E' capitato, non so come e attraverso cosa, non lo ricordo, di accettare che mi inviassero le newsletters del Blog 5 Stelle Magazine, ma dato che ogni volta che accendo il PC, da cui avevo fatto l'iscrizione, lo schermo viene inondato dalle notifiche dei post di tale Blog, ho provato a disiscrivermi. La procedura di cancellazione richiede un indirizzo e-mail ed io ne ho due. Non ricordando quale dei due avevo inserito, ho provato prima quello gmail, poi, non essendo riuscita a liberarmi dalle notifiche moleste, ho provato anche con l'altro di alice.it. In entrambi i casi sulla posta corrispondente è comparsa la seguente scritta:
You are not a member of any of the selected lists.
From: Date: 2017-02-04 13:59 GMT+01:00 Subject: Unable to unsubscribe you from:
beppe_grillo
To: rita.coltellese@gmail.com
Non riporto l'identico messaggio sulla posta di alice.it, essendo inutile dimostrazione che qualsiasi e-mail io inserisca non riesco a cancellarmi da questa fastidiosa inondazione di notifiche di post! La mia conoscenza informatica è limitata, ma ho scoperto che, persone laureate che hanno usato l'informatica per tutta la vita nel loro lavoro, hanno difficoltà ad usare le varie piattaforme dei vari network... Sarà per questo che non capisco tramite quale misterioso meccanismo mi arrivino tali notifiche ma, soprattutto, perché il sistema della Casaleggio Associati per la cancellazione chieda la mia e-mail e non la riconosca! Ne ho solo due... e le ho provate entrambe! Se ci sono altri canali attraverso i quali questo Blog Magazine aggancia i suoi possibili lettori (anche finanziatori grazie alla pubblicità che inserisce, pagata da ogni clic d'ingresso) allora mettesse altre possibilità di cancellazione oltre l'indirizzo e-mail che a quanto pare non riconosce... pur inondando il PC di notifiche! Qualora il canale fosse facebook, a parte che per avere tale profilo comunque ciascuno deve inserire un indirizzo e-mail e allora il sistema dovrebbe riconoscerlo, Casaleggio e Associati dovrebbe consentire la disiscrizione tramite il simbolo:
Campidoglio, Raggi beneficiaria di una polizza vita di Romeo da 30 mila euro
Quello che sarebbe poi diventato capo della segreteria della sindaca, stipulò un'assicurazione nel 2016. Lo riferisce L'Espresso. La replica di Romeo: "Non so di cosa state parlando"
Foto Ansa - Salvatore Romeo
Era il gennaio del 2016 quando Salvatore Romeo stipulò una polizza vita da 30 mila euro che aveva come beneficiario Virginia Raggi, che ancora non era stata eletta sindaca. Qualche mese dopo l'avvocata salì al Campidoglio. E lui, lo stipulatore, dopo pochissimo, viene promosso. E lo stipendo diventa da 39 mila euro l'anno, di 110 mila euro, per poi attestarsi intorno ai 93 mila dopo le polemiche sui superstipendi e l'intervento dell'Anac. Lo riferisce il settimanale l'Espresso in un articolo firmato da Emiliano Fittipaldi.
La polizza è stata scoperta dagli inquirenti, che stanno indagando da tempo proprio sull'ex pupillo di Virginia Raggi, che passavano all'esame la sua situazione finanziaria. E rischia di aprire un nuovo incandescente fronte giudiziario per la sindaca interrogata oggi dai pm. Le contestazioni di abuso d'ufficio e falso per la nomina di Marra, potrebbero infatti diventare molto più gravi.
Gli inquirenti hanno scoperto anche che da quando è entrato nel M5S, Romeo ha investito 100 mila euro in polizze che avevano come beneficiari attivisti del movimento: da dove venivano tutti quei soldi che Romeo non aveva a sua disposizione? Voleva condizionare le comunarie dei 5S? E per conto di chi? Le primarie furono influenzate
dal dossier (falso) che Raggi presentò contro Marcello De Vito e di cui è sempre stata accusata da Roberta Lombardi, che sosteneva che dietro quel dossier ci fosse Marra. E per estensione Romeo.
Romeo, raggiunto telefonicamente nel suo ufficio al dipartimento Partecipate in Campidoglio, nega ogni coinvolgimento: "Non so di cosa state parlando. Sono in una riunione. Non ho nessuno commento da fare".
"Sono serena" Mostra una faccia da impunita e da persona che si sente sempre dalla parte del giusto. Quello che ritiene giusto lei però!!!
Mi conforta solo il fatto che persone come Lombardi avevano sentito puzza di bruciato, dunque nel M5S non tutto è perduto.
Così questa faccetta perbenino attaccava il compagno di partito con motivazioni di "scorrettezza amministrativa" per aver fatto un accesso agli atti su una pratica di condono edilizio, sembra perché sospettava un illecito, e poi lei di illeciti amministrativi con la storia di Romeo a cui ha triplicato lo stipendio creando un doppio contratto di lavoro, funzionario dipendente e dirigente a contratto a tempo determinato sempre per lo stesso Ente Pubblico Comune di Roma, troppi ne ha fatti!
Come minimo si può dire che l'Avv. Raggi ha dimostrato una slealtà di comportamento inquietante, puntando il dito addosso a De Vito e calpestando Leggi e Regolamenti per quello che concerne sé stessa!
E' proprio vero che non c'è esperienza di vita che ti può salvare dall'inganno! Grillo ha preso "una topica" e noi con lui. Io non ho votato Raggi solo perché non voto a Roma, ma gente che conosco l'ha votata per me! Su questo blog ne ho parlato bene.
Il buongiorno si vede dal mattino e la confusione nella formazione della Giunta già è stata spiazzante.
Si pensava che fosse troppo tirata per la giacchetta da chi comanda nel M5S, si pensava a una paranoia creata da un'eccessiva prudenza nel circondarsi di persone che dovevano garantire specchiata correttezza, si pensava...
Tutto meno che il contrario, perché lo scenario che si va disvelando crea ben altri scenari!
Certo quando ha cominciato a dare stipendioni quando la politica del M5S è ben altra (dimezzamento delle prebende dei deputati e dei senatori "perché" ritenuti eccessivi e dedizione di parte di essi in un fondo per la piccola impresa), la stecca nella melodia è stata stridente... Ora mi chiedo come possano gli sciocchi difensori ad oltranza parlare di complotti!
Il complotto se lo è fatta da sola!
Mi ricordo quando in IdV Di Pietro e compagni parlavano di "distruzione del partito" da parte di chi era sporco e temeva l'intransigenza e la trasparenza dell'Italia dei Valori!
Chi non era in malafede e non era scemo, come la sottoscritta, lo diceva e poi l'ho anche scritto: il male, Di Pietro per primo, se lo facevano da soli, una cosa dicendo ed un'altra facendo!
Qui la musica si sta riproponendo.
Slealtà, guerre intestine, e il decantato streaming dissolto!!! Apprendiamo di riunioni e regolamenti di conti a porte chiusissime! Per non parlare dell'uno vale uno e del "noi non siamo niente senza voi cittadini, voi dovete segnalarci le cose che non vanno", questa seconda cosa ho sperimentato da subito come non vera avendo segnalato al Consigliere Regionale per il Lazio, da me votato, un problema importante di un territorio in cui la Regione ha un vasto Patrimonio che trascura... Il Consigliere è scomparso... dopo un timido accenno di interesse. Mi ha ricordato subito un Consigliere Regionale Lazio di Italia dei Valori che, da me interessato ad un problema fognature di un territorio, mi fece rispondere dalla segretaria che "non avevano le mappe della rete fognaria regionale"! Cosa che, se vera, è gravissima! Ma la sottoscritta, senza disporre del potere e delle prebende altissime di un Consigliere Regionale, si accertò personalmente che era stato fatto da poco un appalto dalla Regione per un grosso tratto di rete fognaria nella zona di cui mi ero interessata.
Domanda che potrebbe farmi il mio nipotino che fa la scuola elementare: "Come si può disporre un appalto, stabilendo chilometraggio della rete e altre cosucce, se non si dispone della mappa di dove ci sono e di dove non ci sono?"
Io vorrei tornare a votare per mandare a casa chi indegnamente siede in Parlamento, lasciando le sedie però vuote mentre Padoan riferisce di una questione importantissima sulla situazione del bilancio dello Stato in rapporto alle pretese dell'UE, vorrei perché mi viene il voltastomaco a pensare che costoro resistono solo per la dorata pagnotta del vitalizio!
Non so per chi voterò, ma difficilmente di nuovo 5 Stelle!
Mi sento un vecchio coglione... Questa squinzia mi ha fregato!
*Nota: Le didascalie sotto le foto di Beppe Grillo e di Marcello De Vito sono commenti dell'Autrice del post, come anche quella sotto la foto di Virginia Raggi, ad eccezione del virgolettato.
L'Autore Nonconoscevo Alessandro Pipernoche dalle notizie che ci giungono semplicemente leggendo i giornali o scorrendo i canali della televisione e così avevo appreso che era un giovane scrittore che vinceva dei premi letterari. Con molta diffidenza ho acquistato il suo libro "Persecuzione" giacché ho idea, come molti, che i Premi Letterari più importanti in Italia si vincano per appoggi, amicizie, connivenze con le Case Editrici più di peso ammanicate con tutto il mondo Letterario attuale. E invece il libro, che sto ancora leggendo (sono a pag. 140), mi ha preso come pochi, tanto che sento il bisogno di scriverne già in corso di lettura. Ho già scritto che scrittore-lettore è un incontro fra due menti, o fra due anime se volete, oltre lo spazio e il tempo. Il miracolo è, come scrissi a François Cheng che mi rispose, scoprire sentimenti e pensieri comuni con persone vissute in contesti e situazioni lontanissime dalle tue, lettore, con una formazione culturale, religiosa e psicologica differente, quando, come sappiamo, non anche lontanissima nel tempo oltre che nello spazio. "Le dit de Tianyi"fu una scoperta così profonda che mi spinse a scrivere allo scrittore cinese, cresciuto in uno spazio geografico dove io non sono mai stata, che di quella Cina scriveva... Il miracolo avviene però anche per la scrittura in sé, come mi scrisse Cheng, e so che non sempre accade. Ad esempio non avviene quando la scrittura ci risulta faticosa, noiosa, anche se le vicende narrate potrebbero in sé essere interessanti. Ad esempio mi è accaduto con il libro di Dacia Maraini "La lunga vita di Marianna Ucrìa" che verso la seconda parte ho faticato a leggere, pur non perdendo una sola riga, trovando la prosa noiosa... Mi è accaduto anche con una scrittrice da me molto amata come Elsa Morante, di cui ho letto quasi tutto, in due suoi libri, forse i più noti e celebrati: "La Storia" e "Menzogna e sortilegio", in cui la sua prosa, in certi punti, si è fatta così pesante e noiosa da indurmi a saltarli. Di altri suoi testi, come "Aracoeli" e "L'Isola di Arturo", invece ho letto ogni parola e li ho anche riletti una seconda volta dopo un po' di tempo. Ma torniamo alla mia scoperta di Alessandro Piperno: egli è ebreo solo da parte di padre, come il suo cognome fa subito intuire. La sua foto rivela anche dei tratti, nel naso, attribuibili alla sua origine, anche se trovo questa fisiognomica non sempre presente in persone di origine ebraica e quindi è persino inutile rilevarla...
Altra scoperta è che lavoravamo per lo stesso Ateneo. Io ne sono uscita a 65 anni nel 2011 con il pensionamento, lui è un giovane Ricercatore della bellissima Facoltà di Lettere e Filosofia, che ho molto frequentato per la lodevolissima iniziativa dei Concerti nell'Aula Magna, poi successivamente intitolata al Maestro Ennio Morricone che venne ospite all'inizio di questa meravigliosa iniziativa, voluta, organizzata e seguita dal solerte Maestro Lanzillotta, ed anche in seguito.
Il Romanzo
Esso è parte di un dittico la cui seconda parte è uscita nel 2012, mentre "Persecuzione" è edita dal 2010.
Il titolo del dittico è "Il fuoco amico dei ricordi" e il secondo libro è "Inseparabili".
E' la storia di una famiglia ebrea nei giorni nostri. Famiglia colta, beneducata, benestante. Il padre è un medico che si occupa di bambini in campo oncologico, ed è un uomo pieno di fascino estetico ed intellettuale. A pagina 60 circa del romanzo la sua figura ha iniziato a somigliare nella mia mente ad una figura reale: il Prof. Marcelletti, grande cardiochirurgo pediatrico. Sono andata a fare delle ricerche ed ho così scoperto che non sono l'unica ad aver ravvisato nella figura dell'immaginario Prof. Pontecorvo il grande e sfortunato Marcelletti.
Mi ha colpito che, in quarta di copertina, non ci sia la solita formula che c'è anche nei miei libri: "Quest'Opera è frutto della fantasia dell'Autrice. Ogni eventuale riferimento afatti o persone è da ritenersi puramente casuale", ma una più inusuale che sembra voler negare e svelare allo stesso tempo: "Questo romanzo è frutto dell'immaginazione. Gli eventi di cronaca e i personaggi realmente esistenti o esistiti sono trasfigurati dallo sguardo del narratore. Per il resto, ogni riferimento a persone e fatti reali è da ritenersi casuale."
E infatti i riferimenti alla triste vicenda del Prof. Carlo Marcelletti sono evidentissimi, anche se "trasfigurati".
Nell'Archivio del quotidiano "La Repubblica" in un articolo del 1995 si legge:
ROMA, GIALLO IN OSPEDALE MARCELLETTI SE NE VA
ROMA - Carlo Marcelletti se ne va. Il signore del bisturi, il re della cardiochirurgia infantile, lascia il Bambin Gesù. Va a Parigi, a San Francisco. A studiare. Un anno di aggiornamento professionale. Ma in ospedale le voci sono altre. C' è chi lo mette sotto accusa: "E' stato allontanato per motivi personali e professionali". Per una burrascosa storia sentimentale, una relazione malvista nella struttura del Vaticano. Perché avrebbe stornato molti pazienti dal reparto del centro ad una clinica privata nel cuore dei Parioli, la Quisisana. "Tutte illazioni - incalza lo specialista - sono stato io a chiedere un periodo all' estero". Professor Marcelletti, è vero che la mandano lontano perché ha avuto una storia con una sua collaboratrice? "Falsità. Non ho nessuna storia con una persona che ha lavorato o che lavora con me". Lei recentemente ha divorziato? Si è separato da sua moglie? I medici del Bambin Gesù non possono continuare la loro attività se divorziano? "Io non sono né divorziato, né separato. In ospedale, comunque, molte persone lo hanno fatto. Non mi risulta che non si possa fare una cosa del genere. Esiste un codice di comportamento, ma non riguarda questo". Anche la storia dei pazienti privati è tutta inventata? Ha mandato o no i malati alla Quisisana? "Io posso esercitare la mia professione in qualsiasi struttura privata. Lavoro alla Quisisana da sei anni. E casomai ho sempre fatto il contrario: ho inviato i malati dalla clinica al Bambin Gesù. Basta un esempio. Se si rivolgono a me dieci pazienti, sette li invio alla struttura pubblica perché non possono sostenere i costi. Gli altri tre nel 90 per cento dei casi vengono operati alla Quisisana con copertura della spesa, totale o parziale, da parte della Regione Lazio". Se sono tutte illazioni allora qualcuno la sta ficcando in un bel pasticcio. "Una persona molto nota a cui sono affezionato mi ha ripetuto diverse volte: ' Carlo, ricordati che i colleghi difficilmente perdoneranno successo professionale, successo tecnico e benessere' ". Insomma Marcelletti, c' è chi la vuole fare fuori? "Forse. Non lo so". Una persona che invidia la sua posizione più degli altri? "Quando si scava nella vita privata esistono necessariamente secondi scopi. E' un modo per esprimere la gelosia. Ho cominciato nell' 82. Prima Roma non esisteva nemmeno nella geografia della cardiochirurgia pediatrica". Professore, quanto costa trapiantare il cuore di un bambino? "La mia parcella per l' intervento più complesso di cardiochirurgia è di cinque milioni. Per l' operazione meno complicata è di due milioni e mezzo. Nei casi sfortunati, quando il paziente non ce la fa, la mia équipe rinuncia al guadagno nell' 80 per cento dei casi". Il suo aggiornamento professionale è stato un provvedimento ordinato dall' ospedale? "No. Niente affatto. Sono stato io, i primi di agosto, a chiedere il comando per l' aggiornamento. E' scattato il primo settembre. Con questo comunque mantengo il mio posto di lavoro. Prendo lo stipendio di base al Bambin Gesù. E ho una diaria per coprire le spese fuori". Quando partirà professore? "A giorni. Farò base a Parigi e poi andrò a San Francisco. Negli ultimi tempi ho sentito sempre di più la necessità di studiare le tecniche chirurgiche. La scuola francese ha superato quella anglosassone... Negli Stati Uniti c' è Frank Haney, un carissimo amico che ha sviluppato nuove teorie...". Poi tornerà al Bambin Gesù? "Certo. Il primo settembre del ' 96. Ho preso un accordo con l' amministrazione per poter svolgere la mia libera professione l' ultima settimana di ogni mese. Farò avanti e indietro. Sarò frequentemente a Roma. Andrò a trovare i vecchi pazienti". Qual è stato il momento più bello in camera operatoria? "Nell' 82. Era il primo intervento al Bambin Gesù. Un problema facile da risolvere. Pietro Paolo allora aveva due anni. Adesso scoppia di salute". E il più brutto? "Quello che sto vivendo".
di AMBRA SOMASCHINI
Voci malevole parlavano addirittura di uso di cocaina da parte del Prof. Marcelletti e che, per questo, fu allontanato dall'Ospedale Bambino Gesù di Roma di proprietà del Vaticano.
Le cronache dicono che, nonostante quanto detto in questo articolo, il Prof. Marcelletti non tornò il "primo settembre del ' 96"al Bambino Gesù..
Quanto alla clinica citata, TUTTI i professori in Medicina, di varie specializzazioni, delle Università romane visitavano e visitano in detta clinica anche essendo Direttore di Scuola di Specializzazione, requisito che richiede la scelta del tempo pieno. Fatto che, come funzionario amministrativo universitario e conoscendo la Legislazione Universitaria, non mi so spiegare, dato che il tempo pieno preclude ogni attività privata.
Una verifica fatta ora, h. 18:37 del 30 gennaio 2017, sul sito della Quisisana di Roma e sul sito dell'Università degli Studi di Roma "Tor Vergata", mostra che ad esempio il Prof. Luigi Chiariello è ancora Direttore della Scuola di Specializzazione in Cardiochirugia e contemporaneamente visita alla Quisisana per la medesima specializzazione. Dunque alla Legge che disciplina il tempo pieno evidentemente ci sono delle deroghe la cui formulazione io non conosco.
Fatto è che il Prof. Marcelletti, 13 anni dopo questo primo attacco, ne subirà un altro ancora peggiore, verrà accusato di:
truffa, concussione, peculato e detenzione di materiale pedopornografico (dal quotidiano "La Repubblica"), e un anno dopo ne morirà suicida all'età di 65 anni!
Un uomo che aveva salvato migliaia di bambini fu distrutto senza pietà.
I Personaggi
Piperno descrive il suo personaggio, Leo Pontecorvo, come un'ottima persona che non vuole accettare che c'è il pericolo di venire triturato, quindi deliberatamente lo ignora, pensando così di controllare la sua paura: "Nulla accadrà, giacché egli non ha fatto nulla di male!"
Dov'è la grandezza della verità universale che analizza Piperno?
E' nella strisciante realtà mascherata ma diffusa che il pericolo c'è, e c'è per tutti, ed è insito nell'odio di chi cerca sempre il diverso, colui a cui dare addosso tirandosi dietro il branco, motivando e mascherando l'odio con ragioni false e posticce, tutte addebitate alla vittima del linciaggio, essendo le motivazioni profonde e reali inconfessabili anche a sé stessi, agli autori del linciaggio: invidia, frustrazione, senso di inferiorità, gelosie di vario ordine e natura...
Chi finisce in un simile tritacarne soffrirà tanto più quanto più sarà in alto.
Molti di noi l'hanno sperimentato nel loro piccolo, magari senza giornali e magistrati di mezzo, magari nel luogo dove si vive o dove si lavora.. Oggi, con tardiva coscienza e stupida esterofilia, hanno scoperto la Persecuzione chiamandola con gli abusati ed inutili inglesismi: mobbing, stalking, oppure con termini impropri come "bullismo", inadatti per definire la voglia insana e malvagia di attaccare e perseguitare una certa persona che suscita, in alcuni soggetti, sentimenti di rivalsa e voglia di distruzione.
Basta una scintilla che può inconsapevolmente provenire dal soggetto stesso, oppure da chi miseramente lo odia o lo invidia, o ha motivi inconfessabili per avercela con lui, e la iena troverà fiancheggiatori a iosa per insultare, calunniare, al di là del vero, che sia visibile o meno non importa, e quando la canea parte non si ferma più.
Chi sopravvive non ha che una strada davanti a sé: prendere atto di quello che è il cosiddetto "prossimo", tanto esaltato dalla filosofia cristiana e comunista. Chi sopravvive sa che dovrà considerare individuo per individuo, valutandone di volta in volta le qualità morali, di intelligenza e di civiltà.
Il personaggio di Rachel, la moglie devota del suo fragile marito, ma con lei a volte presuntuoso, ha dei punti in comune con me e questo mi ha colpito. E torniamo alle differenze culturali o religiose che non escludono l'essere intimamente simili.
Fra le tante cose che fanno di Rachel una donna come Rita, oltre il senso estremo di responsabilità e il battagliare sempre con il marito avendo idee ed opinioni diverse da quelle di lui, c'è la concretezza, e l'amore che comunque la fa cedere alle scelte di lui, che spesso si rivelano sbagliate.
Un sentimento che Piperno attribuisce alla ebrea Rachel ho ritrovato come mio: sono in Svizzera, in vacanza come ogni anno, e il marito come tradizione le compera un regalo costoso nonostante i dinieghi di lei. Uscendo dal negozio con quel dono, che possono permettersi benissimo data la loro situazione economica più che benestante, "Rachel ha le spalle recline e gli occhi bassi, come se temesse che il Dio di Israele potesse scovarla anche lì deciso a punirla per la sua vanità..". Ecco, la modestia dei desideri, il "troppo che storpia" e la punizione divina o della sorte per aver avuto troppo..
La legge fondamentale della Repubblica Italiana forma la Costituzione; una raccolta appunto di tutte le leggi la quale indica i principi fondamentali della Repubblica, i diritti e i doveri dei cittadini e fissa l'ordinamento della Repubblica. Il potere legislativostatale spetta al Parlamento ai sensi dell'art. 70 della Costituzione, suddiviso in due camere: la Camera dei deputati e il Senato della Repubblica. Tutte le leggi, in ultima istanza, devono essere promulgate dal Presidente della Repubblica il quale può rinviare al Parlamento una legge se ritiene che questa sia in contrasto con la Costituzione (diritto di veto), ma esclusivamente per la prima volta. Il presidente del Consiglio dei ministri del governo si regge su una maggioranza parlamentare, tipicamente costituita a partire da una consultazione elettorale su tutti gli aventi diritto di voto.
La separazione dei poteri
Solo in casi di necessità ed urgenza il Governo può emanare un atto avente forza di legge e chiamatodecreto legge, che deve essere confermato successivamente dal Parlamento entro 60 giorni, pena la sua decadenza. Inoltre il Parlamento può delegare il Governo tramite una legge chiamatalegge delegaaffinché legiferi su una certa materia stabilendo nel contempo i limiti e i tempi entro i quali il Governo può muoversi nel legiferare. L'atto normativoemanato in questo modo dal Governo prende il nome didecreto legislativo.
Vi sono poi alcuni casi in cui il potere legislativo spetta al popolo sovrano attraverso l'istituto del referendum abrogativo e, in materia costituzionale, attraverso l'istituto del referendum confermativo delle leggi costituzionali. In generale dunque il potere di iniziativa legislativa viene attribuito a ciascun parlamentare, al popolo, attraverso l'istituto della proposta di legge di iniziativa popolare effettuata tramite la raccolta di almeno 50 000 firme, e al Governo, le cui proposte di legge devono comunque essere controfirmate dal presidente della Repubblica.
Credo che questo piccolo riepilogo sia sufficiente per ripassare il nostro ordinamento.
Se si parla con la gente qualsiasi quasi tutti non hanno più alcuna fiducia nei Politici e, purtroppo, ne hanno ragione, in quanto anche quando vogliamo essere fiduciosi ci deludono puntualmente.
Chi incappa in qualche problematica giudiziaria dichiara puntualmente "che ha fiducia nella Magistratura", in realtà è fifa di non riuscire ad avere Giustizia e rilascia codeste dichiarazioni nel timore di mettersi contro i Magistrati. Se si parla in generale e senza telecamere davanti nessuno ha fiducia nella Magistratura.
Come mai gli Italiani sono ridotti così? Politica e Magistratura sono Poteri fondamentali per il buon andamento del Paese e la fiducia del cittadino medio è a pezzi. Non dipenderà da fatti troppo spesso ripetuti che tolgono ogni fiducia anche ai più accaniti ottimisti?
Sfrondiamo dall'analisi i Politici corrotti e i Magistrati disonesti, restando sui corretti ed onesti, che sono la maggioranza, perché la sfiducia rimane? Un inguaribile disfattismo del cittadino medio? Oppure troppi personalismi e interessi di parte sia del Potere Politico che del Potere Giudicante?
Le ultime notizie sui Magistrati ci mostrano una categoria ben pagata: 4 ottobre 2015 il Fatto Quotidiano così titolava:
Stipendi settore pubblico, magistrati al top. I più poveri sono gli insegnanti
Ma il sito INTERESSE LEGITTIMO scrive:
Semplicemente non è vero che i magistrati ordinari guadagnano come i Parlamentari. L'equiparazione con i Parlamentari é solo per il Primo Presidente della Corte di Cassazione che prende uno stipendio molto maggiore. Gli stipendi “maggiorati” riguardano solo alcune figure apicali della magistratura ordinaria il cui numero è di pochissime unità (5) rispetto alle migliaia di magistrati in servizio. Questi magistrati apicali, inoltre, prendono tale stipendio solo al termine della loro carriera, dopo decenni di servizio. Lo stipendio iniziale dei Parlamentari (anche se sono appena maggiorenni e sono stati appena nominati) è quindi equiparato a quello della figura apicale di tutta la magistratura ordinaria a fine carriera. Inoltre i parlamentari hanno moltissimi altri benefit.
semplicemente non è vero che lo stipendio annuo MEDIO lordo dei magistrati ordinari sarebbe di circa 140.000 €. La retribuzione media lorda dei magistrati ordinari (inclusi i contributi previdenziali e le imposte sui redditi), ammonta a circa 115.000 euro.
LO STIPENDIO DEI MAGISTRATI ORDINARI (CHE SI OCCUPANO DI CIVILE E PENALE) NON DEVE ESSERE CONFUSO CON QUELLO DEI MAGISTRATI AMMINISTRATIVI (CHE SI OCCUPANO, AD ESEMPIO, DELLA IMPUGNAZIONE DI ATTI AMMINISTRATIVI, GARE DI APPALTO, CONCORSI PUBBLICI) I QUALI PERCEPISCONO UNO STIPENDIO MAGGIORE E CHE POSSONO GODERE DI NUMEROSI INCARICHI CHE FANNO LIEVITARE NOTEVOLMENTE LA LORO RETRIBUZIONE REALE.
A fronte di affermazioni così contrastanti siamo alle solite: il cittadino medio non ha la possibilità di avere le idee chiare su niente, a meno che non conosca la cosa molto da vicino.
Ma al di là della remunerazione è stato sotto gli occhi di tutti il tentativo del governo Renzi di ridurre la ferie dei Magistrati al numero di giorni degli altri dipendenti dello Stato e la risposta durissima della categoria a difendere i propri privilegi, in totale contraddizione con le continue lamentele sul fatto che il lavoro si accumula e non si riesce a smaltirlo in tempi che rendano reale Giustizia, anche grazie alla prescrizione che rende tutto il processo una beffa.
Ma l'Associazione Nazionale Professionale dei Segretari Comunali e Provinciali G.B. Vighenzi il 1° agosto 2016 scrive:
01/08/2016 - Le ferie dei deputati e quelle dei magistrati: 40 a 30
tratto da unsognoitaliano.it
Le ferie dei deputati e quelle dei magistrati: 40 a 30
di Salvatore Sfrecola
“Stremati dal lavoro”, come scrive Il Fatto Quotidiano oggi, i nostri parlamentari si prendono 40 giorni di ferie. In pratica torneranno al lavoro a metà settembre. Il giornale dà conto della produttività di alcuni deputati e senatori, delle loro assenze e della assiduità con la quale alcuni seguono i lavori parlamentari, si impegnano nelle discussioni e nella presentazione di iniziative legislative, mentre altri denunciano assenze superiori al 99%.
E si lancia in una difesa dei 15 giorni di ferie tolti da Matteo Renzi ai Magistrati giustificandoli come necessari a "scrivere le sentenze a casa".
Per la mia esperienza di madre di una Preside, oggi Dirigente Scolastico, posso affermare per vita vissuta che è costretta continuamente a scrivere Atti Amministrativi a casa, ultimamente anche fino alle ore due del mattino, per rispettare scadenze che l'Ufficio Scolastico Regionale continuamente scaraventa addosso ai Presidi, spesso con comunicazioni già vicinissime alla data di scadenza degli Atti da presentare. E questo uscendo alle h. 8:00 del mattino da casa, quando non prima causa scioperi degli insegnanti o degli scarsi bidelli per sopperire alla bisogna, rientrando alle h. 20:00 in famiglia! Ma gli "Sceriffi", come certa disinformata stampa ha scioccamente scritto, non hanno 15 giorni di ferie in più per scrivere gli Atti Amministrativi di ogni tipo (contratti, appalti, richieste di fondi per la Scuola ecc. ecc.) a casa! E, cosa non secondaria, nemmeno gli stipendi dei Magistrati: qualsiasi essi siano secondo le contrastanti notizie pubblicate.
Stendo un velo pietoso con didascalia "Senza Parole", come sotto certe barzellette-vignette, sui 40 giorni di ferie dei Parlamentari....
Romina stronca le voci sul nascere: "Non farò un film con
Al Bano"
L'ex moglie del Leone di Puglia lo ha dichiarato ai microfoni
di Radio Free Station: "Non hanno la nostra collaborazione"
La smentita arriva sonora, e a tuonarla è proprio Romina, l’ex moglie di Al Bano. Circolava qualche tempo fa la notizia di un probabile soggetto cinematografico che raccontasse la love story tra i due. Ma quelle voci oggi vengono prontamente messe a tacere da uno dei due elementi della coppia artistica.
La Power: “Non ci sarà nessun film”
Il cantante aveva lasciato aperto qualche spiraglio di speranza nei fan della coppia. In molti, infatti, si erano entusiasmati nel sentire alcune dichiarazioni del signor Carrisi a proposito della possibilità di girare un film con la sua ex partner. “Dovrei incontrare a breve il produttore russo Andrej Agapov per capire e definire quali sono gli obiettivi del progetto” aveva detto Albano a tal riguardo. Sulla scia delle sue parole si è riaccesa immediatamente un’ondata di nostalgia tra gli appassionati della storica coppia. Vederli insieme sul grande schermo, ancora una volta, è dopotutto un desiderio di tantissimi.
Un entusiasmo velocemente smorzato dalla replica di Romina Power. L’ex moglie di Al Bano, recentemente, ai microfoni di Radio Free Station, ha troncato ogni sogno. “Per ora non c’è nessun film. Non hanno la collaborazione né mia né di Albano“. Poi ha aggiunto: “Sono qui per stare accanto a mia figlia Romina Junior, impegnata con un importante spettacolo teatrale“.
Nel futuro di Romina
Nessun film, ma tanto altro bolle in pentola per Romina. Nel futuro della Power non il cinema, ma la tv. La cantante, infatti, si appresta a cominciare una nuova avventura, e a ricoprire il ruolo di giudice.
Romina, appunto, sarà presenza fissa al nuovo show diretto da Antonella Clerici, Standig Ovation, prossimamente in onda su Rai1. Lo spettacolo, che si presenta come talent per piccoli, vedrà protagonisti bambini, pronti a salire sul palco con genitori e parenti. Compagni di viaggio della Power in questa avventura, Nek e Ambra Angiolini.
“Ho deciso di partecipare perché mi sembra una cosa carina” ha detto Romina. “Saranno cinque puntate. Ho fatto questa scelta per rimanere anche un po’ di più in Italia in modo da seguire mia figlia Romina Junior, che adesso sta lavorando a teatro“.
Romina Power e Albano Carrisi sempre belli, anche se invecchiati e ingrassati, come accade a molti.
Peccato, ma la favola vera è finita e Romina Power ed Albano Carrisi ormai sono uniti solo dall'amore per i tre figli rimasti loro e i risvolti economici derivanti dal loro lavoro artistico in coppia. La gente, di fronte ad un mondo in cui la fragilità umana mostra divorzi e separazioni, quando non addirittura violenza ed uccisioni, aveva goduto del sogno d'amore di queste due belle persone e vorrebbe che non finisse mai... C'è voluta una figlia che ha compiuto un gesto folle per distruggerlo, come ricordo in questi post di qualche tempo fa: