venerdì 1 giugno 2018

Ludovica, Alessia, Martina e tutti gli altri sfortunati innocenti

Da: Il Sussidiario.net

FAUSTO FILIPPONE "ERA IN PREDA ALLA PARANOIA"/ Lo psichiatra: "Moglie e figlia dovevano morire insieme a lui"

Fausto Filippone "era in preda alla paranoia", lunga intervista rilasciata dallo psichiatra Massimo Di Giannantonio che era con lui sul cavalcavia dell'A14
Fausto Filippone (Chi l'ha visto)Fausto Filippone (Chi l'ha visto)
Lunga intervista rilasciata da Massimo Di Giannantonio ai microfoni di Oggi, con lo psichiatra che era presente sul cavalcavia dell’A14 che ha parlato della tragedia che ha visto protagonista Fausto Filippone. L’esperto ha commentato i possibili eventi che potrebbero aver indotto il manager ad uccidere moglie e figlia prima di farla finita: “La sorella dice che Fausto ha dato i primi segni di squilibrio dopo la morte della madre avvenuta ad agosto 2017. Lei aveva cercato di aiutarlo, ma lui l’aveva invitata a non interferire con la sua vita privata. Alcuni amici avevano notato che quando era al telefono di colpo si chiudeva in silenzi impenetrabili. Avrebbe avuto qualche problema anche sul lavoro e pare avesse ricevuto dall’azienda una lettera di richiamo per una serie di attriti con i colleghi”. Poi l’analisi sul ruolo della moglie e della figlia nella tragica vicenda: “Devo chiedere scusa a mia moglie, ha ripetuto, ma anche mia moglie deve farsi un esame di cocienza. Non credo si riferisse a un tradimento. La mia lettura è che lei, donna rigorosa e severa, forse non gli aveva dato la comprensione di cui lui aveva bisogno. Della figlia non ha mai detto una parola. Ma è ovvio che moglie e figlia erano parte di quel mondo che doveva smettere di esistere insieme a lui”.

"GESTI INCONSAPEVOLI"

Fausto Filippone "era in preda alla paranoia": queste le parole dello psichiatra Massimo Di Giannantonio, che era presente sul cavalcavia della A14 domenica, quando il manager ha buttato giù la figlia per poi suicidarsi dopo sette ore di trattative. Di Giannantonio ha commentato così i motivi del gesto ai microfoni di Oggi: “Volete che ripeta la storia della moglie che forse aveva un altro e lo stava per lasciare? Nulla si può escludere, ma in assenza di prove questa rimane un’ipotesi, e neppure troppo convincente”. “Troppo semplice. Spesso in modo consolatorio pensiamo che quanto avviene nella mente sia consequenziale e cerchiamo di ordinare fatti e comportamenti come una concatenazione di cause ed effetti. Non è così. Purtroppo o per fortuna, il cervello non è un computer”, sottolinea lo psichiatra, che ha anche parlato delle ragioni che hanno scatenato la violenza: “Se mi ha fatto capire i motivi? No, anche lui non riusciva a spiegare i propri gesti. Ho compiuto atti imperdonabili dei quali non capisco la ragione e non capisco la motivazione, ha detto. Ho fatto cose terribili non ho la più pallida idea del perché le ho fatte, ma, avendole fatte, l’unica conclusione possibile è che io, per uscire da tutto questo, muoia. E’ rimasto sette ore aggrappato alla rete cercando dentro di sé il coraggio per lasciarsi andare. E alla fine l’ha trovato. Filippone era depresso, la sua mente era in preda alla paranoia, si sentiva vittima di una congiura da parte di chi voleva distruggere la sua immagine”.

FILIPPONE "ERA DEPRESSO"

Continua Massimo Di Giannantonio, parlando del ruolo che potrebbe aver avuto nella vicenda la droga, ritrovata all’interno dell’autovettura di Fausto Filippone: “Al momento non sappiamo ancora di che sostanza si tratti. La cocaina è un eccezionale moltiplicatore di angosce e di fantasmi persecutori e se davvero Filippone ne avesse fatto uso, avrebbe esasperato una condizione psichica già di per sé drammatica”. Prosegue l’esperto, in una intervista esclusiva ai microfoni di Oggi, parlando di come il 49enne sia finito in quell’abisso: “Ho rilevato un profilo di personalità molto rigido, un uomo attento alla forma e all’esteriorità, allergico alle critiche, con un’immagine di sé orientata al perfezionismo. Poi qualcosa si è rotto e sono iniziati i guai”. Infine, una battuta sulla trattativa di sette ore conclusasi con il suicidio del manager: “Filippone non dialogava, era chiuso in se stesso, e il suo era un ininterrotto monologo. Aggrappato alla rete, come in un mantra continuava a ripetere le stesse cose. Ero un uomo felice, diceva, ero un uomo realizzato, perfettamente integro e integrato, ma quinici mesi fa sono accaduti avvenimenti che hanno stravolto la mia vita e da quel momento nella mia testa tutto è cambiato. E adesso, dopo tutto quello che ho fatto, con tutta questa gente, le troupe televisive, la polizia, i curiosi, mi sono trasformato in un fenomeno di baraccone. Ecco, di fatto, sentiva di essere l’opposto di quel che avrebbe voluto”.

Quando avvengono fatti tragici e orrendi di questa entità, come quello recente di Cisterna di Latina e altri più lontani, è come se scoppiasse una bomba che, deflagrando, non colpisce solo le vittime vicine al kamikaze che vengono annientate, produce "uno spostamento d'aria" che destabilizza le coscienze che si interrogano smarrite nel sentire che tutto era normale, lui il mostro, o il pazzo, chiamatelo come volete, non aveva mai dato segni di anormalità... 
La gente cerca spiegazioni per potersi rassicurare e, spesso, non le trova.
Psichiatri e Psicologi cercano di sondare questa cosa complessa che è la mente umana, senza mai riuscirci completamente, giacché riescono a codificare alcuni comportamenti ricorrenti, a dare loro un nome, ma l'unicità di ogni essere umano fa si che nessuna mente sia uguale ad un'altra e dunque la materia sfugge ad ogni catalogazione esatta dovendone ritagliarne una a misura di ogni personalità alterata.
Personalmente non sono né Psicologa, né Psichiatra, avendo solo letto molto per cultura generale, ma, basandomi solo sulla mia esperienza di vita, credo che nessuno diventi un pazzo od un mostro all'improvviso: segnali di anomalie comportamentali nelle persone ce ne sono sempre, certo, fortunatamente, non tutti deflagrano trascinando con sé la famiglia, tanti fanno solo vivere male chi con loro ha rapporti di convivenza, familiari. Spesso la famiglia stessa si adatta alle anomalie cercando di ignorarle, negandole anche, con gli altri come con se stessi. E' comprensibile perché non si pensa mai all'evoluzione nell'orrore...
Dunque a poco a poco l'uomo perfetto, il manager laureato in Economia, visto da vicino vicino comincia a mostrare crepe nella apparente perfezione: la morte della madre lo ha sconvolto. Eppure la morte di una persona anziana deve essere messa in conto per un figlio. Tanti figli hanno dovuto superare perdite premature con tanto dolore, ma sempre ancorati alla realtà, non può la morte di un genitore sconvolgerti la mente fino alla follia. Lo stesso Sigmund Freud, padre della Psicoanalisi, visse molto male la morte del padre anche se egli aveva 40 anni e suo padre 81. Iniziò, per superare le problematiche scaturitegli da questa morte, una lunga autoanalisi che diventò una base dei suoi studi sulla mente. Freud fece anche degli studi sugli effetti della cocaina, ai suoi tempi poco conosciuta, sperimentandola come analgesico per il dolore su un suo caro amico, che era diventato dipendente dalla morfina con cui aveva curato i sintomi dolorosi post operatori, credendo che la cocaina non desse controeffetti negativi. Ma si sbagliava, giacché il suo amico iniziò ad avere sintomi di paranoia.
La pubblicazione di Sigmund Freud sulla cocaina che sperimentò anche su sé stesso.  
Definizione di paranoia:
Psicosi caratterizzata dallo sviluppo di un delirio cronico, coerente, che evolve lentamente lasciando integre le restanti funzioni psichiche.

mercoledì 30 maggio 2018

Fiori sopra l'inferno


IBS ogni tanto chiede brevi recensioni di libri in uscita e, se vanno bene, in cambio ti invia il libro gratis.
Per la recensione hai a disposizione solo le prime pagine del libro in questione, se non mi ispira nulla non faccio la recensione, come è accaduto, ma se mi aggancia in qualche modo allora si.
L'ho accettato solo due volte e questa è la seconda. Il libro mi è stato inviato gratis e non mi ha deluso, come accadde anche con l'altro, segno che già dall'inizio di un libro si può riconoscere una buona scrittura. Questa la mia recensione:
Longanesi - Fiori sopra l'inferno
Pennellate di una realtà tutta da scoprire: prima descrive un luogo e sembra di vederlo come in un quadro. Non si comprende cosa sia l'orfanotrofio che nel 1978 è ubicato nell'antico edificio. Non si sa cosa siano le creature del Nido..
Il tempo si sposta all'Oggi e di nuovo la descrizione dei luoghi, che si fa qui accurata nei particolari minimi, rivelando ancora di più la forma perfetta della scrittura della giovane scrittrice. 
Infine ci troviamo in una scena del crimine e veniamo lasciati in attesa…

Una intervista alla scrittrice dopo l'uscita del libro.



Ilaria Tuti
ARTICOLO DI: 
In tanti anni di Mangialibri questa è la prima volta che per organizzare un’intervista mi basta uscire di casa, percorrere cento metri, e sedermi al tavolino di un bar. Ma l’occasione è davvero particolare perché ad attendermi c’è Ilaria Tuti. Oltre ad essere mia concittadina, Ilaria è l’autrice di un romanzo che, non ancora uscito, già faceva parlare di sé durante una delle più importanti fiere internazionali del libro e oggi sta velocemente scalando le classifiche di vendita italiane. Ilaria è una giovane donna dal carattere riservato ma con uno sguardo determinato che fa capire la serietà del suo lavoro. In poche parole riesce a sintetizzare il senso della suo scrivere, del suo essere friulana e alcuni dei meccanismi che l’hanno portata a racchiudere in un romanzo thriller una vicenda storica dai risvolti inquietanti.



Ilaria, il tuo Fiori sopra l’inferno è un esordio da manuale. Tuttavia, non di esordio vero e proprio si deve parlare, dico bene? Raccontaci un po’ di te! 
Sono nata nel 1974 e ho sempre vissuto a Gemona. Scrivo dal 2011, ma ho cominciato con piccoli racconti su forum di scrittura e, tramite alcuni amici, ho partecipato a dei contest online vincendone alcuni. Ho scritto anche dei racconti per i Gialli Mondadori ricevendo buoni riscontri e soddisfazioni. Ad un certo punto però ho sentito il bisogno di cambiare dimensione e ho tentato la strada del romanzo.
Hai studiato economia, da bambina volevi fare la fotografa, ti sei appassionata di scrittura e illustrazione. Come sei approdata alla scrittura? 
Sin da quando ero una bambina dell’asilo mi piaceva dipingere e ho sempre pensato che il mio futuro sarebbe stato in qualche modo legato a quell’arte. In effetti, anche la pittura è un modo, seppure più complesso e lento, di raccontare storie. Anche un quadro ha una propria ambientazione, dei personaggi per cui, alla fine, la voglia di raccontare storie, in un modo o in un altro, è sempre stata dentro di me. Ad un certo punto mi sono resa conto però che per farlo mi veniva più immediato e naturale scrivere, per cui ho scelto di continuare.
E sei subito approdata al thriller? 
Ho iniziato scrivendo alcuni racconti noir, di fantascienza e anche un horror splatter rurale ambientato a Tarvisio, che è piaciuto molto e che ha vinto anche un concorso. Sono un’appassionata dei romanzi Stephen King e Donato Carrisi, che mi ha davvero ispirata.
Raccontami un po’ del tuo libro. Com’è nato il personaggio di Teresa Battaglia? Una donna così poco fashion e fuori dagli schemi…
Stavo pensando a un racconto da scrivere e ho avuto questa specie di illuminazione: la visione di una donna non più giovanissima, con un fisico debilitato e intenta a studiare dei foglietti di carta. Non pensavo a Teresa come alla solita eroina trentenne o quarantenne irrisolta e mi è subito sembrata terribile e affascinante al tempo stesso. La volevo commissario di polizia, senza la pistola e non abituata a sparare, quindi destinata a un confronto psicologico più che fisico; una donna che usa la mente come arma principale ma che allo stesso tempo è anche il suo peggior nemico, come in una grande sfida. Senza svelare troppo, posso dire che, alla fine, con questo romanzo ho cercato in qualche modo anche di dare voce a chi soffre come Teresa, portando alla luce le paure, le crisi, la solitudine che queste persone possono provare.
Alcuni dettagli autoptici descritti nel romanzo sono molto precisi. Come ti sei documentata? 
Leggendo i romanzi di Carrisi mi sono appassionata alla criminologia e ora, per rilassarmi, la sera mi leggo molti manuali riguardanti questa materia e che in effetti sono una botta allo stomaco, ma ti danno anche una strepitosa chiave di lettura della mente umana e soprattutto mi hanno dato lo spunto per dare a Teresa quella compassione straordinaria che lei ha per alcuni soggetti definiti “mostri”, che sono persone che in effetti hanno avuto un passato interrotto. Studiando questa materia, la cosa che mi ha colpito di più è che questa interruzione avviene in un arco temporale molto specifico, cioè dalla nascita ai sette anni, che è il periodo di tempo in cui un bambino sviluppa la sua emotività e l’empatia nei confronti degli altri. Se in quel periodo di tempo avviene un trauma, un abuso o un abbandono psicologico, può accadere che questa emotività smetta di evolvere, creando disturbi che in età adolescenziale possono diventare pesanti.
Come sei arrivata invece agli studi del dottor Spitz ai quali fai riferimento nell’evolversi del romanzo? 
Studiando la psicologia di uno dei personaggi, mi sono imbattuta in questi studi che erano stati addirittura iniziati da Federico Secondo di Svevia, che aveva cercato di capire quale fosse il linguaggio naturale dell’essere umano, usando cento neonati che poi aveva rinchiuso in una torre. Il suo scopo era scoprire quale sarebbe stato il linguaggio autentico di un bambino al quale viene dato solo il nutrimento e non affetto. I risultati furono tragici. Da Federico Secondo di Svevia sono arrivata agli studi del dottor Spitz, che aveva osservato e analizzato la condizione di alcuni orfanotrofi americani degli anni Quaranta, il cui metodo di lavoro era simile.
Come mai hai scelto di inserire anche il personaggio di Massimo Marini, sottoposto del commissario Teresa Battaglia e nuovo arrivato alla prima prova con la squadra? 
Non ho mai trovato interessanti i libri con un unico protagonista. Nella vita, tutti noi interagiamo continuamente creando legami più o meno profondi. Teresa, pur non essendo madre, ha un grande istinto materno e in Massimo trova un amico/nemico nel quale riversare qualcosa dell’essere suo madre, seppur trattandolo bruscamente. E poi un personaggio forte ha sempre bisogno di una spalla, qualcuno con cui intrecciare un rapporto solido e fatto anche di battute più o meno scherzose.
L’ambientazione del romanzo è, per chi vive qui, riconoscibile e ci riporta al confine tra Friuli e Austria, dalle parti di Tarvisio…
Sono i luoghi della mia infanzia, dove ho trascorso molto tempo e dove continuo ad andare. Ho immaginato un paesino nei pressi della cittadina, isolato e in alto sulle montagne. Un luogo misterioso e affascinante allo stesso tempo.
Qual è il tuo metodo di lavoro? Sin da subito sai dove inizi e dove andrai a finire?
Sì, io so esattamente dove voglio arrivare. Lavoro con scalette dalle quali mi discosto un po’ durante il percorso, ma per scrivere un thriller è importante avere subito ben chiaro l’impianto indiziario.
Ho letto che un paio di anni fa il tuo desiderio era quello di scrivere un giallo classico con delitto, ma ambientato in una stazione spaziale. Una specie di enigma della camera chiusa, insomma. A che punto di realizzazione è questo tuo desiderio? 
È ancora un punto molto lontano per ora, perché a monte c’è un lavoro di documentazione enorme per evitare di commettere errori. Ma si tratta di una situazione molto affascinante. Non vorrei fosse una storia di fantascienza ma la situazione, quella di una stazione spaziale, sarebbe davvero estrema e con dei paletti impossibili da oltrepassare, per cui una condizione affascinante.
Insomma, una vera sfida. A parte Stephen King e Donato Carrisi, chi altri fa parte del tuo cosmo letterario? 
Leggo di tutto, a dire il vero e mi piacciono molto le poesie di Alda Merini. Secondo me è una donna che ti insegna veramente a mettere il cuore in quello che scrivi. Le sue frasi sono vera passione. E poi, forse l’ha detto Carrisi, chi scrive thriller dovrebbe leggere romanzi d’amore per imparare a mettere la passione dentro ai suoi personaggi e, viceversa, chi scrive romanzi d’amore dovrebbe leggere anche i thriller per apprendere i tempi della suspense.
Secondo te, vivere in una piccola cittadina come Gemona ed essere piuttosto lontano dai grandi eventi comporta dei limiti per uno scrittore o piuttosto lo consideri un valore aggiunto? 
Ho già avuto modo di esprimere questo concetto. Da ragazzina senti il bisogno di andartene e vivere altri luoghi, di fare esperienze diverse, mentre quando sei un adulto cominci a sentire il bisogno di radicarti in un luogo. Provi vero affetto per i tuoi luoghi, quelli dove sei nata e qui noi abbiamo panorami estremamente suggestivi che ti permettono di creare atmosfere uniche. In questo libro ho voluto proprio dichiarare questo mio affetto per la nostra terra e, dai riscontri che ricevo, penso di esserci riuscita.

martedì 29 maggio 2018

Effetto Mattarella

Anche se non condividevo il programma del M5S, come ho ampiamente scritto, continuo a ritenere errata e una forzatura contro la democrazia l'azione fatta da Mattarella.
Lui si è preoccupato dei Mercati, dei risparmi degli Italiani e per ora l'effetto che ha sortito è stato l'alzarsi dello spread, le borse in calo, l'euro indebolito rispetto al dollaro.

Da: AffarItaliani


ECONOMIA

lunedì 28 maggio 2018

Sul filo di lana dell'impeachment



Se gli Italiani hanno votato in modo che due forze politiche potessero mettersi d'accordo su un "contratto", condiviso per governare secondo idee che gli Italiani che li hanno votati approvavano, come può il Presidente di una Repubblica NON Presidenziale, come ad esempio è la Francia, stoppare tale progetto voluto da milioni di Italiani dicendo che no, quel nome influenzerebbe malamente i mercati finanziari e vorrebbe uscire dall'euro?!
Come ho già scritto, sull'uscita dall'euro è una sua personalissima affermazione, giacché nessuno dei due partiti in gioco lo ha affermato e lo stesso Prof. Savona ha detto tutt'altro, e quello che ha detto trova d'accordo anche me, che non ho votato nessuno dei due partiti che dovevano salire al governo del Paese senza  lo stupefacente stop di Sergio Mattarella. Quel nome era importante proprio per l'indirizzo economico che i due partiti volevano dare al loro governo. Dare un veto così drastico a quel nome è togliere a chi aveva formato quel governo la possibilità di realizzare gli aspetti più importanti che si prefiggeva.
Mattarella si è fermato sul filo di lana dell'impeachment, attaccandosi alle parole scritte nella Costituzione proprio sul confine del lecito e dell'illecito, questo dice Ainis.
Ovviamente, da Costituzionalista, se l'è studiata bene, ma non cantassero vittoria sogghignando quelli del PD e i corpuscoli alla loro sinistra: l'IPOCRISIA si vede da lontano. Hanno accusato Salvini e Di Maio di aver minacciato il ritorno alle urne, durante queste difficili trattative, non considerando che le elezioni costano ai contribuenti mezzo miliardo di euro!
Ora non dicono che questa spesa ce l'ha buttata in collo il Presidente della Repubblica infischiandosene del mezzo miliardo che ci potevamo risparmiare, visto che i due partiti avevano trovato la quadra.
Senza vergogna quelli del PD continuano a parlare del Presidente incaricato Conte come di un tecnico! Oppure che non era un eletto!
L'ipocrisia e la sfacciataggine lasciano esterrefatti!
Renzi in quale Parlamento era stato eletto? E Cottarelli, che già hanno detto che voteranno, non è forse un tecnico?
Sono così ipocriti e ingiusti che alle elezioni prossime venture scenderanno ancora, a meno che gli Italiani non abbiano capito che il PD ci vuole asserviti ai furbacchioni che guardano solo agli interessi delle loro Nazioni, mentre noi dobbiamo diventare una specie di colonia africana che accoglie il peggio di quei Paesi che Francia e UK hanno a lungo sfruttato come colonie. La Merkel si è presa molti siriani, altro popolo, altra storia, e vere vittime di guerra.
Noi ben altro e si vede da come sono ridotte le nostre città, dai fatti che accadono. Con Gentiloni che senza più alcun potere parla però di jus soli, con gente come la Boldrini rieletta perché messa in un collegio blindato, con gente come la Bonino che ha dichiarato che noi abbiamo bisogno di almeno un milione e seicentomila "profughi" l'anno! Sul mio sito facebook ho pubblicato tempo fa un filmato in cui, da uno studio televisivo, faceva queste stupefacenti affermazioni.
Se il popolo Italiano non si sveglia dopo questo esproprio della sua volontà saranno cavoli amari!

domenica 27 maggio 2018

Processo alle intenzioni

Chi segue questo blog, leggendo i post con etichetta Politica, sa che fra il residuato craxiano Amato e Mattarella avevo caldeggiato il nome del serio Sergio Mattarella quale Presidente della Repubblica. Ciò non toglie che, come scrivo di continuo, bisogna giudicare i fatti al di là delle persone, e il fatto che oggi abbia mandato all'aria un possibile Governo per la preclusione totale al nome del Prof. Savona, critico nei riguardi di questa Europa, lo trovo quasi un golpe.
Ho scritto che non ho votato per Salvini né per i 5S, ma trovo gravissimo quanto fatto dal Presidente della Repubblica.
La democrazia è stata violata, esercitando un potere che è andato oltre la consuetudine del Presidente super partes.
L'anomala telefonata di Macron al Prof. Giuseppe Conte, incaricato di formare il Governo, è un sintomo grave di come siamo asserviti a certi Paesi facenti parte dell'Europa e di come si tema una eventuale uscita dell'Italia, cosa che dovrebbe darci più forza contrattuale su tante cose!
Mentre Mattarella parlava mi sono detta, scandalizzata, che non poteva fare il processo alle intenzioni del Prof. Savona parlando di sicura uscita dell'Italia dalla moneta unica: questo non è stato detto né da Savona, né dai due rappresentanti delle forze politiche in gioco. Con la sua decisione clamorosa il Presidente della Repubblica ha messo il suo veto su una scelta di prestigio solo perché non favorevole allo statu quo.
Nei giorni scorsi c'era chi aveva ventilato il nome dell'ex Presidente dell'ISTAT da contrapporre al nome scelto dai due leader politici del nascente governo.
Costui, ricordo a tutti, nella sua veste di massimo rappresentante dell'ISTAT, si fece pagare una ricca prebenda, insieme agli altri commissari in una Commissione formata all'uopo, per decidere come equiparare le ricche prebende degli eletti italiani a quelle degli equivalenti eletti nei Paesi dell'UE. Dopo un mese gettò la spugna dicendo che non ne era stato capace.
Non si può continuare così.
Ricordatevi tutti che la Germania, che oggi ci tiene per il collo con i Titoli comperati del nostro debito (creato in gran parte dai governi Andreotti e Craxi), uscì dalla Guerra piena di debiti da rifondere ai Paesi occupati, come la Grecia, e non ha onorato tutti i suoi debiti. Le sono stati abbonati? Per diversi lustri, in cui sono esistite 2 Germanie, ciascuna con 2 sistemi economici diversissimi, la Germania ha fatto la pecorella fino ad ottenere la riunificazione con l'aiuto dei Paesi dell'UE. Tutto le è stato abbonato, ma ora fa lo strozzino con l'Italia.
Con queste riflessioni sono arrivata a pensare che forse non era tanto peregrino quello che diceva Luigi Di Maio, di andare a ridiscutere il nostro debito che ci strozza e ci preclude un futuro di crescita. Se in passato la Germania ha ottenuto aiuto economico perché non possiamo osare di chiederlo noi?
E che dire della Francia? Basta ripassare solo la Storia degli ultimi 100 anni: colonialista e, in questo, seconda solo alla Gran Bretagna, dagli anni '60 del secolo appena passato ha trasformato la sua egemonia su tanti Paesi africani, e non solo, in protettorati. Ma non vuole questi migranti che Renzi, per pietire elasticità economica dall'UE, ha firmato perché venissero scaricati nei nostri porti italiani.
Grazie alla sinistra siamo diventati la latrina dell'Europa e, senza vergogna, la Francia respinge a Ventimiglia gente proveniente da quei Paesi che sono stati sue colonie.
Chi serve questa Europa ci vuole servi di essa.
Si calpestano i voti di coloro che, a milioni, hanno votato Salvini e Di Maio, i loro partiti, perché prospettavano un cambiamento, un riscatto dell'Italia fatta serva dall'Europa. Questa non è certo democrazia. Non vi è certezza che l'economista scelto da queste forze politiche avrebbe proposto un'uscita suicida dall'euro, tout court! E' persona troppo intelligente per non sapere che sarebbe un'impresa disastrosa, ma certo avrebbe impostato le cose in modo meno servile di come è andata fino ad ora. Ma Mattarella parla di mercati, di finanza, dunque di speculatori...
Il popolo vuole cambiare ma Mattarella si è arrogato il diritto di bloccare il cambiamento congelando la democrazia.
Anche se non ho votato né per la Lega né per il M5S DIFENDO IL LORO DIRITTO E DI CHI LI HA VOTATI!   

martedì 22 maggio 2018

L'Italia, il Venezuela, l'Argentina

Premetto che, pur avendo studiato un po' di Economia Politica nel corso dei miei studi della Scuola Media Superiore (ho un Diploma di Maturità di Perito Aziendale e Corrispondente in Lingue Estere), capire l'Economia per me non è facile. Ho un familiare laureato in Economia e Commercio che certo può capire meglio quello che accade in questo campo, ma ho rare occasioni di parlare di questo argomento con lui, dunque cerco di documentarmi leggendo dell'attualità, giacché non vi è nulla di più fluido e mutevole di questa materia.
Parlo dunque da non addetta ai lavori ma credo che questa materia sfugga, per la sua fluidità, anche a chi è addetto ai lavori.
Abbiamo visto cosa ha fatto Monti, presentato come gloria dell'Economia che ci invidiavano anche a livello europeo. Non solo, ma spulciando nella Storia recente dei governi italiani, ho scoperto che è stato collaboratore del Ministro Cirino Pomicino in un governo Andreotti, e l'ho pubblicato in un post su questo blog.
Alcune fonti:
http://www.liberoquotidiano.it/news/economia/867931/altro-che-risanatore-dei-conti-monti-moltiplico-il-debito-italiano.html

http://www.imolaoggi.it/2015/08/19/storia-di-un-colpo-di-stato-da-monti-a-renzi-litalia-schiava-della-tirannia-ue/

https://www.investireoggi.it/economia/laustero-mario-monti-negli-anni-80-fece-esplodere-il-debito-pubblico/

Dunque grazie alla sua influente e ben pagata collaborazione con il Ministro, che doveva risanare il bilancio dello Stato,  il deficit aumentò!
Premesse queste riflessioni e fatti, penso che l'Italia ora deve stare molto attenta. L'Economia, già non in buono stato di salute, può essere drogata da tanti fattori che ci legano a doppio filo all'Europa, che non fa i nostri interessi e ha mille modi per far alzare lo spread.
Siamo oggetto delle speculazioni finanziarie internazionali...
Se ne rendono conto i due che pensano di governare questo Paese?
Salvini, che è stato Deputato Europeo, un poco di esperienza ce l'ha... L'altro... oltre a quello che gli raccontano Grillo e il figlio di Casaleggio non so...
L'Argentina, come il Venezuela, quando stavano economicamente bene hanno attirato tanta emigrazione italiana.. Che vi ha trovato lavoro e un discreto benessere.
Poi... 19761983, un grosso debito fu accumulato per finanziare diversi progetti poi incompleti,
la disoccupazione, calcolata al 18%.
creazione di una nuova moneta, l'austral, la prima moneta in Argentina a non chiamarsi peso. La nascita dell'austral fu all'origine di nuovi prestiti e quando lo Stato divenne incapace di pagare gli interessi sul debito, la fiducia nell'austral crollò. L'inflazione, che era stata mantenuta a tassi mensili tra il 10 ed il 20%, andò fuori controllo. Nel luglio 1989, l'inflazione argentina raggiunse il tasso mensile del 200%,
La lotta all'inflazione ebbe successo e ricominciò la ripresa economica. Con il Ministro dell'economia Domingo Cavallo nel 1991 si fissò il cambio a 10 000 austral per 1 dollaro, valore al quale ognuno poteva convertire i propri austral in dollari. Per assicurare la convertibilità, la banca centrale argentina dovette mantenere riserve in dollari in quantità pari alla moneta in circolazione. Lo scopo iniziale di queste misure era di assicurare l'accettazione della moneta nazionale, che durante i periodi di iperinflazione era rifiutata da molti, che preferivano usare il dollaro. Questo principio diventò poi legge (Ley de Convertibilidad) che ripristinò il peso come moneta argentina, con un tasso di cambio fisso verso il dollaro.
I risultati della legge furono una riduzione drastica dell'inflazione, la stabilità dei prezzi ed una valuta stabile. Ciò ebbe effetti positivi sulla qualità della vita per molti cittadini che poterono di nuovo viaggiare all'estero, acquistare beni d'importazione e chiedere crediti in dollari a tassi di interesse bassi.
Tuttavia l'Argentina aveva ancora un debito pubblico collocato all'estero da ripagare e per farlo continuava a chiedere nuovi prestiti. Il tasso di cambio fisso rendeva convenienti le importazioni, portava ad una fuoriuscita di capitali dallo Stato e causò la deindustrializzazione dell'Argentina con conseguente caduta dell'occupazione.
Nel frattempo le spese del governo e la corruzione restavano elevati. Il debito pubblico argentino crebbe velocemente durante gli anni '90 e il paese appariva sempre meno capace di ripagarlo. Il Fondo Monetario Internazionale continuava comunque a concedere all'Argentina prestiti e dilazioni di pagamento. Un'enorme evasione fiscale unita al riciclaggio di denaro portarono all'evaporazione di una grande quantità di capitali, che si trovavano ora in paradisi fiscali. 
Leggere tutto questo fa pensare... Certo noi siamo nell'UE e la nostra destabilizzazione economica avrebbe riflessi gravi anche sui Paesi più forti come la Francia e la Germania... Ma siamo un'UE sempre più zoppa, la Gran Bretagna ne sta uscendo..
La terribile crisi del Venezuela fa paura.. Certo poggiavano troppo tutto sul petrolio e quando il prezzo del greggio è sceso... Certo Maduro è un dittatore di sinistra e abbiamo visto cosa ha fatto il socialismo-comunismo in alcuni Paesi europei...
A partire dal 2013 l'economia venezuelana ha subito un calo degli indici macroeconomici, inaugurando un periodo di recessione e di crisi. L'origine di questa caduta è una combinazione di problemi strutturali dell'economia venezuelana e la forte influenza esterna della crisi finanziaria globale, con la caduta dei prezzi del petrolio. Particolarmente difficile la crisi in Venezuela si manifesta in un forte aumento della disoccupazione, con un tasso di disoccupazione del 14% nel primo trimestre del 2015.
Se semplifichiamo, paragonando la gestione economica di un Paese a quella di una famiglia numerosa, è evidente che per vivere decentemente tutti non si deve spendere più di quello che si guadagna. Altrimenti si finisce in miseria o, peggio, in mano agli usurai.
In parte già ci stiamo in mano agli usurai, giacché la dissennata gestione precedente ci ha indotto a chiedere prestiti e ci siamo indebitati.
Cosa fare per uscirne? Si potrebbe chiedere conto a chi ha firmato appalti per opere pubbliche mai terminate o gonfiate fino a 10 volte il prezzo di aggiudicazione, oppure realizzate in modo tecnicamente fraudolento, espropriando i loro beni e quelli dei loro familiari fino all'ultimo centesimo per risarcire il popolo contribuente. Ma per fare questo servirebbe un sistema dittatoriale. Non è fantascientifico, tutt'altro: Hitler espropriò di ogni bene i cittadini ebrei ricchi e poveri, che nulla avevano fatto.
Invece, in questo caso, mascalzoni, che hanno avuto in mano il potere a vari livelli, si sono arricchiti gonfiando la spesa pubblica e portando il Paese all'indebitamento. Quindi non è infattibile una simile determinazione: pagare gli interessi del debito pubblico con l'esproprio dei beni delle famiglie di chi questo debito ha creato negli anni.  
Ma veniamo all'oggi. Bene azzerare le accise (leggendarie sono quelle per la guerra libica che gravano sulla benzina!), un'entrata di meno per le casse dello Stato. Bene alleggerire le tasse sull'impresa: un'entrata di meno per le casse dello Stato. Per rimediare alla mancanza di queste entrate basta spendere di meno.
Ma qui si parla di spendere di più!
L'INPS paga la Cassa Integrazione, paga le pensioni (oggi assegni) sociali a chi NON ha mai versato contributi pensionistici, paga pensioni ai familiari degli stranieri che lavorano in Italia giunti per ricongiungimento familiare (legge voluta da Prodi), paga...
Pagherà, presumibilmente, anche il reddito di cittadinanza. Dicono euro 780 a persona al mese! C'è gente che per andare a lavorare per uno stipendio di poco più di mille euro ne spende per: trasporti quotidiani, asili nido per i figli, mangiare fuori casa ecc. ecc. e, al metto delle spese per lavorare gliene restano in tasca anche meno di 780 euro al mese! 
Ma prima di trovare assurda e rovinosa questa legge voluta e promessa dal M5S, andiamo a leggerla per essere giusti.

https://www.movimento5stelle.it/parlamento/REDDITOCITTADINANZA.pdf

https://www.movimento5stelle.it/parlamento/REDDITOCITTADINANZA.pdf

Ve lo dico tout-court: mi sembra pura follia.

Un conto è scrivere le parole, un conto è la pratica realizzazione:
1) vale per i componenti di tutta la famiglia: una famiglia di 4 persone può arrivare a percepire anche 1950 euro. Naturalmente esenti da tasse, ed esenti anche da pignoramenti.

Quante famiglie, pur lavorando, mettono insieme questa cifra? Pagandoci le tasse che, invece, secondo il Reddito di Cittadinanza la stessa famiglia, mantenuta dallo Stato, non pagherebbe?!

2) Una coppia di pensionati con pensioni minime da 400 euro ciascuno: il reddito di cittadinanza sarà pari ad altri 370 euro per la coppia, come integrazione al reddito.

Il nostro idraulico ci diceva indignato che suo padre, che ha lavorato come operaio e versato i contributi, prende una pensione di poco superiore a quella di suo zio che ha vissuto mangiandosi tutto ed oggi risulta nullatenente ed usufruisce della pensione minima da 400 euro senza aver mai versato contributi! Ora il M5S vuole premiare ancora questo gaudente dandogli l'integrazione al reddito!
Lo trovo ingiusto ed IMMORALE! 

Penso che questa follia darà la stura ad abusi di ogni genere. Fa ridere ed è patetica la scritta:Comunicare tempestivamente qualsiasi variazione del reddito.

In un Paese dove gli evasori sfuggono ai controlli insufficienti e lassi non c'è bisogno di grande fantasia per immaginarsi come andrà!
Questa proposta è l'inno al parassitismo, l'incentivo all'adagiarsi, lo stimolo all'approfittarsi, a spese di chi ha sempre fatto il proprio dovere fino in fondo che vede calpestata ogni giustezza del diritto. 





domenica 20 maggio 2018

Ma non è una cosa seria...

Da: La Repubblica.it

Come certificato dal notaio, che ha garantito la regolarità del voto, hanno partecipato alla votazione su Rousseau 44.796 persone che ringraziamo una ad una. 42.274 hanno votato sì e 2.522 no". Scrive il capo politico del M5S, Luigi Di Maio, sul 'Blog delle stelle'.


Giorgia Meloni: coerente
"Ho sentito dire a Salvini 'noi a quel tavolo rappresentiamo il centrodestra'. Matteo sa che lui era il nostro nome da portare al Quirinale nel caso di un incarico al centrodestra. Ci eravamo dati delle regole nella coalizione e quando siamo andati dal presidente Mattarella abbiamo chiesto un incarico per Matteo Salvini, per il centrodestra". Lo ha detto Giorgia Meloni, leader Fdi, in una diretta Facebook, commentando la bozza di contratto M5S-Lega .
"Però - ha aggiunto - se lui si lancia in avventure con altri partiti contro cui abbiamo fatto la campagna elettorale, quello non lo fa a nome di tutto il centrodestra, lo fa a nome della Lega. Non so se lo faccia a nome di Forza Italia (non so cosa si siano detti Salvini e Berlusconi quando si sono visti lunedì ad Arcore) ma non lo fa certamente a nome di Fratelli d’Italia".



mercoledì 16 maggio 2018

Meglio pulita separazione che Divorzio all'Italiana

Antonio Logli, conferma la condanna a 20 anni per il marito di Roberta Ragusa

La donna scomparve dalla sua casa a Gello di San Giuliano, in provincia di Pisa, il 14 gennaio del 2012. La decisione dei giudici dopo sei ore di camera di consiglio. L’uomo resterà libero fino alla sentenza della Cassazione

PISA – Colpevole «al di là di ogni ragionevole dubbio». Dopo sei anni di incertezze, un proscioglimento annullato dalla Cassazione e una condanna a 20 anni di carcere, anche per i giudici della Corte d’Appello di Firenze, Antonio Logli, 54 anni, è l’assassino della moglie Roberta Ragusa scomparsa di casa la notte del 12 gennaio del 2012 con un pigiama rosa e un paio di pantofole. La corte, dopo sei ore di camera di consiglio, ha confermato nei  confronti di Logli la condanna di primo grado (20 anni di carcere) con le accuse di omicidio volontario e distruzione di cadavere.  Non è stata invece accettata la richiesta del procuratore generale di arresto immediato dell'imputato. Logli resterà libero sino alla sentenza della Cassazione.
Il volto distrutto di chi pensava di farla franca

Sembra un morto l'assassino di Roberta e si aggrappa per sorreggersi ai suoi avvocati.
A parte nel primissimo interrogatorio dei Carabinieri, in cui ha dovuto rispondere alle domande nell'immediato della scomparsa della moglie, quest'uomo si è sempre avvalso della facoltà di non rispondere di fronte ai magistrati, parlando sempre attraverso gli avvocati.

Ormai Roberta è morta, ed è morta molto male.
In questo caso, per fortuna, la Giustizia ha saputo agire con la G maiuscola, nonostante gli errori stupidi delle indagini immediate, che avrebbero potuto essere decisive per il ritrovamento del corpo della sfortunata mamma di una bambina di 10 anni e di un adolescente di 15, oggi influenzato dall'unico genitore che gli sta tutti i giorni accanto, vivendo nella stessa casa con l'amante del padre. 
Di queste tragedie ne abbiamo viste tante nella peggiore cronaca nera, scaturite spesso dalla volontà di non separarsi del coniuge fedifrago per non rimetterci in soldi.
Le loro scellerate scelte assassine invece, oltre al resto, portano nelle loro disgraziate vite proprio un danno economico totale, molto peggiore di quello che hanno voluto evitare con una pulita separazione.
Vedi Parolisi ad esempio. Hai voglia a pagare gli avvocati per processi penali, costosissimi!
Quello che non hanno voluto perdere in una separazione se lo ritrovano maggiorato di mille volte di più in spese per gli avvocati.

martedì 15 maggio 2018

Sabaudia e gli Ausiliari del traffico

Sabaudia LT, ieri, prima di tornare a Rocca Priora, anche se la giornata era ventosa e il mare ruggiva dal primo mattino, ho detto a mio marito: "Passiamo dal mare a dargli uno sguardo prima di tornare a Rocca, solo un momento.." Non l'avessi mai fatto! Ci siamo fermati non più di 5 minuti di orologio, letteralmente, dato che faceva freddo e c'era vento. Il tempo di scendere dall'auto su un Lungomare deserto, accostarsi a piedi alla passerella, percorrerla e fermarsi un attimo ad ammirare il mare, sempre bello anche se in burrasca. Torniamo e troviamo questa contravvenzione fatta da un Ausiliario del traffico. I peggiori, giacchè i Vigili Urbani, ne conosciamo qualcuno, hanno acume e cervello. Eravamo sbalorditi. Mio marito mi ha detto che, mentre io mi avviavo sulla passerella lui ha visto fermarsi un'auto senza alcun segnale della Polizia Locale, l'ha guardata, c'era solo lui a piedi a pochi metri dalla nostra auto, ma l'inqualificabile ausiliario, che ha scritto nel verbalino, (che poi abbiamo trovato sul cruscotto, messo evidentemente dopo che mio marito si è avviato anch'egli verso di me), MOTIVO MANCATA CONTESTAZIONE ASSENZA DEL TRASGRESSORE E DEL PROPRIETARIO. Un'auto ferma, intorno il deserto, un solo uomo che da qualche metro guarda la tua auto e scrivi ASSENZA DEL TRASGRESSORE E DEL PROPRIETARIO?
Vi dico subito che è inutile fare ricorso, perché so di fatti certi avvenuti pochi anni fa, in cui nemmeno dal Giudice di Pace la gente ha avuto giustizia.
Male, molto male. Pare che gli Ausiliari, dice qualcuno, prendano la percentuale sulle contravvenzioni.
E' un'immagine squallida che si da della città, dando un potere di sanzionare la gente non per un ordine ma per intascare dei soldi. Dov'è l'infrazione? Siamo rimasti su quella passerella pochissimo, per via del vento forte.
Vergogna!


Vale la pena ricordare un fatto accaduto alla famiglia di mia figlia pochi anni fa: il primo giorno in cui hanno messo i parcometri, essendo mio genero residente, sono andati con i loro figli, 4 persone, al Comune a ritirare il tagliando per l'abbonamento al parcheggio con sconto per i residenti e dopo aver attaccato l'adesivo all'interno del cruscotto dell'auto si sono recati in spiaggia. Al ritorno hanno trovato una contravvenzione sul lunotto dell'auto. Sbalorditi sono andati dai Vigili i quali hanno detto che era stato un ausiliario del traffico che non aveva visto l'adesivo (quell'anno era giallo chiaro e forse con il sole forte era possibile). Hanno detto di prendere appuntamento con l'ausiliario presso il Comando dei Vigili contestando l'indebita contravvenzione.
Ebbene da Roma, dove mio genero e mia figlia lavorano, hanno dovuto prendere appuntamento con codesto lavoratore, non potendo scegliere loro il giorno e l'ora e, recatisi secondo il comodo di costui a Sabaudia da Roma, il soggetto non si è fatto trovare il giorno e l'ora da lui scelto presso il Comando dei Vigili Urbani!
Non è rimasto loro che il ricorso al Giudice di Pace, ma né la testimonianza di 4 persone, né la fotocopia del Registro del Comune con il giorno e l'ora in cui avevano pagato e ritirato il tagliando adesivo ha fatto prendere a tale Giudice di Pace la decisione giusta: ha detto di pagare comunque la sanzione senza l'aumento visto che non l'avevano pagata fino ad allora! Il ricorso a quanto pare non sospende la scadenza di pagamento! Se volevano potevano denunciare l'ausiliario per falso, ma essendo faccenda penale non riguardava lei, Giudice di Pace.
Bontà sua!  
Quindi hanno pagato l'abbonamento e hanno dovuto lo stesso pagare un'ingiusta multa messa dall'intoccabile ausiliario poco vedente, in più spendendo soldi di benzina per viaggi e giri...
Forse era meglio denunciarlo direttamente per falso e abuso d'ufficio?
Non lo so. So che quell'anno ho assistito a scene continue di persone che, non avendo abbonamento, avevano esposto il ticket regolarmente pagato al parcometro ed avevano trovato ugualmente la multa. Ho assistito a due famiglie che protestavano con una pattuglia della Polizia Locale che suggeriva di fare ricorso e che gliel'avrebbero tolta, che non erano stati loro ma gli ausiliari del traffico, palesando il loro critico dissenso sull'operato di costoro.
Andando per conto di mia figlia al Comando dei Vigili incontrai una di queste signore che avevano fatto ricorso pur avendo pagato il ticket orario: era furibonda e ancora non aveva risolto.
La morale è che né noi né mia figlia abbiamo più fatto l'abbonamento annuo ai parcheggi, dunque forse il Comune ha perso un po' di soldini. 
Andiamo in bici ed io che sono agée con il triciclo con un bel cestone per portare le cose da spiaggia.