martedì 20 giugno 2017

Amatrice e Accumoli: dove sono i soldi per il terremoto?

Da: Il Fatto Quotidiano
Justin Trudeau ha ufficializzato una donazione al comune di Amatrice di 2 milioni di dollari canadesi, da parte del governo di Ottawa, e di altrettanti da parte della comunità italo-canadese. Una somma totale di circa 2,6 milioni di euro, che il sindaco vorrebbe utilizzare per ricostruire la sede del Municipio, interamente crollata la notte del 24 agosto.
2,6 milioni di euro

Dal sito della Protezione Civile
Come disposto dal decreto legge 189/2016, convertito dalla legge 229/2016, le donazioni al numero solidale 45500 e i versamenti sul conto corrente bancario attivato dal Dipartimento della Protezione Civile confluiranno nella contabilità speciale del Commissario straordinario alla ricostruzione e saranno gestite secondo le modalità previste dal Protocollo d’intesa per l’attivazione e la diffusione di numeri solidali.
Le donazioni possono essere effettuate tramite bonifico sia dall'Italia sia dall'Estero usando le seguenti coordinate:
Banca: Monte dei Paschi di Siena - Filiale di Roma Via del Corso 232
Iban: IT 44 P 01030 03200 000006366341
Beneficiario: PRES.CONS.MINISTRI DIP.PROT.CIVILE - VIA ULPIANO 11 - 00193 - ROMA RM 
Causale: “Emergenza Terremoto Centro Italia”
Per i bonifici dall'estero va riportato il seguente codice BIC/SWIFT: PASCITMMROM
Al 12 maggio, tramite bonifici su conto corrente intestato al Dipartimento, sono stati raccolti 
9.396.537,80 euro

La prima raccolta fondi, promossa in seguito al terremoto del 24 agosto e chiusa il 9 ottobre, ha permesso di raccogliere oltre 
15 milioni di euro
Con la seconda attivazione del numero solidale, a seguito alle scosse del 26 e del 30 ottobre, sono stati raccolti, fino al 30 novembre
4.415.294,00 euro.
Al 14 febbraio, data di chiusura della terza raccolta fondi tramite il numero solidale 45500 riattivato il 31 dicembre, sono stati raccolti 
3.473.710,00 euro.

Da: Caritas Ambrosiana.it
N POSTA:
C.C.P.
 n. 000013576228 intestato Caritas Ambrosiana Onlus - Via S.Bernardino 4 - 20122 Milano.

CON BONIFICO:
C/C 
presso il Credito Valtellinese, intestato a Caritas Ambrosiana Onlus IBAN: IT17Y0521601631000000000578 - BIC BPCVIT2S
C/C presso la Banca Popolare di Milano, intestato a Caritas Ambrosiana Onlus IBAN: IT51S0558401600000000064700
C/C presso Banca Prossima, intestato a Caritas Ambrosiana Onlus IBAN: IT97Q0335901600100000000348
C/C presso Banca Popolare Etica, intestato a Caritas Ambrosiana Onlus IBAN: IT86E0501801600000000101545
C/C presso Banca Mediolanum intestato a Caritas Ambrosiana Onlus IBAN: IT93T0306234210000001740731

CAUSALE OFFERTA: TERREMOTO CENTRO ITALIA
Oppure puoi donare: 
- presso l'Ufficio Raccolta Fondi in Via S. Bernardino, 4 - Milano
con carta di credito telefonando al numero 02.76.037.324

2 mesi dalla prima scossa i fedeli ambrosiani hanno donato 
2.567.313 euro 

Da: Varesenews.it

I soldi del Pork ‘n Roll arrivano ad Amatrice

I fondi raccolti durante l'evento estivo sono stati consegnati dal presidente dell'associazione Arcipicchia al sindaco Pirozzi

€ 3.905
donate al Comune di Amatrice ; il resto è stato speso per l’acquisto di beni vari consegnati alle famiglie
Il Sindaco di Amatrice con i rappresentanti dell'Associazione Arcipicchia di Arcisate
Da: TVPRATO.it

La Pubblica Assistenza “L’Avvenire” dona 4.268 euro al Comune di Accumoli

Il Sindaco di Accumoli con i rappresentanti dell'Associazione Pubblica Assistenza “L’Avvenire” Prato
Impossibile trovare sul WEB un elenco preciso dei soldi che, in nome del terremoto, sono stati raccolti, giacché, a parte il nome delle banche specificate nei dati che ho raccolto e qui pubblico, di tante altre piccole e medie donazioni non so, e neppure le persone terremotate che sono ancora senza casa sanno, in quali c/c siano.  
Apprendo da chi in Amatrice viveva e lavorava che la situazione per loro è ancora non risolta. Inevitabile, dunque, che abbiano molti dubbi e molta sfiducia di fronte ad una TV che mostra una realtà che non è quella che quotidianamente vivono i terremotati a 10 mesi dalla prima devastante scossa.
Qualcosa è stato mostrato nei TG, qualche persona che umiliata diceva che stare in una roulotte d'inverno fa molto freddo ed ora, d'estate, fa molto caldo. Da testimonianze dirette che mi arrivano da persone di quei luoghi i disagi sono immensi: per lavarsi e fare il bucato, per chi è in roulotte, per fare la spesa giacché non ci sono più esercizi commerciali e la mensa è lontana per molti che non hanno un'auto a disposizione. Il servizio di navetta è sporadico.. mi dicono. Palazzine costruite una quarantina di anni fa, in parte ancora in piedi anche se con i muri sventrati, non sono state demolite, né i proprietari che l'abitavano sanno quando cominceranno la demolizione in modo da ricostruirle con il contributo dello Stato. La sfiducia serpeggia anche se la gente ha paura di parlare temendo che facendolo possa pregiudicare la propria situazione già tragica. Urge un elenco preciso delle donazioni con un preciso totale. Urge un elenco preciso delle cifre messe a disposizione dal Governo, qualsiasi sia la provenienza: se è l'UE sempre soldi dello Stato Italiano sono, visto quanto versiamo all'Europa ogni anno.
A 10 mesi dall'inizio della fine di questi luoghi i cittadini hanno il diritto di sapere, non di commenti o chiacchiere come scriveva Antonello Caporale a febbraio di quest'anno:


pirozziChe fa un terremotato tutto il giorno? Non ha un lavoro, non ha più un letto ma una branda, non il bagno né il tetto. “L’unico rito quotidiano è la mensa. L’unico luogo in cui resiste la comunità è il tavolo della mensa. L’unico momento per parlare o sparlare resta quello. In fila a ricevere il pasto di mezzogiorno, seduti ad attendere la cena”, dice Roberto. Lui no, giocava a calcio e conserva il fisico sportivo. “Io ce la faccio a resistere, a non pensarci sempre, a tentare di cambiare vita e guardare in faccia alla realtà. A ottobre dissi a mia moglie Marina che forse saremmo dovuti andare anche noi via da qui. Ci mettemmo a cercare, a prendere in mano la cartina geografica. Un posto vicino ad Amatrice ma lontano dal terremoto. Vicino ai nostri monti ma al sicuro. Facemmo un giro a Norcia, poi a Cascia. Sette giorni dopo successe la fine del mondo e noi siamo ancora qui in roulotte, ma noi ci salviamo, qualcosa mi invento, così non resto. Qui l’aria è brutta, non mi piace”.
AMATRICE da capitale del dolore sta divenendo centro di smistamento delle polemiche, area di parcheggio delle malelingue e, purtroppo, anche località eletta dalla liturgia dell’arraffo. Pensate solo alla “robba”, vi interessa solo il vostro destino e non quello della comunità. Basta con gli “arraffa”, basta con la “robba”. Così il 29 gennaio il sindaco Sergio Pirozzi ha aperto la crisi dell’onestà e della solidarietà nel suo Comune. Ai microfoni di radio Amatrice che trasmette (“ce pare radio Londra”, sorride un avventore all’unico bar in esercizio) ogni sera un suo pensiero, è sbottato. Ha detto basta e poi basta, così non gli piace. E il sindaco della felpa si è autosospeso: “Tre giorni per pensare, anch’io voglio prendermi un po’ di relax”.
La crisi è poi rientrata, i giorni del “lutto”, come li ha chiamati, sono terminati ma resta la questione. Non capita spesso che un sindaco liberi i cattivi pensieri nei confronti del suo popolo. Pirozzi l’ha fatto ed è già una notizia. Di chi è la colpa? Tua, caro elettore. Pirozzi forse avrà anche reagito con quelle parole ad azioni o supposizioni, suggestioni o già certezze che circolano sul suo conto: “Sarà candidato ed eletto al Parlamento, ha già la testa a Roma”, giura Giulio, studente universitario fuori corso. Plausibile. Del resto l’uomo ha personalità, sa tenere testa in tv, chiama per nome il presidente del Consiglio, indossa la felpa come fosse la bandiera italiana, bacia, abbraccia, invoca alla fratellanza permanente. Dice: “Io non mollo”, oppure: “Guai ai vinti”. Viene da destra, vicino ad Alemanno (prima Forza Italia, forse anche Udeur) ma guarda a sinistra, a Matteo Renzi garba un sacco: “Mister Pirozzi ha ragione”, ha detto il segretario del Pd qualche settimana fa. Quando Sergio ha polemizzato con Di Maio e i Cinque stelle che hanno sostenuto la protesta di piazza romana della settimana scorsa. I terremotati a Roma. Tutti presenti, tranne Pirozzi, il sindaco dei terremotati.
A MENSA di questo si parla. Si parla e si mangia. Il primo effetto collaterale del terremoto ad Amatrice è infatti l’obesità. Obesi per necessità, grassi per avvilimento, immobilità o astenia. I medici locali sono allarmati. Ma se la pinguedine di massa è il risultato d i questi primi cinque mesi disperati, la catastrofe ha portato con sé altri doni avvelenati. Sono nate mille associazioni, mille conti bancari, iban, movimenti, club, opere pie. I morti, le centinaia di morti che hanno avvilito l’Italia, si sono via via trasformati per i superstiti in “ganci” per parlare al cuore dei connazionali e, purtroppo, anche per riscuotere. La questione si è fatta seria quando si è giunti al portafogli. “Alcuni di noi hanno racimolato soldi ovunque, tanti danari da vivere cinque generazioni. I soldi sulla pelle dei propri morti”, sospetta una signora.
In effetti la comunità ha organizzato, via via che passava il tempo e le case non si vedevano, le scosse continuavano, i problemi resistevano, un sistema di pubbliche relazioni piuttosto atomizzato e caotico. E nel traffico di donazioni da parte di singoli benefattori anonimi, qualcosa è affluito in qualche mano di troppo. La “robba” come dice Pirozzi è giunta ad alcuni più che di altri. Si è formato un canale parallelo degli aiuti e una parte di Amatrice, purtroppo, non ha saputo resistere all’“arraffa”. Una parte dei suoi abitanti ha chiesto e ottenuto. E via via che passava il tempo l’accumulo di soldi, o di altri beni materiali (un frigorifero, due, poi un lavasciuga poi un altro) hanno invelenito un clima già disperato. Maria Pia, pensionata da poco: “Ognuno crede di avere più diritti degli altri”. Rita, ottantenne: “Se non c’è altro da fare, allora ciascuno s’industria per sé. E arraffa”.
Da: Il Fatto Quotidiano, 6 febbraio 2017


lunedì 19 giugno 2017

Sabaudia ha scelto: Gervasi vada da sola

Da: Il Messaggero

Sabaudia: Capriglione non sosterrà nessuno al ballottaggio

di Ebe Pierini
Pasquale Capriglione

In vista del ballottaggio del prossimo 25 giugno Pasquale Capriglione, candidato sindaco di Obiettivo in Comune e Amare Sabaudia, annuncia che non sosterrà nè Giada Gervasi, nè Giovanni Secci. Il suo elettorato sarà libero di scegliere l'una o l'altro. "In soli cinque mesi di lavoro siamo riusciti a creare una squadra che, grazie al consenso dei cittadini ha ottenuto più di 1.700 voti - spiega Capriglione -  Un ottimo risultato per il quale ci sentiamo di ringraziarli e che ci dà la giusta forza e la spinta per continuare il percorso intrapreso. Lavoreremo per coinvolgere un numero crescente di persone intorno a noi e svolgeremo il ruolo di opposizione nell'interesse esclusivo della città e continuando a perseguire il principio che ci ha accompagnato durante la campagna elettorale, quella pace istituzionale necessaria per governare bene questa città. In linea con il nostro percorso non sosterremo alcun candidato al ballottaggio, lasciando ai nostri elettori la libertà di scelta. Siamo pronti a lavorare per la città, saremo coerenti con ciò che abbiamo costruito e continueremo a portare avanti la nostra idea di far tornare i cittadini ad amare la politica - conclude -  I movimenti civici da me rappresentati saranno una base solida su cui costruire, sin da ora, una convincente proposta politica per il futuro di Sabaudia. 
Domenica 18 Giugno 2017
Approvo la scelta di Pasquale Capriglione, detto Lino: è coerente con la persona semplice e vera che ho conosciuto. Per quello che riguarda il mio "entourage" riteniamo inutile andare a votare al ballottaggio. Volevamo Capriglione e, in particolare, Francesca Benedetti di "Obiettivo in Comune" fra i possibili consiglieri comunali. Pazienza, staremo a vedere cosa farà l'avvocato Giada Gervasi, sicuramente favorita rispetto a Giovanni Secci.
Francesca Benedetti
Ci sono molte cose da fare e da cittadina gliene elenco alcune: 1) curare i cigli delle strade comunali in cui cresce l'erba, trascurati totalmente; 2) ripristinare le passerelle che dal Lungomare portano alla spiaggia, ora rotte in più punti tanto da costituire serio pericolo; 3) curare le poche piste ciclabili costruite, anch'esse in abbandono, preda di erbacce ed altro; 4) mettere cartelli e dissuasori stradali su strade periferiche dove automobilisti scorretti tengono velocità pericolosissime; 5) tenere puliti i giardini del centro città e comunque le zone a verde multando chi sporca, basta applicare le leggi già esistenti.
AVVOCATO GIADA GERVASI

CURRICULUM VITAE DELL ‘AVVOCATO GIADA GERVASI 
Dati personali: nata a Roma, il 6 novembre 1975 residente in Sabaudia (LT), alla via Oddone s.n.c. stato civile: coniugata Titolo di studio: Maturità classica, A.S. 1993/1994, conseguita presso il Liceo Classico “Dante Alighieri” di Latina, con votazione 60/60 Laurea in Giurisprudenza, A.A. 1998/1999, conseguita presso l’Università “ L.U.I.S.S. – Guido Carli” di Roma, indirizzo finanziario – commerciale, con votazione 107/110, tesi in Economia e Diritto dei Mercati Finanziari, relatore Prof. Giuseppe Zadra, titolo “Il conflitto d’interessi dei soggetti nei fondi pensione”. Diploma post laurea della Scuola di specializzazione in Professioni Legali, di durata biennale, presso l’Università “ L.U.I.S.S. – Guido Carli” di Roma A.A. 2001/2003 Titolo professionale: Abilitazione professionale, conseguita presso la Corte d’Appello di Roma (sessione d’esami 2001) Iscrizione all’Ordine degli Avvocati di Latina al numero 1463 del 28 gennaio 2003 Formazione professionale: Attività di preparazione all’esercizio della professione forense in Latina, presso gli studi legali dell’Avvocato I. Balsamo e dell’Avvocato M. Rapanà (1999-2001) Corso di specializzazione ed aggiornamento in Diritto di famiglia, organizzato dall’Ordine degli Avvocati di Latina e dal Centro studi giuridici della Persona (marzo- settembre 2001) Corso di specializzazione sulla riforma del diritto societario, organizzato dalla Cassa di Previdenza Forense (maggioluglio 2003) Corso di specializzazione sul diritto amministrativo, organizzato dall’Ordine degli Avvocati di Latina (febbraio – luglio 2004) Corso di specializzazione sul diritto amministrativo, organizzato dall’Ordine degli Avvocati di Latina (febbraio – maggio 2005) Corso di specializzazione sulla conciliazione societaria ( dicembre 2008 - febbraio 2009) Corso di specializzazione in responsabilità contrattuale ( febbraio 2009) Altri corsi per l’ aggiornamento professionale obbligatorio Materie di competenza professionale: Nell’esercizio della professione forense ho curato questioni in materia civile, penale ed amministrativa. In particolare ho svolto approfondimenti in: giurista d’impresa, diritto bancario e finanziario; diritto amministrativo; diritto pubblico dell’economia, diritto tributario; diritto commerciale; diritto fallimentare e diritto del lavoro - pubblico impiego. Esperienze professionali: Avvocato libero professionista Consulenza legale per società, sindacati, consorzi associazioni di categoria, istituti bancari e consorzi di garanzia fidi operanti nelle province di Roma, Frosinone e Latina Membro della Commissione per l’accertamento degli usi nella provincia di Latina presso la CCIAA dal 2004. Altre esperienze forensi: Presidente della Camera Tributaria degli avvocati della Provincia di Latina (2005-2013). Presidente della Camera Tributaria, Societaria e della Conciliazione della Provincia di Latina (2009). Referente dell’Ordine degli Avvocati di Latina presso la Commissione Tributaria Provinciale di Latina e Regionale del Lazio per il gratuito patrocinio (2006-2010) Collaborazione con la Rivista “Notiziario Forense” del Consiglio dall’Ordine degli Avvocati di Latina, dal 1999. Membro del Comitato di redazione della Rivista “Notiziario Forense” del Consiglio dall’Ordine degli Avvocati di Latina, dal 2005. Componente della Commissione per le Pari Opportunità del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Latina (2002/2005). 
AVVOCATO GIADA GERVASI

venerdì 16 giugno 2017

Gloria e Marco: vittime inermi ed innocenti


Da: Corriere della Sera

Incendio grattacielo Londra

di Luigi Ippolito, corrispondente

Gli esperti di sicurezza hanno infatti notato la rapidità con cui le fiamme si sono propagate lungo la facciata, costruita soprattutto per ragioni estetiche, per scimmiottare gli scintillanti grattacieli della City (senza averne la qualità). Se installato correttamente, però, il rivestimento avrebbe dovuto resistere meglio: ma se vi fossero state aperture dovute a ventole o tubi sarebbe stato facile preda del fuoco, grazie a un «effetto camino» che avrebbe aspirato e diffuso il fuoco. 
L’inchiesta dovrà tenere conto anche dei tubi del gas collocati nella tromba delle scale in seguito alla ristrutturazione. A questo proposito erano stati già sollevati dubbi, ma la proprietà aveva garantito che sarebbero stati incapsulati in materiale a prova di fuoco. Eppure i pompieri hanno detto che non sono riusciti a domare le fiamme fino a quando non hanno isolato una conduttura del gas scoppiata. 
Un grosso punto interrogativo è rappresentato dai sistemi di allarme e dalle procedure di sicurezza. Testimoni sentiti dal Corriere il giorno della tragedia hanno affermato di non aver sentito il suono degli allarmi e che in passato erano stati distribuiti volantini ai residenti che spiegavano che in caso di incendio bisognava restare negli appartamenti. Ma questa procedura ha senso in grattacieli costruiti a compartimenti stagni con porte antincendio: e non sembra essere stato il caso della Grenfell Tower, che mancava inoltre di scale esterne per l’evacuazione e di un sistema di estintori automatici.

Chi ha figli e nipoti che vanno all'estero per lavoro o studio non può immaginare che in Paesi ritenuti più civili del nostro, troppo di sovente e a torto, possano accadere cose di questo genere.
Un grattacielo senza scala antincendio! Follia e illegalità. Forse si sarebbero arroventate anche tali scale, ovviamente in ferro, ma con degli estintori, anche questi mancanti, forse avrebbero potuto farsi strada provando a scendere.
E' atroce e fa male la fine di questi due giovani belli non solo fuori, dal racconto dei loro ultimi momenti di vita, ma anche dentro....


Per Gloria e Marco


In Italia anche, comunque, abbiamo le nostre illegalità, e gravissime perché riguardano la sicurezza degli edifici scolastici! Connivenze locali fra le Amministrazioni Comunali, le ASL e VV.FF. , che chiudono un occhio su richiesta dei Comuni là dove si tira a campare, comportano situazioni di estremo rischio. L'assurdo e la follia albergano anche qui, perché si chiede conto di queste vergognose inadempienze ai Dirigenti Scolastici: uniche figure che NON POSSONO FARE NULLA sugli edifici scolastici. Non mi riferisco ai genitori, che possono anche essere ignoranti (ma la Legge non ammette ignoranza), peggio, chi manda in capo a chi si dovrebbe solo occupare di organizzare la didattica della Scuola è una Legge folle: la 81/2008.
La Fedeli è troppo occupata a fare a botte in Parlamento e a drammatizzare le sue feritine in infermeria, per occuparsi seriamente dei problemi dell'edilizia scolastica e delle Leggi inique che inchiodano gli ex-Presidi a responsabilità che non sono le loro!
Fra una multa e una condanna ai capri espiatori Dirigenti Scolastici l'Italia va avanti aspettando forse il disastro, come a Londra.

giovedì 15 giugno 2017

Jus Soli: menzogne governative

Un governo che impone Leggi non condivise, per di più un governo lontano da ogni legittimazione di un voto democratico; un governo che mette in schedula prioritaria la legge sullo jus soli, ma ignora l'esigenza di  una Legge che impedisca il trasferimento, in atto da anni, all'aperto delle Case Chiuse, lungo le nostre strade, una Legge che costituisca una revisione della Legge del 1957, prendendo atto di una realtà che va riregolamentata.
Per il governo impostoci non sono quelle della società civile le priorità, bensì quelle della demagogia di sinistra.
Al TG3, poco fa, hanno fatto vedere giovani nati in Italia da genitori stranieri, mentendo sul fatto che viene loro impedito di essere cittadini Italiani.
NON E' COSI'!! Mentono contando sull'ignoranza della gente, sulla sua incapacità di andare a verificare, ad approfondire, come mentivano spudoratamente consentendo alla TV schierata di definire "profughi siriani" gente di chiarissima etnia africana!!!

Dal sito del Ministero dell'Interno

Legge attualmente in vigore sulla cittadinanza italiana:
LEGGE 5 febbraio 1992, n. 91 (GU n.38 del 15-2-1992) Entrata in vigore della legge: 16-8-1992

Articolo 4
comma 2. Lo straniero nato in Italia, che vi abbia risieduto legalmente 

senza interruzioni fino al raggiungimento della maggiore eta', 

diviene cittadino se dichiara di voler acquistare la cittadinanza 

italiana entro un anno dalla suddetta data.


Dunque il Servizio mandato dalla Rete 3 schierata con la sinistra, 

dal PD in poi andando verso i partitini-scheggia della sinistra 

smembrata, HA MENTITO SPUDORATAMENTE 

AFFERMANDO CHE I GIOVANI NATI IN ITALIA DA

GENITORI NON DI CITTADINANZA ITALIANA NON

POSSONO DIVENTARE CITTADINI ITALIANI "PUR 

ESSENDO CRESCIUTI CON I NOSTRI FIGLI ED ESSENDO

LORO COMPAGNI DI BANCO NELLE NOSTRE SCUOLE"!

Questa disinformazione vergognosa, oltre a dimostrare la malafede

del PD, insulta l'intelligenza di chi ascolta pagando, con l'imposta 

chiamata impropriamente "canone", codesta voluta e tendenziosa

disinformazione. Tendenziosa in quanto tendente a creare un clima

favorevole nell'opinione pubblica, volto all'accoglienza della Legge

che vogliono imporre sullo Jus soli, che palesemente non 

riguarda giovani suddetti, bensì i neonati scodellati dalle donne 

incinte che arrivano a frotte sui barconi richiamate da questa voce 

che è nell'aria da tempo.
Donna eritrea arrivata incinta assistita dal SSN per il parto

Chi scrive ha sempre votato per un centro moderato e a volte a 

sinistra, fatta eccezione per un voto sbagliato dato a Francesco

Storace quale Presidente della Regione Lazio, ma gli ultimi voti dati

a Matteo Renzi non si ripeteranno dato l'andazzo che riceve il suo 

input e approvazione, anche se non è in Parlamento.

Il M5S pare che si astenga, favorendo così l'approvazione di questa 

ennesima Legge rovina-Italia, ebbene anche questo Movimento 

può scordarsi il mio voto!

Scienza e Tecnologia: progressi veloci

Da: Libero.it
Caricabatteria, penna usb: oggetti d'uso comune destinati a scomparire

Sono tanti i dispositivi elettronici che presto potrebbero essere sostituiti dall'arrivo di nuove tecnologie. Uno su tutti: il caricabatterie

La tecnologia ci ha cambiato la vita. Ci sono alcuni oggetti hi-tech di cui proprio oggi non potremmo fare a meno. Uno su tutti: lo smartphone. Pensare di vivere senza sarebbe impossibile. Eppure qualcuno, ormai da un po’ di tempo, sostiene che il device mobile sparirà nel giro di qualche anno.

Sarà davvero così? Probabilmente. Come è successo per molti altri prodotti che al momento del loro ingresso sembravano insostituibili. Pensiamo ad esempio al fax, utilizzato sempre di meno per inviare documenti, e rimpiazzato da altre tecnologie più rapide e accessibili, come le email. Lo smartphone, comunque, secondo alcune previsioni, non è l’unico oggetto tecnologico ad avere i giorni contati. In realtà, prima che il dispositivo mobile scompaia del tutto, dovrà passare almeno un decennio. Sono altri, infatti, i dispositivi e gli oggetti di uso comune che a breve potrebbero essere mandati in soffitta dall’arrivo di molte altre invenzioni.

Caricabatteria - Il primo strumento destinato a scomparire è sicuramente il caricabatteria.Basta dare uno sguardo al percorso intrapreso dalla maggior parte dei produttori di smartphone e di device elettronici per capire che il futuro di questo elemento indispensabile è ormai segnato. Nei prossimi anni, infatti, quasi tutti i dispositivi supporteranno forme di ricarica diverse da quelle attuali. Si comincerà con quella wireless, che sarà sempre di più utilizzata, per poi arrivare ad altre soluzioni. Alcuni esperti in previsioni hi-tech affermano, infatti, che a breve le batterie saranno caricate dalla luce.

Password - Un elemento che subirà molte rivoluzioni sarà quello delle password, che saranno sostituite da sistemi di sicurezza più sicuri. Non ci sarà più bisogno di ricordare numerose credenziali di accesso, né tanto meno sforzarsi di scegliere password difficili da scoprire. Si utilizzeranno sempre di più i rilevatori per le impronte digitali, il riconoscimento facciale, la scansione dell’iride e altre tecnologie biometriche. Un team di ricercatori di New York dell’Università di Binghamton sta sperimentando, per fare un esempio, un sistema che usa il battito cardiaco per sboccare smartphone e tablet.

Supporti fisici - Senza fare troppo rumore, le nuove tecnologie piano piano stanno mandando in“pensione” CD, DVD, hard disk, chiavette USB, sostituite da molte altre forme di archiviazione. Pensiamo ad esempio al computing cloud, che permette di salvare nella nuvola milioni di file, accessibili ovunque e da più dispositivi. Le tecnologie di streaming consentono, poi, di guardare film, o di ascoltare musica direttamente online e senza che sia necessario utilizzare uno di questi oggetti che presto diventeranno, come è successo in passato con i Floppy Disk, obsoleti.

Portafogli - Un oggetto che ha i giorni contati è il portafogli: la causa è che la moneta sta diventando sempre più virtuale. Prima ci sono stati i bancomat, piccoli pezzi di plastica che consentono di fare acquisti senza portarsi dietro del denaro contante. Poi sarà il turno di sistemi di pagamento che permetteranno di pagare utilizzando lo smartphone o altri dispositivi elettronici. Da qualche giorno, ad esempio, anche in Italia è stato lanciato Apple Pay, un servizio attraverso cui è possibile perfezionare gli acquisti usando uno dei dispositivi dell’azienda con sede a Cupertino.

Le chiavi - Le chiavi sono un oggetto di uso comune in via di estinzione. Le nuove tecnologie, infatti, già permettono di aprire le porte semplicemente usando un codice, oppure una carta magnetica. E non solo. Cominciano ad essere sempre di più le strutture che hanno sostituito le classiche serrature con sistemi di sblocco che impiegano tecnologie Wi-Fi e Bluetooth. Sarà sufficiente avvicinare lo smartphone, infatti, per aprire una porta. E presto questi strumenti, che oggi sono ancora utilizzati da poche persone, entreranno a far parte delle nostre vite, rendendo inutili le chiavi.

Specchi - Ne abbiamo già parlato, gli specchi stanno diventando sempre più intelligenti. Non solo riflettono la nostra immagine, ma sono anche in grado di consigliarci quale abito indossare, come fare gli abbinamenti e molto altro ancora. E gli specchietti dalle automobili che destino avranno? Breve. Le vetture di ultima generazione sono dotati, infatti, di telecamere e numerosi sensori che praticamente consentono di effettuare le manovre in totale sicurezza e senza che sia necessario utilizzare questi strumenti che al momento sono ancora indispensabili.

Lavatrici - Tenetevi forte: le lavatrici nel giro di qualche decennio scompariranno. Ciò non significa che indosseremo abiti sporchi. Tutt’altro. Sono tante le tecnologie messe in campo per pulire i panni senza utilizzare l’acqua. Una startup, ad esempio, ha inventato una borsa che può lavare i vestiti semplicemente utilizzando un sistema di luce ultravioletta e dell’ossigeno attivo. Inoltre, stanno arrivando anche dei tessuti in grado di pulirsi al contatto con la luce del sole.

Magia? Prodigi da streghe e maghetti tipo Harry Potter? Meglio: Scienza applicata che diventa tecnologia avanzatissima, fino a punti inimmaginabili, inarrivabili anche con la fantasia della magia...
Nel nostro mondo reale si nascondono Leggi Fisiche, ignote ai non illuminati dalla Scienza, che svelate e conosciute consentono di aprire confini della realtà che superano i mondi fantastici immaginari...
E questo progresso corre veloce, velocissimo, tanto che i comuni mortali non riescono a starvi dietro.
Ovviamente le persone più anziane per nascita sono quelle più svantaggiate. 
Non più tardi di una trentina di anni fa, nella Sezione dell'Università dove lavoravo, avevamo il Telex: una macchina che consentiva di inviare messaggi anche in Paesi africani dove, a quanto pare, ancora non avevano il fax. Eravamo solo in due a saperlo usare, dato che la procedura era piuttosto complicata. Ricordo di aver inviato dei telex anche per Cattedre diverse da quelle della mia Sezione, giacché non tutti l'avevano e dunque venivano professori e ricercatori di altre discipline a chiedere un favore dovendo comunicare con Paesi non Europei.
Quella macchina è andata in disuso ancora funzionante, dato che anche i Paesi più arretrati con cui dovevamo comunicare si erano attrezzati con il Fax.
E che dire dei nostri ricordi personali tradotti in immagini?
Il proiettore con cui vedevamo i nostri filmini in super 8 lo abbiamo ancora, un pò arrugginito dato che ci trancia pezzi di preziosa pellicola, ma nel frattempo abbiamo cercato di mettere a riparo i nostri ricordi facendo travasare tali immagini in cassette VHS, a loro volta ormai difficili da vedere, dato che i lettori non si trovano più, e per questo ci teniamo quello che abbiamo riparandolo nei suoi malfunzionamenti...
Tutto va veloce e noi non riusciamo neppure a trattenere i nostri ricordi...
Foto fatta nel 1949 presso la Casa Madre dei Mutilati ed Invalidi di Guerra.
Anche se avevo solo 3 anni ricordo benissimo quel giorno. Mi condusse lì mio padre, il fotografo aveva una macchina su un treppiede con l'obiettivo "a soffietto", mi disse di guardare l'obiettivo perché da lì sarebbe uscito un uccellino ed io mi aspettavo proprio che uscisse.
Ora, per conservare meglio la foto su carta fotografica, ho potuto scannerizzarla e trasformarla, dunque, in un'immagine digitale.

mercoledì 14 giugno 2017

Il PD sta cambiando la Società Italiana

Da: Città della Spezia.it  14/06/2017   h.14:28:13



Botte al pusher, arrestati quattro carabinieri

Militari dell'Arma nel mirino della Procura di Massa Carrara per abusi avvenuti in Lunigiana.

Lunigiana - Punto di svolta nell'inchiesta condotta dalla procura di Massa Carrara che si occupa di una serie di presunti abusi e azioni illegali commesse da alcuni carabinieri in servizio in Lunigiana. Stamani nove uomini dell'Arma sono stati raggiunti da misure cautelari. Quattro gli arresti (uno in carcere, tre ai domiciliari). Divieto di dimora per altri quattro, sospensione dal servizio per il restante. Sei di questi militari prestavano servizio presso la caserma di Aulla, tre nella frazione di Albiano. Le accuse? Falso e lesioni. Le misure cautelari disposte dal gip sono state richieste dal procuratore capo Aldo Giubilaro e dal sostituto procuratore Alessia Iacopini, che coordinano le indagini condotte da Carabinieri e Forestale.

Il tourbillon, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti a partire da quest'inverno con tanti di perquisizioni domiciliari e nelle caserme, ruota attorno a quello che sarebbe stato un pestaggio ai danni di un cittadino marocchino, presunto spacciatore. Secondo l'accusa, una volta portato in caserma nell'ambito di un'attività antidroga, quattro militari (come riferito dall'extracomunitario) ci sarebbero andati pesanti, colpendo ripetutamente il cittadino africano fino mandarlo in ospedale, per poi falsificare i verbali. Secondo l'accusa potrebbe non trattarsi di un caso isolato (l'indagine sta valutando anche altri episodi, per esempio quello di una presunta violenza sessuale su una prostituta, una volta portata in caserma), e nel calderone ci sarebbero anche delle sparizioni di droga sequestrata.

"L'adozione delle misure, ancorché dolorosa sul piano umano, deve rendere edotti dell'assurdità da parte di chiunque, militari dell'Arma dei carabinieri compresi, di considerarsi al di fuori e al di sopra delle leggi dello Stato e anzi offre garanzia, enucleati gli autori di condotte improprie, della sicura correttezza e del sicuro senso delle regole di quanti altri fanno parte dell'Arma", ha dichiarato in una nota il procuratore Giubilaro, che stamani ha fatto il punto della situazione in conferenza stampa, affiancato dal tenente colonnello Valerio Liberatori, comandante provinciale 
dell'Arma.


Pensavo di dare il 2 x mille al PD come l'anno scorso per testarne la buonafede: senza finanziamento pubblico bisogna dare il contributo in modo che operino (tutti i partiti) senza troppi compromessi.
Naturalmente è un gesto per andare incontro a quello che dicono. So bene che hanno sempre preso soldi da tutti e da tutto, anche quando c'era il finanziamento pubblico che io non ho mai voluto e dunque ho votato contro al Referendum.
Però, nonostante Renzi che continua a piacermi (ma non so per quanto ancora), quello che è troppo è troppo e, in questi giorni che debbo compilare il mio 730 on-line, non me la sento di dare il 2 x mille ad un partito che continua a governare senza l'assenso politico del popolo approvando Leggi che sono un insulto al mio pensiero, alla mia visione della Società.
La preoccupazione principale per costoro, l'ha ribadito la Serracchiani ieri su RAI 1, è sbrigarsi a far passare la Legge sullo jus soli e il reato di tortura.
I TG ci informano che hanno "salvato" 1200 africani su un barcone in cui c'erano 30 donne incinte. Pronte, perché le voci girano, a dare cittadini italiani tutti da mantenere insieme a loro.
La Serracchiani parla anche per bocca di Renzi, come si sa.
Non so a questo punto quale società del futuro questi vogliano dare all'Italia, ma non è quella che voglio io: ergo non posso votarli.
Nel frattempo abbiamo i Carabinieri che non possono dare due schiaffi a un cittadino marocchino che sta in Italia per spacciare droga, né possono portare una prostituta in caserma perché poi quella grida da verginella che i Carabinieri l'hanno violentata.
Ora io non penso che non ci siano mele marce anche fra le Forze dell'Ordine, ma so che non possono ripulire le nostre strade solo offrendo fiorellini.
La conseguenza di questa visione PD della Società è che da anni, ad esempio, bambini, che transitano con le loro mamme in auto sulla Strada Provinciale vicino casa mia, sono costretti ad assistere a quello che accadeva nelle Case Chiuse prima del 1957 e ora sul ciglio della strada e in pieno giorno.
Renzi e compagni, con l'ex-Direttore della rivistina di Legambiente Conte Gentiloni messo a governare, a nostre spese non solo di soldi, tanti, ma anche di calpestamento di regole e valori italici, vanno avanti come se noi non esistessimo.
No, Matteo Renzi, così non va. Non me ne va bene una delle cose che state facendo e comincio con il non darvi più il 2 x mille, che sarà pure simbolico per voi abituati a foraggiarvi anche con le banche (MPS), ma è il primo passo per togliere la fiducia che avevo risposto ancora in Matteo Renzi.