10 ottobre 2013 (3 anni fa!)
Rita Coltellese *** Scrivere: Reato di clandestinità
Ma la consultazione con gli iscritti certificati del M5S sconfessò, in parte ma in maggioranza dei circa 25.000 votanti, quanto scritto da Grillo e Casaleggio:
da: Giornalettismo 2014
I FATTI - Ricordiamo il passato. Era gennaio di quest’anno quando in Senato ci fu il via libera all’emendamento del governo che abroga il carattere penale del reato di immigrazione clandestina e lo trasforma in un illecito amministrativo. I sì furono 182, i no 16 e gli astenuti 7. Il 13 dello stesso mese gli attivisti del MoVimento 5 Stelle hanno votato sulla depenalizzazione del reato di clandestinità, in una consultazione online attivata sul blog. Era stato proprio il Semplice Portavoce a pubblicizzare la possibilità di votare, da parte di tutti gli «iscritti certificati», per decidere la linea dei parlamentari delle Cinque Stelle in vista del voto in Senato. La vicenda, che smentì di fatto le posizioni di Grillo e Casaleggio in merito, diede ragione all’iniziativa dei senatori pentastellati Andrea Cioffi e Maurizio Buccarella. I due presentarono un emendamento che fu approvato in Commissione giustizia. Soltanto qualche ora più tardi Grillo e Casaleggio si erano dissociati dall’iniziativa, spiegando che si trattava di una «posizione espressa in modo del tutto personale» e che lo stop al reato di clandestinità non faceva parte del programma del MoVimento, condannando anche i due senatori per essersi «arrogati il diritto» senza essersi prima consultati con nessuno. Ma il risultato fu contrario alle aspettative del Capo del Movimento:
Dalle 10 alle 17 di oggi gli iscritti certificati hanno espresso il parere vincolante sul voto che il Gruppo Parlamentare del Senato dovrà esprimere domani 14 gennaio sul “reato di clandestinità“. 15.839 hanno votato per la sua abrogazione, 9.093 per il mantenimento. I votanti sono stati 24.932. Gli aventi diritto erano gli iscritti certificati al 30 giugno 2013, pari a 80.383. Con l’abrogazione si mantiene comunque il procedimento amministrativo di espulsione che sanziona coloro che violano le norme sull’ingresso e il soggiorno nello Stato.
mercoledì 26 ottobre 2016
Beppe Grillo e Roberto Casaleggio 3 anni fa
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Beppe Grillo,
Politica
Nata a Roma nel 1946. Ha pubblicato "Normalità Apparente" nel 2006 e "Il Romanzo dell'Università" nel 2007 per i tipi dell'Editore MEF-Firenze; "L'Uomo Cane" nel 2010 e "Mostri e Ritratti" nel 2011 per i tipi dell'Editore Universitalia di Onorati S.r.l.-Roma. Una sua poesia è stata pubblicata nell'Antologia "Fili di Parole " di Giulio Perrone Editore S.r.l.-Roma nel 2008.
martedì 25 ottobre 2016
Mantenuti senza vergogna: debito pubblico? Chi se ne frega!
Da: La Repubblica.it
Altri dati in sterline arrivano dalla Independent parliamentary standards authority (Ipsa), in un confronto che prende in considerazione anche Paesi extrauropei: gli italiani guidano la classifica con un salario di 120.546 sterline, seguiti da Australia (117.805), Stati Uniti (114.660), Canada (100.166) e Norvegia (87.964). Nella seconda parte della classifica ci sono invece Irlanda (79.556), Germania (78.979), Nuova Zelanda (74.154), Svezia (69.017). Infine gli ultimi tre sono Regno Unito (66.396), Francia (56.815) e Spagna (28.969). Su questi dodici paesi la media è di 82.918 euro. L’Italia la supera del 45%.
Il ddl sul dimezzamento degli stipendi dei parlamentari proposto dal M5s, del quale oggi comincia la discussione nell’Aula di Montecitorio, riaccende dunque i riflettori sull’annoso tema del taglio dei costi della politica. Vediamo allora quanto guadagnano i politici italiani rispetto ai loro colleghi europei (inclusi i britannici) sulla base dei dati dello studio comparato della commissione Giovannini. Ad eccezione dell’Italia, negli altri casi prendiamo in considerazione solo i deputati, o meglio i membri della “"camera bassa".
ITALIA
La Camera ha 630 deputati. L'indennità parlamentare è di 11.703,64 euro lordi, che diventano 5.486,58 al netto di ritenute fiscali e previdenziali. Il rimborso spese per il soggiorno è di 4.003 euro. A questa somma vengono detratte 206 euro per ogni giorno di assenza quando si svolgono votazioni elettroniche. I deputati viaggiano gratis in autostrada, treno (prima classe), nave e aereo sul territorio nazionale. Per i trasferimenti in aeroporto c'è un rimborso: da 1.107 a 1.331 euro al mese. In più, 4.190 euro per il rapporto eletto-elettore, utilizzabile per lo stipendio dei collaboratori. 258 per le telefonate. 2.500 (per legislatura) di spese informatiche. Assegno di fine mandato: 46.814 euro per una legislatura, 140.443 per tre. Il vitalizio: 2.486 euro al mese dai 65 anni con un mandato, 4.973 euro dai 60 anni con due, 7.460 euro con tre.
Il Senato ha 315 senatori, che ricevono importi simili a quelli dei deputati. Un senatore ogni mese riceve 11.555 euro di indennità, 3.500 di diaria, 1.650 euro per i trasporti e 4.180 euro per le spese di rappresentanza.
FRANCIA
L'Assemblée nationale ha 577 deputati. L'indennità lorda è di 7.100 euro, 5.677 tolte le ritenute previdenziali, ma il netto varia in base all'imposta sul reddito. Alcuni parlamentari hanno a disposizione uffici doppi dove dormire, altri alloggiano in un residence a tariffa agevolata. Possono avere un prestito di 76mila euro al 2 per cento per comprare un appartamento. Libera circolazione ferroviaria, ma solo 40 viaggi aerei pagati fra il collegio e Parigi, e 6 fuori collegio. 6.400 euro al mese per spese relative al mandato. E 9.138 euro per la retribuzione di non più di cinque collaboratori, pagati dal deputato o direttamente dall'assemblea. Non hanno un assegno di fine mandato ma un sussidio di reinserimento, se disoccupati, per al massimo tre anni. Vitalizio di 1.200 euro per un mandato a partire dai 60 anni ora (e da 62 nel 2018), 2.400 per due.
GERMANIA
Il Bundestag ha 620 parlamentari. Indennità lorda di 7.668 euro, il netto varia in base all'imposta sul reddito. Non ci sono ritenute previdenziali. Contributo mensile di 3.984 euro per l'esercizio del mandato, con trattenute da 50 a 100 euro per i giorni di assenza (20 euro per malattia, nessuna trattenuta per maternità o figli malati). Libera circolazione ferroviaria, rimborso dei viaggi aerei nazionali nell'esercizio delle funzioni e con giustificativi di spesa. Tutti hanno un ufficio arredato nei palazzi del Bundestag, e la possibilità di spendere 1.000 euro al mese per gestirlo. Ogni deputato può assumere collaboratori a carico del Parlamento per un massimo di 14.712 euro. Nessun assegno di fine mandato ma un'indennità provvisoria per 18 mesi. Vitalizio a 67 anni, 961 euro lordi per 5 anni, 1.917 per dieci.
GRAN BRETAGNA
L'House of Commons ha 650 membri. L'indennità mensile lorda è di 6.350 euro, il netto varia, così come il contributo previdenziale. Come diaria si può richiedere un rimborso massimo mensile di 1.922 euro, di cui 1.680 per rimborso locazione. Chi preferisce l'albergo può spendere fino a 150 euro a notte. Sono rimborsati gli spostamenti in taxi e metropolitana (taxi solo dopo le 23) e i viaggi per l'esercizio delle funzioni solo in classe economica. 1.232 euro di rimborso per l'ufficio nel collegio, 1.004 euro per le spese. I collaboratori li paga un'agenzia per conto del Parlamento, fino a un massimo di 10.500 euro al mese. Al termine del mandato possono chiedere un rimborso di 47mila euro per spese connesse al completamento delle funzioni. Il vitalizio, dai 65 anni, varia in base ai contributi versati: 530 euro lordi per un mandato con il minimo, 794 euro con il massimo.
PAESI BASSI
LA Tweede Kamer (o Camera Bassa) è composta da 150 deputati. L’indennità mensile lorda è di 8.503 euro, la diaria prevede un massimo mensile di 1.636. Libera circolazione sui treni in prima classe. Se il parlamentare sceglie l’auto gli vengono rimborsati 37 centesimi al Km se non esistono mezzi pubblici alternativi. Se invece esistono, il rimborso sarà solo di 9 centesimi di euro al Km. Per le spese di segreteria e rappresentanza ha diritto ad altri 203 euro mensili.
BELGIO
La Camera dei rappresentanti conta 150 membri. L’indennità parlamentare mensile lorda è pari a 7.374 ma non è prevista nessuna diaria. Libera circolazione su treni, aerei, navi e in autostrada. Per le spese di rappresentanza è previsto un rimborso di 1.892 euro, che comprende però anche le spese telefoniche e la dotazione informatica. I collaboratori dei deputati sono dipendenti della Camera.
AUSTRIA
Il Consiglio nazionale austriaco ha 183 membri. L’indennità mensile è di 8.160 euro, più 489 euro di spese di rappresentanza che comprendono anche la diaria, le spese per i viaggi e per il telefono. I collaboratori sono dipendenti della Camera e guadagnano al massimo 2.387 lordi.
SPAGNA
Lo Congreso de los diputatos è composto da 350 membri. Gli onorevoli spagnoli sono all’ultimo posto nella classifica europea con un’indennità mensile lorda di 2.813 euro. L’indennità di residenza è di 1.832 euro per gli eletti fuori Madrid, 870 euro per gli eletti di Madrid. I rimborsi spese per i viaggi sono pari a 150 euro al giorno per l’estero e 120 euro per gli spostamenti interni.
PARLAMENTO EUROPEO
Il Parlamento europeo ha 736 deputati. L'indennità netta è di 6.200 euro, l'indennità di soggiorno di 304 euro ogni presenza. Documentandoli, i deputati possono farsi rimborsare i viaggi effettuati per raggiungere le sedi parlamentari. Ci sono anche indennità fisse basate su distanza e durata del viaggio. E 354 euro al mese di rimborso per viaggi al di fuori dello Stato di elezione per motivi diversi dalle riunioni ufficiali. Ci sono 4.299 euro mensili di rimborso spese generali (ufficio, telefono,
informatica). E collaboratori pagati dal parlamento per un importo massimo di 19.709 euro. A fine mandato indennità (non cumulabile con pensioni o stipendi) da 6 a 24 mesi. Il vitalizio scatta a 63 anni, 1.392 euro per un mandato, 2.784 per due, 5.569 euro dai 20 anni in poi.
Da questo blog: Rita Coltellese *** Scrivere: Proposta di Legge di iniziativa popolare: NotizieRita Coltellese *** Scrivere: Legge di iniziativa popolareSono 4 anni che questa proposta di Legge di iniziativa popolare attende di essere almeno letta dalla Commissione Affari Istituzionali, come si evince dal post del 2012 di cui il primo link sopra riportato.
Stipendi dei parlamentari, Italia in testa ai Paesi Ue
Le buste paga di deputati e senatori italiani sono più pesanti di quelle dei colleghi europei. A dimostrarlo diversi studi che mettono a confronto il Bel Paese con il resto d’Europa
di MONICA RUBINOROMA - Quanto ci costa la "casta"? A noi italiani sicuramente di più rispetto ai cittadini degli altri paesi europei. I parlamentari di casa nostra, infatti, hanno gli stipendi più alti d’Europa. Un dato confermato da diversi studi condotti negli ultimi anni, dalla relazione della commissione Giovannini, presieduta dall’allora presidente dell’Istat, al dossier Ocse-Eurostat, a uno studio più recente dell’Economist basato su dati del Fondo Monetario Internazionale (Fmi). Più in dettaglio, un onorevole italiano guadagna in media sei volte e mezzo più di un elettore e porta a casa uno stipendio lordo mensile che, tra indennità parlamentare, diaria e rimborso di trasporto, supera i 16mila euro: il 60% in più rispetto alle media Ue. E anche i vitalizi fanno la differenza: da noi sono il triplo che altrove.Altri dati in sterline arrivano dalla Independent parliamentary standards authority (Ipsa), in un confronto che prende in considerazione anche Paesi extrauropei: gli italiani guidano la classifica con un salario di 120.546 sterline, seguiti da Australia (117.805), Stati Uniti (114.660), Canada (100.166) e Norvegia (87.964). Nella seconda parte della classifica ci sono invece Irlanda (79.556), Germania (78.979), Nuova Zelanda (74.154), Svezia (69.017). Infine gli ultimi tre sono Regno Unito (66.396), Francia (56.815) e Spagna (28.969). Su questi dodici paesi la media è di 82.918 euro. L’Italia la supera del 45%.
Il ddl sul dimezzamento degli stipendi dei parlamentari proposto dal M5s, del quale oggi comincia la discussione nell’Aula di Montecitorio, riaccende dunque i riflettori sull’annoso tema del taglio dei costi della politica. Vediamo allora quanto guadagnano i politici italiani rispetto ai loro colleghi europei (inclusi i britannici) sulla base dei dati dello studio comparato della commissione Giovannini. Ad eccezione dell’Italia, negli altri casi prendiamo in considerazione solo i deputati, o meglio i membri della “"camera bassa".
ITALIA
La Camera ha 630 deputati. L'indennità parlamentare è di 11.703,64 euro lordi, che diventano 5.486,58 al netto di ritenute fiscali e previdenziali. Il rimborso spese per il soggiorno è di 4.003 euro. A questa somma vengono detratte 206 euro per ogni giorno di assenza quando si svolgono votazioni elettroniche. I deputati viaggiano gratis in autostrada, treno (prima classe), nave e aereo sul territorio nazionale. Per i trasferimenti in aeroporto c'è un rimborso: da 1.107 a 1.331 euro al mese. In più, 4.190 euro per il rapporto eletto-elettore, utilizzabile per lo stipendio dei collaboratori. 258 per le telefonate. 2.500 (per legislatura) di spese informatiche. Assegno di fine mandato: 46.814 euro per una legislatura, 140.443 per tre. Il vitalizio: 2.486 euro al mese dai 65 anni con un mandato, 4.973 euro dai 60 anni con due, 7.460 euro con tre.
Il Senato ha 315 senatori, che ricevono importi simili a quelli dei deputati. Un senatore ogni mese riceve 11.555 euro di indennità, 3.500 di diaria, 1.650 euro per i trasporti e 4.180 euro per le spese di rappresentanza.
FRANCIA
L'Assemblée nationale ha 577 deputati. L'indennità lorda è di 7.100 euro, 5.677 tolte le ritenute previdenziali, ma il netto varia in base all'imposta sul reddito. Alcuni parlamentari hanno a disposizione uffici doppi dove dormire, altri alloggiano in un residence a tariffa agevolata. Possono avere un prestito di 76mila euro al 2 per cento per comprare un appartamento. Libera circolazione ferroviaria, ma solo 40 viaggi aerei pagati fra il collegio e Parigi, e 6 fuori collegio. 6.400 euro al mese per spese relative al mandato. E 9.138 euro per la retribuzione di non più di cinque collaboratori, pagati dal deputato o direttamente dall'assemblea. Non hanno un assegno di fine mandato ma un sussidio di reinserimento, se disoccupati, per al massimo tre anni. Vitalizio di 1.200 euro per un mandato a partire dai 60 anni ora (e da 62 nel 2018), 2.400 per due.
GERMANIA
Il Bundestag ha 620 parlamentari. Indennità lorda di 7.668 euro, il netto varia in base all'imposta sul reddito. Non ci sono ritenute previdenziali. Contributo mensile di 3.984 euro per l'esercizio del mandato, con trattenute da 50 a 100 euro per i giorni di assenza (20 euro per malattia, nessuna trattenuta per maternità o figli malati). Libera circolazione ferroviaria, rimborso dei viaggi aerei nazionali nell'esercizio delle funzioni e con giustificativi di spesa. Tutti hanno un ufficio arredato nei palazzi del Bundestag, e la possibilità di spendere 1.000 euro al mese per gestirlo. Ogni deputato può assumere collaboratori a carico del Parlamento per un massimo di 14.712 euro. Nessun assegno di fine mandato ma un'indennità provvisoria per 18 mesi. Vitalizio a 67 anni, 961 euro lordi per 5 anni, 1.917 per dieci.
GRAN BRETAGNA
L'House of Commons ha 650 membri. L'indennità mensile lorda è di 6.350 euro, il netto varia, così come il contributo previdenziale. Come diaria si può richiedere un rimborso massimo mensile di 1.922 euro, di cui 1.680 per rimborso locazione. Chi preferisce l'albergo può spendere fino a 150 euro a notte. Sono rimborsati gli spostamenti in taxi e metropolitana (taxi solo dopo le 23) e i viaggi per l'esercizio delle funzioni solo in classe economica. 1.232 euro di rimborso per l'ufficio nel collegio, 1.004 euro per le spese. I collaboratori li paga un'agenzia per conto del Parlamento, fino a un massimo di 10.500 euro al mese. Al termine del mandato possono chiedere un rimborso di 47mila euro per spese connesse al completamento delle funzioni. Il vitalizio, dai 65 anni, varia in base ai contributi versati: 530 euro lordi per un mandato con il minimo, 794 euro con il massimo.
PAESI BASSI
LA Tweede Kamer (o Camera Bassa) è composta da 150 deputati. L’indennità mensile lorda è di 8.503 euro, la diaria prevede un massimo mensile di 1.636. Libera circolazione sui treni in prima classe. Se il parlamentare sceglie l’auto gli vengono rimborsati 37 centesimi al Km se non esistono mezzi pubblici alternativi. Se invece esistono, il rimborso sarà solo di 9 centesimi di euro al Km. Per le spese di segreteria e rappresentanza ha diritto ad altri 203 euro mensili.
BELGIO
La Camera dei rappresentanti conta 150 membri. L’indennità parlamentare mensile lorda è pari a 7.374 ma non è prevista nessuna diaria. Libera circolazione su treni, aerei, navi e in autostrada. Per le spese di rappresentanza è previsto un rimborso di 1.892 euro, che comprende però anche le spese telefoniche e la dotazione informatica. I collaboratori dei deputati sono dipendenti della Camera.
AUSTRIA
Il Consiglio nazionale austriaco ha 183 membri. L’indennità mensile è di 8.160 euro, più 489 euro di spese di rappresentanza che comprendono anche la diaria, le spese per i viaggi e per il telefono. I collaboratori sono dipendenti della Camera e guadagnano al massimo 2.387 lordi.
SPAGNA
Lo Congreso de los diputatos è composto da 350 membri. Gli onorevoli spagnoli sono all’ultimo posto nella classifica europea con un’indennità mensile lorda di 2.813 euro. L’indennità di residenza è di 1.832 euro per gli eletti fuori Madrid, 870 euro per gli eletti di Madrid. I rimborsi spese per i viaggi sono pari a 150 euro al giorno per l’estero e 120 euro per gli spostamenti interni.
PARLAMENTO EUROPEO
Il Parlamento europeo ha 736 deputati. L'indennità netta è di 6.200 euro, l'indennità di soggiorno di 304 euro ogni presenza. Documentandoli, i deputati possono farsi rimborsare i viaggi effettuati per raggiungere le sedi parlamentari. Ci sono anche indennità fisse basate su distanza e durata del viaggio. E 354 euro al mese di rimborso per viaggi al di fuori dello Stato di elezione per motivi diversi dalle riunioni ufficiali. Ci sono 4.299 euro mensili di rimborso spese generali (ufficio, telefono,
Da questo blog: Rita Coltellese *** Scrivere: Proposta di Legge di iniziativa popolare: NotizieRita Coltellese *** Scrivere: Legge di iniziativa popolareSono 4 anni che questa proposta di Legge di iniziativa popolare attende di essere almeno letta dalla Commissione Affari Istituzionali, come si evince dal post del 2012 di cui il primo link sopra riportato.
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Politica
Nata a Roma nel 1946. Ha pubblicato "Normalità Apparente" nel 2006 e "Il Romanzo dell'Università" nel 2007 per i tipi dell'Editore MEF-Firenze; "L'Uomo Cane" nel 2010 e "Mostri e Ritratti" nel 2011 per i tipi dell'Editore Universitalia di Onorati S.r.l.-Roma. Una sua poesia è stata pubblicata nell'Antologia "Fili di Parole " di Giulio Perrone Editore S.r.l.-Roma nel 2008.
lunedì 24 ottobre 2016
Referendum: le mie ragioni del SI e le mie ragioni del NO
L'Italia è un Paese che avrebbe tutto: bellezze naturali, artistiche, storiche, la migliore cucina del mondo, ingegni, e un clima che bisogna girare un po' di mondo per rendersi conto di quanto questa penisola immersa nel Mediterraneo sia privilegiata rispetto ad altri luoghi della Terra.
Ovunque ci sono uomini può esserci corruzione e latrocinio: ma quando queste piaghe sono troppo diffuse si precipita nel degrado sociale, civile ed economico.
Ecco perché ho votato alle ultime politiche M5S, sperando nel contempo anche in uomini di altri partiti, perché non ho fanatismi, non abbraccio una fede in modo acritico, giacché so che nessuno è indenne da esagerazioni ed errori.
Dunque ho sperato anche in Renzi che, nonostante il suo darsi da fare, non ha cambiato l'Italia. La cambierebbe con la Riforma Boschi?
Le mie ragioni del SI:
1 - Perché premierebbe Matteo Renzi che ostinatamente crede che così conteremmo di più in Europa.
2 - Perché Matteo Renzi ancora mi piace per il suo decisionismo ed il suo mettersi in gioco rischiando anche.
3 - Perché si eliminano 320 senatori con relative troppo alte prebende e contorno di spese.
Altre ragioni però non ne trovo.
Le mie ragioni del NO:
1 - Perché non credo che l'Europa ci tenga tanto in conto, sia con la riforma che senza. Perché vedo un'Europa che tiene conto moltissimo del nostro debito pubblico e solo di quello. Perché è un'Europa troppo chiusa a riccio sugli interessi dei rispettivi Paesi, e gli esempi sono sotto gli occhi di chi non vuole tenerli chiusi, quindi è inutile che io li elenchi qui.
2 - Perché Matteo ha tanta buona e forte volontà ma non ha scalfito la burocrazia né semplificato le procedure, né la Riforma da speranza di risolvere veramente codesti aspetti: mali dell'Italia. Esempi fallimentari dei suoi cambiamenti sono la Riforma della Scuola e i soldi tolti alla RAI con il tentativo di recuperarli sulle bollette della luce. Inutile scendere nel particolare giacché l'ho fatto più volte su questo blog.
3 - Il Senato doveva sparire: così è peggio. Ho già scritto in altri post il perché. Inoltre la Riforma lascia inalterato il numero dei Deputati: 630 a rappresentare una popolazione di 59.433.744 cittadini, in base al censimento riportato nella G.U.18-12-2012 Supplemento ordinario n. 209 alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 294, mentre gli USA, a cui Matteo Renzi è andato a chiedere sostegno politico, hanno in tutto il Congresso 535 rappresentanti di cui 100 sono i Senatori, ogni Stato (per estensione un solo Stato degli USA è grande più o meno quanto il territorio italiano) ha 2 senatori a rappresentarlo. La popolazione rappresentata da questo esiguo numero di persone è composta da 318,9 milioni di cittadini da censimento del 2014. Dunque la Riforma che dovrei approvare scalfisce appena i problemi lungi dal risolverli.
Vedo che la mia bilancia pende per il NO.
Se si deve incidere la ferita infetta e piena di pus il taglio deve essere deciso e profondo, scalfendola si rischia e non si sa come l'infezione si evolverà.
Appendice alle mie riflessioni: sono stanca di essere presa in giro da un'informazione diffusa dalla RAI, che contribuisco a mantenere dal 1970, asservita al potere di turno e per niente "al mio servizio".
Argomento: immigrazione, accoglienza, necessità di accogliere perché "sono una ricchezza", ci servono perché qui non nascono bambini, fuggono dalle guerre (?), dalla fame, sono tutti siriani pure gente nerissima di pelle...
Governo, guarda che, a parte qualche vecchietto rimbambito, la gente non dice più "è vero perché l'ha detto la televisione"! Governo, guarda che di gente ignorante ce ne è tanta, ma è arrivata a capire che i siriani non sono neri come gli africani, giacché la Siria non è un Paese africano.
Dunque falla finita di sparare stronzate per convincere gli Italiani che a noi questa gente serve. Dove serve la richiediamo e entra con flussi regolari.
Questa invasione insensata, destabilizzante per il Paese, non va bene a me, ma anche a tutti quelli che sento e, a quanto pare, anche all'Europa che ci accusa di essere una falla di ingresso e lo siamo.
La propaganda non sa più a cosa attaccarsi per farci digerire l'indigeribile: l'ultima è che sono stati messi sotto accusa degli Ufficiali della nostra Marina per non aver caricato transfughi su una barca che stavano nelle acque prossime a Malta.
Malta non li voleva (come tutti a quanto pare tranne l'Italia) e siccome le navi militari italiane non li hanno caricati gli Ufficiali saranno processati.
Pare che per il nostro Governo l'Africa sia una nemesi a cui non si può sfuggire, un destino ineluttabile!
La Francia e la fuggitiva Gran Bretagna, colonialiste alla grande nei Paesi africani da cui fuggono in cerca di miglior fortuna donne incinte, ragazzoni ben messi e donne in carne (altro che fame!), se ne lavano le mani, Renzi no!
Fino a ieri la propaganda proclamava "che non ci costano niente"..
Ora, per giocarsi la carta dello sfondamento del bilancio di previsione, come niente ammettono che ci costano miliardi!!!
Una popolazione italiana sbigottita vede e sente gente che straparla, come Emma Bonino, parlando di "almeno un milione e mezzo l'anno di individui che ci servono"!!!
La follia della propaganda fascista è stata superata!!!
Siamo fuori dalla realtà.
Qualcuno, inascoltato e deriso, dice che questi miliardi di spesa per i neri mantenuti potrebbero invece essere investiti sui giovani italiani, così potrebbero farsi una famiglia e aumentare il numero degli italiani medesimi, altro che importare donne incinte africane!
Questa riflessione ulteriore non solo mi fa propendere per il NO, ma penso che il mio voto sarà per quelle rappresentanze politiche che portano avanti le mie idee e non le follie alla Bonino!!!
Ovunque ci sono uomini può esserci corruzione e latrocinio: ma quando queste piaghe sono troppo diffuse si precipita nel degrado sociale, civile ed economico.
Ecco perché ho votato alle ultime politiche M5S, sperando nel contempo anche in uomini di altri partiti, perché non ho fanatismi, non abbraccio una fede in modo acritico, giacché so che nessuno è indenne da esagerazioni ed errori.
Dunque ho sperato anche in Renzi che, nonostante il suo darsi da fare, non ha cambiato l'Italia. La cambierebbe con la Riforma Boschi?
Le mie ragioni del SI:
1 - Perché premierebbe Matteo Renzi che ostinatamente crede che così conteremmo di più in Europa.
2 - Perché Matteo Renzi ancora mi piace per il suo decisionismo ed il suo mettersi in gioco rischiando anche.
3 - Perché si eliminano 320 senatori con relative troppo alte prebende e contorno di spese.
Altre ragioni però non ne trovo.
Le mie ragioni del NO:
1 - Perché non credo che l'Europa ci tenga tanto in conto, sia con la riforma che senza. Perché vedo un'Europa che tiene conto moltissimo del nostro debito pubblico e solo di quello. Perché è un'Europa troppo chiusa a riccio sugli interessi dei rispettivi Paesi, e gli esempi sono sotto gli occhi di chi non vuole tenerli chiusi, quindi è inutile che io li elenchi qui.
2 - Perché Matteo ha tanta buona e forte volontà ma non ha scalfito la burocrazia né semplificato le procedure, né la Riforma da speranza di risolvere veramente codesti aspetti: mali dell'Italia. Esempi fallimentari dei suoi cambiamenti sono la Riforma della Scuola e i soldi tolti alla RAI con il tentativo di recuperarli sulle bollette della luce. Inutile scendere nel particolare giacché l'ho fatto più volte su questo blog.
3 - Il Senato doveva sparire: così è peggio. Ho già scritto in altri post il perché. Inoltre la Riforma lascia inalterato il numero dei Deputati: 630 a rappresentare una popolazione di 59.433.744 cittadini, in base al censimento riportato nella G.U.18-12-2012 Supplemento ordinario n. 209 alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 294, mentre gli USA, a cui Matteo Renzi è andato a chiedere sostegno politico, hanno in tutto il Congresso 535 rappresentanti di cui 100 sono i Senatori, ogni Stato (per estensione un solo Stato degli USA è grande più o meno quanto il territorio italiano) ha 2 senatori a rappresentarlo. La popolazione rappresentata da questo esiguo numero di persone è composta da 318,9 milioni di cittadini da censimento del 2014. Dunque la Riforma che dovrei approvare scalfisce appena i problemi lungi dal risolverli.
Vedo che la mia bilancia pende per il NO.
Se si deve incidere la ferita infetta e piena di pus il taglio deve essere deciso e profondo, scalfendola si rischia e non si sa come l'infezione si evolverà.
Appendice alle mie riflessioni: sono stanca di essere presa in giro da un'informazione diffusa dalla RAI, che contribuisco a mantenere dal 1970, asservita al potere di turno e per niente "al mio servizio".
Argomento: immigrazione, accoglienza, necessità di accogliere perché "sono una ricchezza", ci servono perché qui non nascono bambini, fuggono dalle guerre (?), dalla fame, sono tutti siriani pure gente nerissima di pelle...
Governo, guarda che, a parte qualche vecchietto rimbambito, la gente non dice più "è vero perché l'ha detto la televisione"! Governo, guarda che di gente ignorante ce ne è tanta, ma è arrivata a capire che i siriani non sono neri come gli africani, giacché la Siria non è un Paese africano.
Dunque falla finita di sparare stronzate per convincere gli Italiani che a noi questa gente serve. Dove serve la richiediamo e entra con flussi regolari.
Questa invasione insensata, destabilizzante per il Paese, non va bene a me, ma anche a tutti quelli che sento e, a quanto pare, anche all'Europa che ci accusa di essere una falla di ingresso e lo siamo.
La propaganda non sa più a cosa attaccarsi per farci digerire l'indigeribile: l'ultima è che sono stati messi sotto accusa degli Ufficiali della nostra Marina per non aver caricato transfughi su una barca che stavano nelle acque prossime a Malta.
Malta non li voleva (come tutti a quanto pare tranne l'Italia) e siccome le navi militari italiane non li hanno caricati gli Ufficiali saranno processati.
Pare che per il nostro Governo l'Africa sia una nemesi a cui non si può sfuggire, un destino ineluttabile!
La Francia e la fuggitiva Gran Bretagna, colonialiste alla grande nei Paesi africani da cui fuggono in cerca di miglior fortuna donne incinte, ragazzoni ben messi e donne in carne (altro che fame!), se ne lavano le mani, Renzi no!
Fino a ieri la propaganda proclamava "che non ci costano niente"..
Ora, per giocarsi la carta dello sfondamento del bilancio di previsione, come niente ammettono che ci costano miliardi!!!
Una popolazione italiana sbigottita vede e sente gente che straparla, come Emma Bonino, parlando di "almeno un milione e mezzo l'anno di individui che ci servono"!!!
La follia della propaganda fascista è stata superata!!!
Siamo fuori dalla realtà.
Qualcuno, inascoltato e deriso, dice che questi miliardi di spesa per i neri mantenuti potrebbero invece essere investiti sui giovani italiani, così potrebbero farsi una famiglia e aumentare il numero degli italiani medesimi, altro che importare donne incinte africane!
Questa riflessione ulteriore non solo mi fa propendere per il NO, ma penso che il mio voto sarà per quelle rappresentanze politiche che portano avanti le mie idee e non le follie alla Bonino!!!
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Nata a Roma nel 1946. Ha pubblicato "Normalità Apparente" nel 2006 e "Il Romanzo dell'Università" nel 2007 per i tipi dell'Editore MEF-Firenze; "L'Uomo Cane" nel 2010 e "Mostri e Ritratti" nel 2011 per i tipi dell'Editore Universitalia di Onorati S.r.l.-Roma. Una sua poesia è stata pubblicata nell'Antologia "Fili di Parole " di Giulio Perrone Editore S.r.l.-Roma nel 2008.
domenica 23 ottobre 2016
La destra contro il Parco del Circeo creato da Mussolini!
Da: Latina Oggi
«L’area protetta venga ampliata»
Da Legambiente, oltre a bocciare duramente l’ipotesi di commissariamento, rilanciano e chiedono l’estensione dell’area protetta, inglobando ad esempio Palmarola o aree quali Torre Astura e il bosco di Fogliano. In merito alla questione di Zannone, l’associazione ambientalista parla di «polemica inutile e strumentale», dal sapore quasi di una «autodenuncia», dal momento che la competenza in materia di smaltimento dei rifiuti non è in capo ai Parchi, ma di pertinenza delle amministrazioni comunali. Antonio Nicoletti (responsabile aree protette di Legambiente) afferma che le richieste di commissariamento e sottrazione di Zannone sono fuori da ogni logica e che, al contrario, occorre dare dei segnali di «lungimirante e rispettosa gestione delle vocazioni territoriali», aumentando gli strumenti di tutela. A fargli eco anche Roberto Sacchi (presidente Legambiente Lazio), che chiede «decisi segnali di inversione di tendenza». Dura presa di posizione anche del circolo Larus di Sabaudia. «Alle incaute richieste di restituzione dell’isola di Zannone a Ponza - dichiara il presidente Stefano Raimondi - rispondiamo che non c’è nulla da restituire, essendo già il Comune titolato a intervenire in tutti gli ambiti di pertinenza per quelle che sono le sue prerogative che la legge gli affida, tra cui appunto la competenza territoriale in materia dei rifiuti». Poi l’esortazione ad abbandonare «idee assurde» che sono state paventate, come ad esempio la realizzazione di un resort di lusso sull’isola. Per Legambiente bisognerebbe invece favorire progetti che coinvolgano l’imprenditoria locale e il mondo produttivo isolano, con iniziative d’accoglienza sostenibile e ben integrata col valore naturalistico e ambientale dei luoghi.
PRO-MEMORIA da Il Fatto quotidiano di Andrea Palladino | 11 ottobre 2013
Legambiente e Carelli in difesa del Parco
Sabaudia - Circeo
12/10/2016 - 16:30
Bocciata l'ipotesi di commissariamento avanzata da Fazzone
L’associazione Legambiente e l’onorevole Rodolfo Carelli (Pd) si sono schierati apertamente in difesa del Parco nazionale del Circeo, attaccato duramente con l’ennesima interrogazione parlamentare - questa a firma del senatore Claudio Fazzone - con cui viene chiesto il commissariamento dell’ente in seguito alle denunce del sindaco di Ponza Piero Vigorelli per presunte inadempienze in merito alla gestione dell’isola di Zannone.
L’affondo di Carelli
Per l’ex parlamentare, oggi Pd, l’attacco di Fazzone rappresenta «una costante dell’elaborazione ecologica di Forza Italia». Carelli, infatti, rammenta come in passato sia stato chiesto di eliminare quello del Circeo dall’elenco dei parchi nazionali per le sue ridotte dimensioni (ipotesi respinta al mittente) e come poi l’allora presidente della Provincia Armando Cusani abbia chiesto il commissariamento dell’Ente «per non aver recepito “sic et sempliciter” lo studio della Provincia e per essersi intestardito a fare il piano di sua stretta competenza con una consultazione di base, la più rilevante “full immersion” ecologica dalla nascita del Parco ad oggi». «Fedele alla tradizione, Fazzone - scrive Carelli - richiede l’atto di forza del commissariamento del Parco» per le presunte inadempienze evidenziate dal sindaco di Ponza Piero Vigorelli. L’onorevole coglie la palla al balzo e ricorda come lo stato di sofferenza dell’ente dipenda dai tagli lineari voluti dall’allora ministro Tremonti e conclude: «Suggerirei al senatore Fazzone di confrontarsi valorizzando la Comunità del Parco allargata a tutti gli interessati sulle sacrosante esigenze del territorio per arrivare, superando ogni tentazione autarchica, a progetti comuni degni di essere proposti ai livelli superiori, fino ad attingere ai fondi strutturali europei».«L’area protetta venga ampliata»
Da Legambiente, oltre a bocciare duramente l’ipotesi di commissariamento, rilanciano e chiedono l’estensione dell’area protetta, inglobando ad esempio Palmarola o aree quali Torre Astura e il bosco di Fogliano. In merito alla questione di Zannone, l’associazione ambientalista parla di «polemica inutile e strumentale», dal sapore quasi di una «autodenuncia», dal momento che la competenza in materia di smaltimento dei rifiuti non è in capo ai Parchi, ma di pertinenza delle amministrazioni comunali. Antonio Nicoletti (responsabile aree protette di Legambiente) afferma che le richieste di commissariamento e sottrazione di Zannone sono fuori da ogni logica e che, al contrario, occorre dare dei segnali di «lungimirante e rispettosa gestione delle vocazioni territoriali», aumentando gli strumenti di tutela. A fargli eco anche Roberto Sacchi (presidente Legambiente Lazio), che chiede «decisi segnali di inversione di tendenza». Dura presa di posizione anche del circolo Larus di Sabaudia. «Alle incaute richieste di restituzione dell’isola di Zannone a Ponza - dichiara il presidente Stefano Raimondi - rispondiamo che non c’è nulla da restituire, essendo già il Comune titolato a intervenire in tutti gli ambiti di pertinenza per quelle che sono le sue prerogative che la legge gli affida, tra cui appunto la competenza territoriale in materia dei rifiuti». Poi l’esortazione ad abbandonare «idee assurde» che sono state paventate, come ad esempio la realizzazione di un resort di lusso sull’isola. Per Legambiente bisognerebbe invece favorire progetti che coinvolgano l’imprenditoria locale e il mondo produttivo isolano, con iniziative d’accoglienza sostenibile e ben integrata col valore naturalistico e ambientale dei luoghi.
Non conosco Carelli, ma conosco Stefano Raimondi e so quanto lui, con un valente gruppo di giovani, ha fatto per il Parco del Circeo insieme al Presidente Benedetto e alla bella e brava giornalista e proprietaria del lago di Sabaudia Anna Scalfati.
Forza Italia pensa di cementificare persino l'isola di Zannone!
Fazzone d'accordo con Cusani su codesti progetti contro l'ambiente. Un'opera benfatta di Mussolini oggi viene difesa dalla sinistra, mentre la destra vuole distruggerla.
Antimafia, Fazzone: l’ex autista di Mancino che non voleva far sciogliere Fondi
L'ex presidente del consiglio regionale del Lazio, Pdl, entra nella commissione. Si fece in quattro per bloccare la richiesta di commissariare il suo Comune. E continua a essere sotto processo per abuso d'ufficio per aver invaso l'Asl di Latina di lettere di raccomandazione
Ha iniziato la carriera – da poliziotto – come autista dell’allora ministro dell’interno Nicola Mancino, negli stessi anni dellatrattativa Stato-mafia. Vent’anni dopo entra, da senatore, nella commissione antimafia, in quota Pdl. Claudio Fazzonedecisamente di strada ne ha fatta. Partito dal piccolo feudo del centrodestra in provincia di Latina, Fondi, ha sempre difeso l’operato dei suoi fedelissimi nel sud Pontino. Anche quando di mezzo c’era una richiesta di scioglimento del suo Comune. Per mafia. Era il 2008 quando il prefetto Bruno Frattasi, preoccupato dalle tante indagini della Dda, volle approfondire cosa stava avvenendo in quel piccolo Comune ad un centinaio di chilometri da Roma.
A Fondi – raccontavano tante indagini – c’era un intreccio pericolosissimo tra pezzi di ‘ndrangheta e amministratori pubblici, ad iniziare dall’ex assessore all’urbanistica di Forza Italia, Riccardo Izzi. Il sindaco, Luigi Parisella, aveva chiuso troppe volte gli occhi, raccontarono gli ispettori, dopo alcuni mesi di attenta analisi degli atti amministrativi. Un primo cittadino che con Fazzone non aveva solo un rapporto politico e di amicizia: erano proprio soci. Il neo componente della commissione antimafia non ebbe un solo attimo di tentennamento. Giurò che quel prefetto lo avrebbe querelato per le dure parole scritte sulla relazione che chiedeva lo scioglimento. Si fece in quattro, usò tutto il suo peso politico di uomo più votato della Regione Lazio per bloccare quella richiesta caduta sul suo piccolo feudo. E alla fine vinse: pochi giorni prima della decisione del consiglio dei ministri sul caso Fondi, il sindaco Parisella si dimise, evitando l’arrivo dei commissari prefettizi. Caso chiuso.
Nata a Roma nel 1946. Ha pubblicato "Normalità Apparente" nel 2006 e "Il Romanzo dell'Università" nel 2007 per i tipi dell'Editore MEF-Firenze; "L'Uomo Cane" nel 2010 e "Mostri e Ritratti" nel 2011 per i tipi dell'Editore Universitalia di Onorati S.r.l.-Roma. Una sua poesia è stata pubblicata nell'Antologia "Fili di Parole " di Giulio Perrone Editore S.r.l.-Roma nel 2008.
sabato 22 ottobre 2016
Ministro Giannini: "Tutto bene signora la marchesa..."
"Saremmo in ritardo se fossimo a Natale" così afferma l'
Da: CGIL Scuola
“Giannini si dimetta”, Pisano (Flc-Cgil) avversa le parole del ministro
Paola Pisano, segretaria provinciale Flc Cgil Firenze, replica con questa nota alle parole del ministro dell’istruzione Stefania Giannini rilasciate ieri a Firenze in occasione degli Stati Generali della lingua italiana nel mondo:
“Con rammarico leggiamo le Sue dichiarazioni rese ieri a Firenze in occasione degli Stati Generali della Lingua Italiana nel Mondo, con cui giustifica, negandolo, il caos generato dall’applicazione della L.107 denominata “Buona Scuola”. A più di un mese dall’avvio dell’anno scolastico la quasi totalità delle scuole fiorentine ha un orario ridotto e la mancanza di centinaia di docenti non permette di svolgere regolarmente le lezioni delle varie discipline.
“Con rammarico leggiamo le Sue dichiarazioni rese ieri a Firenze in occasione degli Stati Generali della Lingua Italiana nel Mondo, con cui giustifica, negandolo, il caos generato dall’applicazione della L.107 denominata “Buona Scuola”. A più di un mese dall’avvio dell’anno scolastico la quasi totalità delle scuole fiorentine ha un orario ridotto e la mancanza di centinaia di docenti non permette di svolgere regolarmente le lezioni delle varie discipline.
Le Sue dichiarazioni sul fatto che non si possa parlare di ritardo – perchè ogni anno le operazioni iniziali si protraggono oltre il mese di settembre – sono irricevibili e inadeguate per un Ministro della nostra Repubblica. Con le Sue parole Lei giustifica un grave disservizio che peserà sull’efficacia del nostro sistema di istruzione. Le ricordiamo che le norme sulla validità dell’anno scolastico prevedono di dover svolgere le lezioni per non meno di 200 giorni con orario pieno e rispettando il monte ore di ogni disciplina di studio.
Ancora più grave è la superficialità con cui affronta il problema della mancanza di insegnanti di sostegno. Una situazione, questa, che impedisce agli alunni diversamente abili l’accesso alle pari opportunità di apprendimento e mette in seria difficoltà le famiglie degli alunni più gravi i quali svolgono, da oltre un mese, orari ancora più ridotti.L’affermazione che il Governo ha incrementato il numero degli insegnanti di sostegno (peraltro ancora da nominare) non può bastare a minimizzare – giustificandolo – lo stato di evidente difficoltà in cui versano le scuole.
Ricordiamo e sottolineiamo che tale aumento di organico è un atto dovuto conformemente ai principi costituzionali in tema di integrazione di cittadini che si trovano in una condizione di svantaggio.
Per questo, Ministro, le chiediamo di prendere atto della Sua inadeguatezza e di rassegnare le dimissioni”.
18 Ottobre 2016
Mi accorgo di essere in ottima compagnia nel mio giudizio su questa donna...
Ministro senza spessore, di facciata.
Si presenta, dice sciocchezze, ride ... e crede che fare il Ministro sia questo:
negare l'evidenza pensando che tutti quelli che l'ascoltano (tanti!) abbiano la sua stessa capacità intellettiva... e quindi tutti felici, di fronte alla sua parola di Ministro, se ne vadano a casa felici e contenti!!!
Pensieri della testolina della Ministra: "Sono troppo occupata a studiare le mie "mises"... gli accessori che debbo abbinare ai cambiamenti vorticosi dei miei abitiniiiii..."
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| In occasione della presentazione della Buona Scuola ho indossato questo tailleurino bianco e nero con inserti lilla! |
Qui sono in grigio con applicazioni in nero, mise sobria con sfondo del mio partitino che tanto mi ha fruttato...
Qui sono in bianco con deliziosi disegni e.. collana adeguata all'abito
Questo dover scegliere le mises mi impegna molto. Qui sono in grigio chiaro con collana su due toni di colore...![]() |
| Qui ho una mise molto impegnativa, seria, tutta in nero ma... notate la collana! Che studio! |
Giacchino Chanel con collana in tinta, non mi poteva mancare...
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Nata a Roma nel 1946. Ha pubblicato "Normalità Apparente" nel 2006 e "Il Romanzo dell'Università" nel 2007 per i tipi dell'Editore MEF-Firenze; "L'Uomo Cane" nel 2010 e "Mostri e Ritratti" nel 2011 per i tipi dell'Editore Universitalia di Onorati S.r.l.-Roma. Una sua poesia è stata pubblicata nell'Antologia "Fili di Parole " di Giulio Perrone Editore S.r.l.-Roma nel 2008.
La Grande Penna di Gianluca Nicoletti profonda e vera
Da: La Stampa
Non ho nulla da aggiungere a quanto scritto in modo perfetto da Gianluca Nicoletti: ho solo evidenziato i punti che analizzano al massimo la realtà.
Le telecamere vanno messe a seguito di denuncia, come si è fatto fino ad ora: solo così qualcuno le esaminerà in modo mirato e si potranno scoprire, in tutta la loro miseria morale, gli aguzzini.
Le inutili telecamere negli asili
Troppo complicato un cambiamento culturale per distinguere tra un bruto generico e un professionista preparato.
GIANLUCA NICOLETTI
20/10/2016
Una telecamera sempre accesa in tutti gli asili d’Italia potrebbe sembrare la soluzione più ovvia. Invece è solo l’inutile tappabuchi di una miseria culturale profonda e inconfessabile.
E’ chiaro che è difficile far passare il concetto che occuparsi di bambini, anziani o disabili, non è la stessa cosa che portare dei cagnolini a fare pipì. Eppure sembra più semplice far passare come un serio problema la necessità di una seria formazione professionale per i dog sitter.
In realtà pochi amano affrontare la spinosa questione dell’inadeguatezza delle maestre d’asilo, degli insegnanti violenti, degli operatori sanitari degli assistenti a disabili e anziani, che alzano le mani, ingiuriano, maltrattano e umiliano. E’ palese che una riflessione del genere metta in crisi tutto un sistema, e quindi la telecamera che sorveglia, come in un carcere di massima sicurezza, può essere spacciata come provvedimento risolutore.
Il furor di popolo chiede telecamere? Telecamere saranno. L’indignazione si scatena solo postuma, e solo di fronte alle immagini delle intercettazioni ambientali, sempre troppe, troppo frequenti e troppo simili a un format televisivo in cui cambiano gli attori ma la trama è sempre la stessa.
E’ evidente che non possiamo più nasconderci dietro la giustificazione delle “mele marce”, non sono più casi isolati e sporadici, in Italia c’è un serio problema sulla salvaguardia istituzionale delle persone deboli.
Lasciare un bambino in un asilo, un figlio disabile in una struttura preposta, un parente anziano in una casa di riposo non da l’assoluta sicurezza che questo non debba corrispondere a consegnarli ai custodi di un inferno.
Non è un’esagerazione, è una realtà oggettiva. Sono stati troppi i così detti “fiori all’occhiello” che in realtà puzzavano di marcio. Sono troppi i “centri modello” gestiti da “galantuomini” o “sante persone”, che si sono rivelati dei lager veri e propri.
Luoghi in cui il core business era il mero mantenimento in vita di persone inermi, cui si sarebbe invece dovuto assicurare una dignità di esistenza, magari anche una chance di inclusione nella società degli umani efficienti.
Perché non si riflette sul fatto che mestieri così delicati e difficili non possano seguire il percorso dell’appalto al minor prezzo possibile? Perché non si dice che gli insegnanti d’asilo dovrebbero avere una costante verifica del loro equilibrio psichico? Che gli operatori su anziani e disabili dovrebbero essere monitorati con costanza per i rischi del burnout?
Si preferisce imbullonare al muro delle telecamere perché basta un trapano a farlo. Troppo complicato un cambiamento che richiederebbe metodo, strutturazione, cultura scientifica e quel tanto di spessore umano che impone di fare la differenza tra un bruto generico e un professionista preparato.
Eppure sembra per tutti scontato che basterà una telecamera di sorveglianza per tornare all’idillio. Nessuno si pone il problema di chi poi dovrà essere pagato per guardare a tempo reale ore e ore di registrazione, comunque inutile di fronte all'ignoranza. Ogni indegno troverà sempre un angolo buio per continuare a operare con sadismo e cieca perfidia.
Le telecamere vanno messe a seguito di denuncia, come si è fatto fino ad ora: solo così qualcuno le esaminerà in modo mirato e si potranno scoprire, in tutta la loro miseria morale, gli aguzzini.
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Nata a Roma nel 1946. Ha pubblicato "Normalità Apparente" nel 2006 e "Il Romanzo dell'Università" nel 2007 per i tipi dell'Editore MEF-Firenze; "L'Uomo Cane" nel 2010 e "Mostri e Ritratti" nel 2011 per i tipi dell'Editore Universitalia di Onorati S.r.l.-Roma. Una sua poesia è stata pubblicata nell'Antologia "Fili di Parole " di Giulio Perrone Editore S.r.l.-Roma nel 2008.
Uxoricidi di vario genere
Da: La Nazione
Pisa, 20 giugno 2016 - La nuova udienza preliminare per il caso Ragusa si svolgerà a ottobre. Il giorno non è stato ancora fissato, ma il giudice Elsa Iadaresta ha intanto deciso il periodo in cui dovrà tornare in tribunale Antonio Logli, il marito della donna che sembra essere svanita nel nulla la notte fra il 12 e il 13 gennaio 2012. Nella richiesta di rinvio a giudizio firmata dai pubblici ministeri Aldo Mantovani e Antonio Giaconi l’uomo è accusato di aver volontariamente ucciso la moglie per poi sopprimerne il corpo al fine di assicurarsi l’impunità per l’omicidio e impedire in modo permanente il ritrovamento del cadavere. Le oltre 12mila pagine dell’inchiesta della Procura hanno cercato di dimostrare davanti al Tribunale questa tesi.
"Mio fratello e la moglie stavano in America, poi sono venuti in Italia e si sono trasferiti a Pisa. A Pisa è nata Roberta. Quando aveva 10-11 anni andava dalla famiglia Logli che aveva un negozio di merceria e la bambina giocava, è cresciuta là dentro. Naturalmente il marito lo ha conosciuto là dentro. Era il figlio della padrona. Tutto ciò che è successo dopo, io non lo capisco. Mi sembrava una famiglia unita. Che lui avesse una doppia personalità, che lui avesse una doppia vita, lo abbiamo scoperto quando è successo il fatto. Noi pensavamo fosse un marito modello. A mia nipote, non le si è potuto dire niente. Mia nipote ha avuto un'educazione dai genitori fantastica. Era una donna meravigliosa."
continua su: http://tv.fanpage.it/l-amante-di-antonio-logli-ha-rubato-il-marito-i-figli-e-la-casa-a-roberta-ragusa/
http://tv.fanpage.it/
Caso Ragusa, Antonio Logli torna in Tribunale. Fissata l’udienza preliminare
A ottobre il giudice Elsa Iadaresta dovrà decidere sul caso Ragusa
Pisa, 20 giugno 2016 - La nuova udienza preliminare per il caso Ragusa si svolgerà a ottobre. Il giorno non è stato ancora fissato, ma il giudice Elsa Iadaresta ha intanto deciso il periodo in cui dovrà tornare in tribunale Antonio Logli, il marito della donna che sembra essere svanita nel nulla la notte fra il 12 e il 13 gennaio 2012. Nella richiesta di rinvio a giudizio firmata dai pubblici ministeri Aldo Mantovani e Antonio Giaconi l’uomo è accusato di aver volontariamente ucciso la moglie per poi sopprimerne il corpo al fine di assicurarsi l’impunità per l’omicidio e impedire in modo permanente il ritrovamento del cadavere. Le oltre 12mila pagine dell’inchiesta della Procura hanno cercato di dimostrare davanti al Tribunale questa tesi.
Secondo gli inquirenti intorno alla mezzanotte Roberta (finalmente) scoprì l’identità della donna che ormai da diversi anni era l’amante segreta di suo marito della quale lei sospettava solo l’esistenza. Si tratta di Sara Calzolaio, l’ex baby sitter dei due figli dei Logli e all’epoca segretaria dell’autoscuola di famiglia.
Il 6 marzo dello scorso anno, però, il giudice per l’udienza preliminare Giuseppe Laghezza aveva prosciolto «perché il fatto non sussiste» Logli, difeso dall’avvocato Roberto Cavani. Accogliendo i ben cinque ricorsi presentati (poi unificati) nonché la richiesta del procuratore generale Oscar Cedrangolo, lo scorso marzo la Cassazione ha disposto l’annullamento della sentenza del giudice Laghezza e il rinvio al Tribunale di Pisa per un nuovo esame sulla richiesta di rinvio a giudizio. In appena venti pagine la Corte Suprema ha sgretolato l’operato del primo giudice rimproverandolo, tra l’altro, di «essersi appropriato di prerogative che non gli competono».
Da: Fanpage.it
Lo zio paterno di Roberta Ragusa che non si trova più, Antonio Ragusa, intervistato da Paola Grauso, ha dichiarato:
"Mio fratello e la moglie stavano in America, poi sono venuti in Italia e si sono trasferiti a Pisa. A Pisa è nata Roberta. Quando aveva 10-11 anni andava dalla famiglia Logli che aveva un negozio di merceria e la bambina giocava, è cresciuta là dentro. Naturalmente il marito lo ha conosciuto là dentro. Era il figlio della padrona. Tutto ciò che è successo dopo, io non lo capisco. Mi sembrava una famiglia unita. Che lui avesse una doppia personalità, che lui avesse una doppia vita, lo abbiamo scoperto quando è successo il fatto. Noi pensavamo fosse un marito modello. A mia nipote, non le si è potuto dire niente. Mia nipote ha avuto un'educazione dai genitori fantastica. Era una donna meravigliosa."
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| I genitori di Roberta Ragusa, morti entrambi prima della sparizione della figlia. |
http://tv.fanpage.it/
Questa nostra faticosa e mutevole giustizia...
Ad ottobre ci siamo, ma non si ha notizia di codesta udienza preliminare.
Certo il fenomeno da me rilevato nel mio post
Rita Coltellese *** Scrivere: Uomini che uccidono donne del 16 febbraio del 2012 costituiva una constatazione che solo in seguito i media hanno cominciato a mettere in risalto.
Il fenomeno da allora è peggiorato in modo allarmante.
Il caso di Roberta Ragusa appartiene al classico, è la Giustizia che deve accertarlo, uxoricidio con relazione adulterina gravemente protratta nel tempo, addirittura sotto gli occhi troppo ignari del coniuge.
Il caso del bello ed elegante dermatologo fiorentino idem.
Solo che nel suo caso, qualora verrà accertato che sia stato proprio lui ad uccidere la sua fedifraga moglie, si tratterebbe dell'uxoricidio compiuto dalla vittima della coppia, dal tradito ed umiliato, che impazzisce per il dolore ed uccide.
Nel caso Ragusa, invece, è la vittima tradita ed umiliata che per colmo di ignominia sarebbe stata eliminata dal fedifrago scoperto nella sua infedeltà.
E' sempre la donna che muore, ma con risvolti morali diversi ai fini della valutazione della pena.
Solo che la giustizia ci sorprende sempre per la sua aleatorietà... Pensate al caso Parolisi a cui è stata tolta l'aggravante della crudeltà, pur avendo non solo soffocato la vita della giovane e bella moglie, che inerme si fidava di lui e mai si sarebbe aspettata quell'agguato, ma l'ha uccisa a pochi passi dalla loro piccola lasciata in auto. Inoltre, mentre tutti la cercavano senza trovarla, ha pensato di architettare qualche depistaggio tornando là dove solo lui sapeva di averla lasciata esanime, facendole dei tagli e trafiggendola con una siringa...
Cosa ci sarà nella testa di certi, troppi magistrati? La Legge è un elastico interpretabile...
In questi giorni suscita grande interesse la morte della povera professoressa Gianna Del Gaudio, forse per l'età anziana della coppia, per i lunghi anni di matrimonio e per l'efferatezza dell'omicidio: in casa, subito dopo una cena con uno dei figli, dopo una vacanza con il marito addirittura da Padre Pio e nel luogo di origine, uccisa con un fendente alla gola inferto da dietro che l'ha quasi decapitata.
Se è stato il marito, questa donna ha vissuto con un mostro.
E' destabilizzante.
Il fenomeno da allora è peggiorato in modo allarmante.
Il caso di Roberta Ragusa appartiene al classico, è la Giustizia che deve accertarlo, uxoricidio con relazione adulterina gravemente protratta nel tempo, addirittura sotto gli occhi troppo ignari del coniuge.
Il caso del bello ed elegante dermatologo fiorentino idem.
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| Matteo in un'immagine che evoca le sbarre del carcere... |
Nel caso Ragusa, invece, è la vittima tradita ed umiliata che per colmo di ignominia sarebbe stata eliminata dal fedifrago scoperto nella sua infedeltà.
E' sempre la donna che muore, ma con risvolti morali diversi ai fini della valutazione della pena.
Solo che la giustizia ci sorprende sempre per la sua aleatorietà... Pensate al caso Parolisi a cui è stata tolta l'aggravante della crudeltà, pur avendo non solo soffocato la vita della giovane e bella moglie, che inerme si fidava di lui e mai si sarebbe aspettata quell'agguato, ma l'ha uccisa a pochi passi dalla loro piccola lasciata in auto. Inoltre, mentre tutti la cercavano senza trovarla, ha pensato di architettare qualche depistaggio tornando là dove solo lui sapeva di averla lasciata esanime, facendole dei tagli e trafiggendola con una siringa...
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| Il martirio di Carmela Rea in Parolisi |
In questi giorni suscita grande interesse la morte della povera professoressa Gianna Del Gaudio, forse per l'età anziana della coppia, per i lunghi anni di matrimonio e per l'efferatezza dell'omicidio: in casa, subito dopo una cena con uno dei figli, dopo una vacanza con il marito addirittura da Padre Pio e nel luogo di origine, uccisa con un fendente alla gola inferto da dietro che l'ha quasi decapitata.
Se è stato il marito, questa donna ha vissuto con un mostro.
E' destabilizzante.
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| Antonio Tizzani, marito della Prof.ssa Gianna Del Gaudio, al suo funerale |
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Assassini e vittime,
Cronaca nera
Nata a Roma nel 1946. Ha pubblicato "Normalità Apparente" nel 2006 e "Il Romanzo dell'Università" nel 2007 per i tipi dell'Editore MEF-Firenze; "L'Uomo Cane" nel 2010 e "Mostri e Ritratti" nel 2011 per i tipi dell'Editore Universitalia di Onorati S.r.l.-Roma. Una sua poesia è stata pubblicata nell'Antologia "Fili di Parole " di Giulio Perrone Editore S.r.l.-Roma nel 2008.
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