martedì 12 gennaio 2016

Malcostume

Da: La Stampa

Il sindaco di Vicenza Achille Variati si è auto multato per aver parcheggiato in uno stallo riservato alle persone disabili. Non si era accorto delle strisce gialle, così almeno ha detto al magazine on line Vicenza Today che aveva pubblicato lo scatto di un cittadino che testimoniava l’ infrazione. E’ indubbio che si stia sempre più affermando in vari siti web o gruppi su Facebook la tendenza di pubblicare, con tanto di targa, le foto dei “ladri di parcheggio per disabili”. La procedura è sicuramente ai limiti del rispetto della privacy delle persone immortalate e svergognate, ma indubbiamente è al momento un forte deterrente rispetto a una prassi incivile molto in voga nel nostro paese.
Di Gianluca Nicoletti

Da: Vicenza Più

Sindaco Variati si auto multa. Fischieranno almeno le orecchie al "comandante" Rosini?

Di Edoardo Andrein  Domenica 10 Gennaio alle 22:42 
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Dopo che sul web è circolata una foto dell'auto del sindaco Achille Variati parcheggiata (tra l'altro male, storta, occupando due stalli...) nel posto per disabili del parcheggio davanti a Happy Casa in viale Trento a Vicenza, che effettivamente quando cala la sera diventa piuttosto buio non essendo illuminato, il sindaco si è sinceramente scusato e si è auto multato: ha fatto, infatti, sapere che devolverà l'equivalente della multa per sosta non autorizzata su un posto per disabili ad un'associazione che lavora per i disabili.

Una evidente differenza di comportamento tra il sindaco Variati, il “capo”, e il suo sottoposto, Cristiano Rosini, comandante per giunta della Polizia Municipale che non solo non ha fatto mea culpa, auto multandosi, ma si è appellato a un diritto molto discutibile di girovagare in Ztl, dove Striscia la notizia l'ha beccato mentre circolava non per errore, ma per accompagnare la moglie allo shopping e la prole a scuola.
E su cui torneremo a breve con una rivelazione...

Troppe persone hanno bisogno di essere "spubblicate" per comportarsi bene. Segno che di fronte a sé stessi sono di manica larga, si concedono libertà, sforamenti, menefreghismi che poi sono costretti a giustificare goffamente se scoperti. Quello che infastidisce è che codeste persone, che si comportano correttamente solo quando qualcuno le vede, come dei bambini che trasgrediscono se la mamma è assente,  occupano posti di responsabilità in cui debbono, nel caso, riprendere chi sgarra. 

Rocca Priora RM denaro pubblico gestione privata

LA PISCINA È COMUNALE, GLI AMMINISTRATORI LA INAUGURANO, LA SOCIETA' PRIVATA CHE LA GESTISCE NON PAGA NIENTE E INCASSA
Che a Rocca Priora ci sia una piscina a noi della Voce Nuova FA PIACERE. La piscina è un'opera pubblica, realizzata con soldi pubblici (2 milioni e 500mila euro). Ma l'assegnazione di un bene pubblico ai privati deve essere fatta nel rispetto della legge che prevede una gara per aggiudicare la concessione per la gestione della piscina con il relativo vantaggio economico per il Comune. Questo non è avvenuto e questo NON CI PIACE, perché le regole vanno sempre rispettate. Non a caso il Comune dovrà difendersi da un ricorso al Tar presentato da un'altra ditta. Intanto gli amministratori si vantano dell'opera, ma l'impianto è stato dato in gestione GRATIS per "5 anni +1" a una società privata. E la cosa NON CI PIACE.

La Voce Nuova - Rocca Priora Inoltre qual è il vantaggio per i cittadini di Rocca Priora? Pagano la stessa quota di qualsiasi altro abitante dei comuni limitrofi, come se la piscina fosse privata. Non ci sogniamo di proporre che i roccaprioresi possano utilizzarla gratuitamente, ma chiediamo almeno, visto che il Comune non incasserà nulla, che ci siano delle riduzioni per i residenti anche tenendo conto delle fasce di reddito.
QUESTO CI PIACEREBBE

Catia Luciani Nn ci credo ..ma il comune fa beneficenza? ...
La Voce Nuova - Rocca Priora E' proprio così....I nostri consiglieri hanno analizzato attentamente tutta la documentazione...


Da: Il Mamilio

Rocca Priora, il M5S: ''Piscina comunale: chi ci guadagna?''

lunedì 11 gennaio 2016

David Bowie: il suo testamento

Magico David

Da: Il Messaggero
E' morto David Bowie: da 18 mesi lottava contro il cancro
E' morto David Bowie. La notizia, data da Sky News, è stata confermata dalla famiglia. Il Duca Bianco si è spento nella notte in casa sua. Aveva compiuto 69 anni l'8 gennaio, data dell'uscita del suo ultimo album, Blackstar. Una scomparsa che ha colto tutti di sorpresa perché sebbene Bowie non stesse bene da tempo e nonostante le sue smentite, si vociferava persino di un suo ritorno sul palco, per dei concerti live. David Bowie è «morto oggi pacificamente sostenuto dalla sua famiglia dopo 18 mesi di battaglia contro il cancro», hanno scritto i famigliari della grande rockstar britannica sull'account Twitter ufficiale dell'artista, chiedendo di «rispettare la sua privacy».


Bello anche da vecchio e malato



Un artista grandissimo che si è dato completamente, senza confini, che ha saputo fare arte anche la sua morte


sabato 9 gennaio 2016

ERA ORA!!!

Da: Il Corriere dello Sport.it

Svolta nel calcio: sarà sperimentata la moviola in campo

Per il momento non si conoscono ancora i dettagli né le modalità del protocollo che potrebbe portare all'introduzione della video-assistenza per gli arbitri
VENERDÌ 8 GENNAIO 2016 18:16
LONDRA (INGHILETRRA) - Rivoluzione in arrivo per gli arbitri: l'International Board, 'sacro custode' delle regole del calcio, ha raccomandato alla Fifa di varare la sperimentazione dell'uso della video-technology in campo, a supporto degli arbitri, nella prossima riunione prevista dal 4 al 6 marzo a Cardiff. Dopo anni di discussioni e di contrarietà, l'International Football Association Board per la prima volta si è espressa a favore. L'indiscrezione, trapelata ieri dopo la riunione dell'Ifab.
Che dire? Era ora! I video in diretta toglieranno agli arbitri il potere di imporre i loro umani errori, a volte supposti con dolo...
Non si capisce la resistenza fino ad oggi.. O forse sì: qualsiasi rendita di posizione oppone resistenze al cambiamento e, in questo caso, l'opposizione non aveva motivazioni logiche che giustificassero l'oscurantismo verso una tecnologia rea di mostrare semplicemente la verità visiva in modo accurato e scevro da errori umani.

venerdì 8 gennaio 2016

Processo per l'assassinio di Yara Gambirasio

Université de Fribourg
Universität Freiburg
Logo
StatoSvizzera Svizzera
CittàFriburgo
Nome latinoUniversitas Friburgensis
MottoScience et Sagesse/Wissenschaft und Weisheit (Scienza e saggezza)
Fondazione1889
TipoUniversità pubblica
FacoltàLettere e filosofia, giurisprudenza, scienze economiche e sociali, scienze matematiche e naturali, teologia
RettoreAstrid Epiney
Studenti9 826 (2007)
AffiliazioniBENEFRI
Sito webwww.unifr.ch
Da: L'ECO di Bergamo

Quando ha preso la parola il pm Letizia Ruggeri, è esploso uno scontro accesissimo tra lo stesso pm e l’avvocato Claudio Salvagni, legale di Bossetti. Il pm ha chiesto conto a Denti dei suoi titoli di studio. Il criminologo ha risposto che la sua laurea è triennale e l’ha conseguita a Friburgo in Svizzera. In Italia ha il diploma di ragioniere. Il clima è diventato incandescente e, quando il pm Ruggeri ha replicato che a Friburgo con c’è l’Università di Ingegneria, ma soltanto un Istituto tecnico, Salvagni, non si è più trattenuto: «Adesso basta, è un processo al consulente o a Bossetti? Si stanno spendendo i soldi dei contribuenti per fare indagini sui nostri consulenti. A parte che per svolgere il lavoro di consulente non è necessaria una laurea, questa è un’aggressione incredibile. La difesa non ha i soldi infiniti della procura».
Da: Wikipedia

Institut technique supérieur SA

Place de la Gare 15
1700 Fribourg

Da: QN
La tensione è cominciata a montare quando la Pm Letizia Ruggeri ha iniziato il controesame del consulente, a cui ha chiesto dove avesse conseguito la Laurea in ingegneria con specializzazione in balistica forense. Denti ha replicato di essersi laureato a Friburgo in Svizzera, all'Istituto Tecnico Superiore di Friburgo con un corso triennale più un anno di specializzazione. Una risposta contestata dal magistrato che ha affermato di aver ricevuto risposta dagli svizzeri che non esiste in quella città un corso di ingegneria.

Ma non è bastato. Ruggeri è intervenuta ricordando una condanna di Denti per falso risalente al 2006. Il consulente ha minacciato querela: "Sono qui in veste di consulente e accetto critiche sull'attivita professionale non sulla persona.

Viviamo in un'epoca in cui l'uomo ha raggiunto una conoscenza scientifica mai avuta prima da quando è apparso sulla Terra.
Ma questa conoscenza non tocca tutti. Lasciamo fuori da questa riflessione i primitivi che in terre che non sono la nostra vivono ancora in modo primordiale, lasciamo fuori coloro che, pur vivendo in Paesi in cui ci sono Università in cui si studiano la Fisica, la Chimica, la Biologia, la Medicina, non riescono che ad usare solo le armi per uccidere in nome di un Allah che si sono costruiti per loro uso e consumo, rimangono tutti gli altri e, fra questi, individui con una propensione a credere che la cultura scientifica sia roba di facile ottenimento e, volendo emergere a tutti i costi, inventano titoli sempre conseguiti all'estero perché così, nelle loro menti rimaste primitive, pensano di fare più effetto, data l'aria misteriosa di queste Università dai nomi stranieri...
Abbiamo assistito alle penose millanterie di quel giornalista eccentrico che aveva addirittura fondato un partito, pensavamo fosse bizzarro solo nel vestire, invece la sua alterata personalità nascondeva ben altro. Ebbene un tempo questi soggetti si limitavano a vendere "acque miracolose" nelle fiere di paese, attirando con il loro scilinguagnolo persone credulone dal pensiero semplice, oggi si inventano titoli improbabili e vanno anche in televisione, la quale, sempre più in basso, accoglie di tutto.

Il WEB, poi, è il luogo del trionfo della superficialità, dove tutto è possibile ed ognuno crede di sapere tutto, anche senza aver mai fatto fatica sui libri. Invece per avere una visione giusta delle cose bisogna faticare a capire studiando e memorizzando ciò che si apprende, per poi inquadrare la realtà al meglio.
Ma non si era mai visto che qualcuno osasse costruirsi una professionalità fittizia fino ad iscriversi ad un Albo (immagino!) dei periti ammessi in Tribunale!
In effetti, come si vede nella foto in alto ripresa da Wikipedia, nell'Università di Friburgo NON ESISTE ALCUN CORSO DI INGEGNERIA! Né si ha conoscenza dell'Istituto Tecnico Superiore di Friburgo, essendo l'unico, di cui ho riportato l'indirizzo sempre da  Wikipedia, un'azienda, e null'altro su tutto il WEB si può trovare di simile Istituzione che elargirebbe Lauree Triennali!  
Di certo la Dott.ssa Ruggeri sa il fatto suo e, al contrario di quanto dice il difensore del muratore Bossetti, è più che legittimo inquadrare la persona che porta le sue opinioni e valutazioni peritali in dibattimento pretendendo che queste abbiano un peso!
E di certo non giuoca a favore del Denti il fatto di avere una condanna per falso!!! Dunque non so proprio dov'è l'appiglio per la querela! La condanna c'è e il citarla è citare un dato di fatto, non una critica!
Infine, come contribuente, ritengo che i soldi, spesi per stanare la belva immonda che ha ucciso Yara da dietro la sua pirandelliana maschera, siano soldi molto, molto, molto, molto ben spesi!!! Il processo stabilirà poi se dietro detta maschera c'è il volto di Bossetti.
Trovo davvero illuminante l'opinione di codesto avvocato Salvagni che si preoccupa dei soldi spesi per l'inchiesta e per il processo (infiniti!) facendo il paragone con quelli messigli a disposizione dal muratore e forse da mamma (certa) Ester. 

Fare chiaro

Da: FIRENZE TODAY 13 dic. 2015

Banca Etruria, Donzelli (Fratelli d'Italia), attacca: "Il padre fa affari con l'ultimo presidente della banca, conflitto di interessi scandaloso"

Banca Etruria, Donzelli: "Il padre in società con Rosi, Renzi si dimetta"

Dure accuse da Giovani Donzelli (Fratelli d’Italia): “Confitto d’interessi gigante, famiglia Presidente del Consiglio ha omesso di dichiarare legami con ex presidente indagato. Coinvolta anche la mamma Laura Bovoli"
Banca Etruria, Donzelli (Fratelli d'Italia), attacca: "Il padre fa affari con l'ultimo presidente della banca, conflitto di interessi scandaloso"
"Tiziano Renzi, padre del presidente del Consiglio, è socio in affari con Lorenzo Rosi, ultimo Presidente di Banca Etruria prima del commissariamento, coinvolto oggi nell’indagine della Procura di Arezzo. Lavorano insieme per la realizzazione degli outlet in varie città. Amministratrice di una società è, tra l’altro, Laura Bovoli, madre di Matteo Renzi. E in tutto questo è gravissimo che i genitori del premier abbiano volontariamente omesso di citare le loro reali cariche societarie nella dichiarazione che devono alla Presidenza del Consiglio. In un paese normale un premier normale si sarebbe già dovuto dimettere”. La dura accusa arriva dal coordinatore dell’esecutivo nazionale e capogruppo in Regione Toscana di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli: "Il fatto clamoroso, anche alla luce dei recenti interventi del governo sulle banche".

"Il padre del premier fa tutt’oggi affari con uno dei personaggi più potenti di Banca Etruria, e la figlia di un altro dirigente è ministro del governo - prosegue Donzelli - è un gigante conflitto d’interessi sul quale il governo deve rispondere urgentemente e la magistratura indagare. Dai debiti di famiglia pagati con i soldi pubblici, all’assunzione ad hoc per garantire a Matteo Renzi la pensione con i soldi pubblici la famiglia Renzi ci ha abituati ad abusi ignobili - conclude Donzelli - tutto questo mentre i risparmiatori truffati sono disperati: siamo di fronte ad una emergenza democratica non più accettabile”.
Il Codacons, intanto, ha annunciato che presenterà domani, lunedì 14, un esposto alla Corte dei Conti della Toscana e al Comando della Guardia di Finanza di Arezzo, chiedendo di aprire una indagine sul crac di Banca Etruria che ha trascinato con se migliaia piccoli investitori.
"La magistratura contabile e le Fiamme Gialle dovranno individuare i responsabili di tale grave situazione, ossia i soggetti che hanno materialmente suggerito e venduto i titoli ai risparmiatori, e coloro che hanno sperperato i soldi degli investitori portando l’istituto di credito al dissesto. Tali soggetti – spiega il Codacons - dovranno rispondere dei danni prodotti ai cittadini e allo Stato, costretto a creare un fondo da 100 milioni che tuttavia non basterà a sanare la situazione, attraverso i loro beni personali, che dovranno essere utilizzati per i rimborsi ai risparmiatori".

TG La7  8 gennaio 2016

La Guardia di finanza ha effettuato perquisizioni in 15 società di Toscana, Lombardia e Emilia Romagna che hanno  ricevuto finanziamenti , e riconducibili  all'ex presidente di Banca Etruria, Lorenzo Rosi, e all'ex consigliere Luciano Nataloni. 
Servizio di Flavia Filippi
La Guardia di Finanza sta eseguendo una serie di perquisizioni in una quindicina di società che avevano ricevuto finanziamenti da Banca Etruria. Il blitz degli uomini delle Fiamme Gialle di Arezzo sarebbe scattato nei confronti di società riconducibili all'ex presidente di Banca Etruria, Lorenzo Rosi, e all'ex consigliere Luciano Nataloni. La perquisizione è finalizzata all'acquisizione di documenti e materiale utile a ricostruire i collegamenti tra le società e la banca.
Le società perquisite dagli uomini della Guardia di finanza hanno sede in Toscana, Emilia Romagna e Lombardia. La perquisizione nei loro confronti è scattata in relazione all'ipotesi di reato contestata all'ex presidente e all'ex consigliere e cioè omessa comunicazione del conflitto di interessi. In sostanza, è l'ipotesi della Guardia di finanza, i due avrebbero concesso finanziamenti di Banca Etruria a società in qualche modo a loro riconducibili senza fare la necessaria comunicazione agli organi dell'istituto.

Serve chiarezza o il lavoro buono fatto fin qui da Matteo Renzi sarà totalmente vanificato e l'Italia degli onesti riceverà un altro colpo e sarà difficile che torni ad avere fiducia e a votare.
Un conto sono le cose dette da chi non è obiettivo ma di parte ed un conto sono i fatti.
Donzelli può essere di parte, ma iniziamo dai peccati veniali che vengono attribuiti a Matteo Renzi: è una vecchia notizia che diceva della "promozione" a Dirigente di Matteo Renzi da parte della Società paterna, dove risultava lavorare prima dell'investitura politica di Presidente della Provincia di Firenze, poco prima di tale investitura politica, in modo che, come da legge, gli venissero pagati i contributi previdenziali per il livello ricoperto precedentemente alla carica politica, contributi che durante tale carica vengono versati dallo Stato e non più dalla Società di famiglia.
Da: DAGOSPIA

QUEL TRUCCHETTO DI RENZI PER FARSI PAGARE LA PENSIONE DALLO STATO - ASSUNTO COME DIRIGENTE DALL’AZIENDA DI FAMIGLIA A POCHI MESI DALL’ELEZIONE

Lo stesso giochino ha portato la procura di Ravenna a indagare l’ex ministra Josefa Idem per truffa aggravata: farsi assumere alla vigilia di un’elezione da un’azienda ‘amica’, così che tocca allo Stato pagare i contributi - Renzi prima di diventare presidente di provincia era un co.co.co. (senza versamenti). Poi papino l’ha reso dirigente…

Proprio senza versamenti i co.co.co. non sono... Lo dico per esperienza diretta di un mio familiare che ha lavorato per un anno con questo tipo di contratto: i versamenti ci sono, ma sono di bassa percentuale per cui, qualora si voglia ricostruire la propria carriera pensionistica, bisognerebbe versare cifre non convenienti per recuperare quel periodo.
Dunque sembrerebbe che la famiglia Renzi sappia ben leggere le leggi di questo Stato e ben studiare come trarne profitto.
E questo avrebbe fatto anche giuocando con le Società aperte, chiuse, vendute e rinominate con il capitale buono. Ma di questo si sta occupando un ostinato magistrato di Genova e vedremo come andrà a finire. La storia è nota e verte sul fallimento della parte "cattiva" della Società venduta e poi fallita. Ma anche questo giuochino bisogna dire che in Italia viene consentito da leggi inadeguate a tutelare i poveri creditori, leggi che consentono il cambio di insegna di Società che, una volta accumulati debiti, falliscono lasciando a bocca asciutta chi ha fornito merci e servizi, per poi rinascere, appunto, con ragioni sociali diverse. Questa disinvoltura societaria è consentita da leggi non degne di un Paese democratico e civile, che non tutela chi lavora onestamente e garantisce gli imbroglioni. Dunque è colpa di chi sforna leggi deficitarie, abbandonando i truffati a dover pagarsi avvocati in inutili e lunghe cause civili dall'incerto risultato. Chi ha perso soldi deve continuare a tirarne fuori nel tentativo di avere giustizia, mentre è lo Stato che dovrebbe garantirla con rigide punizioni di questi avventurieri che cambiano Società come se cambiassero vestiti.
Ma c'è un altro aspetto non chiaro nella storia affaristica della famiglia Renzi, un aspetto che la vede muoversi sempre all'interno di possibilità legali, come accedere a dei finanziamenti che comportano una fideiussione da parte di organismi statali, garanzia di cui, chi ha ottenuto il finanziamento, potrebbe anche non usufruire, ma guarda il caso le cose si mettono in modo tale che la Società della famiglia Renzi ne usufruirà e il disavanzo sarà coperto con i soldi dei contribuenti, cioé con i soldi dello Stato, che garantiva con la fideiussione il prestito accordato in base ad una certa legge fatta per aiutare le Società create da donne... Insomma la famiglia Renzi sembra uno svelto pesce che sa nuotare nelle acque della legalità guadagnandoci sempre e facendo pagare i propri debiti ad altri..
Ed arriviamo alla Banca Etruria. Non si è di parte se si ammette che i legami, della famiglia della stretta collaboratrice di Renzi per le riforme, con la Banca Etruria e di questa con finanziamenti dati a Società di cui alcune quote erano proprio del Presidente della Banca, ma anche della madre di Matteo Renzi, sono pericolosamente scorretti. Soprattutto perché la Banca è accertato che navigava in cattive acque da prima di vendere carta straccia ai piccoli risparmiatori, ed ora la benemerita Guardia di Finanza indaga proprio sul flusso di denaro concesso dalla Banca Etruria alle Società così legate a chi oggi è al Governo del Paese e ha firmato il decreto che salva Banche altrimenti fallite, facendo però "volare gli stracci".
Che dire? Mi cadono le braccia.