giovedì 24 ottobre 2013

Alzetta? Chi era costui?

Come Don Abbondio ignorava chi fosse Carneade, debbo dire che io ignoravo chi fosse il robusto e franco uomo in maniche corte e maglietta bianca che è entrato a metà trasmissione, quale ospite, nello studio di Agorà di RAI3 il 22 ottobre scorso, e si è beccato subito con Bonanni facendolo indispettire: dunque mi è diventato immediatamente simpatico.

Dopo una ricerca scopro che è stato Consigliere Comunale a Roma ma, nonostante sia stato rieletto nelle liste di SEL, è stato escluso in base alla Legge Severino!

Legge Severino, il Tar del Lazio respinge il ricorso di Andrea ‘Tarzan’ Alzetta

Vana la speranza di Silvio Berlusconi di poter contare su un caso analogo al suo: il consigliere comunale eletto tra le file di Sinistra ecologia e libertà non tornerà in Campidoglio

I giudici della sezione seconda bis del Tar del Lazio, presieduta da Eduardo Pugliese, hanno respinto il ricorso in materia elettorale legato alla legge Severino di Andrea Alzetta, detto ‘Tarzan’. Candidato con Sel alle ultime elezioni comunali di Roma, Alzetta non era stato ammesso all’Assemblea Capitolina nonostante risultasse eletto, perché oggetto di una condanna definitiva e dunque giudicato incandidabile in base alla legge Severino. Con dispositivo di sentenza, il Tar ha respinto il ricorso di ‘Tarzan‘, che dunque non tornerà a occupare uno scranno in aula Giulio Cesare.
Alzetta chiedeva l’annullamento dell’atto di proclamazione degli eletti in Campidoglio, in cui viene dichiarato incandidabile in virtù di una condanna a 2 anni del 2006, per aver partecipato a degli scontri di piazza a Roma nel 2001. Il Tar del Lazio avrà dieci giorni per depositare la sentenza, con la quale si conosceranno le motivazioni che hanno indotto i giudici a ritenere applicabile ad Alzetta le norme della legge Severino. I legali di ‘Tarzan’ avevano anche sollevato l’eccezione di costituzionalità, perché la legge disciplina in modo più severo l’incandidabilità di chi intende entrare nelle assemblee elettive degli enti locali rispetto a chi vuole farlo in Parlamento, configurando una normativa discriminatoria. Pure su questo i giudici dovranno pronunciarsi, ma in ogni caso la decisione non dovrebbe costituire un precedente utile alla causa del senatore Silvio Berlusconi. Come già affermato in passato dallo stesso Alzetta, infatti, l’eccezione di costituzionalità da lui sollevata non riguarda la retroattività della legge Severino ma quella disparità di trattamento tra i candidati alle elezioni comunali e i candidati a quelle nazionali ed europee.

Per farvi quattro risate (cosa che fa sempre bene alla salute) leggetevi i commenti sotto l'articolo del Fatto Quotidiano!

Andrea Alzetta

Silvio Berlusconi


La natura ci consola

Cielo sopra Rocca Priora h. 7:40 oggi (ora legale; ora solare 6:40 naturalmente)












...e fiori autunnali...



mercoledì 23 ottobre 2013

Cronache di pazzie quotidiane - Non sono razzista, ma ci sono gli indiani

Non sono razzista, ma ci sono gli indiani

All'ennesima telefonata dell'ennesimo possibile acquirente che chiedeva: "Ma ci sono gli indiani?" Rosanna si arrabbiò!
"Perché cosa le fanno gli indiani?"
"Niente, ma le case hanno minor valore perché vicino ci abitano gli indiani."
"Gli indiani lavorano nelle serre e servono agli imprenditori agricoli. Sono silenziosi e non danno alcun fastidio."
"Ammetterà che però stendono i panni non come noi!"
A Rosanna tornò l'immagine di una romanissima signora che aveva abitato per qualche tempo nella casa accanto alla sua e che stendeva le sue lenzuola e coperte su un filo tirato da un albero all'altro del giardino. Ma non era questo il suo peggior difetto bensì, dimostrando di amare tanto i gatti, aveva messo a ciascuno un collarino, anche ad una gattina in crescita di cui si dimenticò quando traslocò e il povero animale crescendo sarebbe sicuramente morto per soffocamento, se Rosanna non avesse provveduto a toglierglielo una volta che la povera gattina, abbandonata "dall'affettuosa padrona", era entrata nel suo giardino. 

Davanti al supermercato stazionavano ragazzi dalla nerissima pelle che insistevano per aiutarla a mettere a posto il carrello al prezzo di Lit. 2.000 (euro 1) e Rosanna rifiutava infastidita questo vero e proprio elemosinare spacciato per "lavoro", mentre vedeva che altri italiani si compiacevano, sentendosi molto buoni, di cedere a quell'insistente richiesta da parte di clandestini.

Quegli stessi italiani, però, non volevano abitare vicino a regolari lavoratori che, accontentandosi di una paga molto conveniente per gli imprenditori agricoli, erano una ricchezza per la zona.
Razzisti a singhiozzo?
Si sentivano degradati ad abitare non lontano da quelle belle signore che giravano con i loro bimbi bellissimi, con i loro coloratissimi sari? 
Gli uomini si vedevano passeggiare nei momenti di riposo pulitissimi, curatissimi, in pantaloni lunghi. Qualcuno portava il turbante.

I vicini italiani parlavano urlando, spesso proferivano bestemmie e parolacce, senza ritegno alcuno. Facevano dispetti tipo rigare le auto, far defecare il cane davanti agli ingressi delle case...
Però questo, secondo i possibili acquirenti, non deprezzava gli immobili...
Ogni simile ama il suo simile, dunque non può provarne fastidio.

Alcuni occupavano delle case senza pagare affitto, né acqua, né tasse di alcun genere: ma erano italiani, dunque non costituivano degrado per i possibili acquirenti.
Giravano vestiti come caricature: calzoni corti su gambe storte, cinture basse su ventri enormi...
Tutto un altro vedere rispetto ai dignitosi lavoratori agricoli indiani. 
Rosanna invece si sentiva degradata a vivere accanto ad energumeni che ritenevano un loro diritto fare chiasso fino a mezzanotte ed oltre insieme ai loro maleducatissimi figli. Soggetti che diventavano aggressivi qualora si richiedesse il rispetto delle regole di civiltà ed il silenzio.
Gente che non pagava il condominio facendo accumulare cifre considerevoli... Che dava continuo spettacolo della propria villania, che derideva chi si preoccupava di mantenere pulite le zone comuni...


Il sacco del territorio

Donzelli Editore

SINOSSI
Nel 1985, pochi mesi prima dell’approvazione della famosa legge Galasso sulla tutela del paesaggio italiano, il Parlamento approva la prima legge di condono edilizio proposta da uno degli ultimi governi di centrosinistra. Si disse che sarebbe stato il primo e l’ultimo. Dopo nove anni, nel 1994, il primo governo Berlusconi porta in approvazione il secondo condono edilizio. Anche allora si disse che sarebbe stato l’ultimo. Nel 2003 un altro condono proposto dalla stessa maggioranza. Finora sono tre le leggi di condono edilizio approvate dal Parlamento, e per quanto possa sembrare strano non è stato fornito all’opinione pubblica nessun rendiconto su quante domande siano state presentate, quanti edifici siano stati condonati, quanti ettari di terreno agricolo siano stati divorati dalle costruzioni, quale sia il bilancio economico delle tre leggi. Siamo un paese in cui lo Stato non ha la forza e l’autorità per far rispettare le leggi, a partire dai piani urbanistici, e cioè le regole che disegnano il futuro delle città. E la china rovinosa dell’Italia pare non arrestarsi: sembra che la cultura dell’abusivismo stia permeando le amministrazioni pubbliche. Dal primitivo abusivismo di «necessità», quello cioè di un paese povero che faticava a diventare moderno, siamo infatti passati all’iniziativa dello Stato stesso per cancellare ogni regola. Nel 2009 il governo Berlusconi annuncia il «piano casa» con cui si possono aumentare i volumi degli edifici a prescindere da qualsiasi regola urbanistica. Nello stesso periodo, per la preparazione Dei mondiali di nuoto e delG8 alla Maddalena, si sperimenta il modello di deroga persino rispetto alle regole paesaggistiche e di tutela dei corsi d’acqua. Fenomeni di questo tipo sono impensabili e sconosciuti in tutti gli altri paesi europei. Ed è urgente chiedersi quale sia il male oscuro che non permette all’Italia di divenire un paese in cui le regole sono rispettate.
L'AUTORE
Paolo Berdini, ingegnere, svolge attività di pianificazione urbanistica e consulenza per le pubbliche amministrazioni. Membro del consiglio nazionale del Wwf, collabora con il quotidiano «il manifesto». Per Donzelli ha pubblicato nel 2008 La città in vendita. Centri storici ...


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Dicono che il clima in Italia sia cambiato, può darsi, ma le continue alluvioni, le frane, gli smottamenti del terreno, non sono dovuti tutti al clima che si sta tropicalizzando, bensì al sacco del territorio fatto da una diffusa cultura insofferente alle Leggi ed ai Regolamenti e, soprattutto, alla criminale inadempienza dei Comuni ad applicare Leggi e Regolamenti.
Le scuse sono: "Non abbiamo sufficiente personale".
Conseguentemente chiedono pubblici concorsi per far entrare e "sistemare" figli e discendenti vari, quindi aumentare la spesa pubblica che, per le circostanze drammatiche dell'economia del Paese, al contrario va contenuta.
Ho già illustrato come un tecnico abbia detto di essere stato pagato dal mio comune per un programma che consentiva, tramite foto del non enorme territorio del comune in cui vivo, il raffronto automatico con il catasto. Bastando una persona, il programma ed un PC.
Quando il solerte ufficio ICI del medesimo comune ha inviato alla mia famiglia una corposa cartella di pagamento per il 50% della nostra casa di proprietà che doveva pagare l'aliquota del 7 per mille, in quanto mio marito aveva spostato la residenza in altro comune e, per la sua parte di proprietà, avevamo erroneamente pagato il 5 per mille, abbiamo anche dovuto pagare una corposa mora!
L'impiegata incaricata di chiudere la pratica dopo il nostro pagamento, ci ha informato che "il comune stava operando per ottenere foto aeree del territorio" in modo da far pagare le tasse a tutti e non solo ai soliti.
Non ho notizia se ciò sia stato fatto, dunque per il momento sospendo ogni giudizio, ma quando sapremo perbene cosa si dovrà pagare per il 2014 i comuni dovranno renderne conto ai cittadini paganti, in quanto, altrimenti, si configura connivenza con l'evasione fiscale!!

Per intanto assistiamo ad allagamenti e danni dovuti alla indiscriminata cementificazione abusiva priva di controllo.
Conseguenze di abusivismo

lunedì 21 ottobre 2013

Pecoraro Scanio si sveglia tardi

Ricevo da Change.org la seguente petizione:


Ciao Rita,

Agli inizi di ottobre la spiaggia rosa e l'intera isola di Budelli, uno dei simboli del parco nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena in Sardegna, sono stati venduti all'asta ad un banchiere neozelandese, Michael Harte, per 2 milioni 940 mila euro.
Un prezzo irrisorio per un’isola di 1,60 km2 con oltre 12 km di costa.
Il parco nazionale della Maddalena, ai sensi della Legge Quadro sulle Aree Protette (la legge n. 394 del 1991), può esercitare entro 90 giorni il diritto di prelazione, decidendo di comprare per lo stesso importo questo gioiello.
Lo deve fare, Budelli è un bene comune!
Fin da ragazzo mi sono impegnato per difendere i luoghi naturali, il mare e le coste del nostro Belpaese. Ricordo ancora le prime battaglie, insieme ad altri ambientalisti, con cui riuscimmo a salvare la Costiera Amalfitana dalle trivellazioni petrolifere a mare e, anni dopo, a far inserire il Cilento e il Vesuvio nella rete dei parchi nazionali per limitare abusivismo e cementificazioni.
Nel 2006, da Ministro, ho ottenuto di inserire la “tutela del mare” nella denominazione del Ministero dell’Ambiente ed esattamente sei anni fa, nell’ottobre 2007, sono riuscito a varare il decreto Rete Natura 2000 per proteggere migliaia di siti di interesse comunitario in tutta Italia.
Per questo la notizia della vendita di un tesoro come Budelli mi sembra una resa dello Stato e so bene che se ci mobilitiamo possiamo non rassegnarci a questa (s)vendita.
Certo, i vincoli di tutela che negli anni siamo riusciti ad imporre riescono a salvaguardare questa bellezza naturale e perfino gli avvocati di Mr. Harte rassicurano sulla sensibilità ambientalista del loro cliente.
Ma chi ci garantisce per il futuro?
Questa isola è un bene unico ed è giusto che sia acquisita al patrimonio pubblico.
Fino al 31 dicembre una norma impedisce agli enti pubblici di comprare immobili, persino nel caso in cui riescano a raccogliere donazioni private. Eppure, se al parco fosse consentito di promuovere una raccolta di fondi con la garanzia di acquisire davvero al patrimonio pubblico l'isola di Budelli, potremmo essere in molti a contribuire.
Chiediamo al Presidente del parco della Maddalena – che, per legge, è il titolare del diritto di prelazione – e ai Ministri dell'Ambiente e dell'Economia, al Presidente della Regione Sardegna e al Direttore dell'Agenzia del Demanio perché, ciascuno nella propria competenza, contribuisca a rimuovere gli ostacoli di legge e metta a disposizione le risorse necessarie, con fondi pubblici o raccogliendo donazioni private, affinché l'isola di Budelli diventi un bene dello Stato.
Si tratta di un tesoro unico al mondo. Si tratta di non svendere l’Italia.
Grazie,
Alfonso Pecoraro Scanio
!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Ho firmato per alcune lodevoli iniziative di change.org come di Avaaz.org, ma ritengo che spesso trattasi di emerite cavolate di menti infantili che propongono le più strampalate raccolte di firme per le più sciocche cause, pretestuose e velleitarie.
Detto questo ritengo che Pecoraro Scanio si svegli tardi e, soprattutto, abbia eluso la realtà riportata da molti media e cioè che Budelli era di privati pure prima che l'acquistasse il neozelandese.
E questa elusione, per uno che si vanta di essere stato Ministro dell'Ambiente, è veramente grave! 
Non lo sapeva il Pecoraro Scanio che Budelli era in mani private pure prima? Che era di una innominata Società milanese fallita? Che prima era stata di altri? Che lo Stato ne aveva solo la tutela che però non ha impedito ad una Società Pubblicitaria inglese di girarvi uno spot, come documentato da immagini reperibili sul WEB, addirittura sbarcando comodamente sulla proibita spiaggia rosa??!!
Scusi,  Pecoraro Scanio, ma lei mi appare quantomeno superficiale!
Le consiglio, per intanto, di leggersi il mio post del 2 ottobre 2013 sull'argomento.

Ipovedenti

Da: SuperAbile INAIL Emilia Romagna

FALSA CIECA? ASSOLTA LA SIGNORA DI LUGO AFFETTA DA RETINITE PIGMENTOSA

Accusata di aver truffato l'Inps, la 60enne è stata assolta perché "il fatto non sussiste". Ma per 2 anni le hanno tolto pensione di invalidità e assegno di accompagnamento. Bighi (RP Emilia-Romagna): "Occasione per fare chiarezza sulla malattia e su cosa prevede la legge"

RAVENNA - Assolta "perché il fatto non sussiste". Si conclude così l' avventura della parrucchiera sessantenne di Lugo, in provincia di Ravenna, affetta da retinite pigmentosa accusata di aver truffato l'Inps. L'indagine è iniziata a metà del 2011 quando la Guardia di Finanza di Lugo la filma mentre va in bicicletta da casa al negozio e al bar con in mano un giornale. Dopo essere finita sotto i riflettori delle tv nazionali e aver avuto bloccati per circa 2 anni la pensione di invalidità e l'assegno di accompagnamento che le spettano, il giudice l'ha ritenuta innocente. "Il giudice di Ravenna ha semplicemente applicato la legge - spiega Mirella Bighi, presidente dell'associazione Retinite Pigmentosa Emilia-Romagna e di cui la signora di Ravenna è associata - Quello che ha fatto male, non soltanto alla diretta interessata, ma a tutte le persone che soffrono di retinite pigmentosa e si sono sentite additate come truffatori, è stato il polverone mediatico che si alzato. Speriamo che la sentenza di assoluzione sia finalmente l'occasione per fare un po' di chiarezza sulla malattia e su quello che la legge prevede per chi ne soffre".

Fino a oggi senza cura, la retinite pigmentosa è una malattia genetica della retina che colpisce in Italia un cittadino ogni 5 mila. Provoca prima una grave difficoltà nel vedere di notte o nelle condizioni di luce abbagliante, quindi un restringimento progressivo del campo visivo (la cosiddetta "visione a cannocchiale"), che può portare fino alla cecità assoluta. "È la legge a definire ‘ciechi totali' non solo chi non vede da entrambi gli occhi, ma anche chi percepisce solo luci e ombre oppure ha un residuo visivo perimetrico inferiore al 3 per cento, come capita a chi soffre di una grave forma di retinite pigmentosa - dice ancora Bighi - Io stessa ho la retinite pigmentosa e come la signora di Lugo riesco ad andare in bicicletta, ma solo nel breve tratto da casa alla fermata dell'autobus: lo conosco a memoria, so che è sicuro e senza ostacoli, e vado piano".

 Le immagini sono state anche trasmesse in televisione e finiscono su Rai 1 in una puntata di "L'Arena" di Massimo Giletti, in cui si dà gran risalto al caso della "falsa cieca", ignorando però i contenuti della Legge 138/2011, che classifica e definisce le minorazioni visive, e non dando neanche modo di spiegare che cosa sia e che cosa comporti la retinite pigmentosa a uno degli ospiti in studio, Sergio Zaccaria Scalinci, referente scientifico del Centro di studio per l'ipovisione e il glaucoma dell'Università di Bologna. (Irene Leonardi)

(14 ottobre 2013)

Falsi invalidi e veri disagi, le scuse dell'Inps: "Abbiamo causato disturbo"
Antonio Mastrapasqua Al convegno di apertura di Reatech il presidente dell'Istituto previdenziale
Antonio Mastrapasqua, si scusa per gli effetti collaterali dei controlli per scovare i falsi invalidi e propone di "passare alla fase due" e rivedere il meccanismo e gli importi dei sostegni economici: "Perché l'invalido prende solo 270 euro?"

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Ho appreso la notizia da una e-mail che mi è stata inviata da un'Associazione di Ipovedenti di Torino.
Non ho la retinite pigmentosa, per mia fortuna, e non entro nel merito di questa vicenda, ma certo le Leggi se non sono perfette sono però perfettibili.

Per quel che mi riguarda io sono affetta dalla nascita da Corioretinite maculare, non dipendente da Toxoplasmosi in quanto esami ripetuti, di cui il primo all'età di 10 anni (prima non esisteva l'esame di laboratorio per la ricerca degli anticorpi del toxoplasma nel sangue e, all'epoca, a Roma c'era un solo Laboratorio a pagamento che poteva fare questo tipo di analisi) e i successivi, effettuati solo per riscontro che il primo esame fosse stato fatto bene, hanno dato esito negativo. Intanto le lesioni alla retina si ripresentavano all'età di 12 e 17 anni, pur in assenza del più frequente agente causale che per questa affezione è, appunto, il toxoplasma.
Esclusa ogni altra possibile causa, sentiti oculisti di fama ed in gran numero, alla fine fui io la prima a dire: "Forse è di origine genetica, un gene che è mutato in qualche aspetto e fa sì che le mie retine siano fatte così: infiammazione e cicatrizzazione del tessuto retinico che, dove è cicatrizzato, perde per sempre la sua funzione visiva." La cosa stupefacente è che il luminare della Scienza Medica mi dette ragione!

A differenza della  retinite pigmentosa, però, se mutazione genetica c'è, non è trasmissibile.
I miei genitori ed i miei nonni ci vedevano tutti benissimo e non ho notizia neppure nei collaterali di una simile affezione.
E' un "regalo" della natura fatto a me e me lo tengo.
Ho messo al mondo i miei figli solo dopo aver avuto rassicurazione dai luminari di cui sopra che non era malattia ereditaria. 

Detto questo vediamo cosa riconosce lo Stato Italiano a questa malattia.
Pochissimo o nulla. Ho ottenuto un'invalidità civile del 37% nel 1979, sollecitata a chiederla soprattutto da chi me lo consigliava per avere benefici nella ricerca di un lavoro.
Benefici: zero.
Sono stata iscritta nelle liste di collocamento degli Invalidi Civili della Provincia di Roma senza che mai qualcuno mi abbia chiamato per un lavoro.
Nei Pubblici Concorsi che ho dato in teoria potevo essere favorita a parità di punteggio rispetto ad un altro elemento che non fosse stato invalido civile.
Eventualità che non si è mai presentata.
Infine, la mia indomita voglia di cambiare in meglio le cose di questo Paese, perché detesto la gente che si limita  a lamentarsi soltanto pretendendo un generico assistenzialismo, mi ha spinto a cercare di far riconoscere la mia malattia fra le malattie rare, dove non è inserita, o almeno di farla inserire fra le malattie che hanno diritto all'esenzione dal ticket sanitario.
Allo stato la Corioretinite maculare non è né l'una, né l'altra cosa.
Pubblico qui sotto la lettera di risposta  del Ministero della Salute alla mia prima istanza:

In basso a sinistra appare la scritta, non leggibile per i caratteri troppo piccoli: Paola Pisanti corioretinite 14/11/2002. Forse è il nome di chi, presumibilmente, ha fatto la ricerca sull'argomento per conto del funzionario che ha firmato la lettera.

Copia della mia risposta alla missiva del Ministero dopo aver constatato che nulla era accaduto.
Ulteriore risposta del Ministero con, oltre al solito errore ortografico del mio cognome, si nota la data di riferimento alla mia lettera che era dell'8 luglio 2005 mentre è scritto 14 luglio 2004!
Ultima lettera-tentativo di ottenere qualcosa di concreto dallo Stato per la Corioretinite Maculare.
Non vi è stata risposta.

Dalla mia vicenda personale e da quella riportata dalla cronaca nell'incipit di questo post, si evince che i legislatori ed i burocrati che applicano leggi e regolamenti perdono pezzi di realtà. 
Posso, inoltre, testimoniare i seguenti eventi confliggenti:
1) Quando ancora lavoravo avevo chiesto i benefici della Legge 104/92 in quanto lavoravo otto ore al giorno in gran parte sui computer e i miei occhi avevano bisogno di riposo. La Commissione Medica della ASL RomaH me l'ha negati, ritenendo che i miei occhi potessero reggere benissimo quel ritmo. Conservo tutta la documentazione.
2) Una Commissione Medica preposta al rinnovo della patente di guida per gli Invalidi civili ha ritenuto che prima del rinnovo i miei occhi dovessero riposare per un anno! Le lesioni della retina di entrambi i miei occhi sono ferme ad almeno 30 anni fa (fortunatamente) e tutti gli oculisti sono in grado di stabilire se quelle che vedono, esaminando il fondo dell'occhio, sono recenti o antiche. A cosa poteva servire mai stare un anno senza guidare l'automobile? Se il Presidente della Commissione che ha firmato tale certificazione pensava che il riposo avrebbe migliorato le mie capacità visive ai fini della guida egli è meritevole di essere radiato dall'Albo, in quanto qualsiasi oculista sa che là dove la retina, che è un tessuto nervoso non sostituibile, è lesa, cicatrizzata, non vi è più visione né potrà esserci mai più! E se avevo guidato negli ultimi 30 anni senza nuove lesioni perché mai all'improvviso non potevo farlo più?
Misteri dei Medici insediati nelle lucrose Commissioni Mediche che debbono applicare burocraticamente Leggi e Regolamenti!




domenica 20 ottobre 2013

Giustizia folle

Da: La Repubblica.it
(08 maggio 2013)


Equitalia alla Comunità ebraica
"Priebke nullatente, pagate le spese legali"

Al presidente della Comunità ebraica romana e al giornalista del Tg2 Walter Vecellio recapitata una cartella esattoriale da 316,05 euro anche se erano risultati innocenti rispetto alle accuse mosse l'ex ufficiale delle SS condannato all'ergastolo per l'eccidio delle Fosse Ardeatine. Il boia delle Fosse Ardeatine, che a luglio compierà 100 anni, non ha beni intestati

di GABRIELE ISMAN
Sono risultati innocenti rispetto alle accuse di sequestro di persona e ingiurie nei confronti di Erick Priebke, boia delle Fosse Ardeatine, ma dovranno pagare le spese perchè il capitano delle Ss all'ergastolo risulta nullatenente. A ricevere la cartella esattoriale sono stati il Presidente della Comunità ebraica romana Riccardo Pacifici e il giornalista del Tg2 Walter Vecellio, entrambi accusati da Priebke di sequestro di persona e ingiurie. A denunciare la vicenda è stato Giuseppe Giulietti, portavoce dell'associazione Articolo 21.
"Non ricordo neppure di aver ricevuto la cartella, in questo caso Equitalia è soltanto agente di pagamento, forse non ha colpe. L'anomalia, la mostruosità giuridica sta nel fatto che a pagare debba essere chi è risultato innocente in tre gradi di giudizio perché l'imputato Priebke non ha beni pignorabili. Comunque non pagherò" dice Pacifici che poi rincara: "È demenziale che se 10mila persone nullatenenti denunciano un innocente e poi non possono pagare, l'innocente finisce sul lastrico perché deve pagare per loro". 

Vecellio invece ha mostrato la cartella Equitalia al Tg2: "I trecento euro li pago senza problemi, il meccanismo prevede che la registrazione della notifica della sentenza sia a carico del soccombente, ma se  questo non paga, perché nullatenente, scatta il pagamento a carico delle altre parti. Questa è la legge: il meccanismo a parte, in questo caso è offensivo che si parli di un nazista che querela il mondo perché comunque non ha nulla da perdere".


La denuncia risale al 1996: la sera del 1 agosto il tribunale militare ritenne di non doversi procedere contro Priebke per la strage delle Fosse Ardeatine. Vi furono dei tumulti in aula, l'ex capitano Ss fu riarrestato per ordine dell'allora ministro della Giustizia Flick e la condanna definitiva all'ergastolo arrivò solo nel marzo 1998. Per i fatti di quella notte Priebke denunciò Pacifici e Vecellio: "Casualmente  -  nota il primo  -  tra tanti giornalisti presenti Priebke se la prese soltanto con l'unico chiaramente ebreo". Nei tre gradi di giudizio gli imputati sono sempre stati riconosciuti innocenti, e Priebke è stato anche condannato a pagare i loro avvocati, spese processuali, e anche dei risarcimenti. 
"Non voglio nulla da lui" dice il giornalista. "Trovo curioso  -  aggiunge Pacifici  -  che l'ex nazista sia stato arrestato dopo aver concesso un'intervista alla Rai per cui doveva incassare 50 milioni di lire. Quei soldi furono poi bloccati, ma il nullatenente Priebke fece una lunga causa alla Rai e li ottenne quattro o cinque anni fa, con tanto di interessi. Noi provammo, con la collaborazione della Rai, a bloccare quei conti, ma i soldi erano già scomparsi".

Peraltro due mesi fa la Cassazione aveva giudicato ammissibile la richiesta di processo in sede civile per Priebke - 100 anni nel luglio prossimo - che però, essendo nullatenente, non potrà mai risarcire i familiare delle vittime delle Fosse Ardeatine. 
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Si può ben dire che il Male vince sempre e comunque e si beffa delle vittime.I soldi pagati dalla RAI sono soldi di chi paga il cosiddetto "canone" che canone non è, ma una imposta sul possesso dell'apparecchio televisivo.Ho cercato informazioni su chi pagasse la badante e la casa che ospitava Priebke per stare agli arresti domiciliari: non ho trovato nulla, in compenso ho trovato questa notizia di maggio 2013.I funerali di un detenuto che muore li debbono pagare i suoi discendenti, questo nazista ha dei figli: un figlio che vive in Argentina ha dichiarato che lui non ha i soldi per venire al funerale del padre, ma avrà pagato le spese dei vari trasporti ad Albano Laziale e Pratica di Mare? 

Burocrazia = Follia

Dal Blog di Beppe Grillo
Un commento di una donna sotto il post "Cronache Marziane"

Ogni giorno corro e mi do da fare per sbrogliare pratiche complicate che sembrano non aver mai fine e sempre incontro persone surreali che mi mettono i bastoni tra le ruote o sembrano divertirsi solo a crearmi delle complicazioni o fanno male il loro lavoro. 
Credo che sia un grandissimo male la malvagità, credo che sia pessima la corruzione, credo che sia stressante e infinita l'ignoranza, ma la cosa peggiore di questo Paese è la burocrazia, la stupidità maligna delle leggi e la cialtronaggine degli infiniti impiegati che si incontrano ogni giorno e che fanno male il loro lavoro doppiando la cattiveria insulsa e dannosa dei politici e operando solo contro i cittadini. E mai una volta che stiano dalla loro parte!
Queste due classi di boriosi, inefficienti e maligni rappresentanti del potere, dall'alto dello scranno al basso infimo dello sportello, sono una vera piaga nazionale.
Ogni giorno di più capisco e apprezzo le battaglie che mio marito faceva quotidianamente arrabbiandosi e lottando contro i mulini a vento di un Paese impossibile. Ogni giorno apprezzo di più la frase della cameriera italiana a Berlino che non voleva tornare in Italia, perché, diceva: "Qua non devo difendermi da nessuno!".
Viviana Vi, bologna Commentatore certificato 20.10.13 09:32| 


Da questo blog: post del 10/10/2013

Eccessiva burocrazia = paralisi e oppressione del cittadino

Latina, 21 mag. 2012 - (Adnkronos) - 

Lazio: audizione alla Pisana su tutela fasce frangivento


Se volete leggere l'allucinante esempio di follia burocratica basta andare in "Archivio" e cercarlo tramite la data. E' solo un esempio di come ci rendono la vita impossibile facendoci girare come trottole, facendoci spendere soldi e tempo... Per avere un DIRITTO!
Per contro vediamo innumerevoli abusi intorno a noi: tanti folli controlli, pezzi di carta, bolli e marche da bollo... e poi nessun Paese registra tanto abusivismo sotto gli occhi di tutti come in Italia.
Ne consegue che coloro che vogliono rispettare le leggi e seguire le regole vengono definiti nel pensiero più diffuso e comune: "CRETINI".
Non mi riferisco solo alle pratiche burocratiche cui deve assolvere chi vuole un immobile in regola con tutti i permessi... Ma pensate a chi deve esercitare un'attività commerciale! E per le strade, sulle spiagge, ovunque, si vedono centinaia di venditori ambulanti (extracomunitari) senza alcuna licenza di ambulante.... 

Non lo vuole nessuno

Da: AGORA VOX
diAldo Giannuli

Priebke: dove seppellirlo?

Non c’è molto da dire su un personaggio come Priebke o sul suo complice Karl Haas, morto anche lui in tardissima età, nel 2004. A differenza del secondo, che collaborò con i servizi segreti americani e (anche se nessuno lo ricorda) con l’Ufficio Affari riservati del nostro Ministero dell’Interno, Priebke si limitò a collaborare con Odessa (l’organizzazione di solidarietà degli ex ufficiali delle Ss), ma non sembra che abbia mai offerto la sua opera a qualche servizio segreto.
La Chiesa (che ha qualcosa da farsi perdonare in tema di salvataggio di criminali di guerra nazisti) ha giustamente rifiutato le esequie in uno dei suoi ambienti, trattandosi di persona che non ha mai espresso alcun pentimento per quel che ha fatto. Ora si pone il problema di dove seppellirlo.

La comunità ebraica romana non lo vuole a Roma, comprensibilmente, ritenendo offensiva una sua tomba qui dove ha partecipato tanto alla retata dell’ottobre 1943 quanto al massacro delle Ardeatine.L’Argentina, in un tardivo sussulto di dignità, non vuol saperne di riaverlo; non sappiamo che ne pensano inGermania.
Credo che la cosa vada vista da un’angolatura diversa e si debba riflettere su una scelta del tutto oppostaa quella che istintivamente è quella di ogni ebreo e di ogni antifascista: e se lo seppellissimo proprio a Roma, presso le Fosse Ardeatine a perenne ricordo del crimine cui ha preso parte? E con una lapide adeguata, che lo qualifichi esattamente per quel che è stato tecnicamente: il boia delle Ardeatine, mai pentito. Un monumento al suo perenne disonore di uomo e di soldato.
Ovviamente, occorrerebbe studiare una sistemazione che eviti fisicamente che possa trasformarsi in un luogo di pellegrinaggio dei nazisti (ci mancherebbe!). Perché non prendere in considerazione questa idea? Poi, forse, sarebbe meglio regolarsi diversamente, ma perché non pensarci un attimo?
Ovviamente, questo richiede che la cosa non sia sentita come una profanazione di un luogo sacronon solo alla memoria della comunità ebraica romana, ma di tutti gli antifascisti italiani, ma, al contrario, come un modo di rafforzare l’impatto emotivo in chi visita le Fosse Ardeatine.
Ai fini dell’effetto educativo e di conservazione della memoria, il risultato potrebbe essere anche maggiore di quel che non sia oggi.
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Ho scelto questo articolo perché, ora che i telegiornali ci dicono ad ogni ora che il cadavere del boia delle Fosse Ardeatine NON LO VUOLE NEPPURE LA SUA GERMANIA, mi è venuto un pensiero estremo, che ora vedo scritto già il 16 ottobre da questo discusso storico, Aldo Giannuli.
Il pensiero estremo che mi era venuto era di seppellirlo in un cantuccio all'esterno del Sacrario delle Fosse Ardeatine, con una lapide spoglia che lo ricordi come uno degli autori di quella storica atrocità: monito ed esempio di vergogna della Storia. 
Forse questo pensiero non lo avrei mai espresso se ora non l'avessi visto scritto da uno che scrive anche sull'Unità, quindi al di sopra di ogni sospetto.
Non è dunque un pensiero tanto azzardato: "Qui giace l'assassino mai pentito, esempio di vergogna della Storia".
Quali nazisti folli oserebbero rendergli omaggio in tale luogo senza finire immediatamente ingabbiati?!
Invece, l'ingombrante fardello che nessuno vuole, ora si dice che vogliano tumularlo in un luogo segreto!
Eh no!!!! Il popolo vuole saperlo! Ne ha il diritto! Non vogliamo ritrovarcelo fra i piedi chissà dove! E, soprattutto, non vogliamo che i folli che girano con le svastiche e le croci uncinate trovino dove lo vogliono mettere "segretamente" e ne facciano un luogo di lugubri pellegrinaggi!

sabato 19 ottobre 2013

Ipocrisia

Papa Francesco: “L'ipocrisia è il linguaggio dei corrotti”

"Dobbiamo avere il coraggio della verità perché l'ipocrisia è il linguaggio della corruzione”, sono le parole di Papa Francesco.

E' un forte richiamo all'uso della verità che tanto diffusamente è evitata dalla gente. Perché? Perché a molti fa più comodo così.
Agire a viso aperto, senza fingere, con lealtà, è scomodo per quelle persone che non vogliono palesare i loro veri scopi che, evidentemente, loro sanno non essere corretti né leali nei riguardi delle persone con cui usano la maschera dell'ipocrisia.

Italo Calvino, da “Le città invisibili”
« L'inferno dei viventi [...] che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne.
Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più.
Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio».