Date: 05 febbraio 2014 17:17
Oggetto: [hyperlink] Proposta azione di pressione sui deputati e Min. Ambiente "Decreto Destinazione Italia: no al condono sulle bonifiche"
il Governo Letta sta varando un regalo per gli autori dei peggiori disastri ambientali.
L'art. 4 del decreto "Destinazione Italia" ora in Parlamento è una sanatoria per chi ha inquinato, con tanto di finanziamenti pubblici per gli autori delle devastazioni dei territori.
Altro che "chi inquina paga".
A partire da domani giovedì 6 Febbraio il decreto
sarà in discussione presso la Camera dei Deputati.
E' dunque urgente fare pressione su tutte le deputate e i deputati affinchè si adoperino per lo stralcio di tali norme.
Per questo proponiamo di scrivere alle/ai deputate/i e al Ministro dell'Ambiente A. Orlando (nell'allegato gli indirizzi email) a partire da domani giovedì 6 febbraio fino a venerdì 7 febbraio.
Questo il testo che si propone di sottoscrivere e inviare insieme alla cartolina di seguito pubblicata al seguente link:
E' dunque urgente fare pressione su tutte le deputate e i deputati affinchè si adoperino per lo stralcio di tali norme.
Per questo proponiamo di scrivere alle/ai deputate/i e al Ministro dell'Ambiente A. Orlando (nell'allegato gli indirizzi email) a partire da domani giovedì 6 febbraio fino a venerdì 7 febbraio.
Questo il testo che si propone di sottoscrivere e inviare insieme alla cartolina di seguito pubblicata al seguente link:
Oggetto: nel Decreto “Destinazione Italia”
un condono tombale sulle bonifiche dei siti inquinati
Nel decreto “Destinazione Italia” sono previste delle norme a sostegno di chi ha causato i peggiori disastri ambientali del paese!
L'art. 4 arriva addirittura a finanziare gli autori dell'inquinamento. Inoltre ci si potrà limitare alla sola messa in sicurezza dei siti e non già alla vera bonifica. Infine si prevede un vero e proprio condono tombale, co-finanziato dagli italiani, per gli inquinatori poiché l'attuazione dell'accordo di programma “esclude per tali soggetti ogni altro obbligo di bonifica e riparazione ambientale e fa venir meno l'onere reale per tutti i fatti antecedenti all'accordo medesimo”.
Lo stesso Servizio Studi della Camera ha sollevato seri dubbi sui contenuti del Decreto che confliggerebbe con il principio comunitario “chi inquina paga”.
Chiediamo con forza a tutte le deputate e i deputati di adoperarsi per stralciare queste norme dal decreto che sono un vero e proprio schiaffo ai cittadini vittime di inquinamento. Un vero e proprio favore ai criminali e alle aziende senza scrupoli che hanno reso invivibili intere aree del paese.
Io sottoscritta/o.
Nel decreto “Destinazione Italia” sono previste delle norme a sostegno di chi ha causato i peggiori disastri ambientali del paese!
L'art. 4 arriva addirittura a finanziare gli autori dell'inquinamento. Inoltre ci si potrà limitare alla sola messa in sicurezza dei siti e non già alla vera bonifica. Infine si prevede un vero e proprio condono tombale, co-finanziato dagli italiani, per gli inquinatori poiché l'attuazione dell'accordo di programma “esclude per tali soggetti ogni altro obbligo di bonifica e riparazione ambientale e fa venir meno l'onere reale per tutti i fatti antecedenti all'accordo medesimo”.
Lo stesso Servizio Studi della Camera ha sollevato seri dubbi sui contenuti del Decreto che confliggerebbe con il principio comunitario “chi inquina paga”.
Chiediamo con forza a tutte le deputate e i deputati di adoperarsi per stralciare queste norme dal decreto che sono un vero e proprio schiaffo ai cittadini vittime di inquinamento. Un vero e proprio favore ai criminali e alle aziende senza scrupoli che hanno reso invivibili intere aree del paese.
Io sottoscritta/o.
Leggi il comunicato stampa "Destinazione Italia: il Governo Letta interviene a sostegno di chi ha causato i peggiori disastri ambientali del paese" (05/02/2014)

Analisi corretta, lineare ed essenziale: la vicenda esposta è emblematica della condizione di ignoranza, non solo politica, che caratterizza i membri del parlamento italiano.
Insomma, c’è n’è da discutere. E finora l’assetto di questo sistema è sempre stato gestito tra mille forzature e vaghezze; se non si inizia a esprimere una visione lineare e trasparente su queste cose, saranno sempre la demagogia, il complottismo la disinformazione a farla da padrone.
Non poteva essere calendarizzata con tempi e modi regolari ?
Perché inserirla di soppiatto (vi ricordo che se non fosse stata segnalata e combattuta dal M5S, sarebbe passata nel silenzio e nell’inconsapevolezza generale.
Già questo modo di procedere fa scattare pesantissimi sospetti.
Perché abbinare questo tema così forte e delicato al carrozzone propagandistico dell’IMU ?
Perché si arriva al decreto legge pure per la tassa sugli immobili ?
Se dietro tutto questo non c’è un piano preordinato e alquanto raffazzonato cosa c’è ?
Il M5S sta cercando di fare la sentinella in questa situazione di caos istituzionale e, come la storiella del dito e della luna, viene deprecato per aver gridato “allarme” ..
Queste giustificazioni tecniche non mi convincono affatto sul piano delle procedure parlamentari. Se c’era una reale ragione tecnica l’avrebbero dovuta presentare alla luce del sole non nasconderla dentro una decretazione d’urgenza.
La politica sta raggiungendo livelli infimi e il senso critico della cittadinanza sta sbiadendo sempre più..
Il meccanismo è semplice, possono essere distribuiti dividendi ai detentori di quote fino al 10% del valore nominale del Capitale più una quota per una somma non superiore al 4% dell’importo delle riserve(per prassi viene distribuito lo 0.5%), dopo gli accantonamenti a riserva che possono arrivare fino al 40%(come da statuto) l’ammontare restante va allo Stato.
Si capisce bene la differenza tra distribuire il 10% di 156000 euro e lasciare allo Stato il residuo(dopo gli accantonamenti a Riserva) e invece calcolare questa quota di utile da distribuire agli azionisti su un valore di 7,5 miliardi, riducendo significativamente la quota destinata alle casse pubbliche. Questo, a differenza della tassazione sulla plusvalenza che è un introito una-tantum, produrrà effetti negli anni a venire. Suona molto come l’ennesima ipoteca sul futuro per una boccata d’ossigeno nel presente.
prima della riforma il dividendo massimo era stabilito in una frazione del capitale (praticamente zero) più il 4% delle riserve. Col nuovo statuto, questo limite è stato abbassato al 6% del nuovo capitale. È stato quindi modificato il tetto massimo (peraltro inferiore, visto che il nuovo capitale è molto meno delle riserve), non deciso l’ammontare dei futuri dividendi, sui quali ogni previsione mi pare azzardata.
non mi sembra che la riforma abbia modificato il ruolo delle riserve auree.
il pezzo di noisefromamerika è molto ben sostanziato e si sofferma sulla opportunità che le quote di Bankitalia siano di proprietà pubblica o privata, propendendo decisamente per la prima ipotesi. Su questa questione io preferisco sospendere il giudizio perché vi sono pro e contro per entrambe le opzioni. Ritengo legittimo sia il punto di vista del pezzo che quello del decreto.
Scusa, ma se vuoi sanare una situazione dovuta alla privatizzazione delle banche, prima dovresti rifarti sulle banche stesse delle anomalie che si son venute a creare, non continuare a garantirle.
Mi sembra una di quelle mosse del tipo facciamo rientrare i capitali dall’estero…
grazie ancora.