domenica 14 dicembre 2014

L'Italia non è più un Paese per persone oneste

DA: Il Fatto Quotidiano di Diego Pretini | 8 dicembre 2014 Giustizia & Impunità

Mafia Capitale, il fasciomafioso Carminati “riemerso” anche grazie a tre indulti

Mafia Capitale, il fasciomafioso Carminati “riemerso” anche grazie a tre indulti

La prima condanna definitiva per l'ex Nar è arrivata nel 1987 per una rapina a una banca in zona Eur nel 1979. L'ultima nel 2010 per un colpo alla filiale della Banca di Roma all'interno del Palazzo di Giustizia di Roma, nel 1999. Ma ad aiutarlo sono stati gli sconti di pena che i giudici hanno applicati dopo i provvedimenti dei governi e del Parlamento nel 1986, nel 1990 e nel 2006




Massimo Carminatier cecato. I giornali hanno raccontato tutto di lui in questa settimana. Terrorista, eversore, neofascista abile con gli esplosivi e criminale comune in cerca del colpo grosso.Valerio Fioravanti – autore della strage di Bologna – lo definisce uno che non “vuole porsi limiti nella sua vita spericolata: pronto a sequestrare, uccidere, rapinare, partecipare a giri di droga, scommesse, usura”. Link da trent’anni tra gli ambienti neofascisti e la mafia romana. Una storia nient’affatto consegnata alla storia. C’è la maxi rapina alla Banca di Roma del 1999, per esempio. E poi ancora e ancora. “Il nome del Cecato – scriveva due anni fa esatti Lirio Abbate sull’Espresso – viene sussurrato con paura in tutta l’area all’interno del grande raccordo anulare, dove lui continua a essere ritenuto arbitro di vita e morte, di traffici sulla strada e accordi negli attici dei Parioli. L’unica autorità in grado di guardare dall’alto quello che accade nella capitale”. Eppure,Massimo Carminati, il fascio-mafioso, senza un occhio non per caso, era ancora a piede libero, capace non solo di tornare “nel suo mondo” (di mezzo), ma anche di “infettare” le amministrazioni pubbliche. C’entrano anche – di nuovo – le scelte della politica. Carminati per 7 volte ha infatti potuto godere di indulti. Tre provvedimenti – nel 1986, nel 1990 e nel 2006 – che hanno tagliato uno dopo l’altro le pene che in oltre trent’anni di carriera l’ex Nar ha accumulato. E in alcuni casi si tratta di una miscela positiva – per Carminati – che incrocia le decisioni dei giudici, soprattutto i magistrati di sorveglianza che riconoscono, come prevede il codice e la legge, l’affidamento in prova e quando questo va bene anche l’estinzione della pena.
Il primo indulto di cui gode Carminati è quello del 16 dicembre 1986. Il presidente del Consiglio è Bettino Craxi, il suo vice è Arnaldo Forlani, il suo sottosegretario a Palazzo Chigi è Giuliano Amato, il ministro degli Esteri Giulio Andreotti, il guardasigilli Virginio Rognoni. Viene scarcerato il 22% della popolazione in carcere: oltre 9700 su 43500 circa. Tra chi beneficia del provvedimento è anche Carminati. Lo sconto si applica ai 3 anni e mezzo che la Cassazione gli ha inflitto per 9 capi d’imputazione: tra questi la rapina, il porto illegale di armi, la ricettazione, le lesioni personali. Si tratta di fatti del 1979 e del 1980. In un caso, il 27 novembre 1979, Carminati, insieme ad alcuni del Nar e di Avanguardia Nazionale (tra questi c’era anche Fioravanti), rapinò la filiale della Chase Manhattan Bank all’Eur. Rubano “assegni turistici”. Una parte della refurtiva finirà nelle mani del boss della Banda della Magliana, Franco Giuseppucci. Il dispositivo della sentenza definitiva (dell’aprile 1987) parla appunto di 3 anni e mezzo di reclusione. Ma su questa pena interviene l’indulto del 1986 che condona anche tutte le pene accessorie, come l’interdizione dai pubblici uffici. Finisse qui. Su questa condanna interviene anche un altro indulto, firmato – come il precedente – dal presidente della Repubblica Francesco Cossiga. Il capo del governo è Giulio Andreotti, il suo vice Claudio Martelli, il ministro della Giustizia Giuliano Vassalli. Alla fine per questi 9 reati sarà disposta la riduzione della pena per liberazione anticipata nel 1992. Come prevede la legge sull’ordinamento penitenziario “al condannato a pena detentiva che ha dato prova di partecipazione all’opera di rieducazione” viene riconosciuto uno sconto di 45 giorni ogni 6 mesi di pena scontata. E quindi gli tolgono altri 7 mesi e rotti.

L’indulto del 1990 falcia anche un’altra sentenza della Cassazione, pronunciata nel 1991. I capi d’imputazione sono 4 e sempre gli stessi: rapina, detenzione illegale di armi e munizioni, porto illegale di armi. Il dispositivo è di un anno, 6 mesi e 20 giorni. Gli viene condonata l’intera pena della reclusione e tutte le pene accessorie. La data non è banale: 30 luglio 1980, due giorni prima che la stazione di Bologna saltasse per aria. La cancellazione totale della pena avviene anche per una sentenza della corte d’appello di Milano del 1988, 8 mesi per ricettazione, la data della commissione del reato è 20 aprile 1981. E’ il giorno in cui Carminati perde l’occhio: sta fuggendo verso la Svizzera insieme ad altri due avanguardisti. Al valico del Gaggiolo (in provincia di Varese) li aspetta la polizia che apre il fuoco. I due avanguardisti ne escono senza un graffio, Carminati ci lascia l’occhio. Finisce dentro, viene operato più volte, montano le polemiche perché i tre erano disarmati, i missini e i radicali chiedono la scarcerazione. Verrà liberato, ma dura poco perché viene coinvolto nelle indagini sulla Banda della Magliana. Pena finale 6 anni (è il 2000) poi per l’accumulo delle condanne diventeranno 11 e 9 mesi che in parte ha già scontato. Il magistrato di sorveglianza nel 2006 disporrà anche la revoca della libertà vigilata.


Incognita nuovo Presidente della Repubblica



Quirinale: Alfano, "serve figura che unisca Pd, Ncd e FI"

Quirinale Alfano   serve figura che unisca Pd  Ncd e FI
14:59 14 DIC 2014

(AGI) - Roma, 14 dic. - "Si deve individuare una figura che riesca a ottenere i voti del Pd, i nostri e quelli di Forza Italia. Non va esclusa nessuna parte importante dall'elezione del Presidente della Repubblica". Lo dice Angelino Alfano intervenendo a 'In mezz'ora'. "Noi abbiamo le idee chiare - ha aggiunto il leader dell'Ncd - speriamo che Renzi non ponga la questione in termini di partito, serve una personalita' che rappresenti tutti". Riguardo al Pd, "Le condizioni politiche per una scissione nel partito ci sono tutte. Non lo auspico ne' formulo auspici, ma le condizioni ci sono".

Alfano è sincero, dice le cose come stanno: il Presidente della Repubblica degli scandali, della corruzione, della negazione del merito per l'accesso al lavoro, dei concorsi e degli appalti inaccessibili a chi non ha un "padrino", del popolo diviso in due: quelli che pagano e basta e quelli che "ci hanno diritto" e usufruiscono dei soldi di quelli che pagano e basta, LO DEBBONO SCEGLIERE LORO!
DEVE ANDARE BENE A LORO ED A LORO SOLTANTO!
Noi che paghiamo e basta non contiamo niente: basta che va bene a loro che si mettono d'accordo...

Un Presidente così lo trovano di sicuro fra tante facce false e di bronzo, ma non sarà il Presidente della Repubblica di quelli che pagano e basta grazie ai quali ci sono i soldi per andare avanti nel pagamento del debito pubblico!

D'altra parte un Presidente per quelli che pagano e basta sarà difficile trovarlo: non ci sono facce oneste in giro e quelle che ci sono loro non le vogliono assolutamente.
Milena Gabanelli, giornalista votata allo scoperchiamento delle fogne varie del malaffare di ogni grado e genere, direbbero che "non è una figura istituzionaleeee!!"
Anni fa la grande confederazione di Stati chiamata USA si scelse per Presidente un attore di media notorietà che girava films di cow-boys, Ronald Reagan, noi invece non potremmo mai proporre una persona pulita, onesta e di successo che fa l'attore ed il regista come Carlo Verdone, ad esempio. A parte che Carlo non accetterebbe mai... perché gli verrebbero fiumi di ansia... 
Ma che bello sarebbe essere rappresentati da una persona con la faccia e i modi di Carlo Verdone!


sabato 13 dicembre 2014

Auguri a chi visita questo blog


Auguri a tutti coloro che entrano in questo blog: cercate di vivere un Natale sereno, con persone che amate e facendo soltanto i regali che vi sentite di fare.

Auguri anche per la fine dell'anno: per chi ama ballare che balli! Non fatevi bloccare dagli inibiti che si sentono goffi a ballare!
Auguri per il 2015 sperando che sia migliore del precedente anno,
che diminuiscano le tasse soprattutto e che ci sia una tassa sola in modo da non dover star dietro a cento nomi diversi, cento scadenze, oltre a pagare!

venerdì 12 dicembre 2014

Un'analisi scientifica equilibrata, lucida e vera

Loris: psicologa, denunciare comportamenti sospetti in famiglia



09 DIC 2014

(AGI) - Roma, 9 dic. - "Le famiglie non denunciano quasi mai i comportamenti sospetti all'interno del nucleo familiare. Il disagio psichico e' vissuto come una terribile vergogna. Poi arrivano gli omicidi le cui vittime sono anche bambini. Ci si dispera ma era tutto scritto. Denunciamo i comportamenti sospetti dei nostri cari perche' solo cosi' eviteremo tragedie disumane". Il grido d'allarme viene da Paola Vinciguerra, psicologa, psicoterapeutapresidente Eurodap, Associazione Europea Disturbi da attacchi di Panico e Supervisore Emdr, dopo il fermo della mamma del piccolo Loris trovato senza vita in Sicilia. 

"Nella vita della mamma di Loris, secondo quando si legge, ci sono stati momenti difficili che hanno mostrato suoi disagi in maniera molto evidente - dice l'esperta - Se la responsabilita' della mamma del bambino siciliano venisse confermata, la gente si chiederebbe ancora una volta come e' possibile che nessuno abbia notato comportamenti strani nella donna? E' possibile perche' accade esattamente questo. Tutto cio' che e' disagio psicologico o psichico viene negato perche' non viene considerato una malattia ma e' vissuto come una vergogna. Ci si vergogna per esempio di una moglie che ha appena messo al mondo un figlio ed e' depressa. Non solo si vergogna il marito ma anche la povera donna imbrigliata della depressione post partum. Lei non ne parla. Sta male in silenzio. Cerca di giustificare o camuffare i suoi stati d'animo che non sono come gli altri se li aspettano, e la famiglia sottovaluta. Poi arriva l'infanticidio. Non meravigliamoci dopo ma agiamo prima".

"Il disagio psichico e psicologico continua ad essere un elemento che puo' far scaturire un giudizio negativo verso una persona all'interno della famiglia - aggiunge l'esperta - Se mia moglie sembra una pazza allora anche io sono pazzo. Allora come marito nascondo il problema. Lo sottovaluto ma rischio concretamente che mia moglie possa fare gesti davvero gravissimi sia nei suoi confronti, nei confronti dei figli e dei familiari". 

Quali comportamenti non vanno sottovalutati? "Primo indicatore di pericolo - spiega Vinciguerra - gli sbalzi di umore. Se le persone hanno dei grossi sbalzi di umore, anche rispetto ai figli, vanno monitorate. Se sono in alcuni momenti molto nervose, aggressive, intolleranti e in altri momenti estremamente amorevoli e stucchevoli, allora c'e' un disagio.
  Un atteggiamento di alternanza, se la persona per esempio passa da un eccessivo accudimento e attenzione nei confronti di un figlio a momenti di grande aggressivita' e intolleranza rispetto anche ad atteggiamenti normali dei bambini, questo deve far riflettere. Anche un atteggiamento di profonda rigidita' nei confronti di un figlio nasconde un qualcosa di non sano", spiega la psicologa. 

Secondo indicatore di pericolo, "essere mitomani. Se notiamo che un nostro familiare racconta cose che noi sappiamo non essere vere e se ha comunque la tendenza a non raccontare situazioni aderenti alla realta' allora attenzione" aggiunge l'esperta. 

Terzo indicatore di pericolo: vittimismo e sensazioni persecutorie o fanatismo religiososono segnali nel comportamento di una persona che non devono essere assolutamente sottovalutati. Mostrare dinamiche persecutorie, sentirsi guardati male o additati deve far preoccupare chi ci sta accanto. Bisogna farsi aiutare da un medico, bisogna andare a fondo. Le persone con disagi psichici vanno curate e seguite nel tempo". (AGI) .


Gli psichiatri da salotti televisivi, ridotti a marionette ripetitive e necessariamente superficiali per sete di denaro e narcisistico richiamo di visibilità, dicono di tutto e di più.
Ricordo qui quello che scrissi su questo blog di Andreoli, quello psichiatra che gira con capelli scompigliati e sopracciglia cespugliose come "look da scienziato", il quale, commentando su richiesta giornalistica la fine dei due bambini Pappalardi, aveva definito il loro finire nel pozzo dovuto al fatto che erano bambini di genitori in lite, abbandonati e dunque come "vuoti a perdere".  Dimenticava, lo "scienziato", che in quel pozzo ci era finito poi un altro bambino, con genitori uniti ed in pace, che si era salvato solo perché altri compagni di gioco lo avevano visto cadere...
Dunque assistiamo a vere "stronzate" dette da pseudo esperti in televisione.
Se è vero che la psichiatria e lo studio in genere della mente umana non possono avere riscontri scientifici certi, è anche vero che segnali di anomalia sono visibili pure con il banale buonsenso della gente comune.
Questo, però, nulla ha a che fare con quei sentimenti umani pessimi che inducono alcuni a dare del pazzo, del matto, dello strano a persone sanissime che, per ragioni diverse, stanno loro antipatiche o odiose.
Parlo del vero semplice buonsenso, scevro da antipatie, invidie e sentimenti negativi verso la persona osservata.
Dunque certo che si vedono i FATTI anomali.
Ma, come dice questa equilibrata Psicoterapeuta  Paola Vinciguerra, i familiari spesso ignorano volutamente tali anomali comportamenti:
"Se mia moglie sembra una pazza allora anche io sono pazzo. Allora come marito nascondo il problema."
Questo è un esempio molto vero e lucido di certe realtà. Basta pensare al caso estremo del marito dell'assassina di Cogne. Un uomo che continua a ritenere sua moglie normale ma che, insieme a lei e al padre di lei, non ha voluto assolutamente che la si giudicasse seminferma di mente al fine di una sentenza più lieve. Ha preferito continuare a dire che l'assassino è qualcun altro, contro ogni prova scientifica (il pigiama, le pantofole) e logica (contraddizioni dell'assassina "ho chiuso la porta", "no, non l'ho chiusa"), ha preferito accusare un innocente, ricevendo una condanna per calunnia insieme alla moglie, ha preferito ritenere normale quello che la moglie gli disse quando accorse sul luogo del delitto: "Ne facciamo un altro, ne facciamo un altro..." Una reazione "normale" per una madre a cui hanno appena trucidato la sua tenera creatura!!! 
Il carabiniere, già presente sul posto, ne rimase invece sanamente esterrefatto.
Ma se questa analisi che fa questa brava Psicologa è giustissima, è altrettanto vero che, anche riconoscendo nei propri cari dei comportamenti anomali, non si pensa mai che possano sfociare nell'orrore. E questo è umano. Personalmente ho conosciuto tante persone affette da patologie psicologiche gravi e anche da patologie psichiatriche che, pur nella certezza dell'esistenza delle loro anomalie, hanno vissuto o vivono senza fare male a nessuno, anzi, posso testimoniare di come, nonostante l'indubbia sofferenza psichica, possano dare anche saggi consigli, buon esempio nel comportamento, e dimostrazione di essere, in molti casi, più intelligenti di chi queste problematiche non le ha. 
Dunque non so se codesti atroci drammi si possano prevenire veramente, essendo le variabili elevatissime.



Belve? No molto peggio, esse uccidono per mangiare come fa anche l'uomo

Da: Il Messaggero

Isis vende a un milione di dollari cadavere di Foley, il primo ostaggio decapitato

Orrore che si aggiunge a orrore. La famiglia del reporter Usa James Foley sta attraversando un nuovo momento di dolore dopo aver saputo che lo Statoislamico sta tentando di vendere le spoglie del giornalista americano decapitato per un milione di dollari. Secondo il sito Buzzfeed, tre intermediari dell'Isis stanno cercando di piazzare il macabro reperto al miglior offerente.
I mediatori affermano di avere la prova di avere i resti dell'uomo attraverso campioni di dna. Il corpo dopo un eventuale accordo sarebbe abbandonato al confine tra le zone controllate dai jihadisti in Siria e la Turchia. Foley è stato il primo ostaggio occidentale ad essere decapitato. L'esecuzione è stata mostrata in un video pubblicato quest'estate. Da allora il gruppo terroristico ha ucciso altri due cittadini americani e un britannico.


Non c'è limite all'orrore di queste bestie sanguinarie che, in millantato nome del credo musulmano, danno sfogo all'odio verso altri esseri umani.
Fanno pensare allo stesso freddo odio insensato dei nazisti verso persone di religione ebraica.
Fanno pensare a tutto l'orrore della Storia dell'Uomo che, sempre con pretesti diversi e spesso usando la parola Dio, hanno trucidato, torturato e massacrato con belluina ferocia esseri appartenenti alla medesima specie umana come se così non fosse, considerandoli meno che animali, giacché neppure a quelli si possono riservare simili trattamenti, a meno che non si voglia cibarsene, obbedendo  alla natura così come ci ha creati: onnivori. 

giovedì 11 dicembre 2014

Beppe e gli altri

Da: Il Fatto Quotidiano

M5S, Grillo attacca Salvini e Lega: “Hanno rubato e governato per otto anni”

Oggi dicono: ‘Sarebbe bello mettere a Roma un sindaco della Lega’. Hanno rubato, hanno rubato anche loro, e sono stati 8 anni al governo.Maroni ha finanziato con 32 milioni di euro i campi nomadi. La Lega c’era dentro”. Così il leader del M5S, Beppe Grillo, in conferenza stampa al Senato. “La Lega non è un piano B, è stato messo lì per toglierci di mezzo. Salvini ha fatto parte dell’establishment, ha la moglie che lavora in Regione Lombardia, è stato messo lì”. Poi, su mafia capitale, “ci terrei a dire – sottolinea – che noi in questa situazione non c’entriamo, mi piacerebbe esserci stato… prendevamo un po’ di soldi”  di Manolo Lanaro


Ascoltate l'intervento di Barbara Lezzi


"La politica o la fai per passione o non la fai"
(Beppe Grillo)

Non tutto quello che dice lo condivido, ma certo il Movimento 5 Stelle non è colluso con questo sistema corrotto, ma lo vorrebbe cambiare.
Il problema è che ritiene Matteo Renzi non sincero e dunque non vuole governare con lui.
Dove sarà la verità? E' vero, la gente si è fidata tante volte e tante volte è stata tradita, come ricorda lui stesso e una commentatrice sotto l'articolo del Fatto Quotidiano:




«Bossi non ruba, lo sanno tutti — aveva assicurato Grillo un paio di anni fa incontrando alcuni militanti leghisti — La Lega non è più sporca di un altro partito. E’ stata fatta fuori perché si opponeva. Non c’è un reato, non c’è un avviso di garanzia e si tratta solo di un processo mediatico. Cercheranno di farlo anche con me»....Poverino...., ma come sta messo?

Non biasimo Grillo per questo, anch'io mi sono fidata di Antonio Di Pietro. Purtroppo nel caso della Lega sembrava una cosa e poi era un'altra.
Salvini è diverso? Può darsi. Ma non penso che "l'hanno messo lì per togliere i voti al M5S" come dice Grillo, infatti sempre sotto l'articolo c'è chi commenta:




scusate ma se la lega è stata messa lì per togliervi di mezzo vuol dire che grillo punta ai voti dei leghisti?

Penso che Beppe Grillo debba dare, in parte, la colpa della perdita di credibilità e di voti  a sé stesso. 
Ha sbagliato a parlare della Mafia nel modo in cui ha fatto in Sicilia. Un conto è stare su un palco per far ridere, e allora ogni iperbole è lecita, ed un conto è voler incidere sul mondo reale politicamente. 
Sbaglia, se è vero, a prendere a cuore cause perse come quella del carcerato Corona, simbolo di un sistema marcio anche quello...
Restasse concentrato su quello che bisogna fare per CAMBIARE veramente le cose, ormai andate oltre tutto l'inimmaginabile.
Pongo a lui il quesito, che ho già pubblicato ed inviato a testate giornalistiche che dovrebbero e potrebbero fare luce sul "caso Carminati libero di girare nonostante una condanna del 1998 a 10 anni di carcere". Nessuno parla di questo fulcro della faccenda, perché se uno ha una simile condanna c'è qualcuno, magistrato, che deve farla eseguire. Grillo chieda i nomi di chi lo doveva tradurre in carcere per quella condanna, dal 1998 ad oggi, e non l'ha fatto.

Chiudete la pubblicità, che non ho potuto togliere, cliccando sulla X a destra in alto e vedrete il filmato dell'intervento di Beppe Grillo nella Sala Stampa del Senato.


mercoledì 10 dicembre 2014

Ma che bestie immonde girano?

Ho 68 anni compiuti, non sono pochi e non tutti ci arrivano. Ne ho viste e sentite tante, letto le cronache precedenti la mia nascita e la Storia.
So che il mondo è pieno di brutture ma in questi 68 anni sono stata, con prudenza, abbastanza fiduciosa, pensando che sono fortunata ad essere nata e cresciuta in un Paese Europeo di antica civiltà, che ha superato due orribili Guerre Mondiali nel secolo passato e che si è ripreso cercando di essere al passo con la civiltà del nostro tempo.
Sono coraggiosa, non paurosa e di recente ho fatto una lunga passeggiata solitaria nel bosco del Parco del Circeo... Bene, ora non lo farei mai più! Quello che è accaduto alla graziosa ma non più giovane Prof.ssa Gilberta Palleschi ha dell'incredibile ma purtroppo atrocemente vero. Un uomo che è più giovane del mio figlio minore ha aggredito questa donna mentre faceva la sua passeggiata quotidiana, in luoghi abituali e noti, per violentarla. L'ha picchiata brutalmente, l'ha caricata in auto e portata a 20 chilometri di distanza, infine l'ha uccisa con ferocia e non essendo riuscito nel suo intento è tornato l'indomani per violentarne il cadavere!!!
Accade l'inimmaginabile! Mai poteva pensare questa signora fine e garbata di  57 anni di finire così la sua vita facendo la sua passeggiata quotidiana!

Così ormai dobbiamo temere tutti, senza distinzione di età, perché viviamo in un Paese dove si aggirano belve peggio che nella savana, con solo l'aspetto di uomini.

martedì 9 dicembre 2014

Per Carlo Roma è perduta

Da: Roma Capitale News

Mafia Capitale, Carlo Verdone è senza speranze: “Roma è perduta”

Di Maria Romano – “Non c’è spazio per l’ironia”. E se a dirlo è anche un comico, allora dobbiamo davvero preoccuparci. È scorata e lascia poco spazio alla speranza, la fotografia di Roma scattata da Carlo Verdone all’indomani dello tsunami di mafia capitale.
In un’intervista a La Stampa, l’attore, romano doc, ammette infatti che “Roma è perduta”.

Una grossa parte della classe politica, non tutta ovviamente, è di bassissima qualità e quindi facilmente permeabile alla malavita – spiega – Il politico dovrebbe essere una persona seria, autorevole, dovrebbe aver seguito un corso di etica, esse animato da grande passione, aver fatto bene l’università e conoscere a fondo la letteratura italiana… mi è capitato che un politico, uno in vista, che fa comizi, mi si rivolgesse dicendo “se io dovrei darle un consiglio…”.
Verdone, che nel film la Grande bellezza interpreta un personaggio che alla fine molla tutto e va via, dichiara poi che quelli che hanno un’anima se ne vanno, è inevitabile… per me Roma è tutto, il luogo che non vorrei mai abbandonare, ma anche la città dove, alla seconda pioggia, l’asfalto si spazza, dove in piena estate, a luglio, gli alberi hanno un aspetto malato, dove i marciapiedi sono sempre sgretolati, una città opaca, ben lontana da quella celebrata da Tito Livio, ormai siamo una cloaca”.
In questo completo caos, secondo l’attore, la Chiesa dovrebbe intervenire. “Bisognerebbe riflettere sul fatto che nelle case di molti delinquenti si trovano sempre il Vangelo e l’immagine di Padre Pio, forse perchè pensano che poi c’è sempre l’assoluzione e invece non si può perdonare tutto”.
Rispondendo infine a come migliorare la situazione, Verdone spiega: “c’è un detto latino “gli stati più corrotti sono quelli dove abbondano le leggi”. Noi siamo campioni di legislazione, di comma e sottocomma, la burocrazia è talmente complicata e terrificante che porta alla corruzione”.
Amo Carlo Verdone, ma non come una donna può amare un uomo, ma come una persona può amarne un'altra per come parla, per quello che esprime con la sua intelligenza e la sua Arte.
Sottoscrivo ogni parola di quello che ha detto in questa intervista. I suoi sentimenti su Roma e per Roma sono i miei. Le sue considerazioni sulla classe politica sono le mie, come quelle sulle leggi e la burocrazia, come testimonia quello che ho scritto tante volte su questo mio piccolo blog.

Il dolore per la morte del fratello

Da: La Stampa

Morto il fratello di Mango, forse per un infarto

Giovanni ha avuto un malore nella villa di Pino dove è stata aperta la camera ardente
LAGONEGRO (POTENZA) 9 dicembre 2014
Un dolore troppo grande da sopportare: forse è stato un infarto a uccidere Giovanni Mango, fratello di Pino, il cantante morto mentre suonava la sua canzone più famosa, “Oro”, durante un concerto a Policoro, in provincia di Matera, nella notte fra domenica e ieri. Straziato dalla scomparsa del fratello, Giovanni, 75 anni, muratore in pensione, si è sentito male nella casa di famiglia, in via Sant’Antuono, dove è stata allestita la camera ardente. Soccorso dagli operatori dell’associazione «Humanitas», che hanno provato a rianimarlo, Giovanni è stato trasportato in ospedale ma a nulla sono servite le cure.  

La nuova tragedia che ha colpito la famiglia Mango si è consumata in uno dei luoghi più cari, la casa circondata di campagne terrazzate, su cui in primavera fioriscono i ciliegi, che hanno ispirato i pezzi più genuini del celebre cantautore. È lì che ieri era stata trasportata la sua salma, accompagnata dalla moglie Laura Valente, ex cantante dei Matia Bazar, e dai figli Filippo e Angelina. 

Sconvolto il piccolo paese della Lucania che ha dato i natali ai fratelli e che per domani ha indetto il lutto cittadino. A fare parte della famiglia anche Armando, con cui il cantante aveva creato un sodalizio artistico che ha prodotto canzoni per altri colleghi, da Mia Martini alla Bertè, da Patty Pravo a Mietta. Tantissimi i messaggi di condoglianze alla famiglia sui social network. In attesa di eventuali accertamenti, i funerali di Pino Mango restano fissati per le 10 di mercoledì nella Chiesa Madre del paese. 

Commovente questa scomparsa del fratello maggiore del Musicista Mango...
Non ci sono parole... Se Mango aveva solo 60 anni anche suo fratello in fondo ne aveva solo 75... So che si muore a tutte le età, ma di certo Giovanni l'ha seguito per il dolore.
In un mondo in cui ho visto fratelli non amare affatto un fratello che pure aveva fatto loro del bene, questo triste avvenimento mi commuove.  

Da Andrea Titti ricevo e diffondo


Sabato 13 dicembre ad Albano Laziale, alle ore 11:00, presso la prestigiosa sede della Sala Nobile di Palazzo Savelli, in Piazza Costituente 1, verrà presentato il progetto del corso di comunicazione dal titolo "Giornalista non per Caso", rivolto alle scuole superiori del territorio dei Castelli Romani. Il progetto, ideato dalla testata giornalistica online Meta Magazine e realizzato in collaborazione con il Comune di Albano Laziale, attraverso l'Assessorato alla Pubblica Istruzione, con il Patrocinio della Regione Lazio, ha visto l'adesione del Liceo Classico Ugo Foscolo e dell'Istituto Professionale Nicola Garrone di Albano Laziale. L'idea è quella di proporre agli studenti un viaggio attraverso i molteplici linguaggi dei media e della comunicazione, ai tempi dei social network. Le lezioni si terranno ogni giovedì, a partire dal 18 dicembre prossimo, per una durata di 10 moduli da 2 ore ciascuno. A fare da docenti ai 36 ragazzi e ragazze che hanno inteso partecipare al corso saranno direttori di testate e giornalisti professionisti, grazie alla partnerschip ottenuta dal progetto con importanti testate giornalistiche regionali e nazionali quali: l'Agenzia Stampa Nazionale Dire, Radio Radio e Roma uno Tv. A tutti gli studenti partecipanti il corso fornirà un credito formativo da spendersi per l'esame di maturità, mentre per chi si sarà particolarmente distinto per attenzione e capacità durante le lezioni, sarà premiato con uno stage gratuito presso Meta Magazine, anch'esso propedeutico all'ottenimento di crediti universitari se richiesti.
"Comunicare bene - dichiara Andrea Titti, Direttore Editoriale di Meta Magazine - migliora i rapporti tra le persone e conseguentemente la convivenza civile. Conoscere le differenze tra i linguaggi dei media: tv, giornali cartacei, radio e stampa online, non solo permetterà ai ragazzi di ampliare le proprie conoscenze, competenze e capacità, anche in vista della prova scritta dell'esame di stato, ma permetterà loro di poter coltivare le proprie passioni, imparando a raccontarle nel modo più corretto. lo scrivere ed il parlare - continua Titti - è un tratto distintivo della nostra personalità, parlare e far parlare gli studenti permettendo loro di ritagliarsi un proprio spazio, è un servizio a loro ed un atto di giustizia che amplia la partecipazione alla vita sociale delle comunità. Meta Magazine - conclude il Direttore - per vocazione si caratterizza per attivismo sul territorio e nella società, valorizzando il patrimonio umano ed i talenti troppo spesso sconosciuti rintracciabili nelle nuove generazioni. Per noi il nostro motto: "Una Generazione in Movimento" non è retorica ma pratica concreta, visibile nei molti progetti che abbiamo lanciato e lanceremo sui territori, a partire dai nostri Castelli Romani".