sabato 2 dicembre 2017

Ultime su Di Maio

Premesso che solo gli ottusi non aggiornano le loro opinioni in base ai fatti, la mia opinione su Di Maio è ancora in discesa.
L'ultima è di poco fa: TG RAI. Intervistato dice più o meno: "Noi ripristineremo l'art. 18 ma non per le imprese al di sotto dei 15 dipendenti, perché le imprese sotto i 15 dipendenti di solito sono a conduzione familiare e l'imprenditore è egli stesso un lavoratore nell'impresa e gli altri sono spesso familiari".
Cosa c'è che non va in quello che ha detto? 
Non lo avete colto?
Ha detto che lui ripristina l'art. 18 dello Statuto dei Lavoratori MA NON PER LE IMPRESE AL DISOTTO DEI 15 DIPENDENTI!
Come se fosse una pensata a favore delle piccole imprese targata M5S!
Ma questo giovanotto l'ha mai letto l'art. 18 dello Statuto dei Lavoratori? Io penso di no, altrimenti saprebbe che esso già contiene l'esenzione per le imprese al disotto dei 15 dipendenti!
Dunque se lo si ripristina esso tornerà ad avere l'effetto legale così come era!
Ma si può dare il Paese in mano ad uno così?!



L'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori (Legge 20 maggio 1970, n. 300) si applica solo alle aziende con almeno 15 dipendenti e afferma che il licenziamento è valido solo se avviene per giusta causa o giustificato motivo.
In assenza di questi presupposti, il lavoratore può fare ricorso.

venerdì 1 dicembre 2017

Sottomarini: tragedie in tempo di pace


Nel momento della tragedia argentina del sottomarino ARA SAN JUAN scomparso, mi torna in mente la tragedia di 17 anni fa dei marinai del sottomarino russo, forse morti lentamente per esaurimento dell'ossigeno.
L'ultimo messaggio scritto del capitano dell'ARA SAN JUAN a circa 7 ore di distanza dalla telefonata delle h. 0:30 del 15 novembre scorso


Dall'Archivio di "La Repubblica":  

Falliti tutti i tentativi di salvataggio. Da lunedì
ci proverà un batiscafo inglese

"Kursk", ormai è catastrofe
dagli abissi solo silenzio
Polemiche tra i russi. Si parla di due esplosioni
che avrebbero provocato l'affondamento


 MOSCA - La Russia si arrende all'evidenza e per la prima volta il capo di governo parla di "catastrofe" evocando la tragedia dei 118 uomini imbarcati sul sommergibile "Kursk". Già da due giorni i marinai prigionieri sul fondo del Mare di Barents non danno più segni di vita e sarebbe stato penoso e illusorio continuare a parlare in modo perentorio di possibilità di salvezza. Continuano comunque i tentativi di aggancio allo scafo, tutti falliti, oggi, come quelli dei giorni scorsi.

Le condizioni del mare rimangono difficili e il boccaporto dei mezzi di salvataggio non riesce a centrare la botola del sommergibile che si trova in posizione diagonale visto che il "Kursk" è inclinato sul fianco destro. 

Esperti dello stato maggiore della marina russa dubitano che possano avere successo i tentativi che saranno fatti a partire da lunedì con il batiscafo "LR5", l'"elicottero del mare" messo a disposizione dalla Gran Bretagna e che sta arrivando sul luogo della tragedia a bordo della nave norvegese "Normand Pioneer".

Il sommergibile russo è intanto sprofondato sul fondo melmoso e si è ulteriormente piegato sul fianco toccando i 65 gradi di inclinazione. Gli specialisti britannici hanno detto di poter intervenire fino a un massimo di 60 gradi, osservano gli esperti. 

In Russia è polemica ormai durissima. La "Komsomolskaia Pravda" rivela che il primo giorno un batiscafo era riuscito a centrare il boccaporto, ma l'esaurimento delle scorte di ossigeno aveva costretto l'equipaggio alla risalita. Il giornale sottolinea che il batiscafo dovrebbe avere un'autonomia di quattro ore, ma è ridotta alla metà per mancanza di manutenzione.

Il senso della tragedia già consumata avvolge ormai ogni cosa. Tragedia avvalorata dalle voci provenienti dagli Stati Uniti. Voci attendibili che parlano di uno squarcio nello scafo del "Kursk" tale che per i 118 marinai (o per la maggior parte di essi) la morte potrebbe essere arrivata subito o, al massimo, poche ore dopo l'incidente di sabato mattina. E il rumore dei colpi di maglio battuti ritmicamente dall'interno del sommergibile per farsi sentire dai sonar? A mezza bocca, gli esperti americani fanno capire che sarebbero tutte invenzioni dei russi. Ma stasera un'emittente televisiva russa, citando vertici della Marina, ribadisce che un flebile segnale sarebbe stato avvertito anche oggi: un nuovo motivo di speranza per i familiari delle persone a bordo.

E tutti i russi si dibattono tra la disperazione, le polemiche tra Cremlino (che ha accettato, in ritardo, l'aiuto degli inglesi) e vertici militari che avrebbero voluto far tutto da soli, il dolore delle famiglie e dell'opinione pubblica e le dichiarazioni ottimistiche di alcuni ammiragli che, adesso, parlano di riserve d'aria a bordo del "Kursk" ancora per diversi giorni e invitano a non credere che tutto sia finito.

Anche sulle cause regna l'incertezza delle molte verità "di parte". Si va dall'impatto contro una roccia, alla collisione con un'altra unità partecipante all'esercitazone, allo scontro con una nave americana. Adesso, sempre da fonti Usa, emerge quella dell'esplosione, anzi delle due esplosioni: una delle quali fortissima che farebbero pensare a un siluro scoppiato nel suo alloggiamento. 

E se di esplosione si trattasse, tornerebbero reali i timori di inquinamento nucleare. Se a bordo del "Kursk" è scoppiato un siluro, i motori atomici del sommergibile potrebbero essere stati danneggiati. A quel punto, una volta superati l'orrore e il dolore per la tragedia dei marinai, comincerebbero le preoccupazioni e le polemiche ambientali per gli abitanti dei paesi che si affacciano sul Mare di Barents. 

(17 agosto 2000)

Per tutti i marinai un canto che a me piace moltissimo, una dedica malinconica:
Rita Coltellese *** Scrivere: Grandissimi! Le Orme: "Marinai"

giovedì 30 novembre 2017

RAI senza ritegno

Capita di rado che la RAI trasmetta produzioni accettabili giacché, seguendo mode del momento, costruisce sceneggiature penose, con personaggi inattendibili sul piano psicologico e della vita reale, situazioni spesso volgari, piene di parolacce, mostrando un'umanità livellata verso il basso in tutti i sensi, spingendo così spettatori deboli di carattere a ritenere giusto parlare in modo sboccato, manifestare apertamente le proprie tendenze sessuali e altri deprecabili comportamenti da società degradata.
Ogni tanto c'è qualche produzione ben fatta ed è questo il caso di "La strada di casa", prodotto dal bravo attore Luca Barbareschi, che presenta una storia con situazioni umane credibili, attendibili, dignitose pur nella loro complessità, con personaggi dalle psicologie ben costruite, con quel tanto di mistero da svelare che tiene desto l'interesse dello spettatore e con degli attori bravissimi oltre che belli come il giovane attore Eugenio Franceschini.
Eugenio Franceschini: bello, volto molto espressivo, figlio d'arte.
Ebbene, la RAI ha pensato bene di vendersi al massimo un'Opera benfatta e dunque gli italiani, paganti volenti o nolenti il famoso canone ora anche in bolletta elettrica grazie a Renzi, dunque per molte famiglie pagato più volte se hanno più case con contratto elettrico per residenti, si sono dovuti sorbire continue interruzioni pubblicitarie dello sceneggiato con inevitabile fastidio.
Ricordo che molti anni fa giornali e telegiornali davano addosso alle TV di Mediaset perché interrompevano i film e gli sceneggiati con inserti pubblicitari, affermando che, essendo Opere artistiche, non si potevano interrompere senza creare un danno all'Opera stessa.
Motivi che si sono rivelati pretestuosi al massimo, visto che la RAI ha poi cominciato a farlo superando in interruzioni la TV privata, che è giustificata dal fatto che vive solo di pubblicità, mentre la RAI è soltanto senza alcun ritegno e rispetto per il telespettatore pagante canone.

giovedì 23 novembre 2017

Bellezza e bravura italiana

Caterina Murino e Alessio Boni: due fra i nostri attori più belli e bravi. Ne abbiamo molti, fra gli attori giovani, di belli e bravissimi, ma mi piace ricordare questi due che sono eccezionali per bellezza e bravura. Se fossimo gli USA potrebbero essere divi da star-system, ma l'Italia è un Paese piccolo, con investimenti necessariamente minori... Molti di loro parlano e recitano in inglese volendo, lingua che completa la loro preparazione professionale.


Il volto bellissimo ed espressivo di Caterina Murino


Bellissima, sarda di nascita, Caterina si è cimentata in Opere teatrali, cinematografiche e in TV, sempre bravissima, duttile e molto espressiva.



Alessio Boni e Lucrezia Lante della Rovere in una produzione di Luca Barbareschi per RAI 1 "La strada di casa".
Finalmente un'Opera molto ben fatta con un bravissimo Alessio e una strepitosa Lucrezia, veramente molto brava.

martedì 21 novembre 2017

Italia sempre più in basso



Strada Provinciale 215 Km. 34-38 20 novembre 2017 h. 11:30
prostitute di pelle nera nude sul ciglio della strada: intorno rifiuti di ogni genere, in un Paese che parla di differenziazione dei rifiuti.
Per Legge (cosa che ormai in questo Paese fa solo ridere) la raccolta dei rifiuti deve essere effettuata dal Comune sotto il cui territorio ricade la strada: questo tratto della SP 215 ricade sotto il Comune di Artena RM.
----- Original Message -----
Sent: Tuesday, October 10, 2017 6:27 PM
Subject: Denuncia con raccolta firme problema SP 215 km. 34-38 presentata ai Carabinieri di Artena RM

Spett.li Autorità Politica e Giudiziaria
 
facendo riferimento alla denuncia da me presentata in data 3 maggio 2017, relativa alle esibizioni oscene quotidiane e in pieno giorno sul tratto di SP 215 in oggetto specificato ricadente sotto l'Amministrazione territoriale del Comune di Artena, ringrazio i Carabinieri per quanto fatto in loro possibilità e potere avendo constatato un leggero contenimento delle oscenità da parte delle donne di colore esposte sul ciglio della strada, ma oggi alle h. 11:05, causa la lentezza di un camion stracarico che mi precedeva, ho dovuto procedere lentamente ed assistere ad una scena ignobile: una di codeste donne esponeva il sedere verso i mezzi in transito a gambe larghe, il busto piegato a 90° verso il bosco, le mutande abbassate fino ai ginocchi. Il camion che mi precedeva aveva una targa di colore giallo: AG635MM e l'autista ha necessariamente visto la stessa scena. A questo aggiungasi l'enorme quantità di rifiuti che ormai sono ammassati ai lati di detto tratto di strada aumentando il degrado.
Chiedo al Sindaco la ragione della mancanza di rimozione di detti rifiuti, essendo compito della Società appaltatrice del Servizio di raccolta dei rifiuti urbani di raccogliere anche i rifiuti abbandonati lungo le strade del Comune di Artena.
Grazie.
 
Rita Coltellese 

Questo l'ultimo tentativo in ordine di tempo di avere una qualsivoglia risposta dalle Autorità competenti: la data della e-mail si può leggere chiaramente. Nessuno dei due indirizzi ha dato "Failure" con ritorno al mittente di tale avviso, dunque debbo darle per arrivate su detti indirizzi di posta.    

venerdì 17 novembre 2017

Ferocia senza ripensamento

Da: Quotidiano.net
IL FRATELLO DI BORSELLINO - Con la morte di Riina "scompare un'altra cassaforte dopo quella vera scomparsa dopo la sua cattura", commenta Salvatore Borsellino, fratello di Paolo. "Ci saranno tante persone che gioiranno del fatto che Riina, morendo, non potrà più parlare" . Da Borsellino poi l'affondo contro la "distruzione delle intercettazioni di Napolitano: se fossero state rese pubbliche avremmo potuto avere le idee più chiare su quegli indicibili accordi di cui scrisse il suo consigliere politico D'Ambrosio prima che un 'provvidenziale' infarto lo portasse via". 


Di certo non si può aggiungere nulla a quanto dichiarato dal fratello di Paolo Borsellino.
Né aggiungere nulla a quanto dichiarato da Rita Dalla Chiesa: "Totò Riina è morto a 87 anni, gli uomini di Stato che ha ucciso no.
Oggi, nel primo pomeriggio, su RAI 3 hanno mandato una sequenza impressionante di tutti i morti ammazzati da questa belva umana ed è stata una serie di immagini devastanti per la ferocia di questo essere purtroppo appartenente alla specie umana. Alcuni delitti li ha compiuti in prima persona, di moltissimi è stato il mandante. 
Pensavo a quanta gente esiste che su ordinazione è disposta ad uccidere.
Commentava la ricostruzione storica di tante efferatezze Paolo Mieli e alla fine, dopo aver mandato una ricostruzione anche dell'operato di Giovanni Falcone, se ne è uscito con un parallelo fra la belva assetata di soldi e di sangue e l'eroe vittima al servizio della legalità e dello Stato dicendo: "Sono due giganti uno del bene e uno del male." Dissento totalmente da questo incredibile commento e pensiero di Paolo Mieli tanto che ho commentato a voce alta: "Ma cosa dice? E' impazzito?"
Trovo sconcertante il suo definire Totò Riina "un gigante", essendo stato egli quanto di più meschino e miserabile possa esserci in un essere umano: la malvagità nell'esercitare la sopraffazione dell'altro fino a rubargli la vita per fini di predazione dell'altrui lavoro e volta al proprio arricchimento; la bestialità malvagia di mentire e calunniare per distruggere... Dov'è la grandezza Mieli? Sia pure nel male, dov'è? E come si è permesso, nel suo paragone, di mettere sullo stesso piano, sia pure su fronti opposti, un gigante come Giovanni Falcone e un miserabile pigmeo feroce, furbo e ignorante? 


Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e Antonino Caponnetto
Da: Libero Quotidiano.it

Totò Riina, dopo la morte il




messaggio mafioso della figlia Maria Concetta: "Silenzio"





 


giovedì 16 novembre 2017

Violenza sessuale, molestie sessuali, avances e tanta tanta ipocrisia

Da un lato all'altro dell'Atlantico è scoppiato lo scandalo sessuale generalizzato della Società cosiddetta Occidentale, giacché se esploriamo i costumi africani, o indiani, o cinesi chissà cosa potremmo scoprire sull'argomento!
Per Società Occidentale si intende anche l'Australia, naturalmente, anche se è laggiù, fra l'Oceano Indiano e il Pacifico.
Ciò che unisce i popoli cosiddetti "occidentali" è la cultura, ritenuta da molti la più avanzata in fatto di Diritti Civili e dunque di rispetto della persona.
Detto questo dobbiamo ammettere, al di là della istituzionalizzata ipocrisia, che sotto sotto molti uomini di questa "civilissima" civiltà occidentale se possono allungano le mani sulle donne, soprattutto se queste si trovano in situazioni gerarchicamente inferiori a loro o nel bisogno di lavorare.
Questa genìa maschile proterva e volgare è sempre esistita e andrebbe bene se finalmente se ne parlasse sputtanandola, ma quando si alza un polverone si perdono i contorni della verità e non si distinguono più nettamente i confini di certe situazioni.
Quando la signora Asia Argento, ad esempio, parla di violenza sessuale da parte del maiale accertato Weinstein, si rimane perplessi poi ascoltando i particolari da lei raccontati sulla sua vicenda con il potente produttore di Hollywood. In una intervista rilasciata al quotidiano "Il Mattino", il cantante Morgan, padre della figlia di Asia Argento, ha dichiarato: "le persone che subiscono violenze non ottengono guadagni da questo, come un posto di lavoro,". Come non essere d'accordo?
La signora Argento ha subito sicuramente una violenza morale da parte del maiale che le ha proposto brutalmente il suo sesso, ma non l'ha rinchiusa nella camera d'albergo segregandola, né l'ha riempita di schiaffi aprendole le gambe a forza. Dunque non può parlare di violenza carnale senza apparire ipocrita, anche perché ella ha continuato nel tempo il suo rapporto con il maiale. Oggi, ripensandoci, sente la frustrazione di aver pagato quel pedaggio per poter lavorare e parla impropriamente di violenza sessuale.
Che lei e quelle come lei vadano a leggersi i particolari di una vera violenza sessuale subita da tante donne che non possono che sentirsi offese dall'essere equiparate a lei.
Di tutt'altra sincerità era meritevole Marylin Monroe che sui produttori dichiarò pubblicamente: "Tutte l'hanno fatto. Faceva quasi parte del mestiere. Loro volevano assaggiare la mercanzia e se dicevi di no ce ne erano almeno altre venticinque disposte a dire di sì. Non era un dramma".

Questo di Marylin Monroe è un esempio di coerenza: ha accettato il compromesso e, avendolo accettato sottomettendosi di sua volontà alle voglie di quegli sporcaccioni, non faceva la vittima, essendo ben cosciente che avrebbe potuto benissimo dire di NO, rinunciando alle sue ambizioni.
Norma Jeane Mortenson Baker Monroe, in arte Marylin Monroe
Monroe è il cognome di suo nonno materno, Mortenson del secondo marito di sua madre, Baker del primo marito di sua madre che, secondo l'uso statunitense, la donna aveva conservato.
Scatenatosi il "dalli all'untore" si sono fatte avanti tardive vittime di generici abusi sessuali, come ad esempio uno sconosciuto attore che decenni fa ebbe la sorte di subire delle avances da Kevin Spacey. Il quale, giustamente, non ricordava l'episodio, visto che è accaduto appena 30 anni fa e che nella circostanza era ubriaco, ma da persona intelligente quale è si è pubblicamente scusato sul suo sito facebook. Dato che lo ha solo molestato e non tentato di violentare, in questo caso si può parlare di pesanti avances, ma di null'altro, dunque bisogna fare ancora dei distinguo con generiche accuse di violenza.
Nonostante ciò il puritanesimo isterico ed ipocrita, tipico di certe fasce di popolazione degli USA, ha fatto sì che si passasse alle vie di fatto eliminando e cancellando professionalmente Spacey. Un fatto obbrobrioso. Data la stura al linciaggio si passa a ricordare sue feste gay su un panfilo qui in Italia.
Se vogliamo gettare la gogna su Spacey perché è omosessuale allora iniziamo da Leonardo Da Vinci e cancelliamo per questo tutti i suoi meriti intellettuali.
Egli fu indagato per questo e si capisce bene cosa faceva a Salaì, un ragazzino che viveva con lui.
Da: Wikipedia
L'unico documento storico sulla vita sessuale del giovane Leonardo è un'accusa di sodomia attiva intentatagli nel 1476, quando aveva cioè 24 anni ed era ancora lavorante presso la bottega di Andrea del Verrocchio[23]. Il 9 di aprile viene sporta una denuncia anonima, inserita nel "tamburo" - una specie di cassetta per le lettere attaccata al muro di Palazzo della Signoria - che accusa un orafo adolescente (17 anni) e dedito alla prostituzione maschile, un tal Jacopo Saltarelli (a volte indicato anche come modello di artisti) di essere "parte di cose assai miserabili compiute per compiacere le persone che ne fanno richiesta"; si faceva quindi il nome di quattro persone che avrebbero commesso atti di sesso anale col ragazzo: un sarto di nome Baccino, un certo Bartolomeo di Pasquino, Leonardo Tornabuoni - membro dell'aristocratica famiglia deiTornabuoni - ed il precoce artista di talento Leonardo da Vinci.
Il nome di Saltarelli era già noto alle autorità, perché un altro uomo era stato condannato per sodomia compiuta su di lui all'inizio di quello stesso anno[25]; le accuse in questo caso furono però respinte in quanto non si prendevano in considerazione quelle avvenute per via anonima. La stessa accusa riappare, sempre in forma anonima, il 7 giugno, venendo ancora una volta respinta[26]: il requisito legale per avviare il procedimento penale era difatti che fosse firmata. Tali accuse potevano sì esser fatte in segreto, ma non anonimamente. Si ipotizza anche che, poiché la famiglia di uno degli accusati, i Tornabuoni, era in stretti rapporti conLorenzo de Medici, fu esercitata una certa pressione affinché la cosa fosse presto archiviata[27][28].

La sodomia era (almeno teoricamente) un gravissimo reato, che poteva addirittura condurre alla pena di morte, ma la sua stessa gravità la rendeva altrettanto difficile da dimostrare; nella Firenze del tempo, la pena relativa veniva eseguita molto raramente e l'omosessualità era sufficientemente diffusa e tollerata da rendere la parola Fiorenzen-fiorentina un termine gergale per indicare l'omosessuale in terra tedesca[29]
L'elenco di personaggi che hanno fatto cose meravigliose nelle loro professioni e mestieri ma che nella vita intima non erano proprio delle persone meravigliose è lunghissimo! Se per questo dovessimo bandirle cancellando le loro opere.. resteremmo privi di molta Arte e molta Scienza..
Dunque attenti alla caccia alle streghe.
Che esistono volgari predatori i quali si approfittano di una apparente posizione di forza per sottomettere sessualmente persone è un dato di fatto. Ma esistono non soltanto nel mondo dello spettacolo dove girano molti soldi, esistono anche nei posti più miseri.
Un esempio è in un racconto recente fattomi da una dolce signora ormai ultracinquantenne: quando era più giovane ella faceva le pulizie in un forno insieme ad un'altra signora più anziana. Il datore di lavoro fece in modo che l'anziana restasse a casa e alla inconsapevole vittima che chiedeva dove fosse la sua collega e altri lavoranti del forno, il maiale, chiudendo la porta dietro di sé, disse che "dovevano trovare un accordo: tu dai una cosa a me e io do una cosa a te..". Capita l'intenzione la poveretta infilò la porta e fuggì dalla trappola. Ovviamente non andò più a lavorare in quel posto e al marito che glie ne chiedeva il perché rispose che era troppo gravoso il lavoro (suppongo peraltro in nero!), per evitare che, apprendendo dell'agguato, suo marito andasse a rompere le corna al maiale compromettendosi. Ma la allora giovane lavorante parlò con la collega più anziana che tristemente le disse che sapeva delle abitudini del proprietario del forno e per questo aveva preso il posto della sua giovane figlia, già insidiata. Tempo dopo la ex giovane lavorante ebbe modo di parlare con la moglie del maiale la quale dimostrò identico livello di schifo del suo coniuge dicendo più o meno: "Quelle che ci cascano sono puttane, ma lui torna a casa da me la sera e a me mi chiamano Signora..." 
Dunque benissimo denunciare, ma prima di togliere il lavoro alle persone, come sta accadendo al regista Fausto Brizzi, bisognerebbe arrivare, dopo le denunce, ad una sentenza. Certo a sentire le testimonianze si rimane sconcertati ma, o le denunce vengono fatte nelle sedi opportune e non soltanto nei media, o Brizzi a questo punto se non è vero deve querelare e una sentenza deve uscire per forza e ci rimetterà chi mente. 

I Racconti di una cattivissima vecchia 4° - Quelli che si mettono in testa "Maria pe' Roma"


Quelli che si mettono in testa "Maria pe' Roma"

A Roma c'è un detto: "Ma che te sei messo in testa? Maria pe' Roma?" Per chi non è romano spiego il senso.
Roma è grande e di Marie, nome comunissimo, ce ne sono tantissime. Dunque solo uno stupido privo di senso della realtà può andare in giro cercando una Maria come se tutti dovessero conoscerla come al paesello o in una ristretta borgata.
Il senso è stato esteso, nel pensiero popolare, a tutti quegli ottusi che si mettono in testa qualcosa di sbagliato su qualcuno, per limitatezza di pensiero e di intelletto.
E più sono stupidi più sono sicuri nel loro errore senza rendersi conto della figura barbina che fanno.
Come ho illustrato nei 3 precedenti racconti ero buona, tanto tempo fa, ma adesso sono una vecchia cattivissima e penso con cattiveria a tutti gli scemi che su di me si erano messi in testa "Maria pe' Roma".
Mi vengono in mente vari aneddoti.
Un parente, della mia stessa età ed estrazione piccolo borghese, mi derise perché avevo parlato di "ricette di cocktail". Stupita, gli dissi quello che avrebbe dovuto sapere anche lui: "Si chiamano ricette anche quelle che indicano come fare un cocktail." Senza cattiveria... ero giovane.
Lui continuò a deridermi nella sua ignoranza.
Non pensai che fosse poco intelligente, anche se, pur avendo la mia stessa età, si diplomò due anni dopo.
Ma quello che una persona è si ripresenta nel tempo e dunque mi colpì che, quando mi annullarono l'esame della patente conseguita presso un'autoscuola, perché il geometra della Motorizzazione Civile si era accorto (per ignoranza delle leggi) che con la mia infermità visiva non potevo passare la visita autorizzativa con il semplice oculista dell'autoscuola, ma dovevo essere esaminata dalla Commissione Medica per le Patenti Speciali, egli mi derise adombrando che stavo mentendo per coprire una bocciatura (gesto meschino e per me impensabile) dicendomi: "Hanno fatto sta' legge solo pe' te!" Tentai di spiegare che la legge c'era, ma sia i gestori dell'autoscuola sia il Geometra della Motorizzazione Civile non ne erano a conoscenza; portai a prova anche il fatto che, una eventuale bocciatura, non avrebbe consentito di rifare l'esame pro-forma dopo 15 giorni presso la Motorizzazione Civile dopo il passaggio in Commissione Medica, dato che tutti sapevano che in caso di bocciatura non si poteva ripetere l'esame prima di 1 mese!
Ma perché darsi tanta pena di spiegare, come a giustificarsi, ad un imbecille meschino che, probabilmente, così pensava perché per lui mentire per nascondere sue defaillances o insuccessi era evidentemente normale?


Citazione dello scrittore spiritualista Don Miguel Ruiz: "Quello che gli altri dicono e fanno è una proiezione della loro realtà.

In fondo anche Sigmund Freud ha, dal suo punto di vista scientifico, descritto il cosiddetto "Meccanismo delle Proiezioni".

Se quello che gli altri si mettono in testa corrisponde poi a fatti reali è ovvio che non si tratta di loro proiezioni interiori, ma quando dall'altra parte non esiste la realtà che loro vedono, o vogliono vedere, allora si parla di "Meccanismo delle Proiezioni".
E per completare il quadro di questo poverino, afflitto da un sentimento di inferiorità nei riguardi di un suo fratello maggiore, dirò che era completamente influenzato da una moglie racchia quanto meschina come e peggio di lui. Era una di quelle donne definibili appunto "donnette". Invidiosa e sempre in competizione, soprattutto su piccole cose meschine.
Portatori entrambi dei valori dell'Avere e poco dell'Essere (quanto all'Essere si accontentavano di gonfiare quel poco che erano, eludendo parti della realtà che avrebbero svelato che erano molto meno di quello che volevano far apparire), lui volle regalarle subito una pelliccia di Lapin e un viaggio di nozze all'estero. Aveva pochi e magri guadagni ma li aveva tenuti accortamente per sé, per regalarsi quello che a quei tempi non era usuale per quel livello sociale. Mentre il fratello, con cui aveva nella sua testa un continuo confronto da cui lui doveva riuscire sempre vincitore, aveva versato per anni soldi in famiglia per consentirgli anche di terminare i suoi stentati studi.
Bisogna dire che non ritengo questo poverino cattivo, a differenza della sua meschina consorte, la quale ha sempre avuto invece una punta di malignità nel carattere. Ma la sua povertà intellettiva e spirituale faceva si che egli soggiacesse anche alle piccole invidie di sua moglie che, se si sposavano in qualche modo con le figure legate al fratello a cui si sentiva intellettivamente inferiore, avevano come conseguenza episodi grotteschi come il seguente:
dopo 7 anni di matrimonio il fratello, generoso verso di lui e verso la sua famiglia di origine, regalò una pelliccia di Lapin a sua moglie. Non che la moglie ci tenesse più di tanto, pensando che comunque quella calda copertura era frutto della morte di tanti animali... Ma, nonostante la sua racchia consorte l'avesse avuta appena sposata e la indossasse da due anni, qualcosa di quel dono di suo fratello alla moglie doveva aver suscitato un sentimento meschino di invidia. Quando le due donne si trovarono, in una occasione di riunione della parentela, vestite entrambe con le rispettive pellicce, lui spinto da un istinto irrazionale prese un ciuffo della pelliccia nuova della moglie del fratello e lo tirò staccandolo, mentre quella lo guardava sorpresa da quel gesto insensato che danneggiava il suo fresco capo di abbigliamento. Per compensare il gesto compulsivo, rendendosi conto del danno, cercò allora di fare altrettanto sulla pelliccia che indossava la moglie, la quale lo redarguì inviperita e da quel capo non fu strappato nessun ciuffo di peli. 
A questa coppia si aggiungeva un altro elemento: la sorella maggiore di lui, afflitta da uguali complessi di inferiorità verso il fratello primogenito. Costui, colpevole ai loro meschini occhi di avere una intelligenza ed una cultura maggiori delle loro per solo suo merito, aveva sposato una donna di adeguata intelligenza e di una cultura costruita dalla sua sete di conoscenza, che aumentava e valorizzava gli studi canonici fatti. La sorella del poverino la odiava e a nulla servirono i tentativi di quella donna di buona volontà di ignorare la manifesta ostilità dell'invidiosa.
Questo soggetto soffriva di una invidia che ritengo patologica e che in parte aveva mutuato da sua madre.
Anche in questo caso si può capire meglio con un aneddoto la situazione psicologica della madre.
In una occasione di incontro della famiglia con quella della racchia, allora ancora fidanzata con il poverino, la madre invidiosa e sua figlia si erano vestite di tutto punto, dovendo andare tutti insieme a cena fuori. Quando la madre vide la futura moglie del suo figlio minore e la sua futura consuocera vestite con abiti dal taglio moderno e di fresco acquisto, rimase malissimo. Le due donne salutarono e  precedettero al ristorante la famiglia del poverino, dicendo: "Intanto andiamo a prendere i posti." Rimasero con la madre: la figlia e il fratello maggiore con la moglie, la quale assistette, con infinito stupore, al pianto di una donna di sessanta anni, consolata dalla figlia, che diceva come una bambina: "Loro sono vestite meglio... Hanno abiti nuovi." La figlia, più che altro per la presenza esterrefatta della moglie del fratello maggiore, cercava di calmarla. 
Che cervello deve avere una donna che, arrivata a 60 anni, piange per un simile motivo? Di gallina?
Come rapportarsi ad un cervello intriso di una superficialità e di una stupidità di tale livello?
Il rapporto con chi ha tali limiti è impossibile se non si è simili.
Con queste persone è un continuo dover dire "Ma che te sei messo in testa? Maria pe' Roma?" Giacché presuppongono che anche tu debba essere invidioso come loro. Dalla donna anziana, capace di piangere per invidia verso persone vestite meglio di lei, ne ho sentite di tutti i colori: che io potessi essere invidiosa perché sua figlia, più vecchia di me, aveva già la patente... oppure perché avesse un abito nuovo... Cose incomprensibili per il mio modo di pensare.

domenica 12 novembre 2017

Gemelle siamesi algerine: intervento eccezionale ma chi paga?


La famiglia algerina di religione musulmana
Mi spiace, nel giusto orgoglio per l'eccellenza dei medici italiani (e non solo) per l'intervento chirurgico della separazione delle due gemelline siamesi di nazionalità algerina, introdurre il discorso economico sulla spesa sanitaria. Ma è doveroso, visto i costi e gli sprechi della spesa sanitaria italiana mantenuta dai contribuenti italiani che, in cambio, non hanno sempre prestazioni soddisfacenti.
I giornali e i media in genere hanno parlato di "gara di solidarietà su facebook", ma non tutti hanno specificato che la cifra raccolta è servita per il viaggio e per l'alloggio in Italia della famiglia delle gemelline.
Chi ha pagato le spese dell'intervento chirurgico così poderoso e così complesso? 
Se è vero che l'Ospedale Bambino Gesù è proprietà dello Stato Vaticano è anche vero che: Il Bambin Gesù è una struttura finanziata dallo Stato italiano, anche se tecnicamente è un istituto estero che gode del diritto all’extraterritorialità.(Fonte: Il Post)
Nessun giornale o TV ha specificato chiaramente se codesto intervento chirurgico, costosissimo, sia andato o meno a gravare sui contribuenti Italiani.
Sempre dal quotidiano Il Post, dall'inchiesta effettuata dal Vaticano su volere dell'attuale Papa sull'operato dell'Ospedale Bambino Gesù e riportata dall'Agenzia di Stampa Associated Press, si legge: Per anni i medici hanno ricevuto pressioni per eseguire un numero molto elevato di interventi. Questo ha significato praticare interventi possibilmente superflui su malati terminali (il Bambin Gesù riceve un rimborso dallo Stato italiano per ogni intervento effettuato).
Sarebbe dunque cosa chiara, limpida, trasparente e giusta sapere CHI HA PAGATO QUESTO INTERVENTO: il Vaticano con i suoi fondi? Il governo algerino visto che la loro sanità non era in grado di effettuare questo tipo di intervento? Oppure i contribuenti italiani?

sabato 11 novembre 2017

Federica Angeli una donna coraggiosa

Le ricordo che quando 3 anni fa dovevate votare una mozione di solidarietà a me contro queste minacce il 5Stelle si è astenuto. Non si lascia solo chi combatte ogni giorno la mafia. Sono felice per solidarietà al collega.

Federica Angeli