sabato 22 ottobre 2016

Ministro Giannini: "Tutto bene signora la marchesa..."



 "Saremmo in ritardo se fossimo a Natale" così afferma l'incredibile Giannini 

Da: CGIL Scuola

“Giannini si dimetta”, Pisano (Flc-Cgil) avversa le parole del ministro
Paola Pisano, segretaria provinciale Flc Cgil Firenze, replica con questa nota alle parole del ministro dell’istruzione Stefania Giannini rilasciate ieri a Firenze in occasione degli Stati Generali della lingua italiana nel mondo:
“Con rammarico leggiamo le Sue dichiarazioni rese ieri a Firenze in occasione degli Stati Generali della Lingua Italiana nel Mondo, con cui giustifica, negandolo, il caos generato dall’applicazione della L.107 denominata “Buona Scuola”. A più di un mese dall’avvio dell’anno scolastico la quasi totalità delle scuole fiorentine ha un orario ridotto e la mancanza di centinaia di docenti non permette di svolgere regolarmente le lezioni delle varie discipline.
Le Sue dichiarazioni sul fatto che non si possa parlare di ritardo – perchè ogni anno le operazioni iniziali si protraggono oltre il mese di settembre – sono irricevibili e inadeguate per un Ministro della nostra Repubblica. Con le Sue parole Lei giustifica un grave disservizio che peserà sull’efficacia del nostro sistema di istruzione. Le ricordiamo che le norme sulla validità dell’anno scolastico prevedono di dover svolgere le lezioni per non meno di 200 giorni con orario pieno e rispettando il monte ore di ogni disciplina di studio.
Ancora più grave è la superficialità con cui affronta il problema della mancanza di insegnanti di sostegno. Una situazione, questa, che impedisce agli alunni diversamente abili l’accesso alle pari opportunità di apprendimento e mette in seria difficoltà le famiglie degli alunni più gravi i quali svolgono, da oltre un mese, orari ancora più ridotti.L’affermazione che il Governo ha incrementato il numero degli insegnanti di sostegno (peraltro ancora da nominare) non può bastare a minimizzare – giustificandolo – lo stato di evidente difficoltà in cui versano le scuole.
Ricordiamo e sottolineiamo che tale aumento di organico è un atto dovuto conformemente ai principi costituzionali in tema di integrazione di cittadini che si trovano in una condizione di svantaggio.
Per questo, Ministro, le chiediamo di prendere atto della Sua inadeguatezza e di rassegnare le dimissioni”.
18 Ottobre 2016

Mi accorgo di essere in ottima compagnia nel mio giudizio su questa donna...
Ministro senza spessore, di facciata.
Si presenta, dice sciocchezze, ride ... e crede che fare il Ministro sia questo:
negare l'evidenza pensando che tutti quelli che l'ascoltano (tanti!) abbiano la sua stessa capacità intellettiva... e quindi tutti felici, di fronte alla sua parola di Ministro, se ne vadano a casa felici e contenti!!! 
Pensieri della testolina della Ministra: "Sono troppo occupata a studiare le mie "mises"... gli accessori che debbo abbinare ai cambiamenti vorticosi dei miei abitiniiiii..."
In occasione della presentazione della Buona Scuola ho indossato questo tailleurino bianco e nero con inserti lilla!

Qui sono in grigio con applicazioni in nero, mise sobria con sfondo del mio partitino che tanto mi ha fruttato...

Qui sono in bianco con deliziosi disegni e.. collana adeguata all'abito

Questo dover scegliere le mises mi impegna molto. Qui sono in grigio chiaro con collana su due toni di colore...

Qui ho una mise molto impegnativa, seria, tutta in nero ma... notate la collana! Che studio!

Giacchino Chanel con collana in tinta, non mi poteva mancare...


Lo so... sono molto sexy.. Che sforzo però mi costa abbinare sempre perfettamente gli accessori giusti: qui la collana ha inserti alternati del colore dell'abitino...
A proposito, ho un problema assillante che occupa tutti i miei pensieri:
non ho quasi più posto nei miei armadi per la quantità enorme degli abitini e degli accessori!









La Grande Penna di Gianluca Nicoletti profonda e vera

Da: La Stampa
Le inutili telecamere negli asili
Troppo complicato un cambiamento culturale per  distinguere tra un bruto generico e un professionista preparato.
GIANLUCA NICOLETTI
20/10/2016
Una telecamera sempre accesa in tutti gli asili d’Italia potrebbe sembrare la soluzione più ovvia. Invece è solo l’inutile tappabuchi di una miseria culturale profonda e inconfessabile.
E’ chiaro che è difficile far passare il concetto che occuparsi di bambini, anziani o disabili, non è la stessa cosa che portare dei cagnolini a fare pipì. Eppure sembra più semplice far passare come un serio problema la necessità di una seria formazione professionale per i dog sitter.
In realtà pochi amano affrontare la spinosa questione dell’inadeguatezza delle maestre d’asilo, degli insegnanti violenti, degli operatori sanitari degli assistenti a disabili e anziani, che alzano le mani, ingiuriano, maltrattano e umiliano. E’ palese che una riflessione del genere metta in crisi tutto un sistema, e quindi la telecamera che sorveglia, come in un carcere di massima sicurezza, può essere spacciata come provvedimento risolutore.  
Il furor di popolo chiede telecamere? Telecamere saranno. L’indignazione si scatena solo postuma, e solo di fronte alle immagini delle intercettazioni ambientali, sempre troppe, troppo frequenti e troppo simili a un format televisivo in cui cambiano gli attori ma la trama è sempre la stessa.
E’ evidente che non possiamo più nasconderci dietro la giustificazione delle “mele marce”, non sono più casi isolati e sporadici, in Italia c’è un serio problema sulla salvaguardia istituzionale delle persone deboli. 
Lasciare un bambino in un asilo, un figlio disabile in una struttura preposta, un parente anziano in una casa di riposo non da l’assoluta sicurezza che questo non debba corrispondere a consegnarli ai custodi di un inferno.  
Non è un’esagerazione, è una realtà oggettiva. Sono stati troppi i così detti “fiori all’occhiello” che in realtà puzzavano di marcio. Sono troppi i “centri modello” gestiti da “galantuomini” o “sante persone”, che si sono rivelati dei lager veri e propri.  
Luoghi in cui il core business era il mero mantenimento in vita di persone inermi, cui si sarebbe invece dovuto assicurare una dignità di esistenza, magari anche una chance di inclusione nella società degli umani efficienti.  
Perché non si riflette sul fatto che mestieri così delicati e difficili non possano seguire il percorso dell’appalto al minor prezzo possibile? Perché non si dice che gli insegnanti d’asilo dovrebbero avere una costante verifica del loro equilibrio psichico? Che gli operatori su anziani e disabili dovrebbero essere monitorati con costanza per i rischi del burnout? 
Si preferisce imbullonare al muro delle telecamere perché basta un trapano a farlo. Troppo complicato un cambiamento che richiederebbe metodo, strutturazione, cultura scientifica e quel tanto di spessore umano che impone di fare la differenza tra un bruto generico e un professionista preparato.  
Eppure sembra per tutti scontato che basterà una telecamera di sorveglianza per tornare all’idillio. Nessuno si pone il problema di chi poi dovrà essere pagato per guardare a tempo reale ore e ore di registrazione, comunque inutile di fronte all'ignoranza. Ogni indegno troverà sempre un angolo buio per continuare a operare con sadismo e cieca perfidia.  

Non ho nulla da aggiungere a quanto scritto in modo perfetto da Gianluca Nicoletti: ho solo evidenziato i punti che analizzano al massimo la realtà.
Le telecamere vanno messe a seguito di denuncia, come si è fatto fino ad ora: solo così qualcuno le esaminerà in modo mirato e si potranno scoprire, in tutta la loro miseria morale, gli aguzzini.

Uxoricidi di vario genere

Da: La Nazione

Caso Ragusa, Antonio Logli torna in Tribunale. Fissata l’udienza preliminare

A ottobre il giudice Elsa Iadaresta dovrà decidere sul caso Ragusa


Pisa, 20 giugno 2016 - La nuova udienza preliminare per il caso Ragusa
si svolgerà a ottobre. Il giorno non è stato ancora fissato, ma il giudice Elsa Iadaresta ha intanto deciso il periodo in cui dovrà tornare in tribunale Antonio Logli, il marito della donna che sembra essere svanita nel nulla la notte fra il 12 e il 13 gennaio 2012. Nella richiesta di rinvio a giudizio firmata dai pubblici ministeri Aldo Mantovani e Antonio Giaconi l’uomo è accusato di aver volontariamente ucciso la moglie per poi sopprimerne il corpo al fine di assicurarsi l’impunità per l’omicidio e impedire in modo permanente il ritrovamento del cadavere. Le oltre 12mila pagine dell’inchiesta della Procura hanno cercato di dimostrare davanti al Tribunale questa tesi.
Secondo gli inquirenti intorno alla mezzanotte Roberta (finalmente) scoprì l’identità della donna che ormai da diversi anni era l’amante segreta di suo marito della quale lei sospettava solo l’esistenza. Si tratta di Sara Calzolaio, l’ex baby sitter dei due figli dei Logli e all’epoca segretaria dell’autoscuola di famiglia.
Il 6 marzo dello scorso anno, però, il giudice per l’udienza preliminare Giuseppe Laghezza aveva prosciolto «perché il fatto non sussiste» Logli, difeso dall’avvocato Roberto Cavani. Accogliendo i ben cinque ricorsi presentati (poi unificati) nonché la richiesta del procuratore generale Oscar Cedrangolo, lo scorso marzo la Cassazione ha disposto l’annullamento della sentenza del giudice Laghezza e il rinvio al Tribunale di Pisa per un nuovo esame sulla richiesta di rinvio a giudizio. In appena venti pagine la Corte Suprema ha sgretolato l’operato del primo giudice rimproverandolo, tra l’altro, di «essersi appropriato di prerogative che non gli competono».

Da: Fanpage.it

Lo zio paterno di Roberta Ragusa che non si trova più, Antonio Ragusa, intervistato da Paola Grauso, ha dichiarato:

"Mio fratello e la moglie stavano in America, poi sono venuti in Italia e si sono trasferiti a Pisa. A Pisa è nata Roberta. Quando aveva 10-11 anni andava dalla famiglia Logli che aveva un negozio di merceria e la bambina giocava, è cresciuta là dentro. Naturalmente il marito lo ha conosciuto là dentro. Era il figlio della padrona. Tutto ciò che è successo dopo, io non lo capisco. Mi sembrava una famiglia unita. Che lui avesse una doppia personalità, che lui avesse una doppia vita, lo abbiamo scoperto quando è successo il fatto. Noi pensavamo fosse un marito modello. A mia nipote, non  le si è potuto dire niente. Mia nipote ha avuto un'educazione dai genitori fantastica. Era una donna meravigliosa."
I genitori di Roberta Ragusa, morti entrambi prima della sparizione della figlia.
continua su: http://tv.fanpage.it/l-amante-di-antonio-logli-ha-rubato-il-marito-i-figli-e-la-casa-a-roberta-ragusa/

http://tv.fanpage.it/
Questa nostra faticosa e mutevole giustizia...
Ad ottobre ci siamo, ma non si ha notizia di codesta udienza preliminare.
Certo il fenomeno da me rilevato nel mio post
Rita Coltellese *** Scrivere: Uomini che uccidono donne del 16 febbraio del 2012 costituiva una constatazione che solo in seguito i media hanno cominciato a mettere in risalto.
Il fenomeno da allora è peggiorato in modo allarmante.
Il caso di Roberta Ragusa appartiene al classico, è la Giustizia che deve accertarlo, uxoricidio con relazione adulterina gravemente protratta nel tempo, addirittura sotto gli occhi troppo ignari del coniuge.
Il caso del bello ed elegante dermatologo fiorentino idem.
Matteo in un'immagine che evoca le sbarre del carcere...
Solo che nel suo caso, qualora verrà accertato che sia stato proprio lui ad uccidere la sua fedifraga moglie, si tratterebbe dell'uxoricidio compiuto dalla vittima della coppia, dal tradito ed umiliato, che impazzisce per il dolore ed uccide.
Colpisce la scritta "La sua vera famiglia", come se i tre bambini da Giulia messi al mondo con Matteo NON siano in realtà la sua VERA famiglia, quella che avevano costruita insieme.
Sembra accertato che l'uccisa si assentasse ogni tanto dai suoi doveri di madre per incontrarsi furtivamente con l'amante. 

Nel caso Ragusa, invece, è la vittima tradita ed umiliata che per colmo di ignominia sarebbe stata eliminata dal fedifrago scoperto nella sua infedeltà.
E' sempre la donna che muore, ma con risvolti morali diversi ai fini della valutazione della pena.
Solo che la giustizia ci sorprende sempre per la sua aleatorietà... Pensate al caso Parolisi a cui è stata tolta l'aggravante della crudeltà, pur avendo non solo soffocato la vita della giovane e bella moglie, che inerme si fidava di lui e mai si sarebbe aspettata quell'agguato, ma l'ha uccisa a pochi passi dalla loro piccola lasciata in auto. Inoltre, mentre tutti la cercavano senza trovarla, ha pensato di architettare qualche depistaggio tornando là dove solo lui sapeva di averla lasciata esanime, facendole dei tagli e trafiggendola con una siringa... 
Il martirio di Carmela Rea in Parolisi
Cosa ci sarà nella testa di certi, troppi magistrati? La Legge è un elastico interpretabile...

In questi giorni suscita grande interesse la morte della povera professoressa Gianna Del Gaudio, forse per l'età anziana della coppia, per i lunghi anni di matrimonio e per l'efferatezza dell'omicidio: in casa, subito dopo una cena con uno dei figli, dopo una vacanza con il marito addirittura da Padre Pio e nel luogo di origine, uccisa con un fendente alla gola inferto da dietro che l'ha quasi decapitata.
Se è stato il marito, questa donna ha vissuto con un mostro.
E' destabilizzante. 
Antonio Tizzani, marito della Prof.ssa Gianna Del Gaudio, al suo funerale

giovedì 20 ottobre 2016

Marte difficile

Da: Il Messaggero

Exomars, Schiaparelli si è schiantata atterrando su Marte: retrorazzi attivi solo 3 secondi

di Enzo Vitale Giovedì 20 Ottobre 2016 - Ultimo aggiornamento: 14:46 
Il dialogo non ha funzionato. I contatti tra il computer di bordo e i sensori della sonda Schiaparelli non sono andati come dovevano e quindi la sonda dell'Esa si è rovinosamente schiantata sulla superficie di Marte. Sotto accusa i motori per l'atterraggio o il malfunzionamento dei paracadute. E per ora l'unica cosa certa è il silenzio che arriva da oltre 80 milioni di chilometri da noi che non lascia certo ben sperare sulla sorte del lander Schiaparelli. Probabilmente, vista la velocità (circa 70 metri al secondo, ovvero cioè 254 Km/h), il lander è malamente caduto sulla superficie del Pianeta Rossso. Ad ogni modo la mole dei dati è talmente ridondante che per avere una risposta certa sul destino della sonda Esa potrebbero volerci settimane.  «Schiaparelli è su Marte, ma per capire se è integro è in corso un'analisi dei dati raccolti». Lo aveva detto Davide Parker, direttore delle Esplorazioni robotiche dell'Agenzia spaziale europea alla conferenza stampa svoltasi al centro di controllo di Darmastadt, in Germania,  alla quale avevano partecipato anche Jan Woerner, direttore generale, e l'italiano Andrea Accomazzo, capo delle Operazioni Planetarie dell'Esa. «I propulsori per rallentare la discesa su Marte -ha detto proprio quest'ultimo- hanno funzionato per almeno 3 o 4 secondi, meno del previsto. Comunque è troppo presto per sapere cosa non è andato bene perché potrebbe essere stata colpa del paracadute, o qualcosa sui propulsori, o qualcos'altro ancora che non conosciamo. Abbiamo da analizzare 600 megabyte di dati ottenuti da analizzare in questi giorni per capire cos'è successo in dettaglio». Ma, a questo punto, il destino della sonda Esa appare segnato e il De Profundis è già stato intonato.

LE PAROLE DEL CAPO DELLE OPERAZIONI ESA
L'ipotesi peggiore sulla sorte del lander Schiaparelli riguarda proprio l'esito dell'atterraggio su Marte: il mancato funzionamento dei motori di atterraggio o di uno dei paracadute potrebbero aver contribuito ad un impatto violento con la superficie del Pianeta Rosso danneggiando così irrimediabilmente la sonda Esa. «Lo scudo termico ha funzionato perfettamente come tutta la fase dell'ingresso nell'atmosfera di Marte -ha detto ancora Andrea Accomazzo, capo delle Operazioni Planetarie dell'Esa-, si è comportato come ci aspettavamo. Dopo questa prima fase è stato dispiegato il paracadute sotto i dieci chilometri di quota, però dopo questa fase la sonda si è comportata in una maniera diversa da ciò che ci aspettavamo. Il distacco del paracadute dalla sonda è avvenuto in un tempo diverso da quello che noi avevamo programmato, circa 50 secondi prima. Ciò potrebbe significare che il paracadute potrebbe essere stato rilasciato a una quota più alta di quanto programmato, ma questo ancora non lo sappiamo per certo. Dopo questa operazone -continua Accomazzo-, Schiaparelli doveva accendere i retrorazzi per affrontare l'ultimo chilometro e rallentare la discesa sul suolo marziano. I retrorazzi sono stati accesi solo per tre secondi, un tempo troppo breve. Questi due elementi: il rilascio del paracadute e il tempo breve dell'accensione dei retrorazzi potrebbero spiegare cosa è successo e noi siamo in possesso di tutti i dati ingegneristici per capire il caso. Tra un paio di giorni saremo in grado di ricostruire le decisioni del computer di bordo. Per capire invece il perchè il computer ha preso queste decisioni -conclude lo scienziato italiano- o perchè i sensori di Schiaparelli hanno fornito delle informazioni non corrette al computer di bordo ci vorrà molto più tempo».

I RISULTATI DELLA SONDA NASA
Anche i passaggi sulla zona di atterraggio di Schiaparelli effettuati dalla sonda della Nasa Mro (Mars Reconnaissance Orbiter) non hanno svelato l'arcano e nella sede operativa dell'Esa si stanno ancora analizzando pure gli altri dati, quelli inviati dalla sonda madre, Tgo (Trace Gas Orbiter), che «funziona perfettamente e ha registrato tutto», è stato il commento di Paolo Ferri, responsabile delle operazioni di volo delle missioni dell'Agenzia Spaziale Europea. «In queste ore ha aggiunto -è in corso l'analisi della telemetria, ossia di tutti i parametri relativi alla posizione e alle condizioni del veicolo. La conclusione dell'analisi è attesa in mattinata e al momento i dati portano a stabilire che non è stato un problema di comunicazioni».

ESA E NASA, LE DIFFERENZE
La speranza delle prossime ore è quella di riuscire a spiegare cos'è successo. La missione Exomars rappresenta un test fondamentale per imparare ad atterrare su Marte. Del resto il miliardo e mezzo speso per la missione ha permeso all'Esa di avvalersi della  sua tecnologia, molto diversa da quella usata dagli Usa, punta a sviluppare la sua industria aerospaziale. A ciò va anche aggiunto che Marte non è mai stato un pianeta facile: i russi hanno fallito gli otto tentativi di “ammartaggio” e solamente la Nasa è riuscita a centrare l'obiettivo sette volte su otto.
Mentre la missione di Schiaparelli sembra essere naufragata sul suolo marziano, quella di TGO prosegue e la sua orbita intorno al Pianeta Rosso e durerà ancora per altri anni. Un mezzo successo, inutile affermare il contrario.

NEI GUAI ANCHE JUNO, LA SONDA DELLA NASA
Se all'Esa i musi lunghi abbondano, alla Nasa la situazione non appare molto diversa. Per l'Agenzia spaziale americana i crucci arrivano da Juno, la sonda che sta sorvolando il pianeta Giove. Sembra che la cattiva sorte da Marte abbia raggunto anche il gigante gassoso in quanto il mezzo della Nasa è andato in avaria costringendo il computer ad una operazione di reset e quindi ad entrare in modalità di emergenza. Gli ingegneri Usa, però, sono riusciti a risolvere il problema ma la raccolta dati è procrastinatata all'11 dicembre prossimo, quando Juno inizierà ufficialmente la sua campagna scientifica.
enzo.vitale@ilmessaggero.it
Da: Secolo d'Italia

Schiaparelli e l’esultanza del ministro Giannini
Ieri, nell’attesa di avere i dati definitivi sull’arrivo del lander Schiaparelli sulla superficie di Marte, il ministro dell’Istruzione e della Ricerca, Stefania Giannini, aveva cantato vittoria, con sorrisi e foto di gruppo all’evento organizzato a Roma per seguire l’arrivo su Marte della missione dalle agenzia spaziali europea (Esa) e russa (Roscomos). «Nell’attesa di avere ulteriori informazioni sul lander della missione ExoMars – ha detto il ministro – dobbiamo essere orgogliosi per la missione».
Viene da sfotterla e dirle: "Batti, batti le manine che stasera la sonda atterrerà!" Parafrasando una filastrocca che si cantava ai bambini quando ero piccola io...
Certi Ministri vengono scelti per accordi politici necessari a tenere in piedi il governo, e questa ne è l'esempio lampante. Batteva le manine senza capire un tubo... 
Che la sonda si sia molto probabilmente schiantata al suolo con tutte le sue sofisticatissime apparecchiature scientifiche di rilevamento dati, non mi suscita critiche. Penso che sono tali e tante le cose che debbono funzionare, e al limite delle umane tecnologie, che non mi sento di riderne malignamente.
Ricordo ancora Umberto Guidoni quando venne a cena a casa mia dopo il primo lancio nello spazio e relativo esperimento scientifico a cui aveva partecipato: recava con sé una valigetta con il famoso filo che non aveva funzionato lassù nello spazio intorno alla Terra (ovviamente un campione). Lo mostrò a mio marito e ne parlarono insieme. Ebbi l'impressione che fosse per un confronto di idee sul perché non fosse riuscito a srotolare quel lungo materiale nel vuoto.
L'uomo è una creatura che è frutto della Terra, e già all'interno di essa nello sperimentare i suoi limiti incontra immani difficoltà.
Nello spazio vuoto (un atomo al cm.3) o nel campo di attrazione di un altro pianeta va in un luogo tutto da sperimentare. Dovrà sbagliare molte volte per imparare... e chissà se riuscirà a superare sé stesso.  

mercoledì 19 ottobre 2016

Prima puntata dello sceneggiato televisivo "I Medici"

Ci risiamo: grande pubblicità, grandi aspettative, delusione.
Grande profusione di denaro pubblico da parte di RAI Fiction che appalta a Società di Produzione dove quasi sempre, per non dire sempre, la proprietà è di persone legate a vario titolo a Dirigenti o ex Dirigenti RAI.
In questo caso una delle Società Produttrici, la Lux Vide, è dei figli di Ettore Bernabei, ex Direttore Generale della RAI recentemente scomparso. Le altre due Società co-produttrici sono la Big Light Productions-Inghilterra e Wild Bunch TV-Francia.
La prima cosa criticabile è la regia. Mi sono chiesta di chi fosse la mano che faceva andare continuamente avanti e indietro nel tempo la narrazione, in un continuo dover ricorrere alla scritta "venti anni prima", "venti anni dopo", con qualche svista in cui nemmeno hanno messo la scritta, per cui smarrimento e domanda dello spettatore qualora abbia qualcuno accanto: "Ma adesso dove siamo? Ah! E' tornato al passato..." 
Il regista è:
Da: Wikipedia
Sergio Mimica-Gezzan (Zagabria2 maggio 1956) è un regista statunitense.
Conosciuto anche come Srdjan Mimica, è croato di nascita. È figlio d'arte, in quanto il padre è il regista croato Vatroslav Mimica: da bambino ha ricoperto il ruolo di Petar nel suo film Anno Domini 1573. È stato premiato tre volte dalla Directors Guild of America come assistente alla regia: nel 1990 per Ricordi di guerra, nel 1994 per Schindler's List e nel 1999 perSalvate il soldato Ryan.[1] È stato assistente regista di Spielberg anche in altri suoi successi, come Jurassic ParkMinority Report e Prova a prendermi.
Ora credo che sia finito il provincialismo italiano del "tutto quello che viene dagli USA è meglio"!
Non è così! Solo che loro valorizzano tutto quello che li riguarda, anche le Amanda Knox (aihmé!).
Noi abbiamo attori e registi altro che da Oscar! Solo che la brutta statuetta loro la danno in prevalenza a se stessi!
Del cast straniero salvo solo Dustin Hoffman. Lui non riesce a rovinarlo nemmeno il regista. Vent'anni prima e vent'anni dopo, prima di morire avvelenato, è sempre uguale! Nessun lieve trucco per segnare un tale lungo passaggio del tempo su un essere umano...
Dustin Hoffman nei panni del personaggio Giovanni De' Medici
Il nostro bellissimo e bravissimo Alessandro Preziosi è sacrificato e limitato nelle sue possibilità espressive nel ruolo del Brunelleschi, non per il ruolo, ma per come il regista pretende che lo interpreti.
Alessandro Preziosi nel personaggio del Brunelleschi
La bella e poco espressiva Miriam Leone si ostina a voler fare l'attrice, avrà sicuramente anche preso lezioni di recitazione... Ma purtroppo non tutti sono tagliati per l'arte scenica. La mia non è cattiveria.. Guardate tre foto prese a caso:



Nello sceneggiato interpreta, sempre con la stessa espressione, tranne sorridere o essere seria, una bella lavandaia che per arrotondare fa la modella nella bottega d'arte di Donatello. Il regista e gli sceneggiatori hanno preteso che mostrasse le sue belle cosce mentre il personaggio di Cosimo si agita su di lei, mimando un atto sessuale per far capire al pubblico come si fa, evidentemente, non essendoci, per certi registi, altro modo per narrare l'amore fisico fra un uomo ed una donna. Meno male che, invece, quando la narrazione coglie Donatello in un atto omosessuale con un giovane della sua bottega, il movimento avanti e indietro viene risparmiato allo spettatore, chissà perché.. a questo punto..

Splendido e bravo Guido Caprino nella parte dell'uomo di fiducia di Cosimo de' Medici.
Guido Caprino
Ma, in generale, anche se i soldi sono nostri, visto che è la RAI che sborsa, i nostri attori sono i più sacrificati, quelli relegati in parti minori, mentre l'attore scozzese Richard Madden, forte della sua fama per un serial fumettistico-fantastico che ha riscosso successo internazionale, ne è il protagonista. C'è chi ha scritto che è inespressivo ma non sono d'accordo... certo non è più bravo dei nostri attori, anzi... 

Infine intenso ed espressivo anche l'attore italiano Alessandro Sperduti nella parte di Piero De' Medici.


Roma, Cimitero Flaminio: chiacchiere e REALTA'


Cimitero Flaminio - Prima Porta

Il Cimitero Flaminio (noto anche come Cimitero di Prima Porta) è stato consacrato nel 1941 ed è considerato capolavoro di architettura cimiteriale contemporanea. Con i suoi 140 ettari di estensione è il cimitero più grande d'Italia percorso da 37 km strade interne. Nel rispetto dei singoli culti sono presenti i reparti dedicati alle diverse confessioni religiose (cattolica, evangelica, ebraica e islamica) con le rispettive chiese e templi: la Chiesa Cattolica dedicata a San Michele Arcangelo, il Tempio israelitico e la Cappella polacca, eretta dai polacchi in Italia e consacrata dal Beato Giovanni Paolo II il 1 Novembre 1991. Nelle immediate vicinanze dell’Area Crematoria sorge il Giardino dei Ricordi: tre ettari di collina alberata con prati e cespugli dedicata al rito della dispersione delle ceneri dei propri cari.
VAI ALLA FOTOGALLERY

Non solo 2 novembre - Siglato protocollo per valorizzare i cimiteri monumentali

I cimiteri monumentali, luoghi della memoria collettiva ma anche patrimonio storico-artistico del Paese: un "bene culturale" da visitare, da valorizzare e da tutelare. Questo il senso del protocollo d'intesa tra il ministero dei Beni e delle Attività Culturali e SEFIT (Servizi funerari italiani) associata ad Utilitalia. Il documento è stato sottoscritto sabato 8 ottobre, nel Foyer del Teatro di Corte della Reggia di Caserta, dal sottosegretario ai Beni culturali Antimo Cesaro e il vicepresidente di Utilitalia Mauro D’Ascenzi, ecc. ecc.
Se si visita il sito di AMA Servizi Cimiteriali, si ottiene l'immagine elegiaca di cui qui sopra pubblico alcuni aspetti.
Ma siccome "Non solo 2 novembre" io l'ho sempre pensato e praticato (Rita Coltellese *** Scrivere: Cimitero Flaminio di Roma - Prima Porta) ieri, 18 ottobre 2016, ho purtroppo verificato quanto di seguito illustro con foto prese con il mio antiquato cellulare:
NON C'ERA L'ACQUA, NE' IN QUESTA FONTANELLA NE' IN TUTTE LE ALTRE DELLA PARTE NORD DEL CIMITERO, COME SI PUO' VEDERE ANCHE DALLA MANETTA DEL RUBINETTO MESSA IN POSIZIONE DI APERTURA

MATERIALE DI LAVORAZIONE DELLE TOMBE ABBANDONATO


NEL VIALE ESTERNO SI E' ACCOLTI DAL DEGRADO ILLUSTRATO DALLE FOTO SOTTOSTANTI:

POTATURE DI GROSSI RAMI LASCIATI ABBANDONATI LUNGO TUTTA LA STRADA (LA FOTO DOCUMENTA SOLO UN BREVE TRATTO DI UN BEN PIU' LUNGO ABBANDONO); IL NASTRO SEGNALE DI PERICOLO E I PALETTI MESSI A TENERLO SONO VISIBILMENTE LI' DA TEMPO IN QUANTO ALLENTATI E PIEGATI.


RIFIUTI IN ABBONDANZA OVUNQUE

martedì 18 ottobre 2016

I Comuni puliscano i rifiuti abbandonati e multino gli incivili

Da: LunaNotizie

Legambiente: “Preoccupazione e stupore per la richiesta di commissariamento del Parco del Circeo”

"Una polemica, quella dell'isola di Zannone, strumentale e inutile"

 Legambiente esprime stupore e viva preoccupazione dopo l’invio di una interrogazione, a firma del senatore Claudio Fazzone, indirizzata ai ministeri dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e a quello delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, per chiedere un commissariamento del Parco Nazionale del Circeo. “Il pretesto è la vicenda dell’isola di Zannone in merito alla quale il primo cittadino di Ponza, Piero Vigorelli, lo scorso luglio aveva sporto denuncia nei confronti di Parco e Forestale per le condizioni in cui versava l’isola. Una polemica inutile e strumentale già allora, dal sapore quasi di un’autodenuncia, dal momento che riferita a rifiuti abbandonati sull’isola e mai rimossi dimenticando, o volutamente ignorando, che gli Enti Parco non hanno alcuna competenza in materia di smaltimento dei rifiuti, che di contro risulta essere invece di pertinenza delle amministrazioni comunali”.
I Circoli di Legambiente locale di Sabaudia e di Latina-Sezze (Arcobaleno Pontino) si dicono preoccupati da un possibile conflitto istituzionale, in un momento particolarmente delicato che vede l’Ente Parco in una fase di rilancio della propria attività. Secondo Stefano Raimondi, presidente del Circolo Larus Legambiente di Sabaudia “alle incaute richieste di restituzione dell’isola di Zannone a Ponza rispondiamo che non c’è nulla da restituire, essendo il Comune già titolato ad intervenire in tutti gli ambiti di pertinenza per quelle che sono le sue prerogative che la legge gli affida, tra cui appunto la competenza territoriale in materia di smaltimento dei rifiuti. L’amministrazione comunale faccia valere piuttosto queste sue prerogative dando, in questo modo, un segnale di disponibilità e di operosità che sicuramente aiuterebbe a rasserenare un clima di proficua collaborazione, e soprattutto abbandoni idee assurde che sono state paventate come la realizzazione di resort di lusso su di un’isola di così piccole dimensioni, completamente avulsi dal contesto territoriale, in favore invece di progetti che non svendano l’economia locale ma che puntino piuttosto sul coinvolgimento dell’imprenditoria locale e del mondo produttivo isolano, tramite azioni in favore di cooperative e giovani del posto, puntando su un’accoglienza sostenibile e ben integrata con lo straordinario valore naturalistico ed ambientale dei luoghi”.

Stefano Raimondi ha ragione: condivido ogni parola. Meno male che è rimasto lui a far vivere il Circolo Larus Legambiente di Sabaudia. Era costituito da un bellissimo gruppo di giovani, illuminati e motivati. Insieme al Presidente del Parco, Gaetano Benedetto, riuscivano a sensibilizzare ed a coinvolgere chi non è indifferente alla bellezza del territorio e alla sua conservazione naturale.
Gaetano Benedetto
(foto di Archivio Parco Nazionale del Circeo)


Credevo anch'io che il Parco avesse il compito di tenere pulito il territorio che amministra, ma fu proprio Stefano a dirmi che sono i Comuni responsabili della rimozione dei rifiuti.
Avevo, con sconcerto, scoperto che il sentiero che da Torre Paola sale per il Monte Circeo era una orribile discarica di rifiuti: sacchi interi ed altro gettati ai lati dell'inizio del sentiero che, dall'aspetto, stazionavano lì da mesi, se non da anni!
Stefano mi disse che i Comuni hanno il compito di ripulire dai rifiuti il territorio sotto la loro Amministrazione, anche quello compreso nel Parco. Io aggiungo che dovrebbero anche multare gli sciagurati che sporcano e inquinano luoghi di pregio naturalistico. Le leggi per farlo ci sono e si potrebbero mettere telecamere in zone inaccessibili, come alti pali o sugli alberi, in modo da registrare l'atto criminale di chi lascia i rifiuti. In questo blog ho documentato quanto realizzato da un sindaco dei Castelli Romani mettendo una semplice telecamera. 
Nella circostanza in cui appresi da Stefano che quel sentiero sporcato e inquinato avrebbe dovuto essere ripulito dal comune, appresi anche che esso era sotto l'Amministrazione del Comune di S. Felice Circeo e NON del Comune di Sabaudia.

A sinistra della Torre inizia il sentiero che si inerpica su per il Monte Circeo. A destra dell'immagine c'è il mare.