lunedì 28 ottobre 2013

Giletti in discesa

L'Arena era una delle poche trasmissioni della RAI in parte vedibili. Persino mio marito riusciva a seguirla un poco con interesse la domenica dopo pranzo, preferendola momentaneamente al lavoro sul PC o alla lettura.
Ieri non siamo riusciti a resistere che poche manciate di minuti.
Io ho iniziato ad essere contrariata già vedendo gli ospiti: a parte la bella e abbastanza brava giornalista Myrta Merlino e una funzionaria dell'Agenzia delle Entrate, c'erano Formigoni e... lo squalificato Oscar Giannino.
"Ma perché mi debbo sorbire le opinioni di una persona che si è inventata spudoratamente un curriculum inesistente?" Ho detto subito con una smorfia di disgusto.
Mio marito ha abbozzato un sorrisetto di assenso senza commenti.
Ora non dico che questo personaggio così particolare debba smettere di esistere, ma che scrivesse dove vuole, visto che mi pare faccia il giornalista di mestiere, e lo leggesse chi vuole.
Ma perché mai la RAI "Servizio Pubblico" deve chiamare e pagare quale opinionista un simile soggetto che, per me e per tutte le persone di buonsenso, non ha alcuna credibilità?
Intanto, ammesso che questa trasmissione la seguano dei giovani, è altamente diseducativo schiaffare lì, davanti a milioni di telespettatori, una persona che ha mentito in modo infantile e ridicolo su sé stesso e chiedergli cosa ne pensa di questo o quell'argomento.
Ma cosa ce ne cale a noi di cosa pensa uno che mente in modo patologico? Il messaggio che passa è che si può essere un mitomane ma non cambia nulla sulla sua credibilità.
Allora, giovani, la morale è che chi si inventa titoli che non ha lo può fare!! Tanto si rimane degni di essere consultati e ascoltati da milioni di telespettatori!
Poi Formigoni: è un politico, ex Presidente di una Regione importante come la Lombardia, posso capire che se ne vogliano ascoltare le opinioni sulle vicende che il suo partito, il PdL, sta vivendo.
Per chi pensa e riflette è educativo assistere all'aria sorniona di questo cattolico, pensando alle sue vicende personali di indagini della giustizia e riflettendo a come viene adoperato il cattolicesimo, con quale coerenza... Personalmente ho un'idea estremamente precisa dei valori del cattolicesimo, essendomi formata in Azione Cattolica ed essendone uscita, con estrema coerenza, perché non credevo più in Dio. Questo signore, invece, come molti, ha usato Comunione e Liberazione come un treno politico e non so quanti dei valori del cattolicesimo gli siano rimasti.
Detesto l'ipocrisia, ma purtroppo il mondo ne è pieno.
L'unica persona che poteva dare delle informazioni che potevano chiarire le idee sulle tasse ai cittadini era la signora dell'Agenzia delle Entrate, ma Giletti la interrompeva lasciando le sue frasi tronche e non conclusive... Forse temeva che i telespettatori apprendessero troppo? Meglio lasciarli nella nube, sempre più nebulosa, dell'informazione elusiva, sfumata, imprecisa, in modo da "non far sapere quanto è buono il formaggio con le pere" al popolo bue?
Forse a Giletti hanno dato "un ordine di scuderia" di non svegliare troppo "il can che dorme"?
Scusate i luoghi comuni, ma rendono sinteticamente l'idea essendo frutto di lunga saggezza popolare.
Myrta Merlino ha detto poche cose ma appropriate, il millantatore non lo ascoltavo proprio, l'unica cosa che ho notato è stato il suo costoso panciotto ed i suoi terribili denti ed ho pensato: "Perché non risparmia sull'abbigliamento e si paga un buon dentista?"
L'argomento tasse sulla casa in base ai dati catastali poteva essere interessante, ma è finito tutto a "tarallucci e vino": il catasto è fermo, non è colpa della gente che ha ingrandito e costruito in abuso (???)... i comuni dovevano controllare e non hanno controllato, ci sono le foto del territorio ma .... non si applicano quando si parla di tasse!
Un vero abominio: se ci vedono Paesi dove il rispetto delle regole è segno di civiltà cosa debbono dire dell'Italia?
Perché mi debbo vergognare di essere italiana grazie a chi amministra la Cosa Pubblica?
Abbiamo resistito un altro po' sentendo la triste storia di una giovane madre morta di parto.
Anche qui Giletti ha fatto del populismo da portineria, ripetendo accoratamente al popolo commosso dalla triste vicenda: "Non si può morire di parto oggi in Italia!"
Le indagini e le perizie accerteranno se c'è stato dolo da parte dei ginecologi presenti in sala parto, ma una simile superficiale e perentoria frase che conteneva un chiaro "J'accuse" contro la classe medica  era fuori luogo, perché fa passare il messaggio che se uno muore la colpa è sempre del medico, una propaganda che i media hanno grandemente contribuito a diffondere negli ultimi anni e che non è vera informazione, ma della serie "facciamo di tutta un'erba un fascio"!
Questo ha comportato e comporta che la gente associa la morte alla colpa dei medici che, lo ricordo, non sono Dio, sono dei professionisti, fra cui si nascondono anche cani che dovrebbero appendere la laurea al cesso (ma gli Albi cosa fanno?), ma che per la stragrande maggioranza sono persone che hanno affrontato ed affrontano ogni giorno, con ineccepibile professionalità, costruita con anni ed anni di studio, ogni sorta di difficoltà in quanto, soprattutto in sala operatoria, non basta la bravura del chirurgo, ma deve esserci la collaborazione SERIA di tutta un'équipe e di una struttura ospedaliera di cui, certo, il singolo chirurgo non può e non DEVE rispondere.
Un tema così importante liquidato in modo così populistico, con l'aria di una discussione che si svolge in una portineria fra le comari di un palazzo.., ha fatto sì che abbiamo concluso che a Giletti è successo qualcosa... oppure qualcuno gli ha messo un freno dandogli precisi orientamenti di restare, quanto più possibile, nel superficiale, vago e approssimativo.

   

domenica 27 ottobre 2013

Libro in omaggio

Recensione di: Rita Coltellese - 494 battute spazi compresi
La vita sognata di Ernesto G.
di
Jean Michel Guenassia
Editore: Salani

La prosa scivola via senza asperità, senza intoppi, il romanzo ti prende subito, una frase dietro l'altra e, mentre si legge, si delineano i personaggi: la loro fisicità: Christine immersa in un lago di sangue "color rosso scuro.." e, a poco a poco, le loro psicologie: "Joseph sentì delle onde salirgli dalle gambe". Tutto è reale, tutto è plausibile e il lettore entra nelle scene vive della narrazione come uno spettatore invisibile: è lì, con loro, i personaggi, così vivi, così veri.

Con questa breve recensione (come richiesto) mi sono aggiudicato il libro in omaggio di questo scrittore che non conoscevo.
Lo sto leggendo. Ancora una volta, leggendo note biografiche sull'Autore, scopro che la sua vita si lega in qualche modo a quel che scrive, soprattutto relativamente ai luoghi: Algeri, dove lui è nato, e Parigi.
Vado sempre a sbattere lì perché il mio peggior critico dice che bisognerebbe scrivere soltanto attingendo alla sola fantasia... Invece personalmente più invecchio più penso che la realtà è così ricca di spunti che va spalmata sulla carta per analizzarla meglio, magari con qualche artificio tecnico per poterla raccontare (altrimenti sarebbe un noioso diario), ma sempre la realtà, perché nella vita di ogni giorno molti la sfuggono, si applicano per negarla, per nasconderla, per confonderla fino a mistificarla non sempre per ingannare solo gli altri, ma anche sé stessi.
Quello che c'è di interessante in questo libro, comunque, non è solo l'amore per Algeri ma il far muovere i personaggi in uno dei momenti storici più orridi del secolo appena passato: la follia hitleriana con tutti coloro che hanno ritenuto giusto condividerla ed assecondarla.
Il protagonista è un medico cecoslovacco di formazione ebrea, che lascia Praga per andare a studiare a Parigi. Finisce poi ad Algeri, colonia francese, per lavorare in una succursale dell'Istituto Pasteur. Ed è qui, dopo l'invasione della dolce Francia da parte della mostruosità nazista, che lo coglieranno le leggi razziali di Pétain...
Ed ecco che leggendo guardo a quel periodo non più da dentro l'Italia o dall'Olanda attraverso Anna Frank, ma da un luogo africano apparentemente lontano dalla follia che aveva appestato l'Europa ed è sconvolgente come non si sia potuto sfuggire nemmeno da lì.
Ora Joseph deve "cancellarsi", scomparire, non ha più diritto a vivere: solo perché ebreo!
La pazzia fatta sistema, lo smarrimento della Ragione!
Fa paura calarsi nella lettura di quel buco nero della Storia, dove le scelte e le leggi non avevano nessun senso umano, civile. Potrebbe riaccadere, stabilendo che degli esseri umani non hanno il diritto di vivere perché ebrei... oppure perché cattolici... oppure perché buddisti... oppure perché atei.. oppure perché biondi e con gli occhi azzurri... oppure perché arabi...ecc. ecc. ecc. 

venerdì 25 ottobre 2013

Condivido tutto

Da: La Stampa

POLITICA

L’urlo di Grillo: “Vergogna
Chiederemo l’impeachment”

LAPRESSE
Il leader del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo
 

Il leader M5S a Trento: Napolitano non può ignorare l’opposizione
INVIATO A TRENTO
«Oggi è successa una cosa vergognosa, Napolitano chiama la Finocchiaro, Schifani, i capi del pd e pdl, e nessuno del Movimento, vogliono passare dal Porcellum al Napolitanellum! Io ho già dato mandato ai nostri legali, chiederemo l’impeachment del presidente. E sono sicuro che nove milioni di italiani sono inc... più di noi». Non era mai arrivato a questo. E ci arriva, paradossalmente, in una piazza di Trento tra le meno calde della sua carriera, «qui sarà impossibile vincere», dice il fondatore del M5s. Ma è da qui che lancia l’ultima battaglia contro il Colle. 

Prima, a Rovereto, aveva parlato anche del caso immigrazione, che l’ha visto sconfessare i suoi stessi senatori. «Io sono contrario a abolire il reato di immigrazione clandestina, ma non posso essere io a decidere. Dovranno decidere tutti, ci vorrà un referendum dentro il Movimento; anzi, sarebbe bello se su queste cose potesse decidere tutto il popolo italiano, ma ora non si può». Non aveva fatto neanche in tempo a dirlo che lo aveva abbracciato un marocchino, smart phone alla mano; per dire dei cortocircuiti che ci sono in giro, voleva una foto insieme, «Beppe sei un grande». E Grillo, senza rinunciare alla battutaccia, ma lo sai che io ti voglio mandare via?»... Surreale. 

«Non capite? I partiti usano l’immigrazione solo per definirsi un’identità, a sinistra fanno i buoni, a destra i cattivi, ma alla radice del problema non va nessuno. Noi non dobbiamo ragionare con un buonismo facile, col cuore. Ci vuole un po’ di cuore e un po’ di ragione. Quante di queste persone possiamo accogliere facendole stare dignitosamente? Andiamo in Europa, andiamo dalla Merkel e rinegoziamo tutte le quote». Introduce altri elementi nuovi. «Io al Cie di Roma ci sono stato, ci sono 800 persone che vengono da dittature, a quelli l’asilo politico lo devi dare e basta. Però ho conosciuto uno che era scappato, era stato arrestato in Svizzera e quando è tornato in Italia sapete che ha detto? Che era meglio il carcere in Svizzera. Oppure i 250 del Cie di Bologna, che facciamo uscire e poi buttiamo in mezzo alla strada al gelo... Se la gente rimane qua, deve rimanere in modo decoroso». 

I senatori non la pensano come lui. «Ma io con loro farò un intervento solo di procedura. Possibile che decida un senatore senza che io sappia niente, Casaleggio sappia niente, il capogruppo niente?». Poi rivela: «Abbiamo fatto un sondaggio, l’85 per cento delle persone la pensa come me. Su cose così o decide tutto il movimento, o tutto il popolo italiano». 

Uno show, ma con un pessimismo di fondo, percepibile. Nel pomeriggio aveva parlato con imprenditori trentini alle prese con le difficoltà della delocalizzazione, il peso della burocrazia, uno stato nemico e la tentazione forte di investire in paesi vicini, Svizzera e Austria, dove farebbero loro ponti d’oro. Ora attacca. Napolitano, per esempio, «è una persona furba, non saggia. È lui l’artefice delle larghe intese, un uomo del sistema. Ma tiene in mano solo delle pedine, i giochi vengono fatti altrove». L’altrove sono un paio di luoghi su tutti, ritiene: Francoforte e Berlino. «Il Fiscal Compact ci obbliga dal 2015 a tagliare ogni anno 50 miliardi di spesa pubblica. Stiamo morendo, ce ne andiamo, siamo un paese sott’acqua. Io voglio ridiscutere il debito, ma anche gli eurobond potrebbero essere una soluzione più equa e solidale». 

La politica italiana, nella sua idea, è gregaria di tutto questo. «Marmaglia», «cialtroni», «parassiti»; «si riuniscono in segreto per fare senza di noi una legge che consenta di correre solo ai partiti e a chi riceve i soldi pubblici, che noi abbiamo rifiutato». Quindi? Per lui meglio rivotare così, e via alla richiesta di impeachment. C’è una qualche autocritica per i loro errori? «Siamo riusciti a fare poco, lo so, ce l’abbiamo messa tutta, ma sono sei mesi, dateci un po’ di tempo». Passa, adesso, un operaio rumeno. Gli domanda: «Beppe come faccio a sopravvivere? lavoro in fabbrica per 14 euro al giorno». «In che settore sei?». «Utensili per la fresatura». E Grillo, tornato attore, mima l’invasato e fa: «Ecco, affilali»

La conclusione è una battuta ma contiene una verità: la verità dell'immigrato sfruttato e della ribellione allo sfruttamento.
Comunque NON è solo l'immigrato ad essere sfruttato: la paura continua di perdere il lavoro fa sì che ci siano tanti italiani che lavorano nel settore privato che vengono fatti lavorare un numero di ore enormemente superiore a quello previsto nei decantati (dai sindacati) contratti! E questo crea una discrepanza con alcuni impiegati pubblici di cui nessuno parla: sono soprattutto i burocrati, quelli che fanno "dormire" le pratiche rendendo la vita difficile agli altri cittadini, garantiti dalle intoccabili 36 ore settimanali e dal posto sicuro a vita!

giovedì 24 ottobre 2013

Alzetta? Chi era costui?

Come Don Abbondio ignorava chi fosse Carneade, debbo dire che io ignoravo chi fosse il robusto e franco uomo in maniche corte e maglietta bianca che è entrato a metà trasmissione, quale ospite, nello studio di Agorà di RAI3 il 22 ottobre scorso, e si è beccato subito con Bonanni facendolo indispettire: dunque mi è diventato immediatamente simpatico.

Dopo una ricerca scopro che è stato Consigliere Comunale a Roma ma, nonostante sia stato rieletto nelle liste di SEL, è stato escluso in base alla Legge Severino!

Legge Severino, il Tar del Lazio respinge il ricorso di Andrea ‘Tarzan’ Alzetta

Vana la speranza di Silvio Berlusconi di poter contare su un caso analogo al suo: il consigliere comunale eletto tra le file di Sinistra ecologia e libertà non tornerà in Campidoglio

I giudici della sezione seconda bis del Tar del Lazio, presieduta da Eduardo Pugliese, hanno respinto il ricorso in materia elettorale legato alla legge Severino di Andrea Alzetta, detto ‘Tarzan’. Candidato con Sel alle ultime elezioni comunali di Roma, Alzetta non era stato ammesso all’Assemblea Capitolina nonostante risultasse eletto, perché oggetto di una condanna definitiva e dunque giudicato incandidabile in base alla legge Severino. Con dispositivo di sentenza, il Tar ha respinto il ricorso di ‘Tarzan‘, che dunque non tornerà a occupare uno scranno in aula Giulio Cesare.
Alzetta chiedeva l’annullamento dell’atto di proclamazione degli eletti in Campidoglio, in cui viene dichiarato incandidabile in virtù di una condanna a 2 anni del 2006, per aver partecipato a degli scontri di piazza a Roma nel 2001. Il Tar del Lazio avrà dieci giorni per depositare la sentenza, con la quale si conosceranno le motivazioni che hanno indotto i giudici a ritenere applicabile ad Alzetta le norme della legge Severino. I legali di ‘Tarzan’ avevano anche sollevato l’eccezione di costituzionalità, perché la legge disciplina in modo più severo l’incandidabilità di chi intende entrare nelle assemblee elettive degli enti locali rispetto a chi vuole farlo in Parlamento, configurando una normativa discriminatoria. Pure su questo i giudici dovranno pronunciarsi, ma in ogni caso la decisione non dovrebbe costituire un precedente utile alla causa del senatore Silvio Berlusconi. Come già affermato in passato dallo stesso Alzetta, infatti, l’eccezione di costituzionalità da lui sollevata non riguarda la retroattività della legge Severino ma quella disparità di trattamento tra i candidati alle elezioni comunali e i candidati a quelle nazionali ed europee.

Per farvi quattro risate (cosa che fa sempre bene alla salute) leggetevi i commenti sotto l'articolo del Fatto Quotidiano!

Andrea Alzetta

Silvio Berlusconi


La natura ci consola

Cielo sopra Rocca Priora h. 7:40 oggi (ora legale; ora solare 6:40 naturalmente)












...e fiori autunnali...



mercoledì 23 ottobre 2013

Cronache di pazzie quotidiane - Non sono razzista, ma ci sono gli indiani

Non sono razzista, ma ci sono gli indiani

All'ennesima telefonata dell'ennesimo possibile acquirente che chiedeva: "Ma ci sono gli indiani?" Rosanna si arrabbiò!
"Perché cosa le fanno gli indiani?"
"Niente, ma le case hanno minor valore perché vicino ci abitano gli indiani."
"Gli indiani lavorano nelle serre e servono agli imprenditori agricoli. Sono silenziosi e non danno alcun fastidio."
"Ammetterà che però stendono i panni non come noi!"
A Rosanna tornò l'immagine di una romanissima signora che aveva abitato per qualche tempo nella casa accanto alla sua e che stendeva le sue lenzuola e coperte su un filo tirato da un albero all'altro del giardino. Ma non era questo il suo peggior difetto bensì, dimostrando di amare tanto i gatti, aveva messo a ciascuno un collarino, anche ad una gattina in crescita di cui si dimenticò quando traslocò e il povero animale crescendo sarebbe sicuramente morto per soffocamento, se Rosanna non avesse provveduto a toglierglielo una volta che la povera gattina, abbandonata "dall'affettuosa padrona", era entrata nel suo giardino. 

Davanti al supermercato stazionavano ragazzi dalla nerissima pelle che insistevano per aiutarla a mettere a posto il carrello al prezzo di Lit. 2.000 (euro 1) e Rosanna rifiutava infastidita questo vero e proprio elemosinare spacciato per "lavoro", mentre vedeva che altri italiani si compiacevano, sentendosi molto buoni, di cedere a quell'insistente richiesta da parte di clandestini.

Quegli stessi italiani, però, non volevano abitare vicino a regolari lavoratori che, accontentandosi di una paga molto conveniente per gli imprenditori agricoli, erano una ricchezza per la zona.
Razzisti a singhiozzo?
Si sentivano degradati ad abitare non lontano da quelle belle signore che giravano con i loro bimbi bellissimi, con i loro coloratissimi sari? 
Gli uomini si vedevano passeggiare nei momenti di riposo pulitissimi, curatissimi, in pantaloni lunghi. Qualcuno portava il turbante.

I vicini italiani parlavano urlando, spesso proferivano bestemmie e parolacce, senza ritegno alcuno. Facevano dispetti tipo rigare le auto, far defecare il cane davanti agli ingressi delle case...
Però questo, secondo i possibili acquirenti, non deprezzava gli immobili...
Ogni simile ama il suo simile, dunque non può provarne fastidio.

Alcuni occupavano delle case senza pagare affitto, né acqua, né tasse di alcun genere: ma erano italiani, dunque non costituivano degrado per i possibili acquirenti.
Giravano vestiti come caricature: calzoni corti su gambe storte, cinture basse su ventri enormi...
Tutto un altro vedere rispetto ai dignitosi lavoratori agricoli indiani. 
Rosanna invece si sentiva degradata a vivere accanto ad energumeni che ritenevano un loro diritto fare chiasso fino a mezzanotte ed oltre insieme ai loro maleducatissimi figli. Soggetti che diventavano aggressivi qualora si richiedesse il rispetto delle regole di civiltà ed il silenzio.
Gente che non pagava il condominio facendo accumulare cifre considerevoli... Che dava continuo spettacolo della propria villania, che derideva chi si preoccupava di mantenere pulite le zone comuni...


Il sacco del territorio

Donzelli Editore

SINOSSI
Nel 1985, pochi mesi prima dell’approvazione della famosa legge Galasso sulla tutela del paesaggio italiano, il Parlamento approva la prima legge di condono edilizio proposta da uno degli ultimi governi di centrosinistra. Si disse che sarebbe stato il primo e l’ultimo. Dopo nove anni, nel 1994, il primo governo Berlusconi porta in approvazione il secondo condono edilizio. Anche allora si disse che sarebbe stato l’ultimo. Nel 2003 un altro condono proposto dalla stessa maggioranza. Finora sono tre le leggi di condono edilizio approvate dal Parlamento, e per quanto possa sembrare strano non è stato fornito all’opinione pubblica nessun rendiconto su quante domande siano state presentate, quanti edifici siano stati condonati, quanti ettari di terreno agricolo siano stati divorati dalle costruzioni, quale sia il bilancio economico delle tre leggi. Siamo un paese in cui lo Stato non ha la forza e l’autorità per far rispettare le leggi, a partire dai piani urbanistici, e cioè le regole che disegnano il futuro delle città. E la china rovinosa dell’Italia pare non arrestarsi: sembra che la cultura dell’abusivismo stia permeando le amministrazioni pubbliche. Dal primitivo abusivismo di «necessità», quello cioè di un paese povero che faticava a diventare moderno, siamo infatti passati all’iniziativa dello Stato stesso per cancellare ogni regola. Nel 2009 il governo Berlusconi annuncia il «piano casa» con cui si possono aumentare i volumi degli edifici a prescindere da qualsiasi regola urbanistica. Nello stesso periodo, per la preparazione Dei mondiali di nuoto e delG8 alla Maddalena, si sperimenta il modello di deroga persino rispetto alle regole paesaggistiche e di tutela dei corsi d’acqua. Fenomeni di questo tipo sono impensabili e sconosciuti in tutti gli altri paesi europei. Ed è urgente chiedersi quale sia il male oscuro che non permette all’Italia di divenire un paese in cui le regole sono rispettate.
L'AUTORE
Paolo Berdini, ingegnere, svolge attività di pianificazione urbanistica e consulenza per le pubbliche amministrazioni. Membro del consiglio nazionale del Wwf, collabora con il quotidiano «il manifesto». Per Donzelli ha pubblicato nel 2008 La città in vendita. Centri storici ...


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Dicono che il clima in Italia sia cambiato, può darsi, ma le continue alluvioni, le frane, gli smottamenti del terreno, non sono dovuti tutti al clima che si sta tropicalizzando, bensì al sacco del territorio fatto da una diffusa cultura insofferente alle Leggi ed ai Regolamenti e, soprattutto, alla criminale inadempienza dei Comuni ad applicare Leggi e Regolamenti.
Le scuse sono: "Non abbiamo sufficiente personale".
Conseguentemente chiedono pubblici concorsi per far entrare e "sistemare" figli e discendenti vari, quindi aumentare la spesa pubblica che, per le circostanze drammatiche dell'economia del Paese, al contrario va contenuta.
Ho già illustrato come un tecnico abbia detto di essere stato pagato dal mio comune per un programma che consentiva, tramite foto del non enorme territorio del comune in cui vivo, il raffronto automatico con il catasto. Bastando una persona, il programma ed un PC.
Quando il solerte ufficio ICI del medesimo comune ha inviato alla mia famiglia una corposa cartella di pagamento per il 50% della nostra casa di proprietà che doveva pagare l'aliquota del 7 per mille, in quanto mio marito aveva spostato la residenza in altro comune e, per la sua parte di proprietà, avevamo erroneamente pagato il 5 per mille, abbiamo anche dovuto pagare una corposa mora!
L'impiegata incaricata di chiudere la pratica dopo il nostro pagamento, ci ha informato che "il comune stava operando per ottenere foto aeree del territorio" in modo da far pagare le tasse a tutti e non solo ai soliti.
Non ho notizia se ciò sia stato fatto, dunque per il momento sospendo ogni giudizio, ma quando sapremo perbene cosa si dovrà pagare per il 2014 i comuni dovranno renderne conto ai cittadini paganti, in quanto, altrimenti, si configura connivenza con l'evasione fiscale!!

Per intanto assistiamo ad allagamenti e danni dovuti alla indiscriminata cementificazione abusiva priva di controllo.
Conseguenze di abusivismo

lunedì 21 ottobre 2013

Pecoraro Scanio si sveglia tardi

Ricevo da Change.org la seguente petizione:


Ciao Rita,

Agli inizi di ottobre la spiaggia rosa e l'intera isola di Budelli, uno dei simboli del parco nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena in Sardegna, sono stati venduti all'asta ad un banchiere neozelandese, Michael Harte, per 2 milioni 940 mila euro.
Un prezzo irrisorio per un’isola di 1,60 km2 con oltre 12 km di costa.
Il parco nazionale della Maddalena, ai sensi della Legge Quadro sulle Aree Protette (la legge n. 394 del 1991), può esercitare entro 90 giorni il diritto di prelazione, decidendo di comprare per lo stesso importo questo gioiello.
Lo deve fare, Budelli è un bene comune!
Fin da ragazzo mi sono impegnato per difendere i luoghi naturali, il mare e le coste del nostro Belpaese. Ricordo ancora le prime battaglie, insieme ad altri ambientalisti, con cui riuscimmo a salvare la Costiera Amalfitana dalle trivellazioni petrolifere a mare e, anni dopo, a far inserire il Cilento e il Vesuvio nella rete dei parchi nazionali per limitare abusivismo e cementificazioni.
Nel 2006, da Ministro, ho ottenuto di inserire la “tutela del mare” nella denominazione del Ministero dell’Ambiente ed esattamente sei anni fa, nell’ottobre 2007, sono riuscito a varare il decreto Rete Natura 2000 per proteggere migliaia di siti di interesse comunitario in tutta Italia.
Per questo la notizia della vendita di un tesoro come Budelli mi sembra una resa dello Stato e so bene che se ci mobilitiamo possiamo non rassegnarci a questa (s)vendita.
Certo, i vincoli di tutela che negli anni siamo riusciti ad imporre riescono a salvaguardare questa bellezza naturale e perfino gli avvocati di Mr. Harte rassicurano sulla sensibilità ambientalista del loro cliente.
Ma chi ci garantisce per il futuro?
Questa isola è un bene unico ed è giusto che sia acquisita al patrimonio pubblico.
Fino al 31 dicembre una norma impedisce agli enti pubblici di comprare immobili, persino nel caso in cui riescano a raccogliere donazioni private. Eppure, se al parco fosse consentito di promuovere una raccolta di fondi con la garanzia di acquisire davvero al patrimonio pubblico l'isola di Budelli, potremmo essere in molti a contribuire.
Chiediamo al Presidente del parco della Maddalena – che, per legge, è il titolare del diritto di prelazione – e ai Ministri dell'Ambiente e dell'Economia, al Presidente della Regione Sardegna e al Direttore dell'Agenzia del Demanio perché, ciascuno nella propria competenza, contribuisca a rimuovere gli ostacoli di legge e metta a disposizione le risorse necessarie, con fondi pubblici o raccogliendo donazioni private, affinché l'isola di Budelli diventi un bene dello Stato.
Si tratta di un tesoro unico al mondo. Si tratta di non svendere l’Italia.
Grazie,
Alfonso Pecoraro Scanio
!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Ho firmato per alcune lodevoli iniziative di change.org come di Avaaz.org, ma ritengo che spesso trattasi di emerite cavolate di menti infantili che propongono le più strampalate raccolte di firme per le più sciocche cause, pretestuose e velleitarie.
Detto questo ritengo che Pecoraro Scanio si svegli tardi e, soprattutto, abbia eluso la realtà riportata da molti media e cioè che Budelli era di privati pure prima che l'acquistasse il neozelandese.
E questa elusione, per uno che si vanta di essere stato Ministro dell'Ambiente, è veramente grave! 
Non lo sapeva il Pecoraro Scanio che Budelli era in mani private pure prima? Che era di una innominata Società milanese fallita? Che prima era stata di altri? Che lo Stato ne aveva solo la tutela che però non ha impedito ad una Società Pubblicitaria inglese di girarvi uno spot, come documentato da immagini reperibili sul WEB, addirittura sbarcando comodamente sulla proibita spiaggia rosa??!!
Scusi,  Pecoraro Scanio, ma lei mi appare quantomeno superficiale!
Le consiglio, per intanto, di leggersi il mio post del 2 ottobre 2013 sull'argomento.

Ipovedenti

Da: SuperAbile INAIL Emilia Romagna

FALSA CIECA? ASSOLTA LA SIGNORA DI LUGO AFFETTA DA RETINITE PIGMENTOSA

Accusata di aver truffato l'Inps, la 60enne è stata assolta perché "il fatto non sussiste". Ma per 2 anni le hanno tolto pensione di invalidità e assegno di accompagnamento. Bighi (RP Emilia-Romagna): "Occasione per fare chiarezza sulla malattia e su cosa prevede la legge"

RAVENNA - Assolta "perché il fatto non sussiste". Si conclude così l' avventura della parrucchiera sessantenne di Lugo, in provincia di Ravenna, affetta da retinite pigmentosa accusata di aver truffato l'Inps. L'indagine è iniziata a metà del 2011 quando la Guardia di Finanza di Lugo la filma mentre va in bicicletta da casa al negozio e al bar con in mano un giornale. Dopo essere finita sotto i riflettori delle tv nazionali e aver avuto bloccati per circa 2 anni la pensione di invalidità e l'assegno di accompagnamento che le spettano, il giudice l'ha ritenuta innocente. "Il giudice di Ravenna ha semplicemente applicato la legge - spiega Mirella Bighi, presidente dell'associazione Retinite Pigmentosa Emilia-Romagna e di cui la signora di Ravenna è associata - Quello che ha fatto male, non soltanto alla diretta interessata, ma a tutte le persone che soffrono di retinite pigmentosa e si sono sentite additate come truffatori, è stato il polverone mediatico che si alzato. Speriamo che la sentenza di assoluzione sia finalmente l'occasione per fare un po' di chiarezza sulla malattia e su quello che la legge prevede per chi ne soffre".

Fino a oggi senza cura, la retinite pigmentosa è una malattia genetica della retina che colpisce in Italia un cittadino ogni 5 mila. Provoca prima una grave difficoltà nel vedere di notte o nelle condizioni di luce abbagliante, quindi un restringimento progressivo del campo visivo (la cosiddetta "visione a cannocchiale"), che può portare fino alla cecità assoluta. "È la legge a definire ‘ciechi totali' non solo chi non vede da entrambi gli occhi, ma anche chi percepisce solo luci e ombre oppure ha un residuo visivo perimetrico inferiore al 3 per cento, come capita a chi soffre di una grave forma di retinite pigmentosa - dice ancora Bighi - Io stessa ho la retinite pigmentosa e come la signora di Lugo riesco ad andare in bicicletta, ma solo nel breve tratto da casa alla fermata dell'autobus: lo conosco a memoria, so che è sicuro e senza ostacoli, e vado piano".

 Le immagini sono state anche trasmesse in televisione e finiscono su Rai 1 in una puntata di "L'Arena" di Massimo Giletti, in cui si dà gran risalto al caso della "falsa cieca", ignorando però i contenuti della Legge 138/2011, che classifica e definisce le minorazioni visive, e non dando neanche modo di spiegare che cosa sia e che cosa comporti la retinite pigmentosa a uno degli ospiti in studio, Sergio Zaccaria Scalinci, referente scientifico del Centro di studio per l'ipovisione e il glaucoma dell'Università di Bologna. (Irene Leonardi)

(14 ottobre 2013)

Falsi invalidi e veri disagi, le scuse dell'Inps: "Abbiamo causato disturbo"
Antonio Mastrapasqua Al convegno di apertura di Reatech il presidente dell'Istituto previdenziale
Antonio Mastrapasqua, si scusa per gli effetti collaterali dei controlli per scovare i falsi invalidi e propone di "passare alla fase due" e rivedere il meccanismo e gli importi dei sostegni economici: "Perché l'invalido prende solo 270 euro?"

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Ho appreso la notizia da una e-mail che mi è stata inviata da un'Associazione di Ipovedenti di Torino.
Non ho la retinite pigmentosa, per mia fortuna, e non entro nel merito di questa vicenda, ma certo le Leggi se non sono perfette sono però perfettibili.

Per quel che mi riguarda io sono affetta dalla nascita da Corioretinite maculare, non dipendente da Toxoplasmosi in quanto esami ripetuti, di cui il primo all'età di 10 anni (prima non esisteva l'esame di laboratorio per la ricerca degli anticorpi del toxoplasma nel sangue e, all'epoca, a Roma c'era un solo Laboratorio a pagamento che poteva fare questo tipo di analisi) e i successivi, effettuati solo per riscontro che il primo esame fosse stato fatto bene, hanno dato esito negativo. Intanto le lesioni alla retina si ripresentavano all'età di 12 e 17 anni, pur in assenza del più frequente agente causale che per questa affezione è, appunto, il toxoplasma.
Esclusa ogni altra possibile causa, sentiti oculisti di fama ed in gran numero, alla fine fui io la prima a dire: "Forse è di origine genetica, un gene che è mutato in qualche aspetto e fa sì che le mie retine siano fatte così: infiammazione e cicatrizzazione del tessuto retinico che, dove è cicatrizzato, perde per sempre la sua funzione visiva." La cosa stupefacente è che il luminare della Scienza Medica mi dette ragione!

A differenza della  retinite pigmentosa, però, se mutazione genetica c'è, non è trasmissibile.
I miei genitori ed i miei nonni ci vedevano tutti benissimo e non ho notizia neppure nei collaterali di una simile affezione.
E' un "regalo" della natura fatto a me e me lo tengo.
Ho messo al mondo i miei figli solo dopo aver avuto rassicurazione dai luminari di cui sopra che non era malattia ereditaria. 

Detto questo vediamo cosa riconosce lo Stato Italiano a questa malattia.
Pochissimo o nulla. Ho ottenuto un'invalidità civile del 37% nel 1979, sollecitata a chiederla soprattutto da chi me lo consigliava per avere benefici nella ricerca di un lavoro.
Benefici: zero.
Sono stata iscritta nelle liste di collocamento degli Invalidi Civili della Provincia di Roma senza che mai qualcuno mi abbia chiamato per un lavoro.
Nei Pubblici Concorsi che ho dato in teoria potevo essere favorita a parità di punteggio rispetto ad un altro elemento che non fosse stato invalido civile.
Eventualità che non si è mai presentata.
Infine, la mia indomita voglia di cambiare in meglio le cose di questo Paese, perché detesto la gente che si limita  a lamentarsi soltanto pretendendo un generico assistenzialismo, mi ha spinto a cercare di far riconoscere la mia malattia fra le malattie rare, dove non è inserita, o almeno di farla inserire fra le malattie che hanno diritto all'esenzione dal ticket sanitario.
Allo stato la Corioretinite maculare non è né l'una, né l'altra cosa.
Pubblico qui sotto la lettera di risposta  del Ministero della Salute alla mia prima istanza:

In basso a sinistra appare la scritta, non leggibile per i caratteri troppo piccoli: Paola Pisanti corioretinite 14/11/2002. Forse è il nome di chi, presumibilmente, ha fatto la ricerca sull'argomento per conto del funzionario che ha firmato la lettera.

Copia della mia risposta alla missiva del Ministero dopo aver constatato che nulla era accaduto.
Ulteriore risposta del Ministero con, oltre al solito errore ortografico del mio cognome, si nota la data di riferimento alla mia lettera che era dell'8 luglio 2005 mentre è scritto 14 luglio 2004!
Ultima lettera-tentativo di ottenere qualcosa di concreto dallo Stato per la Corioretinite Maculare.
Non vi è stata risposta.

Dalla mia vicenda personale e da quella riportata dalla cronaca nell'incipit di questo post, si evince che i legislatori ed i burocrati che applicano leggi e regolamenti perdono pezzi di realtà. 
Posso, inoltre, testimoniare i seguenti eventi confliggenti:
1) Quando ancora lavoravo avevo chiesto i benefici della Legge 104/92 in quanto lavoravo otto ore al giorno in gran parte sui computer e i miei occhi avevano bisogno di riposo. La Commissione Medica della ASL RomaH me l'ha negati, ritenendo che i miei occhi potessero reggere benissimo quel ritmo. Conservo tutta la documentazione.
2) Una Commissione Medica preposta al rinnovo della patente di guida per gli Invalidi civili ha ritenuto che prima del rinnovo i miei occhi dovessero riposare per un anno! Le lesioni della retina di entrambi i miei occhi sono ferme ad almeno 30 anni fa (fortunatamente) e tutti gli oculisti sono in grado di stabilire se quelle che vedono, esaminando il fondo dell'occhio, sono recenti o antiche. A cosa poteva servire mai stare un anno senza guidare l'automobile? Se il Presidente della Commissione che ha firmato tale certificazione pensava che il riposo avrebbe migliorato le mie capacità visive ai fini della guida egli è meritevole di essere radiato dall'Albo, in quanto qualsiasi oculista sa che là dove la retina, che è un tessuto nervoso non sostituibile, è lesa, cicatrizzata, non vi è più visione né potrà esserci mai più! E se avevo guidato negli ultimi 30 anni senza nuove lesioni perché mai all'improvviso non potevo farlo più?
Misteri dei Medici insediati nelle lucrose Commissioni Mediche che debbono applicare burocraticamente Leggi e Regolamenti!




domenica 20 ottobre 2013

Giustizia folle

Da: La Repubblica.it
(08 maggio 2013)


Equitalia alla Comunità ebraica
"Priebke nullatente, pagate le spese legali"

Al presidente della Comunità ebraica romana e al giornalista del Tg2 Walter Vecellio recapitata una cartella esattoriale da 316,05 euro anche se erano risultati innocenti rispetto alle accuse mosse l'ex ufficiale delle SS condannato all'ergastolo per l'eccidio delle Fosse Ardeatine. Il boia delle Fosse Ardeatine, che a luglio compierà 100 anni, non ha beni intestati

di GABRIELE ISMAN
Sono risultati innocenti rispetto alle accuse di sequestro di persona e ingiurie nei confronti di Erick Priebke, boia delle Fosse Ardeatine, ma dovranno pagare le spese perchè il capitano delle Ss all'ergastolo risulta nullatenente. A ricevere la cartella esattoriale sono stati il Presidente della Comunità ebraica romana Riccardo Pacifici e il giornalista del Tg2 Walter Vecellio, entrambi accusati da Priebke di sequestro di persona e ingiurie. A denunciare la vicenda è stato Giuseppe Giulietti, portavoce dell'associazione Articolo 21.
"Non ricordo neppure di aver ricevuto la cartella, in questo caso Equitalia è soltanto agente di pagamento, forse non ha colpe. L'anomalia, la mostruosità giuridica sta nel fatto che a pagare debba essere chi è risultato innocente in tre gradi di giudizio perché l'imputato Priebke non ha beni pignorabili. Comunque non pagherò" dice Pacifici che poi rincara: "È demenziale che se 10mila persone nullatenenti denunciano un innocente e poi non possono pagare, l'innocente finisce sul lastrico perché deve pagare per loro". 

Vecellio invece ha mostrato la cartella Equitalia al Tg2: "I trecento euro li pago senza problemi, il meccanismo prevede che la registrazione della notifica della sentenza sia a carico del soccombente, ma se  questo non paga, perché nullatenente, scatta il pagamento a carico delle altre parti. Questa è la legge: il meccanismo a parte, in questo caso è offensivo che si parli di un nazista che querela il mondo perché comunque non ha nulla da perdere".


La denuncia risale al 1996: la sera del 1 agosto il tribunale militare ritenne di non doversi procedere contro Priebke per la strage delle Fosse Ardeatine. Vi furono dei tumulti in aula, l'ex capitano Ss fu riarrestato per ordine dell'allora ministro della Giustizia Flick e la condanna definitiva all'ergastolo arrivò solo nel marzo 1998. Per i fatti di quella notte Priebke denunciò Pacifici e Vecellio: "Casualmente  -  nota il primo  -  tra tanti giornalisti presenti Priebke se la prese soltanto con l'unico chiaramente ebreo". Nei tre gradi di giudizio gli imputati sono sempre stati riconosciuti innocenti, e Priebke è stato anche condannato a pagare i loro avvocati, spese processuali, e anche dei risarcimenti. 
"Non voglio nulla da lui" dice il giornalista. "Trovo curioso  -  aggiunge Pacifici  -  che l'ex nazista sia stato arrestato dopo aver concesso un'intervista alla Rai per cui doveva incassare 50 milioni di lire. Quei soldi furono poi bloccati, ma il nullatenente Priebke fece una lunga causa alla Rai e li ottenne quattro o cinque anni fa, con tanto di interessi. Noi provammo, con la collaborazione della Rai, a bloccare quei conti, ma i soldi erano già scomparsi".

Peraltro due mesi fa la Cassazione aveva giudicato ammissibile la richiesta di processo in sede civile per Priebke - 100 anni nel luglio prossimo - che però, essendo nullatenente, non potrà mai risarcire i familiare delle vittime delle Fosse Ardeatine. 
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Si può ben dire che il Male vince sempre e comunque e si beffa delle vittime.I soldi pagati dalla RAI sono soldi di chi paga il cosiddetto "canone" che canone non è, ma una imposta sul possesso dell'apparecchio televisivo.Ho cercato informazioni su chi pagasse la badante e la casa che ospitava Priebke per stare agli arresti domiciliari: non ho trovato nulla, in compenso ho trovato questa notizia di maggio 2013.I funerali di un detenuto che muore li debbono pagare i suoi discendenti, questo nazista ha dei figli: un figlio che vive in Argentina ha dichiarato che lui non ha i soldi per venire al funerale del padre, ma avrà pagato le spese dei vari trasporti ad Albano Laziale e Pratica di Mare?