martedì 17 gennaio 2017

Disavventura Blasting News

Nella vita non si finisce mai di imparare e si può imparare anche dai giovani, come questo ragazzo, Giorgio Barillà, che vive a Torino, ecco un estratto di un suo articolo nel suo blog:
Blasting news: pagati per scrivere?

Blasting News è un portale di social journalism (giornalismo partecipativo), che ha avuto il suo massimo successo agli inizi del 2013. Al momento, a quanto riporta la home del sito, conta più di 10 milioni di visite mensili,133 mila blaster (scrittori presso questa piattaforma) e quasi 4.000 news scritte negli ultimi sette giorni. La principale rivoluzione mediatica di cui si vuole fare portavoce consiste, soprattutto, nel retribuire in base a un sistema meritocratico i pochi utenti, da un minimo di 35 cent. fino a 150€ per articolo; sarete quindi pagati per scrivere. Forse..
Tutto il contenuto presente in questo articolo è frutto di un’opinione personale sul servizio.
ARTICOLO AGGIORNATO IL GIORNO 08/10/2015

PAGATI PER SCRIVERE O PER PUBBLICIZZARE I PROPRI ARTICOLI? 

Il problema più grande di ogni sito che ti propone guadagni con loro è la sponsorizzazione che devi dargli. Chiariamoci: Blasting News non ha 10 milioni di visite mensili perché il portale è molto conosciuto, ma semplicemente perché la massiva concentrazione di utenti che condividono e spammano – spesso – i loro articoli crea un traffico di utenza elevato… ma non troppo (spiegherò dopo). In effetti, più che pagati per scrivere sarete pagati per fare o gli advertiser per i vostri articoli o.....

E CHE VUOL DIRE?

Vuol dire che se scrivete un articolo su ciò che volete, così come loro dicono di fare, senza sponsorizzarlo e se siete all’inizio (quindi senza follower o altro), otterrete un numero di visualizzazioni che si aggira, in base alle mie esperienze personali, sulle 20-30. Quanto ti pagano per 20-30 visite? ZERO. Potete vedere le retribuzioni qui, nel tab “compensation”.
Il numero minimo di visualizzazioni da raggiungere per essere pagati è 150 e, il pagamento in base a queste, varia di sezione in sezione.





Io ho scritto per Blasting News per circa due mesi. Mi sono stati pubblicati circa 30 articoli senza nessun rifiuto, almeno all'inizio. Quando alcuni miei articoli hanno iniziato a girare per i Social Network, raggiungendo così in un solo giorno 18 euro di guadagni, la redazione ha iniziato a rifiutarmi gli articoli per i motivi più blandi. Magari mi dicevano che non potevo parlare di quella cosa o non stavo seguendo determinate linee guida; il problema è che tra i 30 articoli sopra pubblicati ce ne stavano molti che allora dovrebbero essere stati bloccati. Così ho scritto innumerevoli email senza ricevere mai risposta. Ho chiesto allora che venisse chiuse l'account, ma neanche quello ho ottenuto. Sto pensando di rivolgermi ad un avvocato per inoltrare la domanda di chiusura. Insomma Blasting News l'ho sempre trovato una grande portale in grado di offrire davvero qualcosa, ora non posso fare a meno di pensare che mi hanno preso in giro. Potrei sempre sbagliarmi, ma a buon intenditore poche parole...


Sarebbe bastato leggere quanto scritto dal maturo e giovanissimo Giorgio Barillà o quello che ha scritto il nickname Eko Eko e mi sarei risparmiata un bel po' di tempo perso dietro un'organizzazione certamente poco seria come è Blasting News.
Invece mi è arrivata la loro pubblicità per scrivere articoli e, nonostante la mia esperienza di vita, ho perso il mio prezioso tempo con costoro.
La prima perdita di tempo è stata dovermi adeguare alla loro piattaforma, diciamo così..., editoriale. Ho creato questo blog da sola, un poco per volta ne ho scoperto i meccanismi e i limiti. Con la piattaforma di questi di Blasting mi sono trovata a dover faticare a capire i cancelli e i limiti del loro software: libertà nel confezionare un articolo ZERO! Bisogna scrivere dentro un binario prefissato, inserire i link non si sa bene dove, le foto debbono essere di un formato in pixel di difficile realizzazione... Insomma già questo è seccante, limitante e fa perdere un mucchio di tempo.. Se fai un minimo "sbaglio" in questo percorso ad ostacoli devi ricominciare da capo!
Poi ho iniziato a notare che questi campano SOLO di clic! E che gli articoli non sono mai originali, ma un vero patchwork di notizie cannibalizzate da vari giornali! 
E' senz'altro più serio questo blog, che prende articoli di giornale così come sono, citando la fonte,  senza appropriarsi del lavoro altrui riportando la notizia con parole proprie, raccontando quello che si è letto. In questo blog chi legge vede che sta leggendo un dato giornale, quel dato articolo scritto da quella Redazione o da quell'Autore: insomma è come fare la "condivisione" di un articolo sul proprio sito facebook. Poi scrivo il mio punto di vista, partendo dalla notizia, ma quello che scrivo sono riflessioni e pensieri miei in originale e, in molti casi, aggiungo informazioni che ho in prima persona.
Dunque Blasting questo non è, mentre è tutt'altro.
I problemi sono iniziati quando ho deciso di cancellarmi, come, scopro ora, è accaduto già ad Eko Eko e a chissà quante altre persone! Ma voglio documentare con la corrispondenza originale quanto accaduto, dall'ultima e-mail alla prima:

Sent: Friday, January 13, 2017 7:00 PM
Subject: Fw: Vs. ultima comunicazione a Rita Coltellese

Dalla data di oggi al 17 gennaio p.v. mancano 4 gg. e non ho avuto cenni sulla cancellazione dei miei dati, compreso il mio IBAN che avete voluto per forza per cancellarli, per poi informarmi che avevate un'altra regola unilateralmente decisa ed imposta: che non saldavate quanto dovutomi perché al di sotto di una certa cifra.
NON HO POTUTO EFFETTUARE LA VERIFICA SE TALE CANCELLAZIONE SIA AVVENUTA GIACCHE' LA MIA PASSWORD NON VIENE ACCETTATA DAL VS. SISTEMA.
MI DOVETE UNA RISPOSTA CHE, QUALORA NON VERRA', OLTRE A PUBBLICARE SUL MIO SITO UFFICIALE E FACEBOOK LA NOSTRA CORRISPONDENZA, EFFETTUERO' UNA DENUNCIA ALL'AUTORITA' GIUDIZIARIA, IN QUANTO AVETE VOLUTO IL MIO IBAN CONTRO LA MIA VOLONTA' QUALE PREGIUDIZIALE ALLA CANCELLAZIONE DEI MIEI DATI E AL PAGAMENTO DEL VS. DEBITO NEI MIEI CONFRONTI: COSA CHE NON SO SE AVVENUTA NON AVENDO AVUTO RISCONTRI DA VOI.
IL FATTO CHE LE VS. SEDI LEGALI E PRINCIPALI SIANO IN SVIZZERA E A LONDRA NON VI ESIMERA' DA CONTROLLI.
Rita Coltellese

Sent: Saturday, January 07, 2017 9:26 AM
Subject: Fw: Vs. ultima comunicazione a Rita Coltellese

Nel ricordarvi la mia ultima missiva, a seguito del vostro silenzio, attendo un cenno sulla chiusura di ogni nostro rapporto, avendo dovuto soggiacere ad ogni vostra condizione per ottenere detta chiusura.
Qualora entro ulteriori 10 gg. io non abbia ottenuto il saldo di quanto mi dovete, da voi messo come condizione propedeutica alla chiusura del nostro rapporto e cancellazione dei miei dati, renderò pubblica l'intera corrispondenza con la mia persona a prova dei vostri discutibili metodi di rapportarvi con chi, inconsapevole dei vostri diktat unilaterali, accetta di collaborare con voi.
Rita Coltellese

Sent: Thursday, December 22, 2016 7:28 PM
Subject: Vs. ultima comunicazione a Rita Coltellese

Ricevo una e-mail firmata da Concetta e rivolta ai blaster.
Per quel che mi riguarda, io sottoscritta Rita Coltellese, nata a Roma il 4 novembre 1946, ho chiesto da tempo la cancellazione del mio essere blaster e, nel farlo, ho dovuto soggiacere alle vostre regole del tutto unilaterali: darvi il mio codice IBAN per chiudere la partita economica con voi. Data la cifra esigua che mi dovete, euro ***, ho chiesto un semplice accredito sulla mia carta prepagata VISA emessa da Poste Italiane. Non avete accettato costringendomi a mettere sul vostro sito, nel format da voi predisposto, il mio codice IBAN per poi dire che non avreste fatto il bonifico per una cifra così esigua. Se non avrò il saldo di quanto mi dovete e la cancellazione dei miei dati renderò pubblica questa corrispondenza.
Rita Coltellese


Sent: Monday, December 12, 2016 7:21 PM
Subject: Re: Richiesta di credito alla fonte originale




Ciao Rita,

ci dispiace ma no effettuiamo bonifici di importo così basso.
Provvederemo comunque a segnalare il caso all'amministrazione, chiedendo di fare un'eccezione.

Confermiamo in ogni caso la cancellazione del suo profilo.

Per eventuali dubbi torni pure a scriverci
Un saluto,
Staff Blasting News

Sent: Thursday, December 01, 2016 8:02 PM
Subject: Re: Richiesta di credito alla fonte originale

Ciao Rita,

dovresti aggiungere questi dati alla piattaforma, nella sezione http://blaster.blastingnews.com/user/change_profile/
Ci dispiace per la rigidità, ma il sistema è molto grande e ci sarebbe impossibile gestire ogni pagamento in modo diverso.

Dopo il versamento, elimineremo i tuo profilo e con esso tutti i suoi dati.

Ti preghiamo di darci conferma.
Un saluto,
Staff Blasting News





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Il giorno 1 dicembre 2016 19:56, Rita.Coltellese@gmail.com <rita.coltellese@gmail.com> ha scritto:

La mia carta prepagata NON può ricevere pagamenti dall'estero. Farne una appositamente mi costa euro ***, la cifra che mi dovete.
Dato che voglio essere cancellata ma il vostro format, come detto, non me lo consente e lo trovo farraginoso, vi do il codice IBAN del mio c/c UNICREDIT affinché effettuiate il bonifico e mi cancelliate come vostro collaboratore. Questa e-mail verrà inviata anche al mio avvocato giacché, qualora io trovi anomalie sul mio c/c, che esiste da 30 anni senza aver mai avuto un problema, scatterà una denuncia penale.
Per una cifra così modesta bastava anche un travel-chèque spedito al mio indirizzo, ma la vostra inusuale rigidità nel sistema dei pagamenti e della cancellazione mi costringe a darvi il mio IBAN: IT*****************Codice BIC SWIFT *************.
Attendo chiusura.
RC
----- Original Message -----
Sent: Wednesday, November 30, 2016 7:47 PM
Subject: Re: Richiesta di credito alla fonte originale

Ciao Rita,

può la tua carta prepagata ricevere i bonifici dall'estero?Hai possibilità di reperire il codice BIC/SWIFT?

Grazie,
Staff Blasting News




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Il giorno 29 novembre 2016 15:52, Rita.Coltellese@gmail.com <rita.coltellese@gmail.com> ha scritto:

Ho già detto che non intendo mettere in rete l'IBAN del mio c/c bancario.
Ho già detto che ho una Carta prepagata emessa da Poste Italiane con un suo codice: POSTAMAT POSTEPAY VISA ******************* su cui ho ricevuto normalmente accrediti.
Non so cosa sia un conto PAYpal.
Rita Coltellese
----- Original Message -----
Sent: Tuesday, November 29, 2016 2:16 PM
Subject: Re: Richiesta di credito alla fonte originale

Ciao Rita,

scusaci ma per versare il compenso dovuto abbiamo bisogno di alcuni dati.
Puoi scegliere se fornire un IBAN, accompagnato da un codice BIC/SWIFT, oppure un conto Paypal.

In assenza di questi dati non ci è possibile effettuare il pagamento.

Sicuri della tua comprensione, restiamo a disposizione per ulteriori approfondimenti.
Grazie,
Stqaff Blasting news





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Il giorno 28 novembre 2016 22:08, Rita.Coltellese@gmail.com <rita.coltellese@gmail.com> ha scritto:

No, non dipende da me ma dal Vs. format che chiede dati di un conto corrente bancario mentre io ho dato l'IBAN di una Carta Prepagata emessa da Poste Italiane.
Dunque siete Voi che dovete risolvere il problema, NON IO.
Da un punto di vista legale Voi non potete imporre un format per consentire sia di cancellarmi sia di avere i miei soldi.
Da un punto di vista legale Voi dovete cancellarmi semplicemente su mia richiesta e pagare quello che mi dovete.
Non esiste che per avere il DIRITTO alla cancellazione io debba soggiacere ad un format da Voi prestabilito i cui steps vengono bloccati se non metto dati che io non intendo fornire.
Se la cifra che mi dovete non fosse misera già avrei dato incarico ai miei avvocati di perseguirvi per codesta procedura illegale.
Rita Coltellese
----- Original Message -----
Sent: Monday, November 28, 2016 9:44 PM
Subject: Re: Richiesta di credito alla fonte originale

Ciao Rita,

scusaci l'attesa nella risposta.
Sei riuscita a risolvere i problemi evidenziati nella tua email?

Un saluto,
Staff Blasting News




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Il giorno 8 novembre 2016 09:07, Rita.Coltellese@gmail.com <rita.coltellese@gmail.com> ha scritto:


Il Vs. format mi chiede il numero di c/c che io NON voglio usare per una transazione di così misera entità. Inserisco il numero della mia carta prepagata di POSTE ITALIANE SU CUI POTETE FARE L'ACCREDITO, ma il Vs. format non consente di andare avanti chiedendomi dati privati del mio c/c che io non intendo fornire e che NON servono ai fini della carta prepagata.

Questo il Vs. format. In tutto il mondo si usano, per sicurezza, le carte prepagate sia per pagare che per ricevere accrediti. Dunque o chiudete questo account e mi pagate o passerò la pratica all'Avv. Valeri della Federconsumatori.

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ALCUNI DEI DATI CHE HO INSERITO QUI, NON SO PERCHE', NON COMPAIONO ANCHE SE HO FATTO COPIA-INCOLLA, MA SONO EVIDENZIATI QUELLI CHE IL VS. FORMAT PRETENDE.


Rita Coltellese
----- Original Message -----
Sent: Monday, November 07, 2016 10:35 PM
Subject: Re: Richiesta di credito alla fonte originale

Ciao Rita,

scusaci l'attesa nella risposta.

Dovresti inserire i dati all'interno del tuo profilo, altrimenti non possiamo provvedere al versamento della somma accumulata.
La pagina in cui poter inserire i tuoi dati è la seguente:

Attendiamo conferma quando hai fatto, così da essere sicuri di poter procedere con la chiusura del profilo.

per eventuali dubbi torna pure a scriverci.
Un saluto,
Staff Blasting News





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Il giorno 30 ottobre 2016 19:29, Rita Coltellese <rita.coltellese@gmail.com> ha scritto:
Bene: chiedo formalmente la chiusura del mio account e l'accredito di quanto dovutomi sulla mia carta prepagata:
POSTAMAT Postepay VISA
**********.
Nel contempo, visto che rivendicate il copyright, provvederò a cancellare l'articolo dal mio blog sostituendolo con altro di altro giornale con identica notizia, dato che è la prima volta in assoluto che una testata giornalistica rivendica il copyright su un articolo da quando esiste il mio blog, il quale non ha guadagno non avendo l'orribile pubblicità, creato solo per mio piacere e divertimento.
Buona serata.
Rita Coltellese Natali


Il giorno 30 ottobre 2016 18:09, Blasting News Italia <italia@blastingnews.com> ha scritto:
Gentile Rita,

il contenuto, seppur pubblicato un anno fa, è coperto da copyright. 

Per richiedere la chiusura del proprio account e la somma del compenso accumulato puoi scriverci una email con tale richiesta a questo indirizzo,

Per eventuali dubbi torna pure a scriverci.
Un saluto,
Staff Blasting News


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From: Rita Coltellese <rita.coltellese@gmail.com>
Date: Sat, Oct 15, 2016 at 7:09 PM
Subject: Re: Richiesta di credito alla fonte originale
To: Pedro Fonseca <pedro.fonseca@blastingnews.com>


Questo l'articolo di 1 anno fa:









Giuseppe Roselli

Pubblicato il:
Votazione terminata 1 voto





Omicidio di Pordenone: nella casa di Ruotolo gli inquirenti hanno trovato armi e munizioni

Trovato un arsenale nella casa di Giosuè Ruotolo a Somma Vesuviana, due fucili una pistola e moltissime munizioni.


















Sul mio blog cito solo la fonte giornalistica: es.: "La Repubblica", "La Stampa" ecc.. Colgo l'occasione per informarla che attendo ancora il pagamento dell'unico articolo che ho pubblicato sulla Vs. testata, con cui avrei voluto continuare la collaborazione ma trovo ostico il Vs. sistema di impaginazione: inserimento dei link ed altre impostazioni preordinate che non rendono agevole l'invio degli articoli.
Con simpatia.
Rita Coltellese




Il giorno 15 ottobre 2016 17:14, Pedro Fonseca <pedro.fonseca@blastingnews.com> ha scritto:

Salve,

sono Pedro Fonseca, outreach executive di Blasting News, la principale piattaforma di giornalismo partecipativo al mondo.

Vi ringraziamo per aver considerato Blasting News come una fonte autorevole per il vostro articolo http://www.ritacoltelleselibripoesie.com/2016/10/morte-di-trifone-e-teresa-le-armi-casa.html

Tuttavia, non troviamo un richiamo appropriato e, per questo, vi chiediamo se possibile inserirlo all’inizio dell’articolo. Potete utilizzare il seguente formato:


Nella speranza di risentirvi, porgo cordiali saluti.



Pedro Fonseca

Outreach Executive
Blasting News
London | New York | Rome | Sao Paulo | Singapore

lunedì 16 gennaio 2017

Episodio IV - Elena e Gregorio-Furio "Cibo e impuntature"

La “Maschera” Furio.


Carlo Verdone è un genio e nel suo attento studio dei caratteri umani ha saputo cogliere un aspetto che riguarda molti tipi umani e l’ha raffigurato caricaturalmente nella figura di “Furio”.

“Furio” può avere varie facce e svolgere professioni o mestieri diversi, ma sempre ha una connotazione ossessiva, paradossale che, in percentuale diversa, da un’impronta inconfondibile al suo agire: da lì nasce il personaggio di Verdone che suscita il riso e lo sconcerto perché il suo Autore ne fa, appunto, un’immagine caricaturale, quindi estrema.

Quello che fa ridere di più è il rapporto di Furio con la malcapitata che lo ha sposato, dipinta come una vittima che, nel caso estremo interpretato da Veronica Pivetti, si getta in mare suicida per sfuggire al suo inconsapevole aguzzino.

Oppure, come in un altro episodio, fugge con un bel tenebroso che la insidia lasciando persino i figli o, anche, in una delle prime scenette in cui Verdone abbozzava il personaggio, egli parla alla moglie che non gli risponde ormai più, annichilita dalla sua incapacità di percepire le esigenze dell’altro, e lui si risponde per lei, ottusamente inconsapevole dello stato di depressione in cui l’ha gettata e, in tale scenetta, Verdone interpreta anche il figlio di Furio il quale, uscito il padre, si rivolge con lo stesso metodo alla sempre più annichilita madre che, tristissima, continua a sferruzzare muta, e le dice con foga: “Io con quell’uomo non voglio parlare più, capito? Io quell’uomo non lo sopporto più!” Poi, senza aspettare risposta, esce dimostrando in sostanza di essere “Furio” anche lui.

Ora, come dicevo, ci sono tantissimi tipi umani che hanno in sé in percentuali diverse “Furio”: io conosco una moglie di un “Furio” il quale è posseduto da questa maschera fortunatamente in minima percentuale, ma è anche lui inconfutabilmente un “Furio” !

Vorrei prendere spunto dagli innumerevoli episodi che “La Moglie di Furio”, che io conosco, vive e racconta per scrivere delle gustose scenette comiche, a volte anche un po’ amarognole, per riderne insieme.

Li chiamerò “Episodi” e darò loro solo un numero progressivo.

La moglie del nostro  “Furio” si chiama Elena e lui Gregorio.

Episodio IV

E' molto tempo che non sento Elena e recentemente ho provato a sentirla. Le ho chiesto come sta e lei mi ha detto che sta bene, che ringrazia la sorte per avere ancora un'ottima salute e, quando le ho chiesto di Gregorio-"Furio", sapendo che ha avuto tempo fa un problema di salute, è cominciato il solito sfogo.
"Rita mia, che te lo dico a fa'!..."
"Ma sta meglio? Sapevo che si lamentava perché deve prendere tante medicine..."
"Ma chi non deve prendere tante medicine alla sua età?" Fa lei, subito polemica.
"Beh! Elena, tanti anziani, per loro fortuna, non sono costretti a prendere alcuna medicina!"
"E va be'! Ma lui ha avuto solo un piccolo malore che si è risolto bene, gli esami diagnostici sono tutti negativi, il suo sistema cardiocircolatorio è perfetto, deve solo prendere delle pasticche per l'ipertensione arteriosa! Niente di più!"
"Ma la pressione come va con la terapia?"
"Va bene.. Andrebbe bene! Se non si facesse alzare la pressione per le sue manie! Come al solito!" Il tono si sta facendo lievemente esasperato. Pavento un lungo sfogo. 
"Cosa è successo?"
"Non è successo niente, Rita, proprio niente! Lui non ha bisogno di cose serie e importanti per farsi alzare la pressione! Gli bastano le sue manie!"
"Mi avevi detto che è diventato un poco ipocondriaco..." Azzardo.
"Sempre stato! Che non te lo ricordi?"
"Beh, si certo... Ora come va?"
"Va che si agita con le sue paure e la pressione si alza. Lui se la misura, la vede alta e, non rendendosi conto che se l'è fatta alzare da solo con la sua autosuggestione, entra in un circolo vizioso! L'ultima volta siamo dovuti correre al Pronto Soccorso senza ragione che questa che ti ho appena illustrato."
"E.. per il resto?"
"Per il resto ha iniziato col pesarsi continuamente perché, ovviamente, il medico gli ha detto che deve dimagrire. Era sceso un po' diminuendo i dolci, che mangiava tutte le sere, e le porzioni di cibo a pranzo e cena, con mia grande gioia, perché mi toccava cucinare e poi mi criticava sempre dicendo: "Non c'è altro? Ma non ti va di cucinare!" Quando ha ricominciato, con il suo solito fare contraddittorio, a rimangiare un po' di dolci la sera..."
"Ma tu non glieli comperare!"
"Non li compero infatti. Prima era un ritornello anche lì: "Ma in questa casa non si fa la spesa... Non c'è niente di dolce stasera?" Poi ha smesso. Ora per me la cucina è un poco diminuita.. Cucino sempre, ma senza dover poi sopportare che non ho fatto abbastanza, e non sono obbligata a rifornire la dispensa di dolci. Ma almeno i biscotti e i cornetti per la prima colazione glieli debbo comperare... E la sera a volte va a prendersi quelli."
"Ma non può fare colazione senza?"
"Scherzi? Io faccio colazione con il solo caffè e un poco di latte senza zucchero. Lui no. D'altra parte il medico gli ha detto che può!"  
"Insomma, non riesce a mantenere fede alla dieta!"
"A sentire lui la mantiene. Se glielo fai notare si offende. Ma chi me lo fa fare? Ormai lo lascio perdere. Cucino tutto rigorosamente senza sale come prescritto dal medico e, siccome si lamenta che il cibo non sa di niente, mangio anch'io senza sale e a me va benissimo."
"Brava! D'altronde i cibi già contengono in sé del sale in minima parte!"
"Poi doveva prendere il caffè decaffeinato e per fortuna se lo faceva da solo. Ora gli è presa la "pigrite" e son diverse volte che beve il mio caffè già fatto per non farlo... Ma se hai tanta paura e stai sempre a sottolineare il tuo stato di salute come se fossi un infermo, e non lo sei, perché poi mangi i biscotti del mattino pure la sera e bevi il caffè non decaffeinato?"
"Tutti abbiamo le nostre piccole e grandi contraddizioni Elena!"
"Vabbé! Sarò cattiva io!"
"No, non sei cattiva, certamente sarai stanca di queste innocenti manie e contraddizioni... Capisco che la quotidianeità di piccoli episodi ripetitivi può irritare.."
"Ma sai, Rita, queste piccole contraddizioni si sommano ad altri aspetti.. I soliti che sai. Non si riesce ad andare a fare nemmeno la spesa insieme perché lui trova sempre il modo di litigare, per poi dire che sono io. Ma io non sono "Magda" che stava sempre zitta! Lo sai!"
"... Che l'ha piantato con i pupi però!" Rido. 
"Ti racconto solo questa e poi ti lascio: andare a fare la spesa da sola è diventata una innocente evasione, mi distendo un po'... Oggi mi dice che deve venire pure lui perché deve andare in un certo negozio. Ho cominciato a vedere come sarebbe andata a finire: io ad aspettarlo in auto mentre lui faceva le sue scelte in quel negozio, poi al supermercato il carrello si sarebbe riempito di cose inutili che lui maniacalmente compera e che poi non mangia e, per non buttare i soldi, mangio io... Allora, mascherando la mia lieve contrarietà, gli ho detto: "Facciamo così, tu mi lasci al Supermercato e poi vai in quel negozio, comperi le tue cose e poi passi a riprendermi. Tanto tu farai sicuramente prima di me."
"Ha accettato?" Chiedo sorridendo a questo innocente sotterfugio di Elena per ricavarsi un piccolo spazio di tranquillità.
"Prima ha provato a dirmi che tanto lui nel negozio doveva comperare solo un aggeggio e basta, ma io gli ho detto di fare con calma, che si guardasse pure intorno se c'erano altre cose che potevano interessarlo, così era più libero, ed ha accettato."
"Che volpe!" Scherzo.
"Comunque non l'ho scampata lo stesso mia cara. Senti: ha voluto guidare lui, e mentre andavamo gli ho chiesto se conosceva la strada più breve per andare al Supermercato e lui sicuro mi ha detto di sì: "Quando arrivo in paese giro a sinistra..." "Bene!" Ho detto io. Ma lui ha proseguito: "..Passo davanti a Carre4..." "No, perché? - ho chiesto io - Che c'entra Carre4? Carre4 sta dentro il paese, che ci andiamo a fare fino laggiù?" Ha iniziato ad irritarsi subito e a parlare con quel tono che non ammette repliche: "Si passa davanti a Carre4." "Ma no Gregorio, non è così, hai detto che giravi a sinistra, che c'entra Carre4 che sta dentro il paese, che ci andiamo  a fare ad infognarci dentro il paese?" Si è indispettito ancor  di più, Rita..."
"Ma perché? Poteva chiederti quale era la strada breve che tu conoscevi e basta."
"Eh no! Se no non sarebbe un "Furio"! I "Furio" non ammettono repliche! Non ricordi? "Magda, non si mettono così le mani sul volante! Magda, chiamiamo il carro attrezzi! Magda, si fa così e così..." A' pora Magda suggeriva soluzioni semplici e l'ossesso non le accettava! Si doveva fare sempre e per forza come diceva lui!"
Rido. "E allora che strada avete fatto?"
"Io non sono come Magda, lo sai, e allora lui si è indispettito iniziando a guidare a scatti per la rabbia e dicendomi: "Allora dimmi tu dove devo svoltare! Faccio la strada che dici tu!" 
"Davvero non so cosa ci sia da arrabbiarsi se uno conosce la strada breve. Bastava chiedere subito: "Qual'è?""
"Che scherzi? Lui si sente "lesa Maestà" pure se deve accettare una cosa così elementare ma diversa da quello che ha in mente lui!"
"Povera Elena." Non posso fare a meno di dirle.
"Me ne sono infischiata della sua assurda ed immotivata irritazione e imperterrita gli ho indicato la strada. Ma quando è costretto a fare una cosa saggia, che non è quello che lui aveva in mente, sta teso tutto il tempo e appena può cerca di dimostrarti che nella tua scelta c'è qualcosa di sbagliato, e che era senz'altro meglio quello che aveva pensato lui. Così si è fermato assurdamente prima di una curva dell'unica  strada che stavamo percorrendo, e che portava direttamente al Supermercato, dicendo con rabbia: "Dove debbo andare ora?" "Proseguire sulla strada, Gregorio, come ti avevo detto." Gli ho risposto seraficamente. E a lui, il fatto che non raccolgo più la sua irritazione innescando una lite, gli fa ancora più rabbia. "Non so se si gira a sinistra o se devo curvare a destra!" Ha detto irragionevolmente. "A sinistra c'è solo un parcheggio-giardino, Gregorio, la via è questa e prosegue curvando, ma come vedi è sempre la medesima via..."".
"Assurdo - commento infine - nemmeno fosse un principiante che non capisce come prosegue una via quando curva... Non sapeva come romperti le scatole, si vede..."
"Certo. Per andare a sinistra, dalla strada che curvava, bisognava mettere la freccia e uscire dal percorso che gli avevo chiaramente esposto. Poi si trattava di un parcheggio-giardino prospiciente delle abitazioni, che finiva lì... Uno dovrebbe pensare che è deficiente, se non fosse che so che lo fa per tigna, come un bambino..!"

sabato 14 gennaio 2017

Per ridere un po': Le comiche: "Malafede"

"Malafede"

Villana Analfabeti: "Per me chi gira dicendo che ha la laurea ma ha fatto solo la terza media è normale! Per me chi regala per forza "collane de plastica" alla gente e dice che so' del gioielliere è normale! Per me chi gira per le case dicendo "frescacce" è normale! E pure il marito che l'accompagna e l'appoggia è normale! Per me è matto chi se ne sta a casa sua e "se scandalizza" e non fa finta "de niente" pure se sente che lo "chiamamo" matto, anche se non ci ha fatto niente!
E che sarà mai! A noi "ce piacciono i strani "! 



Marito Boh?: "Ancora ti meravigli? Ancora con questo punto interrogativo?"
Moglie Boh?: "Non tutti hanno la geniale lampadina come te!"
Marito Boh?: "Allora ti porto l'esempio qui sotto! Speriamo che ti serva per capire cosa è certa gente!"






venerdì 13 gennaio 2017

Affari "de' monnezza"

Da: Affari Italiani.it 5 gennaio 2017

Rifiuti, il processo Cerroni diventa “soap”. “La verità sul Supremo e il clan”

Il Supremo l'ho inventato io. Acea e Ama: i nomi degli amici che hanno fatto carriera”


di Valentina Renzopaoli

Il processo sulla gestione dei rifiuti nel Lazio e al “supremo” Cerroni si trasforma in una soap opera: entra in scena la vedova di Arcangelo Spagnoli, considerato dalla Procura di Roma figura chiave del “sistema Cerroni”, e a piazzale Clodio si accende lo show. La signora Debora Tavilla, è un fiume in piena.



CERRONI: Proprietario della discarica di rifiuti "Malagrotta" che per anni, nonostante le normative europee, ha continuato a funzionare e ad arricchirlo grazie al Comune di Roma che non ha trovato altre soluzioni. 

Sentita come testimone “de relata” del pm Alberto Galanti, parla per due ore di fila, inondando la Corte con uno tzunami di informazioni, commenti, rumors, gossip, malcelato rancore e confessioni personali. Alla fine l'esame del teste assomiglia più che altro ad una seduta di psicoterapia che alterna momenti di grande melodramma.
Interrogata dal pm, Debora Tavilla (dipendente di Acea e Acea Ato 2 dal 1999 al 2010  e licenziata dopo una causa contro l'azienda) ha ripercorso le tappe della vita privata e professionale del marito, Arcangelo Spagnoli, dirigente pubblico che ha a lungo rivestito la carica di Responsabile Unico del Procedimento in seno all’Ufficio del Commissario Straordinario per l’Emergenza Ambientale della Regione Lazio.

Una posizione conquistata dopo una carriera politica, prima nell'ambito del Partito Socialista, poi come consigliere capitolino, poi come funzionario regionale, capace di rimanere in contatto con personaggi noti della politica romana. “Tutto quello che ha fatto non lo ha fatto da solo”, ha sentenziato la signora parlando “affettuosamente” del marito, da cui si era separata nel 2009, dopo aver scoperto che lui aveva acquistato un appartamento in via dell'Aeronautica all'Eur, senza dirle nulla.

Una capacità, quella di tessere rapporti, che aveva consentito a Spagnoli di conoscere e stringere amicizia anche con l'illustre Manlio Cerroni, anzi con il “Supremo”, “titolo” entrato ormai nel gergo comune degli affari romani, che sarebbe stata proprio lei a coniare. “Mio marito mi parlava di Cerroni con immensa stima, come di una persona molto in gamba che stava salvando Roma. Ed era orgoglioso di aver guadagnato, a sua volta, la sua stima”, racconta il teste. “Conoscere Cerroni era considerato un grande privilegio e così mi venne in mente il soprannome “Il Supremo”, che poi iniziarono ad usare tutti”.

Stando a quanto racconta la signora, Spagnoli e Cerroni si sarebbero conosciuti  tra il 2006 e il 2007, quindi durante la gestione del Commissario Delegato ai rifiuti della Regione Lazio. In quel periodo Ama, Acea e il gruppo Colari stavano lavorando per creare il Consorzio Co.E.Ma che avrebbe dovuto realizzare e gestire un impianto di termovalorizzazione su un terreno della Pontina Ambiente. “Mio marito lavorava tantissimo, aveva un vero e proprio furore per il lavoro e spesso litigavamo per questo. Sperava in un incarico importante nel Coema. Mi disse che Cerroni, l'Ad di Acea Andrea Mangoni e il presidente di Acea Ato 2 Biagio Eramo gli avevano promesso  un ruolo importante a livello dirigenziale, perché era considerato un grandissimo esperto di rifiuti, diceva lui”.

Ma la signora, che ha un contenzioso mai sopito con Acea per una sua storia personale professionale, è un'onda inarrestabile e la deposizione è l'occasione succulenta per togliersi pur qualche sassolino dalla scarpa: “Cerroni era ritenuto un personaggio importante e conosco gente che ha fatto una grande e fulminea carriera in Acea e Acea Ato 2 solo perché era amico di Cerroni o amico di amici o perché veniva da Pisoniano anche se non sapeva mettere in fila due parole”.

“Di chi sta parlando? Faccia i nomi” gli chiede il pubblico ministero. E lei, snocciola nomi e cognomi: “Per esempio Enzo Aureli, era entrato come operaio in un depuratore, per carità un grande lavoratore, ma non si sa come in pochi anni è diventato dirigente. Certo non posso dimostrare che Cerroni lo abbia personalmente raccomandato ma ho fatto due più due”, dice.

E nello tzunami Tavilla ci finisce pure il figlio di un nome illustre. Dice la Tavilla: “... E poi Camillo Toro, il figlio incompetente del procuratore capo di Roma Achille Toro. Era un mio collega, lui ha pure patteggiato una condanna a sei mesi per rilevazione del segreto d'ufficio ma continua a lavorare in Acea... mentre io sono fuori, con il curriculum che mi ritrovo, pieno di esperienza e master”.

E tra rivelazioni e rivendicazioni c'è ampio spazio anche per l'aneddotica spinta: “Lavorando nello staff della comunicazione di Acea ho avuto modo di vedere parecchie volte Cerroni arrivare in sede. Aveva il suo budge personale senza nominativo che gli aveva procurato la segretaria di Mangoni. Poi andava in riunione nella stanza di Eramo  e le segreterie tiravano fuori le tazzine del servizio buono di ceramiche perché lui non gradiva il bicchiere di plastica. E tutti i cellulari rimanevano fuori dalla stanza. In realtà questa era una consuetudine in Acea. Chi entrava nell'ufficio di Eramo doveva lasciare il telefonino fuori”, conclude.

Debora Tavilla è la terzultima teste della lista pubblico ministero, a due anni e mezzo dall'inizio del processo immediato e a tre esatti dal blitz che portò in carcere Manlio Cerroni e i suoi “sodali” accusati di associazione a delinquere. La testimonianza del 5 gennaio 2017 è stata la prima volta in cui i presenti hanno strabuzzato gli occhi e malcelato i sorrisi.

Purtroppo, nonostante la colorita testimonianza di questa signora, c'è ben poco da ridere per i contribuenti Italiani, che scoprono sempre più quanto di poco pulito, poco lineare, ci sia nella gestione degli Apparati pubblici.
Questo processo è penale, naturalmente, ma per le questioni civili Cerroni ed io abbiamo lo stesso avvocato, una simpatica persona che è anche amico di uno dei miei figli.
Ovviamente "Il Supremo" piace a tutti, in quanto elargisce denaro..
Ma fa parte di un sistema che ha fiaccato la resistenza e la fiducia degli Italiani che davvero questa Italia, così ridotta, si possa cambiare.