sabato 24 settembre 2016

Donne diverse, storie diverse... forse uccise dai mariti

Se a ciascun l'interno affanno si leggesse in fronte scritto, quanti mai, che invidia fanno, ci farebbero pietà.
METASTASIO 



L'invidia è un sentimento misero, proprio delle anime miserabili, purtroppo diffusa e sempre esistita e i versi del Metastasio ne danno conto.
Leggendo i commenti sotto gli articoli dei giornali che riportano l'ennesimo delitto avente per vittima una donna, sposata e madre, mi rendo conto che neppure la tragedia dà spazio alla triste pietà.
Il dermatologo figlio di professore universitario, dalle foto bello, benestante, avrebbe ucciso con violenza inaudita la moglie, fedifraga, madre dei loro tre bambini.
Un amico riporta le sue impressioni il giorno prima del delitto, quando li ha incontrati alla festa per il compleanno di uno dei loro piccoli.

Da: Il Resto del Carlino 

Omicidio di Ravenna, l’ultimo pomeriggio: "Tranquilli e insieme alla festa del figlio"

Un amico racconta il giorno prima della tragedia

Ravenna, 24 settembre 2016 - «Avevamo trascorso un pomeriggio di gioia e festa». Sono i ricordi addolorati di un amico d’infanzia di Giulia Ballestri. Un amico che giovedì, il giorno prima della tragedia, aveva passato la giornata insieme alla famiglia Cagnoni, che in una sala per bambini stava festeggiando il compleanno del figlio più piccolo.
«Sapevo dei problemi che da tempo stavano vivendo nella loro vita di coppia – ricorda l’uomo, mentre ripercorre gli ultimi istanti in cui ha visto l’amica ancora in vita – e sapevo anche del nuovo compagno di Giulia. Nonostante questo mi erano però sembrati tranquilli».
Un ultimo pomeriggio di quotidianità familiare, senza sguardi o segni particolari che potessero far presagire un malumore da parte del dermatologo toscano. «Lui è sempre stato un uomo introverso, questo era risaputo. Tutto il contrario di Giulia, che invece era solare e sorridente con tutti. Ci conoscevamo da quando eravamo bambini».
Una famiglia unita attorno all’amore per i propri tre figli, come li ricorda anche il parroco della chiesa di San Rocco, nonostante il rapporto sentimentale tra Matteo e Giulia si fosse logorato ormai da tempo.
Appunto: sembravano. Il verso del Metastasio è celeberrimo per questo.
Un conto è sembrare ed un conto è essere.
E questo vale anche per l'altro tristissimo caso di questi giorni: quello della anziana professoressa sgozzata con un colpo di coltello nella sua casa, nella sua cucina, mentre rigovernava dopo aver avuto a cena uno dei suoi figli.
Due donne diverse, due madri, l'una con figli piccoli, l'altra con figli ormai sistemati altrove, nonna, forse uccise da mariti che si professano innocenti al di là delle immediate apparenze...
Una tristezza infinita...
Matteo Cagnoni, bellissimo uomo, con la moglie, definita da molti giornali bellissima nelle foto non appare propriamente tale, pur essendo una donna piacente.

La moglie del dermatologo di famiglia facoltosa è finita a 40 anni a bastonate...
Da ciò che scrivono i giornali, pur continuando a convivere con il marito, aveva un amante.
Credo che se un matrimonio è in grave crisi l'errore più grande che una donna possa fare sia farsi un amante. Non può che essere una complicazione in più, un pasticcio esistenziale che non può che portare disordine, tensione e altro male.
Soprattutto se si è madre di bimbi piccoli credo che bisognerebbe prima di tutto liberarsi del marito con una separazione di fatto, avendo i mezzi economici e dunque disponendo di più di un'abitazione. Una madre, inoltre, dovrebbe pensare essenzialmente ai propri piccoli, proteggendoli, non basta fingere serenità ad una festa di compleanno... Quando non si vive più con il marito, se proprio si vuole, si può iniziare un'altra storia, in modo pulito.
A mio avviso la povera vittima ha sbagliato in questo.
Il marito, se come sembra è stato lui, ha sbagliato molto di più.
Non ha pensato ai suoi bambini e alla vita loro, così distrutta da un evento folle come l'omicidio della loro madre. Purtroppo niente possono l'educazione e la cultura su una fragilità psichica... La sofferenza può essere grandissima,  ma non può arrivare all'omicidio per liberarsene... Se questo accade siamo di fronte ad una personalità problematica e fragile. Poveri bambini innocenti...

L'altra donna, che appare sorridente nelle foto con un marito sempre presente ed affettuoso, dopo una vita di lavoro era in pensione e poteva vivere una serena vecchiaia godendosi i frutti dell'impegno di una vita. Invece è finita con una coltellata alla gola.. Un gesto inconsulto del marito durante una banale lite? Ma si può prendere un coltello e, con uno scatto, infilarlo in un punto vitale come la gola per una discussione? Dove è il controllo su sé stessi? Dove il senso del limite dei propri gesti?

Cosa c'è dietro la fronte di questi uomini apparentemente normali?
Quali pensieri, quali frustrazioni, per arrivare a tanto?



venerdì 23 settembre 2016

Come lavorano i 5 Stelle

Da anni, famiglie non certo ricche, hanno dato i propri sudati risparmi ad AIC, Consorzio di Cooperative Edilizie che opera in Roma da circa 50 anni. Dal momento del versamento per alcuni sono passati anche 6 anni fra alterne vicende Amministrative che riguardano il Comune di Roma, (così comunicano il Presidente ed il Vicepresidente del Consorzio AIC), senza che si vedesse nemmeno lo scavo delle agognate case...
Ora un Socio si è rivolto all'Assessore ai Lavori Pubblici del Municipio competente per il P.d.Z. Tor Vergata trovando accoglienza ed ascolto, questa la risultanza:

La situazione si è ribaltata!!!
Ricorderete tutte le lettere inviate alle precedenti amministrazioni comunali per i nostri problemi E le mancate risposte...
Non ci crederete.... oggi l'Assessore ai llpp del nostro municipio, Salvatore Vivace, si è recato personalmente presso l'AIC per avere informazioni dirette sulle reali intenzioni della cooperativa relativamente al piano di zona Tor Vergata.
L'Assessore ha ritenuto necessario fare questo ulteriore passo per dare risposte concrete alle numerose famiglie che da anni aspettano la costruzione di una casa in parte già pagata.
L'AIC, sorpresa per la visita,  si è manifestata disponibile a dare risposte rapide sostenendo che anche loro sono penalizzati dalla situazione che si è venuta a creare. 
Hanno ammesso che grazie all'impulso dei giorni scorsi si sta procedendo alla stipula del contratto, atteso da anni.
L'Assessore Vivace, da parte sua, ha dato la disponibilità all'AIC ad intervenire, qualora fosse necessario, per sollecitare l'attuazione dell'iter amministrativo proponendosi come interlocutore diretto!



Non tutti i 5 Stelle sono così, purtroppo, giacché tentai di interessare il consigliere della Regione Lazio Davide Barillari, da me votato, ai problemi del Patrimonio trascurato della Regione Lazio nel Pontino e lui se ne infischiò altamente. Per ottenere un minimo di attenzione e di cura degli eucalipti (pericolosissimi come dimostrano vari verbali degli ottimi VV.FF. di Latina) ho dovuto personalmente interpellare l'Ufficio Patrimonio della Regione, insistendo ed insistendo, inviando detti verbali e foto per ottenere finalmente un minimo appalto per la cura parziale degli alberi in questa zona.


Da: LATINA NOTIZIE
22-05-2012
Tutela delle fasce frangivento, Galetto annuncia una proposta di legge per la vendita e gestione ai privati

Centinaia di chilometri quadrati con piantagioni di eucaliptus, pini marittimi e pioppi a fare da argine contro le raffiche di vento per proteggere le colture dell’Agro Pontino e non solo. Sono queste le cosiddette ‘fasce frangivento’, quasi tutte presenti nella provincia di Latina, perché create durante il periodo fascista, a protezione delle terre appena bonificate e trasformate in insediamenti agricoli.

Oggi queste barriere naturali, che tanto hanno contribuito allo sviluppo del territorio pontino, versano in condizioni critiche, tanto da essere oggetto di un’audizione nella commissione Risorse umane, demanio, patrimonio, affari istituzionali, enti locali, tutela dei consumatori e semplificazione amministrativa, del Consiglio regionale del Lazio. Presente l’assessore regionale Fabio Armeni. E’ stato il presidente della commissione, Stefano Galetto, a spiegare i motivi dell’incontro di oggi con i rappresentanti delle istituzioni interessate alla questione. “Le fasce frangivento – ha detto – costituiscono un limite, un argine agli eventi climatici calamitosi che si abbattono sulla costa laziale. In particolare, nella provincia di Latina si trova circa il 95% delle fasce frangivento della Regione, costituendo oramai anche un simbolo distintivo per quel territorio.

Il problema attuale – ha proseguito Galetto – riguarda la gestione e la manutenzione di questi terreni vitali per l’equilibrio del sistema ambientale. La Regione non ha le risorse economiche per provvedere a tutti gli interventi necessari alla tutela e alla cura di migliaia e migliaia di alberi. Occorre pensare a un coinvolgimento dei privati, attraverso un meccanismo di alienazioni vincolate ad azioni di manutenzione e gestione delle fasce frangivento”. Per questo motivo, Galetto ha annunciato che presenterà una proposta di legge di modifica alla legge regionale n. 22 del 1995, “per rendere – ha spiegato – più snelle e meno burocratiche le procedure di alienazione già previste dalla legge, cercando il massimo confronto non solo con tutti i soggetti istituzionali aventi un ruolo nella gestione delle fasce frangivento, ma anche con i comuni e con le associazioni delle categorie produttive della zona”.

Non contrari a questa soluzione si sono mostrati il direttore generale del Consorzio di bonifica dell’Agro Pontino, Michele Meloni, e Paolo Mecci, dirigente regionale dell’Area Politiche di ottimizzazione dei beni demaniali. Decisamente contrario si è invece dichiarato Carlo Perotto, responsabile del settore ‘Pianificazione urbanistica’ della provincia di Latina, secondo il quale il “possibile depauperamento delle fasce frangivento sarebbe una iattura per il nostro territorio”.

Perotto ha poi spiegato che quei terreni hanno un ruolo importante per l’agricoltura e per l’ambiente, ma anche per la tutela della fauna, in quanto costituiscono dei “corridoi ecologici che vanno dal mare alla montagna” che garantiscono un habitat naturale e protetto a numerose specie animali. Contro la possibilità di vendere ai privati le fasce frangivento, Perotto ha proposto un’azione di rilancio, attraverso lo sfruttamento di fonti di energie alternative e la raccolta di legname". Questo si legge da un comunicato della Regione Lazio.(com/alf - AGENPARL

Come si vede il problema esiste e non è un'isteria di una vecchia ambientalista, tanto è vero che, quando venne una delegazione dell'Ufficio Patrimonio della Regione Lazio e un compito signore mi disse: "Signora, si tolga dalla testa che questi alberi vengano tagliati." Io, capendo che forse non aveva letto le mie e-mail, risposi: "Assolutamente no! Non l'ho mai detto e nemmeno pensato, conosco la loro funzione insostituibile: ma debbono essere curati!" 

giovedì 22 settembre 2016

Lessico giornalistico ridicolo

Il Tirreno


Baltimora, morto un altro ragazzo afroamericano dopo colluttazione con i poliziotti

L'ultima vittima si chiamava Tawon Boyd, 21 anni ed era disarmato.
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L'Unione Sarda

Usa, bloccato a terra da polizia: muore 21enne nero a Baltimora

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askanews

Un altro afroamericano muore a Baltimora dopo colluttazione con la polizia

Schiacciato a terra da tre agenti era in terapia intensiva


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Il Secolo d'Italia

L'ho già scritto e mi scuso se mi ripeto: giusto scrivere nero, trattandosi di un particolare, il colore della pelle, che serve a definire una persona, essendo una sua caratteristica che serve per descriverla, come tutti i caratteri fisionomici.

Scrivere e dire invece afroamericano è per me una stupida forma priva di senso e razzista. Lo usa spessissimo, anzi sempre, la corrispondente dagli USA della RAI Giovanna Botteri e trovo strano che nessuno se ne infastidisca.

Ma  afroamericano "de che??!!". Americano di sicuro, ma l'Africa è lontanissima da qualsiasi americano nero da secoli e secoli!!! 

Da Wikipedia un poco di memoria storica:
Nel XVI secolo, le grandi potenze europee (SpagnaPortogalloInghilterra e Paesi Bassi) iniziarono a creare insediamenti in America. Gran parte dei vantaggi economici erano legati alla creazione di piantagioni (per esempio di canna da zucchero); soprattutto con la penetrazione portoghese in Brasile, a questo si aggiunse la prospettiva di ricavare dalle colonie risorse minerarie. In entrambi i casi si richiedeva l'uso di grandi quantità di manodopera per il lavoro pesante. Inizialmente, gli europei tentarono di far lavorare come schiavi gli indigeni americani; questa soluzione tuttavia risultò insufficiente, soprattutto a causa dell'alta mortalità delle popolazioni native dovuta a malattie importate dai conquistatori europei (come il vaiolo) e alla loro conformazione fisica non adatta a quel genere di lavoro.
Nello stesso periodo, gli europei entrarono in contatto con la pratica nordafricana di far schiavi i prigionieri di guerra. I re locali delle regioni nella zona dei moderni Senegal e Benin spesso barattavano questi schiavi con gli europei. Gli schiavi africani erano decisamente più adatti, dal punto di vista fisico, a sopportare il lavoro forzato, perciò i portoghesi e gli spagnoli se li procurarono per mandarli nelle colonie americane, dando inizio al più grande commercio di schiavi della storia, quello attraverso l'Oceano Atlantico. La tratta degli schiavi attraverso l'Atlantico assunse rapidamente proporzioni senza precedenti, dando origine nelle Americhe a vere e proprie "economie basate sullo schiavismo", dai Caraibi fino agli Stati Uniti meridionali.
Già prima della scoperta dell'America, comunque, i portoghesi avevano circumnavigato il continente africano e...
Il 16 giugno 1452 papa Niccolò V scrisse la bolla Dum Diversas, indirizzata al re del Portogallo Alfonso V, in cui riconosceva al re portoghese le nuove conquiste territoriali, lo autorizzava ad attaccare, conquistare e soggiogare i saraceni, i pagani e altri nemici della fede, a catturare i loro beni e le loro terre, a ridurre gli indigeni in schiavitù perpetua e trasferire le loro terre e proprietà al re del Portogallo e ai suoi successori.

Raggi: bene così!

Da: Il Tirreno
Raggi, no alle Olimpiadi. "Irresponsabile dire sì"
Il sindaco di Roma non si presenta all’incontro con il Coni e va in trattoria. «Non vogliamo debiti e cemento». Malagò: «Non sa che dice». Renzi tace



ROMA. «È da irresponsabili dire sì a questa candidatura». Virginia Raggi affonda Roma 2024 in un pomeriggio assolato di fine settembre nel quale, oltre a spiegare che la città non se lo può permettere («Ci viene chiesto di assumere altri debiti per i romani e per tutti gli italiani, non vogliamo che lo sport sia utilizzato come pretesto per ulteriori colate di cemento»), si è presa anche la soddisfazione di umiliare i vertici del Coni e del Comitato promotore saliti al Campidoglio per incontrarla. Il sindaco non si è presentata all’orario fissato appena dopo pranzo e dopo 37 minuti di inutile attesa il numero uno dello sport Malagò, livido e inviperito, ha abbandonato il Comune insieme alla delegazione (tra cui Pancalli e Bianchedi) che lo accompagnava.
Raggi ha spiegato di essere stata trattenuta da «impegni istituzionali», anche se in realtà era in trattoria con un suo assessore. Ma è apparso evidente che il sindaco ha voluto marcare anche fisicamente la distanza da un progetto non solo mai condiviso, ma detestato dal gruppo dirigente M5S. Come è emerso chiaramente dalle sue parole durante la conferenza stampa interrotta dagli applausi dei suoi sostenitori. «Ci ricordiamo bene come sono andati i Mondiali di nuoto del 2009. Siamo pieni di impianti inutilizzati che restano lì come gusci vuoti» ha attaccato Raggi ricordando anche i Mondiali di Italia ’90.
«Abbiamo finito di pagarne il mutuo nel 2015, mentre quello per i Giochi di Torino 2006 è ancora acceso» ha puntualizzato il sindaco che nella furia anti-olimpica ha tirato in ballo persino le Olimpiadi di Roma nel ’60. «Nel nostro debito monster da 13 miliardi, 1 miliardo è ancora l’indennità di esproprio per quei Giochi» ha spiegato Raggi, incassando la replica di uno stizzito Malagò. «Falsità e populismo, interpellai il commissario al debito del Comune: era il debito commerciale complessivo, gli espropri di Roma ’60 erano solo una minima parte».
Raggi, cercando di allontanare il sospetto di aver assunto una posizione ostile a prescindere ha citato i casi di Boston, Amburgo e Madrid, «città nelle quali i sindaci hanno avuto posizioni fortemente contrarie». Poi l’appello alla pancia della città. «Io sono sindaco dei romani - ha rivendicato - e la mia valutazione è che queste Olimpiadi non sono sostenibili, portano solo ulteriori debiti, tuttavia siccome vogliamo che lo sport diventi parte integrante della vita dei cittadini di questa città, vogliamo riqualificare i servizi».
Raggi, dopo aver spiegato che il no alla candidatura non è mai stato in discussione («C’era la tregua olimpica dovuta a Rio, abbiamo solo rimandato una scelta già presa»), ha garantito che la Giunta, pur senza il fiume di denaro di Roma 2024, si impegnerà per sistemare le strutture sportive esistenti. «L’impianto di Tre Fontane dei Mondiali di nuoto diventerà un impianto paralimpico, la Vela di Calatrava diventerà una Città della conoscenza - ha spiegato Raggi.
In serata il Coni ha convocato una conferenza stampa nella quale un torrenziale Malagò ha sfogato la sua delusione. «Il no fa male, dispiace moltissimo, perché sono cambiate le regole del gioco ed era possibile fare bene. Il preventivo di spesa era di un decimo rispetto a Sochi 2014». Il dirigente ha ricordato che Roma era stata candidata in quanto «con l’Agenda 2020 sono cambiate le regole del gioco e dispiace che Raggi non lo abbia ricordato. Eravamo disposti a rivedere il dossier, eravamo pronti al referendum».
Poi il presidente del Coni, che potrebbe chiedere i danni al Campidoglio, si è tolto un sassolino dalla scarpa dando implicitamente degli incompetenti ai vertici del Comune. «Do un consiglio a Virginia Raggi, anche se serve un atto formale è meglio se non presenta la mozione che ha preparato. Si
può trovare su Wikipedia, e parla di città ritirate che non si sono mai presentate. A differenza di altri, io so bene di cosa si parla quando si parla di Olimpiadi».
Nessun commento da parte del premier Matteo Renzi. Parla solo il ministro Delrio: «La città perde un’opportunità».
Da: La Stampa

Roma 2024, Malagò: chi firmerà commetterà un delitto

Gli amministratori non votino la delibera, se lo fanno se ne assumeranno la responsabilità” Il “piano B” del Comitato Olimpico: commissario straordinario per superare il veto della sindaca
ROMA


C’è un punto di non ritorno dentro alla storia dei possibili Giochi di Roma. E, questo attimo, cade quando l’ottimismo del presidente del Coni Giovanni Malagò lascia spazio alla convinzione di essere finito in una sorta di gioco senza uscita: la Raggi non c’è, il suo ufficio è vuoto, inutile chiedere dove sia finita. «Se è così, noi ce ne andiamo..», dice Malagò. Ma come è possibile tutto questo? E la trasparenza, lo streaming, la cortesia nei rapporti? Tutto finito, riflette un Malagò vittima, per una volta, del suo essere sempre, e comunque, positivo davanti a quella che assume le sembianze di una presa in giro in piena regola. Malagò è sorpreso, deluso, anche irritato perchè tutto si sarebbe aspettato, ma non uno sgarbo personale tanto ingombrante. «Ma come, al di là delle posizioni, ci siamo sempre rispettati ed ora mi trova un invito con la porta chiusa. E, subito dopo, il no annunciato al mondo...», dice ai suoi collaboratori nel viaggio di ritorno verso la casa dello sport azzurro.  

Il no della Raggi scuote le fondamenta dello sport, non solo tricolore. Ma non ferma Malagò perchè «...sarebbe un delitto perdere un’occasione come questa». Cosa può accadere ora che il sindaco ha fatto conoscere la sua verità? «Consiglio di non votare la mozione che darebbe un significato formale a quanto annunciato dalla Raggi», fa sapere il presidente del Coni. L’atto formale è quello che serve per cancellare la delibera della precedente giunta capitolina: nel giugno di un anno fa l’assemblea diede il via libera perchè Roma si candidasse. «Gli amministratori che, eventualmente, firmeranno la delibera dovranno assumersi le loro responsabilità...»,dice Malagò. Tradotto: il Comitato promotore Roma 2024, in diciassette mesi, ha speso fondi pubblici ricevuti tramite una legge dello Stato per circa undici milioni di euro e la Corte dei Conti non potrebbe che drizzare le antenne davanti ad un no votato dall’assemblea capitolina. 

La Raggi spegne le luci sui possibili Giochi di Roma e lo fa disertando l’incontro con il numero uno dello sport italiano per colpa di un pranzo in una trattoria vicina alla Stazione Termini. Malagò non fa in tempo ad uscire dal Campidoglio che riceve la telefonata del premier Renzi: i due si vedranno questa mattina e, in campo, torna prepotentemente l’ipotesi scartata dal numero uno del Coni quando i rapporti con la Raggi erano senza strappi. «Un commissario governativo che mandi avanti la candidatura? Tecnicamente è possibile, ma, così, daremmo una brutta immagine di noi al Comitato Olimpico Internazionale...», disse Malagò una settimana fa. Adesso, lo scenario è cambiato ed un intervento del governo non si può escludere. 
Roma vede allontanarsi la suggestione a cinque cerchi e, come un effetto a cascata, dal tavolo rischiano di sparire importanti variabili. L’elenco è puntuale ed arriva dal Coni in una sorta di riflesso incondizionato: senza la candidatura, si complica l’organizzazione della tappa romana degli Europei del 2020 e anche il Giubileo del 2025. «Ci dispiace - scrive il Comitato promotore - che le opere ed infrastrutture che dovranno essere fatte per l’anno giubilare ricadranno a carico del bilancio della città. Con i Giochi invece...». I Giochi ed il Giubileo: dai primi, la città riceverebbe un miliardo e settecentomila dollari dal Cio per ridisegnare parti di Roma da mettere in vetrina anche una volta calato il sipario sulle Olimpiadi. Tutto finito in attesa che l’assemblea ratifiche quello che la Raggi ha deciso. 

I poteri forti vogliono incassare e arricchirsi per poi lasciare le "grandi opere" come si è già visto. Loro hanno il malloppo e noi lo scorno di vedere quanto ho ricordato nel sottostante post:
Rita Coltellese *** Scrivere: Virginia il cambiamento Giachetti nessun cambiamento
Quindi Raggi fa bene.
Roma e la sua provincia NON hanno trasporti efficienti, NON hanno strade decenti, NON hanno strade e giardini puliti dai rifiuti, NON c'è un cittadino, di qualsiasi idea politica, che sia appena soddisfatto di come vanno le cose a Roma.
Le Olimpiadi non sono una soluzione, ma un aggravio.
Servono solo ai soliti comitati d'affari dei soliti noti per arricchirsi sempre più. Il lavoro per le maestranze è una scusa: dopo la festa TUTTI A SPASSO COME PRIMA!  
Malagò dice che abbiamo speso già tanti soldi?
E quelli buttati per i progetti del ponte sullo stretto di Messina?
Siamo abituati alle vostre rapine, ma proviamo a difenderci. Speriamo che Virginia ci riesca, giacché sentire che si vorrebbe imporre la scelta tramite un Commissario Governativo mi fa pensare a cosa accadrebbe se passasse il SI al referendum sulle Riforme del Governo Renzi. Dittatura?
La democrazia, già zoppa, resterebbe senza gambe!
E pensare che, data la fiducia che avevo riposto sul nostro Presidente del Consiglio dei Ministri, pensavo di votare SI, in buona fede.
Ma se le sue riforme, presentate bene, finiscono come sta accadendo con quella della Scuola, debbo dire che ho paura!
L'impianto della Legge 107/2015, mi dice una persona di famiglia Dirigente Pubblica, è giusta nel suo intento... Mi fido, perché è persona competente ed efficiente, ma lei stessa ammette che l'applicazione che ne stanno facendo i burocrati del MIUR è un massacro per tutti!
E se accadesse dopo una Riforma così importante come quella, già imperfetta, che andrà a referendum? 
Che controllo ha Renzi sui burocrati a cui proclamò di "voler fare la guerra"?
Lo sa che in agosto i dirigenti ministeriali stavano quasi tutti in ferie nonostante l'imminenza dell'inizio a settembre dell'anno scolastico e le relative pressanti incombenze? Lo sa che ad oggi nel Lazio, in specie nella provincia di Roma, NON sono ancora uscite le graduatorie per i professori "mandati al confino", a centinaia di chilometri da casa loro, che hanno chiesto o l'assegnazione provvisoria o l'utilizzazione per sopravvivere? 
Si accontenta di quello che dice la Ministra ex governo Monti con il suo melenso e brutto sorriso? 
Sa dello scandaloso sciopero messo in opera dai dipendenti del Provveditorato di Roma perché i loro uffici verranno spostati in una nuova sede sempre a Roma? Mentre i professori "mandati al confino" a centinaia di chilometri da casa loro aspettano i comodi di chi protesta solo per essere stato spostato all'interno della medesima città?
Se non lo sa, abbia pazienza, ma non posso che votare NO al referendum. 


martedì 20 settembre 2016

Manicomio "Buona Scuola"

Da: Il Fatto Quotidiano  12 settembre 2016 di 

La Buona scuola che non c’è. Dalla preside nel caos della chiamata diretta alla prof che deve rinunciare a insegnare

La dirigente scolastica di Cremona: "I risultati del nuovo metodo per le assunzioni dettato della Legge 107 sono questi: avevo scoperti 11 posti e sono riuscita solo a coprirne, con la chiamata diretta, solo due. Per non parlare del problema sul personale Ata". L'insegnante di Viterbo mandata in Cadore: "Ho chiesto la conciliazione e mi hanno proposto Vicenza. Non ho potuto far altro che chiedere l'aspettativa per non lasciare i miei figli". La ministra Giannini: "Consapevoli di una macchina complessa ma soddisfatti"
Dietro i numeri e le parole restano le storie: quelle di chi lunedì mattina, nonostante le lamentele, le proteste, ha dovuto avviare l’anno scolastico e garantire le lezioni agli studenti oppure quelle di quei docenti che al netto dello sfogo sui social network, della rabbia e delle conciliazioni, hanno dovuto rinunciare al posto di lavoro per non dividere la propria famiglia. La ministra Giannini, che 12 mesi fa aveva assicurato la messa a regime della riforma entro il 2016, ora dice: “Per il tagliando attendiamo il prossimo anno, ma possiamo dire di essere soddisfatti e naturalmente consapevoli di una macchina complessa che nell’arco delle prossime settimane, come ogni anno, andrà a pieno regime con tutti quei dettagli che come ogni anno chiedono organizzazione”. Intanto, però, in molte scuole italiane l’anno scolastico si è aperto con orari ridotti e accorpamenti delle classi. Ecco due storie che raccontano il problema della “chiamata diretta” dal punto di vista di una preside alle prese con buchi nell’organico (secondo lei questa soluzione non risolve i problemi). E poi quella di una professoressa madre di due figli che è stata mandata all’improvviso (e dopo anni di precariato) dall’altra parte d’Italia. Lei non può lasciare la famiglia e proprio a un passo dalla promessa stabilizzazione è costretta a mettere in un angolo il suo lavoro.
LA PRESIDE: “LA CHIAMATA DIRETTA NON MI HA RISOLTO I PROBLEMI DI ORGANICO” – Un viaggio nella realtà quotidiana, nella provincia, per toccare con mano le difficoltà di chi come Roberta Mozzi, dirigente dell’Itis “Torriani” di Cremona, ha dovuto fare i conti con l’inutilità della chiamata diretta: “Abbiamo iniziato con diverse cattedre scoperte e l’acqua alla gola. I risultati del nuovo metodo per le assunzioni dettato della Legge 107 sono questi: avevo scoperti due posti di filosofia, uno di matematica, uno di scienze, quattro di meccanica, due di laboratorio di informatica e uno di chimica. Di tutti questi sono riuscita solo a coprire, con la chiamata diretta, due posti. Per l’insegnamento di filosofia avevo dei curricula che non mi interessavano eppure mi hanno assegnato d’ufficio gli stessi che avevo scartato: erano gli unici a disposizione dell’ambito. Mi servivano persone che insegnassero filosofia della scienza mentre questi sono laureati in pedagogia. Non solo. Di queste due persone una viene da Palermo, da cinque anni lavora a Leno (Brescia). Aveva messo l’ambito di Cremona come quattordicesimo ma nonostante vi sia il posto a Leno è stata assegnata al “Torriani”. Ora farà domanda diassegnazione provvisoria; è facile che tornerà dove insegnava lo scorso anno e io avrò di nuovo un posto scoperto. L’altra cattedra è a scavalco tra due ambiti come non dovrebbe essere. Non basta. Sul sostegno è arrivato un docente da Teramo che giustamente ha chiesto l’assegnazione nella sua città. Il resto non mi è stato assegnato perché non c’erano risorse nell’ambito. Venerdì scorso alle 18 l’ufficio scolastico regionale ha pubblicato una nota in cui il ministero dovrebbe nominare in nomina dalle Gae e dal concorso (finalmente concluso) del personale sui posti scoperti dando a noi il compito di concludere tutte le operazioni entro mercoledì: in queste ore dovremmo rifare la nuova chiamata diretta in quattro giorni”. Una situazione delirante anche sul fronte Ata: “Siamo sotto organico da anni. Al ministero ragionano sul numero degli studenti e non sulla metratura della scuola. Hanno fatto passare i bidelli sull’amministrativo senza un solo corso di conversione. Un esempio: l’addetta al personale della mia segreteria ha cambiato sede e al suo posto è arrivato un tecnico che ha fatto il passaggio di qualifica. Peccato che fino allo scorso anno faceva la cuoca nel corso di cucina in un professionale. Mi mancano almeno cinque bidelli. Non parliamo del bonus di valorizzazione del docente: per ora non è arrivato un solo centesimo di euro”.
L’INSEGNANTE MANDATA DALL’ALTRA PARTE D’ITALIA: “RINUNCIO” – In qualche scuola, invece, lunedì mattina non si presentato il docente. E’ rimasto a casa, senza stipendio, senza lavoro, per garantire la serenità della famiglia. Un caso per tutti: quello di Roberta Russo, mamma docente di educazione musicale finita ufficialmente in Cadore da Viterbo. “Dopo 17 anni di precariato – racconta Roberta – svolto lavorando in giro per la mia provincia sono stata assunta in ruolo con la 107. Sono madre di due figli, un giovane adolescente e un bimbo di nove anni, moglie di un marito anch’egli in mobilità. Non sono più tanto giovane, ho 45 anni e ho già fatto delle scelte di vita che devo portare avanti per non destabilizzare la famiglia che ora è divisa grazie agli errori di un algoritmo che ha deciso le nostre vite”. La sera del 3 agosto, dopo giorni di attesa snervante, è arrivato l’esito della mobilità per Roberta: da Viterbo in Veneto, Cadore. “Una doccia fredda, se non fosse che mi sono resa conto – spiega la professoressa – che tutti i miei colleghi sono rimasti nella provincia. Dei 14 immessi in ambito Viterbo, ben nove di loro hanno un punteggio inferiore al mio. Mi sono rivolta immediatamente al sindacato e insieme abbiamo chiesto delucidazioni. Risultato: nessuno dei colleghi ha titoli preferenziali, è chiaramente stato un errore dell’algoritmo impazzito! Ho fatto immediatamente domanda di conciliazione, spiegando le mie valide motivazioni, ho atteso i minuti, le ore. Nel frattempo è arrivato il momento di prendere servizio e così sono dovuta partire il 31 agosto nella scuola assegnatami d’ufficio a Domegge di Cadore. Mentre ero in viaggio mi è arrivata la comunicazione dall’Usr del Lazio di presentarmi il giorno 1 settembre alle 15 per la conciliazione a Roma. Ma come? Alle 8 presa di servizio in Cadore e alle 15 dello stesso giorno conciliazione a Roma? Mi è stata data una proroga: entro il giorno 2 settembre a Roma. Ho fatto la presa di servizio e mi sono rimessa in viaggio in direzione della capitale. E’ arrivato il fatidico giorno della conciliazione. La funzionaria freddamente mi ha proposto Vicenza al posto di Domegge di Cadore. E’ stata una presa in giro, ho percorso 1500 km in due giorni per sentirmi dire che mi è stata assegnata una nuova sede di ufficio senza tenere conto del mio punteggio: prendere o lasciare! Sono scoppiata a piangere, non mi sono mai sentita così umiliata in vita mia. Tutto l’amore che avevo nell’insegnamento e la passione con cui l’ho svolto sono stati calpestati. Ora ho fatto ricorso al giudice del lavoro. Intanto ieri mattina mi sono messa in malattia; chiederò un anno di aspettativa non retribuita rinunciando allo stipendio: non posso lasciare i miei figli”.
"Dopo 17 anni di precariato", dice Roberta...
Si faccia dire da Matteo Renzi come ha fatto sua moglie ad ottenere subito la sede in ruolo nella scuola sotto casa a Pontassieve FI, dove era supplente già l'anno prima, poi come ha fatto ad ottenere la chiamata diretta da una Preside di Firenze, ora che la sua bambina va alla scuola americana proprio a Firenze! Una spiegazione ci deve essere e il Presidente dovrebbe darla per fugare dubbi e malumori.
Che dire! Ho preso l'ennesima tramvata: dopo il furbo e falso Antonio Di Pietro che una cosa diceva e un'altra ne faceva imbarcando i Maruccio & Co. ora debbo amaramente ammettere che tutti quelli che mi deridevano perché credevo in Renzi avevano ragione!
Questo articolo dà conto di una situazione generalizzata che ho direttamente constatato facendo una mia piccola inchiesta personale e documentandola su questo blog.

Terra che continua a tremare

Da: Il Fatto Quotidiano 20 settembre 2016

Torna a tremare la terra al confine tra Lazio, Abruzzo e Marche. Una scossa di terremoto di magnitudo 4,1 è stata registrata dall’Ingv stanotte (1.34 ora italiana) nella zona di Rieti. Ad una profondità di 10 km, l’epicentro del sisma è stato localizzato a 4 km da Accumolie a 5 km da Amatrice, paesi già devastati dal terremoto del 24 agosto.
Alla nuova scossa ne hanno fatto seguito altre, nella stessa zona, le più forti delle quali alle 3:20 e alle 5:30 rispettivamente di magnitudo 3.2 e 3.4. Alcune persone hanno chiamato i Vigili del Fuoco per avere informazioni, ma al momento non vengono segnalati danni.
Quando la terra si muove è come stare su una nave che galleggia su un mare con onde alte e lunghe: i canali circolari dell'orecchio interno, preposti all'equilibrio, ricevono un messaggio destabilizzante. Di conseguenza: nausea e vomito. Nei casi di persone che soffrono di disturbi di moto, questa nausea e questo vomito possono perdurare anche quando si rimette piede in terra ferma. E' quanto è accaduto ad una mia cugina che, dopo essere stata sotto la tenda ad Amatrice e aver sentito e subito scosse giornaliere da quel 24 agosto, tornata finalmente a Roma appena l'apertura delle strade lo ha consentito, ha continuato ad avere nausea e vomito.  
Le telecamere di un supermercato di Amatrice hanno registrato la scossa del 24 agosto 2016 (trovo rivoltante che su una simile disgrazia questi lucrino con la pubblicità...)

lunedì 19 settembre 2016

Leggendo "La Repubblica" del 13 settembre 2016

Ieri "La Repubblica" era finita presso il piccolo supermercato vicino alla Spiaggia dell'Ira. La prenotano per averla. Ho comperato dunque "Il Corriere della Sera".
Oggi che sono andata con il bus gratuito a Porto Rotondo centro, ho potuto accedere ad un vero rivenditore di giornali: dunque l'ho comperata.
Certo non posso fare a meno di notare la differenza: del Corriere non mi è rimasto nulla, qui gli spunti di riflessione sono innumerevoli.
Ho riflettuto sulla furbizia di Matteo Renzi: il figlio del Commissario Calabresi a dirigere  "La Repubblica" e la nuora, che si dice orgogliosa di esserlo, del mandante dell'omicidio del povero Commissario a dirigere RAI3.
Un calcio al cerchio ed uno alla botte...
Ma leggiamo il giornale: in prima pagina la Scuola.
207.000 docenti hanno dovuto cambiare sede a seguito di trasferimenti e mobilità.
Senza rimborso spese.
E' realistico mandare un essere umano a centinaia di chilometri dalla propria famiglia e dalla propria casa, senza rimborso spese per un simile sradicamento e ad euro 1.500 scarsi? 
Su "La Repubblica" la Ministra Giannini così risponde:
"Da sempre in Italia si chiede a chi vuole fare l'insegnante di cambiare sede."
Commento mio: chiedere è una cosa, IMPORRE, o così o ti licenzi, è altro: sa di dittatura. Molti hanno scelto rinunciando ad altri lavori, magari rimettendoci. Ed ora secondo Giannini cosa dovrebbero fare?
"E' un sacrificio ed un aggravio economico, ma non possiamo trasferire i bambini dal Nord al Sud."
Commento mio: certo che no! Ma nemmeno deportare gli insegnanti con uno stipendio inferiore ad euro 1.500 mensili! Provi la Giannini ad organizzarsi una vita così! Faccia uno sforzo di immaginazione e pensi ad una madre, ad un padre che deve andare a vivere a 6 ore ed oltre di auto, di treno, di mezzi vari, pagandosi un alloggio supplementare, mangiando fuori casa... Senza pensare alle spese di viaggio per tornare ogni tanto a riallacciare i fili della sua famiglia che la Buona Scuola di Renzi, da lei applicata con metodo simil-nazista, ha DIVISO.
Potrà questo lavoratore della Scuola Pubblica, oltre a fare una vita economicamente miseranda, desiderare di vedere i suoi figli, il suo coniuge che forse non può lasciare un lavoro (merce preziosissima) che ha nella sua città?
Lei, Giannini, mi ricorda la Fornero: stessa spiccia, fredda analisi di una realtà sociale che NON LA RIGUARDA!
Lei dice: "Abbiamo scardinato il sistema e ora, passo dopo passo, lo stiamo rimettendo a posto."
Il primo avvio è stato un tour de force!  Se ne è accorta Giannini?!
Questo è il secondo anno scolastico: ed è peggio del primo. Vera macelleria sociale!
Cambiare si doveva ma al costo di chi?!!
La Giannini, rispondendo al quesito sui 207.000 posto, tramite il quotidiano "La Repubblica", da tanti di loro, ha mentito eludendo la REALTA'; ella infatti dice: "Su 207.000 insegnanti trasferiti in andata e ritorno i casi contestati sono stati il 2,5%: 5000, con conciliazioni nella metà dei casi. Li abbiamo analizzati uno per uno. MI PARE UN ERRORE FISIOLOGICO E NON SCANDALOSO."
Ah sì?! Si autoassolve la signora Ministro? Non è scandaloso?!!! Danni collaterali?
Ebbene la Giannini NON HA DETTO CHE I 5000 CASI "CHE HANNO ANALIZZATO UNO PER UNO" NON SONO TUTTI!
RIGUARDANO SOLO GLI INSEGNANTI DELLA SCUOLA PRIMARIA, MA NON I PROFESSORI DELLE SUPERIORI AI QUALI E' STATA NEGATA LA CONCILIAZIONE  AFFERMANDO UNILATERALMENTE CHE PER LORO L'ALGORITMO ERA GIUSTO!!
La verità la scrive a pag. 3 Marco Lodoli nel suo "IL COMMENTO": "Certo è che tanti nuovi Professori, spesso 40-50enni si trovano fuori dalla precarietà professionale ma dentro un'imprevista precarietà esistenziale: devono fare la valigia e trasferirsi al Nord, se vogliono avere un posto sicuro, devono lasciare la famiglia, trovarsi una stanza ammobiliata, inventarsi una vita lontana da casa e affetti..."
Ecco la parola CHIAVE è, appunto, IMPREVISTA.
Rifletta Giannini e chi la tiene su quella poltrona: rifletta sulla Costituzione e su alcune Leggi e Diritti.


Diario giornaliero del 6 settembre 2016

In questa bellissima terra di Sardegna, in cui vengo da quasi 30 anni quale privilegiata turista, oggi ascoltavo il TG Regionale: anche qui il "problema principale" sono i cosiddetti migranti!!! Con problemi come l'Alcoa e la zona del Sulcis...

Hanno intervistato un nerissimo ragazzo del Mali, per farsi capire gli parlavano in francese e lui rispondeva stentatamente in quella lingua. Ho pensato ancora una volta: "Ecco il segno della presenza francese in Mali. Però vengono qui. Noi dobbiamo scontare e pagare il mantenimento di queste persone frutto del colonialismo francese."
La notizia prosegue con l'informazione che il ragazzo è in Italia da 8 mesi e che ha cambiato 2 cooperative...
Penso: "Per le cooperative questo giovane è una ricchezza, una garanzia di lavoro per chi ci opera."
Prosegue l'intervista al ragazzo del Mali... Racconta che era riuscito ad entrare in Francia ma la Gendarmerie l'ha riaccompagnato a Ventimiglia.
Che sfrontatezza questi francesi! Finché stavano in Mali, colonia poi protettorato, a farsi i loro interessi economici...tutto bene: ora non li vogliono e ce li riportano sfacciatamente, grazie ad un Accordo Europeo che, come al solito, abbiamo accettato ritagliandoci la parte dei fessi.

domenica 18 settembre 2016

Masochistico rigore

L'eccesso di rigore si ripercuote su chi lo applica con inflessibile coerenza.
E' quello che sta accadendo a Virginia Raggi; per di più, nel suo caso, non potendo decidere tutto con la sua testa soltanto, ma essendo obbligata ad ascoltare anche i compagni del Movimento 5 Stelle.
Così, di fronte alle critiche per stipendi eccessivi, ha vacillato e il magistrato, con cui credeva di potersi garantire un Capo di Gabinetto di cui fidarsi per competenza ed onestà, se ne è andato per i malumori dei compagni a 5 Stelle che richiamavano il Sindaco alla coerenza, dopo aver criticato gli stipendi faraonici dei politici, nelle cariche ricoperte, e dei dirigenti.
In effetti in altri Paesi Europei non risulta che si elargiscano stipendi faraonici per garantirsi competenza, efficienza ed onestà.
Un esempio del recente passato, riportato dai media, è il paragone fra il Capo del Governo Tedesco, Angela Merkel e un nostro Ambasciatore, in esempio proprio quello che avevamo in Germania: la Merkel euro 9.000 mensili, l'Ambasciatore italiano euro 20.000!!!
La sproporzione, sia per responsabilità delle due cariche, sia per l'importanza delle stesse, dimostra l'equilibrio della Germania rispetto allo scialacquamento dell'Italia che, grazie a "Leggi Privilegio", tutte a favore della Casta Dirigenziale del Paese, ha creato una situazione inaccettabile per la maggioranza dei contribuenti italiani che cercano di punire con il voto questa vergogna, senza riuscire a cambiare le cose giacché i partiti tutti, tranne il M5S, difendono i PRIVILEGI chiamandoli "Diritti Acquisiti". Invece le Leggi si possono cambiare eccome! Visto che per noi "Popolo" le cambiano senza tenere conto dei nostri "Diritti Acquisiti"!
Ma il rigore a volte si ritorce contro i "puri".
Bisogna non autodistruggersi per purezza.
Bisogna restare puri essendo onesti con sé stessi.
Quello che avviene in politica, la Politica del M5S, avviene anche per rigorosi singoli individui. Rari, come raro è il M5S nel panorama politico italiano.

Uno dei tanti Professori sbattuti a centinaia di chilometri dalla sua vita a euro 1.500 mensili scarsi, parlava del fatto che sarà difficile avere una assegnazione provvisoria più vicina a sua moglie, inchiodata dal suo lavoro nella città dove hanno comperato una casa su cui grava un mutuo, quindi nell'impossibilità di seguirlo, non potendo lasciare il suo lavoro, essenziale per il bilancio familiare.
"Perché - ho chiesto - pensa che sarà difficile visto che ha un figlio piccolo? Questo non le da un punteggio per il riavvicinamento familiare?"
Risposta: "Non ho i privilegi della Legge 104, che però hanno moltissimi colleghi provenienti dal Sud Italia."
"Come fa a sapere che sono in prevalenza del Sud Italia?" Ho chiesto sorpresa. 
"E' scritto nelle graduatorie del MIUR. Basta che lei vada nel sito del MIUR e potrà constatare questa prevalenza di beneficiari della Legge 104 nelle Regioni del Sud. E' un dato di fatto."

Sono avvilita per come funziona questo Paese: il furbo prevale sul giusto.
Possibile che i malati, gli invalidi, esistano in prevalenza solo nelle famiglie delle Regioni del Sud? Perché mai? La risposta purtroppo non può che essere di dubbio sulla veridicità di queste 104 elargite in prevalente quantità in quelle zone.
Il Professore mi ha detto che ha un padre vicino agli 80 anni infartuato, una madre anziana anche lei con seri problemi di salute, ma non ha mai pensato di chiedere la Legge 104 per sé, per assisterli.
Mi ha detto che non vuole nemmeno darsi malato per non fare più di 600 km., pagarsi un alloggio e mangiare fuori casa con euro 1.500 scarsi al mese, "Perché non è corretto verso la Scuola."
Eppure ha problemi di salute anche lui e non sarebbe difficile ottenere certificazioni mediche in proposito.
Masochistico rigore che non paga e che mi fa pensare al sistema 5Stelle.
Gli ho chiesto infine se per caso è del Movimento o se lo ha votato.
Mi ha risposto di no e che aveva creduto nella Buona Scuola di Matteo Renzi.