lunedì 18 gennaio 2016

Checco Zalone e Luca Medici

L'intelligentissimo Luca Medici è rimasto fuori dal suo personaggio Checco per usarlo indossandolo come una maschera: un caso diverso dalla maggioranza dei comici che hanno lavorato con il loro nome facendo muovere il personaggio-maschera da loro creato.
Due esempi, uno del passato ed uno del presente: Peppino De Filippo con il suo Pappagone, Carlo Verdone con il suo Furio nelle innumerevoli sfaccettature dell'ossessivo personaggio.
Checco Zalone è personaggio e attore-autore, Luca Medici non compare, tira solo i fili.
Mi fu segnalato dal mio figlio maggiore a cui piaceva molto. Ho visto i suoi primi film: "Cado alle nubi", "Sole a catinelle".. E indubbiamente ho trovato divertente e geniale il personaggio, che per certi versi ricorda l'ingenuità irresponsabile e candida dell'Ispettore Clouseau di Peter Sellers, oppure il personaggio quasi border-line interpretato dall'indimenticabile comico inglese in "Hollywood Party". 

Checco ha il condimento di una ingenua cialtroneria popolare italiana, buona e inoffensiva, che si fa perdonare e il personaggio diventa simpatico per il suo idiota candore che strappa un liberatorio riso. 
Nel contempo però Luca, attraverso Checco, fa una satira sociale, con affetto, non una satira cattiva né feroce, presentando abitudini e costumi, soprattutto della sua terra, la Puglia, nelle loro esagerazioni inconsapevolmente grottesche. E si ride, si ride perché Checco presenta situazioni vere, semplicemente mettendole in risalto con il suo candore.
Sono andata a vedere "Quo vado?" Che già dal titolo denota la comica intelligenza e gli intenti. Non mi sono fatta abbagliare dalle notizie sugli strabilianti incassi, giacché so che quello che può piacere alla massa non sempre piace a me. Ma alcuni pezzi del film mandati dalla TV mi hanno fatto capire che mi poteva piacere: uno per tutti, quando Checco bambino (un piccolo attore bellissimo) risponde al sacerdote-insegnante su cosa vorrà fare da grande: "Io posto fisso" e aggiunge "Come te". Dopo che i suoi compagni di classe hanno risposto con vari mestieri e professioni.

Quella breve esilarante scena iniziale è tutto un programma, da lì parte tutta la satira di costume su una mentalità radicata, soprattutto nel sud di Italia, che ha portato a degenerazioni come le raccomandazioni, i concorsi pubblici alterati da commissioni  giudicanti inquinate dal concetto di avere in mano, più che il potere di esaminare la validità dei candidati in base alle prove svolte, il potere di elargire o meno posti di lavoro garantiti a vita. Non a caso il Checco di questo film ha un nume protettore, un senatore, interpretato da Lino Banfi, esempio dello sfacelo del sistema Italia.
Checco per lavoro cosa fa? Niente di concettuale, nulla per cui debba usare le meningi: mette timbri per rilasciare licenze di caccia e pesca. Per questo percepisce uno stipendio "a vita" e per questo nella società in cui vive è visto come un privilegiato, un possibile ambito marito! Vezzeggiato dalla famiglia della fidanzata speranzosa di farsi sposare, coccolato da una mamma all'italiana nello stile più tradizionale e classico, foraggiato dagli utenti che, per atavica italica abitudine, concepiscono il diritto come un favore, Checco è un furbo egoista che, nello svolgimento del film, finirà per emanciparsi per amore di una ricercatrice fin troppo emancipata.
Nella trama del film non manca un tocco surreale, tipico di Checco Zalone, ed è da segnalare una bravissima Sonia Bergamasco nella parte di una Dirigente del Ministero, che tenta di portare disperatamente a termine il programma affidatele dal Ministro per contenere la spesa pubblica, offrendo una buonuscita ai rami improduttivi, compito che non riesce a completare per la resistenza estrema del ramo improduttivo Checco Zalone. Questa battaglia fra i due, nel suo svolgimento surreale, è una delle parti più esilaranti del film, anche grazie alla perfetta interpretazione della Bergamasco.


A questo ben riuscito film di meritato successo fa da contrappunto la scelta politica coraggiosa, perché sicuramente impopolare fra i "checco zalone" italiani, del nostro attuale Capo del Governo: Matteo Renzi.
Non so come andrà a finire, ma credo che il crescendo rossiniano degli ultimi anni sulle truffe ai danni dello Stato, perpetrate da impiegati statali che timbravano per poi dedicarsi a tutto tranne che al lavoro per il quale percepivano lo "stipendio sicuro a vita", esigeva una risposta, dopo i reintegri, concessi da giudici del lavoro, ritenuti ingiusti ed offensivi dagli impiegati statali produttivi ed onesti  e dal resto della popolazione che lavora nel privato senza privilegi di sorta.
Il malcostume è ormai diffuso dalla Liguria, confinante con la Francia, fino alla Sicilia, e la degenerazione è dovuta certamente alla correttezza personale di ciascuno venuta meno, ma anche alla percezione dell'impunibilità.

Questo l'annuncio renziano arrivatomi per tweet:
15 gennaio 2016
Enews 409

Pubblica Amministrazione. Mercoledì sera, dopo il voto sulle riforme costituzionali al Senato, il Consiglio dei Ministri si riunirà in notturna per discutere di pubblica amministrazione. Tra i principi che giudico più interessanti, il licenziamento immediato di chi viene scoperto a timbrare il cartellino e poi se ne va (e se il dirigente non procede, licenziamo anche il dirigente!). Ci sono centinaia di migliaia di persone perbene che vengono infangate dai truffatori: è l'ora di farla finita. In arrivo anche novità sulle partecipate, sulla riduzione dei corpi di polizia e soprattutto sui tempi di autorizzazione e di concessione dei permessi. Un'Italia più semplice è possibile. Facciamola, tutti insieme.

Sindaco con abuso edilizio

Rosa Capuozzo
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4 h
E' inutile avere le mani pulite se poi le si tiene in tasca.
Il m5s ha avuto l'occasione di combattere il malaffare in prima linea con un suo Sindaco che lo ha fatto, ma ha preferito scappare a gambe levate, smacchiarsi il vestito, buttando anche il bambino insieme all'acqua sporca. Non si governano cosi' i Comuni ed i territori difficili, non si abbandonano così migliaia di persone che hanno creduto in noi e nel movimento. E' una forma di rispetto che Quarto meritava: rimanere e combattere. E' stata fatta una scelta politica in una stanza grigia di Milano. Io ho fatto una scelta di principio per i cittadini onesti di Quarto. Ora lavoreremo per il territorio in modo ancora piu' incisivo con i principi del movimento nell'anima. Mi ripeto citando Don Milani " è inutile avere le mani pulite e poi tenerle in tasca".

Giusto quanto dice la signora Sindaco di Quarto Rosa Capuozzo su facebook, ma non si può non chiederle come mai una persona che pretende di essere iscritta, e non solo, al Movimento 5 Stelle, di cui conosce il rigore sulla correttezza, si presenta alle elezioni sapendo di aver fatto un abuso edilizio? Non solo, ma di averlo fatto in data successiva alla chiusura dell'ultimo condono cercando di infilare l'abuso come fatto in precedenza.

Hanno fatto bene i 5 Stelle a scaricarla a questo punto.
Poi il giuochino "lo sapevano che ero ricattata o non lo sapevano" non cambia sulla correttezza del Movimento, e male fanno quelli del PD a pensare di sfruttare questa triste storia per cercare di metterlo in cattiva luce, sarà per loro un boomerang! Solo le menti più sprovvedute possono farsi incantare.
Ieri un mio nipote quindicenne, liceale in gamba, mi ha preso in giro perché ho votato i 5 Stelle "che sono mafiosi"... Ma scherzava, e ha solo 15 anni comunque.
Dunque un consigliere, cacciato dal Movimento ancora prima dell'uscita delle intercettazioni, era proprio la mela marcia che ricattava la Capuozzo per l'abuso, ma lei perché ha fatto l'abuso?

Anch'io nel mio piccolo ho condonato piccole variazioni della mia villetta, ma tutte precedenti alla chiusura dei condoni. Insomma non ho cercato di fregare facendo finta che...
Eppure non sono iscritta al M5S, né pretendo di candidarmi a Sindaco del comune dove risiedo... il quale chissà se anche lui ha tutti i permessi a posto... ma tanto è dell'UDC..

  

domenica 17 gennaio 2016

Giornalisti conformisti.. e.. opportunisti

Il successo e i soldi fanno perdere a molta gente la semplicità dell'autenticità ed uno di queste persone è Fabio Fazio. Mi piaceva un tempo, è sicuramente molto intelligente, ma quando uno si mette troppo al servizio di idee politiche, che vogliono importi attraverso l'uso dei media, non piace più, e non credo di essere la sola.

Ieri sera, nel relax post cena, mi sono seduta davanti alla televisione più che altro per riposarmi sul divano, più comodo della sedia del computer. Ovviamente, dopo il telegiornale, non c'era nulla virgola nulla da vedere. Allora mio marito ha sintonizzato la rete RAI3 dove, appunto, regnava la trasmissione di Fabio Fazio "Che tempo che fa", dove ormai Massimo Gramellini, giornalista del quotidiano "La Stampa", ha conquistato una poltroncina da cui legge i suoi "temini-articoli", che possono piacere o meno, ma ieri sera per me ha veramente tracimato nell'opportunismo e nel conformismo più sconfortanti. 
Non ho nulla contro questo giornalista di cui ho anche acquistato il libro "Fai bei sogni", ben scritto e molto autobiografico. Ma al contrario di mio marito che critica l'autobiografismo nella scrittura, io lo apprezzo e lo condivido, giacché partire dalle proprie esperienze personali, per scavare nei problemi della vita e cavarne messaggi e riflessioni buone per tutti, è pratica utile usata anche da grandissimi scrittori.
Ma ieri sera il temino-articolo di Gramellini era di un conformismo sleccone proprio triste; argomento: le Unioni Civili! Secondo lui gli obiettori di coscienza fra i parlamentari, coloro che votano secondo coscienza, ubbidendo al dettato del proprio partito che lascia libertà di scelta, sono criticabili visto che in Parlamento votano di tutto senza vergognarsi della propria coscienza. Certo, se si pensa alla recente Legge Boccadutri per arraffare i nostri soldi senza nemmeno rendicontare gli antireferendari "Rimborsi Elettorali ai Partiti", ha ragione!!! Ma qui si parla d'altro e non di denaro più o meno estorto ai contribuenti, qui si parla di bambini, si parla di pensione di reversibilità... Qui si mischiano le carte parlando di Diritti Civili fregandosene alla grande di altri Diritti e di altri problemi... 
Il massimo, Massimo (si scusi il bisticcio!) l'ha raggiunto quando quasi con tono ecumenico ha  sentenziato "che i bambini in una famiglia composta da due uomini o da due donne stanno meglio che in una famiglia con due genitori eterosessuali che si odiano"!
Applauso dai conformisti spettatori in Studio!!! E Gramellini ha raccolto le sue carte con aria soddisfatta convinto, forse, che l'applauso ci sia stato anche fra i telespettatori.
Non c'era bisogno di scomodare un intellettuale come Gramellini per sentenziare una simile banalità!! Bastava Vladimiro Guadagno, in arte Vladimir Luxuria!
Il fatto è che se è vero che crescere in mezzo ai problemi di coppia dei genitori che ci hanno generato è a volte doloroso e difficile, non so da quale convinzione provata dai fatti Gramellini conclude che una coppia omosessuale, unita legalmente, non possa arrivare ad odiarsi e.. a lasciarsi!

P.S. Mio marito aveva sintonizzato "Che tempo che fa" giustificandosi così con me quando l'ho raggiunto sul divano: "Non c'è niente da vedere, sto qui solo perché c'è Gigi Proietti".
Il grande Gigi ieri sera era ospite.

Da: Il Fatto Quotidiano

Le due donne, sposate in Spagna, sono indicate nello stato civile del Comune di Barcellona come “madre A” e “madre B“. Il tribunale di Torino, in un primo momento, aveva respinto la richiesta di trascriverlo nell’anagrafe italiana, ritenendo la trascrizione “contraria all’ordine pubblico” in relazione alle norme in materia di filiazione che fanno riferimento ai concetti di padre, madre, marito e moglie. La sezione famiglia della corte d’appello presieduta da Silvia Daniela ha ribaltato questa decisione. La mancata trascrizione dell’atto di nascita, sostiene la corte, verrebbe infatti a comprimere il diritto all’identità personale del minore e il suo status in Italia. Poiché inoltre le due donne hanno divorziato, nel 2014, scegliendo però la condivisione della responsabilità genitoriale, “la mancata trascrizione comporterebbe anche conseguenze rilevanti in ordine alla libera circolazione del minore”.

sabato 16 gennaio 2016

Zero Zero Zero di Roberto Saviano

Da: IL POST

È stato trovato un libro di Saviano in un nascondiglio di El Chapo

"Zero Zero Zero" si trovava in una stanza che secondo un importante giornale messicano è stata usata dal narcotrafficante fino all'ottobre del 2015

Da: IBS
Recensioni dei lettori sul libro dello scrittore e giornalista Roberto Saviano

Jeff (30-07-2014)
Premetto: sono uno studente del liceo classico, mi capita di leggere parecchio, qualsiasi genere mi va a genio (amo Asimov tanto quanto Bertrand Russell, Burroughs o Jane Austen) e mi sono imbattuto in Saviano per puro caso: se muovo delle critiche, non è per alcun interesse, invidia, etc. Ho letto Zero z. z. senza essere prevenuto in alcun senso, conoscevo soltanto e vagamente la storia dell'autore. Mi scuso per la lunga premessa ma in questi casi è facile stroncare critiche serie e motivate colle più facili e sbrigative accuse. Passiamo al libro: questo NON è un romanzo, né capisco perché tutti si ostinino a chiamarlo tale. É a metà fra un saggio e, mi spiace dirlo (non per l'autore ma per il lettore), una di quelle buffe ricostruzioni televisive, in cui a ogni frase volutamente ad effetto segue un cambio di inquadratura, il tutto condito dalla posa seriosa a cui mal si atteggia il presentatore di turno. Non mi piace molto la televisione (amo il cinema invece) e questo... libro(?) mi ha ricordato il perché. Non è nulla di preciso, sembra un contenitore di argomenti scelti a caso, in cui fra una storia di droga e l'altra troviamo dei capitoli totalmente slegati, di per sé non un male, che tuttavia contengono veri e propri deliri dell'autore. Capisco che debba fare colpo, ma molte sembrano banali frasi di ancor più banali film (film che non guarderei). Parlo da ragazzo: non credo di avere un'intelligenza superiore, ma penso tutti siano al corrente della situazione globale passata e presente. Questo libro non aggiunge nulla! Accatasta una sull'altra storie di boss e cartelli della droga, in modo raffazzonato e romanzato, storie per giunta che non lasciano basito non dico un ni(c)hilista, ma nemmeno un realista! Ovvero, chiunque pensi colla propria testa... se non sapete farlo, se non sapete che là fuori qualcuno uccide e fa soldi colla droga, comprate pure questo libro. Altrimenti, spendete meglio i vostri soldi (e il vostro tempo), non vi siete persi nulla :)
Voto: 1 / 5

Joe (23-02-2015)
Libro bellissimo!! Ragazzi leggete e fatevi una cultura!! Vai Saviano
Voto: 5 / 5

Tony Demarino (16-10-2015)
Abbastanza deludente. I fatti narrati sono descritti in maniera superficiale, slegati tra loro, messi insieme un pò a "casaccio". A volte, leggendo Saviano, ho la sensazione che l'autore cerchi la frase ad effetto, con l'intento di ammaliare il lettore. Lontano anni luce dal capolavoro di Don Winslow "Il potere del cane"
Voto: 2 / 5

Da questo blog: 

lunedì 14 dicembre 2015


Menzogne senza smentita su Roberto Saviano

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In questo post, che chiunque può rileggere andando a cercarlo alla data di pubblicazione tramite il calendario a destra della Home Page, commentavo una notizia denigratoria quanto falsa sul padre dello scrittore pur se, personalmente, non sono una sua lettrice, non amando gli argomenti di cui si occupa. Per me è normale difendere sempre e comunque la verità, senza essere di parte e, in questo caso, senza essere un'ammiratrice di Saviano scrittore. Come, d'altronde, non lo sono di molti altri scrittori che scrivono di cose che non mi sono congeniali e non incontrano il mio interesse. Ad esempio, restando nel campo dei giornalisti di inchieste-scrittori, non ho mai letto un libro di Oriana Fallaci. Ebbene ho scoperto esserci un conformismo culturale, soprattutto in chi legge poco e a senso unico, e particolarmente nel senso dei libri più pubblicizzati e cosiddetti "di cassetta", insofferente alle persone come me che scelgono magari fra gli scrittori meno in vista negli scaffali delle librerie... Un conformismo intransigente e aggressivo che mi stupisce, anche perché, mi si perdoni la cattiveria, spesso queste persone, che si scandalizzano perché ti permetti di ignorare il loro idolo, scrivono con errori grammaticali e sintattici che ne svelano la primitività linguistica.  

Detto questo ho apprezzato molto la recensione del liceale Jeff; per me i lettori migliori sono proprio i giovani liceali amanti della lettura, giacché sono scevri da influenze conformiste e, penso, liberi da riscatti dall'ignoranza attraverso il libro famoso scritto dallo scrittore televisivo.

La massa ha bisogno di idoli a cui inneggiare: calciatori, scrittori, cantanti del rock, attrici e presentatrici televisive onnipresenti sui rotocalchi.

Non leggerò il libro di cui riporto i commenti, e la recensione di Jeff mi conforta in questa scelta. Ma mi conforta anche quello che scrive Saviano stesso su IBS sotto la presentazione commerciale del suo libro: 
"Scrivere di cocaina è come farne uso. Vuoi sempre più notizie, più informazioni, e quelle che trovi sono succulente, non ne puoi più fare a meno. Sei addicted. Anche quando sono riconducibili a uno schema generale che hai già capito, queste storie affascinano per i loro particolari. E ti si ficcano in testa, finché un'altra - incredibile, ma vera - prende il posto della precedente. Davanti vedi l'asticella dell'assuefazione che non fa che alzarsi e preghi di non andare mai in crisi di astinenza. Per questo continuo a raccoglierne fino alla nausea, più di quanto sarebbe necessario, senza riuscire a fermarmi. Sono fiammate che divampano accecanti. Assordanti pugni nello stomaco. Ma perché questo rumore lo sento solo io? Più scendo nei gironi imbiancati dalla coca, e più mi accorgo che la gente non sa. C'è un fiume che scorre sotto le grandi città, un fiume che nasce in Sudamerica, passa dall'Africa e si dirama ovunque. Uomini e donne passeggiano per via del Corso e per i boulevard parigini, si ritrovano a Times Square e camminano a testa bassa lungo i viali londinesi. Non sentono niente? Come fanno a sopportare tutto questo rumore?" (Roberto Saviano)

Ecco egli stesso confessa di una "assuefazione" all'argomento droga e relativi trafficanti.
Ebbene io credo quello che ho sempre ripetuto a chi mi fermava per strada chiedendomi "Una firma contro la droga!" Risposta: "Non serve nessuna firma: BASTA NON PRENDERLA E I TRAFFICANTI ANDRANNO PER STRACCI." 

La recensione di IBS
ZeroZeroZero. Roberto Saviano compone un prefisso, e da sette anni noi aspettiamo di sentire chi risponderà a quella chiamata. La chiamata viaggia su una linea rossa. Priorità assoluta. Anzi, è una linea bianca che mette in comunicazione, come su una carta geografica appesa alla parete di un commissariato, ogni città del mondo in cui uomini e donne, giovani e anziani cercano di dimenticare, e nella quale qualcuno è pronto a dar loro una mano a farlo. 
Sì, la gente vuol dimenticare la fatica di vivere, le delusioni, le amarezze e le frustrazioni; e per regalare questa illusione a chiunque abbia di che pagarsela è nata un’alleanza modernissima e di smisurata efficienza. La chimica si è alleata con la logistica; l’economia si è alleata con la politica; la criminalità – la criminalità più spietata e implacabile che il mondo abbia mai conosciuto - ha stretto una blasfema, inedita alleanza con quella che è una vera e propria filosofia, il racconto della quale apre la danza macabra in cui Saviano ci condurrà lungo le quasi cinquecento pagine di ZeroZeroZero

Ho volutamente evidenziato queste righe del recensore di Zero Zero Zero per IBS giacché è lì il fulcro della faccenda: i finanziatori dei trafficanti, e di chiunque sia implicato in questo immane giro di denaro a qualsiasi titolo, SONO I CONSUMATORI, LORO PER ME I MAGGIORI COLPEVOLI,  giacché la fatica di vivere, le delusioni, le amarezze e le frustrazioni le abbiamo tutti, fanno parte del vivere, anzi tanti ne hanno più degli altri, eppure cercano la forza di andare avanti dentro si sé o aiutando chi è più sfortunato che non manca mai. Inaccettabile poi quel "regalare questa illusione a chiunque abbia di che pagarsela".
Correggerei con "chiunque sceglie di obnubilarsi il cervello piuttosto che affrontare la realtà con umiltà", e anche se non ha  "di che pagarsela" ruba, ammazza, si prostituisce e fa altro male a chi con la sua debolezza non c'entra niente. Giacché Saviano sappia che c'è tanta gente che si impegna, anche con pochi mezzi, a crescere i figli lontani dalla droga, cominciando fin da bambini a spiegare ininterrottamente che è un veleno autodistruttivo, che ti espropria di te stesso, della tua capacità di autodeterminarti. Quindi trovo inquietante quel che scrive lui stesso o chi per lui sul sito di Feltrinelli, quasi come in una nemesi ineluttabile: 
 La coca la sta usando chi è seduto accanto a te ora in treno e l’ha presa per svegliarsi stamattina o l’autista al volante dell’autobus che ti porta a casa... Fa uso di coca chi ti è più vicino. Se non è tuo padre o tua madre, se non è tuo fratello, allora è tuo figlio. Se non è tuo figlio, è il tuo capoufficio... Se non è lui, è l’infermiera che sta cambiando il catetere di tuo nonno e la coca le fa sembrare tutto più leggero, persino le notti. Se non è lei, è l’imbianchino che sta ritinteggiando la stanza della tua ragazza, che ha iniziato per curiosità e poi si è trovato a fare debiti. Chi la usa è lì con te. La usa il portiere del tuo palazzo, ma se non la usa lui allora la sta usando la professoressa che dà ripetizioni ai tuoi figli... Il sindaco da cui sei andato a cena. Il costruttore della casa in cui vivi, lo scrittore che leggi prima di dormire... Ma se, pensandoci bene, ritieni che nessuna di queste persone possa tirare cocaina, o sei incapace di vedere o stai mentendo. 

Come diceva il grande Totò: "Ma mi faccia il piacere, mi faccia!!"
Ce ne accorgiamo e come delle teste vuote che ne fanno uso, basta vedere con quale stupida arroganza temeraria guida l'auto certa gente, correndo senza ragione, trasgredendo con spavalderia ogni regola, quindi mettendo in pericolo sé stessi (il che non sarebbe grave perdita per la Società quanto per i venditori di coca) e il prossimo lucido e presente a sé stesso!!

venerdì 15 gennaio 2016

Unioni Civili: diritti civili o società in disordine?

Da: askanews

Unioni civili, Alfano: se sono fotocopia matrimonio votiamo no

"Tema delle adozioni deve restare fuori"


Roma, 14 gen. (askanews) - "Se il disegno di legge Cirinnà resta una sorta di fotocopia del matrimonio noi non possiamo votare sì, noi diciamo di sì a nuovi diritti e più forti diritti per le coppie, diciamo di no alla equiparazione tra unioni civili e matrimonio, diciamo di no all'adozione dei bambini da parte di persone dello stesso sesso perché ogni bambino ha diritto ad avere un papà e una mamma". Lo ha detto Angelino Alfano, ministro dell'Interno e leader di Ncd, intervenendo a Radio 24.
"La cosa che non capisco e non condivido - ha aggiunto - è perché questo giusto riconoscimento di diritti di singoli soggetti in coppie anche dello stesso sesso poi sia finito per diventare un ragionamento tutto fondato su che cosa? L'adottabilità dei figli. Per me la cosa migliore è che il tema delle adozioni resti fuori".


Che tipo di Società vogliamo avere?
Sappiamo tutti che la costruzione di una Società è dovuta alla concezione culturale.
Lo dimostra la Storia di tutti i tempi e dei diversi luoghi del Globo Terrestre.
Un esempio della Storia: ai tempi degli Antichi Egizi era normale sposarsi fra fratello e sorella, comunque fra stretti consanguinei, cosa che nella nostra Società è legalmente proibito, consentito con una speciale dispensa fra cugini di primo grado.
Oggi, quello che è accettato dalla legge in alcuni Stati a religione musulmana, e non solo, che un uomo possa avere più mogli, è aborrito ed illegale nelle Società cosiddette occidentali. In Italia è un reato.
Senza portare ulteriori esempi, ciascuno capisce che le Leggi vengono concepite in modo diverso a seconda della cultura di un popolo.
In base alla cultura e alle credenze dei popoli vengono stabilite ed emanate le Leggi per regolare una Società.
Che Società vogliamo per l'Italia?
Tutto si trasforma e le Leggi si adeguano alla trasformazione. In alcuni casi in meglio, in altri, però, in peggio. Ma quale è il concetto di meglio e quale il concetto di peggio?
E' tutto relativo, dipende dalla concezione che ha della norma la maggioranza di un Popolo.
L'Italia ha una cultura che si fonda nel Cristianesimo. Vuol dire nel messaggio lasciato da Cristo e di cui la Chiesa Cattolica ha ritenuto storiche solo le quattro versioni degli Evangelisti Marco, Luca, Matteo e Giovanni. 
L'altra parte del fondamento etico della Società Italiana discende dall'ebraismo del Vecchio Testamento, in pratica dalle tavole della Legge Mosaica: i Dieci Comandamenti. A cui, appunto, si sommano i Vangeli del Nuovo Testamento con le rivoluzionarie idee lasciate da Cristo.
Dopo oltre 2000 anni le Società Occidentali tengono conto dei pilastri etici delle Tavole di Mosè e dei Vangeli nel darsi le Leggi. 
Ora l'omosessualità è uscita dal ghetto dove la cultura cristiana, sia cattolica che nelle varie forme del protestantesimo,  l'ha relegata e in Italia si chiede una forma di legalizzazione dell'Unione Affettiva stabile fra persone di ugual sesso.
Spero che le formazioni politiche che hanno accolto questa istanza siano uscite dalla fastidiosa ipocrisia della "Legalizzazione delle coppie di fatto eterosessuali", giacché è un insulto all'intelligenza dei cittadini ben informati sulle Leggi, i quali necessariamente non possono che dire:
"Se vuoi legalizzare una convivenza esiste l'Istituto del Matrimonio Civile Italiano"!!!!
Perché mai si debba inventarsi un altro Istituto quando ce ne è già uno??!!
D'accordo i Diritti Civili, ma i Capricci Civili no!!
Dunque uscire dal paravento della "Legalizzazione delle coppie di fatto eterosessuali" ed entrare con chiarezza nella verità: si vuole un Istituto nuovo, del tutto nuovo, per le coppie di ugual sesso.
Niente in contrario. Ma se si comincia a mettere in mezzo l'adozione allora si vanno a toccare altri diritti e, come ha detto qualcuno nei dibattiti che si sono accesi, prima di tutto vengono i Diritti dei Minori, in quanto parte più debole che non ha la maturità data dall'esperienza di vita per scegliere.
L'egoismo degli adulti, il loro VOGLIO, VOGLIO, non può disporre della vita degli innocenti.
Se un elemento della coppia omosessuale ha, per bisessualità o per altri motivi, generato un figlio, quel figlio ha biologicamente già un padre ed una madre, non è il caso di fare pasticci familiari.
Non importa se già qualcuno ha pasticciato biologicamente ottenendo il figlio tramite donazione di gameti, quel qualcuno ha comunque riconosciuto quel figlio. Non è il caso che venga anche adottato, avendo già un genitore vivente.
Guai al disordine nella Società. La famiglia è la cellula base della Società. Con tutti i suoi mali, difetti e disfunzioni che tanto hanno interessato Freud e riempito i testi di Psicologia, ma sempre cellula base resta. E di codesti testi cosa ne facciamo? Li buttiamo tutti nella spazzatura? I processi identificativi del maschietto nel padre e della femminuccia nella madre, il complesso Edipico ecc. ecc., dove mettiamo tutto questo?
Sto leggendo un libro scritto da uno psicologo italiano, Massimo Recalcati, titolo "Le mani della madre". Che facciamo se un bambino si trova con due uomini? Sono uniti con l'Unione Civile per il loro amore omosessuale e... cambiamo la psicologia evolutiva? Quanto si può ignorare la Natura?
Attenti alle forzature.
Ed ora gli aspetti economici della Legge Cirinnà. Non l'ho letta ma i media parlano della pensione di reversibilità! Solo due considerazioni: 1) tale istituto previdenziale fu creato per la donna che, dovendo crescere i figli nati nel matrimonio, si poteva trovare svantaggiata nel lavoro, sia dovendo abbandonarlo per la cura della prole, sia risultando da tale cura penalizzata nell'avanzamento di carriera, non potendo dedicare al lavoro lo stesso impegno di tempo di una donna priva di prole. Alla morte del cosiddetto capofamiglia la donna e i figli potevano trovarsi sprovvisti di reddito o con un reddito molto basso e insufficiente. Dunque la reversibilità della pensione maturata del de cuius andava a coprire l'esigenza di sostentamento del coniuge più svantaggiato. Con il tempo a questo Istituto Previdenziale sono stati operati dei correttivi, decurtando ulteriormente la somma, già decurtata rispetto a quanto dovuto al de cuius, nel caso di possesso di beni da parte della vedova o di altra pensione o di entrambi.
2) Questo Paese ha scialacquato sulle pensioni rubando il futuro alle generazioni attuali e future: pensioni baby, vitalizi con pochi contributi, pensioni di invalidità per mali non reali o che non impediscono una qualsivoglia attività lavorativa... ecc..
Vogliamo, in questa precaria situazione, allungare nel tempo una pensione passandola al compagno superstite della coppia omosessuale?
Direi proprio di no. Giacché non esistono i presupposti sopra esposti per i quali la pensione di reversibilità è stata concepita ed è nata. Forse è per questo che gli omosessuali vogliono mettere in mezzo l'adozione di bimbi? Per avere la scusa di una prole adottata e quindi da salvaguardare?
E' un pensiero cattivo? Forse, ma molto realistico.
Il discorso pensione è inaccettabile nella situazione tragica della stragrande maggioranza degli Italiani. Il tempo del parassitismo è finito e chi non lo vuole capire finirà male, facendoci finire male, però, purtroppo.



giovedì 14 gennaio 2016

Statistiche visite blog

Visualizzazioni di pagine: ultimo mese 11.218



Pubblico quanto si legge nella pagina delle statistiche di questo blog alla data di oggi alle h. 22:00

Mi sembra un buon dato di interesse. 

Mi sorprende sempre l'interesse per post che credevo non particolarmente interessanti, mentre altri, che pensavo potessero aprire spazi di discussione, non hanno il seguito che avevo previsto. 

Nella pratica lo sapevamo già

Da: TGCOM24
14 gennaio 2016
I cani riconoscono le emozioni umane: ora lo dice anche la scienza

Ricercatori inglesi e brasiliani hanno dimostrato che formano rappresentazioni mentali astratte di stati emotivi positivi e negativi


 - I cani sono in grado di riconosce le emozioni dell'uomo, e sono in grado di farlo mediante la combinazione di informazioni provenienti da sensi diversi, come suoni (della voce, soprattutto) e immagini (un viso arrabbiato, per esempio). Una capacità che non era mai stata scientificamente provata in precedenza in specie diverse dagli umani, rivelano gli esperti dell'Università di Lincoln (Regno Unito) e di San Paolo (Brasile) sulla rivista della Royal Society "Biology Letters". Per la prima volta, i ricercatori hanno dimostrato che i cani formano rappresentazioni mentali astratte di stati emotivi positivi e negativi, e che non mettono semplicemente in atto dei comportamenti appresi in precedenza, in risposta alle espressioni di persone o altri cani.



I cani riconoscono le emozioni umane: ora lo dice anche la scienza

I ricercatori hanno presentato a 17 cani alcuni abbinamenti di immagini e suoni che trasmettevano diverse combinazioni di espressioni emotive positive (felicità o gioco) e negative (ira o aggressività) negli esseri umani e nei loro simili. Queste fonti distinte di input sensoriali - foto di espressioni facciali e clip audio di vocalizzazioni (voce o abbaio) da soggetti sconosciuti - sono state presentate contemporaneamente agli animali, senza alcuna formazione precedente.

Il team ha rilevato che i cani trascorrono molto più tempo a guardare le espressioni facciali quando abbinate allo stato emotivo della vocalizzazione, sia nel caso di soggetti umani sia canini. E l'integrazione di diversi tipi di informazioni sensoriali indica che i cani hanno rappresentazioni mentali di stati emotivi positivi e negativi, hanno concluso gli autori. "In passato - spiega Kun Guo - gli studi hanno indicato che i cani possono distinguere tra emozioni umane attraverso alcuni 'indizi', come le espressioni facciali. Ma non è la stessa cosa rispetto al riconoscimento emotivo. Il nostro lavoro mostra che i cani hanno la capacità di integrare due diverse fonti di informazioni sensoriali, in una percezione coerente delle emozioni sia degli esseri umani che dei cani. Per fare ciò è necessario un sistema di classificazione interna degli stati emotivi. Questa capacità cognitiva è stata evidenziata finora solo nei primati e la capacità di fare questo tra diverse specie si è vista solo negli esseri umani".

"Molti proprietari di cani - dice il co-autore Daniel Mills - ci segnalano nei loro aneddoti che gli animali domestici sembrano molto sensibili agli umori dei membri della loro 'famiglia umana'. Il nostro studio è il primo a dimostrare che i cani riconoscono veramente le emozioni negli esseri umani e negli altri cani, senza ricevere alcuna formazione precedente o aver trascorso un periodo di familiarizzazione con i soggetti presentati nelle immagini o negli audio. Una capacità, dunque, che può essere intrinseca".

In un altro studio pubblicato sui "Proceedings of the National Academy of Sciences", la University of California a Los Angeles getta nuova luce sulla storia dell'animale preferito dall'uomo: sembra infatti che addomesticarli, a partire dai lupi grigi più di 15.000 anni fa, possa aver portato a un aumento del numero di mutazioni genetiche dannose. Ma ciò non sembra aver influito sul loro "cuore".

Da questo blog:

domenica 1 gennaio 2012

Uomini e cani


Ho sempre praticato i cani perché avevo un padre cacciatore. Era un cacciatore alla Turgenev: amava camminare da solo per ore in zone isolate con il suo cane che gli correva intorno; aveva con esso un rapporto fra esseri viventi pensanti, anche se in modo diverso, appartenendo ciascuno ad una differente specie animale.
Passavo con i cani di mio padre il periodo estivo, non potendo tenerli in città, chiusi in un appartamento avrebbero sofferto. Ho molti aneddoti su questa esperienza di vita con i cani di mio padre. Ho imparato da bambina che essi sono tutti diversi, come gli uomini, alcuni possono essere simili, come gli uomini, ma ognuno ha la propria personalità, il proprio carattere.
Racconterò solo un aneddoto perché è vivo nel ricordo e commovente, ma ne avrei tanti da raccontare...
Ero in casa, seduta al tavolo del tinello, e piangevo silenziosamente per un dolore. Senza singhiozzi le lacrime mi scendevano silenziose sul viso quando, da sotto il tavolo dove, da me dimenticato, era Bobby, o forse era Bricco suo figlio, non ricordo più bene perché avevano lo stesso mantello color marrone, sentii un lieve guaire, di quelli che i cani fanno a bocca chiusa, solo con la gola e, subito dopo, qualcosa di caldo si posò sulle mie ginocchia spuntando da sotto il tavolo: il cane aveva posto il sotto del suo muso sulle mie ginocchia e guaendo dolcemente mi guardò con i suoi occhi intelligenti e buoni. La sorpresa per quel suo sentire silenzioso il mio dolore e parteciparvi mi commosse e mi consolò.

In seguito ho avuto cani miei, non da caccia, ma da difesa e compagnia: pastori tedeschi o belga. Delle bestie umane me li hanno avvelenati e l'ultimo fatto sparire e nemmeno la denuncia fatta ai Carabinieri ce lo ha fatto ritrovare.
Amo dunque i cani e li rispetto nella loro natura. Non ho frustrazioni da spostare su di loro rendendoli aggressivi, né vanità di sfoggiarli come cose... Ora, dopo la sparizione dell'ultimo, non ne ho voluti più per non soffrire.
Una donna sciocca, che ha l'incarico di dar da mangiare a cani del mio circondario, lasciati spesso da soli, appartenenti ad una razza inserita nel decreto dell'ex-ministro Sirchia come "destinataria di una particolare custodia e cautela" da parte dei detentori, ha detto con aria supponente "che i cani hanno diritto di abbaiare come e quanto vogliono" perché sono cani. L'atteggiamento saccente dell'ignara presuntuosa nasce proprio dalla mancanza di umiltà nel valutare sia i cani sia le persone. La superficialità porta questi individui a dare lezioni senza sapere e conoscere l'esperienza di chi hanno davanti. Amare i cani non vuol dire ammettere come giusto tutto quello che fanno. Sarebbe come dire che, amando gli esseri umani, si accettino i pedofili, gli assassini, gli stupratori e via dicendo.
Cani che assordano con i loro latrati per ore ed ore sono spesso cani resi disperati dai loro detentori. Cani feroci possono esserlo perché frutto di una selezione razziale operata dall'uomo, in aggiunta ad addestramenti dissennati all'attacco in nome di una ingiustificabile difesa. I miei sfortunati cani da guardia si limitavano ad abbaiare avvertendo se c'era una presenza estranea. Mai hanno latrato per ore. Così i cani di mio padre, che abbaiavano solo quando avevano stanato la lepre...

mercoledì 13 gennaio 2016

La morte non è più prevista

Da: Il Messaggero di Paolo Barbuto

Muore al Cardarelli durante l'aborto, il medico che l'ha operata l'aveva fatta nascere

Gabriella era una bellissima ragazza con gli occhi vispi e neri che guardavano verso il futuro e sognavano. Gabriella sognava un futuro da donna felice: moglie, mamma, ne parlava con amiche e cugine, lo raccontava alla mamma e alle zie. Gabriella Cipolletta, invece, è morta a diciannove anni nella sala operatoria di un ospedale, il Cardarelli, dove era entrata qualche ora prima per un intervento di interruzione di gravidanza.
Era serena quando è entrata in quella sala, ha salutato la mamma e la zia con un sorriso, si fidava ciecamente del medico che la seguiva: lo stesso che l’aveva vista mentre veniva al mondo, quello che aveva fatto partorire anche le zie, quasi una persona di famiglia, insomma.
Durante l’intervento qualcosa non è andato per il verso giusto. La mamma di Gabriella s’è resa conto che c’era tensione attorno a quella camera operatoria. Una ragazza che era entrata pochi minuti dopo la sua Gabriella era già stata riportata fuori, in camera, tutto bene per quella ragazza. Ma cosa stava succedendo a Gabriella? Lo accerteranno le indagini.

Per adesso la versione ufficiale parla di choc ipovolemico che significa improvvisa mancanza di sangue: mamma e zia raccontano con angoscia di aver visto infermieri che portavano tante sacche di sangue per le trasfusioni, poi c’è stato il trasferimento nel reparto di rianimazione ma è stato tutto inutile. Alle 15, cinque ore dopo essere entrata sorridendo in camera operatoria, Gabriella Cipolletta è morta. Allo sgomento è seguito il dolore che s’è trasformato in rabbia. I parenti di Gabriella che erano giunti in ospedale hanno sfogato la disperazione inveendo contro i medici, urlando la rabbia per quella morte assurda. La tensione è salita alle stelle ed è arrivata una richiesta di intervento al 113. Quando la polizia è arrivata nei corridoi dell’ospedale ha appurato la verità ed è immediatamente scattata la procedura ufficiale con la segnalazione di quella morte.

Anche l’ospedale aveva fatto partire subito le procedure ufficiali: subito è stata aperta una inchiesta interna al Cardarelli per fare luce su ciò che è accaduto. Nel frattempo in ospedale, ieri sera, si sono riuniti tutti i parenti e gli amici di Gabriella. Stretti attorno alla famiglia disperata: la ragazza viveva a Mugnano con mamma e papà, aveva un fratello maggiore di 25 anni e una sorellina di soli nove anni. Non era sposata ma quella gravidanza era stata accettata con emozione, quel figlio avrebbe voluto tenerlo e magari anche formare una famiglia con il suo uomo. Però quando s’era presentata dal medico per i primi controlli, sempre accompagnata dalla mamma e spesso anche da una delle tante zie che l’amavano, aveva scoperto che quel bambino che cresceva nel suo grembo aveva dei problemi, ed era stata proprio lei, inconsapevolmente, a crearli. Stava combattendo con una malattia dermatologica, un fungo della pelle probabilmente preso durante l’estate al mare. Nulla di clamoroso, problema facilmente superabile grazie all’assunzione di un medicinale. Sul bugiardino di quel medicinale era scritto ben chiaro che le donne in gravidanza non avrebbero dovuto assumerlo, ma Gabriella non sapeva nemmeno di essere incinta quando ha iniziato la cura. Così nel momento in cui si è resa conto di essere in attesa di un figlio, ha ripensato a quel medicinale, ne ha parlato con il dottore e ha scoperto che le potenzialità teratogene erano elevatissime: lo sviluppo di quel feto avrebbe subito gravi conseguenze. Perciò, con dolore, aveva accettato l’idea di interrompere quella gravidanza. Il suo stesso medico l’aveva rassicurata: sei giovane e avrai tanti figli belli e sani, non preoccuparti. Come sempre accade in questi casi, la discussione in famiglia è stata animata.

Secondo i parenti più stretti proprio la mamma di Gabriella sarebbe stata contraria all’intervento di interruzione della gravidanza e si sarebbe fatta convincere proprio dalla giovane figlia che aveva fiducia nei medici e nel suo futuro. Aveva promesso alla mamma che l’avrebbe resa presto nonna. Era certa che non c’era da preoccuparsi. E Gabriella infatti non sembrava preoccupata quando ieri s’è preparata per l’intervento che era stato programmato da tempo ed era previsto per le dieci e mezzo del mattino. Le avevano spiegato che era una questione di routine e che i fastidi sarebbero stati pochissimi. Ovviamente le avevano anche sottolineato tutti i rischi connessi all’intervento, seguendo correttamente tutte le procedure di informazione che ogni paziente riceve prima di una operazione chirurgica. E, evidentemente, quei rischi si sono manifestati in tutta la loro drammaticità.

Dal Cardarelli spiegano che le procedure sono state tutte corrette e che l’indagine interna chiarirà ogni dettaglio. La famiglia, intanto, ha affidato a un avvocato di fiducia il compito di sporgere denuncia per poter essere parte attiva nel corso delle indagini e poter seguire da vicino gli sviluppi legali della vicenda. Il corpo della povera Gabriella è rimasto fino al tardo pomeriggio sulla barella dove la ragazza è morta, a disposizione delle autorità, in attesa dell’esecuzione dei primi rilievi. La polizia, inizialmente intervenuta per sedare una rissa, si è ritrovata a fare i conti con questo evento drammatico ed ha lavorato senza sosta per lunghe ore. Se le attività dell’autorità giudiziaria andranno avanti senza intoppi, già oggi la salma potrebbe essere trasferita al Policlinico dove dovrebbe essere sottoposta all’autopsia che chiarirà in maniera inequivocabile le cause del decesso. Prima di avviare l’esame autoptico, però, sarà necessario individuare tutte le parti coinvolte nel tragico evento. Sarà necessario aprire una inchiesta e avvisare tutti gli eventuali indagati per consentire ad ognuno di poter nominare un perito che possa assistere al triste rito dell’esame della corpo. Solo al termine dei rilievi autoptici la salma potrà tornare a disposizione dei familiari che potranno stabilire data e luogo dei funerali.
Mercoledì 13 Gennaio 2016, 09:46
Le recenti morti di donne in gravidanza e al momento del parto hanno evidenziato che si muore anche se la medicina e l'assistenza sanitaria hanno fatto innegabili progressi nel nostro Paese.
Si muore sia che si sia accettata una nuova vita, sia che la si sia rifiutata come in questo caso.
Segno che, mi spiace per chi si illude, non c'è nessun giudice divino delle umane cose. 
Di aborto a quanto pare si muore meno che per gravidanza accettata e parto.
Prima  della  Legge 22 maggio 1978, n.194 per l'Interruzione Volontaria di Gravidanza (IVG), si moriva molto di più per aborto per ovvie ragioni: la clandestinità, in quanto era un reato, comportava assenza di regole igieniche e provvidenze necessarie. Ma si moriva di più anche di parto, prima dell'assistenza sanitaria ospedaliera e dei progressi della Medicina, che ci sono stati.   

A volte ci sono colpe di chi assiste le pazienti, ma anche no. Solo che la Morte non è più accettata con rassegnazione, l'evento improvviso è visto sempre come innaturale e dunque bisogna sempre cercare un colpevole.
Esiste invece l'evento che nemmeno il medico più coscenzioso e bravo può prevedere, e la gente dovrebbe cominciare a capirlo senza pretendere sempre la vittoria della Medicina sulla Morte: giacché quest'ultima può vincere in qualsiasi momento anche il medico più abile, la cui missione è proprio quella di una lotta continua con essa.

Vergogna India

Marò: governatore Kerala, 'Modi faccia tornare Latorre'

(ANSA) - NEW DELHI, 13 GEN - "Chiederemo oggi al primo ministro Narendra Modi di far tornare in India il fuciliere di Marina Massimiliano Latorre nei tempi previsti dalla sua licenza": Lo ha dichiarato il 'chief minister' (governatore) dello Stato meridionale del Kerala, Oommen Chandy. Interpellato sulle dichiarazioni del presidente della Commissione Difesa del Senato Nicola Latorre secondo cui il fuciliere italiano non tornerà a New Delhi, Chandy ha sottolineato che Modi "deve intervenire in modo deciso". (ANSA).

Non vi sono più parole per commentare questa vergognosa storia. Scrivo vergognosa perché incredibile non va bene, giacché di incredibile ho imparato che non c'è nulla! Quello che accade nel mondo in fatto di ingiustizie e cose orribili è purtroppo credibile, giacché i mezzi tecnici che l'uomo ha oggi a disposizione consentono di provarne tutto l'orrore.
Dunque la storia dei due sottufficiali della Marina Militare Italiana fermati per un delitto mai provato, mai sottoposto a processo perché prove non ne hanno, è una lunga e pervicace umiliazione inferta all'Italia che, grazie ai suoi sgovernanti, da almeno un secolo non riesce ad emergere come meriterebbe, viste le sue potenzialità di ingegno, di storia dell'arte, di bellezze naturali. L'Italia è eternamente sotto ricatto economico: questa e solo questa è la ragione delle umiliazioni che subisce. Le Società Italiane che fanno affari in India debbono essere preservate e chi ne fa le spese sono due poveri militari che facevano la guardia ad una nave che trasportava petrolio, a noi necessario per l'approvvigionamento energetico.

martedì 12 gennaio 2016

Malcostume

Da: La Stampa

Il sindaco di Vicenza Achille Variati si è auto multato per aver parcheggiato in uno stallo riservato alle persone disabili. Non si era accorto delle strisce gialle, così almeno ha detto al magazine on line Vicenza Today che aveva pubblicato lo scatto di un cittadino che testimoniava l’ infrazione. E’ indubbio che si stia sempre più affermando in vari siti web o gruppi su Facebook la tendenza di pubblicare, con tanto di targa, le foto dei “ladri di parcheggio per disabili”. La procedura è sicuramente ai limiti del rispetto della privacy delle persone immortalate e svergognate, ma indubbiamente è al momento un forte deterrente rispetto a una prassi incivile molto in voga nel nostro paese.
Di Gianluca Nicoletti

Da: Vicenza Più

Sindaco Variati si auto multa. Fischieranno almeno le orecchie al "comandante" Rosini?

Di Edoardo Andrein  Domenica 10 Gennaio alle 22:42 
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Dopo che sul web è circolata una foto dell'auto del sindaco Achille Variati parcheggiata (tra l'altro male, storta, occupando due stalli...) nel posto per disabili del parcheggio davanti a Happy Casa in viale Trento a Vicenza, che effettivamente quando cala la sera diventa piuttosto buio non essendo illuminato, il sindaco si è sinceramente scusato e si è auto multato: ha fatto, infatti, sapere che devolverà l'equivalente della multa per sosta non autorizzata su un posto per disabili ad un'associazione che lavora per i disabili.

Una evidente differenza di comportamento tra il sindaco Variati, il “capo”, e il suo sottoposto, Cristiano Rosini, comandante per giunta della Polizia Municipale che non solo non ha fatto mea culpa, auto multandosi, ma si è appellato a un diritto molto discutibile di girovagare in Ztl, dove Striscia la notizia l'ha beccato mentre circolava non per errore, ma per accompagnare la moglie allo shopping e la prole a scuola.
E su cui torneremo a breve con una rivelazione...

Troppe persone hanno bisogno di essere "spubblicate" per comportarsi bene. Segno che di fronte a sé stessi sono di manica larga, si concedono libertà, sforamenti, menefreghismi che poi sono costretti a giustificare goffamente se scoperti. Quello che infastidisce è che codeste persone, che si comportano correttamente solo quando qualcuno le vede, come dei bambini che trasgrediscono se la mamma è assente,  occupano posti di responsabilità in cui debbono, nel caso, riprendere chi sgarra.