martedì 21 ottobre 2014

Violenza dell'uomo sulla donna in tutto il mondo

Da: AGI.it


Pistorius condannato a 5 anni Per il giudice fu omicidio colposo

10:54 21 OTT 2014


(AGI) - Pretoria, 21 ott. - Oscar Pistorius e' stato condannato a 5 anni di prigione per l'omicidio colposo della fidanzata Reeva Steenkamp il 14 febbraio 2013 quando aveva sparato contro la porta del bagno dove la donna si trovava, credendo che si trattasse di un ladro. Il giudice lo ha anche condannato a tre anni per aver violato le leggi sull'uso dell'armi. Esclusi dunque tanto i servizi per la comunita' che una pena prolungata, la prima perche' inappropriata, la seconda perche' sarebbe 'spietata'.
  Nel ripercorrere tutte le fasi del processo, la giudice poco prima aveva detto che non bisogna pensare che ci sia una legge per chi e' ricco e una per chi e' povero e si era detta perplessa all'idea della vulnerabilita' dell'atleta in carcere.

FOTO DA: Il Messaggero.it

L'assassino fotografato dalla polizia dopo il fatto pieno del sangue della vittima

Le gambe artificiali dell'assassino lorde del sangue della vittima

La ricostruzione dei fatti nel processo:

Da: "Europa quotidiano.it"

La giudice Thokozile Masipa ha accettato la versione della difesa di Oscar Pistorius: l’atleta paralimpico avrebbe ucciso la fidanzata Reeva Steenkamp per errore, e non per gelosia o per una lite. I quattro colpi di calibro 9 sparati contro la porta del gabinetto della sua casa di Pretoria sarebbero stati esplosi «per negligenza», nella convinzione che dietro la porta si nascondesse un ladro, e non la ragazza.
Buona parte del processo si era concentrata sull’analisi della porta del bagno, trasportata nell’aula di tribunale, dove è stata ricostruita la scena del crimine. La versione della difesa è che Pistorius abbia sparato alla porta chiusa del gabinetto. L’atleta avrebbe poi usato una mazza da cricket per provare ad abbattere la porta, trovando al suo interno la fidanzata, già morta.
La versione dell'accusa invertiva gli eventi: Pistorius avrebbe prima preso la porta a bastonate, e poi esploso i colpi.
Da: Il Post

La versione dell’accusa
Secondo l’accusa, il fatto che Pistorius abbia sparato attraverso la porta – chiusa – del bagno implica che vada processato comunque per omicidio premeditato, anche se pensava la sua ragazza fosse un ladro, dato che non poteva sapere di chi si trattava né se rappresentasse per lui una minaccia. “Non è come svegliarsi, vedere una persona nella stanza e sparare d’istinto: Pistorius ha indossato le protesi, ha camminato per 7 metri fino al bagno, ha visto che la porta era chiusa e ha sparato, senza preoccuparsi di chi fosse dentro”. Il pubblico ministero quindi dice che l’accusa di omicidio premeditato ha senso a prescindere dal fatto che Pistorius abbia voluto uccidere la sua fidanzata oppure effettivamente non sapesse chi fosse la persona chiusa nel bagno di casa sua.

Da: La Presse - La vittima: Reeva Steenkamp
Da: Leggo.it

Testimonianze:

Le urla che hanno straziato il silenzio della notte nel tranquillo sobborgo per ricchi di Pretoria, ha detto la teste, sono state seguite da quattro colpi. «Fra il primo sparo e il secondo c'è stata una pausa più lunga che fra il secondo e il terzo e il quarto», ha detto Burger, aggiungendo di aver udito ancora un grido femminile, debole, fra gli spari e di aver poi sentito grida maschili che chiedevano aiuto: «Tre volte lui ha gridato aiuto!». Finita la deposizione, l'avvocato della difesa Barry Roux ha tentato un aggressivo controinterrogatorio, che non è però riuscito a demolire la deposizione. «Ho sentito il terrore nella voce di quella donna, che mi ha fatto raggelare il sangue», ha insistito la Burger.

La giustizia non fa acqua solo da noi a quanto pare, come la violenza maschile contro la figura femminile è un male in tutto il mondo.
I fatti parlano da soli e non credo, al di là delle decisioni del giudice di turno, che ci siano dubbi sul comportamento assurdamente violento dell'atleta senza gambe che, con una volontà di ferro, ha voluto dimostrare al mondo ed a sé stesso che poteva vincere anche contro chi le gambe le ha ancora.
Mi si consenta l'ironia nel dramma di questa bellissima giovane donna che così malamente ha scelto il proprio partner: se le cose stessero come il giudice ha accettato che fossero... la notte.. donne.. state attente a non andare al bagno.. potrebbe costarvi la vita se l'uomo con cui dormite ha delle armi in casa.

In realtà credo che la poveretta in bagno ci si fosse rifugiata per difendersi dall'aggressione del Pistorius, il quale dapprima ha brandito la mazza da cricket nel tentativo furioso di stanare la sua vittima, poi al culmine della sua crisi violenta abbia sparato contro la porta uccidendo.
L'ira oscura la ragione, soprattutto se ira violenta.

Alle donne dico: sceglietevi meglio il partner, meglio stare da sole che con uomini violenti.  


  

domenica 19 ottobre 2014

Renzi svalvola

Da: AGI.it

L. Stabilita': bonus bebe' per redditi fino a 90mila euro

20:43 19 OTT 2014

(AGI) - Roma, 19 ott. - Il bonus di 80 euro per le nuove mamme sara' garantito per i redditi fino a 90mila euro per tre anni.
  E' quanto specificano fonti di Governo dopo l'annuncio fatto dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi, a Domenica live.
  L'operazione per il 2015 vale circa 500 milioni di euro.

Fammi capire Matteo: tu alleggeriresti il prelievo fiscale sui redditi fino a euro 90.000 alle donne che fanno un figlio?
Fino a euro 90.000??!!!
Qualcuno già ha scritto: "Guarda Matteo che chi ha un simile reddito i soldi per i pannolini ce li ha!!"

O stai svalvolando o ha ragione chi mi dice che spero invano su di te!! 

sabato 18 ottobre 2014

Leggi esistenti non rispettate

Da: Il Secolo XIX

Nozze gay a Roma, anche il sindaco Marino sfida Alfano: 16 trascrizioni

Roma - Sedici coppie omosessuali hanno potuto far trascrivere il loro matrimonio a Roma. Uomini e donne che hanno già formalizzato la loro unione all’estero, oggi hanno vista riconosciuta la loro unione anche nella Capitale, per mano del sindaco Ignazio Marino. Una scelta, quella del primo cittadino, che ha i connotati di una “sfida” al prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro il quale, in osservanza dellacircolare-stop del ministro Angelino Alfano , aveva annunciato l’annullamento dell’atto.
E proprio poco dopo la cerimonia, lo stesso prefetto ha fatto sapere: «Cancellare le trascrizioni o ci sarà l’annullamento». Pecoraro ha invitato il sindaco di Roma a procedere alla cancellazioni delle trascrizione delle nozze gay «altrimentisarò costretto io a farlo per legge».
Il sindaco Marino, tra gli applausi della sala, ha fatto questa mattina le trascrizioni nel registro di Roma (fotogallery) . Le coppie, di volta in volta, sono state chiamate al tavolo del sindaco e dopo la trascrizione hanno posato per le foto insieme a lui. Gli applausi e le manifestazioni di euforia in sala sono stati quasi ininterrotti.
«Dobbiamo pensare che oggi è un giorno normale. Crediamo fortemente che tutti siano uguali e abbiano gli stessi diritti davanti alla legge. E allora quale diritto più importante c’è di dire al proprio compagno o compagna “ti amo”?», ha detto Marino.
Immediato il commento di Alfano che in un post su Facebook ha scritto: «Il sindaco Marino ha firmato trascrizioni per nozze gay. Ribadisco per l’attuale legge italiana ciò non è possibile». «La firma di Marino non può sostituire la legge: ha fatto il proprio autografo a queste rispettabilissime coppie».
Il Vicariato: «Scelta ideologica basata su una mistificazione»
«Una scelta ideologica, che certifica un affronto istituzionale senza precedenti» basato su una «mistificazione sostenuta a livello mediatico e politico»: così l’editoriale del settimanale della diocesi di Roma definisce la trascrizione di matrimoni celebrati all’estero da alcune coppie omosessuali operata dal sindaco, Ignazio Marino.
La protesta di Ncd
“No alle unioni civili. Marino via da Roma”,
“E mo' pure questa: il sindaco legislatore”, “Le famiglie romane non arrivano a fine mese e loro pensano ai matrimoni gay”, questi gli striscioni alla protesta organizzata da Nuovo centrodestra davanti al Campidoglio contro l’iniziativa del sindaco di Roma Ignazio Marino. E non sono mancati battibecchi tra i manifestanti e alcuni giovani, favorevoli all’idea del chirurgo dem. In piazza la deputata di Ncd Barbara Saltamartini, il coordinatore romano del partito Gianni Sammarco e il capogruppo in Campidoglio Roberto Cantiani.
In questo nostro singolare Paese ci si richiama al rispetto della Legge scritta a seconda, non già del Diritto, bensì delle proprie personali opinioni ed umori.
Può una Nazione reggersi sul Diritto in codesta maniera? Quali i riferimenti se le Leggi sono sacre e c'è indignazione qualora non si rispettino?
Da tanto il cambiamento del Costume nella nostra Società reclama il cosiddetto "matrimonio omosessuale", chiamato gay, parola inglese inutile visto che esiste, il chiaro a tutti, termine italiano. A volte il pessimo giornalismo di maniera le chiama "Nozze Gay": la summa della volgarizzazione di fatti che dovrebbero essere chiamati con il loro nome semplice e chiaro nei fatti nudi e crudi, Unioni Legali fra coppie omosessuali.
L'ipocrisia sfacciatamente mascherata da "verità" poi porta avanti il filone del "Riconoscimento Legale delle coppie di fatto".
Ora una società civile deve darsi delle regole per dirsi tale e lo Stato Italiano se le è date riguardo all'Unione fra due persone di diverso sesso che vogliono costruire la cosiddetta famiglia naturale: il Matrimonio Civile. Istituzione che per lungo tempo, fino alla Legge sul Divorzio, è stata più rigida del Matrimonio Religioso della Chiesa Cattolica che, invece, consentiva di annullare il vincolo matrimoniale tramite il Tribunale Ecclesiastico Sacra Rota e lo consente tutt'ora.
Dunque le "coppie di fatto" composte da un uomo ed una donna, con o senza figli, hanno già l'Istituzione Matrimonio Civile se vogliono legalizzare la loro Unione.
Perché dunque chiedere, reclamare con arroganza ed insistenza un Istituto parallelo? Se esistono vincoli precedenti c'è la Legge sul Divorzio e dopo giusta sentenza si possono contrarre altri matrimoni. 
Ovvio che si tratta di ipocrite richieste per adattare le Regole della Società Civile ai propri capricci, mentre per un ordine sociale il singolo deve fare il contrario: usare le Regole che gli mette a disposizione l'Ordinamento Civile qualora voglia legalizzare i propri sentimenti assumendosi una pubblica responsabilità, oltre quella privatissima.
Dietro queste insistenti richieste, in realtà, si cela anche il problema particolare di chi si innamora di persone dello stesso sesso.
Se il comune sentire è disposto all'accoglienza di questi bisogni affettivi oltre che sessuali ben venga una legislazione ad hoc: ma solo per le coppie di persone di ugual sesso che non possono accedere all'Istituzione Matrimoniale.
Anche qui vale la regola del vivere civile e dell'ordine che una società deve comunque darsi per funzionare senza disordine: dunque si faccia la Legge per le Unioni Civili di coppie di ugual sesso.

Ma, in attesa che ciò avvenga, Alfano e i Prefetti non possono che agire, in punta di diritto, come hanno agito, e non loro sono criticabili ma l'anarchia di codesti sindaci come Marino!
Si vuole piegare lo Stato alle proprie voglie senza seguire l'iter dettato dalla Costituzione, che viene sbandierata da codesti sindaci solo quando fa loro comodo.
E non sono solo i cittadini che simpatizzano con il Nuovo Centro Destra a pensarla come i manifestanti: l'ho sentito dire da persone che votano per ben altri partiti o non votano più da anni, schifati dall'andazzo del Paese.
Certo non è questo il problema principale del popolo italiano, visto che la comunità omosessuale è sicuramente un piccolo numero rispetto alla stragrande maggioranza. Ma si faccia la Legge Italiana senza farci imporre legislazioni altrui e che tutti rispettino le regole, per piacere!

Matteo Renzi spieghi

Da: Il Fatto Quotidiano > Cronaca > Alluvione Genov...

Alluvione Genova, ditte scrissero a Renzi: “Sblocchi i lavori, rischiamo tragedia”

"Rimandare e temporeggiare ancora espone la collettività al concreto rischio di riaccendere la tragedia del novembre 2011".  Così, il 5 agosto, scrivevano a Palazzo Chigi le aziende che dovevano occuparsi della messa in sicurezza del Bisagno. "Tutti i ricorsi respinti". Ma non hanno ottenuto risposta. E ora il premier accusa la burocrazia

Le ditte: “Fateci fare i lavori, rischio serio”. Era il 5 agosto. La lettera indirizzata al premier Matteo Renzi il 5 agosto scorso dai legali delle ditte che dovevano occuparsi della messa in sicurezza del torrente Bisagno, rimasta in un cassetto di Palazza Chigi senza risposta alcuna, inchioda il governo alle proprie responsabilità. “Tutti i ricorsi sono stati respinti. Nulla osta ad un avvio effettivo dell’incarico. Gli ultimi eventi alluvionali hanno evidenziato le criticità idrogeologiche del territorio diGenova e della Regione e – con l’avvicinarsi della stagione autunnale – rimandare e temporeggiare ancora espone la collettività al concreto rischio di riaccendere la tragedia del novembre 2011”.
Alcuni Commenti dei lettori:
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    Intanto è da vedere se la decisione fosse a carico di Renzi, che non mi piace per niente, ma detto questo dal 5 di agosto ai primi di ottobre cosa si sarebbe potuto fare?
    E' il solito articolo del Fatto per tirare la volata a Grillo.


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        Come al solito il fatto quotidiano non si documenta a sufficienza prima di riportare una notizia. Le cose non stanno come la lettera. Infatti i ricorsi non erano stati respinti ma trasferiti per competenza al tar del lazio. Ed era proprio la burocrazia a bloccare i lavori. Infatti, neanche due settimane prima dell'alluvione, Doria si lamentava proprio di questo, come si può vedere dal video riportato dai giornali seri "http://video.repubblica.it/edi..."
        Ma il fatto quotidiano, "incurante del ridicolo" si permette di accusare gente senza essersi prima documentato. Mi aspetto una rettifica ed una scusa entro domani (e per onestà intellettuale pubblicate questo mio commento).

      Brutta storia.
      E' ovvio che nella summa delle cose che piombano ogni giorno addosso al Capo del Governo ci deve essere chi è addetto a leggere le missive, comunque giunte, e a farne una cernita di priorità.
      Evidentemente chi collabora a questo compito intorno al Presidente del Consiglio dei Ministri non ha dato il giusto risalto a questa lettera o, se invece l'ha fatto, Renzi non si sa come e perché non abbia fatto nulla.
      Sarebbe il caso che ne rispondesse in Parlamento e che qualche deputato o senatore ponesse il quesito almeno in "question time".
      Colpisce che la lettera, come avrei fatto anch'io, è stata indirizzata anche ad altre figure istituzionali fra cui il Presidente della Regione Liguria che, ci si sarebbe aspettato, avrebbe dovuto sollecitare il problema presso il Governo.
      Dice bene l'articolo del Fatto: cosa è dunque la burocrazia da combattere di cui parla Matteo Renzi?
      Chiarisca. Ne va della sua credibilità.

      venerdì 17 ottobre 2014

      Matteo Renzi e le Regioni


      Un Paese che si trascina da anni in un guano di corruzione, con una Casta famelica che ha perso ogni credibilità di fronte al popolo, Matteo Renzi cerca di cambiare le cose avendo contro parte del suo partito, parte della destra, la Lega Nord e, purtroppo per me che l'ho votato, il M5S.
      Ognuno dice la sua e forse su alcune cose avranno pure ragione ma di certo questo giovane uomo sta cercando di cambiare le cose: se avrà avuto ragione lo sapremo in seguito ma non dipenderà solo da lui visti gli ostacoli che gli si frappongono in mezzo.

      In un mio post del 12 marzo 2014 riportavo il parere di Beppe Grillo sulle Regioni preso testualmente dal suo Blog:

      "Le regioni attuali sono solo fumo negli occhi, poltronifici, uso e abuso di soldi pubblici che sfuggono al controllo del cittadino. Una pura rappresentazione senza significato."

      Da questo Blog:

      sabato 6 ottobre 2012


      Le Regioni

      Se si vuole fare un'analisi equilibrata dei fatti e delle cose non si deve farsi influenzare dalle ideologie.
      Le Regioni le volle la sinistra: fortemente.
      Non riuscendo ad arrivare al Governo del Paese (ci sarebbe riuscita se non avessero ammazzato Aldo Moro) pensò bene di frantumare il potere e di prenderselo almeno nelle Regioni "rosse".
      Così si sono numericamente moltiplicati gli eletti dei Partiti da mantenere.
      Mi fermo solo a questa considerazione: da mantenere.
      Quindi stipendi a loro e spese di funzionamento delle strutture che dovevano ospitare i "Parlamenti" Regionali. Trascuro i soldi che si sono inventati che dovessero essere dati ai gruppi politici... Ho già scritto molto e ripetutamente su questa rapina.
      Fermiamoci ai loro stipendi, benefit, vitalizi...

      Fatti di cronaca:

      Da: Il Messaggero Martedì 29 Ottobre 2013

      Liguria, scandalo rimborsi: si dimette il presidente del consiglio regionale

      Il presidente del Consiglio regionale della Liguria, Rosario Monteleone (Udc), si è dimesso. Monteleone, accusato di aver presentato richieste di rimborsi senza i relativi giustificativi, si è presentato a sorpresa in aula.
      «Mi hanno pugnalato alle spalle colpendo vigliaccamente - ha detto -. Ma il tempo è signore».
      Monteleone, protagonista insieme a Claudio Burlando dell' alleanza politica che sostiene in Regione Liguria la maggioranza di centrosinistra, era presidente del Consiglio dal 2010. «Mi dimetto - ha aggiunto - per la tranquillità di tutti, a cominciare da quella della mia famiglia. Sono da giorni sotto la gogna mediatica, immeritatamente, per due fatture che ho regolarmente rimborsato con gli interessi legali.
      Bazzecole! Pinzallacchere!
      Va beh! Ma perché l'hanno dovuto beccare per restituire il maltolto?
      Non ha forse chi ricopre una carica pubblica il dovere di essere rigoroso?
      Ogni volta è così! Sentiamo: "E che sarà mai?!! Per due fatture!"
      Moltiplichiamo per le innumerevoli perdite non scoperte e vediamo che cifre vengono fuori. 

      Da: La Stampa, 2014

      Liguria, scandalo sulle spese dell’Idv Arrestato l’ex vicepresidente Scialfa

      È indagato per peculato, falso e truffa aggravata. Per lui disposti i domiciliari
      Spendi e spandi ma porta lo scontrino. E quelle spese, quelle dal 2010 al 2012, finite nel rendiconto del gruppo regionale dell’Idv, hanno alla fine portato all’arresto, ai domiciliari, di Nicolò Scialfa, ex vicepresidente della Regione Liguria e ex capogruppo dell’Idv. 
      E a Palermo l’uomo di Renzi inciampa sulle spese pazze
      Il nome di Faraone nell’inchiesta della Procura sui conti dei gruppi consigliari
      Lo chiamano «il Renzi di Palermo». Per il suo credo, senza se e senza ma, nelle primarie aperte elevato a dogma, alla fine, pure in Sicilia. Gli contestano 3.380,60 euro di «acquisti impropri» oltre ad aver contribuito allo sforamento del budget per i collaboratori che aveva un tetto di 400mila euro per tutto il gruppo. E così, nella lista dei 97 indagati (per peculato) dalla procura del capoluogo palermitano, per una storia di spese folli e rimborsi, c’è finito pure il nome di Davide Faraone. 
      Sfora lì, sfora là e i bilanci diventano pesanti nelle Uscite...
      Da: Il Giornale.it  Lun, 04/08/2014

      Scandalo cumulo dei vitalizi, il triplete della Regione Lazio

      Alcuni ex consiglieri possono contare anche sulle rendite da ex parlamentari ed ex eurodeputati. E il vitalizio complessivo supera i 10mila euro netti al mese

      giovedì 16 ottobre 2014

      Confusione dei ruoli

      Da: La Stampa di oggi

      Bergamo, tentano rapina nella villa del capo rom: finti agenti della GdF arrestati dai carabinieri

      È accaduto a Brembo di Dalmine nel bergamasco. Quattro banditi con indosso divise della Guardia di Finanza (uno di loro era un finanziere vero) hanno fatto irruzione nell’abitazione del nomade, ma ad attenderli c’erano gli uomini delle forze dell’ordine
      Hanno tentato una rapina nella villa di un nomade, Ratko Dragutinovic, di origine croata ma con cittadinanza italiana e noto alle autorità per la sua attività di truffatore. Arrivati a bordo di un auto e con indosso pettorine della Guardia di Finanza hanno fatto irruzione nell’abitazione del capo-rom per farsi consegnare il denaro. 

      Ad attenderli sul posto c’erano però i Carabinieri che li hanno arrestati. L’episodio è accaduto a Brembo di Dalmine in provincia di Bergamo. Uno dei malviventi era un finanziere vero e si presume sia stato proprio lui a procurare le divise e l’automobile che sarebbero servite al colpo.  

      Probabilmente i militari del Comando provinciale dell’Arma di Milano pedinavano da tempo la banda e hanno così potuto precederla facendosi trovare sul posto al momento dell’azione malavitosa.  

      L’auto utilizzata per il colpo andato poi a vuoto è risultata rubata. I banditi avevano provveduto a sostituirne la targa. 


      Un mondo pazzo, una società impazzita che scambia i ruoli.
      Il nomade che "nomade" non è più perché risiede in una villa facendo il truffatore.
      I sempre benemeriti Carabinieri, che anche se lo conoscono come tale, fanno il loro dovere come sempre sventando la rapina di cui è vittima, fra gli altri, di un VERO finanziere!!
      Che dire?! Gli unici che ci danno un poco di speranza di legalità, scarse mele marce a parte, sono sempre i Carabinieri.

      SSN - Regione Lazio: prenotazione a pagamento 892118 senza risultato

      Dal sito dell'Ospedale S. Andrea di Roma oggi 16 ottobre 2014
      SISTEMA ELIMINACODE Q-RECUP
      Al fine di ottimizzare i tempi di attesa per l’accesso ai servizi
      erogati presso gli sportelli CUP dell’azienda è in fase di attivazione
      il nuovo sistema di eliminacode (Q-Recup).
      Tale sistema consente di prenotare in anticipo il proprio turno
      di accettazione e permetterà di accedere agli sportelli esattamente
      all’orario previsto.
      Modalità di prenotazione
      Servizio gratuito-direttamente presso i totem Q-Recup presenti
      presso l’azienda (entrata principale e nelle vicinanze di
      tutte le casse CUP)
      Servizio a pagamento:
      • Tramite call center telefonando al numero 892118
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      19 febbraio 2014

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      Da: Il Messaggero - 2010 ultimo aggiornamento 30 novembre
      Poi c’è chi si rivolge al telefono di Recup Italia (892-118) per avere la prenotazione in anticipo e deve pagare 1,5 centesimi alla risposta e di 2,6 centesimi al secondo. 
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      Come si legge nella immagine della prenotazione effettuata il 19 febbraio 2014 presso il Policlinico Tor Vergata di Roma, a quella data il numero verde a pagamento era ancora attivo.
      Sul sito dell'Ospedale S. Andrea di Roma compare ancora codesto numero a pagamento per ottenere una prenotazione per una prestazione sanitaria, senza dover soffrire richiamando più volte senza successo il numero verde gratuito 803333.
      L'altro ieri, 14 ottobre 2014, dopo 2 giorni di inutili tentativi al numero 803333 che rispondeva mattino, pomeriggio e sera solo con un disco: "Gli operatori sono tutti occupati al momento, riprovi più tardi", ho chiamato il numero a pagamento tanto pubblicizzato il quale chiede (sempre un disco) preventivamente se accettate l'addebito di euro 2,99. Una volta accettato dovrebbe rispondere un operatore ma, anche qui, non era al momento disponibile e dunque, sempre il disco, diceva "Sarete richiamati senza altro addebito a questo numero, confermare, oppure digitate altro numero a cui vorrete essere richiamati." Ho confermato il numero da cui stavo chiamando (il diretto della mia casa di residenza) ed ho riagganciato in attesa di essere richiamata.
      Oggi, 16 ottobre 2014, sto ancora aspettando di essere richiamata.
      Siccome, come sa bene chi mi legge, sono persona che non demorde, ho chiamato il 187 alle h. 9:50 di oggi e mi ha risposto la gentile operatrice AL270 che ha anche un nome umano oltre il robotico codice, Laura. Ho chiesto a Laura se la telefonata al numero a pagamento mi era stata comunque addebitata e lei, dicendomi che hanno gli aggiornamenti solo fino ai 6 giorni precedenti, ha comunque controllato e riferito che tali aggiornamenti erano più recenti di quanto pensava: al 13 ottobre u.s.; però la mia chiamata con addebito al numero verde è del 14: "Richiami domani e l'aggiornamento ci sarà." Ha suggerito Laura.

      Qualora l'addebito ci fosse sarebbe una truffa.
      Ieri, comunque, per aiutare mio marito che da 2 giorni tentava come Paperino l'803333 senza successo, dopo tre volte io, Gastone Paperone, sono riuscita ad avere la linea ed a prenotargli la sospirata prestazione sanitaria.
      Ho chiesto all'operatrice, gentilissima, notizie sul numero verde a pagamento 892118 e lei ha detto che non lo conosceva e non ne sapeva nulla ma, con estrema cortesia, è andata ad informarsi dal suo capo servizio ed è tornata dicendo: "Non appartiene al Recup." Ovviamente quanto scrivo è tutto documentabile dall'ora ed il giorno della ottenuta prenotazione.
      MISTERI DEL SERVIZIO SANITARIO DELLA REGIONE LAZIO.

      PER CHI VOGLIA CONOSCERE IL RISULTATO DI QUESTA STORIA PUO' LEGGERE IL POST DI

      venerdì 5 dicembre 2014

      CHE TROVERA' TRAMITE IL CALENDARIO A DESTRA.