martedì 10 gennaio 2017

Fatti un nome e vendi pure il fumo

Da: WIKIPEDIA

Ipotesi sull'omicidio di Yara Gambirasio

Saviano è stato accusato di diffamazione per alcuni passaggi del libro Zero Zero Zero (2013), riguardanti l'imprenditore, ritenuto colluso con il traffico di droga, Pasquale Claudio Locatelli[77] e i figli Massimiliano e Patrizio, con l'azienda Lopav diPonte San Pietro, che Patrizio aveva amministrato prima del fallimento.[78] Tra le altre cose, Saviano riporta l'ipotesi di un possibile legame tra la morte di Yara Gambirasio, tredicenne di Brembate di Sopra uccisa nel 2011, la criminalità organizzata e la Lopav, accennando legami tra la Lopav e Fulvio Gambirasio, il padre di Yara, indicando così un'ipotesi alternativa all'accusa della procura di Bergamo, rivolta poi contro il muratore Massimo Giuseppe Bossetti (accusato nel 2014 di aver ucciso la ragazzina).[78] Saviano sostenne che Fulvio Gambirasio, geometra nei cantieri edili, avrebbe infatti testimoniato in un processo a Napoli contro Pasquale Claudio Locatelli, lasciando intendere che quest'ultimo potesse aver attuato una ritorsione contro la famiglia Gambirasio.[78] Il pm Maria Cristina Rota ha interrogato l'uomo, che ha ribadito di non aver mai testimoniato in un processo contro Locatelli, e in seguito ha iscritto Saviano nel registro degli indagati per diffamazione nei confronti del geometra Gambirasio, il quale non ha comunque sporto querela contro lo scrittore campano, e della famiglia Locatelli. Lo stesso pm Rota ha però archiviato l'accusa il 21 maggio 2014.

Da tempo, e un poco alla volta, ho iniziato ad avere delle perplessità su questo giovane scrittore e giornalista tanto osannato, fino al punto di averne fatto una specie di totem intoccabile, per alcuni. E guai ad esprimere queste perplessità con appunti o lievi critiche che ne mettano in evidenza le contraddizioni, si rischia di essere sbranati dai ciechi seguaci!
Ecco, già il fatto che ci siano ciechi seguaci, del tipo che ne ha anche Beppe Grillo, la cosa non va bene. Purtroppo esistono persone che hanno bisogno di crearsi un idolo da adorare e non tollerano critiche a chi hanno eletto a portatore del verbo!
Mi spiace, ma ormai, a 70 anni compiuti, non ho più dubbi che le persone intelligenti non eleggono nessuno a persona perfetta e incriticabile. E chi lo fa appartiene a quella massa di imbecilli che, in alcuni momenti della Storia, può diventare pericolosa!
Dunque Saviano è un giovane scrittore che ottiene un grande successo con il libro "Gomorra", che io non ho letto ma, ad esempio, uno dei miei figli ha in casa, avendolo letto sia lui che la moglie, i quali dicono che a loro è piaciuto anche se in alcuni punti "è forte", intendendo con questo aggettivo che parla di cose crude.
Certo, si parla di malavita, e della peggior specie: quell'organizzazione criminale chiamata Camorra, dedita alla vendita all'ingrosso e al dettaglio della droga e non solo e che per questo uccide senza remore.
Non l'ho letto e non leggo nulla sulla criminalità perché mi basta l'orrida cronaca nera. Appoggio incondizionatamente l'opera delle Forze dell'Ordine che combattono contro questa melma della Società, insieme alla magistratura più sana, e a loro va la mia solidarietà per il duro compito e la mia gratitudine.
Quello che scrive Saviano serve senz'altro, perché illustra, a chi non sa o ignora questo marciume della Società, la realtà dei fatti. Sono felice per lui e per il successo della sua Opera, che è stata anche trasposta in film, aumentando così i suoi giusti guadagni... Ma non capisco perché lo Stato debba pagargli per questo una scorta di Polizia pagata da noi tutti! L'ho già scritto e lo ripeto in questo post, dove però andrò ancora più a fondo su questo scrittore-giornalista che ora è diventato, anche per sua volontà, un personaggio.
Un personaggio che da scrittore e giornalista molto settorializzato si è trasformato in "maître à penser", invitato dai Fazio in TV a parlare di tutto come un saggio.
Insomma, mi sembra che si esageri: sia Saviano, che non sembra darsi una regolata mettendo i piedi per terra, sia chi gli da corda come i Fazio (che, beh!, ha invitato nella trasmissione da lui condotta anche Adriano Sofri, un pessimo "maître à penser")! 

A proposito del suo libro "Zero, Zero, Zero" ( che io non ho letto, ma che, sembra, sia stato molto gradito dal trafficante di droga detto El Chapo) in un mio post del 16 gennaio 2016 Rita Coltellese *** Scrivere: Zero Zero Zero di Roberto Saviano riportavo con sconcerto la presentazione del suo libro sul sito di Feltrinelli:


trovo inquietante quel che scrive lui stesso o chi per lui sul sito di Feltrinelli, quasi come in una nemesi ineluttabile: 

"La coca la sta usando chi è seduto accanto a te ora in treno e l’ha presa per svegliarsi stamattina (?!) o l’autista al volante dell’autobus che ti porta a casa... Fa uso di coca chi ti è più vicino. Se non è tuo padre o tua madre, se non è tuo fratello, allora è tuo figlio.(?!) Se non è tuo figlio, è il tuo capoufficio... Se non è lui, è l’infermiera che sta cambiando il catetere di tuo nonno e la coca le fa sembrare tutto più leggero, persino le notti.(?!)Se non è lei, è l’imbianchino che sta ritinteggiando la stanza della tua ragazza, che ha iniziato per curiosità e poi si è trovato a fare debiti. Chi la usa è lì con te. La usa il portiere del tuo palazzo, ma se non la usa lui allora la sta usando la professoressa che dà ripetizioni ai tuoi figli...(?!)Il sindaco da cui sei andato a cena. Il costruttore della casa in cui vivi, lo scrittore che leggi prima di dormire... Ma se, pensandoci bene, ritieni che nessuna di queste persone possa tirare cocaina, o sei incapace di vedere o stai mentendo. 

Viene il legittimo dubbio che chi ha scritto questo la usi la cocaina, tanto ha deformato la realtà a misura dei consumatori, facendone una nemesi ineluttabile, fino a fare un vero spot pubblicitario alla droga e al suo consumo.

E a leggere quello che Saviano se ne è uscito a dire sull'assassinio della tredicenne Yara viene da pensare che, o è un mestatore in malafede che parla deliberatamente per fare rumore e far parlare di sé, o è in buonafede ma affetto da preoccupanti sconnessioni logiche e ignoranza scientifica totale: prima che si svolgesse ed arrivasse a conclusione un'indagine a tutto campo, lunga, difficile e con solide basi scientifiche che nulla hanno lasciato al caso, si poteva anche ipotizzare, e si fece pure, che ci potessero essere legami fra il lavoro del Geom. Gambirasio e l'uccisione di sua figlia, ipotesi che venne quasi subito esclusa per il nulla di qualsiasi dato in tal senso, ma dopo un processo ed un'indagine scientificamente condotta ad una inoppugnabile conclusione, che il DNA intero nella sua sequenza di basi puriniche e pirimidiniche era di un uomo e solo di quell'uomo... mi chiedo cosa delira Saviano??!!!

Da: IL NAZIONALE
 «La scienza sbaglia, Massimo è figlio di mio marito» ha riferito la signora Arzuffi al Corriere della Sera. Ma il PM Letizia Ruggeri oggi, in conferenza stampa, ha a sua volta sconfessato la donna.
Come ricorda il magistrato: «Damiano Guerinoni –il frequentatore della discoteca vicina al luogo del delitto, sottoposto come molti altri avventori al test del DNA NdR- aveva il tratto y che coincideva con il DNA trovato sulle mutandine della bambina. Scorrendo l’albero genealogico della famiglia non riuscivamo a trovare a chi appartenesse. Abbiamo ripercorso l’albero genealogico fino al 1815». Il comandante dei Ros Mario Parente ha evidenziato la difficoltà delle indagini. «Abbiamo provato un forte senso di frustrazione quando si è capito che si trattava di un figlio illegittimo -ha detto- Poi però abbiamo individuato una rosa di 532 donne che potevano essere entrate in contatto con l’autista di autobus. Tra queste c’era anche Ester Arzuffi, la madre del Bossetti».



Il papà di Yara smentisce Saviano:
«Mai testimoniato contro Locatelli»

Fulvio Gambirasio è stato interrogano nell’ambito delle indagini su una querela per diffamazione sporta dal figlio del narcotrafficante arrestato in Spagna

I genitori della piccola Yara, Fulvio Gambirasio e Maura PanareseI genitori della piccola Yara, Fulvio Gambirasio e Maura Panarese
shadow
«Io non ho mai testimoniato contro Pasquale Claudio Locatelli»: Fulvio Gambirasio, il papà di Yara, è stato interrogato dal sostituto procuratore della Repubblica Maria Cristina Rota nell’ambito delle indagini nate da una querela per diffamazione da parte del figlio di Locatelli nei confronti di Roberto Saviano, per il capitolo dedicato al padre nel libro «Zero Zero Zero», sui grandi trafficanti di stupefacenti. In un breve colloquio con il pubblico ministero il padre della ragazzina rapita e uccisa il 26 novembre del 2010, ha messo formalmente la parola fine su una sfilza di voci che si rincorrevano già dal periodo in cui erano in corso le ricerche di Yara. «Non ho nemici», disse allora. Concetto ribadito di fronte al pubblico ministero, che ha comunque chiesto l’archiviazione per lo scrittore, pur ravvisando imprecisioni ed errori: il giudice deve ancora esprimersi.


Freddo polare anche in riva al mare

Da: h24Notizie.it


Sabaudia LT - Lago di Paola ghiacciato per le temperature scese in questi giorni molto al di sotto dello zero anche a livello del mare. Nello sfondo la zona dunale che divide le acque salmastre del Lago dal mare.
Sabaudia LT - Lago di Paola ghiacciato


domenica 8 gennaio 2017

Storie che toccano il cuore

Il Libro: "Vai e vivrai" - Titolo orginale: "Va, vis et deviens", Alain Dugrand avec Radu Mihaileanu, Paris, Grasset, 2005, 296 p. (ISBN 2-246-67101-9)

Vai e vivrai è una storia ad alto potenziale emotivo (la costruzione di un'identità attraverso il gioco incrociato di verità e menzogna). Fa da sfondo una scena umana poco nota ma di grandissimo interesse, vale a dire i falasha, vale a dire gli ebrei neri, vessati come altri popoli compresi tra Etiopia e Sudan, dalla fame e dalla violenza. Negli anni ottanta i falasha sono diventati oggetto della cosiddetta ‟operazione Mosè” che, grazie al duplice intervento di Israele e Stati Uniti, li ha voluti ricondurre in Terra Santa come legittimi discendenti del popolo di Israele. In un campo profughi, una madre falasha tiene in grembo il figlio moribondo. Poco più in là una madre cristiana la osserva: sa che i falasha partiranno (perché solo loro?), sa che dove andranno potranno finalmente avere un futuro. È così che guardando il proprio figliolo emaciato lo spinge a raggiungere la donna falasha, a sostituirsi al ragazzino appena morto. Lui non vorrebbe, si attacca alle vesti della madre, ma infine parte. Gerusalemme. Durante il viaggio ha sentito una bambina chiedere alla mamma: ‟È vero che quando saremo là diventeremo tutti bianchi?”. ‟Sì, a Gerusalemme scorrono ruscelli di latte e miele, è il paradiso.” Va da sé che non sarà così: adottato, come orfano, da una famiglia sefardita francese passa gli ultimi anni dell'infanzia nel terrore che siano scoperte le sue due menzogne (il non essere un orfano e il non essere ebreo) e la sola verità: quella di essere un nero. Ma il tempo porta nuovi stimoli di conoscenza, la fascinazione della cultura occidentale, l'amore. E al contempo la guerra nei territori occupati, il razzismo, un mondo senza pace. In fondo a lui, le radici materne restano intatte, e ogni giorno dovrà venire a patti con il sogno di tornare a riabbracciare la madre naturale, o comunque con la realtà di essere, quale che sia la sua nazionalità o appartenenza, un etiope salvato dalla morte.

Il film Vai e vivrai di Radu Mihaileanu è stato presentato al 55° Festival internazionale di Berlino 2005


Radu Mihaileanu è un ebreo romeno di nazionalità francese. Ha vissuto in Francia ed in Israele.


La velocità delle informazioni ci porta in tempo reale quello che accade nel mondo e ci immerge in tante realtà lontane di dolore, di sopraffazioni e di violenza.
Volenti o nolenti scopriamo che non c'è civiltà raggiunta e forse non la raggiungeremo mai in tutto il pianeta.
La recente tenera straziante immagine di una creaturina morta annegata durante la fuga della sua famiglia, ci ha fatto scoprire che esistono i Rohingya.
Su Wikipedia leggiamo: sono un gruppo etnico, di religione islamica, che parla ilrohingya, una lingua indoeuropea[11] del ramo delle lingue indoarie, strettamente legata alla lingua chittagong e più alla lontana allalingua bengalese. La loro origine è molto discussa: alcuni ritengono indigeni dello stato di Rakhine (noto anche come Arakan o Rohangin lingua Rohingya) in Birmania, mentre altri sostengono che siano immigrati musulmani che, in origine, vivevano in Bangladesh[12][13] e che, in seguito, si sarebbero spostati in Birmania durante il periodo del dominio britannico.
I Rohingya sono linguisticamente legati alle parlate degli Indo-Ariani di India e Bangladesh, in contrapposizione alle lingue in prevalenzasino-tibetane del Myanmar. A partire dal 2012, circa 800 000 Rohingya vivono in Myanmar. Secondo i rapporti delle Nazioni Uniteessi sono una delle minoranze più perseguitate nel mondo.[14] Molti Rohingya sono stati relegati in ghetti o sono fuggiti in campi profughi in Bangladesh e sulla zona di confine tra Thailandia e Myanmar. Più di 100 000 Rohingya vivono in campi per sfollati, anche perché le autorità hanno proibito loro di lasciarli.[15] I Rohingya hanno catturato l'attenzione internazionale sulla scia di alcune rivolte svoltesi nel 2012.
Bambini rohingya
Sono bambini come tutti gli altri

Perché non c'è accettazione? Perché non si deve convivere ghettizzando dei popoli, piccoli o grandi che siano, solo per il loro modo di vivere, il colore della pelle, le tradizioni, la religione, la lingua?
Posso capire il rifiuto solo nel caso in cui un popolo costituisca una minaccia vera e concreta di violenza per gli altri, oppure di delinquenziale parassitismo, ma la ghettizzazione avviene invece solo per le ragioni di diversità delle tradizioni, della religione, del colore della pelle... E questo è semplicemente disumano.
L'uomo piccolo e meschino rifiuta un intero popolo solo perché ha un'origine diversa dalla sua, perché non appartiene alle sue tradizioni... alla sua tribù praticamente. L'uomo rimasto nel suo interno tribale rifiuta, a chi sente diverso, di vivere.
E' di una di queste dolorose realtà che si parla nel libro "Vai e vivrai" che, essendo un romanzo, non è una storia vera ma verosimile, visto quello che hanno dovuto soffrire e ancora soffrono i falasha. 
Bambini falasha
Sono bambini come tutti gli altri
Ognuno ha il diritto di vivere. Forse sono i sentimenti, veramente ispirati al cristianesimo, dei miei genitori ad aver radicato in me questo dolore nel leggere a quali sofferenze debbono essere sottoposti esseri umani, solo perché alla nascita qualcuno ha già applicato loro un'etichetta: sei falasha, sei rohingya, sei ebreo, sei tutsi, sei sciita, sei hutu, sei sunnita, sei cristiano, sei musulmano...
Ma cosa importa? E' l'innata cattiveria insita nell'uomo che crea la ghettizzazione, il tentativo di mettere a margine qualcun altro; ne abbiamo un esempio in quello che stupidamente chiamano "bullismo": no, è solo la parte cattiva e meschina dell'animo umano, che sui grandi numeri ghettizza un popolo pacifico che chiede solo di vivere. Così si diventa assassini reciprocamente, in alcuni casi, oppure si fugge perché più deboli.. e si vive senza terra e patria scacciati dal pianeta, dove non c'è posto per te.
Questo è indicibile, per me. E credo che non cambierà mai, purtroppo. Perché la malvagità è innata nell'animo umano.
Nel libro si scopre che anche gli ebrei hanno estremismi inaccettabili, convinzioni radicate su libri scritti millenni fa...
Nessun progresso della Scienza ha cambiato menti arcaiche, nessuna visione della cruda realtà di un piccolo pianeta che gira vorticosamente su sé stesso e che prende luce e calore da una stella piccola, mentre astri immensi e lontani anni luce pullulano intorno uno spazio buio, vuoto, inspiegabile. Essi si aggrappano a tradizioni risalenti a quando l'uomo non aveva alcuna contezza di dove effettivamente si trovasse... del Silenzio e della Solitudine che lo circondano. Si aggrappano a parole scritte da uomini che si sono creati fole, riti, dogmi, per organizzare le loro piccole, brevi esistenze.. E su queste basi si affrontano, si uccidono, si discriminano, negano ad altri il diritto di vivere. 


Terra, un pianeta abitabile grazie ai cicli geologici



sabato 7 gennaio 2017

Per i parenti delle vittime ergastolo del dolore

Da: Leggo.it 15 giugno 2016

"PAROLISI UN BUON PAPÀ? MENTRE SUA FIGLIA NASCEVA LUI ERA CON L'AMANTE"


"Parolisi, dopo aver chiesto uno sconto di pena, ora chiede addirittura di poter vedere la figlia e di poterla sentire al telefono. Davvero non c’è limite all’indignazione che sto provando in questi giorni. Ora si ricorda di essere un bravo genitore e per questo di avere diritto di vedere e sentire Vittoria. Ma stiamo scherzando? Ditemi che è uno scherzo, per favore". A riportare la notizia è il settimanale Giallo: proprio in questi giorni, infatti, Parolisi ha chiesto ai giudici della Cassazione uno sconto di pena che è stato rifiutato. Ora dovrà restare in carcere per i prossimi venti anni. Ma questa non è stata l'unica richiesta di Parolisi: il killer, infatti, ha chiesto al Tribunale dei Minori di Napoli che sia concessa la possibilità di incontrare sua figlia: "Parolisi continua a mentire e stavolta lo fa tirando in ballo i presunti sentimenti che dice di provare per sua figlia - continua a raccontare Michele Rea su Giallo -. Sostiene di essere un buon padre e di avere il diritto di genitorialità, che gli è stato revocato dai giudici che lo hanno condannato in via definitiva per l’assassinio della moglie. Non è vero:Parolisi non è mai stato un buon padre, nemmeno quando la piccola Vittoria doveva ancora nascere. Quando Melania venne ricoverata per il parto, lui, che oggi sostiene di essere un buon padre, anziché stare accanto alla moglie con una scusa se ne andò via dall’ospedale. Mia sorella durante la notte iniziò ad avere le doglie: era chiaro che di lì a poche ore avrebbe partorito. Telefonò subito a Salvatore, ma aveva il cellulare spento. Allora chiamammo un suo amico, che lo raggiunse a casa, scavalcò il balcone della casa di Salvatore e bussò alla finestra. Ma Parolisi non rispose". Il racconto di Michele Rea continua: "Intanto, alle 4 del mattino del 16 ottobre del 2010 venne al mondo la mia nipotina Vittoria. Il padre lo ha saputo il giorno seguente a mezzogiorno, quando si è degnato di accendere il telefonino che aveva spento il giorno prima, nonostante sapesse che la moglie stava per partorire. Gli inquirenti nel corso delle indagini hanno accertato che quella notte, mentre sua figlia nasceva, Parolisi era in compagnia dell’amante. Un buon padre non si perderebbe per nulla al mondo la nascita del proprio figlio: è la gioia più grande. Eppure Parolisi, quando è nata Vittoria, era a letto con l’amante: ha visto Vittoria, quella figlia che oggi vuole incontrare a tutti i costi, solo la sera successiva. Credo che questo episodio sia sufficiente per dimostrare chi è davvero SalvatoreParolisi", ha concluso Michele Rea su Giallo.

Da: Il Resto del Carlino 18 aprile 2016

il padre di Melania scrisse di proprio pugno una lettera indirizzata al ministro della Difesa, Roberta Pinotti. «Chi vi scrive è Gennaro Rea – scrive –, padre di Melania Rea, uccisa da 35 coltellate, dal marito, ma senza crudeltà, come dicono i giudici. Ebbene, ora lo stesso sembra essere stato trasferito dal carcere di Teramo a quello militare di S. Maria Capua Vetere. La cosa lascia perplessi non solo perché il reato commesso non ha nulla a che vedere con i reati militari ma perché la sentenza, dal punto di vista della responsabilità penale, è ormai definitiva. Non si comprende come un militare condannato per omicidio in via definitiva sulla responsabilità (e ora ormai anche sulla pena, dopo la sentenza della Corte di Assise di Appello di Perugia) possa ancora mantenere lo status di militare, persino godendo di qualche privilegio connesso alla suddetta condizione. Lo dico e lo penso, non solo da padre della vittima, ma da militare, quale sono io stato, avendo ricoperto la carica di 1° maresciallo dell’Aeronautica Militare prima del pensionamento. Vi prego pertanto di provvedere al più presto a far scontare la misera pena di Parolisi, al confronto dell’ergastolo del mio dolore, presso un normale carcere, con i delinquenti e gli assassini comuni, quale egli è».

Il dolore di un padre, di una madre, di un fratello non finirà per tutta la loro vita.
Non può finire. Non è solo la perdita per la morte, ma è come quella persona cara è morta: colpita a tradimento da chi aveva giurato di amarla e proteggerla.
Davvero non si capisce, e l'ho scritto, come abbiano potuto non dargli l'aggravante della crudeltà.. Considerando che l'ha uccisa a pochi passi dalla figlioletta innocente e che è tornato sul luogo del suo delitto operando vilipendio di cadavere, in una goffa e macabra messinscena per sviare il movente dell'assassinio.
Davvero non si capisce perché non l'abbiano degradato allo stato civile essendo un uxoricida con sentenza definitiva!
Mi chiedo cosa avrà risposto il Ministro della difesa Pinotti a questo povero padre ferito e dilaniato dal dolore che vede l'assassino spostato in un carcere militare, come se il suo fosse un reato militare e non il più bieco e sordido dei delitti comuni.

venerdì 6 gennaio 2017

Italia al servizio dei furbi

Da: ANSA.it

Migranti: Frontex, arrivi record in Italia nel 2016

Dal Mediterraneo centrale 181 mila, in aumento del 20%


Il numero di migranti arrivati in Europa attraverso la rotta centro mediterranea, che riguarda soprattutto l'Italia e in misura molto minore Malta, è cresciuto di circa il 20% nel 2016, per un totale di 181 mila arrivi, il numero più alto mai registrato. Sono dati dell'agenzia europea Frontex, che parla di "record" per l'Italia.
Il dato riflette una pressione migratoria crescente dall'Africa, in particolare quella occidentale, i cui flussi sono responsabili di gran parte dell'aumento di arrivi nel 2016.
Dal 2010, l'Italia ha visto una crescita di dieci volte nel numero di arrivi dall'Africa occidentale.
La maggior parte dei migranti passati dalla rotta centro mediterranea sono nigeriani, seguiti da cittadini di Eritrea, Guinea, Costa d'Avorio e Gambia.
Nel 2016, secondo l'agenzia Frontex, sono stati 503.700 i migranti che hanno attraversato illegalmente le frontiere dell'Unione europea, di cui 364.000 via mare. Secondo le stime, gli arrivi in Grecia sono crollati del 79% a quota 182.500, grazie all'accordo con la Turchia in vigore da marzo.
Brusco calo anche nella rotta balcanica, dove si è passati dai 764.000 arrivi del 2015 a 123.000, in seguito all'inasprimento dei controlli di frontiera. Unico aumento, quello nella rotta centro mediterranea.

Ringraziamo la politica dissennata del governo Renzi e di quelli che pensano di continuare nell'accoglienza indiscriminata di una vera e propria invasione, mascherata da fuga da vaghe guerre... Fino a poco tempo fa con la copertura della guerra in Siria, poi di guerre in generale.
La recente rivolta degli ivoriani ha messo in luce che in Costa D'Avorio non ci sono guerre dal 2010. Vengono qui per ben altre ragioni: grazie alla globalizzazione delle informazioni sanno che le navi italiane fanno la staffetta per "salvarli" caricandoli dai barconi che hanno pagato, che qui vengono curati, alloggiati, sfamati e anche ripuliti. E dunque alzano anche la voce e pretendono: gli ivoriani si sono lamentati che vivevano nella sporcizia nel centro gestito dalla solita cooperativa che ci lucra su.
Anch'io a casa mia se non spazzo e non lavo, anche se sono una vecchia di 70 anni, finisco nella sporcizia.
Ma questi hanno capito che debbono essere serviti di tutto punto da questo Paese di matti, visto che subito hanno ottenuto la solidarietà dei rappresentanti di SEL!
Nicola Fratoianni: solidale con gli ivoriani

Per ridere un po': Le comiche: "Mania di grandezza"


Mania di Grandezza

Schizzosa Invidiosa: "Prima un muratore, poi un bagnino... Hai rischiato di finire dietro un bancone di un bar a sciacquare i bicchieri.. Poi di nuovo un muratore e sei finita in uno smorzo a vendere mattonelle..."


Poretta Demente: "Pe' annammene da casa me sarei sposata pure un monnezzaro! Mejo un muratore che un truffatore!"








Schizzosa Invidiosa: "E chi sarebbe il truffatoreeee!"

Poretta Demente: "A ma', lassamo perde, nun vorrei che te pija n'attacco se te lo dico!"

Schizzosa Invidiosa: "Ingrata! Ho comperato tutto questo per te! Con questa cornice potevi aspirare al meglio! Un muratore!"

Poretta Demente: "Ma perché noi chi semo? Papà Clemente sa usà na' fresa, quanno lavora però... Piglia 'no stipendio pe' non fa niente. Tu manco quello.. Se nun facevi communella con quelli delle bustarelle i sordi chi li vedeva?"