martedì 24 febbraio 2015

Renzi e le priorità

A leggere quello che Beppe Grillo o chi per lui scrive nei post sul suo blog, Renzi è un mostro di finzione, furbizia ed altre nequizie. 
Dopo l'enorme cantonata che ho preso andando dietro ad Antonio Di Pietro penso che tutto sia possibile. Ma va provato. Non si possono costruire storie senza fatti precisi e circostanziati e i fatti negativi, se ci sono, prima o poi vengono fuori: come è successo con Di Pietro. 
Si può sbagliare ad imbarcare persone non propriamente corrette, si può non sapere bene, si può essere in buonafede... Ma se le persone in difetto cominciano ad essere tante, se i fatti ti vengono segnalati anche per iscritto, e non solo, se alcune cose ti vengono mostrate e dimostrate e tu fai finta di niente... è evidente che sei in perfetta malafede. 
Dunque questo vale per tutti e anche per Renzi.
Per ora sta cercando di fare qualcosa che solo in futuro si saprà se erano le cose giuste.
Ma, come mi obietta mio marito su alcune mie perplessità, c'era forse di meglio? E soprattutto, quanto dovevamo ancora affondare nell'attesa che qualcuno si assumesse qualche responsabilità? 
Dunque io non sono in ammirazione nei riguardi di Matteo Renzi come il mio coniuge, ma nutro grandi speranze su di lui.

E' giusto e sacrosanto che ci sia il correttivo del Parlamento, ma non le opposizioni ideologiche... questo no, non lo accetto.
Oppure le opposizioni per convenienza, come quella che sta facendo Forza Italia: l'elemento inquinante che veste di motivazioni menzognere le proprie scelte perché non può dire il vero motivo, che poi è sempre il solito, l'interesse personalissimo di Silvio Berlusconi.
Fanno ridere con le loro false motivazioni quando anche le persone più sprovvedute mi dicono: "Quello voleva Amato così gli dava la Grazia."
Sono anni ed anni che l'Italia vive così: l'interesse personale di questo gaudente che non vuole pagare le tasse, che sente le Leggi come fastidi, viene spacciato dai suoi cortigiani come "l'interesse degli italiani"! Ma certo! Gli italiani aspettavano come una manna la legge che alleggerisce il falso in bilancio, ad esempio! E la prescrizione?! Gli italiani la vorrebbero proprio abolire al contrario di quello che blatera Forza Italia. Così, forse, i poveretti vittime dell'Eternit ora avrebbero giustizia dopo anni ed anni di battaglie!
Dunque, tornando a Renzi, che ora ha in mano il timone del vapore, lo prego di tener conto che gli Italiani aspettano di vedere cambiamenti nella loro vita che ancora non vedono.
La riforma della RAI è senz'altro giusta, e dedicherò un post di critica sulla RAI che certo va cambiata, ma la vita degli Italiani, la vita quotidiana, non sarà così toccata come invece per altri cambiamenti che aspettano.
Vorrei elencargliene alcuni:
la Scuola, lui lo sa, è al collasso; mi spiace ma  12 milioni di dollari spesi per recuperare due sconsiderate servivano come il pane per la scuola, dall'edilizia alla manutenzione, dai supplenti da pagare a tante tante altre necessità;
la Casa, non si è accorto Renzi che un settore intero sta morendo con l'aggravarsi delle tasse su questo bene?
Tolti i soliti che si aspettano di essere assistiti in tutto, anche con il dono della casa solo perché stanno al mondo, ma che per fortuna non sono la maggioranza degli Italiani, i restanti si sono rimboccate le maniche e con sacrifici una casa o due se la sono comperata, ma questi Italiani non possono essere costretti a vendersela perché non riescono a pagare le tasse per mantenerla. E, anche volendo venderla, la gente non compera più, bloccata dall'incertezza. Il prezzo delle case è sceso di molto, ciò nonostante il mercato è fermo: non si affittano e non si vendono. La paura economica paralizza il mercato. Chi lavora nel settore immobiliare è alla fame. Se non vende e non affitta come mantiene le spese della sua attività? I cantieri sono fermi, con qualsiasi muratore o artigiano impegnato nel settore si parli ti dice "non c'è lavoro". I costruttori non vendono, ma debbono comunque far fronte ai mutui accesi per costruire... Bisogna assolutamente affrontare questo settore in totale stasi e recessione.  
La Giustizia, è un problema annoso... La gente non ha alcuna fiducia nella magistratura, sono i fatti ripetuti e ripetuti che gliel'hanno tolta. Bisogna cambiare i codici? Inasprire le pene? Rendere più stringenti i binari del giudizio in modo che non sia così variabile, da giudice a giudice? Di certo se molti anni fa un referendum dette come risultato, quasi plebiscitario, che gli Italiani volevano la responsabilità civile dei giudici, vuol dire che il malessere è antico e fortemente sentito, e la legge che fu fatta fu una presa in giro che ha tolto agli Italiani ogni speranza e fiducia di essere ascoltati. Togliere poi la prescrizione! Essa è il lasciapassare per chi non rispetta la Legge: non deve esserci perché chi subisce i reati altrui non può essere lasciato senza risarcimento morale da parte dello Stato. Lo Stato deve garantire il cittadino onesto dall'ingiustizia.
Queste tre cose, almeno, sono molto, ma molto più importanti ed urgenti della riforma della RAI!
Perché queste tre cose incidono nella vita quotidiana degli Italiani e possono renderla migliore o peggiore.

lunedì 23 febbraio 2015

Cittadini olandesi civili fanno colletta

Da: Il Messaggero

"Scusa Roma", olandese raccoglie 4mila euro: «Così potremo tornare a testa alta»

In due giorni «Scusa Roma Actie», l'azione Scusa Roma avviata da una cittadina olandese, Elisabeth Jane Bertrand, sconvolta dai danni provocati a Roma dai teppisti del Feyenoord, ha raccolto circa 4mila euro. 

L'obiettivo è di raggiungere quota 100mila euro, per contribuire a restaurare la Barcaccia di Piazza di Spagna malmenata dai teppisti di Rotterdam. Uno dei fini della colletta online - spiega Bertrand - è di «esprimere alla popolazione di Roma la vergogna provata dagli olandesi per questi comportamenti, e di offrire una donazione al Comune di Roma dopo questa terribile giornata, in modo da poter tornare nella città eterna a testa alta».

Mai identificare un cittadino, 10, 100, 1000 cittadini con i governanti del loro Paese, oppure con un gruppo definito... E se c'era bisogno di una prova eccola: la signora olandese è persona civile e come lei tanti altri.

Ma non basta a togliere la vergogna dalla faccia del governo olandese e da quella dei dirigenti della società di calcio olandese.
L'oltraggio rimane e l'affronto di voler far pagare ai contribuenti italiani i danni è inaccettabile.

domenica 22 febbraio 2015

Bovarismo (da Madame Bovary) - dalla raccolta "Mostri e Ritratti"

Novella già pubblicata nella raccolta "Mostri e Ritratti" in cartaceo alcuni anni fa

Bovarismo


"Lo sai che mio figlio mi è venuto a dire che non devo frequentarti più?"
L'uomo sorrideva alla donna mentre la guardava. Il sorriso voleva essere seduttivo e stuzzicante ma, sarà stato per l'età dell'uomo che aveva passato da un pezzo la sessantina, dall'esterno appariva ridicolo e, a causa dell'atteggiamento forzato che aveva assunto, anche un po' volgare.
"Davvero?" Sorrise incerta la donna. Aveva un'espressione evasiva che dava al suo sorriso un'aria sciocca.
Anche lei era in là con gli anni: il viso triangolare aveva le rughe di una donna che aveva oltrepassato la cinquantina da un po', ma dovute anche alla mania dell'abbronzatura a tutti i costi, solare e non. Il suo desiderio di piacere agli uomini, però, agiva da calamita su chi aveva voglie insoddisfatte, come il maturo seduttore con cui stava parlando. La frase di lui le aveva provocato un certo disagio. Non perché le importasse cosa pensava il figlio dell'uomo, ma perché attraverso quel figlio, di cui conosceva alcune frequentazioni, qualcosa poteva arrivare a persone che non dovevano sapere che piega aveva preso il loro rapporto.
Non si preoccupava di suo marito. Da sempre faceva finta di niente perché gli conveniva così. Era un vigliacco e preferiva dissimulare una tranquillità che non provava, ma che riusciva ad imporsi per vivere senza scossoni e cambiamenti. Il disagio che provava era dunque dovuto solo al fastidio che le dava l'idea che il figlio di lui si fosse accorto che la loro non era un'innocua amicizia di famiglia e che, conseguentemente, potesse parlarne con alcuni suoi amici legati all'ambiente dove lei viveva. Già erano girate chiacchiere su di lei e, insieme a suo marito che le faceva da spalla, aveva buttato la cosa in risa ed insinuazioni su chi aveva creduto a quelle dicerie. Era un gioco vecchio come il loro matrimonio: ogni volta che si rivelava a qualcuno il suo girare come una lupa lui la sosteneva, ridendo sornione su questa e su quella vicina un po’ pettegola che, diceva: "Parlano degli altri, poi non si sa dove vanno quando escono dicendo di andare a fare la spesa".
Anche quel vecchio seduttore aveva saputo da qualcuno che lei "aveva degli amanti occasionali" e lei, nell'apprenderlo da lui, aveva dimostrato di scandalizzarsi molto e, spudoratamente, l'aveva invitato a pranzo con sua moglie per parlarne, insieme ad un'altra coppia, formata da un uomo del suo ambiente di lavoro, che temeva si fosse appreso essere un suo amante in quel momento, con la di lui consorte.
Suo marito si era prestato a quella sceneggiata mostrando una calma innaturale e solo un osservatore attento e sensibile si sarebbe accorto che era un po' troppo rilasciato nella sedia dove sedeva e le braccia, poggiate sui braccioli, lo erano così tanto che doveva tenersi le mani, altrimenti sarebbero scivolate giù come quelle di un fantoccio.
Il vecchio seduttore sperava solo di riuscire anche lui ad ottenere i favori della donna. Da tempo ormai la moglie non lo interessava più. Lei lo sapeva ed accettava i suoi tradimenti anche se non li gradiva. Una volta si era proprio innamorato ed era andato a vivere con un'altra donna. Dopo due anni la relazione era finita e lui era tornato ad abitare nella casa coniugale. Forse anche lei lo aveva tradito una volta: si era parlato di "una sbandata", ma non ne era certo, forse l'aveva detto solo per orgoglio, per rendergli un po' la pariglia.
La consorte dell'uomo che lavorava con la chiacchieratissima donna, durante quel pranzo rise disinvolta, dicendo che chi accostava il nome di suo marito a quello della loro ospite era matto di sicuro! Però al viaggio successivo, che suo marito faceva tutti gli anni per lavoro, si aggregò anche lei e scoprì che c'era anche la collega dal volto triangolare che, poco tempo prima, aveva voluto quella riunione in cui avevano riso tanto sulle loro presunte corna.
Per tutto il viaggio di andata stette male: vomitò. Avevano la stessa età lei e suo marito, poco più che cinquantenni entrambi, ma lui, anche se un po' rotondetto e con gli occhiali, dimostrava gli anni che aveva e nulla più, mentre lei ormai era una donna senza più attrattive femminili: la classica donna di mezza età, grassoccia ed informe, con un viso senza alcuna grazia deformato dal sottomento. La collega di suo marito, invece, era piccola di statura ma con il punto vita ben disegnato, fianchi ad anfora, seni da quarta misura e gambe diritte. Ma, soprattutto, aveva un marito così defilato....

La donna dal volto triangolare odiava le chiacchiere che si facevano su di lei, irragionevolmente la irritavano molto. Voleva sentirsi libera di andare in giro senza quei limiti. Odiava in particolare una conoscente che, ingenuamente,  aveva informato il suo maturo corteggiatore su quel che si diceva di lei. Avrebbe dovuto esserle grata perché le aveva spianato la strada: l'uomo aveva avuto così la certezza che, nonostante il marito, era una donna accessibile. Invece, irrazionalmente, riunì una combriccola di gente composita e, sempre presente suo marito, disse: "Non capisco perché gli abbia detto questo, perché proprio a lui?"
Qualcuno ridacchiava divertendosi e basta, ma un'anziana donna con un forte accento romanesco ed una intonazione altissima, con cadenza triviale proferì: "E je sarà piasciuto!"   Ben conscio della sua disgrazia, intervenne il marito della donna affetta da bovarismo che, pavido, si affrettò a dire: "Ma lo conosce appena, lo avrà visto solo due o tre volte." Temeva che qualcuno dei presenti potesse riportare l'insinuazione all'ingenua conoscente e paventava querele. Ma la vecchia, che sembrava una prostituta in disarmo, per far piacere a chi l'aveva invitata a pranzo strappandola ad un giorno di festa in solitudine, insistette: "E  allora je sarà piasciuto du vorte, tre vorte...Ah! Ah! Ah!" Il marito della fedifraga tacque, ma era molto preoccupato. Finché faceva generiche allusioni sulle varie chiacchierone di turno senza fare nomi, era una cosa, ma questa stupida vecchia era andata proprio sopra le righe pur di dare soddisfazione a sua moglie.
Non ci furono querele perché l'ingenua conoscente forse non lo seppe neppure o, anche se lo seppe, non intese sporcarsi con quella gente con inutili carte bollate. Qualcuno che aveva ascoltato quei commenti, invece, notò l'incongruenza in ciò che aveva detto la vecchia trivialona: se l'ultrasessantenne voglioso fosse piaciuto all'ingenua conoscente, questa avrebbe avuto tutto l'interesse di dire il contrario, e cioè che la donna era onestissima ed inaccessibile, per togliergli ogni aspettativa.

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"Ma.....Come se ne è accorto tuo figlio?" Chiese cauta.
"Non se ne è accorto, - rispose l'uomo con aria seria ed annoiata – E’ stata mia moglie."
"Co..come tua moglie?" Il sorrisetto sciocco sulle sue labbra si era fatto tirato.
Il gioco della schermaglia amoroso-sessuale era finito, l'uomo non si divertiva più.
"Mia moglie è andata più volte a lamentarsi da mio figlio perché le hanno riferito che ci hanno visto insieme. Ti ricordo che viviamo in un piccolo centro.....".
"Ma c'è un'amicizia di famiglia fra noi....Non capisco..."
"E si vede che chi ci vede insieme ha avuto un'altra impressione... - Sorrise ironico l'uomo. - Ma soprattutto mia moglie, evidentemente, non ha trovato normale che io stia sempre con te, ti accompagni anche a fare la spesa al mercato...."
La donna era sempre più tesa; non era intelligente, per questo pensava di manipolare l'altrui giudizio come voleva.
"Anna, tua moglie, è mia amica, avrebbe dovuto rispondere a queste persone che c'è un'amicizia di famiglia, ridendo tranquillamente ..."
"Invece è andata più volte a piangere dal figlio. Lui ha voluto fare l'uomo che difende la madre e mi ha parlato. Ma io, come vedi, faccio come mi pare, come ho sempre fatto. Facesse come vuole, mia moglie, se non se ne va avrà il suo tornaconto."
"Ma cosa ti ha detto di me tuo figlio?" Chiese sempre più tesa la donna.
"Ma cosa te ne importa? - E l'uomo, indifferente a tutto tranne che alle sue voglie, allungò un braccio sulle spalle della piccola donna.
"No, voglio sapere!" Ora era una maschera di tensione ed il suo tono era insistente ed imperioso. Un tono che l'uomo conosceva bene ma che volutamente ignorava, l'importante era ottenere da lei quello che gli interessava. Ma quella non si rilassava più ed insisteva, insisteva. Alla fine, come altre volte, cedette: "Ha detto: "Perché vai in giro con quella squilibrata?" "
La donna era tutta tesa, anche il corpo. Si serrava le braccia intorno al tronco: "Ha detto proprio così“?! U..una squilibrata?!! Io?!! Ma è matto tuo figlio!"
L'uomo era sempre più annoiato ed indifferente, non c'era più da divertirsi ormai.
"Ma che te ne importa? Vivi come ti pare e allora che te ne importa dell'opinione della gente? Fai come me. Te ne dovrebbe importare se io gli avessi dato retta, ma visto che sono qui..."
Ma la donna voleva anche il "buon nome" e quel giudizio l'aveva sconvolta. Salutò in fretta il maturo spasimante e tornò a casa.
Quando era insicura suo marito era il suo rifugio. E' vero, in passato l'aveva anche picchiata, ma era successo tanti anni prima. C'erano state scene terribili, poi lui aveva scelto di restare ed ora erano complici.
Lei doveva vincere, vincere sempre, non sopportava di perdere, altrimenti andava in depressione. Un'invidia feroce per tutto e per tutti la divorava e cercava una rivincita a modo suo.
Suo marito non era che un modesto impiegato ma lei lo spingeva ad essere di più e là dove era impossibile lo spingeva a recitare ridicole sceneggiate. Come quella volta che, appreso che un loro conoscente ingegnere aveva ottenuto un brevetto europeo per una sua invenzione, lo spinse a dire in pubblico che anche lui aveva inventato qualcosa che era stato acquistato da una ditta di Pescara e, a riprova che diceva il vero, raccontò di essere andato in quella città con lei, poi i titolari della ditta lo avevano accompagnato all'aeroporto di quella città e di lì lui e sua moglie avevano preso un volo per Monaco ed erano andati all'ufficio brevetti per fare il brevetto europeo. Qualcuno, in vena di divertirsi, si collegò tramite "Internet" con l'aeroporto di Pescara ed ebbe conferma che da lì partivano solo voli nazionali e, soltanto da poco tempo, erano stati istituiti due soli voli internazionali a settimana: per Parigi e Amsterdam.
La cosa fu riportata all'ingegnere inventore il quale stupito disse: "Ma cosa hanno capito questi? I brevetti europei si fanno qui, in Italia, all'ufficio brevetti dove si richiedono anche quelli per il nostro Paese. Per quelli europei risponde l'ufficio di Monaco di Baviera, ma per scritto, ed in tedesco per di più. Non usano nemmeno l'inglese, che ormai è la lingua che fa da tramite per capirsi in tutto il mondo.
Sono andati a Monaco? A fare che? Con un aereo privato, visto che da quell'aeroporto non ci sono voli diretti! Caspita! Che invenzione importante deve aver fatto quest'uomo per mettergli a disposizione un aereo privato?! Ma poi parlano il tedesco o l'inglese costoro?"
Nel piccolo centro si rise molto perché si conosceva l'ignoranza di entrambi i coniugi.

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Il figlio del maturo spasimante della donna affetta da "bovarismo", visto che il suo tentativo su suo padre era fallito, rassegnato, commentò con qualcuno l'agire del marito di costei: "Faccio un paragone da dentista: "Le corna sono come i denti, fanno male quando spuntano, ma poi ci si mangia tanto bene!" ".
 

Ogni scusa è buona...

Da: Il Fatto Quotidiano

Renzi: “Landini sceglie la politica perché ha perso con Marchionne”

Il presidente del Consiglio durante il programma "In mezz'ora" dice: "Al netto delle simpatie e antipatie la Fiat sta cominciando ad assumere e a portare gente in fabbrica. Il dato di fatto è che Landini e la sinistra radicale quella partita la stanno perdendo"

Chissà perché io me lo aspettavo da un momento all'altro. Il suo essere onnipresente in TV, il suo blaterare in modo demagogico e arrogante, con quel tono aggressivo di chi ha stabilito unilateralmente che lui sta sempre dalla parte della ragione e sono gli altri che debbono giustificare sempre qualcosa davanti a lui, era evidente propaganda pro domo sua!
Adesso i cretini tesserati e non si trasformeranno (lui spera) in altrettanti voti!!
I sindacalisti sono i rappresentanti dei lavoratori e tali dovrebbero rimanere. Ma le adesioni, il seguito che hanno vanno tesaurizzati!
Ci sono fulgidi esempi di arricchimento in tal senso: Marini, l'Orso Marsicano che si è visto cosa ha fatto in Abruzzo quando si è buttato in politica ecc. ecc...
In una delle tante trasmissioni-salotto a cui Landini ha partecipato promuovendo la sua immagine, a domanda precisa su quanto guadagnasse come dirigente sindacale ha risposto euro 2.500 al mese! Che è una bella sommetta per qualsiasi operaio FIAT e non solo! Ma vuoi mettere con i soldoni che si fanno in politica?

La Scuola lasciata sola

Da: Il Messaggero - di Raffaella Troili

Torre Maura, pugni a maestra e compagni: bullo di 5 anni terrorizza la scuola

In classe ieri c'era solo Marco (nome di fantasia), perché i genitori dei piccoli della sezione B e i loro figli hanno paura di prendere altre botte. Ha dell'incredibile quel che accade da mesi nella materna ed elementare Bachelet di via del Fringuello, Torre Maura. C'è un bambino di 5 anni che ha girato diverse scuole, che è considerato «violento» e sua madre che non ne vuol sapere e che appena può tira pugni alla maestra, calci ai papà, morsi ai bambini, minacce un po' a tutti. Da ieri le tre classi di materna sono quasi vuote, alla maestra dopo l'ennesimo ko è stato consigliato di mettersi in aspettativa. I carabinieri vanno e vengono dall'istituto. Alle 17 i genitori di materna ed elementare si riuniscono: «Abbiamo paura per i nostri figli, non solo Marco mena a tutti ma sua madre ora li minaccia di morte». Mamme e papà hanno intenzione di picchettare la scuola, finché «la preside non attiverà il servizio di vigilanza del Provveditorato agli studi». Intanto la direttrice ha inviato una relazione ai carabinieri dell'Alessandrino. Sempre ieri un papà e una nonna aggrediti sono stati refertati all'ospedale Villa Irma. Il bambino è arrivato a settembre, la situazione è presto degenerata. Pugni, sassi e forbici verso i bambini, sembra impossibile eppure un piccolo fomentato dalla mamma è in grado di tenere sotto scacco una classe.
«TORNANO IN LACRIME»
«Finché la preside non prende provvedimenti non li mandiamo più a scuola: hanno paura, tornano piangendo, alcuni hanno ricominciato con il pannolino. Il problema è che il ragazzino viene istigato dalla mamma, è lei che gli dice vai a colpire il figlio di quello o di quell'altro. Ha girato le scuole del quartiere, anche alla Corradi ha collezionato denunce: spintona, prende per il collo, tira quel che capita». Serve un sostegno, un supporto, alla famiglia, alla scuola, al bimbo, prima che accada qualcosa di più grave. Se il bambino se la prende soprattutto con i piccoli, la mamma pensa ai grandi: la maestra ha rimediato due pugni allo stomaco, è svenuta, sporto denuncia. Altri genitori dopo aver incassato testate e braccia rotte, sono andati dai carabinieri: si è scoperto che il compagno della donna, romeno, aveva tre procedimenti di custodia cautelare e pur latitante, era presente al consiglio di classe dove sono andati ad arrestarlo. Da allora la signora gira minacciando: «Io non ho più il marito, voi non avrete più i figli». «E noi bloccheremo la scuola, quella dice che va ad ammazzare i bambini». Intanto è saltata la festa di Carnevale, le aule sono deserte, qualcuno ha attivato Save the children.
Venerdì 13 Febbraio 2015, 05:54 - Ultimo aggiornamento: 14 Febbraio, 01:41

Roma, «mio figlio autistico chiuso in un'aula». La denuncia della mamma: «Negata anche la gita»

di Lorenzo De Cicco
«Mio figlio disabile vive a scuola isolato da tutti, costretto a stare in una classe separata dai compagni. E ora non potrà neanche partecipare alla gita scolastica che la sua classe farà in Vaticano». Questa è la denuncia della mamma di un bambino di 11 anni, Christian, affetto da una grave forma di autismo, che studia alla scuola elementare Sant'Anna di Valmontone, in provincia di Roma. La preside della scuola, Antonietta Fusillo, respinge le accuse: «La malattia del bambino è molto grave. Putroppo è molto irrequieto, in passato ha lanciato sedie contro i suoi compagni. Per questo, insieme alla neuropsichiatra della Asl, abbiamo deciso di spostarlo in un'aula dedicata a lui. In ogni caso speriamo di riuscire a portarlo in gita in Vaticano, ci stiamo organizzando».
IL RACCONTO
Due versioni discordanti. Una, quella della mamma di Christian, che mette duramente sotto accusa l'istituto. Dall'altra quella degli insegnanti e del Comune che respingono con forza l'idea della discriminazione e parlano di «una soluzione nell'interesse primario del bambino».
La mamma di Christian racconta che il figlio è costretto a studiare da solo in un'auletta separata da tutti. La chiama «stanza del silenzio degli innocenti», per rendere l'idea quasi di una reclusione. «Lo tengono lontano dai suoi compagni per tutto il giorno» ha detto la donna al portale dei disabili ”Redattore Sociale”. «Finché andava a scuola a Ostia era ben integrato: passava tutto il tempo in classe. Solo quando aveva una crisi l'insegnante lo portava fuori e, appena si calmava, rientrava in classe. Da quando ci siamo trasferiti a Valmontone, due anni fa, la scuola è diventata una tragedia. Dicono che disturberebbe e che è pericoloso». Per questo la psichiatra della Asl ha suggerito di farlo studiare in un'aula separata. «Ma mio figlio non è pericoloso - ribatte la madre - Il pomeriggio va ad atletica e nessuno si lamenta».
La denuncia della famiglia del bambino non si ferma qui: «A maggio, la classe di Christian andrà in visita al Vaticano, ma ci è già stato detto che lui dovrà restare a casa, perché farebbe troppa confusione. La psicologa, poi, vuole che Christian resti alle elementari altri due anni. In questo modo, passerebbe alle medie a 13 anni. A me non sembra giusto, non credo che gli farebbe bene restare così indietro. Voglio che vada avanti fino al liceo, insieme ai suoi compagni». La preside della scuola, Antonietta Fusillo, fornisce una versione diversa: «Quando è arrivato il bambino ha lanciato sedie contro i suoi compagni. C'era una situazione di pericolo. La stessa Asl ci ha suggerito di dedicargli una stanza a parte, che peraltro è proprio accanto a quella dei suoi compagni. E non è un bunker: c'è lo stereo, il lettore dvd, i colori».
«L'aula - spiega Giulio Pizzuti, delegato alla Scuola del Comune di Valmontone - è stata anche foderata di cuscini l'anno scorso, su suggerimento della Asl, perché altrimenti il bambino rischiava di compiere atti di autolesionismo». Del caso ora si occuperà la Commissione parlamentare per l'infanzia.
Domenica 22 Febbraio 2015, 06:18 - Ultimo aggiornamento: 12:49
La scuola esiste principalmente per dare una formazione culturale ed educativa agli Italiani e agli immigrati regolari. Ma anche ai figli dei nomadi, sia di nazionalità italiana che non.
Tutto questo ha un costo enorme e richiede un impegno umano enorme.
Come molte cose di questa nostra Italia, che sembra aver smarrito il buonsenso per scivolare sempre più in una follia sociale, la scuola va male. 
Qualche volta per incapacità professionale e/o umana di qualche suo componente: maestri, professori, presidi... Ma queste persone, che esistono in ogni categoria di lavoratori, possono essere arginate in parte dai meccanismi correttivi dell'organizzazione nel suo insieme... Quello che sfugge a chi emana regole e decreti dall'alto però è la realtà nella quale educatori e presidi si trovano ad operare.
Si può chiedere e pretendere l'impossibile?
Penso di no. Visto che i primi a non chiederlo a sé stessi sono proprio coloro che decidono Leggi, Regole e Normative.
Gli esempi riportati in questi due articoli sono all'ordine del giorno nelle nostre scuole e creano situazioni al limite. Perché se è vero che il bambino alterato da genitori anormali sfoga la sua aggressività in classe, è altrettanto vero che i genitori dei bambini aggrediti hanno il diritto di mandare i propri figli a scuola serenamente ad imparare qualcosa e senza rischio per la loro salute ed incolumità.
Come possono gli insegnanti trasmettere il sapere se debbono fronteggiare scene di violenza quotidiane?
Dove finisce il diritto di integrazione del bambino disturbato nel comportamento? Penso dove inizia il diritto di un altro bambino di stare sereno in classe, in modo da apprendere quello per cui va a scuola, e di non essere aggredito e ferito.
Come possono degli insegnanti, presidi, psicologi della ASL di competenza, fronteggiare questi problemi confliggenti dei diritti degli uni e degli altri?
Scaricare tutto sulle spalle dei Presidi a cui il governo Renzi ora ha tolto anche la figura del Vicepreside per me è pura follia sociale. 
Siamo passati nell'arco di poco più di 60 anni dalle ghettizzanti "classi differenziali", in cui veniva messo sia il bambino un poco più tardo nel rendimento scolastico sia il bambino che ne sapeva più delle maestre, all'immissione totale di bambini e adolescenti a cui la sorte ha inflitto gravi carenze psichiche e comportamentali al punto tale che non riescono neppure a giovarsi della sacrosanta integrazione.
Dalle stalle alle stelle, ma queste stelle debbono davvero essere utili per brillare, e non lo sono per certi casi in cui l'esserino disturbato non è proprio raggiungibile dal contorno e dunque non può averne miglioramento per sé, mentre il resto dei bambini ne ha un abbassamento di serenità e di apprendimento.
Gli insegnanti ed i presidi, anche i migliori e motivati, non sono ancora attrezzati per i miracoli, dunque chi stabilisce Leggi, Regole e Norme inizi col mettere i piedi per terra.

Vergogna senza fine

Da: TGCOM 24

L'avvocato di Francesco Schettino lascia la difesa: "Sono stanco"

Il comandante della Costa Concordia aveva dichiarato che era stato il legale a riferirgli di una proposta di partecipazione all'Isola dei Famosi


L'avvocato di Francesco Schettino lascia la difesa: "Sono stanco"

Dopo l'ultima puntata del programma tv Le Iene, Schettino ha dichiarato che fu Domenico Pepe a riferirgli a novembre di una proposta di partecipazione al reality "Isola dei Famosi" e di un possibile compenso da oltre 2 milioni di euro.

Il legale, però, ha spiegato che "nel novembre 2014 ci fu un solo contatto telefonico con un funzionario di Mediaset che mi chiamò per un programma televisivo a cui avrebbe dovuto partecipare Schettino. Ma poi la cosa da parte mia non ebbe alcun seguito".

Commenti

soresina21/02/2015 - 14:33
si è reso conto adesso chi stava difendendo? Meglio tardi che mai.
Pupi197021/02/2015 - 11:18
Questo personaggio lo dovrebbero mettere si in un isola ma da solo per il resto della sua vita e senza niente da mangiare !!! Vergogna !!!
74Davide21/02/2015 - 10:14
Personalmente metterei Schettino in piazza alla gogna ed alla mercè dei parenti delle vittime del disastro causato,in primis,da quel codardo che è il personaggio in questione !
fabrizio4921/02/2015 - 10:04
ci credo ad un mostro come schettino non bastano gli anni che gli hanno dato , ma bensi 40 anni con tutti i morti che ha sulla coscienza si dovrebbe vergognare, capisco il legale, si sara accorto di tutte le bugie che fino ad ora a raccontato.
Emigrato in Francia21/02/2015 - 09:50
Non avrebbe nemmeno dovuto accettarne la difesa...
Fornarina21/02/2015 - 08:55
Finalmente ha capito che l'uomo che ha difeso finora è INDIFENDIBILE!!!!
Da ogni punto di vista la si guardi.....
Come ci sarebbe andato in Honduras Schettino sotto processo? Perché pare che codesta squallida trasmissione si svolga lì!
Ritiro del passaporto? A quando? Aspettiamo che costui scappi in Sud America e continui a far parlare di sé su come fa soldi con il disastro che ha provocato?
C'è gente che non ha vergogna e non ha limiti. Fa di tutto ma continua a dare scandalo perché non ha il senso del limite. L'unica cosa che conta è il proprio ipertrofico IO da difendere a tutti i costi... e ci vogliono SOLDI!!! 

sabato 21 febbraio 2015

Gli scrittori russi

Da un po' di tempo nella mia zona si riesce a prendere, per brevi periodi di tempo, RAI 5. 
Paghiamo il "canone" per intero ma non prendiamo tutti i canali RAI per intero.
Misteriosamente e felicemente questo pomeriggio è apparsa RAI 5 e stavano trasmettendo uno di quei meravigliosi sceneggiati televisivi in bianco e nero, ispirati ad opere letterarie, che oggi non sanno fare più così bene.

Con una breve introduzione a colori del bravissimo Umberto Orsini come è oggi: invecchiato, ma sempre un gran signore con un'ottima dizione che nulla ha a che fare con la dizione farfugliata di certe "scuole" di recitazione attuali, ha illustrato lo sceneggiato "I Fratelli Karamazov" diretto da Sandro Bolchi e tratto, ovviamente, dall'omonimo libro di Fëdor Dostoevskij.
In quella edizione che alla RAI oggi non costa niente, in quanto basta semplicemente trarla dalle preziose Teche RAI, egli vi interpreta la parte di Ivan, l'intellettuale tormentato dei fratelli Karamazov. La sua interpretazione è spettacolare. Ma d'altronde egli è sempre stato un grandissimo attore, come ebbi modo di apprezzarlo in Teatro tanti anni fa all'Eliseo di Roma. 
Ma riflettevo sugli scrittori russi, di cui ho letto molto, ma solo quelli che mi hanno preso appassionandomi... E fra questi senz'altro Dostoevskij.

"I Fratelli Karamazov" l'ho letto da giovane e oggi, con una maggiore maturità e conoscenza della vita, ne colgo la potenza del messaggio universale, in quanto lo scrittore mette in bocca ai suoi personaggi delle realtà stupefacentemente attuali... 
Del grande scrittore ho letto, sempre in gioventù, "Delitto e castigo"; in età più matura "Il giocatore", fortemente autobiografico, e pochi anni fa "L'idiota", quest'ultimo mi è piaciuto moltissimo, forse più de "I Fratelli Karamazov".
Se da giovane potevo capire meno le psicologie dei personaggi di Dostoevskij per le loro intemperanze, errori ed eccessi trovandoli moralmente riprorevoli, oggi che capisco quanta verità della vita c'è in essi sono più indulgente e li trovo più veri..
Ho letto i racconti di Cecov, bellissimi, mentre di Tolstoi ho letto un solo romanzo "Anna Karenina"; ho provato più volte a leggere "Guerra e pace", ma non c'è niente da fare: non è proprio nelle mie corde. Di lui ho letto solo dei brevi racconti. Ho letto Gogol e il più recente nel tempo Bulgakov che mi piace molto. Un discorso a parte è Pasternak ed il suo unico libro "Il Dottor Zivago" che ho letto abbastanza recentemente: a parti bellissime alterna pezzi lunghi di vera noia...

L'Olanda non paga?!! Ma quale Europa?

L'Europa Unita era un sogno di pace possibile: difficile che i popoli si facciano la guerra se uniti in un progetto comune. Ma si è trasformata in una Unione Economica basata sulla Finanza e sugli egoismi.
I confini violati da chi arriva dall'Africa più per motivi economici che per ricerca di rifugio per stato di guerra, sono stati a lungo ignorati con molta ipocrisia... Ricordo quando gli immigrati clandestini sono stati fermati al confine fra Italia e Francia perché i lasciapassare, rilasciati dal Paese Europeo Italia, per la Francia non erano validi!!
Il confine Ucraino sono andati a difenderlo, diplomaticamente, i Capi di Stato Tedesco e Francese... Quando caso mai dovevano andarci il Presidente dell'UE e il Ministro degli Esteri Europeo Mogherini...
Già basta questo per percepire che questa Europa è claudicante se non proprio zoppa e, se non si rafforza e non cambia, è destinata a finire entro questo secolo.
Il bubbone Greco sta per scoppiare ed era sintomo più che annunciato. Gli egoismi e la mancanza di controlli hanno permesso alla Grecia, con una dracma che non valeva nulla, di far parte dell'Europa. La Germania ha pensato di poterla spremere all'infinito facendola indebitare sempre più. Ora l'usurato si ribella allo strozzino che potrebbe almeno abbassare i tassi di interesse ma non lo fa.
In questo quadro arrivano i barbari in Italia e devastano la Città Eterna. L'Olanda chiede scusa (lo richiede il minimo della decenza e dei rapporti diplomatici) ma dice rozzamente CHE NON PAGA I DANNI.

Se lo facesse uno Stato non Europeo sarebbe comunque una gravissima mancanza di rispetto fra Popoli e Paesi, che lo faccia uno Stato Europeo nei riguardi di un altro Stato Europeo E' VERGOGNOSO!!!!

Piacerebbe all'Olanda se venissimo a devastare un campo di tulipani?
Ci chiederebbero i danni?

E' come dire che sono entrato dentro casa tua, ho devastato tutto, sporcato indecentemente, danneggiato oggetti di grande valore e non voglio pagare nulla!! Devi pagarti i danni fatti da me da solo!

Bene: questa è delinquenza!!
DELINQUENZA e SFACCIATAGGINE.

Il Dott. Ignazio Marino Sindaco di Roma: incazzato nero!
Debbo dire che, sarà che ho avuto la fortuna di nascere e crescere nel cuore di Roma, ma questa vicenda la vivo come una INAUDITA VIOLENZA CHE MI TOCCA NEL PROFONDO perché i luoghi violati sono i luoghi della mia primissima infanzia, quei luoghi che ciascuno custodisce in sé come sacri.

Dopo le obbligatorie scuse l'Ambasciatore dell'Olanda, invece di rispondere in codesto modo al dignitosissimo Sindaco della Capitale d'Italia, doveva rivolgersi alla Presidenza della squadra di calcio olandese e concertare con essa come rimediare all'inciviltà olandese pagando i danni.


Spero che intervenga il Governo perché la Politica Estera sta facendo acqua da tutte le parti: con le scuole senza soldi e gli ospedali a minaccia di chiusura (praticamente la frontiera dei servizi ai cittadini italiani) siamo andati a dare 12 milioni di dollari per due screanzate quando USA e Giappone hanno perso gente di valore, reporter che lavoravano in zona di guerra, senza cedere; mandiamo la nostra Marina Militare a prendere la gente dei gommoni in acque libiche e quando arrivano qui assistiamo a buonismi umanitari nocivi per noi ed incentivanti per chi si imbarca sui gommoni. A tale scopo vorrei ricordare un episodio a cui ho assistito in diretta televisiva della trasmissione Agorà: il giornalista in collegamento da Lampedusa dichiarava di aver ceduto il suo cellulare ad un immigrato clandestino appena arrivato, il quale tutto felice ha potuto comunicare ai suoi genitori che era arrivato all'agognata meta e che era vivo! Il suo cellulare si era perso nel faticoso viaggio... Tutti felici in studio per tanto italico buonismo e A NESSUNO E' VENUTO IN MENTE CHE I GENITORI DI QUELL'IMMIGRATO CLANDESTINO TANTO POVERI E DISGRAZIATI NON POTEVANO ESSERE SE POSSEDEVANO UN TELEFONO!!
Pensano i buonisti a come stavano le famiglie italiane solo pochi decenni fa?
Se sei alla fame non hai i soldi per il telefono perché ti servono per tante cose più importanti prima della spesa per la comunicazione. 
Infine i nostri due Militari della Marina sequestrati senza rinvio a giudizio da tre anni dall'India!!!
Se siamo davvero UN GRANDE PAESE come mai ci defecano in testa tutti?

Altri barbari: questa volta contro l'Olanda

venerdì 20 febbraio 2015

Chi si deve vergognare?

Da: Il Tempo
20/02/2015 06:04

A VOLTE RITORNANO

Luigi Lusi: «Annullata l’espulsione Ora rientro nel Partito democratico»

L'ex tesoriere della Margherita è stato condannato a 8 anni per appropriazione indebita dei fondi del suo ex partito

CASO LUSI: DA MANI PULITE AL SENATORE DEL PD, TESORIERI NELLA BUFERA / SPECIALE
«In un qualsiasi partito a base democratica bisogna ascoltare i soggetti nei confronti dei quali si adottano delle sanzioni. Solo che si doveva dare in pasto alla pancia del Paese arrabbiata per tanti motivi un bandito e quindi é stata fatta un'operazione il più veloce possibile, con una fretta che qualcuno dovrebbe oggi spiegare. Che cosa si voleva nascondere?». Gronda soddisfazione e torna a farsi sibillino Luigi Lusi, ex tesorerie della Margherita, sulle spalle una condanna a otto anni per appropriazione indebita dei fondi del defunto partito. Il giudice civile ha annullato la sua espulsione dal Pd, arrivata a sei giorni dalla deflagrazione mediatica dell'inchiesta nei suoi confronti. E lui, adesso, chiede al partito di Renzi di trarre le dovute conseguenze.
Avvocato Lusi, cosa significa per lei questa sentenza?
«Intanto vediamo se il Pd la onorerà, sono stati condannati anche a pagare le spese legali ma non mi stupirebbe se facessero ricorso in appello. Poi vedremo il da farsi. Di sicuro è una vittoria morale, una soddisfazione postuma. Ma soddisfazione è, la conferma di un'ingiustizia. Si voleva tappare la bocca ad un esponente politico».
Perché volevano tapparle la bocca?
«Se un partito non vuole ascoltare la tua versione dei fatti, come è accaduto nel mio caso, significa che c'è qualcosa che vuole nascondere. Lo chieda a quelli del Pd il perché della fretta con cui sono stato cacciato. Vediamo se qualcuno ha il coraggio di dirle perché, con un esimio professore universitario che presiedeva la commissione, le regole non siano state rispettate. È stato fatto apposta, e la loro fretta va da loro giustificata».
Ci risiamo con le accuse, mai riscontrate dai magistrati, a Rutelli e agli ex dirigenti della Margherita...
«Lei sbaglia a definirle accuse, in sede penale io ho raccontato una verità storica. E anche lei dovrebbe conoscere la differenza tra verità storica e giudiziaria. Io ho raccontato come funzionava la vicenda politica di un partito in Italia. Davanti a quel racconto si sono tutti turati le orecchie».
E la condanna nei suoi confronti a otto anni?
«Quella non è affatto piacevole, e continuerò a difendermi dalle accuse. Nessuno ha detto che sono stato assolto dall'accusa di associazione a delinquere, che è poi quella che mi ha portato in carcere, 90 giorni in isolamento totale come al 41bis. E poi a me non è entrata in tasca una lira, mentre la Margherita di Rutelli continua ad opporsi a restituire i soldi allo Stato per tenerseli per sé. Dovrebbe essere lei a spiegare che cosa ci fa con i milioni rimasti in cassa a gennaio 2012 e non ancora resi».
Lei oggi cosa fa?
«Sono tornato a fare l'avvocato, difendo molti clienti in gratuito patrocinio. Faccio una vita molto più spartana di prima, questo è ovvio, ma ci ho guadagnato sul piano personale e famigliare. I domiciliari in convento sono stati un'esperienza fondamentale, la vera Grazia di Dio».
Prova disagio a farsi vedere in pubblico?
«Assolutamente no. Io ai magistrati ho raccontato tutto, non ho nascosto niente. La stragrande maggioranza di queste persone che mi hanno cacciato dal partito non stanno raccontando niente. Di che cosa dovrei vergognarmi io?».
E del governo, del Pd, targato Margherita cosa pensa?
«Sono tutte persone squisite, le conosco bene e le stimo. Ma con Rutelli non c'entrano nulla».
Martino Villosio
Non c'è da stupirsi se l'ex-tesoriere del partitino della Margherita dica: "Di che cosa dovrei vergognarmi io?".
Né c'è da stupirsi che tiri in ballo Dio.
Se vivi in quel modo, adoperando il denaro pubblico come se fosse tuo, e nel farlo non ti poni problemi etici finché ti va bene, vuol dire che ti adatti tutto secondo il tuo comodo: anche un possibile Dio.
Detto questo, leggendo attentamente l'ennesima sentenza che lascia perplessi, si scopre che si tratta del solito appiglio di forma: il PD non ha rispettato la procedura nell'espellere il suo componente. Ha avuto fretta, evidentemente troppo preoccupato dell'immagine .
Questo nulla toglie al fatto che il soggetto aspetta l'Appello per quanto riguarda la sua condanna per APPROPRIAZIONE INDEBITA ad 8 anni di carcere. Nel frattempo, e fino alla Cassazione (quindi hai voglia! C'è tempo...) egli può esercitare la sua professione di Avvocato!
Non è prevista la sospensione dall'Albo... Per il momento.. Aspettiamo dunque la Cassazione.

Come hanno ridotto la mia "fontanella"

Da: SKY TG 24

Roma, fontana della Barcaccia danneggiata da ultras olandesi

Scheggiata e riempita di spazzatura la scultura del Bernini in piazza di Spagna da supporter del Feyenoord, in città per l'Europa League. Il restauro concluso a settembre era costato 200mila euro. Marino: "Sono infuriato, non finisce qui".

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Dovremmo amarci di più noi Italiani e, per quanti difetti ci dobbiamo riconoscere, non siamo barbari che arrivano a devastare le altrui città. 
E che città! La bellezza di Roma a cui noi siamo abituati è incommensurabile: per archeologia, monumenti, architettura... Insieme a Venezia e Firenze costituisce una ricchezza da preservare, insieme a tutto il resto beninteso: borghi e cittadine, villaggi e bellezze naturali...
Oltre ai nostri incivili che di nascosto gettano la loro mondezza ovunque, ora arrivano questi barbari olandesi e sembra che sono discesi di nuovo gli Unni, i Goti e i Visigoti!!
L'Ambasciata dell'Olanda ha chiesto scusa per i suoi barbari cittadini: mi sembra il minimo!! Ma adesso che paghino i danni con le tasse degli olandesi! Perché noi avevamo appena speso euro 200.000 per restaurare la bellissima fontana del Bernini. Che paghino le società sportive olandesi per la ripulitura delle zone di Roma imbrattate della sporcizia dei loro "tifosi"!!
Spero che le nostre Autorità politiche sappiano essere ferme in questa richiesta di risarcimento.

Siamo sempre così occupati a criticare i nostri difetti e a prendere ad esempio gli altri Paesi che dimentichiamo i loro difetti e mali!!
Nell'estate del 1971 raggiunsi mio marito in Olanda. Lui stava lavorando all'ESTEC a Noordwijk, una cittadina olandese affacciata sul zee del nord. Allora in Italia era impensabile assistere ad una scena come quella a cui assistetti io quell'estate: in una fontana al centro della cittadina si gettarono alcuni giovinastri tirandosi acqua e oggetti e vi restarono a lungo, bagnando di spruzzi la piazzetta tutto intorno, sotto gli occhi vigili di un poliziotto di città, teso e pronto, ma che non intervenne. Mi stupii, perché da noi non avrebbero lasciato una simile libertà a dei cittadini di entrare nella vasca di una fontana di abbellimento guardandoli a distanza senza farli smettere con dissuasiva fermezza.
Poi la società si è involuta, a mio avviso, anche in Italia.
Ma loro a quanto pare sono andati molto avanti con l'involuzione.

Un altro ricordo, tenero, l'ho per la mia "fontanella", chiamavo così la Barcaccia del Bernini quando avevo circa 5 anni... Ero assolutamente inconsapevole del valore storico ed artistico di quella "fontanella" che mi piaceva tanto perché per bere dalla cannella dell'acqua, dopo i giochi accaldati su al Pincio, entravo dentro camminando sulla pietra e avendo l'acqua in entrambi i lati...