martedì 10 giugno 2014

Orrore e tristezza

Da: L'Arena.it  05.06.2014




Irlanda, fossa comune
con i corpi di 800 bimbi

Irlanda, la Casa vicino a cui è stata scoperta la fossa comune
Irlanda, la Casa vicino a cui è stata scoperta la fossa comune
LONDRA. La chiamavano semplicemente «la Casa» ed era un luogo di soprusi e sofferenze che custodiva «l’ultimo terribile segreto dell’Irlanda cattolica». Quel segreto è stato finalmente svelato: una fossa comune che potrebbe contenere fino a 800 corpi di bimbi è stata localizzata vicino a dove sorgeva un centro gestito da un gruppo di suore a Tuam, Irlanda nord occidentale, in cui venivano ospitati tra il 1925 e il 1961 le madri non sposate e i loro figli considerati illegittimi.
Secondo il britannico Daily Mail, molti dei piccoli sarebbero morti per malattia e malnutrizione nel più totale abbandono, e i loro corpi vennero gettati all’interno di un serbatoio di cemento, senza nemmeno avere una bara e una lapide. La Casa è stata chiusa e distrutta da decenni, ma solo ora si sta facendo finalmente luce sulla sua storia. Nel sito si potrebbe presto iniziare a scavare dopo che un familiare di uno dei bimbi che sarebbero stati seppelliti nella fossa comune lo ha denunciato come persona scomparsa. Non solo, le autorità di Dublino potrebbero aprire un’inchiesta sulla vicenda mentre la chiesa cattolica discute la costruzione di un monumento per ricordare i bimbi sepolti.
Si calcola che migliaia di donne coi loro figli siano passate negli anni da lì. Era infatti il loro unico modo per sopravvivere in una società che le odiava e le isolava, solo perchè erano diventate madri al di fuori del matrimonio. Le suore non erano di certo comprensive. Le «ospiti» facevano i lavori più umili in una condizione di servitù, mentre i loro figli, come risulta anche da un’ispezione condotta nel centro durante gli anni Quaranta, erano malnutriti ed emaciati, soggetti a tutti i tipi di malattie. Molte donne riuscivano poi ad andarsene da quel luogo e a rifarsi una vita.
Ma per centinaia di bambini non è stato così. Circa 300 morti vennero registrate solo fra il 1943 e il 1946, uno dei periodi più terribili per la Casa. «Le ossa sono ancora lì», ha detto una storica locale, Catherine Corless, che ha scoperto i fondamentali documenti sulla fossa comune. Anche i locali non risparmiarono il loro odio per quelli che venivano chiamati «i bambini della Casa». I piccoli venivano segregati perfino dai coetanei, additati come diversi, maltrattati nella totale indifferenza. I sopravvissuti hanno continuato ad avere terribili incubi su quegli anni in cui vivevano in balia di una società crudele.
Fonte immagine: tgcom24


Da: L'Unità 4 giugno 2014

Irlanda: trovati 800 corpi bimbi
Erano figli di ragazze madri

Orrore in Irlanda: scoperta una fossa comune con 796 cadaveri di bambini presso una struttura gestita da suore cattoliche che accoglieva ragazze madri. I piccoli sono stati seppelliti in un contenitore di cemento fra il 1925 e il 1961, anni in cui il convento di Saint Mary a Tuam, nella contea di Galway, nell'ovest dell'isola. L'arcivescovo di Dublino ha invocato un'inchiesta. Il ritrovamento è avvenuto dopo una denuncia. 

Come ha raccontato bene il film “Philomena”, tratto da una storia vera, la Chiesa cattolica osteggiava duramente le ragazze madri, che venivano inviate in apposite strutture per partorire. Le donne, spesso costrette dalla Chiesa e dalle suore a dare i figli in adozione, dovevano vivere in condizioni igienico-sanitarie precarie e spesso si ammalavano gravemente. 

Il contenitore di cemento era venuto alla luce già molti anni fa, ma fino a oggi si pensava che ci fossero seppellite le vittime della grande carestia del 1840, che uccise centinaia di migliaia di persone e fu una delle cause della grande emigrazione verso l'America. 

La struttura è stata chiusa molti anni fa per fare spazio a nuove abitazioni, ma la zona attorno alla fossa comune è rimasta intatta. A Tuam si è formata una commissione per la raccolta di fondi per costruire un memorial con i nomi dei bambini morti. 


Bella, verde, splendida Irlanda...
Che tristezza leggere una simile notizia. Anni di sofferenze e creature innocenti morte e le loro mamme perseguitate da uno spregio che non meritavano...

lunedì 9 giugno 2014

Cronache di pazzie quotidiane - Ossessione

Ossessione

Il marito la beccò come al solito dietro la siepe, ferma che tendeva l’orecchio all’ascolto di quello che i vicini stavano dicendo.
Di solito era remissivo ed obbediente con lei, per mantenere una facciata di tranquillità… Ma l’odio per quei vicini, che sapevano troppe cose su di loro, provocò la sua rabbia e l’apostrofò con voce alta e tono volgare: “Ma che stai a fa?!!!”
“Ma nun stanno a parlà de noi…” Tentò di giustificarsi in modo incongruente la moglie fissata.
“Questi fanno pena qualunque cosa dicheno!” Urlacchiò con la sua voce ingrossata dal tono villano.
Dall’altra parte c’era la padrona di casa che stava ascoltando suo genero il quale, totalmente inconsapevole della odiosa persecuzione di cui sua suocera era fatta oggetto da parte di quei folli, continuò a parlare tranquillamente e la donna, ascoltandolo ma avendo udito e capito la scena che si svolgeva dall’altra parte della siepe, pensò a quella volta che aveva sentito la fissata urlacchiare ad una sua amica e vicina, che forse non stava tanto bene neppure lei per prestarsi a quelle umilianti pagliacciate, “Vado a sentì, stasera ci hanno ospiti!” E quella per compiacerla urlacchiare di rimando: “Poi me racconti!”
Dimostrando così di approvare l’agire disdicevole ed insensato della donna fissata o, comunque, di assecondarlo senza censurarlo; altro esempio il genero che, da quando aveva dovuto sposare la figlia perché già incinta, si faceva mantenere dalla fissata e dal marito e, un giorno che l’aveva colta in quella frequente ed ossessiva attitudine, fu udito giustificarla con una frase che attribuiva alla povera spiata la malattia che invece aveva sua suocera, non essendo quella la sola manifestazione del suo squilibrio.
Per darle un’altra giustificazione questo soggetto, forse per sdebitarsi del mantenimento della sua famiglia, piantò delle fragole lungo il confine, sotto la siepe, cosicché, qualora trovata lì accovacciata la suocera fissata, avrebbe potuto darle una motivazione per stare lì in quella postura. 
La signora spiata aveva raccontato ad una sua giovane collega l’ossessione di quella donna e quello che la famiglia di lei e la sua sciroccata amica e vicina facevano per assecondarla e giustificarla.
Il commento della giovane fu lapidario: “Oh! Ma è proprio una odiosa persecuzione!”
“Certo che lo è, - assentì la signora – ma non posso farci nulla. E’ pura follia e speriamo si fermi lì!”
“Invece di preoccuparsi di quel che potete dire voi di lei, perché è di questo che si tratta, si dovrebbe preoccupare di come vive.” Disse saggiamente la giovane collega che aveva appreso le gesta di quella donna e della sua famiglia.
“Ma soprattutto fossimo gli unici a conoscere i non commendevoli fatti che li riguardano! Lo sa un sacco di gente ed è da questa che noi abbiamo avuto le conferme a molte cose che avevamo capito già da soli! Ma poi a noi cosa importa! Vivessero come gli pare, ma così è ovvio che stimolano la critica ed il riso!”  

Dunque quel giorno la signora spiata ascoltava suo genero parlare, un giovane e brillante Fisico laureatosi a soli 23 anni con una tesi in Fisica Teorica ed il massimo dei voti con lode che il Presidente di un Istituto di Ricerca Nazionale, suo Professore, anni dopo dirà aver ricevuto conferme sperimentali negli USA, e pensò con meraviglia come potesse uno così “fare pena” a colui che aveva aggressivamente pronunciata quella frase riprendendo sua moglie nella sua non nobile attitudine: un operaio nullafacente di un ente statale, che chiudeva un occhio e pure tutti e due su sua moglie grazie ai soldi che, non si sa come, gli portava a casa, consentendogli un benessere che con il suo immeritato stipendio si poteva solo sognare.
Misteriose compensazioni di una mente frustrata e rabbiosa….        

giovedì 5 giugno 2014

Corruzione, corrotti, cancro d'Italia

Da: Il Fatto Quotidiano

di  | 4 giugno 2014

Inchiesta Mose, 35 arresti: Giorgio Orsoni ai domiciliari. Chiesto il carcere per Galan

“All’ex governatore veneto ed ex ministro Galan uno stipendio di un milione di euro l’anno più altri due milioni una tantum per le autorizzazioni”. “Al sindaco di VeneziaGiorgio Orsoni560mila euro per la campagna elettorale”. E poi mezzo milione di euro per “il consigliere politico di Tremonti”Marco Milaneseperché facesse arrivare i finanziamenti. Sono queste alcune delle accuse, pesantissime, che laprocura di Veneziaha inserito nei capi di imputazione dell’operazione che ha portato oggi a 35 arresti in relazione agli applti per ilMose, il sistema di dighe mobili per proteggere la città dall’acqua alta, un’opera del valore di oltre 5 miliardi di euro. Oltre 100 gli indagati. In manette lo stesso sindaco Orsoni, l’assessore regionale alle Infrastrutture Chisso, il consigliere regionale del Pd Marchese, gli imprenditori Morbiolo e Meneguzzo nonché il generale in pensione della Guardia di Finanza Spaziante. Una richiesta di arresto è stata presentata nei confronti diLia Sartori,europarlamentare uscente di Forza Italia.       

Secondo il gip di Venezia Alberto Scaramuzza, Galan e altri indagati, tra cui il generale a riposo della Guardia di Finanza Vincenzo Spaziante, “per anni e anni”, hanno “asservito totalmente l’ufficio pubblico che avrebbe dovuto tutelare, agli interessi del gruppo economico criminale, lucrando una serie impressionate di benefici personali di svariato genere”. 
Il sintomo che l’inchiesta sul Mose – sotto traccia o quasi negli ultimi mesi – stesse per esplodere era stata la notizia che i pm di Venezia avevano inviato atti al Tribunale dei ministri perché valutassero l’incriminazione dell’ex ministro Altero Matteoli. Una marea giudiziaria che impiegherà molto a ritirarsi e che ha portato ad arresti eccellenti e – come confermato dall’inchiesta Expo– bipartisan. I fondi neri “sono stati utilizzati percampagne elettoralie, in parte, anche per uso personale da parte di alcuni esponenti politici. Hanno ricevuto elargizioni illegali persone di entrambi gli schieramenti” dice il procuratore aggiunto di VeneziaCarlo Nordio.       
Arrestati il sindaco Pd e l’assessore regionale di Forza Italia. Ed ecco che oggi la politica – secondo gli inquirenti corrotta dalle mazzette degli imprenditori – finisce nuovamente sotto accusa e in manette: da destra a sinistra. Gli uomini della Guardia di Finanza hanno arrestato il sindaco PdGiorgio Orsoni (ai domiciliari) e l’assessore regionale alle Infrastrutture di Forza Italia Renato Chisso, insieme ad altre 33 persone. Il primo cittadino deve rispondere difinanziamento illecitorelativo alla sua campagna elettorale per le comunali del 2010. Il sindco avrebbe ricevuto 50mila euro di persona da Giovanni Mazzacurati e Federico Sutto, rispettivamente dirigente e dipendente del Consorzio Venezia Nuova, entrambi coinvolti nell’inchiesta. 
La Procura, che ha iscritto nel registro degli indagati un centinaio di persone, ha chiesto anche l’arresto per l’ex governatore e ministro e Giancarlo Galan, attualmente parlamentare e per il quale è necessario il via libera dell’apposita commissione. Il gip Alberto Scaramuzza – che in dicembre aveva respinto le richieste - ha firmato, in totale, 35 misure cautelari dopo una integrazione di indagine. Sonocorruzione, finanziamento illecito e frode fiscalei reati contestati. La Finanza ha sequestrato beni per un valore di circa40 milioni di euro. L’ex comandante della Gdf del VenetoBruno Burattiha spiegato che “il sistema che ha prodotto 25 milioni di euro di fondi neri”e di questi si è “accertata la destinazione” risalendo a responsabilità soggettive.     
Le presunte tangenti, con i soldi accumulati secondo il classico meccanismo dei fondi neri, finivano nelle tasche dei politici per gli appalti del sistema di dighe mobili progettato per difendere Venezia dall’acqua alta e realizzato dal Consorzio Venezia Nuova quale concessionario unico. Tra gli altri nomi eccellenti finiti in manette ci sono quelli del consigliere regionale del PdGiampiero Marchese, e degli imprenditoriFranco MorbioloeRoberto Meneguzzo(vicepresidente e amministratore delegato di Palladio), oltre al generale della Guardia di Finanza in pensioneEmilio SpazianteTra le persone colpite dalla misura cautelare c’è anche (domiciliari) Alessandro Cicero,direttore editoriale de Il Punto la cui sede fu perquisita nel marzo del 2013 proprio dalle Fiamme Gialle. Nei guai anche Vincenzo Manganaro cui Cicero aveva ceduto il 50% delle quote dell’editoriale del settimanale.     
Raggiunti da misura anche due ex presidenti del magistrato alle acque emanazione del Ministero delle infrastrutture: Patrizio Cuccioletta eMaria Giovanna Piva.Manette per Giovanni Artico(ex commissario straordinario per il recupero territoriale e ambientale di Porto Marghera),Stefano Boscolo “Bacheto”(Cooperativa San Martino di Chioggia),Gianfranco Boscolo “Contadin”,Maria Brotto(ex del consorzio Venezia Nuova),Enzo Casarin,Gino Chiarini,Luigi Dal Borgo,Giuseppe Fasiol,Francesco Giordano,Manuele Marazzi,            Alessandro MazziLuciano Neri,Federico Sutto (dipendente del Consorzio Venezia Nuova),Stefano Tomarelli,Paolo Venuti. Domiciliari anche per   Nicola Falconi, Corrado Crialese,Vittorio Giuseppone,Dario Lugato,Andrea Rismondo,Amalia Sartori(parlamentare europea di Forza Italia per cui è stata chiesta l’autorizzazione a procedere),Danilo Turato.      
Nella prima tranche dell’inchiesta arrestata anche l’ex segretaria di Galan. Il pool di pm Stefano Ancillotto, Stefano Buccini e Paola Tonino della Direzione distrettuale antimafia aveva scoperto che l’ex manager della Mantovani Giorgio Baita, con il beneplacito del proprio braccio destroNicolò Busonaveva distratto dei fondi relativi al Mose in una serie di fondi neri all’estero. Baita e Buson erano statiarrestati, il 28 febbraio 2013, nella prima tranche dell’inchiesta che aveva portato in carcere anche l’ex segretaria di Galan.    Il denaro, secondo l’accusa, veniva portato proprio da Claudia Minutillo, imprenditrice ed ex assistente dell’ex ministro della Cultura, a San Marino dove i soldi venivano riciclati da William Colombelli grazie alla propria azienda finanziaria Bmc.
Secondo gli inquirenti pagate almeno 20 milioni di tangenti. Le Fiamme gialle avevano scoperto che almeno20 milioni di euro, così occultati, erano finiti in conti esteri d’oltre confine e che erano indirizzati alla politica, circostanza che ha fatto scattare all’alba di questa mattina l’operazione. Dopo questa prima fase, lo stesso pool, aveva portato incarcereGiovanni Mazzacuratiai vertici del Consorzio Venezia Nuova (Cvn). Mazzacurati, poi finito ai domiciliari, era stato definito “il grande burattinaio” di tutte le opere relative al Mose. Dopo una serie di interrogatori Mazzacurati – insieme a Baita, Buson, è tornato libero. Indagando su l’ex presidente del Consorzio erano spuntatefatture falsee presunte bustarelle che avevano portato all’arresto diPio SaviolieFederico Sutto, rispettivamente consigliere e dipendente di Cvn, e quattro imprenditori che si spartivano i lavori milionari.        
L’inchiesta parte da lontano e aveva preso avvio da un filone dell’indagine per mazzette relative ad opere autostradali lungo la A4 riguardanti una società presieduta daLino Brentan. Patteggiata la pena per quella vicenda, Brentan oggi risulta tra gli arrestati ai domiciliari. Da quel filone la Guardia di Finanza, coordinata dalla Procura di Venezia, è giunta ai presunti fondi neri creati da Baita, all’epoca dei fatti ai vertici della Mantovani, la società leader nella realizzazione del Mose e all’interno del concessionario unicoConsorzio Venezia Nuova (Cav). Gli inquirenti sono riusciti poi a risalire agli allora vertici della Cav, con l’arresto (ai domiciliari) del presidente Mazzacurati e di altre persone.  
Il sistema poteva contare su informazioni riservate. Oltre al filo rosso della corruzione che imprenditori e politica e finanza il sistema poteva contare – secondo gli inquirenti – suinformazioni riservaterelative alle indagini. Secondo i magistrati, infatti, il gruppo aveva messo a libro paga  un vicequestore della polizia di Stato, l’ex generale della Guardia di Finanza ed ex appartenenti ai  servizi segreti. Durante il suo iter, il lavoro della Procura è stato ostacolato dacontinue fughe di notizie e ingerenze.  
Soldi anche a un magistrato della Corte dei Conti. Nell’ordinanza di custodia cautelare del Gip Alberto Scaramuzza anche uno ‘stipendio’ di 300-400mila euro all’anno – nel 2005 e 2006 arrivato a 600mila euro – che sarebbe stato percepito dal magistrato della Corte dei ContiVittorio Giuseppone, indagato nell’inchiesta per aver “compiuto atti contrari ai suoi doveri”.  
I legali di Orsoni: “Accuse poco credibili. E Galan: “No comment non ho visto le carte. Gli avvocati di Orsoni – Daniele Grasso e Mariagrazia Romeo – definiscono “poco credibili le vicende contestate ed esprimonopreoccupazione per l’iniziativa assuntae confidando in un tempestivo chiarimento della posizione dello stesso sul piano umano, professionale e istituzionale. Le circostanze contestate nel provvedimento notificato paiono poco credibili, gli si attribuiscono condotte non compatibili con il suo ruolo ed il suo stile di vita. Le dichiarazioni di accusa vengono da soggetti già sottoposti ad indagini, nei confronti dei quali verranno assunte le dovute iniziative”.  Francesca Chiocchetti, portavoce del presidente della Commissione cultura della Camera, ha fatto sapere che Galan “è a Roma enon ha potuto ancora vedere le carte”. Più tardi, però, il deputato si dichiara del tutto “estraneo” alle accuse “inverosimili” che gli sono state mosse e dichiara che si difenderà “a tutto campo nelle sedi opportune con la serenità ed il convincimento che la mia posizione sarà interamente chiarita. Chiederò di essere ascoltato il prima possibile con la certezza di poter fornire prove inoppugnabili della mia estraneità”.  
“Dalle prime informazioni che ho assunto e da quanto leggo sui mezzi d’informazione – spiega in una nota Galan – nel dichiararmi totalmente estraneo alle accuse che mi sono mosse, accuse che si appalesano del tutto generiche e inverosimili, per di più, provenienti da persone che hanno già goduto di miti trattamenti giudiziari e che hanno chiaramente evitato una nuova custodia cautelare, mi riprometto, dopo approfondita disamina degli atti con il mio Collegio di Difesa, di difendermi a tutto campo nelle sedi opportune, con la serenità ed il convincimento che la mia posizione sarà interamente chiarita”. “Spiace – sottolinea ancora – non essere stato ascoltato prima, dato che sono molti mesi che si indaga intorno a questa vicenda e mi sono sempre dichiarato più che disponibile a fornire le informazioni necessarie nella trasparenza più assoluta. Chiederò di essere ascoltato il prima possibile con la certezza di poter fornire prove inoppugnabili della mia estraneità”.     



Mose, Cantone: “Legge appalti va cambiata”. Grillo: “Noi vinciamo poi, ma arrestano voi”

Il presidente dell'autorità anticorruzione suggerisce il commissariamento delle imprese delle grandi opere coinvolte in indagini. E sull'inchiesta sul Mose: "Inquieta il coinvolgimento trsversale di soggetti diversi"

Raffaele Cantone
Il Presidente dell'Autorità Anticorruzione




Chi si documenta sa che di corruzione  e corrotti ce n'è in abbondanza anche in altri Paesi nel mondo.
Basti pensare ai funzionari indiani che, come abbiamo appreso di recente, avevano preso mazzette per far andare a buon fine l'acquisto di elicotteri Agusta da parte del loro governo.  

Elicotteri Augusta, mazzette italiane a politici indiani. Sullo sfondo il caso marò

Al processo Finmeccanica in corso a Busto Arsizio, il pm Eugenio Fusco mostra la lista delle personalità di New Delhi su cui il gruppo industriale made in Italy voleva fare pressioni: si va dal braccio destro di Sonia Gandhi al premier Singh

Ecco la carta che potrebbe rendere incandescente la partita tra il governo indiano e l’Italia. Da un lato il destino dei nostri marò, Massimiliano La Torre e Salvatore Girone. Dall’altro lato, secondo un documento agli atti della Procura di Busto Arsizio, ci sono politici in India che hanno preso mazzette milionarie da Finmeccanica per la commessa degli elicotteri Agusta del 2010. La lettera che potrebbe complicare le relazioni tra i due Paesi la pubblichiamo accanto ed è stata trovata nella villa sul lago di Lugano del consulente italiano residente in Svizzera, Guido Ralph Haschke, imputato per corruzione insieme all’ex presidente di Finmeccanica Giusppe Orsi e ad altri consulenti e manager, con l’accusa di avere pagato 30 milioni di euro di mazzette a pubblici ufficiali indiani per favorire Agusta Westland nella gara per la commessa degli elicotteri AW101. Quando nell’aprile del 2012 entrarono nella sua casa gli inquirenti italiani e svizzeri, Haschke finse un malore e si accasciò sul suo letto. Sotto c’era una valigia piena di documenti che il consulente di origini piemontesi aveva lasciato lì, convinto che la sua cittadinanza svizzera fosse uno schermo contro l’invadenza dei carabinieri del NOE guidati da Sergio De Caprio, alias Ultimo, e dei pm napoletani Vincenzo Piscitelli ed Henry John Woodcock.
Certo, anche in questo caso, sono coinvolti italiani, ma i soldi gli indiani li hanno accettati: si sono fatti corrompere. 
In genere la cronaca storica e recente ci informa che, comunque, la corruzione è più diffusa nei Paesi in cui scarseggiano la democrazia e la civiltà. Insomma, nei Paesi più arretrati.
Di recente la Comunità Economica Europea ha segnalato che la corruzione in Italia ha un indice più alto che in qualsiasi altro Paese dell'Unione.
Questo fa riflettere sulla psicologia, sul costume del cittadino italiano.
Ho sentito che le domande che io mi pongo riflettendo se le pongono anche altri in dibattiti televisivi fra giornalisti, politici e personaggi della società civile.
Come mai l'italiano ha la tendenza a non rispettare le regole e a voler sempre approfittare qualora ne abbia la possibilità?
Come mai, anche a livello basso, si assiste ad un disprezzo ironico nei confronti di chi, avendone la possibilità, non approfitta?
Perché chi vive del piacere di fare il proprio dovere e di guadagnare solo quello che gli spetta senza trucchi e senza inganni viene ritenuto mediamente una specie di scemo, un cretino e non bensì ammirato per il suo rigore e la sua onestà?
Viene da rispondere che in Italia l'onestà non è più un valore e da molto tempo.
Dunque non c'è professione o carica che garantisca che, dietro una maschera pirandelliana, non si nasconda un farabutto, un mascalzone. Prova ne è che in questo scandalo veneziano è coinvolto un generale della Guardia di Finanza.
Cosa possiamo fare per non annegare in un mare di mota?
Prima di tutto dobbiamo essere severi e inamovibili con le pene. Molto più di quanto non lo si sia stati fino ad ora da Tangentopoli in poi. Secondariamente, l'ho già scritto su questo blog a proposito della Città del Nuoto qui a Roma, bisogna cambiare il sistema degli appalti.

mercoledì 9 ottobre 2013

Inutile aumentare le tasse se non si cambia registro

Da: RomaToday

Tor Vergata, tavolo in Campidoglio per terminare la Città dello Sport


Il prossimo 28 ottobre ci sarà un nuovo incontro tra gli assessori competenti e il rettore uscente Lauro. Per completarla mancano 500 milioni di euro


Redazione 8 Ottobre 2013

Dopo anni di abbandono, qualcosa si muove attorno alla Città dello Sport di Calatrava a Tor Vergata. Ieri in Campidoglio è stato avviato un tavolo tecnico per valutare la possibilità di riavviare i lavori per terminare la grande opera che, da progetto iniziale, doveva essere pronta per i Mondiali di Nuoto del 2009. Sul tavolo ci sarebbero dei capitali privati intenzionati a finanziare il completamento della struttura che ad oggi necessiterebbe di 500 milioni di euro. I particolari però, così come il nome della realtà interessata, non sono ancora stati rivelati. Il tavolo tornerà a riunirsi il 28 ottobre e sarà composto dagli assessori di Roma Capitale Luca Pancalli, Paolo Masini e Giovanni Caudo ed i rappresentanti dell'Università di Tor Vergata assieme al rettore uscente Renato Lauro.
L'opera, la cui realizzazione è stata affidata alla Vianini Lavori del gruppo Caltagirone, è già costata oltre 200 milioni di euro anche se il prezzo iniziale previsto era di 60. Ora all'appello mancano almeno 500 milioni di euro. Era stata commissionata nel 2005 all'architetto spagnolo dall'allora sindaco Walter Veltroni quale struttura di punta per le competizioni dei Mondiali di Nuoto del 2009. Ma il futuristico palazzetto a forma di vela non venne mai completato e finiti i soldi è stato abbandonato a sé stesso.
Ecco, è questo il punto. A commento scrivevo:
Sui Lavori Pubblici è da decenni sempre la solita storia: c'è un preventivo in base al quale si inizia un progetto poi leggi sbagliate consentono "l'adeguamento lavori" e si cominciano a pompare soldi all'infinito e molte opere restano incompiute.
Qui siamo passati da un  prezzo iniziale previsto di 60 milioni di euro a 200 milioni di euro già pagati al solito Caltagirone, ma oltre a non aver completato i lavori per quando erano previsti e servivano, il 2009, per rendere l'opera completa servono altri 500 milioni di euro!

Più di 10 volte! 60 milioni preventivati che diventano 700!!
Il saccheggio delle casse pubbliche è vergognoso: basta cambiare le leggi che regolano gli appalti e mettere un tetto di tempo, penali severe e un tetto di adeguamento spesa in base a dati reali di mercato!

Questo commento fatto da una donna qualsiasi come me non viene in mente a chi deve legiferare?
E' così difficile? Io non lo credo: non si fa perché non si vuole farlo.
Basta cambiare le regole. Oggi Cantone dice: “Opere fatte con deroghe finiscono quasi sempre con fatti di corruzione"
Niente deroghe!!
Vinci l'appalto per una certa cifra, firmi un contratto con lo Stato e lo porti a termine nei tempi previsti dal contratto e per QUELLA CIFRA! Altrimenti paghi salate penali!
Invece così come è ora lo Stato firma un ASSEGNO IN BIANCO a chi riesce ad acchiappare un appalto.
Se l'offerta era troppo bassa e l'imprenditore ci rimette peggio per lui! Il prezzo si fa valutando tutti i rischi d'impresa: maltempo con perdita di giorni lavorativi, lievitazione costi dei materiali ecc. ecc.. Sono cose ovvie per chi ha un'impresa, soprattutto se pretende di concorrere per le grandi opere. 

Sono sicura che, con queste regole, i corrotti non avrebbero tanto margine di operatività.