martedì 12 febbraio 2013

Grillo e lo spauracchio "della fine della Grecia"

Da: La Stampa.it

Monti su Grillo:

Il primo affondo di giornata è di Mario Monti: «Grillo, per una volta, vada in una piazza greca anziché nelle piazze italiane e vedrà la disperazione, la protesta e anche piazze piene di neofascisti. Se lui vuole con le sue urla e il suo populismo dannoso trasformarci nella Grecia faccia pure. Io non voglio niente a che fare con questo populismo». Intervenendo a Uno Mattina, il Professore si è rivolto con sarcasmo nei confronti di Grillo rivolgendosi direttamente al comico e chiedendosi se poi il leader del Movimento 5 Stelle esista davvero. Certo, ammette il premier, esiste perché «riempie le piazze» ma, aggiunge subito, «non diciamo sciocchezze che portano la gente ad avere ancora più confusione in testa». Il premier ha quindi risposto alle critiche rivoltegli nei vari comizi dal comico genovese: «Io farei gli ordini dell’Europa? Io sono riuscito assieme alla tenacia degli italiani a uscire dal disastro finanziario dicendo no all’Europa che voleva darci dei prestiti per salvarci. Se l’avessimo fatto saremmo oggi come la Grecia. Grillo, per una volta, vada in una piazza greca anziché nelle piazze italiane e vedrà la disperazione la protesta e anche piazze greche piene di neofascisti. Se lui se la sente di prendersi la responsabilità, con le sue urla, di trasformare l’Italia nella Grecia, faccia pure. Io non voglio niente a che fare con questo populismo. Simpatico e spiritoso, ma dannoso». 
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Monti, con una certa superficialità, attribuisce alle intenzioni ed al programma del Movimento 5 Stelle l'eventuale "caduta tipo Grecia".
Ma le ragioni della situazione greca tutti possono saperle facendo un minimo di ricerche su Internet e sono ben lungi dall'esser dovute al "populismo"!!
Di Pietro, che in casa propria non si accorge di niente e quindi dovrebbe solo stare zitto, dichiara di aver avvertito Monti ben 42 volte nel corso del 2012 su: "«avvertito formalmente sia dall'Italia dei Valori che da me personalmente sia per la vicenda Monte dei Paschi di Siena sia per la vicenda della Finmeccanica con ben 42 interventi in Parlamento, tra interrogazioni, mozioni, istanze e interventi in Aula, non solo non ha preso atto delle denunce che noi avevamo fatto e neanche di copie delle denunce alla Procura della Corte dei Conti che noi gli avevamo mandato, ma ha fatto finta di non vedere». «Chi è pubblico ufficiale - ha aggiunto - ha obbligo di intervenire per rimuovere atti illeciti. Non averlo fatto vuol dire omissione di atti d'ufficio». «Oggi - ha concluso il leader Idv - il presidente Monti ha detto che interverrà per modificare la governance, noi gli diciamo che doveva farlo l'anno scorso quando lo abbiamo avvertito. Per un anno s'è girato dall'altra parte come ha fatto Ponzio Pilato e adesso pretende che noi piangiamo il morto». (Da: Il Messaggero.it)".
A parte che anche Antonio Di Pietro "s'è girato dall'altra parte come ha fatto Ponzio Pilato e adesso pretende che noi piangiamo il morto" e noi ex IdV lo piangiamo sul serio... di certo Monti dimostra di essere anche lui un falsetto niente male!
Sul Salvatore delle italiche economie, mi informano che:

Sei cose da sapere su Mario Draghi
Pubblicato 10 settembre 2012
Monti e Draghi provengono dalla banca GoldmanSachs, entrambi hanno figli che lavorano presso un’altra banca mondiale: la Morgan Stanley.
A inizio anno il governo Monti “bonificava” 2,5 mld di euro alla Morgan Stanley datore di lavoro del figlio  http://www.lindipendenza.com/monti-morgan/ nell’indifferenza totale di politici e giornalisti nostrani ma in Europa le cose funzionano diversamente e l’onestà probabilmente ha un altro valore.
Ecco allora Mario Draghi finire sotto inchiesta per conflitto d’interessi: prendiamo dal sito http://www.latribune.fr/entreprises-finance/banques-finance/banque/20120905trib000717938/six-choses-a-savoir-sur-mario-draghi-le-patron-de-la-bce.html
ricopiamo e traduciamo perché tutti sappiano chi sono i figuri che hanno il nostro destino nelle loro mani
 Six choses à savoir sur Mario Draghi, le patron de la BCE –
Sei cose da sapere su Mario Draghi, il padrone della BCE
5- Un fils qui travaille comme “trader taux” chez Morgan Stanley
L’information est sortie dans The Telegraph en fin d’année dernière : Mario Draghi a un fils qui exerce le métier de trader sur les marchés de taux, des marchés sur lesquels l’action de la BCE a une influence directe. Invoquant le code de conduite des membres du conseil des gouverneurs, l’institution affirme que « M. Draghi se conforme aux règles éthiques de la BCE ». Reste à savoir si de son côté Giacomo spécule contre les dettes espagnoles et italiennes…
Un figlio che lavora come “consulente finanziario” presso la Morgan Stanley
L’informazione è uscita dal “The Telegraph” alla fine dell’anno scorso: Mario Draghi ha un figlio che esercita la professione di consulente finanziario, dei mercati sui quali l’azione della BCE ha un’influenza diretta. Invocando il codice di comportamento dei membri di consiglio dei governatori, l’istituzione afferma che “ Mario Draghi si conforma alle regole etiche della BCE”. Resta da sapere se da canto suo Giacomo specula contro i debiti spagnolo e italiano
Federica Draghi

Responsabile del Business Development a Genextra.
Federica fa parte di Genextra dal Maggio 2006, dove è responsabile del business development. In Genextra, Federica svolge una serie di attività spaziando dalla valutazione di nuove opportunità di investimento al partnering, licensing e pianificazione della strategia di sviluppo delle società controllate del gruppo Genextra. Prima di unirsi a Genextra, Federica si è occupata di technology transfer presso Windham Venture Partners, dedicata alla commercializzazione di tecnologie nell’ambito del life science ed il Science and Technology Ventures, il technology transfer unit della Columbia University. Precedentemente è stata postdoc all’MRC di Cambridge UK. Federica ha ottenuto un MBA dalla Columbia University ed un PhD in biochimica dalla Sapienza, Università di Roma.

Dr. Federica Draghi, PhD MBA
Director, Business Development

Federica joined Genextra in May 2006 where she is currently responsible for business development. At Genextra, Federica is involved in a number of activities ranging from evaluation of new investing opportunities to partnering, licensing as well as strategic development activities of Genextra's subsidiary companies.
Before joining Genextra, Federica acquired experience in the technology transfer area at Windham Venture Partners, a NYC based life sciences technology commercialization firm, and before that with Science and Technology ventures, Columbia University's technology transfer office. Prior to that she was a postdoc at the MRC in Cambridge (UK.) and has been published in several journals.
Federica holds an MBA from Columbia University and a PhD in Biochemistry from La Sapienza, University of Rome.

Federica nata  nel 1974
Giacomo nato nel 1982
Aggiungo: sono andata sul sito Genextra, ho letto tutti i nomi di quelli che fanno parte del team, anche di quelli definiti super advisor. Ne conosco solo uno: Il Prof. Umberto Veronesi
Fino a ieri non sapevo neppure dell’esistenza di questa Società.
Federica Draghi è una biologa economista….mai sentita prima una anomalia del genere.
C’è un sotto bosco enorme  di posti ben retribuiti e riservati a quelli che contano e che sono figli di…
Non so che mestiere facciano il genero e la nuora di Draghi! Non saranno certo precari…
Poveri noi!

Già, poveri noi!! 
Sulla biologa-economista debbo dire che conosco un precedente: in una Università, non diciamo quale, ma è italiana naturalmente, la figlia di qualcuno importante, laureata in economia, è stata "messa", mediante pubblico concorso naturalmente, su una poltrona di Professore della Facoltà di Medicina e Chirurgia! Miracoli della realtà della Casta! Eventi che nella realtà della gente comune non si verificano mai! Per loro tutto è possibile, al meglio naturalmente!

Servizi Segreti


Da: La Stampa.it

Caso Abu Omar, la Corte d’Appello: dieci anni a Pollari, nove a Mancini

L’ex Imam di Milano Abu Omar

Le condanne nel processo bis per il sequestro dell’Imam di Milano.
Sei anni di reclusione per gli altri tre imputati
MILANO
I giudici della Corte d’Appello di Milano hanno condannato, nel processo d’appello bis per il sequestro di Abu Omar, gli ex vertici del Sismi. La condanna per Nicolo’ Pollari è di 10 anni, 9 anni di reclusione invece per Marco Mancini. Gli alti tre imputati sono invece condannati a una pena di 6 anni. I giudici della Quarta Sezione della Corte d’Appello di Milano hanno condannato per il sequestro di Abu Omar, che avvenne il 17 febbraio del 2003, l’ex numero del Sismi, Nicolo’ Pollari, a dieci anni di reclusione, l’ex numero due Mancini a nove anni e altri tre `007´ (Raffaele Di Troia, Luciano Gregorio e Giuseppe Ciorra) a sei anni. Il sostituto pg di Milano, Piero De Petris, aveva chiesto dodici anni per Pollari, dieci anni per Mancini e otto anni per gli altri tre. 

Il processo d’appello `bis´ agli ex vertici del Sismi è seguito alla sentenza della Cassazione dello scorso settembre che, oltre a condannare in via definitiva 23 agenti della Cia, aveva annullato con rinvio il proscioglimento per i cinque imputati ritenendo che la copertura del segreto di Stato era troppo ampia e parzialmente illegittima. Nei giorni scorsi anche il governo Monti, come quelli Berlusconi e Prodi, aveva confermato la posizione del segreto di Stato, e venerdì scorso la stessa presidenza del Consiglio ha sollevato conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato davanti alla Consulta contro la sentenza della Cassazione. I giudici della Corte d’Appello però non hanno ritenuto di dover sospendere il processo in attesa della decisione della Consulta e, dopo aver acquisito nelle scorse udienze alcuni atti su cui il governo aveva posto il segreto, hanno condannato tutti gli imputati, ribaltando le sentenze dei due precedenti gradi di giudizio che li avevano invece prosciolti. 

«Sono sconcertato: è stata condannata una persona che tutti in Italia sanno essere innocente», ha detto il generale Nicolo’ Pollari, commentando la sentenza di Milano. «Non voglio fare paragoni ma ricordo che anche Tortora fu condannato a 10 anni». «Come si faccia con serenità a condannare un innocente, che tutti sanno essere tale, è pazzesco. Che razza di esercizio è condannare un innocente?» afferma Pollari. 
«Io non solo sono estraneo a queste cose - prosegue - ma le ho impedite. Quindi non solo sono innocente, ma sono di più e il segreto di Stato prova la mia innocenza, non la mia colpevolezza». Secondo l’ex capo del Sismi «lo stesso governo ha messo per iscritto che queste attività sono istituzionali e quindi sono lecite. Infine, un’ultima notazione. La cosa che davvero mi sconcerta molto è che in questo processo, segreto di Stato a parte, non sono mai stato messo in condizione di difendermi: non mi è stato consentito neanche di sentire un testimone. Perché? È una domanda alla quale non so rispondere e che dovreste fare ad altri». 

!!!!!!!!!!!!!!!

Secondo questi giudici i Servizi Segreti debbono essere trattati come delinquenti comuni.
Quando mettono le bombe sui treni, nelle banche o nelle piazze piene di gente certamente sì; quando il potere politico ne fa un uso improprio, vedi casi come quello Ustica, certamente sì... Ma trattasi, appunto, di usi impropri di un Servizio che hanno tutte le nazioni mi pare, dunque vuol dire che nel mondo reale non se ne può fare a meno.
Sanno i giudici che siamo nella NATO? Dunque questi agenti, ormai non più segreti, dovevano collaborare con la CIA se il nostro governo era d'accordo.
Ma forse questi giudici pensano che Nicolò Pollari e compagni hanno sequestrato o collaborato a sequestrare l'Imam per fini privati, come dei volgari sequestratori di esseri umani per trarne lucro! Non si spiega altrimenti, visto come hanno applicato gli articoli del Codice Penale relativi al sequestro di persona!
Oppure per questi giudici gli Agenti del Sismi fanno comodo solo quando vanno a recuperare incaute giornaliste che vogliono fare le inviate speciali in zone di guerra e poi, di fronte ad un sequestro con minaccia di morte, piagnucolano molto poco dignitosamente "Pierre, ti prego, Pierre..." ma chi poi rischia e muore è qualcun altro...
Da: Ravenna & dintorni.it: Marco Mancini a Ciampino, sull'aereo che riportò a casa la giornalista Giuliana Sgrena dopo la morte di Calipari nel 2005

lunedì 11 febbraio 2013

Il coraggio di vivere

http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/371323/agresti-genitori-non-vedenti.html

Non sono riuscita a trasferire il video del servizio del bravo giornalista de "Le Iene", trasmissione lodevole di Italia 1, su questo blog: mia inabilità oppure incompatibilità dei due sistemi. Spero che, qualora non abbiate già visto il servizio, molto ben fatto, con il link che pubblico sotto la foto dei due coniugi Silvia ed Annibale possiate vederlo sul WEB.
Purtroppo anche cliccando sul link non si viene indirizzati automaticamente al video, dunque non rimane che copiarlo ed incollarlo sul browser, lo ripeto più in grande qui sotto:


http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/371323/agresti-genitori-non-vedenti.html

Sperando di essere riuscita nell'intento di indirizzarvi su questo bel servizio credo che tutti noi non possiamo che ammirare questi due coraggiosi genitori.
L'unica cosa che mi ha colpita non favorevolmente, però, è stata la dichiarazione del padre della piccola unica figlia della coppia, quando, alla domanda di Agresti, risponde che la bambina ha ereditato la sua stessa malattia oftalmica, senza specificare la patologia, e alla successiva domanda del giornalista se la bambina potrà perdere la vista come il padre (non totalmente cieco come la moglie ma con una minima visione residuale), egli risponde: "Non è detto, non è sicuro."
Ecco, lungi da me giudicare il desiderio di procreare, debbo però portare in questa riflessione la mia personale esperienza di persona ipovedente.
Dalla nascita sono affetta da Corioretinite maculare, non dovuta a toxoplasma ma non si sa da cosa. Subito mi ha leso la macula dell'occhio destro poi, successivamente, a 12 anni ha creato lesioni alla periferia della retina dell'occhio sinistro, e a 17 anni stava per rendere buia anche la macula dell'occhio sinistro ma, una massiccia dose di cortisone datami dal Prof. Leonardi, allora Direttore dell'Ospedale Oftalmico Provinciale di Roma, ha salvato la mia capacità di vedere. Sotto pubblico una definizione di questa affezione:
Corioretinite maculare
La causa è quasi sempre sconosciuta. I sintomi più frequenti sono: vista offuscata, deformazione della grandezza e della forma degli oggetti, punti neri vaganti, deficit visivo. Le complicanze possono essere un distacco della retina, glaucoma secondario, cataratta ed endoftalmite. L'infiammazione della coroide e della retina può arrivare ad interessare l'area maculare o paramaculare: in questo caso si richiede un trattamento immediato e massiccio.

Dunque il mio atteggiamento verso l'eventualità di procreare è stato molto prudente, giacché non volevo che i miei figli avessero la mia stessa malattia invalidante.
A 18 anni ero già fidanzata con mio marito il quale, avendo 7 anni più di me e lavorando già da tempo, voleva sposarsi subito.
Essendo molto giovane il timore di un vincolo matrimoniale che, in sede civile, non si poteva sciogliere, non essendoci ancora la legge sul divorzio, mi spaventava un poco,  e mi appariva una specie di ergastolo, mentre sapevo che gli effetti religiosi, anche allora, la Sacra Rota li poteva annullare. Dunque non palesai al mio fidanzato l'ansia che un simile progetto mi creava per non offenderlo, ma gli dissi che volevo fare la visita medica prematrimoniale per togliermi ogni dubbio su eventuali malattie ereditarie. La cosa destò l'ilarità del mio promesso sposo che mi trovava eccessivamente prudente nonostante l'età giovanissima. Ma io fui irremovibile e lo sposai a 19 anni solo dopo che avevo avuto tutte le rassicurazioni sulle malattie ereditarie.
La Corioretinite maculare NON è fra queste. Se lo fosse stata non avrei fatto figli. 
Questa è la ragione della mia perplessità nel sentire quel passaggio del Servizio del bravo Agresti. 
Detto questo, poi, ritengo che lo sforzo di vivere ognuno lo risolve come può.
Qualche anno fa l'Università dove lavoravo organizzò un interessantissimo Convegno dal titolo "WEB Senza Barriere". Conservo ancora gli appunti che presi ed il Programma. Uno dei relatori era Consuelo Battistelli, non vedente, che arrivò all'Università con un taxi da sola accompagnata soltanto dal suo bastone bianco. Ammirai, oltre alla sua bellezza esteriore, la sua volontà di vivere normalmente nonostante la grave menomazione. Dato che lavorava all'IBM si occupava di accessibilità e problemi connessi e loro soluzioni. Ricordo che parlò di un bastone "Sesamonette" che aveva un lettore che trasmetteva input ad un "device" che il soggetto doveva avere in mano e che dava un messaggio vocale. Eravamo nel 2008 e la scienza e la tecnica avranno sicuramente trovato altri ausili, ma un'altra tecnica innovativa che illustrò Consuelo fu lo "Screen-reader": un software che traduce in audio la scrittura.



domenica 10 febbraio 2013

Le cause giuste non hanno colore politico


FLI CELEBRA LA GIORNATA DEL RICORDO. ANDREA TITTI: "ONORE A CHI DIMENTICATO DALL'ITALIA NON HA MAI DIMENTICATO L'ITALIA".

Nella mattinata di Sabato 9 Febbraio una delegazione dei Circoli di Futuro e Libertà dei Castelli Romani, guidata dal candidato alla Camera dei Deputati alle prossime elezioni del 24 e 25 Febbraio Andrea Titti, unitamente ad una rappresentanza di Generazione Futuro, movimento giovanile di Fli, accompagnati dall'On. Roberto Menia, primo firmatario della legge che ha istituito la Giornata del Ricordo in onore dei martiri delle Foibe e degli Esuli, dopo aver deposto un mazzo di fiori innanzi alla pietra carsica nel quartiere giuliano di Roma, hanno visitato il Museo Fiumano della Capitale. Un gesto per celebrare la giornata del 10 Febbraio e tramandare la memoria di una pagina di storia celata per decenni all'Italia e tutt'oggi non del tutto accettata da parti della società.  "Auspico che tutte le scuole Italiane - dichiara Andrea Titti - a partire da quelle dei Castelli Romani, organizzino visite guidate a questo museo e parallelamente invitino nelle proprie aule i protagonisti di questa parte di storia del nostro popolo, per confrontarsi con i giovani attorno ad un modo di interpretare l'Italianità che non è intriso di nazionalismo ma di amore per la propria cultura e la propria identità. Dovremmo tutti prendere esempio dai nostri fratelli della Venezia Giulia e delle terre d'Istria e Dalmazia: gente dimenticata dall'Italia che non ha mai dimenticato l'Italia. Quel sangue versato per mano dei comunisti jugoslavi, con la silente connivenza delle classi dirigenti Italiane ed Europee del dopoguerra - continua Titti - va onorato come uno dei più alti esempi di sacrificio a difesa di quella cultura millenaria che è alla base della nostra Unità Nazionale. Essere qui - conclude il giovane candidato di Futuro e Libertà - accanto a Roberto Menia, colui che più di tutti ha dedicato la propria vita politica affinché queste genti fossero riconosciute dalla propria Patria è un'emozione ed un onore che mi rende personalmente orgoglioso".

Museo Archivio Storico di Fiume

Via Antonio Cippico, 10 - Roma

Tel. 06.59.23.485
BUS  703  707  761  763  772  775  779
Tutti i giorni, escluso il sabato e festivi dalle 15 alle 18.30.
Per esigenze particolari, possono essere concordati orari diversi, anche di sabato e festivi.
Ingresso libero


Disposto nella sala del piano inferiore su una superficie di 250 mq. ca. ruota intorno a un sacrario centrale a ricordo dei giuliano-dalmati caduti per la patria italiana. Iniziando con un’ampia panoramica documentale sull’esodo dalle terre adriatiche, procede con cimeli e documenti originali che illustrano ampiamente la storia fiumana dalle origini romane al secondo conflitto mondiale, gli aspetti urbanistici, monumentali, associativi, scolastici, amministrativi, religiosi e culturali della città di Fiume e del suo territorio ricollegabili all’identità di carattere italiano.
Al secondo piano vi è l’archivio biblioteca, su una superficie di 250 mq. ca., suddiviso in due settori: uno destinato a sala riunioni con mezzi audiovisivi offre 30 posti a sedere e ospita un’ampia panoramica d’opere realizzate da artisti fiumani dal 1700 ai giorni nostri, nell’altro sono disposte postazioni informatiche, l’ufficio amministrativo della società e del museo. L’archivio dispone d’oltre 40.000 documenti e di alcuni fondi particolarmente importanti: Riccardo Zanella, Antonio Grossich, Riccardo Gigante, Gabriele D’Annunzio, Icilio Bacci, Andrea Ossoinack, Maria Vitali, Giovanni Giurati, Oscar Sinigaglia, Armando Odenigo, Michele Maylender ed altri; la biblioteca conta oltre 5000 volumi, un’ampia emeroteca fiumana e adriatica, un fondo filatelico, uno fotografico e uno cartografico.

Ultimo tentativo


Mi scuso per il video malfatto con il mio vecchio cellulare e con la mia assoluta inabilità a fare la ripresa, ma quello che conta è il documento. Questo video documenta che ieri pomeriggio sono andata a conoscere chi vorrò votare in carne ed ossa del Movimento 5 Stelle.
Chi ha la pazienza, o la curiosità, o l'interesse di leggermi sa come la penso sulla nostra situazione politica, sa delle mie delusioni, sa perché ho deciso di votare il Movimento di Beppe Grillo.
Dirò una frase melodrammatica: "Chi me lo avesse detto!"
Ma o così o non vado a votare!
Oggi ho visto cose già viste quando andavo alle riunioni del partito creato e distrutto da Antonio Di Pietro: atteggiamenti, imbarazzi, promesse, tanto fervore, gente che ci crede... e.... addirittura ho incontrato una ex attivista di Italia dei Valori, una dei tanti naufraghi, piccoli, medi e grossi, dell'affondamento che Di Pietro ha fatto del suo partito. Invece che tesserata, mi ha spiegato, "è certificata". Insomma lì gli iscritti si chiamano così. 
Davide Barillari mi è sembrato il più preparato, il resto dà l'impressione dell'improvvisazione.
Ma darò al Movimento il mio voto e staremo a vedere cosa succederà.
Di certo se riuscissero a realizzare realmente solo alcune delle cose che si prefiggono, sarebbe già un successo.
Sarebbe un cambiamento epocale della nostra società.
Ma so che si scontreranno contro i ricorsi per incostituzionalità quando andranno a proporre leggi che vogliono tagliare i privilegi del marciume fin qui al potere.
Sarebbe tanto se riuscissero a recuperare i soldi del truffaldino e antireferendario "Rimborso elettorale": lì potrebbero riuscire a ripristinare la legalità, dato che c'è un risultato referendario inequivocabile dietro le nostre spalle.


sabato 9 febbraio 2013

Roberta Ragusa indagini

Dal blog: Cervelliamo
Attorno a mezzanotte, il marito di Roberta, ha detto di essere andato a dormire e di averla lasciata in cucina mentre preparava la lista della spesa per il giorno successivo.
Quando alle 6.45 del mattino è suonata la sveglia, si è accorto che la moglie non era neppure andata a letto accanto a lui.
Ha dato l'allarme solo alle 13.30 ma per tre giorni, anzichè far scattare un piano di ricerche, si è deciso di aspettare l'avvistamento di una donna in stato confusionale.
Roberta Ragusa non è stata cercata perchè il marito aveva raccontato ai carabinieri che alcuni giorni prima uno scatolone le era caduto in testa e le aveva provocato vuoti di memoria e momenti di assenza.
Qualunque siano le ipotesi dopo un anno di indagini a vuoto, quei tre giorni di attesa sono stati un ritardo enorme.
Se qualcosa si poteva fare per ritrovare Roberta Ragusa era proprio in quelle ore, ma non è stato l'unico buco nelle indagini.
La casa di Ragusa è stata perquisita e analizzata dai carabinieri del Ris solo il 29 febbraio, un mese e mezzo dopo la scomparsa.
Quando il Pm ha iscritto il marito sul registro degli indagati, ipotizzando l'accusa di omicidio e occultamento di cadavere.
Nel frattempo infatti si era scoperto che lui da sette anni aveva una giovane amante, e che il giorno dopo i due amanti avevano distrutto i cellulari che usavano per chiamarsi.
Se qualcuno avesse voluto far sparire qualcosa di compromettente o cancellare tracce e indizi, aveva avuto a disposizione 45 giorni.
Il giallo della scomparsa di Roberta Ragusa è racchiuso dalla mezzanotte del 13 gennaio, alle 5.40 del mattino dopo, l'ora in cui un cacciatore si è fermato davanti alla casa e ha raccontato di non aver visto nessuno e di non aver visto luci accese.
Il dramma evidentemente si era già compiuto.
Da un anno ci sono domande senza risposta, solo ipotesi ma nessun indizio.

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Questo è il decimo post che dedico a questa sfortunata donna e penso ai suoi due figli, alle loro vite innocenti rovinate dalla mano malvagia ed assassina che non ha pensato al tremendo male che ne sarebbe loro derivato. Spero che tutto questo dolore, l'inevitabile incertezza, la distanza o la pietà che sentiranno nella gente intorno a loro, non corrompa anche le loro fragili animucce in formazione. Quali pensieri, quali dubbi affrontati o rimossi scuotono le loro coscienze, quali paure, quali timori? Da madre e da nonna me lo chiedo con dolorosa partecipazione.
Quanto all'inchiesta penso che un tempo non esisteva la prova del DNA ma ci si basava sul movente e sugli indizi che, se tanti e concordanti, avevano valore di prova.
La Giustizia deve fare del tutto per condannare l'assassino o gli assassini anche senza il cadavere. E' già successo: hanno condannato anche senza il ritrovamento del corpo della vittima.
Non si può andare oltre ogni pragmatica logica di fronte ad una sparizione nel nulla dalla propria abitazione in una gelida notte di gennaio così, senza nulla portato con sé: i fatti parlano da soli con il semplice buonsenso. Non si può dare il messaggio che basta far sparire il corpo e la si fa franca. Sarebbe devastante.
Hanno prove maggiori di quelle riportate nell'articolo sopra riprodotto, ma forse non sono sufficienti per gli inquirenti per un sicuro successo dibattimentale: anche se forse per un rinvio a giudizio sì. Il Procuratore chiederà, sembra, un prolungamento delle indagini per altri 6 mesi. 
Di certo hanno messo cimici ovunque per cogliere chi sa in fallo: ma altrettanto certo è che si tratta di gente fredda e controllata che sa di essere intercettata e in fallo, probabilmente, non ci cade.      



CarabinieriRicerche del corpo


venerdì 8 febbraio 2013

Cultura negata


Da: La Repubblica.it

Università, la fuga dei meno abbienti
non si iscrivono da tecnici e professionali

Il calo delle iscrizioni fotografato dal Cun non tocca per nulla i diplomati nei licei classici o scientifici (che aumentano). Restano fuori una parte consistente degli istituti che ospitano la maggioranza degli studenti italiani 

di SALVO INTRAVAIA

Il calo degli immatricolati all'università colpisce quasi esclusivamente le classi meno abbienti. Qualche giorno fa, il Consiglio universitario nazionale - il "parlamento" del sistema universitario italiano  -  ha denunciato la fuga di iscritti che in appena otto anni ha colpito le università. Dal 2003/2004 al 2011/2012, cioè in meno di un decennio, il contatore ha fatto registrare un preoccupante meno 17 per cento netto in termini di immatricolazioni. Il Cun, appoggiandosi ai dati forniti dal Cineca, si è accorto che in due quadrienni le immatricolazioni ai corsi triennali e a ciclo unico sono passate da 338mila a 280mila, con un saldo negativo di ben 58mila immatricolazioni.

Il calo di new entry all'università si verifica in un momento di particolare difficoltà delle economie europee, e soprattutto di quella italiana, che secondo la Commissione europea può essere superata soltanto puntando sull'innovazione. E per farlo occorrono più e non meno laureati. Ma come spesso avviene la media in statistica descrive fenomeni complessivi ed è come i polli di Trilussa: a chi troppo e a chi niente. Basta quindi approfondire l'analisi per avere qualche elemento in più di valutazione. Passando infatti ai diplomi in possesso dei nuovi adepti all'università si può vedere come il 17 per cento di calo delle immatricolazioni sia stato quasi esclusivamente a carico degli strati sociali meno abbienti.

Confermando una volta ancora che in Italia l'ascensore sociale è ormai fermo da tempo. Se infatti il calo di immatricolazioni avesse colpito equamente tutti avremmo avuto meno immatricolati fra i diplomati di tutti gli indirizzi. Ma così non è stato. Dal 2003/2004 al 2011/2012, gli immatricolati all'università in possesso di un diploma di maturità liceale (classica o scientifica), anziché diminuire, sono aumentati dell'8 per cento. Mentre sono crollate le immatricolazioni di coloro che erano in possesso di un diploma tecnico o professionale: meno 44 per cento per i primi e meno 37 per cento per i secondi. E in Italia, si sa, gli istituti tecnici e professionali sono frequentati proprio dai figli delle famiglie meno abbienti. 


!!!!!!!!!!

Penso che è un dato gravissimo: vuol dire che si impedisce alle intelligenze di crescere socialmente relegandole ad un discrimine economico. Già, come più volte ho scritto su questo blog, c'è la sbarra delle raccomandazioni che tagliano le gambe al merito, ma il dato economico rende l'ingiustizia sociale ancora più grave.
Debbo riconoscere, comunque, che da sempre chi consegue una maturità liceale non ha strumenti per applicare quel tipo di preparazione ad un qualsivoglia lavoro, mentre un geometra, un ragioniere, un perito tecnico od aziendale qualche applicativo lo ha. Quindi per il liceale la scelta universitaria è quasi una scelta obbligata, una ricerca di un indirizzo che si possa applicare ad una funzione lavorativa. Mentre il geometra e il ragioniere possono già avere uno strumento in mano... sempre se il lavoro c'è.

Uomini di buona volontà


Da: Quotidiano.Net

Sicilia, Battiato choc: "Niente soldi in cassa Hanno rubato tutto..."

L'assessore della giunta Crocetta:
"Tagliare i rami secchi"

La denuncia del neo-assessore Battiato: “Nelle casse del Turismo non c’è un euro, hanno rubato tutto. Crocetta sarà costretto a cercare fondi europei per ottenere almeno un minimo"
Franco Battiato (Ansa)
Franco Battiato (Ansa)

Palermo, 7 febbraio 2013 - “Nelle casse del Turismo non c’è un euro, hanno rubato tutto”. Cosi’ l’assessore regionale al Turismo, Franco Battiato, incontrando la stampa a Palazzo d’Orleans. L’artista prestato al governo Crocetta è tornato sulle polemiche dei giorni scorsi per la lontananza dalla Sicilia.

"Se anche non avessi questo tour, che mi serve per promuovere la nostra cultura nel mondo -ha affermato Battiato - non c’è un euro nelle casse dell’assessorato e non si piò lavorare. Questo è un punto che non si può cambiare e Crocetta sarà costretto a cercare fondi europei per ottenere almeno un minimo”.
CANCELLAZIONI - Una situazione drammatica quella delineata dall’assessore al Turismo Franco Battiato sullo stato delle casse dell’assessorato che porterà inevitabilmente alla sospensione di alcuni iniziative già programmate in precedenza, come il Circuito del Mito e Grandi Eventi.
“Proprio i grandi eventi - ha detto con amarezza Battiato - dovrete scordarveli. Fortunatamente siamo sovrastati  da proposte, poco costose, ma significative da un punto di vista artistico”. Il dirigente dell’Assessorato al Turismo Alessandro Rais, ha sottolineato come sull’uso dei fondi sono state rilevate diverse criticità. “Oltre alle indagini già avviate dalla magistratura -ha chiarito- abbiamo avviato delle ricognizioni interne per comprendere meglio le procedure. La situazione, imputabile alla gestione precendente, è risultata non compatibile con la normativa europea, provocando la decertificazione da parte del’Europa”.
Per questo motivo Battiato, in una lettera indirizzata al presidente Crocetta e all’assessore all’Economia Bianchi ha evidenziato l’urgenza di un “taglio dei rami secchi” e anche per avviare le procedure liquidazione di CineSicilia “per spese poco produttive”.
LA POLEMICA - “Io assente in assessorato? Hanno detto delle palle, è tipico della politica odierna”. A dirlo l’assessore regionale al Turismo, l’artista Franco Battiato, parlando con i giornalisti replica a chi lo aveva accusato di stare troppo lontano dalla Sicilia a causa dei suoi impegni di musicista.
PENTIMENTI - "Io pentito di fare l’assessore? No, sono qui per la mia terra: per dare e non per depredare". ha poi detto Battiato rispondendo ai cronisti.
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Da nord a sud non c'è luogo dove non sia stato perpetrato il sacco del denaro pubblico: opere costose lasciate a metà e mai utilizzate lasciate all'abbandono ed al degrado, opere costate il triplo per farci uscire le mazzette che gli imprenditori sono stati costretti a pagare ai politici per poter ottenere la commessa, sperperi di ogni risma e genere hanno prosciugato le casse di comuni, provincie, regioni...
In compenso un assordante e ripetitivo ciarlare dei politici su: contenimento della spesa, bando agli sprechi, correttezza delle procedure...
Mai come negli ultimi decenni ci sono stati tanti comuni commissariati, tante casse prosciugate!
La dissennatezza dei politici poi risolve tutto chiedendo altri soldi a chi già paga.
Dal caso che riporto della Regione Sicilia e nella franchezza di un artista sensibile come Battiato impegnato in politica, si può capire perché pochi siciliani sono andati a votare.
Ma è lo stesso nel resto d'Italia.
In Lombardia, l'ho già scritto, hanno una possibilità: il figlio di un eroe civile, AMBROSOLI, un giovane uomo cresciuto con Veri Valori, spero che i lombardi non se lo lascino sfuggire e che non passi lo "scopino" leghista che ha ancora molto da ramazzare, quindi un'occupazione già ce l'ha.
Quanto al suggerimento di Battiato di ricorrere ai fondi europei direi che BISOGNA farlo, almeno ci rientra qualcosa di tutto il fiume di denaro che versiamo nelle casse di questa Europa degli egoismi.
Quello che posso dire è che i programmi per accedere a tali fondi, almeno per l'ingegno dei privati, sono fumosi e sembrano fatti per chi non sa fare niente. Rinaldi, deputato europeo di Italia dei Valori che io votai, mi manda puntualmente questi bandi a cui solo chi si inventa qualcosa di vuoto, pretestuoso, inutile e cervellotico potrà accedere. Mi chiedo da chi vengono decisi questi programmi, da quali menti vuote di cultura scientifica, autenticamente innovativa e che colga la VERA utilità per la società, tanto sono per fini che sembrano scatole vuote o che non possono dare che frutti momentanei.

I "Diritti acquisiti", violati per il popolo, possono essere CAMBIATI anche per la CASTA

Da: RAI News24.it
Roma, 08-02-2013
Quasi tutti i leader promettono di abbassare le tasse in caso di vittoria elettorale, ma è Beppe Grillo quello più credibile secondo il 41% degli italiani. E' quanto emerge da un sondaggio realizzato dall'Istituto Swg in esclusiva per Agorà, su Rai Tre.

Circa un italiano su tre (34%) crede che Bersani manterrà fede alla promessa
di alleggerire la pressione fiscale; al terzo posto Antonio Ingroia, il più credibile in tema di abbassamento delle tasse per il 27% degli intervistati. A seguire Berlusconi, con il 26%, e Monti, con il 23%. Chiudono la classifica Maroni e Tremonti, entrambi al 20%.
Grillo: faremo il botto
"E' solo questione di tempo: se non facciamo il botto subito, lo facciamo in autunno. Restando cosi' la situazione, torniamo alle urne fra sei mesi", assicura Beppe Grillo, che in un'intervista al Secolo XIX annuncia di voler "mettere i politici a dieta" per aiutare le piccole imprese. "Lo abbiamo gia' fatto in Sicilia - dice il leader del Movimento 5 Stelle - dove i 15 deputati dell'M5S si sono decurtati lo stipendio del 70% e con la parte restituita finanziano la piccolissima impresa siciliana".

Quanto alla possibile reazione della mafia, "la crisi ha cancellato il voto di scambio. Ti danno il lavoro, ma lo stipendio devi mettercelo tu".

Cosa fare
Sulle prime cose da fare, nel programma dell'M5S "abbiamo 20 punti tra cui il reddito di cittadinanza, la pensione massima a 5mila euro lordi, una sola rete televisiva di Stato senza pubblicità e senza partiti, l'obbligo del Parlamento di discutere le leggi popolari, l'introduzione dei referendum propositivi senza quorum", spiega Grillo, che sulla fiscalità ha gli economisti genovesi Uckmar e Marongiu che stanno ultimando una serie di proposte.

I soldi per rilanciare il Paese non verranno solo dalle grandi opere, ma "anche dai 3 miliardi dei rimborsi elettorali, dal miliardo dei contributi pubblici all'editoria, dai vitalizi,
dai doppi incarichi, dai 98 miliardi di evasione delle slot machine, dai 2,2 miliardi della Tav", dichiara Grillo. In merito all'evasione, "non credo c'entrino i piccoli
imprenditori, io guarderei di piu' alle banche e ai partiti", afferma Grillo.

Mps e il Pd
"Il Pd poteva far cadere il governo Berlusconi sullo scudo fiscale e ha disertato l'aula. Poi succede lo scandalo Monte Paschi e capisci che ci sono dentro fino al collo". Quello di Mps "è il più grande scandalo finanziario della storia della Repubblica", prosegue il leader dell'M5S, che chiede "una commissione d'inchiesta che indaghi sui vertici
del Pd, sia toscano sia nazionale, dal 1995 ad oggi, e che indaghi sui controllori, Banca d'Italia e Consob".


Di Pietro,Grillo?Stima reciproca

Non ci sentiamo nemici e ci sentiamo spesso

07 febbraio, 18:08

Di Pietro,Grillo?Stima reciproca (ANSA) - ROMA, 7 FEB - ''Con Grillo ci sentiamo, ci mandiamo i messaggi normalmente. Non ci sentiamo avversari politici e ci lega ancora un rapporto di stima''. Lo dice Antonio Di Pietro all'ANSA FORUM.'' Ha messo insieme il popolo della protesta per abbattere il sistema, non per sfasciare le vetrine, ma per portarlo alle urne.Ci differenzia pero' una scelta di fondo: lui vuole arrivare in Parlamento per fare opposizione, io, invece, ritengo necessario provvedere alla ricostruzione''.

Se una come me ha deciso di votare il Movimento di Grillo è perché, come tanti, vorremmo fare la rivoluzione e, non potendo ricorrere al sangue per ripulire la "dittatura dei partiti", proviamo a farlo con il voto. 
Non condivido tutto quello che dice Grillo. L'ho scritto e lo ripeto, ma la scelta è non votare come fanno persone che conosco da anni e come ho fatto anch'io per anni fino a che tornai, nel 2008, a dare fiducia a Di Pietro.
Fiducia che ha perso totalmente per quanto mi riguarda e non l'ha persa per un fatto o due, ma per una serie di fatti e fatterelli sparsi in tutta la penisola là dove c'erano i centri di potere di Italia dei (S)Valori.
Spero che Grillo e quelli del suo Movimento non si alleino MAI con la congrega Ingroia-Di Pietro, altrimenti per me finiranno male pure loro.
Grillo agita la bandiera della Sincerità... Di Pietro ha dimostrato con i fatti, creando una vera diaspora dei suoi, che sincero non è.
Che dichiarasse pure la sua stima per Grillo il molisano, io invece stimo i giovani, le forze nuove che sperano di cambiare le cose marce attraverso il Movimento, ma non dicesse il molisano che Grillo " vuole fare opposizione, io, invece, ritengo necessario provvedere alla ricostruzione".
Se quelli del Movimento riuscissero a fare quello che ho evidenziato sopra, nell'articolo di RAINews24, non farebbero opposizione ma una vera rivoluzione, un vero cambiamento, quello che lui non ha mai voluto fare perché si è preso i milioni di euro del finanziamento pubblico, perché mi è stato fatto notare dai più attenti che usciva "casualmente" dall'Aula quando c'era da votare certe cose contro le quali "a parole" tuonava ecc. ecc. ecc.. 


mercoledì 6 febbraio 2013

Gli Orchi escono di galera

Belgio: Marc Dutroux ha chiesto gli arresti domiciliari
 Marc Dutroux all'epoca dell'arresto


(AGI) - Bruxelles, 4 feb. 2013 - Dopo 16 anni e mezzo gia' trascorsi di carcere a vita il 'mostro' di Marcinelle, Marc Dutroux, si e' presentato stamane presto davanti ai giudici del Palazzo di Giustizia di Bruxelles. Il detenuto ha chiesto di accedere alla liberta' condizionata, arresti domiciliari con il braccialetto elettronico, e questo ha gia' suscitato l'indignazione di tutto il Belgio. Dutroux e' stato condannato all'ergastolo nel 2004 per il rapimento, lo stupro e l'assassinio di numerose ragazze adolescenti. Le misure di sicurezza davanti al Palazzo, dove si trova il Tribunale di applicazione delle pene di Bruxelles, sono ingenti, cosi' come sono accorsi in massa all'evento giornalisti e fotografi. Molti anche i manifestanti che chiedono la testa dell'assassino Dutroux. L'appello di Dutroux segue di tre mesi la sentenza applicata alla sua ex moglie e complice, Michelle Martin, condannata inizialmente a 30 anni e autorizzata a uscire dal carcere e a ritirarsi in un convento di suore Clarisse. Una decisione del tribunale sulle richieste di Dutroux dovrebbe arrivare non prima del 18 febbraio prossimo per essere eventualmente applicata prima del 30 aprile.
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Mons (Belgio), 31 lug.2012 (LaPresse/AP) - Michelle Martin, ex moglie del pedofilo belga Marc Dutroux che aiutò il marito, è stata rilasciata di prigione in anticipo, innescando forti proteste. La Martin, 52 anni, venne condannata a 30 anni di carcere nel 2004 per non avere liberato delle bambine che l'ex marito teneva segregate in cantina. Dutroux, 55 anni, sta scontando l'ergastolo per avere rapito, torturato e abusato sessualmente di sei bambine fra il 1995 e il 1996. In quel periodo trascorse quattro mesi in cella per furto, lasciando la moglie con due bambine a cui non diede da mangiare e lasciò morire. Oggi, però, il tribunale della città di Mons ha accettato la richiesta della Martin di essere rilasciata. Un convento belga si è offerto di accogliere la donna. I genitori delle due bambine uccise hanno espresso tutta la loro rabbia nei confronti delle decisione della corte, affermando che la Martin è malvagia tanto quanto il suo ex marito.

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Malvagia è poco: è un mostro, una pervertita, un essere che, come ho già scritto per i nazisti aguzzini, per il mostro, che tenta di fingersi pazzo per sfangarla, della bomba davanti alla scuola di Brindisi, e per tutti quelli che nulla hanno di umano se non l'aspetto esteriore che inganna, purtroppo esiste ed è una tipologia che è sempre esistita e dunque sempre esisterà!

Michelle Martin, ex moglie del pedofilo belga Marc Dutroux : assisteva agli stupri che il marito compiva sulle bambine, ha riferito in tribunale una fanciulla che si è salvata.

Le favole altro non sono che un modo camuffato per non evidenziare l'orrore di avvertire i bimbi che esistono gli Orchi.
Chi non ricorda la favola di Pollicino con l'Orco e l'Orchessa e lo spostamento dei figli dei due Orchi nei letti in modo che mangiassero quelli e non Pollicino ed i suoi fratelli.
Ricordo che la mia mente bambina si chiedeva come potessero degli Orchi che mangiavano i bambini avere anche loro dei bimbi. Ora so che possono avere figli, essere genitori come la coppia Dutroux, e compiere atti tanto mostruosi. Sappiamo che c'è chi li compie anche sui propri figli: un caso scoperto negli ultimi anni in Austria riguarda quel padre-Orco che teneva segregata la propria figlia in cantina da anni ed anni, facendole fare pure dei figli frutto dello stupro incestuoso.

Un commento va per la Giustizia. L'ho scritto e lo ripeto assumendomene tutta la responsabilità: la pena di morte per casi accertati ed orridi come questi dovrebbe essere comminata.
Se c'è da lamentarsi della Giustizia italiana, mi pare che in Belgio non stanno meglio. Per non parlare della Norvegia dove al mostro che ha ucciso decine e decine di giovani innocenti hanno dato circa 20 anni in carceri che sembrano graziosi ostelli!
Dutroux oggi