giovedì 9 gennaio 2014

Rudy capro espiatorio?

Da: LEGGO

MEREDITH, LA VERITÀ DI GUEDE IN UN LIBRO.
MASTRONARDI: "RUDY TESTIMONI IN APPELLO"


di Isabella Pascucci
ROMA - Il criminologo Vincenzo Maria Mastronardi, autore del volume Meredith. Luci e ombre a Perugia e del fascicolo aggiornato Meredith. Le ultime verità dagli atti del processo (Armando Editore), scritto con il giornalista Giuseppe Castellini, parla del caso Meredith anche alla luce della decisione della Corte di Cassazione che ha disposto l'annullamento della sentenza d'appello, con cui Amanda Knox e Raffaele Sollecito erano stati assolti. Qual è la fisionomia di questo studio, dedicato ad un caso giudiziario che ha fatto versare fiumi di inchiostro?
«Con Mieluzzi fummo incaricati della consulenza tecnica per conto di Rydy Guede, così da esaminare se la fuga in Germania poteva costituire implicitamente ambizione di colpevolezza. Così, abbiamo esaminato il soggetto e abbiamo rilevato una struttura borderline di personalità, pronta a tremare per un nonnulla, come lo stesso Guede ha manifestato in tribunale: “Mi sento veramente colpevole e neanche Dio potrà togliermi questa colpa. Perché mi sono intimorito, ma se fossi rimasto ancora un po’ lì, avrei salvato Meredith. Sono stato io a tamponare tutte le ferite di quella povera ragazza che stava per morire, e quando l’ho lasciata era ancora viva”. Ecco, questo libro riflette la verità di Rudy che è la verità dei fatti accaduti quella notte».
La Cassazione ha rigettato la sentenza del secondo grado di giudizio. Cosa accadrà adesso?«Mentre prima si sperava che Rudy Guede chiarisse meglio la situazione, adesso potrebbe essere finalmente chiamato a testimoniare nel processo contro Amanda Knox e Raffaele Sollecito per puntualizzare la verità. Perché Guede, come è stato detto da più fonti, è l’unico testimone che possa dire come sono andate effettivamente le cose. Inoltre, a suo carico, si potrebbe ipotizzare un nuovo reato e, pertanto, ridimensionarne la pena».
L’appendice pubblicata di recente racconta nei dettagli proprio la notte dell’omicidio, così come è stata raccontata da Guede, anche per mezzo di immagini. «Esattamente: i bozzetti presenti nel libro rappresentano un addendumrealizzato sulla base della testimonianza del giornalista Giuseppe Castellini, direttore del Giornale dell'Umbria, che ha seguito il caso come cronista. Guede racconta che mentre stava facendo petting con Meredith in camera suamotivo per cui sul corpo della vittima è stato trovato il Dna di Rudy – i due ragazzi si sono ricomposti e hanno iniziato a parlare. Meredith gli parlò del furto dei 300 euro, accusando Amanda di fumare, di portare strane persone in casa e di essere la sola a non pulire l’appartamento».
Dunque una Meredith indispettita nei confronti della coinquilina. «Sì, al punto che Guede dice di aver abbassato un po’ i toni e di averla confortata. Dopodiché dice di essere corso in bagno: aveva mangiato un kebab e, mentre è in bagno, si mette le cuffiette come faceva di solito. E allora, sente qualcuno bussare alla porta. È Amanda e bussa non perché non abbia le chiavi ma perché la serratura di casa aveva un difetto e, quindi, perché restasse chiusa, era necessario che fosse serrata dall’interno. Si tratta di piccoli dettagli, ma è utile conoscerli per entrare nella storia con il microscopio e comprendere meglio la criminodinamica. Insomma, Meredith aveva dimenticato la chiave nella toppa, impedendo agli altri di entrare con la propria chiave dall’esterno». 
Che cosa colpì Rudy, in quel momento?«Rudy sente bussare alla porta, ascolta la voce di Amanda parlare in inglese con Meredith e questa intimarle “Dobbiamo parlare”. Ma a questo punto Rudy si rimette le cuffie, capendo che le ragazze avevano da parlare di fatti propri. Ascolta due brani e mezzo, della durata totale di 9 minuti». 
Un dettaglio importante?«Sì. Vuol dire che l’omicidio è avvenuto in 9 quei minuti».
Nel libro viene sottolineato ed indagato da una nuova prospettiva anche il particolare dell’urlo. «Esattamente: ad un certo punto Rudy dice di aver udito urlare, ma un urlo veramente disumano. Lo stesso avvertito dalla signora che era nelle vicinanze dell’abitazione e che testimonierà. Ma i medici legali sanno bene che nessuno può urlare quando gli si taglia la gola. E quello che non è mai emerso a sufficienza è che Meredith era esperta di difesa personale e praticava il karatè. Quindi quello udito da Guede era l’urlo dell’aikido, che si emette quando una persona viene minacciata. È un urlo di difesa e di attacco».
Un omicidio che nasce da una lite, senza alcuna premeditazione da parte di Amanda?«Lo escludo: è solo una prova della banalità del male. In questo caso, le circostanze hanno portato al superamento della soglia di tolleranza. Nel momento della lite tra Meredith ed Amanda, tra aggressioni verbali per i famosi soldi che Amanda avrebbe sottratto alla ragazza inglese, spintoni e la tensione che sale. Del resto, ritengo che anche l’omicidio di Avetrana derivi da un fatto banale, sfuggito di mano, senza alcuna premeditazione».
Quindi, cosa accadde tra Meredith ed Amanda?«Come spieghiamo nel libro e come testimoniato da Rudy, Meredith in quel frangente era molto arrabbiata. Un attimo dopo, arriva Amanda, tutta fatta di canne, come deduco dagli atti di causa. In questo frangente la soglia di tolleranza di Amanda era bassissima, per cui è bastato poco, una spinta, un urlo di difesa-offesa, perché Meredith venisse immobilizzata: la situazione è sfuggita di mano».
Immobilizzata. Ecco il terzo uomo?«Sì, Raffaele Sollecito era al fianco di Amanda, sebbene Rudy non l’avesse sentito entrare. Perché quando Rudy sente questo urlo disumano, esce dal bagno senza neanche tirare la catena, ma non vede Amanda, come se questa fosse scappata via, come se non fosse più all’interno dell’appartamento. Si avvia verso la stanza di Meredith e vede un tizio di spalle, con la mano sinistra tocca la spalla destra di questo soggetto che non ha mai visto prima. Solo in seguito riconoscerà quel ragazzo come Raffaele Sollecito. E Sollecito, strafatto anche lui, e brandendo un coltello – sempre secondo la testimonianza di Rudy - si volta e gli dice: “Negro trovato, negro accusato!”». 
L’uomo di colore è al centro anche dell’accusa infondata di Amanda. Perché?«Rudy è certo di aver udito i passi di due persone, sulla ghiaia del giardino, quando Sollecito corre via e si allontana con la ragazza E sente Sollecito dire alla persona che è con lui: “C’era un negro dentro”. Ecco perché Amanda accusa Lumumba; perché quando Amanda sente la parola “negro” e non avendo visto Rudy in faccia, pensa immediatamente all’uomo di colore che lavora nel pub e lo accusa».
E Rudy resta solo: è il momento della verità?«Già: Rudy torna in camera e vede Meredith a terra, sanguinante e boccheggiante, tanto che prova a tamponare come meglio può il sangue. Ecco perché la scientifica ha rilevato le impronte di Rudy sulla scena del crimine. E proprio in quel momento, Guede realizza che possano accusarlo che quando è accaduto può essere attribuito a lui. Quindi, preso dal panico, lascia tutto e scappa. Già un soggetto con una psiche normale, rimarrebbe annichilito di fronte ad un evento del genere. figuriamoci una persona, come Guede, non affetta da sindrome, ma con una struttura borderline, al limite della psicosi».
Però nel libro si parla anche di un clamoroso depistaggio. «Sì, un camuffamento della scena del crimine: Guede dice di aver lasciato Meredith vestita. Invece, il cadavere viene ritrovato parzialmente denudato. Quindi, a questo punto, qualcuno è ritornato e ha strutturato una messa in scena, spogliando Meredith e imbastendo la falsa effrazione. Nella stanza accanto a quella di Meredith, un vetro viene rotto con una grossa pietra di 3,8 chili. L’ipotesi è che siano entrati dei malviventi: ma lo spazio era piccolissimo e la pietra non poteva entrare, mirando da sette metri di distanza dal basso». 
Una finzione?«Sì, perché il vetro viene rotto dall’interno, non dall’esterno: è solo per simulare un furto finito male. Se fosse stato rotto dall’esterno, la maggior parte dei vetri rotti sarebbero rimasti all’interno della stanza e non all’esterno. Inoltre, i frammenti di vetro erano sopra e non sotto i vestiti che vengono tirati fuori dall’armadio, per simulare che si sia rovistato alla ricerca di oggetti preziosi o di denaro».
E poi, il dettaglio del piumone. Criminologicamente, ne date una lettura molto precisa. «Chi copre un corpo? Una madre quando uccide il figlio o il coniuge, un parente o un amico, insomma qualcuno che ha avuto familiarità con quel corpo e con quell’individuo quando era in vita. Se fossero stati dei balordi, avrebbero ucciso e se ne sarebbero andati, senza preoccuparsi di coprire il cadavere. Copre il corpo chi ha una necessità profonda di non guardarlo». .

Speriamo sappiano fare chiarezza i giudici: ma non ci spero molto.
Intanto la calunniatrice di Lumumba, dell'interprete che l'ha aiutata durante l'interrogatorio e dei poliziotti che l'hanno interrogata, grazie alla debolezza dell'Italia davanti ai cittadini USA, se ne è potuta tornare nel suo Paese, anche grazie all'appoggio della Associazione Italia - USA, senza attendere il terzo grado di giudizio.
Come il Cermis: i cittadini statunitensi sono dei privilegiati nel nostro Paese, possono fare quel che vogliono.
 

Il Commissario Calabresi ucciso a 35 anni

Ho seguito lo sceneggiato televisivo di RAI 1 su uno dei fatti più brutti della nostra Storia Repubblicana: l'uccisione vigliacca del Commissario Calabresi.
Il filo conduttore per raccontare tale tragico evento è un giovane romano che, entrato in Polizia, viene mandato di stanza a Milano. Egli conosce il giovane Commissario e attraverso gli occhi di questo personaggio inventato si raccontano fatti veri.
La ricostruzione si è basata sui fatti documentali ed è stata fatta con misurata prudenza. A quanto sapevo si aggiunge lo scenario in cui Calabresi, uomo credente di fede cattolica, viene giocato dal suo stesso ambiente che avrebbe dovuto garantirlo. Mentre egli cerca gli autori della strage di Piazza Fontana fra gli anarchici, da cui discende la morte per caduta dalla finestra della Questura di Pinelli, si apprende che la sostanza di cui erano fatti gli ordigni era stata fatta entrare in Italia da Ordine Nuovo. Si vede bene, dunque, la matrice di tale strage.
Ai nemici del suo ambiente si aggiungono gli insensati attacchi di Lotta Continua che lo vogliono morto perché, a loro avviso, colpevole della morte di Pinelli.
Ancora una volta si constata che l'uomo in buona fede viene lasciato solo da interessi diversi dai suoi e fra loro opposti. Egli incarna solo l'uomo che serve l'istituzione facendo del suo meglio.
Il dramma atroce della famiglia, per chi ha la sensibilità che fa vedere nell'altro sé stesso, è devastante. Una moglie giovane ed incinta che subisce un tale trauma, l'uomo amato, il padre dei suoi due figlioletti piccolissimi, ucciso in un agguato vigliacco sotto casa: gli spararono alle spalle! E' un miracolo se il piccolo che portava dentro è arrivato a termine ed è nato per apprendere che non avrebbe mai conosciuto suo padre. Ma nemmeno gli altri due cuccioli potranno mai ricordare nulla del suo amore, delle sue cure e parole... Un danno immenso, di cui ho scritto in un mio post che qui ripubblico per coloro che non sanno cercare nell'archivio tramite le etichette sotto i post. 

 17/01/2012  

Da: La Repubblica.it

Adriano Sofri torna a essere un uomo libero
Ha scontato la pena per l'omicidio Calabresi

Luca Sofri - figlio di Adriano                           Adriano Sofri

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Il Commissario Calabresi, invece, è stato "spento" tanto tempo fa. Ha smesso di esistere, di vedere nascere il figlio che sua moglie portava in pancia, di vedere crescere gli altri due figli e amare sua moglie.
La moglie di Leonardo Marino chiamava Sofri "Il Piccolo Principe".
Marino era operaio alla Fiat, avvelenato dalla demagogia che spinge l'operaio contro il padrone... L'intellettuale Sofri lo trattava alla pari e questo lo gratificava... Poi, quando si è ritrovato in mezzo alla strada, al freddo, a vendere frittelle, ha capito. Sofri era sempre nel suo casale sulle colline toscane, circondato da amici noti e importanti, lui invece aveva perso tutto: il posto alla Fiat, lo stipendio sicuro e i contributi per la pensione e la mutua. Al freddo, in silenzio, aspettando gli sparuti clienti, ha capito. Ha capito che come operaio almeno aveva una dignità. Ha capito che l'intellettuale di sinistra, a cui non manca mai l'amico che lo fa scrivere sull'importante giornale, era sempre a galla dopo l'ubriacatura della violenza gridata ed incitata... mentre lui, l'operaio manipolato, illuso, era in mezzo alla strada.
Allora ha parlato.
I signori che gridavano fascista anche a chi non lo era neppure un po', (bastava solo non essere come loro), hanno preso la via della fuga e Sofri, orgoglioso, è rimasto. Ha potuto godere del giudizio di otto diversi processi che hanno acclarato la sua colpevolezza e quella degli altri correi. Ha potuto godere di un carcere che tanti carcerati per reati minori se lo sognano: ha potuto stare a casa sua...
Ora è definitivamente fuori. Calabresi no, non potrà uscire dalla tomba. 
Commissario Luigi Calabresi francobollo commemorativo 
Copertina del libro del figlio di Luigi Calabresi Mario
Nell'immagine la famiglia del Commissario assassinato con l'ultimo nato che non ha mai potuto conoscere il padre

Marò: uno schiaffo dell'India all'Italia

Da: La Stampa

Marò, l’India: “No alla pena di morte”

L’inviato del governo italiano De Mistura minimizza: «Si sapeva da tempo».
E incalza: grave che non ci sia ancora il rapporto su conclusione delle indagini
ANSA
I marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone all’uscita dal commissariato di polizia di Chanakya Puri a New Delhi (archivio)

Il ministro degli Esteri indiano, Salman Khurshid, ha ribadito oggi che New Delhi ha assicurato a Roma che i marò italiani Massimiliano Latorre e Salvatore Girone non rischiano la pena di morte. Il caso dei due soldati accusati di aver ucciso due pescatori indiani nel corso di un’azione anti-pirateria non rientra tra quelli nei quali la pena di morte può essere applicata, riferisce la corrispondente del canale televisivo Ibn riferendo di una dichiarazione di Khurshid arrivata nel corso di un incontro con ministro degli Interni indiano, Sushil Kumar Shinde. 

La questione della pena di morte « è già da tempo totalmente esclusa, sia da passate dichiarazioni del ministro degli Esteri indiano Salman Khurshid, sia da prese di posizione al riguardo nel Parlamento di Delhi», commenta oggi l’inviato speciale del governo italiano, Staffan de Mistura. «La questione è un’altra - ha proseguito - ed è che la (polizia indiana) Nia tenta di usare una legge antiterrorismo (SUA Act) per capovolgere l’onere della prova a danno dei due fucilieri di Marina e per estendere la sua azione fuori dalle acque territoriali indiane». «Noi ci opponiamo e ci opporremo con tutti i mezzi al SUA Act che è una legge antiterrorismo e che non può essere neppure lontanamente contemplata nel nostro caso». Per questo «seguiamo con attenzione - ha concluso - il dilemma con cui si confronta la Nia che non è ancora in condizioni di presentare un rapporto credibile con i capi d’accusa». 

Intanto il tribunale ha fissato una nuova udienza per il prossimo 30 gennaio, ma entro 15 giorni a partire da ieri la difesa dovrà far conoscere la propria posizione. 

Imposta chiamata Canone RAI: stabilita con Regio Decreto vigente e ribadita e regolamentata nel 1990


Legge 6 agosto 1990, n. 223 



Disciplina del sistema radiotelevisivo pubblico e privato
 Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 9 agosto 1990, n. 185, Supplemento Ordinario
Art. 27
(Norme sul canone di abbonamento)
1. A decorrere dal 1° gennaio dell'anno successivo a quello di entrata in vigore della presente legge è soppresso il canone di abbonamento suppletivo dovuto dai detentori di apparecchi atti o adattabili alla ricezione di trasmissioni televisive a colori previsto dall'articolo 15, quarto comma, della legge 14 aprile 1975, n. 103.

2. Il pagamento del canone di abbonamento alla televisione consente la detenzione di uno o più apparecchi televisivi ad uso privato da parte dello stesso soggetto nei luoghi adibiti a propria residenza o dimora.

Da Wikipedia:
L'imposta è un tipo di tributo, ovvero una delle voci di entrata del bilancio dello Stato, costituita da un prelievo coattivo di ricchezza dal cittadino contribuente non connesso ad una specifica prestazione da parte dello Stato o degli altri enti pubblici per servizi resi al cittadino e destinata alla copertura della spesa pubblica.
Nei paesi eredi del diritto romano è distinto dalla tassa, che è invece legata a una specifica prestazione. La parte delle entrate statali costituita dalle imposte è detta gettito fiscale.

Natura giuridica del Canone RAI

Si basa su quanto disposto dal regio decreto legge 21 febbraio 1938, n.246 relativo alla Disciplina degli abbonamenti alle radioaudizioni (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.78 del 5 aprile 1938). Questo provvedimento non è stato abrogato dal cosiddetto decreto Taglia-Leggi (con cui nel marzo 2010 il Ministro della Semplificazione Normativa Roberto Calderoli ha provveduto ad abrogare circa 375.000 leggi[1][2]) poiché è stato incluso fra le norme non suscettibili di abrogazione nella detta forma[3].

Per le riflessioni legate a codesto sistema giuridico rimando al mio post sull'argomento del 22 dicembre 2013.

martedì 7 gennaio 2014

Dramma per terrore di perdere la vista

EDITORIALE: inizio triste per il 2014

La notizia è di Martedì 31 dicembre e coinvolge direttamente il territorio dove principalmente operiamo: un'insegnante valdostana, la prof. Christiane Seganfredo, dopo aver ricevuto la diagnosi di retinite pigmentosa, sconvolta e disperata da questa notizia, decide di fuggire da casa e, a tutt'oggi, risulta ancora scomparsa.
Fin quì i fatti, nudi e semplici, ma... quanti pensieri si accalcano nella mia mente nel venire a conoscenza di avvenimenti come questo!
Innanzitutto mi chiedo: come sarà stata comunicata la diagnosi a questa poveretta? In tanti anni di vita associativa ho sentito infatti, su questo momento, le storie più incredibili: dal medico che dice freddamente: "Vada subito a comprarsi un bastone bianco" a quello che, con analoga disinvoltura, consiglia di lasciare immediatamente il lavoro perchè: "tanto entro un paio d'anni lei sarà completamente cieco".
E poi... Non è possibile non provare un senso di frustrazione nel constatare come, nonostante tutti gli sforzi di sensibilizzazione ed informazione portati avanti da decenni, la nostra associazione non abbia potuto rendersi utile in una situazione così drammatica.
La Valle d'Aosta inoltre, perchè tacerlo, è una regione ricca, molto ricca. Tutte le volte però che la nostra associazione ha tentato di operare concretamente su quel territorio, anche allo scopo di creare uno sportello informativo sulle problematiche degli ipovedenti, ha sempre trovato porte chiuse e grande diffidenza, sia fra i medici che a livello politico.
Ciò detto tuttavia, abbiamo comunque il dovere di far sentire la nostra voce. La professoressa probabilmente non ci sentirà ma appare giusto, in ogni caso, far sapere che:

1 - La retinite pigmentosa è certamente una patologia degenerativa ma il suo decorso è assolutamente imprevedibile e incostante. Fra i nostri soci ce ne sono alcuni quasi ottantenni che conservano comunque un residuo visivo piuttosto buono.  

2 - Anche con una capacità visiva ridotta è possibile lavorare ed essere autonomi. Io stesso ho svolto per diciassette anni la professione di insegnante nelle scuole pubbliche.

3 - Le associazioni, come la nostra, possono svolgere, in queste situazioni, un ruolo importantissimo e determinante. Ho visto personalmente centinaia di persone recuperare il sorriso e la voglia di vivere dopo aver frequentato uno dei nostri gruppi di autoaiuto, le attività del Centro di Riabilitazione Visiva, le iniziative sportive o anche solo dopo un colloquio in sede.

Forza Christiane dunque. Ti aspettiamo a braccia aperte, non ti lasceremo sola!

Marco BONGI



INCONTRO CON L'ASSOCIAZIONE PROGRESSO CIECHI
Martedì 31 dicembre il presidente Marco Bongi, approfittando di un breve soggiorno natalizio in Veneto, ha colto l'occasione per incontrare Ferdinando Ceccato, presidente dell'Associazione Progresso Ciechi di Borgo Val Sugana (TN). Si tratta di una realtà molto attiva, specialmente nella stampa Braille di libri, periodici e testi in genere. Vengono altresì realizzate stampe digitali di libri a caratteri ingranditi e stampe su tessuti.
L'incontro è stato molto cordiale ed ha consentito di migliorare la conoscenza reciproca ed ipotizzare possibili collaborazioni future.



ASTI: NUOVA SEDE
Con piacere possiamo annunciare che la nostra sezione provinciale di Asti, dopo un periodo di difficoltà logistica, è riuscita a trovare una nuova sede assai prestigiosa. Da venerdì 10 gennaio dunque  la nostra associazione sarà ospitata dal Centro Culturale San Secondo, in via G. Carducci 22 ad Asti. Il recapito telefonico sarà il seguente: 333 - 36.21.074 mentre i giorni di apertura sono stati fissati nei giorni di martedì e venerdì pomeriggio, dalle ore 15 alle 18.
Non variano gli indirizzi e-mail della sezione e della coordinatrice Renata Sorba.
Nel rallegrarci dunque per la buona sistemazione trovata auguriamo a tutti gli amici astigiani un buon lavoro per il futuro.



SETTIMO: TERMINATO IL CORSO DI BRAILLE
Nella mattinata di sabato 21 dicembre scorso, presso la Biblioteca Civica "Archimede" di Settimo Torinese, si è concluso un nuovo corso di alfabetizzazione Braille, tenuto dalla nostra socia dott. Giuseppina Pinna. Le cinque allieve, principalmente insegnanti della zona, hanno tutte superato brillantemente la prova finale e riceveranno dunque, nelle prossime settimane, un attestato di frequenza rilasciato dall'associazione.
Il corso è durato tre mesi ed ha destato un notevole interesse fra i partecipanti. Ci complimentiamo dunque con loro e con la docente. Speriamo di poter presto partire con una nuova edizione dell'iniziativa.



AVIGLIANA: INCONTRO CON ROSSELLA MORRA
Venerdì 3 gennaio il presidente Marco Bongi e il delegato zonale di Avigliana Rinaldo Massola hanno incontrato la dott. Rossella Morra, assessore alle politiche sociali e scolastiche di quel comune. Nel corso del cordiale colloquio si è proceduto a definire un piano di iniziative comuni finalizzato a sensibilizzare la cittadinanza e gli studenti sulle problematiche connesse alla disabilità.
La nostra associazione ha dato la sua piena disponibilità a collaborare, in tal senso, con l'amministrazione cittadina proponendo alcune attività specifiche come uno spettacolo teatrale  e cene al buio. Nelle prossime settimane si procederà dunque alla predisposizione di un programma ufficiale delle manifestazioni. 



MUSICOTERAPIA: INCONTRO PRELIMINARE
Si comunica che tutti coloro che hanno manifestato la volontà di partecipare al ciclo di musicoterapia per adulti, gestito dalla dott. Anna Michela Cerone, sono convocati, per un incontro preliminare, mercoledì 15 gennaio, alle ore 17, presso la nostra sede centrale di via Cellini 14 a Torino.
Nella riunione si presenterà ufficialmente l'iniziativa e si fisserà il calendario delle attività. Per ulteriori informazioni scrivere a:  cherubino65@hotmail.com



 A.P.R.I.(onlus) Associazione Piemontese
Retinopatici ed Ipovedenti sito web:
http://www.ipovedenti.it email: apri@ipovedenti.it
Per non ricevere piu' la news scrivi a:
newsapri-unsubscribe@ipovedenti.it
Attenzione : non inviare messaggi all'associazione,
utilizzando la funzione rispondi, in quanto il sistema non
inoltrera' la email, si invita ad usufruire
dell'indirizzo:
apri@ipovedenti.it

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lunedì 6 gennaio 2014

Scuola: il Governo preferisce dare i soldi a cose inimportanti per i cittadini

Cliccando sul sottostante link si può firmare

Questa petizione sarà consegnata a:
Ufficio di segreteria del Consiglio dei Ministri
Al Premier Letta e ai Ministri del Governo in carica,
Portavoce Ministero dell'Economia e delle Finanze
Ministero dell'Economia e delle Finanze

Al Premier e ai Ministri del Governo:

annullate il furto di 150 euro dallo stipendio dei docenti

    1. Mila Spicola
    2.  
    3. Lanciata da
      Palermo, Italy


Ad esempio:

Il governo stanzia 2 milioni di euro per i gruppi antifascisti e altre associazioni di ex combattenti

Però li leva su stipendi di euro 1.400 al mese se docenti con anzianità ultradecennale

Dal Blog di Beppe Grillo:

Italia come la Grecia: decurtati gli stipendi dei docenti


"Temevamo tutti questo momento in cui il governo avrebbe oltrepassare la linea gettandosi nell'agghiacciante scenario in cui versa la Grecia. Il ministero dell'economia metterà le mani sugli stipendi dei docenti decurtandoli di 150 euro per chi nell'anno 2013 ha avuto scatti stipendiali. Chi è scattato a gennaio 2013, a gennaio 2014 manterrà lo scatto ma dovrà restituire i soldi percepiti in più nell'anno 2013. Chi invece ha avuto lo scatto da settembre 2013, a gennaio 2014 verrà retrocesso come posizione stipendiale e dovrà restituire i soldi percepiti in più da settembre 2013. Tutti i lavoratori interessati troveranno inserito nel cedolino dello stipendio di gennaio un messaggio che comunica loro il recupero dei soldi percepiti in più, suddiviso in rate mensili da 150 euro, fino alla concorrenza del debito. Il M5S cercherà di impedire questo pericoloso precedente e la prossima settimana chiederemo al governo, con un atto ispettivo, di prevedere un'alternativa a questa operazione immorale o un immediato dietrofront.Luigi Gallo, Commissione Cultura M5S Camera
Ufficio del Protocollo
Al Premier Letta

Bersani e Schumacher

Da: rainews.it

Il malore e il ricovero Un forte mal di testa e attacchi di vomito mentre era a casa, pronto per godersi il pranzo domenicale con la famiglia a Piacenza. E' cominciata così la battaglia di Pier Luigi Bersani, colpito da un grave malore e operato, all'ospedale Maggiore di Parma, per un aneurisma cerebrale. Bersani è stato accompagnato dalla moglie, attorno alle 11, all'ospedale di Piacenza dove i medici si sono subito accorti che quei sintomi non erano da prendere alla leggera. La tac ha infatti evidenziato un problema cerebrale che richiedeva l'intervento di una struttura più attrezzata. L'ex segretario del Pd è stato quindi trasferito al reparto di neurochirurgia dell'ospedale Maggiore di Parma, uno dei fiori all'occhiello della sanità emiliana, dove è stato trasportato in ambulanza. Qui nuovi esami angiografici e la decisione, apparsa fin da subito inevitabile, di un intervento chirurgico per limitare l'emorragia. 

Umanamente mi dispiace per Bersani come per lo sfortunato Schumacher. L'uno un accidente "naturale", l'altro traumatico, ma entrambi riguardano la testa ed il cervello, il centro di comando del corpo umano, l'organo più importante a cui sono deputate tutte le nostre funzioni: da quella cognitiva a quella motoria.

Mi colpisce quello che è accaduto a Bersani e che accade a tanta gente perché ho vissuto questo tipo di evento patologico su due persone della mia famiglia: mio padre ed un cognato.
Mio padre è morto così ed era solo, dunque non si sa se, prontamente soccorso, avrebbe potuto essere salvato. Medici ed altri esperti di morte mi hanno consolato dicendo che l'evento è stato massivo e dunque irrimediabile ed immediato.
Ma i prodromi deve averli avuti e i sintomi di Bersani mi hanno fatto ripensare per l'ennesima volta a quei momenti che mio padre ha vissuto da solo. Lo conoscevo profondamente perché fra noi c'era un rapporto mentale speciale. Dunque il fatto che avesse lasciato le eterne sigarette al piano di sotto e non le avesse accanto a sé sul comodino come sempre, mi ha fatto pensare che non si era sentito bene... che forse avesse mal di testa... Il riso malcotto, quasi crudo, trovato come residuo di un possibile cibo serale, mi ha fatto pensare che avesse mal di stomaco, forse nausea... Non ha mai saputo cucinare e dunque quel riso era quasi crudo... per il mal di stomaco diceva sempre di mangiare "riso in bianco"... E' andata così... Sono ferite che non si rimarginano mai.

Molti anni dopo è accaduto ad un mio familiare ed ho potuto vedere il decorso da vicino. Molto dipende dal punto dove si è aperta l'emorragia e dall'intervento di neurochirurgia. Non è mai facile il recupero e spesso possono esserci difficoltà di parola e motorie... Ma l'importante è essere vivi.  

Teorie economiche

Dal blog di Beppe Grillo il commento di un lettore:

 La Grecia è il laboratorio dove la Troika e le élite finanziarie hanno sperimentato (con successo) le formidabili possibilità offerte dall'armamentario teorico/ideologico del neoliberismo per far pagare ai popoli i debiti di gioco delle élite e ottenere al contempo (sotto il ricatto, costruito ad arte, della crisi del debito pubblico e la necessità del RIGORE) lo smantellamento di diritti e tutele dei cittadini e del welfare, di cui le suddette élite non intendono più farsi carico, essendo queste un fardello per loro insopportabile poiché, dopo il crollo del Muro, è venuta meno l'esigenza di rendere l'Occidente capitalista più attraente dei Paesi d'oltrecortina. La globalizzazione dei mercati, inoltre, ha aperto nuovi sbocchi per le merci facendo venir meno la necessità di garantire salari decenti ai cittadini europei (del sud Europa -di cui, a dispetto della topografia, fa parte pure l'Irlanda- in particolare) che, ormai, non avranno più altra scelta che livellare salari e diritti verso il basso, terzomondizzandosi, per entrare in concorrenza con la manodopera dei Paesi cosiddetti emergenti. Il che comporta anche la fine delle PMI e del commercio al dettaglio, in favore di multinazionali e grande distribuzione.
La Grecia non è altro che la materializzazione del nostro futuro, con pochi anni di anticipo.
A meno di non ribellarsi all'esito fatale, ribadendo la nostra SOVRANITÀ POLITICA E MONETARIA.
La Grecia ormai è persa: non può più ridenominare il proprio debito in una nuova valuta nazionale, avendone ceduto la sovranità a soggetti finanziari anglosassoni a causa della connivenza tra governo nazionale corrotto, Troika e soggetti creditori.
Noi saremo ancora in tempo per esercitare unilateralmente la nostra sovranità RICUSANDO I TRATTATI EUROPEI e USCENDO DALLA MONETA UNICA previa ridenominazione del debito nella nuova valuta.
La svalutazione del 20-25% che ciò comporterebbe ci restituirebbe gran competitività sui mercati esteri, diminuendo l'ammontare del debito.

Alessandro B., Torino Commentatore certificato 05.01.14 18:45

Non essendo un'esperta in Economia ho chiesto ad una persona laureata in tale disciplina
se il rimedio suggerito dal lettore del blog di Grillo abbia una qualsivoglia validità. Questa
la sua risposta:
È una teoria e come tale è solo un'ipotesi che per realizzarsi richiede il verificarsi di azioni che ad oggi non sembrano così vicine.  Sicuramente se non si attua un'altra politica economica il rischio di non uscire da questa crisi esiste.
David N. - Roma

Befana con carbone per Napolitano

Dal Blog di Beppe Grillo un commentatore scrive:

NAPOLITANO, C'E' CARBONE PER TE:
Mai raucedine fu tanto provvidenziale. Si è limitato a ricevere vecchi amici e il sindaco De Magistris nella residenza presidenziale di Posillipo. Niente caffé al Gambrinus, sfogliatelle e babà gli saranno stati recapitati a villa Rosebery, là dove le bellezze del Golfo si incrociano. Napoli amara per l'Uomo del Colle. Anche per Napolitano la stagione non è propizia per farsi vedere in giro. Soprattutto in prossimità della "Terra dei Fuochi". In molti non hanno perdonato al presidente i suoi silenzi quando era ministro dell'Interno, quando fu decisa la secretazione delle dichiarazioni del pentito Schiavone. Una dozzina di manifestanti dei movimenti della "Terra dei Fuochi" mentre scrivo sta manifestando pacificamente in via Posillipo, all'incrocio con via Russo, strada che conduce a villa Rosebery, dove soggiorna dal primo gennaio il Capo dello Stato. I manifestanti, tra i quali alcune donne, hanno acceso torce ed innalzano croci di legno. Una donna ha un cartello con foto di morti di tumore contratto nelle aree inquinate dai rifiuti. É' scritto: ''Ecco perché non sei il nostro presidente''. La Befana quest'anno porta carbone a Re Giorgio...
marino marquardt, napoli
 05.01.14 h: 18:22|     

Sondaggio sul blog di Beppe Grillo


Cosa faresti per risolvere il problema del sovraffollamento delle carceri?
 Response percentResponse total
Depenalizzazione dei reati minori (abolizione Fini-Giovanardi) 
29.43%9777
Eliminazione o riduzione della custodia cautelare 
1.25%416
Accordi bilaterali con i Paesi degli stranieri carcerati in Italia affinchè scontino la pena in patria 
32.74%10878
Costruzione nuove carceri 
11.15%3704
Ristrutturazione delle strutture carcerarie esistenti, razionalizzando e recuperando spazi 
15.14%5029
Indulto e amnistia 
2.4%797
altro 
7.9%2624

A questo sondaggio, promosso dal blog di Beppe Grillo, io ho risposto come la maggioranza: far scontare i reati commessi nel nostro Paese nei Paesi degli stranieri, nelle loro carceri.

Già così si dimezzerebbero le presenze.

In subordine, qualora il sondaggio avesse consentito più di una scelta, avrei optato per il recupero delle strutture carcerarie esistenti, in particolare di quelle costruite e poi lasciate in abbandono, che costituiscono, altrimenti, solo nostri soldi sprecati.