martedì 11 novembre 2014

I commenti della gente sono esilaranti!!! Leggeteli.

Da: Il Sole 24Ore

Fisco, 62 milioni di immobili ai raggi x: parte la riforma del catasto

Via libera definitivo del Consiglio dei ministri al decreto legislativo per le commissioni censuarie. Si tratta del decreto attuativo che rimette in moto le commissioni censuarie, primo tassello della riforma del catasto per censire gli oltre 62 milioni di immobili presenti in Italia. Le nuove commissioni censuarie locali sono 106, a cui si aggiunge la commissione censuaria centrale con sede a Roma che ha funzione di “supervisore”. 

Commissioni chiamate a rivedere i parametri per gli estimi catastali 
Il provvedimento stabilisce ruolo e composizione delle nuove commissioni, chiamate a rivedere i parametri per gli estimi catastali, con relativo impatto quindi sulla tassazione dell'immobile. A questo scopo verrà elaborato un coefficiente che terrà conto di qualità, localizzazione, anno di costruzione, stato conservativo degli immobili. 

I compiti delle commissioni 
Alle commissioni censuarie locali, che si insedieranno entro un anno dall'entrata in vigore del decreto legislativo, spetta il compito, tra l'altro, di validare le funzioni statistiche determinate dall'Agenzia delle Entrate, che sono alla base della revisione del sistema estimativo del catasto dei fabbricati. Le funzioni statistiche devono esprimere la relazione tra il valore di mercato, la localizzazione e le caratteristiche edilizie dei beni per ciascuna destinazione catastale e per ciascun ambito territoriale, anche all'interno di uno stesso comune. La Commissione censuaria centrale decide sui ricorsi dell'Agenzia delle entrate e dei Comuni contro le decisioni delle commissioni censuarie locali in materia di qualità, classi e tariffe d'estimo dei terreni e in materia di categorie, classi e tariffe d'estimo dei fabbricati. La Commissione centrale esercita poteri sostitutivi nel caso in cui le commissioni locali non provvedano alla validazione delle funzioni statistiche. 

Articolazione in tre sezioni 
Le commissioni censuarie locali e quella centrale sono articolate in tre sezioni: una competente in materia di catasto dei terreni, una in materia di catasto urbano e un'altra specializzata in materia di revisione del sistema estimativo del catasto dei fabbricati. La nomina dei componenti delle commissioni censuarie locali, 6 effettivi e 6 supplenti, spetta al Presidente del Tribunale nella cui circoscrizione ha sede la commissione, sulla base di designazioni fatte pervenire dall'Agenzia delle Entrate, dall'Anci e dal Prefetto. Faranno parte delle commissioni i rappresentanti delle amministrazioni coinvolte, magistrati, professionisti, docenti qualificati in materia di economia e di estimo urbano e rurale, esperti di statistica e di econometria. La composizione della commissione locale di Trento e Bolzano sarà integrata da un componente scelto tra i dipendenti di ruolo della Provincia autonoma

In commissione 25 componenti effettivi, 21 supplenti più il presidente 
 La Commissione censuaria centrale prevede 25 componenti effettivi (di cui 4 di diritto) e 21 supplenti, più il presidente. Per i componenti di diritto (il direttore dell'Agenzia delle Entrate e 3 direttori centrali dell'Agenzia) non sono previsti i supplenti perché ad essi è riconosciuta la possibilità di conferire apposita delega per la partecipazione alle sedute. Le nomine degli altri componenti avviene con un decreto del ministro dell'Economia sulla base delle designazioni pervenute dall'Anci, dagli organi di autogoverno della magistratura e di alcuni ministeri. 

Individuate le incompatibilità 
Non possono essere componenti delle commissioni i parlamentari, i membri del governo e delle giunte regionali e comunali, soggetti che ricoprono incarichi direttivi o esecutivi nei movimenti politici, i prefetti. Tra i motivi di incompatibilità vi sono anche l'appartenenza alla Guardia di Finanza, ai Corpi di polizia, alle Forze armate, la rappresentanza di contribuenti nei rapporti con l'amministrazione finanziaria o con i Comuni nell'ambito di controversie tributarie. I presidenti e i componenti delle commissioni censuarie durano in carica 5 anni, non rinnovabili, e il loro operato deve essere ispirato ai principi di terzietà, imparzialità e neutralità. 

Valore patrimoniale in base ai metri quadri 
La novità è che con le nuove norme il valore patrimoniale non sarà più calcolato in base al numero dei vani ma ai metri quadri, tenendo conto anche della collocazione e delle caratteristiche edilizie dell'immobile. Primo passo della più ampia riforma catastale, al provvedimento sulle commissioni seguirà poi uno sul meccanismo di individuazione del valore patrimoniale medio ricorrendo a specifici algoritmi. Dopodiché si passerà al censimento vero e proprio, operazione questa che potrebbe richiedere circa 5 anni. 

analisi di Saverio Fossati - Il Sole 24 Ore 

Speravo che la revisione portasse giustizia fiscale...
Soprattutto per quel che attiene le case fantasma, o quelle fantasma in parte, insomma l'abusivismo edilizio imperante che, oltre a danni vari al territorio, comporta brutture ed EVASIONE FISCALE.
Invece leggete i commenti sotto questo articolo perché sono eccezionali!
Evidenzio in grassetto quelli che dicono cose che sottoscrivo pienamente.

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Scusate i riferimenti personali. Ho 63 anni , ho ereditato dal papà 5ha di terreno agricolo frutto di tanti sacrifici ,dato in affitto il cui ricavato va tutto in tasse,stupidamente mi sono costruito una casa con tanti sacrifici e un mutuo di 20 anni e ora.....Grazie al Governo:Non ho soldi da portare all'estero e allora dopo queste notizie VENDO TUTTO e vado a vivere a Londra con mia figlia che dopo la laurea in architettura si è rifiutata di fare la commessa all'Ikea o pagata in qualche studio da geometra a 800 euro al mese ( a Londra un arkitetto è pagato 2000 paund cioè 2500 euro al mese e la metà delle tasse dell'italia)Saluti a tutti:un augurio a voi che rimanete a godervi Renzi,Berlusca,Grillo,Camusso e Squinzi!!!!! 
manfiocamp 11-11-2014 10:58:40
 
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Augurissimi signori contribuenti, ora iniziate a pagare le commissioni (alla faccia della spending review) poi fatevi valutare gli immobili in base ad un algoritmo che si è studiato qualche luminare che non sa nemmeno da che parte si inizia a fare una stima..........., va bene le zone omogenee, ma le stime non si fanno solo con quelle e con i mq. Se proprio vogliamo stabilire dei valori sarà forse meglio che prima iniziamo a sudiarci un pochino di estimo? .... Povera Italia.....
r.dapino 11-11-2014 10:58:11

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Questo tipo di operazioni mi fa sempre paura, perchè sembra concludersi invariabilmente in un aumento delle tasse da pagare (chissà se dopo aver ricalcolato tuttii valori - che possiamo star certi aumenteranno nel 98% dei casi- penseranno a diminuire le aliquote delle tasse sulle case? Scommetto di no). Spero almeno che serva per scovare ed accatastare tutti gli edifici che al momento risultano sconosciuti al catasto... Nel frattempo penso sia un altro brutto colpo per il mercato immobiliare: chi pensava di comprare case per investire, vorrà prima vedere come va a finire questa storia...
 rossiele 11-11-2014 10:18:52 

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come è possibile rintracciare il valore di un immobile sulla base di un algoritmo? Questi signori (pericolosissimi) sanno che avere una casa in una strada molto trafficata o stare nella stradina adiacente può fare variare il valore di mercato anche del 20%? Sanno che un quarto piano senza ascensore vale il 30 35% in meno? Le zone censuarie devono essere analizzate da professionisti che operano in quella zona, altrimenti viene fuori una valanga di ingiustizie che premierà solo il fisco (che ovviamente da questa manovra cercherà di aumentare le entrate). 
 navarrinidaniele 11-11-2014 10:03:44
 
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finalmente la smetteremo di vedere lussuosi appartamenti del centro di Roma accatastati come catapecchie popolari
 biafax 11-11-2014 10:00:17 

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Mi auguro che la riforma riduca di molto il valore degli immobili visto che sono in vendita a poco più di niente, a meno che non sia lo Stato a pagarli al prezzo che il catasto intenda stabilire, allora vendo anche il mio, soldi cash naturalmente da accreditare in un paradiso fiscale come fate Voi politici, ci state insegnando tutto. 
 LUCIANO_93qb4alp6h 11-11-2014 09:56:13 

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Era ora...non è possibile che appartamenti di periferia con rendite un pò più aggiornate paghino imposte in misura superiore ad attici in piazza Navona....... Naturalmente è necessario anche rivedere tutta la miriade di imposte che gravano sugli immobili 
silviasighie 11-11-2014 09:33:32  

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Sentivamo la mancanza di 106 nuove commissioni locali di 6 componenti effettivi, 6 supplenti e di una commissione censuaria centrale in 3 sezioni con 25 componenti effettivi (di cui 4 di diritto) e 21 supplenti, più il presidente. Con tanto di superstipendi, rimborsi spesa etc (escort incluse? A piè di lista?) a partire da subito, con rimborsi retroattivi? Il da farsi sarà stabilito nei dettagli con l'agenda 2020?. Obiettivo (solo a scopo di bilancio:preventivo): 2050?. Finanziamento: nuova accisa su carburanti? Ci mancava un vento di novità. P.S. L'amico del Gigi è stato adeguatamente sistemato? 
epitteto1 11-11-2014 09:32:36 

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Sarebbe sufficiente e molto meno oneroso il catasto comunale del cui controllo i sindaci fossero civilmente e penalmente responsabili. Le schede catastali nel giro di pochi mesi potrebbero pervenire con un clic alle provincie, alle regioni, all'agenzia delle entrate, all'inps ... Troppo semplice, vero? Meglio le soluzioni farraginose all'italiana , tipo il matematico di corte esperto di calcoli con i numeri romani 
cattif.49 11-11-2014 09:12:54 

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Sta per iniziare il più grosso magna-magna della storia d'Italia: la revisione nazionale delle rendite catastali di 62 milioni d'immobili! 
fastfinger 11-11-2014 08:53:11 

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in tempi di spending rew......... è un ottimo investimento di personale.... ma non lo potevano fare gli impiegati del catasto? stanchezza 11-11-2014 07:58:15 

lunedì 10 novembre 2014

Il Sindaco Lucci e i sudici barbari

Spiaggia di Sabaudia ieri: l'orrore abita qui

Il Sindaco Lucci amministra un territorio bellissimo e delicatissimo. All'inizio della passerella in legno c'è un cartello che illustra ai visitatori ignari della raccolta differenziata che qui c'è: con tanto di figure dei bidoni di vari colori. Però i bidoni sul Lungomare sono stati rimossi, esistendo solo durante la stagione estiva.
Questo non giustifica i barbari scesi in spiaggia a lasciare questo ignobile scempio, naturalmente, potendo, se fossero stati uomini e donne civili, caricarsi dei loro rifiuti e depositarli nei primi bidoni trovati....
Solo le bestie lasciano dietro di sé tanto orrore.
Però, Sindaco, faccia mettere qualche bidone in pochi punti del Lungomare per favore e nei fine settimana faccia girare qualche vigile in borghese nelle ore pomeridiane, quando i barbari levano le tende.. e li multi, per favore, li multi, li multi!!
Una natura offesa nella sua bellezza
Bisogna ripulire.....


La Legge Merlin è fuori da questo tempo presente

Sono piccole, sono nere, molte minorenni e qualcuno le mette lì, lungo la strada, mezze nude, e ci mangia.
Passano le auto dei Carabinieri ma non si fermano per accertare perché stiano lì con il sedere nudo porto verso lo sguardo di chi passa.
Chi passa non sono solo i sudicioni che si fermano, ma anche gente normale, che ha in auto dei bambini.
Possono i nostri politici, con tutte le leggi che sfornano, accertare se le ragazzine, nude ogni giorno lungo questa come in molte altre strade d'Italia, hanno il permesso di soggiorno e come si mantengono nel nostro disgraziato Paese?
Possono accertare se dietro di loro ingrassa una criminalità di parassiti ignobili?
Possono rivedere la Legge Merlin risalente all'Italia del 1957?
Posso suggerire delle Zone Controllate dove chi vuole può esercitare il mestiere più antico del mondo senza sbatterlo in faccia ai bambini e l'arresto per chi lo eserciti al di fuori di dette zone da istituire? 


Vedi i miei precedenti post sull'argomento del: 29/04/2014 e 09/09/2013.

Dal sito del Governo: una speranza per ALCOA

Alcoa: sottoscritto Protocollo d'intesa tra Governo, Regione Sardegna e Glencore

10 Novembre 2014
Il Governo della Repubblica Italiana, rappresentato dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Graziano Delrio, dal Ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi, dal Vice Ministro dello Sviluppo Economico Claudio De Vincenti, la Regione Autonoma della Sardegna (RAS), rappresentata dal Presidente Francesco Pigliaru, e Glencore International AG, rappresentata dall'Amministratore Delegato Ivan Glasenberg, in data odierna, hanno sottoscritto un Protocollo d’Intesa concernente le condizioni fondamentali perché Glencore avvii un confronto con Alcoa circa la possibile acquisizione e riattivazione dello smelter di produzione di alluminio primario in Portovesme.
Il Governo e la RAS perseguono l’obiettivo della ripresa della produzione nello smelter di Portovesme, cessata per decisione della proprietà Alcoa. Tale obiettivo è perseguito sulla base degli Accordi fra Governo, RAS, Enti locali, Parti sociali e Alcoa che prevedono anche l’impegno di Alcoa a favorire, in assoluta buona fede, il riutilizzo produttivo dell’Impianto.
Il Governo e la RAS hanno pertanto invitato tutti gli operatori potenzialmente interessati a verificare le condizioni per rilevare l’impianto, prospettando a tutti identiche condizioni di contesto.
In questa prospettiva, il Governo e la RAS, come fatto anche con altri operatori, hanno invitato
Glencore, proprietaria nella stessa area di Portovesme di altro impianto di produzione di metalli non ferrosi, a discutere quali condizioni fondamentali debbano sussistere per considerare la possibilità di riavviare l’impianto. Glencore è pronta a proseguire attraverso ulteriori approfondimenti in questa opportunità.
Il Protocollo rappresenta lo stato attuale, alla data della sottoscrizione, delle discussioni avviate da Governo, RAS e Glencore. Pertanto il suo contenuto non costituisce in alcun modo vincolo contrattuale per nessuna delle Parti né potrà costituire fonte di affidamento per terzi.
Il confronto fra Governo, Regione e Glencore, si è sviluppato prevalentemente: sulle condizioni economiche di fornitura dell’energia; sulle possibilità di sostenere con risorse pubbliche gli investimenti necessari; sul miglioramento delle condizioni di contesto infrastrutturale.
L’Intesa conseguita fra Governo, RAS e Glencore, sul complesso dei suddetti punti, è basata su soluzioni di mercato e sul rispetto delle regole della concorrenza dell’UE e della Repubblica.
L’esito dell’operazione è tuttavia subordinato al completamento da parte di Glencore di una esaustiva due diligence in relazione all'impianto e alle condizioni della sostenibilità della gestione delle attività sul lungo termine.
Il Governo e la RAS faranno tutto quanto in loro potere per facilitare il buon esito dell’operazione.

Magistratura che brancola

DA: ANSA.it

Sisma L'Aquila: pm, Grandi Rischi non è processo a scienza

Accusa, ma a funzionari Stato. Difesa, condanne ingiuste

ANSA) - L'AQUILA, 10 NOV - Non un processo a degli scienziati, ma a dei 'funzionari dello Stato' per non aver analizzato correttamente tutti i rischi di quei giorni. Non dolo ma omicidio e lesioni colpose. È questa la tesi della Procura aquilana che ha guidato tutta l'accusa al processo di primo grado ai componenti della commissione Grandi Rischi.
    Bocche chiuse al palazzo di giustizia in attesa della sentenza della Corte d'Appello prevista per il pomeriggio. I sette imputati il 22 ottobre 2012 furono condannati a sei anni perché non avrebbero analizzato tutti quegli indicatori che avrebbero dovuto far tenere loro un comportamento diverso: questo è in sostanza quanto ha scritto nella sua sentenza il giudice di primo grado Billi e che per l'accusa aquilana resta ancora valido. In sostanza, la tesi accusatoria confermata dalla sentenza e fatta propria anche dalla procura generale in appello, è che nessuno ha mai processato la scienza ma quei funzionari dello Stato che non rimarcarono con la necessaria forza gli eventi aquilani precedenti al sisma, che una scossa forte era probabile in quanto non si verificava da 400 anni, che l'Aquila ha una struttura medioevale, che tutti conoscevano la inadeguatezza sismica dell'edilizia costruita dopo la guerra e che era una città piena di studenti. La tesi della Procura è che se la valutazione giuridica è opinabile, se la colpevolezza è più o meno applicabile, i fatti non sono in discussione. "I fatti non cambiano, con la sentenza di primo grado la tavola è stata apparecchiata, le pietanze sono quelle, ma siccome il diritto è dialettica l'eventuale valutazione delle responsabilità può essere solo un fatto tecnico. Quello che andava ricostruito e ci siamo riusciti, era ricostruire la verità a prescindere dal parere dell'opinione pubblica e dai giudizi dell'informazione", si sintetizza negli ambienti della Procura aquilana.
    Di tutt'altro parere le difese. Il professor Franco Coppi contesta fortemente la tesi che ha portato alla condanna di primo grado spiegando che "qui il funzionario pubblico non c'entra: c'entra semmai, e lo contestiamo, quel singolo che potrebbe aver sbagliato. Quando affermano che questi scienziati possono aver sottovalutato il rischio sismico, si riferiscono al titolo individuale dell'imputato, e quindi c'è il rischio di condannare degli scienziati perché hanno sbagliato nel loro ruolo scientifico, quando tutti sanno che non è possibile prevedere un terremoto". (ANSA).



Di medievale in questa storia non c'è solo l'edilizia fragile della città aquilana, bensì una giurisprudenza che non sa valutare la realtà oggettiva, applicando le leggi come un sacco addosso ad una persona pretendendo che sia un vestito tagliato su misura.

Espressi la mia solidarietà al serissimo Prof. Boschi per e-mail ed egli mi rispose dicendo "che stava vivendo un incubo".
In effetti da Galileo in poi la Scienza ha dovuto sempre scontrarsi con l'arroganza dell'ignoranza.
Come si fa a scrivere che siccome "erano 400 anni che non c'era un devastante terremoto esso era prevedibile"? Capisco che i magistrati l'unica scienza che conoscono è quella studiata al liceo, ma l'intelligenza ci consente di leggere, documentarci e capire prima di applicare le leggi come un sacco. D'altra parte, da quanto hanno scritto nella sentenza di primo grado, si capisce che ritengono essi stessi "la valutazione giuridica opinabile e quindi la colpevolezza più o meno applicabile"...
L'Aquila esiste su un territorio sempre soggetto ai terremoti, come ho ricordato in un mio post del 25 ottobre 2012.
Se criminali ci sono bisogna cercarli in coloro che hanno costruito e permesso di costruire un'edilizia senza rispettare le regole antisismiche: dunque i Pubblici Amministratori del territorio.
Ogni edificio ha in catasto l'anno in cui è stato costruito. Una buona indagine sarebbe stata l'elefantiaca ricerca edificio per edificio e, là dove non siano state applicate le previdenze antisismiche, quando vigenti, constatare chi erano i responsabili del controllo per le concessioni edilizie date. Probabilmente molti di questi veri assassini avrebbero dovuto andarli a tirare fuori dalle fosse, ma forse qualcuno ancora in vita per fargliela pagare lo potevano trovare.
Cosa ne sarà stato di chi ha costruito la Casa dello Studente per l'Università de L'Aquila usando più sabbia che cemento? Lì è uno degli assassini e i suoi complici sono i tecnici del Comune preposti al controllo e i tecnici della struttura statale che ha erogato i fondi per costruirla che, per mia conoscenza, sono anche loro responsabili del collaudo: senza collaudo non si saldano certe fatture.
Tutta la mia solidarietà al Prof. Boschi.
   

domenica 9 novembre 2014

Scrivere della realtà

L'ho già scritto in un post sullo scrittore Leonida Repaci: se si vuole scrivere delle vicende umane per farne letteratura che dia un messaggio di riflessione sull'uomo, comunque si voglia contestualizzarle, bisogna rispettare la realtà, altrimenti si possono scrivere racconti fantastici, con i quali comunque si può fare letteratura se di buon livello e si può, attraverso questo tipo di scrittura fantastica, lasciare un messaggio, uno spunto di riflessione sull'uomo ed il mondo che lo circonda usando, ad esempio, la metafora. 
Ma non è accettabile scrivere del reale cose inverosimili.
Eppure trovai questa pecca in uno scrittore celebrato come Leonida Repaci. Riporto il punto della mia critica preso dal mio post del 18 gennaio 2014:
se leggo qualcosa scritto da Leonida Répaci, per di più un libro grandemente autobiografico, e leggo che "Lina in dicembre ottenne il divorzio e poté risposarsi" mi scandalizzo e sento di aver perso tempo, giacché il fatto è precisamente contestualizzato sul piano storico con date ed ampi riferimenti agli avvenimenti di quel momento della Storia d'Italia: 1913 e dintorni!
Ma di quale divorzio parla questo scrittore che pure è stato molto quotato nel secolo passato?
Il libro è "Storia dei Rupe - Principio di Secolo", è scritto bene, con una prosa ricca ed elegante, anche se a tratti ridondante, e con interessanti descrizioni di fatti storici e politici dell'inizio del secolo scorso. Perché abbia rovinato tutto con un fatto che non poteva esistere in quell'Italia lo sa solo lui... Ma non è più credibile per me.

Ecco, mi è avvenuta la stessa cosa rileggendo una novella di Pirandello: "In silenzio".
Vi si narra la storia di Cesarino che vive con la madre, insegnante, che sa suo padre morto prima che potesse serbarne il ricordo. La madre non gliene parla mai per ricordarne la figura, né lui ne chiede. Ormai adolescente accondiscende alla proposta della madre di andare in convitto per continuare gli studi, al fine, dice la mamma, di stare in mezzo ai compagni visto che vive troppo isolato e non ha amici.
La novella poi rivelerà in modo drammatico che in realtà tale scelta è stata dettata alla madre dalla necessità di nascondere al figlio una gravidanza. Egli lo apprenderà quando il Direttore del Convitto, con molta comprensione umana, lo chiamerà ed egli saprà che sua madre è morta di parto lasciandogli un fratellastro: Ninnì.
Il racconto prosegue con la descrizione della vita dell'orfano Cesarino che, con l'aiuto del buon Direttore del Convitto, trova lavoro come scrivano al Ministero e come insegnante serale presso il Convitto dove, fino alla morte di sua madre, era stato studente.
Ninnì è tutto il suo affetto: egli provvede a pagare una balia dapprima, poi accoglie la vecchia serva di sua madre che si prende cura di Ninnì e di lui.
Cesarino studia la sera per diplomarsi e fa progetti di andare all'Università per migliorare il suo futuro e quello del fratellino.
Ma un brutto giorno si presenta a casa sua un signore, Alberto, reclamando la paternità di Ninnì. Per chi vorrà leggere la novella non rivelerò la fine della storia, ma riporto l'argomento che ha destato la mia perplessità: Pirandello fa ottenere il diritto di paternità di Alberto su Ninnì così come segue... 

Devo darglielo. M’hanno chiamato in questura. C’era anche lui. Ha mostrato le lettere di mia madre. È suo.
Disse cosí, a scatti, senza alzar gli occhi a guardare il bimbo, che Rosa teneva in braccio.
– Oh cuore mio! – esclamò questa, stringendosi al seno Ninní. – Ma come? Che ha detto? Come ha potuto la giustizia?. ..
– È il padre! è il padre! – rispose Cesarino. – Dunque è suo!
– E lei? – domandò Rosa. – Come farà lei?
– Io? Io, con lui. Ce n’andremo insieme.
– Con Ninní, da lui?
– Da lui.
– Ah, cosí?... tutt’e due insieme, allora? Ah, cosí va bene! Non lo lascerà... 

Ora mi spiace per il genio di Pirandello, ma nemmeno la legislazione del primo novecento consentiva che un tizio, semplicemente andando in Questura con le lettere in cui la madre morta dichiarava che il bimbo che portava in grembo era suo, potesse rivendicarne la paternità.

Quando vi siano figli nati fuori del matrimonio e non siano adulterini e incestuosi, quando, cioè, vi siano figli naturali semplici, la paternità, come la maternità, si accerta attraverso il riconoscimento, che è precisamente la confessione, da parte del genitore, della propria paternità o maternità. Il riconoscimento è atto meramente dichiarativo, in quanto non crea lo stato di figlio, ma lo accerta,

 Il riconoscimento si può fare soltanto o nell'atto di nascita o con atto autentico (cioè, oltre che con atto pubblico, con testamento segreto, con scrittura privata autenticata) e simili anteriore o posteriore alla nascita (art. 181 cod. civ.).
 Nel caso in cui il riconoscimento non avvenga contestualmente alla nascita, ma tardivamente (ovvero con un testamento o una dichiarazione apposita ricevuta dall’ufficiale dello stato civile o dal giudice tutelare o dal notaio) ecc. ecc.....

E' palese che, prima di un passaggio così immediato, troppi atti avrebbe dovuto compiere il personaggio di Alberto...
Mi spiace ma queste costruzioni, che poco hanno a che fare con il mondo del reale, rendono la storia inverosimile, né si può rivendicare una licenza poetica che, dato che questo atto determinerà l'immediato e successivo svolgimento della storia ed il suo finale, in questo caso non ha alcun senso.

sabato 8 novembre 2014

Renzi e le ingiustizie sulla Dirigenza Pubblica

Da: Il Sole 24 Ore - Sanità


Riforma Pa, doccia fredda per i medici con gli emendamenti delle Regioni: stop alla possibilità di servizio fino a 70 anni


E questo sarebbe il male minore...
Ma la ratio di questa costruzione legislativa sembra avere una continuazione con l'Italia peggiore, come è e come non DEVE essere più!! 
Riporto un passo dell'articolo che mi ha sfavorevolmente colpito:

 Poi c'è la richiesta di estendere a tutta la dirigenza pubblica e non solo ai dirigenti di struttura complessa del Ssn, la possibilità di risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro. Ma restano comunque fuori della norma - con buona pace delle proteste dei medici ospedalieri - ancora una volta magistrati e professori universitari.

Dunque il Governo Presieduto da Matteo Renzi sceglie di punire una delle Dirigenze più specializzate ed esposte a responsabilità già scarsamente tutelate dallo Stato, preservando i soliti Professori Universitari e i soliti Magistrati che sbagliano ma sono tutelati molto, ma molto di più dei Dirigenti Medici?

Comincio a perdere speranza nel cambiamento.
Qui vedo la solita musica: si pretende tanto da chi ha un sapere complesso, raggiungibile solo con anni ed anni di studio e di pratica professionale ad altissimo livello, si lasciano soli ad ogni denuncia, anche infondata e pretestuosa, ma si fa una nuova normativa in cui si continua a non dare loro nulla ma togliendo quanto conquistato superando pubblici concorsi durissimi ed infestati di raccomandazioni politiche e non. 

Se queste sono le riforme si continua a mantenere in piedi una Società che favorisce chi NON SA FARE, preservando chi ha ottenuto il posto per vie politiche o raccomandazioni e che dunque dove sta fa solo danno, si continuerà a calpestare il Merito, lo scrivo con la M maiuscola perché è UN VALORE CHE IN ITALIA E' UMILIATO DA TROPPO TEMPO!

La Società che vuole Renzi è dunque sempre spaccata in due: da una parte i burocrati che troppo spesso applicano le leggi ed i regolamenti commettendo errori marchiani che, NON SI SA PERCHE', non pagano personalmente come DEVE essere, e dall'altra tutti gli altri che debbono solo subire senza speranza di poter ottenere giustizia inchiodando alle sue responabilità chi erra tenendo il culo al caldo di una sedia stipendiata a vita, sicuro dell'impunità.

A Renzi non viene in mente che far gravare sulle spalle dei soliti che stanno in frontiera, e fra questi i Dirigenti Medici e i Dirigenti Scolastici, responsabilità senza alcun ritorno di sicurezza e di giuste tutele, e nel contempo non far pagare i Dirigenti "delle scartoffie", tutelati dalla consapevolezza che il cittadino nei riguardi dei loro errori ha solo l'anonimo ricorso al TAR, che non li scalfisce dalle loro comode sedie dove sostano tutto il giorno per sole 8 ore, comporta una società di incompetenti sicuri e di competenti operativi oppressi?

Porto pochi esempi presi qua e là:
il muro sul fiume a Carrara costruito SENZA FONDAMENTA, la lettera di risposta, firmata da un Dirigente della Provincia di Carrara, alle preoccupazioni legittime di chi vedeva infiltrazioni di acqua.
Cosa farà il governo Renzi, la tanto tutelata magistratura a questo irresponsabile incompetente che ha messo il suo timbro di Dirigente e la sua firma certificando con certezza che "il muro teneva sicuro"? 

Altro esempio: professore vincitore di concorso, quindi di ruolo insegna nella scuola media di primo grado. Vince cattedra per la scuola di secondo grado. Alla sede provinciale del provveditorato cancellano il primo contratto e non riescono ad inserire il secondo: non riescono neppure a reinserire il primo... Mandano tutto ai sistemisti che hanno fatto questo bel software, nel frattempo per questo anno scolastico il professore non risulta più sui terminali del Ministero della Pubblica Istruzione... Rischia che il Ministero del Tesoro non gli paghi lo stipendio.
Riferisce che, andato con la moglie presso il Provveditorato, l'hanno indirizzato al Dirigente che si occupa del sistema informatico: comodamente seduto nell'immancabile poltrona, sereno nella sua totale irresponsabilità, senza vergogna alcuna e senza alcuna preoccupazione che dovrà mai pagare per l'incompetenza della sua funzione, ha risposto calmo e tranquillo che non ci poteva fare niente.

Renzi vuole sapere perché si intasano i Tribunali con ricorsi, cause di lavoro ecc. ecc.?
Guardi dentro la incompetente, irresponsabile Pubblica Amministrazione che non amministra proprio nulla!
Vessa soltanto i cittadini e basta!!  

Secondo Renzi i Presidi non gestiscono strutture complesse e persone?

Comunicato Stampa
dell'Associazione nazionale dirigenti e alte professionalità della scuola

Una buona scuola?
Un documento come quello diffuso oggi da Palazzo Chigi, per la sua natura palingenetica, ha 
l’ambizione di aggregare il massimo del consenso. Sicuramente ha diversi argomenti a proprio 
favore: per esempio, alcune delle ricette indicate, come l’organico funzionale; ovvero la 
promessa di maggiore risorse per le scuole, sia per l’edilizia che per il MOF. E come non vedere 
con favore l’introduzione del nucleo di valutazione di istituto o l’impegno a riscrivere il testo 
unico, eliminando al contempo le norme qualificabili come irragionevoli e moleste?
Le intenzioni espresse sono dunque largamente positive e come tali vanno apprezzate. Se mai, 
qualche riserva emerge quando dal generale si passa agli aspetti specifici. Per esempio, tutto 
l’impianto del documento è fortemente centralistico e l’autonomia delle scuole – pur 
esplicitamente richiamata in uno dei capitoli – è in realtà sistematicamente assorbita da una 
regolazione tutta affidata a scelte governative. A cominciare dall’assunzione dei 150.000 
docenti e dalla gestione dei futuri concorsi, che cancellano ogni ipotesi di un ruolo delle scuole 
“autonome” nella scelta dei propri insegnanti e mantengono saldamente il controllo del 
personale all’Amministrazione centrale e periferica. Come si può immaginare una scuola in 
grado di elaborare un proprio progetto didattico, se a realizzarlo saranno docenti assegnati 
sempre e soltanto da fuori?
Parliamo di governance. La distinzione concettuale di fondo, fra potere di indirizzo e potere di gestione, non fa una grinza. 
Peccato che, appena un mese fa, lo stesso governo abbia negato ai dirigenti scolastici l’inclusione nel ruolo unico con l’argomento che la loro dirigenza non avrebbe natura gestionale. Semplice distrazione?

E, sempre parlando di dirigenti, non appare un passo avanti neppure l’aver immaginato gli “ispettori” come una progressione di carriera del dirigente scolastico: si verrebbe così implicitamente a ripristinare una collocazione gerarchica che era stata superata da tempo.
Parliamo di un altro dei punti qualificanti: la cosiddetta “carriera” dei docenti, su cui molte 
anticipazioni erano circolate nei giorni scorsi. Quella che ci viene presentata, in realtà, è una 
diversa progressione economica, ma non una carriera, che presupporrebbe dei livelli e delle 
distinzioni di funzioni. I docenti continuano invece ad essere visti come appartenenti ad un 
profilo unico, che si differenzia solo per le funzioni svolte pro tempore.
In materia di progressione economica, colpisce il livello di dettaglio con cui nel documento 
vengono definiti aspetti che il quadro normativo vigente attribuisce al contratto: la periodicità 
degli “scatti di competenza” (tre anni), la loro misura (60 euro “netti”), la platea dei beneficiari 
(il 66%, non uno di più, né uno di meno). Dobbiamo inferirne che la contrattazione non esisterà 
più o che sarà ridotta ad aspetti marginali del rapporto di lavoro?
Si potrebbe continuare nei distinguo: ma non ne vale la pena, visto che molti degli aspetti che 
caratterizzeranno la nuova scuola sono ancora da disegnare. Sarà invece il caso di sottolineare 
alcuni punti di attenzione che dovranno essere tenuti presenti nella fase del dibattito e, 
soprattutto, in quella di elaborazione delle misure normative conseguenti.
Uno di questi riguarda certamente i poteri del dirigente. Se ne è parlato con molta enfasi nei 
giorni scorsi: ma nel documento non si trova molto che giustifichi le impegnative metafore 
spese al riguardo. Invece, sono uno dei punti determinanti per assicurare il cambiamento. 
Nessuno può pensare che una rifondazione così impegnativa del modo di essere e di funzionare 
della scuola possa avvenire senza un adeguato livello di governo locale dei processi. 
Sempre in questo ambito, mentre si richiamano a più riprese le funzioni di sistema che 
dovrebbero essere svolte dai docenti, nulla si dice sulle modalità di individuazione di coloro che 
dovranno svolgerle. Si vuole sperare che tale silenzio sottintenda la responsabilità del dirigente: 
ma certo i provvedimenti attuativi dovranno prevederlo in modo esplicito, a meno di non voler 
tornare indietro anche rispetto alla situazione normativa attuale. Tanto più che i “crediti 
professionali” sono essenziali per lo sviluppo economico degli interessati: non si può certo 
pensare di scaricare sul Collegio docenti l’ennesimo conflitto di interessi, consistente nella 
distribuzione fra i suoi membri di incarichi retribuiti e delle prospettive di avanzamenti di 
carriera.
Molte cose sono ancora sospese fra il cielo e la terra nella filosofia enunciata oggi da Palazzo Chigi: una di queste è se l’interlocuzione dei sindacati, ed in generale dei corpi intermedi, venga 
ancora considerata come un elemento del panorama futuro o se vi sia una presunzione a priori 
di autosufficienza del governo e, se mai, la scelta di un rapporto esclusivo o privilegiato con i 
social network.
Ci auguriamo di no. Noi intendiamo in ogni caso accompagnare la fase di confronto e di 
dibattito con il nostro contributo di analisi e di proposta. Invitiamo i colleghi dirigenti e docenti 
a fare altrettanto, in modo che si possa realmente verificare fino a che punto le dichiarazioni di 
apertura, di cui il documento è prodigo, avranno un reale spazio nel dare forma ai 
provvedimenti che verranno.
Una buona scuola? Nessuno più di noi lo auspica: e tuttavia non vorremmo che il desiderio di 
un cambiamento ad ogni costo faccia perdere di vista che alcune soluzioni esistono e sono state 
sperimentate da tempo. Inventare ogni volta la ruota può non essere il modo migliore per 
accelerare il cambiamento che tutti riconosciamo come necessario.
3 settembre 2014

venerdì 7 novembre 2014

Matteo Renzi continua a piacermi

Nonostante gli sfottò di amici e conoscenti che mi dicono che mi illudo di nuovo, (tutti conoscono i miei precedenti con Di Pietro), continuo a sperare in questo giovane deciso.
A criticare si fa presto ed è gioco facile, ma se si critica bisogna proporre ...
Nel mio piccolo ho criticato e continuo a farlo la scelta del tetto di reddito troppo alto, a mio avviso, per le famiglie che dovrebbero usufruire del bonus di euro 80 al mese in caso di nascita di un figlio nel 2015. 
Per il resto le critiche sul cosiddetto "Patto del Nazareno", fin troppo facili vista la figura legalmente compromessa di Silvio Berlusconi, mi sono apparse superficiali e cieche e scrissi subito che non è con Berlusconi che Matteo dialogava ma con i 10 milioni circa di voti che gli italiani gli avevano dato.
In politica si può essere onesti ma bisogna essere pragmatici: 10 milioni circa di italiani vogliono una certa Italia. Con chi le può fare le riforme Matteo se altri si sottraggono irresponsabilmente?
Il M5S, che io ho votato con altri circa quasi 9 milioni di italiani, ha continuato ostinatamente a pretendere di presentare progetti di legge senza mediazione: votatemeli e basta!
Perché mai dovrebbero farlo gli altri partiti che rappresentano altri italiani se voi non avete la maggioranza?
La mediazione è necessaria perché gli italiani votano così!!
La prova che la mia interpretazione dell'agire di Matteo è giusta viene ora palesemente alla luce: egli è disposto ad andare avanti, a non farsi rigettare nella palude dove stanno bene solo quelli che hanno il culo al caldo, anche con i 5 Stelle se ci stanno a FARE le cose.
Questo è voler agire con pragmatismo politico.
Se poi le cose che lui vuole fare con le sue belle e giovani ministre alla lunga si dimostreranno non risolutive o insoddisfacenti, pazienza, ma fino ad ora negli ultimi anni a cosa abbiamo assistito?

Hanno tolto la campanella a Silvio Berlusconi (che non piaceva alla Merkel) per darla al decantato Mario Monti che con il suo governo di ministre befane ci ha riempito di carbone: Fornero con il carbone degli esodati, Severino con una legge che scontenta, Cancellieri che apriva i cancelli carcerari alle figlie degli amici... Per non parlare delle sue riforme: le licenze dei tassì, le licenze delle farmacie... Questo è il grande economista? 

Gli italiani che lo avevano accolto con diffidenza (l'uomo delle banche) poi, disperati, avevano sperato che davvero "facesse pagare chi non aveva mai pagato", come aveva detto con quella sua aria da persona serissima, invece si sono amaramente resi conto di essere stati presi in giro di nuovo.






Ministre di Mario Monti













Ministre di Matteo Renzi




Passaggi di campanelle degli ultimi anni...


Dopo la caduta di Prodi, grazie a Mastella, si insedia Berlusconi che ha vinto le elezioni
Berlusconi ci toglie l'ICI sulla prima casa e alza il tetto della franchigia sulle tasse di succesione
Cede la campanella con il sorriso al "fresco" Senatore della Repubblica Mario Monti
A Bruxelles sono tutti contenti


il balletto continua... Letta dice: "Non galleggerò!"
Invece galleggia proprio! Figuriamoci se nemmeno lo prometteva! Calma e cautela piatte!

Letta incazzato nero passa la campanella a Matteo Renzi
Chi vivrà vedrà....

giovedì 6 novembre 2014

Davide Cervia era nei Servizi?

Da: CN - Cronaca Nera

aprile 8, 2013   Di Mauro Valentini

Davide Cervia: la “vendita” inconfessabile di un uomo per bene

Il problema più grande in tutti questi anni, sembrerà assurdo, ma è stato difendersi dalle istituzioni, nel senso che sono state fatte azioni che hanno cercato di depistare per coprire la cosa orribile di cui si erano resi in qualche modo responsabili. Le nostre energie sono state tutte impegnate a difenderci, quasi fossimo colpevoli e non vittime”.
Via Colle dei Marmi a Velletri è una strada bellissima, un luogo incantato e silenzioso dove chi la percorre può godere di un bellissimo panorama tra le colline dei Castelli.
Davide Cervia quel 12 settembre del 1990 la stava percorrendo velocemente, risaliva dopo una giornata di lavoro verso casa, atteso dalla famiglia, che aveva in serbo per lui una sorpresa, una di quelle sorprese che fanno luccicare gli occhi a tutti i papà, la sua primogenita Erika si era esercitata tutto il pomeriggio sulla bicicletta per mostrare a Davide di aver imparato ad andare su due ruote. Una festa, sicuramente sarebbe stata una festa.
Ma passano i minuti, le ore e Davide non arriva, ci si comincia a preoccupare, Marisa la moglie fa rientrare in casa i bambini, comincia a telefonare ai colleghi, ma tutti dicono di averlo visto uscire per tornare a casa e che anzi, aveva detto di aver premura di tornare, il pensiero di quel sorriso felice e soddisfatto della figlia non permetteva di trattenersi oltre l’orario quel pomeriggio.
Comincia così uno dei misteri più terribili e non confessabili di questo che è il paese dei misteri, uno sporco mistero che coinvolge le massime autorità dello Stato, e che dopo 23 anni vede i vertici della Difesa sul banco degli imputati.
Libri sono stati scritti sul caso, da parte di giornalisti che hanno preso a cuore la vicenda e l’hanno seguita spinti da comitati spontanei, scoprendone sconcertanti azioni di depistaggio e tantissime verità nascoste.
Per uno di questi, quello scritto da Gianluca Cicinelli e Laura Rosati dal titolo “ Un mistero di Stato” sono stati denunciati da alti vertici delle forze armate per diffamazione sia gli autori che la Signora Marisa, che naturalmente sono andati assolti e che anzi, proprio da quella sentenza di assoluzione del Tribunale di Civitavecchia hanno visto riconosciuto quante malevole angherie questa famiglia così bella ed unita ha dovuto sopportare in questi anni in termini umani e pratici, sentenza di cui parleremo poi.
Un altro libro dall’eloquente titolo “ A.A.A.Vendesi esperto di guerre elettroniche “ scritto più recentemente da Valentino Maimone evidenzia quanto di spietato possa esserci dietro il traffico di armi e del “corredo” tecnologico e umano necessario.
cerviaPercorro oggi la stessa strada che percorse quel giorno Davide, alla stessa ora di quel maledetto 12 settembre di tanti anni fa, la famiglia Cervia mi accoglie con il sorriso, i vigneti non sono colorati in questa stagione, eppure la vista che si gode da qui è splendida.
Erika mi stringe la mano, ora è una donna, ha smesso di andare in bicicletta, l’infanzia per lei è finita presto, lavora sodo ed è molto attiva nel comitato spontaneo creato per chiedere giustizia per suo padre, insieme a lei c’è Marisa, la moglie di Davide, una donna che trasmette energia come tutte le donne che hanno dovuto rimboccarsi le maniche e fare anche da padre ad Erika e Daniele.
C’è anche Alberto, il papà di Marisa, memoria storica del caso, granitico e sorridente.
Li ascolto, le domande che mi ero preparato quasi si sciolgono diluite nelle parole di chi questa vicenda l’ha vissuta e la vive.
Marisa : “La nostra storia è paragonabile a quella dei Desaparecidos, solo che qui non ci sono dittature, ma qui una persona è stata venduta, fatta sparire con la complicità o anche solo con il silenzio delle autorità, e noi che ci siamo affannati alla ricerca della verità siamo stati ostacolati in mille modi da chi invece doveva prodigarsi per ritrovarlo”.
“Quello che dico lo posso documentare, depistaggi dimostrati”.
“Poi quello che ti dicono dietro, cose del tipo “chissà quanti soldi ci avrete fatto con questa storia”, mentre io per fortuna ho i miei genitori che mi hanno aiutata, altrimenti non avremmo potuto neanche difenderci e combattere, ci sono state spese ingenti, e io quando accadde il rapimento, ero casalinga con due figli piccolissimi, non avrei mai potuto da sola”.
Non interrompo Marisa, la ascolto sperando le arrivi la mia solidarietà che si palesa immediata.
Marisa – “Io ho dedicato la vita a questa storia, si sono presi anche la mia di vita oltre quella di Davide, e hanno rubato l’infanzia ai miei figli”.
“Hai visto quante cose brutte dicono sul conto di Emanuela Orlandi? Quello è il destino delle famiglie vittime, diventare l’obiettivo di maldicenze; noi Pietro Orlandi lo stimiamo molto, perché riesce a controbattere a tutte le cattiverie dette sul conto della sorella e sulla sua famiglia, è un esempio per Noi e per tutti i familiari delle vittime di questi soprusi, che sono tante, troppe in questo paese.”
Cosa accadde quel 12 settembre?
Marisa: “Io ero con i miei figli ad attenderlo, verso le 17:30 sarebbe dovuto arrivare.
Passano le ore, e non arriva, lui era precisissimo, cominciano le telefonate ai colleghi ma niente, nessun contrattempo dal lavoro.
Visto quindi che non ricevevo nessuna notizia, chiamai mio padre che si precipitò, poi a sera tardi, abbiamo rifatto la strada a ritroso, fino alla zona industriale di Albano dove era la sua ditta,  poi per ospedali, i pronto soccorso, ma nulla.
Comincia un incubo.
Io da sola, con due bambini piccoli, ho vissuto momenti terribili, sola qui in campagna.
Il pomeriggio successivo, passate le 24 ore per legge facciamo la denuncia di scomparsa.
Porto la foto di Davide e comunico la targa macchina, e qui inizia il primo dei tanti “misteri”, 5 giorni dopo scopriamo che la targa non era stata inserita nella denuncia, e poi smarriscono anche la foto di Davide, tant’è che anni dopo, ci chiamano dalla Caserma dei Carabinieri per chiederci se potevamo riportargliela .
Ripensando poi ai giorni precedenti, mi vengono in mente due episodi, il primo che qualche giorno prima un buco nella recinzione e poi un inspiegabile corto circuito alla macchina che fece scatenare un principio di incendio.

Quel giorno della macchina, pianse ed era la prima volta che lo vedevo così turbato,esagerato gli dicevo io, è solo una macchina, ma forse lui percepiva segnali di pericolo, visto che si era comprato qualche mese prima un fucile, mi diceva per difesa dagli animali selvatici, qui intorno, ma era nervoso e preoccupato”.
Alberto: “Nei giorni precedenti poi, strani movimenti di vetture, qui, un via vai su questa via molto strano, ed io lo avevo segnalato subito ai Carabinieri, che mi dissero che erano vetture mandate dal Ministero dell’Agricoltura per fare un censimento sui vigneti della zona, ma questo anche è molto misterioso, perchè solo anni dopo furono prodotti documentio che attestavano che questo censimento ci fosse stato”.
Quando si comincia a prefigurare un rapimento ?
Alberto – “Noi ci abbiamo messo un bel po’ a capirlo, giorni preziosi perduti. Ma qui che fosse un rapimento di quelli da segreto militare, chi di dovere lo sapeva da subito, come spiegare che appena dopo che il nostro vicino di casa, il primo testimone, dopo tanti giorni ci chiama e ci racconta (e fa mettere a verbale) di aver visto proprio il rapimento, alla caserma dei Carabinieri di Velletri arrivano di colpo il gotha del Sismi e della Marina, ed è provato questo, a dimostrare che il caso loro lo conoscevano già bene e che lo “attenzionavano”.
Marisa : “Altro che fuga volontaria, come si erano affannati a farmi credere per mesi, fuga d’amore .. magari fosse stata una fuga volontaria.
“Deve aver trovato quella macchina davanti al cancello, i testimoni dicono di colore verde, su cui è stato caricato, mentre un altro rapitore ha preso la sua macchina”
.
“Noi colleghiamo la cosa ai segreti militari piano piano, dopo giorni, anche parlando con tutti i colleghi e amici di mio marito alla disperata ricerca di qualche indizio”.
cerviaUn suo ex collega della Marina ad un certo punto mi dice:  - certo pensando al momento che stiamo vivendo ( era da poco iniziata la guerra in Kuwait ) e riflettendo su quello che facevamo sulla Nave Maestrale in Marina, il collegamento mi sembra probabile”.
“Io provai ad andare al Ministero della Marina, e con mio padre parlammo con un alto ufficiale della nave, che ci assicurò che non ci fossero legami, però poi dal giorno dopo inizia una processione qui in casa di Carabinieri e militari, che cominciarono da quel giorno a presidiare la zona iniziando le indagini”.
“Ed è qui che esce allo scoperto il nostro vicino di casa che racconta di quel rapimento che ha visto, cosa che gli rimproverano di non aver detto prima, ma lui si giustificò sempre dicendo che aveva avuto paura e che sperava in cuor suo che qualcuno si affacciasse a chiedergli qualcosa tra gli inquirenti che facevano le indagini”
Ci sono quindi come dicevi prima testimoni del rapimento?
Marisa – “Ci sono tre testimoni in questa vicenda:
il primo è il vicino di casa che ora è deceduto, ma che dichiarò di aver visto chiaramente il rapimento, avvenuto con una macchina verde che attendeva mio marito fuori al nostro cancello, e di averlo udito chiedere aiuto.
Lui ha visto tutto, anche se abbiamo personalmente assistito a tentativi di intimidazione da parte delle autorità che lo invitavano a riflettere su quello che dichiarava, ma che ha sempre confermato.”

Alberto: “Pensa che sentii che lui diceva ai Carabinieri che Davide lo chiamava gridando “Aiuto!”, mentre poi nel verbale è stato riportato che lo chiamava “per salutarlo”.
Marisa – “Il secondo testimone è l’autista dell’Acotral, che si trovava a passare all’incrocio tra la via Appia e via Colle dei marmi e che vede le due macchine sfrecciare all’incrocio, e che distingue chiaramente nei sedili posteriori due uomini che coprono con il corpo qualcuno.”
Il terzo, è uscito di recente, e se ne è parlato nella trasmissione Chi l’ha visto, che dice soltanto adesso di aver veduto le due macchine correre qui sulla nostra via, aggiungendo che una delle due, era senza tagliando di assicurazione.
Erika : “Ora, questo detto tra noi, ci fa piacere perché si aggiunge agli altri due testimoni, ma ci lascia molto sorpresi questa precisazione così strana, a distanza di 22 anni. Sembra una attenzione da “addetto ai lavori”, da un uomo abituato per mestiere a vedere contrassegni sulle auto, strano no?”.
cerviaPoteva entrarci qualcosa il suo lavoro da civile, che svolgeva al momento della scomparsa?
Marisa – “Assolutamente no, erano componenti elettrici, e registratori di cassa, niente di militare.
Nella Marina, invece, era esperto di guerre elettroniche, lui era un GE (tecnico di guerre elettroniche) e grazie alla trasmissione Chi l’ha visto e a Donatella Raffai che la conduceva, che fece un’ indagine minuziosa sul passato di mio marito, vennero fuori moltissime informazioni sulla sua specializzazioni tanto che scoprimmo fosse considerato quando era in Marina uno dei migliori tecnici a livello europeo”
.
Perché si pensa alla Libia come possibile punto di arrivo di Davide dopo il rapimento?
Alberto – “La Libia era sotto embargo, aveva rimodernato tre navi militari negli anni 80 agli stabilimenti navali di Genova, arricchendole proprio con i sistemi di cui era esperto Davide. E poi ci sono degli avvistamenti in Libia, da due operai italiani che dissero che lo avevano visto, e tramite una trasmissione radiofonica con Michele Plastino, anche lui come la Raffai molto attivi nella vicenda di Davide, arrivarono queste segnalazioni che però poi non ebbero seguito da parte degli inquirenti”.
Si ritrova poi dopo 6 mesi la macchina di Davide, come avvenne quel ritrovamento?
Marisa – “Si, la trovarono sempre tramite la Signora Raffai, o meglio, con una lettera anonima davvero misteriosa, fatta trovare sulla scrivania dello studio di “Chi l’ha visto” negli studi della Dear a Via Nomentana, non spedita, proprio fatta trovare li. In questa lettera lo scrivente diceva che quel giorno del rapimento lui parcheggiando a Via Marsala a Roma era stato quasi urtato da un uomo biondo con i capelli lunghi che corrispondeva alle descrizioni fornite dai primi due testimoni, che aveva lasciato la macchina di Davide parcheggiata li.
Quel pomeriggio, io arrivai dopo l’apertura degli artificieri, mi feci accompagnare da una amica e a Via Marsala c’era il delirio tutto intorno, forze dell’ordine, polizia.. per passare fu una impresa.
Quando mi trovai li davanti ebbi un tuffo al cuore, c’erano le sue cose, ma la cosa molto strana fu che c’era la radio estraibile all’interno montata, con equalizzatore Pioneer molto costoso, a via Marsala che è una zona che sappiamo esser poco raccomandabile..insomma, ho avuto l’impressione che quella macchina ce l’avessero portata da poco”.
Alberto: “Tieni presente che li ci sono gli uffici delle Ferrovie dello Stato, e io ero all’epoca ferroviere; il comitato Davide Cervia, il primo, fu creato li, tutti erano allertati con la targa ecc. non posso crederci che nessuno l’avesse vista per sei mesi.
C’è poi un testimone che chiamò in trasmissione a Chi l’ha Visto e che dichiarò che un mese prima aveva notato uno strano movimento di Polizia intorno ad una macchina come quella di Davide, sempre a via Marsala, con alcuni agenti di Polizia intenti a fotografarla, tant’è che la Signora Raffai disse al testimone “ Lei quindi ci sta dicendo che ci sono due Polizie in Italia, una che si sorprende del ritrovamento ,ed una che già lo sapeva?”
.
Come hai conosciuto Davide, e come mai da Sanremo, e da La Spezia lo troviamo qui a Velletri sposato e con due figli nel settembre del 1990?
Marisa: “Davide era arruolato in Marina, ci siamo conosciuti nell’82, perché lui quell’anno sempre per la Marina era stato mandato a Roma per un corso specialistico.
Io lo conobbi sul treno, andavo a Genova con amici e lui tornava a casa, insomma, ci siamo frequentati qui a Roma per tutto il corso, e poi.. beh, sei mesi dopo eravamo sposati, un colpo di fulmine!
Mi sono trasferita con lui a La Spezia dove era di stanza per la Marina, sempre imbarcato sulla Nave Maestrale.
Un anno e mezzo a La Spezia, e poi appena esce una legge che riduceva la ferma obbligatoria, si congeda, anche perché io ero già in attesa di Erika, e lui voleva esser vicino alla famiglia, mentre la vita di chi è imbarcato prevede molti periodi in mare.
Non se la sentiva più, stava bene nella Marina, ne parlava benissimo, però è stato più forte il richiamo dell’amore e dei figli.
“Un altro lavoro lo trovo sicuramente”, diceva – Era bravo e richiesto e infatti trovò subito lavoro qui vicino Velletri, dove ci eravamo costruiti questa casa sul terreno che era di mio padre.
Volle venire qui a Velletri, perché amava la campagna, era un ragazzo che amava gli spazi aperti.
Diventa uno dei responsabili della ditta dove lavorava, che faceva componenti elettrici ed elettronici, un lavoro che gli piaceva.”
cerviaAvete capito subito che era un rapimento dovuto alla sua specializzazione in Marina?
Marisa : “Si, beh non subito, ma dopo l’uscita dei testimoni e i documenti in cui erano attestati e dettagliati i livelli di specializzazione di Davide si.
Ricevetti poi una lettera anonima il 3 Gennaio 91, alla quale seguirono altre dello stesso tono, ma la prima fu terribile, scritta a macchina che diceva esattamente cosa era accaduto a Davide. Me l’avevano mandata dentro un biglietto di auguri per Natale, per mascherarla forse ad una eventuale verifica da parte di qualcuno.
Dettagliatamente si scriveva che era stato portato via per le sue competenze e mi terrorizzò tanto, scrivevano che io “avrei potuto fare ogni tipo di azione, ma che non ci sarebbe stato niente da fare, e di fare attenzione ai figli piccoli”
.
Una lettera terribile, che scriveva sempre l’anonimo, era stata scritta da chi sapeva molto e che per coscienza voleva spiegarmi in che incubo eravamo entrati.”
Alberto: “ricevemmo altre minacce telefoniche che ci intimavano di abbassare i toni proprio qualche giorno prima che Donatella Raffai venne a Velletri sempre agli inizi del 91 a fare una conferenza stampa su questo argomento”.
Erika : “Sai quelle lettere che arrivavano a mamma, a rileggerle adesso avevano una forma come dire, “militaresca”, tecnica, non discorsiva. Usavano termini inequivocabili: senza punteggiatura, periodi lunghi senza interruzioni, come fossero verbali, in un Italiano corretto ma con forme tipo: il soggetto è stato agganciato, chi direbbe mai cosi se non chi ha dimestichezza con quel linguaggio militaresco?”
Marisa . “Del resto, lui conosceva il sistema missilistico Teseo/Otomat, di produzione  italo – francese, questo lo abbiamo scoperto dopo, trovando attestati di partecipazione segreta ai corsi di sistemi di puntamento, uno fatto alla SMA di Firenze società che costruiva le testate di guida dei missili, missili venduti in Iraq e pensa un po’, in Libia.
Tutto torna. E secondo noi tutto è partito dalla Francia.”
Perché dalla Francia?
Alberto – “C’erano prove che un biglietto aereo della Air France, per la tratta Parigi- Il Cairo a gennaio 1991 era a nome di Davide Cervia.
Questo biglietto era stato emesso per conto del Ministero degli Esteri Francese.
Il giornalista  Gianluca Cicinelli, (che ha scritto il libro su Davide), scopre che questo biglietto c’era, il tutto confermato dal direttore generale dell’Air France.
Dopo varie ricerche però cominciarono a dire che era un’ omonimia di un militare della Corsica. Quando poi dalla Criminalpol chiedono all’Air France copia di questo biglietto, come per incanto il biglietto diventa di una Madamoiselle Cervià facendo cadere la pista”
.
Erika – “Papà, abbiamo scoperto poi aveva l’abilitazione NOS della Nato (il NOS per la NATO Security Clearance, nell’ordinamento italiano è un’abilitazione al trattamento di informazioni, documenti o materiali classificati segreti e/o riservati ).
“Lo abbiamo saputo dopo anni, lui era al livello più alto, quello segretissimo”
.
Marisa – “Dicevamo di depistaggi? Pensa che in prima battuta la Marina ci rispose che Davide era una persona che lavorava in ambienti per nulla tutelati da segreto, perché mi chiedo questa reticenza nei confronti di un uno che era stato rapito? Che cosa si nascondeva?”
Alberto – “In un rapporto del Sismi, che abbiamo qui ( che mi mostra e che recita “rapporto classificato come segreto”) c’è scritto: “è possibile che la sparizione di Davide Cervia sia legata ad un rapimento ad opera di organizzazione internazionali quali la Libia, l’Iraq o Israele, con la complicità di organismi italiani. Il motivo sarebbe la specializzazione del Cervia nella guerra elettronica GE e nelle sue competenze indispensabili in quel periodo in quei paesi nell’imminenza della guerra del golfo, essendo esperto nella manutenzione di apparati elettronici ed armi vendute dall’Italia ai suddetti paesi.”
Che altro dobbiamo aggiungere?”
cerviaSiete stati oggetto di un attentato qui in casa da poco vero?
Erika – “Vieni, ti mostro che cosa ci hanno fatto”
Usciamo in giardino, e mi mostra nella casetta di servizio la finestra divelta e i segni sul muro dell’esplosione.
Erika mi spiega : “Io e mia nonna eravamo qui nei paraggi, probabilmente hanno azionato con un telecomando un esplosivo di quelli che si attaccano alle porte o finestre nei casi di assalto ai bunker, ancora non sappiamo con precisione”.
Fatto è che la finestra di questa dependance che utilizziamo per cucinare è esplosa letteralmente” (vedi foto ) .
“In un primo momento abbiamo pensato ad una fuga di gas dalla bombola, ma poi le bombole erano intatte, e l’interno della cucina anche, insomma, un attentato vero e proprio a scopo intimidatorio, il tutto pochi giorni prima che iniziasse il processo con cui chiediamo giustizia allo Stato”.
Di che processo parlate?
Erika : “Il processo civile contro Ministero della Difesa e della Giustizia, per i depistaggi che abbiamo subito nella ricerca della verità, per il diritto alla verità negato.
Sulla falsariga del processo intentato dai parenti delle vittime di Ustica, stesso studio di avvocati, e stesse motivazioni.”

Marisa: “Un processo che avrebbe un valore simbolico, perché potremmo avere un riconoscimento del fatto che questo è stato un rapimento perpetrato con finalità politiche e militari e che però significherebbe anche la chiusura di tutta la vicenda, riconoscendone la matrice ma non i responsabili.”
Alberto : “Si però nella motivazione se andasse tutto bene come per Ustica ci sarebbe un riconoscimento almeno per la famiglia, per i ragazzi, per mia figlia che hanno subito in questi anni una violenza indicibile.”
cerviaPesa per voi questo cognome, è pesato in tutti questi anni nelle relazioni con gli altri?
Erika: “Guarda, intorno a me negli anni, a scuola per esempio, ho trovato sempre molta solidarietà. Ai miei compagni io non lo dicevo che papà non c’era, mentivo, dicevo che era acasa con noi. Era un gran peso certo, che io mi gestivo cosi, raccontavo che era fuori per lavoro. Adesso ho tanti amici che sono combattivi e partecipano alla mia battaglia per mio padre, anche con dei gruppi su Facebook che si occupano come dei blog di tener vivo e raccontare il caso.”
Marisa : “Ma 23 anni fa è stata durissima, eravamo trattati come appestati. Qui non ci conosceva nessuno, perché noi venivamo da fuori, non eravamo di Velletri, ci hanno bersagliato di fandonie con i giornali locali, in strada mi evitavano, io ero da sola con due figli piccoli, ho pianto tanto”.
I miei genitori mi hanno dato tanta forza, mi spingevano ad andare a testa alta.
Non trovavo lavoro, ho avuto difficoltà davvero all’inizio, e adesso però sento tanta solidarietà finalmente, ma è stato un lavoro lungo e difficile, non sono scappata, ho resistito”.

“Ho tanta rabbia, ci hanno massacrato la vita, io avevo 27 anni, ho subito mille angherie.. credimi, è difficile superarle, perché di fronte a fatti così evidenti sono rimasta sola nella mia battaglia, senza la comprensione e l’appoggio degli organi competenti”.
“Hanno battuto per mesi la tesi dell’allontanamento volontario, ad un certo punto pensa comparve, in una trasmissione su Rete4, un certo Carbone Giuseppe che asseriva di conoscere bene Davide, e che lo stesso Davide gli aveva confidato che lui non voleva più stare con la famiglia, e che voleva scappare all’estero.
“Questo personaggio è stato protetto, addirittura nascosto, ha fatto fiumi di verbali in cui diceva di esser suo amico, di averlo conosciuto a Taranto durante un corso, insomma, era secondo gli inquirenti “ l’asso nella manica”, la svolta delle indagini.”

“Poi anni dopo, lo stesso signor Carbone ritrattò dicendo che si era inventato tutto, senza dare una giustificazione. E questa sua ritrattazione, non è stata oggetto di nessuna azione penale, archiviata cosi, come se fosse normale dire cose false in una inchiesta cosi complessa e poi dire “ scherzavo”. Capito che voglio dire quando ti dico che mi sono dovuto difendere da tutto e tutti?”
Che uomo era Davide?
Alberto interviene affettuoso – “Davide aveva le mani d’oro, bravissimo nelle cose manuali, ideava e creava continuamente, aveva una passione per tutto ciò che era manuale. Andavamo d’accordo, io e mia moglie eravamo felici di lui”.
Marisa – “Amava l’aria aperta, i grandi spazi, in un appartamento non ci voleva stare, anche a Sanremo dove era nato viveva in campagna.
Era tanto simpatico, Davide, mescolava il suo dialetto ligure con le battute in romanesco, e poi anche un bravissimo cuoco! Sai che noi prepariamo ancora la torta di verdure alla ligure, come ce l’aveva insegnata lui, faceva i ravioli fatti in casa.
Fermo con le mani in mano non lo vedevi mai.”
Cosa pensi dentro di Te, Marisa, come pensi possa esser andata?
Marisa – “Fino a pochi anni lo sentivo vivo, ora non so, ho perso questa sicurezza, troppi anni sono passati. Non ci posso pensare al fatto che un uomo come lui, amante della famiglia sia stato privato del calore dei suoi affetti, se penso a questo mi viene un magone ancora adesso. Non penso riflettendoci, che abbia subito cose terribili nell’immediato, dopo il rapimento, io immagino lo avranno portato in un luogo segreto, e convinto a collaborare con mille promesse, o con ricatti, perché sicuramente serviva a chi lo aveva preso.
Allora certe volte io spero che in quei giorni, mesi abbia avuto qualche momento di relativa serenità, solo quello spero io per Davide”.
Il link sopra riportato non esiste più, non solo per quel che attiene l'articolo ma anche il semplice sito http://www.retrospettive.com.
Non so come mai, ma certo in una storia così inquietante ogni cosa viene vista con sospetto.
L'articolo originale però si trova sul sito del suo Autore: Mauro Valentini, insieme ad altri suoi articoli.
Questo comunque è un documento importante perché viene dalla viva voce dei familiari di Davide Cervia che raccontano le indicibili sofferenze morali e le angoscianti sofferenze materiali che hanno vissuto smarriti e nella più totale innocenza.

Da: Il Mamilio - L'informazione dei Castelli Romani

Davide Cervia, appello in Tv: ''Renzi si occupi del caso''