mercoledì 2 novembre 2016

Si può impazzire per l'amore tradito?

Da: La Nazione 
di ILARIA ULIVELLI

Donna uccisa a Ravenna, arrestato il marito. Chi è Matteo Cagnoni

'Era un grande professionista'. L’incredulità di amici e colleghi. Il ritratto


 "Ma è tutto vero? E’ stato lui?". Sono sbigottiti. Gli occhi spalancati per l’incredulità, il mento che penzola fra le parole a bocca aperta. Alla clinica dermatologica dell’Iot i colleghi di Matteo Cagnoni sono scioccati dalla notizia che è rotolata negli ambulatori fra le prime visite. Stimatissimo e amato da tutti, il presunto assassino che avrebbe aggredito e ucciso a bastonate la moglie Giulia per gelosia (Leggi l'articolo), viene descritto come una persona razionale, un professionista di valore, un marito modello, un padre splendido di tre figli.
Infatti lo raccontano così non solo i colleghi, ma anche gli amici che lo conoscono bene e che lo hanno frequentato a lungo, i pazienti che ha avuto nel suo ambulatorio fiorentino, i compagni di scuola, dalle medie al liceo, e dell’università. Persino il suo maestro ha per lui le parole più belle. «Era il mio allievo modello, un professionista di grande valore, una persona razionale e calma di saldi principi», dice il prof Torello Lotti, l’ex super primario, uno dei fari della dermatologia internazionale che con lui era rimasto coinvolto in uno scandalo e in un lungo processo che aveva segnato Cagnoni senza però macchiarne la professionalità, anche perché ne era uscito completamente scagionato (per Lotti la Cassazione ha annullato la sentenza di condanna).
La famiglia Cagnoni a Firenze la conoscono tutti. Il padre Mario era venuto a Firenze per insegnare: un luminare, ex professore di clinica medica all’Università e primario a Careggi, è considerato un gran signore. Molti gli amici delle medie e del liceo che ricordano di essere stati a studiare e a divertirsi con Matteo nella villa di famiglia, in via Bolognese, a La Lastra.
«Matteo è sempre stato il tipico bravo ragazzo di buona famiglia – racconta il primario della diagnostica senologica di Careggi, Jacopo Nori che con lui ha frequentato i corsi della facoltà di Medicina – Ci conoscevamo bene, abbiamo studiato insieme, eravamo nello stesso gruppo. Una persona equilibrata».
Camicia con la risvolta alle maniche, polo sportiva, una Golf e le giornate di un ragazzo che sapeva godersi la vita. La laurea col massimo dei voti e lode, poi la specializzazione in dermatologia, a Siena, con il prof Lotti, dopo il mater a Napoli. «Siamo sconvolti, quello che è successo, se è accaduto veramente, resterà incomprensibile per chi lo conosce bene – dice di lui la compagna di specialità, la dermatologa Ilaria Ghersetich – Matteo è sempre stato una persona normale, mite, buona, razionale: l’ultima da cui mi sarei aspettata una reazione di tale violenza. Anche perché quella di Matteo era veramente la famiglia perfetta, si è fidanzato presto con Giulia, hanno avuto tre figli».
Anche sul lavoro era sempre sorridente, gentile, educato. Il ritratto della perfezione. Come «professionista equilibrato e razionale», lo descrive anche il primario della clinica dermatologica all’Iot, Nicola Pimpinelli. Ma allora? Com’è possibile che una persona così massacri la moglie a bastonate? «Tutto questo è veramente inspiegabile», dice Massimo Mazzanti, suo amico e informatore scientifico. Lui l’aveva visto poco tempo fa. Erano andati a cena insieme. Matteo era amabile e divertente come al solito. Ma poi che cosa è successo al ritratto della perfezione?
Il Dott. Matteo Cagnoni: al ritratto della perfezione bisogna aggiungere il suo aspetto, estremamente gradevole e piacente


Spesso la realtà supera la fantasia degli scrittori e le storie vere sono più complesse delle storie di fantasia.
Negli ultimi anni ho accumulato tale e tanta esperienza di storie vere che nello scrivere prendo spunto da esse, ma quando ero molto giovane amavo scrivere ricorrendo alla fantasia.
Questa triste e amara vicenda del Dott. Cagnoni, che non sappiamo fino a sentenza definitiva se sarà o meno dichiarato l'assassino di sua moglie, mi ha fatto ricordare una novella, totalmente inventata, che scrissi all'età di venti anni e che è pubblicata nella raccolta "Mostri e Ritratti" edita da Universitalia:



La novella si intitola: "Un uomo tranquillo"
La pubblico per la prima volta in questo blog.


Un uomo tranquillo



Il professor Ardenzi era un pacifista, assolutamente alieno da ogni forma di violenza, odiava, anzi, la violenza.
La riteneva un'espressione di inciviltà, un residuo di ancestrali forze brute della natura umana, residuo di istinti primordiali, cavernicoli. Egli si compiaceva di fare spesso discorsi su questo argomento: con i colleghi, con i superiori, con sua moglie e, in classe, con gli allievi.
Il professor Ardenzi era conosciuto ed ammirato nel suo ambiente per la sua figura di uomo posato, tranquillo, civile ed educato, oltre che per la sua bravura professionale. Erano apprezzate anche quelle sue idee contro ogni forma di violenza, che erano l'espressione piu' evidente della sua personalita' tranquilla anche se, bisognava ammetterlo, qualche volta esagerava e annoiava un po' con l'insistere sull'argomento.
Aveva una figura elegante, asciutta, il viso un po' pallido, serio ma sereno, disteso; a volte si aggrondava, quando aveva qualche contrarieta', allora l'espressione era di una durezza ed inflessibilita' uniche, anche se egli restava calmissimo e cosi' la sua voce: ne sapevano qualcosa i suoi allievi che ne avevano grande soggezione in quei momenti.
Ma, in genere, egli era un amico per gli studenti: aperto, cordiale, sorridente, con la sua calma olimpica ed i suoi modi signorili, conquistava facilmente le simpatie di chi l'ascoltava e, spesso, piu' che un professore sembrava un  ragazzo gentile e piacevole con le tempie brizzolate.

******


"La guerra e' un residuo di incivilta', signor preside, un brandello di barbarie. Gli uomini in fondo sono rimasti dei barbari  che, per risolvere le loro questioni, non sanno far altro che ammazzarsi a vicenda. A che e' servita la nostra moderna civilta' se non siamo riusciti ad eliminare del tutto dal nostro concetto di vita la guerra?"
"In effetti la guerra e' qualcosa di atroce che la nostra civilta' dovrebbe eliminare."  Erano nello studio del preside, quattro o cinque professori riuniti per discutere  questioni di ordine scolastico che, una volta esaurite, avevano lasciato campo libero alla conversazione. Gli uomini amano parlare di problemi universali, problemi che di solito fanno accalorare chi li discute senza arrivare a niente, ma che servono a far sentire impegnati, pensatori: e' una debolezza dell'uomo della strada, come della persona colta e, talvolta, sono proprio queste discussioni su problemi etici, filosofici o sociali ad avvicinare e far conoscere meglio uomini che, magari, lavorano fianco a fianco e che non troverebbero mai la possibilita' di comunicare veramente se i loro discorsi restassero sempre incanalati nelle anonime questioni professionali. 


Il pacifista ad oltranza, il professor  Ardenzi, amava parlare dei suoi argomenti preferiti e gli altri, un po' perche' affascinati dalla sua personalita' indubbiamente interessante, un po' perche' quegli argomenti solleticavano la vanita' piu' o meno riposta di quegli uomini di studio costretti dalla vita ad una professione in fondo noiosa, lo assecondavano volentieri.
"..........e si parla di pace per paura, non perche' si e' giunti alla maturita' civile di ritenere la guerra un'espressione di barbarie."
"Bisogna ammettere, pero', che la guerra, talvolta, risolve delle questioni che altrimenti non si risolverebbero mai!" Chi parlava era il professor Saffi, e di lui si sapeva che era un nostalgico del ventennio e delle marce militari.
"Ah no, caro professore! - Il preside era un assertore convinto ed ammirato delle idee cosi' ben esposte dall'Ardenzi - L'incapacita' degli uomini a risolvere civilmente le loro intricate questioni politiche non giustificano la guerra."
"Ma la violenza non si risolve eliminando la guerra e superandola come si è superata l'era delle caverne,  la violenza è anche in ognuno di noi, lo.....lo........vediamo nei delitti che accadono ........e talvolta per futili motivi! Se voi condannate la guerra come espressione totale di violenza, voi dimenticate la natura dell'uomo! " L'ex-fascista, che era però una brava persona, si accalorava nel parlare. Il pacato professor  Ardenzi, chiamato dai suoi studenti "Lord Sesbury", per sottolineare la sua personalità inglesizzante, sorrise all'agitato professor Saffi: "Il professore ha ragione:  la violenza è in ognuno di noi, fa parte dell'istinto animale in un certo senso. Ma, se la civiltà serve a far prevalere l'intelligenza sull'istinto, se essa è il progresso dell'intelligenza medesima, ecco che noi, arrivati ad un certo livello morale ed intellettuale, avremmo dovuto di già imparare a dominare questi istinti primordiali ed a far prevalere la ragione. Altrimenti eccone le conseguenze: come ha detto lei i delitti d'impulso accadono spesso per futili motivi, e chi li commette è preda dell'istinto. Si sente di gente che si accoltella per contendersi un cane, altra che uccide per un insulto, altri che, se non giungono al delitto, si riducono a mal partito picchiandosi da selvaggi, magari soltanto per un sorpasso o altro stupido contrasto automobilistico! Ma tutte queste manifestazioni di violenza sono condannate dalla legge, mentre la guerra è l'espressione di violenza peggiore perché, non solo è collettiva, ma è autorizzata dallo Stato.........E' ammessa dagli uomini, dalle coscienze! Ecco allora che l'inciviltà sta non solo nel praticare la violenza, ma nell'ammetterla! Comprende?" La sua dialettica aveva fatto tacere il povero professore nostalgico che non seppe che ribattere. Tuttavia fece una domanda al professor Ardenzi : "Ma lei nell'ultima guerra ha combattuto?"
"No, perché sono stato riformato al servizio di leva per una malformazione; - non specificò quale - ma se mi avessero dichiarato idoneo mi sarei opposto come obiettore di coscienza."
" Ah!"
" Ma l'avrebbero fucilata!" -  disse il Preside.
" Lo so bene, ma avrei dato la mia vita pur di non piegarmi alla violenza. Perché avrei dovuto diventare un assassino, sia pur autorizzato, dei miei simili? Ma pensate: quello che chiamano nemico è gente come noi, padri di famiglia, ragazzi! Magari mi poteva capitare di ammazzare un professore di filosofia, come oggi sono io, un uomo con il quale avrei potuto avere, invece, degli scambi culturali. Ed infine, dopo che facciamo? Torniamo ad essere amici, magari sposiamo una straniera del paese ex-nemico, alla quale, senza saperlo, abbiamo ucciso un parente." 
"Certo - aggiunse uno dei professori presenti - se si riflette, tutti dovrebbero dichiararsi obiettori di coscienza, allora non si potrebbe fucilare un esercito intero."
"Già, e la Patria chi la difende?" Chiese con un gesto vivo del capo il professor Saffi.
"Se si eliminasse il concetto di guerra - disse pacatamente Ardenzi - non esisterebbe questo problema."
Ormai la riunione si scioglieva, la conversazione era stata tirata sin troppo per le lunghe. I professori si alzarono e salutarono il Preside, si salutarono tra loro, ed uscirono dallo studio ognuno per la sua strada, diretti ognuno ai propri compiti. Ancora qualche frase sull'argomento....Un sorriso.....Saffi che si accalorava ancora puntualizzando le sue idee....La conversazione moriva a brandelli nei corridoi: le frasi dette erano già dimenticate.

*****

Ardenzi si recò a casa:  le sue ore di lezione erano finite.

A casa l'attendeva Susanna.  Susanna aveva gli occhi chiari come il cielo al mattino in primavera, i capelli sottili e biondi, soffici come piume di cigno, ed il corpo roseo, sodo e morbido dei suoi venticinque anni.
Lui ne aveva quarantaquattro e l'aveva sposata da due anni. In vita sua si era innamorato solo due volte: a quindici anni di una compagna di ginnasio che aveva una lunga treccia bionda, e di Susanna a quaranta passati. L'amore a quaranta anni è più pericoloso che a venti; brucia come a venti, ma si hanno meno risorse per risollevarsi dalle disillusioni.
Ma egli era stato fortunato: Susanna lo aveva sposato e lo amava.
A  scuola si era un po' mormorato su questo matrimonio: "Ma come, il professor Ardenzi, una persona così seria, sposare una donna tanto più giovane di lui!"  Ma questo lo avevano detto soprattutto le mature signorine professoresse a cui la figura alta e snella del professore aveva procurato qualche sogno e qualche speranza. Per il resto il suo matrimonio non aveva certo fatto diminuire la stima che i suoi colleghi ed il signor Preside avevano per lui, anzi, Susanna aveva suscitato simpatie in tutti quelli del suo ambiente che l'avevano conosciuta, ed avevano ricevuto molti inviti per questo. Da principio avevano accettato, si erano lasciati coccolare dalle mogli dei colleghi di lui, le quali li guardavano con tenerezza perché erano freschi sposi, poi, quando lui si era accorto che anche qualche suo collega guardava con tenerezza Susanna, aveva preferito declinare gentilmente quegli inviti e, per non far torto a nessuno, dicevano di no a tutti, ora mettendo una scusa ora l'altra, ma soprattutto dicendo che amavano starsene nella loro casa, soli, a godersi la loro felicità. I colleghi avevano capito sorridendo comprensivi e così ci si riuniva solo in occasioni particolarmente importanti.
In realtà i coniugi Ardenzi amavano starsene in casa a godersi davvero la loro intimità ma non è, poi, che stessero sempre tappati fra quelle quattro mura. Uscivano spesso, ma soli: andavano a pranzo fuori, alle corse, al cinema, a fare gite.....Ed erano felici. Il professor Ardenzi era tanto felice: per lui era tornata con Susanna la giovinezza che non si era goduta, un po’ per lo studio un po’ per i complessi che gli erano nati per la menomazione che gli aveva procurato l'esonero dal servizio militare: aveva un testicolo atrofizzato. "Niente di grave, - avevano detto i medici - lei può avere figli ugualmente, è un uomo normale".
Col passare del tempo, superata la prima giovinezza, era passato anche il bruciore della frustrazione ed i complessi si erano attenuati: si era fatto una ragione di tutto questo e aveva cominciato a credere a quel che i medici gli avevano sempre detto e ripetuto. Susanna, peraltro, non aveva battuto ciglio alla sua confessione, anzi, gli aveva detto che aveva fatto molto male a tormentarsi nella sua giovinezza e a non dar subito retta ai medici. Questo lo aveva fatto molto felice. Lei lo capiva perfettamente.

*****

Susanna era ad attenderlo sulla porta. Egli le circondò con un braccio la vita sottile e la baciò sulle labbra.

"Sei stanco tesoro?"
"No, anzi.......Comunque questi esami sono sempre una fatica bestiale, soprattutto per te che sei costretta a startene in città con il caldo."
"Ma che c'entra - rispose lei ridendo - ecco che giri sempre la cosa a me! Lui presiede agli esami e chi è stanca sono io!"
"Sul serio Susanna, - disse lui con la sua bella voce calma - tu non puoi startene qui con il caldo che fa, siamo al 20 luglio e ci saranno almeno 30° all'ombra. Io non voglio che tu, per star vicina a me, nuoccia al bambino!"
"Da quando aspettiamo nostro figlio sei diventato ancora più noioso." Disse lei scherzando con tenerezza e posandogli un braccio sulle spalle, mentre lui guardava il piatto senza mangiare. Doveva prima chiarire e convincere Susanna.
"Susanna sii ragionevole, questo caldo non può che nuocerti e quindi nuocergli.  Se tu te ne vai a Marina di Massa come l'anno scorso, io poi ti raggiungo alla fine del mese, forse anche prima, il tempo di finire questi benedetti esami... In fondo non sarai sola, la tua amica Marisa potrebbe venire con te. Penso che le farebbe piacere, non ha mai niente da fare quella. Ascoltami tesoro, ti prego, sono veramente preoccupato, i primi mesi sono i piu' importanti e non vorrei...."
"Va bene Augusto, va bene, telefonero' a Marisa, ma queste tue premure, tesoro scusami, mi sembrano esagerate, in fondo due mesi di gravidanza sono pochi per risentire gia' del caldo."
Comunque Susanna parti'.
Egli stesso l'accompagno', insieme a Marisa, alla stazione e per tutto il percorso in macchina non fece che ripeterle raccomandazioni su come e quando doveva fare il bagno, che non doveva stare troppo al sole ecc. ecc..
Lei ascoltava paziente, talvolta rispondendogli che aveva capito e che non si preoccupasse. Marisa cicalava eccitata scuotendo la testa di un rosso esagerato: " Non ti preoccupare Augusto - disse - la prendo sotto la mia protezione!"


*****



Gli esami lo tennero molto occupato e, ad un certo punto comincio' lui a risentire del caldo.

Ebbe dei capogiri. "Stanchezza, - disse il medico - ci vuole riposo."
A scuola il Preside, che lo aveva in simpatia, disse che avrebbe provveduto a sostituirlo, nella sua qualita' di professore interno, con il professor Saffi.
Egli avrebbe voluto e potuto farcela ancora per i tre giorni che restavano, ma poi penso' che il piu' era fatto, che il professor Saffi amava gli studenti quanto lui e che, infine, aveva tanto desiderio di rivedere Susanna.
Parti' dunque a bordo della sua Fiat 1100 e, mano a mano che guadagnava chilometri, si sentiva meglio. Pensava a Susanna: l'avrebbe riabbracciata presto; si crucciava immaginando che lei poteva essere stata imprudente, nuocendo al bambino, ma subito dopo si sgridava dicendosi che lei aveva ragione, che era esagerato e si preoccupava troppo.
Giunse a Marina di Massa alle tre del pomeriggio. Ando' all'albergo ma gli dissero che la signora era uscita con la sua amica dalla mattina. Egli si diresse allora verso lo stabilimento dove erano stati anche l'anno prima, sorridendo fra se' della sorpresa che avrebbe fatto a Susanna.
Il padrone dello stabilimento lo riconobbe o fece finta di riconoscerlo, comunque lo saluto' con grande cordialita'. "La sua signora? Non so, ora domando: Mariaaa! Sai se la signora Ardenzi e' in spiaggia?" 
Maria rispose di no e, dentro di se', lo mando' al diavolo, chiedendosi se lei fra tutti i bagnanti che avevano li' poteva sapere se la signora Ardenzi stava in spiaggia!
"Probabile che stia prendendo il sole signor Ardenzi, comunque, se sa il numero della cabina io le do' la chiave, cosi' anche lei puo' scendere in spiaggia."
"E' la 128." Disse lui. Lo sapeva perche' era la stessa dell'anno prima. Susanna glielo aveva scritto.
Il grasso padrone dello stabilimento gli porse la chiave sorridendo con tutta la sua dentiera.
Il professor Ardenzi la prese e con la chiave in mano e la giacca sul braccio scese le scalette che portavano alle cabine.
La 128 era grande, un "casotto", come lo chiamavano li', e per questo costava di piu',  ma ci si stava piu' comodi e lui e Susanna, con la loro attrezzatura da campeggio, mangiavano li' l'estate passata, per non andare in mezzo alla confusione del ristorante dell'albergo o, peggio, dello stabilimento.
Senti' l'ansito roco solo quando fu vicinissimo alla porta e stava per infilare la chiave nella serratura. Resto' un secondo, solo un secondo interdetto, poi, senza pensare, o pensando che venisse da cabine vicine, apri' la porta.
Stavano sulla sinistra del casotto, con i piedi verso la porta, distesi e avvinghiati sul materassino di gomma.
Lei lo guardo' con gli occhi un po' torbidi e stralunati, i capelli arruffati; l'uomo schizzo' su nudo come un verme: era giovane, molto giovane, bruno e con una virilita' insultante.
Lui li fissava come inebetito, gli occhi divenuti grandi, molto grandi: fissava lei scomposta e senza nulla addosso. Per una frazione di secondo penso' pazzamente di coprirla: la nudita' di lei era sua, solo sua, quell'altro uomo non doveva vederla; poi si ritrovo' fuori, sotto il sole divenuto ancora piu' cocente, piu' abbagliante. Passò, quasi barcollando, davanti al botteghino dove stava seduto il grasso padrone dello stabilimento; con lo stesso viso senza espressione passo' davanti al portiere dell'albergo; quello lo chiamo' e gli dette la chiave della camera.
E quando fu in camera si getto' sul letto, supino, lo sguardo fisso al soffitto. Si sentiva come un senso di pazzia nella mente, di pazzia e di irrealtà.
Quanto tempo passo' cosi'? I pensieri si affollavano nella sua mente confusa: sua moglie, Susanna, dolce Susanna, una sgualdrina.....da quanto tempo.... ora, pochi giorni... e il figlio, il figlio suo che raccoglieva le lordure degli altri... quel figlio che aveva sempre voluto, che era la prova che lui era un uomo....
Ma era un uomo? Era suo poi quel figlio?
Gemette posandosi una mano sugli occhi e poi sulla fronte.  I pensieri lo assillavano affollandosi: "Da quanto, da quanto?!!! L'anno scorso? No, non era possibile, era stata sempre vicino a lui... Lo aveva conosciuto pero'.....e poi quest'anno.....Ma era solo lui o altri.....?
Pensieri orribili, pensieri a cui non si poteva piu' mettere argine... Piu' nulla di sicuro per far da riferimento, da base, tutto crollato, tutto...
Tutto distrutto, la sua vita distrutta... Gli usci' un singhiozzo secco, ma i suoi occhi restavano senza lacrime.
Allora una collera, una collera terribile comincio' a bruciargli il petto e la gola, a inniettargli gli occhi di sangue, a fargli ronzare la testa di mille api. 

*****

Quando lei entro' era sera; aveva parlato con Marisa e aveva deciso di andarsene: lei l'avrebbe ospitata. Giancarlo se l'era squagliata come un codardo, quel vigliacco. Non aveva fatto altro che balbettare qualche frase di scusa ed era sparito lavandosene le mani come Pilato!

Ora doveva prendere la valigia ed andarsene, non voleva parlare, non aveva nulla da dire a sua discolpa, e suo marito le faceva pena, sapeva di essere una donna debole, che si era fatta trascinare dai sensi, solo dai sensi: Giancarlo era cosi' bello!
Non aveva nulla da dire a suo marito, ma lui avrebbe parlato e lei lo avrebbe ascoltato a testa bassa, umilmente, poi se ne sarebbe andata.
Poi chissà, in seguito lui l'avrebbe rivoluta, ora no, ora era troppo recente e bruciante l'offesa.
Apri' con la chiave che aveva e si fece avanti esitante. Lui era sul letto e giro' la testa verso di lei quando entro': che faccia aveva! Dio mio, sembrava un vecchio! Gli occhi rossi, senti' una pena pesante nel cuore.
"Vado via, - disse con voce bassa - sono venuta a prendere la valigia". E fece per avvicinarsi all'armadio: ma lui schizzo' su, il corpo agile di un felino in contrasto con la faccia distrutta di poco prima, e le si paro' dinnanzi. Era piccola rispetto a lui e rimase ferma un po' tremando con gli occhi bassi, come si era detta di fare. "Sgualdrina, - le soffio' sul viso lui con la voce  che era un ringhio - sporca, fetida sgualdrina!"
Lei allora alzo' gli occhi spaventata: non era Augusto questo, o no, non era quell'uomo tranquillo che lei conosceva.
Quando poso' gli occhi sul viso di lui senti' un gelo improvviso serpeggiarle nelle vene e comincio' a battere i denti e ad indietreggiare con gli occhi azzurri spalancati dal terrore. Lui avanzava quanto lei indietreggiava fissandola dall'alto con i suoi occhi divenuti terribili.

Quando fu contro la parete, al colmo del terrore, lei apri' la bocca per urlare, ma le mani di lui, grandi, dure, due morse d'acciaio, le chiudevano gia' la gola soffocando il suo grido. E strinse, strinse, strinse, fino ad irrigidire i muscoli delle braccia e i nervi del collo, fissando gli occhi di lei che lo fissavano azzurri,  sempre piu' grandi, in un'espressione di attonito stupore, finche' quegli occhi non ebbero una fissita' vitrea. Allora la lascio' ed ella scivolo' grottescamente lungo il muro e si affloscio' ai suoi piedi. 

martedì 1 novembre 2016

L'Italia ha il morale e la morale in briciole...

Da: Latina Oggi.it

Rissa furibonda tra prostitute per un posto in strada

Latina

La guerra per un posto a bordo strada è sfociata in rissa, ieri mattina, tra le prostitute africane che presidiano strada Rio Martino, una traversa della Pontina nella zona artigianale al confine tra i comuni di Latina e Sabaudia. La zuffa è stata tanto accesa da rendere necessario l’intervento dei carabinieri che hanno proceduto alla loro denuncia mentre una delle donne veniva trasportata in ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria Goretti per le cure e gli accertamenti del caso.
venerdì 14 agosto, in zona Vivaro, nel comune di Rocca Priora. A scendere in campo sono stati i carabinieri della stazione di Rocca Priora. Insieme a loro, in un'operazione congiunta, sono intervenuti anche i guardiaparco del Parco dei Castelli. Imilitari sono stati, infine, supportati anche dagli operai del comune di Rocca Prioriora. 
Per contrastare il fenomeno della prostituzione, infatti, le forze intervenute hanno prima smantellato e poi rimoso un capannino allestito all'interno del bosco. La località è Vivaro, nel comune di Rocca Priora. A seguito dell'intervento dei militari, i materiali smatellati che non è stato possibile recuperare sono stati portati in discarica.
Da: Il Mamilio  Martedì, 15 Dicembre 2015

Rocca Priora-Artena, i cittadini: ''Chi interviene contro la prostituzione?''

ROCCA PRIORA - Un gruppo di cittadini: ''Chiediamo interventi''
La strada che da Rocca Priora conduce verso Artena diventa materia di interesse per un gruppo di cittadini a causa di alcune prostitute che spesso - ci dicono - operano indisturbate e nel degrado senza che nessuno reprima il fenomeno. In realtà il problema è noto da anni, anche se in questi ultimi periodi pare si sia aggravato. ''Sostano ai bordi della strada in atteggiamenti persino provocatori - afferma un residente - e per una questione di decoro andrebbero presi provvedimenti. Io penso che queste zone possano essere valorizzate meglio. Certo è che se si cerca l'indotto turistico e poi si consentono certi spettacoli a ogni ora mi pare un pò improbabile che possano venire persone in quantità''. A tal proposito i cittadini fanno appello a due articoli del codice penale, il 726 (atti contrari alla pubblica decenza) e il 527 (atti osceni). Il fatto è stato rilevato anche dalla pagina Facebook del Movimento 5 stelle di Rocca Priora, ove si richiedono interventi al fine di tutelare la pubblica decenza e comunque la dignità delle zone in questione.
''Considero un fatto incredibile - conferma una cittadina - che certi spettacoli abbiano luogo da tempo in questo modo indecoroso. Ci stiamo incontrando con alcune persone per formare un Comitato che si batta non solo su questo tema, ma anche per altre questioni che ci interessano da vicino come le numerose discariche abusive o la poca sicurezza stradale. Abbiamo l'imbarazzo della scelta e questo la dice lunga su come le pubbliche amministrazioni siano intervenute su realtà che possono essere risolte con l'incontro tra cittadini ed istituzioni. A breve ci saranno delle novità: abbiamo intenzione di farci sentire''.








Purtroppo le novità non ci sono state, perché le prostitute, tutte di pelle nera sono sempre lì, di giorno, a bordo strada, con le mutande abbassate e il culo di fuori agitato in movimenti avanti e indietro. L'articolo de Il Mamilio è di dicembre 2015 e lamenta: 

''Chi interviene contro la prostituzione?''

 Eppure, come documenta Roma Today, i sempre benemeriti Carabinieri erano intervenuti in agosto 2015, a quanto pare inutilmente. Quanto dispendio di energie e di uomini! Quindi di soldi dei contribuenti! E' come togliere l'acqua con le mani, anzi, vista la materia sarebbe meglio scrivere il fango
I Carabinieri, la Polizia e le Forze dell'Ordine in genere, debbono avere gli strumenti normativi per poter agire e questi può fornirli solo la POLITICA!!!
E' da tempo che tratto anche questo tema, facente parte del degrado dell'Italia, su questo blog Rita Coltellese *** Scrivere: Ripuliture parziali
Rita Coltellese *** Scrivere: Prostituzione consentita in strada
Rita Coltellese *** Scrivere: Prostituzione in strada e Omicidio Stradale: Leggi che i cittadini aspettano da anni!
Per l'Omicidio Stradale la legge è stata fatta, per la prostituzione in strada ancora no.
Rita Coltellese *** Scrivere: Tasse, ludopatia, prostituzione
Rita Coltellese *** Scrivere: Prostituzione
Rita Coltellese *** Scrivere: Rivedere la Legge Merlin
Rita Coltellese *** Scrivere: Legge Merlin superata dai fatti

Se la prostituzione è legale in questo Paese, gli atti osceni in luogo pubblico sono stati depenalizzati dal Governo Renzi insieme ad oltre 100 reati. La scelta, a mio avviso dissennata, sembra sia stata fatta perché l'UE ci impone di tenere bene i carcerati: minimo 8 mq. per uno a disposizione. Dopo che qualche delinquente ha fatto causa allo Stato per non aver avuto a disposizione tale metratura in carcere, ed è stato risarcito con i soldi degli onesti contribuenti, l'UE ha pensato bene di sanzionarci. Altri soldi dei contribuenti per pagare la multa all'UE.
Il Ministro della Giustizia, di concerto con il Presidente del Consiglio, ha trovato questa soluzione: certi reati non lo sono più! Così svuotiamo le carceri, sovraffollate anche per la presenza massiccia di delinquenti romeni, albanesi, e africani di ogni etnia e Paese.
Siamo diventati la latrina del Mediterraneo e chi ne paga il fio sono gli Italiani onesti a cui è chiesto solo di pagare, pagare, pagare! 
I talenti fuggono e quelli che rimangono vengono umiliati dalla corruzione che li blocca e li deprime, invece di valorizzarli.
E' inutile che la RAI che dovrebbe "essere nostra" continui a dire menzogne per conto del regime: la realtà è questa che ho sintetizzato e la gente la vive ogni giorno, potendo portare ciascuno il proprio esempio di cui è a conoscenza.
Un governo, questo e i precedenti, che non fa le Leggi per noi. Per la prostituzione la soluzione c'è: non è reato? Bene, ma che sia reato esercitarla sulla pubblica via.
Per ora, però, la situazione è questa:
Da: LeggiOggi.it settembre 2016









Commettere atti osceni in luogo pubblico non è più reato
nemmeno se l’accusato si masturba in strada mentre passano studentesse universitarie. Ad affermarlo la terza sezione penale della Corte di Cassazione con la sentenza numero  36867 del 6 settembre 2016, con la quale ha annullato la condanna penale, inflitta in appello, nei confronti di un 70enne di Catania.

lunedì 31 ottobre 2016

Roma Capitale - Gabinetto del Sindaco - 30 ottobre 2016 - n. prot. RA/70888

Chi mi legge sa che ho votato M5S alle politiche, ma sa anche che non ho mai portato il cervello all'ammasso e dunque non ho abbracciato una fede acritica. Le cose storte, assurde, sbagliate, se non peggio, vanno denunciate, con civiltà, ma vanno messe in evidenza all'attenzione e alla riflessione di tutti.
Virginia Raggi mi piaceva, l'ho sostenuta nel mio piccolo parlandone bene... Ho sottolineato le critiche sciocche e pretestuose e non ho commentato i suoi inciampi nel mettere insieme faticosamente la sua Giunta.
Ma ora con questa ordinanza ella non è stata ben consigliata da chi di Scuola se ne intende.
Non ha valutato, non conoscendo a fondo la materia, i risvolti legali di quanto ha scritto. 
Ella è un avvocato, ma non basta, bisogna intendersi di ogni aspetto della Legge e dei Regolamenti Amministrativi e nessun avvocato può conoscere tutto.
Questa Ordinanza impone agli sfortunati Dirigenti Scolastici, che operano nel Comune di cui lei è Prima Cittadina, cose che essi non possono fare, perché non rientra nelle loro mansioni e competenze e perché, proprio per questo, l'affidare a loro un compito che non è nelle loro competenze potrebbe sicuramente metterli a rischio di denunce penali.
Scrivo sfortunati perché altri Comuni non si sono sognati di chiedere ai Dirigenti Scolastici un compito che non appartiene loro: né per professione, né per competenze, inviando, come la Legge prescrive, i propri tecnici dei preposti Uffici Tecnici.
I Presidi, oggi Dirigenti Scolastici, NON sono geometri, non sono ingegneri (e se lo sono insegnano una materia tecnica ma non esercitano la professione tecnicamente), non sono architetti (e se lo sono insegnano una materia tecnica ma non esercitano la professione tecnicamente), per questa esigenza lo Stato ha assunto presso gli Enti Locali dei Tecnici preposti e PAGATI per effettuare le perizie che competono ai Comuni e, per alcune Scuole, alle Province (ove ancora esistenti..).
Dunque Virginia, lei è stata tratta in inganno da chi o non sa o fa finta di non capire e, in primis, l'Ufficio Scolastico Regionale del Lazio che, insieme al MIUR, dove dorme una donna superficiale buona solo a mostrarci il suo brutto sorriso, non fa che scaricare sui Dirigenti Scolastici ogni grana, ogni bega, in ottemperanza all'andazzo corrente, che tanti guasti ha fatto e fa, dello scarica barile.
Tanto poi ci pensano i magistrati.
Un esempio dell'irresponsabilità e dello scarica barile lo abbiamo sotto gli occhi in questi giorni: dopo che ci è scappato il morto naturalmente! Vale per il cavalcavia e vale per tutto.
Per la Scuola basti ricordare il povero Preside del Convitto de L'Aquila Rita Coltellese *** Scrivere: Scuola: sempre più nell'assurdo
Rita Coltellese *** Scrivere: Preside "sceriffo" o galeotto per forza?  assurdamente condannato al carcere e all''interdizione dai Pubblici Uffici dopo il crollo del Convitto e la morte di alcuni convittori.
Non è fra i compiti e le competenze di un Preside capire se una crepa può essere pericolosa o no, riconoscerla e segnalarla a chi poi verrà con calma a verificare la segnalazione!
Vado sul pratico, cara Sindaca, se ad un Dirigente Scolastico sfugge una crepa del soffitto e non la segnala, a chi ha le competenze per vederla e provvedere, e poi questo soffitto crolla sulla testa di uno studente (eventualità molto realistica e già più volte accaduta) il tecnico del comune o della provincia (?) scaricherà sul Preside la mancata segnalazione: "Non c'era nella scheda compilata dalla Scuola, io dunque non l'ho verificata, non è colpa mia!"
Sindaco! Guardi che l'hanno usata quelli del MIUR e dell'USR Lazio! Sono i tecnici dei suoi Municipi che debbono compilare quella lista e sono loro che debbono firmarla!

Rifletta, da avvocato, se quello che ha scritto lo poteva scrivere!
Rifletta sull'assurdo amministrativo operato dall'USR Lazio che ha avallato (nell'ottica dell'ILLEGALE SCARICA BARILE) quanto da lei scritto pubblicandolo sul proprio sito!  


Spero che la sua intelligenza insieme alla sua professione di avvocato le siano di ispirazione, insieme alla riflessione sull'immagine di un Dirigente Scolastico che "verifica se il comignolo ha una lesione" arrampicandosi sui tetti!!!

domenica 30 ottobre 2016

Per saperne di più sui terremoti

Il Blog INGVterremoti è un canale di comunicazione dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) nato nel maggio 2012 per diffondere le informazioni sull’attività sismica in corso, soprattutto in occasione di forti terremoti, sequenze sismiche e maremoti e sui risultati degli studi e ricerche dell’INGV.
Sul blog vengono pubblicati articoli sulla sismicità in Italia e nel mondo, in particolare in occasione di terremoti di magnitudo M>= 4.0 avvenuti sul territorio nazionale. Inoltre sono presenti articoli di approfondimento e aggiornamenti durante le maggiori sequenze sismiche. Alcuni articoli sono organizzati all’interno di vere e proprie rubriche periodiche e tematiche, come I terremoti nella STORIAItalia Sismica, ecc.
Comitato Scientifico e CoordinamentoMaurizio Pignone, Concetta Nostro, Alessandro Amato, Carlo Meletti, Daniela Pantosti (Direttore Struttura Terremoti).
Redazione Scientifica: Alessandro Amato, Raffaele Azzaro, Filippo Bernardini, Andrea Bizzarri, Pierfrancesco Burrato, Romano Camassi, Massimo Crescimbene, Luca D’Auria, Valerio De Rubeis, Germana Gaudiosi, Stefano Gori, Luigi Improta, Federica La Longa, Stefano Lorito, Lucia Margheriti, Franco Mele, Carlo Meletti, Rosa Nappi, Concetta Nostro, Vera Pessina, Maurizio Pignone, Claudia Piromallo, Fabrizio Romano, Paola Vannoli .
Blog Administrator: Maurizio Pignone
Oltre al blog la piattaforma INGVterremoti mette a disposizione di tutti le informazioni relative alla sismicità in atto in Italia attraverso altri canali di comunicazione e social: Twitter, Facebook, YouTube e l’App per iPhone.

Da: National Geographic Italia

Se l'Europa sprofonda sotto l'Africa

Secondo un recente studio, sotto il Mediterraneo si sta formando una nuova zona di subduzione che potrebbe far aumentare il rischio sismico anche in Italia

di Richard A. Lovett
tsunami,terremoti,geologia,mediterraneoUn'immagine satellitare del Mediterraneo, con Gibilterra in primo piano. Sotto il Mare nostrum passa la linea di confine tra la placca tettonica africana e quella eurasiatica. (Fotografia per gentile concessione NASA)
La placca tettonica europea potrebbe aver cominciato a scorrere sotto quella africana: secondo uno studio recente, la nuova zona di subduzione potrebbe determinare un maggior rischio di terremoti nel Mediterraneo occidentale, e naturalmente anche nel nostro paese. 

sabato 29 ottobre 2016

L'Italia che crolla e che non cambia





Da Nord a... Sud




L'Italia incredibile... incredibile... ma purtroppo vera!!!
Non bastano i terremoti, calamità naturali...
L'irresponsabilità, lo scarica barile, nessuno paga mai... 
Ma cosa andiamo a votare il 4 dicembre 2016?
Davvero cambierebbe in meglio questo schifo?
La gente, politici, burocrati, responsabili dal più in alto all'ultimo dipendente pubblico diventerebbero migliori?
Se non si cambia nel senso del fare il proprio dovere dal primo all'ultimo, se non si fa pagare chi sbaglia... non serve a nulla cambiare solo quello che pare alla Boschi, che ha steso la Riforma della Costituzione.
Poi... senza offesa, ma si può accettare un cambiamento della Costituzione steso dalla figlia di uno che era nel Consiglio di Amministrazione di una Banca che ha ingoiato i risparmi di gente che ha avuto l'unica colpa di fidarsi dei consigli degli impiegati (imbeccati da chi comandava)?
Uno che dopo che è scoppiato lo scandalo è venuto a Roma, scrivono i giornali, ad incontrarsi con Carboni?
Sì, Carboni, quello dell'affare Calvi, Banco Ambrosiano ecc. ecc. ecc....
Sono desolata. Ma non vedo quel cambiamento nel quale avevo tanto sperato grazie a questo giovane deciso: Renzi.
Mi torna in mente quello che mi diceva l'amante di un grosso avvocato urbanista, sposato, ricco e dentro il sistema, mentre si era nel pieno delle inchieste di Mani pulite: "Tutto sta continuando come prima." Erano le confidenze che riceveva da costui ed io, Alice nel Paese delle Meraviglie, me ne stupivo. I giornali erano pieni del magistrato Antonio Di Pietro che pareva stesse facendo l'ira d'iddio!!  
Mi torna in mente perché vedo che grossi Consorzi di Cooperative dell'area PD romana continuano a detenere quote di denaro, frutto di risparmi, di povera gente che spera in una casa economica in periferia, senza costruire, rinviando e rinviando perché burocrati comunali fermano le pratiche: sotto Marino, sotto Tronca ed ora sotto Raggi... Tutto continua come prima... 
Mi torna in mente perché Renzi si agita, parla, ma Zingaretti con cui va d'accordo gestisce la Sanità in modo quanto mai strano: taglia per risparmiare chiudendo reparti ospedalieri ma continuando a pagare stipendi a personale altamente specializzato senza utilizzarlo, con rischio di danneggiarlo deprofessionalizzandolo, praticamente come se gli tenesse le mani ferme... Però acconsente a che si bandiscano nuovi concorsi, per far entrare altra gente da pagare... Renzi lo sa? Lo sa cosa continua ad accadere? Sa che i talenti che non se ne sono andati all'estero continuano a stare sotto il tacco di professori universitari che accettano solo gli schiavi?
Nulla cambia: la palude è ancora qui.
Mi cadono le braccia e alla fine credo che non andrò neppure più a votare: né si, né no... Tanto l'Italia è persa comunque e non si raddrizzerà mai più...

giovedì 27 ottobre 2016

Invasione, immigrazione, negazione

Da: Il Fatto Quotidiano

Caso Gorino – Prefetto: “Vergogna, vadano in Ungheria”. Renzi: “Difficile da giudicare, popolazione stanca”

Commenti dei lettori: 2698 alle h. 10:00 del 27 ottobre 2016


Comunicare, scambiare opinioni e idee è una scelta, come lo è chiudersi in posizione difensiva opponendo sé stessi contro il resto del mondo.
"Mente captus" è il prodromo linguistico di mentecatto, mente chiusa. Chiusa alla realtà, in vari stadi patologici: dal distacco totale, alla negazione, infine alla rimozione.
Porto l'esempio di questo articolo che mette in evidenza il tema dell'invasione, pacifica, dei popoli africani vissuta male dagli Italiani, gestita malissimo dalla politica.
Il numero elevato di commenti dà conto di quanto questo problema sia sentito dagli Italiani.
Comincio a notare che la maggioranza dei commenti è contro il mantenimento di questa massa inarrestabile di popoli provenienti dall'Africa, ma anche dal Pakistan e dall'Afghanistan, con grande prevalenza di Paesi africani però. 
I siriani, popolo massacrato dall'indegno Assad e dai necrofili del Daesh e dai vari gruppi ribelli, sono un discorso a parte, gli Italiani li accolgono umanamente e non si sottraggono alla necessità dell'accoglienza, mentre è evidente che il resto arriva approfittando del dramma siriano, con la complicità evidente del nostro Governo, che ha permesso fino a poco tempo fa di mostrare nei telegiornali barconi pieni di gente nerissima con il commento audio che trattavasi di profughi siriani!!!  
Ora, in base ai commenti sotto questo articolo de  Il Fatto Quotidiano, indubbiamente noto un cambiamento rispetto a qualche tempo fa: la gente ha abbandonato la superficiale demagogia dell'accoglienza indiscriminata, per una lucida coscienza della realtà e del disastro verso il quale la scelta governativa, su quella che si ostina a chiamare immigrazione, ci conduce.
Restano numericamente pochi commenti a favore e intrisi di parole come "umanità", "vergogna" verso chi si oppone all'ennesimo arrivo di gente da mantenere, fino all'insulto, sempre vigliaccamente al riparo di nickname.
Riporto qui sotto la breve conversazione con uno di costoro con il quale, nonostante l'ostinata negazione di fatti da me portati ad esempio, ho tentato un dialogo, scoprendo però che spesso la comunicazione con certi soggetti è un'utopia. Essi non vogliono comunicare, bensì emettere ostinatamente quello che hanno in mente, senza apertura all'ingresso di altre idee od opinioni, arrivando a negare addirittura la veridicità di fatti personali esposti come esempio concreto di vita vissuta.
Ovviamente molti mi dicono: "Perché lo fai?" "Perché cerchi di dialogare con gente sconosciuta, spesso villana, a volte con palesi incapacità logiche che fanno pensare a intelligenze povere..?" Ebbene, questo fa parte della mia formazione, aperta all'accoglienza anche di chi dimostra di non avere la mia stessa cultura e capacità intellettiva.. Non si può dialogare sempre fra pari.. Anche se qualcuno dice che "il dialogo ha senso solo fra pari..". 
Questo soggetto, che qui sotto riporto come esempio, nega l'esistenza dell'emigrazione italiana in gran parte accolta nei Paesi dove emigrava solo per bisogno di braccia, regolarmente richieste tramite le nostre Ambasciate, quindi con un contratto di ingaggio di lavoro già in tasca.
La patologia della negazioneben nota in psicoanalisi, fa arrivare il soggetto fino a mettere in dubbio ogni cosa l'interlocutore dica, tacciandolo financo di mendacità, senza logica alcuna, rendendo ogni scambio impossibile, il soggetto deve avere sempre l'ultima parola, deve essere egli a chiudere il discorso, sempre e comunque, altrimenti ne riporterebbe una frustrazione insopportabile.
Nonostante questi fallaci incontri, parlare anche attraverso un forum può servire a misurare lo stato dell'arte e lo stato di quanto sta avvenendo in Italia invasa dall'Africa... Non bastando lo zoccolo africano che preme la piattaforma europea... Mi si perdoni l'accostamento simbolicamente ironico: i terremoti provocati dall'Africa, che spinge per via della tettonica a zolle, sono sufficienti a creare danni e sconguassi perché non sia il caso di aggiungerne altri imbarcandoci anche la marea umana che l'Africa produce.


Ed ecco l'esempio dinegazione

Si certo ...in contratto di lavoro in mano, scritto in una lingua che nemmeno conoscevano...come no!
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Rita Coltellese  alex1  un giorno fa
Ma perché prima di scrivere non si informa? Legga almeno I commenti degli altri. Sopra ho riportato l'esperienza di mio nonno negli USA e ne ho molte altre viste da vicinissimo: ragazzi della mia età emigrati in Belgio, Canada ... TUTTI CON CONTRATTO. Erano ragazzi di paese, della zona dove ora c'è stato il terremoto.
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Si e gli mandavano il contratto dagli Usa con pec certificata...ma per favore...







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    Non ho scritto castronerie ma la mia esperienza vissuta, prima con mio nonno, di cui conservo una lettera dagli USA che ho addirittura incorniciato, datata 1910, poi con gente della mia età nata nel comune di Accumoli, luogo di provenienza dei miei genitori. Cosa il suo cervello costruisca chiamando ciò che scrivo amenità proprio non lo so e le assicuro che a me "non scoccia" proprio nulla di quello che riguarda una persona che non ha neppure un nome.
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    Quindi tuo nonno nel 1910 era andato in America con visto temporaneo, e, perfettamente istruito nell'inglese parlato e scritto da qualche istituto del reatino, ottenuto una interview con qualche company ha firmato un contratto di lavoro. Tornato in Italia e prese le sue cose si avviava via nave, per la seconda volta verso gli Usa? Vuole veramente dire questo? E pensa che anche se, ammesso questo sia vero, veramente milioni di italiani che parlavano a mala pena la propria lingua avessero un contratto in tasca prima di imbarcarsi? Magari pure in inglese?
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    No, guardi, mi sono inventata tutto per fare dispetto a lei...
    Capisco che lei è su un piano diverso dal mio che, mi 
    dispiace, non ci consente di conversare oltre.
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    • Sono davvero spiacente per lei che non riesce neppure ad afferrare 
    • l'ironia...
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