martedì 15 novembre 2016

Parco Nazionale del Circeo sotto attacco

Piero Vigorelli: da Wikipedia
Vicino alle posizioni politiche di Silvio Berlusconi, nell'aprile 2012 si è candidato sindaco per le elezioni amministrative del comune di Ponza, dove risulta eletto con il 36.80% delle preferenze (essendo un comune con meno di 15.000 abitanti, non è previsto il turno di ballottaggio).


La "querelle" iniziata dal Sindaco di Ponza continua e finalmente Gaetano Benedetto, Presidente del Parco, gli ha risposto. Su H24Notizie.com infatti si legge:
L’indecente strumentalità dell’azione del dott. Vigorelli è chiara ed evidente. La si deduce dai fatti: non attiva gli strumenti a sua disposizione per risolvere i problemi che pone, ma è solo interessato ad aizzare malumori utilizzando la comunicazione social e i contatti politici di una vita professionale. Vuole che Zannone esca dal Parco del Circeo, ci provi, si accomodi pure. Sbraita ovunque ma non ha fatto un atto coerente in merito. Chiacchiere e propaganda. Denuncia alla stampa la presenza di rifiuti senza prima  o dopo né segnalare al Comune o all’Ente Parco, di cui fa parte,  dove questi impedendo così alcun intervento puntuale. Alla faccia delle competenze: un Sindaco che non sa che le competenze sui rifiuti sono del Sindaco e dei Comuni." 

Infatti che l'attacco sia strumentale ad ottenere, con la scusa dell'abbandono dei rifiuti e la mancata rimozione di essi, il distacco dell'Isola di Zannone dai confini del Parco, è palese.
Mi sono chiesta di quale schieramento politico fosse Vigorelli e, guarda caso, è berlusconiano!!!
E berlusconiana è la sua idea dell'ambiente che deve soggiacere agli affari!
Giustamente Benedetto si stupisce dell'incompetenza istituzionale del Sindaco di Ponza: “insiste nel suo attacco frontale al Parco e al Corpo Forestale dello Stato, parlando di rifiuti che (come ormai da tutti ribadito anche ufficialmente al sindaco Vigorelli) prioritariamente riguardano competenze afferenti ai Comuni in base all’art. 192, del d.lgs. 52/2006”.

Come ho già scritto Rita Coltellese *** Scrivere: La destra contro il Parco del Circeo creato da Mussolini! avevo visto alcuni anni fa immondizia annosa all'inizio del sentiero che da Torre Paola porta sopra il Monte Circeo e ne ero rimasta orripilata. Durante una riunione del Circolo Larus di Legambiente Sabaudia ne avevo chiesto ragione a Stefano Raimondi il quale mi aveva detto che la competenza della rimozione dei rifiuti abbandonati è dei Comuni, nel caso specifico di quel tratto era del Comune di S.Felice Circeo.
Dunque il Parco e la Forestale debbono segnalare la presenza dello schifo e i Comuni debbono ripulire e hanno gli strumenti anche per multare chi compie questi delitti ambientali. 
Rita Coltellese *** Scrivere: I Comuni puliscano i rifiuti abbandonati e multino gli incivili



Sindacati sciocchi e sindacati intelligenti

Da: AGENPARL

Rocco Schiavone, Silp Cgil: politici pensino a poliziotti veri, non ad attori

Roma, 15 nov 2016 – “I politici di centrodestra che invocano censure, nello stile di un passato che vorremmo tutti dimenticare, verso fiction che raccontano, con ovvia libertà narrativa e anche con evidente fantasia, il mondo dei lavoratori in divisa, farebbero bene a preoccuparsi delle condizioni reali in cui versano oggi i poliziotti, visto che i governi da loro sostenuti hanno massacrato il comparto sicurezza con tagli di oltre 6 miliardi, con il blocco degli stipendi e, soprattutto, con un turn-over al 20 per cento che ha ridotto all’osso l’operatività complessiva aumentando i carichi di lavoro del personale in divisa”.
Lo afferma Daniele Tissone, segretario generale del sindacato di polizia Silp Cgil.
“Come ha ricordato più volte in questi giorni anche il prefetto Gabrielli – prosegue Tissone -, il tema degli organici è datato ed e’ frutto di una miope politica che ha bloccato l’assunzione di nuovi agenti rispetto alla quale, ora, si sta cercando di recuperare. I vari Gasparri, Giovanardi e altri si preoccupano, adesso, di una fiction nella quale un ‘poliziotto attore rappresenterebbe un modello sbagliato di poliziotto’ e dimenticano le proprie responsabilità politiche che hanno portato alla grave debilitazione, oggi in atto, del mondo reale degli addetti alla sicurezza”.
“Noi non abbiamo mai fatto sconti- conclude il segretario del Silp Cgil- nè ai politici che hanno governato in passato e nè a quelli che governano oggi. Proprio per questo, pur riconoscendo che alcuni passi avanti sono stati fatti, chiediamo all’esecutivo Renzi di dare concretezza, nel testo definitivo della legge di stabilità, agli impegni presi e più volte ribaditi in materia di contratto, riordino e assunzioni. Temi sui quali, dopo 7 anni di blocco contrattuale che stanno per diventare 8, occorre dare sin dal prossimo primo gennaio risposte vere alle donne e agli uomini delle forze dell’ordine auspicando, quindi, un interesse reale al lavoro quotidiano del nostro personale evitando, così, di entrare nel merito di rappresentazioni della realtà che lasciamo alla fantasia dei tanti autori che hanno preso lo spunto dal nostro delicato lavoro”.
Ecco un Sindacato che dice quello che ho pensato io quando ho letto che, oltre ai tre politici di cui ho scritto in un post precedente, anche due Sindacati di Polizia si erano detti indignati per il personaggio interpretato da Giallini.
Gianni Tonelli, Segretario Generale del Sindacato di Polizia SAP si è detto indignato perché così "non si valorizzano la Forze dell'Ordine"; Maccari, Segretario Generale del Sindacato indipendente CO.I.S.P., ha criticato la scelta attuata per fare ascolti...
Viva la faccia del Silp CGIL che riporta tutto sulla realtà e non sulle sciocchezze!
Ben altri sono i problemi di chi ci garantisce l'ordine senza riuscirci fino in fondo grazie alle scelte dei Politici! 

Ma "nun cianno artro da fa'?"

Da: BLOG TIVVU' di   

Rocco Schiavone rischia la chiusura? Marco Giallini commenta la richiesta di Gasparri e degli altri senatori

Domani sera andrà in onda un nuovo appassionante appuntamento con la serie di RaiDue, Rocco Schiavone, interpretata da Marco Giallini nel ruolo del protagonista. Negli ultimi giorni, appena dopo la messa in onda dei primi due episodi i quali hanno ottenuto un buon risultato in termini di ascolti, si è scatenato un vero e proprio polverone che ha coinvolto addirittura il mondo della politica e ha portato ieri all’intervento dell’attore Marco Giallini, in diretta su Virgin Radio, ospite del programma condotto da Ringo, “Revolver”. Ecco cosa è successo e quali sono state le dichiarazioni del protagonista di Rocco Schiavone.

Azione, suspense ma anche un sano cinismo sono gli ingredienti salienti della nuova serie di RaiDue, Rocco Schiavone. Eppure, a qualcuno la serie con Marco Giallini ha fatto storcere il naso e non solo. I senatori GasparriGiovanardi e Quagliariello non hanno gradito molto il linguaggio “colorito” usato dal protagonista e in particolare il messaggio a loro detta sbagliato veicolato in prima visione tv.
Marco Giallini con due giovani attori che recitano nella serie "Rocco Schiavone"

In Rocco Schiavone, infatti, il vicequestore romano fuma canne. Preoccupati per l’impatto che tale attitudine potrebbe avere sui giovani che guardano la serie di RaiDue, i tre senatori hanno presentato addirittura un’interpellanza al Governo per far chiudere la fiction dopo appena due puntate. Nella giornata di ieri, Marco Giallini ha detto la sua ai microfoni di Virgin Radio, ospite del suo amico Ringo.

“Rocco Schiavone sta andando molto bene, sono molto contento. C’è stato qualche problemino. Sai, anche fare delle fiction dove di 100 poliziotti in una caserma non fuma nessuno, sembrerebbe un po’ assurdo. Mi spiace solo che con una fiction che io ritengo di un certo spessore, dove ci abbiamo messo veramente il cuore, si parli solo di questo che fuma. Mi sembra riduttivo, però facciano quello che vogliono”, ha dichiarato Giallini.
Ma "nun cianno artro da fa'?" Traduzione dal romanesco:  "Non hanno altro da fare?"
Dire ridicolo è dire poco: ora un poliziotto che si fa le canne secondo questi tre sarebbe un cattivo esempio per i giovani?
Magari i giovani avessero come simbolo la Polizia. Purtroppo hanno come eroi altri simboli. Quindi il timore censorio di questi tre è assurdo e voler sospendere una delle poche serie TV della RAI benfatta è allucinante.
Con quello che si vede in TV questi si scandalizzano per il poliziotto che fuma marijuana e dicono che è diseducativo!!!
Nel feuilleton "I Medici" si è visto l'attore americano, che fa Cosimo, "montare" la bella ex-Miss italiana Leone con movimenti degni di un pornofilm, in un'altra scena si è visto l'attore che fa Donatello a letto con un giovane in un amplesso omosessuale!!
E questo non è diseducativo?
Forse perché ormai quando usciamo in giro siamo costretti a vedere culi neri nudi al margine della pubblica via? Allora è normale vedere scene di letto in TV?
Né io né nessuno della mia famiglia si è mai fatto le canne, a noi piace essere belli lucidi, né la pensiamo in questo come il magistrato Cantone, ma trovo di una ipocrisia siderale questa uscita di questi tre!!!
Il senatore Giovanardi

Maurizio Gasparri

Il senatore Quagliariello 

lunedì 14 novembre 2016

Gianna Del Gaudio un vero giallo

Da: Il GIORNO di GABRIELE MORONI e FRANCESCO DONADONI
Seriate, 12 novembre 2016
Negativi i confronti dei dna per il giallo della professoressa Gianna Del Gaudio, 63 anni, l’insegnante di lettere in pensione sgozzata nella sua casa di Seriate la sera del 26 agosto. Nulla di ufficiale per il momento: le analisi devono essere ancora ultimate e gli esiti definitivi degli esami del Ris di Parma devono essere ancora depositati in Procura a Bergamo. Ma da quello che è emerso finora il dna trovato sui guanti che sarebbero stati utilizzati dal killer rimane sconosciuto. Ha dato infatti esito negativo la comparazione fra il dna trovato sui guanti, riposti nello stesso sacchetto che conteneva l’arma del delitto, e i dna ricavati dai campioni di saliva di oltre una settantina di persone per varie ragioni in rapporti con la famiglia della vittima: parenti, amici, vicini, negozianti e baristi della zona, il distributore dei sacchetti delle mozzarelle che si presentava ogni venerdì, l’autore del ritrovamento, oltre a quelli prelevati a carabinieri, operatori del 118, addetti alle pompe funebri, a quanti, quella sera di fine agosto intervennero nella villetta di piazza Madonna della Neve. Come per Yara Gambirasio ancora una volta la soluzione di un “giallo” bergamasco è affidata alle indagini genetiche.
Per ora il mistero rimane fitto. Si è subito accertato che il dna sui guanti non appartiene né ad Antonio Tizzani, marito di Gianna e unico indagato, né ai figli Paolo e Mario. L’uomo che ha lasciato sui guanti la sua traccia biologica rimane un “ignoto”. Il ritrovamento avviene il 6 ottobre, nella siepe di un condominio, a circa 600 metri dall’abitazione dei Tizzani, fra via Monte Cornagera e via Presanella. Uno dei residenti trova il sacchetto delle mozzarelle. All’interno c’è il cutter che ha sgozzato la professoressa, con abbondanti tracce ematiche della vittima. C’è anche un paio di guanti in lattice, sporchi del sangue di Gianna Del Gaudio. Sui guanti viene scoperta una traccia “mista”: il sangue della donna a cui è sovrapposto un dna maschile che non riconduce al marito e ai figli. E’ di uno sconosciuto. Scatta la ricerca, che per lo modalità e e finalità dell’indagine ricorda quella, ben più imponente, messa in campo per dare un nome a “Ignoto “, l’uomo che aveva lasciato il suo Dna sugli indumenti di Yara Gambirasio. Gli esami escludono ora che a imprimere questa traccia possa essere stato un uomo in qualche modo in relazione con i Tizzani. Un esito negativo che non fa altro che infittire il mistero di Seriate.

Fra i troppi delitti che hanno come vittime le donne, questo della Prof.ssa Gianna Del Gaudio ha colpito l'opinione pubblica in modo particolare, per la tranquillità e normalità della vita della persona, per l'efferatezza dell'omicidio, per il luogo e la presenza a pochi passi da lei del marito.
I filoni seguiti principalmente sono due: uno il ladro sconosciuto che il marito ha detto di aver visto e l'altro lui stesso.
Gli inquirenti dicono che le telecamere, situate lì vicino, che avrebbero dovuto registrare la fuga di un ladro, non hanno visto nulla.
Ma non hanno visto neppure il marito che usciva sul retro per andare a disfarsi dell'arma del delitto. 
L'arma però appare per caso in una siepe, mentre qualcuno la potava, più di un mese dopo.
C'è l'arma che ha inequivocabilmente tagliato la gola alla povera signora, i suoi capelli, il suo sangue, ma non il DNA del marito sospettato, né dei due figli: nei guanti che sono dentro la busta, riconosciuta come quella consegnata quel venerdì a Gianna con le mozzarelle, c'è un DNA sconosciuto. 
Sospettando che la busta fosse stata messa lì in un tempo successivo dall'assassino per depistare, quindi dal marito, gli inquirenti hanno pensato che quei guanti fossero stati prelevati dall'assassino nella casa: guanti lasciati da chi in quella casa è dovuto intervenire (se fosse trattasi di prassi errata, in quanto favorirebbe errori nell'inchiesta; tutto quel che si usa andrebbe conteggiato all'inizio e alla fine dei sopralluoghi), per questo sono stati fatti i prelievi di DNA a tutti. Sembrerebbe che invece il DNA dei guanti non appartenga a nessuno di quelli che a vario titolo sono entrati in quella casa. Neppure al commesso che ha portato le mozzarelle (guanti usati per igiene alimentare). Ma nemmeno ad altri elementi del circondario, a cui è stato prelevato per scrupolo, compresi parenti e conoscenti. Tutti di sesso maschile, perché è di un XY il DNA.
Si tornerebbe dunque a dare credito a quanto afferma il marito: il ladro.
Ma in questa ipotesi ci sono varie stranezze.
Il marito ha detto di aver visto solo le mani del ladro, per il resto semincappucciato da una felpa con cappuccio: mani scure.
Dunque non indossava guanti.
Li ha messi dopo? Perché mai e in quanto tempo? Quando il marito dice di averlo visto già aveva tagliato la gola alla povera donna. Poi è subito fuggito via.
Quando e perché ha preso il sacchetto per metterci dentro l'arma intrisa del sangue e dei capelli della vittima per portarli via con sé e gettarli nella siepe?
Tempo ne ha avuto pochissimo, visto che il marito era rientrato e prima era a pochi passi dalla cucina.
E come mai, da quanto scrivono i giornali, sull'arma non c'erano sue impronte, né quelle di nessuno e il suo DNA era solo nei guanti?
Il marito può essersi sbagliato per la sorpresa e per il breve tempo che l'ha visto e invece indossava i guanti? Come mai sull'arma, che non è stata lavata, perché c'era ancora il sangue della povera vittima, non c'erano sue impronte? Forse allora davvero indossava i guanti quando le ha tagliato la gola e non ha lasciato DNA che solo all'interno di essi. Anche sulla busta non c'era DNA di chi l'ha chiusa. Le intemperie di oltre un mese non possono aver cancellato tutto: Yara è rimasta alle intemperie per tre mesi!
L'unica stranezza è che nessuna telecamera l'ha visto fuggire e di sicuro avranno studiato tutti i percorsi possibili che può aver preso nella fuga, per arrivare alla conclusione che per forza doveva passare sotto l'occhio di una di esse.
Fondamentale sarà la testimonianza del figlio Mario e della sua compagna sugli abiti indossati dal marito di Gianna durante la cena e dopo, quando sono tornati precipitosamente chiamati dal padre di Mario. Se hanno testimoniato che erano gli stessi difficilmente si può dire che sia lui l'assassino. Più plausibile l'ipotesi del ladro che aveva i guanti che il marito non ha visto, giacché ci sono guanti trasparenti tanto da far vedere il colore della pelle sottostante.
Nella seconda ipotesi, e cioè che sia stato il marito, gli inquirenti avranno sicuramente accertato, anche attraverso la testimonianza dei figli, se egli possedeva un attrezzo come quello rinvenuto nel sacchetto, un "cutter" di solito in uso agli elettricisti ma che si può usare anche per lavori fai-da-te in casa. Ma anche qui ci sono delle stranezze: sul cutter non ci sono impronte, dunque chi l'ha usato o le ha pulite o aveva i guanti. Ma come ha fatto a pulire le proprie impronte senza lavarlo, visto che il sangue e i capelli di Gianna ancora c'erano? E se ha usato i guanti allora è un uxoricidio premeditato, e non avrebbe senso quanto emerso dalle testimonianze che parlano di una lite intorno all'ora del delitto.
Quando poi il marito avrebbe portato il sacchetto nella siepe? E dove l'aveva occultato fino a quel momento visto che la casa è stata perquisita? Infine, dove ha preso i guanti con un DNA sconosciuto?
Se li è procurati raccogliendoli chissà dove? Saremmo davanti ad una vera mente criminale, come quella di Parolisi che, per depistare le indagini si procurò una siringa usata gettata chissà dove e andò ad infiggerla dentro la carne morta di sua moglie.  
Guanti di lattice trasparente

Effetto su una mano scura    

Né SI né NO: non voto

Rita Coltellese *** Scrivere: Referendum: le mie ragioni del SI e le mie ragioni del NO

Riporto sopra il link del post che ho scritto non molto tempo fa in cui analizzavo le ragioni del SI e quelle del NO dal mio punto di vista, arrivando alla conclusione che le mie ragioni mi facevano propendere per il NO. 
E' passato dell'altro tempo, ho parlato con altre persone, ho ascoltato e letto altre notizie ed ho maturato una decisione: non voto.
La mia famiglia, per la libertà di pensiero in cui abbiamo educato i nostri figli, è una cellula che rappresenta in sintesi il pensiero degli Italiani: una persona voterà SI convinta, ed è quella più a sinistra di noi, ma è anche convinta che l'operato di Renzi va bene, che la Riforma della Scuola è fatta bene ma applicata male da un Ministro incapace, coadiuvato da Dirigenti del MIUR troppo pagati che non pagano mai per i loro errori; un'altra persona voterà NO, ed è quella più a destra di noi, a cui non va bene la politica sull'immigrazione forzosa africana e la politica del PD sulla Sanità; un'altra è indecisa se andare a votare ma, a domanda, mi ha dato due risposte che ha così definito: una risposta di Diritto ed una politica. La risposta di Diritto Costituzionale è che la riforma così come fatta non gli piace (e non piace neppure a me, forse perché frutto di compromesso per giungere ad una soluzione), la risposta politica è che oltre Renzi vede il vuoto di figure valide per sostituirlo (e anche qui sono d'accordo). Un'ultima persona, che ha votato PD alle politiche, mentre io, lo ricordo sempre, ho votato 5Stelle, andrà a votare NO, ma non perché sia fra quelli di quel partito dalla parte di Bersani, Speranza e altri, bensì perché, pur avendo votato PD solo per Renzi, non gli sta bene affatto la politica che egli conduce sull'immigrazione, in un'accoglienza motivata di volta in volta con dichiarazioni non veritiere, tipo un generico "fuggono dalle guerre" (vaghe guerre africane sparse), ed altro. 
Io non vado a  votare giacché non me la sento di votare NO, come dovrei, insieme a gente come D'Alema, Salvini, De Mita! Rafforzerei in questa gente rovinosa la loro superbia che non ha motivo di essere.
D'Alema è partito contestatore dei ricchi per fare vita da ricco grazie alla politica.
De Mita ha contribuito allo sfascio dell'Italia.
Salvini dice cose giuste sull'immigrazione ma ti fermi lì. Salvini è uno che ha avuto il coraggio di parlare del "nuovo" portandosi dietro una Irene Pivetti in giro per Roma!!
Ma questa gente conta sulla superficialità della gente o sulla sua mancanza di memoria? Oppure su tutte e due le cose.
Renzi è in difficoltà: la Riforma della Scuola è stata attuata male, producendo lacrime e sangue; i risparmi sulla luccicante RAI sprecona si sono risolti in un pasticcio, fatto per recuperare l'evasione, che ha comportato casini contro chi l'ha sempre pagata che ha dovuto telefonare, scrivere, dichiarare per poi, come è accaduto a me, ritrovarsi come temeva l'addebito sulla bolletta sia della prima casa che della seconda; lui dice che ha abbassato le tasse, ma noi non ce ne siamo accorti come famiglia, io posso dimostrare con busta paga alla mano che la mia pensione da dicembre 2011 ad oggi è diminuita per effetto dell'IRPEF regionale e comunale, per non parlare di botte da euro 50 ad esame medico che mio marito ed io dobbiamo pagare per necessità legate all'età, in un mondo in cui c'è un tasso altissimo di "esenti" da ticket sanitario che girano in SUV.
Insomma: Matteo sull'evasione hai fallito, pagano sempre gli stessi e sempre di più! Questi sono i fatti che noi tocchiamo con mano. I furbi, i parassiti, non li ha toccati nessuno, tutto continua come prima!
Oggi ho sentito da te una frase che preoccupa, hai detto: "Io non galleggio, non sono capace di galleggiare!" Renzino! Porta male! Perché la disse Letta, ricordi? Non vorrei che qualcuno ti stia dicendo: "Stai sereno."  

Massimo D'Alema si è trovato un lavoro da nobile terriero: fa il vino. Voterà NO al referendum del 4 dicembre, il quale non richiede il quorum per essere valido.
Salvini, fautore del NO che si propone come alternativa a Renzi. Farebbe Ministro la camaleontica Irene Pivetti? Ella tiene sempre in serbo i "foulards" nel caso dovesse travestirsi da figura istituzionale!


sabato 12 novembre 2016

USA antidemocratici

Avrei preferito che avesse vinto Hillary, ma trovo incomprensibile e antidemocratico quanto sta accadendo a macchia di leopardo in USA!
Ieri in California, oggi nell'Oregon, manifestazioni contro il regolare risultato di libere elezioni.
Dopo una campagna elettorale di basso livello da entrambe le parti, basta ricordare l'incredibile giudizio proferito dalla Clinton nei riguardi dei suoi concittadini che seguivano Trump, "sono dei miserabili", ora si assiste alla antidemocratica non accettazione del risultato.
Conosco una famiglia proprio dell'Oregon che ha votato Trump, e sono tutt'altro che "dei miserabili", come assai poco democraticamente Hillary ha inteso etichettare chi non seguiva lei! Sono una bellissima famiglia unita, con tanti figli e aperta al resto del mondo! Quindi le ragioni della vittoria di Trump risiedono in motivi più complessi di quelli che noi possiamo vedere da qui.


RAI: "I Medici" e "Rocco Schiavone"

Quel guizzo che i sette milioni di spettatori della prima puntata si aspettavano, non è arrivato. Almeno, non nel terzo episodio. E nemmeno nel quarto, in parte. I difetti già riscontrati in precedenza si sono tutti confermati, con i flashback che continuano a spezzare gli intrecci di una trama che in ogni caso non convince – e lo specifico ancora una volta, non vuole assolutamente essere storicamente accurata.
Da: ISOLAILLYON.it di Elisa Erriu
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I Medici: l’ennesima, patetica fiction della Rai

In onda da martedì scorso su Rai1. Poteva essere la grande occasione della televisione pubblica, e invece si è rivelata essere solo una fiction: nessuna vera novità, nessuna vera attenzione ai dettagli. È questo il meglio che sanno fare a Viale Mazzini?

Da: Rolling Stone di Gianmaria Tammaro

1 commento



Tutto sommato Giammaria TAMMARO ha ragione e condivido quello che esprime;
effettivamente, e così come ci dice: -"quella che poteva essere la rinascita della serialità
in Rai, è stata solo un’altra, patetica fiction."- Il problema è che la RAI è un carrozzone
di promossi per appartenenza politica e leccaculi vari, che ci possono proporre gentaglia
simile, oltre a farci pagare il canone in bolletta e per farci un mediocre sceneggiato tv 
ovvero FICTION con attori americani che recitano in una sorta di DALLAS o simile 
ambientato nella FIRENZE DEL CINQUECENTO, MILIARDI DI SOLDI PUBBLICI 
BUTTATI NEL CESSO.
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Personalmente, vista la prima puntata, ho
scritto una recensione e poi non l'ho 
seguito più: noioso, inventato, regia 
discutibile per motivi rilevati un po' 
da tutti, anche da quelli a cui è piaciuto.
Forse la colpa è anche dell'attesa creata 
da un battage pubblicitario che ha fatto 
nascere ben altre aspettative dato 
l'argomento storico.
Rita Coltellese *** Scrivere: Prima puntata dello sceneggiato televisivo "I Medici (19 ottobre 2016)
Abituata alla noia delle fiction prodotte 
dalla RAI e alla mancanza di cura delle sfumature nel 
costruire una storia per renderla credibile 
e godibile, non mi aspettavo che la nuova serie 
di RAI 2 "Rocco Schiavone" mi piacesse. 
Mio marito l'ha seguita fin dalla prima puntata, io ho 
visto solo la seconda: essenzialmente per Marco Giallini. 
Marco Giallini è un attore che mi piace molto; l'ho scoperto 
nei film di Verdone e trovo che ha una "faccia da Cinema", 
una di quelle facce espressive nate per il cinema. Tipo 
Lee Van Cleef o James Coburn, ed altri che sarebbe lungo 
elencare.

Nello sceneggiato "Rocco Schiavone" Marco Giallini, 
che avevo apprezzato come attore comico (ma sempre
con una punta di intelligente ironia), è un poliziotto 
ruvido e serio, molto vero.
Ottime la sceneggiatura e le regia e, cosa rara per me, 
mi ha tenuta ferma sulla poltrona fino alla fine. 
Bravo l'attore principale ma anche tutti gli altri e si 
sente la mano di una buona regia, elemento essenziale 
di ogni opera filmica. Vedrò anche le prossime puntate.
Qui la RAI ha fatto un buon prodotto.
James Coburn

Lee Van Cleef


giovedì 10 novembre 2016

Acquisto di casa con abuso edilizio all'asta

Capita di ricevere informazioni date da persone con sicurezza e perfetta buona fede. Quello che non mi quadra, però, amo verificarlo, anche se la faccenda non mi riguarda personalmente. Questo per avere le idee chiare su un qualsiasi argomento, in un mondo dove, nonostante la ridondanza di informazioni controllate dei "media", girano tante informazioni incomplete, dunque inesatte, quando non totalmente sbagliate.
Una rispettabilissima persona pochi giorni fa affermava con sicurezza e convinzione che quando si acquista un immobile con abusi edilizi all'asta, non solo vengono azzerati i debiti che in esso gravano, ma vengono cancellati anche gli abusi edilizi. 
La cosa mi è sembrata molto strana in quanto ero a conoscenza che, su un immobile venduto all'asta, il primo creditore era ovviamente la banca, seguita dai creditori chirografari e, estinto il credito vantato dalla banca, qualora restavano delle briciole, potevano essere soddisfatti questi ultimi. Questa mia conoscenza è frutto di un'esperienza diretta, in quanto una della ville del mio condominio, alla morte del proprietario e alla rinuncia dell'eredità gravata di debiti da parte degli eredi, è finita in capo agli altri condomini per quel che attiene la ripartizione delle spese condominiali, essendo il curatore, nominato dal Tribunale per conto della banca creditrice principale, tenuto solo alle spese di mantenimento del bene per quel che attiene l'eventuale danno a terzi, ad esempio il taglio di una siepe di confine troppo cresciuta, ma non alle spese condominiali.
Quando finalmente tale villa fu venduta all'asta il condominio, creditore chirografaro, non poté ottenere i 10 anni di quote condominiali della villa pagate dagli altri condomini, ma solo le quote condominiali dell'anno precedente all'acquisto. L'avvocato Cori di Frascati, di cui si serviva il nostro Amministratore, mi spiegò che questa prassi veniva applicata alle vendite all'asta, altrimenti nessuno acquisterebbe se non ci fosse una specie di "sanatoria" dei debiti di cui gli immobili messi all'asta sono solitamente gravati.
Ma che ci fosse anche una "sanatoria" degli abusi edilizi fuori da ogni condono edilizio, come informava con sicurezza la persona di pochi giorni fa, questo mi suonava nuovo e vagamente illegittimo per la norma.
Sono andata dunque a documentarmi ed ho scoperto che la mia perplessità ha un fondamento e che l'informazione riportata dalla persona, in perfetta buona fede, è errata.

Dal sito di Mirko Frigerio - Agente Immobiliare specializzato in Aste Immobiliari - Notizie aggiornate al 16 marzo 2015 

IMMOBILE IN ASTA CON PRESENZA DI ABUSI EDILIZI
Il Testo Unico in materia edilizia vieta gli atti di compravendita senza permesso di costruire, stabilendo che gli atti "sono nulli e non possono essere stipulati ove dagli stessi non risultino gli estremi del permesso di costruire o del permesso in sanatoria" (art. 46, comma 1 del DPR 380/2001)

Ma nel caso di acquisto all'asta?! L'asta NON È COMPRAVENDITA, poiché manca una delle parti, il venditore, e Il divieto di trasferire immobili che presentano in tutto o in parte abusi  non si applica alle vendite esecutive immobiliari. Tale divieto è previsto sempre dal DPR 380/2001(art. 46, comma 5) ed anche dalla Legge 47/1985 al comma 6.

In caso di sanabilità degli abusi, l’aggiudicatario deve presentare domanda di sanatoria entro 120 giorni dall’emissione del decreto di trasferimento, così come disposto dal DL 23 aprile 1985 n.146 e successivi interventi legislativi.


Può essere questa la ragione che ha indotto in errore chi ha dato l'informazione errata?

Un immobile oggetto di normale compravendita venditore-compratore se gravato di abuso edilizio non può essere rogitato, pena la nullità dell'atto.

Mentre lo stesso immobile messo all'asta può passare di proprietà a pieno titolo.

Questa la sostanziale differenza!

Ma attenzione! Non è automaticamente anche sanato! Dato che: 
In caso di sanabilità degli abusi, l’aggiudicatario deve presentare domanda di sanatoria entro 120 giorni dall’emissione del decreto di trasferimento, così come disposto dal DL 23 aprile 1985 n.146 e successivi interventi legislativi.

Infatti: 

Segnalazione dell’abuso nella PERIZIA.


La situazione urbanistico-edilizia dell’immobile deve risultare dalla perizia del CTU  dove il Perito deve indicare se eventuali abusi edilizi rilevati siano sanabili ed il costo da sostenere per beneficiare della sanatoria quando é possibile farla.
Le stesse informazioni devono comparire anche nell’avviso di vendita, steso dal Delegato alla vendita.
Sono evidenziabili 2 casi: abusi sanabili e abusi non sanabili.
Vediamoli partendo dalla possibilità di sanabilità. Per capire se un abuso su un immobile acquistato all’asta può essere sanato o meno è necessario fare un piccolo excursus storico.
La Legge n. 47/1985 all’art. 40, sesto comma, prevedeva che:

"Nella ipotesi in cui l'immobile rientri nelle previsioni di sanabilità di cui al capo IV della presente legge e sia oggetto di trasferimento derivante da procedure esecutive, la domanda di sanatoria può essere presentata entro centoventi giorni dall'atto di trasferimento dell'immobile purché le ragioni di credito per cui si interviene o procede siano di data anteriore all'entrata in vigore della presente legge."


Il fatto che la regolarizzazione degli abusi su immobili acquistati all’asta sia stata trattata all’interno di una legge sul condono porta spesso a definire erroneamente tale procedura una sorta di condono speciale per gli immobili acquisiti all’asta. In questo caso si tratta più precisamente di una sanatoria

Tornando al nostro esame, l’ultima Legge che si è occupata di condono edilizio (L.326/2003) ha anch’essa disposto sulla possibilità di sanare abusi realizzati su immobili acquistati all’asta.

In sostanza attualmente possono essere sanati abusi edilizi compiuti entro il 31 marzo 2003 su immobili acquistati all’asta, purché rispettino i limiti indicati all’articolo 32, comma 25 della Legge 326/2003.


E se gli abusi NON sono sanabili?

Qualora invece l’abuso non sia sanabile, l’immobile può comunque essere ceduto all'asta.  L’immobile viene così trasferito nello stato di fatto in cui si trova e l’aggiudicatario è tenuto a ripristinare lo stato dei luoghi.


In conclusione sono sanabili solo gli abusi commessi 
entro il 31 marzo 2003
NESSUNA SANATORIA AUTOMATICA COME CREDEVA LA PERSONA CHE, A SUA VOLTA, FORSE AVEVA RICEVUTO L'ERRATA INFORMAZIONE PRENDENDOLA PER BUONA.