Lo scrittore Saviano non mi è particolarmente simpatico, non ho letto il suo libro Gomorra né intendo leggerlo, giacché non ho bisogno di immergermi nei particolari abietti della Camorra per sapere cosa è ed averne schifo, inoltre non capisco perché con le mie tasse debbo pagargli la scorta, giacché NON è un magistrato né un commissario di Polizia, né un Ufficiale dei Carabinieri che, quale dipendente dello Stato, si occupa di Camorra per difendere lo Stato ed i suoi cittadini: Roberto Saviano è uno scrittore che ha scritto un libro dal titolo "Gomorra", da cui ha tratto tanti bei guadagni, comprese presenze televisive, sempre ben pagate, per pubblicizzare il suo libro ed il suo lavoro di scrittore in genere. Perché lo Stato deve pagargli una scorta? E' un privato cittadino che ha dato fastidio alla Criminalità organizzata con il suo libro da cui ha tratto profitto, e dunque si pagasse delle guardie private!! Detto questo, che ritengo una riflessione che si dovrebbero porre in molti invece di fare il solito gregge adorante e non pensante, difendo però Saviano là dove vedo la menzogna, o almeno quello che dai giornali appare tale. Sotto questo articolo del Corriere della Sera di pochi giorni fa, ma già trovabile solo in Archivio, un lettore ha scritto che sul Sole 24ore del 13 dicembre 2015 c'era un articolo, introvabile, in cui si parlava del padre di Roberto Saviano, Luigi, indagato per truffa. La cosa mi ha sorpreso ed ho fatto una piccola indagine addivenendo al fatto che già nel 2011 vari giornali, fra cui La Repubblica, scrivevano che il medico di base Luigi Saviano era stato coinvolto, suo malgrado, in un caso di omonimia: in un'indagine su dei giudici tributari era stata registrata una intercettazione fra gli indagati che parlavano di un Luigi Saviano che aveva fatto un ricorso alla Commissione Tributaria e che era un imbroglione, avendo emesso ricette false per prestazioni sanitarie mai avvenute. E' stato acclarato che NON del padre dello scrittore si trattava, ma di un suo omonimo, non avendo il padre di Roberto Saviano MAI fatto alcun ricorso ai giudici tributari. Ho scritto quanto sopra esposto rispondendo al commento del lettore con lo pseudonimo glover 2: NON è stato pubblicato. Quindi, non essendoci state altre smentite fra i commenti seguiti fino ad oggi, chiunque legga quell'articolo e i sottostanti commenti potrà pensare che il padre di Saviano è un truffatore!
Da: Il Corriere della Sera
di Fabrizio Caccia
DOPO IL SUICIDIO DEL PENSIONATO
Crac banche, le accuse dell’opposizione: «L’Etruria
e il papà di Renzi»
L’amarezza di Pier Luigi Boschi: «La banca non era più raddrizzabile». Donzelli: «i genitori del capo del governo hanno omesso di citare le loro reali cariche societarie nella dichiarazione che devono alla presidenza del Consiglio»
Commento del Lettore
glover213 dicembre 2015 | 18:04
Dall'articolo su "il Sole 24 ore" di oggi: ""Luigi Saviano, padre di Roberto, medico dell'Asl di Napoli, si trova già sotto processo per truffa, ricettazione, corruzione e concussione ai danni dell'Azienda sanitaria per un vicenda relativa a presunte prestazioni inesistenti, prescrizioni e ricette fasulle, nonché a rimborsi che non risulterebbero non dovuti. Una vicenda che fa riferimento al periodo 2000-2004.""
Nel dirittoitaliano, la truffa è l'ottenimento di un vantaggio a scapito di un altro soggetto indotto in errore attraverso artifici e raggiri. Nell'ordinamento giuridico italiano la truffa è un reato previsto dall'art. 640 del codice penale È definita come attività ingannatoria capace di indurre la parte offesa in errore attraverso artifici e raggiri per indurla a effettuare atti di disposizione patrimoniale che la danneggiano e favoriscono il truffatore o altri soggetti, procurando per questi ultimi un profitto corrispondente al danno inferto alla vittima.
"Chiunque, con artifizi o raggiri, inducendo taluno in errore, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da cinquantuno euro a milletrentadue euro. La pena è della reclusione da uno a cinque anni e della multa da trecentonove euro a millecinquecentoquarantanove euro:
se il fatto è commesso a danno dello Stato o di un altro ente pubblico o col pretesto di far esonerare taluno dal servizio militare [c.p.m.p. 162, 32quater];
se il fatto è commesso ingenerando nella persona offesa il timore di un pericolo immaginario o l'erroneo convincimento di dovere eseguire un ordine dell'Autorità [649]
Il delitto è punibile a querela della persona offesa, salvo che ricorra taluna delle circostanze previste dal capoverso precedente o un'altra circostanza aggravante"
Come si vede se ci si sente truffati bisogna agire querelando chi riteniamo ci abbia truffato.
Il pensionato di Civitavecchia invece di uccidersi poteva agire in tal senso, giacché in quello che gli è accaduto gli elementi di truffa ci sono tutti.
Chi gli proponeva di investire la sua liquidità in obbligazioni di una banca commissariata o, se temporalmente non ancora commissariata, in sicura difficoltà, commetteva truffa anche se spinto dalla dirigenza della banca a farlo, la quale in tal caso è correa nel reato di truffa.
Il codice parla chiaro, quindi la strada è la querela di parte.
Quelli che si trovano nella stessa situazione del pensionato suicida, ma sono vivi, hanno questa strada legale da percorrere.
Certo le pene sono risibili ma, se si ottiene la condanna penale, ci si può rifare in sede civile chiedendo ai condannati di risarcire con il proprio patrimonio personale il danno subito.
Strano che nessuno ne parli e scriva.
Eppure il Codice Penale parla chiaro.
Sul piano Politico invece apprendiamo dalla viva voce del Direttore Generale della Banca d'Italia che essa non ha gli strumenti legislativi per fare di più di quanto non abbia fatto fin qui. Nel contempo però dice che "ci vuole una legge per vietare la vendita allo sportello dei titoli a rischio" e che da tempo la Banca D'Italia avrebbe chiesto al Potere Legislativo di farla.
Ma, per citare gli ultimi Governi, questa Legge che vietasse "lo spaccio" di titoli rischiosi al dettaglio non è stata fatta né dal Governo Berlusconi, né dal Governo Monti, né dal Governo Letta, fino ad oggi con il Governo Renzi.
Quello che però viene rimproverato al Governo Renzi sono i rapporti imbarazzanti fra una Banca in difficoltà come la Banca Etruria ed uno dei più importanti Ministri del suo Governo.
E se è vero che "speculare sui morti fa schifo" è anche vero che troppo stretti sono questi rapporti familiari della brava Ministra Boschi con quella Banca. Suo padre non ne è più il Vicepresidente ma lo è stato fino a tempi recenti in cui la Banca era in forte sofferenza e lui non poteva non saperlo... Perché non ha impedito che si continuassero ad ingannare i clienti vendendo loro quei titoli che poi il decreto ha reso carta da camino?
Inoltre i giornali pubblicano la notizia, non so quanto vera così come scritta, che il padre del nostro Presidente del Consiglio sarebbe entrato in una Società con l'attuale Presidente della Banca Etruria.
Tutto questo deve essere chiarito dal Capo del Governo per rasserenare l'elettorato, non bastando assolutamente la solita inchiesta Parlamentare, giacché qualcuno disse: "Se si vuole affossare qualcosa basta aprire una Commissione Parlamentare di inchiesta".
Le nascondeva nel disco rigido del suo computer portatile all’interno di una cartella anonima, denominata «nuova cartella», a sua volta celata in una directory dal titolo «militare», che per il resto conteneva foto di aerei, carri armati e soldati in assetto di guerra o in azione.
Ed erano tantissime: 7064 immagini e 542 filmati in gran parte a sfondo pornografico, ma anche 21 immagini e 7 filmati pedofili, con protagoniste bambine che non lasciano dubbi sulla loro minore età: sui cinque-sei anni, assicura chi le ha viste. Poi vanno aggiunte altre 10.379 immagini e 332 video salvati su un disco rigido esterno, in cui c’erano tra l’altro i filmini a sfondo pedopornografico. Questi ultimi però Alberto Stasi li aveva cancellati: i tecnici informatici dei carabinieri del Ris di Parma li hanno recuperati attraverso l’«analisi dei cluster non allocati».
Da: Il Corriere della Sera
16 gennaio 2014 (modifica il 17 gennaio 2014)
Garlasco: Cassazione assolve Alberto Stasi dall’accusa di pedopornografia
Era stato condannato a 30 giorni convertiti in 2.540 euro di multa
L'Avv. Giarda, facendo breccia nel Collegio giudicante aveva messo in evidenza come il pc di Stasi
«non avesse il software necessario per scaricare quei file, dal momento che non aveva l’applicazione
E-mule ma solo il programma Morpheus, non adatto per scaricare i video. «Manca la prova che Stasi
li abbia scaricati - ha rilevato il suo difensore - e manca dunque l’elemento costitutivo del
reato che si perfeziona solo quando sia completata la visibilità del materiale pedopornografico».
Per Giarda la condanna dell’ex bocconiano «è una macroscopica violazione di legge» anche
perché la stessa perizia «non ha accertato lo scaricamento» delle immagini incriminate che
sarebbero soltanto «frammenti di un contenuto molto più vasto di tipo pornografico»
la cui visione e detenzione è, però, lecita.
Bisogna leggere diversi articoli di giornale sull'argomento
per riuscire a capire qualcosa di reale estrapolando solo
le cose ripetute, dunque certe.
Purtroppo abbiamo un giornalismo che, pur avendo accesso
diretto alle informazioni, che provengono sempre
dalle forze dell'ordine, dai periti o dalla magistratura,
si perde in parole inutili non spiegando a chi legge i
particolari tecnici nella loro esattezza. Forse per stessa
ignoranza del cronista che deve scrivere di tutto, senza avere
specifiche competenze nelle più svariate materie.
Quello che si è capito è che il Dott. Alberto Stasi non
poteva essere condannato per il materiale pornografico
trovato sul suo PC, giacché questo non è reato.
E' reato detenere materiale pedopornografico e sembra che il bravo Avv. Giarda
ha convinto i giudici che quel materiale egli non lo aveva detenuto volontariamente,
ma che sia capitato casualmente scaricando, appunto, più genericamente
materiale pornografico che aveva addirittura archiviato in una cartella,
nascosta dentro un'altra cartella (directory) mimetizzata con immagini militari.
Questa la verità processuale che, sbandierata da un pessimo giornalismo fuorviante,
è diventata la cancellazione assoluta che lui abbia mai detenuto materiale di un
certo tipo.
Tutti coloro che usano un PC e vanno sul WEB sanno che casualmente possono
imbattersi in siti osceni e che questi possono finire nella cache. Io stessa ho
pubblicato quanto mi è accaduto in proposito, insieme però al fatto che ho
immediatamente fatto denuncia sul sito della Polizia Postale e che poi mi
sono recata nel più vicino Commissariato per ratificarla.
Il ritratto che è scaturito di Chiara Poggi è di una ragazza normale, che deve
essersi resa conto di alcuni aspetti della personalità di chi aveva intenzione
di sposare che per lei erano inaccettabili.
Alberto Stasi si è visto riflesso nello specchio Chiara che lo giudicava e lo
Da: Il sole24ore
Annullare la condanna a 16 anni inflitta ad Alberto Stasi e celebrare un nuovo processo. Queste le richieste del sostituto pg di Cassazione, Oscar Cedrangolo, nell'ambito del processo davanti alla Suprema Corte sull'omicidio di Garlasco. Secondo il magistrato vanno accolti sia il ricorso della procura generale che quello della difesa dell'imputato e, dunque, va annullata con rinvio la sentenza di condanna emessa dalla Corte d'assise d'appello di Milano il 17 dicembre dello scorso anno, in sede di appello-bis. La requisitoria del Pg
Il procuratore generale Cedrangolo nella sua requisitoria ha sottolineato «la debolezza dell'impianto accusatorio», che ha portato alla condanna. Nell'articolata relazione ha scandagliato punto per punto gli indizi che hanno portato la corte d'appello di Milano lo scorso anno, dopo il rinvio della Cassazione, ad emettere la condanna. «In questa sede non si giudicano gli imputati ma le sentenze. Io non sono in grado di stabilire se Alberto Stasi è colpevole o innocente. E nemmeno voi» ha detto il pg rivolgendosi al collegio, «ma insieme possiamo stabilire se la sentenza è fatta bene o fatta male. A me pare che la sentenza sia da annullare». Il pg ha sottolineato che a suo avviso «potrebbero esserci i presupposti di un annullamento senza rinvio, che faccia rivivere la sentenza di primo grado» e quindi l'assoluzione di Alberto.
Ma il procuratore ha sottolineato come la prima sentenza della Cassazione dell'aprile 2013 abbia voluto «ascoltare il grido di dolore» dei genitori di Chiara Poggi nel chiedere di trovare l'assassino della figlia: «Ho apprezzato lo scrupolo della Cassazione, quando dopo le due assoluzioni ha chiesto un nuovo giudizio. E vi chiedo di concedergli lo stesso scrupolo». Il pg ha quindi suggerito che si dispongano «nuove acquisizioni o differenti apprezzamenti» ma ha poi precisato che «l'annullamento deve essere disposto sia in accoglimento del ricorso del pg, sia di quello dell'imputato. Perché se Alberto è innocente deve essere assolto, ma se è colpevole deve avere la pena che merita».
Quello che se ne conclude è che la gente lavora male, non sa fare il proprio lavoro, dunque accumula errori su errori con costi per il bilancio dello Stato e senza essere capace di dare Giustizia.
Ormai la gente è stanca, veramente stanca di vedere questa pseudo giustizia avvoltolarsi su se stessa senza concludere niente. I processi si ripetono, passano gli anni e lasciano l'amaro in bocca.
Questo porta sfiducia nelle Istituzioni, uno stanco cinismo nei commenti, una piatta rassegnazione.
Persino io che sono per carattere combattiva e mi ostino a credere nelle Istituzioni debbo arrendermi allo stracco disfattismo che mi circonda.
Oggi con mio marito abbiamo commentato stancamente: "Peggio per chi ci capita".
In effetti non si capisce l'agire, prima, di chi ha condotto le indagini, poi di una magistratura che non sa avere un parere univoco, oltre a scrivere male le sentenze... Una vicina dice di aver visto un certo tipo di bicicletta poggiata davanti alla casa della vittima e non si va a casa di Stasi, così strano nella sua telefonata ai Carabinieri fin dall'inizio, a prelevarla. Peggio, se ne preleva un'altra! Tardivamente e a processi successivi si arriverà al pedale sostituito, alle tracce di sangue di Chiara su di esso e alle sconcertanti "spiegazioni" dell'imputato che "Chiara aveva le mestruazioni e gocciava sangue..."
Onestamente io lo metterei in galera solo per questa fasulla dichiarazione a copertura di ben altro..
Sono donna ed ho una figlia femmina e non posso proprio immaginare una giovane pulitina come Chiara che "gocciola il suo sangue mestruale in giro"! Aggiungo che non ho mai conosciuto amiche o altre persone della mia cerchia che lasciassero gocciolare il loro sangue mestruale in giro.. fino ai pedali della bici!!
Chiara non era una cagna! Stasi sarebbe da querelare da parte della povera madre di questa figlia barbaramente uccisa.
Dal Blog di Matteo D'Errico (per aprire il video, quadrato nero in basso, cliccarvi sopra, appare la scritta "Apri video in altra scheda", sulla barra in alto appare il link matteoderrico, cliccare per vedere ed ascoltare il video)
ANGELO FERRILLO (TERRA DEI FUOCHI) TRASCINATO VIA, NELL’INDIFFERENZA, PRIMA DELL’ARRIVO DI MATTARELLA
Angelo Ferrillo l’ideatore e responsabile dell’associazione “La Terra dei fuochi” è stato allontanato di peso dai poliziotti dall’aula magna dell’Università Suor Orsola Benincasa dove era atteso il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Ferrillo voleva consegnare al Capo dello Stato un invito sottoscritto dagli associati della “Terra dei fuochi”. “Sono entrato chiedendo permesso e mostrando i miei documenti, non trovato l’accredito inviato all’ufficio del cerimoniale, allora chiedevo e mi hanno lasciato entrare sedendomi tra il pubblico in ultima fila con gli universitari. Quella dell’accredito è stato – ha raccontato Ferrillo – un pretesto perché forse qualcuno non vuole arrivino certe informazioni al presidente Mattarella”. Ferrillo ha poi aggiunto: “Non immaginavo che una pubblica università sarebbe diventata un’accademia militare o un circolo privato. Ripeto, volevo solo consegnare nelle mani del presidente della Repubblica la nostra lettera che, sin dal suo insediamento, nessuno pare gli voglia consegnare”.
Del fatto se ne è occupato in un servizio, Luca Abete, inviato di “Striscia la notizia”. Dopo aver riproposto il video della “cacciata” nel quale si vedono gli agenti in borghese, insieme al questore, strattonare e prendere con la forza il blogger de “La Terra dei Fuochi”, l’inviato del programma satirico di Canale 5 intervista il diretto interessato.
Davanti alle telecamere di Mediaset, Ferrillo spiega che per l’evento al Suor Orsola era accreditato come portavoce dell’associazione “La Terra dei Fuochi” e che è stato cacciato soltanto perché voleva rilasciare per il Capo dello Stato un invito sottoscritto dagli associati. Durante l’intervista, il blogger si è commosso e ha pianto. Luca Abete ha chiuso il servizio lanciando un appello rivolto a Mattarella perché prenda a cuore il dramma dei territori campani interessati dai roghi tossici.
Video Player
Angelo Ferrillo, dopo aver vinto le selezioni a candidato per le elezioni regionali in Campania, è stato prima sospeso e poi espulso dal Movimento 5 Stelle, perchè avrebbe criticato le modalità di reclutamento politico del movimento di Beppe Grillo.
Sarà per questo motivo che il vice presidente della Camera, il grillino Luigi di Maio, presente, in prima fila, nell’aula magna dell’Università Suor Orsola Benincasa ad attendere il Presidente Mattarella non è intervenuto per fermare i modi rudi con cui Ferrillo è stato allontanato dalla sala? Dov’è finito quel M5S che doveva dare voce a tutti i cittadini, l’”uno vale uno”?
Per Natale propongo agli adulti di leggere o rileggere due favole comprensibili, nel loro significato profondo, più in età adulta che da bambini: Pinocchio e Alice nel Paese delle Meraviglie. In esse c'è già tutto quello che poi scopriremo nella vita e che Collodi e Charles Lutwidge Dodgson hanno inserito mirabilmente in simbolismi narrativi di storie che dai bambini vengono recepite nel loro aspetto più superficiale, avvertendo però confusamente anche il messaggio educativo. Pinocchio è la scelta se essere un burattino o un bambino vero, e questo passa attraverso la scuola, se voler capire acculturandosi o meno, e passa attraverso l'affrancamento dall'influenza nefasta dei finti amici e dai rovinosi consiglieri che dicono: "Dammi i tuoi zecchini d'oro, li semineremo e crescerà l'albero con tanti zecchini d'oro e tu sarai ricco!" Alice incontra ogni genere di folli che pretenderanno di coinvolgerla nelle loro pazzie, comportandosi come se tutto quello che fanno sia normalissimo e riprendendola per di più!
Alice, il coniglio irraggiungibile perché sempre di corsa, e la Regina di cuori assolutamente pazza.
Roma - Il presidente del Consiglio interviene sulla tragica vicenda del pensionato suicida dopo aver perso tutti i risparmi depositati in Banca Etruria: "Non sono abituato a strumentalizzare la vita e soprattutto la morte delle persone", ha detto il premier nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi.
"Naturalmente il governo esprime il proprio dolore e fa le condoglianze alla famiglia. Ma - ha aggiunto il presidente del Consiglio - io dico meno male che abbiamo fatto il decreto perche' senno' la situazione sarebbe stata anche peggiore: almeno, abbiamo salvato migliaia di conti correnti. Tuttavia - ha proseguito - stiamo cercando di poter individuare una soluzione, soprattutto per gli obbligazionisti, nei limiti delle regole europee, una forma di 'ristoro'".
Il premier propone al Parlamento "una commissione di indagine", o "sindacati di valutazione, sul sistema bancario degli ultimi 10 anni. Mi sembra un'ottima idea. Le regole delle banche adesso le decide l'Europa. Molti paesi hanno messo molti soldi per salvare le banche, anche la Germania. L'Italia no. Oggi le regole sono cambiate e anche se volessimo non potremmo fare come hanno fatto altri paesi in passato. Il sistema italiano e' oggettivamente piu' solido di quello tedesco, ma alcune realta' avevano bisogno di interventi immediati".
"In Italia ci sono tante banche, la stragrande maggioranza e' solida e ben governata - ha proseguito - dobbiamo favorire un processo in cui le banche piccole si mettono insieme. Questo vuol dire qualche poltrona in meno e un sistema piu' solido. Negli ultimi 10 anni non e' stato fatto e lo stiamo facendo ora. Lo sforzo del governo va in questa direzione".
LA UE ACCUSA L'ITALIA, "VENDUTI PRODOTTI NON IDONEI" - Dall'Ue arriva l'accusa all'Italia: sono stati venduti prodotti non idonei. Bruxelles attacca: nel caso di Banca Marche, Carife, CariChieti, e Banca Etruria, "c'e' chiaramente una conseguenza per dei cittadini che si sono ritrovati con della banche che stavano vendendo prodotti non idonei", ad ogni modo le misure adottate dal governo italiano per far fronte alla crisi di liquidita' dei quattro istituti di credito "sono state ritenute compatibili con la legislazione europea", dice il commissario Ue per la Stabilita' finanziaria e i servizi finanziari, Jonathan Hill.
LA CEI, "DOBBIAMO FARE DI PIU' - Anche il segretario generale della Cei, Nunzio Galantino, interviene sulla tragica vicenda del pensionato suicida: "Dobbiamo fare molto di piu' perche' in Europa non conti solo il valore del Pil. Vogliamo che questo faccia riflettere un po' tutti quanti a non misurare la vita e il progresso della civilta' soltanto con il Pil o le percentuali dei soldi. Speriamo di no".
ESPOSTO DEL CODACONS - Il Codacons ha deciso di presentare un esposto alla Procura della Repubblica per il grave reato di istigazione al suicidio. "In particolare vogliamo sapere - afferma il presidente Carlo Rienzi - se eventuali comportamenti di organi pubblici o soggetti privati abbiano potuto in quale modo contribuire al tragico gesto, spingendo l'uomo alla disperazione e quindi al suicidio. Si tratta di un episodio gravissimo, e il rischio maggiore e' quello dell'emulazione".
SALVINI ATTACCA - Sul fronte politico Matteo Salvini chiede "l'azzeramento" della Banca d'Italia: "Sono pagati per vigilare. Cosa vigilavano? Dove erano? Banca Etruria, CariFerrara, MontePaschi, dove sono i vigilanti? Toccava a loro, dovrebbero pagare loro. Le colpe sono equamente distribuite perche' la nuova normativa europea sulle banche, avallata da Renzi, tira in ballo i correntisti, quindi se saltera' una banca d'ora in poi non paga il banchiere, paga chi ha il conto corrente, ma le sembra normale?". (AGI)
Da: Repubblica.it 2 luglio 2015
Approvata la legge Ue, le banche saranno salvate da azionisti e creditori
La Camera approva la legge di delegazione europea, che recepisce 56 direttive e 9 decisioni quadro della Ue. Dal 2016 i problemi degli istituti di credito andranno risolti dall'interno, non con interventi esterni, anche ricorrendo ai depositi superiori ai 100mila euro
MILANO - Il 'bail-in', il salvataggio delle banche ad opera di azionisti e creditori, arriva anche in Italia. La Camera ha approvato la legge di delegazione europea che con 270 voti favorevoli, 113 contrari e 22 astenuti. Il testo recepisce 56 direttive e 9 decisioni quadro della Ue, andando verso una ulteriore riduzione delle procedure d'infrazione a carico dello Stato, che attualmente ammontano a 92. Il disegno di legge definitivamente approvato oggi a Montecitorio prevede il recepimento di norme in materia di agricoltura, giustizia e salute, di disposizioni sull'Unione bancaria europea finalizzate alla stabilità dei mercati finanziari (meccanismo di vigilanza unica, vigilanza sui depositi, disciplina della crisi bancaria e il ricorso a strumenti di intervento pubblico), indica principi e criteri per l'attuazione della direttiva in materia di organismi di investimento collettivo in valori mobiliari e della direttiva sulle sanzioni penali in caso di abusi di mercato, prevede deleghe per l'adeguamento della normativa nazionale a disposizioni sugli strumenti derivati. Potranno poi essere previste soglie più alte per le comunicazioni rilevanti, e dovrà essere di almeno 20mila euro la sanzione per insider trading.
Fra le direttive comunitarie di cui il provvedimento prevede il recepimento, figura quella sul 'bail-in' per le crisi bancarie. La norma stabilisce che dal 2016 i problemi degli istituti di credito andranno risolti dall'interno, non con interventi esterni, anche ricorrendo ai depositi superiori ai 100mila euro, oltre che agli azionisti e agli obbligazionisti meno assicurati. Fra i criteri di delega figura quello per cui il governo dovrà valutare "l'opportunità di stabilire modalità applicative del bail-in coerenti con la forma societaria cooperativa". Un meccanismo, scattato nel caso di Cipro, che ribalta il paradigma visto con la crisi finanziaria: si passa da un sistema in cui la risoluzione delle crisi è imperniata sul ricorso ad apporti esterni, forniti dallo Stato (bail-out) ad un nuovo sistema, che ricerca all’interno degli stessi intermediari le risorse necessarie tramite il coinvolgimento di azionisti e creditori (bail-in).
Che sembri normale o no a Salvini ci dobbiamo stare: l'UE docet.
Ma dimenticavo che Salvini in Europa non ci vuole stare e nemmeno nell'euro. Almeno così diceva fino a poco tempo fa, salvo cambiamenti di rotta..
Negli articoli che riporto non è sufficientemente chiaro che la normativa europea, a cui ci siamo attenuti anche noi, prevede la partecipazione alle perdite per i depositi sopra i 100.000 euro. Stiano tranquilli dunque i piccoli correntisti. Inoltre rimane presentemente in piedi il Fondo Interbancario che garantisce i depositi fino a 100.000 euro:
IL LIMITE DI COPERTURA E’ PER DEPOSITO O PER DEPOSITANTE?
R. Con decorrenza 7 maggio 2011 il limite di copertura per depositante è stato portato da 103.291,38 euro a 100.000 euro, per effetto del Decreto Legislativo 24 marzo 2011, n. 49 di recepimento della Direttiva 2009/14/CE nell'ordinamento italiano.
Diverso è se si parla di acquisto di azioni o obbligazioni.
Consiglio che non vale niente della sottoscritta: NON investite il vostro denaro in azioni o obbligazioni se NON ne capite a fondo... Guai a fidarsi dei funzionari di banca: stipendiati per acchiappare soldi vi diranno sempre che VI CONVIENE..
So che molti che mi leggono trovano risibili le mie speranze su Matteo Renzi, anche se mi stimano e mi vogliono bene.
Penso che l'esercizio del Potere non può non piegarsi anche alle richieste e alle istanze più diverse. Quello che non si può accettare è che si pieghi a compromessi illegali, come hanno fatto tanti che hanno esercitato il Potere in Italia negli anni trascorsi e passati.
Penso che la formazione cattolica di Matteo Renzi unita alla sua idea di sinistra lo ispiri realmente nelle sue scelte.
Scelte che certo non può imporre così come le ha concepite insieme alla squadra di Governo: già così lo accusano di dittatura.. Ne consegue che le Leggi e le Riforme escono inevitabilmente modificate rispetto al suo pensiero.
Sulla Legge sul reato di Omicidio Stradale ha posto la fiducia e di questo molti si stupiscono. Io non mi stupisco e trovo che in questa scelta sta il meglio di Matteo Renzi. Egli ha fatto una promessa e sente fortemente questo impegno. In queste scelte morali io vedo un uomo, più giovane dei miei figli, che crede in valori che sono anche i miei. Chi è Matteo lo si vede anche dalle sue scelte di vita: il matrimonio, i suoi tre figli.
L'esercizio del Potere sta sicuramente mettendo a dura prova la sua vita privata. Per il tempo che deve necessariamente stare lontano dalla sua famiglia, per l'esposizione mediatica a cui è sottoposta la pur discreta moglie... Se saranno bravi ce la faranno.. Lo spero per loro.
Intanto lui continua a provare a FARE in mezzo a tante opposizioni.
Debbo dire che le riflessioni di una persona come Nitto Palma, che a me non piace, ma che nel caso della legge in discussione dice cose condivisibili, sono giuste: egli dice che se i magistrati avessero applicato le aggravanti, come descritto nel reato di omicidio colposo, le pene sarebbero arrivate anche a 10 anni di carcere e non ci sarebbe stato bisogno di questa mobilitazione generale contro l'ingiustizia.
Questo argomento lo aveva già messo in risalto l'Avv. Ligotti, all'epoca in IdV come me, ed io ne scrissi in uno dei numerosi post di cui riporto sopra i links. Dunque è la magistratura di nuovo sotto accusa a mio avviso: la sua lentezza, approssimazione, contraddizione, comporta ingiustizia che poi il potere politico cerca di sanare, come la depenalizzazione di 112 reati "minori", che minori non sono, per facilitare il lavoro al secondo Potere dello Stato, discutibile nel suo agire almeno quanto il Potere Politico.
Una infrazione frequente è il NON rispetto nell'immissione nelle rotonde, cosiddette all'europea, della precedenza che si deve a CHI GIA' STA IN ROTONDA : scientemente i prepotenti ignorano il triangolo del cartello verticale come i triangoli della segnaletica orizzontale e tagliano la strada. Qualora il conducente dell'auto già in rotonda suoni protestando, spesso costoro si fermano bloccando il traffico e impedendo a chi ha protestato di proseguire, dando così segno della loro protervia a rivendicare il diritto di NON rispettare il Codice della Strada. La cosa è così frequente e non punita che si assiste ad automobilisti che, stando già in rotonda, si fermano indecisi per far passare chi si sta immettendo, creando incertezza nella circolazione che si fa confusa e quindi a rischio di incidenti.
Che il processo messo in campo dall'India nei confronti dei due fucilieri di marina,Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, fosse al limite del ridicolo, non è una novità.
Ma dalle carte che i legali indiani hanno consegnato al Tribunale internazionale per il diritto del mare di Amburgo, emergono alcuni dettagli sconcertanti.
Non solo quelle testimonianze fotocopia rilasciate da alcuni pescatori sopravvissuti il giorno in cui Valentine Jelastine e Akeesh Pink persero la vita, ma soprattutto l'allegato numero 4 che riporta l'autopsia svolta sul corpo dei due pescatori uccisi. Sembrava essersi persa nei cassetti dei tribunali indiani, e invece è rispuntata ad Amburgo. Nel documento, la prova che i proiettili che hanno colpito a morte i due indiani non sono quelli in dotazione ai marò.
Le deposizioni
Come riporta il Quotidiano Nazionale, in un articolo a firma di Lorenzo Bianchi, le testimonianze di chi avrebbe assistito alla morte dei due pescatori si assomigliano eccessivamente. Come se nell'essere redatte fossero state scritte dalla stessa mano e opportunamente falsificate in modo da dimostrare la colpevolezza di Latorre e Girone. Dopo gli eventi del 15 febbraio 2012 al largo delle coste del Kerala, i testimoni dichiarano che gli assassini sono i "sailors", i marinai, facendo nome e cognome dei due marò. Le testimonianze, allegate tra le carte che l'India ha depositato ad Amburgo, sono contenute nell'allegato 46.
A rilasciarele sono il comandante del peschereccio, Freddy Bosco (34 anni), e il marinaio Kenserian (47), i quali dichiaro "onestamente e con la massima integrità" che la loro imbarcazione "finì sotto il fuoco non provocato e improvviso dei marinai Massimiliano Latorre e Salvatore Girone della Enrica Lexi".
Il primo campanello d'allarme riguarda proprio il duplice errore riportato nei verbali. Entrambi i marinai, infatti, avrebbero sbagliato a pronunciare il nome della nave difesa dai Marò, che infatti si scrive "Lexie". Ora, la cosa più probabile è che entrambe le dichiarazioni siano state scritte dalla stessa persona con una sorta di "copia e incolla" necessario per far coincidere le due versioni.
Ma non sono solo queste le corrispondenze. Altri passaggi sembrano scritti con la carta carbone. Secondo i due testimoni, i "tiri malvagi" hanno provocato la "tragica morte dei cari amici e colleghi Valentine, alias Jalestin, e Ajesh Binke". Anche sulle loro condizioni dopo l'evento, la versione coincide in maniera sospetta. I due pescatori avrebbero subito una "indicibile miseria e una agonia della mente, una perdita di introiti. La nostra ordalia non è finita".
Secondo Luigi Di Stefano, perito di parte che ha seguito la vicenda di Ustica, l'India non avrebbe dovuto consegnare queste carte al Tribunale di Amburgo. Che non aveva il compito di giudicare le responsabilità dei Marò, ma solo quale fosse il Paese legittimato a tenere il processo. Un modo quindi per ribadire la colpevolezza non dimostrata di Latorre e Girone, mossa che però ha fatto calare un velo di legittima dubbiosità sulla veridicità delle testimonianze.
Il proiettile
Non è tutto. Perché il più interessante dei documenti consegnati dai legali indiani ai giudici di Amburgo è l'autopsia che l'anatomo patologo K. S. Sasika fece sui due pescatori uccisi. Nella seconda pagina dell'allegato 4, infatti, si legge che il proiettile estratto dal cervello di Jalestine è troppo grande per essere uscito dalle armi dei fucilieri di marina. Quello misurato dal medico aveva un'ogiva di 31 millimetri, una circonferenza di 20 millimetri alla base e di 24 nella zona più larga. Le munizioni in dotazione ai Marò, invece, sono dei calibro 5 e 56 Nato.
Da: DAGOSPIA
L’EX MINISTRO DEGLI ESTERI GIULIO TERZI RACCONTA DELLE PRESSIONI DEL GOVERNO MONTI SUI PM PER RISPEDIRE IN INDIA I MARÒ: “PERCHÉ NON E’ STATO ACQUISITO IL DOCUMENTO SULL'IMPOSSIBILITÀ COSTITUZIONALE DI MANDARE INDIETRO I FUCILIERI?”
"Io non vedo nessun motivo se non quello di coprire alcuni scheletri nell'armadio di personalità politiche e di governo che hanno voluto rimandare i nostri fucilieri di marina in India per considerazioni legate agli affari e agli interessi economici ma che non appartengono a una buona conduzione della politica estera”…