domenica 26 maggio 2013

Tutti a casa!

L'ex tesoriere della Margherita arrestato per appropriazione indebita ha ringraziato i frati per l'ospitalità: «Sono commosso»

PER APPROFONDIRE tagtribunale, lusi, convento, margherita
Lusi all'ingresso del convento
ROMA - È tornato in libertà per decisione della quarta sezione del Tribunale penale che lo sta processando per l'accusa di appropriazione indebita di 25 milioni di euro sottratti ai fondi del gruppo politico Margherita il senatore Luigi Lusi.

I giudici hanno accolto un'istanza degli avvocati Luca Petrucci e Renato Archidiacono, ritenendo, alla luce di quanto emerso dalla istruttoria dibattimentale, che non ci siano più esigenze cautelari che dal 18 settembre dello scorso anno hanno visto Lusi detenuto agli arresti domiciliari nel convento di Santa Maria dei Bisognosi a Carsoli.

La decisione di scarcerare Lusi è stata presa nel corso di una nuova udienza del processo, alla quale come le precedenti udienze, Lusi era presente.

Ascoltando la lettura del provvedimento del Tribunale il senatore Lusi, che da sempre segue lo svolgimento del processo, è stato colto da commozione ed ha abbracciato gli avvocati Petrucci e Archidiacono suoi difensori. Secondo i due penalisti, «il Tribunale ha preso atto del fatto che si è conclusa ormai l'istruttoria dibattimentale e perciò è possibile il provvedimento. Riteniamo che l'impianto accusatorio si stia incrinando, quanto meno sull'aspetto dell'associazione a delinquere».

Come si è detto Lusi attualmente era detenuto agli arresti domiciliari presso il convento di Santa Maria dei Bisognosi a Carsoli. Tornerà nel convento per recuperare i suoi effetti personali e domani tornerà a Roma per riunirsi alla moglie.

Anche Lusi ha voluto commentare la decisione del Tribunale dicendo: «Sono commosso, continuerò a seguire il processo come ho fatto fino ad oggi con la massima serenità e fiducia nel Tribunale».

In galera ci rimangono solo i piccoli ladri: Maruccio e Fiorito sono già usciti e dichiarano tutti che "hanno tanta fiducia nella giustizia di questi giudici".
Chi non ha più fiducia invece sono i cittadini che pagano le tasse, anche esageratamente, e aspettano di riavere il credito di imposta riconosciutogli dall'Agenzia delle Entrate da gennaio e gli impiegati rispondono "che non sanno quando gli verranno restituiti i soldi pagati in più".
Che conforto sapere: che a noi ci impongono di pagare anche più di quello che dobbiamo, che anche quando lo Stato riconosce il credito a noi dovuto ci risponde che non sa quando riavremo i nostri soldi, e nel frattempo i giudici lasciano liberi nelle loro ricche case coloro che si sono approfittati del denaro pubblico!
Un giro perverso che dice molto bene in che Stato viviamo. 

venerdì 24 maggio 2013

"La Grande Bellezza" a Cannes


Appreso che il film italiano "La Grande Bellezza" usciva subito nelle sale di tutta l'Italia, ieri sono andata a vederlo.
Mio marito aveva visto come me i servizi sul Festival di Cannes dai telegiornali e, quando gliel'ho proposto, mi ha detto: "Deve essere "una palla", ma se vuoi..." .
Mio marito ed io abbiamo gusti diversi in fatto di cinema e a volte mi adatto io, a volte lui, a volte troviamo qualcosa che ci accomuna, come i film di Carlo Verdone ad esempio. Solo ormai anziana ho cominciato a dirgli: "Vai con Francesca." Nostra figlia ha gusti simili ai suoi e non disdegna film di fantascienza e di azione. Della fantascienza amo alcune cose, ma non film in cui non c'è una vera storia, plausibile anche nella costruzione fantastica.
I film che piacciono a me sono di sovente di fattura europea e trattano di psicologie umane, senza scoppi violenti e scene esageratamente movimentate.
Questo film "La Grande Bellezza" un denominatore che ci accomunava l'aveva: Roma.
Amiamo entrambi Roma, di un amore che non può essere quello di Paolo Sorrentino né di nessuno che non sia nato e cresciuto nel cuore di Roma come noi due, e per questo abbiamo scelto più di trenta anni fa di starne un po' distanti... ma solo un poco.
Quando ami certi luoghi e ne hai conosciuto la bellezza e la magia degli anni della ricostruzione dopo la Seconda Guerra Mondiale, l'umiltà e la speranza della gente, non è facile accettare l'invasione di tanta arroganza, volgarità e sporcizia venuta da fuori. Si assiste al degrado di una città, che certo ne ha viste tante nei secoli, ma questi tempi non sono dei migliori della sua Storia millennaria.
Paolo Sorrentino la filma con l'ammirazione di chi ne è rimasto affascinato venendo da fuori: conquistato dalle sue bellezze architettoniche e artistiche, e questo "amore" lo dimostra per come la riprende in questo film dalla splendida fotografia.
Ma la società che egli esplora non è "tutta" Roma, non è il suo cuore.
Basilica di Santa Agnese a Piazza Navona: uno dei luoghi fotografati nel film di Sorrentino

Sant'Agnese in Agone

1652 - 1657
Dalla chiesa eretta a Sant'Agnese (= La Pura). La via nel sec. XVII era detta di Gaspare Rivaldi, nome del proprietario di una casa. - Nel detto sec., nell'isola dell'attuale palazzo Pamphilj, quasi a metà, era uno stretto vicolo detto Pamphili, e nel sec. XVI, nella stessa isola, un altro vicolo chiamato 'Da Parione a piazza Navona'. La chiesa venne costruita nel luogo stesso ove, nello stadio di Domiziano, era la cella lupanare, luogo di perdizione, ancora visibile nei sotterranei. Agnese, della illustre famiglia Clodia, di 13 anni, per ordine di Sempronio, prefetto di Roma, fu qui condotta il 21 gennaio 303 (secondo altri nelle persecuzioni di Decio, 250 e 251) perché sacrificasse agli dei; Ella a tale imposizione rispose:
'Feriscimi, dunque, acciò il mio sangue ammorzi la fiamma che arde innanzi all'idolo',
e la risposta le fruttò il martirio. Narra Prudenzio, che fu denudata e ceduta alla libidine dei persecutori ma ad un tratto i biondi capelli della giovane la ricoprirono tutta di un aureo manto impenetrabile, celandone cosi le nudità.





Ci sono tante "Rome": in una città grande questo è normale...
La Roma delle periferie degradate, che però non esiste più tanto come quella descritta da Pasolini e dai registi del neorealismo: ora la società che vive anche a Tor Bella Monaca è mista. A punte di degrado sociale si mischiano operai e piccola borghesia che abitano e vivono lo stesso quartiere della città. Così è per altre zone periferiche.
Anche il cuore, il centro, è cambiato: molte abitazioni sono diventate uffici o sono state acquistate dagli stranieri. Chi ancora resiste e ci vive descrive rumori e chiasso di notte che rende il luogo, un tempo meraviglioso, invivibile.
Ma la Roma di cui si occupa Sorrentino in questo film è la Roma dei ricchi, di una ricchezza non si sa da quale ascendente conquistata o, se recente, "come" costruita... E in questa molle non necessità di lavorare veramente, rispettando impegni ed orari, preoccupandosi di risolvere problemi quotidiani, con ansia e stress, sta il treno di vita che conduce il protagonista e la gente di cui si circonda.
Gente che Sorrentino deve aver conosciuto bene, e lo dico da persona che scrive, gente la cui mostruosità psicologica lo ha colpito e la dipinge senza pietà, semplicemente descrivendola e facendo così affiorare situazioni grottesche e comiche, quando non addirittura repellenti.
Gep (o all'americana Jep) è ricco e vive in una bellissima casa con terrazza con affaccio sul Colosseo. Una vista che già basta a stordirti di bellezza. Non è un cattivo uomo, anzi. E' un raffinato, ma si lascia vivere mollemente frequentando e invitando a casa sua gente moralmente sfatta... in disfacimento... putrescente.
Perché? E' una sua scelta. Dunque non fa pietà nel suo vuoto, dato che se lo cerca. Potrebbe scegliere in modo diverso, libero dai lacci della necessità, e selezionare chi frequentare. Questo suo lasciarsi vivere mi ricorda un personaggio de "Gli Indifferenti", il più bel libro di Alberto Moravia, e più esattamente mi ricorda l'indifferenza del figlio e fratello che, pur vedendo lo sfascio intorno a sé, non agisce per cambiare le cose, nemmeno tenta.
Questa anestesia morale non assolve il protagonista della storia, il personaggio che Sorrentino ha scelto per descrivere tanti altri personaggi, tutti di un particolare ambiente.
L'ambiente non solo degli straricchi, ma anche di chi non lo è e squallidamente gravita nelle loro feste, sperando di trarne sostentamento e vantaggi per le proprie, spesso fumose, "attività", oppure per le proprie speranze di successo in un indefinito ambito culturale o dello spettacolo.
Gli attori sono tutti bravissimi. Persino Giorgio Pasotti, persino Sabrina Ferilli a cui si chiede, come sempre alla belle donne nel Cinema, di mostrare quanto più possibile del suo corpo.
Alla fine non si può non pensare a Fellini, anche se questo a Sorrentino non fa piacere: è inevitabile. Forse perché anche lui non era romano e Roma l'ha vista e vissuta come chi le radici le aveva altrove... le radici a cui, alla fine del film, fa riferimento Sorrentino. 
"Cosa ne pensi?" Ho chiesto a mio marito all'uscita.
"Questo film aveva due protagoniste - mi ha risposto - una splendida ed una malinconica: quella splendida era Roma, quella malinconica, che accompagna il film fin dall'inizio, è la musica."
Sono stata d'accordo: la musica è il filo conduttore che accompagna una grande malinconia. 
Sabrina Ferilli
Giorgio Pasotti








Pamela Villoresi

Alcuni degli attori che danno vita ai personaggi del film "La Grande Bellezza"
Franco Graziosi


mercoledì 22 maggio 2013

Il senso della vita


Da: TGCOM 24

Genova, 17enne si uccide per amore e lo annuncia su Facebook: m'ha lasciato, mi sparo

Dramma in un'abitazione di Prà. Il corpo trovato dalla madre della vittima. Inutili i tentativi di soccorso. Rientrato l'allarme per la fidanzata del giovane che in un primo tempo sembrava essere scomparsa

foto LaPresse
14:09 - Un ragazzo di 17 anni si è sparato con la pistola del padre: è successo in una abitazione di Prà nel ponente genovese. Il giovane è stato trasportato in condizioni disperate all'ospedale San Martino. Poche ore dopo è morto. Alla base del terribile gesto ci sarebbe una delusione d'amore. Sul suo profilo Facebook la vittima aveva scritto: "Mi ha lasciato, mi sparo".
A scoprire la motivazione del gesto sono stati i carabinieri che sono riusciti ad aprire il suo computer e a visitare il suo profilo Facebook. Lì il ragazzo aveva postato un messaggio: "Mi ha lasciato, sono disperato, mi sparo".

Il corpo del ragazzo è stato trovato nella camera da letto dei genitori. A trovarlo la madre corsa nella stanza dopo aver sentito lo sparo.

In un primo momento era scattato l'allarme anche per la fidanzata del 17enne, che risultava scomparsa: si pensava infatti che il giovane potesse averle fatto del male prima di suicidarsi. La ragazza è invece stata rintracciata e sta bene.
!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Non viviamo in pieno Romanticismo ma in un'epoca molto concreta e tecnologica... eppure possono ancora accadere di queste cose...
Attimi di vita che, se passano, dopo ci si può ridere sopra meravigliati di quanta importanza abbiamo potuto dare a quei sentimenti così intensi eppure così fugaci. Come dei forti e brevi temporali. Effetti della crescita ormonale che influenza necessariamente la psiche.
Se il papà non avesse avuto in casa quella pistola, se il ragazzo non ne avesse avuto facile accesso... tutto sarebbe passato con un acuto e breve dolore, come lo scroscio di un temporale d'estate... Così non è stato e chi soffrirà per sempre è la madre, chi ne avrà rimorso sarà sempre lei, anche se vittima innocente di un dolore devastante... e il padre per quella pistola...
Ho sempre pensato che se hai un'arma prima o poi la usi... Meglio non tenerla. Tanto se entrano i ladri non sarà quella a salvarti. Meglio gli allarmi, le inferriate, le telecamere...

Come vigilare sui figli amatissimi... Come preservarli anche da sé stessi, da un momento che sarebbe passato e lui ne avrebbe riso in futuro... Non ho ricette, l'unica cosa che ho fatto con i miei figli adolescenti è stato parlare, parlare, parlare... sempre e comunque. Ci ho rimesso un poco in autorità... per quella ci vuole un po' di distanza... ma, con un poco di fortuna, mi è andata bene.

martedì 21 maggio 2013

Antonio Borghesi unico in IdV a fare autocritica


IL CONFLITTO DI INTERESSI. IDV RILANCI L’ARMONIA
La questione del "conflitto d'interessi" è una delle battaglie che Idv ha combattuto da sempre nella consapevolezza che rappresenti un cancro che rischia di distruggere il nostro Paese. Non mi riferisco solo a quello, evidente, di Silvio Berlusconi, imprenditore con interessi diffusi, dai governi del quale non è stata approvata mai legge che non incidesse quasi sempre a favore delle sue aziende. Dalle sue emittenti televisive è noto che, unitamente ai suoi giornali destinatari degli ingenti contributi all'editoria, controlla ad oggi l'informazione in un contesto arricchito da assicurazioni, elettronica (gestita anche da suo fratello Paolo),etc… Per non parlare poi di tutte le leggi ad personam, fatte per ostacolare il lavoro dei magistrati nei suoi processi; e rimane nei fatti eleggibile anche alla faccia di una legge di ben 50 anni fa...
Ma se Berlusconi è l'emblema del conflitto d'interessi, questo fenomeno ammorba l’intero sistema della nostra democrazia, e per noi di Italia dei Valori è da sempre un cancro da combattere ad ogni livello: dal geometra che al mattino fa il sindaco firmando licenze edilizie ed al pomeriggio nel suo studio fa i progetti, a tutti coloro che sono al tempo stesso controllori e controllati, e cosa via.
Il nostro partito si è segnalato infatti come quello che più ha lottato fuori e dentro il Parlamento contro il conflitto d'interessi, ma in questo momento di autoanalisi non può sottacere che nella sua storia ha purtroppo tollerato conflitti d'interesse rilevanti, che persistono inverosimilmente tuttora.
Un esempio ultimo: i candidati al parlamento che siano anche sindaci sono obbligati a dimettersi un mese prima della presentazione delle liste perché giustamente considerati in conflitto d'interesse, potendo abusare della loro posizione per spingere i cittadini a votare per loro. In Italia dei Valori i componenti dell'Ufficio di Presidenza che si sono candidati alla Segreteria Nazionale non solo non lo hanno fatto 30 giorni prima ma hanno mantenuto tuttora la loro posizione.
E’ stata imbarazzante la riunione di Lunedì tra Ufficio di Presidenza e candidati: può un candidato, in qualità di componente dell'Ufficio di Presidenza deliberare le regole per i candidati, a cui egli stesso dovrà poi assoggettarsi in qualità di candidato?
Addirittura un candidato ricopre il ruolo più esposto in quanto Responsabile Nazionale degli Enti Locali ( al netto degli incarichi di responsabile nazionale di un dipartimento tematico, e fino al giorno della riunione Commissario in due regioni): eppure non ha sentito il bisogno di risolvere questa contraddizione.
Il suo tour elettorale viene addirittura pubblicizzato sui social network, comunicato a volte come dirigente di Partito (quale membro dell’ Ufficio di Presidenza), e a volte come Responsabile degli Enti Locali generando una situazione che va oltre il conflitto d'interessi sottacendo la sua autentica posizione attuale : candidato alla Segreteria Nazionale.
Certo è che le sue visite con un cappello piuttosto che un altro, che gli conferisce il potere di trattare con candidati sindaci, anche degli altri partiti, di discutere di futuri assessorati e persino di società partecipate dai comuni, imbarazza un po’ noi tutti dal momento che ci troviamo un sistema personalistico in allestimento e relativa rete di equilibri ed alleanze politiche, e che impegnerà comunque la nuova segreteria; sempre che non sia da Ignazio Messina ex facto già allestita …
Tale è l’evidenza conflittuale a terzi che il partito mostra in questa fase precongressuale, che ho ricevuto diverse richieste di chiarimento da autorevoli esponenti di altri partiti che mi chiedono la ragione di questa contraddizione: non ho saputo loro rispondere, per invece a mia volta chiedermi se non stiamo ripercorrendo la vecchia strada, incoscienti di dove ci ha portato.
Ora mi chiedo: possiamo immaginare che in futuro, il Segretario nazionale, potrà evitare i conflitti d'interesse fuori e dentro il partito, con la credibilità di difendere la nostra storica battaglia non essendo stato capace di eliminare i suoi storici? Candidati, che erano anche commissari in parecchie regioni, si sono dimessi da quel l'incarico, però qualcuno ha preteso di nominare il suo successore individuandolo tra coloro che ne avevano sostenuto la candidatura ed ovviamente non potrà che essere grato (procurando voti) per essere poi così riconfermato! La base è sfinita da queste faccende che ammorbano l’organizzazione interna del nostro partito, una parte enorme del consenso l’abbiamo perso e ci è ostile proprio per situazioni come questa.
Durante una fase così delicata come quella congressuale, in un momento di emergenza, in cui il rinnovamento dovrebbe essere l’obiettivo di tutti, purtroppo dobbiamo registrare cheancora questo è il livello di antinomia che si sta consumando dentro il partito.
Ma di quale rinnovamento si vuole dibattere se l’unico ed esclusivo palese obiettivo risulta un gattopardesco cambiamento di vertice?
Meno male che qualcuno tra i candidati si compiace del fatto di aver firmato un Codice di comportamento:
Ben prima di questo dovrebbe essere rispettato il “codice etico” .
Una particolare forma di conflitto d'interessi è il famiglismo, fenomeno che ha generato malcontenti talvolta forti, ma tollerato nel nostro partito in tutto il territorio: il caso di Cristiano Di Pietro (persona invece che si è conquistato il proprio merito sul campo), è finito per diventare l’ emblema di un fenomeno contemporaneamente legittimato e tollerato dal nostro partito, cioè la gestione del territorio da parte di intere famiglie . A partire dal in Piemonte dove due coniugi (uno senatore ed uno capogruppo al consiglio regionale) hanno dominato la scena, dove il figlio ventenne di un deputato viene eletto consigliere comunale di Torino; per arrivare in Liguria dove la moglie di un deputato è stata vicepresidente della regione. E così a seguire nel Lazio un consigliere provinciale nomina il cognato in una società partecipata della provincia, etc etc ... Non fosse per i casi di cronaca che queste affinità elettive hanno finito per generare, con effetti devastanti per il partito, io mi chiedo come non si senta il bisogno di un qualsiasi ravvedimento operoso.
Invece no: sento un profluvio di slogan, di intenti e intenzioni per un futuro che si sta già così manovrando e ricostruendo … ma mai la coscienza di guardarsi dentro, prima di proporsi fuori, per rinnovare il presente: il presente di un Partito, signori miei, che non esiste più se non nell’ atavica ambizione di pochi a gestire il consenso di molti. Ma che ha da tempo cessato, per questo, il suo ruolo primario di proporre il meglio di sé, quei valori che lo caratterizzano: uno su tutti l’etica.

Antonio Borghesi

A ognuno le proprie "provocazioni"

Da: La Stampa
Politica
21/05/2013 

“Depenalizzare il concorso esterno”


ANSA
La proposta è stata presentata da Giacomo Galiendo
Il testo presentato in Commissione:
«Niente carcere e intercettazioni, bisognerà dimostrare il profitto».
Ira di Pd e Sel: «Una provocazione».
Il firmatario Compagna si difende:
«E’ una proposta a titolo personale»

«Ho invitato il senatore Compagna a ritirare il ddl sul concorso esterno in associazione mafiosa e ho avuto precise assicurazioni in questo senso». Lo ha detto il capogruppo del Pdl al Senato Renato Schifani precisando che Guido Compagna è comunque un componente del gruppo Gal (Gruppo Autonomie e Libertà).  

«È un testo di legge che non fa parte del programma del Pdl - assicura Schifani - e che il senatore, che fa parte del gruppo Gal, ha presentato a titolo personale». «Per evitare strumentalizzazioni e perniciose polemiche ho invitato personalmente il senatore Compagna a un tempestivo rinvio del testo, ricevendone rassicurazioni in tal senso», conclude. 

Condanna dimezzata per concorso esterno in associazione mafiosa. Lo prevede il testo Pdl appena assegnato in commissione Giustizia del Senato, relatore Giacomo Caliendo. La proposta, che ha subito scatenato polemiche, prevede anche altre cose: niente carcere e intercettazioni per chi svolge attività sotterranea di supporto ai componenti dell’associazione mafiosa e il giudice dovrà dimostrare che c’è un profitto. 

L’iniziativa ha scatenato le reazioni di quasi tutte le forze politiche. «Così non va -spiega il capogruppo del Pd in Commissione giustizia al Senato, Giuseppe Lumia -.Il disegno di legge del Pdl, che riduce la durata delle pene per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa, è un’ulteriore inaccettabile provocazione. Le nostre priorità sono altre: ampliamento del reato di scambio elettorale politico-mafioso non solo allo scambio di denaro, ma anche ad altre utilità; una legge sull’autoriciclaggio; una migliore gestione dei beni confiscati; l’aumento della durata delle pene per tutti i reati di stampo mafioso. Su questi temi vogliamo impegnare il Parlamento e non sull’ennesima legge ad personam, in questo caso a favore di Dell’Utri».  

Contraria anche Sel che attraverso Francesco Forgione, responsabile democrazia e giustizia della segreteria nazionale spiega: “La proposta del Pdl di dimezzare la condanna, e di conseguenza impedire l’uso delle intercettazioni telefoniche nelle indagini per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa, non è solo vergognosa ma, presentata alla vigilia della strage di Capaci, è immorale e rappresenta un’offesa a tutte le vittime della mafia e alla democrazia italiana. Chi l’ha presentata - aggiunge - forse pensava ai suoi colleghi Marcello Dell’Utri, Nicola Cosentino e Antonio D’Alì sotto processo per questo reato. Occorre reagire”. “Una cosa - dice ancora l’esponente di Sel - non è tollerabile: l’ipocrisia delle commemorazioni unanimi alle quali assisteremo anche dopodomani a Palermo in ricordo di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli agenti della scorta. Diventa ogni giorno incomprensibile - conclude Forgione - la separazione tra queste posizioni politiche e la giustificazione dell’attuale maggioranza di governo”.  

Da parte sua Compagna si difende parlando di «una proposta di legge presentata “a titolo personale”, che è stata presentata da un “collega di diversissima collocazione politica, Giuliano Pisapia”, qualche anno fa. “La mia proposta di legge sul concorso esterno - ha spiegato in una nota - ne riproduce una identica presentata nella XIV legislatura alla Camera dall’onorevole Giuliano Pisapia, collega di diversissima collocazione politica. Vi si può registrare una significativa convergenza di sensibilità garantista fra un penalista comunista ed uno storico liberale. Non se ne può però dedurre l’intento di indebolire strumenti di contrasto alla mafia o far apparire questo o quel partito ’concorrente esterno’. Entrambe le proposte non sono riconducibili a gruppi politici”.  

“Proprio perchè a titolo personale - ha proseguito Compagna - possono, invece, prima e più che ridisegnare le pene, contribuire a ridisegnare il reato. Si tratta di un reato figlio della giurisdizione, che deve a pieno titolo trovare ingresso nella legislazione. Non posso non astenermi da ogni polemica in materia e ritengo il relatore Caliendo ’sovrano assoluto’ di ogni valutazione di merito in una Commissione della quale non faccio parte”. 

Con un Paese allo stremo, senza più ossigeno di lavoro, liquidità per l'acquisto di una casa con un mutuo ... questi   ci provano.
Tanto loro il lavoro ce l'hanno, i mutui pure (vedi mio post del 01/05/2012 in cui ho pubblicato un prospetto sui mutui agevolatissimi che in questa Italia hanno i politici), quindi, giustamente per loro, si occupano degli interessi dei componenti la loro "Bottega" (partito, naturalmente, quello che, secondo la principessa Finocchiaro che fa la spesa con tre uomini di scorta e autoblù, solo deve avere il diritto di ricevere i voti dei cittadini, guai se si chiama Movimento o Lista Civica!).
Ha fatto la mossa... e ha ritirato la mano.

Stessa cosa il PD (come non dare ragione a Grillo che dice che sono uguali?).
Sempre 
Da: La Stampa
Politica
21/05/2013

Ddl anti-movimenti, il Pd ritratta
Grillo esulta: “Vinciamo le elezioni”
Ma la Finocchiaro: “Avanti, è utile”


ANSA
La presidente della commissione Affari Costituzionali del Senato, Anna Finocchiaro

Tante critiche, anche interne,
alla proposta dei democratici.
Zanda: «Se è un problema pronti
a ritiralo». La senatrice insiste:
«Serve per garantire trasparenza»
«Sono decenni che la buona politica denuncia l’assenza di una disciplina democratica dei partiti e francamente quella in atto mi sembra una polemica pretestuosa e sbagliata». Il giorno dopo la presentazione del ddl subito ribattezzato “anti-movimenti” il presidente del Gruppo Pd al Senato, Luigi Zanda si dice pronto a ritirarlo.  

«Sono stupito - sottolinea l’esponente Pd - il disegno di legge sull’attuazione dell’articolo 49 della Costituzione era stato presentato nella scorsa legislatura e riproposto quasi automaticamente, come di prassi, visto che non era stato affrontato prima delle elezioni. Il testo ha un obiettivo molto trasparente, indicando norme sulla democrazia interna ai partiti e sulla trasparenza dei loro bilanci». Ma «se questa è l’interpretazione, non ho alcun interesse a mantenere il provvedimento», dice ancora Zanda. «Quando è stato presentato la prima volta il Movimento 5 Stelle non era nemmeno in Parlamento - conclude Zanda - e a nessuno, tantomeno ad Anna Finocchiaro che era la prima firmataria, è mai passato per la testa che potesse riguardare questo o quel partito».  

Fine della storia? No perché la Finocchiaro, cofirmataria del ddl rilancia: «Per quanto mi riguarda non si ritira». La questione ha scatenato le reazioni di buona parte del mondo politico e in particolare di Grillo che dal blog esulta già: «Zanda del pdmenoelle ha ritirato il testo della legge anti-Movimento. Il M5S potrà quindi partecipare e vincere le prossime elezioni..».  

Critico anche Rutelli: «Penso che se si volesse fare un regalo a Grillo, che oggi è in difficoltà, questo gli somigli molto. Mi sembra che non sia mai il caso di dichiarare chi si debba escludere dalle elezioni - ha detto Rutelli -. Si tratta di lasciare la parola ai cittadini e secondo me gli italiani non ci mettono molto a rendersi conto che di fronte alla difficoltà, alla durezza delle scelte, alla necessità di unirsi, c’è bisogno di riposte e in questi mesi i grillini non sono sembrati molto in grado di dare delle risposte veramente profonde, innovative. Allora - ha concluso - dire che vengono messi fuori gioco da un cavillo legislativo mi pare sinceramente sbagliato».  

Anche qui hanno fatto la mossa  e ritirato la mano...

Con la gente che si ammazza, si dà fuoco e spara... questi continuano come prima e peggio di prima...
E dicono che non essere d'accordo vuol dire ANTIPOLITICA!!
ANTI codesta politica!!!
Occupatevi del Paese veramente, siete lì per risolvere i problemi, pure ben pagati: risolveteli e il popolo sarà con voi.
Ancora con l' ANTIPOLITICA! Ancora con le parole che vorrebbero contrapporsi ai fatti!

Ci sono leggi di iniziativa popolare che giacciono presso le Commissioni da anni e questi che fanno? Subito una legge per il concorso esterno in reati di MAFIA PER ATTENUARNE gli effetti e una per ATTUARE l'art. 49 della Costituzione Italiana:
un articolo di 4 righe che dice semplicemente che possiamo associarci liberamente in partiti. Cosa ci vogliono scrivere sopra? Qualsiasi cosa è in più! La Carta Costituzionale dice già l'essenziale!

Guarda il caso Matteo Renzi non è d'accordo! Evviva! 

Ricordo a tutti: "La nostra proposta di legge, la C1505 è attualmente alla I commissione parlamentare affari istituzionali in attesa di discussione." Lo comunicavo in un mio post del 31/05/2012.
E' la proposta di portare gli emolumenti degli eletti italiani ai livelli di quelli europei.
Ancora attende di essere discussa!!!
Invece quello che interessa a loro ha la precedenza assoluta!!!

Un'ultima considerazione: subito Nitto Palma sull' ineleggibilità di Berlusconi dice  “Il governo a rischio” , come riporta il primo articolo de "La Stampa". E' una minaccia?
Bene! Fatelo cadere! 
Il ddl della Finocchiaro e Zanda non si fa, il Movimento vince le elezioni e voi andate tutti a casa! 
Poi vediamo quali leggi tirare fuori dal mucchio che giace presso le Commissioni e quali leggi, già esistenti ma disattese, far finalmente valere!



Ipocrisia politica


Da: TM News

Grillo: con legge contro movimenti M5S non si presenta a elezioni


Il leader del MoVimento sul ddl presentato da Finocchiario e Zanda: "Vogliono fare una legge per metterci fuori legge" 

Roma, 21 mag. (TMNews) - "Due del Pd, Zanda e la Finocchiaro, quella dello shopping all'Ikea con il carro attrezzi della scorta, (nota di Rita Coltellese: vedi in questo blog post del 24 maggio 2012 "Puah"!) vogliono fare una legge per mettere fuori legge il M5S, se lo fanno noi non ci presenteremo alle elezioni". Così il leader del M5S ha ribadito nel corso del suo comizio a Aosta.

Grillo sul suo blog aveva già scritto: "Il MoVimento 5 Stelle non è un partito, non intende diventarlo e non può essere costretto a farlo. Se la legge anti-MoVimento di Finocchiaro e Zanda del pdmenoelle sarà approvata in Parlamento il M5S non si presenterà alle prossime elezioni. I partiti si prenderanno davanti al Paese la responsabilità di lasciare milioni di cittadini senza alcuna rappresentanza e le conseguenze sociali di quello che comporterà".

In nome della lacuna da colmare da sessantanni sull'attuazione dell'art.49 della Costituzione, i senatori del Pd a prima firma Anna Finocchiario e Luigi Zanda, hanno ripresentato in questa legislatura il testo del ddl di riforma dei partiti. "I partiti devono acquisire la personalità giuridica e dunque senza trasformarsi in soggetti pubblici riconosciuti non potranno più partecipare alle elezioni politiche né dunque accedere a qualsivoglia sostegno finanziario pubblico". Una norma che molto ha il sapore di sfida ai Cinque Stelle e al MoVimento di Beppe Grillo che di rete e blog fa la sua casa e il suo strumento di battaglia poliitca, all'insegna dell'assoluta autorganizzazione al di fuori di ogni controllo pubblico.

Ma Finocchiaro ha smentito che l'attuazione art. 49 sia contro il M5S. "Non è, malauguratamente per chi ne scrive e per chi vi trova elemento di polemica, una succulenta notizia che rivelerebbe l'avversione del Pd per il Movimento 5 stelle. Il ddl è infatti presentato nell'identico testo in cui venne depositato nella precedente legislatura, sia alla Camera che al Senato e riguarda tutti i partiti. Era (e resta) un pezzo di programma del Pd".

Da: Quotidiano.Net



L’intuizione di Zanda: mettere fuorilegge tutti gli avversari (Nota di Rita Coltellese: INTUIZIONE GIA' VENUTA A BENITO MUSSOLINI)
21 maggio 2013
Un vulcano di idee in piena eruzione, Luigi Zanda. Giovedì il capo dei senatori del Pd ha detto che Silvio Berlusconi va reso ineleggibile e dunque estromesso dalla vita politica, ieri assieme ad Anna Finocchiaro ha depositato un disegno di legge che impedirebbe al Movimento Cinque stelle così com’è di presentarsi alle elezioni. Ma guai a pensare si tratti di colpi bassi: «È una questione di democrazia», dicono nel Pd. (Nota di Rita Coltellese: è sicuramente "una questione di democrazia" ma non nel senso ipocrita che si vorrebbe dare a giustificazione di questa scellerata scelta, bensì si va assolutamente CONTRO la democrazia!) Intendiamoci, il conflitto d’interessi di Berlusconi è questione reale, ma la legge cui si appella Zanda è del ’57 e se negli ultimi vent’anni la sinistra non l’ha invocata, farlo oggi sarebbe quantomeno sospetto. (Nota di Rita Coltellese: più che sospetto è una realtà indubitabile. Perché una VERA sinistra non ne ha chiesto l'applicazione prima?) Stesso discorso per i grillini. Il Movimento è gestito in maniera a dir poco opaca, d’accordo, ma l’articolo 49 della Costituzione cui Zanda si richiama per consentire l’accesso alle elezioni e il beneficio dei relativi contributi pubblici solo ai partiti dotati di «metodo democratico» è rimasto lettera morta per 65 anni filati. (Nota di Rita Coltellese: ecco, qui non sono d'accordo con l'articolista, in quanto la Costituzione NON parla da nessuna parte dei "contributi pubblici ai partiti" e ricordo a tutti il risultato del Referendum Popolare sul Finanziamento Pubblico a queste formazioni che gli Italiani hanno BOCCIATO!) Proprio oggi che i grillini gli succhiano voti il Pd ritiene giunto il momento di colmare quel vuoto? Zanda non appartiene alla tradizione comunista, è un ex democristiano, già stretto collaboratore di Francesco Cossiga. Eppure, sembra aver aderito senza sforzi all’antica prassi del Pci-Pds-Ds (ed oggi Pd) di far lotta politica impugnando le categorie della morale. Da Alcide De Gasperi in poi, non c’è stato avversario che non sia stato elevato a rango di nemico. Nemico della democrazia, naturalmente. Una parabola che per molti aspetti  riguarda anche Beppe Grillo e il suo Movimento. Perché chi di «trasparenza» e «finanziamenti» ferisce, di trasparenza e finanziamenti rischia di perire.  (Nota di Rita Coltellese: dissento in quanto Beppe Grillo e il suo Movimento hanno rifiutato il contributo pubblico ed è strano che chi incassa milioni e milioni di soldi pubblici, alla faccia della maggioranza degli Italiani che NON glieli voleva dare, si permetta di fare i conti in tasca a chi incassa con la pubblicità del suo blog autofinanziandosi!)  E perché in fondo sono stati loro ad agitare per primi la questione dell’ineleggibilità di Berlusconi. Una nemesi: capita quando si fa politica brandendo l’etica. A giudicare dunque dalle trovate su Berlusconi e i grillini, sembra che i ‘democratici’ abbiano rinunciato alla speranza di battere gli avversari a volto scoperto e sul campo della politica. Visto l’andazzo, c’è da credere che se Nichi Vendola non accetterà di confluire nel Pd col capo cosparso di cenere, a breve Zanda proporrà una legge costituzionale per precludere l’ingresso in parlamento a chiunque porti l’orecchino al lobo sinistro e sia cresciuto a Terlizzi. Così, giusto per affermare un principio generale.

Questo articolo scritto da Andrea Cangini è bellissimo! Perfetto! Mi si perdonino le note a commento.

Da: Wikipedia:
Leggi fasciste
Queste leggi furono completate nel 1928 con una modifica della legge elettorale per la Camera dei deputati che prevedeva una lista unica nazionale di 409 candidati scelti dal Gran Consiglio del Fascismo da sottoporre agli elettori per l'approvazione in blocco. Da allora in avanti le elezioni assunsero di fatto un carattere plebiscitario finché, nel '39, con la già citata istituzione della Camera dei fasci e delle corporazioni, anche questa parvenza di residua democraticità verrà accantonata.

Finocchiaro e Zanda si sono inventati "la mordacchia" politica con l'ipocrita paravento di "voler attuare l'art. 49 della Costituzione"!
Ma bravi!
Italiani, vi farete fare pure questo?

lunedì 20 maggio 2013

Non è la bellezza il problema


Dubito possa essere la bellezza il problema: credo che sia la psiche della giovane e bella donna a non saper rapportarsi con la realtà.
Ci sono mille modi per difendersi dalla fastidiosa insistenza maschile: soprattutto con l'atteggiamento, che può essere freddo e scostante, dunque raggelante, e non c'è bellezza che non possa essere difesa dal proprio modo di fare. Per i più insistenti c'è il vecchio metodo del "mettere a posto" con frasi adeguate.
Dunque la bella signorina trentatreenne, quindi non certo una insicura adolescente, è vittima ella stessa del suo fascino: forse è incapace di rinunciare al suo narcisismo che, più o meno inconsapevolmente, le fa assumere atteggiamenti sbagliati.
Infine le colleghe che, lei dice, la trattano da scema perché bella, come riportato da altri giornali: chi lo fa è scema per prima ed è possibile che, anche nell'ambiente della ricerca scientifica dove dovrebbe primeggiare l'intelligenza, ci siano soggetti sciocchi (l'ho verificato nella mia esperienza di vita), ma non è possibile che siano tutte un branco di "brainless", propendo, per questioni meramente statistiche, per un atteggiamento sbagliato della "splendida" che la rende antipatica, più che a causa della sua bellezza.
Personalmente ho sempre apprezzato e trovato piacevole la bellezza muliebre, mi sono state antipatiche più le racchie perché, spesso, oltre che brutte da vedere, dunque sgradevoli, erano pure acide e invidiose.  Penso, dunque, che come me saranno anche molte altre donne.
Credo che la bella Laura sia vittima di sé stessa e, soprattutto, non abbia responsabilità economiche né l'orgoglio di automantenersi rispetto ai suoi ricchi genitori.

Movimento 5 Stelle: Finocchiaro & Co. ci provano!!


Da: La Repubblica.it

Dal Pd una legge anti-movimenti:
"Elezioni aperte solo ai partiti"

Un ddl a firma Finocchiaro-Zanda, presentato al Senato, sbarra la strada del voto a quei soggetti senza personalità giuridica e senza statuto pubblicato sulla gazzetta ufficiale. In pratica scatterebbe il divieto per tutti i movimenti come quello di Beppe Grillo

ROMA - Vietare a tutti i movimenti politici non registrati di partecipare alle competizioni elettorali. E' questo il cuore del disegno di legge presentato dal Partito democratico in Senato. La proposta, firmata dal capogruppo a Palazzo Madama Luigi Zanda e da Anna Finocchiaro, di fatto impedirebbe a tutte le associazioni senza personalità giuridica e senza uno statuto pubblicato in Gazzetta Ufficiale di candidarsi a qualsiasi livello alle elezioni.
Il disegno, se diventasse legge, come è facile immaginare avrebbe conseguenze dirompenti sull'attuale sistema politico italiano. Il Movimento 5 stelle di Beppe Grillo, la vera sorpresa dell'ultimo voto e terza forza politica del Paese, sarebbe tra le prime vittime della proposta Zanda-Finocchiaro e, senza una riforma interna, non potrebbe presentarsi alle prossime elezioni.


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Da questo blog: "La dittatura dei partiti" post del 12 febbraio 2012

La Costituzione italiana stabilisce che “ la sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”(art.1). “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità...” (art.2). “I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senza armi” (art.17) nonchè di “associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non siano vietati dalla legge penale” (art.18).”Tutti hanno il diritto di manifestare il proprio pensiero con la parola, lo scritto ed ogni altro mezzo di diffusione“(art.21).

L’associazione partitica – come uno dei modi possibili di associazione popolare– è prevista dall’art. 49 “Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale “.

La nostra Costituzione è chiarissima: L’associazione partitica è uno dei modi possibili di associazione popolare NON L'UNICO.

La divisione lista civica/partito politico è una categorizzazione solo sociale dato che la Costituzione Italiana non fa distinzione alcuna.
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Ci provano. Vogliono fare l'ennesima legge INCOSTITUZIONALE! 
Tanto ce ne sono altre in vigore alla faccia della Costituzione Italiana: vedi quella fatta dal Governo Berlusconi chiamata "Porcellum".
Poi si meravigliano se la gente vota per il Movimento creato da Beppe Grillo. Poi si meravigliano se la gente VEDE che il comportamento degli esponenti del PD non è diverso da quello di quelli del PdL.
Vorrebbero, forse, che tutta la gente fosse lobotomizzata e non si rendesse conto dei loro giochi ANTIDEMOCRATICI. 

Chi voterà per costoro che continuano con i loro "giuochini" nel cercare di perpetuare  quello che hanno fatto fino ad ora?
Oltre al dissesto economico del Paese hanno ignorato Leggi giuste senza rispettarle (vedi quella ora invocata dal M5S del 1957 che prevede la ineleggibilità di chi ha concessioni statali) e hanno emanato leggi incostituzionali come quella elettorale vigente.

Un giorno anche a Roma? Chissà!


MILANO: L'A.P.R.I. APPRODA IN LOMBARDIA

E' con grande gioia che oggi possiamo pubblicamente annunciare l'apertura della prima sede di APRI-onlus in Lombardia. Da oltre un anno infatti avevamo attivato alcuni contatti con persone che ci chiedevano di impegnarci su quel territorio, molto importante, sia dal punto di vista strategico che geografico. Prima però di muoverci in questa direzione abbiamo dovuto analizzare attentamente la situazione assai delicata e l'affidabilità dei candidati che avrebbero potuto rappresentarci. 

Venerdì 10 maggio abbiamo comunque compiuto il grande passo. Abbiamo varcato il Ticino... un passo che ci ricorda, fatte le debite proporzioni,  l'attraversamento  del Rubicone da parte di Giulio Cesare e la pronuncia della storica frase: "il dado è tratto!", ovvero... non si può più tornare indietro...

A parte le battute... dobbiamo ammettere che la cosa ci emoziona un po'. Per parecchi anni del resto non sono mancati coloro che ci giudicavano, ingiustamente, degli "anti-milanesi" solo perchè esprimavamo giudizi taglienti sul modo di agire, sonnolento e poco dinamico, delle organizzazioni di ipovedenti cresciute all'ombra della Madonnina. Ora cercheremo, senza acrimonia nei confronti di alcuno, di condividere anche noi questo palco scenico. Cercheremo di lavorare con umiltà ma anche con determinazione. Saremo disposti a collaborare con tutti ma senza sudditanze anacronistiche ed incomprensibili.

E, dopo questa premessa, veniamo subito ai fatti. E' stato dunque nominato il coordinatore provinciale di Milano nella persona del dott. Enrico Negri, psicologo ipovedente, da parecchio tempo in contatto con la nostra associazione.

Il dott. Negri ha creato anche un interessante sito internet che quì sotto vi linkiamo:






Egli sarà coadiuvato dalla vice-coordinatrice sig. Giovanna Ercoli, retinopatica assai dinamica e motivata. Ad entrambi formuliamo ovviamente i migliori auguri di buon lavoro.

La sede provvisoria è stata posta in Viale Vittorio Veneto 4, non lontano dalla Stazione Centrale e in pieno centro storico milanese. Per il momento la sede sarà aperta ufficialmente al pubblico soltanto il sabato mattina, dalle ore 10 alle 13.

Per contattare i responsabili è stato altresì attivato un indirizzo e-mail:






E non è tutto. Abbiamo creato anche una e-mail dedicata alla provincia di Pavia, dove non esiste ancora un coordinamento ufficiale ma sono state ravvisate alcune opportunità operative:






Nelle prossime settimane avvieremo dunque alcune iniziative sul territorio lombardo. Invitiamo quindi tutti coloro che sono in contatto con l'associazione e che risiedono in quella regione a contattare i coordinatori appena nominati. 

Ho spesso ospitato comunicati di questa Associazione che si occupa di ipovedenti in Piemonte. La Sede è nella città di Torino ed ora si sta espandendo in altre regioni. Per ora solo in Lombardia ma... chissà... potrebbe un giorno sbarcare anche nel Lazio con una sua sede?
La nostra popolosa regione ha, per numero, sicuramente e purtroppo molti ipovedenti e retinopatici come la sottoscritta.
Io ho cercato, inutilmente e da anni, di far inserire fra le patologie oculari che danno l'esenzione dai ticket sanitari la patologia da cui sono affetta: la corioretinite maculare. Diagnosi fatta dall'Ospedale Oftalmico Provinciale di Roma fin dalla mia infanzia. Da allora ho sempre dovuto pagare le visite oculistiche interamente e così il cortisone e le altre medicine che sono servite a non farmi diventare cieca del tutto. Ho avuto una corrispondenza scritta con il Ministero della Sanità (o Salute a seconda dei governi in carica) sempre con promesse di inserimento nel Decreto di legge che stabilisce quali sono le patologie che sono riconosciute come esenti: senza che però questo sia stato attuato. La retinite pigmentosa e altre ci sono, la mia no.
Ho provato, attraverso l'Associazione Dossetti, a far inserire la mia malattia fra le Malattie Rare. Promesse e basta.
Infine ho fatto una personale indagine presso l'Istituto Superiore di Sanità, Ufficio che si occupa delle Malattie Rare, per capire quali sono le specifiche perché una malattia possa definirsi rara.
Ho avuto spiegazioni e cortesia.
In oltre 66 anni di vita non ho conosciuto nessuno affetto da questa particolare patologia, eppure non rientra fra le Malattie Rare, né, e questo è più grave, ha diritto ad essere inserita fra le patologie che danno diritto all'esenzione dei ticket sanitari.
  

sabato 18 maggio 2013

Modi diversi di essere donna


Da: Wikipedia - Biografia di  Daniela Garnero già coniugata Santanché (Cuneo, 7 aprile 1961)

Figlia di Ottavio, imprenditore cuneese titolare di un'agenzia di spedizioni (la Unione Corrieri Cuneesi), è seconda di tre fratelli. Terminato il liceo, si trasferisce a Torino per frequentare il corso di laurea in scienze politiche. Poco più tardi sposa Paolo Santanchè, chirurgo estetico, e si impiega nella società del marito con compiti amministrativi.
Laureatasi in scienze politiche[2], nel 1983 fonda una società di marketing. Tra il 1992 e il 1993 partecipa a un corso di formazione imprenditoriale della Sda Bocconi, erroneamente descritto come master nella biografia della Santanchè riportata sul sito internet del Governo Berlusconi IV[3].
Nel 1995 lascia il marito (di cui decide comunque di mantenere il cognome) per l'ingegnere Canio Giovanni Mazzaro, imprenditore farmaceutico potentino, presidente della Pierrel, da cui ha un figlio nel 1996. Secondo la stampa, dopo la separazione con Mazzaro è stata legata all'uomo d'affari Luigi Bisignani; ora è legata sentimentalmente al giornalista Alessandro Sallusti[4].


Daniela Garnero (ex Santanché)

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Ospiti nella trasmissione di RAI 3 "Agorà", alcune mattine fa, c'erano la giornalista del quotidiano "La Stampa" Tonia Mastrobuoni e la deputata del Parlamento Italiano Daniela Garnero, giornalisticamente chiamata con il cognome dell'ex marito (che evidentemente glielo consente) Santanché. 
Perché la precisazione: ma perché, marito compiacente o meno, nel lavoro ed in ogni attività pubblica siamo presenti sempre e comunque con il cognome di nascita, come da dati anagrafici. 

La deputata Daniela Garnero è una donna intelligente, indubbiamente, ha le sue idee che, alla Voltaire, ritengo professi con acume ed abilità, nei duelli televisivi con chi non la pensa come lei a cui partecipa.

Sempre elegantissima, rampante, tutta in tiro. Perfetta.
Eppure... eppure... ciascuno ha i propri gusti, indubbiamente, ed io guardavo i suoi tacchi a trampoli, così scomodi ed aggressivi, come in fondo è lei dietro il mieloso sorriso alla Crudelia Demon e, nel contempo, guardavo il classico mocassino senza tacco calzato da Tonia Mastrobuoni e notavo lo stile diverso. 

Tonia così sobria, nell'eloquio come nella "mise", così sinceri i suoi occhi che la telecamera implacabilmente svela... Le sue parole così autentiche perché legate all'espressione di quegli occhi... Contro il sorriso di Daniela che non accorda con la lama dello sguardo...
Due modi di essere donna... Due tipi di scarpe...
Io sento rassomigliare al tipo umano Tonia...
Tonia Mastrobuoni