domenica 29 maggio 2016

Sempre a galla

Da: Il Fatto Quotidiano

Sanità, il marito di Anna Finocchiaro nominato consigliere del registro dei tumori. Ma è imputato per truffa

Sanità, il marito di Anna Finocchiaro nominato consigliere del registro dei tumori. Ma è imputato per truffa
Giustizia & Impunità



Melchiorre Fidelbo è entrato nel consiglio direttivo dell'Airtum, l’Associazione italiana registri tumori, soggetto chiave nella redazione di rapporti come lo studio epidemiologico “Sentieri” sui siti inquinati di interesse nazionale. Ma è a processo per un appalto da 1,7 milioni affidato a una sua società, secondo l'accusa, senza bando
di  | 18 maggio 2016
È imputato di truffa e abuso d’ufficio per un appalto da 1,7 milioni nella sanità in Sicilia. Ma l’Airtum, l’Associazione italiana registri tumori, lo scorso 14 aprile l’ha nominato nel suo consiglio direttivo. Il dottor Melchiorre Fidelbo, ginecologo e marito della senatrice del Pd Anna Finocchiaro, siede ora nell’organismo direttivo dell’associazione che riunisce i “ricercatori e il personale tecnico operanti presso i registri tumori di popolazione”, soggetto chiave nella redazione di rapporti come lo studio epidemiologico “Sentieri” sui siti inquinati di interesse nazionale, finanziato dalministero della Salute e coordinato dall’Istituto superiore di sanità.
Fidelbo, dal 2000 segretario coordinatore del Registro tumori integrato di Catania, Messina, Siracusa ed Enna, è finito a processo a Catania insieme a tre ex manager dell’azienda sanitaria provinciale per l’appalto vinto dalla società Salsamb srl (di cui era socio al 50 per cento oltre che amministratore) per l’informatizzazione dell’ospedale di Giarre. Un lavoro che, come ricostruito dagli inquirenti, è stato affidato direttamente alla società del marito della Finocchiaro senza “una procedura ad evidenza pubblica e comunque in violazione del divieto di affidare incarichi di consulenza esterna”. La questione della nomina di Fidelbo nell’organismo dirigente dell’Airtum è stata ripresa da un’interrogazione al ministro della Salute presentata in Commissione sanità lo scorso 5 maggio dai deputati del M5s Massimo Enrico Baroni e Alberto Zolezzi.  Essendo un’associazione priva di codice etico, nulla vieta formalmente ai soci dell’Airtum di nominare nel proprio consiglio direttivo un imputato. Ma per i parlamentari firmatari dell’interrogazione l’elezione del dottor Fidelbo è comunque “inquietante”, perché l’inchiesta siciliana “disegna un quadro di commistione d’interessi privatistici, politici e pubblici – scrivono i deputati – ove lo stesso Fidelbo, oltre a ricoprire il ruolo di amministratore della società Solsamb srl, veniva nominato anche in una sottocommissione regionale incaricata di studiare proprio il nuovo piano relativo all’organizzazione dell’assistenza ospedaliera siciliana”.
E ora la preoccupazione arriva a interessare anche i progetti di legge sull’istituzione del registro nazionale tumori, in discussione alla Commissione affari sociali della Camera. Diverse proposte, alcune delle quali presentate dal partito di Anna Finocchiaro, prevedono un importante ruolo istituzionale dell’Airtum in relazione alla “alimentazione, gestione, aggiornamento, ampliamento e controllo di qualità dei dati” epidemiologici nazionali, oltre alla “valutazione della qualità dei dati prodotti dal Registro nazionale e dai registri regionali e provinciali” e alla funzione di accreditamento dei registri tumori locali. Tutte prerogative che verrebbero affidate a un’associazione privata, al momento priva di un codice che regoli i conflitti di interesse, e con un dirigente imputato per truffa.
Ed ecco che riappare il coniuge della senatrice Finocchiaro: quella che andava a comperare le pentole ad IKEA con tre uomini di scorta e altrettante auto, pagato il tutto dai soliti contribuenti appartenenti al popolo bue. 
Sempre a galla, questa gente sta sempre a galla...
Non come i poveri tremebondi cittadini qualsiasi, esempio il Prof. Rho, che vengono sbattuti in mezzo ad una strada dalle "Leggi e dai rigidi regolamenti" di questa democrazia più che zoppa e, ridotti ad un grumo di paura ed incertezza, ottengono Giustizia solo se si muove la Piazza, e non sempre!
No, la Finocchiaro, e chi è a lei legato di conseguenza, appartengono alla Casta sempre e comunque, quindi galleggiano sempre, qualsiasi cosa facciano, godendo di altre Leggi e regolamenti in barba al solito articolo della solita Costituzione Italiana che recita che "i cittadini italiani sono tutti uguali davanti alla Legge ecc. ecc." disatteso TOTALMENTE.

sabato 28 maggio 2016

Quando la Scuola Pubblica fa Cultura

La sala della recita: i disegni sono stati realizzati dagli studenti dell'Istituto Cristoforo Colombo di Roma aderenti al progetto "Leonardo"


Grazie alla passione di un'insegnante la Scuola Pubblica può diventare realmente uno strumento di crescita culturale e di vera formazione per gli studenti, soprattutto per quelli che non hanno in famiglia una base che possa supportarli in tal senso. 
Nel Liceo Linguistico Lucio Lombardi Radice di Roma, situato nella periferia sud della città, insegna uno di quei professori che fanno la differenza: la Professoressa Bianca Lamanna, insegnante di lingua francese. Non di sola grammatica e noiose lezioni ella nutre i suoi studenti, ma ha sposato l'apprendimento al divertimento culturale, facendo studiare ai ragazzi il teatro francese, parte importante della Letteratura di ogni Paese, e facendoglielo interpretare. 
La Prof.ssa Bianca Lamanna

Il risultato, ho potuto constatarlo di persona ieri presso la Fondazione Primoli, che in modo illuminato ha concesso i suoi bellissimi locali ad una delle rappresentazioni di questi entusiasti studenti, è stimolante, sia per gli studenti, felicemente coinvolti, sia per chi assiste allo spettacolo. Va da sé che così la lingua rimane impressa e viene ben metabolizzata, ma i ragazzi imparano anche a sciogliere le loro timidezze e insicurezze tipiche dell'età.
La Fondazione Primoli creata dalla donazione del Conte Primoli nel 1928 per promuovere relazioni di cultura letteraria fra l'Italia e la Francia.
Ha sede in Palazzo Primoli, in Via Zanardelli a Roma, che ospita anche il Museo  Mario Praz e il Museo Napoleonico 


Oggi sono a Parigi per ripetere la rappresentazione di una commedia di Marivaux presso il Liceo parigino Monet, grazie al partenariato fra il Liceo Lucio Lombardi Radice e tale liceo francese. La convenzione è il frutto di un accordo tra l’Ufficio Scolastico Regionale e il Rettore dell’Università della Sorbona. E’ stata siglata lo scorso anno scolastico nella sede dell’Ambasciata francese a Roma, dove le due scuole hanno sottoscritto un progetto comune. L’esperienza si è sviluppata con lo scambio di alunni e docenti che continua anche nel presente anno scolastico e si arricchisce di attività teatrali concordate e di progetti di integrazione. La Prof.ssa Lamanna ha detto che gli studenti francesi contraccambieranno la visita a dicembre.
L'accoglienza davanti Palazzo Primoli di due studentesse che poi si trasformeranno anche in attrici

L'8 giugno prossimo la recita della commedia di Marivaux "Le Jeu de l’amour et du hasard" verrà ripetuta presso il teatro del Liceo qui a Roma.
Una scena della rappresentazione della commedia di Marivaux  "Le Jeu de l’amour et du hasard"
Il progetto ha potuto avere vita anche grazie al patrocinio del Municipio VII di Roma e alla collaborazione di France Théatre. 
Dalla terrazza di Palazzo Primoli dove la raffinata organizzazione ha offerto agli ospiti un drink a completamento del bel pomeriggio culturale

Scienza contro superficialità e ignoranza

Da: Quotidiano.Net

Le lacrime di Bossetti in tribunale. E la moglie sfreccia in Porsche

Bergamo, 28 maggio 2016 - IL PRIMO luglio non sarà solo il giorno della sentenza per l’omicidio di Yara Gambirasio. Prima di pronunciarla, la Corte d’Assise di Bergamo dovrà decidere chi è Massimo Bossetti. Il predatore notturno che ghermisce bambine inermi, le aggredisce, le colpisce, le abbandona a morire in solitudine, da blindare all’ergastolo? Oppure un irreprensibile muratore bergamasco descritto dalla difesa, innamorato degli affetti familiari al punto che nell’udienza di ieri si è sciolto in pianto quando uno dei legali ha evocato i suoi bambini?

NELL’AULA si attende l’annunciato arrivo di Ester Arzuffi, ma la madre dell’imputato non si presenta, trattenuta da un leggero malessere e soprattutto dall’emozione.
Da: IL NORD QUOTIDIANO
Compare invece la moglie, Marita Comi, giunta in tribunale a bordo di una Porsche Panamera color rame, con targa del Principato di Monaco, pilotata da Ezio Denti, uno dei consulenti della difesa. In aula scambia un sorriso con il marito per fugare le polemiche seguite alla lettera hard di Bossetti con la detenuta. Parola alla difesa. Claudio Salvagni parte all’attacco. «Questo è un processo di emozioni, di suggestioni. È un processo altamente mediatico. C’è una informazione malata, appiattita». Per la vicenda giudiziaria di Bossetti parla di «colpi bassi», di «tortura» come per l’acquisizione delle lettere fra il carpentiere di Mapello e la detenuta Gina. Definisce una «perla» un video diffuso alla stampa che secondo l’accusa riprende il furgone dell’imputato. «È stato confezionato come un pacchetto dono per tranquillizzare le gente, che aveva bisogno di avere il mostro, il pedofilo, il mentitore seriale inchiodato alle sue responsabilità». Definisce «atto gravissimo» la deposizione di un ufficiale del Ros che ha testimoniato che quando fu trovata Yara stringeva «dell’erba radicata nel terreno». «Non è possibile trasferire alla Corte qualcosa come indiscutibile quando invece non è vero».
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Da: Il Settimanale GIALLO: ... la vicenda che riguarda i due presunti amanti di Marita Comi, la moglie di Massimo Giuseppe Bossetti. Due le persone sentite da chi indaga, due gli amanti della moglie di Bossetti, uno di loro sarebbe un amico di famiglia. E’ vero? Non ci sarebbero prove per smentire la vicenda in quanto dai tabulati telefonici risulterebbero le chiamate, i messaggi tra la donna e queste due persone che sono state poi chiamate in procura.
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LA DIFESA ripropone l’ipotesi che Yara possa essere stata uccisa in un luogo diverso dal campo di Chignolo d’Isola. Perché non è stato cercato il sangue sotto il cadavere? Perché il colletto bianco della maglietta era intonso, nonostante la ferita al collo? Era difficile penetrare nel campo, anche gli operatori della polizia hanno avuto le tute strappate più volte dai rovi. Allora come è stato possibile correre, fuggire, inseguire, praticare ferite precise e millimetriche come quelle sui polsi? E perché sono stati trovati tanti peli e fibre nelle ferite se la piccola vittima era vestita? 
Il difensore Paolo Camporini cala un argomento ‘forte’. Parla dell’allineamento operato dalla difesa con i suoi consulenti degli orari delle telecamere che avrebbero ripreso il furgone cassonato di Bossetti la sera del 26 novembre 2010, quando Yara scomparve. Fra l’orario riportato nelle immagini e quello reale esiste una discrepanza di 12 minuti. Non è l’autocarro di Bossetti e se anche lo fosse sarebbe transitato alle 18.35, un quarto d’ora prima che un testimone vedesse Yara avviarsi verso l’uscita della palestra. «L’auto del testimone viene ripresa alle 18.48. Diciamo che gli occorrono due minuti per raggiungere la palestra. Sono le 18.50. A quell’ora Bossetti è già a casa. Se abbiamo ragione noi il processo è finito. O vogliamo farlo su quel mezzo Dna?».
Camporini tratteggia il profilo dell’imputato. «Lavoratore indefesso. Una persona più che abitudinaria. Nessun vizio. Nessuna dipendenza. Un carattere mite, a detta di tutti. È un uomo che cerca il consenso. Ha questo bisogno di essere amato». Il muratore di Mapello piange. 
di GABRIELE MORONI

Due mondi, sempre esistiti perché connaturati alla natura umana, quello positivista, che vuole vedere la verità con il metodo galileiano del "provando e riprovando", e quello che si ferma in superficie per i palati facili.Prima di Galileo solo l'acuto ingegno di pochi poteva, per doti connaturate ed eccezionali dell'intelligenza, intuire l'essenza della Verità.Dopo Galileo abbiamo lo strumento della Scienza.Ma non basta a quegli uomini che preferiscono le facili suggestioni, che si basano sulla superficialità di una faccia, (eppure Lombroso è stato sconfessato), che preferiscono alla lucida ragione la "pancia".Su questo humus proliferano e ingrassano cialtroni di ogni specie, donne e uomini senza alcuna morale, con facce e atteggiamenti impudenti, senza vergogna, inalberando una normalità che NON c'è ma che un giornalismo d'accatto presenta come tale, facendola ingoiare e digerire ai palati facili, digiuni di vera cultura, ma ricchi di visioni di "Amici" di Maria De Filippi, di "Grande Fratello", di commozioni di Barbara D'Urso, di scatole sofferte tutte le sere su RAI 1 e niente, niente riflessioni.  

giovedì 26 maggio 2016

Il seme di un'idea

Telescopio E-ELT: il più grande occhio sul cielo sarà prodotto dall'Italia

Ieri è stato firmato il contratto milionario con un consorzio di aziende italiane formato da AstaldiCimolai ed EIE. Con uno specchio primario di 39 metri di diametro, l'E-ELT è considerato una macchina delle meraviglie e verrà costruito in Cile, in un sito già attrezzato allo scopo.
A siglare il contratto da 400 milioni di euro per la costruzione della cupola e della struttura del telescopio sono stati il Direttore Generale dell'ESO, Tim de Zeeuw, il presidente della Astaldi, Paolo Astaldi, e il presidente della Cimolai, Luigi Cimolai.
Con un peso totale di circa 5000 tonnellate, un diamento di 85 metri e un'altezza di 80, la cupola rotante sorgerà nel 2017 sul Cerro Armazones, un picco di 3000 metri a 20 chilometri dall'Osservatorio dell'ESO di Paranal. La strada di accesso e il livellamento della cima della montagna sono già stati completati e l'inizio dei lavori in loco per la cupola è previsto per il prossimo anno.
L'Italia si occuperà anche della montatura e del tubo del telescopio, con una massa totale di più di 3000 tonnellate. Si tratta delle strutture più grandi mai costruite per un telescopio ottico/infrarosso.
“L'E-ELT produrrà scoperte che nemmeno possiamo immaginare oggi e ispirerà persone di tutto il mondo a pensare alla scienza, alla tecnologia e al nostro posto nell'Universo. La firma di oggi è un passo avanti fondamentale verso il completamento dell'E-ELT nel 2024” è stata la promessa di Tim de Zeeuw, Direttore Generale dell'ESO.
L'area di raccolta della luce dell'E-ELT sarà più grande di quella di tutti i telescopi ottici esistenti messi insieme e fornirà immagini circa 15 volte più nitide rispetto a quelle del telescopio spaziale Hubble.
“E-ELT permetterà di indagare, da Terra e con un grande campo di vista, sia i corpi celesti della nostra galassia che le zone più lontane dell'universo. E non mancherà di dare un contributo fondamentale alla ricerca degli esopianeti, in particolare nello studio della loro struttura e atmosfera. L'Italia con ASI e INAF, sarà tra i paesi protagonisti di questo campo della ricerca astrofisica grazie anche al ruolo che svolgerà nelle prossime missioni dell'ESA, Cheops e Plato. Una sinergia Terra/Spazio che siamo sicuri ci regalerà molte soddisfazioni” ha detto il Presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana Roberto Battiston.
Redazione NextMe.it


E' una favola quella che racconto sotto questa bella notizia di progetti grandiosi che, per essere realizzati, hanno bisogno di grandi finanziamenti. Nelle favole chi ha un'idea (sempre scarse) la esprime, la comunica a chi comanda e gestisce i soldi di tutti, il quale fa un salto sulla sedia e procede alla sua realizzazione, riconoscendo a chi ha avuto l'idea il suo merito. Nella favola un anziano professore, che ha molto sofferto per aver visto, inascoltato, sperperare il denaro pubblico su progetti fallimentari vedendosi, per contro, negati finanziamenti minimi e avendo solo con la sua passione per la Scienza ottenuto qualche risultato, parla con un suo discente e gli comunica una sua idea: uno specchio per un telescopio da cento metri! E' una favola.. l'ho detto..
Il suo antico studente che gli vuole bene riflette e gli sembra un'idea irrealizzabile. Il vecchio professore gli dice che naturalmente l'idea va studiata, per la sua realizzazione servirà un'équipe, il progetto che discenderà dall'idea sarà laborioso, ma non irrealizzabile e l'entusiasmo per portarlo avanti sarà bellissimo... Lo scopo è naturalmente e sempre l'esplorazione dell'Universo, per saperne sempre di più. Tutta la vita il vecchio professore ha bramato la conoscenza... Ma anche fra chi si occupa di Scienza c'è chi pensa essenzialmente ai soldi, al potere.. Il vecchio professore, sconfitto, è cosciente che a lui questa brama di potere, soldi e gloria è sempre mancata e si rivolge al suo brillante discepolo dicendogli: "Tu sei in un posto importante, puoi realizzarlo."
Nel posto importante il giovane è arrivato per la sua bravura, ma anche per un poco di aiuto di suo padre, legato al mondo politico del suo Paese.
Egli, tornato al lavoro, comincia a studiare l'idea. Scrive formule e disegni abbozzando un progetto. Il suo capo scopre quello che sta facendo e con durezza gliene chiede conto. Il giovane uomo spiega ma incontra solo l'ostilità di chi comanda, come accadeva al suo vecchio docente, il quale gli intima di lasciare quel progetto, egli è pagato per seguire i progetti che la struttura per la quale lavora sta portando avanti, non per seguirne di suoi!!!
Praticamente il contrario di quello che la Scienza Pura richiederebbe.
Suo malgrado il brillante scienziato deve soggiacere al diktat del suo capo.
Ma, il tempo passa, ed egli tornerà a quel progetto e, in un momento diverso, gli sarà lasciata la libertà di lavorarci.
E' sempre in contatto con il suo antico docente e gli comunica che sta lavorando ad uno specchio da cento metri! Il vecchio professore è felice e commenta ricordando la loro conversazione di qualche anno prima. Ma il brillante ex-studente dice di non ricordarsi di quel colloquio e che l'idea è sua solo sua... Il vecchio professore non insiste, conosce la natura umana e lui non ha i mezzi per realizzare le sue idee... che rimangono idee... come scintille sparse che poi senza legna non fanno un incendio. Malinconicamente è però felice che il suo brillante ex-studente riesca a realizzare il suo sogno.
Ma tanti metteranno il cappello su quell'idea e anche il nome del giovane brillante, che ha iniziato il progetto, sparirà fra i molti che hanno il potere di stanziare i soldi pubblici.
Costruzione di una piccola stazione osservativa


mercoledì 25 maggio 2016

Don Giovanni con HIV

Da: La Repubblica.it

Nuovo arresto per Valentino Talluto, l'untore dell'Hiv: avrebbe contagiato 43 persone

La richiesta della procura è stata accolta dal gip Francesco Patrone, che deve però ancora pronunciarsi su un'altra richiesta del pm: quella di epidemia dolosa. Tra i contagiati dal 32enne, anche un bambino di otto mesi, figlio di una donna con cui ha avuto rapporti non protetti


martedì 24 maggio 2016

Roberto Giachetti




Cara Rita Coltellese,

quando ho deciso di candidarmi a guidare la nostra città, l’ho fatto – con un po’ di incoscienza forse – perché non ne potevo più di vederla rappresentata come una macchia nera, come il simbolo del malaffare, del degrado, della decadenza. Non può essere questo il destino della Capitale. Questa voglia di riscatto, questa sfida alla rassegnazione è il tratto della mia campagna, il motore della nostra avventura.
Per questo diciamo #RomatornaRoma. Una città che torna ad essere amata e invidiata nel mondo. Una città dalla quale i migliori non fuggano ma nella quale i migliori vogliano impegnarsi. È uno sforzo che non si può affrontare da soli. Non fatevi ingannare, chiunque vinca le elezioni non può farcela da solo.
Ci vuole un progetto nazionale del Paese sulla sua Capitale.
Ci vuole un sindaco onesto e competente capace di decidere con le mani libere.
Ci vuole una squadra di primo livello al suo fianco, che generosamente si mette a disposizione della città.
Ci vuole una rivoluzione della macchina amministrativa del Campidoglio e un patto nuovo con chi ci lavora dentro.
Ci vuole una città pronta a fare la sua parte, ad essere coinvolta in un progetto di cambiamento: a modificare le abitudini quando serve, a partecipare e condividere le scelte ogni volta che sarà necessario.
Su tutto questo, soltanto noi possiamo offrire garanzie. La prova è nella mia storia personale: ho contribuito ad amministrare questa città nei suoi anni migliori, quando siamo stati un modello per il Paese. La prova è nelle scelte di rottura che abbiamo fatto anche rispetto al nostro recente passato: le liste pulite, la scelta di offrirle al vostro giudizio prima ancora che fossero raccolte le firme.
E una scelta di rottura, forse la più forte, la compio oggi. Senza filtri, senza riunioni di partito, senza caminetti, senza trattative. Contro il parere di molti. Per la prima volta in assoluto, un candidato sindaco presenta prima del voto la squadra con la quale governerà i nodi cruciali della città. Nessun altro candidato è in grado di farlo, nessuno di loro può permettersi questa libertà. Nessuno può contare su una squadra di questo livello, per competenza, integrità, prestigio.
Sono le donne (tante) e gli uomini (pochi) con i quali risolleveremo Roma. E anche qui si cambia rotta: mai più l’onta – una delle tante che abbiamo conosciuto grazie a Gianni Alemanno – di una giunta decaduta per non aver rispettato la presenza di donne previste dallo statuto. Anche qui cambiamo tutto: larga maggioranza di donne. Voglio proprio vedere chi avrà voglia di protestare per questo.
E ora i nomi, che tanto attendete. Ma con due premesse. La mia squadra è ben più larga di loro. E in parte la conoscete già. Ci sono i nostri candidati presidenti di municipio, innanzitutto: Sabrina Alfonsi, Francesca Del Bello, Paolo Marchionne, Emiliano Sciascia, Alessandro Rosi, Dario Nanni, Valeria Vitrotti, Anna Rita Marrocchi, Andrea Santoro, Maurizio Veloccia, Cristina Maltese, Massimiliano Pasqualini, Valerio Barletta, Daniele Torquati.
Amministratori giovani e onesti, con i quali attueremo quel decentramento di cui da anni si chiacchiera è basta. A loro trasferirò finalmente competenze e risorse e personale adeguati a metterle in pratica. Smetteranno di essere maxi frustrati e diventeranno realmente mini sindaci dei municipi che governano.
Sono i pezzi di una squadra larga, larghissima con la quale proveremo a cambiare le cose. A partire dai consiglieri comunali che saranno eletti nelle liste che mi sostengono e che comporranno una maggioranza forte e coesa, fondamentale per il progetto che dovremo realizzare. Coinvolgendo direttamente i cittadini sulle scelte cruciali con meccanismi di partecipazione diretta che abbiamo giá in mente e che sono nel nostro programma. Lo stiamo presentando scheda per scheda ogni giorno e lo conoscerete nella sua versione completa questa settimana.
La seconda premessa riguarda i nomi che sto per leggervi. Sono romani per nascita, romani per adozione o romani per scelta. Amano questa città e vogliono impegnarsi per tornare a farla splendere. Non sono espressioni di partito, di corrente, di lobby. Sono professionisti che nella maggior parte dei casi fanno lavori bellissimi, che amano molto e per i quali sono pagati meglio e corrono rischi minori degli incarichi a cui li sto chiamando. Non sono amici miei, sono amici di Roma. A loro va la mia profonda gratitudine. Per aver deciso di mettere il loro prestigio e le loro capacità al servizio della città. Per aver compreso la mia proposta, ben prima di conoscere l’esito delle elezioni. Una generosità e una libertà desuete, che sono la prova migliore di aver individuato la squadra più giusta.

I nomi della Giunta

Ho chiesto a Livia Turco di occuparsi di servizi sociali, welfare, immigrazione. Non ha bisogno di presentazioni, ha una storia che parla da sola, una donna di sinistra capace di rivolgersi a tutti. È stata un ministro apprezzatissimo e Roma ha esattamente bisogno di assessori così, capaci di fare il ministro. La passione con la quale ha accettato la mia proposta mi ha commosso.
Ho chiesto a Silvia Scozzese, Commissario del Governo per il debito di Roma di tornare a occuparsi di Bilancio e razionalizzazione della spesa del Campidoglio. Raramente ho incontrato una persona così competente e rigorosa coi numeri e insieme consapevole delle vite che ci sono dietro quei numeri.
Ho chiesto a Lorenza Baroncelli di occuparsi di Rigenerazione Urbana. Per me Lorenza è davvero un simbolo. È romana, ha studiato qui, eppure ha avuto tutte le sue soddisfazioni professionali lontano da qui. Quanti giovani romani sono in questa condizione? Lorenza ha lavorato a Milano con Stefano Boeri, ha lavorato a Londra, in Colombia, a Tirana, a San Paolo. Ha collaborato al piano strategico di Expo Milano. Attualmente è assessore al comune di Mantova e ringrazio sin d’ora il bravissimo sindaco Mattia Palazzi per la generosità e la comprensione, ma è ora che Lorenza torni a lavorare a casa sua, alla ricucitura della sua città.
Ho chiesto a Carla Ciavarella, dirigente penitenziario di lunghissimo corso di cui ho conosciuto tempra e capacità nel corso delle mie tante visite nelle carceri, di occuparsi di Patrimonio, Casa e progetti speciali. Tra questi, voglio ricordarlo proprio oggi – anniversario della strage di Capaci, giornata della legalità – le ho chiesto di occuparsi dell’Ufficio di scopo per i beni confiscati alla criminalità. Ha lavorato presso le Nazioni Unite dove ha gestito progetti contro il traffico degli esseri umani e di assistenza alle vittime di violenza in Afghanistan, Balcani, Sudafrica.
Ho chiesto a Claudia Servillo, dirigente del Ministero dell’Ambiente, di occuparsi di Ambiente e rifiuti. Ha una lunga esperienza proprio sulla gestione dei rifiuti anche in ambito comunitario.
Ho chiesto a Stefania Di Serio, esperta di mobilità e di innovazione che ha lavorato in Atac e per Umbria mobilità di occuparsi di Trasporti. È stata amministratrice nel centro storico di Roma, docente universitario di Mobilità sostenibile, è membro del board dell’Associazione Mondiale del Trasporto Pubblico.
Ho chiesto a Francesco Tagliente, già apprezzato Questore di Roma di tornare ad occuparsi della sicurezza della nostra città. Si è occupato per 40 anni di controllo del territorio, ordine e sicurezza pubblica a Roma. É stato recentemente, scelto dal Governo come prefetto a Pisa.
Ho chiesto a Marco Rossi Doria, primo maestro di strada a Roma e a Napoli, sottosegretario all’istruzione dal 2011 al 2014, membro della delegazione ONU per i diritti dell’infanzia, di tornare a occuparsi per Roma di Scuola, università, formazione professionale.
Infine ho chiesto a Marino Sinibaldi, uno dei più grandi esperti di cultura del nostro Paese, direttore di Radio Tre, presidente del Teatro di Roma, ideatore e direttore di Libri Come, la festa del libro dell’Auditorium, autore di numerosi saggi e vincitore di numerosi riconoscimenti di occuparsi di Cultura e Turismo, il nostro principale assett industriale.
Avete ascoltato nove nomi, sei donne e tre uomini. Dieci insieme a me. Al momento sono queste le persone di cui credo di avere bisogno per governare la città. Se poi, dovessi rendermi conto che ci bisogno di individuare altre figure per farla ancora più forte – o per gestire deleghe che spero di riuscire ad accorpare – lo comunicherò comunque, in questo stesso modo, prima del voto. Con loro ci saranno altri ruoli cruciali in Campidoglio, fondamentali per il buon governo della città e nel corso dei prossimi giorni presenterò anche loro.
Uno soltanto, in un ruolo chiave voglio anticiparlo. Si tratta di Alfonso Sabella, che sarà il mio capo di gabinetto. Ha combattuto la criminalità organizzata in prima linea da magistrato, ha catturato Brusca e Bagarella, ha speso la vita al servizio della giustizia. Il lavoro di lotta alla corruzione e alle infiltrazioni criminali che ha avviato a Roma merita di andare avanti.
Questa è la mia squadra. O meglio un pezzo importante di essa. Da una parte staff anonimi che guidano e telecomandano le decisioni di chi chiede il vostro voto. Dall’altra una squadra autorevole al servizio della città. L’ho offerta a voi perché penso che in questa trasparenza, nel racconto della verità sempre e comunque passi la ricostruzione di un rapporto di fiducia tra i cittadini e chi li governa. E poi perché il resto della squadra siete voi, ciascuno di voi.
Roma torna Roma, solo se ci crediamo e ci lavoriamo tutti insieme a partire dal 5 giugno.

Grazie
Roberto Giachetti


Se votassi a Roma voterei Virginia Raggi perché è l'unico modo per provare il cambiamento.
Non ho nulla contro Giachetti, se non il fatto che dentro l'Amministrazione di Roma lui c'è stato e, anche se è persona onesta, dello scandalo "Affittopoli" che durava da decenni, quindi anche quando Rutelli era sindaco e lui vice, non si è accorto. Recentemente gli ho segnalato una nicchia di codesto scandalo, quello di gente senza titolo che abita nelle Scuole Pubbliche di proprietà comunale e il Comune di Roma NON FA NIENTE. Quindi, sia che diventi Sindaco, sia che entri soltanto come Consigliere al Comune di Roma, questo impegno di dare esecuzione allo sgombero degli occupanti, che abitano negli ex alloggi degli ex custodi a spese dei contribuenti e violando le norme di sicurezza per gli alunni e studenti, norme richieste però al personale scolastico, DEVE PRENDERSELO.
Rita Coltellese *** Scrivere: Alloggi dati in uso per Servizio agli ex-custodi delle Scuole Pubbliche