giovedì 12 marzo 2015

Episodio II - Elena e Gregorio-Furio "Il lampadario"

La “Maschera” Furio.


Carlo Verdone è un genio e nel suo attento studio dei caratteri umani ha saputo cogliere un aspetto che riguarda molti tipi umani e l’ha raffigurato caricaturalmente nella figura di “Furio”.

“Furio” può avere varie facce e svolgere professioni o mestieri diversi, ma sempre ha una connotazione ossessiva, paradossale che, in percentuale diversa, da un’impronta inconfondibile al suo agire: da lì nasce il personaggio di Verdone che suscita il riso e lo sconcerto perché il suo Autore ne fa, appunto, un’immagine caricaturale, quindi estrema.

Quello che fa ridere di più è il rapporto di Furio con la malcapitata che lo ha sposato, dipinta come una vittima che, nel caso estremo interpretato da Veronica Pivetti, si getta in mare suicida per sfuggire al suo inconsapevole aguzzino.

Oppure, come in un altro episodio, fugge con un bel tenebroso che la insidia lasciando persino i figli o, anche, in una delle prime scenette in cui Verdone abbozzava il personaggio, egli parla alla moglie che non gli risponde ormai più, annichilita dalla sua incapacità di percepire le esigenze dell’altro, e lui si risponde per lei, ottusamente inconsapevole dello stato di depressione in cui l’ha gettata e, in tale scenetta, Verdone interpreta anche il figlio di Furio il quale, uscito il padre, si rivolge con lo stesso metodo alla sempre più annichilita madre che, tristissima, continua a sferruzzare muta, e le dice con foga: “Io con quell’uomo non voglio parlare più, capito? Io quell’uomo non lo sopporto più!” Poi, senza aspettare risposta, esce dimostrando in sostanza di essere “Furio” anche lui.

Ora, come dicevo, ci sono tantissimi tipi umani che hanno in sé in percentuali diverse “Furio”: io conosco una moglie di un “Furio” il quale è posseduto da questa maschera fortunatamente in minima percentuale, ma è anche lui inconfutabilmente un “Furio” !

Vorrei prendere spunto dagli innumerevoli episodi che “La Moglie di Furio” che io conosco vive e racconta per scrivere delle gustose scenette comiche, a volte anche un po’ amarognole, per riderne insieme.

Li chiamerò “Episodi” e darò loro solo un numero progressivo.

La moglie del nostro  “Furio” si chiama Elena e lui Gregorio.

Episodio II

Pomeriggio di acquisti per Elena con Gregorio-Furio suo figlio e la fidanzata.
Elena è una che risparmia su tutto e cerca di mediare fra il suo buongusto ed il risparmio. Deve acquistare un lampadario per la cucina e i prezzi, ancora in Lire, viaggiano dalle Lit. 300.000 in su.  Finalmente, presso "Artigianato Fiorentino", trova una sala in cui sono esposti  dei lampadari in offerta, scontati. Miracolosamente vede un lampadario, adatto ad una cucina, che ha gli stessi disegni di fiori delle maioliche della sua cucina! Ha un che di antico, come la sua cucina in legno massello un poco scuro, e quindi è perfetto.
"Avete visto! - Dice rivolta agli altri tre. - Ha  i fiori quasi uguali a quelli delle mattonelle della cucina!" E' contenta di questa scoperta e anche del fatto che il lampadario costa solo intorno alle Lit. 100.000.
"E' vero mamma! Sembrano proprio uguali."
"Il  colore dei fiori, così arancio scuro... Sembra lo stesso dei fiori delle maioliche della tua cucina." Rincalza la fidanzata del figlio.
"A me non piace per niente!" Si girano a guardare Gregorio-Furio che come al solito fa il guastafeste. Il tono e l'espressione sono acide.
Elena si trova ad affrontare la solita situazione: lei è felice e lui getta acqua sul suo fuocherello di piccola gioia.
Questa volta però forse può avere un aiuto da suo figlio e dalla sua fidanzata che si sono girati stupiti a guardare  Gregorio-Furio anche loro, giacché, obiettivamente, quel lampadario è davvero miracolosamente uguale alle maioliche della cucina, inoltre si adatta perfettamente allo stile dei mobili della stessa. I due giovani restano in silenzio imbarazzati. Elena, che per sua fortuna non si suicida come di solito le mogli dei "Furio", né pensa che sia una soluzione fuggirsene con un bel tenebroso, affronta il "suo Furio" perché in fondo sa che non è cattivo: è solo insopportabile in questo aspetto della sua personalità.
"Ma perché non ti piace? Non vedi che i fiori sono uguali?"
"Non mi piace e basta! Se piace a te mica deve piacere pure a me!" 
"Siamo alle solite." Pensa la donna in cui l'allegria si è già smorzata.
"Ecco! A me piace questo!" Fa Gregorio-Furio indicando un altro lampadario di forma stilizzata, bianco, con su disegnata una figura geometrica che fa pensare ad una barca di colore arancione squillante.
"Ma Gregorio... - fa la poveretta - Ma non vedi che è stilizzato, geometrico.. Forse adatto ad una cucina moderna.. Ma la nostra è rustica e le maioliche, oltre ai fiori quasi uguali a quelli dell'altro lampadario, sono lavorate in rilievo, non lisce come nelle cucine più moderne.."
Sempre più incarognito e acido  Gregorio-Furio insiste: "A me piace questo, voglio comperare questo!"
Ne nasce una discussione, perché questa moglie di un Furio è per sua fortuna una che non si deprime e dunque non si arrende.
Nella discussione vengono coinvolti i due giovani i quali, conoscendolo, cercano debolmente di convincerlo che certo il lampadario scelto da Elena è più adatto, anche per i colori non sgargianti che invece ha l'altro, oltre che per lo stile perfettamente uguale all'insieme.
Ma Gregorio-Furio non sente ragioni. La discussione quasi degenera in lite con imbarazzo dei due giovani visto che sono in un luogo pubblico.
Ma Elena stavolta non cede: "E' assurdo! Ho trovato un lampadario scontato uguale ai disegni della mia cucina e dovrei prendere quel coso con una specie di barca arancione squillante che non ci azzecca un bel niente! Basta! Io compero questo! Non mi pare vero di averlo trovato e pure a buon prezzo!" Risoluta va dal commesso e compera il lampadario uguale alle sue maioliche. Mentre il figlio si scambia occhiate significative di sottecchi con la sua fidanzata e un sorriso che cerca di nascondere gli increspa le labbra.
Elena sa che suo figlio è con lei, perché la scelta assurda di suo padre è evidentissima, e riderebbe anche lei se non fosse che suo marito è, per la sconfitta della sua impuntata, un "Furio" furioso!!!

mercoledì 11 marzo 2015

Tutti gli autogol di Matteo Salvini

Da: TGCOM24

Berlusconi: "Finalmente la verità, ora sono pronto a tornare in campo"

Dopo l'assoluzione definitiva nel processo Ruby la soddisfazione del leader di Forza Italia e dei suoi fedelissimi è grande. "La sentenza ha sanato le fratture del partito: uniti vinceremo" ha dichiarato. Salvini: "Chiedere scusa a Berlusconi e a italiani"

Salvini: "Chiedere scusa a Berlusconi e a italiani" - "Come Lega presenteremo a Camera e Senato interrogazioni su quanto è costata questa tragicommedia, queste indagini sul nulla". Lo ha detto Matteo Salvini a Radio Padania sull'assoluzione di Berlusconi per il caso Ruby. "Qualcuno - ha aggiunto - dovrebbe a questo punto chiedere scusa non solo a Berlusconi ma a tutti i cittadini italiani".


Il pallone si sgonfia di autogol in autogol.
Prima Casa Pound in piazza con lui...
Poi caccia via Tosi, ambizioso ma ottimo sindaco di Verona e moderato...
Ora addirittura secondo lui bisognerebbe chiedere scusa a Berlusconi e agli Italiani per le spese dei processi subiti per prostituzione minorile...

Questo accomunamento degli Italiani con Berlusconi personalmente glielo rimando al mittente: il reato c'era e anche il ridicolo di un Presidente del Consiglio che dichiara di aver creduto che la giovane prostituta marocchina era la nipotina di Mubarak. Se dobbiamo prenderlo per vero ci troveremmo di fronte ad un Capo del Governo credulone fino alla deficienza mentale! 
Tutta questa storia mette in risalto, qualora ce ne fosse bisogno, che gli Italiani hanno più che ragione a non avere più alcuna fiducia nella magistratura e non per le ragioni che blatera Salvini, bensì per il contrario.
Un magistrato di sorveglianza sui minori, Annamaria Fiorillo, che viene ignorata da uno o più funzionari di Polizia ossequiosi verso il Capo del Governo che chiede di affidare la spacciata nipotina di Mubarak  ad una tipa come la Nicole Minetti, non contento di avercela fatta pagare profumatamente come Consigliere Regionale!!!

Roba da basso impero... Funzionari di Polizia che disattendono ad una prassi legale per accontentare l'uomo di potere!!

Salvini non vincerà un bel niente! La gente veramente perbene non lo voterà solo perché tuona contro l'invasione pacifica, ma sempre invasione, dall'Africa, e nemmeno perché pensa che quelli come lui ci difenderebbero dalla criminalità comune... dai ladri... visto che delle rimanenze di gente che ha usato denaro pubblico a fini personali le ha ancora dentro il suo partito. 

Mostri con sembianze umane

Da: Il Messaggero


Napoli, violenta il figlio di undici anni poi lo offre ai pedofili con annunci sul web

di Paolo Barbuto
Da più di un anno violentava abitualmente il figlioletto di undici anni. Poi ha deciso che quel piccino poteva diventare una fonte di reddito e ha deciso di metterlo "in vendita" sul web. Ma sulle sue tracce c'erano gli agenti del nucleo tutela minori della polizia municipale che lo hanno arrestato.

L'uomo è un padre di famiglia e proviene da un quartiere periferico della città (non vi daremo nessun particolare per tutelare la privacy del piccolo che ha subito le violenze): attualmente è recluso nel carcere di Poggioreale. Quando la moglie, che sostiene di non aver mai notato nulla di strano, ha scoperto la vicenda, è svenuta.

L'uomo, al momento dell'arresto, ha subito confessato. Il piccolo, invece, nel tentativo di proteggere il papà, non voleva raccontare nulla. S'è convinto solo dopo alcune ore a parlare della sua sofferenza e delle "cose strane" che gli faceva fare il papà.

L'indagine è stata condotta a buon fine grazie alla tenacia di un gruppo di vigili-eroi, al comando del capitano Sabina Pagnano che ha eseguito personalmente l'arresto. Una persona del nucleo, in particolare, ha intercettato il mostro sul web e gli è stata alle costole giorno e notte per oltre un mese. Fingendosi interessato all' "offerta" del padre pedofilo è riuscito a ottenere il numero di cellulare dell'uomo. Grazie a questo dettaglio si è risaliti all'identità del mostro ed è scattato il blitz per l'arresto.
Mercoledì 11 Marzo 2015, 10:16 - Ultimo aggiornamento: 10:37
Sono orrori che si preferirebbe ignorare, invece bisogna affrontarli visto che tante persone, per la loro professione, sono costrette loro malgrado a doverli affrontare.
Primi fra tutti i rappresentanti delle forze dell'ordine preposti alla tutela dei minori e al perseguimento dei reati odiosi della pedofilia.
Lode a questo nucleo di Polizia Locale di Napoli che ha liberato questa povera creatura dall'incubo. Certo non potranno liberarlo dalle ferite indelebili della psiche. Psicologi potranno aiutarlo a sopravvivere ritrovando un qualche equilibrio, ma nulla potrà restituire a questo bambino quello che gli è stato tolto.
Egli, come tanti minori, era indifeso perché il mostro è nella sua famiglia. Ben lo sanno anche gli operatori del mondo della Scuola che, volenti o nolenti, si trovano a volte a dover affrontare situazioni ambigue, in cui il mostro c'è ma tende a mascherarsi, a coprirsi attaccando proprio la Scuola. E' una fatica psicologica anche per gli operatori della Scuola provvedere alla difesa dell'Istituzione e nel contempo dover affrontare una realtà fatta di incredibile fango.
Eppure tutto questo esiste ed è sempre esistito.
Ed è lì, e non solo, che cade il messaggio cristiano del "siamo tutti uguali": no, non lo siamo affatto, e i mostri stanno in mezzo a noi con sembianze umane. 

Napoli ottimo esempio!

De Magistris con i membri del Comitato: complimenti a tutti!!!
Finalmente a Napoli affidamento trentennale al gestore pubblico e con una gestione partecipata dai comitati...!!! Un grande risultato ed esempio per tutte le amministrazioni che hanno a cuore l'interesse della comunità!
festeggiamo con il comitato di Napoli!
Elisabetta

campagna di obbedienza civile

COMUNICATO

Napule è...l'ABC dell'Acqua Pubblica


Esprimiamo piena soddisfazione per il grande risultato ottenuto oggi in Consiglio Comunale a Napoli, che vedeva all'Ordine del Giorno:
 L' AFFIDAMENTO DELLA GESTIONE DEL SERVIZIO IDRICO ALL'AZIENDA SPECIALE ABC (Acqua Bene Comune) NAPOLI, la cosiddetta:
MESSA IN SICUREZZA.

E’ stata anche deliberata la modifica statutaria dell’ AS ABC Napoli.
Con tale atto è stata istituzionalizzata la partecipazione democratica nel Consiglio d’ Amministrazione; si escludono le partecipazioni a SpA, mentre invece si apre ai Consorzi di Comuni per l’Acqua Pubblica; si devolve l’1% degli utili per interventi in Paesi in via di Sviluppo.

Tutto ciò è frutto del continuo ed enorme impegno del Comitato Acqua Pubblica Napoli, del Coordinamento Campano per la Gestione Pubblica dell'Acqua, del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua, dei Comitati Territoriali tutti, ad essi il ringraziamento per l'impegno profuso e la sollecitazione a continuare insieme a noi  il percorso congiunto, perchè oggi si raggiunge un traguardo, ma si inizia un nuovo grande lavoro per impedire che l'acqua della Città Metropolitana di Napoli, che l'Acqua della Campania, che l'Acqua di tutti vada a finire nelle mani di privati e di approfittatori.

Siamo consci del fatto che l'AS ABC Napoli è come un granello di sabbia che blocca il grande ingranaggio delle privatizzazioni, volute da chi sull'acqua vuole fare profitto, ma noi non desisteremo mai dal nostro intento, perchè:

RIPUBBLICIZZARE SI PUO', RIPUBBLICIZZARE SI DEVE
 E IL COMUNE DI NAPOLI L’HA FATTO.


Infine un particolare GRAZIE a chi ha fatto il grande atto di coraggio che ha permesso la bella vittoria di questa mattina: il Sindaco, la Giunta, il Consiglio – Essi hanno deciso unanimemente per la messa sicurezza dell' AS ABC Napoli, che non riguarda solo Napoli, ma tutti.

Presenti Alex Zanotelli, il Presidente dell'AS ABC Napoli Maurizio Montalto, i Comitati Cittadini, i Lavoratori, le Associazioni, i Cittadini.

Possiamo proprio affermare, per dirla anche qui coi titoli di canzoni partenopee:

" E' NU JUORNO BUONO!"

NAPOLI, 9 marzo 2015

                                                                                           Comitato Acqua Pubblica Napoli
                                                                              Coordinamento Campano per la Gestione Pubblica dell'Acqua
                                                                                 Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua

De Magistris in primo piano durante la storica riunione

lunedì 9 marzo 2015

Guida troppa gentaglia

Questa è una strada della periferia romana, una strada adiacente ai parcheggi della Metropolitana Linea A, capolinea Anagnina. Vi si accede per una strada che è già un Parcheggio a strisce blu (quindi a pagamento) e, dopo averlo percorso, si esce con un'ampia curva su Via V. Giudice  e si percorre un senso unico a 2 corsie, ben delimitate dalla striscia bianca di mezzeria e segnate da frecce direzionali che indicano di accostare a sinistra a chi vuole continuare a cercare parcheggio, svoltando dove appare in figura una freccetta azzurrina, immettendosi nell'altro braccio di Via V. Giudice, che è anch'esso a senso unico e che conduce anche al parcheggio coperto, oppure di tenersi a destra andando dritto verso la rotatoria uscendo definitivamente dall'immensa zona Parcheggio.
Detto questo illustro l'agire di uno dei tanti sconsiderati che continuamente ed ovunque agiscono come se fossero pazzi, o forse lo sono, e come se il Codice della Strada fosse opzionale.
  
Ecco Via V. Giudice vista da un'angolazione diversa per illustrare di cosa è capace certa gentaglia che, però, è lasciata libera di guidare. E' accaduto oggi intorno alle h. 10:00: il quadratino bianco rappresenta la mia auto, una Punto Fiat, la quale dall'ampia curva imbocca il senso unico accostando a sinistra per incolonnarsi per poi girare a sinistra più avanti. Da dietro e ad una velocità pazzesca, da non tenersi in città e tantomeno all'uscita da una zona di Parcheggi, l'auto nera passa fra il margine sinistro e il muso della mia auto superandomi per poi gettarsi nella mezzeria di destra tagliando in diagonale le due corsie e andare dritta verso la rotatoria.
Per non prenderla, nonostante la mia età, hanno funzionato i miei buoni riflessi e ho inchiodato, anche se la giovane disgraziata che la guidava si è infilata in uno spazio esiguo. Ma la cosa è stata così repentina che mi si è spento il motore, mentre fissavo esterrefatta la delinquente che si allontanava nella sua guida "slalom". Ebbene, mentre urlavo una parolaccia che purtroppo la disgraziata non ha potuto udire, e tentavo di rimettere in moto, in quei pochi istanti, altre due auto passavano ad alta velocità nell'esiguo spazio per poi tagliare a destra e andare diritto in rotatoria! 
Dunque non di una isolata pazza si è trattato, ma di gentaglia che tratta la strada come un Far West. Inutile chiedersi la ragione insensata di infilarsi fra il marciapiede e un'auto che visibilmente sta accostando a sinistra quando gli insensati dovevano andare diritto con tanto di frecce a terra che indicano l'incolonnamento direzionale!

Questo non è stato l'unico episodio di Far West stradale della mia mattinata. Ogni giorno ce ne sono in continuazione! Segno che c'è tanta  gentaglia in giro a cui è consentito di fare qualsiasi infrazione tanto i Vigili, i Carabineri, la G.d.F., anche se passando vedono non fanno nulla. I Vigili multano solo i divieti di sosta, i Carabinieri transitano per altri servizi e dunque non rilevano le infrazioni, neppure quando la gentaglia parla al cellulare... L'automobilista corretto è in balìa della gentaglia e deve inchiodare o fare l'incidente.
Fuori Roma non è certo diverso. 
Questa è una rotatoria, cosiddetta all'europea, ogni immissione è regolata dal segnale di dare precedenza: chi entra per primo in rotatoria ha la precedenza sulle altre eventuali immissioni finché non ne esce.
Nel comune di Grottaferrata, appena fuori Roma, c'è una rotatoria come quella in figura schematica: incrocia la Via Anagnina-Tuscolana con Via 24 Maggio. Essa appare come la foto sottostante:
Non una grande rotatoria, ma pur sempre una rotatoria che obbedisce alle regole imposte dal Codice della Strada.
Ebbene: è ogni giorno Far West!
La gentaglia ignora i famosi triangoli rovesciati e taglia la strada a chi già è impegnato in rotatoria!
La cosa è sistematica, tanto che ho pensato che forse sono in molti ad essere confusi sulle rotatorie, come quel tornitore del posto dove lavoravo che mi disse sorpreso che nelle rotatorie si doveva dare la precedenza a destra e non, come sostenevo io, che la precedenza l'ha chi già si è immesso in essa e che ci si immette solo quando non passa nessuno.
Mi accorgo però, che oltre ai "tarpani confusi", (cosa comunque inammissibile! Li si rimandi a fare l'esame con ripasso del Codice della Strada!), c'è tanta gentaglia, tanta tanta gentaglia, e te ne accorgi dal fatto che se gli suoni a distesa, come faccio io quando mi tagliano la strada immettendosi davanti al muso della mia auto, o si fermano o scattano in avanti senza voltarsi e facendo finta di niente.
Oggi ad un'altra rotatoria, questa grande e molto trafficata, sempre in Grottaferrata, conosciuta come Squarciarelli, ero in rotonda e stavo quasi per uscirne quando un furgone bianco si è immesso ignorandomi, tagliando indifferente la fila di triangolini orizzontali e, accostandosi alla mia destra, superandomi a destra ignorando il suono a distesa del mio clacson, infine per dispetto inchiodandomi davanti, dopo che per evitare l'urto sono stata io costretta a fermarmi grazie al suo abuso! Questa è delinquenza e l'unica difesa è proseguire consentendo l'urto, perdere il proprio tempo per un pagamento dei danni a loro carico, visto lo strazio che fanno delle regole del Codice, e infine sperare che abbiano l'Assicurazione!!
Lo Stato non fa nulla e ci lascia in balìa di questa gentaglia!
  

sabato 7 marzo 2015

Roberta Ragusa: giustizia beffata


Da: Il Corriere della Sera - Corriere Fiorentino

Caso Roberta Ragusa

Il giudice: niente processo per Logli
Il pm: «Le indagini continuano»

Prosciolto l’uomo accusato dell’omicidio volontario della moglie e di distruzione del suo cadavere. La donna era scomparsa dalla sua casa di Gello di San Giuliano Terme

PISA - È arrivata pochi istanti prima delle 16.20 la decisione del Gup Giuseppe Laghezza del tribunale di Pisa sul caso Roberta Ragusa, scomparsa dalla sua casa di San Giuliano Terme nella notte fra il 13 e il 14 gennaio 2012: il giudice ha deciso per il non luogo a procedere «per non aver commesso il fatto» nei confronti di Antonio Logli, il marito della donna. L’uomo, che era arrivato al mattino in aula, ha abbandonato il tribunale di Pisa scortato dai suoi avvocati uscendo dall’ingresso principale e affrontando senza dire una parola decine di telecamere e giornalisti, poi a piedi ha raggiunto l’auto con la quale era arrivato e che era stata parcheggiata sul retro del palazzo di giustizia. Per tutta la passeggiata, durata alcuni minuti, Logli ha continuato a camminare a testa alta fissando le telecamere ma senza pronunciare alcuna parola anche se incalzato dai giornalisti. Solo il suo difensore, Roberto Cavani, si è limitato a dire: «No grazie, nessun commento».

di Cinzia Colosimo

Volutamente non pubblico la foto del marito di Roberta Ragusa con un sorriso freddo, beffardo e trionfante perché mi ripugna pubblicare la sua immagine su questo blog.
Questa notizia mi ha colpita molto sgradevolmente come l'ennesima dimostrazione che giustizia non c'è.
Come gli stessi colleghi magistrati del GUP, Giudice Unico delle Indagini Preliminari, nei diversi ruoli, hanno detto, non si comprende la sua scelta e si comprenderà quando la sentenza verrà depositata e si potrà leggere.
Nel frattempo si possono fare delle ipotesi.
Di sicuro Roberta Ragusa è morta. Non si sparisce dalla vita dei propri figli, una bambina e un adolescente di 15 anni, senza un segno di addio o successivo.
Non si esce di casa di notte con il solo pigiama in una gelida notte di gennaio. Senza documenti, senza soldi, senza niente.
Questo almeno chi doveva indagare l'ha accertato senza ombra di dubbio. 
La trasmissione "Chi l'ha visto?" si occupa in modo rigoroso e non spettacolare di casi di scomparsa da più di 20 anni e da più di 20 anni la seguo: ho visto tantissimi casi simili a questo e, purtroppo, non di scomparse si trattava ma di omicidi.
Mi vengono in mente 2 casi in cui il corpo non si è mai trovato, in un caso non sono riusciti a rinviare a giudizio il marito della vittima e in un altro sì, in cui in realtà l'uomo e padre di due bambini, che sono rimasti senza la mamma, era convivente e non l'aveva sposata.
In questo secondo caso l'uomo è andato a processo ed è stato condannato, anche se della donna, presumibilmente bruciata nel forno della pizzeria che l'uomo gestiva e in cui anche lei lavorava, non si è più trovata alcuna traccia. 
Nell'altro caso parallelo, sempre scomparse nella notte e sempre lasciando figli bisognosi delle cure materne, l'inchiesta ha prosciolto il marito, anche se i fatti erano che l'uomo era arrivato al lavoro nell'alto forno prima dell'ora solita, come testimoniato dai colleghi stupiti di averlo trovato già al lavoro e con l'alto forno acceso da un pezzo. Chi indagava è andato ad esaminare i residui dell'alto forno dopo un mese e nell'auto dell'uomo, anch'essa esaminata non immediatamente, non hanno trovato tracce della povera donna.
Da quanto sopra esposto e da altri casi (purtroppo troppo frequenti), si evince che molto dipende dai singoli uomini che esaminano i fatti e che conducono le indagini.
La fortuna degli assassini dipende da questo e nient'altro.

Il fatto che il corpo di Roberta non si sia trovato, (ormai di lei deve essere rimasto molto poco), non vuol dire che "il fatto non sussiste" in quanto, come dimostrano almeno tre casi, i corpi si scoprono per caso, sfuggendo anche a ricerche condotte a tappeto.

Il caso di Yara Gambirasio è emblematico: migliaia di persone e di mezzi dispiegati e poi l'ha trovata per caso un uomo che faceva volare un aereomodello, il quale è andato a cadere proprio accanto ai poveri resti della bambina.

Il caso della moglie presumibilmente strangolata, e gettata in mezzo alle erbacce folte di un sentiero defilato, è stato risolto casualmente, giacché hanno sfoltito quei cespugli, che nascondevano i suoi poveri resti, per fare una gara campestre.

Il caso recentissimo della povera madre di 4 bambini ha dimostrato di nuovo come le ricerche non abbiano portato a nulla e il ritrovamento del suo corpo, ormai ridotto a scheletro, è avvenuto anche qui casualmente, per dei lavori comunali di ripulitura.

In conclusione, inquieta e demoralizza una giustizia che si arrende solo perché il corpo non si trova, quando un insieme di fatti, ragionevoli e inspiegabili altrimenti, conducono ad un'unica verità.

Nel caso specifico tocca e turba l'etica delle persone oneste il sapere che i due figli di Roberta Ragusa non si sono costituiti parte civile contro il padre, anche se il maggiore è da poco diventato maggiorenne.
Turba perché non si può non pensare che queste due creature sono sole e che l'unico appoggio e sostegno economico che hanno è quel padre contro il quale la Legge chiede che si costituiscano parte civile... Con quali mezzi avrebbero potuto farlo? E come avrebbero potuto continuare a vivere con il loro padre nell'unica casa dove possono abitare?

E' chiaro che lo Stato non ha difeso in alcun modo Roberta Ragusa, ma soprattutto i suoi figli.
Il GUP, forse nel timore di future azioni legali sulla sua responsabilità civile, ha preferito lavarsene le mani.


Datele giustizia

venerdì 6 marzo 2015

La Scuola di Renzi in slide


Le promesse e le attese per la Scuola Pubblica Italiana, dopo gli annunci di Matteo Renzi, si stanno riducendo in slide!


Eh! Ma poi? In cosa si traduce la frase "Soldi certi in tempi certi"?


Questo lo avete scritto così in piccolo che serve la lente di ingrandimento per poterlo leggere!
Leggo: un piano straordinario di assunzione di docenti!
QUANDO??!! QUANDO MATTEO?! E CON QUALI MODALITA' MATTEO, visto che un giorno si dice una cosa e il giorno dopo un'altra? 

Da: Il Fatto Quotidiano

Riforma scuola, sulle assunzioni ora Renzi fa Ponzio Pilato

di  | 4 marzo 2015
Ieri sera Ponzio Pilato ha dato i 150 mila precari della scuola in pasto al Parlamento. Come il prefetto della Giudea, il premier Matteo Renzi, non ha condannato, non ha avuto il coraggio di prendere una decisione ma si è lavato le mani: “Noi facciamo una scommessa, passiamo la palla al Parlamento”ha detto nella conferenza stampa a seguito del consiglio dei ministri nel quale ha deciso di non fare alcun decreto sull’assunzione dei docenti delle graduatorie ad esaurimento ma un disegno di legge che verrà approvato martedì prossimo.
Una mossa degna di un democristiano con il pedigree.
L’ex sindaco di Firenze dopo essersi fatto una campagna elettorale giocata sulla pelle di chi da anni ha un posto a tempo determinato, ieri ha giocato ancora una volta la carta del “furbetto”. Si è lavato le mani e ha scaricato su Camera e Senato ogni responsabilità ben consapevole che una riforma di questo genere rischia di affossarsi tra beghe di partito (a partire dal suo), scontri tra opposizione e maggioranza, tra cattolici e laici e movimenti d’ostruzionismo.
Le parole di Ponzio Matteo sono esplicative del premier pensiero: “Non c’è alcun rischio che slittino le procedure di assunzione del personale. Noi martedì prossimo presenteremo il disegno di legge, lo lasceremo all’attenzione 
del Parlamento che dovrà decidere se e come procedere in tempi sufficienti ad un confronto serrato e sereno ma dove l’ostruzionismo non blocchi le assunzioni in ruolo”.
Il premier sa meglio di altri, e lo svelano le parole pronunciate, che i tempi sufficienti potrebbero diventare mesi. Siamo a marzo e affinché si possa procedere a delle assunzioni, gli uffici scolastici regionali hanno bisogno di tempi certi.
Bastava vedere, d’altro canto, la mimica facciale del ministro della Pubblica Istruzione Stefania Giannini per intuire lo scetticismo nei confronti del premier. Eppure lui è pronto a scommettere, ancora una volta sulla pelle degli altri.
Ponzio Matteo ieri sera con la consueta ars oratoria ha persino esercitato il ruolo della vittima nel film messo in scena per continuare ad illudere i precari: “E’ abbastanza sorprendente: quando facciamo da soli siamo dittatorelli, se coinvolgiamo il Parlamento siamo in ritardo”. Renzi sa bene che la questione andava scissa: per l’assunzione dei precari serviva ed è urgente un decreto, come richiesto a gran voce anche dalle organizzazioni sindacali; per il resto è possibile il disegno di legge. L’affabulatore fiorentino ci ha persino raccontato che la decisione di rinviare al 10 è dettata dal fatto di lasciare ai ministri la possibilità di leggere la bozza di proposta di legge come se un ministro della Repubblica fosse uno preso al bar “Sport” che non conosce la materia e che si trova improvvisamente a doverla studiare.
Ma stavolta saremo noi a twittare #renzistaisereno se a settembre non si vedrà un solo assunto.
Bellissimo pezzo Alex Corlazzoli!!
Bellissimo!
"Siamo a marzo e affinché si possa procedere a delle assunzioni, gli uffici scolastici regionali hanno bisogno di tempi certi."
Informo Alex che siamo già fuori tempo massimo. Ho assunto informazioni dirette da chi la Scuola la Dirige, la soffre e la vive: le assunzioni per l'anno scolastico prossimo nel Lazio sono già partite! Debbono partire ora perché lo prevede la programmazione burocratica farraginosa e complicata vigente!! Sono infiniti e stringenti gli adempimenti che gli Uffici Scolastici Regionali e i Presidi debbono compiere perché l'anno scolastico che inizierà a settembre possa partire.
A Matteo Renzi, a cui ho dato fiducia, dico non giochi con la vita della gente: si scateneranno ricorsi a non finire intasando i TAR. La gente non può aspettare in eterno per poter vivere! La vita passa! Per molti, anzi, è già passata! Dia dignità a chi ha superato un Pubblico Concorso senza poter avere avuto mai l'ingresso in una scuola per svolgere il proprio lavoro.
Potrebbe lui, Matteo, far vivere la propria famiglia lavorando 15 giorni, poi niente, poi chissà? Rifletta, qui si gioca una grande partita e la pentola bolle e, compressa com'è, scoppierà.

Vizi privati resi pubblici

Da: Il Tempo

06/03/2015 06:05

Ecco le telefonate hard rubate dal cellulare di Berlusconi 

Rese pubbliche tantissime conversazioni private con l’imprenditore barese Tarantini risalenti al 2008-2009. Con Belen: «Ti sei lasciata col fidanzato?ª Qui hai un estimatore»

Ecco le intercettazioni depositate al Tribunale a Bari sul presunto giro di escort che ha coinvolto Giampaolo Tarantini, intercettato, tra gli altri, con Silvio Berlusconi.

LA PATONZA DEVE GIRARE
Tarantini a Berlusconi: «Bene, una bellissima serata, anzi ieri è stata veramente carina, perché eravamo pochi, tranquilli, poi eravamo stanchi, pure». B: «Sì, forse...così tante, sono troppe». B: «Al massimo averne 2
a testa, però adesso voglio che tu abbia anche tu.. quelle tue, perché se no, mi sento sempre in debito, io, no?». T: «No». B: «Scusa, portatele per te, e poi io mi..porto le mie..». T: «Va bene». B: «Poi ce le prestiamo, insomma..la patonza deve girare».
NOTTATA DI FUEGO
Tarantini e Barbara al telefono.
B: «Una nottata di fuego è stata». T: «Siete state là?». B: «Sì...mi ha chiamata e sono andata ieri sera». T: «Chi c’era?». B: «Io, lui, e una mia amica..(ride) una cosa intima..». T: «Fino a che ora?». B: «Fino a stamattina..mannaggia a lui...ah..terminator».

PUÒ DORMIRE QUI
T: «Perché c’è la Barbara, la Anna.., che le ho fatto il biglietto, è arrivata ora.., e poi una mia amica». B: «Può venire qui, eh.., Anna.., a dormire..». T: «Prego?». B: «Non c’è bisogno che vada in albergo..». T: «Chi?». B: «Gli diamo una camera qui». T: «Ad Anna?». B: «Ad Anna».

LA SERATA A PECHINO
Tarantini: «Va bene? tanto io poi..ah Enrico, tu a Pechino c’hai qualcuno che conosci?». Enrico: «Ma per che cosa?». T: «Perché io vado la settimana prossima, 4 giorni, con lui.., là.., che lui c’ha il G7.., il G14.., il G21..non so che cazzo tiene..e mi vuole portare insieme..solo, volevo qualcuno introdotto, per organizzare una serata...una cena..perché lui ha detto che si rompe i coglioni a fare le cose quelle formali, ufficiali». E: «Fammi vedere un poco, ti faccio sapere».

TRENTA RAGAZZE LA VOGLIONO
Berlusconi:«Senti una cosa..vedi che...con chi pensi che potresti.., potresti chiamare?». Tarantini: «Presidente, mi chiamano.., ormai mi chiamano 30..40 donne, vogliono venire tutte..vogliono..dunque, c’è la Letizia..si ricorda quella ragazza bruna che venne con Licia? che sembrava un po’ antipatica..che poi io conosco bene, c’ho parlato da solo, ..e lei ha un sacco di amiche pure, che io conosco..simpatiche..carine». B: «Sì».

È BELLISSIMA, HA FATTO STRANAMORE
Tarantini: «Presidente, Carolina, in confronto, è brutta..mi creda..nonostante Carolina sia bellissima..quando lei conoscerà...ha fatto Stranamore, poi ha fatto Donna sotto le stelle...un sacco di cose..ma è veramente bella..simpaticissima..alla mano». B: «Va bene, grazie..allora ti chiamo tra un’ora e mezza..due».

INTIMITÀ
Tarantini: «Ti sei fatta la depilazione definitiva, poi?» Carolina: «Ah cavolo, tra l’altro volevo..non è che mi puoi dare una mano, che sono nei guai..ma nei guai..nei guai..(ride)».

LE NOTTI INSONNI
Berlusconi: «Sono 20 giorni che non dormo mai una sera consecutiva nello stesso letto». Manuela: «Madonna».

INVITI «ILLUSTRI»
Berlusconi: «Porterei una, due, tre ragazze da parte mia». Dopo aver informato il suo interlocutore dell’esito del Consiglio dei ministri, chiede come sarà la serata e tarantini non delude: «Stasera siamo in 6, compreso me.., sono io, e 5 ragazze...benissimo..io non allargherei molto questo», prosegue il leader di Forza Italia. Che aggiunge «Porterei una, 2, 3 ragazze, da parte mia...e poi facciamo venire invece i cantanti, che sono tutti bravi...e le due cantanti cubane, la Gemma...un’altra cantante, non lo so.. che cosa dici se chiamiamo anche Rossella, che c’ha una ragazza che canta in Vaticano, molto brava è anche molto simpatica, e magari invitiamo anche Fabrizio Del Noce, il direttore della Fiction della rete Uno della Rai?... così le ragazze sentono che c’è lì qualcuno che ha il potere di farle lavorare...».

«HO DUE BAMBINE»
Tarantini: «Presidente, mi scusi se l’ho richiamata..no, solo per dirle che mi ha chiamato Francesca, e chiedeva se poteva portare 2 amiche molto carine, amiche sue». Berlusconi: «Molto?». T: Carine, mi ha detto». B: «Molto belle?». T: «Molto belle..sta in palestra con queste due, dice che poi usciva e veniva». B: «Io penso di sì..noi siamo messi così, come uomini». T: «Sì». B: «Tu, io..». T: «Sì». Berlusconi: «Poi, Carlo Rossella, Presidente di Medusa». T: «Sì». B: «Ehh Fabrizio Del Noce, direttore di Rai Uno, e un responsabile di tutta la fiction Rai». T: «Benissimo». B: «Le ragazze hanno l’idea di essere di fronte a uomini che possono decidere...del loro destino, quindi... ecco, l’unico ragazzo sei tu, gli altri sono dei vecchietti». B: «Anch’io non avevo voglia..io c’ho due bambine piccole, che è tanto che non vedo..per cui, una fa..la, la..la giornalista in Rai... in Mediaset..allo sport, è una napoletana molto simpatica, molto dolce..e un’altra bambina di 21 anni, brasiliana, che un po’ mi ha..che mi ha pianto al telefono, dicendomi che l’avevo dimenticata, e allora la faccio venire..ma insomma, senza..senza peso».

«MAI CON LE MINORENNI»
L’ex premier: «Io con le minorenni? Roba da matti». Berlusconi: «Queste due bufale... messe in giro veramente è una cosa pazzesca...vedo su tutte le agenzie internazionali sono accusato di frequentare delle ragazze minori, roba da matti». B: «Non c’è una velina nelle mie liste...i prototipi a cui (incomprensibile) si chiamano Carfagna, si chiamano Gelmini..si chiamano Prestigiacomo.. si chiamano Bergamini...si chiamano coso...tutte le mie parlamentari sono le migliori della Camera..98.8% di presenza al voto».

BUSH E IL PAPA
Berlusconi: «Bush mi ha detto che ha ricevuto solo il Papa come me». Tarantini gli riferisce allora il commento di un politico pugliese: «Se ci fosse stato Prodi a quest’ora eravamo tutti nella merda». La risposta di Berlusconi è un «eh» seguito da una parola incomprensibile. «Comunque – spiega Berlusconi – noi abbiamo individuato le cose giuste..abbiamo portato..noi abbiamo fatto così, subito..adesso abbiamo portato tutti i Paesi europei a fare la stessa cosa..e infine, stamattina, oggi, Bush, su, appunto, nostra indicazione, una settimana fa, con Tremonti che è stato là»..nazionalizzano 9 banche, e così garantiscono la banca, e nessuna banca può fallire..e quindi il sistema diciamo delle banche continua a fare il suo mestiere.. l’economia, gli investimenti..e lasciamo che la febbre finanziaria resti nel luogo della follia che sono le Borse».

GEORGE CLOONEY
Una ragazza, Vanessa, scrive un sms a Tarantini: «No grazie, sono fidanzata da quest’inverno. Finite le stronzate». Tarantini insiste: «Lo so amore, ma è importante, un’occasione che ti capita poche volte nella vita». La ragazza chiede: «Chi?». Tarantini: «B». E continua: «Vivrai un film...viene anche George Clooney... se lo sa mia moglie mi ammazza».

REGALI ALLE RAGAZZE
Dopo una serata a Palazzo Grazioli, Tarantini e Vanessa si sentono al telefono. Vanessa: «Le ragazze sono andate via alle sei, hanno fatto un bordello, spero che non abbiano preso nulla, perché ho avuto un dubbio...comunque, tutto a posto, io ho fatto colazione con lui e adesso sono nel taxi...è molto carino, guarda, comunque, veramente, dolcissimo, molto carino». Tarantini: «Ti ha fatto un regalo?». V: «Sì...stamattina, andando via, ha detto "metti questo in borsa" e io ho detto "no, guarda, non ti preoccupare, non ti sentire obbligato a...", ha detto «no, mi fa piacere", però non ho chiesto, assolutamente».

CANTANTI CUBANE
Berlusconi: «Ho il colpo della strega, ma non prevarrà». Tarantini: «Le mando un angioletto, così glielo faccio passare». B: «Io non allargherei molto...porterei una, due, tre ragazze... poi facciamo venire i cantanti e le due cantanti cubane, la Gemma...che cosa dici se chiamiamo anche Rossella, che c’ha una ragazza che canta in Vaticano?... e magari invitiamo anche Fabrizio Del Noce, il direttore della Fiction della rete Uno della Rai? Così le ragazze sentono che c’è lì qualcuno che ha il potere di farle lavorare».

«GLI PIACCIONO ABITI CORTI»
Tarantini a Berlusconi: «Domani le presento una mia amica, che quando la vedrà, dirà, non è possibile...21 anni, bellissima, bruna, occhi chiari, viso angelico». B: «Andiamo a inaugurare un punto di Dolce&Gabbana, un punto di incontro e di aperitivi...dentro San Siro...e poi voi vedete la partita...sali su con le ragazze, nel nostro box del Milan (…) perché tu volevi fare la cena e qualcos’altro (…) si potrebbe fare una cosa anche ad Arcore, a casa mia, eh?». Tarantini telefona a Carolina: «All’inizio siamo in pubblico, quindi serve qualcuna d’immagine...farci vedere con lui in giro con delle cesse, mignotte (…) mettiti un abitino corto, che lo sai che a quello piacciono gli abiti corti».

SESSO E COMMENTI
Berlusconi al cellulare con Tarantini: «Ho dormito un’ora. Tu ti sei fatto Vanessa? È un bel pezzo, eh?». T: «Presidente, secondo me, è una delle più belle scopate della mia vita».

RAPPORTI LESBO?
Chiara: «È un grande lui..eh..stamattina.. su questa cosa, allora mi ha detto..mi ha fatto 3 mila complimenti, mi ha detto, "sei una ragazza molto pulita", insomma..tutte queste cose qua..mi ha detto, mi ha detto, "ma tu sei mai andata con un’altra donna, no"?». Tarantini: «Ride». C: «Poi mi ha detto, "dai, la prossima volta..a me piacciono queste cose.."».

MEGLIO DEL PRESIDENTE CHI C’È
Tarantini: «Ti ha raccontato le 5 regole dell’amore?». Chiara: «Ah, le racconta a tutte? io pensavo che me le avesse raccontate a me, perché.., ti dico..io». T: «No, tu tienitele per te, però è il suo cavallo di battaglia, quello». C: «Immagino..come tutte le barzellette..tutte le solite cose..ma figurati, mica sono scema..ma..capito? io non sono una tanto da scopare, però era la prima volta che andavo con un uomo così grande, insomma, capisci?». T: «Beh, e com’è andata proprio nell’atto?». C: «No, bene, però io non ero naturale come sono normalmente, quindi ovviamente lui mi ha detto che dovevo essere più....». T: «Troia». C: «No, lui mi ha detto, "te è da un po’ che non fai l’amore..", ho detto, "cacchio, sono 2 mesi.."; allora mi ha chiesto del mio fidanzato..ho detto, "no, guarda, la storia è finita, però non so come fare a dirglielo.." lui mi ha detto..aspetta, cosa mi ha detto.., "beh, chiodo scaccia chiodo, meglio del Presidente chi c’è"». T: ride. C: «Anzi, poi mi ha detto, no, perché mi ha detto, "meglio del Primo Ministro, no, anzi, il Presidente del G8 è più importante». C: «È il numero uno..ma veramente..ma ieri sera, così, molto serio, stamattina mi ha fatto sputtanare da quando ci siamo svegliati, ti giuro, mi ha fatto morire dal ridere, veramente». T: «È chiaro...sei stata con..uno degli 8..una tra le 8 persone più potenti del mondo».

SOUBRETTE IN POLITICA
Tarantini: «Ha detto che lui fin che non chiude sta cazzo di campagna elettorale, non vuol far cene, perché se no lo massacrano, che lo stanno chiamando in 6 mila, che si vogliono candidare». Donna: «Vabbè, ma non penso che..dai, le femmine, le soubrette vogliono fare questo». T: «E invece si, gli rompono il cazzo». D: «Si? vabbè, sono poche quelle che vogliono fare questo, le altre vogliono fare i programmi..poi si guadagna anche di più facendo televisione..che cacchio te ne frega di fare la politica..quindi mò».

VELINE E COMUNISTE BRUTTE
Tarantini: «Ma roba da matti». Berlusconi: «E anche le veline..non c’è una velina nelle mie liste». T: Nessuna». B: «Le altre fanno schifo perché si chiamano..sono come la Rosy Bindi.., no?». T: «Fra i Comunisti ci sono di quelle brutte.. (ride)». B: «Va bene». T: «Vabbè, io intanto vado a cena con loro..se lei decide di prendersi anche una cosa da bere..una cosa..tanto io arrivo con la macchina scura, non ci vede nessuno». T: «Anche per farlo un...».

BELEN, IL SOGNO
Berlusconi: «Peccato..Belen come va?». Tarantini: «Madonna che bella che è diventata, guardi». Ber: «E vabbè.. (sospira) T: «L’ho vista in forma, in grande forma..oggi sono andato insieme (incomprensibile)». B: «Sondala un po’ su di me..». T: «Eh, lo so, lo so, devo prenderla tranquilla un attimo..». B: «(Ride)». T: «Tanto stasera andiamo a cena insieme..». B: «Benissimo..dille che io ho sempre...dille che io ho sempre espresso degli apprezzamenti molto positivi su di lei..come bellezza, naturalmente..ma anche come donna». T: «Mh..ma lei non l’ha conoscita mai di persona? no? sì». B: «Io Belen?..l’ho conosciuta, è stata da me una notte..ma non abbiamo fatto (incomprensibile), perché ho scoperto che lei era la donna di un mio calciatore».

AL TELEFONO CON BELEN
Belen: «Pronto.....pronto..». Berlusconi: «Sì, pronto.., ciao Belen». Bel: «Buonasera..come stai?». Ber: «(ride) come sto..io sto bene, ho fatto un anno difficile, ma fantastico..con dei risultati importanti...e tu (incomprensibile)?». Bel: «..io benissimo..molto serena..molto.. molto tranquilla». Ber: «.. ecco..senti, e con il tuo ragazzo è finito tutto?». Bel: «Beh..al momento sì..non lo so, non so cosa». Ber: «Ho capito». Bel: «Che cosa succederà». Ber: «Ah, ah». Bel: «Ma comunque sono molto tranquilla». Ber: «Sì, va bene..meno male, va..senti, adesso hai visto questa cosa su Mediaset..ti piace?». Bel: «.. sì.., come fa a non piacermi?». Ber: «.. eh..meno male..va bene, anche perché io avevo tante pressioni da Briatore, per mettere la sua, no? che sapeva, era gia fissata, quindi ho dovuto veramente fare una pressione, ma mi sembrava giusto che tu fossi..la ragazza che in questo momento è la donna..che in questo momento aveva avuto più popolarità, e penso che sia anche un’occasione abbastanza importante per segnalarti...».

SPUNTA ANCHE LUCIO DALLA
Tarantini: «Sì, sì..ho fatto una bella cosa..ieri, era, poi, a cena con Lucio Dalla..infatti poi l’ho richiamata, che ci teneva a salutarla». Berlusconi: «Lucio Dalla?». T: «.. sì, sì..nonostante sia un comunista..infatti mi sono imbattuto in una discussione di quelle che non finivano più». B: «.. mah.., è (incomprensibile) confuso politicamente». T: «Sì, no, completamente confuso». B: «Per un po’ di tempo è venuto con me». T: «Sì, l’ha detto, l’ha detto, infatti...no, no, però ha detto che, "sai, ora a Bologna..." poi era in compagnia di Stefano Bonaria..(incomprensibile) si ricorda chi è?». B: «No». T: «..l’ex marito di..quel filosofo che è stato per anni sposato con Alba Parietti». B: «.. mh.., una iattura». T: «Bravo..sì..bravo».

NIENTE MUTANDINE
Barbara: «Amore, mi ha chiamato papi». Tarantini: «Stai venendo?». B: «Eh.., però arrivo tra un’oretta, perché io sono appena entrata dentro la vasca». T: «Beata te, (incomprensibile)». B: «...incomprensibile) mi ha detto, ho lavorato tutto il giorno, (incomprensibile)..amore, a che ora vai tu?». T: «Io sono già su». B: «Ah, stai già su...ascolta, io non mangio..vengo a (incomprensibile) un pezzo di panettone..per stare un po’ insieme..va bene?». T: «Te lo do io il panettone, stasera». B: «Dai scemunito, ci vediamo tra un’ora..ok?». T: «Allora gli dico che non vieni, va bene? (ride)». B: «(ride) no, scemo..dai, ma stasera non devo fare neanche il regalo, cazzo..posso venire con le mani vuote?». T: «Tu portagli..portagli..non ti mettere le mutandine, e dagli le mutandine, appena arrivi». B: «No, dai, devo comprargli qualcosa, amore..che brutto così». T: «Amore...tu fai la parte della figa...gli dici che il suo regalo glielo porti in Sardegna... che l’hai preso e glielo porti in Sardegna».

TETTE VERE?
Berlusconi: «Sì, tutto bene, tutto bene..tutto a posto..c’ho un po’ di sonno..sono qui in Consiglio..in Consiglio Europeo, con un po’ di sonno.. (ride)». Tarantini: «(ride)». B: «Tu, poi, cosa hai fatto?». T: «Eh.., con quella..Presidente». B: «Quella che avevamo detto». T: «Sì, sì, sì». B: «È fantastica quella lì, eh?!». T: «Sì, sì, sì, sì..ma poi le devo spiegare il particolare». B: «Sì, ma sono vere, o non sono vere?». T: «Non ho capito». B: «Le tette sono vere, o sono rifatte?». T: «Ma non l’ho capito, perché..sembravano vere».

L’EX PREMIER E L’EX MOGLIE
Berlusconi: «Questa storia mi macchierà per sempre, e va bene...quelle poche cene che abbiamo fatto...le cene cioè erano sempre cene di lavoro...voglio dire...ma a parte tutto quello, uno...mia moglie fa la vita che vuole fare lei...c’era questo accordo..no? Che erano tanti anni che non facevamo». Tarantini: «Si, si, si». B: «Però che questa qui mi faccia queste accuse, è una cosa veramente allucinante...non era vero niente, le veline non esistevano e poi anche la cena è una cena pubblica».
Redazione online

Lungi da me un giudizio morale sull'agire di Silvio Berlusconi nel campo del sesso: di gente affamata e bulimica come lui ce ne è a bizzeffe e molto più nascosta ipocritamente... Quello che gli rimprovero è che  gira gira queste donne in vendita alla fine le fa pagare a noi contribuenti.
In cambio del loro spudorato e amorale sesso queste prostitute volevano "lavorare" in TV o avere un seggio da qualche parte.
La RAI la manteniamo noi cittadini contribuenti, Mediaset no, ma certo la fortuna imprenditoriale di Berlusconi l'abbiamo sempre pagata noi attraverso tutte le facilitazioni dategli da quell'altro bulimico di sesso che è stato Bettino Craxi.
Il suo vizio, dunque, come quello di altri meno noti e più nascosti, ha comportato uno scambio di favori dati con il suo potere. L'uso di questo potere ha per oggetto la ricchezza del Paese. Se avesse vissuto il suo vizio da persona privata, erano assolutamente affari suoi, e chi vive una vita, per scelta, più morigerata o inibita può provarne schifo, ma è un suo personale problema. Così lo schifo comporta che un Tarantini, che fa il mezzano, pretende di essere un imprenditore, rubando lo spazio a chi l'imprenditore lo fa veramente.
Dunque donnette messe sui seggi pagati dai contribuenti, oppure messe a fare le "giornaliste", le "attrici", le "intrattenitrici televisive", costituiscono corruzione che toglie spazio a chi quei mestieri li fa veramente e non come secondo lavoro, rimanendo il primo la prostituzione ed il lenocinio.