mercoledì 18 febbraio 2015

Contestare! Che lucrosa attività!!

Michele Brambilla: «Il ’68? È stato l’unico anno di lavoro di Capanna. Aver guidato il movimento e megafonato fuori dalle università gli è valso un bonus di quarant’anni di pensione»


Da: Huffington post
 

Il curioso caso di Mario Capanna: da leader studentesco a difensore dei vitalizi

"Don't trust anybody over 30" urlavano in strada i ragazzi del '68! E Mario Capanna, barba nera e sigaretta in bocca, era il mitico leader del movimento studentesco che non guardava in faccia nessuno e combatteva per il futuro di una generazione. Certo, che strano ritrovarlo ieri all'Arena, imbiancato e molto a suo agio nei panni del difensore di ricche pensioni, a litigare con Massimo Giletti.

Da: Il Fatto Quotidiano

Capanna – Giletti: ‘Poveretto, ha fatto figura di merda e gli danno 330mila euro l’anno’

“Giletti? Un poveretto, un mentitore, un giornalista minus. Merita di essere assistito”. Così Mario Capanna definisce Massimo Gilettidopo il feroce scontro tra i due avvenuto a “L’Arena”, su Rai1. Ospite de “La Zanzara”, l’ex leader di Democrazia Proletaria appella il conduttore Rai “Gilletti”, suscitando l’ilarità diCruciani e Parenzo, a cui rivolge un monito stizzito: “Se mi interrompete, chiudo la comunicazione e vi mando a quel paese”. Poi affonda il coltello su Giletti: “Ha fatto una figura di merda? Sì, è indiscutibile. Gli vengono dati 330mila euro all’anno di soldi pubblici, perde la trebisonda, fa un gesto volgare e totalmente indegno. Vespa non avrebbe mai fatto una cazzata come questa. Chiedo che il cda Rai e lacommissione parlamentare di Vigilanza aiutino Giletti a darsi una calmata. E’ stato beccato a impostare una trasmissione su 3 dati falsi e dovrà rendersi conto della sua sceneggiata obiettivamente indegna”. Capanna ribadisce poi che la sua azione di difesa del vitalizio è anche a favore dei più deboli e si scontra a lungo coi conduttori, che lo accusano di essere un privilegiato: “E’ una stronzata, questa categoria è una segata che usate voi. Quei 5mila euro, scarsi peraltro, me li sono guadagnati. Voi vi ostinate, a guisa del tapino Giletti, a non capire questa cosa elementare”. Alle critiche insistenti di Cruciani, il politico replica piccato: “Vergognatevi, non fate una pippa lì con quella radio e spargete minchiate alla Giletti. Io con voi sono stato longanime, vi ho dato molto del mio tempo. Forse conviene che ci salutiamo” 

di Gisella Ruccia




Confesso apertamente che non ne posso più di ipocriti comunisti o pseudo tali che amano vivere bene facendo la morale agli altri con un'impudenza insopportabile.
Confesso che non ne posso più di tutti i cretini che non si rendono conto della loro ipocrita, sfacciata contraddizione.
Mario Capanna si sapeva che era fra questi.
Ma questa gente se non avesse i cretini che li vota e che li appoggia sarebbe rimasta con l'eskimo e con il barbone da finto proletario a vivacchiare senza combinare niente, con laurea presa fuori tempo massimo e con voti spesso scritti sul libretto sotto minaccia da Professori imbelli: come ho visto fare alla Sapienza con i miei occhi e che ho documentato nel mio libro "Il Romanzo dell'Università". Quanto tempo ho perso a causa di questa gente che occupava le Aule il giorno che dovevo dare il sudato esame, tutto memorizzato e rinviato a causa loro!
L'ho scritto su questo blog: mio marito se lo ritrovò nello stesso scompartimento in treno pochi anni fa e dovette sorbirsi lo sfoggio narcisistico del "rivoluzionario dei miei stivali" che diceva: "Stasera sono ospite della Gruber".
Un divoide come era Lucio Magri, o quell'altro con la "r" moscia che faceva cadere i governi perché lui si batteva per "le 35 ore settimanali"!!
Ma chi le fa?!!!
Balle, balle, balle!! E questa gente sta su grazie ai cretini!
Qualcuno lo informi che NOI TUTTI CITTADINI, tranne lui e la Casta di cui fa parte, possiamo cumulare non più di 2 pensioni dallo Stato, e la seconda viene grandemente decurtata! 

Giletti, alla faccia sua, mi sta simpatico, è bravo e gli raccomando la sua salute perché se la prende troppo: va a suo onore.. Però siamo in molti a preoccuparci per i suoi malori, il suo sudare..
Giletti è garbato, ben educato, parla bene ed è anche un bel ragazzo. Cosa che Capanna non è mai stato, anzi ha un aspetto decisamente sgradevole, parla male, come se avesse un sasso in bocca, e sembra un barbone vestito a festa e ripulito per l'occasione. 




Mario Capanna in giacca, cravatta e tanta vanità.
Girava in eschimo e dava del fascista a chi vestiva in giacca e cravatta; all'Università 
invece di studiare disturbava quelli che volevano studiare e dare gli esami. Gente come me che, avendo una famiglia, il tempo per studiare doveva rubarlo a varie faticose incombenze legate ai propri doveri; o gente come mio marito, che per aiutare la sua famiglia in difficoltà economiche, è andato a lavorare in fabbrica e studiava solo quando aveva finito il suo orario di lavoro.
Beato lui!! In questo Paese deve molto a tutti i cretini che vanno dietro a chi urla di più e fa il contestatore facendosi molto bene gli affari propri.
Ogni tanto qualcuno si sveglia e si rende conto di aver perso tempo e molte altre cose... Mentre il Leader di turno si è piazzato più che bene.



martedì 17 febbraio 2015

Orgoglio dei residuati DC

Da: Formiche.net
Ecco tutti gli ex dc che esultano per l’ex dc Mattarella al Quirinale
di Edoardo Petti

A partire da Paolo Cirino Pomicino, che su Formiche.net non nasconde la felicità per il ritorno alla più alta magistratura repubblicana di un esponente della Dc: “La quale non è stata una parentesi né un incidente della vita pubblica italiana”.

Sergio – ricorda l’ex ministro – appartiene con il padre Bernardo e il fratello Piersanti a una “stirpe di quel glorioso partito, a una famiglia di cultura forte e stabile sotto il profilo dell’ispirazione cattolico-politica”.
E può vantare un elevato tasso di credibilità nei confronti dei governi occidentali e dell’amministrazione Usa. Nella veste di vice-premier nell’esecutivo guidato da Massimo D’Alema tra il 1998 e il 1999, condivise la scelta di mettere a disposizione della Nato le basi militari di Vicenza per favorire il decollo degli aerei che andavano a bombardare Belgrado per fermare la guerra nel Kosovo. Forte di tali credenziali, rimarca l’ex parlamentare dello Scudo crociato, Mattarella dovrà divenire il contrappeso istituzionale di un premier “dominus di governo e Parlamento”.
La fierezza dei democratico-cristiani
Un sentimento di orgoglio viene rivendicato da Enrico Letta, che in un’intervista rilasciata a Carlo Tecce sul Fatto Quotidiano evidenzia l’autorevolezza del candidato del Partito democratico alla Presidenza della Repubblica per il ruolo di garante della Costituzione. E spiega che “i democristiani non sono una brutta categoria, anzi costituiscono l’esatto contrario”.

Pochi giorni fa ascoltavo in radio Giulio Bodrato ed altri ex-DC sbrodolarsi sulla loro ex-appartenenza, orgogliosi per l'elezione di Sergio Mattarella a Presidente della Repubblica, come se questo fosse un riconoscimento al loro dissolto Partito.

A mio avviso si sbagliano e di grosso. Sergio Mattarella è stato scelto e votato perché l'Italia degli scandali quotidiani, l'Italia della Casta volgare e famelica, l'Italia che ha perso ogni ritegno tanto da schifare la maggioranza degli Italiani AVEVA BISOGNO DI UNA FIGURA PULITA, solo questo, e la ex-militanza DC in questa scelta non c'entra affatto, altrimenti avrebbero scelto, (perché no?), uno di loro!  

Invece Sergio Mattarella è stato scelto solo per sé stesso, una rara figura di persona perbene.

Il sottobosco silente del residuato DC dunque non resusciti con inutile vanto, perché se è vero che, dopo la vergognosa e disastrosa fine del fascismo, ha avuto il merito, insieme ad altri Partiti, di ricostruire le macerie dell'Italia, è anche vero che di danni ne ha fatti parecchi.
Vogliamo ricordarne solo alcuni?
Per anni l'edilizia scolastica pubblica è stata penalizzata per spingere le famiglie borghesi ad iscrivere i figli nei licei privati gestiti da preti e suore.
Uno degli innumerevoli esempi è stato il Liceo dove sono andati tutti e tre i miei figli, ospitato in locali di proprietà di una Parrocchia a cui lo Stato italiano pagava un affitto principesco che, negli anni,  è diventata una cifra con cui si sarebbe potuto costruire il Liceo Statale, come poi si è fatto, ma dopo manifestazioni di piazza a cui partecipai, come genitore, anch'io, con tanto di cariche della polizia contro gli studenti.
Tali locali, che fruttavano alla Chiesa una rendita niente male, erano disadorni, non spendendo, il locatore ecclesiastico, nemmeno una lira per la manutenzione, cosa che di solito è deputata proprio al proprietario dell'immobile. Invece spesso i bagni erano inagibili perché gli scarichi otturati con ritorno di acque scure e maleodoranti,  la palestra era uno stanzone pieno di umidità in cui era impossibile sdraiarsi a terra per compiere determinati esercizi di Educazione Fisica, che pure erano nel programma ministeriale per l'insegnamento di quella materia, le prese di corrente pencolavano fuori dai muri pericolosamente, il riscaldamento spesso era rotto... e così via.
Non è stato un caso quello del Liceo Scientifico "Bruno Touschek" di Grottaferrata in quegli anni... Magari lo fosse stato. La Politica della DC, sempre al Governo, era orientata a favorire il Vaticano a spese dei contribuenti dello Stato Italiano.

DAL SITO di Eduardo Ambrosio
...la Presidenza del Consiglio (era succeduto a Craxi nel 1987), che fu assunta da Giulio Andreotti, il quale, grazie ad un alleanza di ferro con il PSI di Craxi, governò fino alle elezioni del marzo '92. Furono questi anni di "assoluto immobilismo" nella vita politica italiana. Il deficit pubblico continuò a crescere; la criminalità mafiosa divenne sempre più arrogante, continuando a macchiarsi di assassini e stragi, riuscendo persino ad uccidere, nel 1992, i due magistrati - simbolo della lotta alla mafia. Giovanni Falcone e Paolo Borsellino;

L'arte suprema dell'insegnante è risvegliare la gioia della creatività e della conoscenza 
Non ti stancare di strappare spine,
di seminare all'acqua e al vento,
la STORIA non miete a giugno,
non vendemmia a ottobre,
ha una sola stagione
 il tempo, 
e ... non si ripete, si rivive. 
(Ignazio Buttitta) 

Mai dimenticare la Storia....

sabato 14 febbraio 2015

Costa Concordia: tragedia e farsa

Da: Il Tirreno - Edizione di Grosseto - 12 febbraio 2015

Concordia, Domnica: sentenza giusta, anch'io sono una vittima

Il giorno dopo la sentenza su Schettino, condannato a 16 anni in primo grado, Domnica Cermotan - che sarà risarcita con 30.000 euro di provvisionale - commenta il verdetto dei giudici: "Questo risarcimento è rispettosissimo della mia figura di vittima"

GROSSETO. Chiese, quasi implorò pubblicamente, appena dieci giorni fa: "Risarcitemi. E poi lasciatemi alla mia vita privata". Ora il ristoro c'è. Sono 30.000 euro di provvisionale per i danni subiti nel naufragio della Costa Concordia. Perciò oggi, a poche ore dalla fine del processo di Grosseto, la moldava Domnica Cemortan può dire: "Sono felice che la vicenda si sia conclusa con una sentenza estremamente equilibrata" e che "il risarcimento sia rispettosissimo della mia figura di vittima".

4 commenti
1 giorno fa
Vittorio Palatresi
risarcimento a chi? ad una che era clandestina a bordo solo per soddisfare le voglie sessuali del comandante. Tutto questo gli è servito per avere notorietà, vendere interviste al miglior offerente e buttarsi in politica al suo paese (nel quale spero tu ci rimanga per sempre). Oltretutto fa anche la vittima... che ipocrita!!!
1 giorno fa
zundkabel59
Appunto!
Era clandestina, per cui, visto che doveva esserci, non gli spetterebbe proprio nulla!
2 giorni fa
Giuseppe Marchetti
certo risarcire una che fa sesso con Schettino e lo  distoglie dal suo lavoro e dovere  è proprio il massimo 
1 giorno fa
zundkabel59
Distogliere dal proprio lavoro?
Non esageriamo!
Diciamo che gli alleviava le insostenibili responsabilità del comando.......
Ma la moglie di Schettino non l' ha preso a mattarellate?


giovedì 12 febbraio 2015

Ferita per sempre

Ferita per sempre


Fate figli, fuori c'è il sole
ne nascono pochi, coraggio.
Ecco è nata Nicole...
E' bella come un suo raggio.
Fatica a respirare..
Serve una culla speciale..
In clinica non sanno come fare,
serve l'ambulanza e l'ospedale..
Non c'è posto per Nicole,
ma lei non respira..
anche se fuori c'è il sole
non c'è posto, inutile l'ira;
Nicole, speriamo che l'abbiano,
sei così bella, c'è tanto amore.
Un posto c'è, troppo lontano,
corre l'ambulanza ma lei muore.
Nove mesi di sangue,
cure e ansie, attesa e gioia..
E ora.. tutto finito.. langue,
nata perché poi muoia
così... Non c'è posto ora,
non c'è posto per te amore..
Non c'era posto allora... 


Manca posto negli ospedali di Catania, muore neonata

 12 FEB 2015

(AGI) - Catania, 12 feb. - Una neonata e' morta nell'ambulanza che la stava trasferendo a Ragusa da Catania, dove non c'era nessun posto di rianimazione pediatrica disponibile a riceverla. Sul caso sono state aperte due inchieste giudiziarie: la prima a Ragusa, nel cui territorio si e' verificato il decesso della piccola, la seconda e' stata aperta a Catania, dove i familiari della piccola Nicole hanno presentato una denuncia. La Procura di Catania, che sta procedendo per gli atti d'urgenza, ha disposto il sequestro della cartella clinica nella casa di cura privata dove la bambina e' venuta alla luce, la clinica Gibino.

mercoledì 11 febbraio 2015

INPDAP e Codice Civile sulle successioni


Il Giornale
Uccide la moglie, lo liberano e gli danno pure la pensione – Ha ucciso la moglie e ora ha diritto alla pensione.L’incredibile verdetto arriva dalla Sardegna. Secondo l’Inpdad, il vedovo può ricevere la pensione di reversibilità dell’ex compagna. Che però è stata uccisa proprio da lui.
Non è finita qui: l’Inpdad non rileva neppure l’esistenza di una orfana ancora minorenne che per dodici anni, fino al mese scorso, ha percepito la pensione della madre. È uno scherzo di cattivo gusto della burocrazia, che non tiene mai conto di omicidi, processi o condanne. 
L’assassino ha scontato la pena, 14 anni e mezzo, mentre la figlia minorenne vive con la famiglia degli zii materni. Che adesso denunciano «questa vicenda vergognosa» della quale informeranno pure «il Capo dello Stato».
Irene Mele è di Nuoro. È la sorella di Annamaria, impiegata al ministero del Lavoro, uccisa il 3 dicembre 1998 dal marito Pierpaolo Cardia, guardia forestale: un litigio in casa. L’uomo aveva utilizzato la pistola d’ordinanza, appoggiato la canna alla tempia della moglie e fatto fuoco. La figlia di sei anni era nella stanza a fianco.
L’assassino, dopo aver portato la bambina dai nonni, era poi andato a costituirsi dalla polizia. Era stato processato con il rito abbreviato e condannato a 14 anni e mezzo. Ma è fuori dal 2007 grazie all’indulto. Pochi giorni dopo aver lasciato la cella, l’uomo aveva già chiesto la pensione di reversibilità della moglie.
La famiglia della donna uccisa, oggi è pronta a portare in prima pagina la vicenda e ad aprire una campagna. Da sempre la condanna di Pierpaolo Cardia è sembrata troppo debole ai parenti di Annamaria. La coppia era in crisi da tempo, aveva più volte deciso di restare unita per via della figlia, ma quando è saltata fuori l’esistenza di una relazione extra-coniugale dell’uomo, la moglie aveva deciso di trasferirsi a Sassari portando con sé la bambina. A questo si era opposto Pierpaolo, che ai giudici ha parlato di una separazione che non voleva; da qui il litigio che poi ha portato all’uccisione della donna.
Casa dei Diritti
La pensione al marito assassino – La sorella della vittima annuncia una battaglia legale in difesa dei diritti della nipote minorenne. Lettera al presidente della Repubblica.
L ‘Inpdad ha detto sì: il vedovo ha diritto alla pensione di reversibilità della moglie. E non importa se è stata ammazzata proprio dal marito.

La Nuova Sardegna 8 luglio 2014

La battaglia di Vanessa: “Uccise mia madre, non avrà i suoi soldi” – Vanessa Cardia, nuorese di 18 anni, ne aveva 6 quando il padre sparò su Annamaria Mele. Ora grazie alla sua battaglia è passata alla Camera una legge che nega la reversibiltà della pensione agli uxoricidiFinalmente Vanessa sorride: la legge approvata ieri alla Camera dei deputati, grazie alla sua battaglia, non consentirà più agli uxoricidi come suo padre, ma anche ai parricidi, ai matricidi e a chiunque si macchi di un delitto in famiglia, di beneficiare delle pensioni di reversibilità delle vittime.

Nuovo cognome per Vanessa 5 marzo 2011
La ragazza si chiamerà come la mamma ammazzata nel '98

Vanessa Mele (Fossati)