sabato 14 aprile 2012

"Il cardellino addolorato"


Napoli - Il SecoloXIX
Rapinato per un cardellino bianco 
Bastano dieci secondi, una pistola puntata, alle sette e mezza di sera. Due malviventi, passamontagna calato sul volto, fanno irruzione nel negozio di elettronica di Paolo Cursale, 60 anni, nel quartiere Arenaccia di Napoli. Non una parola. La cassa non la guardano nemmeno. Cercano qualcosa d’altro. Di più prezioso. Un cardellino bianco che trilla dietro al bancone. I due malviventi, non certo degli esperti avicoltori, si sono fatti consegnare la gabbia del prezioso animale. Poi, forse per evitare un imbarazzante scambio di animali, ne hanno staccata e rubata anche una seconda, quella di un cardellino femmina di nessun valore. E proprio questo dettaglio ha orientato gli inquirenti in una direzione: una rapina su commissione.
Ma è l’antefatto, forse, il momento più bizzarro della storia. Il commerciante sessantenne ha infatti riferito di uno strano cliente che a più riprese si è presentato in negozio dimostrando particolari attenzioni per l’animale. Bellezza e rarità del cardellino l’avevano ammaliato: voleva comprarselo a tutti i costi. Prima una offerta di quattromila, poi settemila, infine l’iperbolico rilancio a cinquantamila euro. Ma nulla da fare. Carusale non accetta. «Quel cardellino l’ho visto nascere, l’ho accudito, e il suo canto mi teneva compagnia nelle ore di lavoro», ha spiegato ancora scosso il commerciante napoletano. Grande appassionato di uccelli, Carusale era ben consapevole del valore di quell’animale molto raro. Il cardellino bianco è infatti un esemplare «portatore di colore». Una caratteristica, questa, che permette al volatile, se accoppiato con un altro cardellino, di generare sia una nidiata di uccelli dai colori vivacissimi sia altri cardellini bianchi con le stesse caratteristiche del genitore.
Doveva saperlo bene quell’uomo disposto a fare carte false per averlo. Ma la risposta di Caruso è stata secca: «Il cardellino non ha prezzo». Mai l’avrebbe venduto. Nessuna cifra per quel canto a cui si era affezionato. Anche se economicamente parlando l’offerta sembrava di quelle che non si possono rifiutare. «Un uccello di quel tipo vale circa 500 euro», spiega Mario Verner, delegato provinciale della Lipu di Genova. Il prezzo di un cardellino comune nato in gabbia si aggira intorno ai 100, mentre di cattura viene venduto sottobanco a 50. «Ma si tratta di una pratica illegale e molto dannosa per l’ambiente», sottolinea Verner. Se fino al 1976 era possibile appropriarsi di questi volatili ora la cattura è considerata reato penale. «Per ottenere un cardellino bianco in cattività– continua Verner – si devono incrociare più generazioni di parenti». L’uccello che si ottiene, dalla livrea albina, si definisce scientificamente come malato di leucimismo. Quel colore tanto prezioso per l’uomo in natura è piuttosto un “difetto”. «Il bianco non permette all’uccello di mimetizzarsi facendolo diventare così una preda facile», conclude Verner. Bellezza straordinaria e fragilità. Per questo per l’antica cultura pagana questo piccolo uccello, grande quanto un passero, rappresenta l’anima dell’uomo che vola via in punto di morte.

Mi è venuto subito in mente il romanzo un po' favolistico e un po' stralunato di Anna Maria Ortese, ambientato proprio a Napoli....
Una storia così non poteva che accadere a Napoli, città dai volti, a volte, del degrado, ma città di poesia e di cuore...
Un signore che si innamora di un cardellino e offre per averlo un prezzo spropositato! Poi, non riuscendoci, paga due mariuoli scarcagnati che non sanno neppure distinguere qual'è il cardellino giusto e, per non sbagliare, se ne portano via due!
E il poetico proprietario che (stavolta lui!) rimane addolorato senza più il suo cardellino ed il suo melodioso trillo!

Un cardellino bianco

Comunicato





COMUNICATO STAMPA 
CON PREGHIERA DI DIFFUSIONE

Il grande bluff della Provincia di Roma: come far finta di rispettare il referendum dando ad Acea 1,32 miliardi di euro di “remunerazione” per l’acqua.


“State tranquilli, Roma come Belluno applicherà il referendum, eliminando la remunerazione del capitale investito”. Queste sono - in sintesi - le parole che alcuni sindaci dell’Ato 2 - ambito idrico gestito da Acea - hanno ascoltato nelle riunioni informali dei giorni scorsi, convocati dalla Provincia di Roma prima delle decisioni che verranno prese nella prossima conferenza del 17 aprile. Tra le delibere da votare c’è anche un atto che - almeno sulla carta - azzera la remunerazione del capitale investito, come previsto dal referendum di giugno. 

C’è però un trucco, anzi, un grande bluff.
Partiamo dai numeri, che non tornano. Tra le tabelle allegate alle bozze delle delibere sulle quali il 17 aprile i sindaci dovranno esprimersi c’è il quadro sinottico del ricavo garantito al gestore, ovvero la multinazionale Acea spa: sommando le cifre riportate nel riquadro “ricavo” si arriva a 1,32 miliardi di euro, dal 2012 al 2024. Un incasso record, pronto a finire nei dividendi dei nuovi soci privati che il comune di Roma sta cercando e dei tradizionali azionisti, quali Caltagirone e la francese Suez. Un bottino ghiotto che il referendum aveva spazzato via, come è noto a tutti i 27 milioni di italiani che il 12 e 13 giugno votarono per i quesiti sull’acqua.

Dov’è, dunque, il trucco?
Secondo la bozza di delibera preparata dagli uffici della Provincia di Roma l’azzeramento della "remunerazione del capitale investito” riguarderà solo gli investimenti decisi dopo il referendum di giugno.
In teoria sembra una decisione di buon senso, ma, come è noto, il diavolo si nasconde nei dettagli. Nel pacchetto degli “investimenti” già fatti c’è poco meno di un miliardo di euro di capitalizzazione iniziale di Acea. Un valore che venne stabilito prima della firma della convenzione, avvenuta nel 2002, che comprende teorico valore di mercato del settore acqua della multinazionale romana. 
Ebbene quella cifra verrà integralmente riportata anno dopo anno, sommandosi agli investimenti deliberati prima del giugno 2011, generando un sette per cento di utile - ovvero proprio quella remunerazione del capitale che il referendum ha abrogato - altissimo, che corrisponde a circa il 18% della bolletta dell’acqua. Questa cifra non viene neanche sfiorata dalla proposta di delibera, che sostanzialmente non cambia nulla rispetto alla tariffa del sistema idrico integrato. 
Altro che accoglimento del risultato dei referendum…

Si tratta, dunque, di un’operazione di marketing, una sorta di cipria che si vuole spacciare ai sindaci come una decisione rivoluzionaria.
Siamo sicuri che i primi cittadini sapranno smascherare il grande bluff, respingendo al mittente la proposta di delibera. 
Ricordiamo che la vera abrogazione del 7% di remunerazione del capitale la stanno già attuando i cittadini, con la campagna di obbedienza civile, decurtando quella parte di tariffa abrogata dai
referendum.

Coordinamento dei comitati acqua pubblica Castelli romani

Acqua e democrazia

Da: Il Post - 14 giugno 2011

Non sarà facile rimuovere il “significato politico” del risultato dei referendum dal dibattito, e probabilmente sarebbe anche poco realistico ignorare il valore del voto per il confronto tra maggioranza e opposizione. Ma in ogni caso si è votato su dei quesiti concreti anche se un po’ farraginosi, e il Corriere e la Stampa oggi provano a spiegare quali saranno le conseguenze concrete su quei quesiti concreti.
Acqua
È il tema su cui è più difficile capire cosa succederà, così come era difficile capirlo prima del referendum. “Ha prevalso il principio di salvare qualcosa dall’invadenza del mercato”, è l’analisi di Massimo Mucchetti a proposito del “plebiscito” nei referendum sulla privatizzazione della gestione, ricordando che il Corriere aveva suggerito di votare invece “no” all’abolizione delle norme, “per avere il servizio migliore ai costi più bassi possibili”. Ma come spiega Raffaello Masci sulla Stampa, c’è già un problema di omogeneità tra le norme italiane e quelle europee. “In sostanza si attendono lumi da una nuova legge”, ma intanto dovranno essere i Comuni a organizzarsi. L’obbligo di privatizzare almeno il 40% delle società idriche è stato abolito, ma la facoltà di farlo rimane: solo che con il risultato del secondo referendum i privati non hanno più interesse nel mercato. Quelli che però sono già entrati potrebbero secondo Masci, fare ricorso “per il repentino cambiamento, che trasforma i loro investimenti in flop”. Il rischio è che alzino le tariffe. Una soluzione sarebbe che il pubblico si ricompri tutto, ma non si sa da dove possano venire i soldi. Mucchetti propone un’Authority che coordini il caos che potrebbe nascere nei diversi comuni, ma si mostra preoccupato. Restano i limiti e le carenze dell’attuale gestione del servizio in molte zone d’Italia.

""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""

Questo articolo già diceva tutto di ciò che ora sta accadendo. Al di là di quello che gli italiani sanno e sentono dai media a livello nazionale, possono nella loro zona, nei territori in cui vivono, rendersi conto di quanto sia difficile vivere una vera democrazia.
Della democrazia abbiamo ancora la libertà di espressione, di fare satira politica, ma mi sembra ben poco altro. Lo Stato non è dei cittadini, ma dei politici che ci derubano, dei burocrati che ci vessano, dei magistrati lontani ed assenti dai problemi pressanti e quotidiani che esigerebbero giustizia. 
Ciascuno di noi si misura ogni giorno con questa realtà: ai problemi i politici non rispondono, in televisione sì, per la facciata, e dicono bugie.
Un esempio recente: Antonio Di Pietro fa il paladino a parole delle esigenze dei cittadini. Nelle ultime due apparizioni televisive, a parte strabuzzare gli occhi ed esprimersi come una macchietta nell'intento forse di piacere di più alle persone semplici, ha detto l'ennesima bugia: "Nelle municipalizzate basta un Amministratore unico." Bene. Allora perché in ACEA ATO2 il suo partito ha messo come Vicepresidente del Consiglio di Amministrazione l'ex-segretario politico IdV del Lazio? 
Ieri, alla riunione dei Comitati dell'Acqua dei Castelli Romani, si diceva che il C.d.A. di ACEA ATO2, come ACEA tutta, si preoccupa soltanto di distribuire i dividendi agli azionisti, oltre a prendersi bei soldi per le poltrone che occupa.
Italia dei Valori è lì con il suo uomo che, smentendo il Pinocchio Di Pietro, prende i soldi e se ne fotte dei problemi dei cittadini: migliaia di cittadini dei numerosi comuni dei Castelli Romani.
Da quando nel 2007 ACEA ATO2 è subentrata al Consorzio che gestiva gli acquedotti dei Castelli Romani i cittadini hanno verificato la seguente situazione reale e paradossale insieme:
1) Larghe zone di TUTTI i Comuni interessati in cui da anni si aspetta la costruzione della rete fognaria, per cui da anni in Regione Lazio sono stati stanziati dei soldi (tanti) che si spendono in tranches di appalti per costruire piccoli tratti, si sono viste fatturare le fognature fantasma; a nulla sono valse le proteste verbali e scritte di farsi togliere una fatturazione per un Servizio NON reso, gravato dell'IVA al 10%; ACEA ATO2 non risponde ai cittadini se non per chiedere i disegni dei pozzi neri delle abitazioni che, qualora si abbiano, si scopre che in tutto o in parte sono superati dalle nuove leggi e andrebbero rifatti. E' una situazione paradossale in cui si chiede al cittadino di pagare per un Servizio che ACEA ATO2 non può dare perché la rete fognaria NON ESISTE, come non esiste per questi cittadini NESSUNA DOCUMENTAZIONE DI ALLACCIO IN FOGNA, però esiste la fatturazione più tassa!
Se protestano debbono pagare un geometra per rifare a norma recente il pozzo o adeguarlo con spese ingenti, mentre i soldi pubblici per la costruzione della rete fognaria vengono appaltati con ritardo e un poco per volta!
ACEA ATO2 non è una municipalizzata che rende un Servizio al cittadino ma, peggio di un privato che potrebbe essere denunciato per falsa fatturazione, impone LE SUE REGOLE alla faccia del cittadino, inascoltato e beffato.
ACEA ATO2 può fare tutto, il cittadino niente! Anche se si organizza in Comitati. E' la morte della democrazia e la dittatura di chi dovrebbe invece stare al nostro servizio. 
2) Dal 2007 per tutte le strade di TUTTI i Comuni dei Castelli Romani i cittadini vedono aprirsi polle di acqua che diventano ruscelli che scorrono per giorni e giorni, addirittura per mesi, senza che nessuno intervenga. I giornali locali pubblicano foto di questo e quell'evento, documentano che il Servizio ACEA, quantunque chiamato, non interviene. 
Ieri, alla riunione dei Comitati dell'Acqua che si teneva nella bella Sala Consiliare del Comune di Genzano, una cittadina di quel comune ha chiesto al suo Sindaco, l'unico presente, come mai da mesi c'era una polla d'acqua che fuoriusciva dalle tubazioni dell'acquedotto proprio davanti all'Ospedale cittadino. Il Sindaco ha esternato la sua impotenza e quella di tutti i Sindaci del Territorio, con cui aveva avuto un incontro nei giorni precedenti in vista della Conferenza dei Sindaci che si dovrebbe tenere il 17 aprile p.v..
3) Nonostante il risultato del Referendum sull'acqua, ed ormai in stile con altri risultati referendari assolutamente disattesi (finanziamento pubblico dei partiti, responsabilità civile dei giudici), ACEA ATO2 non rispetta la regola che ne è scaturita e che è chiaramente espressa dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 26/2011.
Ma ACEA ATO2 non è nuova a questa pratica: ricordo la  sentenza della Corte Costituzionale n. 335/2008 applicata per modo di dire.

1999 - Uno studio del WWF


Secondo un monitoraggio della Provincia di Roma (1999), per quanto attiene ai depuratori dei Castelli Romani, è venuto fuori che essi risultano, ove presenti, inadeguati; essendo dotati di una capacità depurativa inferiore al numero di abitanti allacciati alla rete. Comunque, per avere un’idea ottimistica e parziale sulle ricadute ambientali derivanti dallo stato dei depuratori, si è considerata la sola capacità depurativa degli impianti rapportata al reale fabbisogno depurativo.
Dalla lettura della tabella emerge in maniera inconfutabile la carenza degli impianti e delle loro capacità depurative. Un’altro fattore che influisce sul mal funzionamento è da ricercarsi nel conferimento agli impianti di depurazione di acque nere miste a quelle bianche; commistione che influisce negativamente sul processo depurativo. Inconveniente, che anche oggi, nelle nuove realizzazioni di reti fognarie non si tende ad eliminare.
COMUNE               FABBISOGNO DEPUR. ABIT. EQUIV.                       *CAPACITA’ DEPUR. COMUNALE ABIT. EQUIV.  
Lanuvio         10.791                                                                                                                                   7.000                                                                                                   
Nemi                        2.063                                                                                                                                    5.000

Rocca di Papa         16.521                                                                                                                                    9.400
Montecompatri        21.173                                                                                                                                    7.200 + 1.200
Rocca Priora           12.150                                                                                                                                    3.000
Velletri                   49.457                                                                                                                                    1.500
Lariano                 11.500                                                                                                                                     2.000
Castel Gandolfo       9.850                                                                                                                                    5.700
Monte P. Catone     15.871                                                                                                                                   12.000
Colonna                  3.996                                                                                                                                    4.300
Frascati                 29.122                                                                                                                                    2.900
Grottaferrata         24.022                                                                                                                                   20.000
Ariccia                  20.241                                                                                                                                   17.000
Genzano               23.211                                                                                                                                    35.000
Marino                 57.614                                                                                                                                    20.600
Albano Laziale      35.664                                                                                                                                    ??????
Ciampino             36.464                                                                                                                                    27.000

(Dati provincia di Roma 1999 e C.I.As.Co.). Nel 1999 si salvavano solo Nemi e Genzano.
Questi dati sono stati confermati da un’indagine della Guardia di Finanza, resa nota nella primavera del 2006, che ha portato alla luce quanto da molto tempo le Associazioni Ambientaliste temevano, e cioè che l’80% dei depuratori della Provincia di Roma non funzionano, cioè non depurano, e il restante 20% è quasi ai limiti di sostenibilità.
In questa indagine i depuratori della zona dei Castelli Romani sono risultati inefficienti, come confermato in precedenza dalla tabella, costruiti per un numero di abitanti equivalenti minore
rispetto alla realtà esistente sul territorio.


2012: La situazione è uguale o peggiorata. Nell'acqua di alcuni comuni c'è presenza di arsenico oltre la soglia consentita, non solo dalle leggi europee, ma anche e soprattutto dai parametri sanitari in difesa della salute pubblica. Ma i cittadini debbono pagarla ugualmente poi debbono acquistare acqua in bottiglia per sopravvivere: doppia spesa. Come coloro che pagano l'autospurgo per i pozzi neri e pagano ad ACEA pure le fognature inesistenti. 
Acquedotto Romano: 2000 anni fa così......
OGGI COSI'.......

Schadenfreude



Da: Presseurop.eu

Ora che tutta Europa parla tedesco, fareste meglio a imparare questa parola: Schadenfreude. Significa "gioire delle sventure degli altri". In quasi tutte le altre lingue non esiste una parola corrispondente, tanto che il termine tedesco sta già diventando di uso comune. Anche perché non si tratta di un sentimento esclusivamente tedesco.
Nella triste Europa dei giorni nostri la Schadenfreude è un elemento dominante, come dimostrano le ultime dichiarazioni di Mario Monti e di Nicolas Sarkozy. Le sventure di un paese suscitano l'allegria degli altri, che in questo modo sperano di esorcizzare le proprie miserie.

Da: Silvia O.
Monti ha detto che lo  spread sale perchè  paghiamo di rimbalzo la crisi della Spagna. E' la seconda volta che punta il dito sulla Spagna e questa volta Rajoy gli ha risposto per le rime, con  classe e signorilità.

Da: El Mundo
"Rajoy reclama prudencia a Monti"
El presidente del Gobierno, Mariano Rajoy, ha mandado un mensaje directo al primer ministro italiano, Mario Monti. Le ha reclamado "prudencia" en sus declaraciones después de haber culpado a España de la subida de la prima de riesgo italiana.
"Nosotros, el Gobierno y los españoles no vamos contra nadie (non andiamo contro nessuno), no hablamos de otros países (non parliamo di altri paesi), les deseamos lo mejor" (auguriamo a tutti il meglio), ha afirmado. "Lo bueno para España es bueno para la zona euro (quello che è buono per la Spagna è buono per la zona euro), y todos tenemos problemas y nosotros trabajamos para solucionar los nuestros (tutti abbiamo problemi, noi lavoriamo per risolvere i nostri problemi), pero también para ayudar a la zona euro"(però anche per aiutare tutta la zona euro), ha añadido (ha aggiunto). "Y a los demás les pedimos que sean prudentes porque todos queremos una Europa fuerte en un euro fuerte", han sido sus palabras, pronunciadas ante sus propios diputados. (Agli altri (Monti) chiediamo che siano prudenti perchè tutti vogliamo una Europa forte e un euro forte). 


Una bella lezione di stile, non c'è che dire.
Monti deve fare un lavoro che l'ex-comunista Napolitano ha chiamato a fare dopo il disastro del Governo formato dalla coalizione Berlusconi-Bossi-Fini che, grazie ad una legge elettorale fatta da Calderoli, era arrivata al potere.
Farebbe bene a guardare dentro questo Paese ai mali che l'affliggono, le resistenze che incontra se prova a spodestare certi poteri che tolgono ossigeno agli italiani... invece di puntare il dito verso Paesi fratelli.

venerdì 13 aprile 2012

Grazie a chi mi legge

Come si può leggere in fondo alla pagina a sinistra abbiamo superato i 13.000 ingressi in poco più di un anno.
Oltre a pubblicizzare la mia piccola opera letteraria, ho aperto a tutti uno spazio di discussione che vorrebbe vedere chi legge non solo ricevitore passivo ma anche partecipativo. Pochi però lo fanno. Alcuni mi inviano delle e-mail all'indirizzo che ho messo a disposizione nel mio profilo, ma non si aprono al commento pubblico, anche se si può scegliere l'anonimato.
Gradirei anche delle critiche, che ritengo sempre costruttive.
Grazie.


Rita Coltellese
Questa è la foto che inizialmente era nel mio profilo, cambiata poi con la copertina della Raccolta di racconti "Mostri e Ritratti". Spiaggia di Sabaudia, primavera 2010.

giovedì 12 aprile 2012

Considerazioni sul caso Roberta Ragusa

Ho già dedicato tre post a questo terribile caso:
25/03/2012 "Roberta Ragusa come tante, troppe"
27/03/2012 "Abbagli"
07/04/2012 "Roberta Ragusa e i ritrovamenti casuali"


Non voglio dunque ripetere cose già dette, riflessioni e considerazioni già fatte. Dirò soltanto che nessuna informazione giornalistica ha dato risposta a due domande:
1 - Hanno i RIS esaminato il furgone della Società che gestisce i servizi comunali che era nella disponibilità del marito di Roberta? Oppure no? E se no, perché?
2 - Hanno gli inquirenti approfondito le voci sulla disponibilità di accesso all'inceneritore da parte del marito di Roberta sempre in funzione al suo lavoro? 
Questo, comunque, andava fatto subito. Non comprendo come mai, di fronte ad una scomparsa così evidentemente anomala, ci si muova a mesi di distanza, lasciando all'eventuale assassino la possibilità di cancellare quante più tracce possibili del suo misfatto.
Questa donna aveva due figli in un'età in cui la mamma è tutto. Dico aveva perché ho un'idea ben precisa della fine che ha fatto questa sfortunata donna. Si continua a far finta che sia viva, a girare intorno ad improbabili avvistamenti, ma non si va ad aprire nemmeno il pozzo di casa...

Infine non so se sono gli inquirenti a mettere in giro certe informazioni che i giornalisti riprendono, nel qual caso si potrebbe sperare che stanno lavorando bene, o se sono sciocchi certi cronisti che non sanno cosa scrivere su questo caso senza novità da mesi, ma mi fa ridere leggere che il marito e l'amante sono rimasti in casa quella notte perché i rispettivi cellulari sono sempre stati agganciati dalle celle della zona dove rispettivamente abitano: ci si può muovere da casa senza cellulare, proprio per non essere tracciati, ormai lo sanno anche i ragazzini e penso che lo sappiano anche i Carabinieri.

Il Poema di François Cheng

Continuo la pubblicazione della lunga e bella Poesia del Grande Poeta e Scrittore François Cheng con la relativa traduzione per chi non conosce la lingua francese.
La poesia è stata pubblicata sulla rivista letteraria "Po&Sie", n. 134 Editore Belin. 


François  Cheng

"Élégie de Lerici"
à Shelley

Séjour divin? Séjour humain! Prenant part
aux rires et pleurs des pêcheurs d'alentour,
sous le soleil généreux, tu n'as garde d'oublier
tous les damnés de ton ancienne contrée,
leurs ruelles humides, leurs prisons moisies...
Comment nier cependant  que la beauté a lieu?
Rien ne peut plus faire qu'elle renie sa splendeur.
Son élan se perpétue; nous-mêmes nous changeons.
Poussières d'entre poussières, vanité
des vanités? D'où vient alors l'inapaisable
Émoi? D'où ce lancinant effarement?
Perdu au sein de l'immense, espace d'un éclair,
Ce grain de poussière fait homme, par quelle
magie, a vu, a entendu, s'est ému, s'est mué
en langage, en échange, en longs chants
de révolte, de tourment, de louange?
Chanter, c'est bien cela! Chanter, n'est-ce-pas
résonner? À quoi d'autre, sinon à l'Être?
Chanter, vraiment chanter, c'est se hausser
À l'incessant appel de l'Être, c'est être!
Serions-nous par hasard, de ce cosmos,
le cœr battant et l'œil éveillé?
Au gré du Souffle, toujours plus hauts, plus clairs,
ignorant les limites, nous répons à l'appel,
Chargés de tant de désirs inassouvis,
vont jusqu'aux confins de l'eternel.







Per chi non conosce il francese tento qui una traduzione per la comprensione del testo:

Elegia di Lerici
a Shelley

Soggiorno divino? Soggiorno umano! Prendendo parte
alle risa ed ai pianti dei pescatori intorno,
sotto il sole generoso, tu non badi di dimenticare
tutti i dannati della tua antica contrada,
le loro viuzze umide, le loro prigioni ammuffite...
Come negare tuttavia che esiste la bellezza?
Niente può fare che rinneghi il suo splendore.
Il suo slancio si perpetua, noi stessi cambiamo.
Polveri fra le polveri, vanità
delle vanità? Da dove viene allora l'implacabile
turbamento? Da dove questo lancinante smarrimento?
Perduto nel seno dell'immenso, spazio di un baleno,
questo grano di polvere fatto uomo, per quale 
magia, ha visto, capito, si è commosso, si è tramutato 
in linguaggio, in scambio, in lunghi canti
di rivolta, di tormento, di lode?
Cantare, questo è bene! Cantare, non è
risuonare? A cos'altro se non all'Essere?
Cantare, veramente cantare, è innalzarsi
all'incessante richiamo dell'Essere, è essere!
Saremmo noi per caso, di questo cosmo,
il cuore battente e l'occhio sveglio?
Al gradimento del Soffio, sempre più alti, più chiari,
ignorando i limiti, noi rispondiamo alla chiamata,
carichi di tanti desideri insoddisfatti,
vanno fino ai confini dell'eterno. 

Senatori della Repubblica Italiana!

Sicuramente gli investitori stranieri non vengono in Italia per via dell'articolo 18, non certo per il basso tasso di moralità pubblica che porta con sé corruzione e una burocrazia ed una giustizia lente e sciatte, adeguate al quadro di insieme....
L'Italia ha il cancro ma nessuno si azzarda ad asportarlo chirurgicamente e non risponde alla chemioterapia né alla radio... Stanno provando a lasciarlo in loco applicando una ipertermia... 

Un campionario umano di chi ci rappresenta in Senato!


15 febbraio 2012 - Da: Lettera 43
La Casta salva un altro dei suoi membri. La giunta delle immunità del Senato con 12 sì e 7 no ha archiviato la nuova richiesta d'arresto a carico dell'ex senatore del Partito democratico Alberto Tedesco (accusato di associazione a delinquere), avanzata dalla procura di Bari, per l'inchiesta sulla sanità pugliese.
Hanno votato a favore dell'archiviazione Popolo della libertà e Lega Nord, contro Partito democratico e Italia dei valori che hanno protestato per la «strage di diritto».
Ma la Lega Nord non ci sta: «Bugie, abbiamo votato a favore della richiesta di arresto».
Il SENATORE Alberto Tedesco...

AGI) - Roma, 12 apr. - Altri tredici milioni di euro, oltre a quelli gia' documentati con riferimento al periodo 2007-2011, potrebbero essere spariti dalle casse della Margherita. E' quanto affermano i consulenti nella relazione che questa mattina e' stata consegnata ai magistrati della procura di Roma, nell'ambito dell'inchiesta sull'ex tesoriere Luigi Lusi.

Il SENATORE Luigi Lusi...

Rapporti con la mafia 

Andreotti è stato sottoposto a giudizio a Palermo per associazione per delinquere. Mentre la sentenza di primo grado, emessa il 23 ottobre 1999, lo aveva assolto perché il fatto non sussiste, la sentenza di appello, emessa il 2 maggio 2003, distinguendo il giudizio tra i fatti fino al 1980 e quelli successivi, stabilì che Andreotti aveva «commesso» il «reato di partecipazione all'associazione per delinquere» (Cosa Nostra), «concretamente ravvisabile fino alla primavera 1980», reato però «estinto per prescrizione». Per i fatti successivi alla primavera del 1980 Andreotti è stato invece assolto.

Il SENATORE a Vita Giulio Andreotti...

Il SENATORE a Vita Emilio Colombo




Da: La Repubblica.it 2010 ROMA - "La cocaina di Giuseppe Martello era per me. Sono un assuntore da non molto, non più di un anno, un anno e mezzo. Rocco Russillo e Stefano Donno non sapevano assolutamente niente, telefonavano soltanto ma non erano a conoscenza di che cosa si trattasse". Queste le dichiarazioni fatte dal senatore a vita Emilio Colombo giovedì scorso, davanti ai magistrati titolari dell'inchiesta...

La democrazia siamo noi popolo




Invito

Assemblea tra Comuni, Cittadini e Comitati per l’Acqua dei Castelli Romani

Il 13 aprile alle ore 17.00 presso l’Aula Consiliare del Comune di Genzano si terrà la Seconda Assemblea tra Comuni, Cittadini e Comitati per l’acqua dei Castelli Romani.

Molti gli argomenti in discussione: il nuovo Regolamento del sistema idrico integrato proposto dalla Provincia; la revisione della tariffa dopo il referendum dello scorso anno; la qualità del servizio di Acea Ato 2 e le penali da applicare per gli anni passati; i possibili aumenti delle bollette, che verranno proposti durante la prossima conferenza dei sindaci. Una serie di decisioni che colpirebbero pesantemente i cittadini.

In questa occasione tutto il territorio potrà presentare le proposte da essere poi portate dai Comuni alla Conferenza dei Sindaci prevista per il 17 aprile (presso la sede della Provincia di Roma).

Partecipate numerosi perché si scrive acqua ma si legge democrazia!


Per contattarci:



mercoledì 11 aprile 2012

Schizzi di fango

Da: AGI.it
(AGI) - Bari, 11 apr. - Il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola ha ricevuto un avviso di conclusione indagini di un'inchiesta sul concorso per primario di chirurgia toracica all'ospedale S. Paolo di Bari e gli si addebita di aver favorito la nomina del professore Sardelli con la contestazione di concorso in abuso d'ufficio. A renderlo noto e' stato, nel corso di una conferenza stampa, lo stesso Nichi Vendola. "Sono anni di attivita' investigative, di ascolto di intercettazioni, credo di potermi dichiarare assolutamente sereno come in passato, sempre, perche' credo se c'e' un tratto che ha contraddistinto in tutti questi anni la mia azione e' stato sempre quello di garantire la tutela dell'interesse pubblico, la tutela del diritto alla salute, la tutela della trasparenza, la tutela del buon andamento della Pubblica Amministrazione".
  Lo ha dichiarato il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola spiegando, dopo aver reso noto dell'avviso di conclusione delle indagini, di aver ritenuto "importante, essendo stato depositario di questo atto, darne conto alla stampa".
  "Vorrei ringraziare il professore Sardelli,che conoscevo per chiara fama, per essere una vera promessa nell'ambito della scienza medica, non solo per essere una delle piu' autorevoli eccellenze sanitarie nella nostra Regione - ha aggiunto - ma per aver portato nell'ospedale San Paolo, territorio di frontiera, il suo talento, per aver sperimentato tecnologie di avanguardia, per essere diventato un punto di riferimento internazionale".
  "Questa mattina - ha detto il governatore - ho ricevuto dalle mani di alcuni finanzieri l'avviso di conclusione delle indagini su un filone d'inchiesta che riguarda il concorso per primario di chirurgia toracica nell'ospedale S. Paolo di Bari che e' stato vinto dal professore Paolo Sardelli e mi si addebita di aver favorito la sua nomina. Questa accusa - ha precisato ancora Vendola - nasce soltanto dalle dichiarazioni di Lea Cosentino (ex-direttore generale della Asl di Bari e coinvolta in altre inchieste sulla sanita' in Puglia, ndr) che asserisce che all'origine di questa mia interferenza ci sarebbe la mia amicizia con Sardelli elemento gia' da questi smentito mesi fa". "A questo concorso, come a tutti i concorsi - ha spiegato Vendola - mi sono interessato nella misura di chiedere che fossero concorsi veri, che avessero una platea credibile di partecipanti e che potesse vincere il migliore". "Chiunque, qualunque direttore generale sa che i miei unici interventi rari, relativamente ai concorsi, sono stati sempre mirati alla raccomandazione che potesse vincere il migliore - ha aggiunto - nell'ambito di questa indagine si appura ovviamente che il professore Sardelli era comunque il migliore, cioe' non viene messa in dubbio la qualita'". "Mi accusa la dottoressa Cosentino, mi accusa sulla base di sue dichiarazioni rese tre mesi fa, non suffragate da nessun altra prova, nessun altra documentazione, mi accusa una persona che e' animata da forte risentimento nei miei confronti, avendola io licenziata al momento del suo coinvolgimento nelle inchieste sulla malasanita' - ha precisato ancora - la dottoressa Cosentino e' comprensibilmente animata da rancore nei miei confronti, tanto animata da rancore che ha fatto causa recentemente alla Regione chiedendo un risarcimento di tre milioni di euro". "Nell'atto di chiusura delle indagini ci sono dei virgolettati- ha raccontato nel corso della conferenza stampa Vendola - virgolettati che piu' o meno sono questi: "non preoccuparti ti copro io" e "questa cosa la devi fare a tutti i costi...deve vincere per forza Sardelli". Questi virgolettati non sono attribuibili a me ma sono attribuibili alla dottoressa Consentino che liberamente descrive i fatti secondo la sua memoria". "Non sono intercettazioni - ha precisato - sono frasi che la Cosentino dice nell'interrogatorio che ha reso a gennaio scorso, due-tre mesi fa". Nelle indagini, ha aggiunto, "siamo soltanto io e la Cosentino, la Cosentino come autrice di abuso d'ufficio e io come istigatore dell'abuso d'ufficio. Senza le frasi specifiche che dice la Cosentino nell'interrogatorio non si sarebbe potuto prefigurare un capo d'imputazione nei miei confronti". "Ricordo una frase molto significativa confermata dal principale imputato nelle indagini sulla malasanita', cioe' Gianpaolo Tarantini. La frase diceva cosi': "la dottoressa Cosentino era terrorizzata dal fatto che Vendola potesse sapere che commetteva illeciti". Questo e' il quadro reale". Ha sottolineato ancora Vendola. "Permettete che io legga quello che scriveva un gip in una richiesta di archiviazione: "quanto alla posizione del presidente Vendola, gli stessi commenti che formulano i soggetti interessati, Tedesco e Lea Cosentino, dimostrano l'assenza non solo di condotte ma ancor prima di finalita' e obiettivi dell'azione politica che possano in qualche modo dimostrare l'esercizio di pressioni e condizionamenti dell'attivita' istituzionale'".

E' evidente che l'accusata chiama a correo Nicola Vendola un po' per vendetta e un po' perché chi è nel fango cerca di tirarci dentro anche gli altri. Ci vogliono prove che qui non ci sono.