lunedì 11 maggio 2015

Giuliano Amato, (quello che mise le mani nei c/c degli Italiani), + Prodi generoso con gli immigrati

Da: Il Foglio

“I giudici fanno politica sulle pensioni. Ci mettano la faccia”

La Consulta boccia (un po’) la Fornero. L’economista Puglisi (Italia Unica): sentenza “risicata e statalista, certo anti contribuenti”
di Marco Valerio Lo Prete | 05 Maggio 2015 ore 09:30
Roma. Docente di Scienza delle finanze all’Università di Pavia; economista che da qualche mese partecipa al movimento Italia Unica dell’ex banchiere Corrado Passera; critico puntiglioso (tra Twitter e talk-show) della politica economica renziana. Riccardo Puglisi, in queste ore, ti aspetteresti di trovarlo nel gruppone di quanti – dopo la sentenza della Consulta che ha dichiarato incostituzionale il blocco biennale delle rivalutazioni per le pensioni superiori a tre volte la minima deciso dal governo Monti nel 2011 – si sono seduti sulla riva del fiume ad aspettare il cadavere del governo. Come faranno Renzi e i suoi a fare fronte a un buco di 10-13 miliardi di euro nelle finanze pubbliche? Oppure di vederlo in compagnia tra i prof. che brandiscono la Costituzione contro le leggerezze dei tecnici. Invece no, Puglisi irride chi si nasconde dietro il brocardo “le sentenze sono insindacabili” e in una conversazione con il Foglio contrattacca.

 “La decisione sarebbe stata presa dopo che era stata raggiunta la parità nella votazione dei giudici, sei contro sei. Decisivo quindi è stato il voto del presidente della Corte, Alessandro Criscuolo. Mentre da altre indiscrezioni di stampa si apprende che Giuliano Amato, già ministro del Tesoro e presidente del Consiglio, unico giurista quindi ad avere pure una seria esperienza di governo alle spalle, avrebbe votato contro questa decisionedice Puglisi – Una sentenza così risicata che segnale manda all’esterno? Come spiegarla ai miei tanti interlocutori stranieri? Da un certo punto di vista, ci fosse stata l’unanimità, pure nell’errore, sarebbe stato meglio. Un filo più tranquillizzante”. Ancora sul metodo, poi: “In una decisione, a maggior ragione se così incerta, sarebbe utile conoscere chi ha votato cosa. Non ci vuole il sistema americano, pure in Germania e in Europa ormai si pubblicizzano le opinioni minoritarie e dissenzienti”.
 Il giudizio dell’economista è negativo anche sul merito della decisione. “La Corte lamenta l’assenza di sufficiente ‘documentazione tecnica’ sugli effetti contabili del blocco della perequazione deciso dal governo Monti. Eppure c’era una relazione di accompagnamento al decreto Salva Italia con le stime sugli effetti del blocco. Poi ancora altre stime sul sito del Parlamento visto che la misura fu emendata. Strano inoltre che la Corte non abbia presente la situazione di tracollo finanziario dell’Italia di quelle settimane”. Last but not least, la sentenza per Puglisi si configurerebbe come “l’apoteosi del diritto acquisito”: “Sui 300 miliardi di euro di bilancio annuale dell’Inps, i contributi dei lavoratori ammontano a circa 200 miliardi, mentre lo stato ci mette altri 50 miliardi per pagare le pensioni. Nell’attuale sistema che resta pur sempre a ripartizione, infatti, le pensioni erogate oggi non sono finanziate dai contributi versati in passato da quelle stesse persone. Gli assegni per i pensionati sono finanziati dai contributi versati oggi da altri lavoratori.

Dunque erano vere la voci che dicevano che Giuliano Amato ha votato contro la decisione della Consulta che ha dichiarato incostituzionale il blocco delle pensioni da un certo importo in su.
Non lo ha fatto certo per fare un favore al Governo Renzi, che ora si trova nella difficoltà di reperire i fondi per far fronte all'ennesimo errore di chi prende provvedimenti senza riflettere bene sugli articoli della Costituzione.
Lo ha fatto perché è un ex-socialista che stava tanto bene con Bettino Craxi e che per rimediare soldi prendeva scorciatoie tipo mettere le mani nelle tasche degli Italiani direttamente e senza "passare per il Via" (per citare di nuovo il Monopoli).
L'Economia a quanto pare è tutt'altro che una Scienza esatta, anzi, secondo me non è affatto una Scienza, essendo degne di questo nome solo la Fisica, la Biologia e la Chimica... nel resto di Scienza non c'è nulla perché non ci sono fenomeni ripetibili e verificabili. Nel caso dell'Economia al massimo cercano di capirci qualcosa usando lo strumento della Matematica per le statistiche e le previsioni.
Somiglia molto alla Meteorologia data la grande variabilità dei sistemi... e ovviamente delle opinioni.
Anche la Carta Costituzionale a quanto pare va ad interpretazione..
Quello che dice questo economista mi trova d'accordo solo sul fatto che: Puglisi irride chi si nasconde dietro il brocardo “le sentenze sono insindacabili”.
In altre circostanze anch'io ho scritto che le sentenze non si possono discutere ma si può dissentire.
In questo caso non dissento solo perché, nel panorama delle scelte politiche in cui è sempre "Pantalone" a pagare, la sentenza che destabilizza i nostri conti pubblici mi va bene perché una volta tanto è a favore di "Pantalone".
Un Amato che, come ho illustrato su questo blog, prende un fiume di denaro pubblico in pensioni non d'oro, ma di platino, più vitalizi e prebende varie, se ne fotte di come vivono gli italiani, anche quelli più colti di lui e migliori di lui che però non hanno mangiato con la politica, a me fa rivoltare lo stomaco; soprattutto se penso che Berlusconi lo voleva come Presidente della Repubblica e Napolitano l'ha messo sulla poltrona di Giudice della Consulta.



Da questo blog

domenica 10 giugno 2012


Viva l'Italia contro gli italiani!


Pensioni gratis agli stranieri: è boom
di redazionale - 29/05/2008

Fonte: L'Espresso 


Senza aver mai versato contributi incassano 7.156 euro l’anno 
Gli extracomunitari con carta di soggiorno fanno arrivare in città i genitori over 65 che all’Inps chiedono il ‘vitalizio’

Prodi regala la pensione ai parenti degli stranieri
di Gian Marco Chiocci 
 e Massimo Malpica
Il "dono" ci costa 50 milioni all'anno. Chi lavora può chiamare in Italia i familiari: per l'Inps una pioggia di sussidi da 400 a 600 euro mensili.  


Pensioni facili per gli stranieri «ricongiunti», con il beneplacito del governo Prodi, che a febbraio 2007, con un decreto, ha allargato le maglie dei confini per i parenti degli immigrati, alleggerendo i criteri di ammissione delle domande.

domenica 10 maggio 2015

Continua la follia masochistica

Da:rainews.it

ITALIA IL MINISTRO IMMIGRAZIONE, ALFANO AI COMUNI: "FATE LAVORARE GRATIS I MIGRANTI" Alle Regioni che dicono 'no' a nuovi arrivi il ministro spiegherà che deve esserci una "distribuzione equa" tra i paesi europei ma anche all'interno dell'Italia. Migliore: "Ok lavori socialmente utili, ma non gratis"

07 maggio 2015 "Dobbiamo chiedere ai Comuni di applicare una nostra circolare che permette di far lavorare gratis i migranti", lo ha detto il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, al termine della Conferenza Unificata. "Invece di farli stare lì a non far nulla - ha aggiunto - che li facciano lavorare". "Equa distribuzione tra tutti i Paesi dell'Europa e tra tutti i paesi dell'Italia: mi sembrano due principi sui quali nessuno possa essere contrario", ha poi aggiunto il ministro spiegando che sarà questo che risponderà alle Regioni che non vogliono ulteriori arrivi di profughi e immigrati. "Dobbiamo poi lavorare in Europa - ha concluso Alfano - per la protezione umanitaria: è una sfida che consentirebbe di fare andare negli altri Paesi europei coloro che sono beneficiari di protezione umanitaria".  "I lavori socialmente utili costituiscono un percorso di integrazione importante per i richiedenti asilo - replica Gennaro Migliore (Pd), presidente della commissione d'inchiesta sul sistema di accoglienza, identificazione e trattamento dei migranti -. Il ministro Alfano indica, dunque, una pratica da applicare, ma deve essere chiaro che i migranti non possono esse utilizzati come manovalanza gratuita, perché al loro lavoro deve esse data dignità".

Da: QPA - Quotidiano Pubblica Amministrazione


MINISTERO DELL'INTERNO

Immigrazione, semplificate le procedure di ingresso e soggiorno


La norma riguarda specificamente l’ingresso in Italia di lavoratori stranieri altamente qualificati che intendano svolgere prestazioni lavorative retribuite per conto o sotto la direzione o il coordinamento di una persona giuridica e che siano in possesso di determinati requisiti.



Se quelli che la pensano come me hanno ragione o torto ce lo dirà il futuro.
Intanto l'Italia, afflitta da complessi atavici, cerca masochisticamente di risolvere il problema dell'invasione pacifica degli immigrati clandestini inserendoli nel nostro esiguo territorio ovunque e, in particolare, nelle zone e nei territori più densamente popolati.
Esistono paesi del preappennino e dell'Appennino, che attraversa la penisola da nord a sud, come sanno anche gli scolaretti che studiano la geografia dell'Italia, che sono spopolati dall'interna emigrazione.
La gente ha lasciato le campagne di questi luoghi, dove per generazioni tante famiglie italiane hanno trovato sostentamento dalla terra, per urbanizzarsi e diventare da contadini operai, operatori del terziario ed altro.
Perché, volendo perseguire questa politica di spargimento degli immigrati clandestini per tutta l'Italia, non si è tenuto conto delle zone agricole dove la densità abitativa è più bassa? 
Perché tenerli mantenuti in tutto a giocare a pallone passando il tempo?
Se un Ministro dice una cosa giusta, che tanta gente nel parlare e commentare con banale buonsenso dice da tempo, ecco che salta fuori l'uomo del PD, Migliore, che sentenzia "che no, se lavorano debbono essere pagati".
Migliore parla per demagogia, la peggiore della cosiddetta sinistra attuale, in quanto queste persone, che a nessun titolo vengono inserite e mantenute con le tasse degli Italiani giacché non dovrebbero essere qui ma nei loro Paesi d'origine, sono già sfamate, alloggiate, ripulite e curate appunto con soldi italiani. Dunque è dar loro dignità se impiegati in un lavoro qualsiasi: ad esempio nel ripulire i giardini, le strade e tutto ciò che i Servizi di raccolta rifiuti dei comuni non arrivano a fare o non sanno fare.
Penso al comune dove vivo, in cui nemmeno pagando circa 500 euro l'anno per la TARI riesco a vedere le strade senza immondizia sparsa, per non parlare dei boschi in cui invicili italiani gettano di tutto e né l'Ente Parco dei Castelli Romani (essendo i boschi inseriti in tale perimetro), né la Guardia Forestale, né la Comunità Montana riescono a tenere in decorosa cura, pur percependo i nostri soldi per il loro mantenimento...
Dunque un aiuto da chi dobbiamo mantenere dopo averli strappati alla morte mi sembra ovvio, ripeto, dandogli dignità con la possibilità di rendersi utili e non solo mantenuti.
"Ma non gratis" è un'affermazione infelice oltre che falsa: giacché nessun italiano viene sfamato, alloggiato, ripulito e curato gratis, mentre loro, gli immigrati clandestini si. Dunque se lavorano non è certo gratis. Gli si da la possibilità di guadagnarsi tutto quello che fino ad ora, invece, è stato dato loro gratis!
Spiace doversi trovare d'accordo con un rappresentante della Lega che stamane ad Omnibus su La7 diceva che "altri hanno fatto la guerra alla Libia per i loro interessi "e i cocci restano a noi"".
Tanta gente, dal pensiero politico più diverso, dice la stessa cosa: gli immigrati clandestini costituiscono un affare e non solo per i criminali traghettatori, ma per le varie organizzazioni "senza fini di lucro" ma che dragano soldi pubblici, per gli appalti per gli alloggi ecc. ecc. ecc...
Segno che non di demagogia si tratta ma della verità che, per quanto si voglia mascherarla, è sotto gli occhi di tutti.

Ed ora passiamo alla notizia che: "lavoratori stranieri altamente qualificati che intendano svolgere prestazioni lavorative retribuite" ecc. ecc..
Se non è masochismo è follia.
Ne abbiamo bisogno?
Allora se ne abbiamo bisogno perché i giovani italiani altamente qualificati che intendono svolgere prestazioni lavorative retribuite non trovano lavoro?
Giorni fa parlavo con una umile e laboriosa signora che mi parlava del figlio 23enne, diplomato e specializzato, e di un amico di lui laureato in lingue, disoccupati. Provo dolore ogni volta che sento parlare di questo argomento e provo a dire parole di incoraggiamento: "Perché non provano all'estero?"
Risposta della saggia e umile donna: "All'estero quelli che vanno li mettono a consegnare le pizze.. E' successo a tanti che conosco.. Allora giustamente mio figlio ed il suo amico dicono "se devo consegnare le pizze allora lo faccio a casa mia in Italia"."
Ecco. Domanda a chi ha queste geniali trovate tipo Migliore del PD e a chi pensa di dare lavoro a "stranieri altamente qualificati": MA ALLORA IL LAVORO DA DARE C'E'???

Università: nulla cambia

Da: Il Messaggero Veneto

Lite fra docenti all'Università di Udine, arrivano i carabinieri

Al dipartimento di Ingegneria civile. Il consiglio non delibera la candidatura a ordinario di Sandro Fabbro
UDINE. I docenti litigano, arrivano i carabinieri. La “zuffa” è scoppiata al dipartimento di Ingegneria civile e Architettura dell’Università di Udine.
Una nuova diatriba tra docenti che questa volta si conclusa con tanto di chiamata alle forze dell’ordine.
Dopo la polemica della professoressa di Progettazione, Paola Gennaro (la docente che non è stata confermata all’ateneo udinese), ad alzare la voce ci ha pensato il collega Sandro Fabbro, alla guida del corso di Urbanistica.
Cosa è avvenuto di così grave per richiedere l'intervento delle forze dell'ordine?
Il consiglio di dipartimento, con una delibera, ha ritirato, dopo un anno, la candidatura a professore ordinario – quindi una promozione – di Fabbro, per spostare le risorse a disposizione su un bando per ricercatori.
La delibera è «letta, approvata e sottoscritta seduta stante», e per questo la professoressa Gennaro, presente alla discussione, chiede che le sia consegnata. «Mi hanno risposto – spiega Gennaro – che l’atto non me lo potevano dare perché non era pronto –. Ma come è possibile? Decido di aspettare finché non ho la delibera nelle mie mani: voglio leggere con i miei occhi quanto annunciato».
La resistenza passiva della professoressa – racconta – «è una dimostrazione di solidarietà nei confronti del collega Fabbro, vittima, come me, del sistema».
Il direttore del dipartimento, Gaetano Russo («Non ho intenzione di parlare fino al termine della procedura», queste le sue parole), ritenendo la situazione inaccettabile, chiama i carabinieri.
Sandro Fabbro, unico a Udine con l'abilitazione nazionale a professore ordinario nell’area culturale dell'Ingegneria Civile e Architettura, commenta con un filo di amarezza: «Chiamare i carabinieri è stato un colpo di teatro inutile. Il passaggio di carriera non è una questione economica, è più un gesto onorifico, per quello che ho fatto per l'Università e per il territorio di tutta la regione».
Il professore considera la delibera di ieri «un modo per impedire lo sviluppo di un'area culturale di fondamentale importanza e per rendere più manovrabile il Dipartimento». E definisce «inconsistenti» le motivazioni portate a supporto del ritiro della sua candidatura: «In termini di punti in organico, un ricercatore pesa sull’ateneo due volte di più (0,7) di quanto costo io (0,3)».
Infine, non nasconde il suo stato d’animo: «Mi sento umiliato. Questo è l'ultimo atto di un piano di sottomissione del “Dica”, che punta a fagocitarlo e omologarlo all'interno delle strutture gestite dal rettore».
Gennaro, la cui convenzione con l'ateneo friulano è stata recentemente risolta, e Fabbro, si autodefiniscono «persone scomode, che altri vogliono far fuori».
Sulla strategia futura sono perfettamente d'accordo: «Vedremo con gli avvocati se impugnare la delibera». A quanto pare quello di ieri non è stato l’ultimo atto.
Nulla cambia nelle italiche Università, dove il merito conta poco e niente, dipendendo tutto e soltanto "se ti vogliono o non ti vogliono".
Questo vuol dire interessi sottaciuti vestiti di ipocrite motivazioni, accordi fra professori ordinari che misurano il loro potere, favori scambiati fra loro con contrattazioni che, se ascoltate, non sono diverse da quelle fra mercanti, con la differenza che i mercanti sono migliori avendo come scopo precipuo la compravendita e il guadagno, dunque tutto pulito e trasparente, e non già la vita e l'ingegno umano che, con codesto inamovibile sistema, viene sempre umiliato.

venerdì 8 maggio 2015

Vitalizi: presa per i fondelli degli italiani che hanno versato contributi per 40 anni ed oltre.

Da: TGCOM24

Vitalizi, in tanti ce la fanno: nomi eccellenti di ex parlamentari, tra graziati e puniti

Niente più assegno per Dell'Utri, Previti e Pomicino, mentre mantengono la loro pensione da ex parlamentari Martelli, De Michelis, Pomicino e La Malfa


Niente più vitalizio per Cesare Previti e Giuseppe Ciarrapico, mentre continuerà a incassarlo Paolo Cirino Pomicino. Lo perderà Totò Cuffaro, lo manterrà Gianni De Michelis. Le nuove regole sui vitalizi dividono in due la schiera degli ex parlamentari.

Nonostante sia stato condannato per la maxitangente Enimont, le nuove normative non tolgono a Pomicino i suoi 5.231 euro al mese: a salvarlo è il fatto di aver scontato un anno e otto mesi, meno del minimo di due anni. 

Niente più assegno invece a Giuseppe Ciarrapico, ex senatore Pdl: la sua condanna a tre anni per il crac della Casina Valadier lo obbliga a rinunciare ai suoi 1.500 euro mensili. Continuerà invece a incassare i suoi 5.691 euro al mese Arnaldo Forlani nonostante l'ex segretario Dc sia stato condannato a due anni e quattro mesi per finanziamento illecito dei partiti ancora nell'inchiesta Enimont: il reato non rientra infatti tra quelli che prevedono la revoca della pensione.

Perde il privilegio Cesare Previti (3.979 euro) per corruzione in atti giudiziari, come ancheMarcello Dell'Utri (4.424), detenuto a Parma per concorso esterno in associazione mafiosa. 

La condanna per frode fiscale a 4 anni avrà l'effetto di togliere la pensione a Silvio Berlusconi, che dovrà rinunciare a 8mila euro. Tra i graziati il parlamentare di Alleanza nazionale Domenico Nania: condannato a 7 mesi per lesioni personali collegate a violenze nei gruppi giovanili di estrema destra, non perderà i suoi 5.900 euro mensili. Non cambia nulla neanche per l'ex ministro della Giustizia Claudio Martelli: la condanna con sentenza definitiva a otto mesi per il coinvolgimento nell'inchiesta Enimont non gli toglierà i suoi 4.684 euro. 

Assegno intatto per Gianni De Michelis, che può continuare a contare sui suoi 5.174 euro mensili nonostante sia stato condannato a un anno e sei mesi nell'inchiesta sulle tangenti per le autostrade del Veneto, più sei mesi ancora per Enimont. Vitalizio confermato perGiorgio La Malfa (5.759 euro), sei mesi per finanziamento illecito.

Infine, c'è il caso dell'ex sindaco di Milano, e cognato di Bettino Craxi, Paolo Pillitteri: per lui la condanna fu a quattro anni e sei mesi per ricettazione e finanziamento illecito ai partiti e il vitalizio è di 2.906 euro. E' stato riabilitato e quindi continuerà a percepire quei soldi.

Poveri marpioni, come faranno a campare!!!
Porto ad esempio un lavoratore italiano della classe media, uno che ha conseguito la laurea lavorando contemporaneamente in fabbrica dall'età di 21 anni! (Non tutti sono figli di papà e c'è chi ai papà ha dovuto dare lo stipendio, detraendo i soldi per le tasse universitarie e i libri di testo)... Con la laurea e tanto lavoro e concorsi ha fatto parte della classe culturale di questo Paese. Dopo 40 anni di contributi regolarmente versati nelle casse dell'INPS, visto che la pensione si sarebbe fermata lì e non poteva per legge aumentare, ha chiesto che le ritenute non fossero più operate (all'epoca era stata ventilata la possibilità che chi aveva superato i 40 anni di versamenti potesse richiedere che il prelievo venisse interrotto), invece no, solo ventilata...  Questo lavoratore nel campo culturale poteva restare ancora in servizio, dato che il ruolo che aveva glielo consentiva. Arrivato a 43 anni di prelievi non ce l'ha fatta più a vedere schifezze e a subire soprusi e ha dato le dimissioni. Ha intrapreso altre attività che però richiedevano sempre contributi pensionistici arrivando a 48 anni di versamenti!! La pensione però è sempre ferma a 40 anni!! Ed è fra quelle bloccate dal Governo Monti e sbloccate ora dalla Corte Costituzionale!
E' comunque una pensione ben lontana dai vitalizi con scarsi versamenti di questi marpioni!
Hanno fatto un provvedimento che è un "contentino" per noi fessi che manteniamo tutti e che siamo i più tartassati da questo Stato che non ci soddisfa.

Massimo Fini su Giorgio Bocca e gli altri

Ho finito di leggere il libro di Massimo Fini "Una vita".
Mi è piaciuto molto. Ho riso spesso mentre lo leggevo. E' stato molto interessante, mi ha dato tanti spunti di riflessione e, strano per un uomo che ha tanto sofferto di depressione, non è mai stato triste, nemmeno quando parla della morte. E' un uomo molto intelligente, forse è per questo.
Ci sono tanti commenti da fare su tanto materiale, ma in questo post voglio soffermarmi solo su uno dei tanti personaggi che Massimo Fini ha avuto modo di conoscere e di frequentare: Giorgio Bocca. Su questo grande giornalista avevo scritto un post il 25 dicembre 2011, giorno della sua morte. Segno che destava il mio interesse. 
Quello che non perdono a chi scrive, dunque ha una grande responsabilità di influenzare gli altri, è l'imprecisione. Quando è voluta non la prendo neppure in considerazione: è gente venduta a qualcosa o a qualcuno; ma a volte è solo superficialità e non va bene se si vuole fare informazione.
Sono severa soprattutto e prima di tutto con me stessa, anche se non sono giornalista professionista ma tengo solo un blog senza alcuna pubblicità, dunque senza guadagnarci nulla.
Massimo Fini su Bocca è sincerissimo, come su tutto quello che scrive: si avverte correlando i fatti e le persone di cui scrive. Altri suoi colleghi meno. L'unico appunto che gli faccio è quando scrive che "Uno dei suoi figli si era sposato da poco..." Che egli potesse volere bene come se fossero suoi ai figli della sua compagna Silvia Giacomoni lo trovo normale, ma non è corretto che Fini ne scriva come se fossero stati proprio suoi figli. E' una disinformazione, giacché Giorgio Bocca di figlia ne ha avuta solo una come illustro qui di seguito: 


21 giugno 1994 Giorgio Bocca con la figlia Nicoletta,  nata dall’amore  tra Vivienne Stapleton Henthorne, danzatrice della Scala dello Yorkshire, e l’Antitaliano


Da: Corriere della sera
di: Giulia Borgese su Giorgio Bocca
26 dicembre 2011
Il buon mangiare e il buon vino facevano parte integrante della sua vita, per esempio una delle ultime volte che ho pranzato a casa sua nella via privata Giovannino De Grassi, tra via San Vittore e corso Magenta, mi aveva attirato con la promessa di assaggiare un forma del famoso formaggio Castelmagno che gli avevano appena regalato. Aveva sposato nel 1972 o ’73 una mia amica della Valtellina, Silvia Giacomoni. Anzi ero proprio stata io a presentarli, tutti e due da poco abbandonati dai loro rispettivi coniugi, tutti e due un po’ tristi e soli. Incredibile, in un attimo il carattere valtellinese di lei e quello piemontese di lui si sono accordati, e loro si sono proprio innamorati, di un amore che è durato fino ad oggi. Giorgio aveva una figlia, Nicoletta, la Silvia due bambini Guido e Davide: in breve hanno messo su casa insieme, in via Bagutta, dando vita a una grande e nuova famiglia. 
L'unica figlia di Giorgio Bocca al suo funerale con accanto, presumibilmente, la sua nipotina.
Giorgio Bocca è morto a 91 anni


Da: Tempi
di:  Daniele Ciacci
30 gennaio 2012

Giorgio Bocca si è sposato in chiesa poco prima di morire. Repubblica si guarda bene dal dirlo


Giorgio Bocca, fondatore nel 1976 insieme a Eugenio Scalfari de la Repubblica, è venuto a mancare lo scorso Natale. Tutti i quotidiani hanno pubblicato un laico elogio dell’icona di sinistra, ma solo il Giornale ha dato notizia del suo matrimonio cattolico a poche settimane dalla morte. La voce è poi caduta nel vuoto. Tempi.it ha intervistato Maurizio Caverzan, giornalista de Il Giornale e autore della scoperta.


...Omissis...


La conversione di Bocca è maturata nel tempo o è stata influenzata dalla morte imminente?
Io non userei il termine “conversione”. La parola “avvicinamento” è più corretta. Bocca ero curioso nei confronti degli interrogativi essenziali, decisivi, dettati non tanto dalla prossima fine quanto dalla testimonianza della moglie. Nella sua ultima intervista a Lettera43 dice di preferire il Vangelo alla Costituzione, perché «mi sembra qualcosa di più commovente, più umano, più vero. È ciò di cui gli uomini hanno più bisogno». Vorrebbe incontrare il divino nella sua vita. Si definisce «un po’ vigliacco, molto cattolico: la penitenza, la confessione». Sono le parole di un’anima inquieta. In una lunga intervista di Maria Pace Ottieri e Luca Musella ammette di aver avuto un’educazione cattolica, benché superstiziosa. «Adesso che mia moglie è molto religiosa, vedo che essere religiosi è una cosa molto diversa». A mio parere, il rapporto con la moglie – una mangiapreti che si è convertita conoscendo il cardinale Carlo Maria Martini – è stato il cuore delle sue domande. Altrimenti, perché sposarsi in Chiesa dopo un matrimonio civile che durava da 35 anni?
twitter: @DanieleCiacci


Da questi due articoli si deduce che quando Fini scrive "moglie" per Silvia Giacomoni scrive correttamente, in quanto i due erano sposati civilmente. Anche se si nota una discordanza fra quello che scrive Giulia Borgese "Aveva sposato nel 1972 o ’73" (immagino matrimonio civile) e quello che scrive Daniele Ciacci  "perché sposarsi in Chiesa dopo un matrimonio civile che durava da 35 anni?" giacché fra le due date di anni ce ne sono di più: 38 per l'esattezza. 
Sulla scelta di sposarsi anche in Chiesa non commento, essendo la vita un continuo divenire che comporta anche cambiamento di pensiero.

Infatti Giorgio Bocca, come si legge in Wikipedia, Il 4 agosto 1942 firmò un articolo sul settimanale "La Provincia Grande" nel quale imputava il disastro della guerra alla "congiura ebraica".
Non è poco per uno che diventerà un'icona della sinistra e che al suo funerale è stato onorato anche dalla presenza di Gad Lerner, ebreo.
E a proposito del suo funerale e degli svarioni di chi si occupa di informazione sia come giornalista sia come blogger, riporto qui sotto una foto presa da DAGOSPIA, di Roberto D'Agostino, in cui la didascalia riporta che si tratta di: "de bortoli con la moglie di indro montanelli", uno svarione enorme essendo, Colette Rosselli,  morta prima di Indro nel 1996 (Montanelli morì nel 2001, appena 5 anni dopo) e Bocca nel 2011!!!


Chissà chi è la bella, anche se anziana, signora che De Bortoli tiene per mano.
Di certo non la rediviva Colette Rosselli Montanelli come recita la didascalia su Dagospia!!!
Azzardo un'ipotesi: la sua ultima amante convivente?
Chiamiamo le cose con il giusto nome per non ingenerare confusione.

giovedì 7 maggio 2015

A Perugia per l'Acqua Pubblica


Il Comitato Umbro Acqua Pubblica insieme ai comitati per l'acqua pubblica di Albano, Amaseno, Aprilia, Arezzo, Padova, Pistoia, Prato, Umbria, Velletri, Valdarno invitano la cittadinanza alla conferenza internazionale

ACQUA PUBBLICA: REFERENDUM TRADITO
La vittoria dei referendum sull'acqua nel sistema del libero mercato dell'AEEG
La ripubblicizzazione del servizio idrico a Parigi e a Napoli guardando al futuro

PERUGIA, 9 e 10 MAGGIO 2015 - PALAZZO DELLA PENNA

Programma: Sabato 9 Maggio 10.00/13.00-15.00/19.00

-Referendum la vittoria e il raggiro. Con l'AEEG il profitto è diventato costo con il Prof. Enrico Carloni, docente di Diritto Amministrativo all'Università di Perugia.

- Politica dell'UE in materia di acqua: Direttive, ICE right2water, trattati di libero scambio, con Thierry Uso AQUATTAC.

-Le pratiche di autoriduzione e le altre contestazioni giuridiche nei confronti dei meccanismi di privatizzazione con l'Avv. Sandro Ponziani.

Esperienze di gestione pubblica e partecipata del servizio idrico:

- Anne Le Strat - Ex Presidente di “Eau de Paris”
- Avv. Maurizio Montalto Presidente dell'azienda speciale Acqua Bene Comune Napoli

Domenica 10 maggio 9.30/13.00

Quali strategie per l'acqua pubblica? Assemblea conclusiva, proposte e iniziative future in Italia e in Europa.



Comitato Umbro Acqua Pubblica

338.1912990 – 333.7826433

Uno Studio sulle Migrazioni

Il mio giovane amico Marco Omizzolo, sociologo e pubblicista, mi ha inviato la comunicazione che il suo ultimo libro di saggistica è nelle librerie. Purtroppo non posso pubblicare la copertina dell'Opera, del costo di euro 20,00, perché mi è stata inviata in pdf, sistema che la piattaforma che uso non accetta:

da oggi potrete trovare nelle librerie Feltrinelli (e anche in molte librerie on-line), la collettanea Migranti e territori, ediesse editore, curata da me e da Pina Sodano.
http://ediesseonline.it/catalogo/saggi/migranti-e-territori

http://www.unilibro.it/libro/omizzolo-m-cur-sodano-p-cur-/migranti-territori-lavoro-diritti-accoglienza/9788823019454


Migranti e territori
Saggi e ricerche di sociologia delle migrazioni
A cura di Marco Omizzolo e Pina Sodano
Introduzione Marco Omizzolo e Pina Sodano
1. Maurizio Ambrosini, Le famiglie immigrate nello sguardo degli italiani: i risultati di una
ricerca
2. Rina Manuela Contini e Mariella Espinoza-Herold, Transnational - Cultural Identity
Among Immigrant Students in Italy in a Globalized Era
3. Francesco Carchedi e Mattia Vitiello, La mondializzazione dei flussi migratori e le
ricadute nel sistema mediterraneo: il ruolo delle politiche sociali
4. Martina Tazzoli, La politica a intermittenza della mobilità e il confine militareumanitario
nel Mediterraneo. Mare Nostrum oltre il mare
5. Simone Andreotti, Dai centri d’accoglienza ad un sistema d’accoglienza per richiedenti
asilo e rifugiati
6. Federico Oliveri, Lotte dei migranti ai confini della cittadinanza: una proposta teoricometodologica
7. Carlo Colloca, Il modello mediterraneo di immigrazione e il diritto alla città
8. Fiammetta Fanizza, Le condizioni della residenzialità dei braccianti immigrati nella
campagne del Mezzogiorno
9. Marco Omizzolo, Il movimento bracciantile in Italia e il caso dei braccianti indiani in
provincia di Latina dopati per lavorare come schiavi
10. Tiziana Tarsia, La reputazione dei rom e altre storie da raccontare
11. Pina Sodano, La famiglia palestinese in diaspora. Uno studio comparato tra Italia e
Svezia
12. Francesco Della Puppa, Un bidesh nel mezzo del Mediterraneo. Traiettorie biografiche
e disposizioni migratorie nella diaspora bangladese in Italia
13. Fabrizio Coresi, Fronte libico: effetti collaterali della democrazia
14. Mjriam Abu Samra e Luigi Achilli, La Primavera Araba in Giordania: una lieve brezza o
il preludio alla tempesta perfetta?
15. Emilio Drudi e Marco Omizzolo, “Ciò che mi spezza il cuore”. Eritrea: dalla grande
speranza alla grande delusione
16. Franco Brugnola, L'assistenza sanitaria alle persone immigrate

L'idea di Società di Matteo Renzi

Da: La Gazzetta dello Sport

Come mai la scuola protesta contro Renzi e quali sono i punti dolenti della riforma?

Lo sciopero della scuola è riuscito, decine di migliaia di professori, studenti, membri del personale dei vari istituti hanno sfilato nelle sette città chiamate alla mobilitazione, inoltre — per la prima volta da tempo immemorabile — i sei sindacati che raggruppano i docenti (i tre confederali, più Gilda, Snals e Cobas) hanno protestato lo stesso giorno e questo fa pensare a una possibile azione unitaria anche futura.
Che cosa c’è che non va nella riforma di Renzi?
La stranezza è che i sindacati scioperano contro un piano di 100.701 assunzioni, che sarà perfezionato in modo da immettere queste nuove forze nella scuola già dal primo settembre. Noi diciamo “nuove forze”, si tratta in realtà di gente che lavora nella scuola da anni e che adesso viene stabilizzata. Si tratta dei precari di primaria, media e superiore e dei vincitori dell’ultimo concorso a cattedre. Senonché un anno fa Renzi aveva promesso molte più assunzioni – 140 mila – e la sistemazione anche degli idonei dell’ultimo concorso. Il sindacato su questo punto fa fuoco e fiamme, con l’aria di dire «tutti o nessuno». C’è anche la prospettiva che almeno 50 mila precari, in cambio di questa stabilizzazione, saranno allontanati dalla scuola per sempre. Ma il punto davvero dolente è quello dei presidi o dirigenti d’istituto.
Di che si tratta?
Renzi ha una tendenza generale a creare figure di responsabili, singoli individui che rispondano di quello che fanno. È la sua idea per la Rai – dove si pensa a un amministratore delegato con pieni poteri, svuotando il peso del consiglio d’amministrazione e della commissione parlamentare di vigilanza – ed è la stessa idea per la scuola, dove i vari organismi collegiali introdotti a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta verrebbero depotenziati a favore della figura del preside, promosso in un certo modo a “capo azienda”. Al preside, se la legge passerà senza altre modifiche, sarà affidato il compito di scegliere i professori da sistemare in cattedra, di distribuire i premi in denaro ai migliori, di valutare i docenti appena immessi in ruolo. È un potere notevole, che ricorda quello dei capi d’istituto d’una volta, contro cui si battè con assoluta convinzione il vecchio Pci, in nome della scuola democratica e partecipata. I dati internazionali stanno lì a dimostrare che questo modello di scuola, seducente nell’immaginazione degli intellettuali, nella realtà ha funzionato poco. Sforniamo alunni tra i meno preparati al mondo, e la classe docente (lo ha ricordato per ultima la scrittrice-insegnate Paola Mastrocola) è troppo spesso di una mediocrità inammissibile. Il preside forte è la soluzione? Chi sa. Almeno potrà essere un interlocutore.

Non credo che Matteo Renzi ci proponga "il migliore dei mondi possibili", ma credo che quelli che l'hanno preceduto ci hanno lasciato in un mondo che in Italia era diventato insopportabile.
Certo ci sono mondi invivibili, vedi i disperati che arrivano dall'Africa (ma non solo), ma noi siamo qui e la nostra Italia ce la siamo costruita con fatica e sangue, abbiamo vissuto due Guerre Mondiali nel secolo scorso, ci siamo ripresi dalle macerie e poi sono arrivati i vermi dei partiti famelici di potere e soldi e hanno iniziato, tutti d'accordo, a votarsi leggi-privilegio che li hanno messi in una condizione di "nobili" pre-rivoluzione, a gestire la Cosa Pubblica per arricchire gli amici, i bustarellari, depredando le Casse Pubbliche e, per rimpinguarle, hanno chiesto tasse, sempre più tasse, asfissiando i piccoli imprenditori, chiunque volesse intraprendere un'attività, mentre con concorsi indecentemente espletati hanno impinguato di incapaci e infingardi le uniche poltroncine del lavoro sicuro: quelle dei burocrati pubblici.
I sindacati sono diventati sempre più luoghi di potere da dove scalare le cariche pubbliche gettandosi in politica: vedi i vari Marini, Epifani, Cofferati, Ottaviano Del Turco ecc. ecc. ecc.. Perdendo la loro vera funzione, l'ultimo in ordine di tempo è Landini.
Per questo difendono i lavoratori blindati, quelli del Pubblico Impiego, soprattutto i più lavativi che protestano sempre e vogliono sempre più soldi. Ignorano che nell'impiego privato non era l'articolo 18 il problema, ma i giudici che reintegravano anche chi la "giusta causa" l'aveva provocata assentandosi senza motivo dal lavoro, e questo avveniva anche nel pubblico (ci sono casi finiti sulle cronache dei giornali di infedeltà palese ma reintegrati); nel privato c'erano e ci sono mille modi per ricattare il lavoratore, articolo 18 vigente o meno. Nella mia semplice esperienza di vita ho conosciuto e conosco persone a cui è stato fatto pesante mobbing per indurle a dare le dimissioni, oppure è stato chiesto di firmare lettere di dimissioni continuando però a sfruttarle sul lavoro in attesa di gettarle via quando fa comodo, oppure con contratti di 40 ore settimanali fargliene fare anche più di 70 senza pagare straordinario se non notturno o festivo al massimo... Ma queste sono cose che sanno tutti!
Cosa sta facendo Renzi con il suo governo? Sta tentando di cambiare qualcosa, per me in buonafede. Sono d'accordo su come vede la scuola e mai in tutti questi anni di disastri, si pensi alla Gelmini, ho sentito tanta acredine per una riforma.
Ugualmente sulla Legge Elettorale: qualcuno ricorda questi sommovimenti all'epoca dell'anticostituzionale Legge fatta da Calderoli, leghista, con il Governo Berlusconi?
Dov'era la sinistra che oggi attacca il suo Segretario e Capo del Governo?
E Salvini? Con quale faccia (ma capisco bene che la sua è quella che è) critica la Legge Elettorale attuale quando il suo partito è l'autore del Porcellum?  
Non c'è limite alla mancanza di autocritica e all'indecenza.
Gridando all'incostituzionalità hanno incitato il Presidente della Repubblica Mattarella a non firmarla!
Ma ci fanno o ci sono? Ovviamente ci fanno a permettersi di dire ad un Presidente che viene dalla Corte Costituzionale quello che deve fare! Ma la conoscerà la Costituzione Mattarella? O questi urlatori pensano di no? Infine, Mattarella ha fatto l'unica Legge Elettorale costituzionalmente valida che avevamo dopo la caduta della Legge Calderoli.
Siamo in un manicomio scomposto di gente irresponsabile, non in un valido confronto di idee.
Ricominciamo con gli slogan. Ora hanno trovato il "Preside-Sceriffo". Se c'è qualcuno che avrebbe ragione di validamente scioperare sono proprio i Dirigenti Scolastici. La riforma toglie loro i Vicepresidi, validissimi aiuti, dando loro altro lavoro.
Il guaio in questo Paese è che nessuno approfondisce come stanno veramente le cose perché leggere le leggi è noioso e faticoso: meglio imbrancarsi come pecore gridando slogan.
Non tutto quello che sta facendo Renzi mi trova d'accordo, ovviamente, ad esempio la depenalizzazione dei reati che hanno follemente definito "tenui". Non era questo il modo né di sollevare i magistrati dai mucchi di carte, né di sfoltire le carceri per non pagare multe alla bacchettatrice Comunità Europea...
Infine, per far capire che non sono "innamorata" di Renzi ma difendo alcuni principi che lui porta avanti, pubblico questa notizia che mi è arrivata per twitter:
Dopo la vicenda del Renzicottero, ora scoppia lo scandalo voli di Stato: il deputato del M5S Riccardo Fraccaro ha denunciato che il premier Matteo Renzi utilizzerà gli aerei di Stato per il suo tour in Trentino, per un costo di 26.000€ l'ora. Scrive Fraccaro: 

"ELICOTTERO E AEREI DI STATO PER I COMIZI DI RENZI IN TRENTINO: LA SUA PROPAGANDA CI COSTA 26MILA € L'ORA! ‪#‎RENZICOTTERO‬

Renzi continua a gettare i soldi dei contribuenti dal finestrino. Per il suo tour di propaganda in Trentino-Alto Adige, in vista delle prossime elezioni amministrative, il segretario del Pd ha utilizzato ancora una volta elicottero e voli di Stato. Ben due aerei, uno per il premier e i parlamentari Pd in qualità di personale di bordo, l'altro per il suo staff, tra cui cinque cameraman, un fotografo, due tuttofare e il capo del cerimoniale di Palazzo Chigi. Naturalmente è stato messo a disposizione anche l'immancabile Renzicottero per il trasferimento tra un punto e l'altro della campagna elettorale. Inoltre, per la cerimonia di accoglienza del capo Pd, si è dovuto utilizzare un aereo dei Carabinieri con cinque alti ufficiali.

Un'intera flotta aerea al seguito di Renzi per i tre comizi previsti a Trento e Bolzano, più le visite istituzionali tra questi appuntamenti. Sembra House of Cards, ma in realtà è House of Casta: l'ostentazione più insopportabile degli sprechi e dei privilegi, un autentico insulto alle difficoltà del Paese da parte del ducetto Pd. Il costo operativo dell'elicottero è di 8.400 euro l'ora, quello di ciascun aereo di Stato è di 9.000 euro l'ora: il costo totale della propaganda volante di Renzi in Trentino-Alto Adige è di oltre 26mila euro l'ora solo per gli spostamenti. Renzi sperpera i soldi pubblici in maniera ignobile. I portavoce a 5 stelle, indipendentemente dalla carica ricoperta, utilizzano i normali mezzi di trasporto per tutte le attività istituzionali, perfino il Presidente della Repubblica viaggia regolarmente in treno. Renzi invece, per fare tre comizi, ha bisogno di due aerei e un elicottero pagati dai contribuenti. Abbiamo già presentato un esposto alla Corte dei Conti sulle spese pazze del segretario Pd, dovrà rispondere di questa scellerato sperpero di risorse pubbliche. D'altra parte solo spostandosi in volo può sperare di evitare le proteste dei cittadini: altro che "la mia scorta è la gente", la stragrande maggioranza dei cittadini non vede l'ora di mandarlo a casa: il nominato premier scenda dall'elicottero e tolga il disturbo
".