martedì 4 febbraio 2014

Letta e "Il Grande Fratello"

Ma sì, questo post lo scriviamo in rosa! Almeno in parte.
Anche se parliamo di cose tristi che però il comportamento grottesco del nostro Presidente del Consiglio rende comiche.

Mentre il Presidente di Confindustria lancia l'ennesimo appello-richiamo sulla situazione economica del Paese, mentre madri e padri di famiglia hanno il gelo nel cuore per la disoccupazione, mentre il dissesto del territorio italiano si mostra in tutta la sua drammaticità... Letta cosa fa? Prende posizione ed esterna tutta la sua solidarietà a tre persone fondamentali per l'economia del Paese: tale Daria Bignardi, Corrado Augias e... Fabio Fazio!!!

Cosa avranno pensato gli operai la cui fabbrica ha chiuso, coloro che hanno le case allagate, quelli che le hanno dovute abbandonare perché la terra franava sotto i loro piedi, i piccoli imprenditori alla canna del gas???!!!
Un Capo del governo che trova il tempo ed il pensiero per interessarsi a tre giornalisti perché fanno propaganda per il suo governo, evidentemente!
E da chi li difende?
Da un tale che, pare, abbia partecipato alla trasmissione obnubila-cervello "Il GrandeFratello"!!!

Ragazzi, perdete ogni speranza che la nave Italia non finisca sugli scogli condotta da un simile nocchiero!
A meno che non abbia ragione mio marito che crede Matteo Renzi un grande stratega che sta operando per cambiare le cose e prima possibile toglierà il timone a Enrico Letta. 

Ma torniamo a colui per cui si è scomodato Letta: Rocco Casalino.
Ignoravo chi fosse ma mi sono documentata. 
Da: Il Giornale.it
Lo avevamo lasciato nel confessionale del Grande Fratello e ora ce lo ritroviamo alla Camera. Rocco Casalino, tra i primi concorrenti a entrare nella ormai famosa casa del primo reality della tv italiana, ha abbandonato la carriera da ingegnere per darsi a quella del giornalista (ha lavorato per Telenorba, Telelombardia, Sky e Mediaset) ed è da poco entrato nell'ufficio stampa del M5S

CONTENU

Un "ripiego" in realtà: Casalino era - parole sue - "candidato al Consiglio regionale della Lombardia", ma ha preferito retrocedere per evitare che la sua notorietà venisse strumentalizzata. Ma la sua faccia, per mesi sotto gli occhi di tutti, non poteva certo passare inosservata tra quelle della delegazione grillina che questa mattina ha incontrato Pier Luigi Bersani. Dismessi maglioncini a righe e tagliati i capelli, l'ormai 41enne Casalino ha indossato giacca e cravatta e si è appuntato sul petto il cartellino "staff" per seguire i capigruppo M5S Vito Crimi e Roberta Lombardi nella sala del Cavaliere a Montecitorio.
Un giornalista tra chi snobba i giornalisti, incaricato di fare da tramite tra il MoVimento e i media. E che viene da quello stesso mondo - i reality e la televisione generalista  - che i grillini ripudiano. E c'è di più. Spulciando su Facebook, si trovano due profili del gieffino. Entrambe sono state aggiornate nell'ultimo mese, entrambe hanno come "avatar" una foto in cui Casalino indossa orgoglioso una pettorina del M5S, in entrambe si definisce giornalista. Ma in una delle due (quella che non riporta la sigla Mcs e che quindi non dovrebbe essere collegata alla sua attività politica) specifica: "GiornalistaMediaset". Carica che sparisce dal curriculum pubblicato sul portale di Grillo in occasione della sua candidatura. Così come spariscono sia Mediaset che Sky dalle aziende in cui ha lavorato nell'altro profilo, quello intestato a Rocco Casalino Mcs e creato quando è entrato nel MoVimento. Che abbia voluto "ripulire" la sua carriera?
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Dunque sembra sia Ingegnere (sembra perché ormai in Italia bisogna stare attenti, una volta fregiarsi di titoli accademici senza averli era un reato, ora dopo gli Oscar Giannino, le ammissioni imbarazzate di Guido Crosetto, che ha confessato di aver avuto la debolezza di dire di essersi laureato in Economia, quando invece aveva solo dato degli esami per quel Corso di Laurea, e altri casi grotteschi, bisogna diffidare) poi giornalista e il resto leggetelo sopra. 
Gli rimproverano di aver scritto sul blog di Beppe Grillo una lettera aperta alla ex-conduttrice del "GrandeFratello" facendole notare che aveva sbagliato a chiedere al deputato 5 Stelle Di Battista di suo padre e se era vero che aveva idee fasciste e, allo stesso modo, dice il Casalino, "a te Daria si potrebbe chiedere del nonno dei tuoi figli che è stato condannato per essere stato il mandante di un assassinio."
Apriti cielo! Letta ha espresso la sua solidarietà! E visto che c'era anche ad Augias e a Fazio, che poche sere fa ha ospitato nella trasmissione di RAI3 il nonno dei figli di Daria Bignardi per pubblicizzargli un libro a nostre spese. Ma Letta ha fatto anche di più! Ha detto che "ERA UNA BARBARIE", evidentemente ricordare quello che ha fatto Adriano Sofri è una barbarie per lui. Mentre gli sta bene che vadano a sindacare le idee politiche del padre di Di Battista, che nulla c'entra con il ruolo di deputato del figlio. Anzi, dignitosamente, si è rotto le scatole di tutte queste polemiche che l'hanno tirato in ballo e schiettamente ha messo sotto il post incriminato di Casalino la seguente esternazione: 
UNA PICCOLA VERITA' STORICA.
La mia "identificazione" come fascista riguarda le mie radici e le mie convinzioni culturali.
Esse si rifanno ad una filosofia,a certe prese di posizione ed a certi comportamenti nei confronti della Società.
Si collegano direttamente al sindacalismo rivoluzionario,ad uomini come Giuseppe Giulietti(nonno dell'attuale) come Alceste de Ambris (fiumano),Filippo Corridoni(socialista nazionalista, morto nella grande Guerra),Nicola Bombacci(comunista morto con Mussolini).
Sono anti liberista,anti capitalista,stimo il professor Auriti e le sue teorie economiche e finanziarie e sono per una economia socializzata.
Se fossi vissuto durante il ventennio,probabilmente sarei stato al confino mentre un Gasparri qualunque sarebbe stato un gerarchetto ed Augias avrebbe concorso ai Littoriali.
Ribadisco che io sono io,Alessandro è Alessandro,che ognuno vale uno e che,a questo punto,mi sarei leggerissimamente rotto i coglioni.
vittorio di battista, Civita Castellana Commentatore certificato 03.02.14 11:20| 
Per dovere di cronaca riporto uno dei commenti sotto il medesimo post che trovo equilibrato e divertente:
Le Colpe e i meriti di famiglia
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Le colpe dei padri non possono ricadere sui figli incolpevoli , cosi' come le scelte politiche , il passato , il presente e il futuro.
Se è già scorretto scavare nella vita privata per cercare l'anomalia e la contradddizione , figuriamoci se si va a curiosare nella vita dei famigliari .
E' scorretto ma sport preferito. Ed è quindi giusto replicare.
Ma se la replica viene affidata a Rocco Casalino ex concorrente della prima edizione del Grande Fratello che scrive una lettera aperta all’allora conduttrice del reality show di Canale 5 Daria Bignardi ......
Siamo alla metafisica .......
Tinazzi - Albano Laziale



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Nel guazzabuglio di commenti è venuto fuori di tutto: gente che scrive che la Daria Bignardi non si doveva permettere perché "la televisione è pubblica", non rendendosi conto che la conduttrice lavora in una televisione privata....
Altri chiedevano conto del perché Sofri non stava in galera... Della serie "ma perché non si documentano visto che, scrivendo sul blog di Grillo, dimostrano di saper andare sul WEB"? Boh?!
Altri che parlavano de "La Gabbia", trasmissione che non è quella che conduce la contestata Bignardi...
Infine uno che proprio era fuori dalla realtà e aggressivamente diceva che "Sofri, il suocero che se ne sta in Brasile.."
Ora, a parte che ignoro se la signora è sposata con Luca Sofri e dunque se Adriano può essere il suocero (ma tanto ormai il Codice Civile non è più rispettato, data la "deregulation" di questo Paese e l'uso di chiamare "moglie", "marito", "suocero" anche chi legalmente non lo è), ho inteso sottolineare la confusione mentale di codesto commentatore con il sottostante scritto:

 "Ma perché parlate senza sapere cosa dite? Se ci tenete al Movimento 5
Stelle prima cercate di orizzontarvi nella realtà e poi parlate. Chi sta in
Brasile? Chi?!! La tua mente è confusa: Sofri è in Italia e in Brasile c'è
Battisti, che ha tutta un'altra storia. L'unica cosa in comune è l'idea a
sinistra. Battisti faceva rapine per foraggiare il suo gruppo che si diceva
comunista, Sofri era l'ideologo di un gruppo comunista e di un giornale
"Lotta continua". Studiate prima di parlare, leggete! Altrimenti fate danno
a Beppe Grillo che già si è danneggiato di suo scrivendo le cavolate su
"Che ci faresti in auto con la Boldrini"! Ma per piacere!!  "


Ebbene: il commento del "confuso mentale" è sparito con, ovviamente, la mia reprimenda.
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5 febbraio 2014: aggiornamenti
Mi è arrivato un messaggio da You Tube con la faccia di Alessandro Di Battista e cliccando sul video si è aperta la registrazione della trasmissione condotta da Daria Bignardi in cui era ospite il deputato 5 Stelle: ho visto ed ascoltato solo le prime battute e subito mi è venuto da ridere. La Bignardi, tanto "colta e tanto brava", invece di dire "non si schermisca" ad Alessandro, che minimizzava il fatto che Grillo lo aveva nominato durante il raduno di dicembre, ha detto convinta "non si schernisca", che chiunque conosca la nostra lingua sa essere di ben altro significato.
Non si preoccupi l'ex-conduttrice del "Grande Fratello": Alessandro si schermiva, questo sì, ma non si prendeva in giro da solo... 

lunedì 3 febbraio 2014

Non faccio sconti a nessuno

Da: LA STAMPA.it

Boldrini: “Da Grillo un attacco eversivo Rabbia e odio come in una dittatura”

La presidente della Camera in tv commenta gli incidenti durante il voto del
dl Imu-Bankitalia: «Le cose che abbiamo visto devono farci riflettere tutti»
È ormai scontro aperto tra la presidente della Camera Laura Boldrini e M5S. La terza carica dello Stato definisce i cinque stelle un movimento «eversivo» che vuole «spazzare via tutto», pur invitando tutti i partiti «a tornare sulla strada del rispetto reciproco».  

I grillini, a loro volta, affermano di non sentirsi più «rappresentati» e «garantiti dal suo ruolo non più super partes» e, di fatto, ne chiedono le dimissioni. 
La giornata di attacchi, repliche e contro-repliche prende forma tra il web e la tv. Il clamore per gli insulti sessisti e violenti rivolti alla Boldrini all’interno dei commenti ad un post di Grillo è ancora alto. «È istigazione alla violenza - afferma la Boldrini - Vuol dire che chi partecipa al quel blog non vuole il confronto ma offendere e umiliare: sono potenziali stupratori». 

Nel pomeriggio la terza Carica dello Stato telefona in diretta a `L’Arena´ di Massimo Giletti su Rai 1 e torna a condannare gli scontri in Aula sul decreto Imu-Bankitalia con toni durissimi. Punta l’indice contro i cinque stelle responsabili di «un attacco eversivo contro le istituzioni che deve essere respinto da tutte le forze democratiche». Poi aggiunge: «Ho visto tanta rabbia e odio come in dittatura». 

Ma l’attenzione mediatica è rivolta soprattutto agli insulti sessisti di cui è stata vittima. Così le viene chiesto un commento su un fotomontaggio ritwittato da Grillo nel quale la stessa Boldrini viene definita «ipocrita» e «cieca solo quando le conviene»: le si rinfaccia di non aver preso posizione contro alcuni slogan sessisti adottati dal Pd (si mostra alle sue spalle l’immagine di una sfilata di moda nella quale due ragazze indossano un costume succinto con una scritta pro-Renzi).

 Lei non si sottrae alla provocazione e controbatte: «Mi chiedo come le deputate e le sostenitrici del M5S possano accettare quello che accade». In studio, pochi minuti dopo, interviene la deputata Loredana Lupo. La parlamentare si scusa per le offese sessiste («Sono donna e madre e posso capire») ma replica a sua volta alla Boldrini: «Ha solidarietà per tutti, ma non per me», afferma riferendosi allo schiaffo che ha ricevuto in Aula da parte del questore Stefano Dambruoso durante il trambusto sul dl Imu-Bankitalia. In ambienti del M5S non si escludono una sanzione interna per Massimo De Rosa, l’autore dell’offesa alle deputato Pd che poi lo hanno denunciato. «Se qualcuno dei nostri sbaglia, tutti chiediamo scusa. Invece, dal Pd e dalla Boldrini non mi è arrivata alcuna solidarietà», afferma la Lupo. 

Ma l’attacco più duro alla Boldrini arriva dal vicepresidente della Camera Luigi Di Mario. «Sentirsi dire eversori, vuole dire che per noi Laura Boldrini non è più la presidente di tutte le forze politiche della Camera. Lei fa soltanto gli interessi della maggioranza. Ormai non è super partes ma è scesa in campo». «Da oggi, con quale spirito ci rivolgeremo a lei per vedere garantiti i nostri diritti di minoranza?», prosegue Di Maio. 
In serata arriva la risposta della stessa Boldrini. La presidente della Camera è ospite di Che tempo che fa su Rai 3. motivo per il quale i cinque stelle sul blog di Grillo la accusano di «occupare la Rai». La replica è dura. «Di Maio dovrebbe collaborare con la Presidenza così come scritto nel regolamento. Se avessi voluto fare un piacere al mio elettorato avrei fatto decadere il decreto Imu-Bankitalia, ma sono una figura di garanzia», spiega. Poi descrive un particolare non ancora conosciuto del caos in Aula: «Sono venuti sotto la presidenza due deputati M5s che mi hanno detto qualsiasi ingiuria e insulto: non erano più in grado di fermare questa loro azione violenta», racconta. Infine, rassicura i cinque stelle sul caso Lupo-Dambruoso. «Io condanno la violenza a 360 gradi, e particolarmente quando c’è di mezzo una donna. La mia condanna è totale. C’è una istruttoria in corso e nessuno sarà escluso. I deputati cinque stelle devono stare tranquilli: non ci saranno due pesi e due misure». 
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In questo piccolo blog non faccio sconti a nessuno.
Solo gli stupidi si entusiasmano a senso unico, infilano la testa dentro il sacco e danno ragione all'infatuazione del momento.
Quando ho creduto ad Antonio Di Pietro avevo gli occhi aperti sulle contraddizioni che mi apparivano davanti e le denunciavo anche per scritto sul suo blog: da qualche parte forse si possono ancora ritrovare sul WEB.
Leggevo, invece, commenti infantilmente entusiastici e ciechi anche da gente con molti anni sulle spalle e non mi piacevano.
Mi piace la gente che si informa e che ragiona e che non mette la testa dentro un sacco.
Mi piace dunque chi, pur essendo militante del Movimento 5 Stelle, scrive sotto i post del blog di Beppe Grillo: "Beppe ha fatto una cazzata a scrivere quella stupidaggine sulla Boldrini: "Che fareste in auto con la Boldrini?"
Perché un attore comico se fa il catalizzatore dello scontento morale del popolo italiano deve sentire il senso di responsabilità del suo ruolo e lasciare le battute da bar o da caserma al suo lavoro di attore comico, se gli va. 
Ha fatto una grossa stupidaggine offrendo il fianco alle giuste critiche e attirando così simpatia e solidarietà su questa donna che ha sbagliato nel suo ruolo importante e solo di questo si dovrebbe parlare.
Invece Beppe Grillo ha allentato il controllo su quella parte di sé ridanciana quando qui non c'è niente di cui ridere. La sua battuta ha smosso le menti più sciocche e incoscienti dei maschi e le donne hanno percepito che una simile domanda di certo le escludeva, a meno di non essere lesbiche, e dunque a quale elettorato o seguaci si rivolgeva Grillo?
A mio avviso ha ceduto ad un impulso vieto senza riflettere sulle conseguenze e questo non va bene per un leader. 

Hanno invece ragione da vendere la deputata Lupo ed il Vicepresidente della Camera Di Maio sulla Boldrini.
Ha sbagliato e continua a sbagliare mentre la televisione, asservita al governo in carica, le fa da megafono.
Ha ragione il giornalista Scanzi: "anche lei ha deluso."
Gli Italiani non collezionano che delusioni, l'unica strada che rimane loro, di fronte ad una inesistente democrazia, è la rinuncia.
Rinunciare a sperare ancora in qualche figura sopra le parti, che vuole veramente il bene del Paese, e rassegnarsi a non più votare, come tanti, me compresa, hanno fatto per anni e molti fanno ancora.
Non ne possiamo più di gente falsa, incoerente, che si fa corrompere, che non rispetta le regole...
Non ne possiamo più e disperiamo che qualcosa cambi, che l'Italia possa risollevarsi.

Un gallinaio di personalità politiche e giornalisti asserviti che sparge menzogne a cui le menti meno intelligenti e che non sono capaci di documentarsi autonomamente credono: ieri mi sono sentita dire da una persona di famiglia "che quello che è accaduto alla Camera non era mai accaduto". Mi sono cadute le braccia, letteralmente. Eppure ho documentato anche su questo blog qualche evento del passato sull'argomento.
La menzogna trionfa.
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Sei in: Il Fatto Quotidiano > Politica & Palazzo > Mandela, “...

Mandela, “Boldrini alla cerimonia con il fidanzato a spese di Palazzo Chigi”

La presidente della Camera e il suo staff sono stati ospitati a bordo del volo della Presidenza del Consiglio diretto a Johannesburg. Ma l'interessata ha voluto precisare: "Per il viaggio nessuna spesa di trasporto e alloggio né indennità di missione". E ancora: "Nessuno contesta la presenza di una moglie al fianco dei vertici istituzionali di genere maschile. Contro di me arretratezza sessista"

L’omaggio di Laura Boldrini a Nelson Mandela al centro delle polemiche. Il sito Lettera43 ha rivelato che la terza carica dello Stato si è recata in Sudafrica in compagnia del fidanzato, del suo staff e della scorta, il tutto pagato da Palazzo Chigi.

Sei in: Il Fatto Quotidiano > Politica & Palazzo > Boldrini, il &#...

Boldrini, il “caso” del volo di Stato: esposto Codacons a procura a Corte dei Conti

A bordo dell'aereo che portava la presidente della Camera ai funerali di Nelson Mandela in Sudafrica, c'era anche il suo fidanzato. Per l'associazione dei consumatori "è necessario accertare se vi siano stati sperperi di risorse pubbliche a danno della collettività"

Laura Boldrini
“Non si comprende a che titolo la Boldrini abbia usufruito con il proprio compagno di un volo pagato dai cittadini e diretto ad un evento riservato a leader mondiali e capi di Stato”. Il Codacons ha inviato questa mattina un esposto alla Procura della Repubblica di Roma e alla Corte dei Conti contro il Presidente della Camera, Laura Boldrini, per la vicenda del volo di Stato inSudafrica sul quale ha viaggiato anche il suo compagno.

Da: DAGOSPIA - Italia marcia che dà la nausea


1. IL PECCATO DI GIOVENTÙ DI MASTRAPASQUA? HA TAROCCATO ALCUNI ESAMI PER LAUREARSI - 2. LA STORIA È QUESTA: IL RE DELL’INPS PRESENTÒ GLI STATINI DI ALCUNI ESAMI CHE IN REALTÀ NON AVEVA MAI SOSTENUTO. I VERBALI ERANO STATI SIGLATI CON FIRME FALSE. MASTRAPASQUA PRESENTÒ DOMANDA PER L’ESAME DI LAUREA E SI LAUREÒ - 3. PECCATO CHE IL TITOLO GLI FU ANNULLATO A SEGUITO DEL PROCESSO: IL 4 APRILE 1997 LA CASSAZIONE HA CONFERMATO LA PENA A DIECI MESI DI RECLUSIONE PER FALSO IDEOLOGICO - 4. IN QUEGLI ANNI, VA DETTO, IL “MASTRA” SI È RILAUREATO, SOSTENENDO TUTTI GLI ESAMI - 5. UN BIDELLO, CHE ERA DIETRO AL “COMMERCIO” DI ESAMI, HA DICHIARATO SIBILLINO: “MASTRAPASQUA NON ERA IL SOLO VIP COINVOLTO. C’ERANO ANCHE IMPRENDITORI CHE OGGI STANNO SULLE PRIME PAGINE DEI GIORNALI” -

Giacomo Amadori per "Libero quotidiano"
Antonio MastrapasquaANTONIO MASTRAPASQUA
La laurea in Economia e commercio conseguita nel 1984 da Antonio Mastrapasqua, presidente dell'Istituto nazionale della previdenza sociale (Inps) e molte altre cose ancora, è falsa. O almeno è stata ritenuta tale dalla giustizia italiana. E per questo annullata. Per chi non lo ricordasse, Mastrapasqua, 54 anni, è da qualche giorno sulle prime pagine dei quotidiani per un'altra vicenda giudiziaria, un'inchiesta che lo coinvolge in quanto direttore generale dell'ospedale israelitico di Roma.
I pm lo hanno indagato per truffa ai danni dello Stato (più precisamente della Regione Lazio con cui ha una convenzione) per rimborsi sanitari gonfiati. Inoltre giornali e detrattori gli contestano di collezionare troppi incarichi: il Fatto quotidiano ne ha contati addirittura 25, anche se l'interessato ha spiegato che non sono stati ricoperti contemporaneamente.
Mastrapasqua AntonioMASTRAPASQUA ANTONIO
Torniamo alla laurea farlocca, partendo dall'ultimo atto della vicenda giudiziaria: il 4 aprile 1997 la Prima sezione penale della Corte suprema di Cassazione, presieduta da Giulio Carlucci, conferma definitivamente la pena a dieci mesi di reclusione per Mastrapasqua decisa dalla Corte d'Appello con queste parole: «È ben configurabile il delitto di falsità ideologica in relazione alla fattispecie riguardante il non veridico contenuto del verbale di esame di laurea e il rilascio del diploma di laurea, contenenti l'approvazione del candidato e la proclamazione di "dottore"».
I giudici lo condannano pure a pagare le spese processuali e un milione di lire per la cassa delle ammende. Il 18 giugno del 1996 il collegio di secondo grado era stato durissimo: «Mastrapasqua censura la genericità degli elementi di prova raccolti nei suoi confronti, si deve rilevare invece che i primi giudici hanno analiticamente indicato i fatti posti a sostegno dell'affermazione di responsabilità.
Risulta incontrovertibilmente che l'appellante non ha sostenuto alcuni esami perché le firme sui verbali degli stessi non sono degli esaminatori. Nonostante ciò Mastrapasqua ha presentato domanda per sostenere l'esame di laurea e ha conseguito il relativo diploma». La vicenda esplode nel 1985 quando viene arrestato uno studente di Economia, F. M., nell'am bito di un'inchiesta su un presunto commercio di esami universitari e in particolare quelli di Istituzioni di diritto privato e Diritto commerciale.
Mastrapasqua AntonioMASTRAPASQUA ANTONIO
A gestire il mercato sarebbero tre bidelli e un'im piegata. Le indagini interne erano partite a gennaio di quello stesso anno per le voci insistenti raccolte dal rettore Ernesto Chiacchierini riguardo la possibilità di «comprare alcuni degli esami più difficili». Inizialmente vengono individuati 18 studenti che avevano denunciato lo smarrimento del libretto dopo aver dato l'esame di Diritto privato.
Tra questi Mastrapasqua. Qualcuno confessa e l'inchiesta si allarga, portando all'iscrizione sul registro degli indagati di centinaia di studenti. Il primo procedimento ad arrivare a sentenza è quello che riguarda Mastrapasqua e un'altra ventina di imputati. Il futuro presidente dell'Inps il 21 giugno 1989, su richiesta del pm Sante Spinaci, viene condannato a 2 anni e dieci mesi per falsità ideologica, falso materiale e corruzione. Gli esami che inizialmente gli vengono contestati sono Diritto privato, Diritto della navigazione e Tecnica industriale e commerciale.
Mastrapasqua Merlino MucchettiMASTRAPASQUA MERLINO MUCCHETTI
LE DATE 
Ma per quest'ultimo i giudici non ritengono sufficienti le prove anche se Mastrapasqua nel curriculum datato 19 febbraio 1983 aveva inserito l'esame tra quelli «da sostenere », mentre «invece è datato 30 aprile 1982» scrivono i magistrati. Alla fine a incastrare il grand-commis sono gli altri due esami, «in relazione ai quali », aggiungono le toghe, «anche se la chiamata di correità di E.P. (uno dei bidelli, ndr) è generica, è stata accertata la falsità attraverso il disconoscimento degli statini da parte dei docenti e il confronto tra il numero di tali statini e i numeri dei verbali di esami falsi riguardanti» altri studenti. Lo scoglio più duro, Istituzioni di diritto privato, viene, falsamente secondo i giudici, superato il 28 giugno 1982.
ANTONIO MASTRAPASQUAANTONIO MASTRAPASQUA
A questo punto della sentenza, a pagina 233, i magistrati inchiodano lo studente alle sue responsabilità: «Mastrapasqua ha allegato alla domanda di ammissione all'esame di laurea la dichiarazione falsa di superamento degli esami di profitto del corso, comprensiva di detti esami, datata 26 settembre 1984 e da lui sottoscritta, riuscendo così, avvalendosi anche delle falsificazioni del curriculum, a conseguire, con l'inganno, quella laurea per la quale ha richiesto il rilascio del diploma il 26 novembre 1984.
ACCOPPIATA POSTE E PENSIONI IALONGO E MASTRAPASQUAACCOPPIATA POSTE E PENSIONI IALONGO E MASTRAPASQUA
Il Mastrapasqua va per tanto condannato in relazione agli esami di Istituzioni di diritto privato e di diritto della navigazione per i reati di falso materiale (limitatamente alla falsificazione di verbali e statini), corruzione e falsità ideologica». La pena viene stimata in 2 anni, 10 mesi, 15 giorni di reclusione e un milione e trecentomila lire di multa. Otto anni dopo la Cassazione riduce la condanna a dieci mesi per il solo reato di falsità ideologica (laurea ottenuta con l'inganno).
Per questo potrebbe far sorridere qualcuno che il 28 ottobre 2013 preso la Facoltà di Economia e commercio della Sapienza di Roma Mastrapasqua sia stato premiato dalla sua vecchia università con il premio «Best in class» per l'anno accademico 2013-2014, istituito per «valorizzare l'impegno e la carriera» degli ex studenti che si sono «maggiormente distinti nelle attività professionali ». In realtà (vedere intervista a fianco) Mastrapasqua, nelle more del processo, si è rilaureato, con un piano di studi diverso.
Antonio Mastrapasqua (Inps)ANTONIO MASTRAPASQUA (INPS)
Dal sito dell'Inps apprendiamo che ha scelto un indirizzo economico- aziendale e che ha preparato una tesi di Matematica finanziaria ed economica dal titolo «Aspetti matematici ed economici dei fondi pensioni ». Scopriamo pure che «è iscritto all'ordine dei dottori Commercialisti di Roma e al registro dei Revisori contabili ». Internet, però, non ci dice in che anno sia stata conseguita la laurea. Una decina d'anni dopo la condanna Mastrapasqua ha chiesto e ottenuto la riabilitazione.
NON SOLO ANTONIO 
Ma chi erano i compagni di processo del presidente dell'Inps? Il signor C. L. T., fiscalista di Frosinone, accetta di raccontare la sua vicenda in cambio della garanzia di anonimato: «Abbiamo fatto una cretinata per sbrigarci. L'università annullò le lauree di noi condannati. Io ho risostenuto i cinque esami che i magistrati ritenevano non validi e ho ridato anche la tesi. Nel 1993, prima della sentenza definitiva, mi sono iscritto all'albo dei dottori commercialisti». C'è poi P. A. il cui ricorso venne ritenuto inammissibile insieme a quello di Mastrapasqua. .
ANTONIO MASTRAPASQUA GABRIELLA ALEMANNO - copyright PizziANTONIO MASTRAPASQUA GABRIELLA ALEMANNO - COPYRIGHT PIZZI
Lui non si è mai più laureato e, da imprenditore, è stato condannato a tre anni e sei mesi di carcere per il crac dell'azienda di famiglia. L'ul tima parola la offriamo all'av vocato Antonio Capitella, difensore di E. P., uno dei bidelli al centro dell'inchiesta: «Quei processi li hanno imbastiti e proseguiti per annullare le lauree, visto che le pene sono state quasi tutte inferiori ai due anni e poi sospese.
In molti casi era già intervenuta la prescrizione. Però il mio assistito mi ha rivelato che una parte di questa storia non è mai stata raccontata: Mastrapasqua non era il solo vip coinvolto. C'erano anche imprenditori che oggi stanno sulle prime pagine dei giornali ».
ANTONIO MASTRAPASQUA INPS PIERFRANCESCO GUARGUAGLINIANTONIO MASTRAPASQUA INPS PIERFRANCESCO GUARGUAGLINI
Questi personaggi non sono stati coinvolti nelle indagini? «No, perché il mio cliente non li ha denunciati ai magistrati. Ma quei nomi non li faremo mai. In Italia non serve fare gli eroi». E la caccia ai falsi laureati continua.

domenica 2 febbraio 2014

Da quale pulpito viene la predica!!!

Da: Il Giornale.it


La mamma di Carla Bruni contro Hollande: "È un ridicolo cafone"

INPS, Letta e la decenza

Da: Il Messaggero
Inps, Mastrapasqua si dimette dopo le richieste di Letta
Immagine Inps, il presidente Mastrapasqua si dimette. Il premier: «Scelta saggia»
PER APPROFONDIRE
Il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, ha ricevuto le dimissioni di Antonio Mastrapasqua dall'incarico di presidente dell'Inps.

Passo indietro. Il ministro ha ricevuto stamattina Mastrapasqua, «il quale - recita una nota del ministero - anche alla luce delle decisioni assunte ieri dal Consiglio dei ministri, ha manifestato la sua volontà di rassegnare le dimissioni dall'incarico di presidente dell'Inps». Il governo, infatti, ricorda la nota, ha deciso di accelerare il processo di ridisegno della governance dell'Inps e dell'Inail e ha approvato un disegno di legge per disciplinare l'incompatibilità per tutte le posizioni di vertice degli enti pubblici nazionali, prevedendo, per quelli di particolare rilevanza, un regime di esclusività volta a prevenire situazioni di conflitto d'interesse. Giovannini ha anche espresso, a nome dell'esecutivo, «apprezzamento» per la sensibilità dimostrata da Mastrapasqua.

Letta: scelta saggia. «Credo che Mastrapasqua abbia fatto una scelta saggia. Ha colto l'iniziativa del governo: non si possono assumere incarichi così rilevanti senza esclusività», ha detto Letta commentando le dimissioni del presidente dell'Inps e auspicando una accelerazione dei tempi per la norma sulla nuova governance. «Voglio dare atto del suo lavoro in questi anni, fatto in modo corretto», ha proseguito il presidente del Consiglio, ricordando passaggi importanti quali l'unificazione tra Inpdap e Inps. Riferendosi alla norma decisa ieri dal Consiglio dei Ministri sulle cariche ai vertici degli enti pubblici, il premier è quindi tornato ad auspicare che per la nuova «governance ci sia un'accelerazione dei tempi».

«Le dimissioni del presidente Mastrapasqua sono un atto dovuto, date le circostanze, e che apprezziamo. Ma in particolar modo apprezziamo l'iniziativa del Presidente Letta e del Governo contro i doppi incarichi. In Italia c'è bisogno di riscoprire un profondo senso della misura e dell'etica, che si sono smarriti in questi anni». Lo afferma Stefania Giannini, segretario di Scelta Civica.
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La gente ride. Perché? Letta se lo chiederà? Forse perché ultimamente si è sentito parlare di DECENZA a causa dei comportamenti indecenti del Movimento 5 Stelle in Aula: questi "indecenti" si sono permessi di denunciare l'ipocrisia dell'accorpamento di due decreti che non aveva senso mettere insieme, trattando materia diversa, se non quello di gettare polvere negli occhi dei disattenti dicendo: "Se cade il decreto dovete pagare l'IMU". Un modo subdolo, squallido nel suo meschino artificio, per far passare una cosa che interessava al governo attuale ma non al popolo.
"Se non passa pagate l'IMU". Gli  "indecenti", insieme a quel "pepino"della  Meloni, hanno detto al popolo disattento la verità.
La Boldrini, applicando una cosa che esiste nel Regolamento del Senato ma NON in quello della Camera, ha chiuso le votazioni e tolto la parola e i diritti all'opposizione.
E che opposizione!  Gli  "indecenti" hanno dietro quasi 9 MILIONI di italiani che li hanno votati!
Ma alla Boldrini questo non interessa. Nella fretta di imporre un regolamento inesistente ha impedito ad un deputato della Lega di votare, il quale, giustamente ha denunciato l'atto illegittimo.
Tutto questo appartiene alla DECENZA o all'INDECENZA?
Mi piacerebbe lanciare un quiz!
Dato l'errore anche formale operato dalla Presidente della Camera tale votazione dovrebbe essere NULLA.
E invece non viene annullata.
E' questo decente?
Mentre da tutti i giornali e TV non si fa che parlare dell'infelice frase del deputato De Rosa, sicuramente indecente, ma non delle botte di un signore dall'aspetto fine ma dai modi rozzi che ha menato pesantemente una giovane madre e deputata.
Che  strano concetto di  DECENZA ha Letta!
Sempre quel  "pepino"della  Meloni, che ama anche lei la verità, ha detto in TV che alla Camera eventi come quello dei 5 Stelle che animosamente, ma senza menare a nessuno, si sono alzati, invadendo il seggio della Presidenza per protestare per il diritto violato, ci sono sempre stati, anzi la gente dava schiaffi e sputi!
In questo caso, invece, una donna ha preso le botte, ed era 5 Stelle, mentre tentava di occupare i seggi della presidenza in segno di protesta.
Ma Letta e compagni fanno finta di non saperlo, l' INDECENZA è solo di chi ha protestato con le mani alzate e i bavagli correndo ad occupare i seggi.

Invece è decente aver messo Mastropasqua dove stava pur avendo innumerevoli altri incarichi che confliggevano.
Come mai tutti gli impiegati statali NON possono avere altri incarichi pena il licenziamento?
Esistono anche qui due categorie di cittadini, due fasce, come per il cumulo delle pensioni: una la loro, quella della Casta con regole tutte loro, sotto noi con regole completamente diverse!
E come l'hanno scelto costui visto quello che è venuto fuori sulla sua laurea taroccata che gli è valsa una condanna per falso ideologico?
Come mai quando sono stata assunta dallo Stato ho dovuto avere la fedina penale pulita, pena il decadimento dell'assunzione?

Letta lei non sta tollerando quasi 9 Milioni di persone che approvano quello che sta facendo il Movimento 5 Stelle, capito?!
Siamo noi che stiamo sopportando la vostra ipocrisia e disonestà intellettuale!

Quanto a Renzi per ora ha fatto poco o niente. Dimostri che è veramente diverso.