Premesso che, pur di non sentire più il martellamento della propaganda governativa, ritenevo l'Istituzione delle Unioni Civili per le coppie di ugual sesso necessaria a chiudere un'istanza di una piccola parte di cittadinanza; ritengo altresì che si sia abbondantemente abusato della pazienza e, soprattutto, dell'intelligenza dei cittadini.
Approssimativamente i dati statistici ci dicono che siamo circa 60 milioni di cittadini.
La propaganda martellante con Matteo Renzi in testa ci ha ripetuto e ci ripete che gli Italiani aspettavano questa Legge per le Unioni Civili!!
Non ne potevano fare a meno questi 60 milioni di persone, erano lì tutti alenanti ed in attesa!
In pratica Matteo Renzi e tutti quei soggetti che "fanno informazione" hanno pensato per tutti noi anche quello che NON abbiamo pensato e ce lo dicono in tutte le salse a tutte le ore, in tutti i dibattiti televisivi, in tutti i telegiornali, in modo che ci convinciamo "Che sì!!! La pensavamo proprio così!"
Questi sono i Diritti Civili che ci mancavano, avendo già tutti gli altri naturalmente!
Tutti i civilissimi Paesi Europei avevano già pensato alle coppie omosessuali e gli unici incivili che non avevano una Legge eravamo noi!
Qualche commentatore del PD si è spinto anche oltre, come al solito più realista del Re, dicendo che: "L'Unione Europea è pronta a sanzionarci se non facciamo al più presto questa Legge!"
Ripeto quello che ho scritto più volte e cioè che l'omosessualità è una condizione umana da sempre esistente e che può infastidire, esattamente come la eterosessualità, se ostentata nelle sue manifestazioni esteriori, come altre violenze visive ed uditive a cui i tempi del degrado civile ci hanno condotto e subiamo.
Ripeto dunque che la Legge per la legalizzazione di coppie di ugual sesso riceve la mia approvazione di cittadino elettore.
Quello che non mi sta bene è l'abuso martellante dei mezzi di informazione per imporre un pensiero unico CHE NON C'E', e che il PD, e quelli che su questa materia la pensano come esso, ha voluto ignorare, cercando di IMPORRE qualcosa che NON rispecchia il pensiero della maggioranza degli Italiani, come è apparso dai sondaggi fatti proprio da trasmissioni filogovernative come "Agorà": oltre il 70% degli italiani è contrario all'adozione del figlio del compagno della coppia omosessuale da parte dell'altro elemento della coppia.
Ciò nonostante Matteo Renzi e cortigiani politici, giornalisti e i soliti rovinosi "intellettuali del pensiero progressista di sinistra", hanno forzato la mano, ignorando la DEMOCRAZIA di cui si riempiono ipocritamente la bocca, volendo inculcarci il LORO pensiero, la LORO opinione, trattandoci in pratica da deficienti non pensanti, e arrogandosi il diritto di pensare per noi.
Dunque in tanti abbiamo riso amaramente a sentirci dire che l'Italia tutta attendeva questa Legge sui Diritti Civili!
Quanti saranno a beneficiare di QUESTI Diritti Civili?!
La Statistiche dicono che approssimativamente in Italia ci sono 1 milione di omosessuali.
1 milione di persone su 60 milioni.
Ma per Renzi questa Legge era più importante di tutto, segnatamente anche della Legge sull'Omicidio Stradale: una delle tante istanze di Giustizia che la maggioranza dei cittadini chiede da tempo, insieme a Diritti Civili IGNORATI che, visto che si sbandiera l'esempio dell'Europa, in altri Paesi hanno e qui non esistono nella vita di ogni giorno: per gli Italiani vita difficile per questo.
Capisco che Renzi doveva tirarci fuori dal guano in cui governanti degli ultimi decenni ci hanno condotto a furia di Ingiustizie, Corruzione, Evasione Fiscale e Parassitismo più che tollerati... Ma NON è questo il modo di tirarci fuori dal guano, dando priorità assoluta alle Unioni Omosessuali, che interessano al massimo qualche centinaia di migliaia di persone che vorranno legalizzare le loro unioni sentimentali, mettendo in questo la fiducia del governo, martellando con una vergognosa ed antidemocratica propaganda le orecchie degli Italiani...
E poi che Renzi la finisca, insieme a chi gli sta intorno, di usare la lingua di Cameron per parlare ai cittadini, e glielo dice una persona che l'inglese un poco lo sa, ma lo ritengo un insulto e una mancanza di rispetto verso tutti quei cittadini che non lo capiscono, ma votano e pagano le tasse!!
Riduzione della spesa pubblica è tanto difficile da dire invece della ridicola spending review?! Riduzione che, dice la Corte dei Conti, nemmeno sono riusciti a fare?
Un esempio: Renzi toglie 150 milioni alla RAI ma si rifà sui cittadini che l'Imposta l'hanno sempre pagata, spalmando il finto canone, fintamente ridotto, sulle bollette elettriche e ci saranno famiglie che lo pagheranno doppio. Le coppie sposate con il Matrimonio Costituzionale hanno il diritto di eleggere la propria residenza anche in luoghi diversi, ma in questo caso pagano doppio. Sulla denuncia dei redditi, presentata anche
separatamente con due distinti 730, fanno invece cumulo e niente agevolazioni...
Leggi, leggine, normative studiate per grassare più soldi possibili ai soliti noti: quelli che vivono in assoluta trasparenza!
Questi sono i Diritti Civili dei poveri Italiani che continuano a mantenere tutti gli altri: i dritti che, invece di sacrificarsi tagliando i propri bisogni per comperarsi una casa, abitano in case del Comune a due soldi; quelli che ammuffiscono in uffici pubblici dove non c'è nulla da fare, ma bisogna pagargli uno stipendio lo stesso perché non si possono né licenziare né spostare dove c'è accumulo di lavoro; quelli che girano in SUV ma non pagano la retta della mensa scolastica perché risultano indigenti sulla denuncia dei redditi ecc. ecc. ecc...
Al Governo Renzi la maggioranza degli Italiani paganti interessa solo per questo: per pagare. Si sono sacrificati per comperarsi una casa? Peggio per loro.
Ha tolto la Tasi! Ha fatto bene perché ci sono comuni, come quello in cui risiedo, che i Servizi Indivisibili non li danno. L'anno passato ho pagato euro 500 di TASI, la Tassa sui Servizi Indivisibili che non ho. Oltre euro 500 circa della Tassa sui rifiuti; specifico giacché, cambiando i nomi e le sigle, c'è gente che si confonde poveretta fra TARES, TARI, TARSU: sempre di ritiro e smaltimento della mondezza si tratta.
All'ingresso del condominio dove abito l'acqua piovana accumula sassi che da oltre un anno nessuno viene a spalare (non più spazzare, la ramazza non basta più), chissà dove saranno finiti i miei 500 euro di TASI??!!
Ma di quali Diritti Civili parla Renzi?
Non dei miei e di quelli come me.
Negli ultimi anni notavo con sconcerto la solita propaganda telegiornalistica mostrarci quotidianamente barconi pieni di nerissimi individui commentati come "profughi siriani". Una volta, due, poi ho cominciato a farci sempre più caso e l'ho anche scritto: mi è venuto il dubbio che contassero su una nostra deficienza collettiva o ignoranza di come siano fatti i siriani.. Forse effettivamente contavano sul fatto che c'è gente che poverina nemmeno sa dove sta la Siria... Poi qualcuno, oltre questo piccolo blog, deve aver fatto notare la falsità di quei commenti rispetto alle etnie mostrate nei filmati.. e hanno corretto il tiro: hanno detto che erano africani. Poi hanno parlato di fuga da guerre non ben identificate. Infine hanno dovuto arrendersi ad ammettere che si trattava di "migranti economici", visto che, intervistati con i loro cellulari in mano (mi dicono satellitari!), dicevano di venire dai più svariati Paesi Africani, quasi tutti ex-colonie francesi o inglesi. Chissà perché non emigrano in altri Paesi di quel continente come il Sud Africa o il Kenia... Tutti qui. Eh, certo qui c'è l'assistenza sanitaria, la scuola e tanto altro pagato dagli Italiani, nonostante ogni opera pubblica l'abbiano pagata dieci volte di più causa la corruzione degli amministratori del denaro pubblico... Hanno faticato gli Italiani, per poi non avere tanti Diritti che gli spetterebbero dopo tanta fatica...
Ora verrà data la reversibilità anche alle coppie omosessuali: ma non temete, Renzi ha detto che il fatto che vogliono ridurre i Diritti delle reversibilità esistenti per il Matrimonio Costituzionale è una balla!
giovedì 25 febbraio 2016
Propaganda martellante
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Nata a Roma nel 1946. Ha pubblicato "Normalità Apparente" nel 2006 e "Il Romanzo dell'Università" nel 2007 per i tipi dell'Editore MEF-Firenze; "L'Uomo Cane" nel 2010 e "Mostri e Ritratti" nel 2011 per i tipi dell'Editore Universitalia di Onorati S.r.l.-Roma. Una sua poesia è stata pubblicata nell'Antologia "Fili di Parole " di Giulio Perrone Editore S.r.l.-Roma nel 2008.
martedì 23 febbraio 2016
Tabù o progresso
Da: Repubblica.it 07 ottobre 2015
Arezzo, esercizi di chirurgia sui cadaveri
Giovani medici provenienti da varie parti del mondo per il quarto Congresso di dissezione
Come ci si allena a diventare dei bravi chirurghi? Sui cadaveri. Tre giorni sul campo per formare giovani medici ad Arezzo: venti gli iscritti, dieci provengono dalle università italiane altrettanti dall'estero, Sud America, Nord Europa e Asia. Non c'è nulla di macabro, si tratta di "scuola", di un metodo fondamentale di apprendimento che comincia oggi nel capoluogo toscano: si tratta di una iniziativa riservata a specialisti e futuri professionisti di età tra i 30 e i 40 anni che permette di operare su "preparati anatomici umani" (ovvero cadaveri o parti di essi, in particolare teste) per studiare al meglio l'anatomia e per "non commettere in futuro errori su pazienti che rischiano la vita". Dopo il successo degli scorsi anni, torna ad Arezzo, fino al 9 ottobre il VI Congresso internazionale di dissezione chirurgica su cadavere. Secondo quanto spiega Luciano Mastronardi, direttore di Neurochirurgia dell'Ospedale San Filippo Neri di Roma (è anche il solo docente italiano del corso): "l'apprendimento su cadavere è fondamentale, ma Italia e Grecia sono i fanalini di coda in questo settore della ricerca. Dai tempi di Leonardo Da Vinci - afferma Mastronardi - l'Italia è stata la prima ad aver scoperto l'importanza di investire sul corpo come strumento di formazione".
Oggi in Italia c'è però una forte resistenza ad operare sui cadaveri: "E' una riflessione che bisogna fare, perchè la nostra legge vieta l'utilizzo di cadaveri italiani per questa fondamentale metodologia di lavoro e studio, mentre negli altri Paesi questo metodo formativo viene riconosciuto come indispensabile per la didattica". Questo nostro limite, sottolinea l'esperto, "ci mette in analogia con lo scenario greco: noi siamo i fanalini di coda della ricerca e della didattica in chirurgia. Anche nelle Università, infatti, gli specializzandi possono solo assistere ad autopsie ma non apprendere da esercitazioni su cadaveri".
Ho studiato Medicina e Chirurgia all'Università degli Studi di Roma "Sapienza", ma non mi sono laureata, abbandonando gli studi per ragioni familiari.
Uno dei momenti più traumatici è stato quando, nell'Istituto di Anatomia Umana Normale di Via Borelli, sono entrata in Sala Settoria. La sensazione di trovarsi davanti a cadaveri nudi e totalmente aperti è stata terribile: ricordo che allora guardai i miei compagni e vidi sui loro volti lo stesso forte turbamento, ricordo in particolare un ragazzo pallidissimo, quasi sul punto di svenire, eppure mi dissi che era un maschio, da sempre ritenuti più forti di noi femmine emotivamente. Questo mi rincuorò sulla mia interna reazione a quello spettacolo, insieme alle parole brusche del Professore che, comprendendo benissimo la reazione emotiva dei neofiti, ci prese bonariamente in giro incitandoci a reagire.
Qualche lezione dopo mangiavo caramelle mentre guardavo gli stessi cadaveri senza più emozione.
Studiare l'Anatomia Umana su cadaveri mantenuti in formalina, per tre mesi sempre gli stessi, non serviva quasi a niente: i polmoni erano neri, gli organi quasi impossibili da distinguere. Però, ci disse il tecnico di Laboratorio, non era facile procurarsi cadaveri per la Facoltà di Medicina e il Prof. Fumagalli, allora direttore dell'Istituto di Anatomia Umana Normale, "dava mance agli addetti della Morgue del Policlinico Umberto I, (Policlinico Universitario), per ottenere i cadaveri di persone non richieste da nessuno, di solito mendicanti.."
La Legge Italiana a quanto pare consente solo gli studi Anatomici su cadavere, per l'Anatomia Patologica basta assistere alle autopsie presso l'Istituto di Anatomia Patologica di qualsiasi Policlinico Universitario, dove se ne fanno ogni giorno qualora sia necessario per accertare le cause di morte.
Con i dovuti controlli per evitare abusi questo è necessario. Come gli esperimenti negli Stabulari su cavie. Non abusarne è giusto, ma se vogliamo essere curati e guarire dai nostri malanni questa è una necessità: Leonardo Da Vinci insegna.
Da: ANSA.it 23 febbraio 2016
Qualche lezione dopo mangiavo caramelle mentre guardavo gli stessi cadaveri senza più emozione.
Studiare l'Anatomia Umana su cadaveri mantenuti in formalina, per tre mesi sempre gli stessi, non serviva quasi a niente: i polmoni erano neri, gli organi quasi impossibili da distinguere. Però, ci disse il tecnico di Laboratorio, non era facile procurarsi cadaveri per la Facoltà di Medicina e il Prof. Fumagalli, allora direttore dell'Istituto di Anatomia Umana Normale, "dava mance agli addetti della Morgue del Policlinico Umberto I, (Policlinico Universitario), per ottenere i cadaveri di persone non richieste da nessuno, di solito mendicanti.."
La Legge Italiana a quanto pare consente solo gli studi Anatomici su cadavere, per l'Anatomia Patologica basta assistere alle autopsie presso l'Istituto di Anatomia Patologica di qualsiasi Policlinico Universitario, dove se ne fanno ogni giorno qualora sia necessario per accertare le cause di morte.
Con i dovuti controlli per evitare abusi questo è necessario. Come gli esperimenti negli Stabulari su cavie. Non abusarne è giusto, ma se vogliamo essere curati e guarire dai nostri malanni questa è una necessità: Leonardo Da Vinci insegna.
Da: ANSA.it 23 febbraio 2016
Francia,cadaveri 'rianimati' per addestrare futuri chirurghi
Il progetto Università di Poitiers,a regime a fine anno
La scienza e la tecnologia insieme per permettere ai futuri chirurghi di ''allenarsi'' operando su cadaveri "rianimati" artificialmente. Accade in Francia dove, entro fine anno, gli specializzandi in medicina potranno effettuare interventi in condizioni verosimili rispetto alla realtà su corpi donati alla scienza, controllando pulsazioni ed eventuali emorragie grazie ad un sistema messo a punto alla Facoltà di medicina di Poitiers da Cyril Brèque da un esperto di biomeccanica che lo ha anche brevettato, battezzandolo 'Simlife'. Un programma che, quando diventerà operativo, consentirà ai futuri chirurghi di formarsi affrontando situazioni del tutto simili a quelle di una sala operatoria, ma senza rischi per i pazienti. In Italia la legge vieta l'utilizzo di cadaveri italiani per lavoro e studio, mentre negli altri Paesi questo metodo formativo viene riconosciuto come indispensabile per la didattica. Ad oggi pero' gli studenti di medicina francesi possono prepararsi sui manichini interattivi, allenarsi alle suture su zampe di maiale o esercitarsi su cadaveri inerti. Per questi motivi e' nato il progetto del centro di simulazione, appena inaugurato nella facoltà francese, dove gli studenti possono praticare, ad esempio, un intervento ai reni su un corpo donato alla scienza, scongelato e 'rianimato' in modo da lavorare con organi e tessuti del colore reale, con pulsazioni del tutto verosimili e persino controllare le eventuali emorragie e i parametri vitali. Al momento i battiti, la respirazione e la circolazione nei corpi 'rianimati' sono controllati con sistemi meccanici, ma l'obiettivo è miniaturizzare il meccanismo che dovrà essere poi 'pilotato', attraverso il wi-fi da un tablet per proporre diverse situazioni al tavolo operatorio. Dopo una prima fase di test, una ventina di studenti dell'ultimo anno, già dalla fine del 2016, potranno esercitarsi con il nuovo sistema al Centro di simulazione della facoltà di Poitiers.(ANSA).
Nata a Roma nel 1946. Ha pubblicato "Normalità Apparente" nel 2006 e "Il Romanzo dell'Università" nel 2007 per i tipi dell'Editore MEF-Firenze; "L'Uomo Cane" nel 2010 e "Mostri e Ritratti" nel 2011 per i tipi dell'Editore Universitalia di Onorati S.r.l.-Roma. Una sua poesia è stata pubblicata nell'Antologia "Fili di Parole " di Giulio Perrone Editore S.r.l.-Roma nel 2008.
lunedì 22 febbraio 2016
Due donne tanto diverse, entrambe prede di assassini
Nessuna trasmissione che si occupa di fatti di cronaca nera può stare all'altezza dell'utilità e della seria asciuttezza della trasmissione "Chi l'ha visto?" così come impostata da Federica Sciarelli ora ma, anche da prima, da Pino Rinaldi.
Non vi si indulge a nessun ricamo, nessun compiacimento con ospiti pagati per ciarlare o per farsi un curriculum spendibile altrove: si presentano i fatti così come sono e i fatti parlano. Vediamo due fatti recentissimi: quello della sprovvedutissima professoressa di Castellamonte e quello della sveglia segretaria di Albignasego, entrambe finite vittime di malagente, nonostante l'una fosse mentalmente indifesa e l'altra no.
"Chi l'ha visto?" fa capire la realtà via via che arrivano informazioni attraverso testimonianze e le stesse dichiarazioni dei protagonisti di queste tragiche scomparse.
Per quel che attiene la Segretaria scomparsa nel padovano è stato subito evidente che le immagini delle telecamere riprendevano qualcuno che non era Isabella Noventa: il fratello lo ha detto immediatamente. Su questa base i Carabinieri o la Polizia hanno interrogato persone legate all'amico ed ex-amante della scomparsa, in modo da indagare su una eventuale messinscena, e la donna con cui questo amico della Noventa intratteneva una relazione ha confessato di essere stata lei ad indossare la giacca di Isabella e a fare quella ingannevole passeggiata sotto le telecamere della piazza di Padova, dove l'assassino diceva di averla lasciata.E' educativo vedere come mentono gli assassini, con quali espressioni disinvoltamente sincere, addirittura ingenue. In questi 20 anni di "Chi l'ha visto?" ne ho visti tanti: intervistati nell'immediato mostravano tutta la loro abilità nell'eloquio e nella mimica facciale nel mentire spudoratamente, in seguito poi si apprendeva che si trattava proprio dell'assassino della persona scomparsa. Gente falsa che però è facilmente scopribile da tanti segnali che persone acute ed intelligenti sanno cogliere.
Quando vengono messi con le spalle al muro cercano scappatoie che possano alleggerire i loro misfatti, e anche lì i bravi inquirenti, a poco a poco, sfrondano le coperture mettendo in evidenza le contraddizioni fino a svelare chi sono veramente .
Niente male come "villetta". Ma leggete sotto come le bugie abbiano le gambe corte:
Da: Il Mattino di Padova 21 febbraio 2016
Omicidio di Isabella, scatta un'indagine parallela sui soldi e le proprietà dei Sorgato
La procura ha disposto accertamenti su Freddy e Debora, i fratelli che potrebbero essere complici nel delitto, e sulla tabaccaia Manuela Cacco
di Enrico Ferro
PADOVA. Segui i soldi e troverai la mafia. E se non trovi quella, almeno capirai chi hai di fronte. La Procura di Padova ha deciso di avviare un’indagine patrimoniale su Freddy Sorgato, sulla sorella Debora e sulla tabaccaia Manuela Cacco. Bisogna individuare i flussi di denaro e analizzare i possedimenti. Soprattutto bisogna capire da dove arrivano tutti quei soldi.
Il primo della lista è chiaramente lui, Freddy: il ballerino di salsa e merengue, maestro shiatsu e autotrasportatore. Da quando è finito sotto i riflettori per la scomparsa di Isabella Noventa, si parla di una fantomatica eredità che avrebbe ricevuto dal padre. Ma quell’eredità non esiste. La circostanza è facilmente intuibile analizzando lo stile di vita degli altri componenti della famiglia.
La mamma Dolores lavora come colf in una famiglia di Noventa e la sorella Debora lavora in un’impresa di pulizie. Se davvero ci fosse stata un’eredità, avrebbe inciso anche sul loro stile di vita. Invece no. La prima vive in un appartamentino al piano terra di un condominio in una zona residenziale di Noventa Padovana, l’altra invece risiede in un modesto bilocale su via Vigonovese.
Solo Freddy vive “da boss” con la sua villa enorme in mezzo alla campagna e l’Audi A6 fiammante. Ufficialmente lavora come autotrasportatore ma come può un semplice autotrasportatore (con un solo camion) guadagnare così tanti soldi? Freddy è proprietario della Maison Srl, società proprietaria di cinque immobili con un capitale sociale dichiarato di 119 mila euro.
Con il mandato della Procura di Padova ora saranno eseguiti appositi accertamenti all’Agenzia delle Entrate. Si comincia con le dichiarazioni dei redditi per capire se sono congruenti con lo stile di vita. Vanno individuati poi anche gli introiti derivanti dal lavoro di massaggino. In queste ultime settimane è emerso che Freddy fosse molto quotato come maestro shiatsu e che alla tariffa di 30 euro l’ora ricevesse sia a casa che a domicilio. Insomma, gli esperti del settore stanno per radiografare ricchezze e conti in banca dei tre arrestati per il delitto della segretaria di 55 anni.
Il dubbio è che ci sia un filo che lega Freddy e Debora a Manuela Cacco. Se Debora odiava Isabella perché temeva che dilapidasse il patrimonio del fratello, come faceva a tollerare che lui avesse regalato a Manuela una tabaccheria da gestire? Fare luce su questo aspetto probabilmente aiuterà a capire il vero movente dell’omicidio.
Ed ora passiamo all'altro caso seguito da "Chi l'ha visto?", quello della indifesa insegnante del torinese di cui si è ritrovato il cadavere dentro un pozzo, dove i suoi assassini l'avevano gettata dopo averla strangolata. Mentre quello della Noventa ancora non si è trovato, ma l'autotrasportatore, continuando a mentire, ha indotto gli inquirenti a cercarlo vicino ad una chiusa del Brenta, dove dice di essersene disfatto e, per cercarlo lì, un ispettore di polizia sub è morto.
Riguardo al cadavere ritrovato dell'insegnante, è sconcertante come una donna di 49 anni possa aver creduto ad un giovane di 22 anni non rendendosi conto della sua finzione.
Nella sua inchiesta "Chi l'ha visto?" ha rintracciato un uomo che aveva conosciuto il futuro assassino su facebook. Dalla breve intervista, che egli ha accettato di rilasciare all'inviato della benemerita trasmissione, è apparso evidente che egli era un omosessuale, "momentaneamente" senza impegni sentimentali, come ha dichiarato, dunque si era visto qualche volta con Gabriele Defilippi, il quale non aveva mancato di chiedergli se poteva farlo entrare nella ditta nella quale egli lavora.
Questo cinico assassino cercava sempre di ricavare qualcosa da tutti quelli che circuiva, maschi o femmine, fingendo affetto ed interesse.
Quando i media hanno dato la notizia che un amico lo aveva aiutato a far sparire l'insegnante che lui aveva raggirato, in virtù di quanto appreso tramite "Chi l'ha visto?", ho pensato potesse trattarsi di un omosessuale come quello conosciuto su facebook, giacché doveva essere forte l'ascendente sull'amico per farsi aiutare in una simile rischiosa impresa. E così era infatti. Accusarsi a vicenda dell'esecuzione materiale dello strangolamento è una tecnica difensiva nota, ma non credo che li salverà dalla condanna per omicidio premeditato. L'esecuzione può essere stata benissimo portata a termine da entrambi: uno dietro che stringeva la striscia di tessuto e un altro accanto alla poveretta che l'ha aiutato, distraendola, a fargliela passare intorno al collo.
Ora gli avvocati dicono che "Gabriele si sta rendendo conto solo ora di quello che ha fatto"... No, troppi fatti della sua breve vita criminale dicono che è un abile dissimulatore, freddo nel premeditare i suoi scopi portandoli a termine. Quello di cui si sta rendendo conto è che gli è andata male, perché l'hanno scoperto e incastrato, per questo "sta giù"... Ora cercheranno di trovargli delle anomalie psichiche per attenuargli la pena che invece merita. La sua bisessualità, usata per farsi spazio nella vita, non è una turba psichiatrica, né lo è il suo calcolato cinismo, né il suo gusto del travestimento che aveva indotto il padre, che non viveva con la madre a quanto è dato sapere, a portarlo dallo psicologo. Poco gli è servito. Questo giovane è solo una mente criminale, banalmente, come ce ne sono e ce ne saranno sempre.
Riguardo al cadavere ritrovato dell'insegnante, è sconcertante come una donna di 49 anni possa aver creduto ad un giovane di 22 anni non rendendosi conto della sua finzione.
Nella sua inchiesta "Chi l'ha visto?" ha rintracciato un uomo che aveva conosciuto il futuro assassino su facebook. Dalla breve intervista, che egli ha accettato di rilasciare all'inviato della benemerita trasmissione, è apparso evidente che egli era un omosessuale, "momentaneamente" senza impegni sentimentali, come ha dichiarato, dunque si era visto qualche volta con Gabriele Defilippi, il quale non aveva mancato di chiedergli se poteva farlo entrare nella ditta nella quale egli lavora.
Questo cinico assassino cercava sempre di ricavare qualcosa da tutti quelli che circuiva, maschi o femmine, fingendo affetto ed interesse.
Quando i media hanno dato la notizia che un amico lo aveva aiutato a far sparire l'insegnante che lui aveva raggirato, in virtù di quanto appreso tramite "Chi l'ha visto?", ho pensato potesse trattarsi di un omosessuale come quello conosciuto su facebook, giacché doveva essere forte l'ascendente sull'amico per farsi aiutare in una simile rischiosa impresa. E così era infatti. Accusarsi a vicenda dell'esecuzione materiale dello strangolamento è una tecnica difensiva nota, ma non credo che li salverà dalla condanna per omicidio premeditato. L'esecuzione può essere stata benissimo portata a termine da entrambi: uno dietro che stringeva la striscia di tessuto e un altro accanto alla poveretta che l'ha aiutato, distraendola, a fargliela passare intorno al collo.
Ora gli avvocati dicono che "Gabriele si sta rendendo conto solo ora di quello che ha fatto"... No, troppi fatti della sua breve vita criminale dicono che è un abile dissimulatore, freddo nel premeditare i suoi scopi portandoli a termine. Quello di cui si sta rendendo conto è che gli è andata male, perché l'hanno scoperto e incastrato, per questo "sta giù"... Ora cercheranno di trovargli delle anomalie psichiche per attenuargli la pena che invece merita. La sua bisessualità, usata per farsi spazio nella vita, non è una turba psichiatrica, né lo è il suo calcolato cinismo, né il suo gusto del travestimento che aveva indotto il padre, che non viveva con la madre a quanto è dato sapere, a portarlo dallo psicologo. Poco gli è servito. Questo giovane è solo una mente criminale, banalmente, come ce ne sono e ce ne saranno sempre.
Da: Il Secolo XIX 22 febbraio 2016
Passo per passo, ecco come è stato risolto il delitto di Gloria Rosboch
Massimo Numa
Torino - Il caso Rosboch è stato risolto soprattutto grazie allo sviluppo dei tabulati telefonici delle schede sim di Gabriele Defilippi, Roberto Obert e CaterinaAbbattista. Abbiamo chiesto al comandante del reparto investigativo di Torino, il colonnello Domenico Mascoli, quali sono stati i passaggi tecnici più importanti.
«Un mese fa avevamo un numero notevole di tabulati da controllare, cioè le sim della famiglia Defilippi-Abbattista più quelli di Gloria Rosboch. Scopriamo che il telefono accoppiato con la scheda di Defilippi, il 13 gennaio viene spento alle 12. Qui c’è il primo errore: in tempo per essere agganciato dalla cella di Busano. Resta spento sino alle 21.54, quando raccoglie le telefonate perse, sms e altro. In quel momento non sappiamo nemmeno chi è Roberto Obert».
Come compare?«Gli operatori utilizzano un software che evidenzia i numeri più frequenti contattati dalle sim sotto controllo. In quella di Caterina Abbattista,quello di Obert compare numerose volte. Ma soprattutto compare nel pomeriggio dell’11 gennaio, registrato dalla cella di Volpiano (dove Gabriele ha avuto un incidente e si mette in contatto con l’amico Obert, ndr) Obert, con la sua scheda che noi definiamo come Obert1, chiama il carro-attrezzi. Così accertiamo che è in stretto contatto con Gabriele. Il secondo passaggio è l’identificazione della scheda dedicata, come accerteremo poi, solo al delitto: la Obert2. Scopriamo che l’impulso delle Sim 1 e 2 vengono agganciate contemporaneamente dalla cella. Deduzione: l’apparecchio con Obert2 l’ha in mano un’altra persona: Gabriele Defilippi».
Dopo cosa succede?«Torniamo al 13 gennaio. Le Sim Obert1 e 2 cominciano a generare traffico. Gabriele-Obert2, a Rivarolo dove lo ha accompagnato la madre in auto, chiama Obert1 perché lo venga a prendere. I due vanno a recuperare la seconda auto, una Twingo, e vanno a Castellamonte. Obert con laMini gialla. Defilippi con la Twingo. Incontra Gloria e le dice che alle 15 sarebbe stato lì con l’uomo, più grande, che aveva i suoi soldi per restituirglieli. Lei accetta. Lui, con la sim 2 informa il complice che Gloria ha accettato e di tornare alle 15. Lui resta lì, in attesa».
Se Defilippi avesse utilizzato una sim intestata a una persona inesistente, l’avreste scoperta?«Forse sì, sarebbe stato ancora più complicato. Alle 15, quando la Rosboch viene fatta salire sull’auto, Obert1 non genera più traffico, mentre la 2 viene agganciata dalle celle sino a Rivara. Alle 16 la 2 non è più attiva. Sappiamo che le viene dato fuoco. Mentre la Obert1 riprende a raccogliere dati. Sul telefono Lg che ha utilizzato Gabriele, invece di distruggerlo come sarebbe stato logico, viene inserita una terza scheda di Obert. Quando abbiamo convocato in caserma Roberto Obert, ero sicuro di arrestarlo, anche se non avesse confessato».
La scheda di Caterina Abbattista viene agganciata dalla cella di Montalenghe, che copre anche Rivarolo, dove potrebbe esserci ancora Gabriele. Si sono incontrati dopo il delitto? «Possibile. L’impulso risale alle 19. A quell’ora Abbattista afferma di essere stata in servizio, come infermiera, in ospedale a Ivrea. Potrebbe essere uscita senza bollare. All’inizio pensavamo che il cadavere di Gloria potesse essere finito nel lago di Candia o dintorni. La madre potrebbe avere incontrato il figlio per discutere dell’ultima fase del delitto, la distruzione dei vestiti e della borsa blu di Gloria, o per aiutarlo psicologicamente dopo l’accaduto. Poi la scheda della madre viene di nuovo agganciata ad Ivrea, zona ospedale».
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Assassini e vittime,
Cronaca nera
Nata a Roma nel 1946. Ha pubblicato "Normalità Apparente" nel 2006 e "Il Romanzo dell'Università" nel 2007 per i tipi dell'Editore MEF-Firenze; "L'Uomo Cane" nel 2010 e "Mostri e Ritratti" nel 2011 per i tipi dell'Editore Universitalia di Onorati S.r.l.-Roma. Una sua poesia è stata pubblicata nell'Antologia "Fili di Parole " di Giulio Perrone Editore S.r.l.-Roma nel 2008.
Consiglieri del Trentino Alto Adige ricchi con i soldi Italiani
Da: Corriere della Sera
Eva Klotz, o dell’incoerenza
La vicenda è nota. Eva Klotz, 64 anni, nota come “la pasionaria del Sud Tirolo”, ha gentilmente accettato un vitalizio di 945mila euro dall’Italia: quell’Italia che, per trent’anni, ha più volte dimostrato di disprezzare. Questo, infatti, prevede la (generosa) legge per i consiglieri provinciali di Bolzano. E, poiché l’incoerenza non è un reato, dobbiamo accettarlo.
La signora Klotz non è certo l’unica ad averci dimostrato che, in politica, parole e portafoglio hanno vite indipendenti. Per anni i leghisti bossiani – gli adoratori dell’inesistente Padania, i portatori dell’ampolla fluviale – hanno accettato poltrone, stipendi e rimborsi da parte di quell’Italia di cui fischiavano l’inno nazionale. Anzi: l’hanno munta più del dovuto, come lasciano intendere diverse vicende giudiziarie.
Ma il caso altoatesino colpisce di più. Eva Klotz non è Francesco Belsito, per intenderci. La signora aveva dimostrato di avere uno stile, idee, convinzione. E quando, scuotendo la trecciona, girava tra le montagne ripetendo “Süd-Tirol ist nicht Italien!” si limitava, in fondo, a esprimere un’opinione, a differenza del padre Georg, detto “il martellatore della Val Passiria”, aderente al Befreiungsausschuss Südtirol, il Comitato per la liberazione del Sudtirolo, responsabile di molti attentati dinamitardi negli anni Sessanta.
La signora, ora, difende la decisione di passare all’incasso: “Non è un gesto di generosità dell’Italia verso di noi e non mi sento di avere rubato niente. In realtà avrei potuto anche prendere molti più soldi perché dopo quattro legislature avevo già maturato il diritto alla pensione”. Anche questo ci sta. Ognuno è responsabile delle sue azioni e per queste verrà ricordato.
Resta, a questo proposito, una domanda: cosa pensano i sostenitori di Eva Klotz? Non sono rimasti in molti, dopo che la signora è uscita nel 1983 dal Südtiroler Volkspartei, favorevole a un’autonomia sudtirolese all’interno dello Stato italiano. Ma ci sono. La festeggeranno perché ha sfilato quasi un milione di euro agli odiosi italiani? O le ricorderanno che il tuffo sul vitalizio è uno sport molto romano?
Sarebbe bello se qualcuno, in un soprassalto di dignità, le dicesse: “Eva, è ridicolo”. Lächerlich. Anche in tedesco va bene.
(dal Corriere della Sera)
Beppe Severgnini
Eva Klotz è una politica italiana appartenente alla comunità germanofona dell'Alto Adige. Porta avanti la causa di quella parte della popolazione della provincia di Bolzano che, riconoscendosi nella comunità germanofona, ne desidera l'autodeterminazione, nonché la secessione del Südtirol dall'Italia e la sua annessione all'Austria.
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Nata a Roma nel 1946. Ha pubblicato "Normalità Apparente" nel 2006 e "Il Romanzo dell'Università" nel 2007 per i tipi dell'Editore MEF-Firenze; "L'Uomo Cane" nel 2010 e "Mostri e Ritratti" nel 2011 per i tipi dell'Editore Universitalia di Onorati S.r.l.-Roma. Una sua poesia è stata pubblicata nell'Antologia "Fili di Parole " di Giulio Perrone Editore S.r.l.-Roma nel 2008.
domenica 21 febbraio 2016
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Nata a Roma nel 1946. Ha pubblicato "Normalità Apparente" nel 2006 e "Il Romanzo dell'Università" nel 2007 per i tipi dell'Editore MEF-Firenze; "L'Uomo Cane" nel 2010 e "Mostri e Ritratti" nel 2011 per i tipi dell'Editore Universitalia di Onorati S.r.l.-Roma. Una sua poesia è stata pubblicata nell'Antologia "Fili di Parole " di Giulio Perrone Editore S.r.l.-Roma nel 2008.
Spending review, stepchild adoption... ma Renzi dice di parlare "all'Italia delle persone semplici"
Da: Il Messaggero.it
Unioni civili, Renzi all'assemblea Pd: pronti a mettere la fiducia
Le unioni civili, prima di tutto, su cui apre a un accordo con Ncd. Ma anche l'Europa, con un duro attacco a Monti, e il caso Giulio Regeni. Renzi apre l'assemblea Pd e tocca alcuni tra i temi più caldi dell'attualità italiana.
UNIONI CIVILI
«Il passaggio sulle unioni civili è numericamente delicato: se è vero che vogliamo trovare un punto di caduta tra noi è altrettanto vero che i numeri al Senato non sono quelli dei giornali: siamo 112 noi, 218 gli altri gruppi. Si fa come vogliamo noi se puntiamo alla minoranza», dice il premier. «La riforma delle unioni civili ci vede in difficoltà e credo che occorra il linguaggio della chiarezza: noi sappiamo che oggi in Italia c'è ancora un po' di paura su questo tema e vorremo dirvi con rispetto: che paura possono fare due persone che si amano, vogliono dei diritti e sono pronti a darvi dei doveri. A me fanno paura quelli che si odiano, non quelli che si amano».
«Siamo ad un bivio: o auspicare che M5s non abbia la sindrome di Lucy e voti la legge o tentare un accordo di governo con un emendamento su cui sono pronto a mettere la fiducia. Deciderà il gruppo e sono disponibile a partecipare all'assemblea del gruppo da qui a martedì». È la proposta di Matteo Renzi all'assemblea per uscire dall'impasse sulle unioni civili. «Non ci possiamo permettere di frustrare la speranza come con i Dico dieci anni fa, perchè non è più in gioco un patrimonio di diritti ma la credibilità di tutti noi, nessuno escluso».
«Sappiamo che c'è un tentativo chiaro di riaprire la discussione sulle unioni civili e non approvare la legge neanche nel corso del prossimo anno. Siamo pronti a utilizzare tutti gli strumenti normativi e regolamentari per impedirlo, con la stessa tenacia della legge elettorale, riforma Pa, lavoro», continua. «Visto com'era la situazione, abbiamo deciso di fare l'accordo con Grillo e i Cinque stelle. Basta farci del male: non ci saremmo mai perdonati di fare quel tentativo. Capisco la sindrome Lucy e Charlie Brown, quella di staccarsi dal padrone all'ultimo minuto. Ma loro hanno l'obiettivo fare il male del Pd, noi abbiamo l'obiettivo di fare il bene dell'Italia. Il sindaco di Livorno ha detto che il Pd deve morire, noi che l'Italia deve vivere».
Poi Renzi non risparmia un affondo alla grillina Paola Taverna: «'Aho a Roma ce fanno il complotto, ce vogliono fa vincere', ha detto una delle senatrici più importanti dei Cinque stelle. È vero che siamo la generazione Aldo Biscardi, il complotto o 'gomblotto' come regola di vita, ma che tu dica che te lo fanno per farti vincere è la summa di come non si dovrebbe stare dentro la politica».
IL PD
«A chi immagina sui singoli provvedimenti, vedi i diritti civili o prima le riforme istituzionali, che quando si arriva al momento decisivo si ricatta, sia chi ha condiviso una storia con me sia chi non l'ha condivisa, dico quattro lettere: "Ciao". Non si può pensare di fare del Pd il partito in cui si sta solo quando si condivide tutto, si fa uno sforzo di mediazione. Non è pensabile minacciare 'o così o me ne vado'».
«Si è tanto discusso di partito della nazione. È un tentativo strumentale e anche un pò banale di cambiare argomento. Al Senato non abbiamo i numeri e senza un alleanza non andiamo avanti. Nessuno di noi ha mai pensato ad un partito indistinto, alla marmellata. Per me il vero Partito della Nazione non è tutti insieme indistintamente ma il Pd che fa il Pd e non è un insieme di correnti e egoismi».
«Non è possibile che al Pd si iscrivano in blocco 400 persone con una carta di credito. Non è giusto, non è lecito, non è legittimo. Il partito non si deve scalare con le tessere ma con le idee. Siamo l'unico partito a avere un bel confronto dialettico tra maggioranza e opposizione - qualcuno dice troppo, io dico che non è mai troppo - ma sul territorio dobbiamo avere la forza di essere dinamici e non accettare operazioni discutibili».
«La comunicazione non è il pallino del segretario pro tempore - continua - ma è la soluzione per non rosicare, non perdere, non perdersi. Io da solo non ce la faccio. Ci sono due alternative: una discussione tra correnti su come andiamo alle elezioni. Ma amici del Pd impariamo dalle nostre cicatrici: quando ci siamo ridotti a parlare di noi e solo di noi abbiamo perso la strada. Dobbiamo parlare al Paese con il tam tam e il porta a porta perché il Pd possa essere l'ancora di speranza del nostro Paese».
La minoranza dem, però, fa subito sapere di condividere la proposta di Renzi sulle unioni civili: «Sarà giustissimo rispettare il dibattito dei senatori. Nel 2013 si è fatto un congresso, vinto da Renzi, in cui la posizione era unioni civili e stepchild così come nel programma con cui Bersani si presentò alle elezioni. Se accordo di governo significa rinunciare alla stepchild io sono contrario, dobbiamo difendere le nostre idee, il nostro punto di vista e confrontarci nel dibattito parlamentare», dice Roberto Speranza.
LA DESTRA
«Nell'assemblea di Milano a luglio in piena Expo lanciammo una provocazione sulle tasse, dicemmo che abbassarle è un qualcosa di sinistra. In Italia se cerchiamo un qualsiasi istituto di sondaggi vediamo che la parola destra è associata ad abbassamento delle tasse, sinistra all'innalzamento delle tasse. Ma è vero il contrario: in Italia il partito delle tasse è la destra, il partito che ha abbassato le tasse è il Pd», dice il premier. «Ci dicono che non abbiamo fatto spending review - continua -. Vi dico solo che Cottarelli aveva proposto 20 mld di tagli, noi ne abbiamo fatti 25. E se tagli 25 miliardi di spesa pubblica è pacifico che il Pil non cresce a sufficienza perchè parte viene dalla spesa pubblica».
EUROPA
«Oggi la realtà dice che l'Europa è ferma, ha bisogno di essere rimessa in moto e anche dal punto di vista economico ha bisogno di una strategia non semplicemente incentrata sugli egoismi di qualche paese dominante che non riesce ad avere una strategia valida per tutti», prosegue Renzi passando al tema Europa. «La flessibilità chiesta a Juncker non era un contentino all'Italia ma serviva cambiare la politica economica, dell'immigrazione, ma soprattutto ad avere la consapevolezza che di fronte a un tempo come quello che viviamo o si ha il coraggio di tornare a pensare in profondità e in grande o l'Europa diventerà un fastidioso giochino burocratico».
«A chi dice che Renzi usa l'Ue per il consenso immediato rispondo che non ho mai sentito frase più allucinante di questa perché è un tema che non si presta a risultati e al consenso immediato sia da punto di vista esterno, cioè di correggere la rotta, sia interno per cambiare il dibattito dentro il nostro paese».
ATTACCO A MONTI
Poi l'attacco all'ex premeir Mario Monti dopo il confronto in Senato: «In una certa fase era giusto intervenire in modo strong ma non possiamo pensare che ci sia chi fa la lezioncina senza rendersi conto che è in ballo la partita del nostro futuro e dei nostri figli. Noi abbiamo fatto il jobs act e non gli esodati, l'Expo e non i marò, abbiamo tagliato allo Stato Centrale e non ai Comuni, abbiamo scelto la crescita e non l'austerity, portato flessibilità per 16 mld a chi sosteneva il fiscal compact. Noi siamo la politica e non la tecnica e dobbiamo essere orgogliosi».
Poi Renzi si rivolge implicitamente anche a Sinistra Italiana: «C'è una distanza siderale tra noi e una presunta classe dirigente che per decenni ha fatto la morale alla politica per apparire cool all'ora dell'aperitivo o del brunch. Non siamo dalla parte degli illuminati aristocratici con molti veti e pochi voti che ci fanno la morale ma hanno dimostrato che non sempre con loro le cose vanno dalla direzione giusta. Fuori dai loro pregiudizi c'è un'Italia delle persone semplici che non meritano certi pregiudizi».
«Siamo ad un bivio: o auspicare che M5s non abbia la sindrome di Lucy e voti la legge o tentare un accordo di governo con un emendamento su cui sono pronto a mettere la fiducia. Deciderà il gruppo e sono disponibile a partecipare all'assemblea del gruppo da qui a martedì». È la proposta di Matteo Renzi all'assemblea per uscire dall'impasse sulle unioni civili. «Non ci possiamo permettere di frustrare la speranza come con i Dico dieci anni fa, perchè non è più in gioco un patrimonio di diritti ma la credibilità di tutti noi, nessuno escluso».
«Sappiamo che c'è un tentativo chiaro di riaprire la discussione sulle unioni civili e non approvare la legge neanche nel corso del prossimo anno. Siamo pronti a utilizzare tutti gli strumenti normativi e regolamentari per impedirlo, con la stessa tenacia della legge elettorale, riforma Pa, lavoro», continua. «Visto com'era la situazione, abbiamo deciso di fare l'accordo con Grillo e i Cinque stelle. Basta farci del male: non ci saremmo mai perdonati di fare quel tentativo. Capisco la sindrome Lucy e Charlie Brown, quella di staccarsi dal padrone all'ultimo minuto. Ma loro hanno l'obiettivo fare il male del Pd, noi abbiamo l'obiettivo di fare il bene dell'Italia. Il sindaco di Livorno ha detto che il Pd deve morire, noi che l'Italia deve vivere».
Poi Renzi non risparmia un affondo alla grillina Paola Taverna: «'Aho a Roma ce fanno il complotto, ce vogliono fa vincere', ha detto una delle senatrici più importanti dei Cinque stelle. È vero che siamo la generazione Aldo Biscardi, il complotto o 'gomblotto' come regola di vita, ma che tu dica che te lo fanno per farti vincere è la summa di come non si dovrebbe stare dentro la politica».
IL PD
«A chi immagina sui singoli provvedimenti, vedi i diritti civili o prima le riforme istituzionali, che quando si arriva al momento decisivo si ricatta, sia chi ha condiviso una storia con me sia chi non l'ha condivisa, dico quattro lettere: "Ciao". Non si può pensare di fare del Pd il partito in cui si sta solo quando si condivide tutto, si fa uno sforzo di mediazione. Non è pensabile minacciare 'o così o me ne vado'».
«Si è tanto discusso di partito della nazione. È un tentativo strumentale e anche un pò banale di cambiare argomento. Al Senato non abbiamo i numeri e senza un alleanza non andiamo avanti. Nessuno di noi ha mai pensato ad un partito indistinto, alla marmellata. Per me il vero Partito della Nazione non è tutti insieme indistintamente ma il Pd che fa il Pd e non è un insieme di correnti e egoismi».
«Non è possibile che al Pd si iscrivano in blocco 400 persone con una carta di credito. Non è giusto, non è lecito, non è legittimo. Il partito non si deve scalare con le tessere ma con le idee. Siamo l'unico partito a avere un bel confronto dialettico tra maggioranza e opposizione - qualcuno dice troppo, io dico che non è mai troppo - ma sul territorio dobbiamo avere la forza di essere dinamici e non accettare operazioni discutibili».
«La comunicazione non è il pallino del segretario pro tempore - continua - ma è la soluzione per non rosicare, non perdere, non perdersi. Io da solo non ce la faccio. Ci sono due alternative: una discussione tra correnti su come andiamo alle elezioni. Ma amici del Pd impariamo dalle nostre cicatrici: quando ci siamo ridotti a parlare di noi e solo di noi abbiamo perso la strada. Dobbiamo parlare al Paese con il tam tam e il porta a porta perché il Pd possa essere l'ancora di speranza del nostro Paese».
La minoranza dem, però, fa subito sapere di condividere la proposta di Renzi sulle unioni civili: «Sarà giustissimo rispettare il dibattito dei senatori. Nel 2013 si è fatto un congresso, vinto da Renzi, in cui la posizione era unioni civili e stepchild così come nel programma con cui Bersani si presentò alle elezioni. Se accordo di governo significa rinunciare alla stepchild io sono contrario, dobbiamo difendere le nostre idee, il nostro punto di vista e confrontarci nel dibattito parlamentare», dice Roberto Speranza.
LA DESTRA
«Nell'assemblea di Milano a luglio in piena Expo lanciammo una provocazione sulle tasse, dicemmo che abbassarle è un qualcosa di sinistra. In Italia se cerchiamo un qualsiasi istituto di sondaggi vediamo che la parola destra è associata ad abbassamento delle tasse, sinistra all'innalzamento delle tasse. Ma è vero il contrario: in Italia il partito delle tasse è la destra, il partito che ha abbassato le tasse è il Pd», dice il premier. «Ci dicono che non abbiamo fatto spending review - continua -. Vi dico solo che Cottarelli aveva proposto 20 mld di tagli, noi ne abbiamo fatti 25. E se tagli 25 miliardi di spesa pubblica è pacifico che il Pil non cresce a sufficienza perchè parte viene dalla spesa pubblica».
EUROPA
«Oggi la realtà dice che l'Europa è ferma, ha bisogno di essere rimessa in moto e anche dal punto di vista economico ha bisogno di una strategia non semplicemente incentrata sugli egoismi di qualche paese dominante che non riesce ad avere una strategia valida per tutti», prosegue Renzi passando al tema Europa. «La flessibilità chiesta a Juncker non era un contentino all'Italia ma serviva cambiare la politica economica, dell'immigrazione, ma soprattutto ad avere la consapevolezza che di fronte a un tempo come quello che viviamo o si ha il coraggio di tornare a pensare in profondità e in grande o l'Europa diventerà un fastidioso giochino burocratico».
«A chi dice che Renzi usa l'Ue per il consenso immediato rispondo che non ho mai sentito frase più allucinante di questa perché è un tema che non si presta a risultati e al consenso immediato sia da punto di vista esterno, cioè di correggere la rotta, sia interno per cambiare il dibattito dentro il nostro paese».
ATTACCO A MONTI
Poi l'attacco all'ex premeir Mario Monti dopo il confronto in Senato: «In una certa fase era giusto intervenire in modo strong ma non possiamo pensare che ci sia chi fa la lezioncina senza rendersi conto che è in ballo la partita del nostro futuro e dei nostri figli. Noi abbiamo fatto il jobs act e non gli esodati, l'Expo e non i marò, abbiamo tagliato allo Stato Centrale e non ai Comuni, abbiamo scelto la crescita e non l'austerity, portato flessibilità per 16 mld a chi sosteneva il fiscal compact. Noi siamo la politica e non la tecnica e dobbiamo essere orgogliosi».
Poi Renzi si rivolge implicitamente anche a Sinistra Italiana: «C'è una distanza siderale tra noi e una presunta classe dirigente che per decenni ha fatto la morale alla politica per apparire cool all'ora dell'aperitivo o del brunch. Non siamo dalla parte degli illuminati aristocratici con molti veti e pochi voti che ci fanno la morale ma hanno dimostrato che non sempre con loro le cose vanno dalla direzione giusta. Fuori dai loro pregiudizi c'è un'Italia delle persone semplici che non meritano certi pregiudizi».
Tornerò a NON votare come feci anni fa, come fa tantissima gente, non per mancanza di impegno, ma per mancanza di una rappresentanza che guidi il Paese in un modo quanto più possibile vicino alle proprie idee.
Dopo innumerevoli delusioni avevo sperato in Matteo Renzi ma vedo che mette la faccia e la fiducia sull'adozione per le coppie omosessuali parlando con la lingua di Cameron "alle persone semplici" (assurdo!), ma si è dimenticato della promessa fatta al padre di Lorenzo Guarnieri morto a diciassette anni a causa di ubriachi e drogati in sella ad uno scooter.
Per Lorenzo, e tutti quelli morti come lui a causa di codesti soggetti, Matteo Renzi non ha chiesto la fiducia: la Legge è tornata al Senato e lì giace senza martellanti notiziari sull'argomento, può aspettare.
Sono per le Unioni Civili, ma non per l'ipocrisia inaccettabile che le accompagna, non per le maschere messe per giustificare la loro Istituzione, non per l'ipocrisia della reversibilità a queste coppie riducendo quella esistente per il Matrimonio Civile.
La Società che vuole Renzi non è la mia Società. Dunque si facesse votare da chi rappresenta, lui e il suo partito.
Apprendo, al di là delle questioni procedurali in Parlamento, che per i 5Stelle la legge Cirinnà andava bene così come fatta.
Bene! Anche loro non hanno l'idea di Società che trovo giusta. Dunque si facessero votare da chi ha le loro stesse idee.
Se certa destra esprime alcune idee di buonsenso, per contro ne esprime altre inaccettabili: dunque i cittadini come me non hanno che una scelta, NON VOTARE, e che finissero di demolire questo Paese senza il mio consenso.
In politica estera Renzi si accorge ora degli egoismi?
Nemmeno l'interesse comune a stare insieme in una grande Unione tiene legate le Nazioni che ne fanno parte, ciascuna arroccata nel proprio tornaconto meramente nazionalistico.
Poi dice che ha abbassato le tasse! Non per la gente come me e non mi fermo certo alla mia famiglia o a quelle dei miei parenti ed amici...
Non ci siamo, non ci siamo affatto.
Per Lorenzo, e tutti quelli morti come lui a causa di codesti soggetti, Matteo Renzi non ha chiesto la fiducia: la Legge è tornata al Senato e lì giace senza martellanti notiziari sull'argomento, può aspettare.Sono per le Unioni Civili, ma non per l'ipocrisia inaccettabile che le accompagna, non per le maschere messe per giustificare la loro Istituzione, non per l'ipocrisia della reversibilità a queste coppie riducendo quella esistente per il Matrimonio Civile.
La Società che vuole Renzi non è la mia Società. Dunque si facesse votare da chi rappresenta, lui e il suo partito.
Apprendo, al di là delle questioni procedurali in Parlamento, che per i 5Stelle la legge Cirinnà andava bene così come fatta.
Bene! Anche loro non hanno l'idea di Società che trovo giusta. Dunque si facessero votare da chi ha le loro stesse idee.
Se certa destra esprime alcune idee di buonsenso, per contro ne esprime altre inaccettabili: dunque i cittadini come me non hanno che una scelta, NON VOTARE, e che finissero di demolire questo Paese senza il mio consenso.
In politica estera Renzi si accorge ora degli egoismi?
Nemmeno l'interesse comune a stare insieme in una grande Unione tiene legate le Nazioni che ne fanno parte, ciascuna arroccata nel proprio tornaconto meramente nazionalistico.
Poi dice che ha abbassato le tasse! Non per la gente come me e non mi fermo certo alla mia famiglia o a quelle dei miei parenti ed amici...
Non ci siamo, non ci siamo affatto.
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Nata a Roma nel 1946. Ha pubblicato "Normalità Apparente" nel 2006 e "Il Romanzo dell'Università" nel 2007 per i tipi dell'Editore MEF-Firenze; "L'Uomo Cane" nel 2010 e "Mostri e Ritratti" nel 2011 per i tipi dell'Editore Universitalia di Onorati S.r.l.-Roma. Una sua poesia è stata pubblicata nell'Antologia "Fili di Parole " di Giulio Perrone Editore S.r.l.-Roma nel 2008.
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