mercoledì 11 maggio 2016

Marchini - Marino: due estremi sbagliati

Le recenti dichiarazioni di Alfio Marchini sul fatto che, se dovesse diventare Sindaco, si rifiuterà di celebrare le Unioni Civili qualora diventino Legge dello Stato, sono forse dette a fini elettorali, per acchiappare voti da coloro che avversano questo cambiamento epocale della Società Italiana, ma sono assurde in quanto un Sindaco DEVE APPLICARE LE LEGGI DELLO STATO.
Allo stesso modo sbagliò Ignazio Marino registrando matrimoni fra omosessuali contratti all'estero, presso Paesi che avevano istituito questo tipo di unioni. Sbagliò in quanto in Italia tale Istituto non esisteva, come non esiste presentemente perché la Legge deve ancora essere approvata dalla Camera dei Deputati.
Queste alzate di ingegno di gente che arriva o vuole arrivare a cariche istituzionali per poi NON rispettare le Leggi dello Stato sono stupidamente deleterie.
In questo Paese già ce ne è fin troppa di anarchia, e l'anarchia crea disordine. L'uomo, in generale, è una bestia che ha bisogno di regole, altrimenti la Società sprofonda nel caos e a rimetterci sono i migliori, quelli che accettano le regole per il bene di tutti. Gli altri vogliono imporre il loro egoismo, il loro individualismo a scapito dell'equilibrio fra le esigenze degli uni e degli altri.
Dunque anche se una Legge o l'assenza di essa non ci piace dobbiamo accettare quello che viene democraticamente approvato: anche se non ci garba.
A Marino non stava bene che gli omosessuali non potessero sposarsi in Italia, ma non è attuando una forzatura individualistica che si fa giustizia, bensì aspettando che la maggioranza della comunità intera decida o meno se è giusto emanare una Legge in tal senso.
Personalmente, ad esempio, ritengo che unirsi legalmente fra due donne o due uomini sia inutile, in quanto la Famiglia è stata costituita per salvaguardare l'eventuale prole: gli Italiani del futuro, per dare continuità alla specie. Ritengo che tutte le motivazioni addotte per il riconoscimento legale di questo tipo di unioni, sia pretestuoso. Non è affatto vero che un amico non possa assistere un amico in ospedale: accade ogni giorno a persone senza parenti e nessuno obietta. Perché mai si dovrebbe obiettare se l'amico è di tipo particolare?
L'eredità. Anche qui è un pretesto: se non si hanno figli a cui spetta, da Codice Civile, la legittima, nessun parente ha diritto all'eredità se il de cuius ha fatto testamento lasciando tutti i suoi beni all'amico del cuore.
Probabilmente più che un problema sentimentale penso sia un problema di pensione di reversibilità. E qui siamo all'assurdo.
I giovani, ma non solo, non avranno la pensione o avranno pensioni ridottissime, data la tragica situazione attuale di cui non si prevede miglioramento. La reversibilità era prevista sempre per salvaguardare la Famiglia Naturale, tenendo conto delle madri che, per allevare i figli, si erano dedicate alla vita casalinga rinunciando al lavoro. Darla all'uomo più giovane che si appoggia al più anziano e più abbiente (donna-donna non fa differenza) diventa un assistenzialismo che non ci possiamo più permettere.
Ed ecco che ci inventiamo i figli. Altro pretesto. Inventiamo perché, come ho già scritto, nascono ancora da un uomo ed una donna. L'artifizio di inventarsi "genitore", senza esserlo nella realtà biologica, è una mostruosità sociale oltre che psicologica. Se uno dei due elementi della coppia omosessuale già aveva figli da una precedente relazione etero, esisterà già l'altro genitore, e non ha senso una adozione spuria.
Le alchimie da Laboratorio di Genetica, tipo il figlio del compagno di Vendola, sono una forzatura.
Detto questo se il Parlamento del mio Paese approverà questa Legge io la rispetterò ed ancor più la dovrà rispettare chi pretende di ricoprire cariche politiche.
Ignazio Marino

Alfio Marchini


Aggiornamento al 12 maggio 2016: Tito Boeri, Presidente dell'INPS, ha detto che non dobbiamo darci pensiero per le pensioni di reversibilità delle coppie omosessuali: i soldi per quelle ci sono...
Tito Boeri sta lì perché è di una parte politica ben precisa e parla per assecondare le scelte di quella parte... Come tecnico non ci fa una bella figura... I soldi ci sono per quello che gli pare!

martedì 10 maggio 2016

Non mi stupisco più... Novella ripubblicata

lunedì 20 agosto 2012


Non mi stupisco più... - Novella


Da: "Le verità nascoste: racconti comici... ma non troppo"

Non mi stupisco più…

“Ma come è possibile?!” Chiese quasi a sé stessa la signora.
Io non mi stupisco più, perché con il lavoro che faccio, andando per le case… ne vedo tante.” Luisa, con la sua faccia buona e rubiconda un poco somigliante alla Camusso, lo disse con semplicità, senza ironia, malizia o sarcasmo.
“Due, che abitano proprio nella sua strada, un po’ più avanti, vivono lei al piano di sopra e lui al piano di sotto. La villa è di lei e dal marito si fa pagare l’affitto per la parte di sotto che occupa lui…”
“Addirittura l’affitto…” Commentò sempre più meravigliata la signora.
“Hanno una figlia sposata a Bergamo e quando la vanno a trovare partono insieme. Lei crede che i parenti del marito lo sappiano? Io credo di no. Si presentano insieme, quelli che ne sanno di come vivono.”
Non c’è nulla di male a dire che si vive separati…
“Sì, ma secondo me quelli non lo dicono. Partono insieme come se andassero d’amore e d’accordo, arrivano là… La figlia neppure lo saprà che il padre deve pagare l’affitto alla madre.”
“Ma che squallore…” La signora aveva una faccia triste. 
Bevve un altro sorso di caffè, e Luisa continuò con la sua filosofica accettazione della realtà.
Ora perché lei aveva sua cugina che la conosceva da anni, altrimenti…
“No, no, eh, beh no! L’avevamo capito anche da soli,  frequentandoli. Come lo trattava! Lui che restava sempre calmo in modo innaturale… E poi lei glielo ha detto pure in faccia più di una volta. Tentava di farcelo accettare come normale senza dircelo apertamente… Saggiava il terreno. Poi ha capito che non eravamo di quella pasta ed allora si inventava altre storie: chiacchiere in ufficio per invidia di lavoro… Ha tentato anche di screditare mia cugina ai miei occhi temendo che, prima o poi, mi avrebbe detto qualcosa… Cosa che poi è avvenuta del tutto casualmente e… debbo dire che non pensavo fino a questo punto…”
Tanta gente vive così…
“Ma non è meglio separarsi? Fanno finta davanti alla gente saggiando il terreno se quelli accettano una simile situazione… E’ brutto quando lo fa il marito, ma a me sembra ancora peggio se a farlo è la moglie.”
“E’ brutto comunque. Intanto vede le figlie? Si sono adattate e stanno sempre con loro.”
“E’ vero. Fingono pure tra di loro oltre che con la gente: dopo che ho tagliato i rapporti con queste persone, ho sentito un giorno la figlia più grande che diceva alla nonna paterna che non avevano più rapporti con me perché io sono matta perché dico che la loro madre ha l’amico.”
Luisa ora rise sinceramente divertita.
“E la madre del padre, secondo me, fa finta di niente anche lei, perché si limitò ad un debole: “Uh! E tuo padre che dice?!”
Luisa rideva ancora. “Già, che dice?”
“La ragazza rispose che non diceva niente, tanto io ero matta!”
Luisa continuò a ridere senza cattiveria.
Ora rise anche la signora. “Sembra la storia del “Berretto a sonagli” di Pirandello…”
“Cosa dice questa storia?” Chiese la donna semplice con curiosità.
“E’ una commedia di Pirandello, il grande scrittore siciliano. Vi si narra, di un uomo che sa benissimo di essere cornuto, ma fa finta di niente e guai a chi gli mette la verità così davanti da non poter più fingere di non vederla. Una moglie tradita, il cui marito va con sua moglie, non accetta le corna e fa uno scandalo. Lui, allora, va a casa di questa donna e le dice che non ci sono scelte: deve farsi passare per pazza, perché lo ha messo nella condizione di non poter più fingere di non sapere quello che fa sua moglie.”
Luisa sorrideva incuriosita e ascoltava quasi incredula. “E’ una commedia però!”
Sì, ma Pirandello era un genio e quello che scriveva conteneva verità universali e non erano “pochades”… Ha avuto il Premio Nobel per la Letteratura.”
A Luisa faceva piacere sentire quello che non aveva potuto apprendere a scuola. I suoi studi si erano fermati alla licenza della scuola media inferiore e dopo aveva sempre lavorato come collaboratrice domestica e non aveva tempo per leggere.
“… E il berretto a sonagli che c’entra?”
“L’uomo tradito dice che se l’altra tradita non si fa passare per pazza per aver rivelato la tresca, lui sarà costretto a mettersi un berretto con i sonagli e così girare per la strada esposto al pubblico beffeggio. E’ il simbolo del ridicolo della vergogna che ormai avrebbe addosso…” 
“Capisco.” Luisa era intelligente, dato che la semplicità di pensieri e di sentimenti non esclude l’intelletto, anzi, senza sovrastrutture culturali forse arriva prima a certe verità.
“Questa che lei ha scansato, però, è anche pericolosa. Ricorda il gas?”
La signora si fece seria. “Sì. La prima volta che lei trovò le due bombole allentate non lo misi in relazione a questa folle ed al suo complice cornuto. Perché deve aver avuto qualcuno che le faceva da palo… per forza.”
“Ha fatto bene a togliere quelle scalette. Perché è sicuramente passata da lì… dal cancelletto e poi da lì. Doveva fare solo un piccolo tratto riparato dagli sguardi, la casa accanto era disabitata, e si è infilata subito nelle scale in discesa, ha allentato le due bombole ed è risalita su.”
“Mio marito lasciava sempre la chiave per poterle montare e smontare nell’abitacolo… Avrà usato quella. Ma la prima volta, anche se il fenomeno è sembrato strano a tutti noi, non ero arrivata a pensare una cosa del genere. So che è malata per le cose che dice e che fa, ma come potevo pensare che anche lui…”
“Ma uno che riesce a vivere così non è normale neppure lui. Lei mi ha raccontato delle cose…”
“Cose che ci hanno detto loro! Poi, certo, a certe azioni abbiamo assistito anche noi: come quella volta che staccava il busto dalla sedia e poi lo riappoggiava mentre era seduto, avanti ed indietro, avanti ed indietro, in modo inconsapevolmente ossessivo…” 
“Quel giorno arrivai e lei non era ancora andata in cortile e trovai tutta quella puzza di gas!”
“Per fortuna che non accendemmo nulla!”
“Dopo un mese risuccesse.”
“Già, e lì mio marito cominciò a trovare molto strano che quello che non era accaduto in venti anni ora accadeva così di frequente: bombole con la chiusura difettosa.”
“Poi non accadeva mai durante il giorno, ma solo la mattina si trovavano le bombole allentate ed il gas che fuoriusciva.” Ricordò Luisa.
“La squilibrata si alza molto presto…” 
“Poi ci fu l’episodio della camicia di suo figlio tagliata con le forbici.”
“Già. A quel punto andai a controllare il cancelletto e mi accorsi che era stato aperto. Però, prima di dirlo a mio marito, lo feci vedere a lei e le chiesi cosa notava…”
“Erano allentati i ganci.”
“Poi ci portai mio figlio, senza dirgli cosa avevo visto, e gli chiesi di guardare il cancelletto. Lui guardò e disse: “Ma questo è stato aperto.” A quel punto mi rivolsi a mio marito, senza dirgli quello che avevamo già notato in tre persone diverse, e gli dissi solo di guardare e dirmi se vedeva qualcosa che non andava: e lui disse “Questo cancello è stato aperto”.”
“Avete fatto bene a togliere le scalette.” Ribadì Luisa.
“Ma quelle le abbiamo tolte solo per allargare il vano di servizio dov’è la caldaia. In realtà mettemmo la catena con il lucchetto: per passare ora la pazza doveva tranciarla o farlo al lucchetto.”
“Ci vuole una sega da ferro… Ci vuole tempo… e si vede subito.” Concluse Luisa.
“Tutto questo solo perché gli abbiamo fatto capire che ci fanno schifo.”
“Capisco che gli può fare rabbia, ma queste sono cose da pazzi!” Commentò la brava domestica.
“Quando sono venuta qui ne conobbi un’altra. Ma quella non era pazza, era… è … solo una sporcacciona.” Si corresse sorridendo la signora.
“Chi sarebbe?”
“Graziella Monichelli. La conosce? Qui la conoscono tutti.”
“Oh, sì che la conosco. Vendeva le case.”
“E’ così che l’abbiamo conosciuta. Cercavamo una casa e lei lavorava per uno che aveva una specie di Agenzia, ci hanno detto che era un mezzo delinquente… Ci presentò un tizio che vendeva la sua villa, poi abbiamo scoperto che non aveva facoltà di venderla perché non aveva pagato il mutuo ed era sotto sequestro della banca.”
“Ma pensa un po’!”
“Questo tipo diceva che lui i soldi del mutuo li dava al titolare dell’Agenzia di cui si fidava “perchè era un amico”…”
“E non si faceva dare nemmeno una ricevuta? Pensi che scemo!”
“Graziella Monichelli difendeva il suo datore di lavoro e diceva che era questo tizio che faceva debiti e che fra i creditori che si erano messi in coda insieme alla banca c’era addirittura la Stock, perché questo tizio, che aveva perso la casa anche se ci abitava ancora e si atteggiava a impossibile venditore, mandava cassette di liquori a destra e a manca per fare il grande e farsi bello con la gente. Insomma una storia assurda di gente assurda.”
“Ah, signora, io non mi stupisco più di niente!”
Io invece mi voglio stupire, Luisa, altrimenti qua ci fanno sembrare tutto normale, tutto giusto…”
“Giusto no! Però la gente è così. Io ne vedo tante.”
“Comunque io non credo alle chiacchiere se non tocco con mano e sulla Monichelli  ero incredula quando quella sciroccata della moglie del pilota di aerei mi disse che ci aveva provato con suo marito.”
Luisa rideva di nuovo. Ora avevano finito il caffè ed avevano ripreso a sfaccendare.
“Poi ci ha creduto però?”
“Eh, sì. Perché la moglie di Andrea, il pilota, è vero che è una nevrotica, perché glielo hanno scritto addirittura sulla cartella clinica quando finì nell’ospedale qua vicino, però di certo non è una mitomane come la squilibrata che forse ha aperto le nostre bombole… E quando mi raccontò che con Graziella erano amici e che, una sera che lei l’aveva invitata con suo marito a cena, questa, con la scusa di aiutare Andrea che stava sparecchiando, lo aveva seguito in cucina portando dei piatti e, una volta riposti nel lavandino, gli aveva fatto delle "avances"… ci ho dovuto credere.”
“Con il marito che stava di là?”
Che fa, si stupisce Luisa?” Scherzò la signora.
Rise anche lei: “No… però…”
“Allora le dirò anche il resto: la moglie di Andrea mi disse che Graziella gli aveva messo la mano in quel posto!”
Luisa smise di pulire la macchina del gas: “No?!!!”
“Ebbene sì. Disse che il povero Andrea non sapeva come fare. Imbarazzante! Anche perché Graziella è un poco racchia vicino alla moglie di Andrea, che è una bella ragazza!”
Luisa rideva: “Per fortuna!”
“Lo disse anche lei: “Fortuna che è brutta, altrimenti io che cosa avrei fatto?” Aveva ragione.”
“Aveva ragione sì!”
“Bella amicizia! Comunque disse anche altre cose che mi lasciarono esterrefatta. Disse: “Per me il marito manda avanti la moglie…Lui è d’accordo.” E siccome io non capivo il senso di quello che mi stava dicendo, aggiunse: “Non hai visto come è effeminato? Porta la sciarpa di seta al collo…” Io continuavo a guardarla senza capire ed obiettai che avevano tre figli e non lo vedevo come omosessuale, e poi il fatto che in casa portasse la veste da camera e la sciarpa di seta al collo l’avevo visto anch’io, una volta che ero andata a cercare la Monichelli per la faccenda della casa che voleva venderci, quando ancora non sapevo come fosse impicciata, ma poteva essere uno che teneva all’eleganza… Ma lei niente… Insistette che quei due erano ambigui.”
“Volevano fare lo scambio di coppie…”
“Forse volle insinuare proprio una cosa del genere. Comunque debbo dire che quando Graziella Monichelli, sfumato l’improbabile acquisto che ci aveva proposto, vide che, tramite una agenzia immobiliare seria, avevamo acquistato proprio nel condominio dove abitava Andrea Pretori, mi disse con aria contrita: “Siete fortunati perché avete come vicini i Pretori che sono delle ottime persone. Eravamo amici…Poi c’è stato un equivoco…Mi è dispiaciuto molto, è stata colpa mia, di quell’equivoco… e l’amicizia è finita.” Riportai questa frase alla moglie di Andrea quando mi raccontò i fatti e lei disse che c’era poco da equivocare, ma che di equivoco c’erano solo Graziella  e suo marito.”
“Certo che è difficile trovare gente normale.” Sospirò a questo punto la buona domestica. 
“Non mi abituerò mai! – Ribadì la signora. – Vedo che l’anomalia è più frequente della normalità ma non sottolinearla equivale ad accettarla. Questa squilibrata di cui sospettiamo sia l’autrice dell’apertura delle bombole e del taglio della camicia stesa ad asciugare, dette subito dei segnali di anomalia….”
“Sì. Lo so: diceva di avere il cancro e non era vero…”
“Ma di follie ne dice tante, perché è una mitomane… Ma non è solo questo: cerca di distorcere la realtà degli altri e proprio sull’argomento che la riguarda da vicino!”
“Le corna!” Disse Luisa ridendo.
“Anche, ma non solo. Come sa cerca di accreditare in giro la voce che io sono scema o pazza e le figlie ed il marito sono complici anche in questo.”
“Devono coprire la loro situazione e sminuiscono chi dimostra di non credere alle follie che dice la loro madre e moglie e li evita… chi fa capire che sa delle corna… Gli altri non è che non sanno o non capiscono… E’ che sono ipocriti: fingono di essere gentili e poi gli ridono dietro.”

“Lo so, lo so. Il primo a dire che era matta fu mio figlio, il medico. Tornai a casa dal lavoro e mi disse: “Mamma ha telefonato Cristina, la vicina, non ho capito niente di quello che ha detto… Dice che stava in un salone di bellezza per donne e uomini e che ha incontrato un collega di papà e lei si è fatta passare per te e quello ha detto che ti conosceva, che ti aveva conosciuta ad una festa da ballo dell’Ente dove lavora suo marito… Non ci ho capito niente e non so perché telefona per dire simili stupidaggini.”
“E’ proprio scema … Ma era poi vero?”
“E chi lo sa. Dopo ha raccontato altre volte questo episodio, non si sa se interamente inventato o distorto dalla sua mente malata. La persona che descriveva mio marito ha detto che esiste davvero, lui lo conosce come un mezzo cretino, ma io credo che non l’ho mai conosciuto, non solo perché non sono mai stata a balli aziendali, che trovo di una tristezza infinita, ma se io avessi conosciuto altrove questo tizio e lui ricordasse male il luogo della presentazione di certo la squilibrata non avrebbe mai potuto farsi passare per me: non abbiamo proprio nulla in comune! Se uno mi ha visto almeno una volta non può ravvisarmi in un soggetto così diverso!”
“Io non l’ho mai vista da vicino ma effettivamente non mi sembra…”
“Ha un viso triangolare, magro e il mio è tondo e con gli zigomi alti… E’ una nana, tanto che io vicino a lei mi sento alta! Ha pochi capelli di un incerto castano…io, lo vede, ho una massa di capelli scuri!”
“Mi sembra bionda….”
“Perché si schiarisce con delle “mèches”… Ma, al di là del colore dei capelli che una donna può anche cambiare… proprio non si può, nell’insieme, ravvisare la mia persona in quella lì! Quindi, o quello ha conosciuto qualche signora che le assomiglia e quando la pazza si è presentata con il mio nome ha erroneamente confuso un collega con un altro, o si è inventata parte dell’episodio.” 
“E’ comunque scorretto usare il cognome di qualcun altro.” Disse seria Luisa.
“Ma è pazza veramente, non per insulto: è malata, credo si tratti di un grave disturbo della personalità. Pensi che fra le mille follie che non sto a raccontarle si era messa in testa di regalare al mio figlio medico una cravatta... a tutti i costi. Io avevo rifiutato di prenderla e lei sa cosa ha fatto?"
"Cosa?"
"Gli ha telefonato a casa alle sette del mattino per dirgli che gli voleva regalare la cravatta ed io non avevo voluto prenderla!"
"Alle sette del mattino?!"
"Ebbene sì e mio figlio, che come sa vive solo, mi ha detto "Mamma, quella pazza mi ha telefonato a quell'ora per dirmi che mi voleva regalare una cravatta, ed io avevo fatto la notte di guardia in ospedale e mi ero appena addormentato!" 
"Ma pure se non avesse fatto la guardia, se invece dormiva da tutta la notte, non si telefona alla gente a quell'ora, a meno che non sia successo qualcosa di grave o di importante!"
"L'unico modo per difendersi da certa gente è stare loro lontani." Concluse la signora e Luisa assentì.  

Burocrazia allucinante

Da: La Repubblica.it


Roma, turista brasiliano muore sul bus: 8 ore per spostare il cadavere

E' successo sabato in via Gregorio VII tra problemi burocratici e rimpalli di responsabilità. L'uomo doveva ripartire da Fiumicino


Fortuna sfortunatissima

Altri particolari significativi sulla triste e sordida vicenda della piccola di 6-7 anni Fortuna Loffredo, abusata e buttata via come un fazzoletto di carta usato.

Cecchi Paone è riapparso come conduttore di non so bene quale trasmissione su Rete 4, ci sono capitata per caso, girando i canali, mentre stava intervistando il nonno materno della povera bimba. Questo nonno l'ho già visto nelle numerose interviste ai familiari dell'uccisa che la trasmissione "Chi l'ha visto?" ha dedicato al caso.

In questo caso, a precisa domanda del conduttore, il nonno ha sorprendentemente risposto "che avevano chiesto in giro chi potesse essere stato ad abusare della bambina". Giustamente Cecchi Paone si è sorpreso ed ha rimarcato tale dichiarazione: "Ah! Lei dice che avevate chiesto in giro per sapere chi..." Il nonno allora si è accorto di aver detto qualcosa che necessariamente faceva scoprire che la famiglia sapeva benissimo quello che accadeva a Fortuna e NON che "non se ne erano mai accorti" (cosa difficile da credere per ovvie ragioni).

Altro particolare contraddittorio è la dichiarazione della madre che afferma che "Fortuna non andava in giro per le case del palazzo, ma solo in quella del piano di sopra, dove abitava la sua amichetta e il compagno della madre di questa che ora sta in galera."
Dunque perché allora "chiedere in giro"?

Non sappiamo se le stesse contrastanti dichiarazioni siano state rilevate anche dall'Autorità Inquirente, ma lo speriamo.


lunedì 9 maggio 2016

Nogarin come De Luca?

Da: Il Tirreno
Su Nogarin:
Qui non ci sono mazzette o gare pilotate o intercettazioni compromettenti, c’è un sindaco che è stato indagato perché - assumendo 33 precari di un’azienda decotta quando in cuor suo aveva già deciso di portarla al concordato - avrebbe distratto dei fondi dalla disponibilità dei creditori di quell’azienda. È un reato da cavalier Brambilla, da “cumenda” brianzolo, non esattamente quello che ci si aspetta quando pensiamo ai problemi che la politica ha con la giustizia.

Nogarin, 5 Stelle, è un neofita della politica e dell'Amministrazione Pubblica, dunque il paragone con Vincenzo De Luca potrebbe non reggere, in quanto De Luca ha un lungo curriculum politico e di Amministratore Pubblico, ma l'accostamento l'ho fatto perché, nonostante gli innumerevoli procedimenti penali, e non solo, contro De Luca, che hanno messo in evidenza un modo spiccio e, forse, spregiudicato di risolvere i problemi di governo di Salerno e non soltanto, De Luca si è voluto "sporcare" le mani a fin di bene per sbloccare "paludi" varie che si presentano nell'Amministrare città e territori, e Nogarin, nel breve periodo della sua esperienza, ha voluto solo risolvere una situazione grave che ha ereditato dagli Amministratori precedenti del PD.
Nessun tornaconto personale dunque, nessuna ruberia, come De Luca, il quale per le sue scelte ha dovuto anche risarcire un danno erariale ammontante mi pare a euro 23.000.
Insomma i ladri sono una cosa, forzare le regole per risolvere i problemi impaludati è un'altra cosa.
Vincenzo De Luca ha avuto molti procedimenti perché è da tanto tempo che è sulla breccia, Nogarin poverino ha appena iniziato e quello che voleva era ripulire Livorno dai rifiuti e, allo stesso tempo, mettere uno stop all'emorragia di debiti della Società Municipalizzata che fino al suo arrivo aveva gestito il Servizio Rifiuti.  

Istituzioni assenti: senza Legge, i cittadini denunciano il degrado

Da: La Repubblica.it
degrado a roma

Roma, la denuncia su Twitter: "Sesso orale in mezzo alla strada"

Dopo la coppia fotografata mentre faceva sesso a via Margutta due persone sorprese durante un atto osceno in zona Ostiense






Roma, ore 20:30 all'angolo del Ponte Settimia Spizzichino (zona Ostiense). Una fellatio in mezzo alla strada. 👌

 Il degrado è arrivato a livelli insostenibili, io stessa, come Aureliano Verità, ho fotografato prostitute, anche dall'aspetto di minori, lungo la Strada Provinciale n. 215 fra il Km. 34 e il 38, in pieno giorno e tutti i giorni con le spalle girate verso gli automobilisti, le mutande abbassate e i sederi completamente scoperti, compiendo movimenti avanti e indietro di significato palesemente invitante e osceno.Purtroppo tale strada è percorsa da auto di ogni tipo, dato che collega vari paesi e borghi, nelle auto ci sono anche bambini... E' stato da me denunciato con un post che inviai anche alla Presidente della Camera dei Deputati Boldrini, paladina degli extracomunitari e rifugiati vari, essendo le prostitute a sedere nudo ondeggiante di etnia color cioccolato, non so di quale Paese di provenienza, ma evidentemente non in possesso di permesso di soggiorno, in quanto il mestiere più vecchio del mondo in questo Paese non è regolamentato fin dalla Legge Merlin dell'ormai lontanissimo 1957, soprattutto lontanissimo dal degradato costume attuale. Sarà stato un caso ma per un po' sparirono quelle palesemente giovanissime, le rimaste si tenevano più in dentro rispetto al ciglio stradale... Ma dopo un poco tutto è tornato come prima e peggio di prima.
Non si vedeva mai un'auto delle Istituzioni, poi di recente, miracolosamente, ho visto un'auto dei Carabinieri ferma in località Macere, ho chiesto a mio marito di fermare l'auto, sono scesa e mi sono avvicinata ai militi seduti all'interno dell'auto. Dopo il doveroso saluto ho fatto presente quanto avviene da tempo a poche centinaia di metri da quel punto e il Carabiniere più anziano mi ha detto che c'era un'indagine in corso, e che il loro intervento sulle donne nude non avrebbe comportato una conclusione definitiva, altro non mi poteva dire sull'indagine né io ho mai pensato che dovesse dirmi altro. Accanto a lui era seduto un Carabiniere più giovane che non ha detto una parola per tutto il tempo della nostra breve conversazione. Una certezza però l'ho acquisita: erano Carabinieri di Colleferro e quella zona così inquinata è sotto la loro giurisdizione. 

mercoledì 23 dicembre 2015


Prostituzione consentita in strada

Da: Il Mamilio

Rocca Priora-Artena, i cittadini: ''Chi interviene contro la prostituzione?''