Alba del 13 gennaio a Sabaudia LT: una patina gelata ricopriva l'erba del prato e.. lei non ce l'ha fatta.. Non sentiremo più il suo canto la sera..
martedì 15 gennaio 2019
Alba a Sabaudia e civetta morta
Alba del 13 gennaio a Sabaudia LT: una patina gelata ricopriva l'erba del prato e.. lei non ce l'ha fatta.. Non sentiremo più il suo canto la sera..
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Ambiente
Nata a Roma nel 1946. Ha pubblicato "Normalità Apparente" nel 2006 e "Il Romanzo dell'Università" nel 2007 per i tipi dell'Editore MEF-Firenze; "L'Uomo Cane" nel 2010 e "Mostri e Ritratti" nel 2011 per i tipi dell'Editore Universitalia di Onorati S.r.l.-Roma. Una sua poesia è stata pubblicata nell'Antologia "Fili di Parole " di Giulio Perrone Editore S.r.l.-Roma nel 2008.
domenica 13 gennaio 2019
Gianluca Nicoletti sarebbe un Asperger
Da: Huffington Post - 7 maggio 2018
Intervista a Gianluca Nicoletti

Flavia Piccinni, scrittrice e giornalista
Chi non sa cosa sia può farsi una cultura su Wikipedia.
Comunque a fronte del fatto che è un logorroico, con un cervello molto produttivo e multifunzionale può darsi che Nicoletti sia un Asperger e che, nel gioco del crossing-over che avviene nella meiosi per la formazione dei gameti, la mancanza di equilibrio, che in lui si traduce in eccesso, in Tommy abbia sconfinato nel lato opposto.
Ma questo non vuol dire che Nicoletti, sempre estremo, si possa dire, come fa lui in questa intervista, matto.
Nei miei 72 anni di vita di persone anormali senza alcuna diagnosi, perché mai hanno pensato di sottoporsi a visita psichiatrica, ne ho incontrate tante. Da giovane le subivo, esterrefatta, oggi le mando metaforicamente affanculo. Anche perché, costoro, difendono strenuamente la loro anormalità cercando, per di più, di far passare da matti gli altri.
Dunque, caro Nicoletti, lei è sanissimo e Tommy è soltanto indifeso in una società cattiva, come fatti recenti ne hanno dato ennesima prova, e lei da sempre mi piace moltissimo.
A proposito poi di quello che si ricorda nell'intervista, il suo congelamento in RAI, dato che ho visto molto soffrire una persona che amo nel suo ambiente di lavoro, e dunque conosco quante carogne si possono incontrare in qualsiasi ambiente di lavoro e quanto questo possa essere spietato anche se di alto livello culturale, sono andata a vedere come abbiano potuto farla fuori Nicoletti.
Da: Il Libro nero della RAI Milano, BUR, 2007. ISBN 978-88-17-01919-4. di Loris Mazzetti
Loris Mazzetti è un giornalista e dirigente RAI e tante altre cose.
Il libro non l'ho letto ma chi l'ha letto sul caso Nicoletti riferisce più o meno i seguenti fatti:
"Ci sono fatti accaduti in RAI,passati attraverso il silenzio generale,che sono difficili sia da raccontare che da credere.
Immediatamente Nicoletti predispose una memoria difensiva molto dettagliata smontando tutte le accuse, e in particolare sottolineando che "Internet è per sua natura un sistema aperto, si fonda sulle connessioni e sull’ipertesto. Qualunque approccio a questo sistema deve naturalmente tener conto del fatto che non sarà mai possibile avere l’assoluta certezza di un controllo del materiale che si pubblica se questo materiale è sottoposto alla condivisione e contaminazione di altri navigatori".
Durante la fase istruttoria,la vicenda avrebbe dovuto rimanere riservata, invece la notizia non solo circolò all’interno di Rainet, ma fu fatta trapelare anche all’esterno: fu pubblicata su un seguitissimo sito di gossip. Questo causò a Nicoletti un notevole imbarazzato nei confronti di quanti gli chiedevano se era vero quello che si diceva in giro. Ci fu un effetto tam tam accentuato dall’improvvisa sparizione del sito Golem dalla rete.
Gianluca era disperato,era in gioco la sua onorabilità.Qualsiasi decisione avesse preso, davanti a sé vedeva solo il baratro: vent’anni di carriera buttati al vento, fango su di lui, sulla famiglia e sopratutto sui figli. Io lo conosco troppo bene per poter soltanto dubitare, e per quello che potevo fare mi misi a disposizione. Quel mese,fatto di incontri con avvocati e di memorie difensive, lo aveva distrutto. Chi non lo sarebbe stato al suo posto? Capii che la decisione di combattere era stata abbandonata per una soluzione che,secondo lui,avrebbe limitato i danni.
Nicoletti proseguì: "Mi sono trovato di fronte a un bivio: portare Contri e Rainet in tribunale, affrontando un lunghissimo iter giudiziario di almeno quattro o cinque anni, facendo diventare la mia vicenda un caso pubblico e leggere cosi tutte quelle nefandezze, di cui mi si accusa, sui giornali, e dover sempre essere sottoposto alla gogna di spiegare e giustificarmi su argomenti che ti sporcano anche solo a parlarne. Con questa prospettiva e la convinzione che una causa mi porterebbe a diventare pubblicamente, per anni, quello che già si dice per i corridoi di viale Mazzini, uno sospettato di essere un pornografo, peggio, uno che si diverte a mettere links a siti osceni o addirittura pedofili. In cambio delle mie dimissioni mi propongono una cifra consistente come buona uscita, oltre alla liquidazione. Loris,non ce la faccio più nemmeno a vedere le loro facce. Anche se le accuse sono ridicole e chiunque abbia un po' di dimestichezza con Internet sorriderebbe, preferisco cambiare aziende e lavoro. In questo mese sono stato trattato come un pericoloso maniaco, incontro colleghi che fanno finta di non vedermi".
Rimasi esterrefatto.Gianluca un pericoloso maniaco?
Lo conoscevo troppo bene.Il racconto era da incubo. Lui così attaccato alla Rai, un culo di piombo, quindici ore di lavoro al giorno, stava buttando via tutto, ma la sua reazione era spiegabile, anche se io al suo posto avrei lottato fino in fondo; ma non ero al suo posto e stavo per passare un Natale in famiglia, contrariamente al suo, molto sereno.
Cosa aveva fatto Gianluca perché qualcuno ce l’avesse tanto con lui?
L’obiettivo era chiaro: farlo saltare dalla poltrona.
Intervista a Gianluca Nicoletti

"Mi hanno detto che sono crudele, sono disumano, ma io quando la gente parla mi annoio. Non riesco a essere formale. Dico le cose in faccia, come le penso. Se prima avevo dei sistemi di ammortamento sociale, adesso li ho abbandonati. Non ho più voglia di adeguarmi a delle regole che non hanno nessun senso. Fingersi amici, attenti alle vite degli altri, ma a che serve? Mi hanno anche detto che non so amare, ma amare è quello che faccio per mio figlio. Solo quello".
Quando Gianluca Nicoletti parla – e si inerpica fra neologismi e metafore, strutturando discorsi complicatissimi ed esponendoli come fossero rap – tutto si avvinghia alla disperazione che solo le cose vere e crudeli ancora posseggono.
Nicoletti nella sua vita è stato tante cose. Ha cominciato a lavorare nel 1983 alla RAI, prima come giornalista dunque inviato speciale, infine capostruttura della Divisione Radiofonia, arrivando a creare il primo portale internet dinamico della tv pubblica.
Adesso è editorialista e speaker radiofonico, in onda su Radio24 tutti i giorni all'ora di pranzo con Melog. Dopo due libri di successo, Una notte ho sognato che parlavi e Alla fine qualcosa ci inventeremo, entrambi pubblicati da Mondadori, è di nuovo in libreria con "Io, figlio di mio figlio". Il suo testo forse più personale, e più struggente, in cui si racconta in prima persona, dalla biografia alla diagnosi – pubblicata integralmente – che evidenzia come lui soffra della sindrome di Asperger.
Perché ha scelto di pubblicare integralmente dei documenti così personali?
Quando è arrivata la diagnosi, ho passato un mese veramente atroce. Ha mai sentito fare comingout di pazzia? Ma l'ho fatto, sfidando ogni cosa. Io non sono staccato da mio figlio. Io sono mio figlio, e lui è me. Se faccio una battaglia per mio figlio, la faccio anche per gli altri. Adesso la mia estrosità ha un nome. Mi sembrava inutile tenerlo nascosto. E allora ho fatto uno sforzo. Mi sono messo in gioco in prima persona. Anzi, mi sono segnato a vita per dimostrare al mondo che si può vivere con il cervello strano. Non è una cosa che ho fatto a cuor leggero. Se hai un problema così, come il mio, ti senti matto. Ma dovevo farlo.
Perché?
Perché non sono i vaccini. Se hai un figlio strano, un po' strano sei anche tu. In gran parte, l'autismo si passa da padre in figlio. Non sarà la causa unica, lo so, ma non ho mai visto una persona strana che non ha un figlio strano. Ad alcuni, lo leggi in faccia. Poi negli incroci genetici ci sono le mutazioni, certo, ma il cervello strano lo prendi.
Lei ha una posizione molto critica rispetto ai no-vax.
Sono dei poveracci. È come una religione che nasce da un'eresia. Nasce da una menzogna. Basta guardare 1000 autistici in una stanza, e ci si chiede: ma cosa centrano i vaccini? Se poi la scienza darà loro ragione, sono disposto a ricredermi.
"La tutela costante di un figlio autistico corrisponde al naufragio di ogni speranza e piacevolezza individuale. Siamo tante monache di Monza, costretti alla clausura da chi non vuole spartire con noi il patrimonio comune del benessere sociale". Nel suo libro ha scritto questo.
È esattamente così: con un figlio autistico non sei più padrone della tua vita. Lui diventa padrone del tuo tempo. Il tempo libero diventa contingentato, e ne usufruisci in modo imprevedibile.
Le relazioni sociali diventano complesse, se non impossibili.
Gli amici prima ti compatiscono, poi ti vogliono bene, poi ti dicono: fatti la tua vita, e occupati di tuo figlio. Intorno a tutto questo ci devi mettere il lavoro. E allora non hai più spazio per gestirti l'affettività, le amicizie. Questo ti isola, ti incattivisce, ti sfugge tutto intorno. Se non te ne fai una ragione.
Lei se ne è fatto una ragione?
Alla fine sto bene così. È quello che voglio. A volte mi mancano, un pochino, le cose che avevo primo. Cazzeggiare con degli amici, con delle persone simpatiche, andare a cena. Ma è difficile. Lavoro molto e il lavoro mi compensa.
In che modo?
Faccio un lavoro che implica relazione, e non mi posso lamentare. Mi sono costruito una macchina di sopravvivenza efficiente. Ammortizzo l'ansia nell'iperproduzione, nell'iperscrittura, nell'iperloquacità. Questo ti sfoga, come un cavallo che fai correre fino allo sfinimento. Se sto un giorno senza lavorare, soffoco. Il lavoro per me è la sopravvivenza.
Ma il lavoro, come ha raccontato sempre nel libro, non le ha lesinato sofferenze. Scrive: "Il 25 dicembre 2004 ogni traccia di me era stata cancellata dal sito della Rai. Come se non fossi mai esistito".
Sono stato allontanato in maniera vergognosa, e senza alcuna colpa. Nessuno ha fatto niente. È stato terribile, ma me ne sono fatto una ragione. Dovevo capire che non ero più funzionale al sistema, e il sistema ha reagito. Da un giorno all'altro non ti rivolge la parola più nessuno, è assurdo. Alla fine, però, non sarei potuto stare dietro la scrivania in RAI ad aspettare i giri di boa della politica.
Eppure è costretto all'ipergioventù.
(ride) I figli autistici ti costringono ad avere una capacità di reinventarti, di rimanere sulla breccia per un tempo infinito. Io vorrei diventare vecchio, ma mio figlio me lo impedisce. I figli autistici sono come i vampiri: ti succhiano il sangue, ma ti danno l'immortalità.
L'idea del futuro però si rivela un tormento.
Diventa fondamentale produrre qualcosa che abbia un senso, e si alimenti con il valore aggiunto di questi cervelli ribelli. È questo quello che sto provando a fare con il casale delle arti, che dovrebbe essere un progetto di vita per questo ragazzi, una microazienda che produce cose di valore per il mercato.
La scuola italiana come si dimostra?
Totalmente inadeguata. Il mio progetto lo sto facendo con la parte più avanzata del Miur.
E intanto mancano anche le nuove linee di indirizzo per l'assistenza agli autistici.
Ancora non le hanno fatte uscire. Non si sa perché. C'è una grande guerra, perché dalle linee guida nascono i trattamenti.
A 63 anni, come dicevamo, le hanno diagnosticato la sindrome di Asperger. Ma il cervello ribelle quando ha capito di averlo?
L'ho sempre saputo. Mi sentivo diverso.
Mi spieghi.
Ti ricordi minimi particolari della tua infanzia, vuoi stare da solo, non vedi l'ora di stare da solo. E poi io costruivo le capanne e le casette, mi ricordavo le luci e gli odori. Il mio problema era la famiglia: genitori dappertutto, fratelli dappertutto, famigliari ovunque. A un certo punto della mia vita, mi sono accorto che mi trovo sempre ai margini, in qualsiasi gruppo. Gli altri erano gli altri, e io non entravo in sintonia con loro. Cose da suicidarmi, appena sentivo di una festa di compleanno. E tutt'ora mi riesce difficile.
Una curiosità: ma quando uno le parla e lei si annoia, come si comporta?
Tergiverso. Dico cose mie. Distruggo nell'altro ogni possibilità di continuare. Non ho paura di radicalizzare il mio rifiuto, la mia volontà oppositivo. Dico: "Adesso mi sono rotto, ho capito". Una volta ero meno tranchant. Adesso no. A volte cambio argomento. Vado di palo in frasca. Anche in radio, non tolgo la parola come mi rimproverano, ma quando qualcuno dice qualcosa che non mi interessa, cambio piano. La mia è una ricerca di sopravvivenza. È la ricerca di appagamento. La relazione diventa una ricerca continua del punto G: se non arriva quello, è un eterno frigido relazionale.
Prima era altrettanto insofferente?
Da bambino tantissimo. Ho avuto un'adolescenza terribile. Alle feste ero sempre diverso. Sempre una montagna da scalare. Ma quando ho cominciato a fare della diversità la mia forza, tutto è cambiato.
Come?
Mi sono laureato, ho fatto un concorso ministeriale, l'ho vinto, sono andato in Spagna a insegnare. Per puro caso capitai in Rai e per caso ho fatto questo lavoro, che è stato la mia fortuna. Il mio cervello ribelle si è rivelato il mio motivo di sopravvivenza.
In che modo?
Grazie a uno sguardo laterale rispetto agli altri. Poi man mano ti aggiusti, e vai avanti. Adesso, da quando è uscito il libro, i colleghi mi guardano come un malato terminale.
E lei come reagisce?
Mi piace avere un cervello che produce sempre qualcosa. Non sto mai senza idee. Sono sopraffatto, dalle mie idee. Così non ho tempo per i pensieri cupi, per l'ansia. Quando mi vengono, cerco di riderci su.
La società, così chiusa alle diversità, come risponde?
La società si autodifende abbassandosi sul livello medio comune a tutti. Il bullismo è in piccolo la metafora della società. I bulli sono i mediocri. Una società basata sull'eccellenza non si potrebbe reggere. Forse è giusto che l'equilibrio sia questo: non puoi pensare che una persona accetti che sei diverso.
Perché?
Perché il diverso demolisce gli ammortizzatori di sicurezza: che Dio c'è e ci assiste, che la mamma e il papà sono buoni, che il cuore è la sede dell'amore... Il diverso demolisce la lettura superficiale delle cose. Ma la realtà non è mai bianco o nero. Guarda il successo del pensiero nei social network: un pensiero basico. O la pensi come me, o devi morire. Ma non c'è da stupirsi. Una realtà basata su un pensiero binario, deve e può esprimere solo un pensiero binario.
Pensa dunque che non ci sarà mai integrazione?
Non lo so, credo però sia molto difficile. Non dobbiamo dimenticarci che le grandi innovazioni, da Bill Gates a Mark Zuckerberg a Steve Jobs, sono state portate avanti da persone che hanno sospetto di autismo. E sono persone che hanno cambiato il mondo delle relazioni perché ciò che è facile per le loro menti ribelli diventasse semplice per tutti.
Perché il futuro ha bisogno degli autistici?
Le relazioni stanno cambiando. La società si sta articolando diversamente. E il lavoro richiederà delle capacità di multitasking assolute. Ci siamo evoluti tante volte, abbiamo perso il pelo e creato il riscaldamento e i vestiti, ci trasformeremo di nuovo. E gli autistici saranno all'avanguardia.
AUTRICE DELL'INTERVISTA:
Flavia Piccinni. Scrittrice e giornalista, ha pubblicato tre romanzi (Quel Fiume è la notte, Fandango; Lo Sbaglio, Rizzoli; Adesso Tienimi, Fazi) e un saggio sulla ‘ndrangheta (La malavita, Sperling&Kupfer). Ha vinto numerosi premi letterari (fra cui il Campiello Giovani) e radiofonici (l’ultimo è il Marco Rossi). È coordinatrice editoriale della casa editrice Atlantide. Collabora con diversi giornali. E' autrice di documentari per Radio3 Rai e Rai1. Il suo ultimo libro è "Bellissime" (Fandango Libri, 2017), che ha prodotto due interrogazioni parlamentari e un DDL, ed è finalista al Premio Benedetto Croce e al Premio Alessandro Leogrande.
Di DSM in DSM siamo arrivati al V mi pare.Chi non sa cosa sia può farsi una cultura su Wikipedia.
Comunque a fronte del fatto che è un logorroico, con un cervello molto produttivo e multifunzionale può darsi che Nicoletti sia un Asperger e che, nel gioco del crossing-over che avviene nella meiosi per la formazione dei gameti, la mancanza di equilibrio, che in lui si traduce in eccesso, in Tommy abbia sconfinato nel lato opposto.
Ma questo non vuol dire che Nicoletti, sempre estremo, si possa dire, come fa lui in questa intervista, matto.
Nei miei 72 anni di vita di persone anormali senza alcuna diagnosi, perché mai hanno pensato di sottoporsi a visita psichiatrica, ne ho incontrate tante. Da giovane le subivo, esterrefatta, oggi le mando metaforicamente affanculo. Anche perché, costoro, difendono strenuamente la loro anormalità cercando, per di più, di far passare da matti gli altri.
Dunque, caro Nicoletti, lei è sanissimo e Tommy è soltanto indifeso in una società cattiva, come fatti recenti ne hanno dato ennesima prova, e lei da sempre mi piace moltissimo.
A proposito poi di quello che si ricorda nell'intervista, il suo congelamento in RAI, dato che ho visto molto soffrire una persona che amo nel suo ambiente di lavoro, e dunque conosco quante carogne si possono incontrare in qualsiasi ambiente di lavoro e quanto questo possa essere spietato anche se di alto livello culturale, sono andata a vedere come abbiano potuto farla fuori Nicoletti.
Da: Il Libro nero della RAI Milano, BUR, 2007. ISBN 978-88-17-01919-4. di Loris Mazzetti
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| Loris Mazzetti |
Loris Mazzetti è un giornalista e dirigente RAI e tante altre cose.
Il libro non l'ho letto ma chi l'ha letto sul caso Nicoletti riferisce più o meno i seguenti fatti:
"Ci sono fatti accaduti in RAI,passati attraverso il silenzio generale,che sono difficili sia da raccontare che da credere.
- Alla vigilia di Natale 2004 arrivò una sua telefonata e non era per farmi gli auguri: "Loris,sono disperato, sono costretto ad andarmene dalla Rai, non ho alternativa. L’amministratore delegato di Rainet, Alberto Contri, mi ha mandato una lettera su cui c’è scritto che sono responsabile del fatto che sono stati trovati dei links sul sito della mia trasmissione Golem, che è inserito nel portale Rai, di cui sono curatore e responsabile, che portano a siti porno. Io non c’entro nulla. Ho fatto leggere la lettera al mio avvocato. Mi ha detto che non devo farmi illusioni: è l’inizio di un procedimento disciplinare."
Immediatamente Nicoletti predispose una memoria difensiva molto dettagliata smontando tutte le accuse, e in particolare sottolineando che "Internet è per sua natura un sistema aperto, si fonda sulle connessioni e sull’ipertesto. Qualunque approccio a questo sistema deve naturalmente tener conto del fatto che non sarà mai possibile avere l’assoluta certezza di un controllo del materiale che si pubblica se questo materiale è sottoposto alla condivisione e contaminazione di altri navigatori".
Durante la fase istruttoria,la vicenda avrebbe dovuto rimanere riservata, invece la notizia non solo circolò all’interno di Rainet, ma fu fatta trapelare anche all’esterno: fu pubblicata su un seguitissimo sito di gossip. Questo causò a Nicoletti un notevole imbarazzato nei confronti di quanti gli chiedevano se era vero quello che si diceva in giro. Ci fu un effetto tam tam accentuato dall’improvvisa sparizione del sito Golem dalla rete.
Gianluca era disperato,era in gioco la sua onorabilità.Qualsiasi decisione avesse preso, davanti a sé vedeva solo il baratro: vent’anni di carriera buttati al vento, fango su di lui, sulla famiglia e sopratutto sui figli. Io lo conosco troppo bene per poter soltanto dubitare, e per quello che potevo fare mi misi a disposizione. Quel mese,fatto di incontri con avvocati e di memorie difensive, lo aveva distrutto. Chi non lo sarebbe stato al suo posto? Capii che la decisione di combattere era stata abbandonata per una soluzione che,secondo lui,avrebbe limitato i danni.
Nicoletti proseguì: "Mi sono trovato di fronte a un bivio: portare Contri e Rainet in tribunale, affrontando un lunghissimo iter giudiziario di almeno quattro o cinque anni, facendo diventare la mia vicenda un caso pubblico e leggere cosi tutte quelle nefandezze, di cui mi si accusa, sui giornali, e dover sempre essere sottoposto alla gogna di spiegare e giustificarmi su argomenti che ti sporcano anche solo a parlarne. Con questa prospettiva e la convinzione che una causa mi porterebbe a diventare pubblicamente, per anni, quello che già si dice per i corridoi di viale Mazzini, uno sospettato di essere un pornografo, peggio, uno che si diverte a mettere links a siti osceni o addirittura pedofili. In cambio delle mie dimissioni mi propongono una cifra consistente come buona uscita, oltre alla liquidazione. Loris,non ce la faccio più nemmeno a vedere le loro facce. Anche se le accuse sono ridicole e chiunque abbia un po' di dimestichezza con Internet sorriderebbe, preferisco cambiare aziende e lavoro. In questo mese sono stato trattato come un pericoloso maniaco, incontro colleghi che fanno finta di non vedermi".
Rimasi esterrefatto.Gianluca un pericoloso maniaco?
Lo conoscevo troppo bene.Il racconto era da incubo. Lui così attaccato alla Rai, un culo di piombo, quindici ore di lavoro al giorno, stava buttando via tutto, ma la sua reazione era spiegabile, anche se io al suo posto avrei lottato fino in fondo; ma non ero al suo posto e stavo per passare un Natale in famiglia, contrariamente al suo, molto sereno.
Cosa aveva fatto Gianluca perché qualcuno ce l’avesse tanto con lui?
L’obiettivo era chiaro: farlo saltare dalla poltrona.
Un pretesto di una assurdità e di una bassezza incommensurabili.
Nel mio piccolo è capitato anche a me che, cercando sul web un post del mio blog in cui parlavo di Beppe Grillo e mettendo sulla barra del motore di ricerca Google il nome di Grillo e il mio, apparisse un osceno sito porno. Non sapendo spiegarmi come questo potesse essere avvenuto ho provveduto a fare una ricerca all'interno del mio blog, scoprendo un commento in lingua inglese che io non avevo cancellato come spam e che rimandava a siti osceni. Ho immediatamente cancellato il commento ma, per cautelarmi, ho anche fatto denuncia alla Polizia Postale con la procedura on-line, ratificandola successivamente recandomi al più vicino Commissariato dove mi hanno tranquillizzato e spiegato la frequenza di queste intrusioni.
Questo dimostra quanto miserabile e meschino sia stato il pretesto per far fuori l'ottimo Nicoletti.
Nata a Roma nel 1946. Ha pubblicato "Normalità Apparente" nel 2006 e "Il Romanzo dell'Università" nel 2007 per i tipi dell'Editore MEF-Firenze; "L'Uomo Cane" nel 2010 e "Mostri e Ritratti" nel 2011 per i tipi dell'Editore Universitalia di Onorati S.r.l.-Roma. Una sua poesia è stata pubblicata nell'Antologia "Fili di Parole " di Giulio Perrone Editore S.r.l.-Roma nel 2008.
giovedì 10 gennaio 2019
Quando Claudio Baglioni venne all'Università "Tor Vergata" a Roma con Isabella Rauti, allora moglie del Sindaco di Roma Alemanno
Questo articolo lo scrissi nel 2009 per una rivista sponsorizzata da un Consigliere Regionale di Italia dei Valori: la Direttrice Editoriale ne rifiutò la pubblicazione perché, mi disse, Claudio Baglioni era ritenuto un uomo di destra!
"Gli Uomini della Storia accanto....."
di Rita Coltellese
Il 21 settembre 2009 alle h. 15.00, presso l'Aula Magna della Facoltà di Economia dell'Università degli Studi Roma "Tor Vergata", si è tenuta una Tavola Rotonda sul tema "Gli Uomini della Storia accanto: Integrazione, dialogo, solidarietà e diritti".
L'incontro, fortemente voluto dal Rettore Prof. Renato Lauro, è stato organizzato dall'Università ospitante e dalla Fondazione O'Scià (Odori, Suoni, Colori d' Incontri d' Arte), nata nel 2003 da un'idea del cantautore Claudio Baglioni.
Dopo il saluto del Magnifico Rettore, che ha aperto i lavori, ha preso la parola Claudio Baglioni, Socio fondatore e promotore della Fondazione O'Scià, che fungeva anche da moderatore.
"Nessun uomo è un'isola ogni respiro è un uomo", citiamo un verso di Claudio Baglioni per introdurre l'argomento della discussione che si prefiggeva la sensibilizzazione culturale verso "l'altro", il diverso.
Claudio, in giacca bianca su una "mise" nera, ha ricordato l'ispirazione che ebbe a Lampedusa, dove era in vacanza, di creare la Fondazione vedendo arrivare i barconi dei disperati del continente africano. Quella visione gli creò "un sentimento di colpa" dal quale non si è mai ripreso, ma che lo spinge a "fare" qualcosa per il problema clandestini. In passato, insieme ad altri colleghi, ha dato concerti per raccogliere fondi e per sensibilizzare la gente nei riguardi di chi è più sfortunato di noi.
Fra gli ospiti che hanno parlato del problema dell'immigrazione clandestina, ricordiamo Riccardo Noury, portavoce della Sezione Italiana di "Amnesty International" e la Rappresentante della Sezione Italiana di "Save the Children" che, insieme a dati e statistiche, hanno messo l'accento sulla difficoltà di mettere a fuoco la figura del "rifugiato politico" per, a volte, mancanza dei dovuti riscontri e, in particolare, la giovane rappresentante di "Save the Children" ha riconosciuto che in Europa è ben visibile la situazione dei Paesi più esposti al problema e che questi sono l'Italia e Malta. Ha inoltre evidenziato la necessità di coinvolgere responsabilmente tutta l'Europa per non lasciare soli questi Paesi.
Ha partecipato anche Isabella Rauti, in qualità di Capo Dipartimento del Ministero Pari Opportunità, illustrando cosa ha fatto per i rifugiati la struttura di cui è responsabile . Dopo il suo intervento, richiamata da altri impegni, la moglie del Sindaco Alemanno ha lasciato la tavola Rotonda.
Le prossime iniziative della Fondazione O'Scià presentano il seguente calendario di Eventi della Settima Edizione Lampedusa 2009: 30 settembre ore 21.00 Serata di intrattenimento Spiaggia della Guitgia, 1° ottobre idem alla stessa ora, 2 ottobre sempre ore 21.00 Concerto Artisti stesso luogo ed il 3 ottobre si replica.
Concludiamo questo resoconto con una citazione di Francis Bacon: "Se un uomo è gentile con uno straniero, mostra di essere cittadino del mondo e in cuor suo non è un'isola staccata dalle altre, ma un continente che le riunisce".
"Gli Uomini della Storia accanto....."
di Rita Coltellese
Il 21 settembre 2009 alle h. 15.00, presso l'Aula Magna della Facoltà di Economia dell'Università degli Studi Roma "Tor Vergata", si è tenuta una Tavola Rotonda sul tema "Gli Uomini della Storia accanto: Integrazione, dialogo, solidarietà e diritti".
L'incontro, fortemente voluto dal Rettore Prof. Renato Lauro, è stato organizzato dall'Università ospitante e dalla Fondazione O'Scià (Odori, Suoni, Colori d' Incontri d' Arte), nata nel 2003 da un'idea del cantautore Claudio Baglioni.
Dopo il saluto del Magnifico Rettore, che ha aperto i lavori, ha preso la parola Claudio Baglioni, Socio fondatore e promotore della Fondazione O'Scià, che fungeva anche da moderatore.
"Nessun uomo è un'isola ogni respiro è un uomo", citiamo un verso di Claudio Baglioni per introdurre l'argomento della discussione che si prefiggeva la sensibilizzazione culturale verso "l'altro", il diverso.
Claudio, in giacca bianca su una "mise" nera, ha ricordato l'ispirazione che ebbe a Lampedusa, dove era in vacanza, di creare la Fondazione vedendo arrivare i barconi dei disperati del continente africano. Quella visione gli creò "un sentimento di colpa" dal quale non si è mai ripreso, ma che lo spinge a "fare" qualcosa per il problema clandestini. In passato, insieme ad altri colleghi, ha dato concerti per raccogliere fondi e per sensibilizzare la gente nei riguardi di chi è più sfortunato di noi.
Fra gli ospiti che hanno parlato del problema dell'immigrazione clandestina, ricordiamo Riccardo Noury, portavoce della Sezione Italiana di "Amnesty International" e la Rappresentante della Sezione Italiana di "Save the Children" che, insieme a dati e statistiche, hanno messo l'accento sulla difficoltà di mettere a fuoco la figura del "rifugiato politico" per, a volte, mancanza dei dovuti riscontri e, in particolare, la giovane rappresentante di "Save the Children" ha riconosciuto che in Europa è ben visibile la situazione dei Paesi più esposti al problema e che questi sono l'Italia e Malta. Ha inoltre evidenziato la necessità di coinvolgere responsabilmente tutta l'Europa per non lasciare soli questi Paesi.
Ha partecipato anche Isabella Rauti, in qualità di Capo Dipartimento del Ministero Pari Opportunità, illustrando cosa ha fatto per i rifugiati la struttura di cui è responsabile . Dopo il suo intervento, richiamata da altri impegni, la moglie del Sindaco Alemanno ha lasciato la tavola Rotonda.
Le prossime iniziative della Fondazione O'Scià presentano il seguente calendario di Eventi della Settima Edizione Lampedusa 2009: 30 settembre ore 21.00 Serata di intrattenimento Spiaggia della Guitgia, 1° ottobre idem alla stessa ora, 2 ottobre sempre ore 21.00 Concerto Artisti stesso luogo ed il 3 ottobre si replica.
Concludiamo questo resoconto con una citazione di Francis Bacon: "Se un uomo è gentile con uno straniero, mostra di essere cittadino del mondo e in cuor suo non è un'isola staccata dalle altre, ma un continente che le riunisce".
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Scrivere
Nata a Roma nel 1946. Ha pubblicato "Normalità Apparente" nel 2006 e "Il Romanzo dell'Università" nel 2007 per i tipi dell'Editore MEF-Firenze; "L'Uomo Cane" nel 2010 e "Mostri e Ritratti" nel 2011 per i tipi dell'Editore Universitalia di Onorati S.r.l.-Roma. Una sua poesia è stata pubblicata nell'Antologia "Fili di Parole " di Giulio Perrone Editore S.r.l.-Roma nel 2008.
lunedì 7 gennaio 2019
Si ride per non piangere. 1° Episodio: "Articolo 3 della Costituzione Italiana"
Professore di Diritto ed Economia: "Oggi vi parlerò dell'articolo 3 della Costituzione Italiana.
Costituzione della Repubblica italiana
Art. 3
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della
persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese."
Studenti della V A dell'I.T.E.:
Studentessa:"Scusi, professore, una domanda.. Si, si è attinente.. è anche attuale ... diremmo. Ha sentito che la nave battente bandiera olandese, ma Organizzazione Non Governativa tedesca, vuole far sbarcare 49 persone provenienti dall'Africa.. Si quelle che erano su un gommone dei criminali, che si fanno dare i soldi da gente proveniente dai più svariati Paesi africani, appena partito dalla Libia.. e che quando sono arrivate le motovodette della Guardia Costiera Libica la nave ONG ha rifiutato di consegnarli e se li è presi.. e, dicevo, vuole farli sbarcare in Italia perché Malta non li vuole.. Si, lo so, nessuno li vuole, ma il Presidente del Consiglio dei Ministri ha detto che se prendiamo donne e bambini, come ha detto il Viceministro Di Maio, "prendiamo anche i padri perché noi non siamo gente che smembra le famiglie"..
Studente: "Professore, vogliamo dire che.. insomma.. lei sta qui, e a noi ci fa piacere, ma la sua famiglia, come sappiamo tutti qui, sta a 700 chilometri da qua.. e lei ha un figlio piccolo.. Nel suo caso le Leggi di questo Paese non tengono conto che così la sua famiglia è smembrata!
Altro Studente: "E un'altra cosa professore volevamo dire, a proposito della Legge sul reddito di cittadinanza.. I TG hanno detto che, dopo un anno che uno ne ha avuto diritto e lo percepisce, deve accettare anche un lavoro a 250 chilometri da casa, ma con l'eccezione che può rifiutarlo se ha un figlio minore... Insomma, Professore, lei ha studiato, ha vinto un concorso e nessuno si è preoccupato di assegnarla tanto lontano dalla sua famiglia senza possibilità di scelta.. Dove sta allora l'uguaglianza? Le famiglie dei migranti clandestini non si possono smembrare, chi non ha lavoro e lo mantengono e alla fine glielo trovano pure può rifiutarlo se sta più lontano di 250 Km. se ha un figlio minore.. L'Art. 3 della Costituzione questi che ci governano se lo mettono sotto i piedi..., a noi sembra così."
Professore di Diritto ed Economia: "Mi imbarazza il vostro esempio. Posso solo dirvi che capiterà ancora e molte volte di scoprire che la concretezza dei fatti smentisce il dettato Costituzionale... Nel senso che non lo rispetta purtroppo."
Studenti della V A dell'I.T.E.:
Studentessa:"Ma scusi, allora a cosa serve studiare la Costituzione? Per scoprire che è una presa i giro visto come vanno i fatti?"
Studente: "Scusi Professore, ma a me da fastidio che si riempiono la bocca di incostituzionalità solo per le cose che piacciono a loro. Nessuno mette in risalto quello che le abbiamo detto prima, e lei non è l'unico, ci sono madri di famiglia sbattute a 1000 chilometri da casa e non possono dare le dimissioni dopo che sono anni che aspettano il ruolo, nessuno parla di smembramento di nuclei familiari, nessuno dice che oltre i 250 chilometri non si può andare se si hanno figli minori, però Leoluca Orlando parla di non rispetto della Costituzione se non si fanno sbarcare dei clandestini, oppure se si vieta di dare residenza anagrafica a gente che sta qua senza alcun titolo! Ma questi fanno diventare la Costituzione una cosa che usano secondo il loro comodo!"
Altro Studente:"Se è per questo oggi Leoluca Orlando ha detto in televisione che lui è Professore di Diritto Costituzionale.. Si vede che, siccome facendo il politico diserta le Aule dell'Università, il Diritto Costituzionale se lo è un po' dimenticato!"
Costituzione della Repubblica italiana
Art. 3
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della
persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese."
Studenti della V A dell'I.T.E.:
Studentessa:"Scusi, professore, una domanda.. Si, si è attinente.. è anche attuale ... diremmo. Ha sentito che la nave battente bandiera olandese, ma Organizzazione Non Governativa tedesca, vuole far sbarcare 49 persone provenienti dall'Africa.. Si quelle che erano su un gommone dei criminali, che si fanno dare i soldi da gente proveniente dai più svariati Paesi africani, appena partito dalla Libia.. e che quando sono arrivate le motovodette della Guardia Costiera Libica la nave ONG ha rifiutato di consegnarli e se li è presi.. e, dicevo, vuole farli sbarcare in Italia perché Malta non li vuole.. Si, lo so, nessuno li vuole, ma il Presidente del Consiglio dei Ministri ha detto che se prendiamo donne e bambini, come ha detto il Viceministro Di Maio, "prendiamo anche i padri perché noi non siamo gente che smembra le famiglie"..
Studente: "Professore, vogliamo dire che.. insomma.. lei sta qui, e a noi ci fa piacere, ma la sua famiglia, come sappiamo tutti qui, sta a 700 chilometri da qua.. e lei ha un figlio piccolo.. Nel suo caso le Leggi di questo Paese non tengono conto che così la sua famiglia è smembrata!
Altro Studente: "E un'altra cosa professore volevamo dire, a proposito della Legge sul reddito di cittadinanza.. I TG hanno detto che, dopo un anno che uno ne ha avuto diritto e lo percepisce, deve accettare anche un lavoro a 250 chilometri da casa, ma con l'eccezione che può rifiutarlo se ha un figlio minore... Insomma, Professore, lei ha studiato, ha vinto un concorso e nessuno si è preoccupato di assegnarla tanto lontano dalla sua famiglia senza possibilità di scelta.. Dove sta allora l'uguaglianza? Le famiglie dei migranti clandestini non si possono smembrare, chi non ha lavoro e lo mantengono e alla fine glielo trovano pure può rifiutarlo se sta più lontano di 250 Km. se ha un figlio minore.. L'Art. 3 della Costituzione questi che ci governano se lo mettono sotto i piedi..., a noi sembra così."
Professore di Diritto ed Economia: "Mi imbarazza il vostro esempio. Posso solo dirvi che capiterà ancora e molte volte di scoprire che la concretezza dei fatti smentisce il dettato Costituzionale... Nel senso che non lo rispetta purtroppo."
Studenti della V A dell'I.T.E.: Studentessa:"Ma scusi, allora a cosa serve studiare la Costituzione? Per scoprire che è una presa i giro visto come vanno i fatti?"
Studente: "Scusi Professore, ma a me da fastidio che si riempiono la bocca di incostituzionalità solo per le cose che piacciono a loro. Nessuno mette in risalto quello che le abbiamo detto prima, e lei non è l'unico, ci sono madri di famiglia sbattute a 1000 chilometri da casa e non possono dare le dimissioni dopo che sono anni che aspettano il ruolo, nessuno parla di smembramento di nuclei familiari, nessuno dice che oltre i 250 chilometri non si può andare se si hanno figli minori, però Leoluca Orlando parla di non rispetto della Costituzione se non si fanno sbarcare dei clandestini, oppure se si vieta di dare residenza anagrafica a gente che sta qua senza alcun titolo! Ma questi fanno diventare la Costituzione una cosa che usano secondo il loro comodo!"
Altro Studente:"Se è per questo oggi Leoluca Orlando ha detto in televisione che lui è Professore di Diritto Costituzionale.. Si vede che, siccome facendo il politico diserta le Aule dell'Università, il Diritto Costituzionale se lo è un po' dimenticato!"
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Scrivere
Nata a Roma nel 1946. Ha pubblicato "Normalità Apparente" nel 2006 e "Il Romanzo dell'Università" nel 2007 per i tipi dell'Editore MEF-Firenze; "L'Uomo Cane" nel 2010 e "Mostri e Ritratti" nel 2011 per i tipi dell'Editore Universitalia di Onorati S.r.l.-Roma. Una sua poesia è stata pubblicata nell'Antologia "Fili di Parole " di Giulio Perrone Editore S.r.l.-Roma nel 2008.
domenica 30 dicembre 2018
Antonio Tizzani rinviato a giudizio
Da: URBAN Post
Gianna Del Gaudio: chiesto rinvio a giudizio per Antonio Tizzani, cosa emerge dalle carte dell’inchiesta
Nell'articolo, che potete leggere cercandolo sul sito del giornale da cui ho preso il titolo, non ci sono novità, se non il fatto che non si è trovato riscontro al racconto di Antonio Tizzani, il quale dice di aver visto l'assassino di sua moglie, introdottosi repentinamente in casa sua per poi fuggirne altrettanto repentinamente senza lasciare alcuna traccia.
I suoi difensori dicono che non ci sono prove ma a mio avviso ce ne sono e diverse:
la prima è proprio il racconto e la descrizione di un assassino di cui non vi è alcun riscontro verosimile, dunque se non esiste è evidente che si tratta di una sua invenzione per coprire il suo delitto d'impulso;
la seconda è il ritrovamento a poche decine di metri da casa sua della busta delle mozzarelle, che erano state consegnate quel pomeriggio proprio a casa sua, con dentro l'arma del delitto con il suo DNA, insieme ad un guanto di lattice dove c'è un DNA sconosciuto che fa dire alla difesa che è prova che lo scagionerebbe, quando invece quel guanto usato può averlo raccolto ovunque gettato da chissà chi;
la terza è il sangue della vittima nel lavandino del bagno, segno che l'assassino si è lavato lì.
Un mistero, per chi non ha letto gli atti delle indagini, è cosa hanno
risposto agli inquirenti il figlio e la sua compagna, che avevano cenato con lui e con la vittima, sull'abbigliamento del Tizzani durante la cena e dopo. Era lo stesso quando sono accorsi richiamati da lui dopo l'omicidio? Perché se era lo stesso doveva essere sporco di sangue. Lui dice di non essersi avvicinato alla vittima vedendola a terra con tanto sangue intorno. Per giustificare i suoi abiti puliti? E se erano puliti erano gli stessi della cena o erano diversi? Questo dato è importante per stabilire se si è cambiato e, nel caso, perché.
https://librinovellepoesie.blogspot.com/2016/12/gianna-del-gaudio-il-ladro-che-non-ce.html
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Assassini e vittime,
Cronaca nera
Nata a Roma nel 1946. Ha pubblicato "Normalità Apparente" nel 2006 e "Il Romanzo dell'Università" nel 2007 per i tipi dell'Editore MEF-Firenze; "L'Uomo Cane" nel 2010 e "Mostri e Ritratti" nel 2011 per i tipi dell'Editore Universitalia di Onorati S.r.l.-Roma. Una sua poesia è stata pubblicata nell'Antologia "Fili di Parole " di Giulio Perrone Editore S.r.l.-Roma nel 2008.
mercoledì 19 dicembre 2018
Buone Feste a tutti!
Buone Feste a Tutti!
Serenità è il migliore Augurio che posso fare a tutti coloro che leggono il mio blog e la mia pagina facebook!
Serenità è il migliore Augurio che posso fare a tutti coloro che leggono il mio blog e la mia pagina facebook!
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Comunicazioni
Nata a Roma nel 1946. Ha pubblicato "Normalità Apparente" nel 2006 e "Il Romanzo dell'Università" nel 2007 per i tipi dell'Editore MEF-Firenze; "L'Uomo Cane" nel 2010 e "Mostri e Ritratti" nel 2011 per i tipi dell'Editore Universitalia di Onorati S.r.l.-Roma. Una sua poesia è stata pubblicata nell'Antologia "Fili di Parole " di Giulio Perrone Editore S.r.l.-Roma nel 2008.
lunedì 10 dicembre 2018
La Francia, Macron e i "Gilets Jaunes"
Amo la Francia, dove sono stata molte volte, e amo la sua lingua che sapevo bene tanto da tradurre questa opera:
Ora è passato molto tempo che ne manco e un po' il mio francese ne risente, ma la Francia è sempre nel mio cuore.
Macron è passato da una iniziale simpatia, che ha suscitato anche in me oltre che fra i suoi elettori, ad una antipatia, per quel che mi riguarda, per l'ipocrita richiamo all'Italia all'accoglienza di gente arrivata sui barconi dai più svariati Paesi africani, di cui molti sue ex colonie, mentre li respingeva a Ventimiglia e li manganellava gettandoli giù dai treni se riuscivano a passare, oppure nascostamente li faceva riaccompagnare dai suoi gendarmi in Italia, nottetempo attraverso i boschi di confine.
Quando è iniziata la rivolta dei "Gilets Jaunes" molti italiani, compresi commentatori sui media, hanno detto ammirati che i francesi erano migliori di noi che paghiamo molto di più i carburanti, gravati da accise antichissime e mai tolte nonostante le promesse, ma subiamo supinamente. Poi con simpatia abbiamo ricordato in molti che in fondo sono stati loro ad inventare la Révolution...
Poi però qualcosa non ha quadrato più...
Se sono tutti lavoratori che si rivoltano di fronte al caro carburanti che va ad aggravare il costo della vita, perché sfasciare le vetrine, i negozianti sono lavoratori, anche loro debbono pagare il carburante e... la vetrina nuova..
Perché distruggere le auto di altri francesi che oltre a pagare il carburante rincarato ora non avranno più l'auto per andare al lavoro? Perché l'accanimento: bruciandole, rivoltandole, spaccando i finestrini? Cosa c'entrano altri privati cittadini con Macron e le sue scelte di governo?
Se sei un lavoratore non puoi compiere un simile gesto, non ti viene naturale, perché pensi che magari il proprietario di quell'auto ha fatto sacrifici per acquistarla, magari sta ancora pagando le rate...
Ecco, tutto questo non c'entra nulla con la rivolta contro il Governo. Di sicuro tutta questa violenza nasconde altro, una esasperazione dovuta ad altre cose che non vanno, oltre la tassa sul carburante.
Ma la parte più oscura ed inaccettabile di questa protesta sono i gesti dei "casseurs" contro le proprietà private di altri francesi.
Una notazione sul provincialismo italico dei media e dei politici i quali, in identici casi, non dicono teppisti, ma black-bloc.
Come sentiamo pronunciare la latina parola media non con la "e" ma "midia", all'inglese. Ridicoli.
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Estero
Nata a Roma nel 1946. Ha pubblicato "Normalità Apparente" nel 2006 e "Il Romanzo dell'Università" nel 2007 per i tipi dell'Editore MEF-Firenze; "L'Uomo Cane" nel 2010 e "Mostri e Ritratti" nel 2011 per i tipi dell'Editore Universitalia di Onorati S.r.l.-Roma. Una sua poesia è stata pubblicata nell'Antologia "Fili di Parole " di Giulio Perrone Editore S.r.l.-Roma nel 2008.
sabato 8 dicembre 2018
Sabaudia: amministrazione comunale distratta.

La stessa palizzata in un tratto successivo
![]() |
| Penoso il crollo proprio sotto il cartello della segnaletica "Pista ciclabile" |

La visuale dall'auto, nel tornare indietro, mostra ancora meglio la pericolosità della sporgenza.
Da: LATINA OGGI
Sabaudia, persi i fondi per la pista ciclabile di Sant'AndreaSabaudia - Il consigliere Giovanni Secci attacca: "Colpa della nuova classe politica"
Il Comune di Sabaudia ha perso i finanziamenti regionali per la pista ciclabile di Sant'Andrea. Ad annunciarlo è il consigliere di minoranza Giovanni Secci (Forza Italia), che attacca: «Colpa della nuova politica che tanto critica quella vecchia». Il consigliere ripercorre le tappe. Il progetto è stato presentato quattro anni fa e a marzo 2018 si invitava il Comune, destinatario di un finanziamento di 320mila euro da parte della Regione Lazio, a inviare entro 120 giorni, pena la revoca del finanziamento, il progetto esecutivo. Solamente il 28 giugno l'Ente ha dato incarico a un professionista esterno di redigere il progetto. «Ciò - afferma Secci - ha comportato la perdita del finanziamento assegnato esclusivamente per colpa della nuova classe politica che tanto critica quella vecchia, la quale, al contrario, con capacità amministrativa, dedizione e lungimiranza aveva ottenuto il finanziamento. Questi i fatti. Gli altri sono e restano soltanto slogan». Nei prossimi giorni - aggiunge Secci - ci sarà un incontro in Regione con il consigliere Giuseppe Simeone «per vedere di recuperare questo finanziamento che l'amministrazione Gervasi ha perso».
Federico Domenichelli
Concludendo: l'Amministrazione comunale ha perso i fondi stanziati per il prolungamento della pista ciclabile per incuria, e sta facendo andare in distruzione il tratto esistente per incuria!
Un comportamento incomprensibile da parte di un pubblico amministratore.
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Sabaudia,
Servizi e cittadino,
Tasse e cittadino
Nata a Roma nel 1946. Ha pubblicato "Normalità Apparente" nel 2006 e "Il Romanzo dell'Università" nel 2007 per i tipi dell'Editore MEF-Firenze; "L'Uomo Cane" nel 2010 e "Mostri e Ritratti" nel 2011 per i tipi dell'Editore Universitalia di Onorati S.r.l.-Roma. Una sua poesia è stata pubblicata nell'Antologia "Fili di Parole " di Giulio Perrone Editore S.r.l.-Roma nel 2008.
Discoteche: luoghi di morte
Rita Coltellese *** Scrivere: Morire di discoteca
Rita Coltellese *** Scrivere: Discoteche come i Saloon del Selvaggio West
E' di pochi giorni fa che alle 4 del mattino, tornando da una discoteca, forse per un colpo di sonno, il guidatore di un'utilitaria, 21 anni, è sbandato ad una curva prendendo una famigliola che, al contrario, scendeva in direzione opposta per andare ai Mercati Generali, prima dell'alba, per approvvigionarsi visto che di mestiere facevano i fruttivendoli.. Fortunatamente chi andava a lavorare e non aveva nessuna colpa nell'incidente è finito all'ospedale con ferite ma vivo, mentre il giovane conducente che tornava da una notte in discoteca è giunto cadavere in ospedale. Un suo amico che sedeva subito dietro di lui, ancora vivo, aveva tutti gli organi dell'addome spinti verso il torace per il gran colpo ricevuto e tali organi avevano sfondato il diaframma e invaso gli organi del torace spostandoli.
I Chirurghi hanno sperato di recuperare questa seconda giovane vita, anche lui 21enne, sottoponendolo ad un intervento chirurgico di urgenza e per 4 ore hanno cercato di risistemare i suoi organi nei posti giusti, dove madre Natura li aveva messi e ricucendogli il diaframma. Ma grande era stato il trauma per il giovane organismo e dopo 4 giorni dall'intervento il cuore del giovane ha ceduto ed anche lui è morto come il suo compagno di discoteca.
Queste morti creano turbamento anche in chi li soccorre e tenta con la sua Scienza di riportarli alla Vita, lottando con la Morte, ma soprattutto distruggono la vita dei loro familiari segnandola per sempre.
Tutto per la Discoteca.
L'ultima in ordine di tempo è la tragedia di Ancona: qui, come nella piazza di Torino, è bastato uno stimolo di qualche idiota o malintenzionato a provocare lo sbandamento della mandria di esseri umani i quali, impauriti dal nulla, si comportano esattamente come i bisonti, calpestando i corpi dei propri simili senza più lume di intelligenza ed Umanità.
Può la Discoteca, gli assembramenti di folla, valere la Vita?
Buonsenso e prevenzione sono l'unica possibilità di sfuggire ad un simile stolto destino. Sfuggire agli assembramenti, ai luoghi chiusi, anche una piazza strozzata come quella di Torino può esserlo... Più gente c'è più la percentuale di imbecilli o di malintenzionati cresce..
Il rumore, le droghe, la mancanza di sonno, sono tutte spinte verso la confusione, la perdita di lucidità e di controllo su sé stessi, e quand'anche si rimanga svegli e coscienti ci sarà qualcun altro che non lo sarà e che ci potrà trascinare verso la rovina.
Rita Coltellese *** Scrivere: Discoteche come i Saloon del Selvaggio West
E' di pochi giorni fa che alle 4 del mattino, tornando da una discoteca, forse per un colpo di sonno, il guidatore di un'utilitaria, 21 anni, è sbandato ad una curva prendendo una famigliola che, al contrario, scendeva in direzione opposta per andare ai Mercati Generali, prima dell'alba, per approvvigionarsi visto che di mestiere facevano i fruttivendoli.. Fortunatamente chi andava a lavorare e non aveva nessuna colpa nell'incidente è finito all'ospedale con ferite ma vivo, mentre il giovane conducente che tornava da una notte in discoteca è giunto cadavere in ospedale. Un suo amico che sedeva subito dietro di lui, ancora vivo, aveva tutti gli organi dell'addome spinti verso il torace per il gran colpo ricevuto e tali organi avevano sfondato il diaframma e invaso gli organi del torace spostandoli.
I Chirurghi hanno sperato di recuperare questa seconda giovane vita, anche lui 21enne, sottoponendolo ad un intervento chirurgico di urgenza e per 4 ore hanno cercato di risistemare i suoi organi nei posti giusti, dove madre Natura li aveva messi e ricucendogli il diaframma. Ma grande era stato il trauma per il giovane organismo e dopo 4 giorni dall'intervento il cuore del giovane ha ceduto ed anche lui è morto come il suo compagno di discoteca.
Queste morti creano turbamento anche in chi li soccorre e tenta con la sua Scienza di riportarli alla Vita, lottando con la Morte, ma soprattutto distruggono la vita dei loro familiari segnandola per sempre.
Tutto per la Discoteca.
L'ultima in ordine di tempo è la tragedia di Ancona: qui, come nella piazza di Torino, è bastato uno stimolo di qualche idiota o malintenzionato a provocare lo sbandamento della mandria di esseri umani i quali, impauriti dal nulla, si comportano esattamente come i bisonti, calpestando i corpi dei propri simili senza più lume di intelligenza ed Umanità.
Può la Discoteca, gli assembramenti di folla, valere la Vita?
Buonsenso e prevenzione sono l'unica possibilità di sfuggire ad un simile stolto destino. Sfuggire agli assembramenti, ai luoghi chiusi, anche una piazza strozzata come quella di Torino può esserlo... Più gente c'è più la percentuale di imbecilli o di malintenzionati cresce..
Il rumore, le droghe, la mancanza di sonno, sono tutte spinte verso la confusione, la perdita di lucidità e di controllo su sé stessi, e quand'anche si rimanga svegli e coscienti ci sarà qualcun altro che non lo sarà e che ci potrà trascinare verso la rovina.
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| E come al solito sono i benemeriti VV.FF., i medici e gli infermieri delle ambulanze e le Forze dell'Ordine mobilitati in piena notte per soccorrere... Lo vogliamo chiamare ancora divertimento? |
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venerdì 7 dicembre 2018
In ricordo di un'amica
6 gennaio 2018: 5 giorni prima di morire di una malattia rapida ed implacabile la mia amica Anna Maria scriveva il suo ultimo post.
E' un augurio lucido e consapevole che nella vita ci vuole fortuna e lei forse pensava che non ne aveva tanta se doveva andarsene proprio ora che poteva godersi i nipotini, ancora piccoli, e la pensione meritatissima.
Una donna forte dei suoi valori che ha tirato su i figli e svolto un lavoro di grande responsabilità ed impegno: è stata Caposala di Sala Chirurgica all'Ospedale Bambino Gesù di Roma. Tutto con il sorriso, la pazienza e l'ottima buona educazione che aveva.
Mi diceva anni fa del sacrificio che lei e suo marito dovevano fare per il lavoro: lui Medico presso un ospedale di Rieti e lei a Roma al Bambino Gesù. Gente come tanta, che non ha raccomandazioni che l'aiutino a ricongiungere il nucleo familiare... Gente come la mia famiglia.. Ma lei ne parlava con quella sua voce pacata, educata... Una vera signora. Inutile chiedersi perché... Lei era credente, chissà che risposte si sarà date.. Io non lo sono e so che quello che ci accade non risponde ad alcuna giustizia. Il caso governa le nostre cose: alcune se siamo bravi ed intelligenti riusciamo a prevenirle, altre no.
Avevamo origini vicine: anche le famiglie dei miei vengono da quella terra che sta un po' fra la provincia di Rieti e un po' fra quella di L'Aquila. Generosa come era mi aveva offerto di andare a presentare qualcuno dei miei libri di narrativa presso un'Associazione Culturale di cui faceva parte, in provincia di Rieti, dove aveva una bella villetta che era il suo "buen retiro".
Se ne è andata a 67 anni la mia amica: come cantava in una canzone Nada "..nella vita ci vuole fortuna, una rivincita non ci sarà...", come ha pubblicato lei "culo", appunto.
Nata a Roma nel 1946. Ha pubblicato "Normalità Apparente" nel 2006 e "Il Romanzo dell'Università" nel 2007 per i tipi dell'Editore MEF-Firenze; "L'Uomo Cane" nel 2010 e "Mostri e Ritratti" nel 2011 per i tipi dell'Editore Universitalia di Onorati S.r.l.-Roma. Una sua poesia è stata pubblicata nell'Antologia "Fili di Parole " di Giulio Perrone Editore S.r.l.-Roma nel 2008.
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