martedì 24 maggio 2011

Ogni tanto una bella notizia!

Stasera al TG RAI2 delle h. 20:30 ho sentito una rara bella notizia: ai delinquenti che erano andati ad un "party" a base di droga e, fermati da una pattuglia di carabinieri per un controllo, hanno aggredito i due militari riducendoli in fin di vita e con danni permanenti, sono stati sequestrati beni per euro 500.000 per cautelare gli interessi delle parti offese in vista di un futuro e sperabile risarcimento di danni. Dunque gli strumenti legislativi per agire nel giusto modo ci sono!! Peccato che non venga fatto più spesso, dando la sensazione che chi è dalla parte delle regole non sia affatto tutelato.
Spero tanto che i due carabinieri possano tornare in salute, per loro stessi e per le loro famiglie. Nel frattempo spero che lo Stato, inteso nel suo aspetto migliore, garanzia e tutela dei diritti sanciti dai Codici e dalla Legge, si muova con decisione.
Un'altra notazione positiva sul servizio del TG che ha dato la bella notizia: il giornalista non li ha chiamati "giovani", gli aggressori, ma li ha chiamati: teppisti.

lunedì 23 maggio 2011

Elena e gli altri....

E' una storia troppo brutta e triste quella della piccola Elena, morta perché dimenticata dal padre legata sul suo seggiolino dentro l'auto.... Ricordo altri due episodi identici nel recente passato: il primo riguarda un padre che aveva dimenticato il suo bimbo in modo identico ed era andato al lavoro, poi quello di una madre, sempre per andare al lavoro. E' una fine atroce che fa male al cuore. Pensare a dei bimbi così belli, così preziosi, così indifesi e dipendenti da noi adulti: dimenticati come oggetti.... rimossi... Tutti e tre questi bimbi sono morti. Non si può pensare alla loro innocente sofferenza, legati in auto senza più ossigeno per ore. In tutti questi tre casi estremi i genitori erano persone con lavori intellettualmente "superiori": un ingegnere informatico, una insegnante, un professore universitario.
Un tempo i bambini morivano per disattenzione di adulti che avevano vite dure, che impegnavano le braccia più che il cervello: ricordo racconti di contadini su bambini che, correndo per le vaste cucine di case coloniche o di paesi agricoli, cadevano nei paiuoli messi in mezzo alla cucina fumanti.... Erano morti non infrequenti mi si diceva, perché sul fuoco del camino si cuoceva tutto: dal pasto per i contadini a quello per il maiale... Dei grandi calderoni venivano appesi alla catena del camino e, quando il pasto era pronto, si staccava e si metteva a raffreddare in mezzo alla cucina. Nei loro giochi sfrenati i piccoli, correndo, potevano finirci dentro e morivano per le scottature... E' un'immagine orribile, che però fa pensare ad una vita dura per gli adulti, che non potevano prestare molta attenzione ai loro piccoli. Ora, invece, cosa sta accadendo? Una straniazione, un assorbimento in pensieri che arriva alla dissociazione. Sì, alla dissociazione patologica di chi soffre, ad esempio, di una psicosi. Ricordo a questo proposito l'episodio di una bimba di sette anni dimenticata davanti alla scuola da una madre dissociata e persa dietro i suoi deliri, perché affetta, appunto, da una psicosi. La bambina sapeva che la sua mamma stava male, ma non era mai accaduto prima né accadde più dopo: eppure si sentì abbandonata e, soprattutto, sentì che per sua madre c'era qualcosa più importante di lei, ed era il suo mondo malato. Anche se una malattia giustifica un simile comportamento, comunque rimane un segno in chi vive la dimenticanza. Questi tre sfortunati, cari bimbi, chissà se avranno percepito anche questo, essendo così piccoli, da asilo nido..... Credo, comunque, che i loro altrettanto sventurati genitori non stiano bene nella mente, perché non si può arrivare a dissociarsi solo perché si è assorbiti da un lavoro che diventa totalizzante.

martedì 17 maggio 2011

Degrado

Km. 27,500 della Via Tuscolana, Comune di Rocca Priora (RM): chi volesse ripararsi dalla pioggia o dal vento mentre aspetta il bus COTRAL non ha la possibilità di veder arrivare il bus, perché il riparo trasparente della pensilina è totalmente foderato di manifesti, da chi messi è evidente dalla natura degli stessi. Esempio di inciviltà perché non è luogo di affissioni.... Queste persone poi pretendono di amministrarci e di farci rispettare le regole...

 La pensilina è vanificata nella sua funzione perché per vedere l'autobus bisogna sporgersi all'esterno. Le foto sono state fatte da me questa mattina, ma la condizione di "luogo di affissione" esiste da quando la pensilina è stata ripristinata, dopo un tempo lunghissimo in cui esisteva qualcosa di sbilenco, arrugginito e pericolante.

Oggi l'interno era quasi pulito: normalmente vi giacciono pezzi di manifesti strappati, bottiglie di birra ivi lasciate, sacchetti dell'immondizia.

Ho inviato queste foto al TG Regionale ed al Sindaco: la e-mail del Sindaco è tornata indietro per "over quota". Vuol dire che non leggono le e-mail né le cancellano. Ignorano del tutto i cittadini.

venerdì 13 maggio 2011

Alcuni brani......

Capitolo XII - Bianca
          A ventisei anni aveva già vinto il posto di ricercatore universitario. Con il tempo si capì perché: citava sempre suo padre, un alto ufficiale con tante buone conoscenze, tutte nei posti giusti. Citava professori ordinari della Facoltà di Ingegneria di un'altra importante università, "amici di papà", che però l'avevano male indirizzata a Cantieri.
          Costui, sensibile "agli amici di papà", essendo in commissione come presidente per quel posto di ricercatore, l'aveva fatta vincere, passando sopra la testa di un ingegnere che da anni collaborava con la sua cattedra e che era molto più anziano.
          Era molto sicura di sé, Bianca, e rideva troppo, anche quando non ce ne era bisogno. Era pronta a beffeggiare chiunque, secondo lei, non capiva, anche quando gli altri capivano benissimo ma restavano in silenzio. Questa era la sua percezione della realtà.

sabato 7 maggio 2011

Marta Russo

All'epoca dei fatti scrissi un saggio intitolato "Verità e Menzogna", ispirato proprio dall'assurda morte di Marta, evento patologico che, accadendo, dimostrava a che punto può arrivare la follia quotidiana volutamente ignorata. Oggi il Tribunale Civile, a seguito della condanna definitiva fino al terzo grado di giudizio, ha riconosciuto alla famiglia anche un risarcimento che loro useranno per fare del bene nel nome della figlia che è stata loro tolta. Il padre di Marta si è chiesto "come" può insegnare a dei giovani uno come Scattone, visto che insegna in una scuola. Io mi chiedo "come" non solo in senso morale e quale esempio per i discenti, ma cosa ne è della legge che richiede la fedina penale pulita per essere un dipendente dello Stato. Insegna forse in un Istituto privato? Alcuni dei miei figli, si sono ritrovati in cattedra in un Liceo Statale, quale professore di filosofia, Mario Merlino, estremista fascista coinvolto in fatti violenti e finito nelle maglie della giustizia. Durante le lezioni raccontava le sue imprese violente vantandosene: i miei ragazzi tornavano a casa raccontando stupiti e ridendo per l'assurda situazione. Queste sono le cose che avvengono nel nostro Paese, cose avvilenti per chi vorrebbe il rispetto del buonsenso e delle regole.
Una annotazione sul mestiere di giornalista: scriveva Piero Ottone su un "Venerdì" di "La Repubblica" di qualche anno fa, più o meno "noi giornalisti siamo ignoranti, perché dobbiamo stare in tempo breve sulla notizia e, non essendo esperti in tutto, scriviamo spesso cose inesatte". Da persona intelligente non aveva alcuna difficoltà ad ammettere una realtà tangibile, ma trovo assurdo che, a distanza di tanto tempo dall'uccisione di Marta Russo, si continui a definire gli autori della sua morte "ricercatori", quando erano due dottorandi di ricerca. A distanza di tempo dal terribile fatto, i giornalisti che vogliono occuparsene hanno avuto il tempo di documentarsi ed apprendere che il Dottorato di Ricerca è un titolo che si consegue per poi affrontare i concorsi per diventare Ricercatore. Scattone e Ferraro erano dentro l'Università per studiare e pubblicare qualche lavoro sulla filosofia del diritto in modo da diventare Dottori di Ricerca dopo qualche anno ed una tesi di Dottorato: nel frattempo arzigogolavano sull'uso improprio di armi, sul "coraggio" di puntarle in basso, verso la gente e le macchine che passavano, in un gioco assurdo, irresponsabile e crudele che ha portato a togliere la vita ad una giovane e valente studentessa  in modo insensato. Quello che è assurdo è che per la legge questo omicidio è colposo e non volontario. Come se fosse involontario l'atto di puntare una pistola da una finestra di un edificio pubblico verso la folla che passa in basso. Forse i giudici hanno ritenuto che Scattone non sapesse che c'era un proiettile dentro, visto che la pistola era stata portata in quel luogo da Ferraro. Trovo strano anche che non sia stata riconosciuta una responsabilità da parte dell'Università, almeno ai fini assicurativi, visto che ogni Ateneo è tenuto ad accendere una polizza assicurativa che tuteli gli studenti iscritti e tutti i frequentatori aventi titolo da eventuali infortuni.

domenica 1 maggio 2011

Nessuna speculazione

Roma, 30 apr. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Il reparto di neurochirurgia dell'ospedale Santo Spirito di Roma, dove e' stato inizialmente portato ieri il giornalista Lamberto Sposini dopo il grave malore che l'aveva colpito, "e' chiuso da gennaio di quest'anno, come previsto dal Piano di rientro dal deficit della sanita' laziale". Lo sottolinea Domenico Iscaro, presidente dell'Anaao Assomed e medico al Santo Spirito, aggiungendo pero' che "la sala operatoria chiusa e' ancora attrezzata, le apparecchiature sono al loro posto ma inutilizzate e il personale prende lo stipendio senza essere operativo".

"Non voglio speculare - premette il medico - Sposini e' apparso sin dall'inizio un caso molto grave: certo e' che se fosse arrivato a dicembre 2010, quando ancora il reparto era funzionante, sarebbe stato sottoposto al drenaggio nell'arco di mezz'ora, un'ora al massimo", senza dover essere trasferito in un altro ospedale.

Il punto e', secondo Iscaro, "che si e' accentrata l'attenzione sui ritardi nei soccorsi e sui malfunzionamenti del 118, quando in un grosso e importante ospedale come il santo Spirito - rimasto l'unico punto di riferimento per il centro della capitale dopo la chiusura del San Giacomo - si decide di chiudere un reparto, lasciando apparecchiature e personale inutilizzato, che gira per l'ospedale senza poter operare. Dov'e' il risparmio che si voleva ottenere? Di questo dovrebbe occuparsi la presidente Polverini, perche' a pagare sono ancora una volta i cittadini".

Nessuna speculazione, anzi, il Dott. Iscaro dice semplicemente la VERITA' che non deve essere taciuta e che viene alla ribalta solo quando ci incappa un paziente noto, come nel caso dello sfortunato e bravo giornalista televisivo.
A Roma c'è un detto antico: "I risparmi di Maria Calzetta", per mettere in ridicolo, con saggezza popolare, risparmi inutili che non sono tali. E' quello che si sta facendo e si è fatto per riparare a ruberie operate da politici e pubblici amministratori che, invece di pagare loro con i propri beni ed il sequestro dei loro guadagni fino alla fine della riparazione del buco creato nei conti della Sanità Pubblica, come sarebbe sacrosanto e giusto, debbono pagare i pazienti a rischio di vita, come nel caso di Sposini, e professionalità di medici acquisite con anni ed anni di una severa preparazione, che ha un costo per loro e per la nazione, e deve pagare il cittadino che con le sue tasse  ha permesso l'acquisto di attrezzature chirurgiche ora lasciate alla polvere. A Roma tutti parlano della nuovissima Rianimazione del S. Giacomo chiusa e mai usata per "I risparmi di Maria Calzetta". Non tutta la gente sa che i medici chirurghi, deprofessionalizzati da queste scellerate scelte, debbono essere pagati ugualmente, essendo vincitori di un pubblico concorso e assunti nel SSN a tempo indeterminato. 
Nel caso di Sposini, come in mille altri casi come il suo, la tempestività di un drenaggio, che diminuisca la pressione del sangue all'interno del cranio, è importantissima per evitare danni peggiori alle delicate strutture del cervello.

giovedì 28 aprile 2011

Corpo Forestale dello Stato di Sabaudia (LT)

Sigilli a manufatti abusivi sulle dune e sul Lago di Paola.
I nostri complimenti al Corpo Forestale dello Stato.
La lotta contro l'abusivismo edilizio deve ora continuare!

Il circolo Larus Legambiente di Sabaudia si complimenta con il Corpo Forestale dello Stato, comando stazione di Sabaudia, per la serie di sequestri portati a termine nell'antivigilia di Pasqua, di 4 manufatti abusivi sul lungomare tra Sabaudia e San Felice Circeo e sulle sponde del Lago di Paola.

Speriamo che a questa prima ondata ne seguano altre al fine di reprimere gli abusi e le violenze ambientali di coloro i quali intendono il Parco Nazionale del Circeo un territorio da saccheggiare, sottraendolo ai cittadini ed al suo ruolo di bene comune inalienabile.

Ricordiamo che sono ancora molti gli abusi commessi, a partire dagli scheletri di Quarto Caldo a San Felice Circeo, i quali attendono ancora l'abbattimento. L'auspicio è una maggiore collaborazione tra gli Enti, azioni di sorveglianza adeguate e soprattutto la repressione del fenomeno mediante abbattimento e ripristino dello stato originario dei luoghi, come peraltro previsto dalla legge, a partire dalle molte ordinanze di abbattimento ancora stranamente non eseguite.



Il direttivo del circolo Larus Legambiente di Sabaudia

martedì 26 aprile 2011

La Benemerita non si tocca

 brutale aggressione da parte di quattro giovani a Sorano (Grosseto)

Le condizioni di Antonio Santarelli e Domenico Marino sono stabili, anche se il primo continua ad essere tenuto in coma farmacologico, mentre l'altro rischia di perdere l'uso dell'occhio destro, oltre ad avere riportato vari traumi in tutto il corpo, in particolare al volto.

No, signori giornalisti, così non va bene. Le parole influenzano le menti e voi continuate a chiamare chi compie atti violenti e delinquenziali: giovani, oppure ragazzi!! No, sono solo delinquenti. Non bisogna attendere il giudizio di un tribunale per definirli tali: sono le loro azioni delinquenziali a definirli. Guai ad attenuare con le parole la violenza, aggravata dal fatto che è stata espletata con ferocia inaudita visto il risultato sui due carabinieri che stavano svolgendo il loro dovere. Violenza e ferocia gravissime perché rivolte verso l'Autorità dello Stato incarnata in una divisa Benemerita che non si tocca, perché il farlo è un attacco allo Stato stesso che rappresenta come una delle sue più alte istituzioni. Gli uomini possono essere fallaci ma la divisa no. Aggredire dei carabinieri è un atto di una gravità assoluta e spero che i delinquenti aggressori abbiano adeguata punizione, o rischiamo di brutto come società che vuol dirsi civile.

Sono d'accordo con Antonio Di Pietro sulla Libia

"Bombardare una nazione - dice il leader dell'Idv in una nota - non ci pare possa essere considerato uno sviluppo né naturale né costituzionalmente corretto. Né può valere l'ipocrita giustificazione che tutto ciò sarebbe già stato autorizzato dalle Nazioni Unite e dal Parlamento italiano".

"Infatti, l'Onu - spiega Di Pietro - non ha mai avallato tale scelta e, soprattutto, le nostre Camere non hanno mai discusso, né approvato un provvedimento in cui c'era scritto, nero su bianco, di fare guerra ad un'altra nazione. E' stato solo deliberato di impedire che avvenissero dei massacri della popolazione inerme durante una guerra civile. Già! Perché di guerra civile si tratta e pertanto l'Italia - conclude - non dovrebbe interferire nelle decisioni interne di un altro Stato, ma solo prodigarsi per fornire assistenza, solidarietà e supporto umanitario alla popolazione civile".

lunedì 18 aprile 2011

Petizione esempio di civiltà


Chi ama Latina non la sporca!

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Chi è per la legalità non infrange la legge!
Latina, 17 aprile 2011

Al Commissario Prefettizio
Dott. Guido Nardone
Piazza del Popolo 1
Egregio Commissario,
Anche quest’anno Latina e i suoi cittadini sono vittime dell’inciviltà di molti candidati che stanno insozzando la città coi loro manifesti elettorali affissi illegalmemte in ogni dove.
Oltre al degrado e alla sporcizia, il fenomeno dei manifesti illegali arreca danni permanenti ad alcune strutture pubbliche e costituisce un serio pericolo per la sicurezza laddove i manifesti nascondono la segnaletica stradale o, staccandosi dai supporti improvvisati, creano intralcio alla circolazione dei passanti e/o delle autovetture o, addirittura, certe strutture improvvisate potrebbero abbattersi sui passanti causandone il ferimento e persino la morte.
Un altro aspetto da non trascurare è il danno economico sofferto da chi (di solito commercianti) ha pagato inutilmente per dei manifesti pubblicitari che vengono coperti nel giro di poche ore.
Un aspetto molto grave dei manifesti elettorali illegali è l’esempio negativo che proviene proprio da chi si candida a governare la cosa pubblica, che irride con arroganza la legge e disprezza il senso civico.
L’indifferenza delle Istituzioni è però il risvolto più negativo, poichè ingenera nei cittadini un profondo senso di sfiducia e di abbandono e fornisce ai politici l’arrogante senso di impunità e di superiorità alla legge.
Ben consci che, come al solito, la classe politica nazionale ha provveduto preventivamente a condonarsi ogni violazione della legge sulle affissioni elettorali, rendendo vane le multe e lasciando i costi a carico della collettività, con questa lettera chiediamo alla S.V. - come ultimo atto d’amore verso questa città disgraziata - di voler contrastare fortemente e direttamente il fenomeno, facendo rimuovere prontamente ogni manifesto elettorale illegale e ogni struttura eretta illegalmente per sostenere i manifesti e addebitare ai trasgressori le spese per il ripristino dello stato dei luoghi.
Con l’occasione informiamo la S.V. che il comitato spontaneo "Chi ama Latina non la sporca! – Chi è per la legalità non infrange la legge!" martedì prossimo, a titolo dimostrativo, provvederà a staccare alcuni manifesti elettorali affissi illegalmente.
L’occasione ci è grata per porgere distinti saluti.


Primo firmatario Segue lista con _____________ firme

Questa pregevole iniziativa, che mi è giunta attraverso ambientalisti, la condivido in pieno. L'argomento è stato oggetto da parte mia di attenzione, in quanto la mondezza sparsa in giro mi disturba moltissimo e mi stupisco di come la gente, in genere, sopporti che chi si propone come suo rappresentante nelle istituzioni imbratti di manifesti tutto, anche luoghi dove è scritto: DIVIETO DI AFFISSIONE.
A Roma e provincia non è certo diverso che a Latina!! Al Km. 27,5 della Via Tuscolana, ad esempio, c'è una pensilina di una fermata del bus Cotral completamente foderata di manifesti. Praticamente da quando è stata ricostruita, dopo anni di un'orrenda pensilina arrugginita con ferri pencolanti e pericolosi per i poveretti che dovevano attendere il bus, è stata immediatamente foderata di manifesti senza soluzione di continuità, per cui non è possibile, per lo sventurato che attende il bus, vedere quando arriva, qualora volesse attendere seduto sulla panca e, peggio, qualora piovesse e volesse ripararsi. Le pareti trasparenti delle pensiline servono proprio a questo: a consentire la visibilità. Come può essere civile un Paese che consente questo schifo?! 
Prima si potevano elevare multe, ora a quanto sembra non più grazie al "Milleproroghe". Ma ci possiamo consolare, perché tanto non le elevavano neppure prima!!
Esiste inoltre una legge che impone ai candidati alle elezioni ed ai partiti di pagare per la pulizia delle strade invase dalla carta dei manifesti elettorali. Non so se il "Milleproroghe" abbia sollevato i partiti anche da questo ma so, per esperienza diretta, che non facevano nulla neppure prima.
A Grottaferrata, una volta ridente cittadina dei Castelli Romani (ora ride un pò meno), dopo un anno dalle elezioni che avevano portato Zingaretti ad essere Presidente della Provincia, i manifesti con la sua sorridente faccia erano ancora, mezzi strappati e mezzi no, lungo tutto un tratto della via Anagnina a far brutta mostra di sé. Il vento portava i pezzi staccati in giro a sporcare strada e marciapiedi (ove esistenti). La quantità era enorme e nessuno si peritava di pulire. Scrissi dunque a Zingaretti segnalando la cosa e ricordando i soldi che dovevano essere dati quale contributo alla sporcizia elettorale. Non mi rispose, e questo me lo aspettavo, ma tutto rimase sporco come prima ancora a lungo.
Non farò petizioni come i pregevoli cittadini di Latina, ma loro mi hanno ispirato un pensiero: ogni volta che vedrò immondizia in insopportabile quantità, farò delle foto e le pubblicherò con data e luogo dello schifo. I responsabili del pubblico imbrattamento sono avvisati.