DA: IL MESSAGGERO.IT
ROMA - «In questi
mesi tormentati il Quirinale è stato oggetto di attenzioni speciali e tentativi
di condizionamento impropri, e brutali, ai quali sono completamente estraneo, dei
quali sono un avversario deciso. La frittata non è rovesciabile». Lo afferma
Silvio Berlusconi in un'intervista al Foglio anticipata sul sito del
quotidiano.
«La giusta decisione di sollevare conflitto di
attribuzione - afferma ancora l'ex premier - presso la Corte
costituzionale non riguarda il settimanale mondadoriano, ma i comportamenti di
una procura della Repubblica e i suoi portavoce a mezzo stampa, che oltre tutto
per evidenti ragioni di piccola politica adesso litigano tra loro. I cittadini
non sono stupidi, certe cose le capiscono al volo». E ancora: «Non gioisco per
il fatto che questo metodo è arrivato, per calcoli politici precisi e direi di
bassa lega, a lambire la massima istituzione dello stato. Anzi, proprio per
evitare manovre torbide e destabilizzanti, italiane e internazionali,
nell'interesse di un'Italia che amo e ho sempre amato, ho contribuito in modo
determinante, nello scorso mese di novembre, al varo di un'operazione di
emergenza imperniata sul governo del senatore Mario Monti e della sua compagine
tecnica. Ritengo di essermi comportato da uomo di stato e da
patriota».
Grasso: come nel '92 attacco a giudici e capo dello
Stato. «È possibile che siamo in presenza di un ulteriore tentativo di
destabilizzazione nel nostro Paese contro la magistratura e il capo dello
Stato». Lo ha detto il Procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso. Come nel
'92 «oggi assistiamo a una ulteriore destabilizzazione fatta da menti
raffinatissime contro la magistratura e contro il capo dello Stato», sottolinea
Grasso. Intervenendo alla Festa del Pd, il magistrato sostiene: «Le stragi
mafiose del '92 si inserivano in una strategia più ampia che tendeva a mantenere
l'esistente ed a fermare la spinta al cambiamento. Oggi c'è una ulteriore
destabilizzazione fatta da menti raffinatissime contro la magistratura e contro
il capo dello Stato».
Messineo. «Anticipazioni di questo
genere concorrono a quella logica politica di tensione, di ricerca di
determinate soluzioni politiche, che c'è in questo momento». Il procuratore di
Palermo, Francesco Messineo, ha commentato così il servizio del settimanale
Panorama sulle intercettazioni delle telefonate tra Napolitano e l'ex ministro
dell'Interno Nicola Mancino. «Da cittadino, ragionando secondo logica - ha
aggiunto - potrei dire che lo scopo di queste propalazioni è quello di far
salire la temperatura. La divulgazione di questi presunti contenuti è senza
dubbio un episodio inquietante».
«Da Panorama anticipazioni
senza fondamento». «Da magistrato - ha proseguito Messineo intervistato
a Klauscondicio - non sono in grado di spiegare le ragioni di questa
pubblicazione, non so quali siano le fonti di Panorama. Io non vorrei inserirmi
in questo tipo di discussione, perché anche affermare che una ricostruzione è
infondata significa, in un certo senso, dare delle indicazioni. In un certo
senso, comunque, si è verificato un episodio che pone un problema, e non sto
parlando di verità interna o di fondatezza, anche se concordo sul fatto che non
mi risulta che queste anticipazioni abbiano un
fondamento».
«Distruggere le intercettazioni». «È
auspicabile che le intercettazioni irrilevanti ai fini del processo siano
distrutte, il problema è soltanto il percorso per arrivare all'eliminazione», ha
detto il procuratore di Palermo, Francesco Messineo. «Siamo tutti d'accordo sul
fatto che devono essere distrutte, sono prive di valenza penale e interesse
investigativo; che possano o meno avere una valenza politica non ci riguarda
come autorità giudiziaria, come magistrati inquirenti, è un fatto accessorio che
rende ancora più auspicabile che vengano distrutte», ha proseguito Messineo.
«La divergenza è solo sul modo in cui pervenire a questa distruzione.
Noi sosteniamo che lo debba fare il giudice nel contesto di un'udienza, alla
quale avrebbero il diritto di partecipare le parti, eventualmente interessate,
mentre altrove si sostiene che, trattandosi di intercettazioni che riguardano il
Presidente delle Repubblica, si debba distruggerle nel contesto di un'udienza
segreta e non accessibile, prima si era detto da parte del pubblico ministero,
oggi si dice da parte del Gip. Ad ogni modo, anche questa è una tesi in diritto
sostenibilissima e assolutamente legittima».
«Con il
Quirinale - ha proseguito il procuratore di Palermo - c'è ovviamente una
divergenza di vedute sulla normativa di diritto positivo che regola attualmente
la distruzione delle intercettazioni, ma si tratta di una questione giuridica,
non politica. Nonostante questo non ci sottrarremo, naturalmente, a ciò che la
Corte Costituzionale deciderà e riterrà nel caso in esame», ha precisato
Messineo, ribadendo che «se la Corte Costituzionale dovesse dare delle
indicazioni che sono nel senso della tesi sostenuta dal Quirinale, noi
ovviamente vi presteremmo il massimo ossequio, perché ripeto, è un problema di
carattere giuridico, nulla di più, e noi siamo dispostissimi e favorevolissimi a
ricevere delle indicazioni autorevoli».
Cancellieri.
Quello delle intercettazioni è «uno strumento preziosissimo», ma «non è
nemmeno pensabile che si possa intercettare il capo dello Stato», interviene il
ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri ai microfoni di Prima di tutto, su
Radio 1 Rai, definendo «inaccettabile» quanto sta accadento intorno al
presidente Napolitano. «Sono fatti inaccettabili, siamo di fronte ad una
istituzione davanti alla quale tutti dobbiamo portare rispetto e considerazione.
Nel momento in cui un Paese perdesse certi principi che sono fondamentali per il
vivere civile - ha aggiunto - credo che smarrirebbe se stesso». Riferendosi poi
alla pubblicazione delle presunte intercettazioni sul settimanale Panorama, il
ministro ha affermato che «sono cose che non possono essere consentite perché
non si può consentire che la più alta istituzione dello Stato venga posta in
questa maniera all'attenzione e venga in qualche modo offuscata la sua immagine
perché è un'immagine di altissima specchiatura».
«Io credo - ha
precisato - che bisogna distinguere la necessità delle intercettazioni», «uno
strumento preziosissimo che ha portato a risultati veramente molto significativi
in tantissime inchieste», ma «contemporaneamente non si può sopportare cose di
questo genere. La pubblicazione - ha concluso - deve seguire delle regole molto
serie e molto precise e poi comunque qui parliamo del Capo dello Stato che non
dev'essere nemmeno intercettato, cioè, non è nemmeno pensabile che si possa
intercettare il Capo dello Stato».
Severino. «Non
comprendo davvero perché‚ alcuni organi di stampa proseguano con la
pubblicazione di una ridda di illazioni, insinuazioni e congetture» sul
presidente della Repubblica «presentandole come fatti», dice anche il ministro
della Giustizia Paola Severino in una intervista al quotidiano cattolico
Avvenire, aggiungendo che quanto pubblicato «non sono fatti, sono solo
illazioni, camuffate da pseudo-notizie».
Venerdì 31 Agosto 2012 - 16:59
Riporto un Commento sotto l'articolo del "Messaggero.it"
le intercettazioni sono
giudiziarie
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e non politiche! Che razza di
ragionamento è mai questo, sono giudiziarie verso il più alto politico
rappresentante il paese, e pare poco. Solo in questo paese esistono immagini di
alta specchiatura, Cancellieri? Il presidente della Germania lo era altrettanto
e si è dimesso, quindi queste specchiature come vengono da lei chiamate, si
graffiano, si offuscano anche con il tempo, e si presentano come fatti perché
essi esistono e capiamo il vostro interesse a passarci un panno sopra, chi ve
l'avrebbe detto che avreste di botto occupato una poltrona sì in alto, ed
ora i cattivoni del popolo vi stanno tirando giù? E lei Severino, se queste sono
illazioni, ve ne stiamo chiedendo la prova, altrimenti la specchiatura è
compromessa per sempre, maggiormente se ne cancellate l'esistenza senza che il
popolo se ne sia accertato. Il POPOLO QUELLO SOVRANO che manda la gente al
governo con il suo voto e non con i sotterfugi come ci siete arrivati voi, è
bene che lo capiate, intesi?
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Commento inviato il
31-08-2012 alle 20:16 da thalia36
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Ho riportato un commento di tale "thalia36" per dare un saggio di come la gente, non tutta, non si fa manipolare.
Non l'ho riportato perché io sia d'accordo su tutto quanto questa persona scrive, ma sono d'accordo su alcune cose.
Diciamo subito che non sono d'accordo su "...chi ve l'avrebbe detto che avreste di botto occupato una poltrona sì in alto, ed ora i cattivoni del popolo vi stanno tirando giù?" Certo, è vero, ma quelli che le hanno occupate in precedenza negli anni non erano esattamente quello che il popolo voleva, pur avendoli votati! Lo hanno dimostrato con il loro operato fino a screditare i Partiti da cui provenivano.
Il problema non è se votati o meno, il problema è se si è degni o meno di servire la Nazione e di incarnare l'Istituzione affidatagli/le.
"Il POPOLO QUELLO SOVRANO che manda la gente al governo con il suo voto e non con i sotterfugi come ci siete arrivati voi, è bene che lo capiate, intesi?" Ecco, il Popolo Sovrano dovrebbe esserlo, ma che mandi al governo la gente giusta su questo ho molti dubbi... Sarà per il meccanismo perverso delle elezioni, sarà per le successive scelte perverse dei Partiti, sarà perché Uomini specchiati che si accontentano solo della giusta prebenda della carica ricoperta ce ne sono pochini, fatto è che i precedenti ministri ed i precedenti Capi di Governo non si fanno certo rimpiangere visto che di decennio in decennio hanno ridotto il nostro splendido Paese come vediamo tutti!
Sul resto di quello che scrive l'ignoto commentatore, che si nasconde dietro uno pseudonimo, dimostrando così, come molti, troppi, di non avere il coraggio di firmare quello che pensa, sono abbastanza d'accordo.
Non di intercettazioni fatte SUL TELEFONO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA si trattava, bensì su quello di NICOLA MANCINO per acclarare se, quando egli era Ministro, ci sia stata una trattativa con la Mafia.
Il Magistrato Ingroia (che fra poco sarà inviato ad altro incarico in Guatemala mi pare...) indagava correttamente su Mancino e le intercettazioni erano sensatamente autorizzate per questo. Se poi Mancino chiama il Presidente della Repubblica per lamentarsi con lui "dei magistrati di Palermo" è un falso di altissima ipocrisia dire che si stava intercettando la più alta Istituzione dello Stato e che questo è inammissibile ed allora le intercettazioni... "si debba distruggerle nel contesto di un'udienza segreta e non accessibile".
Questo è realmente inaccettabile. Tuttalpiù: ..."sosteniamo che lo debba fare il giudice nel contesto di un'udienza, alla quale avrebbero il diritto di partecipare le parti, eventualmente interessate,".
Non è ammissibile nulla di contrario a questo perché la VERITA', in una democrazia VERA, non deve fare paura a nessuno, se si vuole parlare di un'immagine di altissima specchiatura! Altrimenti ha ragione "thalia36": ...."queste specchiature come vengono da lei chiamate, si graffiano, si offuscano...".
Non dimentichiamo che un Presidente della Repubblica, tale Leone, fu costretto a dimettersi per fatti gravissimi, dunque non basta incarnare "una istituzione davanti alla quale tutti dobbiamo portare rispetto e considerazione".
Dunque ha ragione il Procuratore Capo di Palermo nel dire che "...affermare che una ricostruzione è infondata significa, in un certo senso, dare delle indicazioni..." E allora cito di nuovo "thalia36": E lei Severino, se queste sono illazioni, ve ne stiamo chiedendo la prova, altrimenti la specchiatura è compromessa per sempre, maggiormente se ne cancellate l'esistenza senza che il popolo se ne sia accertato.
Non riporto questa immagine per il Partito che prese l'iniziativa della commemorazione, ma per la citazione riportata a destra della foto, pensiero di un Presidente senza ombre.