, inoltre, quella ispettiva derivante da inchieste amministrative in merito a situazioni specifiche di particolare gravità verificatesi nelle amministrazioni. Tali tipi di incarico possono essere conferiti all'Ispettorato dal Presidente del Consiglio, dal ministro dell'Interno o da altri ministri ovvero richiesti dai capi dipartimento dell'Amministrazione dell'Interno.
Pertanto, nell'ambito dell'attività ispettiva, si distinguono "ispezioni" e "inchieste".

Le prime consistono in atti di controllo compiuti, periodicamente o in via straordinaria, per accertare se l'attività di un ufficio pubblico sia svolta in modo regolare. Le inchieste, invece, consistono in investigazioni promosse ed eseguite per accertare la verità di determinate situazioni di fatto e chiarire tutti gli elementi rilevanti ai fini dell'esercizio dei poteri di intervento spettanti ad un'autorità superiore su quella inferiore. Entrambe le forme di rilevazione possono dar luogo all'accertamento di responsabilità sotto il profilo disciplinare, contabile, patrimoniale, civile e penale.
L'attività ispettiva si conclude con una dettagliata relazione analitica e una scheda sintetica riepilogativa, entrambe redatte dagli ispettori, completate da una comunicazione del capo dell'Ispettorato che evidenzia taluni aspetti ritenuti significativi dal punto di vista politico-amministrativo.

Servizi Archivistici

I Servizi Archivistici dell’Ispettorato Generale di Amministrazione – nei quali, ai sensi di quanto previsto dall’art. 3, comma 4, del d.P.R. 24 novembre 2009, n. 210, sono confluite le competenze precedentemente attribuite all’Ispettorato Centrale per i servizi archivistici – sono preposti alla tutela dei documenti riservati, già svolta per il tramite dell’Ispettorato Centrale per i Servizi Archivistici, istituito con decreto del ministero dell’interno dell’11 maggio 1976.

Con l’entrata in vigore del D.P.R. 24 novembre 2009 n. 210., l’IGA è anche preposto alla tutela dei documenti contenenti dati sensibili personali, dati relativi a provvedimenti di natura penale e dati relativi alla politica estera o interna dello Stato, sottratti alla libera consultabilità per lassi di tempo predeterminati per legge, conservati nell’Archivio Centrale dello Stato, negli Archivi di Stato e negli archivi storici e di deposito degli enti pubblici, nonché negli archivi privati dichiarati di notevole interesse storico dalle competenti Soprintendenze Archivistiche

In particolare l’attività istituzionale si concretizza in tre settori fondamentali:
  • L’adozione, a seguito di impulso proveniente dalle Soprintendenze Archivistiche oppure da altri organi statali centrali o periferici, di provvedimenti declaratori di riservatezza dei documenti contenenti dati sensibili personali, dati relativi a provvedimenti di natura penale e dati relativi alla politica estera o interna dello Stato che, per periodi temporali legislativamente predeterminati, sono sottratti alla libera consultazione, adozione effettuata in applicazione del combinato disposto degli artt.122,125 e 127 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n.42 recante il Codice dei beni culturali e del paesaggio;
  • L’adozione, ai sensi degli artt. 123 e 127 del medesimo Codice, in favore dei privati che inoltrino apposita domanda, di provvedimenti autorizzatori finalizzati a consentire la consultazione, per scopi storici, di documenti riservati. L’autorizzazione alla consultazione è rilasciata previo parere del Direttore dell’Archivio di Stato per i documenti ivi custoditi, o del Soprintendente Archivistico per gli atti conservati negli archivi storici degli altri enti pubblici o negli archivi privati dichiarati di notevole interesse storico e udita la Commissione consultiva per le questioni inerenti la consultabilità degli atti d’archivio riservati, istituita dall’art.8 comma 1, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n.281 e allocata presso l’Ispettorato Generale – Servizi Archivistici;
  • Il rilascio, dietro impulso proveniente da soggetti pubblici, di atti di assenso allo scarto di documenti riservati, secondo quanto prescritto dall’art.9 del d.P.R. 8 gennaio 2001, n.37 recante il regolamento di semplificazione dei procedimenti di costituzione delle Commissioni di sorveglianza sugli archivi.
Documenti riservati

I documenti conservati nell’Archivio centrale dello Stato, negli Archivi di Stato e negli archivi storici e di deposito degli enti pubblici, nonché negli archivi privati dichiarati di notevole interesse storico dalle competenti Soprintendenze Archivistiche, sono liberamente consultabili, ad eccezione degli atti contenenti dati sensibili personali, dati relativi a provvedimenti di natura penale e dati relativi alla politica estera o interna dello Stato, che sono, per periodi temporali predeterminati, sottratti alla consultazione.
In particolare i documenti contenenti i dati sensibili personali sono consultabili 40 anni dopo la loro adozione, all’infuori di quelli relativi allo stato di salute, alla vita sessuale ed ai rapporti riservati di tipo familiare, che lo diventano 70 anni dopo la loro formazione (art. 122 comma 1 lett.b, del decreto legislativo 22 gennaio 2004 n.42 – Codice dei beni culturali e del paesaggio) mentre, per i certificati di assistenza al parto, il termine di segregazione è elevato a 100 anni (art.893 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n.196 – Codice in materia di protezione dei dati personali).
Per quanto concerne i dati relativi ai provvedimenti di natura penale e i dati relativi alla politica estera o interna dello Stato, gli atti che li contengono diventano consultabili, rispettivamente 40 e 50 anni dopo la loro adozione (art.122, comma 1, lett.a, del citato decreto legislativo n.42/2004).
Tuttavia, per scopi storici, i documenti riservati possono essere consultati anche prima della scadenza dei termini indicati, previa presentazione di apposita, documentata, istanza.

Autorizzazione alla consultazione di documenti riservati

Le domande di autorizzazione alla consultazione, per scopi storici e di ricerca, degli atti non ammessi alla libera consultabilità, ove gli stessi siano depositati presso gli Archivi di Stato, redatte dagli interessati su appositi modelli e corredate dei relativi progetti di ricerca vanno indirizzate alle Prefetture, le quali provvedono a svolgere la relativa istruttoria, comprendente fra l’altro, l’acquisizione del parere del Direttore del competente Archivio ed a trasmetterle, con proposta motivata, all’Ispettorato Generale - Servizi Archivistici.
Per i documenti archivistici custoditi nell’Archivio Centrale dello Stato, le domande , al pari redatte su appositi modelli e corredate dai relativi progetti di ricerca, sono inviate direttamente all’Ispettorato Generale – Servizi Archivistici del Sovrintendente del predetto Archivio, che esprime, in proposito, il proprio parere.
Le istanze, così istruite, vengono esaminate successivamente dalla Commissione consultiva per le questioni inerenti alla consultabilità degli atti di archivio riservati, istituita con il precipuo scopo di prestare consulenza al Ministero dell’Interno, consulenza che si sostanzia nell’a nalisi comparativa tra l’interesse ad accedere agli atti e l’interesse a che non vengano pubblicati dati riservati, la cui divulgazione potrebbe ledere la riservatezza individuale.
Proprio al fine di contemperare interessi contrapposti, la Commissione, presieduta dal Prefetto Capo dell’Ispettorato Generale di Amministrazione è composta da un rappresentante del Garante per la protezione dei dati personali, da un rappresentante della Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi, nonché da due membri designati dal Ministro dei Beni e delle Attività Culturali, uno dei quali docente universitario di Storia.

Conclusa la fase istruttoria con il parere del predetto organo collegiale, viene quindi adottato il decreto autorizzatorio a firma del sottosegretario di Stato delegato dal ministro dell’Interno. E ciò in quanto gli interessi coinvolti nel procedimento possono comportare apprezzamenti correlati all’indirizzo politico in senso stretto, ed alle linee guida di politica interna ed estera.

sabato 19 gennaio 2013

Il Prefetto cinico

IERI

Da: Il Corriere della Sera

Appena nominata all'Aquila, compare anche nella «lista Anemone»

Appalti, soldi e il marito del prefetto

La Procura convoca la Iurato. «Provviste occulte dall'incrocio di aziende

La Procura convoca la Iurato. «Provviste occulte dall'incrocio di aziende»
Giovanna Maria Iurato, da pochi giorni è prefetto de L'Aquila (Imagoeconomica)
Giovanna Maria Iurato, da pochi giorni è prefetto de L'Aquila (Imagoeconomica)
ROMA
— Sono almeno sei le società collegate a Finmeccanica che avrebbero gestito gli appalti serviti ad occultare riserve di fondi neri. L'indagine avviata dai magistrati romani si intreccia con quella dei pubblici ministeri napoletani che ha già svelato la rete di contatti attivata per l'assegnazione delle commesse. E punta in particolare su due aziende: la Selex, amministrata dall'ingegner Marina Grossi, moglie dell'amministratore delegato della holding Pierfrancesco Guarguaglini; e la Elsag datamat, specializzata nei sistemi informatici. Mentre nella capitale ci si concentra sui conti esteri, da Napoli partono gli avvisi a comparire per le persone che hanno seguito la procedura di aggiudicazione delle gare. Tra loro spicca il nome del nuovo prefetto dell'Aquila Giovanna Iurato, fino a qualche settimana fa direttore del reparto tecnico-logistico del ministero dell'Interno, che si è insediata tre giorni fa. Il provvedimento le è stato notificato nei giorni scorsi e il suo interrogatorio è stato fissato per lunedì mattina. L'alto funzionario del Viminale dovrà chiarire le procedure seguite per la realizzazione del Cen, il centro elettronico nazionale del capoluogo partenopeo della polizia di Stato. La società affidataria è proprio la Elsag datamat, scelta anche per gestire i sistemi informatici durante il G8 che si è svolto proprio in Abruzzo la scorsa estate.
Iurato dovrà spiegare i criteri per la designazione, soprattutto tenendo conto che uno dei dirigenti dell'azienda è il suo attuale marito. L'intreccio di interessi ha insospettito gli inquirenti e rischia di rivelarsi il secondo infortunio nella carriera del prefetto, la cui nomina era stata bloccata la scorsa settimana dal Consiglio dei ministri quando si è scoperto che il suo appartamento era inserito nella cosiddetta «lista Anemone», l'elenco dei lavori di ristrutturazione compiuti dalle aziende che fanno capo a Diego Anemone, l'imprenditore accusato di far parte della «cricca» che ha ottenuto numerosi appalti per i «Grandi Eventi». L'attenzione dei magistrati romani si concentra sulle fatture emesse da alcune imprese controllate da Finmeccanica — prima fra tutte proprio Selex — per la fornitura di apparecchiature di alta tecnologia.
Il sospetto è che in alcuni casi siano state emesse senza ottenere contropartita, oppure per cifre molto al di sopra dei prezzi di mercato. Il sistema avrebbe consentito l'accantonamento di provviste occulte poi spostate su conti correnti all'estero. Gli accertamenti riguardano svariati depositi e si parla di trasferimenti di denaro per centinaia di milioni di euro. Soldi utilizzati soprattutto per favorire Finmeccanica nell'aggiudicazione di commesse all'estero. Lo spunto per l'avvio delle verifiche è arrivato quando si è scoperto che Gennaro Mokbel — il faccendiere arrestato con l'accusa di aver organizzato un'associazione a delinquere finalizzata, tra l'altro, al riciclaggio — aveva versato otto milioni di euro per l'acquisto della società Digint. Nelle conversazioni intercettate si faceva riferimento proprio ai possibili affari da concludere con Finmeccanica e al ruolo di Lorenzo Cola che di Guarguaglini era uno dei collaboratori più stretti. L'accertamento effettuato attraverso le rogatorie internazionali avrebbe poi consentito di individuare le tracce dei depositi bancari che fanno capo al colosso specializzato nei sistemi di Difesa e negli armamenti, oltre alla tecnologia aeronautica di cui è uno dei leader mondiali. Quel denaro si sarebbe quindi rilevato soltanto una parte della provvista portata fuori dai confini. Ora si va avanti. Ai carabinieri del Ros e ai reparti specializzati della Guardia di Finanza sono stati affidati nuovi controlli sulla documentazione contabile e sui flussi dei finanziamenti ottenuti negli ultimi anni. Un fiume di soldi che potrebbe portare a nuove scoperte, mettendo nell'angolo l'attuale dirigenza, oltre ai manager e ai consulenti che negli ultimi anni si sono occupati degli affari più grossi.
Fiorenza Sarzanini
29 maggio 2010

OGGI

Da: TG 1 On line

L'Aquila, il prefetto Iurato: "Ho finto commozione davanti alle macerie"

Nell'inchiesta di Napoli spunta un'intercettazione tra Iurato, neo prefetto a L'Aquila, e l'ex capo dello Sco, Francesco Gratteri. Il prefetto ridendo, ricorda come fece finta di commuoversi davanti alle macerie. Iurato è ora interdetta dai pubblici uffici con Nicola Izzo, ex vicecapo della Polizia.

L'Aquila, il prefetto Iurato: "Ho finto commozione davanti alle macerie" Giovanna Iurato

NAPOLI - Poco dopo il suo insediamento nella carica di Prefetto dell'Aquila, città sconvolta dal terremoto, Giovanna Iurato "scoppiava a ridere ricordando come si era falsamente commossa davanti alle macerie e ai bimbi rimasti orfani". E' quanto stigmatizzano i pm di Napoli commentando una telefonata del prefetto intercettata. I magistrati napoletani - titolari dell'inchiesta sugli appalti per la sicurezza nell'ambito della quale Iurato è indagata per turbativa d'asta - fanno riferimento a una telefonata fra la stessa Iurato e il prefetto Francesco Gratteri, intercettata il 28 maggio 2010. Ora, insieme all'ex vicecapo della Polizia Nicola Izzo, è stata interdetta dai pubblici uffici.

LA TELEFONATA. Un tono scherzoso quando la conversazione si sposta sulle macerie e il dolore provocati dal terremoto che da poco aveva sconvolto L'Aquila. Ed è infatti il tono, più che le parole, a suscitare la reazione indignata dei pm di Napoli che intercettano quella telefonata: "una risata non giustificabile", che non si addice soprattutto a chi ricopre un ruolo istituzionale. I magistrati napoletani fanno riferimento alla telefonata fra la stessa Iurato e il prefetto Francesco Gratteri, intercettata il 28 maggio 2010. "Commentando la sua prima giornata ufficiale - scrivono i pm - nella città martoriata dal terremoto (definita sarcasticamente da Iurato "una città inesistente, che non c'è"), scoppiava a ridere, ricordando come si era (falsamente) commossa davanti alle macerie e ai bambini rimasti orfani. Una risata non giustificabile dalle circostanze e dagli eventi tragici di quelle ore, che avrebbero imposto al rappresentante del Governo di assumere comportamenti ben diversi e non certo (a proposito di cinismo) legati alla predisposizioni di condotte e strumenti atti a prevenire e/o scongiurare indagini in corso".

IURATO E IZZO INTERDETTI DAI PUBBLICI UFFICI. Il gip di Napoli Claudia Picciotti ha firmato un'ordinanza di interdizione dai pubblici uffici nei confronti dei prefetti Nicola Izzo, ex vicecapo della Polizia, e Giovanna Iurato, indagati nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti per la sicurezza. La richiesta di interdizione era stata avanzata dal procuratore aggiunto Rosario Cantelmo e dai pm Vincenzo d'Onofrio, Raffaello Falcone e Pierpaolo Filippelli all'esito delle indagini sugli appalti inseriti nel cosiddetto ''pacchetto sicurezza'' a Napoli. Izzo e Iurato sono chiamati in causa per il loro ruolo nella gestione dei fondi Pon per la sicurezza. Prima dell'adozione del provvedimento, il gip - come prevede la procedura - aveva convocato i due indagati per interrogarli. Mentre Iurato si è sottoposta all'interrogatorio, durato 7 ore, Izzo ha rifiutato di farsi ascoltare.
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Scrivono i pubblici ministeri:
Commentando la sua prima giornata ufficiale nella città martoriata dal terremoto (definita sarcasticamente da Iurato “una città inesistente, che non c’è”), scoppiava a ridere, ricordando come si era (falsamente) commossa davanti alle macerie e ai bambini rimasti orfani. Una risata non giustificabile dalle circostanze e dagli eventi tragici di quelle ore, che avrebbero imposto al rappresentante del Governo di assumere comportamenti ben diversi e non certo (a proposito di cinismo) legati alla predisposizioni di condotte e strumenti atti a prevenire e/o scongiurare indagini in corso.
Ecco, di seguito, uno dei passaggi della telefonata intercorsa il 28 maggio 2010 tra Iurato e il prefetto Francesco Gratteri, intercettata nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Napoli sugli appalti per la sicurezza.
Iurato: Allora senti…sono andata…sono arrivata, subito mio padre, che è quello che mi da i consigli, quelli più mirati…
Gratteri: Si lo so.
Iurato: Perché è un uomo di mondo, saggio, dice: “Appena metti piede in città subito con una corona vai a rendere omaggio ai ragazzi della casa dello studente…”.
Gratteri: Brava.
Iurato: Eh allora sono arrivata là, nonostante la mia…cosa che volevo…insomma essere compita (fonetico)…mi pigliai, mi caricai questa corona e la portai fino a…
Gratteri: Ti mettesti a piangere…sicuramente! 
Iurato: Mi misi a piangere.
Gratteri: Ovviamente, non avevo dubbi (ride).
Iurato: Ed allora subito…subito…lì i giornali: “le lacrime del Prefetto”.
Gratteri: Non avevo dubbi (eh, eh ride).
Iurato: Ehhhhhhh (scoppia a ridere) i giornali : “le lacrime del Prefetto”.
Gratteri: Non avevo dubbi (eh, eh ride).
Iurato: Poi si sono avvicinati i giornalisti: “perchè è venuta qua?”. Perchè voglio cominciare da qui, dove la città si è fermata perchè voglio essere utile a questo territorio. Punto.
Gratteri: Eh.
Iurato: L’indomani conferenza stampa con tutti i giornalisti.

Da:  Terremoto L'Aquila, la telefonata shock del prefetto Iurato http://attualissimo.it/terremoto-laquila-la-telefonata-shock-del-prefetto-iurato/#ixzz2IR8yJyra

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"Una risata non giustificabile dalle circostanze e dagli eventi tragici di quelle ore, che avrebbero imposto al rappresentante del Governo di assumere comportamenti ben diversi "
Non soltanto ad un rappresentante del Governo ma a qualsiasi essere Umano degno di questo nome.
Ci si chiede, e ciascuno dentro di sé ha la risposta, come possano arrivare certe persone a così alte cariche. Attraverso quali "meccanismi di selezione", attraverso quali incorruttibili ed inavvicinabili Commissioni di Pubblici Concorsi.
Ce lo chiediamo e sappiamo tutti COME.

Una bella notizia e una risata!

Da: Il Messaggero.it

Scajola dice addio: «Basta con esami, ritiro la mia candidatura

Non accetto lezioni di moralità»

Il giudice di Imperia ha archiviato la posizione dell'ex ministro in cui era indagato di associazione per delinquere nell'inchiesta sul porto

 

CLAUDIO SCAJOLA


ROMA - «Per la dignità mia e della mia famiglia non sopporto più esami da parte di alcuno sulla mia moralità. Per queste ragioni ritiro la mia candidatura. I miei valori, la mia storia e il mio stile di vita parlano per me. Con buona pace di qualunque arbitro. Per quel che concerne le mie "vicende giudiziarie", tocca ricordare, nero su bianco, che Claudio Scajola ha inanellato solo archiviazioni, proscioglimenti e tanti mal di pancia». E' quanto dichiara, in una nota, Claudio Scajola.

Intanto il gip di Imperia, Massimiliano Botti, ha archiviato le accuse per associazione per delinquere nell'inchiesta sul porto di Imperia, per l'ex ministro Claudio Scajola. A chiedere l'archiviazione era stata la stessa procura il 2 dicembre scorso.
Sabato 19 Gennaio 2013 - 13:39

Fosse solo per il porto!!
Ma c'è pure l'aereoporto!
Aerei
Scajola e il milione di euro stanziato per il volo Albenga-Roma

Corriere.it, 17 agosto 2008

ROMA — Torna il volo tra Albenga e Roma. La notizia, comparsa su La Stampa e rilanciata da Dagospia, è stata comunicata a Pietro Balestri, presidente della società che gestisce l'aeroporto (Ava) dal gabinetto del ministro Scajola. «Mi ha telefonato Giuseppe Guerrera, il segretario del ministro — ha detto Balestri —, per comunicarmi che, grazie allo stanziamento di un milione di euro, il ripristino del collegamento era cosa fatta. Aveva ricevuto la notizia ufficiale da Silvano Manera, dg dell'Enac».

Soddisfatto il vicesindaco di Villanova, che ringrazia il ministro Claudio Scajola, che abita nella vicina Imperia, per il milione di euro stanziato per il suo aeroporto: «Spero di poter velocizzare l'iter burocratico in ogni modo», cosicché, «prima di dicembre si torni a decollare verso la capitale». Ma ha senso un collegamento aereo Albenga-Roma? La tratta è stata già inaugurata due volte, nel 2002 e nel 2004 e per due volte soppressa. Ora il finanziamento consente di ripartire. Questa volta però l'Alitalia non c'entra, fanno sapere dall'entourage del ministro, è un finanziamento dato all'aeroporto di Albenga. Tratto dal fondo destinato agli aeroporti in fase di start up. C'è da dire però che il volo Albenga-Fiumicino è già stato ripristinato, con dei Charter, il 14 luglio scorso, assieme a quello per Malpensa, Bastia (Corsica) e Tortolì (Sardegna). Sono Atr da 66 posti che non riscuotono enorme successo. Secondo fonti aeroportuali non sono rari i voli per Fiumicino con 8-10 passeggeri.

Ha ragione a ritirarsi: deve spendere il suo tempo a cercare di capire chi gli ha pagato la casa con vista sul Colosseo a sua insaputa!

venerdì 18 gennaio 2013

Denunce in campo sanitario


Da: La Repubblica.it

Sale parto, confermato lo sciopero del 12:
"Non basta la disponibilità del ministro"

Le organizzazioni dei ginecologi e degli ostetrici ribadiscono l'esigenza della protesta anche dopo l'incontro con Balduzzi: "Vogliamo l'attenzione dei partiti sul problema delle denunce in campo sanitario, sulla sicurezza dei reparti e sull'obbligo delle polizze assicurative"

ROMA - "Ringraziamo il ministro, ma la protesta va avanti". Le organizzazioni dei ginecologi e delle ostetriche hanno confermato lo sciopero (che sarebbe il primo in assoluto) delle sale parto, annunciato per il 12 febbraio con il blocco per tutti i parti programmati, al termine dell'incontro avuto oggi con il ministro della Salute, Renato Balduzzi.

"Ringraziamo il ministro per la rapidità della convocazione e per la sua disponibilità ad ascoltare le nostre richieste - spiegano in una nota le associazioni Fesmed, Aogoi, Sigo e i chirurghi dell'Acoi - . Abbiamo ribadito che la nostra protesta è rivolta soprattutto ad attrarre l'attenzione di tutte le forze politiche affinchè si facciano carico di inserire nei rispettivi programmi di governo la problematica del contenzioso medico legale e introdurre i correttivi necessari per raffreddarlo, contenendo così il fenomeno della medicina difensiva, e contemporaneamente affrontare e risolvere i problemi della sicurezza dei punti nascita nell'interesse della salute e del benessere della mamma e del bambino".

Al momento, dunque, annunciano le associazioni, "la disponibilità del ministro non può essere considerata un elemento sufficiente e risolutivo per poter farci recedere dalla nostra ferma intenzione di proclamare lo sciopero per il 12 febbraio". La decisione sarà formalizzata lunedì prossimo. Intanto però gli operatori rilevano che in nessuno dei programmi elettorali presentati dai partiti si fa
riferimento alla questione delle denunce in campo sanitario, che è uno dei temi centrali della protesta insieme alla messa in sicurezza dei punti nascita e al problema della obbligatorietà da parte delle aziende sanitarie di assicurarsi.

Il ministro, affermano i ginecologi, "ci ha proposto di compiere insieme un percorso di collaborazione finalizzato alla stesura del Decreto attuativo previsto dalla legge Balduzzi, apportando miglioramenti che possano renderlo più incisivo riguardo alle problematiche sollevate. Restiamo ora in attesa - concludono - che alle parole del ministro seguano i fatti e che le forze politiche diano dei segnali di interesse. La protesta continua".

La protesta fermerà tutti i punti nascita italiani. Quindi, niente parti cesarei programmati e niente induzione di parti programmati, per un totale di circa 1.100 interventi stimati che dovranno essere rinviati o anticipati.
Non solo. Fatte salve le urgenze indifferibili, che saranno comunque garantite, il black out riguarderà anche l'attività dei consultori familiari e di tutti gli ambulatori ostetrici del territorio dove non verranno effettuati esami clinici, visite specialistiche ed ecografie.
(18 gennaio 2013
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Può sembrare una follia, un'azione riprorevole, a chi leggesse con superficialità questa notizia, ma non lo è affatto, è un tema serio e ormai annoso.
E' invalso l'uso delle denunce contro i medici, anche quando non c'è errore ma altri fattori. Intanto il medico deve pagarsi un avvocato e, una volta uscito dal lungo iter legale, forse riavrà le spese legali, cosa che dipende dal magistrato il quale, anche in caso di non sussistenza del fatto, può decidere di compensare le spese.
Gli ospedali sono assicurati e, per l'errore dei sanitari nel posto di lavoro, tale assicurazione dovrebbe sopperire alla bisogna. Ma questo non sempre avviene e i medici non riescono più a svolgere con la dovuta serenità il loro lavoro.
In un Paese dove le uniche categorie di persone garantite da leggi che le proteggono sono i politici ed i magistrati (non a caso mi dicono che le prebende di quest'ultimi sono equiparate a quelle dei parlamentari), i medici del SSN, a cui si chiedono competenze non indifferenti e che esercitano una professione di grande responsabilità, non sono garantiti affatto da denunce, anche per cose che esulano dalle loro capacità di controllo, come ad esempio l'insieme della capillare organizzazione ospedaliera.
Questa è un'altra pesante prova della totale sperequazione sociale in questo Paese. I Politici pagano solo quando rubano pesantemente il denaro pubblico, ma non rispondono delle innumerevoli opere pubbliche lasciate a metà, dello spreco enorme delle risorse pubbliche e di molte altre azioni sciagurate che danneggiano la nostra economia. I magistrati, pur essendoci stato un referendum popolare che ha espresso la volontà degli italiani a che ci sia una legge sulla responsabilità civile dei giudici, sono garantiti da una legge che li copre con i soldi dei contribuenti e solo in minima parte con i loro fondi personali. Insomma, quando sbagliano e si vuole tentare la strada della denuncia e, in rari casi, si riesce ad avere ragione, il risarcimento per conto del giudice chiamato in causa lo paga lo Stato. 
Questo è gravissimo: perché è stato calpestato l'ennesimo referendum popolare, perché sbagliare in mezzo alle scartoffie è dimostrazione di pessima saggezza e competenza; mentre sbagliare quando si è continuamente sotto stress come i medici del SSN, inseriti spesso in un'organizzazione sanitaria che fa acqua da tutte le parti a causa di scelte politiche clientelari, di mancanza di investimenti, di mala organizzazione ecc., tutte cose che certo non attengono alla capacità individuale del medico, è evento che andrebbe tutelato molto di più dell'agire dei magistrati.
Ma la realtà ora è questa: Politici e Magistrati sono ben pagati e tutelati dalle leggi. Altre competenze altissime che hanno la responsabilità della vita e della morte di persone, invece, vengono lasciate ad ogni attacco e non pagate come i magistrati, ma molto meno. 
Vogliamo poi soppesare i rischi? Un chirurgo, un ginecologo, ad esempio, è a rischio di contrarre malattie; basta che si rompa un guanto (evento che può accadere) e se il paziente in urgenza ha l'HIV c'è rischio di contagio. E' un esempio, ma la casistica è vasta.
I magistrati cosa rischiamo in mezzo alle scartoffie: l'allergia alla polvere?