domenica 17 marzo 2013

Pendolari carne da macello!


Pubblicato: 13/03/2013 08:31:00
Da: L'Osservatore Laziale
Trasporto Pubblico
FL3, VITERBO-CESANO-ROMA: TRENI ROTTI IN STAZIONE: SCATTA LA PROTESTA DEI PENDOLARI
Gli altoparlanti della stazione annunciano ritardi dei treni da e per Viterbo a causa dell'occupazione dei binari da parte dei pendolari.
Luca Pagni
Bracciano (RM) - A Bracciano il treno delle 6.32 proveniente da Viterbo è giunto rotto alle 6.55 sul primo binario. Il diretto delle 6,59 è arrivato ed è stato fermo 20 minuti all'ingresso della stazione per entrare poi in stazione sul secondo binario. I pendolari esasperati hanno occupato il primo ed il secondo binario. Il locale sul terzo binario è carico ma non lo fanno partire, perché il diretto avrebbe la precedenza.  Sul posto sono intervenuti i Carabinieri che hanno fatto sgomberare i pendolari dai binari. I militari hanno preso le generalità dei manifestanti che avevano occupato i binari per trasmetterle alla Polfer. Intanto gli altoparlanti della stazione annunciano ritardi dei treni da e per Viterbo a causa dell'occupazione dei binari da parte dei pendolari. Un responsabile di linea ha fatto sapere che incontrerà i rappresentanti dei pendolari in mattinata.
Treni per modo di dire

Ho evidenziato in neretto quella parte dell'articolo che racconta come i tartassati pendolari possono essere denunciati per interruzione di pubblico servizio!!

Ma quale servizio??!! Sono i Dirigenti delle Ferrovie dello Stato, ribattezzate Trenitalia e fatte diventare una S.p.A., che dovrebbero essere denunciati per interruzione di pubblico servizio!!

Non faccio parte dei NO TAV ma, come ho già scritto su questo blog, non si può realizzare una viabilità ferroviaria ad alta tecnologia, usabile da un numero sicuramente inferiore di cittadini rispetto a chi si sposta ogni giorno contando su treni locali, e strafregarsene di quest'ultimi!
In democrazia è la maggioranza dei cittadini che dovrebbe ricevere maggiore attenzione. Invece continua ad accadere il contrario: si spende per l'élite.

Le scelte che fanno ai vertici di Trenitalia sono palesemente sorde e cieche ai bisogni di chi sceglie il treno in abbonamento o pagando il biglietto per andare a scuola, al lavoro, dove c'è un impegno quotidiano insomma!
Questa grossa fetta di popolazione ha orari da rispettare, quelli che le ferrovie locali NON riescono invece a rispettare per mancanza di investimenti e di una buona organizzazione.

Il problema è più che cronico: è rancido! Servono scelte politiche che tolgano dai vertici del carrozzone che gestisce i treni locali persone inefficienti e mettano le risorse economiche ed umane che servono per farli funzionare bene.

venerdì 15 marzo 2013

Movimento 5 Stelle: Curricula elusivi

Quello che faranno questi del Movimento 5 Stelle lo giudicherò dai risultati, ma l'inizio già mi rende perplessa.
Ho militato dentro un partito, Italia dei Valori, ed ormai ho esperienza di stecche nella melodia delle parole confrontate con i fatti.
Sono stata anche iscritta a Legambiente, in particolare al Circolo Larus di Sabaudia, dove di stecche non ne ho sentita neppure una e mai mi sono sentita a disagio con loro, a differenza che in Italia dei Valori.
Perché chi milita in una qualsivoglia Organizzazione senza secondi fini, con coerenza e sincerità, l'aria falsa la sente.
Ora io non milito nel Movimento 5 Stelle, troppe cose che dice l'attore Beppe Grillo non sono concordanti con le mie idee di Società ma, nel guano in cui TUTTI I PARTITI hanno messo la Società italiana, penso che un megafono che urlasse lo sdegno degli onesti ci voleva. Per questo l'ho votato con estrema convinzione.
Sono andata a vedere in faccia di persona coloro che avrei votato e ho letto i loro curricula.
Quello della candidata alla Camera dei Deputati del mio Collegio è una donna più giovane dei miei figli, napoletana di nascita, e si chiama Carla Ruocco, di professione Funzionario dell'Agenzia delle Entrate. Il suo curriculum è di tutto rispetto e lo pubblico qui sotto: 
Carla Ruocco Curriculum Vitae:
Studi:1991:maturità classica presso il liceo ‘Umberto I’ di Napoli, voto di maturità: 60/60 1996:laurea in Economia e Commercio, piano di studio ‘Amministrativo pubblico’ Voto di Laurea 110/110, lode e menzione speciale per la carriera 1997:supera la selezione del master in Economia della Pubblica Amministrazione, per la formazione di manager pubblici, frequentando il primo semestre e sostenendone i relativi esami 2000: si abilita per la professione di Dottore Commercialista Esperienze professionali: 1997/1999: in società di revisione e certificazione di bilancio, effettua la revisione contabile per imprese operanti in diversi settori, tra cui: Bancario, Amministrativo pubblico, Internazionale 1999/2004: società farmaceutica nel ruolo di controller (reportistica mensile) 2004: in Agenzia delle Entrate consegue l’idoneità per svolgere il ruolo di funzionario per internal auditing Dal 2004: consegue idoneità di funzionario tributario, presso Agenzia delle Entrate, la Direzione Centrale Accertamento. Fa parte della segreteria tecnica del Direttore Centrale, approfondendo lo studio di problematiche giuridiche attinenti l’ambito fiscale; presso l’ufficio Direttive, fornisce attività di consulenza in materia di imposte dirette ed indirette, e supporto alla stesura di circolari e direttive. Collabora presso l’Ufficio Imprese Minori e Lavoratori Autonomi, supportando l’analisi del rischio di evasione. E’inoltre, referente a livello centrale per il supporto tecnico-giuridico e il monitoraggio e la formazione attinente alla collaborazione dei comuni all’accertamento fiscale (ex. D.L. 78/2010). Nel frattempo sostiene corsi specialistici tra cui: corso di IVA base, (votazione 30/30 e lode), nonché IVA specialistica (con esami finali: votazioni 30 con lode e 30/30). Lingue: Inglese ottimo, francese discreto Tempo libero: Lettura, teatro, scrittura. Attività di giornalismo. Durante il periodo di studi ha svolto attività di animazione per feste di bambini e teatrini con marionette.
Ora, ad elezione avvenuta, mi è sorta qualche perplessità su alcuni aspetti del suo curriculum e, visto che hanno detto e scritto che noi cittadini dovremo sempre interagire con loro per aiutarli nel governo della cosa pubblica, ho ritenuto di chiarirmele direttamente scrivendo una e-mail al Movimento 5 Stelle Lazio che riporto qui sotto:

sabato 2 marzo 2013 14.53 Rita.Coltellese@gmail.com ha scritto:
 Salve,
 non sono iscritta al Movimento né intendo farlo ma vi ho dato il mio voto e continuerò a darvelo secondo il vostro operato.
A Grottaferrata (RM) sono venuta a conoscere i candidati di persona quando sono venuti in quella località vicina a dove io abito.
Ho trovato interessante sia Davide Barillari che, in particolare, il curriculum di CARLA RUOCCO a cui vorrei porre alcune domande: 
1 - nel suo curriculum, pubblicato sul sito alla pagina dedicata ai candidati, è scritto che è un Funzionario dell'Agenzia delle Entrate MA NON È SCRITTO CHE ABBIA VINTO PUBBLICO CONCORSO PER ACCEDERVI, mentre altre mete, raggiunte con studio e lavoro, sono specificate nei
particolari. Come mai?
2 - nel medesimo curriculum è scritto che si è laureata nel 1996 e che è diventata Dottore Commercialista nel 1997. Si tratta di un errore? L'attuale normativa prevede 3 anni di praticantato (leggasi sfruttamento) presso uno studio commercialista abilitato per poter avere la certificazione necessaria per accedere al concorso di abilitazione alla professione.
Queste domande che pongo non sono puntigliose scocciature ma, data la mia età ed esperienza, necessarie delucidazioni per continuare ad avere stima e fiducia nei riguardi di chi ho votato. Ringraziando Carla anticipatamente che, se vuole, potrà rispondermi anche su facebook pubblicamente o su questa e-mail, saluto tutti con molta simpatia.
Rita Coltellese

Risposta:

From: "Movimento 5 stelle Lazio" <info@movimentolazio.org>
To: "Rita.Coltellese@gmail.com" <rita.coltellese@gmail.com>
Sent: Sunday, March 03, 2013 6:29 PM
Subject: Re: Ho votato Movimento 5 Stelle su tutte e 3 le schede

Ciao Rita,

puoi fare a Carla queste domande direttamente sulla sua pagina 
facebook: http://www.facebook.com/carla.ruocco.1?ref=ts&fref=ts
Ti posso assicurare che Carla è una persona talmente limpida e pulita
che il tuo voto meglio non poteva essere dato.

Un saluto.

Senza dubbi ho posto dunque la domanda alla neodeputata direttamente sul suo sito facebook  come consigliato dall'ignoto interlocutore del Movimento 5 Stelle Lazio, là dove è scritto "Messaggi", che, per mia esperienza, arrivano sempre. Tanto è vero che nella mia e-mail avevo proposto proprio facebook.
Questo il risultato:
To: "Movimento 5 stelle Lazio" <info@movimentolazio.org>
Sent: Sunday, March 10, 2013 3:47 PM
Subject: Fw: Ho votato Movimento 5 Stelle su tutte e 3 le schede


Ho seguito il suggerimento che mi avete dato con la Vs. e-mail di risposta
alle mie domande del 02 marzo, domenica scorsa, ed ho inviato subito un
messaggio tramite facebook a Carla Ruocco.
Dato che non mi ha risposto, ho inviato un secondo messaggio a metà
settimana.

Non ha risposto neppure a  quello.
Chiedevo dei chiarimenti sul suo curriculum, niente di speciale.
Come pensate di stabilire i contatti con i Vs. elettori?
Anche alla riunione di Grottaferrata tutti i candidati hanno ribadito: "Noi
saremo sempre in contatto con voi. Voi ci aiuterete con i vostri
suggerimenti."

Ma come? Con i segnali di fumo?
Carla Ruocco non risponde neppure ad una richiesta (legittima) di
chiarimenti sul suo curriculum... Avete parlato di trasparenza...
Fatemi sapere.

Rita Coltellese

Silenzio assoluto! Non ha risposto più neppure chi legge le e-mail presso il Movimento!
E siamo solo ad una richiesta di chiarimento se VERAMENTE, visto che Carla Ruocco si definisce Funzionario dell'Agenzia delle Entrate, lo è legittimamente quale vincitrice di Pubblico Concorso: unico caso in cui tale definizione pubblica può ritenersi corretta, altrimenti bisogna essere chiari e trasparenti e specificare quale è l'effettiva posizione che si ha.
Non vi è nulla di male, se non la mancanza di chiarire.

Altro caso: Andrea Aquilino. Nel tentativo di capirci di più mi sono avventurata nel sito del Movimento e, in una pagina che non sono più stata in grado di ritrovare (non capisco molto la logica del sito, forse Casaleggio che l'ha inventato segue un raziocinio così geniale che non arrivo a comprenderlo), ho trovato il suo curriculum in cui si definiva Professore Universitario della "Sapienza" poi, nella medesima pagina, rispondeva (lui sì bisogna dire) ad una interlocutrice che chiedeva lumi sul suo curriculum specificando che in realtà a 47 anni dava le sue prestazioni di docente gratuitamente in tale Università... Perché la cosa lo gratificava.. insomma gli piaceva farlo.
Nulla di male nemmeno qui. Ma allora perché scrivere che si è Professore all'Università come se tale titolo fosse ratificato da una qualifica che solo certi requisiti consentono di usare? Perché non specificare subito nel proprio curriculum quello che si è veramente? Un collaboratore esterno ed occasionale dell'Università. Dal sito della "Sapienza" si evince che egli non è neppure Professore a Contratto. Vuol dire rapporto di docenza con un regolare contratto a termine per insegnare in un determinato Corso, che sia di Laurea breve o Magistrale, di Scuola di Specializzazione o di un Master, non fa differenza. Questa elusione non è corretta e non è sintomo di trasparenza, e l'ho scritto anche per altre circostanze non riguardanti il Movimento 5 Stelle, dunque che non si trincerino dietro il dito di una persecuzione che non c'è! C'è solo la chiarezza che loro a parole invocano!
Infatti poi certi giornali pubblicano cose come questa che riporto sotto:


A parlare è Andrea Aquilino, numero due nella lista del M5S per le elezioni regionali del Lazio.
Romano di 48 anni, mai impegnato in politica e mai iscritto ad alcun partito, cattolico, sposato e padre di un figlio di tre anni. Ingegnere civile e professore incaricato di Tecnica delle costruzioni e Comportamento delle strutture alla Facoltà di Architettura dell'Università La Sapienza di Roma.

Quando sul sito della "Sapienza" sono riportate per vari anni accademici, di cui l'ultimo 2010-2011, semplici Prestazioni Professionali di cui ne riporto solo una qui sotto quale esempio:
prestazione professionalea.a. 2007/2008AQUILINO ANDREAattività di docenzaPresidenza facoltà€ 240,00


Dalla cifra esigua si può dire che sulla gratuità della prestazione Aquilino non ha mentito!

Concludendo non è un caso Giannino ed io non sono Zingales che lo pregava disperatamente di dire la verità... di chiarire... Cosa che lui non ha voluto fare... e si è capito il perché.. Anche perché, dopo l'esperienza in Italia dei Valori, non mi meraviglio più di tanto che fra il dire e il fare... E poi, in questo caso, ho dato solo un voto e non è detto che la cosa si ripeterà!

Il nuovo Papa: notizie su di lui

Chi mi legge sa che la fede in un Dio trascendente che abbia fatto l'uomo a sua immagine e somiglianza per me non ha retto allo scorrere della realtà davanti ai miei occhi. Pubblico dunque queste notizie sul Papa solo per correttezza, per controbilanciare quanto ho già pubblicato, ripreso dalla stampa, su di lui in chiave negativa. 
Questo articolo ci arriva da padri salesiani con cui abbiamo rapporti di amicizia, affetto e stima:


Da LA BUSSOLA: 15/03/2013


La macchina del fango
contro Papa Francesco 
          
Di Massimo Introvigne
  
    Tutto va ormai alla velocità della luce, diceva Bill Gates. Un tempo perché la macchina del fango cominciasse a lavorare conto un Pontefice ci voleva qualche mese. Ora è bastata qualche ora. Dopo - anzi, mentre è ancora in corso - un maldestro tentativo di arruolare il Papa tra i progressisti, prima di scoprire la sua apologia del celibato sacerdotale e la denuncia delle leggi sul matrimonio omosessuale come frutto dell'invidia del Demonio per l'uomo creato a immagine di Dio, è partito il contrordine compagni. Non è un progressista, è stato un fascista, non ha condannato la dittatura militare argentina quando c'era, salvo chiedere scusa dopo. Anzi, ha collaborato con la dittatura. Anzi, ha personalmente consegnato due gesuiti ai torturatori. Anzi...
    Ci sono due versioni. Quella rozza del «Fatto» di Marco Travaglio che spara a zero sul Papa, e quella in stile avvertimento mafioso di «Repubblica», sulle cui colonne già prima del Conclave Enzo Bianchi aveva avvertito che i cattolici adulti prendono sempre i Pontefici con «spirito critico». E dove da una parte Hans Küng e Vito Mancuso continuano l'operazione di arruolamento di Papa Bergoglio tra i progressisti, dall'altra il direttore Ezio Mauro spiega al Pontefice argentino che cosa gli succederà se darà fastidio: gli sarà chiesta «piena trasparenza sui suoi rapporti con la dittatura militare argentina, sugli scandali di compromissione che lo hanno chiamato in causa come gesuita in vicende mai chiarite».
    E invece non c'è nulla da chiarire. Tutto è già stato sviscerato in libri e contro-libri in Argentina, e non c'è appunto o documento minore o insignificante che non sia stato pubblicato. Il caso è chiuso. Mi sono occupato della questione in un lungo articolo del 2010 sul pensatore cattolico francese Jean Ousset (1914-1994). Che c'entra Ousset con il nuovo Papa? Non molto, se non fosse che il libro da cui tutti fanno copia e incolla sui rapporti fra il nuovo Papa e la dittatura argentina li chiama in causa insieme. Si tratta de «L'isola del silenzio» del giornalista di sinistra Horacio Verbitsky, tradotto anche in italiano nel 2006. In Europa i voluminosi scritti di Verbitsky, che ha prodotto anche altri volumi destinati soprattutto al pubblico argentino, sono stati volgarizzati dalle inchieste della giornalista francese, di analoghe idee politiche, Marie-Monique Robin e trasformati in un romanzo, «Per vendetta», dallo scrittore torinese Alessandro Perissinotto nel 2009.
    Che cosa raccontano questi autori? Che la dittatura militare argentina, dopo avere conquistato con il colpo di Stato del 1976 il potere - lo terrà fino al 1983 - si trovò a dovere fronteggiare una forte opposizione, talora con connotati di guerriglia e terroristici. Senza esperienza specifica in questo tipo di «guerra sporca», decise d'importare in Argentina militari francesi che avevano combattuto con tutti i mezzi - tortura compresa - il movimento per l'indipendenza dell'Algeria e che a loro volta si trovavano nella necessità di cambiare aria perché in Francia avevano cercato di rovesciare il governo del generale Charles de Gaulle (1890-1970) e rischiavano la corte marziale.
    Per organizzare lo sbarco di questi ufficiali francesi in Argentina la dittatura si rivolse alla Chiesa Cattolica - rappresentata dai vescovi ma anche dall'Opus Dei e dai potenti Gesuiti, il cui provinciale era Bergoglio -, la quale collaborò con l'associazione di Jean Ousset, La Cité Catholique, che aveva una branca argentina e di cui alcuni dei militari che avevano combattuto in Algeria facevano parte. Così le tecniche di contro-insurrezione piuttosto manesche, e comprensive di tortura, sperimentate in Algeria furono trasferite in Argentina. E vescovi e alti gradi dell'Opus Dei e dei Gesuiti fecero anche di peggio, perché denunciarono ai militari i sacerdoti e laici vicini alla «teologia della liberazione» d'impronta marxista che si opponevano al regime, alcuni dei quali furono incarcerati. E non tutti tornarono vivi dal carcere.
    Questa ricostruzione, però, è ampiamente fantasiosa. Verbitsky - forse anche grazie al fatto che gli ultimi governi argentini dei coniugi Kirchner si sono scontrati duramente con la Chiesa, guidata dal cardinale Bergoglio, su questioni come il matrimonio omosessuale (introdotto in Argentina nel 2010) e la politica economica - ha potuto avere ampio accesso ai documenti dei ministeri e della polizia. Informatissimo sul dettaglio, il trio Verbitsky- Robin-Perissinotto è però debolissimo e poco credibile sul quadro generale. Descrive il mondo cattolico degli anni 1979 come un monolito, mentre era percorso da fortissime tensioni. Arriva a sostenere che grazie all'opera di mediazione del nunzio in Argentina e poi cardinale Pio Laghi (1922-2009), descritto come un autentico malfattore, i seguaci argentini di monsignor Marcel Lefebvre (1905-1991) e i vescovi, molti dei quali progressisti, cooperavano tutti a uno stesso disegno: sostenere la dittatura fingendo di criticarla.
    Del resto, come riassume Perissinotto, monsignor Lefebvre e il venerabile Papa Paolo VI (1897-1978) sarebbero stati «divisi sulle questioni di fondo, ma non nella sostanza». Quanto all'Opus Dei, è esplicitamente citato come fonte autorevole per conoscerla «Il Codice da Vinci» di Dan Brown.
    Con queste premesse non sarebbero da prendere neppure troppo sul serio i dettagli di questa letteratura, ma è falsa anche la sua tesi di fondo. La dittatura militare argentina è dipinta per tutto il periodo del suo governo - dal 1976 al 1983 - come un impero del male, un'accolta di sadici e di torturatori che quasi agivano per pura malvagità.
    Come sempre nella storia, che non è mai un film in bianco e nero, le cose sono più complicate. Il precedente governo peronista aveva portato il Paese al caos economico e sociale. I terroristi c'erano davvero. Il rischio di una deriva comunista alla cubana non era ipotetico, Gli stessi cattolici pagavano un prezzo molto duro. Basterebbe citare l'assassinio dell'avvocato e filosofo cattolico neo-tomista Carlos Alberto Sacheri (1933-1974) da parte del gruppo terroristico ERP, l’Ejército Revolucionario del Pueblo, il 22 dicembre 1974, che lo uccise di fronte alla sua famiglia mentre tornava a casa dalla Messa.
    Nei primi mesi della dittatura, l'idea che i militari potessero mettere ordine e dare ossigeno a un'economia moribonda fu salutata con favore anche da esponenti della sinistra politica argentina. In seguito le cose cambiarono. Il regime militare argentino non mantenne le promesse di formulare un progetto coerente per l'identità e la riconciliazione nazionale, si lanciò nella disastrosa avventura della guerra delle Isole Falkland con la Gran Bretagna e - a fronte di una crescente opposizione - ricorse a strategie repressive che comportavano gravissime violazioni dei diritti umani e autentici crimini.
    Bisogna dunque distinguere fra i giudizi sulla giunta militare argentina formulati da esponenti cattolici nei primi mesi della sua attività o negli anni successivi. Come ha scritto lo stesso cardinale Bergoglio, la Chiesa «venne a conoscere a poco a poco quello che stava succedendo [le violazioni dei diritti umani]. All'inizio, ne sapeva poco o nulla».
    Non si possono dunque mescolare in un unico calderone, come fanno Verbitsky e i suoi seguaci, dichiarazioni di esponenti della gerarchia ecclesiastica del 1976 o 1977, che esprimevano un cauto appoggio - mai senza riserve - al nuovo governo militare, e apologie del regime degli anni 1980, riferibili a esponenti cattolici - fra cui alcuni vescovi - decisamente minoritari rispetto a una Conferenza Episcopale le cui dichiarazioni assumevano un tono sempre più critico e di denuncia.
    Veniamo al regnante Pontefice. Padre Bergoglio è stato provinciale della Compagnia di Gesù in Argentina dal 1973 al 1979. In questo periodo ha dovuto fronteggiare la «teologia della liberazione» d'ispirazione marxista, di cui ha visto per tempo le derive che la Santa Sede avrebbe poi condannato nel 1984. Alcuni gesuiti, favorevoli alla «teologia della liberazione» e ostili al provinciale, cominciarono a muoversi in modo sempre più indipendente rispetto alla Compagnia di Gesù, respingendo al mittente i richiami del loro superiore. Fra questi c'erano i padri Orlando Yorio (morto nel 2000) e Francisco Jalics, animatori di una comunità nel quartiere di Bajo Flores a Buenos Aires.
    Nel febbraio 1976, visti inutili i richiami, il provinciale - cioè l'attuale Pontefice - sciolse la loro comunità. Il cardinale Bergoglio ha spiegato nella sua autobiografia che Yorio e Jalics al momento del colpo di Stato avevano già consegnato ai vescovi il progetto di costituzioni di una nuova congregazione, e che della vicenda conserva tutta la documentazione. Prima del colpo di Stato, che avvenne il 24 marzo 1976, Yorio e Jalics erano di fatto già usciti dalla Compagnia di Gesù, e nel maggio 1976 Yorio fu sospeso a divinis su iniziativa non di Bergoglio ma del cardinale arcivescovo di Buenos Aires Juan Carlos Aramburu (1912-2004).
    Il maggio 1976 la comunità di Bajo Flores è oggetto di un raid della polizia e Yorio e Jalics sono arrestati, andando a ingrossare le fila dei cosiddetti «desaparecidos». «Riappaiono» peraltro dopo sei mesi, in seguito a un negoziato tra la giunta militare e la Conferenza Episcopale, che ottiene la loro liberazione. I vescovi che condussero il negoziato hanno sempre riferito che il padre Bergoglio gli diede impulso dall'inizio alla fine, insistendo perché i due ex gesuiti fossero scarcerati.
    Sia Yorio sia Jalics hanno accusato l'allora provinciale Bergoglio di averli «denunciati» alla polizia come complici dei terroristi. Verbitsky si è fatto eco di queste gravi accuse, e ha passato anni a cercare documenti per sostenerle.
    Che cosa ha trovato? Sostanzialmente nulla, e la minuzia con cui ha frugato negli archivi è la migliore prova che i documenti non esistono. Alla fine, Verbitsky può esibire solo un foglietto, l'informativa di un funzionario del governo, addetto all'Ufficio dei Culti, tale Anselmo Orcoyen - peraltro redatta dopo la scarcerazione dei due sacerdoti, in occasione del rinnovo del passaporto a Jalics -, il quale riferiva di avere saputo da Bergoglio che i due ex-gesuiti avevano cattivi rapporti con le gerarchie, contro cui sobillavano anche alcune suore, che erano usciti dalla Compagnia di Gesù e che non trovavano nessun vescovo che li incardinasse.
    Verbistky ha scritto pagine e pagine sul fatto che l'appunto di Orcoyen contiene tre parole: «sospetto contatto guerriglieri», affermando che anche dopo la scarcerazione Bergoglio, riferendo a un funzionario pubblico della dittatura di possibili contatti di Yorio e Jalics con la guerriglia, li esponeva consapevolmente a rischi gravissimi.
    Ma a leggere l'appunto, di cui Verbitsky pubblica una fotocopia, insistendo sulla frase finale secondo cui «questi dati sono stati comunicati al signor Orcoyen dallo stesso padre Bergoglio», si scopre che la frase incriminata - «sospetto contatto guerriglieri» - fa parte di un paragrafo dove si riferisce che Jalics era stato per sei mesi in prigione, circostanza che le autorità non avevano bisogno di apprendere da Bergoglio perché la conoscevano benissimo.
    E quel «sospetto contatto guerriglieri» è la spiegazione del perché i due erano stati incarcerati. Da parte sua, il cardinale Bergoglio ha scritto in seguito che ricorda la conversazione, e che si era parlato di sospetti di contatti con la guerriglia a carico dei due ex religiosi, ma che a Orcoyen aveva detto che a quei «sospetti di contatti» - che comunque sono diversi dai contatti accertati - lui personalmente non credeva.
    L'appunto Orcoyen - il quale, lo ripeto, è l'unico documento che dovrebbe accusare padre Bergoglio - è il tipico documento poliziesco su cose riferite, di un tipo che conosciamo anche in Italia. E che dimostra che il provinciale, in un momento politicamente molto difficile, era comunque molto cauto: avrebbe potuto dire ben di peggio, dal momento che sui due ex religiosi c'erano voci che coinvolgevano in modo pesante non solo l'attività politica ma anche la moralità personale.
    Bergoglio ha scritto che aveva raccomandato prudenza agli ex confratelli, e che a chiunque chiedesse notizie di loro rapporti con il terrorismo aveva sempre risposto che a lui questi rapporti non risultavano. La gerarchia non li abbandonò dopo l'arresto, tanto che furono liberati. Ma è vero che ebbero difficoltà a farsi incardinare come sacerdoti diocesani prima a Buenos Aires, poi a Morón e a Santa Fe, e dovettero trasferirsi all'estero, Yorio, alla fine, prese un volo per Roma, che peraltro fu pagato dallo stesso Bergoglio. Verbitsky sostiene che nessun vescovo li voleva incardinare perché ai vescovi arrivavano cattive informazioni da Bergoglio e dal nunzio Laghi.
    Bergoglio nell'autobiografia afferma che fece del suo meglio per risolvere la situazione di Yorio e Jalics trovando loro un vescovo. Ma c'è poi così da stupirsi se, con precedenti così tormentati, i vescovi argentini erano riluttanti a incardinare i due ex-religiosi?
    Riassumendo: nella crisi della «teologia della liberazione» degli anni 1970, il provinciale dei Gesuiti si trovò di fronte a una comunità di base particolarmente radicale, e prese provvedimenti perfettamente giustificati. Li prese nel febbraio 1976, prima del colpo di Stato. Dopo il quale non c'è l'ombra di una prova che abbia denunciato i due responsabili della comunità alla polizia. Quando furono arrestati, operò per la loro scarcerazione, che fu ottenuta.
    In seguito, a chi gli chiese informazioni sui due, disse la verità su fatti del passato, senza particolare malanimo. Né risultano dichiarazioni favorevoli del padre Bergoglio sulla dittatura militare in genere.
    Più tardi, come arcivescovo di Buenos Aires e presidente dei vescovi argentini, promosse una politica di riconciliazione nazionale e purificazione della memoria, in cui anche la Chiesa chiedeva perdono per il sostegno di alcuni vescovi e religiosi - fra cui non c'era stato però Bergoglio - alle politiche repressive della dittatura.
    La macchina del fango, dunque, mente come al solito. E non c'è nulla da chiarire, perché ogni minuto documento è stato ritrovato e pubblicato. Infine, occorre sottolineare con vigore che - prendendo provvedimenti contro la teologia della liberazione e chi la sosteneva - il provinciale Bergoglio fece solo il suo dovere.
    Il 5 dicembre 2009 Benedetto XVI ha ricordato il venticinquesimo anniversario dell’istruzione «Libertatis nuntius» da lui firmata nel 1984 come prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede in cui condannava la teologia della liberazione e l’«assunzione acritica fatta da alcuni teologi di tesi e metodologie provenienti dal marxismo. Le sue conseguenze più o meno visibili fatte di ribellione, divisione, dissenso, offesa, anarchia si fanno sentire ancora oggi creando […] grande sofferenza».
    Parlando – e la circostanza non è poco significativa – a vescovi latino-americani, l'attuale Papa emerito aggiungeva in quell'occasione: «Supplico quanti in qualunque modo si sentissero attratti, coinvolti o raggiunti nel loro intimo da certi principi ingannatori della teologia della liberazione perché si confrontino nuovamente con la citata Istruzione, accogliendo la luce benigna che essa offre con la mano tesa; a tutti ricordo che la regola suprema della propria fede proviene dall'unità che lo Spirito ha posto tra la Sacra Tradizione, la Sacra Scrittura e il Magistero della Chiesa in una reciprocità tale per cui i tre non possono sussistere in maniera indipendente».
    Parole che valgono anche per il Magistero del nuovo Papa Francesco. Resistendo fin da ora ai tentativi della macchina del fango di distoglierci dall'essenziale rimestando vecchie menzogne.


giovedì 14 marzo 2013

Habemus Papam ma il governo italiano stenta




Da: Giornalettismo

Tutte le polemiche sul nuovo Papa Francesco

13/03/2013 - Fiero oppositore dei matrimoni gay e dell'aborto. E' implicato nel caso del rapimento di due sacerdoti durante la dittatura




Tutte le polemiche sul nuovo Papa Francesco




Il nuovo Papa non ha fatto in tempo a benedire i fedeli che già in molti hanno mostrato di non aver gradito la sua elezione. La Nacion ad esempio ci presenta uno spaccato del nuovo Pontefice Francesco I, al secolo Jorge Bergoglio, ricordando come l’arcivescovo di Buenos Aires sia uno strenuo oppositore dei matrimoni gay e dell’aborto e di come in passato sia stato accusato del rapimento di due sacerdoti, avvenuto durante la dittatura militare. Insomma, anche un Papa apprezzato e “del popolo” come Papa Francesco ha i suoi detrattori.

CONTRO I MATRIMONI GAY - Nel corso della discussione del disegno di legge finalizzato alla legalizzazione del matrimonio tra due persone del medesimo sesso, Bergoglio pubblicò una lettera di rifiuto indirizzata ai quattro monasteri di Buenos Aires. Queste le sue parole:
“Cerchiamo di non essere ingenui: non si tratta solo di una lotta politica ma parliamo della pretesa di distruggere il progetto di Dio”
Bergoglio poi aggiungeva:
“Non parliamo solo di un disegno di legge ma di una mossa tesa ad ingannare i figli di Dio. Questa è opera dell’invidia del Diavolo in grado di entrare con il suo peccato nel mondo nel tentativo di distruggere l’immagine di Dio, ovvero quella di uomo e di una donna il cui compito è quello di crescere, moltiplicarsi e dominare la Terra”
LA DIFESA DELLA VITA - Il matrimonio omosessuale è diventato legale il 15 luglio 2010. Come detto il neo-Papa si è distinto per le sue posizioni contrarie all’aborto, ritenuto ripugnante anche se richiesto a seguito di uno stupro. Lo scorso settembre, a seguito di una sentenza della Corte Suprema, il sindaco di Buenos Aires Mauricio Macrì ha deciso di regolamentare gli aborti resi necessari da una violenza sessuale. Bergoglio definì tale decisione “deplorevole”. L’arcivescovo della capitale avvertì in una dichiarazione che l’intenzione del Sindaco era finalizzata a rimuovere il valore supremo della vita e di ignorare i diritti del nascituro. Ed in un documento della conferenza episcopale argentina aggiunse che “l’aborto non è mai una soluzione”.
COINVOLTO IN UN RAPIMENTO? - Riferendosi ad una madre con bambino, l’uomo di Chiesa ha spiegato che ci si trova davanti a due persone e che per questo entrambe devono essere conservate, visto che la vita è un valore assoluto. Ma non è tutto. Nel 2005 il Los Angeles Times riaprì un capitolo oscuro del neo-Pontefice a causa della denuncia di un avvocato il quale accusò Bergoglio di essere dietro il rapimento di due preti, avvenuto nel 1976. All’epoca Francesco I era già in predicato di diventare Papa ma venne superato da Joseph Ratzinger.
VECCHIE CALUNNIE - L’accusa, formalizzata in un tribunale della capitale argentina, è relativa al coinvolgimento dell’Arcivescovo nell’atto criminale svolto sotto la dittatura militare. In realtà non venne specificato il ruolo del porporato ma secondo la legge argentina è possibile denunciare una persona anche con poche prove a sostegno della propria tesi. Nel 1976 Orlando Yorio e Francisco Jalis vennero rapiti da militari di marina. Vennero ritrovati in un campo seminudi e drogati cinque mesi dopo. All’epoca Bergoglio era a capo dei Gesuiti d’Argentina ed all’epoca le accuse vennero liquidate come “vecchie calunnie".



Piazza S. Pietro piena e parte di Via della Conciliazione pure, al freddo e sotto la pioggia: questa è la potenza della Chiesa Cattolica.
Non saranno stati tutti cittadini italiani, c'erano molti stranieri, ma comunque erano tanti.
Come voteranno in Italia quei tanti?
A giudicare dai risultati conseguiti dai partiti di ispirazione cattolica in queste elezioni 2013 non votano per essi.
Visibilmente sono tanti i cattolici che inneggiano al Capo della Chiesa Cattolica, ma nell'urna sono pochi, oppure votano in altro modo!
Per Berlusconi non posso crederlo! Vista la sua condotta morale: ha fatto figli con Veronica Lario avendo ancora una moglie in carica, poi due divorzi, storie di orgette chiamate "bunga-bunga"... Come può un cattolico, che agogna l'elezione del Papa come conduttore della morale delle anime, votare per un sibarita come Berlusconi?!
Per i residuali frammenti del Partito Comunista neanche a parlarne! Anche se ho conosciuto un prete marista che votava per questo partito quando ancora era PCI, ma era ritenuto un pazzo dai suoi confratelli...
Per il terzo grande partito italiano o Movimento di Beppe Grillo mi è difficile pensarlo, anche se possibile...
Mistero!
Come mistero è il costruendo governo italiano! Il Papa non risolverà i problemi economici dell'Italia che tutta attende le decisioni delle rissose fazioni che ormai si è ridotta a votare!!!

mercoledì 13 marzo 2013

Stato Italia e Stato Vaticano

Da: La Stampa.it

Conclave, il secondo giorno. La fumata è ancora nera



I cardinali riuniti nella Cappella Sistina per le nuove votazioni. fumata nera, le votazioni continuano
redazione (vatican insider)


14.13 Il cardinale Roger Mahony, accusato negli Usa di aver coperto dei casi di pedofilia, «ha tutti i diritti di prendere parte al Conclave». Lo ha rilevato il direttore della Sala Stampa vaticana, padre Federico Lombardi riferendosi alla posizione della Snap, associazione delle vittime degli abusi. «Conosco come lo Snap fa le sue accuse e come gli dà eco, approfittando del momento particolare», ha aggiunto.

Da: Il Messaggero.it

Intervista/Appello di Regina al Quirinale
«Serve un governo per salvare l'Italia:
sbloccare i crediti vantati dalle aziende»




ROMA - Aurelio Regina, vice presidente di Confindustria con delega allo sviluppo economico, lancia un nuovo grido d’allarme sulla crisi in un'intervista pubblicata sul Messaggero oggi in edicola. Ecco un'anticipazione del suo appello.
SERVE SUBITO UN GOVERNO SALVA-ITALIA
«Serve un governo di unità nazionale - dice Regina - che sblocchi i 71 miliardi di crediti vantati dalle aziende nei confronti della pubblica amministrazione, rilanci gli investimenti, allenti il patto di stabilità». Regina chiede di mettere da parte gli interessi particolari per il bene del Paese

EMERGENZA, ECONOMIA AL CENTRO DEL PROGRAMMA
«Il tempo è scaduto - dice Regina - l’economia deve essere al centro dell’azione di governo altrimenti la situazione può aggravarsi ancora. Del resto la situazione è per certi aspetti drammatica. Il 2012 si è chiuso con un calo del Pil del 2,4% e siamo tra i peggiori tra i Paesi dell’Ocse. Pensavamo ad un 2013 migliore, invece la variazione acquisita del Pil per il 2013 è pari già a -1% e dopo le elezioni il quadro di ingovernabilità in cui siamo precipitati fa aumentare i timori. Purtroppo anche i dati Pmi di febbraio non sono confortanti e a gennaio la disoccupazione è salita all'11,7%. Insomma, il Paese ha urgente bisogno di riforme, di un esecutivo stabile, di un quadro di certezze per favorire gli investimenti e ripartire». 

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Ieri ben quattro reti televisive mandavano servizi in continuità sul Conclave per l'elezione del Papa: reti RAI e Mediaset!
Ad ogni telegiornale si ripetono lunghe notizie sull'andamento delle elezioni del Capo religioso del mondo cattolico e Capo di Stato Vaticano. Eh, sì! Non bisogna dimenticare questo doppio ruolo del Papa con tutto quello che ne consegue!
Sono sbalordita dalle interviste che tali telegiornali mandano fatte a gente che gira per Piazza S. Pietro: sono tutti in attesa... anche sotto la pioggia!
Onestamente non capisco. Eppure sono nata cattolica e dagli 11 ai 18 anni sono stata iscritta in Azione Cattolica, vivendo in quel mondo totalmente. Oggi, a 66 anni, ho capito che non c'è nessun Dio che si interessi all'uomo più di quanto non si interessi alla vita delle formiche... Ma questa può essere una personalissima convinzione acquisita con l'esperienza di vita e molta riflessione, però, anche accettando che ci sia chi ha una incrollabile fede in un Dio trascendente ed invisibile, mi chiedo come non possa confrontarsi con l'enorme contraddizione di questo Stato che vive dei proventi dell'amministrare a livello mondiale il bisogno di speranza! Stato ricchissimo! Sanno i fedeli quanto costa la veste di un Cardinale? E' un esempio. Hanno idea di quanto può costare mantenere un simile apparato che la televisione mostra in tutta la sua magnificenza? Non notano la contraddizione quando dalla loro bocca escono parole, sempre dette con atteggiamento umile, come POVERTA'?
Evidentemente no. Altrimenti non si preoccuperebbero dell'elezione di un nuovo Papa, ma si dovrebbero preoccupare della loro nazione senza un governo!  
I posti di lavoro, l'avvenire dei loro figli, non dipendono dal Papa, ma da chi hanno votato e che pensa solo ai propri egoismi di parte e se ne strafotte della sorte di noi tutti. 
Io ho votato il Movimento 5 Stelle sperando che avrebbero cambiato le cose... Ma sto notando che... Beh! Rimando ancora di qualche giorno il mio giudizio...

martedì 12 marzo 2013

Che facce!


Da: La Repubblica.it

Processi Berlusconi, Alfano da Napolitano
Grillo: "Solidarietà ai magistrati di Milano"

Dopo la manifestazione inscenata ieri fuori e dentro l'aula del Tribunale di Milano, il segretario Pdl  e i capigruppo uscenti di Camera e Senato salgono al Colle. Al centro dell'incontro la vicenda giudiziaria che riguarda Silvio Berlusconi e l'ipotesi di non partecipare alle prime sedute del Parlamento. Il leader dei 5 Stelle sul suo blog irride la protesta dei parlamentari pidiellini e appoggia i pm milanesi.

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Maurizio Gasparri PdL
Stamane ho visto un pezzo della trasmissione "Agorà" di RAI 3 e un pezzo della trasmissione "Omnibus" su LA7; in quest'ultima l'arrogante uomo senza dubbi che risponde al nome di Gasparri disquisiva sul fatto che la manifestazione sui gradini e nell'atrio del Tribunale di Milano, ad opera di rappresentanti del Parlamento uscente ed entrante, era dovuta al fatto che loro del PdL dovevano riunirsi in gruppo ma mancavano Ghedini e qualcun altro di cui mi sfugge il nome, anche loro parlamentari PdL, perché costretti a rimanere presso il Tribunale per le note vicende giudiziarie del loro leader Berlusconi. 
A parte le parolacce che, (nonostante io sia ormai una nonna e dovrei contenermi), mi affioravano alle labbra, mi è venuta immediata la frase: "Ma perché dei parlamentari pagati pure da me (prebende, vitalizi, benefit e tutto compreso) stanno a lavorare svolgendo la loro libera professione e guadagnando altri soldi invece di stare in Parlamento?"
Il giornalista Tommaso Labate
Passando su "Agorà" la mia frase l'ha detta in diretta televisiva il giovane giornalista  Tommaso Labate, segno che è pensiero comune e, direi, ovvio! Berlusconi non mettesse in Parlamento i suoi avvocati, oppure, se vuole metterceli (e noi non possiamo purtroppo impedirlo), prenda e paghi altri avvocati e non chi deve fare attività politica!

Ed ora la manifestazione pro-perseguitato Berlusconi!
Senza togliere niente alla parzialità di certi magistrati, Berlusconi per farsi perseguitare penalmente ce l'ha messa tutta!
Chi gli ha detto di frequentare minorenni senza accertarsi che lo fossero?
Chi gli ha detto di telefonare in Questura per far consegnare la minorenne a quella personcina che è la Minetti?
Chi gli ha detto di "comprare" quella faccia lombrosiana di De Gregorio che non si vergogna nemmeno un po' nel rivelarlo?
Chi gli ha detto di pagare Mills?
Lui è fermamente convinto che tutti abbiano un prezzo, sarà pure vero vista la scarsa moralità che c'è in giro, però questo è contro la legge e lui così dà il destro a questi magistrati che l'hanno con lui per metterlo sotto accusa!

E' nato nel 1936! Si desse una calmata!

Le facce che le telecamere hanno immortalato sulla scalinata del Tribunale di Milano erano penose nel loro "lecchismo" nei confronti di questo vecchietto arzillo con qualche acciacco ma indomito! Tutte sembravano dire: "Senza di te Silvio niente più poltrone e bella vita a spese di questi stronzi degli italiani di cui a noi non ce ne frega niente!" Infatti hanno minacciato di non andare in Parlamento i "nuovi eletti"! Ma che gliene frega dei problemi da risolvere per il Paese? Loro continuano a fare i giuochini, le manifestazioni per il vecchietto perseguitato, senza il quale che fanno nella vita? Chi li vota? Alfano non è simpatico come Silvio, se Silvio non andava da Santoro e non ricominciava alla grande la "kermesse" elettorale loro non se li filava nessuno! Dunque tutti a dire: "Copritelo bene se no piglia freddo!"
Dunque facciamo l'appello, loro ci tengono a che si dica che c'erano per Silvietto loro benefattore!
Alessandra Mussolini, (e non ci meravigliamo certo!);
Stefania Prestigiacomo, (e ci meravigliamo solo un po');
Polverini (quella che aveva portato (d'accordo tutti però!) i soldi a disposizione dei Gruppi Consiliari della Regione Lazio a 14 milioni di euro, però non c'erano soldi per la Sanità);
Razzi (uno di quelli che solo Di Pietro si poteva accattare);
Scilipoti (idem come sopra);
Fitto (quello che è stato Presidente della Regione Puglia e pure lui un "perseguitato" dalla Giustizia);
Verdini (quello delle telefonate intercettate al Presidente di MPS in cui gli chiedeva milioni di euro);
Minzolini (quello che faceva un telegiornale da ridere su RAI 1);
Bonaiuti (quello che non si sa perché Silvietto lo mantiene);
Brunetta (quello che, ahimé, è professore di economia nell'università dove io lavoravo che non è un faro se ha professori come lui);
Giovanardi (quello che dice che l'aereo di Ustica è cascato (più o meno) da solo);
Gelmini (quella che ha finito di rovinare la Scuola Pubblica);
Ravetto (quella con i capelli tinti di biondo e la riga nera);
Santanché (me la stavo per scordare! Ma scherziamo?!);
Vittoria Brambilla (quella dai capelli rossi (tinti perché è castana naturale) e dei cani che pare che li ami solo lei!);
Alfano! (e che te lo dico a fà! Se non tornava Berlusca gli toccava tornare a fare l'avvocato cercandosi le cause pe' magnà)!

Eccoli qua sotto, tutti insieme appassionatamente



Finalmente Grillo esce "dall'arrocco"


Da: Reggionline



Grillo: "Bersani firma qui e rinuncia ai rimborsi elettorali"

"Ho preparato il documento che può firmare per ufficializzare il rifiuto ai 50 milioni che gli spettano"







La lettera che Bersani dovrebbe firmare secondo Grillo 
La lettera che Bersani dovrebbe firmare secondo Grillo
ROMA - Rimborsi elettorali, Beppe Grillo incalza il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, e gli chiede di dire no a quasi 50 milioni di euro. Di più, il leader del Movimento 5 Stelle ha già presentato il modulo, basta solo una firma del segretario. Scrive Grillo sul suo blog: "Per facilitare il compito ho preparato il documento che Bersani può firmare per ufficializzare il rifiuto. Bersani, firma qui! Meno parole e più fatti".
La lettera verrebbe indirizzata al futuro presidente della Camera e il Pd dovrebbe chiedere di rinunciare ai 48.856.037,50 di euro dei rimborsi elettorali. Dice Grillo :"Il Movimento 5 Stelle rinuncia ai contributi pubblici, previsti dalle leggi in vigore (per la verità, secondo molti, non ne avrebbe neanche diritto dato che è un movimento e non un partito, non ha uno statuto e nemmeno un tesoriere) per le spese sostenute dai partiti e dai movimenti politici e non richiederà nè i rimborsi per le spese elettorali, nè i contributi per l'attività politica. Il mio auspicio è che tutte le forze politiche seguano il nostro esempio, in particolare il pdmenoelle al quale spetta la quota più rilevante: oltre 48 milioni di euro (al Pdl "solo" 38)".
Aggiunge Grillo: "Non è necessaria una legge, è sufficiente che Bersani dichiari su carta intestata, come ha fatto il M5S, la volontà di rifiutare i rimborsi elettorali con una firma. Per facilitare il compito ho preparato il documento che Bersani può firmare per ufficializzare il rifiuto. Bersani, firma qui! Meno parole e più fatti".

Cominciavo a disperare di aver dato il mio voto su tutte e tre le schede al Movimento 5 Stelle per niente!
La tecnica dell'arrocco come si usa negli scacchi non va bene. La voglia di non contaminarsi la posso anche capire, la voglia di essere coerenti pure, ma chi non è "grillino" ma vi ha dato fiducia si aspetta che qualcosa facciate per non mandare il Paese in malora definitiva visto dove l'hanno portato questi falsi e profittatori!
Dunque benissimo la mossa! 
Anche questo articolo scrive qualcosa sui rimborsi elettorali con la quale NON SONO assolutamente d'accordo:... secondo molti, non ne avrebbe neanche diritto dato che è un movimento e non un partito, non ha uno statuto e nemmeno un tesoriere... La legge è stata fatta contro la volontà espressa dagli Italiani e se la sono fatta su misura! Che diventino tutti dei Movimenti allora!
La girano e la rigirano in malafede perfetta! E spero che si scavino sempre più la fossa dentro la quale auspico che precipitino con i Fassina, le Bindi, le dame che fanno spesa da IKEA con 3 uomini della polizia e varie auto blù, pagati dai fessi come noi che paghiamo le tasse, a fare da scorta alla loro scelta delle padelle (vedere mio post del 24 maggio 2012).
Speriamo in Renzi, che infatti è isolato da codesti figuri, e che aveva parlato come parla tutt'ora molto tempo fa (anche questo documentato in miei post in archivio).
Dunque Grillo ha fatto la mossa giusta. Inchiodateli, metteteli nell'angolo delle loro bugie e contraddizioni.
Se lo facessero dare con il 5 x mille il finanziamento! Così glielo dà chi vuole che esistano! 
Vergogna! Rimborso vuol dire che devi presentare fattura o ricevuta fiscale se hai usato soldi pubblici: così è per qualsiasi Funzionario dello Stato che abbia svolto funzioni per la Pubblica Amministrazione. Questi continuano a difendere privilegi che si sono tagliati e cuciti addosso su misura per fregarci! Continuano a sventolare il falso motivo dell'indipendenza da finanziatori che potrebbero condizionarli!
Ma i 98.000 euro che Bersani ha preso dall'ILVA per la sua campagna elettorale delle precedenti elezioni? Puah!!!

Marò: saggia decisione dell'Italia


DA: Reuters

Marò, India farà di tutto per farli tornare, dice premier a parlamentari

martedì 12 marzo 2013 10:04




NEW DELHI (Reuters) - L'India prenderà le misure necessarie per riportare indietro i due fucilieri di Marina italiani accusati di aver ucciso due pescatori indiani scambiati per pirati, dopo che ieri Roma ha annunciato che i due militari resteranno in patria, dopo aver ottenuto un permesso per poter votare in Italia alle ultime elezioni.

Lo dice PC Chacko, un parlamentare del Kerala, riferendo le parole del primo ministro, Manmohan Singh, che stamani ha incontrato una delegazione di parlamentari.

"Abbiamo parlato della questione con il primo ministro e lui ha detto che si tratta di una questione importante con gravi implicazioni per lo Stato [del Kerala] ed ha assicurato che riferirà subito al ministro degli Esteri".

"La questione sarà affrontata con le autorità italiane attraverso i canali diplomatici. Saranno prese tutte le misure necessarie per riportarli nel nostro Paese", ha spiegato il parlamentare.

Ieri una nota della Farnesina ha annunciato che i due marò resteranno in Italia, riportando il testo di una comunicazione alle autorità dell'India autorizzata dal ministro Giulio Terzi, in cui l'Italia si dice comunque disponibile anche a un arbitrato internazionale.

Nella nota, il ministro spiega che la decisione di non far tornare in India i due militari, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, è legata alla mancata risposta di New Delhi alla proposta italiana di un dialogo bilaterale sulla vicenda, sulla base della convenzione Onu sul diritto del mare (Unclos).

Nel febbraio 2012 i due marò erano impegnati in una missione anti-pirateria a bordo di una nave italiana quando avvenne l'episodio per i quale sono stati arrestati dalle autorità indiane.

VVVVVVVVV

Dai 7 post che ho già dedicato a questa vicenda internazionale si può evincere il mio pensiero (30/03/2012, 01/04/2012, 02/04/2012, 22/12/2012, 05/12/2013, 18/01/2013, 22/02/2013).
In più di un anno l'India non ha portato prove che la nave Lexie, carica di petrolio, indispensabile fonte energetica per l'Italia, fosse in acque internazionali  o meno. Tantomeno che ad uccidere i due poveri pescatori fossero stati realmente i nostri militari antipirati. Si continuava a traccheggiare tenendo due militari di un Paese amico in ostaggio come due delinquenti comuni e senza la certezza che fossero stati proprio loro ad uccidere quei due pescatori.
Dal "Messaggero" un breve riassunto dell'evento:
Una vicenda cominciata il 15 febbraio 2012 davanti alle coste del Kerala, nell’India meridionale. Quella sera Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, assieme ad altri 4 marò, si trovano a bordo della petroliera italiana Enrica Lexie in servizio di antipirateria. Poco prima del tramonto, questa le versione di Latorre e Girone, viene avvistata in avvicinamento un’imbarcazione che si teme possa essere di pirati. 

Nonostante gli avvisi lanciati dalla Lexie, l’imbarcazione non si ferma. Girone e Latorre affermano di aver sparato colpi di avvertimento in aria. Dopo alcune ore dal porto di Kochi giunge la notizia della morte di due pescatori indiani a bordo di un peschereccio. Il presunto incidente avviene in acque internazionali ma stupidamente, o per calcolo commerciale, la Lexie, su invito della autorità portuali, torna a Kochi. Quattro giorni dopo Latorre e Girone vengono prelevati dalla polizia di Kochi.
Senza chiarezza  si poteva far allungare il collo all'Italia all'infinito!
Ora, dopo questa corretta decisione dell'Italia, hanno uno scatto d'orgoglio e dicono "L'India non è la Repubblica delle banane!"
Oh, certo non lo è! Perché si è permessa qualcosa che non ha uguali fra Paesi amici! Uno Stato che rispettasse l'Italia aveva il dovere di giungere molto prima ad una determinazione! Non l'ha fatto perché, si può ipotizzare, non voleva scontentare certa opinione pubblica, certi partiti, insomma per politica loro, interna! Si potrebbe, allora, supporre che questo scenario attuale è una recita concordata a fin di bene dalle rispettive diplomazie per non scontentare gli indiani irragionevoli e forcaioli e gli italiani che ancora hanno un minimo orgoglio nazionale.
Comunque sia mi sembra una saggia decisione.
Sarebbe bello, dopo l'arbitrato, fare finalmente chiarezza sull'episodio con un regolare processo in Patria che, portando tutti gli elementi discordanti fra le due versioni, corroborate da fatti, liberasse i due militari da questa triste vicenda.
La nostra Sonia Gandhi fattasi indiana per amore a cui fazioni indiane hanno ucciso il marito e la suocera.

Infine vorrei spendere due parole per quegli italiani esperti nello "sputo in alto che gli ricade in faccia", sempre pronti a schifare il proprio Paese senza nemmeno conoscere a fondo come si vive in altri, i quali hanno chiamato "assassini" i nostri due militari senza aver sentito le prove di un regolare processo, i quali si sono chiesti con arrogante superficialità "che ci facevano su una nave privata"... Collegate il cervello prima di parlare o scrivere commenti sotto gli articoli dei giornali: quando dovete mettere il carburante dentro le vostre amate auto che fate? Non vi chiedete da dove viene? Se venisse a mancare sareste i primi a protestare! Perché sapete fare solo quello! Protestare sempre e comunque, nella totale incapacità di fare!!

venerdì 8 marzo 2013

SOFIA NON PUO' ATTENDERE!!!


"Non c'è tempo di sperimentare, la nostra Sofia sta morendo"

Videochat con i genitori della bimba-farfalla: "Non ci arrendiamo"

A Sofia è stata diagnosticata la ‘leucodistrofia metacromatica’, malattia neurodegenerativa terminale
di Patrizia Lucignani

 I genitori della piccola Sofia alla Nazione
I genitori della piccola Sofia in videochat a La Nazione (FOTO/PressPhoto)
I genitori della piccola Sofia alla Nazione
Firenze, 8 marzo 2013 - Sofia, con i suoi tre anni e mezzo, è piccola, troppo piccola per portare sulle sue spalle tanto dolore. E infatti accanto ha due persone forti che lottano con lei, per lei, per aiutarla a sostenere un peso così enorme, per aiutarla ad andare avanti. Due persone che un brutto giorno hanno visto il loro mondo sgretolarsi all’improvviso, ma non si sono arrese. Mamma Caterina e babbo Guido, da quel 26 luglio 2011 in cui alla loro bellissima bambina di un anno e mezzo (fino a quel momento perfettamente normale) è stata diagnosticata la ‘leucodistrofia metacromatica’ - malattia neurodegenerativa terminale priva di qualsiasi possibilità di cura farmacologica -, hanno tentato di tutto per aiutare Sofia, divenuta una bimba-farfalla: destinata a una vita brevissima. E quando finalmente hanno visto accendersi una piccola luce di speranza, purtroppo poco dopo quella luce è stata spenta.
Ieri Caterina (che tra l’altro è una collaboratrice de La Nazione, e nei giorni scorsi ha parlato della vicenda su queste pagine) è venuta in redazione insieme a suo marito Guido, e in diretta web sul nostro sito www.lanazione.it/firenze i due giovani genitori di Sofia hanno raccontato la loro storia. "Dopo i buoni risultati ottenuti con la prima infusione di cellule staminali con protocollo Stamina Foundation agli Spedali Civili di Brescia, una sentenza del Tribunale del lavoro di Firenze ha bloccato tutto. E così Sofia, che il 2-3 febbraio avrebbe dovuto ricevere la seconda infusione, ora ha cominciato a stare di nuovo molto male. Ha sempre febbre e vomito di natura neurologica - dice Caterina -. Per questo abbiamo voluto dare visibilità alla nostra situazione lanciando un appello attraverso il programma ‘Le Iene’, perché a Sofia sia permesso di continuare le cure che le hanno fatto bene.
È stato bloccato tutto perché dicono che queste cure possono essere nocive, ma intanto a nostra figlia hanno fatto solo bene, così come stanno facendo bene ad altri 18 bambini italiani per i quali sono state autorizzate. Mentre si discute di cavilli burocratici nostra figlia sta morendo". "Mercoledì abbiamo avuto un incontro col ministro della Salute Renato Balduzzi - continua Caterina - che però ci ha proposto cure con altre cellule staminali prodotte nelle cell factories approvate dal Ministero. Non sono tutte uguali, e a noi non interessano le cure con altre staminali, perché abbiamo già sperimentato il metodo Stamina con ottimi risultati e non c’è tempo per sperimentare altre soluzioni. La situazione è urgente. La bimba sta malissimo. Anche noi come le altre diciotto famiglie abbiamo diritto di utilizzare le stesse cure per nostra figlia".
"Vogliamo portare avanti la nostra battaglia - sottolinea Guido - che da personale è diventata pubblica, civile. Il problema di Sofia riguarda tanti bimbi che in futuro potrebbero trovarsi senza sostegno. Faremo tutti gli incontri necessari ma dobbiamo stringere i tempi". Intorno a Caterina e Guido cresce la solidarietà di tante persone, note e comuni. "Dopo Celentano e Claudia Mori e altri personaggi famosi ci ha chiamato l’assistente di Gina Lollobrigida - confida Caterina -. L’attrice si è detta disponibile a fare qualsiasi cosa per Sofia. Ma allora perché, ci chiediamo, chi davvero dovrebbe fare qualcosa non lo fa? Ripeto: nostra figlia sta morendo". Intanto, altrove, qualcosa si muove: un giudice del tribunale del lavoro di Torino ha autorizzato le cure della Stamina foundation per un uomo di 39 anni. È un altro passo avanti anche per Sofia?
di Patrizia Lucignani

VI PREGO GUARDATE IL VIDEO!
ASCOLTATE I GENITORI!
Parlano di protocolli, di burocrazia mentre la bimba muore! Se non intervengono subito sono denunciabili per omicidio secondo me.

Malattia genetica sconosciuta


Da: La Stampa.it

Una casa per Beatrice la “bambina di pietra”

Colpita da un male misterioso è rigida come una bambola
Il suo corpo si calcifica per un difetto genetico. I genitori di Beatrice, 3 anni e mezzo, hanno scoperto la malattia quando la bimba aveva 7 mesi di vita: «Massaggiandola dopo il bagnetto le ho rotto un polso, la radiografia in ospedale ha svelato il suo male sconosciuto»
di: marco accossato

Beatrice muove gli occhi guardandosi attorno, con la curiosità dei bambini. Il suo lettino è zeppo di peluche colorati, ma lei non può afferrarne neppure uno. Muove gli occhi e niente altro, guardando i disegni sulla parete della cameretta, rigida come una statua, da quando il suo corpo trasforma in ossa le parti molli di tutte le articolazioni. 

Beatrice, 3 anni e mezzo, vive in un corpo-armatura. Ma la sua malattia non ha un nome. Quindi neanche una cura. Così mamma Stefania e papà Alessandro hanno deciso di lanciare un appello, una richiesta d’aiuto: «Siamo seguiti in maniera egregia e amorevole all’ospedale Regina Margherita - racconta Stefania Fiorentino, 31 anni, che per assistere la figlia da quando al settimo mese di vita si è scoperta la malattia ha dovuto rinunciare al suo lavoro in cartolibreria -: magari, nel resto d’Italia o in altri Paesi del mondo, c’è qualche medico in grado di aiutarci, o qualche famiglia che vive la stessa nostra situazione e può aiutarci ad affrontarla». 

Un male misterioso  
Che cosa abbia reso così rigida Beatrice non si è scoperto. Una statua di pietra, una bambolina che mamma e papà girano sul lettino o sul fasciatoio senza che lei pieghi nulla. «I medici ci hanno spiegato che si tratta di un’anomalia genetica mai vista prima, che calcifica tutto ciò che avvolge le articolazioni». Beatrice non può piegare il collo, le braccia, i gomiti, le ginocchia, i piedi né le dita. Anche il viso non ha quasi espressione, se non fosse per le lacrime che ogni tanto scendono insieme a un lamento o per i sorrisi che riesce ancora a fare, malgrado tutto, cantando una canzoncina allegra con mamma e papà: «Nostra figlia è nata al termine di una gravidanza normale; nulla faceva presagire la sua malattia. Durante i primi due mesi di vita, in realtà, sembrava un po’ più rigida degli altri bimbi, non apriva bene le manine, ma non ci siamo allarmati, perché gli esami non rivelavano nulla di anomalo». Poi, a 7 mesi, «massaggiandola dopo il bagnetto le ho rotto un polso. E in ospedale, alla prima lastra total-body, si sono accorti delle strane calcificazioni articolari». 

Beatrice va a scuola, ovviamente con un’insegnante dedicata. Ma è una bimba contemporaneamente rigida come un sasso e delicata come la porcellana. Nonostante tutto papà e mamma hanno una forza straordinaria, sorridono e la coccolano con un amore delicato. Non si danno per vinti. «La malattia progredisce, sappiamo bene che cosa l’aspetta e ci aspetta - prosegue mamma Stefania, senza mai dare un segno di rassegnazione -: prima o poi si irrigidirà completamente, e i polmoni non la faranno più respirare». Ma ora allontanano quell’incubo e, tenaci, cercano aiuto. 

L’appello al sindaco  
Beatrice vive giorno e notte nell’armatura di se stessa. Alessandro e Stefania Naso abitano in una casa di proprietà in via Mattie, dietro corso Montecucco. Hanno le rate di un mutuo di 30 anni da pagare, ma quella casa per Beatrice non è più adatta. Non si può più stare lì. 
«Ha bisogno di un posto dove non ci sia la minima barriera architettonica». Per questo i genitori lanciano un appello anche al sindaco Fassino, perché li aiuti a trovare una sistemazione «a misura di Beatrice». «Noi potremmo anche vendere la casa dove abitiamo, ma dovendo comunque rimborsare il mutuo non saremmo in grado di comprarne un’altra», dice la mamma. 
Beatrice è la loro prima figlia. Papà fa l’operaio, mamma sta con lei tutto il tempo. «Beatrice è il nostro amore», ma anche stringerla forte fra le loro braccia è un rischio che non possono correre. 

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Due giovani belli e sani hanno la loro prima figlia e un inimmaginabile scherzo genetico riduce la loro felicità in pezzi.
Crudele natura, è l'unica cosa che si può dire ricordando Leopardi.
E' incredibile quello che può fare una minima alterazione dei geni che compongono il DNA e danno l'informazione perché tutto funzioni secondo un equilibrio frutto di un milione di anni di selezione naturale.
Sicuramente la Società e le Istituzioni li aiuteranno là dove possono, ma loro già sanno che il tempo in cui potranno stare con la loro amata e sfortunata bambina sarà breve...